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"Bambini di ieri e bambini di oggi". LA SCUOLA CHE RICONQUISTA L'UMANITA'

Città dell'Infanzia
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Differenti generazioni si incrociano per viversi e raccontarsi. Quanta bellezza , stupore e crescita possono scaturire da questo salto l’uno nell’altro? Abbiamo sempre sottolineato l’importanza di creare un continuum tra passato e presente che rinvigorisca l’ assioma di rispetto verso i valori su cui poggiavano le azioni di “ieri” con, al contempo, un occhio vigile e volitivo verso l’innovazione preponderante e imprescindibile per lo sviluppo delle vite di “oggi”. Per questo, quando ravvisiamo qualcosa di incredibilmente motivante, compiuto nel secondo luogo preposto all’educazione dei nostri figli, la scuola, ci sentiamo in dovere di metterne in luce le peculiarità. Non vi sono sensazionalismi, è il compimento di un’attività “semplice” che, in sé, serba una carica emozionale ed educativa molto forte, quella spontaneità di sentimenti che, attualmente, diviene sempre più difficile ravvisare in un contesto scolastico, troppo spesso e volentieri, spinto da mera alfabetizzazione e “gare” alla “Italia’s Got Talent” che poco hanno a che vedere con l’umanità insita nell’individuo in crescita. Torna, allora, a scrivere alla nostra redazione la maestra Barbara Carpentieri per raccontarci l'ultima esperienza vissuta in classe che ci riconcilia, ancora una volta, con il “nuovo sistema”, restituendoci quel calore da romanzo “Cuore” di E. de Amicis, fortunatamente non ancora sopito. Ecco la sua testimonianza.
<<C’è aria di festa nella classe 1^ B della Scuola Primaria “Papa Giovanni XXIII” dove i piccoli alunni si stanno preparando a vivere il loro primo Natale insieme e con grande gioia hanno accolto la visita di nonno Francesco che, affiancato dal suo assistente, il piccolo Gabriele Botta, frequentante la classe, ha voluto presentare le letterine dell’alfabeto in legno fatte a mano. La visita di nonno Francesco si è prestata a racconti e ricordi scaturiti dalle domande dei bimbi incuriositi dalla sua abilità ed attratti dall’idea che quella del falegname è una figura che evoca il mondo magico di Babbo Natale e dei suoi aiutanti.
All’indomani della Giornata dei Diritti dei Bambini in cui i piccoli sono stati portati a riflettere sulle differenti condizioni di vita dell’Infanzia nel corso dei tempi e nei diversi Paesi del mondo, nonno Francesco ha raccontato di aver potuto frequentare la scuola solo fino alla 5^ elementare e di aver subito cominciato a lavorare, dapprima in campagna col suo papà e poi nella bottega di un maestro falegname. E proprio lì ha imparato un mestiere che gli è entrato nel cuore ed ha deciso di portare avanti malgrado i guadagni non fossero alti, gratificato dalle tante soddisfazioni ed apprezzamenti ricevuti dai suoi numerosi clienti.
Nonno Francesco ha messo in evidenza l’importanza dell’impegno profuso nel proprio lavoro, in qualunque lavoro, perché sono l’impegno e la passione che permettono di fare la differenza.
Ora è in pensione, ma continua a dedicarsi a qualche lavoretto ed a “creare” per i suoi nipotini.
E proprio per Gabriele ed i suoi compagni di classe ha voluto intagliare le bellissime letterine che i bambini, dopo aver dipinto insieme, appenderanno al loro primo albero di Natale di classe.
Un’occasione, questa, per scoprire da vicino uno dei mestieri più antichi, per apprezzare il valore del lavoro portato avanti con passione, per scoprire e far rivivere modi di vivere semplicemente sani. Un ringraziamento speciale a nonno Francesco!>>

Raccontiamo sempre ciò che torna a far palpitare il cuore: la VITA.


  

  









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