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Un numero "40" incastonato nella favola danzata e pattinata di essere "Semplicemente Donna"

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Pubblicato da Redazione in PARLIAMO DI... · 4 Agosto 2020
Tags: saggiodanzapattinaggio
Immaginate una sera d’estate in cui l’afa rovente del giorno ha ceduto il posto a una leggera brezza che rinfresca il corpo e distende la mente … immaginate un cielo terso, pieno di stelle sopra di voi … una pista illuminata e una voce leggiadra intonare note di meraviglia che tagliano il nastro di uno spettacolo che sin dalle prime note ha avuto il sapore di magia …

E’ così che è iniziato il quarantesimo saggio di danza e pattinaggio artistico di Angela Bini, dal titolo emblematico e decisamente significativo “Semplicemente Donna”, domenica 2 Agosto, presso il Pala Assi di Trani.                                
Spettacolo dedicato a me stessa, alla mia forza di volontà, alla mia caparbietà, perché non ho mai mollato, anche laddove le insidie della vita avrebbero potuto avere la meglio su di me e la mia carriera di insegnante e allenatrice. I miei sogni, ma soprattutto la mia grande passione, hanno rappresentato le mie ancore di salvezza e nel contempo mi hanno permesso di volare, di raggiungere i miei obiettivi che altro non erano che i desideri che nutrivo da bambina …”, così racconta Angela con l’emozione stretta in gola e un pizzico di orgoglio che la rende per qualche secondo austera nella posa del corpo.
Quarant’anni di carriera, di saggi e spettacoli con allieve perfettamente armonizzate tra loro, non nell’intento di sfoggiare passi perfetti e accademici, ma di regalare, attraverso i movimenti del corpo, l’emozione, l’essenza autentica che ognuna di loro racchiude.
E’ così che le quaranta ballerine sono entrate in pista: serene, felici, desiderose di mostrare a tutti la parte più bella del lavoro intrapreso e appreso insieme, la semplicità che, coreografia dopo coreografia, ha mostrato a tutti il suo valore straordinario nella condivisione, nell’afflato, nella sintonia perfetta tra le allieve che, come stelle del firmamento, hanno volteggiato in pista, consapevoli di essere parti essenziali di un tutto, elementi indispensabili di un’unica e consolidata forza, responsabili l’una dell’altra, in un domino di rispetto che solo lo sport vero può insegnare. Quasi tre ore ininterrotte di danza con scarpette e su rotelle, volteggiando su canzoni che hanno raccontato le mille sfaccettature camaleontiche della donna e del suo immenso universo, senza l’utilizzo di nessun artificio, senza lustrini e paillettes ad accecare lo spettatore, illuminando la scena con la luce che ogni anima danzante portava con sé.

Nessun egocentrismo, nessun assolo di vanità discriminante: quaranta donne, quaranta anime belle (dai 3 ai quarant’anni e oltre) a disegnare sulla scena la difficoltà, l’opportunità, la responsabilità e la meravigliosa occasione di essere … semplicemente donna …

A cornice di tutto ciò, due meravigliose mamme che con audacia e un pizzico di follia geniale hanno danzato con le loro figlie a sfidare le cadute, i passi che potevano essere dimenticati, ad insegnare a tutti che non vi è età per ricominciare, non vi è ostacolo che non si possa superare, che soprattutto i sogni possono essere realizzati e che c’è sempre tempo per ritornar un po’ bambini …


Tutte donne sulla pista a raccontare la vita, ognuna a modo suo, con l’arte e la magia della voce della divina Rosalì Verde, figlia di Angela Bini, che ha inaugurato la serata intonando “Don't rain on my parade”, cristallizzando l’attenzione di tutti in un assolo da brivido ed emozione, sigillando la stessa con una dedica alla forza e alla temerarietà della madre sulle note di  “What I did for love”, facendosi musica per danzare vocalmente con Angela che lieve ha pattinato al suono di quel suadente canto …
Tutte donne sulla pista, a raccontare la vita, ognuna a suo modo, con le parole, la poesia “Vorrei che il mondo domani rinascesse DONNA”  di Vanna di Lernia, copywriter di Città dell’Infanzia che, decisamente commossa, ha augurato a tutti la possibilità di rinascere sempre, ogni giorno, nella bellezza e nello stupore, proprio come solo una donna può fare.Un evento che ha lasciato senza fiato, per la tenacia impiegata per la sua realizzazione, per la passione svelata, per la magia donata, per il messaggio raccontato senza bugie, senza sovrastrutture, senza effetti speciali ad amplificarne l’effetto, solo con il palpito del cuore che ne ha disegnato le coreografie e l’emozione dell’anima che ne ha seguito la scia…

Immaginate quarant’anni di sogni …immaginate una vita intera per realizzarli …
immaginate gli inciampi, le cadute, le salite e la forza per proseguire …
immaginate la bellezza nel vederli realizzare …
immaginate una donna, una madre, un’insegnante, un’atleta, un’istruttrice che, nonostante tutto e per fortuna, è rimasta … semplicemente donna …

V.D.L.

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Ascolta la playlist con i brani dello spettacolo

 
     



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