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VENGO ANCH'IO. NO, TU NO". LE ISTITUZIONI POLITICHE E I BAMBINI "REIETTI"

Città dell'Infanzia
Pubblicato da in PARLIAMO DI... ·
Tags: scandalipoliticiamministrazioneistituzioni
Il refrain della canzone di Enzo Jannacci potrebbe sembrare l’incipit di un racconto allegro e divertente. Purtroppo, non è così. Siamo divenuti, ormai, assuefatti ad un <<sistema>> politico-amministrativo malato, spregiudicato, depauperato di qualsivoglia seria e proficua progettualità. Quasi anestetizzati di fronte ad una società che si sgretola sotto i nostri stessi occhi, tutto accade senza generare alcun flebile movimento emozionale. Ebbene, c’è ancora qualcuno, in mezzo alla folla, che, spettatore di questa torre che si frantuma giorno dopo giorno, riflette, sente e immagina … Cosa? Il futuro. Chiudere la porta a quelle centellinate realtà che, quotidianamente, 24 su 24h fanno del mondo “bambini” e “famiglia” un epicentro di sana informazione, sviluppo di competenze, conoscenza e tutela dei diritti significa, in un gioco perverso e autolesionistico, murare la finestra della vita. Fortunatamente, queste realtà, che hanno sempre creduto che l’impossibile potesse divenire possibile, perseguono, ostinatamente e privatamente, i propri  obiettivi evolutivo-giornalistici. E’ proprio in virtù di questi obiettivi che diviene necessario e perentorio far luce su chi ci “rappresenta” che “dovrebbe” secondo una definizione enciclopedica partecipare  <<…con l’azione, lo studio, l’impegno, ecc. alla vita pubblica… la disponibilità ad attuare programmi, progetti e sim. di significato e importanza politica.>> (Treccani.it ). I quesiti si moltiplicano divenendo incommensurabili.

Dire “no” a quelle poche, pochissime possibilità in cui la società politico-amministrativa potrebbe riscattarsi, riconquistando un filo di rispetto agli occhi di chi ancora sa guardare oltre il cancello, è un colpo mortale autoinferto, soprattutto se il messaggio che negli anni si era diffuso in modo capillare e sorprendente, in termini di rispetto dell’altro, inclusione, tutela della salute è stato condiviso, determinando una inimmaginabile rivoluzione culturale in un territorio inopinatamente, selfie e foto a parte, depresso.

Cosa conferma tutto questo? Che, per la larva istituzionale che vive in contemplazione dei detriti di cui lei stessa diviene attrice,  la parola “competenza” non è mai esistita e non esisterà mai; che non studiare, conoscere, approfondire è anticamera di pena capitale; che la dignità non rientra nel decalogo delle priorità della vita; che l’essere avulsi dall’evoluzione culturale e umana è l’epilogo di un atto teatrale in cui si è protagonisti di un trono eretto su un cumulo di melma e rifiuti; che <<logica di scambio>> è valida sempre e bisogna prepararsi al prossimo atto, dietro la porta, con un nuovo scenario e nuovi tristi e insulsi protagonisti; che se non si è in grado di capire quanto beneficio possa produrre credere nei bambini e nel mondo della famiglia, significa che il diritto alla vita stessa viene negato; che non si può respirare autonomamente se l’unico strumento che tiene in vita è il <<bacino di voti>> che garantiscono la celeberrima <<pagnotta>>; che non basta sorridere alle inaugurazioni per sentirsi in pace; che non è possibile dormire sereni sapendo di essere i fautori o complici di un disastro ambientale effondente percolato e scuole, abitazioni, palazzi a rischio idrogeologico o con amianto che semina, silentemente, morte; che non saranno la <<busta paga>> o i propri interessi soddisfatti a salvare dal futuro impietoso in cui le proprie orme ergeranno un unico vessillo: la vergogna; che il delitto efferato verso le generazioni future, supportato in modo consapevole e lascivo dal mondo ecclesiastico, prima o poi dovrà pagare il conto che la vita riserva…

Privatamente, con il potere della competenza, della forza, della determinazione e della lungimiranza, continuiamo a produrre luce nel tunnel. Sarà una piccola luce, ma diverrà faro per chi vorrà e sarà in grado di scorgerlo.

<<Vengo anch’io. No, tu no>>, ma se saprai guardare al di là del buio, ci sarò.




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