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E se il virus ci stesse indicando semplicemente chi e cosa conta di più nella tua vita? Pensaci...

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Pubblicato da Città dell'Infanzia in PARLIAMO DI... · 8 Dicembre 2020
Tags: veritàcovidrinascita
"Malum quidem nullum" - "Non tutti i mali vengono per nuocere".  I latini credevano fortemente nel principio per cui, di fronte ad un grande male era possibile, comunque, evincerne un significato profondo di "bene". La vita ci porta, inequivocabilmente, ad affrontare i sentieri impervi dell'esperienza che, spesso, può diventare un essenziale banco di prova. Senza prove la vita sarebbe semplicemente uno scorrere amorfo, privo di obiettivi, privo di speranze, privo di battito. Il virus, in verità, ci regala, quotidianamente, una consapevolezza ineluttabile: non tutti gli esseri umani sono dotati di profondità, intelligenza e capacità di amare. Attraverso l'invasione di questo nemico invisibile nelle nostre vite abbiamo potuto comprendere davvero quali sono i valori, i propositi e le persone che vorremmo accanto a noi. La pochezza, l'insensibilità e la mercificazione dei sentimenti di questa pandemia si traducono in verità per coloro che credono nella grandezza, nella speranza e nella bellezza.

Essere spettatori silenziosi dello svilimento della parola a favore di un protagonismo spietato e lesivo ci permette di fare ordine nel caos.

Il virus ha smascherato letteralmente anche coloro che si paventano dietro la falsità dei sentimenti. Ha messo a nudo la vacuità degli obiettivi, l'asetticità del percorso stesso di vita che, dietro di sé, non lascerà che polvere. Anche coloro che prediligono i muri della solitudine, tricerandosi dietro "l'assenza di ispirazione o affezione", e chiudono le porte alle poche, reali occasioni di divenire perni di educazione e futuribilità, ci forniscono ulteriori lezioni di "appartenenza". Per questo, in fin dei conti, dovremmo forse anche ringraziarlo... il nemico.



La selezione naturale agisce per vie insondabili.  Si dice che da una grande sofferenza scaturisca sempre una rinascita, e l'occasione è proprio qui.

Buttiamo via dalla finestra il superfluo, circondiamoci di verità, consentiamo al nostro cuore e al nostro istinto di avere voce.

Sappiamo che questo pensiero sarà letto da quelli giusti, pochi. Parte proprio da questa certezza la voglia incommensurabile di sentirci parte di un tutto. Non potremo mai arrivare a chi è sordo per sentire e chi è orbo per guardare. Giungeremo solo ai prescelti che sapranno puntare all'orizzonte, al di là della tempesta.

Alla fine ci guarderemo intorno. Chi sarà ancora con noi, mano nella mano, dopo aver attraversato Acheronte, ci guiderà, e ne sarà valsa la pena...

Noi ricominceremo da lì.

S.G.


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