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UniTRE. Le emozioni di una didattica che palpita di vita e umanità.

Città dell'Infanzia
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Tags: universitàdellaterzaetàdidatticaannoaccademicosaggezza


“Andare oltre le parole” per evincere il senso delle cose e ritornare ad azzerare il tempo in un anfratto in cui volti, sguardi, azioni si intrecciano dando il via a ricordi, esperienze e condivisione. “Università della Terza Età” - Trani, un universo di meraviglia che si spalanca senza remore, ancora una volta, alla squadra di Città dell’Infanzia. <<Il viaggio nella letteratura italiana. Alla scoperta di sé>> , <<Emozioniamoci consapevol – mente>> , <<#SpeakEasy: comunichiamo in musica pop & gospel>> , saranno i perni  di questo A.A. 2017-2018, particolarmente focalizzati sulle “emozioni”,  in una programmazione che ravvisa infinite possibilità didattiche, tra cui, anche un tuffo nell’arte dell’immagine. Una generazione di nuovi “over” che, non conoscendo sosta fisica e  intellettiva, esige, prepotentemente, conoscenza e barlumi di vitalità. D’altronde, la velocità dell’era tecnologica, inarrestabile, sta modificando generazioni intere e, in questa innovativa cavalcata delle valchirie, ritroviamo personaggi non solo più ricettivi e volitivi ma anche più tenaci, quasi inarrestabili, uniti da un collante indissolubile: la saggezza.  Espressioni autentiche, curiose e perspicaci che tramutano ogni lezione in uno squarcio che si spalanca tra passato e presente, instillandoci un sentimento di fiducia e serenità. Non è mera “didattica”, è un viaggio di scoperta reciproca che ci regala arricchimento ed emozione. Come redazione, sentiamo di ringraziare il rettore, il prof. Gaetano Attivissimo, per aver espresso, con fervore e fermezza, il desiderio di includere il nostro parterre professionale in questa straordinaria realtà. Ci sentiamo parte di una grande famiglia in cui valori e stupore palpitano di vita propria, e noi non possiamo che riverberarla con entusiasmo e fede, quella stessa fede che, ogni giorno, ci spinge a non mollare mai e a credere che anche una luce fioca possa abbacinare nel buio. Diamo il via ad un nuovo, indispensabile, anno accademico di vita. La VITA al centro dell’informazione, sempre.

Redazione

    


 




“UN SACCO DI FATTI”. RACCONTIAMO LA STRAORDINARIETÀ NELL’ORDINARIETÀ SU RADIO ITALIA ANNI 60.

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Tags: unsaccodifattionairradioinfanzia


Ospite della puntata del 2 novembre, ore 7 e, in replica il 3 novembre alle 22, la dott.ssa , direttrice di cittadellinfanzia.it. Ci introdurrà nella straordinaria sinergia del format con l'universo comunicativo del portale. Prepariamoci ad un nuovo viaggio sul treno del colore e delle emozioni. “Un Sacco di Fatti” è on air.

Pubblicato da Radio Italia anni 60 Puglia su Giovedì 9 novembre 2017



LASCI TUO FIGLIO MINORENNE SOLO IN CASA? SEI COLPEVOLE DI REATO DI ABBANDONO!

Città dell'Infanzia
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Tags: reatodiabbandonolasciareminoriincasatutelaminorile


“L’ho lasciato solo un’oretta per fare la spesa . Ma ho chiuso la porta a chiave”; “Dovevo andare a lavorare. L’ho lasciata davanti alla tv ma mi sono assicurata che ricordasse il mio numero di telefono in caso di necessità”; “Faccio un salto dal parrucchiere e torno: - non aprire a nessuno!”…etc  etc . Quante volte, in blande e ordinarie conversazioni tra genitori, queste frasi si sono ripetute con ingenua semplicità? Quante volte abbiamo creduto che “lasciare un momentino” i nostri figli a casa soli potesse essere un’azione “normale”? In realtà, secondo una legge ben precisa:

lasciare un minore che non abbia compiuto i 14 anni, solo in casa, è reato di abbandono ex art 591 c.p..

Tralasciando le considerazioni personali che potrebbero indurre a formulare ipotesi di “saggezza”, “maturità”, “senso di responsabilità” ravvisabili nel proprio pargolo, la legge non ammette ignoranza o opinioni e parla in modo molto chiaro. Il Tribunale di Genova ha dissipato ogni dubbio sulla questione con la  sentenza n. 3650 - 8 giugno 2016, condannando ad otto mesi di reclusione una madre che si era allontanata da casa, per qualche ora, lasciando da solo il figlio di appena 9 mesi. La signora, per le ristrettezze economiche in cui riversava la sua famiglia, era stata accolta insieme al marito ed ai tre figli minori, presso una struttura assistenziale del comune di Genova. L’incauto comportamento è stato scoperto da un’inserviente che, ascoltando un pianto disperato e incessante, entrando, ha scoperto il bambino riversato quasi a testa in giù dal letto, con il pannolino che necessitava cambio, attestando, pertanto, l’assenza del genitore da molto tempo.  La sentenza ha evidenziato una duplice colpa: l’esser venuta meno, da parte della madre,  agli obblighi di vigilanza in qualità di genitore del piccolo di soli nove mesi e l’aver posto in serio pericolo la vita del neonato. Essere genitori è un compito arduo che ci impone di “apprendere”, sul campo, giorno dopo giorno, una delle relazioni più insondabili della vita. Pur comprendendo le difficoltà in cui una famiglia potrebbe ritrovarsi nel fronteggiare il tram tram quotidiano, specialmente in assenza di sostegni familiari, il “lasciare soli un momentino o più” i nostri figli è un rischio tangibile che, nel peggiore dei casi, potrebbe avere anche conseguenze tragiche, al di là di quelle meramente giudiziarie. “Ma mio figlio ha 12 anni ed è perfettamente in grado di valutare rischi e pericoli!”... Per la legge non è così. Nonostante il minore, già intorno ai dodici anni, sia cognitivamente pronto a riconoscere in autonomia eventuali rischi connessi alle proprie azioni, << per l'ordinamento, il reato di abbandono non sussiste soltanto quando il minore infraquattordicenne lasciato solo in casa non venga a trovarsi in situazioni di pericolo, neppure potenziali, per la sua incolumità>> ()

Sarebbe molto più auspicabile un mondo dove la legge divenisse una forma di tutela reciproca innata, in ciascuno di noi,  osservata con coscienza e lucidità. Tuttavia, laddove non è possibile, è giusto che intervenga un organo superiore.
Alleghiamo la sentenza integrale del Tribunale di Genova che ha fatto luce su un problema molto più comune di quanto si possa pensare…

Abbiamo le nostre fragilità, certo, ma conoscere è un primo passo per non fallire.







"A SCUOLA CON...I NONNI". IL RACCONTO DI UNA GIORNATA CON I NUOVI EROI

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Chi segue da tempo il portale cittadellinfanzia.it sa che verità e bellezza sono i comuni denominatori di un racconto che pone la vita al centro dell'universo. Qualche giorno fa è giunta in redazione la testimonianza di una maestra che riteniamo sia la conferma di grande valore interirorizzato e trasmesso da quella che definiamo "Terza Età" che altro non è se non la generazione dei nuovi supereroi che sostengono con forti braccia una "famiglia odierna" molto fragile e, forse, soverchiata dalla parossistica rapidità di lancette che scorrono rincorrendo se stesse. Ecco qui il resoconto di una giornata speciale, in occasione della festa dei nonni 2017, che ha permesso l'incontro e il confronto tra due mondi.

<<E’ la mattina di martedì 3 ottobre quando si affacciano alla porta della classe 1^ B della  Scuola Primaria “Papa Giovanni XXIII” le signore Antonia e Lucia, le due splendide nonne di Maria Francesca, che con gentilezza e disponibilità hanno accettato l’invito a trascorrere un’oretta insieme, per parlarci dei tempi in cui sono state bambine anche loro.
Con i  volti rassicuranti e sorridenti si sono lasciate intervistare dai piccoli che , insieme alle insegnanti di classe, hanno posto loro domande sulla scuola, sui cibi più frequentemente consumati, sui giochi e passatempi, sgranando spesso i loro occhioni increduli al solo sentir raccontare che ci si riuniva solo molto di rado a casa del vicino “più fortunato” che aveva in casa un televisore, che la merenda non veniva consumata, che la colazione era a base di semplice pane e latte, che a scuola scrivevano col pennino, nel timore che , una volta spuntato, non potesse essere subito sostituito e ricomprato dai genitori.
Per non parlare della difficoltà nel concepire interi pomeriggi senza Play Station o nel progettare spostamenti a piedi o in carrozza, per chi se lo poteva permettere.
Ma dai racconti e’ emerso anche un grande cambiamento della città di Trani, non sempre in meglio, e soprattutto nei rapporti umani: pur senza cellulare e telefono era più facile creare una rete di mutuo soccorso con i vicini di casa, per il sol fatto che spesso le porte restavano aperte, in quanto non vi erano così tanti pericoli.
E tenero è stato il ricordo delle serate trascorse intorno al braciere per scaldarsi anche il cuore con storie e racconti improvvisati dai genitori .
Le signore  Antonia e Lucia sono state per i piccoli alunni della 1^ B la conferma alle parole espresse da Papa Francesco che ha definito i nonni  “ radici e memoria di un popolo,tesoro prezioso per guardare al futuro con responsabilità”. Sì, perché nella società della velocità è bello riappropriarsi di ritmi meno frenetici e di quei sani valori che dovrebbero essere alla base della vita.
La Festa dei Nonni, dunque, è diventata un’occasione di incontro tra le generazioni con testimoni di un passato che appartiene a noi tutti.
Grazie, nonne Antonia e Lucia!>>
Ins. Barbara Carpentieri – 3^ C.D.”G.D’Annunzio”-Scuola Primaria “Papa Giovanni XXIII” Trani-

Sempre con occhio attento verso l'avvenire, in un cammino che possa divenire faro nell'oscurità. Grazie maestra Barbara.






VENGO ANCH'IO. NO, TU NO". LE ISTITUZIONI POLITICHE E I BAMBINI "REIETTI"

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Tags: scandalipoliticiamministrazioneistituzioni


Il refrain della canzone di Enzo Jannacci potrebbe sembrare l’incipit di un racconto allegro e divertente. Purtroppo, non è così. Siamo divenuti, ormai, assuefatti ad un <<sistema>> politico-amministrativo malato, spregiudicato, depauperato di qualsivoglia seria e proficua progettualità. Quasi anestetizzati di fronte ad una società che si sgretola sotto i nostri stessi occhi, tutto accade senza generare alcun flebile movimento emozionale. Ebbene, c’è ancora qualcuno, in mezzo alla folla, che, spettatore di questa torre che si frantuma giorno dopo giorno, riflette, sente e immagina … Cosa? Il futuro. Chiudere la porta a quelle centellinate realtà che, quotidianamente, 24 su 24h fanno del mondo “bambini” e “famiglia” un epicentro di sana informazione, sviluppo di competenze, conoscenza e tutela dei diritti significa, in un gioco perverso e autolesionistico, murare la finestra della vita. Fortunatamente, queste realtà, che hanno sempre creduto che l’impossibile potesse divenire possibile, perseguono, ostinatamente e privatamente, i propri  obiettivi evolutivo-giornalistici. E’ proprio in virtù di questi obiettivi che diviene necessario e perentorio far luce su chi ci “rappresenta” che “dovrebbe” secondo una definizione enciclopedica partecipare  <<…con l’azione, lo studio, l’impegno, ecc. alla vita pubblica… la disponibilità ad attuare programmi, progetti e sim. di significato e importanza politica.>> (Treccani.it ). I quesiti si moltiplicano divenendo incommensurabili.

Dire “no” a quelle poche, pochissime possibilità in cui la società politico-amministrativa potrebbe riscattarsi, riconquistando un filo di rispetto agli occhi di chi ancora sa guardare oltre il cancello, è un colpo mortale autoinferto, soprattutto se il messaggio che negli anni si era diffuso in modo capillare e sorprendente, in termini di rispetto dell’altro, inclusione, tutela della salute è stato condiviso, determinando una inimmaginabile rivoluzione culturale in un territorio inopinatamente, selfie e foto a parte, depresso.

Cosa conferma tutto questo? Che, per la larva istituzionale che vive in contemplazione dei detriti di cui lei stessa diviene attrice,  la parola “competenza” non è mai esistita e non esisterà mai; che non studiare, conoscere, approfondire è anticamera di pena capitale; che la dignità non rientra nel decalogo delle priorità della vita; che l’essere avulsi dall’evoluzione culturale e umana è l’epilogo di un atto teatrale in cui si è protagonisti di un trono eretto su un cumulo di melma e rifiuti; che <<logica di scambio>> è valida sempre e bisogna prepararsi al prossimo atto, dietro la porta, con un nuovo scenario e nuovi tristi e insulsi protagonisti; che se non si è in grado di capire quanto beneficio possa produrre credere nei bambini e nel mondo della famiglia, significa che il diritto alla vita stessa viene negato; che non si può respirare autonomamente se l’unico strumento che tiene in vita è il <<bacino di voti>> che garantiscono la celeberrima <<pagnotta>>; che non basta sorridere alle inaugurazioni per sentirsi in pace; che non è possibile dormire sereni sapendo di essere i fautori o complici di un disastro ambientale effondente percolato e scuole, abitazioni, palazzi a rischio idrogeologico o con amianto che semina, silentemente, morte; che non saranno la <<busta paga>> o i propri interessi soddisfatti a salvare dal futuro impietoso in cui le proprie orme ergeranno un unico vessillo: la vergogna; che il delitto efferato verso le generazioni future, supportato in modo consapevole e lascivo dal mondo ecclesiastico, prima o poi dovrà pagare il conto che la vita riserva…

Privatamente, con il potere della competenza, della forza, della determinazione e della lungimiranza, continuiamo a produrre luce nel tunnel. Sarà una piccola luce, ma diverrà faro per chi vorrà e sarà in grado di scorgerlo.

<<Vengo anch’io. No, tu no>>, ma se saprai guardare al di là del buio, ci sarò.




GENITORI IGNORANTI E FIGLI 3.0. LA NUOVA SOLITUDINE

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Tags: webcomunicazionedigitalescuolaapprendimento

Nell’era web 3.0 quello che si suole definire ”scarto generazionale” pare esser  divenuto un autentico girone dantesco. Infatti, sono sempre più numerose le famiglie che ravvisano, al loro interno, piccoli eruditi in materia digitale, e non solo, e genitori totalmente inadeguati di fronte alle nuove tecnologie in commercio. Ciò che sembra complicare ulteriormente la situazione è la “posizione” del genitore medio che, assolutamente difforme dal nuovo modus avveniristico in divenire, punta i piedi asserendo una posizione di rifiuto alla comprensione e/o approccio al mutamento delle nuove generazioni. “No, non voglio avere a che fare con i social”, “per carità, non ho neanche l’email, figuriamoci!”, “no, non ne capisco niente di queste cose”, “preferisco non sapere” sono espressioni soventi che esprimono distacco se non disprezzo nei confronti di un mondo che, volente o nolente , è il mondo attuale. Cosa accade? Le nuove generazioni, con gli stimoli plurimi a cui sono sottoposte, fin dalla più tenera età, sono decisamente più evolute rispetto al passato. Le opinioni, conoscenze, dottrine che separavano un genitore dal proprio figlio negli anni 60-80, oggi sono divenute quasi triplicate a causa della velocità di immissione input e innova zione all’interno della società. Un genitore inadeguato di fronte alla conoscenza del proprio figlio è un genitore che, nella maggior parte dei casi, corre il rischio di perdere autorevolezza e credibilità agli occhi dello stesso.  Il figlio, confinato nella torre d’avorio dei suoi pensieri, non riconoscendo nel genitore qualcuno che possa fornirgli “dottrina”, sentendosi, al contrario, estromesso nel suo stesso mondo,  cerca solidarietà e condivisione altrove e, spesso, con esiti infausti (es. fenomeno “Blue whale”).

La velocità delle informazioni online ovunque nel pianeta, in tempo reale, impone un adattamento di tutta la famiglia al nuovo sistema di vita e un “nuovo  cervello”  che viaggi alla stessa velocità e non ammette soste.

Basta osservare i cambiamenti subiti dalla scuola primaria nel corso dei decenni. Materie come inglese e informatica erano assolutamente impensabili negli anni ’70, tempi in cui si apprendevano nozioni su di un sussidiario “omnicomprensivo”. Ancora oggi, molti insegnanti della “vecchia generazione” si ritrovano a dover affrontare la difficoltà di sostenere la galoppata verso l’avvenire, con fatica e sacrifici sentendosi, inverosimilmente, in corsa su di un tapis roulant. Immaginiamo le problematiche riscontrabili in un contesto familiare in cui ogni “richiamo” del genitore subisce un “non capisci” che, se nel passato era legato solo a pensieri e vedute, oggi è divenuto reale.

L’unica possibilità di ripresa del terreno perduto è erudirsi. Sì, senza ombra di dubbio ribadiamo il concetto: erudirsi.

Quindi, anche le famiglie devono comprendere, imparare e acquisire competenze, facendo leva sulle proprie ritrosie, ripristinando il “dialogo” con i propri figli che altro non è se non porsi sul loro piano, attualmente tre gradini sopra il proprio. Un movimento al contrario che parte dalla consapevolezza della propria inadeguatezza e sviluppa forza nel contrastarla per divenire pronti a diffondere consigli e saggezza. Anche l’arretratezza comunicativa in ambito scolastico non fa che rendere più drammatica la separazione di intenti tra le generazioni. Tanti istituti in Italia, ancora oggi, non possiedono un adeguato corpus digitale che “parli” con i genitori e i dirigenti sono figure, troppo spesso, inamovibili e avulse dalla realtà. Questo sistema rende sempre più profondo lo squarcio che ci separa dall’universo 3.0. Oggi essere genitori è decisamente più complesso. Troppe distrazioni si intromettono nel percorso, troppi digital-sitter (cellulari, tablet, game-console)  che svolgono il ruolo al posto nostro. Questo aggrava e rende ancor più improcrastinabile il cammino verso la conoscenza.
  
Figli 3.0? Sì, ma con mamma, papà e scuola 3.0.





FACEBOOK. AMICO O ACERRIMO NEMICO?

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Tags: facebooksocialmedia


Ancora caldi sulla scia del corso #FacebookExpress appena terminato, oggi parliamo proprio di lui: il mostro sacro di Mr. Mark Zuckerberg. Perché? Innanzitutto, è il social al primo posto nella scala della diffusione mondiale e poi perché, in un sottile e infimo gioco malvagio, è quell’esedra virtuale che dà l’illusione di essere familiare per la sua “apparente” facilità di utilizzo. E’ proprio in questo ginepraio perfido che, a tratti, sembra condurci in una dimensione onirica da film “Labyrinth” e chiedere clemenza ad un giovanissimo David Bowie, che miriadi di cellule “impazzite” immettono materiale di variegate provenienze, diventando dispensatori di verità assolute e, spesso, troppo spesso, trascendendo nel ridicolo o, nel peggiore dei casi, grottesco finendo per ledere pesantemente e incontrovertibilmente la propria esistenza offline.

L’errore che si compie più comunemente è quello di credere che la vita social sia completamente scissa da quella reale e, attraversando un sentiero parallelo, immaginare di poter far palpitare quell’esistenza online senza alcun riverbero su quella offline.

Purtroppo non è così. Senza dilungarci sulle infinite possibilità dal punto di vista imprenditoriale che, se ben strutturate, possono convertirsi in oro comunicativo, cominciamo col dire che, attualmente, il proprio “profilo” (account personale) è spesso la vetrina inconsapevole per molti addetti alle risorse umane. Sì, avete capito bene. Il colloquio, spesso, è solo il secondo step. Ragion per cui, lasciarsi andare in esternazioni, immagini che palesano fotomontaggi di vita non reale, selfie compulsivi , condivisioni scellerate di pattume da web-eti (web+ebeti), messaggi intrisi di veleno verso ipotetici nemici potrebbe non incorrere nella giusta “considerazione” e divenire epic fail della propria reputazione. “Ma come? Ho centinaia di like ad ogni post! Sono un genio della comunicazione!”. Ahia! Lo sai che, forse, i “like” vanno nel verso esattamente opposto a quello che credi? Tutto dipende da quale scopo ha la comunicazione. Esempio. Se voglio apparire divertente e clownesco impronterò la mia comunicazione con questo scopo specifico. Se sono un animatore potrebbe avere un certo appeal. Che questo atteggiamento clownesco possa favorirmi come avvocato, commercialista, dentista, medico…etc, non è certo. D’altronde, se per alcuni versi è interessante scoprire l’aspetto umano oltre quello professionale e ci rende tutti più vicini, il messaggio che potremmo lanciare con un “eccesso” di spinta sull’acceleratore dell’ilarità è: “non prendetemi molto sul serio”. La nostra presenza sul social è interpretata nella sua totalità: siamo uomini, professionisti, padri/madri di famiglia, lavoratori autonomi, impiegati etc… La “platea invisibile”, sappiatelo, non spezzetta il prisma dell’essenza e fa “di tutta l’erba un fascio”.

Il pericolo è quello di credere che stia tutto funzionando alla grande quando, in realtà, è un lento e inesorabile incedere verso l’isolamento. Potrebbe accadere, anche, che un numero scarso di like sia, invece, sinonimo di grande valore espresso.

Un valore talmente profondo e irraggiungibile da non essere neanche “massificamente” condivisibile e pertanto considerato “non alla propria portata”. In questo caso pochi like potrebbero convertirsi in una stima offline che va ben oltre quel movimento impercettibile sullo schermo o tastiera. Vi sono parametri importanti da valutare nell’utilizzo del social che tutti dovrebbero conoscere, studiando il grande minotauro in tutta la sua natura. L’Italia detiene un primato per presenza di analfabeti funzionali (gente che sa leggere ma non capisce quello che legge), questo rende ancor più difficile far combaciare i nostri reali intenti comunicativi con l’elaborazione successiva da parte dell’utente. Una frase banale potrebbe convertirsi in uno tsunami di negatività. E’ come pilotare un aereo senza avere brevetto. Il disastro diviene più che una probabilità. E se il pilota fosse un bambino? Indescrivibile l'effetto impattante. In ogni azione che compiamo dobbiamo essere guidati da una grande alleata: la consapevolezza. “Conoscere” è un primo passo per non “perdere”.
Buono studio di Facebook a tutti!





RACCONTANDO SOTTO LE STELLE 2017 E LA MAGIA DI UN EVENTO SENZA TEMPO

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Tags: rassegnateatraleraccontandosottolestelleteatroperfamiglieeventiinpuglia


Torna, alla sua decima edizione, una delle rassegne più coinvolgenti e di qualità del territorio pugliese. Uno dei pochissimi appuntamenti dedicati alla famiglia che permettono di viaggiare con l'immaginazione e condividere risate ed emozioni.
Raccontando Sotto le Stelle 2017 avrà inizio il 28 luglio. Tutti gli appuntamenti avranno luogo, sotto un cielo blu puntellato di luci astrali, presso il Centro Jobel - Trani. La rassegna è organizzata dalla Libreria Miranfù e dall’associazione teatrale Marluna.
Ingresso h 20,30 Inizio spettacolo ore 21
Biglietto 3 euro

Giovedì 10 agosto
La bicicletta rossa
Principio Attivo Teatro

Giovedì 24 agosto
Mamma, non sono
una principessa! Marluna Teatro

Giovedì 31 agosto
Cose da lupi
Zanubrio Marionette

Venerdì 1 settembre
Lo strano caso dell'ispettore Balanzone
ovvero indovina chi viene a cena?
Zanubrio Marionette

Giovedì 7 settembre
Pulcilele omaggio ad Emanuele Luzzati
Granteatrino-Casa di Pulcinella







IL GIGANTE DELLE ACQUE CHE RACCONTA LA BELLEZZA DELLA VITA

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Un luogo dove poter sognare ad occhi aperti? Camminare avendo la sensazione di percorrere le vie di una dreamland dove tutto diviene possibile? Condividere questo squarcio di magia con la propria famiglia? Essere cittadini del mondo assecondati dall’azzurro del cielo e dalla spuma del mare? Sì è possibile.

Su una nave da crociera sembra di volare per davvero.

Abbracciati dal profumo di una salsedine incontaminata, dall’alba al tramonto, fino alla suggestione di un manto di stelle che sembra quasi di osservare per la prima volta… ci si sente coccolati, amati e invasi da sorrisi che non si spengono mai. La protagonista di questa favola, oggi, è la Costa Deliziosa…e deliziosa lo è per davvero. Un villaggio in acqua che trasporta un popolo felice alla scoperta di nuove terre e culture. Quando si attraversa la soglia che conduce al ponte principale si ha la sensazione di avvertire un clic; un clic che spegne i contatti con la propria quotidianità e che ti fa riaccendere la passione per la libertà, l’avventura, la bramosia di conoscenza … in un interscambio pervicace e inarrestabile di  cortesia e sana allegria. Vacanza per famiglie? Assolutamente sì! La nostra redazione appone una medaglia al valore non solo ad una conduzione perfetta in ogni dettaglio, supportata da un direttore di crociera più unico che raro, ma anche all’atmosfera che trasuda valori, emozione, tradizione e incanto 24 su 24h. Inglesi, francesi, spagnoli, tedeschi, giapponesi, russi , indiani e italiani perfettamente integrati in un universo dal sapore irreale che annulla le differenze razziali e comunicative permettendo ai bambini di condividere spazi, momenti e istanti unici che scolpiscono ricordi indelebili nella memoria.

Quell'anfratto spazio-temporale prodigioso dove la parola d’ordine è : INCLUSIONE.

Voci black dal sapor Hollywoodiano, show con effetti speciali capaci di  provocare pelle d’oca, sculture di ghiaccio e frutta realizzate con una celerità quasi fiabesca, momenti lirici sulle note di “Rigoletto” e “Nessun Dorma” in una notte bianca che decide  di albergare definitivamente nel cuore. Un equipaggio meraviglioso dedito al lavoro senza sosta solo per rendere la tua vacanza unica, speciale. Che dire? La redazione di cittadellinfanzia.it sente di aprire, da ora in poi,  il suo diario di viaggio alla scoperta di splendore, straordinarietà, novità  e meraviglia presente nel mondo.
Partiamo da qui, con un gigante delle acque che ci ricorda di quanto la vita sia meravigliosa se sappiamo coglierne l’essenza e ritornare a guardarci leggendoci nell’anima, la sola capace di raccontare verità e bellezza.
Il viaggio è appena cominciato…










Servizio TGNorba sull'esplosione di colore del Puglia Cake Festival 2017

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Il Puglia Cake Festival 2017 è stato un'esplosione di vita, gioia, colore e dolcezza che ha visto alcune tra le più straordinarie professionalità del cake design e del cooking convergere in due giornate ricche di emozione. Città dell'Infanzia ha regalato la sua impronta con lab di modelling che hanno permesso ai piccoli di dare libero sfogo alla fantasia. FIAB, Città dell'Infanzia e l'incredibilmente energica direttrice artistica, Annalisa Stillavato, in sinergia per un evento destinato a divenire un culto per appassionati, curiosi e professionisti. Ecco a voi il servizio di TgNorba. #LaVitainungranellodiZucchero






SPEAKEASY. IMAPARE L'INGLESE COL SUDORE DEL DIVERTIMENTO.

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#SpeakEasy 2.0. E' qui che abbiamo deciso di imparare l'inglese: COL SUDORE! We want to live forever. #Coloriamoilloromondo
Coming soon... Richiedi Info





Il teatro si tinge di solidarietà in favola con "Lilla Clorofilla".

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L’Associazione Culturale “Marluna Teatro” presenta, per il ciclo “Favole a Teatro” -  “Lilla Clorofilla – La bambina che fa bene alla natura” di M. Filograsso. Lo spettacolo sarà impreziosito dal seme della solidarietà. Infatti, parte del ricavato sarà devoluto alla neo Associazione “Piccoli Così” Onlus, nata nel 2017 per volontà di alcuni genitori che hanno vissuto l’esperienza della prematurità. Obiettivo principale di Piccoli Così Onlus è quello di tutelare e proteggere la vita e la salute dei neonati prematuri, ovvero di quei bambini che nascono prima (e talvolta anche molto prima) che sia compiuto integralmente il normale periodo di gestazione.

La favola racconta la storia di una pianta bambina che incontra gli unici abitanti del pianeta Gaia. Lilla proviene dalla settima luna del pianeta Verde, non è affatto abituata alle luci delle centrali elettriche, tanto meno allo smog della Terra. Il professor Ernesto e Cesira, la sua fidanzata o governante, sono gli unici abitanti di gaia; sperano in un cambiamento del pianeta, sintonizzano gli orologi nell’unico momento possibile per scrutare il cielo, le stelle e la possibilità che qualcuno, magari venuto dallo spazio, possa aiutarli. La bimba pianta venuta da lontano, conosce la formula giusta perché tutto torni da essere illuminato dal sole e verde; in natura avvengono tanti fenomeni e processi stupefacenti, uno di questi è, senza dubbio, la fotosintesi clorofilliana che rende possibile la vita delle piante e aiuta la vita di tutti gli esseri viventi.

Lasciamo entrare i bambini in un avvincente, istruttivo e vivace incontro tra natura e teatro. Un incontro reso ancor più perfetto grazie al binomio arte-solidarietà che rende, ancora una volta, il teatro protagonista di “vita vera”. Appuntamento il 7 maggio, ore 18.00, presso “Spazio On”, Trani.





La pedagogia ecologica e le relazioni

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Tags: pedagogiaecologicaeducazionescolastica
Fatti e Misfatti prosegue in una veste tutta nuova...Direttamente dalla sede di Città dell'Infanzia, Serena Gisotti- coordinatore di cittadellinfanzia.it e la dott.ssa Grazia Di Lernia - pedagogista, faranno luce su molti aspetti legati al mondo dell'educazione scolastica e delle relazioni sociali parlando di 'pedagogia ecologica'. Il treno del colore di Città dell'infanzia apre una finestra direttamente nel suo mondo.





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