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		<title><![CDATA[Professionisti online]]></title>
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		<description><![CDATA[Una squadra di professionisti pronta a divulgare informazione 24 su 24h in tema infanzia, famiglia, genitorialità e diritti umani]]></description>
		<language>IT</language>
		<lastBuildDate>Fri, 29 Dec 2017 12:17:00 +0100</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[Impariamo a dire "NO"! Come sentirsi liberi?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_i7cjhsc5"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">“… Mi venne in mente il</span><b class="fs12lh1-5"> corso di comunicazione</b><span class="fs12lh1-5"> a cui avevo partecipato qualche tempo prima. Allora scelsi di proporre a tutto il gruppo un incontro diverso dal consueto. In questo appuntamento speciale ognuno di loro avrebbe avuto la possibilità di esprimersi liberamente, senza interruzione alcuna. La sottoscritta avrebbe condotto</span><b class="fs12lh1-5"> le discussioni come moderatore della comunicazione</b><span class="fs12lh1-5">. Furono tutte consenzienti. Anche la </span><b class="fs12lh1-5">nostra insegnante</b><span class="fs12lh1-5"> accettò, limitandosi ad annuire con un gesto rigido della testa. Preparai l’incontro con estrema accuratezza. Lo avevo studiato nei minimi particolari, affinché tutti potessero esternare </span><b class="fs12lh1-5">i reali sentimenti</b><span class="fs12lh1-5">, le eventuali perplessità ed anche le aspettative personali riguardo a questo</span><b class="fs12lh1-5"> progetto comune</b><span class="fs12lh1-5">. Quel giorno arrivai all’appuntamento con notevole &nbsp;anticipo. Sistemai le sedie in modo circolare e affissi un cartellone che elencava le regole della comunicazione corretta. Il gruppo si dimostrò sorpreso inizialmente di vedermi in una veste differente dal solito, ma la mia tenacia e</span><b class="fs12lh1-5"> la mia trasparenza espositiva </b><span class="fs12lh1-5">mise tutti a proprio agio in breve tempo. Solo la nostra ‘</span><b class="fs12lh1-5">leader</b><span class="fs12lh1-5">’ era rimasta a dir poco sconcertata da quella situazione. Percepivo il suo disagio: era seduta con le gambe accavallate e aveva le braccia sopra la nuca. Il suo sguardo era perso nel vuoto e il suo volto non era affatto disteso. &nbsp;</span></div><div class="imTALeft"><br></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/liberta-di-dire-no.webp"  title="" alt="" width="690" height="1035" /><br><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Distribuii loro un questionario che conteneva domande semplici e chiare</span><b class="fs12lh1-5"> riguardanti i loro sentimenti e il loro percepirsi nel gruppo</b><span class="fs12lh1-5">. Le domande vertevano anche sui personali obiettivi che ognuno si prefiggeva in merito al nostro coro. Furono determinate e celeri nel rispondervi, a parte la nostra insegnante che, dopo un</span><b class="fs12lh1-5"> fugace sguardo</b><span class="fs12lh1-5"> al questionario, disse che non era necessario e che non si sarebbe mai sottoposta a nulla di tutto ciò. Arrossì improvvisamente e mostrò tutta </span><b class="fs12lh1-5">la sua debolezza</b><span class="fs12lh1-5"> alle presenti. Finora non era mai accaduto che le altre potessero constatare la sua fragilità. </span><b class="fs12lh1-5">Le sue maschere</b><span class="fs12lh1-5"> si stavano frantumando. La verità era che non aveva più nessuna di noi sotto il suo ‘pugno’ severo e autoritario.</span></div></blockquote></div><blockquote><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1"> Cercai di farle comprendere che il mio unico obiettivo era di<b> aiutare tutti i membri del gruppo </b>a sentirsi ascoltati e rispettati. Ognuno aveva il diritto di potersi esprimere e chiarire anche le situazioni che non generavano benessere. Non volle ascoltare, si chiuse a qualsiasi confronto e accusò me di aver preparato un complotto contro di lei.<b> </b></i></div><div><hr></div><div><b>La sua immaturità superò ogni mia aspettativa</b> e immagino di tutte le altre compagne. Le ragazze cominciarono ad una ad una a parlarle come non avevano mai fatto. Con rispetto e guardandola negli occhi le dissero di tutte le volte in cui <b>non erano state capaci di obiettare</b> alle sue imposizioni, elencando le occasioni in cui si erano sentite costrette e non avevano avuto la capacità di contrastare la sua forza apparente”.</div><div>Questo racconto, basato <b>su un’esperienza di vita reale</b>, rappresenta un esempio concreto dell’utilizzo delle strategie della Comunicazione Ecologica, una metodologia di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo. Ribadiamo che l’obiettivo di tale metodo è migliorare la comunicazione nei gruppi affinché ognuno possa sentirsi rispettato e rispettare gli altri.</div><div><b>“L’anima libera è rara e quando la vedi, la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino”. ( Charles Baudelaire)</b></div><div>Al prossimo articolo e buona libertà a tutti! &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.WkYlPN_ibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">pedagogista, educatore extrascolastico</span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WkYlI9_ibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento e Relazioni</a>". </div><div>Leggendo attraverso anima e relazioni.</div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/8Cr238FTlWw">https://youtu.be/8Cr238FTlWw</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Dec 2017 11:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il disordine è un CAOS necessario per mettere ORDINE nella vita]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_uq9n4j9n"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5">Stranamente il disordine, per alcuni individui, è ordine.</b><span class="fs12lh1-5"> La stessa </span><b class="fs12lh1-5">scienza</b><span class="fs12lh1-5">, in una sua teoria, afferma che è dal caos che si crea l'ordine, pertanto denigrare un soggetto che, per esempio, nella </span><b class="fs12lh1-5">scuola</b><span class="fs12lh1-5">, fa confusione sul banco, necessaria alla sua </span><b class="fs12lh1-5">organizzazione mentale</b><span class="fs12lh1-5">, significa offenderlo e non rispettare la sua originale e stravagante personalità. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/caos-e-disordine.webp"  title="" alt="" width="690" height="460" /></div><div class="imTALeft"><br><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Probabilmente lui l’ordine ce l’ha dentro, anche se non sul banco, nello zaino, o nella sua cameretta, là dove la madre si ostina a mettere ogni cosa a suo posto, ma inutilmente, </span><b class="fs12lh1-5">se il figlio poi, nulla riuscirà più a trovare</b><span class="fs12lh1-5">. </span></div><div class="imTALeft"><hr></div><div class="imTALeft"><i><span class="fs22lh1-5 cf1">Considero</span><span class="fs22lh1-5 cf1"><b> la mente umana un frullatore</b></span><span class="fs22lh1-5 cf1"> che mescola continuamente idee e informazioni, con una velocità ed intuito creativo esclusivi. </span></i></div><div class="imTALeft"><hr></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">La </span><b class="fs12lh1-5">genialità</b><span class="fs12lh1-5">, se vogliamo, è proprio nei soggetti ritenuti </span><b class="fs12lh1-5">disordinati</b><span class="fs12lh1-5">, ma che sanno ordinare a proprio modo la comune realtà, attribuendole nuovi colori e cogliendone &nbsp;sempre nuovi aspetti che, invece, sfuggono a chi si mostra ordinato. La scuola, vada dunque, sempre oltre ciò che sembra. Oltre i luoghi comuni, per non essere... un luogo comune, ma speciale, </span><b class="fs12lh1-5">nel non bocciare le speciali personalità, così fortemente produttive.</b><br></div></blockquote></div><blockquote><div><br></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WkTYOt_ibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div></div><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div></div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WkTYJN_ibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></div></div><div><div>Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/ZCpbeIhTWnY">https://youtu.be/ZCpbeIhTWnY</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Dec 2017 11:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Tendenze del make up. Come ottenere un trucco perfetto!]]></title>
			<author><![CDATA[Cinzia Faconda]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_dgjjr0hz"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Oggi, </span><b class="fs12lh1-5">la nuova tendenza del make up</b><span class="fs12lh1-5"> richiede particolare attenzione nella scelta delle nuances, ma ciò che è davvero determinante è il linguaggio appropriato con cui proporre</span><b class="fs12lh1-5"> il trattamento</b><span class="fs12lh1-5"> che deve essere assolutamente conforme ad ogni </span><b class="fs12lh1-5">caratteristica fisiognomica</b><span class="fs12lh1-5">. Fino a qualche tempo fa il &nbsp;‘contouring’, letteralmente “contornare” si occupava di alcune caratteristiche del viso, che andavano necessariamente “</span><b class="fs12lh1-5">camuffate</b><span class="fs12lh1-5">”, come ad esempio un viso troppo lungo con un mento sporgente, uno zigomo troppo pronunciato, o una fronte spaziosa.</span></div></blockquote></div><hr><blockquote><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Oggi</span><span class="cf1"><b> l’innovazione del make up </b></span><span class="cf1">affronta un nuovo argomento, parliamo di ‘strobing’, letteralment</span><span class="cf1"><b>e luce stroboscopica</b></span><span class="cf1">, ovvero luce che illumina alcuni tratti del viso. Generalmente le zone messe in maggior risalto sono gli zigomi, la parte centrale del viso, la parte inferiore dell’arcata sopraccigliare. </span></i></span></div></blockquote><blockquote><hr></blockquote><blockquote>Il make up di fine anno dovrebbe <b>puntare su colori scintillanti</b> che illuminino il fascino e lo splendore della donna; o sul nero, colore protagonista per determinare l’eleganza; </blockquote><blockquote><br></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/make-up.webp"  title="" alt="" width="690" height="443" /><div><br><blockquote>il rosso Ferrari valore aggiunto per una sensualità autentica... per finire con le tonalità sfumate, dal bordeaux al marrone bruciato, che metteranno in risalto <b>la donna anticonformista e determinata</b>. Ma con qualsiasi colore si scelga di festeggiare la fine di quest’anno e l’inizio del nuovo, l’unica sfumatura che non può mancare è senza dubbio il <b>sorriso</b>, unico ed autentico make up dal valore inestimabile...</blockquote><blockquote><div> &nbsp;</div></blockquote><blockquote><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/da-make-up-artist-a-operatriceolistica.html#.WkYjpd_ibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Cinzia Faconda</a></b></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5">Make up artist, operatrice olistica &nbsp;&nbsp;</span></blockquote><blockquote><br><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><div><div>Continuate a seguire " <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.WkYjj9_ibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Spirito Artistico</a>". </div><div><span class="fs12lh1-5">L’arte che comunica emozione attraverso le mani...</span></div></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/O3dWBLoU--E">https://youtu.be/O3dWBLoU--E</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Dec 2017 11:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Interferenti endocrini. Minaccia per l'ambiente e per l'uomo!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9yx34x52"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs8lh1-5"><a href="https://www.sicuromagazine.it/pubblicate-linee-guida-individuazione-interferenti-endocrini/" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Credit immagine copertina</a></span></div><div class="imTALeft"><br></div></blockquote></div><blockquote><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?id=vznouzqk" target="_blank" class="imCssLink">Nell’ultimo articolo trattato</a> si è fatto cenno ad alcune sostanze chiamate i<b>nterferenti endocrini</b>. Cosa sono? Costituiscono <b>un ampio gruppo di sostanze</b>, tra le quali figurano contaminanti ambientali persistenti, composti utilizzati in prodotti industriali e di consumo, di uso comune, nonché composti naturali. Queste sostanze <b>alterano l’equilibrio ormonale</b> degli organismi viventi, esseri umani compresi; competono con i recettori degli ormoni; persistono a lungo nell’ambiente; si concentrano negli organismi viventi e anche negli alimenti. Essi possono quindi<b> “accendere”, ”spegnere”</b>, o modificare i normali segnali inviati dagli ormoni. I loro effetti sono preoccupanti, proprio perché insidiosi e subdoli. <b>Il sistema endocrino è importante per la salute dell’uomo</b> e degli animali perché regola e controlla il rilascio di ormoni. L’interferente può agire direttamente sulla cellula come l’ormone, ma generando una risposta eccessiva, o più bassa, rispetto a quella prodotta dall’ormone endogeno, oppure va ad agire sull’ormone stesso inibendolo e, quindi, non facendogli svolgere la sua funzione sulla cellula.<b> L’equilibrio ormonale è fondamentale</b> per la crescita e lo sviluppo del feto e del bambino: pensiamo al ruolo degli estrogeni e del testosterone per il corretto sviluppo sessuale e la pubertà, o della <b>tiroide </b>per lo sviluppo cerebrale. Lo stesso interferente endocrino può indurre effetti molto diversi nei maschi e nelle femmine, perciò la loro valutazione deve tener conto della diversa vulnerabilità legata all’età e al sesso. I danni prodotti da essi sono confermati da<b> ricerche medich</b>e indicanti che le persone più esposte a seconda dell’età hanno rischi diversi:</blockquote><blockquote><br><div><ul><li><b class="fs12lh1-5">Durante l’infanzia</b><span class="fs12lh1-5"> disturbi comportamentali e pubertà precoce;</span><br></li><li><b class="fs12lh1-5">Dall’età adolescenziale fino all’età adulta</b><span class="fs12lh1-5">, un maggior rischio di patologie riproduttive (infertilità, rischio di aborti, endometriosi, ecc...);</span><br></li><li>Esistono anche casi di diabete e di alcuni tipi di <b class="fs12lh1-5">cancro </b><span class="fs12lh1-5">(testicolo, mammella, ecc...);</span><br></li><li>Infine, anche dosi molto basse di diversi IE nell’ambiente e negli alimenti, con la stessa azione, potrebbero sommarsi, sino ad indurre un effetto tossico significativo (effetto cocktail). Alcuni<b class="fs12lh1-5"> IE sono già vietati in taluni prodotti </b><span class="fs12lh1-5">(il bisfenolo A nei biberon), per altri IE i livelli negli alimenti e in diversi prodotti sono in quantità regolamentata per legge per prevenire rischi per la salute. </span><br></li></ul></div><div><br></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/endocrine_molecole.webp"  title="" alt="" width="690" height="361" /><div><span class="fs8lh1-5"><a href="https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/180607" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Credit immagine </a></span></div><div><br><blockquote><div>Tuttavia, le normative si stanno evolvendo con le conoscenze scientifiche. Possiamo entrarne in contatto direttamente con la bocca, attraverso la pelle e attraverso gli alimenti, visto l’impatto pesante che hanno questi interferenti con l’ambiente. L’utilizzo di queste sostanze altamente tossiche viene reso ancora più pericoloso da cattivi comportamenti non conformi alla legge sui processi produttivi e <b>sullo smaltimento di rifiuti industriali</b> come colle, vernici e altre sostanze altamente nocive che hanno un’elevata persistenza ambientale e, quindi, maggior possibilità di accumulo negli organismi. Con la catena alimentare si ha un trasferimento da un organismo all’altro, proprio perché non si smaltiscono questi interferenti che, di conseguenza, modificano la nostra chimica. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Esempio: l’interferente entra nell’acqua (pesticida) quindi nella vegetazione acquatica; i pesci mangiano e noi mangiamo i pesci.<b> Essendo sostanze ad elevata persistenza ambientale</b>, la salvaguardia dell’ambiente ha un ruolo fondamentale per la tutela della salute umana, ma anche comportamenti e stili di vita consapevoli possono ridurre l’esposizione e la vulnerabilità dell’organismo proteggendolo da un sovraccarico di contaminanti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Vediamo meglio nel dettaglio alcuni tra i più importanti interferenti endocrini:</div><div><b>BISFENOLO A</b>. E’ un composto organico molto persistente nell’ambiente. Si tratta della sostanza con la più rilevanza mediatica, il bisfenolo non è solo plastica, ma<b> si nasconde in maniera subdola</b> in tantissimi oggetti di uso comune: dal thermos alla carta chimica, ai gratta e vinci, composti per otturazioni dei denti, lattine per le conserve, carte di credito, ecc... <span class="fs12lh1-5">E’ presente, inoltre, in grande quantità nei rifiuti e nelle acque di scolo. </span></div><div><hr></div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf1">I prodotti con bisfenolo hanno tutti un fattore comune, cioè sono tossici perché si comportano come xenoestrogeni (effeto estrogeno-mimetico), si legano ai recettori degli estrogeni e quindi può avere effetti sul cervello e sulla prostata del neonato e del feto e ha un ruolo importante nei casi di pubertà precoce, del sistema immunitario e della funzionalità tiroidea.</span></i></div><div><hr></div><div><b>FTALATI</b>. Anche gli ftalati sono presenti in elevate quantità nella plastica e, in particolare,<b> nel PVC</b>. Dove si trovano? Pannolini, tessuti impermeabili, scarpe, detergenti, inchiostri, giocattoli. In cosmetica vengono utilizzati come fissatori in creme, profumi, prodotti per la rasatura, lubrificanti, lozioni, ecc... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5">Anche se i loro effetti non sono stati provati da studi significativi sull’uomo, gli ftalati sono sospettati di provocare nei maschi malformazioni agli organi genitali e una diminuzione della quantità e qualità dello sperma.</span></div><div><b>DIETILESILFTALATO (DEHP)</b>. E’ un plastificante della famiglia dei ftalati, usato per rendere morbido e flessibile il cloruro di polivinile comunemente detto PVC. Il DEHP, oltre ad essere interferente endocrino, è altamente inquinante, visto che lo si può trovare ovunque e cioè nelle<b> bottiglie usa e getta</b>, pellicole, vassoi, confezioni blister, tappi a corona, imballaggi, pavimenti, rivestimenti mura, cancelleria, forniture ufficio. Altera la produzione ormonale (estrogenitestosterone) diminuendo la fertilità, oltre al metabolismo dei grassi nel fegato con possibile predisposizione alla sindrome metabolica (diabete, obesità). Per ridurre l’esposizione dei bambini dobbiamo evitare che questi entrino in contatto con PVC morbido. </div><div><b>PERFLUORATI PFOS e PFOA</b> che si trovano ad esempio <b>nelle padelle </b>con rivestimento antiaderente, vernici per pavimenti, tessuti idrorepellenti, schiume di sedili dell’auto. L’elevata esposizione può provocare danni al fegato, tiroide ed infertilità.</div><div><b>IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI </b>(HAP). Sono una famiglia di più di 15 sostanze e sono considerai degli inquinanti organici persistenti<b> con effetti tossici diversi</b>. Si formano durante il processo di combustione, sia industriale che domestico, di sostanze organiche di varia provenienza (benzina, diesel, gasolio, carbone, produzione di alluminio, inceneritori, incendi di foreste, eruzioni vulcaniche). Sono presenti in quantità elevata nell’aria e la loro concentrazione è alta anche a livello del suolo e delle acque, dove si depositano sotto forma di sottile pellicola. La maggior parte di queste sostanze ha un’azione mutagena, ovvero<b> altera il DNA provocando mutazioni cellulari</b>, o cancerogena dimostrata. Può aumentare inoltre il rischio di basso peso alla nascita. Uno degli HAP più tossici è il benzopirene.</div><div><b>DIOSSINE.</b> Costituiscono un gruppo di 400 sostanze, indicate come inquinanti organici persistenti e inserite tra le 12 sostanze più tossiche presenti nell’organismo. Sono il risultato di molteplici<b> processi industriali</b> e procedimenti di fabbricazione: sbiancamento della carta con il cloro, produzione di alcuni erbicidi, incenerimento dei rifiuti, scarto di oli industriali. Può causare lesioni della pelle, alterazioni della funzionalità epatica o della fertilità, alterazioni del sistema immunitario, o alcune forme tumorali. Il feto in formazione può essere particolarmente sensibile all’esposizione alle diossine. </div><div><b>APE o alchilfenolietossilati</b>. Sono composti sintetici ampiamente utilizzati e presenti in vari prodotti: detergenti, prodotti cosmetici, carta, metalli, ecc...</div><div><b>PARABENI.</b> Alcuni parabeni sono di origine naturale e si trovano in alcuni tipi di frutta e verdura, formaggi, prodotti delle api e persino nell’organismo umano, come precursori enzimatici, ma l’industria ne fa uso come conservanti .Tutti i parabeni che si trovano in commercio sono di origine sintetica, vengono anche utilizzati come conservanti negli alimenti per rallentare il processo di degradazione e fermentazione, quindi si trovano per forza in tutti i prodotti a lunga conservazione: merendine, marmellate, frutta, bevande, prodotti ittici e carne. Ne viene giustificato l’utilizzo per evitare la proliferazione di batteri patogeni. Per ridurre l’esposizione bisogna<b> evitare i prodotti a lunga conservazione</b>, inscatolati, preferendo prodotti freschi e conservati da noi.</div><div><b>PESTICIDI E I PRODOTTI FITOSANITARI.</b> Sono molto numerosi e di diverso tipo, vengono utilizzati in modo massiccio nell’industria <b>agroalimentare </b>e nel giardinaggio. Quasi tutti fungono da interferente endocrino.</div><div><b>Il progetto “Previeni”,</b> promosso dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con l’Istituto superiore di Sanità, ha elaborato un vademecum su come difendersi dagli interferenti endocrini.</div><div>Non utilizzare contenitori in plastica per alimenti e bevande, usurati o monouso: sono fonti potenziali di bisfenolo A. <span class="fs12lh1-5">Limitare l’impiego di padelle antiaderenti graffiate, ritenute potenziali fonti di esposizione a composti perfluorati (PFOS e PFOA).</span></div><div>Utilizzare carta per alimenti e pellicole seguendo attentamente le limitazioni indicate in etichetta. <b>Non tutte le pellicole possono essere usate per conservare </b>ogni tipo di cibo, fogli di alluminio, per esempio non sono adatti agli alimenti acidi.</div><div>Limitare l’uso di prodotti affumicati ed evitare il consumo di quelli con parte carbonizzate o bruciate: sono fonti di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), interferenti endocrini <b>con effetti negativi sull’organismo</b>.</div><div>Scaldare latte, pappe e bevande in contenitori integri e non usurati.</div><div>Lavare accuratamente biberon e altri contenitori dopo la sterilizzazione; non usare biberon in policarbonato (che non sono più consentiti).</div><div>Lasciare che i liquidi caldi si raffreddino prima di travasarli in contenitori di plastica non destinati all’uso ed elevate temperature.</div><div>Abituare il bambino a <b>consumare alimenti freschi e di stagione</b>; risciacquare frutta e verdura in scatola prima del consumo.</div><div>Evitare materassi per lettini con rivestimento o telo impermeabile non conforme alle norme vigenti e, comunque, evitare rivestimenti per materassi in PVC morbido contenenti DEHP (Dietilesilftalato). <span class="fs12lh1-5">Limitare uso di capi di abbigliamento per l’infanzia con trattamenti opzionali idroreppellenti o antimacchia. </span><span class="fs12lh1-5">Attraverso la conoscenza di queste informazioni il cittadino può adottare scelte e comportamenti consapevoli</span><b class="fs12lh1-5"> utili alla riduzione del rischio</b><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html#.WkYhDt_ibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b></div><div>Pediatra di famiglia</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.WkYg89_ibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>". </div><div>La salute NON può essere un’opzione.</div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/T0mEEslhsH8">https://youtu.be/T0mEEslhsH8</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Dec 2017 10:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vi racconto la magia del Natale della famiglia Zago]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_tfrz18zr"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">È mattina e il sole è già alto nel cielo quando un profumo di cannella solletica le narici di Filippo svegliandolo dolcemente. Il bambino stropicciandosi gli occhi all’improvviso si ricorda che è </span><b class="fs12lh1-5">la vigilia di Natale</b><span class="fs12lh1-5">. Con un balzo scende dal letto e corre in cucina. Qui </span><b class="fs12lh1-5">la mamma è intenta a preparare gli ultimi dolci</b><span class="fs12lh1-5">, in particolare le cartellate al miele con cannella che Filippo preferisce più di ogni altro dolce al mondo. Saluta la mamma con un abbraccio e si siede al tavolo per la colazione. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br></div></blockquote></div><blockquote><div>― Posso assaggiarne una? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>― Non ancora, dovrai aspettare stasera ― risponde la mamma sorridendo. &nbsp;</div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Filippo deve accontentarsi dei soliti biscotti con il latte, ma già pensa a tutto quello che farà quella sera con i cuginetti. </span><b class="fs12lh1-5">Il piccolo ama il Natale </b><span class="fs12lh1-5">e per lui il momento più importante è la notte del 24: tutta la famiglia si riunisce e vedrà i suoi cugini americani che vengono in Italia solo una volta l’anno. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/natale-della-famiglia-zago.webp"  title="" alt="" width="690" height="460" /><div><br><blockquote><div><b class="fs12lh1-5">Il papà invece sta sistemando l’albero</b><span class="fs12lh1-5"> che in casa </span><b class="fs12lh1-5">Zago </b><span class="fs12lh1-5">si addobba sempre all’ultimo momento, perché prima non c’è mai tempo a causa di tutti gli impegni. Filippo, una volta terminata la colazione, raggiunge suo padre in sala da pranzo portando lo scatolone con gli addobbi. Nel giro di un’ora l’albero si erge in tutto il suo splendore e una</span><b class="fs12lh1-5"> stella dorata brilla fiera</b><span class="fs12lh1-5"> sulla sua cima. Ormai tutto è pronto, mancano solo gli invitati! Le ore passano in fretta e finalmente giungono le otto, ed ecco il campanello suonare: zie, zii, cugini e nonni invadono la casa con il loro vociare gioioso. </span><b class="fs12lh1-5">Tutti seduti intorno alla tavola </b><span class="fs12lh1-5">per festeggiare, parlano, ridono, felici di ritrovarsi insieme. Infine arriva il momento più importante: il </span><b class="fs12lh1-5">nonno </b><span class="fs12lh1-5">riunisce i nipoti intorno all’albero e racconta loro delle storie di sua invenzione, ogni anno ne prepara di nuove. </span><b class="fs12lh1-5">Filippo ascolta il nonno</b><span class="fs12lh1-5"> rapito dalle sue parole, gli piacciono tanto le storie di tutti i tipi, ma quelle del nonno non le batte nessuno, sono uniche, rare e preziose, sono un tesoro da custodire. Una volta terminato il racconto</span><b class="fs12lh1-5"> il nonno distribuisce i regali ai bambini</b><span class="fs12lh1-5"> e poi ci si scambia baci, abbracci e saluti perché ormai è arrivata l’ora di andare a nanna. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">― A domani! ― dicono tutti. &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">― Eh già, perché domani si festeggia ancora! ― dice il signor Zago. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Tutti sono andati via, ora la casa è silenziosa, le luci si spengono e Filippo piano piano, sotto le coperte, si addormenta con</span><b class="fs12lh1-5"> il sorriso sulle labbra</b><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><div><br></div></div><div><div><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.WkTW3N_ibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa aria De Marinis</a></b><br></div></div><div>Scrittrice</div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire &nbsp;<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php#.WkTWvd_ibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e racconti.</a> </div><div>Raccontare per emozionare...</div></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/5uBx0iLy2dU">https://youtu.be/5uBx0iLy2dU</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Dec 2017 11:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Assegno 2018, ex PENSIONE sociale]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c2kfurb0"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5">L'assegno sociale è una prestazione economica</b><span class="fs12lh1-5">, erogata a domanda, in favore dei cittadini che si trovano in condizioni economiche particolarmente disagiate con redditi non superiori alle soglie </span><b class="fs12lh1-5">previste annualmente dalla legge</b><span class="fs12lh1-5">. Ha sostituito, a decorrere dal 1° gennaio 1996, la </span><b class="fs12lh1-5">pensione sociale</b><span class="fs12lh1-5">. Dal 2018, potranno fare domanda di assegno sociale solo i cittadini con età: 66 anni e 7 mesi (un anno in più rispetto al 2017). Quindi, vi sarà un aumento dell'età pensionabile a partire dal 1° gennaio 2018 per ottenere la prestazione a sostegno del reddito pagata </span><b class="fs12lh1-5">dall'INPS</b><span class="fs12lh1-5">. &nbsp;La domanda assegno sociale 2018 Inps, deve essere presentata</span><b class="fs12lh1-5"> per via telematica </b><span class="fs12lh1-5">direttamente se si possiede il pin dispostivo Inps, o</span><b class="fs12lh1-5"> tramite Caf</b><span class="fs12lh1-5">, o altro intermediario abilitato. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/assegno-sociale-2018.webp"  title="" alt="" width="690" height="460" /></div><div class="imTALeft"><br><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Il riconoscimento del diritto alla prestazione è provvisorio, nel senso che ogni anno l'INPS provvede a controllare se i cittadini che hanno ricevuto l'assegno, continuano a possedere i requisiti di accesso all'assegno sociale, di residenza e limiti reddituali, e quindi ad avere diritto alla prestazione, dal momento che che questa</span><b class="fs12lh1-5"> non è reversibile ai familiari in vita</b><span class="fs12lh1-5"> e né può essere erogata all'estero. </span><span class="fs12lh1-5">Possono richiedere l'assegno sociale INPS per 13 mesi sia i cittadini italiani che comunitari ed extracomunitari che possiedono i seguenti requisiti, oltre quello dell’età: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote></div><blockquote><div><ul><li><b class="fs12lh1-5">NON avere redditi superiori a 5.824 euro l'anno</b><span class="fs12lh1-5">, ovvero, 11.649,82 se coniugato;</span><br></li><li><b class="fs12lh1-5">Possedere la cittadinanza italiana</b><span class="fs12lh1-5">, per gli stranieri comunitari serve l'iscrizione al comune di residenza e per gli stranieri extracomunitari, invece, serve il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;</span><br></li><li>Chi ha la residenza italiana stabile e continuativa da almeno 10 anni.<br></li></ul><div><br></div></div><div><div>La misura della pensione sociale consiste in un <b>Assegno sociale</b> di importo pari a 448,07 euro per 13 mesi sulla base della rivalutazione ISTAT annuale e sulla perequazione automatica che spetta sulle pensioni sociali e minime e non è reversibile ai familiari superstiti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div>Hanno diritto all’assegno in misura intera: </div></div><div><div>i soggetti non coniugati che non possiedono alcun reddito; </div></div><div><div><b>i soggetti coniugati</b> che abbiano un reddito familiare inferiore all’ammontare annuo dell’assegno. <span class="fs12lh1-5">Hanno diritto all’assegno in misura ridotta:</span></div></div><div><br></div><div><ul><li>i soggetti non coniugati che hanno un reddito inferiore all’importo annuo dell’assegno;<br></li><li>i soggetti coniugati che hanno un reddito familiare compreso tra l’ammontare annuo dell’assegno e il doppio dell’importo annuo dell’assegno.<br></li></ul><div><br></div></div><div><div>Per i titolari di assegno sociale c’è inoltre la possibilità anche di chiedere<b> l'aumento della pensione INPS</b>, con le maggiorazioni sociali. </div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WkYfBN_ibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WkYfBN_ibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">dott.Vincenzo Dibari</a></b></div><div>Commercialista</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WkYfBN_ibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div></div><div><div>Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Dec 2017 10:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["Mi vuoi sposare?" Cosa si prova davanti a questa domanda?]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7etuxv20"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Era una domenica come le altre, mancava una settimana, o poco più, al </span><b class="fs12lh1-5">Natale</b><span class="fs12lh1-5">, il freddo stava incalzando e iniziava a sentirsi aria di festa, tutto era perfetto, perché papà, anche quella domenica, accendesse il camino.</span><b class="fs12lh1-5"> Adoravo guardare fuori dalla finestra i nuvoloni bianchi </b><span class="fs12lh1-5">muoversi compatti nel cielo mentre gustavo il calore del fuoco acceso, i profumi provenienti, poi, dalla cucina, mi facevano sentire al sicuro, esattamente nel posto dove volevo stare... Io e mia sorella eravamo felici, tra un bisticcio e l’altro giocavamo, disegnavamo attendendo che fosse pronto il pranzo. </span><b class="fs12lh1-5">I miei genitori,</b><span class="fs12lh1-5"> indaffarati nelle rispettive faccende domestiche, parlavano da una stanza e l’altra, intessevano anche lunghi discorsi delle volte ed io, molto spesso, fungevo da eco, da ripetitore, a quelle parole che non arrivavano chiare ad uno dei due.</span><b class="fs12lh1-5"> Per noi figlie quella bizzarra modalità di comunicazione era il sottofondo alle giornate festive più belle</b><span class="fs12lh1-5">, indimenticabili, ed indimenticabile quella giornata lo sarebbe stata davvero, però nessuno lo sapeva, ad eccezione del mio </span><b class="fs12lh1-5">papà</b><span class="fs12lh1-5">. </span></div><div class="imTALeft"><hr></div><div class="imTALeft"><i class="fs22lh1-5"><span class="cf1">Nel nostro alto e folto albero di Natale, spuntò magicamente un piccolo pacco che, sono sicura, cinque minuti prima non c’era assolutamente;<b> fu mio padre ad attirare l’attenzione</b> su quel particolare e mi chiese di mostrarlo a mia madre.</span> </i></div><div class="imTALeft"><hr></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Io e mia sorella ci fiondammo su quel </span><b class="fs12lh1-5">bellissimo pacchetto</b><span class="fs12lh1-5">, con quella delicatissima confezione e l’elegante nastro bordeaux; litigammo per alcuni secondi su chi dovesse prenderlo per prima, poi, facendolo quasi cadere per terra, decidemmo con un solo sguardo che io, la sorella maggiore, avrei dovuto richiamare l’attenzione di mamma. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/proposta-matrimonio.webp"  title="" alt="" width="690" height="460" /></div><div class="imTALeft"><br><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Papà, intanto, aveva gli occhi dolci, di quando sta per commuoversi... </span><b class="fs12lh1-5">“Mamma, guarda cosa abbiamo trovato nell’albero!</b><span class="fs12lh1-5">”, urlai. Tutti noi sapevamo che quel dono era per lei... e anche mamma lo immaginò subito... Ricordo ancora la sua espressione di meraviglia autentica, di estrema tenerezza e lo sguardo nei confronti di papà: si dissero “</span><b class="fs12lh1-5">ti amo</b><span class="fs12lh1-5">” nello stesso momento, senza parlare...</span><b class="fs12lh1-5"> </b><b class="fs12lh1-5">Il cuore mi batteva</b><span class="fs12lh1-5"> mentre mamma scartava quella scatola magica, io e mia sorella ridevamo di gioia, curiose come non mai di scoprire quale dono contenesse quel meraviglioso involucro. Un biglietto accompagnava quel regalo, un biglietto che mamma non riuscì neanche a leggere ad alta voce, parole che nessuno di noi dimenticherà più... Una domanda, in realtà, che la gente </span><b class="fs12lh1-5">‘ormai sposata</b><span class="fs12lh1-5">’ non si rivolge mai, ma che il mio papà volle, come una dedica d’amore, proporre alla sua amata, dopo </span><b class="fs12lh1-5">un bel po’ di anni di matrimonio</b><span class="fs12lh1-5">. E’ da allora che ho una concezione sublime dell’amore, è da allora che ho capito che due che si amano devono dirselo sempre, che due che si desiderano devono chiederselo sempre: </span></div><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5"><span class="fs16lh1-5 ff1">“Mi vuoi sposare?”</span>.</b><br></div></blockquote></div><blockquote><div><div><br></div></div><div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WlUb7ajibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna di Lernia</a></b></div></div><div>Mamma e Copywriter</div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WlUb3KjibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano"</a>. </div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/iatnB8MIo34">https://youtu.be/iatnB8MIo34</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 23 Dec 2017 19:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cerchiamo di trovare un angolo del nostro cuore per SALVARCI!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_qkyddjow"><div><blockquote><span class="fs12lh1-5">Sarebbe meraviglioso poter possedere quella</span><b class="fs12lh1-5"> macchina del tempo </b><span class="fs12lh1-5">per poter fare un balzo indietro, arrivando nel punto esatto in cui è stato compiuto un danno e nel quale è possibile</span><b class="fs12lh1-5"> cambiare il futuro.</b><span class="fs12lh1-5"> Sarebbe bello pensare al tempo non come una struttura lineare, bensì circolare, in modo da poter fermare quell’insieme di cause che hanno determinato gli effetti devastanti che adesso osserviamo. </span><span class="fs12lh1-5">Nel nostro territori, in senso locale, e sulla terra, in senso globale, questa azione sarebbe molto utile. </span><span class="fs12lh1-5">Ecco, mi fermerei esattamente nell'attimo in cui </span><b class="fs12lh1-5">quell'azione del singolo influisce a tal punto da irretire tante altre persone. </b><span class="fs12lh1-5">Un solo cuore per mille altri cuori. </span><span class="fs12lh1-5">E resterei a guardare, fino a che punto un individuo può ignorare le sue responsabilità sociali. </span><b class="fs12lh1-5">SIAMO TUTTI COLLEGATI.</b><span class="fs12lh1-5"> Perché non lo si comprende?</span></blockquote></div><blockquote><div>Mi attanaglia vedere che in pochi lo capiscano.</div><div><br></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/destino-causa-effetto.webp"  title="" alt="" width="690" height="780" /><div><br><blockquote><div><b>Le azioni deleterie</b> che io compio per nuocere a qualcosa, o a qualcuno, prima o poi si ritorcono contro di me, o peggio contro la mia comunità. <span class="fs12lh1-5">I greci lo sapevano bene: </span><b class="fs12lh1-5">il ciclo delle vicende umane, </b><span class="fs12lh1-5">la colpa che ricade sui figli innocenti e vittime inconsapevoli, ma </span><b class="fs12lh1-5">DESTINATE</b><span class="fs12lh1-5">! </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ognuno di noi dovrebbe fermarsi a pensare al fatto che una nostra azione funesta determina danni a un’infinità di altre persone; la consapevolezza che una seppur piccola infelice</span><span class="cf1"><b> azione dell’attimo presente,</b></span><span class="cf1"> destina al dolore altri individui, anche in un tempo lontano, ci restituirebbe</span><span class="cf1"><b> il concetto di RESPONSABILITA</b></span><span class="cf1">’.</span></i></span></div><div><hr></div><div>Questo termine non ha più connotati definiti, non possiede più contenuti validi e condivisibili e, negli ultimi anni in generale, sembra fare riferimento solo alla <b>responsabilità intesa come scelta che il singolo fa nel rispetto solo di se stesso</b>.</div><div>E’ come se "<b>miopicamente</b>" si guardasse solo al proprio confine, quello del singolo individuo e della sua corporeità. <span class="fs12lh1-5">E' come se non si riuscisse ad avere lo sguardo protratto ad una visione allargata dello spazio tempo… e della comprensione della</span><b class="fs12lh1-5"> relazione CAUSA EFFETTO</b><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div>Chi abita la vita in un tempo lontano da chi ha compiuto una malefatta, eredita una serie di situazioni funeste, sebbene colui che ha avviato per primo questo processo non ci sia fisicamente. Appare a tratti ingiusto,<b> fa sentire DESTINATI a subire senza poter modificare la situazione</b>; appare ingiusto perché al massimo la vita, nell’arco dell’esistenza, permette solo di contenere in parte gli effetti: le cause restano là... immodificabili!</div><div>Dunque, l'unica cosa che ci salva è<b> restare sempre presenti a noi stessi</b> in qualsiasi momento, nell'attimo esatto di qualunque scelta stiamo accingendoci a compiere. </div><div>Allargando le vedute al di là della nostra misera corporeità, <b>abbracciando il destino futuro dei posteri</b>, avremmo riservato anche per noi uno spazio di salvezza. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.WjwRSt_ibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div>Docente e counselor filosofico</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/etica-e-senso-della-vita.php#.WjwRMd_ibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Filosofia ed Etica"</a> </div><div><span class="fs12lh1-5">Il giardino delle parole...</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/wIiYq-pxqC4">https://youtu.be/wIiYq-pxqC4</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Dec 2017 19:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“CARO GESÙ BAMBINO...” . Ecco a voi una lettara speciale...]]></title>
			<author><![CDATA[Patrizia Castellano]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7w2m417n"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Cari lettori, manca poco a </span><b class="fs12lh1-5">Natale </b><span class="fs12lh1-5">e, come tradizione, ci si appresta ai preparativi, a decorare </span><b class="fs12lh1-5">alberi e presepi.</b><span class="fs12lh1-5"> Per le vie delle città ci sono tante lucine colorate e mercatini.</span><b class="fs12lh1-5"> I bambini a scuola imparano poesie dolcissime</b><span class="fs12lh1-5">, scrivono letterine a Babbo Natale e a</span><b class="fs12lh1-5"> Gesù Bambino</b><span class="fs12lh1-5">, richiedendo i loro giocattoli preferiti. In questi giorni, entrando in una delle classi per fare attività di</span><b class="fs12lh1-5"> pet therapy</b><span class="fs12lh1-5">, alcuni bambini hanno voluto scrivere la loro letterina accanto ad un’amica speciale, Baby Girl, uno splendido esemplare di golden retriever. Una di queste lettere ha attirato la mia attenzione in modo particolare.</span><br></div></blockquote></div><blockquote><div><b>“Caro Gesù Bambino</b>, &nbsp;ho quasi nove anni, sono sempre attenta, svolgo tutti compiti, aiuto la mamma, aiuto i miei amici in difficoltà e anche quest’anno credo di essere stata buona. Ti scrivo questa lettera<b> per farti una richiesta</b> non necessariamente legata al giorno di Natale. Io vorrei tanto, ma tanto <b>un cane buono e bello come Baby Girl</b>, perchè ti spiego: da un po’ di tempo vengono nella mia classe delle maestre a fare pet therapy, accompagnate da una bellissima ‘cagnolona’ che si chiama Baby Girl. </div><div><br></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/un-cane-per-natale.webp"  title="" alt="" width="690" height="518" /><div><br><blockquote><div>Io vorrei tanto un’amica come Lei, ma <b>‘le maestre dei cani</b>’, dicono che non è un dono che si chiede a Babbo Natale, che non è un orsetto di peluche, né tanto meno un robottino telecomandato, ma un Soggetto, cioè un amico vero, che pensa, piange, soffre, prova dolore, gioisce, ama ed ha paura, proprio come noi umani. </div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Inoltre, ‘le maestre dei cani’ dicono che </span><span class="cf1"><b>un pet andrebbe adottato</b></span><span class="cf1">, come abbiamo fatto noi con il mio fratellino e che quindi ci vuole molto tempo, tanta pazienza e che tutti in famiglia dovremmo essere d’accordo. </span></i></span></div><div><hr></div><div>Sai Gesù, <b>con i cani ci vogliono molte attenzioni</b> e tempo da dedicare, cioè &nbsp;bisogna portarli fuori a fare delle passeggiate, almeno tre volte al giorno, con il freddo, la pioggia, il caldo, insomma anche quando sono ammalata loro devono comunque uscire, e poi dobbiamo dar loro da mangiare, spazzolarli, giocare insieme, portarli al parco, in vacanza con noi ed educarli. Ho saputo che ci sono anche<b> le scuole per i cani</b> e che loro come noi fanno i vaccini. Quando si ammalano bisogna portali dal veterinario e, alle volte, le cure sono costose, ma io sono disposta a rinunciare a tanti giochi per un amico speciale. Caro Gesù Bambino, ti prometto che saprò prendermene cura,<b> gli insegnerò tante cose da fare insieme,</b> non lo maltratterò mai, non mi arrabbierò, anche se dovesse rompere uno dei miei giocattoli preferiti, non lo sgriderò, non lo picchierò mai, ma lo aiuterò a capire, cercherò anche di non litigare con mio fratello, perché ai cani danno fastidio le voci alte o i rumori forti. Loro hanno<b> gran terrore anche dei fuochi d’artificio</b>, ci sono cani che si spaventano così tanto che potrebbero anche morire. Me ne prenderò cura anche quando diventerà vecchio, come fa<b> la mia mamma con la nonna.</b> Le maestre dicono anche che i cani alcune volte fanno delle cose che a noi non piacciono, tipo rompere degli oggetti, lasciare i propri <b>‘bisognini’ </b>in casa, abbaiare molto e tante alte cose. Molto spesso si ritiene che vivere con un cane sia facile e bello, ma alle prime difficoltà che si incontrano, la scelta ricade sull’abbandono: il solo pensiero di un gesto simile mi fa piangere, io non lo farò mai, sarebbe come abbandonare mio fratello. Le mie insegnanti dicono che prima di accogliere un cane, un gatto, o un qualsiasi altro animale, dovremmo informarci ed essere consapevoli di ciò che comporta vivere con loro. Gesù, io queste cose più o meno le ho capite, ora pensaci Tu, <b>convinci la mia famiglia</b>. Per Natale ho chiesto la bicicletta a Babbo Natale, sperando che tra una pedalata e l’altra, possa incontrare il mio amico del cuore. Nel frattempo, spero che ‘le maestre dei cani’ vengano più spesso nella mia classe, per continuare a imparare ancora tante altre cose importanti, e stare un po’ con Baby Girl. Per Natale, lascerò<b> i miei biscotti preferiti accanto al presepe,</b> in modo che tu li possa portare a tutti i cani abbandonati e a quelli che sono in canile. Ciao Gesù Bambino, <b>buon Natale!</b>”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5">Queste sono le parole semplici ma profonde di una bambina che ha colpito il mio cuore con questa</span><b class="fs12lh1-5"> letterina davvero speciale</b><span class="fs12lh1-5">... volevo regalarla a tutti voi, cari amici, affinché possiate apprezzarne il valore... Buon Natale!</span></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/terapia-assistita-con-animale-e-amore.html#.WjwPwN_ibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Patrizia Castellano</a></b> </div><div>Equipe Pet Therapy- Operatore Pet Therapy</div><div>Operatore in Zooantropologia Didattica , Educatore Cinofilo &nbsp;</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-medico-veterinario-online-a-trani.php#.WjwPrN_ibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale"</a>.</div><div><span class="fs12lh1-5">L’amore che va oltre...senza parole</span></div></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/vldmSlztWXQ">https://youtu.be/vldmSlztWXQ</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Dec 2017 19:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[”Io vado dallo PSICOLOGO".  Credo dovresti andarci anche tu...]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_j9u7uqc0"><div><blockquote><span class="fs12lh1-5">Oggi,</span><b class="fs12lh1-5"> lo psicologo opera in molti contesti lavorativi</b><span class="fs12lh1-5">:</span><br></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5"><br></span></blockquote></div><blockquote><div><ul><li>in ambito <b class="fs12lh1-5">scolastico</b><span class="fs12lh1-5">, per supportare insegnanti, alunni e genitori;</span><br></li><li>nel settore <b class="fs12lh1-5">pubblico ospedaliero</b><span class="fs12lh1-5">; in ambito giuridico e forense;</span><br></li><li>nel settore <b class="fs12lh1-5">aziendale;</b><br></li><li>in ambito privato come<b class="fs12lh1-5"> libero professionista</b><span class="fs12lh1-5">, o in strutture private.</span><br></li></ul></div><div><div><br></div><div>Ormai lo ritroviamo anche come esperto in vari<b> programmi televisivi e radiofonici</b> ed in molte altre realtà lavorative. Nonostante la sua diffusa presenza nei più disparati contesti lavorativi, la professione dello psicologo ancora oggi è avvolta da mistero e falsi pregiudizi. Uno di questi è la convinzione errata secondo la quale “<b>chi va dallo psicologo è matto</b>”. Nell’ultimo periodo si sono organizzate iniziative tramite cui si cerca di <b>superare tale stereotipo</b>. Una di queste denominata “<b>io vado dallo psicologo”</b>, rappresenta una campagna di sensibilizzazione organizzata dalla rete degli ambulatori di Psicoterapia Sociale del Piemonte, nella quale si chiede, attraverso un post con la scritta <b>#iovadodallopsicologo sui social network</b>, di dimostrare che chiunque può andare dallo psicologo, indipendentemente dall’età, dal sesso, dalla professione e livello di istruzione. Per sfatare la falsa credenza che porta a ritenere che dallo psicologo vadano i matti, è utile chiarire che lo psicologo si occupa innanzitutto del <b>benessere psicologico</b>. </div><div><br></div></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/andare-dallo-psicologo--2-.webp"  title="" alt="" width="690" height="460" /><div><br><blockquote><div><div><b class="fs12lh1-5">L’Organizzazione Mondiale della Sanità </b><span class="fs12lh1-5">ha incluso il benessere psicologico nel concetto di salute, definendolo come quello stato nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue </span><b class="fs12lh1-5">capacità cognitive o emozionali</b><span class="fs12lh1-5"> per rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, adattandosi costruttivamente alle condizioni esterne ed ai conflitti interni.</span></div></div><div><div><b>Il Benessere Psicologic</b>o è quella condizione psicologica e fisica ottimale che permette di <b>stare bene con sé stessi e con gli altri</b>, consente di raggiungere i propri obiettivi e di prendere decisioni affrontando con successo gli eventi stressanti e le difficoltà nelle relazioni.</div></div><div><div>Il benessere psicologico, perciò, <b>migliora la qualità di vita</b> e il suo raggiungimento può avvenire grazie all’aiuto di uno psicologo. Infatti, tutti noi nel corso della nostra vita, possiamo vivere momenti difficili che possono portarci a richiedere un sostegno psicologico. Affidarsi ad uno psicologo in momenti particolari della propria vita <b>è un atto responsabile e di grande intelligenza</b> e, non di certo, un motivo di cui vergognarsi o nascondersi. Date queste premesse: io vado dallo psicologo e tu? </div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.WjwOYN_ibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b></div><div>Psicologa, specializzanda in Psicoterapia Cognitiva</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PSICOLOGIA" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a> </div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita... &nbsp;</span></div></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/7Jlx0kZ6mkA">https://youtu.be/7Jlx0kZ6mkA</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 19:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Prevenzione e tumori. Quando rivolgersi al medico]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1nt1ysng"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">L’argomento della </span><b class="fs12lh1-5">prevenzione </b><span class="fs12lh1-5">è molto importante, perché è l’unico strumento per contrastare efficacemente le malattie che possono interessare</span><b class="fs12lh1-5"> uomini e donne</b><span class="fs12lh1-5"> ad ogni età. Bisogna assumere </span><b class="fs12lh1-5">uno stile di vita adeguato</b><span class="fs12lh1-5">, seguire una dieta sana, praticare una moderata attività fisica, recarsi periodicamente dal proprio medico, sottoporsi ad esami, per la maggior parte non invasivi ed evitare il fumo. Per quanto riguarda la sfera femminile, due sono i tumori più frequenti:</span><b class="fs12lh1-5"> il tumore al seno e quello alla cervice uterina.</b><span class="fs12lh1-5"> Un certo numero di tumori al seno dipende dalla mutazione di </span><b class="fs12lh1-5">alcuni geni presenti nel DNA</b><span class="fs12lh1-5"> che si trasmettono per via familiare. Si tratta di circa 60 geni, ma attualmente se ne conoscono particolarmente due:</span><b class="fs12lh1-5"> BRCA1 e BRCA2,</b><span class="fs12lh1-5"> legati al maggior rischio di sviluppare tumori del seno e dell’ovaio. Per una corretta prevenzione senologica, oggi viene in aiuto il</span><b class="fs12lh1-5"> counseling oncogenetico</b><span class="fs12lh1-5">. Lo scopo della prevenzione senologica è quello di scoprire una lesione tumorale mammaria in fase iniziale, quando è molto piccola: ciò rende possibile un intervento tempestivo che porta alla guarigione in più del 97% dei casi. Qualora venga riscontrata </span><b class="fs12lh1-5">la mutazione genetica è possibile effettuare controlli a scadenza più ravvicinata</b><span class="fs12lh1-5"> rispetto alle raccomandazioni generali. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/prevenzione-e-tumori.webp"  title="" alt="" width="690" height="460" /></div><div class="imTALeft"><br><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">In alternativa, in alcuni casi molto limitati è possibile ricorrere alla mastectomia bilaterale profilattica, cioè preventiva, che va decisa sulla base dei pareri del senologo e del genetista, anche in seguito ad un colloquio psicologico. Gli esami di diagnosi precoce per il tumore al seno sono:</span><br></div></blockquote></div><blockquote><div><ul><li><b class="fs12lh1-5">ecografia mammaria</b><span class="fs12lh1-5"> – utilizza gli ultrasuoni ed è consigliata, al posto della mammografia, nelle donne più giovani (fino a 40 anni);</span><br></li><li><b class="fs12lh1-5">mammografia</b><span class="fs12lh1-5"> – è un esame radiologico della mammella, che serve ad identificare precocemente i noduli, anche quando sono ancora impercettibili al tatto;</span><br></li><li><b class="fs12lh1-5">citologia</b><span class="fs12lh1-5">– solo in alcuni casi specifici, valutati dal medico, la diagnosi precoce può prevedere il ricorso ad un esame citologico (</span><b class="fs12lh1-5">ago aspirato</b><span class="fs12lh1-5">) che consiste nell’osservazione al microscopio ottico di cellule prelevate o esfoliate.</span></li></ul><div><br></div></div><div>Naturalmente, ad ogni età e fase della vita della donna sono consigliati alcuni esami diagnostici piuttosto che altri. In generale:</div><div><br></div><div><ul><li>dopo i 30 anni andrebbe eseguita un’<b class="fs12lh1-5">ecografia annuale</b><span class="fs12lh1-5"> e una visita senologica;</span><br></li><li>dopo i 40 anni è bene aggiungere la<b class="fs12lh1-5"> mammografia</b><span class="fs12lh1-5">, la cui cadenza successiva verrà consigliata dal radiologo (annuale o biennale);</span><br></li><li>dopo i 50 anni è opportuno effettuare la mammografia ogni anno.</li></ul><div><br></div></div><div>Di fondamentale importanza nella<b> prevenzione dei tumori femminili </b>è anche lo screening cervicale. Uno degli esami più importanti è il Pap test (dal nome del medico che lo sviluppò, Georgios Papanicolau): si tratta del test di screening per il tumore del collo dell’utero e consiste nel prelievo di alcune cellule, tramite una spatola o uno spazzolino, all’interno del <b>canale cervicale</b>. Questo esame diagnostico, oltre ad individuare la presenza di funghi o batteri, permette di rilevare precocemente cellule anomale che potrebbero trasformarsi in carcinomi. Il tumore del collo dell’utero è strettamente legato al Papilloma Virus, che si trasmette per via sessuale. Per questo lo screening è raccomandato alle donne dall’inizio dell’attività sessuale fino ai 65 anni, con cadenza triennale. In seguito può essere sospeso in quanto gli studi medici hanno rilevato come verso i 70 anni le probabilità di sviluppare questo tipo di tumore siano molto basse. Dopo la <b>menopausa</b>, comunque, si raccomandano, oltre ad uno stile di vita adeguato e ad una dieta sana, controlli cardiologici ed ossei, per prevenire e contrastare l’ipertensione arteriosa e l’osteoporosi. Come dice nel suo libro<b> il Prof. Giovanni Scambia</b>, direttore della Divisione di Ginecologia Oncologica del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma, <b>“la donna è il motore della famiglia e la sua buona salute incide positivamente su tutto il nucleo familiare”</b>. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.WjwNJN_ibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Carlo Avantario</a></b></div><div>Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi al ginecologo di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/ginecologo-ostetrica-online-trani.php#.WjwNCd_ibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Maternità"</a>.</div><div><span class="fs12lh1-5">L’emozione del primo palpito...</span></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/MDrQpolBOWM">https://youtu.be/MDrQpolBOWM</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 19:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Nella vita bisogna guardare sempre AVANTI!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_pvfc11dn"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Cari amici lettori, eccoci giunti al </span><b class="fs12lh1-5">Natale </b><span class="fs12lh1-5">e alla conclusione di questo 2017! &nbsp;Sempre, durante gli ultimi giorni dell’anno, si fanno dei bilanci e delle riflessioni su ciò che è stato di noi, della nostra vita e della realtà che ci circonda. Ebbene, dopo aver trattato, in un mio precedente articolo, dello</span><b class="fs12lh1-5"> sviluppo spirituale dei bambini,</b><span class="fs12lh1-5"> riflettevo su alcuni pensieri di un grande filosofo americano, E. S. </span><b class="fs12lh1-5">Brightman</b><span class="fs12lh1-5">, che ho conosciuto durante il mio percorso di studi universitari, riguardo allo sviluppo spirituale dell’uomo di qualunque età. Ritengo, infatti, in collegamento con quanto scritto dalla </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WjwGQt_ibIU" target="_blank" class="imCssLink">prof.ssa Angela Bini</a></span><span class="fs12lh1-5"> mia collega redattrice, nella sua rubrica </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WjwGX9_ibIU" target="_blank" class="imCssLink">“Didattica e dintorni”</a></span><span class="fs12lh1-5">, che, per migliorare la società attuale, sia necessario realizzare progetti educativi finalizzati ad orientare i ragazzi, i giovani, e in generale tutti, allo sviluppo della dimensione spirituale che, nella società attuale, si è smarrita e che, invece, è necessario recuperare. Il filosofo americano E. S. Brightman, infatti, vede nella</span><b class="fs12lh1-5"> decadenza dello spirito</b><span class="fs12lh1-5">, nella mancanza della vita spirituale, nell’assenza del dialogo tra l’uomo e Dio, le cause principali della crisi dell’uomo contemporaneo, </span><b class="fs12lh1-5">dell’affermarsi del nichilismo</b><span class="fs12lh1-5">, della scomparsa dei valori fondamentali. Il filosofo americano sostiene che l’uomo deve dirigere i propri impulsi verso valori ideali, con l’aiuto </span><b class="fs12lh1-5">dell’etica </b><span class="fs12lh1-5">che è l’unica scienza che può condurci verso i valori. Inoltre sostiene che l’uomo moderno commette un errore quando vuole credersi ateo, areligioso o indifferente alla dimensione spirituale, perché, pur se ha tentato di farlo, non è riuscito a cancellare in lui</span><b class="fs12lh1-5"> “l’homo religiosus”</b><span class="fs12lh1-5">.</span><br></div></blockquote></div><blockquote><div><br></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>La vita religiosa dell’uomo moderno, infatti, è inconscia; cioè la parte più profonda dell’uomo è legata ancora al mistero e al sacro che dobbiamo riportare alla luce.</i></span></div><div><hr></div><div><br></div><div>Brightman dunque ci porta a riflettere su una nuova forma di personalismo, cioè il personalismo teistico che<b> pone Dio al centro della persona</b>. Cioè l’uomo si realizza con Dio, per Dio, in Dio che è la sua unica possibilità di salvezza dalla situazione di disagio ed inferiorità in cui è caduto nella società contemporanea. Inoltre, dal considerare Dio come fine ultimo dell’uomo deriva un secondo elemento distintivo del personalismo di Brightman:<b> la peregrinità, cioè l’uomo è pellegrino su questa terra</b>, dato che non conclude qui il suo destino. </div><div>Per il filosofo, essere persona significa agire. La persona, dunque, è azione, volontà, creatività. </div><div>Quindi la filosofia di <b>Brightman </b>è focalizzata sull’importanza del valore di persona che è una delle <b>grandi conquiste del Cristianesimo</b> il quale le ha dato un nuovo significato, sottolineando la sua unicità e irripetibilità, indicandole i fini da perseguire per realizzare pienamente se stessa. La persona, ritrovando la propria dimensione spirituale, può aprirsi alla relazione interpersonale, trasformando la coesistenza in proesistenza, cioè trasformando il vivere con gli altri in un vivere per gli altri con generosità e dedizione. Quindi è importante la relazione tra Persona e Spirito, se si vuole diventare esseri spirituali, per creare valori nel mondo e per realizzare gli ideali. Per questo,<b> Dio ci ha fatto dono del suo Spirito</b>, per renderci persone nuove, trasformate e generate nell’amore che è il più inesauribile dei valori spirituali e che richiede la relazione delle anime a Dio e all’uomo. Nel mondo, l’amore è il più alto livello della “comunicazione” piena tra due persone che, pur distinte, costituiscono un tutt’uno. &nbsp;Il filosofo americano sostiene che <b>la perfezione della vita spirituale</b> è di solito il risultato di un cammino lento, impegnativo, non prevedibile, né costante, ma che assomiglia al pellegrinaggio del credente lungo le fasi della vita. Brightman, infatti, afferma che ciò che rende la vita ricca spiritualmente, piena, appagata e qualitativamente intensa non è la felicità che scaturisce dalla tranquillità, né quella che trae origine dal piacere, ma quella che deriva dall’andare avanti, dal salire, quindi dalla crescita interiore che permette di raggiungere<b> un certo livello spirituale</b>.</div><div><br></div><div> </div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/dio-dentro.webp"  title="" alt="" width="690" height="387" /><div><br><blockquote><div>Il vero sviluppo spirituale quindi è guardare in avanti, è camminare verso Dio. &nbsp;La vita spirituale è personale, nel senso che la crescita dello spirito avviene totalmente all’interno della propria coscienza. Quindi il primo e più importante passo per realizzarla pienamente<b> è capire se stessi</b> e imparare a vivere con se stessi; il secondo è <b>decentrarsi sull’altra persona</b>, unendo le reciproche interiorità; infine focalizzare la propria attenzione su <b>Qualcuno </b>più grande di noi, subordinando la nostra vita alla Sua. Solo da ciò, infatti, deriva la vera felicità, dal crescere nel profondo di noi stessi, diventando padroni di noi stessi, dal congiungerci agli altri perché siamo corpi e anime fatti per completarsi ed unirsi, dall’abbandonarsi fiduciosamente in Uno più grande di noi, <b>nell’amore di Colui che ci ha creati</b>. RingraziandoVi, come sempre, della cortese attenzione che ponete e della curiosa e attenta lettura, nell’attesa di ritrovarci insieme nel nuovo anno, Vi porgo i miei più cari e sinceri Auguri di un sereno Natale e di un Nuovo Anno meraviglioso durante il quale possiate trovare la vera <b>felicità</b>, cioè quella che rende la vita ricca spiritualmente, piena, appagata e qualitativamente intensa, come ci indica il nostro Brightman.</div><div>Bibliografia: Cfr. E. S. BRIGHTMAN, La vita spirituale (a cura di Michele Indellicato), Levante editori, Bari 2003. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WjwFxN_ibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></b></div><div>Pedagogista - <span class="fs12lh1-5">Consulente filosofico, bioetico e pedagogico</span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continua a seguire "<a href="https://www.cittadellinfanzia.it/apprendimento-e-relazioni.php#.X7alU2hKjIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"</div><div>Leggendo attraverso anima e relazioni...</div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/1ZYbU82GVz4">https://youtu.be/1ZYbU82GVz4</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 18:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Essere UNICI ci rende LIBERI. Ecco cosa dovrebbe insegnare la scuola]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_aqtwndw5"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5">La scuola</b><span class="fs12lh1-5">, istruendo e formando l’individuo in crescita,</span><b class="fs12lh1-5"> ha il compito di &nbsp;valorizzare le singole identità</b><span class="fs12lh1-5">, senza escludere o mortificarne alcuna, perché nella società tutte possano avere poi voce, senza dover soccombere a quelle più forti, o vivere nella paura di essere, addirittura, da esse annientare. </span></div><div class="imTALeft"><hr></div><div class="imTALeft"><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Significa che , pur avendo, la scuola, contenuti uguali per tutti, sia pure utilizzando</span><span class="cf1"><b> metodologie diverse a seconda delle capacità di apprendimento personali</b></span><span class="cf1">, non può omologare, massificare, pretendere di uniformare, poiché nessuna identità è come l'altra. </span></i></span></div><div class="imTALeft"><hr></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Ognuno, in base alle proprie esperienze di vita e caratteri genetici, è se stesso e può assomigliare solo a se stesso. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/unicita.webp"  title="" alt="" width="690" height="460" /></div><div class="imTALeft"><br><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Oggi, </span><b class="fs12lh1-5">si assiste a mille soprusi commessi dagli uomini su altri uomini</b><span class="fs12lh1-5">, a cui viene negato il rispetto e la vera uguaglianza umana, quella dei diritti e dei doveri, sancita dalla Costituzione, da trasmettere nella scuola attraverso lo studio di una materia, messa purtroppo da parte: </span><b class="fs12lh1-5">l’educazione civica</b><span class="fs12lh1-5">. </span><b class="fs12lh1-5">IDENTITÀ </b><span class="fs12lh1-5">è garanzia di libertà e sanità di un paese che vede realizzare tutti, a beneficio del paese stesso.</span></div></blockquote></div><blockquote><div> &nbsp;&nbsp;</div></blockquote><blockquote><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WjwMB9_ibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></blockquote><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div><div><br></div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it<br></a></span><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WjwMKd_ibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span><div><div>Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/ggTJqs_Gl1M">https://youtu.be/ggTJqs_Gl1M</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Dec 2017 19:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Inquinamento e disabilità. Camminando tra polveri sottili...]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_r7634viz"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">E’ molto attuale, soprattutto nella mia città, </span><b class="fs12lh1-5">il problema dell’inquinamento</b><span class="fs12lh1-5">. A tal proposito vorrei ricordare che noi diversamente abili in carrozzina, allo stesso </span><b class="fs12lh1-5">modo dei bambini</b><span class="fs12lh1-5">, soffriamo in particolar modo l’alta concentrazione delle polveri sottili e di tutti gli inquinanti rilasciati </span><b class="fs12lh1-5">nell’atmosfera</b><span class="fs12lh1-5">. Ci troviamo ad altezza dei tubi di scappamento delle auto e respiriamo più degli adulti normodotati le esalazioni insalubri dei terreni. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/inquinamento-e-disabili.webp"  title="" alt="" width="690" height="474" /></div><div class="imTALeft"><br><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Anche </span><b class="fs12lh1-5">le rilevazioni dell’inquinamento non tengono delle basse altezze</b><span class="fs12lh1-5"> e quindi, forniscono per me dati non perfettamente corretti rispetto a quelli percepiti. Le centraline</span><b class="fs12lh1-5"> ARPA</b><span class="fs12lh1-5"> che rilevano</span><b class="fs12lh1-5"> i dati delle polveri PM10</b><span class="fs12lh1-5">, ad esempio, mi sembrano posizionate troppo in alto per valutare un corretto monitoraggio dell’aria. Insomma, l’inquinamento percepito dagli adulti è sempre inferiore a quello percepito da bambini e </span><b class="fs12lh1-5">diversamente abili in carrozzina</b><span class="fs12lh1-5">. Un motivo in più per creare città a misura di ambiente…</span><br></div></blockquote></div><blockquote><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<br></span><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5">Esploratore di vita &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-disabili-raccontano-la-loro-citta-di-trani.php#.WjwK09_ibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Diversabilità" </a>. Parole e pensieri che raccontano la vita.</div></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/DbNOyQ46X1U">https://youtu.be/DbNOyQ46X1U</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Dec 2017 19:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La sotia, più o meno vera, di Babbo Natale]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_v8dg7car"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Cari bambini, questa è </span><b class="fs12lh1-5">la vera storia (o quasi) di Babbo Natale. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b><br></div></blockquote></div><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">A nord del Circolo Polare Artico, nell'Europa settentrionale esiste una regione: la </span><b class="fs12lh1-5">Lapponia</b><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><div>In questa terra viveva un simpatico vecchietto...</div></div><div><div>In una capanna nel bosco, circondata da abeti, vicino ad uno allegro ruscello d’acqua limpida e fresca, viveva Natale che, ogni giorno, si dedicava a coltivare il suo orticello, a curare <b>le sue renne</b> e ad intagliare il legno, vivendo tranquillamente. <b class="fs12lh1-5">Vestiva sempre di rosso</b><span class="fs12lh1-5">, il suo colore preferito. </span><span class="fs12lh1-5">Era un vecchietto assai buono e generoso, con una lunga barba bianca ed aiutava spesso, senza tirarsi mai indietro, tutti i suoi vicini. </span><span class="fs12lh1-5">Un giorno pensò che era troppo poco quello che stava facendo e si mise a pensare: voleva trovare un modo per poter dare agli altri qualcosa di più. </span><span class="fs12lh1-5">Quella sera fece un sogno... </span><b class="fs12lh1-5">Gli apparve un angioletto</b><span class="fs12lh1-5">: era molto bello e grazioso e con una dolce vocina gli spiegò che nel mondo c’erano tanti bambini e che molti di essi erano poveri e non potevano permettersi niente; come tutti gli altri fanciulli del mondo, desideravano </span><b class="fs12lh1-5">dei giocattoli </b><span class="fs12lh1-5">che sicuramente non avrebbero mai ricevuto... </span><b class="fs12lh1-5">Il cuore dell'Angelo era colmo di tristezza</b><span class="fs12lh1-5"> e una lacrima gli scese giù lungo il viso. Natale, che era molto sensibile, chiese all'angioletto cosa potesse fare per quei bambini, per ridare loro un pizzico di felicità. </span><span class="fs12lh1-5">L’angioletto rispose che, se Natale avesse voluto, poteva aiutarli, ma sarebbe dovuto partire caricando sulla sua slitta trainata da renne un sacco pieno di doni da consegnare</span><b class="fs12lh1-5"> a ciascun bimbo la notte santa</b><span class="fs12lh1-5">, in occasione della nascita di Gesù.</span></div></div><div><br></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/FIABE-DI-NATALE--1-.webp"  title="" alt="" width="690" height="460" /><div><br><blockquote><div><div>"Ma dove posso trovare i giocattoli per tutti i bambini del mondo? E come posso farcela a consegnarli tutti in una sola notte e ad entrare nelle case? Ci saranno tutte le porte chiuse!", si chiese Natale. <span class="fs12lh1-5">L'Angioletto gli disse che </span><b class="fs12lh1-5">Gesù Bambino </b><span class="fs12lh1-5">l’avrebbe aiutato a risolvere ogni problema. </span><span class="fs12lh1-5">Fu così che Gesù Bambino nominò Natale papà di ogni bambino, donandogli il nome di </span><b class="fs12lh1-5">Babbo Natale</b><span class="fs12lh1-5">! </span><span class="fs12lh1-5">I primi giochi che Babbo Natale regalò furono costruiti con le sue stesse mani: intagliò nel legno bambole, macchinine, pupazzi ed ogni sorta di giocattolo.</span></div></div><div><div><b>Gesù Bambino assegnò a Babbo Natale degli Elfi</b>, piccoli angeli dalla faccia simpatica che lo avrebbero aiutato a costruire i giocattoli, a caricarli sulla slitta e a consegnarli in tempo ogni anno la sera di Natale! <span class="fs12lh1-5">Gesù Bambino fece anche un piccolo </span><b class="fs12lh1-5">miracolo</b><span class="fs12lh1-5">: concesse alla slitta e alle otto renne il dono di poter volare nel cielo. </span><span class="fs12lh1-5">Babbo Natale da allora entra in ogni casa, calandosi dal camino e riempiendo le calze che ogni &nbsp;bimbo appende sotto di esso ,come d'usanza e posa gli altri pacchetti più grossi sotto agli alberi di pino adornati a </span><b class="fs12lh1-5">festa con luci ed addobbi </b><span class="fs12lh1-5">vari.</span></div></div><div><div><b>Grazie alla magia dell’amore</b>, poi, a Babbo Natale fu possibile di essere sempre puntuale nella consegna dei tanto attesi doni, facendo felici tutti i bambini del mondo, portando un radioso <b>sorriso </b>sui loro visi e nei loro cuori! Buon Natale a tutti i bambini del mondo... &nbsp;</div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WjwH2t_ibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div></div><div>La nonna Gina di tutti e per tutti</div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div></div><div><div>Continuate a seguire &nbsp;<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WjwHwt_ibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e racconti.</a> </div><div>Raccontare per emozionare... </div></div></blockquote></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Dec 2017 19:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Perforarsi il timpano e farsi saltare le mani? Ti spiego cosa accade ogni anno con i botti...]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5zi11yyq"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5">La festività del Capodanno</b><span class="fs12lh1-5"> è tra le più sentite e festeggiate in tutto il mondo. Insieme al brindisi, alla musica e alle danze di rito ci sono</span><b class="fs12lh1-5"> anche i pericolosi e sottovalutati festeggiamenti in strada con i botti,</b><span class="fs12lh1-5"> i quali puntualmente sono causa di incidenti e traumi che interessano sia gli adulti che i bambini. Oltre alle ustioni e alle ferite a mani e occhi, si possono</span><b class="fs12lh1-5"> verificare danni a carico della membrana timpanica o dell’orecchio interno</b><span class="fs12lh1-5">. Infatti, se lo scoppio del petardo avviene ad una distanza ravvicinata dalla persona (a circa un metro, o meno) la possibilità di arrecare</span><b class="fs12lh1-5"> danno all’udito è concreta.</b><span class="fs12lh1-5"> Il rumore da scoppio è di tipo impulsivo e violento (la durata è di circa tre millisecondi), pertanto non è necessaria un’esposizione prolungata a questo tipo di rumore, ma è sufficiente una sola esplosione ad arrecare danno. Le conseguenze di questa situazione possono essere </span><b class="fs12lh1-5">temporanee</b><span class="fs12lh1-5">, nei casi più fortunati, o </span><b class="fs12lh1-5">permanenti</b><span class="fs12lh1-5">. Il danno è caratterizzato, nelle fasi iniziali da acufeni (fischi o ronzii) e sensazione di </span><b class="fs12lh1-5">occlusione auricolare</b><span class="fs12lh1-5">, mentre successivamente, laddove il trauma fosse confermato, si riscontra un deficit uditivo, maggiormente a carico delle frequenze acute e, in alcuni casi, potrebbe rimanere </span><b class="fs12lh1-5">l’acufene</b><span class="fs12lh1-5">. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/perforazione-timpano.webp"  title="" alt="" width="717" height="478" /></div><div class="imTALeft"><br><blockquote><div class="imTALeft"><hr></div><div class="imTALeft"><span class="fs22lh1-5 cf1">Va specificato che il motivo per cui un solo botto (specie se a distanza ravvicinata) può essere dannoso è dovuto all’intensità che lo scoppio genera, la quale può essere uguale, se non superiore a <b>150 dB</b> ( la stessa intensità di un’arma da fuoco).</span><br></div><div class="imTALeft"><hr></div></blockquote></div><blockquote><div>Alla luce di quanto detto è quindi palesemente sconsigliabile questa modalità di festeggiamento. Laddove però si intenda fare uso dei botti è bene adottare degli accorgimenti che possano limitare il rischio per<b> la salute uditiva dei bambini</b>, ma anche degli adulti.</div><div>Innanzitutto assicurarsi di avere acquistato presso i centri autorizzati alla vendita dei petardi costruiti in conformità delle normative di sicurezza vigenti e di aver letto le istruzioni sulle confezioni dei botti. <b class="fs12lh1-5">Utilizzare dei tappi auricolari di cera</b><span class="fs12lh1-5"> in grado di garantire una discreta attenuazione del rumore. </span><span class="fs12lh1-5">Mantenere una </span><b class="fs12lh1-5">distanza adeguata</b><span class="fs12lh1-5"> dal punto di scoppio, che deve essere di almeno cinque metri.</span></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wjllnd_ibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Pagnotta Giorgio</a></b> </div><div>Audioprotesista - Master di specializzazione in Protesizzazione </div><div>e Riabilitazione Uditiva infantile</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wjllht_ibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a> . </div><div>La salute NON può essere un’opzione. </div><div><br></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/1qwTnyGYJno">https://youtu.be/1qwTnyGYJno</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 15 Dec 2017 19:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Natale. Il mio sogno? Una città che sia in salute...]]></title>
			<author><![CDATA[Mamma Antonella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6aeqovo5"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Caro </span><b class="fs12lh1-5">Babbo Natale</b><span class="fs12lh1-5">, sono cosciente del fatto che tu sia davvero impegnato in questi giorni, il tuo carico lavorativo è pesante e ti immagino correre in tutte le case del mondo di notte, </span><b class="fs12lh1-5">ritirare letterine, leggere e provvedere</b><span class="fs12lh1-5"> ad esaudire desideri… Penso a te e ti vedo come se fossi una casalinga disperata. Purtroppo quest’anno sei costretto a leggere anche la mia e penso che una corsia preferenziale la merito, visto che per diversi anni, quando avevo qualche centimetro in meno e i capelli del mio colore naturale,</span><b class="fs12lh1-5"> ti ho lasciato la cena nel camino,</b><span class="fs12lh1-5"> quella che a te piaceva come segno di ringraziamento del tuo passaggio nella mia casa. Vengo al dunque, senza perdere tempo. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-2" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/cava-dei-veleni--1-.webp"  title="" alt="" width="690" height="920" /><br></div><div class="imTALeft"><br><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Mio Caro, cerco di guardare intorno a me, senza andare lontano e voglio farti notare che qui, nella </span><b class="fs12lh1-5">mia città abbiamo una cava fumante.</b><span class="fs12lh1-5"> Forse se facessi due chiacchiere con le tue renne scopriresti che anche loro sentono un profumino niente male quando sorvolano sul nostro meridiano e scommetto che</span><b class="fs12lh1-5"> evitano di abbeverarsi alle nostre fontane</b><span class="fs12lh1-5">, eppure noi laviamo la verdura che tanto fa bene alle mamme, ai papà e ai bambini. Ecco, volevo avvisarti che abbiamo un piccolo problema con un </span><b class="fs12lh1-5">tetto d’amianto</b><span class="fs12lh1-5"> in grave stato di conservazione, ti auguro con tutto il cuore che il 24 dicembre sia una nottata senza vento e senza pioggia, d’altronde ci stiamo già pensando noi a portare felicemente nelle nostre case le simpatiche particelle che si attaccano sotto le scarpe. Babbo carissimo, forse sono stata un po’ approssimativa nella descrizione, ma per Natale ti chiedo di distribuire una copia della “ </span><b class="fs12lh1-5">Carta dei diritti dei Bambini”</b><span class="fs12lh1-5"> a chi dovrebbe sorvegliare, a chi dovrebbe amministrare, a chi dovrebbe tutelare. Una sana lettura, semplicemente per comprendere di cosa si tratta. Se vuoi inviarmi il tuo </span><b class="fs12lh1-5">IBAN </b><span class="fs12lh1-5">posso contribuire volentieri ai costi di stampa. Con tanto affetto...</span><br></div></blockquote></div><blockquote><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<br></span><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/una-finestra-sul-mondo-di-una-mamma.html#.WjQtEUribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Antonella</a></b></blockquote><blockquote><span style="font-weight: 700;"><br></span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it<br></a></span><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WjQs9kribIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;</a></span><div><div>Il cuore che parla, le parole che urlano pensieri...</div></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/LdTRhEqllwA">https://youtu.be/LdTRhEqllwA</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Dec 2017 20:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vi racconto la storia degli animali...testimoni della nascita del Salvatore!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Cecilia Scaringella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_dd91fcie"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">“Mi chiamo Liam, di animo altruista e protettivo, socievole e generoso. Questo il nome che i miei </span><b class="fs12lh1-5">genitori </b><span class="fs12lh1-5">scelsero per me alla mia nascita, onorando le più antiche tradizioni appartenenti alle tradizioni degli asini. Sì,</span><b class="fs12lh1-5"> sono un asino</b><span class="fs12lh1-5">, anzi l’asino del presepe. Mi piace la compagnia, dialogare con tutti gli animali della fattoria, con gli umani... un giorno, eravamo al tempo di Erode, brucavo l’erba con gusto e spensieratezza, quando mi venne incontro una coppia di viandanti un po’ affaticati, </span><b class="fs12lh1-5">diretti a Betlemme. La donna, Maria</b><span class="fs12lh1-5">, aveva un grande pancione ed io sentivo che lì dentro si muoveva una nuova creatura.</span><b class="fs12lh1-5"> L’uomo, Giuseppe</b><span class="fs12lh1-5">, mi chiese con gentilezza di aiutarli nella loro impresa. Dovevano cercare un posto sicuro dove far nascere il bimbo. Ho sempre collaborato con gli uomini, ho lavorato con loro nei campi, li ho condotti su sentieri impervi e pericolosi, mi piace dare sollievo a chi è affaticato, Giuseppe poi fu così paziente con me… spiegò che </span><b class="fs12lh1-5">Maria stava per dare alla luce un figlio tanto atteso e desiderato</b><span class="fs12lh1-5">, che le loro energie erano ormai al limite, così ho capito la solennità del momento e ho offerto il mio dorso a Maria che portava dentro di sé un </span><b class="fs12lh1-5">tesoro prezioso</b><span class="fs12lh1-5">. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/il-presepe-di-natale--1-.webp"  title="" alt="" width="690" height="307" /></div><div class="imTALeft"><br><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Abbiamo camminato in silenzio per ore, fino a quando Giuseppe, che ci precedeva di qualche passo, mi fece un cenno… aveva trovato un rifugio, un luogo appartato con una mangiatoia. Si vedeva che era un posto frequentato da animali. Entrammo e lui porse il suo braccio per sostenere Maria, l’aiutò ad adagiarsi su un letto improvvisato fatto di</span><b class="fs12lh1-5"> foglie e di fieno</b><span class="fs12lh1-5">, era esausta ma aveva negli occhi un lampo di speranza fiduciosa. Non ci volle molto per capire che in quel rifugio c’era una presenza calda, un respiro lento, profondo… era Noah, quiete che ristora, allevia, consola… questo il significato del </span><b class="fs12lh1-5">nome del bue</b><span class="fs12lh1-5"> che si presentò a noi tranquillo, discreto, sembrava che ci aspettasse da sempre”.</span><br></div></blockquote></div><blockquote><div>“Sono Noah, sì hai ragione fratello Liam, quella notte mi fermai nella <b>stalla </b>più del solito, quando…tu lo sai che ho una visione quadrangolare… rilevai degli strani movimenti, ma, invece, di spaventarmi, come accade di solito quando percepisco dei sussulti,rimasi lì in attesa, <b>fermo e tranquillo</b>, nonostante non fossi in compagnia dei miei compagni di mandria a rassicurarmi e a farmi da scudo con la loro vicinanza. Avevo trascorso una giornata serena a pascolare in compagnia dei miei amici e familiari, <b>spostandoci serafici tra il pascolo e l’abbeveratoio</b>… mai avrei immaginato che quel giorno si sarebbe concluso in maniera così inaspettata. Quando ho visto<b> Giuseppe e Maria</b> così silenziosi, mansueti, che si sussurravano parole dolci e di incoraggiamento, scoprii che non tutti gli uomini urlano con grida stridule di rabbia come mi raccontano<b> i fratelli bovini</b> che vivono negli allevamenti intensivi… non è tanto il volume della loro voce a spaventarci, quanto la rabbia che esprime… Giuseppe e Maria NO! Loro erano così assorti, silenziosi e rispettosi che mi venne voglia di superare ogni indugio e di avvicinarmi a loro, di riscaldarli c<b>on il mio fiato e il calore del mio corpo</b>. Sai ,fratello asino, credo proprio di essere entrato in sintonia con loro, ho percepito le loro emozioni… erano stanchi, trepidanti, ma custodivano un’aspettativa gioiosa, da cui anche io sono stato contagiato, pur non conoscendone il motivo. Allo stesso tempo la mia vicinanza li ha calmati, ristorati, ha dato loro conforto. Non pensavo affatto che si potesse entrare così in empatia, in comunione con degli esseri umani". <span class="fs12lh1-5">“Permesso? Ciao fratelli, che succede qui dentro? Sì lo so, Pako il pastore maremmano mi sta richiamando per tornare all’ovile con le altre sorelle… ma non resisto alla curiosità… </span><b class="fs12lh1-5">Sono la pecorella Susanna</b><span class="fs12lh1-5">, dal greco ‘giglio’ che deriva dall’egiziano ‘Shoshan’, ‘fiore di loto’… beh lo ammetto, sono un po’ vanitosa, però, più che un fiore di loto, </span><b class="fs12lh1-5">mi sento una pratolina</b><span class="fs12lh1-5">… a proposito… che buon profumo c’è in questo rifugio, profumo di erba fresca e di pane buono. Giuseppe, Maria? Posso entrare? ho sentito pronunciare i vostri nomi da alcuni pastori,non vi farò domande,ma mentre riposate vi racconto la mia storia,la nostra storia di pecore. Pratoline a parte, noi pecore siamo state </span><b class="fs12lh1-5">tra le prime specie animali a subire il processo di addomesticamento</b><span class="fs12lh1-5">, a partire dal periodo del neolitico, quando l’uomo si trasformò da cacciatore ad allevatore. Ci spostiamo sempre in gruppo seguendo una saggia pecora anziana. Durante la stagione delle</span><b class="fs12lh1-5"> nascite degli agnelli</b><span class="fs12lh1-5">, ci stringiamo le une alle altre per proteggere gli agnelli dai predatori. Anche quando fa molto freddo o molto caldo,siamo tutte vicine per evitare la dispersione di calore in condizioni di basse temperature, ma anche per creare un riparo in zone prive di alberi in caso di pioggia. Funzioniamo come un unico organismo. Il nostro motto è </span><b class="fs12lh1-5">‘l’unione fa la forza!’</b><span class="fs12lh1-5">. Cosa dici Giuseppe? Ah sì, lo ricordo anche io! E’ una storia che raccontiamo ai nostri agnellini la sera quando, stretti gli uni agli altri, ci predisponiamo al sonno facendo memoria delle cose belle della vita riportate nelle Sacre Scritture…</span></div><div><hr></div><div><i class="cf1"><span class="fs28lh1-5">’</span><span class="fs22lh1-5">il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina che egli aveva comperato ed allevato; essa gli era cresciuta in casa insieme con i figli, mangiando il suo pane, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno, era per lui come una figlia’ 2 Sam12,3. </span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Devo ringraziarvi Maria, Giuseppe, vi sono grata per tutte le volte che l’uomo si prende cura di noi amorevolmente, il vostro silenzio è così soave, accogliente, permette a ciascuno di raccontarci e mettere in comune le nostre vite. Maria… hai un sussulto… io conosco bene cosa ti sta accadendo, non preoccuparti,</span><b class="fs12lh1-5"> lascia fare alla vita che custodisci</b><span class="fs12lh1-5">, lascia fare alla vita che stai donando al mondo... Eccolo! Il Figlio della terra e del cielo, </span><b class="fs12lh1-5">il dono di Dio per noi</b><span class="fs12lh1-5">, Colui che riconduce tutte le creature viventi nel cuore palpitante del </span><b class="fs12lh1-5">Creatore</b><span class="fs12lh1-5">”.</span><br></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-comunicazione-attraverso-i-pet.html#.Wi7IxkribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Cecilia Scaringella</a></b></div><div>Logopedista- Equipe di Pet-therapy- Operatrice di Terapia e Attività Assistite </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-medico-veterinario-online-a-trani.php" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale"</a> . </div><div>La comunicazione che va “oltre”...</div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/VkrYlKYMBrg">https://youtu.be/VkrYlKYMBrg</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Dec 2017 18:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Biscotti...pan di zenzero. Ed è già Natale!]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_l9mlfr59"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Immaginate un freddo pomeriggio d’inverno, </span><b class="fs12lh1-5">il Natale alle porte</b><span class="fs12lh1-5">, qualche fiocco di neve che cade dal cielo, </span><b class="fs12lh1-5">la dolce melodia del crepitio della legna</b><span class="fs12lh1-5"> che arde nel camino e un delicatissimo profumo di cannella che arriva dalla cucina inebriando tutta la casa... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/biscotti-pan-di-zenzero--2-.webp"  title="" alt="" width="690" height="460" /><br><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br></div></blockquote></div><blockquote><div>Ed ecco uscire dal forno,<b> caldi e fragranti, biscotti natalizi al pan di zenzero</b>, simpatici omini speziati con un dolce regalo per ognuno di voi, carissimi amici lettori... </div><div>Ingredienti per il <b>biscotto</b>: 40 g di miele; 80 g di zucchero; 200 g di farina 0; 2 g di lievito per dolci; 10 g di zenzero in polvere; buccia grattugiata di un’arancia; 20 di olio; 1 cucchiaio di cacao in polvere; 1 cucchiaio di fecola di patate; 1 uovo; 4 cucchiai di latte. </div><div>Ingredienti per la <b>glassa</b>: 110 g di zucchero a velo; 2 gocce di succo di limone; acqua q.b.; colorante alimentare; profumo di cannella.</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.Wi7HfkribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b> </div><div>Cake designer </div><div>Direttore Artistico Puglia Cake Festival</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.Wi7HwUribIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Spirito Artistico"</a> .</div><div>La fantasia non conosce confini...</div></blockquote><div> </div></div><a href="https://youtu.be/bw885QOuMtg">https://youtu.be/bw885QOuMtg</a>]]></description>
			<pubDate>Sat, 09 Dec 2017 17:54:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ti racconto il Natale in fattoria...]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4c67nuih"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5">Il presepe sotto il grande albero del giardino della nonna era pronto.</b><br></div></blockquote></div><blockquote><div>Stava arrivando il<b> Santo Natale </b>e per celebrarlo tutti gli animali della fattoria decisero che avrebbero fatto una grande festa. Ma ci voleva qualcuno che scrivesse gli inviti e, poi ancora, qualcuno che li facesse recapitare."Niente paura!", balzò Tina la gallina, "Ora volo a chiedere consiglio al mio amico Biagio e lui ci dirà cosa fare!".</div><div>Biagio accolse con gioia la notizia della <b>festa</b>, “sì, è proprio una bella idea”.</div><div>Si mise subito al lavoro. Per scrivere gli inviti chiamò Rocco il tacchino, lui era bravissimo ed aveva una bella grafia. <span class="fs12lh1-5">Per recapitarli chiamò Luigi il Colombo, come postino non c'era uno migliore di lui! </span><span class="fs12lh1-5"><b>Nei giorni che seguirono, alla fattoria c'era un gran fermento: tutti erano indaffarati nei preparativi.</b></span> Luigi il Colombo era sempre fuori a consegnare gli inviti che Rocco il tacchino scriveva. <span class="fs12lh1-5">Tutte le galline, le papere, le tacchine ed anche le piccole colombe passavano gran parte del loro tempo chiuse nel pollaio, in cucina a preparare biscotti, torte, taralli e tantissime cose buone. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/fiaba-natale-in-fattoria--1-.webp"  title="" alt="" width="690" height="1035" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Per le bibite avevano chiamato un’esperta, la gatta Serafina: sì, perché lei viveva con una signora che gestiva un bar e, quindi, aveva imparato tutto sui liquori e faceva degli ottimi aperitivi. Mancava solo un giorno, tutto era pronto ed era arrivata anche una </span><b class="fs12lh1-5">piccola orchestra</b><span class="fs12lh1-5">, con un maestro molto famoso, composta da venti usignoli e da una cantante canarina. Insomma tutto era in ordine. Arrivò il giorno della </span><b class="fs12lh1-5">festa</b><span class="fs12lh1-5">. Gli invitati erano tanti, tutti molto eleganti e ognuno di loro aveva portato un regalo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Erano nella grande casa a gustare i buoni dolci e Serafina offriva i suoi aperitivi a tutti. </b></span><b class="fs12lh1-5">L'orchestra suonava e i più giovani cominciarono a ballare.</b></div><div>Era proprio una bella festa e tutti aspettavano di ascoltare la voce della cantante "Canarina Lina". <span class="fs12lh1-5">Ad un certo punto, il maestro Usignolo chiese un attimo di silenzio e disse loro che la cantante "canarina Lina" non sarebbe più arrivata, perché purtroppo durante il viaggio aveva avuto un malore e non poteva essere lì. </span><span class="fs12lh1-5">Ci fu un attimo di silenzio e poi Biagio prese la parola.</span></div><div>"Cari amici, niente panico, abbiamo fra noi una dolcissima cagnolina la cui padrona è una famosa cantante lirica, la grande Katia Ricciarelli, ed oggi, spero che lei, la dolcissima Dorothy, possa cantare per noi!” <b class="fs12lh1-5">Doroty salì sul palco e cominciò a cantare</b><span class="fs12lh1-5">... aveva una voce molto bella e tutti gli invitati si congratularono con lei! </span><span class="fs12lh1-5">Alla fine cantò una canzone famosa dal titolo "</span><b class="fs12lh1-5">Bianco Natale con voi</b><span class="fs12lh1-5">" e, fra gli applausi, si congedò da loro ringraziando per la bellissima giornata. Biagio l'accompagnò alla sua macchina e, da bravo cavaliere, la ringraziò con un delicatissimo ‘baciazampa’. </span><span class="fs12lh1-5">Cari bambini, la festa è terminata, tutti gli invitati sono andati via e vi assicuro che è stata proprio una bella festa di Natale. Un ringraziamento a tutti gli animali della fattoria ed, in special modo, al nostro amico Biagio.</span></div><div><b><br></b></div><div><b>Buon Natale a grandi e piccini </b>dalla vostra nonna Gina. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.Wi7FwUribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div>La nonna Gina di tutti e per tutti</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire &nbsp;<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.Wi7Fp0ribIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e racconti.</a> </div><div>Raccontare per emozionare... </div></blockquote></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 17:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Scuola e Tradizioni. Siamo ancora in grado di conservarle?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_p14kofql"><div><blockquote><span class="fs12lh1-5">Per circa due settimane,</span><b class="fs12lh1-5"> la scuola resterà chiusa</b><span class="fs12lh1-5"> per alunni e docenti che prenderanno respiro prima della faticosa chiusura del primo quadrimestre. Nei corridoi ed aule si respira già</span><b class="fs12lh1-5"> l’aria leggera delle feste natalizie</b><span class="fs12lh1-5"> che porta con sé, però, ben altri messaggi, trasmessi, ormai, solo alle elementari attraverso</span><b class="fs12lh1-5"> canti e rappresentazioni rievocative</b><span class="fs12lh1-5">, messe in scena per cercare di far cogliere ai bambini quello che è lo spirito vero delle </span><b class="fs12lh1-5">sacre festività</b><span class="fs12lh1-5">. </span></blockquote><blockquote><hr></blockquote><blockquote><i class="fs22lh1-5 cf1">Ed è davvero molto triste che alle scuole medie e superiori si sorvoli, invece, sul vero senso del periodo <b>dell'Avvento</b>. </i></blockquote><blockquote><hr></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5">Diventare grandi significa forse perdere per strada i tradizionali valori, o piuttosto rinforzarli? </span><b class="fs12lh1-5">La pausa natalizia</b><span class="fs12lh1-5"> è giusto debba essere invece riflessione sulla vita!</span></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5"> </span></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/scuola-tradizioni-natale--2-.webp"  title="" alt="" width="690" height="460" /><span class="fs12lh1-5"><br></span><blockquote><span class="fs12lh1-5"><br>Sull’essere e non sull’avere, cambiando gli orientamenti materiali ed effimeri del cuore. Direzionando i propri slanci verso, per esempio, la solidarietà nei confronti di chi nulla possiede, proprio come </span><b class="fs12lh1-5">il bambinello di Betlemme</b><span class="fs12lh1-5">. La scuola non deve, dunque, solo preoccuparsi di formare sagge menti, ma anche sagge coscienze, di profondità umane contagiose... E </span><b class="fs12lh1-5">il ritorno dopo le feste</b><span class="fs12lh1-5"> dovrà essere un buon inizio e non una disastrosa fine di... soldi e... provviste di cibo, consumati in abbondanza e nel più arido egoismo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></blockquote></div><blockquote><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Wi7LpEribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div>Insegnante di Educazione Fisica, Danza e Pattinaggio Artistico</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.Wi7LjkribIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI"</a>.</div><div>Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 06 Dec 2017 18:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL SISTEMA LINFATICO]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_inkrm363"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/sistema-linfatico.webp"  title="" alt="" width="343" height="229" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Oggi parliamo di <b>Sistema Linfatico.</b> Tralasciando i vari aspetti scientifici che potete trovare ovunque sul web, concentriamoci sulle <b>funzioni principali del sistema linfatico</b>. Esso è composto da acqua, proteine, globuli bianchi e cellule adipose, oltre che da sostanze di scarto che il corpo produce. La sua principale funzione <b>è collaborare per espulsione delle sostanze di scarto</b>. Problemi molto comuni come ritenzione idrica, cellulite, eccesso di peso, umore instabile, mal di testa e gonfiori vari sono imputabili <b>a un sistema linfatico stagnate e "pigro"</b>. Ora vediamo come favorire il circolo della linfa portando pulizia ed energia al corpo.<div>Il sistema linfatico è particolarmente sensibile ai "salti", quindi <b>saltellando si stimola la circolazione della linfa e in caso di raffreddore, si riducono i tempi di guarigione.</b></div><div>L'attività fisica in generale, mette in moto, non solo il sistema linfatico, ma anche il sistema muscolare, scheletrico, nervoso ecc... quindi,<b> l'attività fisica</b>, è importantissima per tutto il nostro corpo nell'insieme.</div><div><b>Bere almeno 2 litri d'acqua</b> al giorno eliminando tutti i surrogati dell'acqua (bevande industriali varie).</div><div>Concedersi qualche minuto per praticare delle<b> respirazioni profonde</b> è un buon metodo per mettere in circolo ossigeno e linfa.</div><div><b>Automassaggiarsi gambe, braccia e addome con movimenti circolari</b> dall'estremità verso il centro. Particolarmente importante è il massaggio addominale che va a disperdere i gonfiori che spesso stazionano nella zona del ventre. Per eseguirlo occorre fare delle spirali in apertura partendo dall'ombelico verso fuori e da fuori verso l'ombelico per qualche minuto. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12">Esistono numerosi metodi, che comprendono anche una </span><b class="fs12">dieta a base di verdure e prodotti naturali</b><span class="fs12">, bagni con acqua fredda e calda (alternati), uso di erbe ecc... Nel periodo invernale la gente si ammala più facilmente per via del freddo e dell'alimentazione più "pesante", quindi è saggio seguire questi consigli, specialmente </span><b class="fs12">d'inverno</b><span class="fs12">, per mantenersi in forma e sani evitando le solite "</span><b class="fs12">malattie influenzali"</b><span class="fs12">. Con questo è tutto!</span></div><div>Buon Proseguimento. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WiWHg0ribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b> - maestro di arti marziali energetiche</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/bambini-e-sport-trani.php#.WiWHbUribIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina" </a></div><div>Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Dec 2017 17:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Buona Scuola è anche...diritto nel raggiungerla!]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_aw17rl83"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Oggi vi racconto, cari lettori amici di </span><b class="fs12lh1-5">Città dell’Infanzia</b><span class="fs12lh1-5">, un episodio che mi è accaduto qualche settimana fa. Come ogni mattina mi preparavo per uscire da casa e</span><b class="fs12lh1-5"> prendere l’AUTOBUS per andare a scuola</b><span class="fs12lh1-5">, quando, prima di scendere, giungeva una telefonata dall'assistente che mi comunicava che l'AUTOBUS non sarebbe potuto passare a prendermi,</span><br></div></blockquote></div><blockquote><hr></blockquote><div><i class="fs22lh1-5 cf1">in quanto la<b> pedana elettrica estraibile</b> per agevolare la salita e la discesa di passeggeri con difficoltà a muoversi, era fuori uso. </i></div><blockquote><hr></blockquote><blockquote>A quel punto, non potendo raggiungere in alcun altro modo la scuola, in quanto mia madre era impegnata nell'accompagnare mia sorella, il mio papà esce di casa con l’auto, molto presto, <span class="fs12lh1-5">per raggiungere il suo lavoro, senza contare la distanza della scuola e la concomitanza con una giornata piovosa, ho dovuto, mio malgrado, assentarmi. </span></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5"><br></span></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/disabili-e-barriere-architettoniche--2-.webp"  title="" alt="" width="690" height="460" /><span class="fs12lh1-5"><br></span><blockquote><span class="fs12lh1-5"><br>Questo </span><b class="fs12lh1-5">disservizio</b><span class="fs12lh1-5">, però, è purtroppo durato ben 5 giorni ed io, seppur all'inizio contento per un giorno di festa non previsto, ho vissuto</span><b class="fs12lh1-5"> le giornate successive con tristezza,</b><span class="fs12lh1-5"> a causa delle assenze ripetute. La buona scuola per me parte dal diritto che ognuno ha di raggiungerla…</span><br></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<br></span><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.WiWGmkribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5">Appassionato di Aeronautica e Mondo Nerd</span></blockquote><blockquote><br></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><br></blockquote><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PENSIERI+E+PAROLE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Pensieri e Parole</a> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">...</span><span class="fs12lh1-5">pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/xYSH84LhTgI">https://youtu.be/xYSH84LhTgI</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Dec 2017 17:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’AVVENTURA SALISBURGHESE DEL PICCOLO DANIEL]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1f7873xw"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/piccolo-daniel.webp"  title="" alt="" width="339" height="411" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Buon compleanno,<b> Daniel Barenboim</b>! Lo scorso 15 novembre il grande pianista e direttore d’orchestra ha spento le sue prime<b> settantacinque candeline</b>. Vi ho parlato tante volte di lui, della sua profonda conoscenza della musica, delle sue riflessioni sempre acute e ricche di stimoli, del suo impegno concreto per la pace e <b>il dialogo tra i popoli</b>, di come da tempo si adoperi affinché lo studio della musica sia parte integrante della formazione di tutti, sin dalla più tenera età. Approfitto dunque di questa occasione per limitarmi a raccontare un aneddoto che riguarda la sua infanzia e che ho tratto dal suo libro <b>«La musica è un tutto. Etica ed estetica»</b> (Feltrinelli 2012, pp. 57-58). Aveva appena nove anni <b>l’“enfant prodige”</b> del pianoforte quando con la famiglia lasciò per la prima volta Buenos Aires, sua città natale, e mise piede in Europa. Correva l’anno 1952. Padre, madre e figlio giunsero a <b>Salisburgo</b>, città dalla gloriosa tradizione musicale,<b> patria di Mozart e sede di un Festival musicale</b> di grande prestigio. Il viaggio era stato lungo – ben tre giorni, oggi invece si impiegherebbe giusto qualche ora – e il piccolo era sfinito, ma ciò non gli impedì di notare, passando davanti al vecchio edificio del Festspielhaus, una locandina che annunciava la rappresentazione del <b>“Flauto magico”</b>. Incuriosito, chiese ai genitori cosa fosse e quelli gli spiegarono che si trattava di un’opera di Mozart. Come sarebbe stato bello poter assistere allo spettacolo! Ma come fare? I biglietti erano ormai esauriti. La mamma, che non si perdeva mai d’animo, ebbe un’idea: se davvero ci teneva ad ascoltare l’opera avrebbe potuto benissimo intrufolarsi nel teatro senza essere notato. Con tutta quella gente, chi mai si sarebbe accorto di lui? Loro intanto lo avrebbero aspettato al Caffè Tomaselli, a un tiro di schioppo da lì. E così fu. <b>Il bambino sgattaiolò inosservato nell’edificio</b>, imboccò la prima scala in cui si imbatté e, trovato un palco vuoto, vi si sedette. Che meraviglia! La sala aveva l’aspetto di un regno incantato e confortevole, fatto di velluti, stucchi e luci scintillanti, ed egli lo guardava dall’alto, come un principe. Ai piedi dell’imponente boccascena, nella buca orchestrale, poteva scorgere <b>tanti omini in abito da sera intenti ad accordare gli strumenti:</b> erano i musicisti della <b>Filarmonica di Vienna</b>, una delle orchestre più antiche e prestigiose del mondo. Quando tutti gli spettatori si furono seduti le luci si abbassarono, il direttore salì sul podio e diede l’attacco dell’ouverture. I tre maestosi accordi iniziali riempirono la sala, poi la musica prese a srotolarsi lenta, soffice, sinuosa, e così, senza rendersene conto, Daniel chiuse gli occhi e sprofondò nel sonno… Povero bimbo, il lungo viaggio l’aveva distrutto; il buio, il tepore del luogo e<b> la musica carezzevole di Amadé </b>avevano fatto il resto. Dormì per un po’, il piccolo intruso, e chissà cosa avrà sognato, quali immagini avrà destato in lui la magia sonora dell’ultima opera di Mozart… Finché, d’un tratto, non si svegliò. Dove si trovava? E soprattutto, dov’erano i suoi genitori? Daniel si sentì smarrito, ebbe paura e pianse. Subito accorse una maschera, gli chiese cosa mai ci facesse lì tutto solo e dove fossero la sua mamma e il suo papà; quando poi ebbe compreso com’era andata la cosa si affrettò ad accompagnarlo all’uscita. Da quel giorno sono trascorsi tanti anni, durante i quali il bambino di allora è divenuto <b>una stella del firmamento pianistico,</b> un grande direttore d’orchestra, un intellettuale e un fautore di pace. Ha calcato i maggiori palcoscenici del mondo, dall’Europa agli Stati Uniti, dal Sud America all’Australia all’Estremo Oriente, ha diretto tutte le più grandi orchestre, ne ha persino fondata una, la West-Eastern Divan Orchestra, che riunisce giovani musicisti provenienti da paesi mediorientali storicamente in guerra tra loro, e per questo è stato nominato<b> Ambasciatore delle Nazioni Unite per la Pace.</b> Eppure Daniel Barenboim non ha mai perso la curiosità, la testardaggine e la sana incoscienza dell’infanzia: senza queste qualità difficilmente avrebbe raggiunto traguardi tanto importanti. Quando nel 1987 diresse a Parigi il suo primo “Flauto magico” non poté non ripensare a quella singolare avventura di trentacinque anni prima e immaginò che in un palco vuoto del <b>Théâtre des Champs-Élysées </b>un bambino dormisse, anzi russasse,<b> cullato dalla musica di Mozart</b>... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>(Nella foto il giovanissimo Daniel Barenboim insieme al grande direttore d’orchestra rumeno Sergiu Celibidache a Buenos Aires nel 1954. Immagine tratta da <a href="https://it.pinterest.com/" target="_blank" class="imCssLink">https://it.pinterest.com/</a>).</div><div><div><br></div></div><div><div> &nbsp;</div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.WjwJPt_ibIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Domenico Andriani</a></b>, musicologo &nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-potere-della-musica.php#.WjwJH9_ibIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”</a> <span class="fs12">La voce dell’anima passa attraverso note e voce...</span></div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Dec 2017 19:15:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-avventura-salisburghese-del-piccolo-daniel</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[PEDAGOGIA E SPORT. FORMAZIONE DELLA PERSONA A 360 GRADI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_q8q2bu6l"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/pedagogia-e-sport.webp"  title="" alt="" width="338" height="400" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>La pratica sportiva</b>, sin dalle sue origini, è sempre stata <b>una disciplina molto educativa.</b> Anche nella società contemporanea, lo sport è uno dei fenomeni culturali più diffusi; per questo ha anche profonde implicazioni educative e valoriali e richiede lo sguardo attento e critico della <b>pedagogia</b>. Molti pedagogisti hanno scritto diverse pubblicazioni sull’argomento. Fra i tanti, voglio citare <b>Emanuele Isidori</b>, Dottore di ricerca in Scienze dell'Educazione (Università di Perugia) e in Attività fisica e della salute (Università Alfonso X di Madrid); inoltre è professore associato di Pedagogia generale e sociale all'Università di Roma "Foro Italico", dove dirige il Laboratorio omonimo e insegna Pedagogia, Filosofia e Storia dello sport. Una sua ultima pubblicazione sul tema in questione è stata proprio <b>“Pedagogia e sport</b>.<b> La dimensione epistemologica ed etico-sociale</b>”, edita da Franco Angeli, 2017. Quasi sicuramente, nell’immaginario collettivo, appare difficile, se non improponibile, trovare una correlazione tra sport e pedagogia, soprattutto se si pensa allo sport come puro “<b>scontro agonistico</b>” tra pari. Dunque è doveroso sottolineare che la Lega Calcio, dall’anno 2004, ha ripensato lo sport anche in chiave educativa, oltre che tecnica. Lo sport, infatti, non è solo <b>fisicità </b>o <b>competizione</b>, ma è anche un insieme di esperienze emozionali che coinvolgono vari aspetti dell’essere umano (dalla conoscenza di sé alla motivazione, dalla capacità di gestire lo stress dello sforzo fisico <b>all’autostima</b>, alla forza di volontà, all’entrare in relazione col proprio corpo e con la propria fisicità) e che richiedono l’intervento delle <b>Scienze dell’Educazione</b> con relative metodologie e strategie di intervento, per raggiungere determinati obiettivi. Oltre alla famiglia e alla scuola, un’altra agenzia educativa fondamentale, pur se informale, per l’educazione e formazione dei giovani atleti è la<b> società sportiva</b>. Quest’ultima, infatti, oltre ad essere un’organizzazione che si occupa del miglioramento tecnico, tattico e fisico dei ragazzi, deve comportarsi come un’agenzia educativa, in quanto deve porre attenzione alla loro formazione (ad opera degli operatori-allenatori, dei dirigenti, degli accompagnatori, dei preparatori, dei massaggiatori, dei pedagogisti, degli psicologi, dei consulenti filosofici, ecc.) attraverso una molteplicità di<b> programmi educativi.</b> Allenatore e genitori devono essere concordi sulla proposta educativa nei confronti dei ragazzi: l’obiettivo dell’attività sportiva non deve essere vincere ad ogni costo,<b> ma è la formazione della persona a 360 gradi.</b> Questo è il fine ultimo al quale devono contribuire il calcio e qualunque altro sport. <div>Il compito educativo della pedagogia dello sport è quello di favorire lo sviluppo integrale della personalità dell’individuo, aiutando quest’ultimo nel problem-solving, nello sviluppo fisico, sociale, psichico, educativo, emotivo, comunicativo e relazionale.</div><div>Concludendo questa breve introduzione sull’argomento, resto in attesa di vostri eventuali confronti o commenti e vi riporto una frase di Pierre de Coubertin (pedagogista e storico francese, conosciuto per essere stato il fondatore dei moderni Giochi olimpici): “<b>Lo sport è parte del patrimonio di ogni uomo e donna, e niente potrà mai ricompensare la sua assenza.” &nbsp;</b></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WiWFZUribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></b>, Pedagogista - Consulente filosofico, bioetico e pedagogico </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi alla pedagogista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WiWFG0ribIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicopedagogia"</a>. Leggendo attraverso anima e relazioni.</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Dec 2017 17:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ASPETTANDO LUCA...]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_mxx93fvy"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/aspettando-luca.webp"  title="" alt="" width="339" height="226" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Non sempre è facile raccontare della <b>propria vita</b>, ma ci sono fatti e momenti che ti aiutano a farlo... Oggi è una giornata diversa dalle altre per tanti motivi ed è proprio in queste giornate che ti senti di fare un bilancio della tua vita. “Marta era sdraiata su di un lettino, in un piccola stanza facendo il suo consueto trattamento di ionoforesi al ginocchio: intorno tanto silenzio, rotto, a tratti, dal ticchetto della macchina.<b> Il telefono non smetteva di lanciare messaggi</b> e tutto questo a Marta dava molto fastidio, non riusciva a rilassarsi e, dopo una giornata trascorsa in un centro medico, ne avrebbe avuto proprio bisogno! La risonanza lombare le aveva lasciato tanti dolori alla schiena e <b>molta paura per la diagnosi</b>. Innumerevoli erano i suoi pensieri, ma non tutti negativi... Marta scriveva racconti e fiabe per bambini e aveva inviato dei suoi lavori ad un<b> concorso letterario</b>, ma ormai era trascorso davvero tanto tempo, non ci pensava quasi più quando ricevette una telefonata, inaspettata e piacevolissima: <b>la casa editrice a cui aveva inviato i suoi elaborati era pronta a pubblicare il suo libro</b>. Marta rispose al telefono a monosillabi e, quando riagganciò, pensò si trattasse di uno scherzo. Aspettò un bel po’, si fece mille domande e poi decise di porre fine alla sua ansia. Rifece il numero e le rispose una delicatissima voce che la rassicura: era tutto vero, volevano pubblicare il suo libro e, a breve, le avrebbero inviato il <b>contratto </b>per leggerlo accuratamente, prima di firmarlo. Bellissima notizia, ma Marta non saltava di gioia... Per lei vi erano altri pensieri, altre gioie e problematiche più urgenti. <b>Marta non era serena</b>, troppi cambiamenti nella sua grande e bella famiglia... Suo nipote aveva festeggiato 18 anni, stava diventando adulto, troppo sicuro di sè, di quella sicurezza acerba che spaventa, perchè ancora immaturo per affrontare il mondo da solo... Troppi cambiamenti stavano sconvolgendo la sua vita e quella dei suoi cari e lei stessa non riusciva ad accettarl<b>i! La sua salute in primis</b>: doveva assolutamente operarsi! Le riecheggiavano le parole del suo medico: “cara signora, rischia di finire sulla sedia a rotelle!”, ma a quella espressione Marta non dava troppo peso, la sua salute, forse, non era poi la sua priorità, ecco perché aveva scelto di <b>alleviare i suoi dolori fisici </b>con un po’ di terapia. Ma Marta non abbandonava il sorriso e continuava ad andare avanti, a scrivere e a sognare! E ad aspettare... la notizia più bella, più gioiosa, quella che farà sentire questa stanca e sofferente signora di nuovo donna, moglie, nonna! Squillò il telefono: “mamma, ci sei, mettiti seduta...mamma, <b>è nato Luca!</b>”. Marta scoppiò a piangere, ma di gioia infinita e capì in quel preciso momento che doveva ritornare a sorridere e a sperare, perché Luca era venuto al mondo ed anche lui aveva bisogno di lei...”. La vita è una grande scatola piena di tantissime sorprese e l'ultima è un bellissimo bimbo di nome Luca: <b>benvenuto al mondo piccolo mio</b>! Nonna Gina.</blockquote><blockquote><span class="fs12"> &nbsp;<br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.Wh7vx0ribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><div><div>Continuate a seguire &nbsp;<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.Wh7vskribIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e racconti</a>. Raccontare per emozionare... </div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 17:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[COS’È IL FAIR PLAY?]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Troia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_hyjq9skq"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/fair-play.webp"  title="" alt="" width="336" height="243" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>Lo sport ha un ruolo importante in qualsiasi contesto venga praticato</b>, nelle grandi e piccole comunità; cominciando dalle partite e dai tornei amatoriali (organizzati per piacere e per distrazione), per finire ai campionati ufficiali e alle federazioni, tutti indistintamente, attraverso la pratica della disciplina sportiva, partecipano, giocano, si allenano e apprendono. <b>Bisogna essere sereni di fronte alla sconfitta</b>, nessuno è capace di vincere sempre. Talvolta si vince, altre volte si perde, ma quando si perde bisogna mantenere la propria dignità. I valori dello sport vengono rispettati attraverso giusti comportamenti, al fine di ricercare la vittoria tramite<b> un confronto leale con gli avversari</b>: è proprio questa l’etica sportiva attraverso la quale si apprende il rispetto verso gli altri. L’essere <b>antisportivo </b>altro non fa che assicurarsi, nella maggior parte dei casi, la vittoria in modo sleale penalizzando in maniera compromettente l’avversario. Non bisogna accusare nessuno delle proprie sconfitte. <div><b>La lealtà nello sport prende il nome di fair play</b>: è benefica per l'individuo, per le organizzazioni sportive e per la società nel suo complesso. </div><div>Va ricordato, infatti, come gli atleti, in particolare quelli che praticano l’attività sportiva ai più alti livelli, rappresentino per molti giovani dei modelli di riferimento ed abbiano, dunque, una grande responsabilità nei loro confronti. Loro per primi devono fornire<b> sani modelli comportamentali</b> e metterli in pratica durante lo svolgimento dell’attività sportiva, senza lasciarsi andare a gesti ed atteggiamenti poco rispettosi nei confronti degli avversari, degli arbitri, dei compagni, della società, perché si potrebbe correre il rischio di trasmettere ai bambini atteggiamenti negativi che quest’ultimi potrebbero reiterare a loro volta, legittimati dal fatto che gli amati idoli li abbiano adottati in campo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Ma quindi, cosa intendiamo per Fair Play? </div><div><b>Fair play è un’espressione che significa gioco leale. </b></div><div>Non si tratta di una regola scritta, bensì di un <b>comportamento eticamente corretto</b> da adottare nella pratica delle diverse discipline sportive. Le prime regole del fair play si sono elaborate nella società aristocratica inglese e non rispettarle significava essere immeritevole di praticare uno sport. Se non si accettavano le regole e i principi del gioco, in nome della vittoria a tutti i costi, si era considerati indegni, disonesti e si era disprezzati profondamente.<b> Fair play significa rispettare le regole</b> e l'avversario, accettare e riconoscere i propri limiti, sapere che i risultati sportivi ottenuti sono correlati all'impegno profuso e che, quindi, lo sport non è altro che una straordinaria occasione formativa di partecipazione e di assunzione di responsabilità.<b> Il Fair Play è lotta all'inganno</b>, alla violenza fisica e verbale, allo sfruttamento e alla corruzione. Lo sport praticato con fair play offre agli individui l'opportunità di conoscere meglio se stessi; di fissare e di raggiungere, attraverso la perseveranza e il sacrificio, gli obiettivi desiderati; di ottenere successi personali; di acquisire e migliorare le proprie capacità tecniche e dimostrare abilità; di interagire socialmente, divertirsi e raggiungere un buono stato di salute. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Nel 1975 il C.I.F.P. (Comitato Internazionale Fair Play) pubblicò “<b>La Carta del Fair Play</b>”, un documento che racchiudeva i concetti fondamentali del fair play. Questo documento rappresenta i nobili principi a cui chiunque pratichi lo sport dovrebbe ispirarsi. Qui di seguito, i dieci punti su cui esso si fonda.</div><div>- Fare di ogni incontro sportivo, indipendentemente dalla posta in gioco e dall’importanza della competizione, un momento privilegiato, una specie di festa.</div><div>- Conformarmi alle <b>regole </b>e allo spirito dello sport praticato.</div><div>- Rispettare i miei avversari come me stesso.</div><div><b>- Accettare le decisioni degli arbitri o dei giudici sportivi</b>, sapendo che, come me, hanno diritto all'errore, ma fanno tutto il possibile per non commetterlo.</div><div>- <b>Evitare le cattiverie</b> e le aggressioni nei miei atti, e mie parole o miei scritti.</div><div>- Non usare artifici o inganni per ottenere il successo.</div><div>- Rimanere degno della vittoria, così come nella sconfitta.</div><div>- <b>Aiutare chiunque con la mia presenza</b>, la mia esperienza e la mia comprensione.</div><div>- Portare <b>aiuto a ogni sportivo ferito</b> o la cui vita sia in pericolo.</div><div>- Essere un vero ambasciatore dello sport, aiutando a far rispettare intorno a me i principi suddetti.</div><div>Se tutti noi, chi nel proprio ruolo (atleti, tecnici, dirigenti e tifosi) seguissimo questi 10 punti, renderemmo di certo<b> lo sport più sano </b>e bello e i bambini che si apprestano ad iniziare un’attività sportiva inizierebbero un cammino più sereno ed educativo rispetto a quanto non ci sia adesso. Bisogna, quindi, sostenere il fair play, perché <b>chi gioca lealmente è sempre vincitore</b>. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/sport-come-metafora-di-vita.html#.Wh7s3UribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Andrea Troia</a></b>, Tecnico sportivo </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/bambini-e-sport-trani.php#.Wh7sxEribIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> "Sport e disciplina" </a></div><div>Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 17:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA LIBERTÀ DI DIRE: “NO!” - Parte prima]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_53hy8u1z"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/dire-no.webp"  title="" alt="" width="335" height="260" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>“Il gruppo si era costituito per la passione che ci accomunava:<b> la musica.</b> Provenivamo da<b> esperienze musicali differenti</b> e desideravamo creare qualcosa che ci offrisse la possibilità di cantare in un ‘ensemble di voci’ diverse fra loro, ma che potessero intersecarsi in modo fluido e omogeneo. All’inizio tutto sembrava andasse nel modo giusto. Ci accordavamo sui giorni in cui incontrarci per effettuare le prove e<b> il nostro entusiasmo era l’ingrediente fondamentale</b> che sembrava accrescere il desiderio di produrre qualcosa che ci rendeva speciali insieme. Il nostro coro era affidato alla professionalità e all’esperienza, in ambito musicale, di una donna, nostra compagna di idee per questo originale progetto. Ci fidavamo di lei e ogni incontro era vissuto da tutte con enorme trasporto e coinvolgimento emotivo. Ci sentivamo apprezzate da lei per <b>l’impegno </b>che dimostravamo e per i complimenti che non mancava mai di rivolgerci circa la bellezza di ogni singola voce. <div>Fu un periodo di idillio. Insieme sprigionavamo<b> una energia tale da sognare</b> grandi cose. Fu allora che qualcosa cominciò a mutare. </div><div>La nostra leader-insegnante ci propose di mettere su un vero e proprio spettacolo. Le nostre voci avrebbero avuto il supporto di musicisti, ballerini e la nostra esibizione si sarebbe svolta in un vero teatro. La mia prima reazione fu di lusinga a tale invito. Avrei potuto realizzare ciò che avevo sempre sognato! Ma le richieste, da parte della nostra insegnante, cominciarono pian piano a divenire più impegnative. <b>La sua imposizione sugli aspetti da curare per lo spettacolo era divenuta pressante</b>, maniacale e il sorriso fra di noi si era già quasi spento. Intanto la mia vita era attraversata da altre priorità. Avevo il mio impegno lavorativo part-time e, &nbsp;prima di ogni cosa, una <b>famiglia </b>di cui occuparmi. Ciò che era cominciato come un gioco, come un passatempo per divertirsi insieme agli altri, stava diventando un incubo. Una sera arrivai al consueto appuntamento per le prove con un leggero ritardo.<b> Il mio bambino</b> non era stato bene e mi ero trattenuta più a lungo a casa. Al mio arrivo fui rimproverata in malo modo dalla nostra insegnante. Mi disse che non mostravo più l’interesse dei primi tempi e questo avrebbe potuto causare problemi al nostro progetto. Non fu tanto quello che disse a ferirmi, quanto &nbsp;il modo in cui lo espresse.<b> Il suo senso di superiorità</b>, il suo distacco e la freddezza, mi fecero molto male. In quel momento mi resi conto che nessuna delle presenti aveva avuto il coraggio di reagire ad una tale offesa.<b> Nessuna aveva avuto la forza di difendermi</b>. Erano soggiogate e calpestate da una personalità con un forte carisma, che nuoceva pesantemente al benessere di tutto il gruppo. Non potevo accettare che le cose peggiorassero, per questo mi venne in mente…”. &nbsp;</div><div>Cosa avrà pensato di fare la <b>protagonista </b>di questo racconto? Provate anche voi, cari lettori, a suggerire un vostro parere. Quale potrebbe essere la soluzione più adeguata in una situazione come questa? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Vedremo cosa accadrà nella seconda parte dell’articolo... </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.WiWCskribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b>, pedagogista, educatore extrascolastico</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi alla pedagogista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WiWCh0ribIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicopedagogia"</a>. Leggendo attraverso anima e relazioni.</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 17:11:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-liberta-di-dire---no-----parte-prima</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[”LE STANZE DI MAMUD”. LA FORZA DEI PIÙ PICCOLI!]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_w38c0x2t"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/stanze-di-mamud.webp"  title="" alt="" width="337" height="491" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>Il 20 novembre è stata la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. </b>Tale data è stata scelta per ricordare l’anniversario dell’approvazione, da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, della Convenzione Internazionale dei<b> Diritti dell'Infanzia</b> avvenuta nel 1989. In concomitanza con questa importante ricorrenza vorrei proporvi la lettura di un racconto scritto da <b>Francesco D’Adamo</b>, autore di “Storia di Iqbal”, edito da Giunti Junior e illustrato da Richolly Rosazza. “<b>Le stanze di Mamud</b>” è una storia che ha come protagonisti Mamud e sua sorella Yo Yo. I due bambini vivono in una casa distrutta dalla guerra della quale resta ormai solo una parete con al centro una porta di legno dipinta di azzurro, delle travi bruciacchiate, una brocca per l’acqua, due piatti, una marionetta, una cartolina dove si vede il mare e infine il divano dove i piccoli si accoccolano abbracciati. Nonostante tutto, entrambi amano quel posto perché come dice Mamud: <b>“Una parete c’è e anche la porta, se c’è la porta è casa”</b>. Grazie alla sua fantasia il bambino trasporta la sorellina in magiche stanze immaginarie: la Stanza delle Capriole, dell’Aquila, delle Boccacce, dello Zucchero e delle Mele Candite, delle Rane, dei Turbanti e perfino quella delle Puzze. Solo una stanza temono i due fratelli:<b> la Stanza della Notte e del Fuoco</b>. È una stanza piena di paura nella quale i nemici possono arrivare da un momento all’altro. Mamud e Yo Yo una notte sentono che il pericolo incombe e i nemici stanno arrivando: è ora di scappare, di correre lontano. Dove?<b> Nella stanza della Pace e dell’Acqua</b>, una stanza grandissima dove fermarsi, riposare e sognare, sognare il loro mondo, un mondo diverso dove i nemici che hanno distrutto tutto scappano via impauriti e la loro casa torna come era un tempo. Un luogo migliore che può essere creato con l’aiuto dei sogni di tutti i bambini. “Le stanze di Mamud” è un<b> racconto profondo</b> che ci parla della forza dei più piccoli, della loro fantasia, del loro magico potere di andare avanti e di provare a cambiare le cose che spesso appaiono ostiche, crudeli a chi dovrebbe solo<b> poter vivere la propria infanzia nella spensieratezza</b>. Consiglio a tutti la lettura di questo libro per la delicatezza e la sensibilità con cui è scritto e per i numerosi spunti di riflessione che offre per grandi e piccini. Buona lettura!</blockquote><blockquote><span class="fs12"> <br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.Wh7xAUribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis</a></b><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><div><div>Continuate a seguire &nbsp;<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php#.Wh7w6kribIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e racconti</a>. Raccontare per emozionare...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 25 Nov 2017 17:38:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-le-stanze-di-mamud---la-forza-dei-piu-piccoli-</link>
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			<title><![CDATA[L’EDUCAZIONE FISICA PER APPLICARSI ALLO STUDIO CON PIÙ SLANCIO!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_tctcvler"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/attivita-motoria.webp"  title="" alt="" width="333" height="243" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>La quantità di tempo che gli studenti dedicano alle attività di<b> educazione fisica,</b> attività motorie, o sportive è sempre proporzionale al loro rendimento scolastico. <b>Maggiore è il tempo dedicato a tali discipline, maggiori sono i benefici scolastici </b>per bambini e per gli adolescenti. Diversi studi, condotti dalla California Department of Education, hanno dimostrato che i bambini che dedicano più tempo all’attività motoria hanno un rendimento scolastico più alto. Una considerazione importante, questa, per <b>gli amministratori scolastici che dovrebbero destinare maggior tempo alle attività motorie,</b> proprio per consentire ai propri ragazzi di applicarsi allo studio con più slancio e rendimento. Sebbene le scuole negli Stati Uniti abbiano messo a punto politiche di benessere tramite il movimento, la loro attivazione è impegnativa. Un programma chiamato <b>"Sistema fit </b>", che integra l’attività motoria adattandola all’età, è l’opportunità concreta per aiutare i bambini, definiti studenti cinestetici, e coloro che non si adattano bene all’ambiente scolastico. Bisognerebbe insegnare ai docenti a servirsi dell’attività motoria per migliorare il<b> rendimento scolastico.</b><div><br></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.Wh7u4UribIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.Wh7ux0ribIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> "DIDATTICA E DINTORNI".</a></div></div><div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 25 Nov 2017 17:28:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-educazione-fisica-per-applicarsi-allo-studio-con-piu-slancio-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[”CASA DOLCE CASA”: QUANDO L’INQUINAMENTO È TRA LE MURA DOMESTICHE.  Parte seconda]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_vznouzqk"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/casa-dolce-casa-2.webp"  title="" alt="" width="333" height="222" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>I bambini sono più a rischio degli adulti di subire conseguenze dell’inquinamento domestico</b>, a causa della loro ridotta superficie corporea e poiché il loro organismo è ancora in fase di sviluppo, ma soprattutto perché sono soggetti ad un’esposizione agli <b>agenti tossici </b>potenzialmente più lunga degli adulti, considerata la loro aspettativa di vita. I bambini più piccoli (0-5 anni) sono particolarmente a rischio, perché risultano più esposti ai comportamenti scorretti adottati dagli adulti, come fumo passivo, cottura di cibi senza sistemi di ventilazione adeguati, scarsa pulizia degli ambienti, ecc...<div><b>L’apparato respiratorio nell’infanzia</b> (in particolare nei primi 6-12 mesi di vita) è particolarmente suscettibile agli effetti tossici di alcuni inquinanti ambientali. In modo particolare al fumo passivo. L’esposizione al fumo passivo, muffe e allergeni domestici (acari della polvere e derivati epiteliali di cane e gatto) rappresentano i <b>principali fattori di rischio per l’esordio di asma</b> e scarso controllo della malattia in età pediatrica. Recenti dati dell’OMS evidenziano che almeno il 15% dei bambini e degli adolescenti vivono in case molto umide e in condizioni microclimatiche che contribuiscono allo sviluppo e peggioramento delle crisi asmatiche. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><div> Di seguito, verranno forniti alcuni suggerimenti per prevenire l’inquinamento dentro casa.</div></div><div><div><b>Non esagerare con i prodotti per la pulizia</b>, i deodoranti, gli incensi, le candele profumate e i diffusori di profumi. </div></div><div><div><b>Preferire aceto e bicarbonato</b> e usare ammoniaca, acido muriatico e candeggina solo quando necessario;</div></div><div><div>Leggere le etichette prima di utilizzare i prodotti per l’igiene della casa e <b>rispettare le indicazioni</b>, impiegare le dosi raccomandate e utilizzare tappi dosatori.</div></div><div><div>Attenzione alle miscele dei prodotti per l’igiene domestica, soprattutto per quelli contenenti ammoniaca, candeggina e per i prodotti anticalcare.</div></div><div><div><b>Limitare l’utilizzo di insetticidi</b> fonte di piretro. Prima dell’uso leggere le etichette, cambiare l’aria con maggiore frequenza e non restare negli ambienti in cui essi vengono utilizzati.</div></div><div><div><b>Non fumare in casa</b>: gli inquinanti chimici del fumo restano impregnati su tappezzerie e tende e ‘si attaccano’ alle pareti e agli arredi per lunghi periodi.</div></div><div><div><b>Cambiare aria aprendo le finestre</b>, soprattutto quelle più lontane dalle strade trafficate. Tenerle aperte quando si pulisce, si cucina o si stira e utilizzare la cappa aspirante quando sono in funzione i fornelli.</div></div><div><div>Eseguire con criterio lavori di bricolage e ristrutturazioni.</div></div><div><div>Far prendere aria agli abiti ritirati dalla lavanderia prima di riporli in armadio.</div></div><div><div><b>Lavare regolarmente tappezzerie e tende</b>.</div></div><div><div>Evitare alti valori di temperatura e umidità in casa, per prevenire l’aumento di inquinanti chimici e la formazione e proliferazione di <b>muffe</b>, acari e altri agenti biologici.</div></div><div><div>Pulire regolarmente i filtri dei condizionatori. </div></div><div><div>In presenza di <b>animali domestici </b>rimuovere gran parte degli allergeni che si depositano nelle polveri, sulla biancheria e sugli arredi. Passare regolarmente l’aspirapolvere e un panno umido sui pavimenti e cambiare spesso l’aria.</div></div><div><div>Quando ristrutturiamo casa utilizziamo materiali da costruzioni, vernici e adesivi con <b>livelli emissivi più bassi per gli agenti chimici indoor</b>; le etichette e i rivenditori possono darci le giuste indicazioni. Evitiamo di riposare e soggiornare negli ambienti appena ristrutturati e, per almeno due settimane, assicuriamo frequenti ricambi di aria.</div></div><div><div>Cerchiamo di dedicarci al bricolage all’esterno; se lo facciamo in casa, porre particolarmente attenzione a un costante arieggiamento, soprattutto durante l’utilizzo di &nbsp;colle, solventi, vernici e oli.</div></div><div><div>Recentemente numerose evidenze scientifiche hanno rilevato che alcune sostanze chimiche denominate<b> interferenti endocrini</b> (IE), presenti nell’ambiente e negli alimenti, sono in grado di alterare l’equilibrio ormonale degli organismi viventi, esseri umani compresi, anche a dosi molto basse. Argomento che verrà trattato in un altro momento...</div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?id=gj8nirqw" target="_blank" class="imCssLink">Leggi prima parte</a></div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html#.WhWVFGjWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"> Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b>, pediatra &nbsp;</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div></div><div><div>Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.WhWU_GjWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a> . La salute NON può essere un’opzione.</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 18 Nov 2017 15:15:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-casa-dolce-casa---quando-l-inquinamento-e-tra-le-mura-domestiche---parte-seconda</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Sii guerriera, abbraccia la vita, sfida le avversità!]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ic4ykbu5"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><b class="fs12lh1-5">Sii guerriera</b><span class="fs12lh1-5">, armati di passione e volontà, rifuggi da ciò che è comodo e sicuro: ragiona, esplora, non fermarti mai alla prima possibilità. Sii guerriera, imbraccia la pazienza e </span><b class="fs12lh1-5">non ti scoraggiare</b><span class="fs12lh1-5">, cammina, cammina, allevia la fatica con il pensiero del traguardo e, ad ogni arrivo, sii pronta a ripartire... </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/donna-guerriera-di-vita--2-.webp"  title="" alt="" width="690" height="992" /></div><div class="imTALeft"><br><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Sii guerriera, corazzati di </span><b class="fs12lh1-5">coraggio</b><span class="fs12lh1-5">, scala la montagna a mani nude, se necessario, aggrappati alla verità e non temere di cadere:</span><b class="fs12lh1-5"> non piangere sulle ferite</b><span class="fs12lh1-5">, ma guardale e sorridi, sapranno ricordarti il tuo cammino, la tua storia, la tua casa e ciò che ti ha condotto fino a lì. </span></div><div class="imTALeft"><hr></div><div class="imTALeft"><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Sii guerriera, rivestiti di lealtà, </span><span class="cf1"><b>sii umile ma fiera</b></span><span class="cf1">, urla forte chi sei e non permettere a nessuno di calpestare i tuoi ideali, non barattare i tuoi valori per nessuna vanità... Sii guerriera, vestiti di </span><span class="cf1"><b>onestà</b></span><span class="cf1">, sii sincera con te stessa, cambia, non essere sempre la stessa persona, evolviti, ma conserva e </span><span class="cf1"><b>rispetta la tua dignità</b></span><span class="cf1">: permetti ogni giorno alla tua essenza di riflettersi e riconoscersi vera davanti allo specchio. </span></i></span></div><div class="imTALeft"><hr></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Sii guerriera, </span><b class="fs12lh1-5">sii portatrice di pace</b><span class="fs12lh1-5">, ma combatti duramente se pensi ne valga la pena, se speri che qualcosa possa cambiare: non scoraggiarti, la vita ti sorprenderà e, qualora lo sconforto sopraggiungesse, io sarò al tuo fianco, guerriera anch’io, armata dell’amore che sai, della forza che posso e di quella che inventerò... </span><b class="fs12lh1-5">sarà tutto tuo l’amore che ho</b><span class="fs12lh1-5">!</span><br></div></blockquote></div><blockquote><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;<br></span><span class="fs12lh1-5"><b><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Di Lernia</a></b></span><br><div><span class="fs12lh1-5">Copywriter, donna, mamma</span></div><div><br></div><div></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=PENSIERI+E+PAROLE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Pensieri e Parole"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">I pensieri e le parole del cuore...</span></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/1w6WeHgtyfM">https://youtu.be/1w6WeHgtyfM</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Nov 2017 15:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[CHIARIAMO IL CONCETTO DI “PROVA” DELL’APPARECCHIO ACUSTICO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1kxzkm6t"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/prova-apparecchio-acustico.webp"  title="" alt="" width="335" height="262" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Sempre più spesso si sente parlare di <b>prova degli apparecchi acustici</b>, a garanzia per l'utente di bontà della soluzione protesica proposta e serietà del servizio offerto. In questa sede non si vuole stabilire se questo tipo di pratica sia giusto o meno (anche perché <b>ogni professionista/azienda sceglie liberamente la migliore strategia di approccio al mercato</b>), quanto evidenziare alcuni aspetti fondamentali che il paziente dovrebbe conoscere e valutare nel momento in cui si giunge alla determinazione di <b>risolvere un problema</b> di udito. Il concetto di prova, laddove non chiarito all’utente in fase di visita, potrebbe lasciare spazio all’idea che tutto il successo della protesizzazione sia legato esclusivamente all’<b>apparecchio acustico</b>. In realtà è prevalentemente la capacità del professionista a decretare il risultato, tanto più che la scelta del prodotto da applicare è legata alla sua capacità di analisi del caso. Per questo è importante che, a prescindere dal <b>concetto di prova</b>, in un centro audiologico si curino determinati aspetti. Di seguito vengono riportati quelli da considerare soprattutto nei<b> primi approcci tra paziente e audioprotesista.</b><div>Un’anamnesi approfondita per valutare lo stile di vita del paziente e le sue aspettative in virtù di questo, tenendo conto anche di quelle che sono le indicazioni dello specialista otorinolaringoiatra. </div><div>Fondamentale che vengano eseguiti tutti gli <b>esami audiometrici </b>atti a conoscere quantitativamente e qualitativamente il deficit uditivo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div> È necessario che si chiariscano (a questo punto) le aspettative effettivamente realizzabili, anche perché è giusto sapere che non tutti i <b>deficit uditivi</b> sono pienamente recuperabili e che la rieducazione uditiva è un processo che il più delle volte richiede tempi ben più lunghi di quelli previsti per il periodo di prova.</div><div> Garantire al paziente <b>la consegna di inserti auricolari</b> (non si intendono auricolari costruiti su misura, ma inserti standard) <b>intonsi</b>. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12">È doveroso consigliare al paziente che abbia vissuto l’esperienza del fallimento di una prova, di non demordere, o rimandare la protesizzazione, poiché affidarsi ad un professionista diverso potrebbe portare al successo desiderato. </span><b class="fs12">Rimandare questo passo non fa altro che aumentare le ricadute negative dell’ipoacusia. </b><span class="fs12">Spesso, infatti, succede che un soggetto abbandoni per lungo tempo l’idea di di correggere un deficit uditivo, poiché è fallita, nonostante abbia ricevuto come massima garanzia la possibilità di provare.</span></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.Wg3PhWjWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Pagnotta Giorgio</a></b> Audioprotesista - Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.Wg3PbGjWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a> . La salute NON può essere un’opzione. </div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 17:46:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?chiariamo-il-concetto-di--prova--dell-apparecchio-acustico</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[L’AMICO A QUATTRO ZAMPE, TOCCASANA PER IL BENESSERE PSICOFISICO DEL BAMBINO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia Castellano]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_w62kmcx2"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/toccasana-psicofisico.webp"  title="" alt="" width="341" height="227" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Cari lettori, questo mese parleremo dell’importanza e<b> dei benefici di vivere con un cane.</b> Inizierò con il dire che i bambini che crescono con un cane, o con un gatto hanno sicuramente più vantaggi rispetto ad altri, perché il cane insegna...<div>Per il bambino,<b> l’amico pelosetto affettivamente rappresenta una base sicura</b>, la relazione con il pet stimola la produzione delle endorfine (dette anche ormone del benessere o della felicità), per cui i bambini sono più sereni, tranquilli, riposano meglio: insomma sono più felici! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><div>Tutto ciò lo sperimento attraverso le attività di<b> pet therapy</b>, nelle meravigliose esperienze di &nbsp;stimolazione sensoriale che conduco con bambini da zero a tre anni; ho visto, persino, neonati sorridere perché posti in interazione con Baby Girl (un cane golden retriever) che, ogni volta, si approccia a loro con fare delicato, scodinzolando e con una leccatina qua e là... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div>Non appena i loro piedini vengono a contatto con il suo gran musone e il suo morbido pelo, i bimbi sorridono e muovono le gambette, felici di questa interazione. A riprova di ciò constato puntualmente il loro<b> ‘labbruccio tremante’,</b> tipico del momento precedente il pianto, non appena Baby Girl si allontana.<b> Fantastico il mondo della pet therapy</b>! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div>Vivere con un pet sviluppa molte competenze, tra cui la comunicazione non verbale, un vero e proprio contagio emotivo; la postura; la psicomotricità; l’altruismo; la fantasia e &nbsp;il gioco. </div></div><div><div>Il bambino si confronta con il cane, amplia i propri orizzonti, comunica, osserva, imita aumentando la capacità di comunicazione e di apprendimento!</div></div><div><div><b>Il cane è fondamentale sotto l’aspetto educativo</b>, è il suo vero amico!</div></div><div><div>Un’entità reale, non un cartone animato, ma un confidente del quale fidarsi, perché egli non rimprovera mai e non giudica. Di solito, quando si vive con un cane, i genitori tendono a portare il pet nei parchi, o ad organizzare delle gite all’aria aperta nei boschi, per permettere al proprio cucciolo d’uomo di vivere meglio, mantenendo <b>il contatto con la natura</b> rispettando la biodiversità. Inoltre, ai bambini verrà insegnato come prendersi cura dell’altro, a rispettare i tempi, favorendo la calma, il riposo, la privacy e le esigenze fondamentali, quali cibo e acqua <b>del suo amico di zampa.</b> Naturalmente tutti questi messaggi passano attraverso un atteggiamento positivo da parte dei genitori, ai fini di un corretto sviluppo del bambino, poiché un bambino che ha paura del cane non avrà un buon rapporto con la natura. <b>I bambini che crescono con il cane saranno più responsabili</b>, poiché attraverso suddette cure parentali, sapranno ben relazionarsi con i diversamente abili, accettando di buon grado la loro diversità. Nel loro amico di zampa sapranno trovare una fonte di conforto, un aiuto psicologico nei momenti difficili (tipo la nascita di un fratellino, un evento triste e altre problematiche da superare).<b> Quando i bambini si ammalano, recuperano più facilmente e prima rispetto ad altri.</b> Precedenti studi hanno dimostrato che la presenza di un pet in casa può sicuramente giovare ai bambini piccoli (da 1 a tre anni), hanno meno probabilità di ammalarsi, di sviluppare asma, infezioni e allergie varie; la continua esposizione con il pet &nbsp;permette al sistema immunitario di svilupparsi più velocemente (così da evitare l’utilizzo massiccio di antibiotici). I benefici sono tanti, come tanto è il rispetto, la cura e <b>l’amore </b>che dovremmo avere per i nostri amici a 4 zampe. Termino ricordandovi che il cane è un “Soggetto” e come tale va rispettato nella sua alterità, che egli non è un baby sitter, per cui i bambini non andranno mai lasciati soli con loro, non è neanche la panacea di tutti i mali. E giacché il Natale è vicino, dite ai bimbi che il cane non è una richiesta da fare a Babbo Natale… ma un<b> Amico Vero con il quale crescere insieme… </b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/terapia-assistita-con-animale-e-amore.html#.Wg3NHGjWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Patrizia Castellano </a></b>- Equipe Pet Therapy- Operatore Pet Therapy, Operatore in Zooantropologia Didattica , Educatore Cinofilo &nbsp;</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-medico-veterinario-online-a-trani.php#.Wg3M_2jWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale" </a></div></div><div><div>L’amore che va oltre...senza parole</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 17:36:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-amico-a-quattro-zampe,-toccasana-per-il-benessere-psicofisico-del-bambino</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[DESIDERARE... RITORNARE A SENTIRE LA VITA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8z117sda"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/sentire-la-vita.webp"  title="" alt="" width="339" height="167" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>“Alzarsi... aprire la finestra e lasciar entrare il vento frizzantino che solletica la pelle... &nbsp;&nbsp;<div>Cercare profumi che emozionino... cercare colori che possano sollecitare entusiasmi, cercare quell'angosciato stupore e non trovare niente, non sentire niente... Restare così immobili nel presente continuo, immutato, monotono che fluisce... e non sentire niente... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12">Cercare nei ricordi qualcosa che muova e spinga ad un movimento &nbsp;intimo... e non sentire niente...”.</span></div><div>Ecco, questo <b>è l'immobilismo cui destina il DISASTRO INTIMO</b> nel senso letterale di allontanamento dalla propria stella.</div><div>E’ un rumore di fondo in un’anima muta. E’ <b>disorientamento</b>...</div><div>Restare noi anche nel non sentire, liberi e autentici di essere muti nell'anima, ci è permesso! Il nostro corpo &nbsp;è lì con noi, compagno di vita sempre sincero che mai mistifica o mente. Il corpo,<b> la casa del nostro DAIMON</b>, resta lì con noi e cerca nelle mani, CORPO PROTESO,<b> la memoria di carezze e schiaffi.</b>.. perchè risentirli sarebbe come passare la parola alla vita, sarebbe un tentativo di riscrittura chiassosa e sincera, originale e nuova. Ma le armature sono ormai strutturate e negli anni hanno la meglio nell’assenza del <b>DESIDERIO</b>, perchè vincono sul sentire e ci<b> fanno edificare difese così forti che ZITTISCONO tutto il possibile mormorìo della vita.</b> Ma armarsi contro il dolore, strutturare armature è, sì una difesa dal dolore, ma è anche chiusura all'amore, al sentirlo e all’accoglierlo. </div><div>Restare nella "stiva" del nostro corpo è certamente rassicurante, ma si deve <b>RISALIRE </b>sul ponte per cercare di risentire quel vento frizzante, anche gelido, anche caldo... perchè nessuna sofferenza è per sempre.</div><div>Desiderare, in fondo, cos’è? E’ letteralmente (<b>desiderare, der. di sidus -ĕris 'stella', col pref. de- ; in origine 'interrogare le stelle'</b>) tornare &nbsp;a guardare la propria stella per orientare la nostra nave e, solo così, evitare il DISASTRO LOGICAMENTE E CONCETTUALMENTE opposto AL DESIDERIO.</div><div>Disastro è proprio separarsi dalla propria stella.</div><div>Ricollocare il proprio corpo sul ponte della nave per orientarsi nuovamente è possibile solo se, guardando la tua stella, riesci a scrutare la stella altrui, affianchi al tuo il desiderio altrui, in un &nbsp;atto di <b>CONSIDERAZIONE ALTRUI,</b> perchè tu sei negli OCCHI DELL'ALTRO, ti rispecchi e sei riconosciuto. La parola considerazione, LEGA E SLEGA insieme; è fusione senza confusione. Alzarsi al mattino, aprire la finestra, lasciar entrare il vento frizzantino e... <b>DESIDERARE</b>. Questo salva! </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Wg3OY2jWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/etica-e-senso-della-vita.php#.Wg3OTGjWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Filosofia ed Etica"</a></div><div>Il giardino delle parole...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Nov 2017 17:41:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?desiderare----ritornare-a-sentire-la-vita</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[REI - REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE. CONTRASTO ALLA POVERTÀ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c4qmdhoc"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/reddito-inclusione.webp"  title="" alt="" width="341" height="227" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Il <b>REI </b>(Reddito di inclusione sociale)<b> &nbsp;è il nuovo sussidio universale nazionale contro la povertà </b>delle famiglie che risiedono in Italia. Potranno riceverlo, oltre i cittadini italiani e comunitari, anche i cittadini stranieri con permesso di soggiorno e i titolari di protezione internazionale (ad esempio asilo politico) residenti in Italia da più di due anni. Andrà a sostituire il Sostegno all'inclusione attiva e l'assegno di disoccupazione ASDI. Diventerà così <b>lo strumento unico nazionale di contrasto alla povertà</b> e all'esclusione sociale. Il reddito di inclusione è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa, ma non spetta quando un qualsiasi componente del nucleo familiare fruisce della NASPI, o di altro ammortizzatore sociale <b>per la disoccupazione involontaria</b> e/o se, nei due anni precedenti la domanda, hanno acquistato un'auto, moto o barche. &nbsp;&nbsp;<div>Partirà dal 1° gennaio 2018 e sarà composto di due parti. </div><div><div>- <b>Un assegno mensile</b>, che avrà un importo variabile dai 187,50 euro ai 485,41 euro, cambierà secondo le dimensioni del nucleo familiare e altre variabili. </div></div><div><div>- <b>Un progetto personalizzato di reinserimento sociale e lavorativo.</b></div></div><div><div><span class="fs12">L'assegno verrà erogato per 18 mesi. E' rinnovabile, ma tra la conclusione e l'inizio del REI successivo dovranno passare almeno 6 mesi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><div><div><span class="fs12">Potranno accedere al REI le famiglie con:</span></div></div><div><div><b>valore ISEE</b> non superiore ai 6mila euro;</div></div><div><div>indice della situazione <b>reddituale ISRE</b> non superiore ai 3mila euro;</div></div><div><div><b>patrimonio immobiliare</b>, esclusa la prima casa, non superiore ai 20mila euro;</div></div><div><div>un patrimonio mobiliare non superiore a 10mila euro. Per il patrimonio immobiliare la soglia si riduce a 6mila euro per i nuclei familiari composti da una persona e a 8mila euro per i nuclei composti da due persone.</div></div><div><div>La seconda componente del Rei è il progetto personalizzato per l'integrazione sociale e lavorativa.<b> Il progetto ha lo scopo di portare la famiglia a superare la situazione di difficoltà.</b> Il progetto non riguarda solo la situazione lavorativa in senso stretto, ma può anche riguardare la ricerca di una casa, la somministrazione di cure mediche e l'educazione dei figli. Del progetto si occuperanno i comuni, che lo definiranno considerando la situazione complessiva della famiglia. E ne monitoreranno il rispetto da parte dei destinatari. Esso dovrà essere sottoscritto dalla famiglia entro 20 giorni dalla consegna e, se non fosse accettato, il REI potrebbe essere negato. Nella erogazione del reddito di inclusione sociale verrà data <b>la precedenza alle famiglie con figli minorenni o disabili</b>, donne in gravidanza e disoccupati con età superiore ai 55 anni. Il sussidio sarà caricato sulla <b>Carta Rei</b>, una normale carta di pagamento elettronica, che sostituirà la Carta Acquisti. Metà dell'assegno potrà essere prelevato in forma di contante e l'altra metà speso in supermercati, farmacie e negozi convenzionati, o per pagare le bollette. Sarà possibile richiedere il reddito di inclusione sociale dal 1° dicembre 2017 presso i "punti di accesso" che verranno organizzati dai Comuni. Il Comune invierà poi la domanda all'Inps entro 10 giorni, dopo aver verificato i requisiti economici, quelli di cittadinanza e quelli di residenza. L'Inps dovrà rispondere entro 5 giorni dal ricevimento della documentazione. Se approvato, l'assegno REI verrà erogato a partire dal mese successivo a quello di approvazione della domanda. Secondo le stime del ministero, il Reddito di inclusione sociale potrà raggiungere 500mila famiglie. E cioè circa 1,8 milioni di persone, di cui 700 mila sono minori. </div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Wg3LrGjWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.Vincenzo Dibari</a></b> &nbsp;&nbsp;- Commercialista</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.Wg3Lw2jWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div></div><div><div>Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Nov 2017 17:29:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?rei---reddito-di-inclusione-sociale--contrasto-alla-poverta</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[LA CURIOSITÀ: FAME DI CONOSCENZA!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9z9ta9pa"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/fame-di-conoscenza.webp"  title="" alt="" width="334" height="223" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Esistono<b> due tipi di curiosità</b>. Una più <b>immediata </b>e più facile da soddisfare, detta percettiva, ed una più <b>duratura</b>, che può accompagnare l'individuo per tutta la vita, detta curiosità del sapere.<b> La prima realizza subito una risposta</b>, pertanto non si pone ulteriori sfide conoscitive, restando imprigionata negli argomenti in cui ha imparato a districarsi.<b> La seconda</b>, invece, più esigente, va decisamente oltre, <b>ed è tipica del bambino curioso per natura e capace di immaginare ed inventare</b>. I bambini, in fondo, sono tutti, in qualche modo, geni. C’è un aforisma di Christian Bobin che mi piace riportare:"<b>I bambini sono tutti come i marinai: dovunque posano i loro occhi, è l'immenso</b>". L'educazione scolastica non deve fare altro che stimolare ed <b>incoraggiare tale curiosità</b>, per porre in ogni individuo, sia le radici del sapere, che le ali del voler sapere sempre di più per migliorarsi. <div>È la curiosità, infatti,<b> la chiave della conoscenza</b>, ed è essa a fare l'uomo. La curiosità in fondo è come la fame... </div><div>Quando si è curiosi si attivano le stesse <b>aree cerebrali</b> che sono associate alla fame e, quando si è soddisfatti della risposta ricevuta, quelle del piacere. </div><div>Soddisfare la curiosità, dunque, è come saziarsi.</div><div> Alcuni bambini poi sono davvero ‘ghiotti’, apparentemente ribelli, hanno una mente che vuol rompere gli schemi e pregiudizi e la scuola spesso impedisce loro di andare oltre, dimenticando che è la curiosità a determinare <b>l'avanzamento del sapere nel mondo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WgnUBWjWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WgnT72jWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Nov 2017 17:17:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-curiosita--fame-di-conoscenza-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[AMARE LASCIANDO ANDARE]]></title>
			<author><![CDATA[Mamma Antonella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4pr0u2qo"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/amare-lasciando-andare.webp"  title="" alt="" width="336" height="224" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Ritorno in quel luogo da te tanto amato dove eri<b> libera di correre</b>, giocare e divertirti, dove incontravi altri amici con cui condividere la tue follie. Ricordi prepotenti lottano per prevaricare l’uno sull’altro, dalle giornate gioiose a quelle difficili, a tratti noiose per te. <b>Ti abbiamo accolta in famiglia come elemento fondamentale</b>, quel valore aggiunto alla felicità di tutti noi. La resa non era prevista anche quando gli “esperti” spiegavano il contrario. Eppure ci hai insegnato che<b> l’amore può essere insufficiente</b>, che in alcuni casi si scontra con le necessità ed è stato un percorso lungo e complicato quello che ci ha portati alla consapevolezza che amare, in qualche caso, significa lasciare andare. In quell’istante ho interrogato me stessa: <div>”Se mio figlio a diciotto anni mi chiedesse di andare a studiare in un’altra città cosa risponderei? Sarei così egoista da negargli questa libertà, pur di tenerlo vicino a me comunque?”. </div><div>Le risposte sono state due NO categorici. Mai diventerei <b>artefice della sua infelicità</b>. E così, su di te, ho trasferito questi pensieri, consapevole oggi del tuo vivere in un luogo adeguato alla tua esuberante personalità. Ti vedo felice, contenta di correre, giocare, esercitare il tuo dominio sui tuoi simili, ma ogni giorno<b> la tua assenza, per noi, è una presenza</b>, cara Amedea... </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/una-finestra-sul-mondo-di-una-mamma.html#.WgnTC2jWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Antonella </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WgnS8GjWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;</a></div><div>Il cuore che parla, le parole che urlano pensieri...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Nov 2017 17:10:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?amare-lasciando-andare---</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[ALLA RICERCA DI GATTA BIANCA...]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_gbe96h54"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/gatta-bianca.webp"  title="" alt="" width="338" height="254" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>“Dov’è gatta Bianca?”.<div>Iole era preoccupata.<b> Gatta Bianca</b>, la sua micina stava ingrassando e si comportava in modo strano, per esempio, non voleva rimanere nella sua cesta...</div><div>“Forse è ammalata”, disse Iole alla sua nonna, “ha la pancia gonfia e non dorme nella sua <b>cuccia </b>da diversi giorni”.</div><div>“Non ti preoccupare”, <b>disse la nonna abbracciando la nipotina</b>, “se domani non starà meglio, la porteremo dal veterinario”.</div><div>“Ssssst!!!”, mormorò Iole, "non &nbsp;facciamo sentire la parola veterinario a Bianca, ne ha una fifa incredibile!".</div><div>Troppo tardi: <b>gatta Bianca era già sparita</b>. Iole e la nonna non riuscivano a &nbsp;ritrovarla, non uscì neppure quando misero fuori la sua ciotola con il latte e non si fece vedere nemmeno il giorno dopo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>"Probabilmente ci ha sentite parlare del veterinario", disse Iole, mentre continuavano a cercarlo per tutta la casa, "forse si è nascosta in giardino”.</div><div>Guardarono tra le aiuole, nella siepe e sopra l'albero, ma trovarono solo degli uccellini.</div><div>"A volte prende il sole nell'orto", si &nbsp;illuminò Iole, ma tra le verdure c'era solo un morbido coniglietto.</div><div>"Biancaaaaaa!”, chiamò la nonna, dando uno sguardo nella cassetta degli attrezzi, dove spesso <b>la gatta andava a dormire</b>, ma vi trovò solo simpatici topolini.</div><div>"Forse è rimasta chiusa nel garage", pensò Iole che sbirciò sotto la macchina d’epoca del nonno, ma solo ragnetti incontrò...</div><div>Bianca non era in casa e neppure in giardino, così la <b>nonna </b>accompagnò la sua dolce nipote nel parco. "Bianca, ci sei, vieni qui!", chiamava Iole, ma attirò solo l’attenzione di alcuni cani a spasso con i loro ‘amici umani’... &nbsp;</div><div>Gatta Bianca li detestava, perciò non poteva essere nel parco!</div><div><b>Tornando a casa Iole</b>, non ancora stanca della ricerca, si arrampicò sulle spalle della nonna per guardare sui tetti del garage e delle casette dei vicini, ma nulla, della sua micina neanche l’ombra. "Allora è scappata!", disse piangendo, “non la ritroveremo mai più” .</div><div><b>La nonna ebbe un’idea</b>. Aiutò Iole a disegnare Bianca e poi scrissero sotto "<b>SCOMPARSA</b>” con accanto &nbsp;il loro numero di telefono.</div><div>Infilarono i foglietti in tutte le cassette postali della via.</div><div>Nel pomeriggio, la signora Luisa, la vicina di casa della nonna, chiamò Iole dalla siepe "vieni a vedere cosa ho trovato nella cesta della lavanderia”, disse sorridendo...</div><div>Iole e la nonna si precipitarono in un batti balena. Quando vide la cesta Iole non riuscì a credere ai propri occhi!</div><div><b>Bianca era accoccolata tra la biancheria</b>, era molto dimagrita e aveva un'aria orgogliosa, di &nbsp;fianco a lei c'erano cinque gattini: erano piccolissimi e avevano ancora gli occhi chiusi. Allora gatta Bianca non era ammalata, ma aspettava di diventare madre!</div><div>La signora Luisa disse che potevano tenere la cesta finché serviva a gatta Bianca, così la nonna riportò la nuova famigliola a casa, mentre Iole le saltellava a fianco.</div><div><b>Iole era emozionata e non vedeva l'ora di raccontare la bella notizia</b> a tutte le sue amiche, di come cercando una gatta avesse trovati altri sei!</div><div>Ora, tutti i giorni, Iole, dopo la scuola, si reca a casa della nonna, accudisce i gattini e li riempie di attenzioni, ma soprattutto di tantissime coccole!</div><div>Cari bambini, notizia bellissima, Iole ha deciso che da grande farà la veterinaria e noi tutti in coro le diciamo: "Brava!!!". Nonna Gina. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WhWT3GjWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire &nbsp;<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WhWT8GjWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e racconti.</a> Raccontare per emozionare...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Nov 2017 15:10:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?alla-ricerca-di-gatta-bianca---</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[”CASA DOLCE CASA”: SIAMO VERAMENTE AL SICURO TRA LE MURA DOMESTICHE? - Parte prima]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_gj8nirqw"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/casa-dolce-casa.webp"  title="" alt="" width="336" height="237" /></div></blockquote></div><div><b><br></b></div><blockquote><b>“Casa dolce casa”</b>, recita un vecchio adagio, ma lo sapevate che l’aria che respiriamo nelle nostre case è mediamente ben cinque volte più inquinata dell’aria che respiriamo all’esterno? E’ questa la conclusione a cui è arrivato un recente studio dell’Istituto superiore di Sanità. <b>Ad influire sulla qualità dell’aria delle nostre case, molteplici fattori come i detersivi, le vernici, i profumatori d’ambiente</b>, ma soprattutto i <b>Cov</b> (composti organici volatili). Questi ultimi sono presenti nei prodotti per la pulizia, nelle vernici, nelle candele profumate, nei bastoncini d’incenso, nei vestiti, nella tappezzeria e rilasciati da stufe a legna, caminetti e dal fumo di sigaretta. Se a ciò aggiungiamo anche i batteri, i funghi e le muffe il risultato è quello di una casa che è una sorta di “<b>bomba ecologica</b>” pronta ad esplodere su noi stessi. L'umidità può compromettere seriamente la salubrità di un ambiente. Come è noto, funghi, muffe e batteri adorano gli ambienti umidi e, in particolare, quelli al riparo dalla luce. Un occhio particolare quindi a lavanderie, cantine, sgabuzzini e bagni ciechi, che rischiano di trasformarsi in <b>un ricettacolo per microrganismi indesiderati</b>, causa di allergie, asma, problemi respiratori e abbassamento delle difese del sistema immunitario.<b> Le muffe rilasciano inquinanti come le micotossine</b>, alcune delle quali sono fortemente irritanti e cancerogene per i polmoni. Dalla nostra respirazione, invece, arriva anidride carbonica mentre l’arredamento può essere una fonte di formaldeide e altri inquinanti. Una &nbsp;buona esposizione della casa al sole e un buon sistema di ventilazione (prestando attenzione a una manutenzione continuativa), permettono di ridurre questi problemi all’origine, soprattutto se si parla di muffe. <b>I sintomi di contaminazione del nostro ambiente</b> possono essere diversi e vanno <b>dalle allergie all’asma</b>, fino al mal di testa o al raffreddore: secondo una recente indagine dell’Epa, l’agenzia per la protezione ambientale americana, il 56% delle malattie sono provocate da una cattiva qualità dell’aria interna, <b>il cosiddetto inquinamento indoor</b>. In particolare, lo studio afferma che oltre due terzi di queste patologie sono da ricondurre a impianti centralizzati di riscaldamento, o raffreddamento ad aria. E’ molto importante, poi, ricordarsi della presenza del <b>radon </b>in casa: è un gas naturale rilasciato da terreno, cemento e tufo che può raggiungere concentrazioni elevate negli ambienti. Non è un problema da sottovalutare: secondo l’Istituto superiore di Sanità il <b>radon è la seconda causa di tumore al polmone</b> dopo il fumo di sigaretta. L’unico sistema è garantire un sufficiente ricambio d’aria nell’ambiente. Cambiate spesso l’aria delle diverse stanze in modo da impedire il ristagno delle sostanze nocive evitando le ore in cui in strada c’è maggiore traffico. Una nuova generazione di infissi è oggi integrata con tecnologie di ventilazione controllata che assegnano una nuova <b>funzionalità ambientale delle finestre divenute problematiche</b>, poiché sono realmente stagne e, rispetto a un comune sistema di purificazione, non si limita a riciclare l’aria interna, ma la ricambia. In generale, gli inquinanti sono presenti nell’aria di casa in concentrazioni tali che, pur non determinando effetti acuti, sono tuttavia causa di effetti cronici negativi sul benessere e sulla salute. Soprattutto se legati ad un elevato tempo di esposizione. <b>Le miscele complesse di inquinanti</b>, anche a basse concentrazioni, possono provocare nel tempo effetti nocivi sulla salute delle persone suscettibili, o più fragili, come bambini, donne in gravidanza, persone anziane, sofferenti di asma, malattie respiratorie e cardiovascolari. Nel prossimo articolo verranno forniti alcuni consigli su come prevenire <b>l’inquinamento dentro casa</b>. Stay tuned!</blockquote><blockquote><span class="fs12"> <br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html#.WgB3mGjWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b><span class="fs12">, pediatra &nbsp;</span><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><div><div>Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a> . La salute NON può essere un’opzione.</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 Nov 2017 14:52:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-casa-dolce-casa---siamo-veramente-al-sicuro-tra-le-mura-domestiche----parte-prima</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IL VALORE DEL GIOCO. OSSERVATORIO SPECIALE PER COMPRENDERE L’UNIVERSO DEL BAMBINO]]></title>
			<author><![CDATA[Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_urkg5lnh"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/valore-del-gioco.webp"  title="" alt="" width="335" height="223" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Il <b>gioco</b>, risorsa privilegiata <b>di apprendimenti e di relazioni</b>, diventa per l’adulto un osservatorio per valutare e misurare lo <b>sviluppo del bambino</b> e per meglio calibrare i propri interventi educativi.<b> Il gioco ci dice molto sui bambini, ma ci dice molto anche sui contesti nei quali si manifesta </b>e in primo luogo sugli adulti che si occupano di loro e che con loro si relazionano dentro e fuori dal gioco, sulle<b> priorità educative</b> di una comunità o di un gruppo. Come giocano i bambini, quali azioni e comportamenti pongono in essere giocando e con cosa giocano, sono indicatori <b>utili al logopedista</b>, e non solo, per valutare o misurare lo sviluppo del bambino e per meglio calibrare i propri interventi e il proprio<b> ruolo di accompagnamento nelle attività </b>che favoriscono lo sviluppo del linguaggio. Dall’osservazione del bambino durante le attività di gioco è possibile tracciare linee di sviluppo di alcuni<b> processi mentali</b> (ad esempio la capacità di attenzione e simbolizzazione), oltre alla possibilità di valutare l’interesse per l’esplorazione degli oggetti e situazioni nuove, le relazioni sia reali che immaginarie e il rapporto con i pari e con gli adulti. Così anche i <b>servizi educativi per l’infanzia sono degli osservatori privilegiati</b> per studiare il gioco e progettare interventi ludici mirati a incrementare le potenzialità dei bambini. Anche la<b> scuola primaria</b> può diventare un contesto in cui utilizzare una metodologia ludica con interventi strutturati, in modo da favorire, non solo l’acquisizione disciplinare, ma anche il potenziamento dei processi di pensiero e la motivazione allo studio. <b>Il gioco a scuola può favorire il coinvolgimento di tutti</b>, anche dei bambini in difficoltà e incoraggiare quelli demotivati e/o introversi. Il contesto del gioco<b> riduce abitualmente l’ansia</b> e la riuscita nelle esperienze ludiche conferma l’autostima e induce attese di successo che sostengono la motivazione ad apprendere. Garantire il diritto a un gioco di qualità significa “<b>abbassare l’ottica degli adulti fino all’altezza dei bambini</b>” e proporre contesti e strumenti adeguati a fornire a tutti prospettive di sviluppo che potranno incrementare la readness scolastica, le capacità di <b>apprendimento</b> e di inserimento sociale.</blockquote><blockquote><span class="fs12"> <br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.WgBzkWjWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras</a></b><span class="fs12"> Logopedista</span><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><div><div>Chiedi alla <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WgBzdWjWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Logopedista</a>... per comprendere oltre le parole</div></div></blockquote><div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 Nov 2017 14:33:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-valore-del-gioco--osservatorio-speciale-per-comprendere-l-universo-del-bambino</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[”CAMMINATA CONSAPEVOLE”. SVILUPPARE LA CAPACITÀ DI OSSERVAZIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_34xkf9ws"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/capacita-di-osservazione.webp"  title="" alt="" width="337" height="224" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Quante volte ci ritroviamo per strada a camminare pensando ai problemi irrisolti, o alle cose che dovremmo fare in futuro? Perché permettere che <b>dei pensieri si intrufolino nella nostra mente indebolendo</b>, così, la nostra capacità di osservazione? In questo capitolo presenteremo un semplice esercizio di osservazione che può essere fatto in movimento quando si passeggia senza avere fretta. Abbiamo già affrontato, in un articolo, esercizi che riguardavano <b>lo sviluppo sensoriale.</b> Oggi proveremo ad affrontare il tema da un punto di vista più "<b>duttile</b>", in modo tale da rendere l'esercizio più alla portata di tutti. Prima di iniziare con la spiegazione dell'esercizio, è importante rispondere ad una domanda: <b>perché è importante sviluppare la capacità d'osservazione?</b><div>Sviluppare la capacità d'osservazione migliora anche il nostro rapporto con la realtà. Più si diventa <b>osservatori</b>, più si riesce ad avere distacco dalle "cose". Da "vittime della vita" si diventa "osservatori e protagonisti" della vita, delle emozioni, pensieri, sentimenti ecc... <b>Osservare aumenta la consapevolezza</b>! Avere più consapevolezza vuol dire avvicinarsi alla comprensione di ogni enigma o problema. Quando si comprende qualcosa, l'ordine e la tranquillità entrano in noi. &nbsp;&nbsp;</div><div>Veniamo alla pratica... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>La prossima volta che ci capita di c<b>amminare tranquillamente</b>, proviamo a concentrarci su un senso per volta. Proviamo ad osservare i dettagli dell'ambiente che ci circonda, delle persone, delle piante (se ci sono), dei palazzi ecc... Poi passiamo ad <b>ascoltare i suoni</b>, le voci e il rumore del vento (mantenendo gli occhi aperti, ovviamente). Passare successivamente alla percezione dei nostri passi, sentendo il nostro peso prima su un piede, poi sull'altro e il movimento del nostro corpo che si sposta nello spazio. E infine, portiamo la nostra <b>attenzione sugli odori </b>e cerchiamo di dividerli, per capire da dove provengono. Possiamo mantenere l'attenzione per ogni senso (vista, udito, tatto e olfatto) per tutto il tempo che si ritiene necessario. Il gusto è escluso, a meno che non ci si ferma da qualche parte per gustare qualcosa, in quel caso è possibile includere anche il gusto nell'esercizio. Spero che questo esercizio possa essere utile e portare maggiore consapevolezza verso i sensi e la percezione della "<b>realtà</b>". &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Per oggi è tutto, alla prossima!</div><div><div><br></div></div><div><div> &nbsp;</div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WgBv12jWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b> - maestro di arti marziali energetiche</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/bambini-e-sport-trani.php#.WgBvumjWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina" </a></div></div><div><div>Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 Nov 2017 14:14:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-camminata-consapevole---sviluppare-la-capacita-di-osservazione</link>
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			<title><![CDATA[DISFORIA PREMESTRUALE. SINTOMI, FATTORI DI RISCHIO E POSSIBILI TRATTAMENTI: LA PAROLA AL MEDICO]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_kq2ajkif"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/disforia.webp"  title="" alt="" width="339" height="226" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>Il disturbo disforico premestruale</b>, conosciuto come "sindrome disforica premestruale" (<b>disforia è il contrario di euforia</b>), si caratterizza per un'alterazione molto intensa e invalidante dei sintomi della "<b>sindrome premestruale</b>". Il disturbo disforico premestruale deve essere considerato analogo al disturbo depressivo maggiore, da cui si distingue per il fatto di determinare <b>sintomi psicoemotivi periodici</b> e di durata limitata nel tempo, in concomitanza con il calo degli estrogeni, caratteristico della fase post ovulatoria del ciclo mestruale. L'incidenza è di circa 1,5-2% nelle donne in età fertile. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Il disturbo disforico premestruale ha pesanti ripercussioni <b>sulla vita fisica e psichica</b> della donna e, di conseguenza, sulle relazioni familiari, professionali e sociali. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><div>Le cause di questa <b>patologia </b>non sono state ancora identificate, ma ci sono ipotesi relative al coinvolgimento degli ormoni sessuali e ad una maggiore sensibilità ai normali livelli ciclici di estrogeni e progesterone. Indicatori del disturbo disforico premestruale, nella settimana che precede l'inizio del flusso, possono essere i seguenti sintomi (che tendono ad attenuarsi con l'arrivo delle mestruazioni per poi scomparire completamente nella settimana successiva): &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><b>Marcata oscillazione del tono dell'umore</b> (tristezza improvvisa, pianto ingiustificato, sbalzi dell'umore); &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div>Marcata <b>irritabilità</b>, rabbia o aumento dei conflitti interpersonali;</div></div><div><div><b> Umore estremamente depresso</b>, sentimenti di disperazione e forte tendenza; all'autocritica.</div></div><div><div><b>Ansia</b> e tensione notevoli (i cosiddetti "nervi a fior di pelle");</div></div><div><div>Fattori culturali, sociali, economici e livello di istruzione possono influenzare l'espressione del disturbo disforico premestruale. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><b>I fattori di rischio</b> che possono rendere più probabile lo sviluppo del disturbo disforico premestruale sono:</div></div><div><div>Stress lavorativo, psicofisico, familiare;</div></div><div><div>Storia di traumi relazionali/interpersonali;</div></div><div><div>Cambiamenti stagionali;</div></div><div><div>Fattori culturali relativi alla vita sessuale e ai rapporti uomo-donna;</div></div><div><div>Ereditarietà (50% dei casi).</div></div><div><div>Il disturbo disforico premestruale non coincide con la "sindrome premestruale", per la cui diagnosi non è richiesta la presenza dei <b>sintomi </b>su elencati. Tale disturbo ha la stessa cadenza e durata temporale della sindrome premestruale, anche se quest'ultima determina in genere un disagio meno marcato e caratterizzato da sintomi fisici e/o comportamentali più lievi. Inoltre, il disturbo disforico premestruale non va confuso con la <b>dismenorrea</b>, che comporta sintomi esclusivamente fisici (dolori a livello addominale, pelvico e lombare, con esordio nel giorno di inizio del flusso o nel giorno precedente e persistente nei 3-5 giorni successivi). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div>Trattamento del disturbo disforico premestruale. </div></div><div><div>Trattandosi di un <b>disturbo depressivo</b> a tutti gli effetti, la terapia è sovrapponibile a quella utilizzata per curare il disturbo depressivo maggiore, basata sull'impiego di <b>antidepressivi </b>e sul rispetto di buone regole di vita che contribuiscono a mettere l'organismo nelle migliori condizioni per affrontare lo stress imposto dalle oscillazioni ormonali periodiche. </div></div><div><div> Consigli utili per <b>prevenire/attenuare</b> il disturbo disforico premestruale:</div></div><div><div>Seguire ritmi di vita regolari e cercare di non stancarsi troppo;</div></div><div><div>Dormire per un numero sufficiente di ore ogni notte;</div></div><div><div>Seguire un'alimentazione varia ed equilibrata;</div></div><div><div>Non fumare e non bere alcolici;</div></div><div><div>Cercare di praticare ogni giorno <b>un'attività fisica moderata</b>;</div></div><div><div>- Assumere un atteggiamento rilassato nei confronti della vita ed evitare/ridurre lo stress;</div></div><div><div>- Ritagliare spazi da dedicare a se stessi.</div></div><div><div>Il disturbo disforico premestruale viene considerato a tutti gli effetti <b>un disturbo di competenza psichiatrica e/o dello psicoterapeuta</b>. Non esistono test specifici per la diagnosi di tale disturbo se non la "storia clinica" (anamnesi) delle donne. Gli operatori sociosanitari, gli educatori, i medici ed in particolare i ginecologi, che quotidianamente sono a contatto con le donne, hanno una straordinaria occasione per ipotizzare un possibile disturbo disforico e indirizzarle alle strutture competenti per la cura che potrà essere <b>sia farmacologica </b>(antidepressivi) sia basata su uno stile di vita teso a ridurre i fattori di rischio sopra elencati. </div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.WgBxoWjWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Carlo Avantario</a></b> &nbsp;Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia </div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Chiedi al ginecologo di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/ginecologo-ostetrica-online-trani.php#.WgBxhWjWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Maternità"</a></div></div><div><div>L’emozione del primo palpito..</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 14:24:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?disforia-premestruale--sintomi,-fattori-di-rischio-e-possibili-trattamenti--la-parola-al-medico</link>
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			<title><![CDATA[TRICK OR TREAT? PER UN DOLCE SPAVENTOSAMENTE DELIZIOSO]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_keac8pkk"><blockquote><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Quest’oggi al calar della sera, tanti piccoli </span><b class="fs12lh1-5">zombie, fantasmi e scheletri</b><span class="fs12lh1-5"> vagheranno per la città, suonando campanelli, bussando alle porte per recuperare prelibatezze e ogni tipo di bontà, al suono dell’ormai temutissimo </span><b class="fs12lh1-5">“dolcetto o scherzetto</b><span class="fs12lh1-5">?”. Anche io accoglierò i miei piccoli ospiti con un </span><b class="fs12lh1-5">dolce </b><span class="fs12lh1-5">che sicuramente lascerà tutti senza fiato, un semplice biscotto che, per la notte più terrificante dell’anno, si vestirà di paura,</span><b class="fs12lh1-5"> indossando il cappello della strega di Halloween</b><span class="fs12lh1-5">, delizioso come non mai, così dolce da far paura!</span></div></blockquote></div></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5"> <br></span></blockquote><blockquote><blockquote><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.WfiDkmjWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b><span class="fs12lh1-5"> Cake designer - delegata provinciale Bari FIAB</span></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></blockquote><blockquote><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.WfiDemjWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Spirito Artistico"</a> . La fantasia non conosce confini...</div></div></blockquote></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 14:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BRIVIDI IN MUSICA. LA “SINFONIA FANTASTICA” DI BERLIOZ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_dsqgu8g5"><blockquote><div><blockquote><b class="fs12lh1-5">Halloween </b><span class="fs12lh1-5">è alle porte, e allora perché non approfittare di questa </span><b class="fs12lh1-5">festa sempre più amata dai nostri bambini </b><span class="fs12lh1-5">– meno, forse, dai più grandi – per ascoltare un po’ di buona </span><b class="fs12lh1-5">“musica dell’orrore</b><span class="fs12lh1-5">”? Sissignori, avete inteso bene: quella che vi propongo, gli ultimi due movimenti della celeberrima «Sinfonia fantastica» di </span><b class="fs12lh1-5">Hector Berlioz</b><span class="fs12lh1-5"> (1803 – 1869), è proprio musica da far venire i brividi… Dirò di più, è quanto di più forte, visionario e grottesco sia mai stato composto. Ovvio, non è detto che, ascoltandola, a tutti si accapponi la pelle: può benissimo risvegliare emozioni, associazioni e fantasie di diverso genere. In fondo, il bello della musica è proprio questo, che ognuno può trovarvi ciò che vuole (a patto, ovviamente, di ascoltarla col cuore e la mente ben aperti), e lo è in misura notevolmente maggiore quando ci si accosta a una </span><b class="fs12lh1-5">composizione strumentale</b><span class="fs12lh1-5">, priva cioè di un testo verbale e tutta risolta in una trama di puri suoni. Quando Berlioz scrisse la sua </span><b class="fs12lh1-5">«Sinfonia fantastica</b><span class="fs12lh1-5">», tra il 1829 e il 1830, aveva presente, certo, l’orchestra classica – quella, per intenderci, delle sinfonie di Mozart o Beethoven – ma pensava anche a colori strumentali insoliti e audaci, per realizzare i quali occorreva arricchire l’organico tradizionale con strumenti inconsueti. E allora, ecco che oltre agli archi (violini, viole, violoncelli e contrabbassi) vi troviamo schierati: un ottavino (ossia un flauto piccolo), due flauti, due oboi, un corno inglese, due clarinetti, quattro fagotti, quattro corni, due cornette (strumenti a fiato in ottone affini alla tromba ma di forma conica simile al corno, molto usati nelle bande), due trombe, tre tromboni, due oficleidi (l’oficleide è un altro strumento della famiglia degli ottoni, consistente in un lungo tubo ripiegato, soppiantato in orchestra dal basso tuba ma anch’esso largamente impiegato nelle bande), timpani, grancassa, tamburo, piatti, campane (!) e due arpe. Eseguita per la prima volta</span><b class="fs12lh1-5"> al Conservatorio di Parigi</b><span class="fs12lh1-5"> il 5 dicembre 1830, la «Sinfonia fantastica» è forse il primo esempio di musica “a programma”, espressione con cui si intende una composizione </span><b class="fs12lh1-5">strumentale e orchestrale</b><span class="fs12lh1-5"> che, pur non essendo legata alla parola, segue comunque una traccia narrativa: rappresenta cioè con mezzi puramente sonori contenuti tratti dalla letteratura, dalla poesia, dalla pittura, dalla natura o dalla vita dell’autore. Nel nostro caso, a fornire a Berlioz l’ispirazione per il lavoro furono alcune tempestose vicende autobiografiche. </span><b class="fs12lh1-5">Il musicista si era innamorato perdutamente di un’attrice irlandese</b><span class="fs12lh1-5">, Harriet Smithson, e questa sua passione non ricambiata divenne ben presto di dominio pubblico. Nel programma della «Sinfonia fantastica» – quale figura nella partitura pubblicata – si racconta infatti delle allucinazioni di un giovane artista (il compositore stesso) avvelenatosi con l’oppio per amore di una donna (la Smithson). </span></blockquote><blockquote><hr></blockquote><blockquote><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">C’è da dire, però, che </span><span class="cf1"><b>Berlioz </b></span><span class="cf1">non impiegò poi tanto a farsi una ragione del rifiuto della bella e affascinante irlandese, tant’è che di lì a poco si innamorò di un’altra donna,</span><span class="cf1"><b> la pianista Marie-Félicité-Denise Moke</b></span><span class="cf1">. </span></i></span></blockquote><blockquote><hr></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5">Fu persino fissata la data delle nozze, senonché lei cambiò improvvisamente idea e sposò un altro. Il nostro, che all’epoca si trovava a Roma, si precipitò a Parigi col proposito di ucciderla e suicidarsi, ma a metà strada cambiò idea; riprese in mano la Sinfonia, avviata tempo prima, e la portò a termine. Un’ultima notazione biografica: </span><b class="fs12lh1-5">l’iniziale passione per Harriet Smithson non era spenta</b><span class="fs12lh1-5">, ma solo assopita; alcuni anni più tardi, infatti, la donna e il compositore convoleranno a nozze! Ma cosa racconta il programma della «Sinfonia fantastica»? Premetto che la composizione si articola in cinque movimenti, ciascuno dotato di un titolo. Nel primo movimento («Sogni, passioni») si suppone che un giovane musicista scorga per la prima volta una donna che incarna l’ideale della sua immaginazione, e se ne innamori perdutamente. L’immagine amata si presenta al suo spirito legata a un pensiero musicale «nel quale egli ritrova un certo carattere appassionato, ma nobile e timido come quello ch’egli attribuisce alla persona amata». Questa melodia perseguita senza sosta il nostro eroe: è la cosiddetta “</span><b class="fs12lh1-5">idea fissa</b><span class="fs12lh1-5">”, che ritornerà ciclicamente nel corso dell’opera generando i temi principali dei diversi movimenti. Nella seconda parte («Un ballo») l’artista si ritrova nel tumulto di una festa, nella terza («Scena nei campi») nella tranquilla contemplazione delle bellezze della natura, ma ovunque l’immagine della donna gli si presenta turbandone l’animo, in un susseguirsi di passione, speranza, gelosia, timore e infine solitudine. Terzo movimento («Marcia al supplizio», </span><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=VXHrHQ5ZEHo&feature=youtu.be" target="_blank" class="imCssLink">https://www.youtube.com/watch?v=VXH</a></span><span class="fs12lh1-5">...): certo che il suo amore non sia ricambiato, l’artista si avvelena con l’oppio. Ma la dose di narcotico, insufficiente a dargli la morte, lo piomba in un sonno profondo accompagnato da</span><b class="fs12lh1-5"> orribili visioni.</b><span class="fs12lh1-5"> Sogna di aver ucciso l’amata, di essere condannato, condotto al supplizio e di assistere alla sua stessa esecuzione. Alla fine della marcia, un attimo prima della fine, riaffiora </span><b class="fs12lh1-5">l’“idea fissa”</b><span class="fs12lh1-5">, «come un ultimo pensiero d’amore interrotto dal colpo fatale». Quinto movimento («</span><b class="fs12lh1-5">Sogno di una notte del Sabba</b><span class="fs12lh1-5">», </span><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=iKOCo9JgrT8&feature=youtu.be" target="_blank" class="imCssLink">https://www.youtube.com/watch?v=iKO</a></span><span class="fs12lh1-5">...): il protagonista della storia si vede nel bel mezzo di un Sabba, ossia di un convegno di streghe, circondato da «una schiera orribile d’ombre, di mostri d’ogni sorta riuniti per le sue esequie. Strani rumori, gemiti, scoppi di risa, grida lontane… La melodia amata ricompare, ma ha perduto ogni carattere di nobiltà e timidezza; non è più che un ignobile motivo di danza, triviale e grottesco; è Lei che giunge al Sabba...». Si odono i rintocchi di una campana a morto, cui si unisce la parodia grottesca del</span><b class="fs12lh1-5"> «Dies irae»</b><span class="fs12lh1-5">, l’inno gregoriano per la sequenza dei defunti. &nbsp;Ora che conoscete la traccia narrativa su cui, a detta dell’autore, «</span><b class="fs12lh1-5">la trama del dramma strumentale</b><span class="fs12lh1-5">» poggerebbe, potete benissimo dimenticarvela. Sì, perché la «Sinfonia fantastica» è pienamente godibile anche come pezzo di musica “assoluta”, priva cioè di riferimenti extra-musicali. Insomma, non ha bisogno di parole per farsi comprendere, come del resto ammise lo stesso Berlioz quando, anni dopo, auspicò che la sua opera fosse recepita «senza preoccuparsi del programma». Ed è appunto questo il modo in cui vorrei che vi si accostassero i vostri bambini: prescindendo dal racconto fornito dall’autore (a maggior ragione in quanto – va detto – non proprio adatto alla loro età) e</span><b class="fs12lh1-5"> dando libero corso alla fantasia</b><span class="fs12lh1-5">. Ciascuno potrà immaginarvi la propria storia – ma che dico? Non una soltanto, bensì infinite storie. La </span><b class="fs12lh1-5">musica</b><span class="fs12lh1-5">, si sa, è in grado di dirci cose che le parole non sono in grado di esprimere. È capace di toccare le corde più intime del nostro cuore con un’immediatezza e una precisione “chirurgica” che né il linguaggio verbale né quello figurativo conoscono, facendo appello a una gamma sterminata di sensazioni.</span></blockquote><blockquote><hr></blockquote><blockquote><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Per questa ragione essa rappresenta </span><span class="cf1"><b>il migliore strumento di crescita per un bambino</b></span><span class="cf1">: ascoltandola e riascoltandola, egli saprà riconoscere le proprie emozioni e imparerà a gestirle. </span></i></span></blockquote><blockquote><hr></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5">Sbaglia chi pensa che ai più piccoli si debba far ascoltare solo musica lieta e spensierata: è proprio grazie a brani musicali che descrivono stati d’animo come la paura e la tristezza che il</span><b class="fs12lh1-5"> bambino sviluppa la capacità di riconosce ed elaborare</b><span class="fs12lh1-5"> – su un piano simbolico e protetto, s’intende – stati psichico-affettivi che, per quanto negativi e spiacevoli, sono parte essenziale della sua vita interiore. Può sembrare uno scherzo, ma in realtà anche una </span><b class="fs12lh1-5">musica “dell’orrore” </b><span class="fs12lh1-5">come quella di cui vi ho appena parlato può contribuire in modo determinante a formare un individuo consapevole e in grado di vivere con pienezza ed equilibrio la propria dimensione emotiva.</span></blockquote></div><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Immagine tratta da <a href="http://christinaabt.com/" target="_blank" class="imCssLink">http://christinaabt.com/</a></span></div></blockquote><blockquote><div><div><br></div></div></blockquote><blockquote><div><div><br></div></div></blockquote><blockquote><div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.WfiAEWjWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Domenico Andriani</a></b>, musicologo &nbsp;&nbsp;</div></div></div></blockquote><blockquote><div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div></div></blockquote><blockquote><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-potere-della-musica.php#.Wfh_9GjWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”</a> <span class="fs12lh1-5">La voce dell’anima passa attraverso note e voce...</span></div></div></blockquote></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 13:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA RESPONSABILITÀ. UN IMPEGNO PER DIVENTARE GRANDI]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1n7fpbgs"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/responsabilita.webp"  title="" alt="" width="337" height="506" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>L’ impegno che assume un alunno</b>, o studente, nel compiere quotidianamente i propri doveri, con l'accettazione delle eventuali conseguenze che la sua negligenza produce,<b> si chiama responsabilità</b>. Questa presuppone<b> la libertà di scegliere quali comportamenti tenere</b>, ma trattasi di una libertà limitata, proprio perché si conoscono le conseguenze. Il senso di responsabilità, va, dunque, fortemente inculcato nei giovani e giovanissimi e la scuola svolge il più importante compito, nello stabile regole, a chi la frequenta, <b>da rispettare RESPONSABILMENTE</b>. La semplice organizzazione del proprio zaino al mattino, evitando di dimenticare libri, o altro materiale scolastico, l’osservanza di un’adeguata igiene personale, come pure lo svolgimento dei compiti assegnati da svolgere a casa, sono azioni responsabili da interiorizzare.<b> La responsabilità contribuisce alla formazione dell' individuo</b>, solo quando non rimbalza sulla coscienza di quest’ultimo, come sassolino lanciato nell’acqua, ma vi resta impressa, come tutti i buoni ed efficaci insegnamenti.</blockquote><blockquote><span class="fs12"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WfdJmWjWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it<br></a></span><span class="fs12">Continuate a seguire </span><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WfdJg2jWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span><div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 14:45:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-responsabilita--un-impegno-per-diventare-grandi</link>
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			<title><![CDATA[NON UNA, MA TANTE... SFOGLIANDO IL LIBRO DEI RICORDI - Parte seconda]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8ipah6fd"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/non-una-ma-tante.webp"  title="" alt="" width="335" height="284" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>La mia sesta casa</b>, nel comune di Copertino, in provincia di Lecce.<div>Come al solito, l'appartamento era in caserma, non era un granché, ma in compenso aveva un ampio terrazzo che si affacciava sui tetti, dove io trascorrevo tante ore ad innaffiare il mio piccolo giardino di piante grasse e non...</div><div>Per i miei fratelli era dura: erano abituati a fin troppe libertà a Stigliano, mentre in questo <b>paesino del Salento si sentivano limitati e vincolati.</b></div><div>La vita in <b>caserma </b>era abbastanza noiosa, non c'erano &nbsp;altre famiglie con cui scambiare qualche parola ed anche per la mia mamma non era facile, inoltre il paese non era &nbsp;tranquillo ed in caserma c'erano sempre urla e la guardina sempre piena. <b>Dal mio posto segreto</b> (sul tetto c'era un lucernario che dava proprio nella camera di sicurezza) di nascosto guardavo quelle persone e... credetemi anche se facevano arrabbiare il mio <b>papà</b>, provocavano in me un profondo senso di pena.</div><div>A Copertino ho frequentato la quinta elementare e per andare a scuola, sia io che i miei fratelli, venivamo accompagnati e ripresi da un carabiniere, per via degli sscioperi che giornalmente vi erano.</div><div>Insomma, lì non sono stata bene e la notte nel buio <b>della mia cameretta pregavo il buon Gesù</b>, affinché ci portasse via: questo non accadde presto, ci vollero ben due anni, prima che il mio papà pronunciò la parola magica..."trasferimento".</div><div><b>La mia settima casa</b>, Taranto, e quando il mio papà ci comunicò il nome della città noi ragazzi esultammo in un urlo di gioia: “finalmente!”.</div><div>Ormai ero diventata grande e quando arrivai a <b>Taranto </b>ero in prima media. La nuova abitazione era una casa molto grande, con un bel terrazzo, ovviamente sempre in caserma, in via Duomo, al secondo piano e... a due passi dall’affascinante ponte girevole.</div><div><b>Che emozione la prima volta che andai a vedere l'apertura del ponte per il passaggio della nave scuola "Amerigo Vespucci"</b>: ero lì, in mezzo a tanta gente, e non mi sembrava vero che, una volta concesso il passaggio alla nave, il ponte si sarebbe richiuso...per me era una vera e propria opera di magia!</div><div>Sì, Taranto mi piaceva, avevamo dei nuovi amici con cui giocare, i figli dei colleghi del mio papà, ragazzi della nostra età un po’ reclusi come noi, ma fondamentalmente sereni.</div><div>Giocavamo riunendoci in casa e, con la <b>fantasia</b>, inventavamo storie e modalità per divertirci, facevamo di tutto, come correre per la caserma ululando come gli indiani, oppure salivamo sul terrazzo con uno dei cani poliziotti per giocare a guardie e ladri, con grande gioia dei carabinieri che, finito il turno, volevano riposare.</div><div>Facevamo anche <b>degli spettacoli con palco e costumi fatti da me</b>, assemblando le tovaglie e le tendine della cucina di mia madre...tutti erano comparse e, ovviamente, la prima attrice, la grande protagonista ero io!</div><div>Insomma, come al solito, cercavo di divertirmi e far divertire i miei fratelli ed i miei amici usando solo l'inventiva e, credetemi, quella non mi mancava.</div><div>M<b>i piaceva la mia settima casa</b>! Si respirava un'aria di rigore, ma anche di allegria, anche perchè la caserma di Via Duomo ospitava le reclute e quindi tanti giovani carabinieri con i quali si condivideva il risveglio, al mattino, e il silenzio della sera, scanditi dal suono della tromba. Sì, Taranto mi piaceva, mi sentivo <b>serena e felice</b> e poi mi piaceva incontrare per le scale tanti bei giovanotti che, delle volte, dimenticando che ero la figlia del loro capo, facevano gli spiritosi...ma a rimetterli in riga ci pensavo io: “lo dirò a mio padre”, dicevo e, ogni volta, funzionava per farli scappare.</div><div>Di Taranto ricordo: in primis il ponte, la villa Peripato, bellissima e ricca di fiori, via d'Aquino con tanti bei negozi, il lungomare, sede della Marina Militare, dove io restavo incantata a guardare i marinai che si davano il cambio. <b>La vita militare</b> mi affascinava ed ero contenta di vivere in caserma e, credetemi, tante volte ho desiderato di essere un maschio per arruolarmi nei Carabinieri.</div><div><b>Sono stati anni belli e felici</b> quelli che ho trascorso a Taranto e la mia settima casa, in assoluto, è quella che ancora ricordo nei minimi particolari, con immenso affetto ed un pizzico di nostalgia... </div><div>Ma come al solito, la parola magica era in agguato, l'ottava casa mi aspettava e mi aspettava tanto, tanto dolore...</div><div>Sì, perché il mio papà decise di accettare un nuovo incarico in un paese vicino Foggia, </div><div>Lucera, dove abitavano tutti i nostri parenti e, a sentir lui, saremmo stati bene.</div><div><b>Con la morte nel cuore lasciai Taranto e tutti i miei sogni</b>: sì, perché da quel giorno non ho avuto più il tempo di sognare!</div><div><b>La mia ottava casa fu una delusione</b>!</div><div>Non in caserma, ma in un groviglio di case in una via con il nome strano: via Quaranta.</div><div>Al primo sguardo, <b>scoppiai in un pianto disperato</b>, volevo scappare via, ma purtroppo dovetti restare e &nbsp;lì, in quella casa senza aria e senza un po’ di verde che &nbsp;finii la mia infanzia.</div><div>Credetemi, di quella ottava casa non voglio ricordare nulla, perché non c'è da ricordare nulla, solo ricordi tristi che è meglio dimenticare...</div><div>“Non una, ma tante...” &nbsp;è la mia storia, <b>la storia di una bambina sognatrice</b> e sensibile che ha vissuto tanti momenti bellissimi, ma anche tanti brutti, che ha avuto una vita movimentata, sempre con la valigia pronta in cui sono riposti ricordi meravigliosi...</div><div>La mia ottava casa fu l'ultima che divisi con i miei genitori e con i miei quattro fratelli e se potessi, malgrado tutto,<b> io ritornerei a vivere in quella casa</b>, solo per ritornare a vivere con tutti insieme. Mi mancano tanto! &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?id=98u7accb" target="_blank" class="imCssLink">Leggi la prima parte</a></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WfdHlWjWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WfdHlWjWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire &nbsp;<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WfdHfWjWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e racconti.</a> Raccontare per emozionare...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 14:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[QUANTO CI SPAVENTA IL FALLIMENTO DEI NOSTRI FIGLI?]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_j8rwi8ig"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/fallimento.webp"  title="" alt="" width="338" height="225" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>“Giacomo, non è farina del tuo sacco”: è così che esordì la <b>maestra</b>, dopo aver letto accuratamente la descrizione delle vacanze estive del suo alunno, assegnata come compito a casa. La terminologia utilizzata non apparteneva a quella di Giacomo: nessuno studente di quarta elementare avrebbe mai avuto quella padronanza linguistica, per non parlare della <b>perfetta fluidità discorsiva</b> che, nelle ore scolastiche, l’insegnante non riscontrava come competenza già raggiunta dal bambino. Purtroppo, non era la prima volta che Margherita, la maestra, riconosceva una “<b>esagerata intromissione</b>” da parte dei genitori del suo alunno nello svolgimento dei compiti e, puntualmente richiamati all’ordine per evidenziare loro la questione, otteneva non di certo un’ammissione di colpa, ma teatrali, quasi comici, tentativi &nbsp;di descrivere <b>l’autonomia del proprio figlio nello studio a casa</b>. Giacomo, figlio unico, arrivato dopo molti anni di matrimonio, era indubbiamente un bambino intelligente, molto sensibile; la sua timidezza faceva brezza nel cuore delle &nbsp;compagne che, nei momenti di difficoltà (interrogazioni o verifiche), facevano di tutto per aiutarlo. La sua <b>insicurezza</b> era evidente all’intera classe, aveva timore di rispondere a qualsiasi domanda, si guardava ogni volta smarrito intorno, per recuperare da qualcuno un cenno di conferma che lo potesse spronare a lanciarsi e quando questo non accadeva rimaneva in silenzio immobile.<b> I suoi genitori erano iperprotettivi</b>, presenti, persino, nelle ore dedicate allo sport, durante il pomeriggio, arrivando anche ad intervenire durante gli allenamenti per richiamarlo, affinché seguisse una condotta migliore nel gioco di squadra; così <b>invadenti </b>da ricevere un gentile invito dell’allenatore a sostare fuori dalla palestra, durante l’attività sportiva del proprio figlio. Volevano il meglio per lui: <b>una vita tranquilla e serena</b>, costellata solo di successi e la loro presenza costante era la modalità per garantire un ‘pronto intervento’ ad eventuali cadute e cedimenti, che sapevano bene facenti parte del corso naturale della vita. <b>Giacomo non avrebbe dovuto mai sperimentare il fallimento</b>, la sconfitta, avrebbero sempre pensato loro a ‘salvarlo,’ erano convinti che, prima o poi, avrebbe raggiunto autonomia e sicurezza e che crescendo avrebbe migliorato la sua autostima, tanto da iniziare a camminare con le sue gambe. Era questo il disegno ipotizzato nella mente dei genitori, un disegno offuscato da paure e ‘fantasmi’, in cui il desiderio di perfezione ed ordine si scontrava vistosamente con quella di Giacomo, figura dai colori spenti e opachi, lievemente tratteggiata...<div><b>Quanto l’idea del fallimento dei nostri figli ci spaventa?</b> E quanto siamo disposti ad intervenire per evitare che si facciano male, vivendo in prima persona, seppur nel loro piccolo, le problematiche della vita? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Insegnare la sconfitta è essenziale, insegnare a cadere, direi, fondamentale...<b> dare la possibilità di imparare a rialzarsi</b>, continuando ad andare avanti, è l’unica lezione di coraggio di cui i nostri figli hanno bisogno per sperimentare realmente se stessi, affinché il fallimento non sia concepito come sconfitta, bensì come importante opportunità di crescita e miglioramento.</div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WfdD32jWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Vanna </a></b></div></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WfdD32jWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;&nbsp;</a></div></div><div><div>I pensieri e le parole del cuore... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Oct 2017 14:18:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?quanto-ci-spaventa-il-fallimento-dei-nostri-figli-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[DIO E GLI ANGELI ATTRAVERSO GLI OCCHI DEI BAMBINI. VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELLA SPIRITUALITA’ INFANTILE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ofohvmma"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/dio-e-gli-angeli.webp"  title="" alt="" width="335" height="188" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Gentilissimi lettori, oggi voglio porre alla vostra attenzione una riflessione sullo <b>sviluppo spirituale dei bambini</b>, con il riferimento a <b>Pina Tromellini, </b>pedagogista nelle scuole e strutture pubbliche per l’infanzia di Reggio Emilia, specialista in terapia familiare e infantile, la quale ha lavorato a lungo nell'équipe del professor Loris Malaguzzi. E’, inoltre, consulente di case editrici e riviste specializzate. P. Tromellini sottolinea<b> l’importanza della dimensione spirituale nei fanciulli, sostenendo che la trascendenza è un valore essenziale per i bambini</b>, in quanto fa parte dei loro pensieri. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><span class="fs12">Dunque, affinché gli adulti possano comprendere i racconti infantili riguardo a questo tema devono mettere da parte il loro modo di ragionare da grandi, le relative conoscenze che ritengono di possedere sull’argomento. Non esiste un’età uguale per tutti per avviare la riflessione su di sé e </span><b class="fs12">sul proprio mondo interiore,</b><span class="fs12"> poiché questa varia a seconda delle situazioni che ciascun bambino vive nell’infanzia. In questa ricerca di se stessi, di fronte a possibili eventi tragici, come la morte di una persona cara, è importante la presenza dei genitori che aiutino il bambino a capire una situazione che appare incomprensibile e irreale, </span><b class="fs12">dialogando con lui per non farlo sentire solo</b><span class="fs12">. Il percorso interiore del bambino, infatti, è molto complicato, assomiglia ad un labirinto in cui egli avverte di appartenere ad una </span><b class="fs12">realtà spirituale </b><span class="fs12">nella quale si contrappongono il visibile e l’invisibile, il bene e il male. Dai racconti dei fanciulli emerge, infatti, il loro bisogno di punti di riferimento, di certezze, in quanto si trovano nel periodo in cui stanno organizzando la propria personalità. Per cui, mentre da un lato sono desiderosi di raggiungere la propria autonomia, dall’altro vogliono essere aiutati da qualcuno che individuano </span><b class="fs12">in Dio, considerandolo un padre, una madre, un maestro.</b></div><div><div><b>Il Paradiso lo vedono come un luogo dove possono sperimentare ciò che desiderano</b>, ad esempio litigare con le stelle, giocare a palla con le nuvole, incontrare il nonno tanto amato che passeggia con l’arcobaleno. Inoltre pensano agli angeli come ad amici fantastici, invisibili ma presenti e ai quali possono raccontare i più intimi segreti.</div></div><div><div>In questo consiste<b> la spiritualità infantile</b> che si sviluppa quando il bambino comincia a rendersi conto dell’esistenza del dolore e della sofferenza, quindi degli aspetti incomprensibili della vita e dei suoi ostacoli ai quali cerca di attribuire un senso, tentando di spiegare l’inspiegabile. <b>Il bambino vede in Dio un genitore forte</b> e potente che, con tutto il suo amore, è sempre presente nei momenti più difficili della giornata. Questi pensieri, dunque, infondono al bambino una tranquillità e una pace interiore che, alla sera, gli permettono di addormentarsi subito, perché gli consentono di dare un senso alla giornata appena vissuta. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div>Si sta bene, infatti, quando si comprende che ogni cosa ha un significato. E’ proprio<b> nel silenzio e nell’intimità della sera</b>, quando termina il frenetico ritmo quotidiano di grandi e piccoli, <b>che nasce nel bambino la ricerca della trascendenza</b> la quale, in seguito, farà parte del suo essere adulto, qualunque sarà la sua futura scelta, laica o religiosa. I bambini devono sentirsi liberi di avanzare in questo cammino spirituale, nella ricerca di una felicità e di un amore presenti al di là della realtà sensibile, ma in quest’avventura devono essere guidati da chi sta loro vicino. Spesso, infatti, si avverte una sensazione di solitudine di fronte ai quesiti eterni dell’uomo, cioè se siamo soli nell’universo, se esiste una realtà dopo la morte, qual è il senso della vita. E se ciò vale per gli adulti, a maggior ragione i bambini si sentono fragili e indifesi dinanzi a tali complessi problemi. Diventa, dunque, fondamentale la presenza di un adulto che li guidi alla ricerca delle risposte.<b> Le teorie psicologiche,</b> infatti, sottolineano l’importanza vitale, nello sviluppo del bambino, del rapporto che egli instaura con la madre. Quest’ultima ha un ruolo fondamentale nel dargli un sostegno amoroso e protettivo, nell’aiutarlo, man mano che cresce, a comprendere<b> il mistero della vita,</b> del dolore, della morte, ad affrontare e superare le varie paure legate a ciò. La madre, infatti, fa comprendere al bambino che quando muoiono le persone che amiamo, non vanno via definitivamente, ma rimangono nel nostro ricordo, nei nostri cuori e non scompaiono mai, poiché restano sempre accanto a noi. L’assunzione di questo atteggiamento, attraverso il racconto di esperienze vissute, è fondamentale per un bambino perché lo si salva dal dolore più grande che possa sperimentare, cioè la solitudine, il non poter condividere con qualcuno le proprie paure.<b> La trascendenza è presente in ogni bambino</b>, poiché i valori spirituali sono parte integrante della persona; verso i quattro - cinque anni, i bambini si interrogano sui significati della vita e nasce in loro il timore della perdita, soprattutto della scomparsa della madre o del padre. Dunque, di fronte a ciò, il tempo che il genitore dedica ad ascoltare il figlio e a dialogare con lui non è tempo perso, anzi è un aiuto a fargli superare<b> i primi dolori esistenziali.</b> I fanciulli, infatti, non sono ancora in grado di affrontare il dolore con giusto distacco, per trasformarlo in occasione formativa, perciò, se hanno qualcuno con cui parlarne, esso diventa più sopportabile. Questo qualcuno può essere un genitore, o anche Dio che per il bambino è, come i genitori, una persona buona che gli è accanto durante la crescita, per alleggerire le sofferenze. </div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><i class="fs24 cf1">Il dialogo, dunque, è l’unico strumento del saggio educatore e il senso di responsabilità esige che i genitori siano una presenza attenta, affinché i figli possano vedere in loro un modello di riferimento in relazione alle problematiche esistenziali.</i></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><br></b></div></div><div><div><b>Howard Gardner</b> sostiene che i bambini sono dotati, tra le varie forme di intelligenza, linguistica, logico-matematica, relazionale, musicale e spaziale, anche di<b> intelligenza spirituale</b>. Quest’ultima non è molto documentabile a livello scientifico, ma emerge quando il bambino si interroga sui misteri della vita. I bambini spesso all’asilo, o a scuola, fanno queste riflessioni in silenzio, ascoltando il loro cuore, fermando per un po’ la loro energia esteriore e dando spazio a quella interiore, perché il cuore dei bambini è aperto e disponibile ad accogliere il mistero di Dio. A loro <b>Dio </b>piace perché lo vedono <b>come un eroico personaggio delle storie</b>, ne sentono vicina la presenza. Per questo motivo, sin dalla tenera età, bisogna impartire una buona educazione ad una concezione spirituale che non deve essere mai più tralasciata; cioè bisogna dare ai bambini un aiuto a sviluppare la loro personale capacità di intuire il mistero. C’è un sottile, ma continuo passaggio, infatti, tra il realismo infantile, animistico e artificiale, e lo sviluppo spirituale del bambino il quale trasferisce ciò che gli piace e a cui è legato affettivamente in un luogo dove tutto è pace e tranquillità, cioè<b> il Paradiso che è la casa di Dio</b>, e vuole che rimanga lì per sempre e non scompaia mai. In questo luogo, i bambini sanno che a far compagnia a Dio ci sono gli <b>angeli </b>nei quali vedono una guida, come lo sono il padre e la madre. Ai bambini, infatti, dà sicurezza pensare che anche gli angeli possiedono una casa. Gli angeli non sono figure strane nella visione infantile, ma normalissime, anzi i bambini che stanno disegnando un angelo sostengono non di vederlo, ma di pensarlo nella loro testa, perché dicono che nel cervello ci sono le cose che esistono e quelle che non esistono. Sul piano dei comportamenti, invece, sanno che gli angeli sono diversi dai bambini perché gli angeli volano, possono perdonare o no, decidono delle sorti degli uomini, sono misteriosi, capaci di azioni speciali. I bambini pensano che, a parte queste imprese straordinarie, anche se <b>gli angeli</b> abitano in cielo e volano, per essere felici<b> hanno bisogno di amicizie</b> e perciò considerano i bambini loro amici con i quali, pur non parlando, comunicano inviando messaggi. Quindi i bambini sanno che gli angeli sono molto vicini a loro, pur se non li vedono concretamente. Conoscono come sono fatti dalle descrizioni degli adulti, o attingendo all’iconografia tradizionale.<b> I bambini riescono a sentire gli angeli accanto a loro</b>, vicini ai sentimenti e alle emozioni del loro mondo interiore, perché sono liberi dai pesanti condizionamenti degli adulti. Inoltre la loro opinione sul mondo soprannaturale è talmente genuina e spontanea che non temono di avvicinarsi alla spiritualità, anche attraverso la preghiera la quale li aiuta ad uscire dal loro egocentrismo. I bambini, però, per pregare, hanno bisogno di esempi, di vivere in prima persona affetti e relazioni; dunque, affinché possano vivere serenamente la propria spiritualità ed essere desiderosi di esternare questi loro sentimenti, diventa necessaria <b>la presenza di figure genitoriali </b>in grado di instaurare con loro una comunicazione autentica. I genitori pertanto devono essere referenti autorevoli e, nello stesso tempo, interlocutori disponibili all’ascolto, attenti ai bisogni dei figli che vogliono capire i temi inspiegabili della vita, come la morte,<b> l’esistenza di un Dio</b> e di una realtà che non si vedono. Devono rassicurarli con le parole più appropriate, senza dare loro verità preconfezionate. L’ambiente familiare in cui il bambino vive è infatti fondamentale per il suo sviluppo equilibrato; se un bambino vive con genitori amorevoli che gli danno spiegazioni sui primi dubbi e ansie esistenziali, si genererà in lui una naturale e serena consapevolezza del suo essere al mondo. La spiritualità, sia nelle sue prime forme, cioè quando il bambino pensa che chi muore possa giocare a nascondino tra le nuvole e là incontrare gli amici, o che<b> Dio sia un genitore premuroso</b> e forte e possa realizzare tutto ciò che si desidera, sia nelle forme sempre più complesse, ha bisogno di essere nutrita. In ciò un ruolo fondamentale lo svolgono i genitori i quali devono essere compartecipi, insieme alla scuola, della formazione spirituale dei figli e dello sviluppo della loro ricchezza interiore. Anche se questa affermazione sembra scontata, in realtà non lo è, perché sono molti, oggi, purtroppo, i genitori incapaci di accompagnare i figli in questo percorso, di instaurare con loro un dialogo autentico basato sull’ascolto. &nbsp;Anche all’interno della <b>scuola</b>, mancano competenze del genere; essa, purtroppo, si limita alla semplice trasmissione di nozioni, ma non provvede alla formazione spirituale e interiore dei ragazzi. Il risultato è che viviamo in una società in cui <b>gli uomini e le donne sono orientati a cercare la felicità nell’esteriorità</b>, ma sono sempre insoddisfatti. Per raggiungere il benessere autentico, invece, è necessario dare la priorità alla vita interiore, perché è una parte costitutiva dell’uomo, perciò il diritto alla spiritualità va affermato con convinzione e difeso. Questo vale per tutti, laici, per chi fa scelte religiose, per le persone di qualunque cultura, per coloro, cioè, che vogliono vivere con consapevolezza. L’infanzia ci indica una strada per riscoprire la vita interiore che spesso abbiamo dimenticato nell’età adulta. Bibliografia: Cfr. P. Tromellini,<b> Cosa pensano i bambini di Dio</b>. Viaggio nella spiritualità infantile, Salani, Firenze 1998. </div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WfdFYGjWzIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></b>, Pedagogista - Consulente filosofico, bioetico e pedagogico </div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div></div><div><div>Chiedi alla pedagogista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WfdFQ2jWzIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicopedagogia"</a>. Leggendo attraverso anima e relazioni.</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Oct 2017 14:27:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?dio-e-gli-angeli-attraverso-gli-occhi-dei-bambini--viaggio-alla-scoperta-della-spiritualita--infantile</link>
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			<title><![CDATA[VOLERE È POTERE!]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_iztn2bec"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/volere-e-potere.webp"  title="" alt="" width="332" height="249" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>Le imprese di Alex Zanardi devono farci riflettere sul modo di vivere la vita e lo sport.</b> I suoi record e le sue medaglie, come normodotato prima, e diversamente abile poi, confermano che,<b> in qualsiasi condizione fisica </b>ci si trovi, c’è sempre la possibilità di superare i propri limiti. Lo spirito di sacrificio, la costanza e la caparbietà sono caratteristiche, che il <b>Signore</b> ha donato a tutti e, quando scoperte dentro di noi, possono permetterci di compiere veri e propri miracoli. Io, per esempio, malgrado<b> un deficit nella deambulazione</b> riesco, anche se con maggiori difficoltà rispetto ai miei amici normodotati, <b>a vivere tutti i piaceri della vita e, persino, lo sport</b>. Pensate che pratico l’attività sportiva di scherma! Probabilmente non diventerò mai un campione come Alex Zanardi, ma avrò vinto anch’io la mia medaglia della volontà…</blockquote><blockquote><span class="fs12"> &nbsp;<br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.We9bRmi0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b><span class="fs12">, esploratore di vita &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-disabili-raccontano-la-loro-citta-di-trani.php#.We9bLGi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Diversabilità"</a> ...parole e pensieri che raccontano la vita.</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Oct 2017 15:23:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[”UNA SPLENDIDA GIORNATA”. PERCHÈ ALLA FINE TORNA SEMPRE IL SERENO...]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_owb8stxr"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/una-splendida-giornata.webp"  title="" alt="" width="338" height="238" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Capita un po’ a tutti di sentirsi giù di morale davanti a un cielo grigio che si incupisce sempre di più, eppure<b> non bisogna mai abbattersi</b>, perché basta davvero poco per “scacciare il nero” e cambiare le cose. Ce lo dimostrano perfettamente nel loro albo illustrato lo scrittore <b>Richard Jackson </b>e l’illustratrice <b>Suzy Lee</b>. Il libro <b>“Una splendida giornata</b>”, edito da “<b>Terre di Mezzo</b>”, comincia a raccontarci la sua storia fin dai risguardi: i grandi nuvoloni neri e la fittissima pioggia che vi sono rappresentati trasmettono al lettore uno stato d’animo di tristezza e noia, lo stesso che caratterizza le due bambine raffigurate nella pagina successiva. A un certo punto, come d’incanto, <b>la situazione muta grazie a un piccolo gesto </b>compiuto dal terzo protagonista del racconto: l’accensione della radio introduce la musica, una melodia che, come un filo magico fatto di acqua, si diffonde nella casa con guizzi e turbinii avvolgendo i bambini. I piccoli danzano, esultano, fremono, poi, muniti di ombrelli e stivaletti, escono festanti all’aperto.<b> Giocano con la pioggia</b>, corrono, saltano nelle pozzanghere, così felici che persino il cielo ne è contagiato: pian piano le nuvole spariscono e torna il sereno. Altri bambini si uniscono a loro per godersi questa splendida giornata fatta per lanciarsi in capriole, dondolare, battere le mani e «scoppiare di vita». Per ultima arriva anche <b>la mamma dei tre bambini</b>, pronta anche lei, dopo uno spuntino «trallallero (slurp) trallallà (burp)», a divertirsi e correre nel vento «così, tutti insieme, con questo tempo perfetto, in questa splendida giornata». Questo bell’albo illustrato mostra il valore della spensieratezza, così tipica dell’infanzia. Dotati di fantasia e creatività, i bambini riescono a guardare il mondo con occhi diversi dagli adulti, senza mai perdere la fiducia nella possibilità di cambiarlo e migliorarlo sempre e comunque. Perfettamente adatto alla lettura ad alta voce, “<b>Una splendida giornata” è un libro gioioso</b> che coinvolge e trasporta il lettore d’ogni età in un crescendo di emozioni positive. Vi consiglio di leggerlo insieme ai vostri bambini specialmente nei giorni di pioggia. E magari, se vorrete, provate<b> a danzare sulle note di una melodia</b> che vi è particolarmente cara fondendola con quella melodia <b>di gioia</b> che è parte di noi e che nei momenti bui va sempre ricercata<div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><div>Buona lettura! </div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.We9ZJWi0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis </a></b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire &nbsp;<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php#.We9ZEWi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e racconti</a>. Raccontare per emozionare...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Oct 2017 15:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ANGELINA E IL FULMINE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_kuimiirc"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/fulmine.webp"  title="" alt="" width="337" height="253" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Molti anni fa, <b>Angelina con tutta la sua famiglia</b> viveva in un paese di nome Stigliano, in provincia di Matera. Per il <b>lavoro del suo papà</b> viveva in una caserma che, dopo un po’, per consentire la realizzazione di alcuni lavori, fu costretta a lasciare, trasferendosi in una piccola abitazione alla periferia del paese.<div>In realtà era una villetta, dove Angelina <b>visse anni felici con i suoi genitori e i suoi cinque fratelli</b>, tutti più piccoli di lei. Si sentiva il capo, tutti dovevano obbedirle, ma non sempre era così, anzi, il più delle volte era lei a dover sottostare agli ordini dei suoi fratelli, nonostante da vera combattente, a stento cedesse...</div><div>Un giorno Angelina era in casa con tutta la sua numerosa famiglia, fuori pioveva a dirotto ed il cielo era illuminato da tanti lampi e fulmini.</div><div>La finestra della cucina era aperta, perché il<b> camino faceva fumo</b>. Angelina, come al solito, faceva i capricci, aveva in mano un grosso attizzatoio di ferro con il quale simulava una lotta<b> con una presenza fantasma</b> ed era proprio vicino alla finestra spalancata...</div><div>La sua mamma più volte le aveva pregato di allontanarsi da lì e soprattutto di lasciare quell’arnese pericoloso, perché essendo di ferro poteva <b>attirare qualche fulmine</b>: ovviamente Angelina non ascoltava neanche una parola della mamma, ritenendo impossibile che una cosa del genere potesse accadere.</div><div>La mamma non ebbe il tempo di terminare l’ennesimo monito a sua figlia, che <b>un fulmine entrò in cucina</b>, percorrendo una lunga traiettoria che si fermò proprio sull'attizzatoio!</div><div>Ci fu una maestosa <b>fiammata </b>che, per fortuna, interessò solo il pavimento bruciandolo, poiché Angelina fortunatamente, un istante prima, aveva lasciato sul pavimento quell’asta ferrosa, stufa ormai di giocarci. </div><div>Lo spavento fu davvero grande: Angelina divenne bianca come un cencio e, tremando come una foglia, abbracciò la sua mamma e <b>le promise che mai più nella sua vita le avrebbe disobbedito</b> e che non sarebbe più stata vicino ad una finestra durante un temporale.</div><div>Ecco, cari ragazzi, la storia di Angelina è terminata ed io vi raccomando di fare tesoro delle mie parole: “<b>mai stare vicino ad una finestra quando fuori imperversa un temporale</b>, rimanete vicino alla vostra mamma, leggendo, magari, le mie favole...</div><div>Vi voglio bene nonna Gina! &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.We9aR2i0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire &nbsp;<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.We9aMGi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e racconti</a>. Raccontare per emozionare...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Oct 2017 15:18:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?angelina-e-il-fulmine</link>
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			<title><![CDATA[”AUTOREVOLEZZA”: INSEGNANTI CERCASI]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_nx4ztqdy"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/cercasi-insegnanti.webp"  title="" alt="" width="336" height="243" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>L'autorevolezza </b>di chi riveste un ruolo, quale quello dell' insegnante, non è autoritarismo o imposizione che mirano a soffocare la volontà di alunni o studenti, ma serio approccio con essi, perché non abbiano da esprimersi con comportamenti irriverenti<b> in un contesto educativo come quello della scuola</b>. Nell'infanzia e nell’adolescenza non è facile mantenere tale immagine (frutto di una perfetta fusione tra la stima, la fiducia e il rispetto da parte dell’alunno), necessaria al regolare svolgimento delle lezioni e programmi. <b>L’irrequietezza e la ribellione</b>, tipiche di queste fasi di crescita, infatti, dettate anche dai modelli sbagliati di una malata società, inducono oggi i docenti, provocati e infastiditi, a punire i ragazzi severamente con<b> provvedimenti disciplinari che possono essere semplici note sul registro</b>, o veri e propri allontanamenti. Un'autorità questa, che, il più delle volte, non produce cambiamenti e miglioramenti.<b> Fare ed essere un insegnante</b> non può prescindere dalla psicologia e pedagogia, scienze che aiutano a comprendere le dinamiche, problematiche e &nbsp;cause di un comportamento irrispettoso e trasgressivo. La modalità di imporsi dell’insegnante, in questi casi, sarebbe veramente fine a se stessa. <b>La scuola </b>del resto, ha superato quella rigidità educativa che opprimeva, creando burattini senza fili, solo in apparenza, obbedienti. Facile è pretendere. Ascoltare e compenetrarsi è senza dubbio più difficile, ma aiuta a rendere consapevoli dei propri errori. Solo così<b> l'educazione è anche formazione.</b><div><br></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.We9YA2i0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.We9X6Gi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></div></div><div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 15:08:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-autorevolezza---insegnanti-cercasi---</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[SINDROME DISFORICA PREMESTRUALE. “POSSO ANCORA CAMBIARE LA MIA VITA?”]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ensvmkqi"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/sindrome-premestruale.webp"  title="" alt="" width="341" height="227" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>“Eravamo all’ennesimo litigio, il mio compagno ed io. Sembravamo in perfetta sintonia per un certo periodo, ma poi improvvisamente scattava una strano contrasto fra noi. <b>Mi percepivo distante</b>, non riuscivo che a guardare il negativo di ogni suo gesto. Mi irritavano facilmente le sue parole e le fraintendevo molto di frequente. Il nostro equilibrio era come se fosse interrotto da qualcosa e soffrivamo entambi per questo. In realtà, anche al lavoro, per diversi giorni al mese, ero disattenta, disorientata e terribilmente stanca. I miei colleghi mi fecero notare che <b>in alcuni periodi ero poco produttiva</b> in azienda, avvertivano la mia difficoltà a stare al passo con le mansioni che mi competevano. Negli anni, avevo imparato ad autovalutarmi come una donna estremamente creativa, disponibile con gli altri, <b>ma anche volubile</b> nel modo di essere. Sapevo di avere un temperamento solare in alcuni momenti, ma anche un carattere cupo, malinconico,<b> che non sempre mi aiutava a guardare le cose che accadevano intorno nel modo giusto</b>. ‘Sono fatta così’, affermavo sempre, soprattutto quando gli altri mi facevano notare quanto le mie reazioni fossero spropositate. La mia vita correva veloce ed il tempo per fermarsi non mi era concesso, nemmeno per capire cosa accadesse dentro di me quando quella ‘lampadina’ lampeggiava. Una mattina mi alzai più <b>stanca </b>del solito, ero consapevole che di lì a pochi giorni avrei avuto<b> il ciclo mestruale</b>, ma non ci feci caso. A fatica mi preparai per uscire e prendere al volo il tram che, come ogni giorno, mi avrebbe condotto al lavoro. Durante il viaggio, mi persi nei pensieri mentre guardavo fuori dal finestrino, ma poi scelsi di sfogliare il quotidiano quasi per distrarmi. Il caso volle che i miei occhi si concentrassero su un articolo che parlava della <b>Sindrome disforica premestruale</b> e scoprii ciò che per molti anni era stato un mistero per me”.<div><b>La Sindrome disforica premestruale è un disturbo che colpisce le donne in età fertile </b>e non va paragonato alla sindrome premestruale. La sindrome disforica causa un vero e proprio <b>impatto distruttivo</b> sulla vita relazionale, affettiva e lavorativa della persona che ne è affetta. Essa può coinvolgere sia la <b>sfera psicologica</b> come la sensazione di irritabilità, difficoltà a concentrarsi, umore marcatamente basso, ed anche la <b>sfera fisica</b> , come il senso di stanchezza, dolori addominali e sensazione di stordimento. Tale disturbo è stato inserito nella categoria dei disturbi dell’umore e sembrano esserci all<b>’origine connessioni con disfunzioni ormonali</b>. La conoscenza di questa patologia è importante per chiarire l’origine delle problematiche con le quali molte donne devono convivere. Il caso del breve racconto enuncia le difficoltà che questa donna vive per diversi giorni ogni mese della sua vita. Non conoscendo la patologia di cui è vittima, si convince che le <b>sue reazioni aggressive e spropositate</b> nei confronti degli altri possano addirittura far parte del suo carattere e temperamento. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12">Quali sono le terapie proposte per il disturbo disforico premestruale? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12">Per questo disturbo sembra ci siano prove positive dell’utilizzo della</span><b class="fs12"> terapia cognitivo comportamentale</b><span class="fs12">, poiché potrà aiutare la persona a rendersi consapevole e gestire meglio la problematica con un supporto psicologico. Potrà, inoltre, effettuare dei cambiamenti graduali nel proprio stile di vita, adottando delle strategie specifiche. Un’altra terapia è quella </span><b class="fs12">farmacologica </b><span class="fs12">che dovrà essere suggerita in base alla gravità della sintomatologia della persona che ne è affetta. Gli aspetti medici di questo disturbo saranno trattati e approfonditi nel prossimo articolo della rubrica </span><b class="fs12">‘Maternità e Ginecologia’ di Città dell’Infanzia</b><span class="fs12">. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12">“Ma che ti è preso ultimamente? Per la miseria, conservati un po’ di pazzia per la menopausa!” (Woody Allen).</span></div><div>Al prossimo articolo e buona scoperta di sé a tutte! </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.WejdZmi0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b>, pedagogista, educatore extrascolastico</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi alla pedagogista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WejdQ2i0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicopedagogia"</a>. Leggendo attraverso anima e relazioni.</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Oct 2017 17:10:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?sindrome-disforica-premestruale---posso-ancora-cambiare-la-mia-vita--</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[OFTALMOPATIA TIROIDEA: CAUSE E POSSIBILI TERAPIE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Alessandra Russo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ll2yyyox"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/oftalmopatia.webp"  title="" alt="" width="335" height="504" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Si tratta di un complesso di <b>manifestazioni oculo-orbitarie</b> che si osservano frequentemente nei pazienti affetti da <b>morbo di Basedow</b>, patologia caratterizzata da <b>ipertiroidismo</b> e gozzo; tuttavia può presentarsi, molto più raramente, anche in pazienti con tiroidite cronica autoimmune (di Hashimoto), o in pazienti senza apparenti alterazioni tiroidee (cosiddetta oftalmopatia basedowiana isolata, o euthyroid Graves’ disease). La causa? <div><b>L'Oftalmopatia Basedowiana è una malattia su base autoimmune</b>; tuttavia alcuni studi hanno addebitato ad un’ostruzione venosa cronica il processo fibrotico progressivo che interessa i MOE (muscoli oculari estrinseci). I fattori predisponenti tuttavia sono: sesso femminile, età avanzata, disfunzione tiroidea, fumo di sigaretta. Quali sono i segni oculari principali? Innanzitutto <b>l’esoftalmo</b>, ossia la protrusione del bulbo oculare, oltre <b>la rima palpebrale</b>, che può essere simmetrica o asimmetrica con associata retrazione palpebrale; secondario a ciò è l’interessamento <b>corneo-congiuntivale</b>, con arrossamento e sensazione di corpo estraneo, perlopiù da esposizione, con possibile oftalmoplegia (dolore al movimento dei bulbi oculari). Ma, oltre a questo, ciò che condiziona maggiormente il paziente affetto da<b> Oftalmopatia di Graves </b>sono le turbe oculo-motorie e soprattutto la perdita del visus, da compressione del nervo ottico. &nbsp;&nbsp;</div><div>Indispensabile ai fini di una corretta diagnosi: la visita oculistica con valutazione e misurazione della protrusione dei globi oculari tramite <b>l’ esoftalmometro di Hertel </b>(meglio se effettuata da un chirurgo oculo-plastico); TAC e/o Risonanza magnetica nucleare ed ecografia orbitaria, previo espletamento routine ematica con funzionalità tiroidea, a livello laboratoristico. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b>Opzioni terapeutiche</b>: ovviamente cercare di ripristinare e mantenere l'eutiroidismo; altre misure di supporto saranno l’utilizzo di<b> lacrime artificiali e lenti scure</b>, l’assoluta sospensione del fumo e l’eventuale correzione prismatica, laddove la diplopia condizioni la vita del paziente. Quando purtroppo tali misure non bastano, bisogna adottarne di più drastiche quali: l’immunosoppressione con steroidi ad alte dosi, associata eventualmente a radioterapia retrobulbare, o ancora la<b> decompressione orbitaria</b> con eventuale correzione secondaria dello strabismo residuo.</div><div><div><br></div></div><div><div> &nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----alessandra-russo---salute.html#.WeTqn2i0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Alessandra Russo</a></b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Medico Chirurgo Oculista, perfezionata in Oftalmologia Pediatrica</div></div><div><div>Continua a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.WeTqt2i0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Salute e Benessere”</a>. La salute non può essere un’opzione... </div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 14 Oct 2017 17:19:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?oftalmopatia-tiroidea--cause-e-possibili-terapie</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[SPORT DI SQUADRA O INDIVIDUALE: QUALE SCEGLIERE?]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Troia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2er91ny7"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/sport.webp"  title="" alt="" width="335" height="203" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>Oggi lo sport è praticato moltissimo dai giovani e dagli adulti</b> ed è alla base del benessere e del mantenersi in forma nella vita quotidiana. Ognuno di noi vive di passione e amore per la propria attività sportiva e ormai la gamma di specialità è assolutamente variegata e molteplice, tanto da indurre molti ad aprirsi alla pratica di sempre nuove discipline, che di certo non possono che apportare benefici. Ma lo sport non è uguale per tutte le attività e va fatta una distinzione ben precisa tra<b> Sport di Squadra e Sport individuale.</b><div>Lo sport di squadra, come il basket, il calcio, la pallavolo, <b>insegna a saper convivere con altra gente</b>, a conoscersi, a collaborare e condividere il bene e il male, la vittoria e la sconfitta. Far parte di una squadra significa confrontarsi con gli altri e combattere insieme per il<b> raggiungimento di un obiettivo comune, </b>vivendo l’aspetto agonistico insieme ad altri pari e ciò permette una distribuzione equilibrata di responsabilità e competenze. Questo implica imparare ad essere altruisti, sacrificarsi e dare il massimo per il raggiungimento del bene collettivo e non solo per se stessi.<b> In una squadra ci si diverte con i compagni</b>, si scherza, si ride ed, essendoci sempre un confronto tra compagni, ci si allena con la voglia di migliorarsi sempre di più, senza dimenticar che far parte di un gruppo significa rispettare delle regole scritte e non scritte necessarie per inserirsi nel contesto squadra.</div><div><b>Negli sport individuali</b>, come il nuoto, l’atletica e il ciclismo, <b>vi è solo una persona confrontata</b>, a sua volta, con altri avversari che gareggiano singolarmente e si è unici responsabili dei successi e degli insuccessi. Quando si raggiunge un obiettivo il merito è proprio per l’80-85 per cento. L’altra faccia della medaglia è che <b>il peso della sconfitta grava tutto su un unico atleta.</b> E bisogna essere molto forti per riuscire a superare da soli la sconfitta. Occorre molta autocritica e capacità di analizzare i propri errori. Nello sport individuale c’è una sfida contro se stessi per migliorarsi, progredire sempre di più, per essere sempre più competitivi e ottenere sempre più successi. Inoltre, in questi sport non esiste quasi mai contatto fisico, come si verifica nella maggior parte degli sport di gruppo e <b>c’è chi lo ritiene più corretto degli sport di squadra</b>, in quanto quest’ultimo, in alcuni casi, porta ad atti di slealtà e antisportività, provoca risse, scorrettezze in campo, parolacce contro l’arbitro e sicuramente tutto ciò non fa onore allo sport. </div><div>In linea generale, gli sport di squadra tendono a valorizzare la dimensione di gioco e quelli individuali la dimensione di disciplina. Secondo il mio parere, <b>a livello psicologico per un bambino sarebbe meglio praticare uno sport di squadra</b>, perché è meno problematico, non comporta uno stress psicologico ed impara a socializzare, a instaurare rapporti con gli altri coetanei, basati sul rispetto, l’aiuto reciproco, la collaborazione per raggiungere il medesimo obiettivo. Esultare con i propri compagni per un risultato ottenuto è una delle emozioni più belle che lo sport possa offrire. Per concludere, <b>sport individuali e sport di squadra si diversificano in base alle modalità di apprendimento e all’approccio mentale</b> necessario per praticarli. Pressione psicologica, motivazione, capacità comunicative e di concentrazione, maturità caratteriale, senso di responsabilità sono alcuni degli elementi più importanti da tenere in considerazione quando si tratta di scegliere quale sport praticare. Difficilmente si potrà dire che uno sport è migliore di un altro, però di sicuro si può affermare che la pratica contemporanea di una disciplina individuale e di uno sport di squadra può formare l’individuo sotto tanti aspetti, sia cognitivi che fisico-motori, e in modo più completo, rispetto a chi decide di praticare un solo sport. </div><div><b> “Lo sport non costruisce la personalità. La rileva”</b>. Heywood Hale Brown </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/sport-come-metafora-di-vita.html#.WeTqEWi0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Andrea Troia</a></b>, Tecnico sportivo </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/bambini-e-sport-trani.php#.WeTp_2i0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina" </a></div><div>Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 17:14:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?sport-di-squadra-o-individuale--quale-scegliere-</link>
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			<title><![CDATA[LE VERIFICHE PER DARE UN VOTO AGLI INSEGNANTI!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_v8q2v2gw"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/verifiche.webp"  title="" alt="" width="336" height="224" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Somministrata solitamente a conclusione di una contenuto argomentativo scolastico, o unità didattica, la <b>VERIFICA </b>non è da considerarsi da parte della famiglia, <b>un momento di condanna o assoluzione del proprio figlio</b>, bensì una valutazione di quella che risulta essere la sua preparazione, in un preciso momento dell'anno scolastico o quadrimestre ed in riferimento ad uno specifico contenuto conoscitivo. La verifica,<b> orale o scritta</b>, produce, dunque, un voto o giudizio, che vuol valutare l'avvenuto apprendimento di chi a scuola ci va per imparare. Ma non solo! Anche<b> il docente valuta l'efficacia del proprio metodo di insegnamento</b>, mettendosi in discussione, se la maggior parte della classe ottiene risultati negativi. Tanti voti bassi, infatti, rappresentano, non solo il fallimento degli alunni, ma anche degli insegnanti, magari incapaci di trasmettere entusiasmo e creare il cosiddetto <b>CLIMA ATTIVO</b>, indispensabile all'apprendimento ed arricchimento del bagaglio culturale dei bambini o ragazzi.</blockquote><blockquote><span class="fs12"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WeTo1Gi0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it<br></a></span><span class="fs12">Continuate a seguire </span><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WeToxGi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span><div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote><div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 17:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[”NON UNA, MA TANTE...”: SFOGLIANDO IL LIBRO DEI RICORDI - Parte prima]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_98u7accb"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/libro-dei-ricordi.webp"  title="" alt="" width="337" height="225" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>La mia prima casa</b>, mi dicono, è stata la clinica del prof. Pallotta a Bentivoglio, dove io sono nata il 18 marzo di un anno, che ora non rammento.<div>Di quella prima casa non ho ricordi, ma della mia seconda abitazione sì, ho dei ricordi vaghi, ma li ho. La prima casa che io ricordo era <b>l'appartamento nella caserma dei carabinieri di Bentivoglio</b>, dove il mio papà ne comandava la locale stazione.</div><div>Non ricordo i mobili, i quadri o altre cose, ma ricordo una <b>mamma giovanissima,</b> sempre indaffarata e con una grande pancia: aspettava il mio primo fratellino. Ricordo la caserma ed una grande stanza piena di libri che parlavano del Re e della Regina ed io passavo ore ed ore a guardarli. Sfogliando i libri sognavo di essere una principessa come quella della quale porto il nome, Maria Gabriella di Savoia: mi chiamo così perché sono nata nel suo stesso giorno ed a tutte le bambine nate in quella data, la casa reale regalava un corredino ed anch'io lo ricevetti. <b>I miei sogni finirono perché scoppiò la guerra</b> ed io di quella prima casa ricordo le corse al rifugio, non appena suonava la sirena, e poi il coprifuoco.</div><div>Le persone nel rifugio piangevano e pregavano; cessato l'allarme si ritornava a casa e tutto tornava come prima ed io correvo a sfogliare i miei libri preferiti e ricominciavo a sognare.</div><div>Una sera l'allarme suonò e la mia mamma, come al solito, mi sistemò per portarmi al rifugio e pregò il mio papà di venire con noi, dovette insistere davvero tanto e, per fortuna, ci riuscì.</div><div><b>Grazie mamma per aver salvato il mio papà! </b>Sì, perché cessato l'allarme, la nostra casa e la caserma non c'erano più: al loro posto un cumulo di macerie ed una enorme voragine.</div><div>Noi, tre increduli ci abbracciammo, avevamo perso tutto: la casa, i mobili, il mio corredino principesco e soprattutto i miei amati libri. </div><div><br></div><div><br></div><div><i class="fs24 cf1">Ma eravamo vivi e felici di esserlo!</i></div><div><br></div><div><br></div><div>Non furono bei giorni quelli che seguirono, eravamo senza abiti, senza cibo e la mia mamma diventava sempre più grassa e triste.<b> La cicogna stava per arrivare</b>, ma dove avrebbe lasciato il mio fratellino se non avevamo più una casa?</div><div>La nuova casa arrivò! Appena in tempo, avevano trasferito il mio papà alla stazione dei carabinieri di Pompei e fu lì che, poco tempo dopo, la cicogna depositò il mio primo fratello. Ho dei ricordi di Pompei: una bella cittadina, la gente molto affabile e la nostra casa era grande e spaziosa, ma mancava un dettaglio molto importante per me...non vi era nessuna stanza dei libri. Dalla nostra casa si vedeva<b> il Vesuvio </b>e, con l'arrivo di mio fratello,<b> era tanta la gioia che la guerra sembrava lontana,</b> anche se purtroppo non era per niente finita, tanto che ricominciammo a scendere nel rifugio e, questa volta, sempre con il mio papà.</div><div>Restammo poco a Pompei. La mia terza casa fu a Trieste.</div><div>Ero già più grandina ed ho dei ricordi più nitidi.</div><div>L'appartamento era sempre in caserma: il mio papà ne comandava la stazione e purtroppo, c’era sempre la guerra.</div><div>Un ricordo è più vivo degli altri: la mamma mi aveva mandato, insieme alla cuoca della caserma, a comperare del pane e del latte. Stavamo per rientrare a casa quando suonò <b>l'allarme</b>, non facemmo in tempo ad andare nel rifugio, ma insieme a tanta gente sostammo in una vecchia casa vicina al mare, precisamente in una stalla piena di maiali.</div><div>Ricordo ancora che, per evitare che mi si avvicinassero, detti loro tutto il pane e il latte. Quando cessò l'allarme, io ero talmente impaurita da non riuscire a camminare. La brava signora Clelia mi portò a casa in braccio; <b>ebbi gli incubi per diversi mesi </b>ed ancora adesso quando vedo un maiale, anche solo in fotografia, rivivo quei brutti momenti.</div><div>Trieste era molto bella come città, ma veniva spesso bombardata ed io ricordo ancora il mare in fiamme per via delle tante petroliere che bruciavano: che brutti ricordi! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Finalmente un po' di respiro!</div><div><b>La mia mamma era in attesa del mio terzo fratello</b> e per questo motivo il mio papà ci portò in campagna, a casa dei nonni materni: finalmente una vera casa!</div><div>Niente più allarmi e bombe che cadevano, eravamo al sicuro dai nonni e trascorremmo dei mesi fantastici, eravamo liberi tutto il giorno a giocare con i nostri amici animali e alla sera finalmente sonni tranquilli! </div><div><br></div><div><br></div><div><i class="fs24 cf1">Ecco, così ricordo la mia quarta casa: la più bella, la più serena, la più di tutto...</i></div><div><br></div><div><br></div><div>Finalmente la guerra finì e noi purtroppo ritornammo alla nostra vita di sempre, ma non più a Trieste.</div><div>La mia quinta casa accolse tutta la mia numerosa famiglia: ormai avevo tre fratelli ed io andavo a scuola. Il paese si chiamava Stigliano, in provincia di Matera, un paesino a mille metri di altezza, dove<b> ho trascorso i cinque anni più belli della mia infanzia </b>(escludendo i soggiorni a casa dei nonni).</div><div>L'appartamento in caserma era molto grande e spazioso e noi avevamo una stanza riservata per i giochi, il paese era tranquillo e noi bambini giocavamo felici anche per strada; avevo tanti amici e finalmente ero serena e felice.</div><div>In caserma, nell'appartamento adiacente al nostro, vi era un collega del mio papà, il maresciallo Salerno che aveva un solo figlio, Lucio, ed era un gran bel giovanotto: lui era grande e non ci degnava della sua amicizia (mi piacerebbe incontrarlo adesso...).</div><div>La signora Salerno diventò<b> amica della mia mamma</b> e, molto spesso, trascorrevano del tempo insieme a chiacchierare, oppure durante il periodo di Natale preparavano dei dolci che noi bambini portavamo a far cuocere nei forni.</div><div><span class="fs12">Che belle quelle ore trascorse ad aspettare che i nostri dolci fossero pronti e... che profumo di cannella si sentiva... se chiudo gli occhi mi sembra di risentirlo!</span></div><div><span class="fs12">Che bei momenti ho passato a Stigliano! La guerra era soltanto un brutto ricordo. Ci fermammo lì cinque anni, poi, come al solito, la parola magica, sempre la stessa: <b>TRASFERIMENTO</b>!</span></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WeTnm2i0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WeTnh2i0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> &nbsp;Letture e racconti.</a> Raccontare per emozionare...</div></blockquote><div> </div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 17:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ACETONE NEI BAMBINI. FACCIAMO CHIAREZZA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_drektlec"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/acetone.webp"  title="" alt="" width="338" height="508" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>"Acetone" è un disordine metabolico </b>che interviene quando l’organismo, per far fronte alle proprie necessità energetiche, dopo aver bruciato tutti gli zuccheri a disposizione, comincia a bruciare anche i grassi. Si tratta, infatti, di <b>una sostanza che ha origine dalla digestione dei grassi </b>e che normalmente viene trasformata nell’organismo in anidride carbonica e acqua. &nbsp;&nbsp;<div>Si manifesta prevalentemente nella prima e seconda infanzia (2-10 anni), quando già le richieste energetiche sono maggiori e si presenta sempre più raramente fino a circa 12 anni, scomparendo poi con la pubertà. Esiste anche una certa predisposizione <b>all’acetonemia</b>, legata all’età (2-6 anni) e alla costituzione, per cui ci sono bambini più soggetti all’acetone di altri. Poiché<b> l’acetone si elimina per via polmonare e attraverso i reni</b>, è facile identificarne la presenza annusando l’alito che ha un odore caratteristico di frutta matura o di solvente per la lacca delle unghie, o anche ricercandolo nelle urine. Il bambino che “soffre di acetone” è senz’altro uno dei più assidui frequentatori di ambulatori e pronto soccorso pediatrici.<b> Presenta vomito irrefrenabile che dapprima è alimentare, poi acquoso ed infine biliare</b>, che si ripete ad accessi; appare sofferente, con occhi alonati, lingua asciutta e patinosa; presenta un senso di malessere generale con la comparsa di mal di testa, dolori addominali, respiro profondo e frequente e, nei casi più gravi, può presentare sopore, prostrazione e irrequietezza. Il quadro clinico può portare <b>ad uno stato di disidratazione</b>.</div><div>Nella maggioranza dei casi l’acetone è solo un sintomo che accompagna malattie febbrili, shock emotivi (emozioni intense) e digiuno (anche solo quello notturno), infatti ne sono più soggetti quei<b> bambini emotivamente instabili</b>, o che, per cause esterne, hanno praticato un intenso sforzo fisico. Anche un’alimentazione errata e irregolare, specie se ricca di grassi, come cioccolato, patatine e simili, o <b>una qualunque malattia febbrile</b>, possono rompere il delicato equilibrio metabolico di un bambino ed indurre una crisi acetonemica. Infine, l’acetone si può manifestare in presenza di diabete, se c’è carenza di insulina. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b class="fs12">La crisi dura dalle 24 alle 48 ore e termina bruscamente </b><span class="fs12">come era iniziata, con normale rispristino della funzionalità gastrica. Per accertarsi che il proprio figlio abbia l’acetone sarà sufficiente raccogliere qualche goccia di urina del bambino e bagnare con questa delle strisce reattive che si acquistano in farmacia. Per ridurre la formazione di acetone e facilitare l’eliminazione si consiglia una dieta priva di grassi e ricca di zuccheri e di acqua. Il bambino va reidratato con continuità, ma poco alla volta. </span><b class="fs12">Anche i succhi di frutta sono utili,</b><span class="fs12"> perché ricchi di zuccheri che servono a neutralizzare l’acetone. Al di fuori del periodo di crisi, l’alimentazione sarà normale, senza però eccedere nei grassi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div>L’acetone non è un problema che persiste con l’età, ma si risolve spontaneamente. E’ bene far seguire ai bambini predisposti all’acetone una dieta ricca di carboidrati complessi (pasta), la cui digestione &nbsp;libera lentamente, e per ore, glucosio nell’intestino, bensì<b> bisogna ridurre fortemente i grassi</b> (soprattutto latte intero, burro, formaggi, fritti, carni grasse, cioccolato e insaccati). </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html#.WduJfGi0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b>, pediatra &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.WduJXWi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a> . La salute NON può essere un’opzione.</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 14:34:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?acetone-nei-bambini--facciamo-chiarezza</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LA VALIGIA. UN ‘CADEAU’ DAL SENEGAL]]></title>
			<author><![CDATA[Mamma Antonella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_vnlams1z"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/valigia.webp"  title="" alt="" width="330" height="219" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>“La valigia sul letto, quella di un lungo viaggio… lalala...”. Così cantava Sandra mentre insieme a suo marito Rey preparava i bagagli.<b> Destinazione Senegal</b>. Era il mese di febbraio, anno 2002, pochi mesi dopo gli attentati a New York, e disporre magliette, pantaloncini e costumi da bagno portava l’adrenalina al top. Un lungo viaggio in auto e un altro ancora in aereo, la coppia atterra a Cap Skirring e già l’atmosfera si dimostra surreale. La pista di atterraggio è lunga un terzo delle solite e il comandante risulta molto bravo, padrone delle situazione e la colazione è ben digerita. Scesi <b>dall’aeromobile</b>, viene chiesto ai passeggeri di attendere sulla pista, il personale provvede a svuotare la stiva, i bagagli appoggiati in terra a pochi metri dal velivolo e al termine vengono invitati a “scegliere” i propri e ad accomodarsi verso l’uscita. Sandra e Rey eseguono allibiti prendendo, più che l’uscita, l’entrata <b>verso un mondo da scoprire che ha già la premessa di un’avventura fuori dall’ordinario.</b> Calati nella realtà autoctona, scoprono che a trenta gradi c’è un popolo che sente freddo e si riscalda con un braciere rudimentale, che le preziose case sono fatte di sterco di mucca, che la ricchezza è una ruota che gira di anno in anno in base al raccolto del riso, che se ti morde un serpente hai ANCORA cinque minuti per vivere. Profumi, sapori, colori si impossessano prepotentemente del loro essere per non abbandonarli mai più. Con il trascorrere dei giorni<b> si intessono rapporti e Paco, la loro guida locale</b>, sembra avere con loro un feeling particolare. Sandra e Rey si lasciano trasportare dalla leggerezza della vacanza e prima della partenza accettano di consegnare un pacco pieno di frutta per conto di Paco. Il comando è semplice: “a Dakar, dove farete scalo, si imbarcheranno Alice e Patricia a cui dovete consegnare la <b>frutta</b>”. Ecco il regalo di Paco per le due turiste conosciute la settimana prima. Ai margini della pista la scena si ripete con controlli approssimativi e frettolosi, senza scanner e senza metal detector, bagagli a bordo pista e saluti di rito. Salutano la loro guida e prendono in carico una mini-valigetta fatta di cartone, ben realizzata, provvista di un manico fatto con lo spago. <b>Sembra saltata fuori da un film degli anni ‘40 </b>e questa visione alimenta un sentimento di tenerezza. Il momento dei saluti arriva prepotente, Sandra e Rey salgono in aereo soddisfatti, felici e con una missione da compiere. Dopo lo scalo a Dakar, l’aereo risulta al completo, Sandra lentamente sta tornando alla realtà e si confronta con Rey: “come faremo a trovare le due signore?”. Terminate le operazioni di decollo, Rey chiama e spiega all’assistente di volo il compito affidato e la necessità del suo aiuto per individuare Alice e Patricia.<b> Il mondo si ferma in quell’istante</b>, l’hostess assume un colorito cenere, Sandra e Rey vengono contagiati e solo in quell’istante comprendono di aver fatto una stupidaggine. L’hostess dichiara di dover parlare con il comandante, Sandra e Rey vorrebbero aprire il finestrino e lanciare il pacco nel cielo infinito. E mentre cercano una soluzione che non c’è, arriva l’hostess con un comando preciso: non toccate il pacco,<b> il comandante vi aspetta in cabina. </b>Vuole parlarvi. Ed ecco il simpaticone, con un milione di pulsanti avanti a sé, accoglie Sandra e Rey con un urlo demoniaco che gli stravolge il volto. La domanda in sé è semplice: “avete portato un pacco non vostro in aereo? In che mondo vivete?”. Più che altro il problema era in che mondo erano vissuti per una settimana, una vacanza per corpo, anima e cervello. Il comandante prende a sciorinare articoli, leggi, obblighi, Sandra e Rey capiscono di essere nei guai, quando dichiara di dover annunciare un atterraggio di emergenza e consegnarli alle autorità locali. Rey non ci sta, essere consegnati alle autorità segnalate dal GPS (pieno deserto) in quel momento era una soluzione impraticabile. Con la sua tenacia e perspicacia riesce a ribaltare la situazione: <b>la compagnia aerea non era stata in grado di garantire le norme di sicurezza,</b> loro avevano un cartone di frutta e gli altri? Sarebbero seguite denunce reciproche. Il comandante rivede la sua posizione accettando di verificare la presenza delle destinatarie sul volo, ed ecco l’hostess che all’interfono annuncia: ”Alice e Patricia alzino la mano”. Mai vista una scena così, simile ad un ciack di un film comico… ma ecco che nel brusio generale, due vocine delicate, pronunciano le due parole: siamo qui. Sandra e Rey sono salvi. Cari coniugi, io vi chiedo:<b> la mamma vi ha mai detto di non accettare caramelle dagli sconosciuti?</b><div><br></div><div> &nbsp;</div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/una-finestra-sul-mondo-di-una-mamma.html#.WduIOGi0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Antonella </a></b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WduIIGi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;</a></div></div><div><div>Il cuore che parla, le parole che urlano pensieri...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 14:29:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-valigia--un--cadeau--dal-senegal</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ACUFENE, IL SUONO FANTASMA. DALL’UNIVERSITÀ DELL’ILLINOIS UN’IMPORTANTE SCOPERTA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4e5o8odx"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/suono-fantasma.webp"  title="" alt="" width="338" height="256" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Fischi, ronzii, pulsazioni, fruscii di diversa natura e intensità, sono solo alcuni degli effetti causati dal <b>sintomo dell'acufene</b>, il suono fantasma che può avere importanti conseguenze <b>sulla qualità di vita delle persone </b>e che, secondo vari studi, colpisce tra il dieci e il trenta per cento della popolazione mondiale, con un maggiore interessamento della <b>fascia di età over 70 </b>di cui ne risulterebbe interessato oltre il 30%. Il problema più grande degli acufeni è però rappresentato dal fatto che ad oggi <b>non vi sono rimedi efficaci e le terapie adottate</b>, il più delle volte, sono da considerare dei palliativi. Un’importante notizia che potrebbe rappresentare una svolta su questo fronte, proviene dall'Università dell'Illinois, dove i ricercatori hanno scoperto come<b> l'acufene cronico</b> sia legato a dei cambiamenti di alcune specifiche aree del cervello e, quindi, di poter attestare come vi sia una base organica legata al sintomo in questione. La ricerca ha inoltre evidenziato come tali cambiamenti siano in grado <b>di impedire al cervello di mettersi in pausa</b>, facendolo rimanere costantemente in modalità di attenzione, il che incide chiaramente sulla qualità di vita del soggetto colpito. I dati della ricerca hanno inoltre indicato il precuneo quale sede del cervello in cui risiede l'acufene. E’ questa area, infatti, che presenta delle importanti modificazioni nei pazienti con acufene cronico, risultando decisamente più connessa alla rete dell'attenzione, rispetto a quella che la mette in pausa. Ciò determina, nei soggetti interessati dal<b> disturbo, la mancanza di riposo anche durante il sonno</b> e questo spiegherebbe il senso di stanchezza e affaticamento che il più delle volte viene riferito, oltre ad un peggioramento della capacità di concentrazione, dovuta alla focalizzazione ininterrotta che il <b>cervello</b> mantiene durante le 24 ore .</blockquote><blockquote><span class="fs12"> <br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.WduHLGi0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Pagnotta Giorgio</a></b><span class="fs12"> Audioprotesista - Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</span><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><div><div>Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.WduHGGi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a> . La salute NON può essere un’opzione. </div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 14:24:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?acufene,-il-suono-fantasma--dall-universita-dell-illinois-un-importante-scoperta</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[MA SEI INVIDIOSO?”. ALLA SCOPERTA DI UN MALESSERE ANCORA TABÙ - Parte prima]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_881g95oo"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/invidia.webp"  title="" alt="" width="337" height="225" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Nella vita tutti noi perseguiamo degli scopi, più o meno importanti: raggiungere il successo lavorativo, formare una famiglia, acquistare un’auto e, così, tanti altri... Non sempre è possibile raggiungerli completamente e nel momento in cui scopriamo che<b> uno scopo da noi non raggiunto è stato, invece, conquistato da un’altra persona</b>, possiamo provare invidia. L’invidia è un sentimento di malanimo nei confronti di chi ha qualcosa che noi vorremmo e non pensiamo di poter avere.<b> L’invidioso soffre</b>, perché si confronta con una persona che “ha più potere” di lui relativamente ad uno stesso scopo; egli tenderà a provare <b>tanto più astio nei riguardi dell’invidiato, quanto più è importante lo scopo </b>e quanto più soffra per non poterlo raggiungere. Chi invidia potrebbe limitarsi a provare malanimo, ma potrebbe anche mettere in atto azioni di carattere aggressivo nei confronti dell’invidiato, con l’intento di danneggiarlo in quanto è percepito come causa, anche involontaria, del mancato raggiungimento del proprio scopo e della propria sofferenza psichica. Cerchiamo di capire quali sono le condizioni che potrebbero far nascere il sentimento dell’invidia. Un primo elemento importante consiste nella constatazione di avere meno potere di un altro, rispetto ad uno scopo, per esempio il successo lavorativo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Chiarisco con un esempio. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>“Mario e Luca sono amici, hanno frequentato insieme l’università, subito dopo la laurea Luca riesce ad ottenere un buon posto di lavoro in un’azienda e Mario prova invidia. Questi era convinto di possedere<b> le stesse possibilità</b> di Luca per raggiungere lo stesso obiettivo, molto ambito da entrambi, ma confrontandosi con l’amico percepisce di avere meno potere di lui &nbsp;per ottenere tale successo”. Il percepirsi capaci ed in grado di raggiungere i propri scopi come gli altri contribuisce a definire una buona immagine ed <b>autoimmagine</b>, perciò Mario, non solo si rende conto di avere meno potere di Luca, ma tale sensazione influisce negativamente sulla propria immagine e anche su quella che gli altri costruiscono su di lui. Pertanto, l’invidia è determinata da più fattori, non solo dal mancato raggiungimento del successo lavorativo che, invece, è ottenuto da un altro, ma<b> anche dalla consapevolezza di non avere lo stesso potere per raggiungere tale scopo </b>(sia per fattori intrinseci che estrinseci). Ovviamente questa situazione comporta non poca sofferenza per chi prova invidia, soprattutto se se si ritiene che l’insuccesso sia da attribuire alla mancanza di doti e qualità personali e che il confronto di poteri potrebbe comportare la compromissione dello scopo dell’immagine (essere stimato ed apprezzato dagli altri) e quello dell’autoimmagine (percepirsi di valore).</div><div><div><br></div></div><div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><span class="fs24 cf1"><i>Ma l’invidioso chi invidia?</i></span></div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div>E’ difficile invidiare chi si ama, proprio perché tra le parti dovrebbe mancare il confronto di potere, sempre se lo scopo di chi ama è quello di aiutare l’amato, affinchè raggiunga i propri obiettivi. &nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><b>L’invidioso tenderà a provare invidia nei confronti dei suoi simili</b>, o meglio delle persone che conosce, a lui vicine, con le quali si confronta e che hanno scopi e possibilità simili ai propri.</div></div><div><div>La probabilità che ci sia invidia è maggiore nei riguardi di persone con le quali si è in concorrenza su qualche scopo specifico.</div></div><div><div>Ma perché <b>l’invidia è un’emozione così condannata</b> e censurata dalla società, tanto che, molto spesso, chi sperimenta l’invidia preferisce tacere e nasconderla?</div></div><div><div>“Ma che male ti ha fatto?”: sicuramente ci sarà capitato di voler rivolgere tale domanda ad un invidioso, questo perché il soggetto sofferente l’invidia ritiene che l’invidiato sia la causa della suo tormento, ma in realtà non ha alcuna responsabilità del fatto che egli non riesca a raggiungere il suo scopo. &nbsp;&nbsp;</div></div><div><div>L’invidioso prova invidia anche quando l’invidiato non ha fatto nulla per ottenere quello scopo e, tanto meno, si vanta della sua <b>superiorità</b>. Ed inoltre, l’invidioso potrebbe provare invidia anche quando ritiene che l’invidiato si meriti ciò che ha ottenuto, grazie al suo impegno ed alle sue doti e capacità. La condanna sociale dell’invidia, perciò, è determinata proprio dal carattere immotivato ed ingiusto dell’invidia, che porta molto spesso l’invidioso a vergognarsi per ciò che prova ed a tacere il suo malanimo nei confronti dell’invidiato. Nel prossimo articolo verrà trattato il comportamento dell’invidioso e le strategie messe in atto dall’invidiato per evitare l’invidia. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div>Bibliografia:<b> “Che figura. Emozioni e immagine sociale”</b>. Cristiano Castelfranchi</div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.WduFOmi0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b>, Psicologa, specializzanda in Psicoterapia Cognitiva</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Chiedi alla psicologa di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/aspetti-psicologici-nell-infanzia-trani.php#.WduFVmi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a> per approfondimenti e/o suggerimenti</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 14:15:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?ma-sei-invidioso----alla-scoperta-di-un-malessere-ancora-tabu---parte-prima</link>
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			<title><![CDATA[CISTITE: SINTOMI, CAUSE, PREVENZIONE, CURE]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_zpfh5chh"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/cistite.webp"  title="" alt="" width="337" height="321" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>La cistite è un’infezione delle basse vie urinarie</b> (vescica) che provoca una fastidiosa infiammazione della mucosa vescicale. E’ un’infezione abbastanza comune e riconoscerla tempestivamente aiuta a curarla adeguatamente. Sebbene <b>la cistite possa insorgere sia nell'uomo che nella donna</b>, questa patologia risulta molto più frequente nella popolazione femminile. Nella donna, infatti, l'uretra è sensibilmente più corta che nell'uomo e questo rende più facile la risalita dei batteri dalla <b>vulva-vagina-retto</b> verso l'uretra e, poi, in vescica. E’ opportuno sottolineare che la cistite non è una malattia a <b>trasmissione sessuale</b>: i rapporti sessuali, tuttavia, per un effetto meccanico sulla vescica, incrementano il rischio di contrarla e l'intensa vita sessuale dà origine alla "cistite da luna di miele". &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;La cistite è caratterizzata dai seguenti sintomi irritativi: &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><div><b>-pollachiuria</b> (aumento del numero di minzioni, con emissione di scarsa quantità di urine, talora poche gocce); </div></div><div><div><b>-disuria</b> (bruciori e dolore durante la minzione);</div></div><div><div><b>-tenesmo vescicale</b> (senso di peso vescicale e spasmo doloroso);</div></div><div><div><b>-urine torbide</b>, a volte maleodoranti, ematuria (presenza di sangue nelle urine). &nbsp;&nbsp;</div></div><div><div>Bisogna curarla precocemente per evitare che l'infezione possa risalire fino ai reni (in questi casi è accompagnata da febbre). <span class="fs12">La diagnosi è clinica e di laboratorio, attraverso un esame delle urine completo con urinocultura ed eventuale antibiogramma. La </span><b class="fs12">terapia </b><span class="fs12">si basa su farmaci appartenenti alla classe dei fluorochinoloni (ad esempio il Ciproxin). Per quanto riguarda la prevenzione si consiglia di bere </span><b class="fs12">almeno 2 litri di acqua al giorno </b><span class="fs12">e ridurre l'assunzione di zuccheri, alcol, cibi molto speziati e piccanti, assumere fermenti lattici per ristabilire la flora batterica ed </span><b class="fs12">integratori a base di cranberry </b><span class="fs12">(questo frutto, infatti, riduce l'adesione dei batteri alle pareti vescicali). Può essere utile assumere integratori a base di D-Mannosio, uno zucchero semplice estratto da alberi a legno duro, che ingloba i batteri impedendo che aderiscano alle pareti vescicali.</span></div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.WduDtWi0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Carlo Avantario</a></b> &nbsp;Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia </div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Chiedi al ginecologo di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/ginecologo-ostetrica-online-trani.php#.WduDxmi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Maternità"</a></div></div><div><div>L’emozione del primo palpito..</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 14:09:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?cistite--sintomi,-cause,-prevenzione,-cure</link>
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			<title><![CDATA[LA PREVARICAZIONE. FORZA FALLIMENTARE DELL’UMANITA’]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ktwal2dv"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/prevaricazione.webp"  title="" alt="" width="336" height="160" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>Platone nel suo libro “Il Gorgia”</b>, attraverso un dialogo che si svolge tra Socrate e Callicle, giunge a dirci che l'unico diritto del mondo è il diritto della forza, pertanto, il modo in cui la filosofia affronta il mondo ricercando il sapere, non sembra avere alcun valore, <b>perché filosofare rende incapaci di difendersi da chiunque.</b> &nbsp;Arrovellarsi di sapere filosofico pare esercitazione assolutamente inutile (lasciamo perdere il discorso sull'utilità dell'inutile che non è argomento di discussione oggi), a meno che non ci si occupi anche delle leggi della <b>POLIS</b>, conoscendone gli appetiti umani che la governano. Così facendo, dunque, Sofia acquisisce validità: questo si dice nel Gorgia. Ebbene, quest’oggi voglio utilizzare tale spazio filosofico avvalendomi dell'aiuto di Sofia, per parlare della <b>Prevaricazione </b>che osserviamo frequentemente a tutti i livelli dell'esistenza umana. Ciò che ho potuto osservare in questi giorni, riguardo il difficile referendum in Spagna per l'indipendenza della Catalogna, mi spinge ad affrontare questo tema, già sollecitato qualche mese fa da un caro amico. Nel Gorgia, Callicle teorizza il diritto naturale del superiore sull'inferiore, del migliore sul peggiore, <b>del più nobile sul più vile,</b> asserendo che questa è una legge di natura visibile, sia tra gli animali che tra gli uomini. <div>Ma il superiore, il migliore, il più nobile, è anche il &nbsp;più giusto, o solo il più forte? <span class="fs12">E' la Maggioranza o la Minoranza? </span><span class="fs12">Nella nostra storia contemporanea posso osservare che</span><b class="fs12"> ciò che è MIGLIORE moralmente coincida spesso con la minoranza (ETICAMENTE)</b><span class="fs12"> giusta e, al contrario, ciò che è </span><b class="fs12">Superiore, molto spesso, lo è solo economicamente e appartiene ad una una minoranza ingiusta (ETICAMENTE)</b><span class="fs12">, coincidente con la Forza, spesso, forza di prevaricazione. IL NOBILE GIUSTO, eticamente e politicamente, forte moralmente, coincide, ahimè, con una infinitesimale minoranza che è migliore, superiore, ma "invisibile agli occhi".</span></div><div>Dunque: chi è ‘quel migliore’ che deve stare al governo, che può stare al potere, che può avere più degli inferiori. &nbsp;È forse quello che possiede la saggezza?</div><div>I migliori, forse, sono i più intelligenti, come dice Callicle nel Gorgia, oppure i più coraggiosi, quelli che sanno osare, cioè coloro i quali posseggono una buona dose di "ANDREIA", ossia di coraggio? Ritengo che la<b> "SOFROSUNE", ovvero la saggezza intesa come prudenza</b>, come capacità di autocontrollo di riflessione, sia ciò che rende gli uomini migliori nobili e superiori, perché implica una capacità di discernimento, di autocontrollo, di prudenza, di consapevolezza dei propri limiti. Non può la saggezza essere una virtù marginale e subordinata ai poteri economici e di prevaricazione nel vivere civile.<b> In una società democratica e politica la saggezza diviene capacità di autocontrollo</b>, di &nbsp;autolimitazione e, quindi, una virtù civica di eccezionale importanza.</div><div><br></div><div><br></div><div><i><span class="fs24 cf1">Laddove vi è una prevaricazione della forza sull'elemento intellettuale c'è un fallimento dell'umanità.</span></i></div><div><br></div><div><br></div><div> Ancora una volta è necessario ribadire che dovrebbe prevalere l'etica della collaborazione a quella della prevaricazione. <b>Se chi prevarica perde la connessione con quegli elementi di comunanza a tutti gli altri esseri viventi</b>, allora quell'individuo, o quel gruppo di individui, non può stare al potere, perché perde di vista ciò che è utile e giusto anche alla minoranza, che, in quanto tale, non perde, però, il suo diritto di esistere. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Forse è vero... la filosofia è semplice esercitazione del pensiero fermo nell'inutilità, ma questa inutilità, se è collegata <b>all'umanità </b>e a quei valori invisibili agli occhi, io non smetterò mai di sceglierla come prediletta, migliore, superiore, nobile compagna di vita! </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.WfSQsGi0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/etica-e-senso-della-vita.php#.WfSQmmi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Filosofia ed Etica"</a>. <span class="fs12">Il giardino delle parole...</span></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 Oct 2017 14:12:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-prevaricazione--forza-fallimentare-dell-umanita-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ASFISSIA FISCALE. COMUNICAZIONI LIQUIDAZIONI IVA PERIODICHE E CONSEGUENZE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_d7u97uhe"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/asfissia-fiscale.webp"  title="" alt="" width="333" height="250" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Qualche mese fa avevamo chiamato provocatoriamente "Botti di Capodanno" un articolo in cui elencavamo alcune nuove norme fiscali previsti dalla Finanziaria 2017. Ebbene sì, oggi,<b> i contribuenti</b> cominciano a sentire gli effetti di alcuni di essi... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>L'obbligo dell'invio all'Agenzia delle Entrate da parte dei "poveri" commercialisti intermediari delle<b> LIQUIDAZIONI PERIODICHE IVA</b> stanno provocando conseguenze che alcuni "esperti" purtroppo temevano. Oltre alle ovvie difficoltà operative per gli intermediari, visto già il fitto calendario fiscale, e la farraginosità delle nuove procedure telematiche di invio, sta arrivando in questi giorni la prima onda "anomala" per molti contribuenti, che ha quasi l'effetto di uno tsunami. Si tratta di alcun<b>i INVITI ALLA REGOLARIZZAZIONE</b>, da parte dell’Agenzia delle Entrate, recapitate via PEC ai contribuenti che non hanno versato <b>l'IVA </b>dovuta per il primo trimestre 2017. Nessuno, salvi casi eccezionali, era "abituato" a ricevere avvisi bonari prima del termine di presentazione della <b>dichiarazione annuale successiva</b> e, quindi, prima che fosse concesso un congruo termine per un eventuale <b>RAVVEDIMENTO </b>(pagamento in ritardo dell'imposta maggiorata di un “esiguo” interesse e di una “piccola” sanzione) peraltro, ultimamente, prolungato nei termini. Senza tener conto della facoltà concessa dal legislatore al contribuente di re-inviare, entro un anno dalla scadenza delle LIPE trimestrali, <b>nuove comunicazioni a sostituzione</b> o ad integrazione <b>delle precedenti</b>. Per molti, quindi, è stato come svegliarsi da un bel sogno e ritrovarsi catapultati in una dura realtà. Dopo poco più di 3 mesi, infatti, <b>l'Agenzia delle Entrate</b>, incrociando i dati tra il dichiarato e il versato, è già in grado di richiedere l'eventuale IVA omessa, con avviso bonario <b>ex art. 54-bis, D.P.R. n. 633/1972 </b>(e quindi con sanzione del 10% se si versa entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione). Altrimenti, tutto il debito non pagato andrà a ruolo (tramutato quindi in cartella esattoriale con sanzione del 30%) con note conseguenze. Le reazioni a questo nuovo corso del rapporto fisco-contribuente sono ovviamente traumatiche per i contribuenti, trattati come evasori (pur avendo regolarmente comunicato i dati richiesti) ed in contrasto con quanto pedissequamente dichiarato dall'<b> Amministrazione Finanziaria</b>, e ribadito in ogni contesto, di voler instaurare un nuovo rapporto tra fisco e contribuente. Un rapporto, afferma, basato non più (o meglio, non solo) sul controllo del contribuente, ma sull'aiuto e assistenza di esso, in modo da metterlo in condizione di adempiere ai propri <b>obblighi tributari al meglio</b>... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Sono aperte ora le discussioni sulla presunta violazione dei diritti di difesa del contribuente e sull'abuso nell'utilizzo di strumenti di "offesa" da parte dell'Amministrazione finanziaria, ma ad onor del vero, tutto quello che sta avvenendo, non è altro che la conseguenza naturale di quanto previsto dalle norme istitutive della LIPE che rappresentava una vera e propria eccezione alla regola generale, secondo cui gli avvisi bonari <b>ex art. 54-bis, D.P.R. n. 633/1972 </b>potevano essere emessi prima della dichiarazione annuale solo se "vi è pericolo per la riscossione". Insomma, gli spiacevoli effetti di questo nuovo adempimento erano stati scritti chiaramente in tempi non sospetti, ma mai adeguatamente annunciati e "discussi" ...</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WdPIQmi0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">dott.Vincenzo Dibari </a></b> &nbsp;- Commercialista</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WdPIX2i0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali"</a></div><div>Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</div></blockquote><div> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 17:25:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?asfissia-fiscale--comunicazioni-liquidazioni-iva-periodiche-e-conseguenze</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[I KILLER DEL TUO TEMPO!]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_e17txdgp"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/killer-del-tempo.webp"  title="" alt="" width="339" height="224" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>L'argomento di oggi è molto importante da affrontare, poiché la frase <b>"Non ho tempo per...</b>" sta diventando davvero di moda. Ci sono attività che risucchiano letteralmente il nostro tempo e che, in definitiva, non hanno una vera e propria utilità. Iniziamo subito con<b> lo studio di questi Killer. &nbsp;&nbsp;</b><div>Il primo fra tutti è la <b>Televisione</b>. </div><div>Spesso<b> i programmi televisivi trasmessi hanno scarso livello culturale</b> e lasciano solo un senso di vuoto o a volte di indignazione per tutte le cattive notizie. Questa attività, guardare la televisione, non fa altro che abbassare il nostro livello di positività. Eccetto per qualche programma culturale, la Televisione, dovrebbe essere limitata al minimo (o eliminata).</div><div><b>Il secondo Killer è il cellulare </b>con tutte le sue applicazioni, giochi ecc...</div><div><span class="fs12">Quanta gente passa ore ed ore a fissare quello schermo... Ma alla fine che cosa si ottiene? Sarebbe più utile</span><b class="fs12"> leggere un libro didattico</b><span class="fs12"> o svagarsi con qualche lettura leggera. Spesso si chatta anche per ore con gente che si vede tutti i giorni, intere chat fatte di "Ok", ":D", "Che fai?", "ahahaha", senza produrre nulla di appagante come risultato.</span></div><div><b>Il terzo Killer è il pensiero negativo</b>. </div><div>Camminiamo per strada, o stiamo fermi da qualche parte e pensiamo ai nostri fallimenti, alle ansie, ai figli lontani ecc... Tutti questi pensieri ci risucchiano dal presente e ci fanno perdere il Potere del "Qui e Ora".</div><div><b>Il quarto Killer è il videogioco</b> o i vizi da gioco in generale. </div><div>Non sto vietando il videogioco, sia chiaro. Se si gioca con moderazione, il videogioco aiuta anche a sviluppare l'intelligenza. Mentre per quanto riguarda il gioco d'azzardo, c'è gente che passa ore nei centri scommesse a seguire tutte le giocate: quanto tempo sprecato senza ottenere molto guadagno. Tentare la fortuna può andare bene, ma prosciugare il proprio tempo nella vana speranza di incontrare la Dea bendata è sciocco e sconveniente.</div><div>Ci sono anche altri Killer... ognuno li riconoscerà, ma questi sono quelli più diffusi.</div><div>Il Tempo è molto importante per noi! Ogni volta che si passa del tempo impegnandosi in qualcosa, occorre sempre chiedersi: "Cosa ho imparato? Cosa ho ottenuto?". <b>Tutte quelle attività che non producono risultati, sono da definire Killer</b>! Qualcuno potrebbe dire "Anche stare a riposare sul divano è inutile". Beh, la risposta è ovvia: il riposo non è inutile, ma la pigrizia sì! Come ogni cosa è importante la moderazione. Se si avverte stanchezza, è cosa saggia riposare, ma se non si è stanchi, allora è importante produrre qualcosa! </div><div>Chi crea e produce è sempre soddisfatto rispetto a chi non fa altro che giudicare le creazioni altrui, senza mai usare il proprio potenziale.</div><div><b>La serenità risiede nell'esercitare i propri poteri e le proprie facoltà</b>, colui che insulta gli Dei (o il Dio, o l'universo) non mettendo a frutto i propri talenti... va incontro all'insoddisfazione e alla debolezza! Una volta un tizio disse "Non ho tempo per pregare o per meditare, quindi non lo faccio!"</div><div>Per <b>pregare o meditare c'è sempre tempo</b>, anche durante una camminata, ma questo è un altro discorso che riprenderemo nel prossimo articolo! E con oggi abbiamo finito!</div><div>A presto! &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WdPG-2i0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b> - maestro di arti marziali energetiche</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/bambini-e-sport-trani.php#.WdPHEWi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Sport e disciplina</a>" </div><div>Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 17:19:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?i-killer-del-tuo-tempo-</link>
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			<title><![CDATA[PELI, ADDIO PER SEMPRE! L’INNOVATIVO RIMEDIO PER LIBERARSI DA CERETTE E RASOI]]></title>
			<author><![CDATA[Cinzia Faconda]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_bj11pcuu"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/addio-peli.webp"  title="" alt="" width="334" height="223" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Si chiama <b>IRSUTISMO</b>, l'eccessiva presenza di peli nelle zone tipicamente femminili, <b>IPERTRICOSI</b>, invece, la<b> presenza di peli in eccesso nelle donne</b>, in zone tipicamente maschili, come viso, schiena, addome e torace.<div>Nella nostra società non è certamente gradevole notare l'eccesso di peli nelle donne, infatti, ad oggi conosciamo numerosissimi rimedi per contrastare tale inestetismo.</div><div>La soluzione che alcune donne utilizzano è quella di <b>radere i peli</b>, causando, così, un irrobustimento e conseguente infoltimento della zona interessata; altre ricorrono all'epilazione con cere o resine, in modo da rimuovere il pelo dalla radice e ridurre la crescita.</div><div><b>Il rimedio più innovativo che sta riscuotendo grande successo è l'epilazione laser a diodo</b> che sprigiona una forte energia, riuscendo in brevissimo tempo a trattare ampie zone del corpo della donna, offrendo in tal modo un’epilazione permanente e indolore, grazie al raffreddamento integrato.</div><div>E’ sicuramente la soluzione più efficace, rispetto a tutte le strategie conosciute e sperimentate in anni passati, perché innanzitutto <b>è un trattamento permanente,</b> per cui rimuove il pelo definitivamente, può essere eseguito anche d'estate sulla pelle abbronzata e tra una seduta e l'altra possono trascorrere anche quaranta giorni, ma soprattutto è veloce e <b>indolore</b>! Finalmente la faticosa battaglia contro i peli è vinta! &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/da-make-up-artist-a-operatriceolistica.html#.WduCJ2i0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Cinzia Faconda</a></b>- Make up artist, operatrice olistica &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire " <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.WduCPGi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Spirito Artistico</a> " </div><div>L’arte che comunica emozione attraverso le mani...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 14:00:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?peli,-addio-per-sempre--l-innovativo-rimedio-per-liberarsi-da-cerette-e-rasoi</link>
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			<title><![CDATA[IL RISPETTO, VALORE DA COLTIVARE...]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5y0l8bca"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/rispetto.webp"  title="" alt="" width="337" height="333" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>Mai luogo fu più indicato della scuola per imparare il rispetto</b>, valore purtroppo sempre più in disuso in questa moderna società. Rispettare significa accettare il proprio compagno così com'è, senza pretendere di cambiarlo, denigrarlo o emarginarlo. Significa avere <b>comportamenti riverenti nei confronti dei docenti</b>, come di tutti i superiori, rapportandosi con la dovuta considerazione, senza proteste e ribellioni. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Il rispetto è anche nelle <b>relazioni fra genitori e docenti,</b> questi ultimi spesso offesi e maltrattati, solo per un giudizio ritenuto ingiusto, o un provvedimento disciplinare. Il rispetto è la base solida su cui costruire il <b>lavoro scolastico </b>e, se pure oggi, il malcostume dilaga ed erroneamente impone le sue strane leggi, esso, il rispetto, resta l'obiettivo più importante da perseguire, laddove ci si forma ed accultura, per divenire cittadini, ma prima di tutto persone, da emulare, perché il mondo non diventi scenario di <b>scostumatezza</b>, irriverenza ed arroganza. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WfSPymi0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WfSPtGi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI"</a>.</div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Sep 2017 14:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-rispetto,-valore-da-coltivare---</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[LA QUARTA DI BEETHOVEN: L’AVVENTURA CONTINUA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6x4rrr2z"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/beethoven.webp"  title="" alt="" width="335" height="251" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Ai grandi compositori basta poco per creare i viaggi sonori più avvincenti. Nel caso del secondo movimento – Adagio – della<b> Quarta Sinfonia di Beethoven </b>(<a href="https://www.youtube.com/watch?v=RMzLZsoPDU4" target="_blank" class="imCssLink">https://www.youtube.com/watch?v=RMzLZsoPDU4</a>) tutto ha inizio da una semplice figura ritmica di accompagnamento, ripetuta piano dai violini secondi: un’elementare successione di due note, lunga e breve, separate da una piccola pausa. Tà-tatà-tatà-tatà-tatà... Su di essa, <b>i violini primi e le viole iniziano a cantare una melodia dolcissima</b>, dal profilo discendente, ben presto raccolta anche dai legni con una tenerezza che personalmente trovo struggente. Come vi ho detto tempo fa, l'aspetto più emozionante di una sinfonia è che, se la si ascolta con <b>attenzione e immaginazione</b>, essa racconta sempre una storia. Una storia diversa per ognuno di noi – anzi, diversa a ogni nuovo ascolto. I personaggi di questa storia sono le melodie di ogni movimento, dette temi; ma vi possono essere ingredienti musicali molto più piccoli, spesso così piccoli che si è soliti chiamarli cellule.<b> Beethoven era maestro nel conferire dignità di personaggio</b> a elementi così esili, costruendo su di essi avventure sonore straordinariamente ricche e avvincenti. Ogni sua composizione diviene allora un cammino lungo il quale quei materiali di partenza, apparentemente tanto gracili, fecondano l’intero tessuto musicale mediante continue trasformazioni. Un po’ come accade agli organismi viventi, che crescono e si sviluppano a partire da una minuscola unità. O come accade alla nostra vita interiore, ai nostri stati d'animo e ai nostri sentimenti: non sono mai gli stessi, mutano senza sosta. In questo caso una rudimentale cellula ritmica, introdotta dapprima con funzione di semplice accompagnamento, si impone via via come<b> il motore del discorso musicale</b>. Ascoltate che grande varietà di colori ed espressioni quell’elemento di partenza assume nel corso del brano: entra in scena con aria modesta, defilata, sostenendo discretamente il tema principale, per poi balzare prepotentemente in primo piano, e poi ancora condurci a <b>un secondo malinconico tema affidato ai clarinetti sull'accompagnamento singhiozzante degli archi</b>, cui fanno eco gli altri fiati. Momento magico, quest’ultimo: come se per pochi secondi si schiudesse davanti agli occhi della nostra immaginazione un paesaggio notturno attraversato dai richiami misteriosi di una romantica lontananza. Improvvisamente il cielo si fa corrusco, il discorso prende una piega drammatica, finché non accade qualcosa di sorprendente: i timpani si impossessano della cellula ritmica a noi ben nota introducendo <b>la ripetizione “fiorita”</b> (cioè punteggiata di abbellimenti) del tema principale; infine, in un improvviso silenzio, quella stessa figura ritmica, dopo aver percorso il movimento da cima a fondo, prende congedo da noi con la voce sommessa dei timpani: tà-tatà-tatà-tatà-tatà... Sebbene Beethoven l’abbia designato come «<b>Menuetto</b>», termine che rinvia alle sinfonie di Haydn e Mozart, il terzo movimento è ben lontano dalle simmetrie graziose e un po’ inamidate della tradizione settecentesca: ce ne rendiamo conto fin dall’attacco del tema principale, con quel suo profilo ritmico zoppicante e nervoso, pronto a propagarsi tra gli strumenti fino a contagiare l'intera orchestra. Nella sezione centrale – <b>chiamata Trio</b> – legni e violini intessono un incantevole dialogo sul movimento frusciante degli archi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Ed eccoci al finale, Allegro ma non troppo. Un veloce arabesco dei violini, simile a un formicolio, si trasmette a tutti gli archi innescando un <b>perpetuum mobile di irresistibile buonumore.</b> Con la comparsa di una nuova melodia più distesa e cantabile, che dall'oboe passa prima al flauto poi agli archi, la corsa parrebbe rallentare, se non irrompesse di nuovo l'invadente motivo iniziale scatenando nell'intera orchestra una tempesta di accordi violenti e dissonati. Più avanti, eccolo battibeccare deliziosamente con i fiati per poi affermare le sue ragioni a suon di vigorose sferzate e infine ridursi a un borbottio via via più debole; a questo punto la voce di un fagotto isolato, impossessandosi comicamente del formicolante tema iniziale, rimetterà in moto la girandola sonora. Ma non è ancora tutto, perché nelle ultime battute Beethoven ha in serbo per noi una trovata musicale inattesa e memorabile. <b>La ridda si è appena conclusa e il motivo iniziale</b>, riproposto ad un ritmo insolitamente dilatato,<b> si spegne a poco a poco sino ad ammutolirsi</b>; ma proprio quando sembra che la corsa l'abbia finalmente sfiancato, ecco che quello rompe d'un balzo il silenzio trascinando l'orchestra in una fragorosa cadenza! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>(Immagine tratta da <a href="http://www.likepainting.com" target="_blank" class="imCssLink">http://www.likepainting.com</a>) </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.WdPFwmi0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Domenico Andriani,</a></b> musicologo &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-potere-della-musica.php#.WdPF2mi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Musica e teatro</a>”</div><div>La voce dell’anima passa attraverso note e voce...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 17:13:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-quarta-di-beethoven--l-avventura-continua</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[SCUOLA A MISURA DI TUTTI. Quando l’inclusività è ancora un miraggio...]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_32kzvf4q"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/scuola-inclusiva.webp"  title="" alt="" width="331" height="248" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>E’ appena ricominciata la scuola</b> e già si vedono, si leggono e si ascoltano i <b>primi disagi di accessibilità</b>. Nella città in cui vivo, ad esempio, un ragazzo che ha difficoltà a deambulare, appena iscritto alla <b>scuola media,</b> non riusciva a raggiungere la sua classe, sita al primo piano. La soluzione sarebbe stata ovviamente la dotazione da parte della scuola di un montascale a cingoli, ma si è dovuto attendere il tanto agognato intervento del Comune, dopo giorni di confusione e disagi. Malgrado, infatti, <b>l'articolo 28 della legge 118/1971 </b>ponga l'obbligo di rendere accessibile gli edifici scolastici, in modo da poter così garantire la frequenza scolastica a tutti e tale principio sia ribadito anche dall<b>'articolo 18 del DPR 384/1978</b>, ci sono ancora tanti istituti non ancora a norma. "Buona Scuola" è anche abbattere le barriere architettoniche!</blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;<br></span><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.WdPCX2i0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b><span class="fs12lh1-5">, esploratore di vita &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></blockquote><blockquote><br><div><div>Continuate a seguire "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-disabili-raccontano-la-loro-citta-di-trani.php#.WdPCfGi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Diversabilità</a>" </div><div>...parole e pensieri che raccontano la vita.</div></div></blockquote><div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 16:59:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?scuola-a-misura-di-tutti--quando-l-inclusivita-e-ancora-un-miraggio---</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[”NONNI RAP”: RITMO D’AMORE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_rlvkguuu"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/nonni-rap.webp"  title="" alt="" width="339" height="226" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>I nonni </b>non sono più quelli di una volta,<div>giocano con noi, sanno fare la giravolta, </div><div><b>nonni rap</b> con il sorriso pronto e un <b>abbraccio a tutto tondo</b>. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12">Cari nonni, è immensa gioia giocare con voi, vera magia,</span></div><div>non ci urlate... un po’ ci viziate...</div><div>Il vostro rap vi <b>batte nel cuore,</b> con ritmo di pace, gioia ed amore </div><div>e quando vi sono vicino danza anche il mio <b>cuoricino</b>.</div><div>Le storie del vostro passato sono davvero mozzafiato,</div><div>trattengo il respiro, per un momento, &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b>vi guardo negli occhi e sono contento</b>... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>I nonni non sono più quelli di una volta, </div><div>giocano con noi, fanno la giravolta.</div><div>Nonni rap con il sorriso pronto </div><div>e un abbraccio a tutto tondo!</div><div>Cari nonni, tantissimi auguri per questa<b> festa speciale &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></div><div><b>da trascorrere con i nipoti</b> e, non certo, da trascurare;</div><div>un giorno tutto dedicato a voi, &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12">un giorno di gioia,</span><b class="fs12"> bellezza ed infinita spensieratezza.</b></div><div>Balliamo, cantiamo e insieme ci divertiamo: siete nonni rap che più rap non ce n’è!</div><div><br></div><div>Tantissimi auguri a tutti i <b>nonni </b>del mondo <span class="fs12">dalla vostra amica nonna Gina. &nbsp;&nbsp;</span></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WdPKdmi0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire &nbsp;<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WdPKoWi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e racconti</a>. Raccontare per emozionare...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Sep 2017 17:31:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-nonni-rap---ritmo-d-amore</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IL PEDAGOGISTA E L’EDUCATORE PROFESSIONALE. EDUCAZIONE ALLA SPERANZA E ALLA BELLEZZA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_cymsk9z3"><div><blockquote><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/il-pedagogista.webp"  title="" alt="" width="339" height="164" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Il problema fondamentale dell’uomo è stato, sin dai tempi antichi, quello di porsi <b>domande sulla propria esistenza,</b> sul senso della propria vita e delle proprie azioni. Le discipline che da sempre hanno cercato di rispondere a tali quesiti sono state e sono tuttora <b>la Pedagogia e la Filosofia</b>, dalla quale la Pedagogia e le altre Scienze dell’educazione sono state influenzate. Molti filosofi, infatti, sono stati anche pedagogisti, o comunque hanno affrontato tematiche riguardanti il processo educativo. Nell’articolo che oggi vi propongo, voglio parlarvi un po’ di pedagogia e, più specificatamente, dei professionisti di tale ambito disciplinare. Il termine <b>PEDAGOGIA </b>trae le sue origini etimologiche dalla lingua greca (“paidagoghía”: generare bambini, procreazione; <b>“paidagogós”: pedagogo; “paidòs”</b>: bambino; “ago”: guidare, condurre, accompagnare) dove significava il guidare, il condurre il bambino a scuola o in palestra da parte del pedagogo che gli insegnava anche la lingua greca. Nella Grecia antica, gli eroi dei poemi omerici, infatti, costituivano un<b> modello valoriale e di comportamento</b> sul quale era basata la formazione dei ragazzi. Dunque, quella greca è stata l’educazione più importante dell’antichità, dalla quale sono derivate poi l’educazione romana e, successivamente, quella occidentale in generale. Con la conquista della Grecia da parte dei Romani, infatti, il pedagogo venne chiamato “paedagogus” ed era considerato l’insegnante, indipendentemente dal suo stato sociale, termine che poi, in epoca medievale, stava ad indicare l’aiutante del re che si occupava dell’istruzione dei giovani principi e cortigiani, limitando l’aspetto educativo alle sole <b>attività del leggere e dello scrivere</b>. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>In seguito, la pedagogia è diventata scienza a tutti gli effetti. In quanto tale, infatti, ha un suo specifico<b> OGGETTO DI STUDIO </b>che, nell’accezione moderna, è diventato l’UOMO osservato durante l’intero ciclo di vita. Il fine euristico di tale scienza è, difatti, l’essere umano che si relaziona con se stesso (<b>formazione</b>) e con l’altro da sé (<b>educazione</b>). Nella società attuale, dunque, la pedagogia è la scienza umana che non si occupa più, come in passato, di studiare solamente il bambino, il suo apprendimento e la relativa educazione scolastica, ma osserva e analizza anche l’individuo in tutto il suo percorso di vita. Studioso della pedagogia è il Pedagogista, un professionista laureato Quadriennale Vecchio Ordinamento in Pedagogia o in Scienze dell’Educazione, o con specifiche Lauree Magistrali equipollenti, quindi<b> un professionista con qualifiche dirigenziali</b>, il quale possiede una formazione multidisciplinare che comprende la pedagogia, la psicologia, la filosofia, l’antropologia, la storia, etc... nelle rispettive e varie declinazioni. Al contrario di quanto comunemente si pensi, il pedagogista, dunque, non si occupa esclusivamente dell’infanzia, ma anche di adolescenti, di giovani, di adulti, di anziani e disabili. In particolare gestisce difficoltà relazionali tra genitori e figli, conflitti culturali, problematiche di natura sociale, inserimento delle persone diversamente abili, riabilitazione dei tossicodipendenti, reinserimento dei detenuti, potenziamento delle risorse umane. Inoltre, realizza consulenze in ambito giuridico, formazione aziendale e degli adulti, attività di orientamento scolastico e professionale, attività di sperimentazione, di ricerca e didattica, di progettazione educativa extrascolastica, di prevenzione e recupero dei settori socioculturali (ad esempio lavora in strutture pubbliche e private che erogano servizi culturali e ricreativi, quali biblioteche, mediateche, ludoteche, o servizi per la conservazione e la valorizzazione dei beni storico-artistici). <b>Il pedagogista elabora</b>, altresì, <b>progetti per la formazione professionale</b>, per l’aggiornamento, la selezione, la qualificazione e riqualificazione del personale all’interno di enti, istituzioni, strutture pubbliche e private, agenzie educative che si occupano, dall’infanzia all’età adulta, di persone con diversi e profondi bisogni particolari. Il pedagogista può lavorare, sia come dipendente che come libero professionista, in vari settori: scuole, università, centri di formazione professionale e di orientamento, strutture che erogano servizi di educazione ambientale (parchi, ecomusei, etc...), ASL (consultori e servizi di prevenzione), comuni, asili nido e cooperative sociali. Le competenze del pedagogista, dunque, riguardano fondamentalmente la direzione, la consulenza, la supervisione, la formazione, il coordinamento, la progettazione, la docenza, nelle seguenti aree: socio-educativa e socio-assistenziale, scolastica, giuridica e privata. Grazie alla progettazione, <b>la pedagogia può realizzare un intervento educativo adatto ad ogni specifico contesto</b>, perché non esiste un progetto educativo valido per tutti i soggetti e per qualunque ambito, bensì ogni situazione problematica viene analizzata per individuarne una possibile soluzione. L’intervento educativo “in situazione” viene realizzato dall<b>’Educatore professionale</b>, un professionista laureato Triennale, il quale ha il compito di educare, dal latino “educere” cioè “tirar fuori”, (che ricorda la maieutica socratica), cioè far emergere quanto di meglio la persona ha dentro, ossia valorizzare tutte le sue potenzialità. Quindi, mentre il lavoro del pedagogista avviene più su un piano teorico e progettuale, quello dell’educatore professionale riguarda soprattutto l’aspetto pratico, all’interno di strutture pubbliche o private, ed è finalizzato allo sviluppo del potenziale umano, cognitivo e creativo. Esso consiste in una relazione d’aiuto simmetrica tra educatore ed educando, basata sul <b>prendersi cura dell’altro,</b> sul farlo sentire a proprio agio, sull’empatia, sulla comunicazione efficace, sull’apertura all’altro, sull’ascolto attivo, sul rispetto dei suoi valori e delle sue idee. Tale figura professionale gestisce e realizza interventi educativi, individuali e collettivi, opera in situazioni nelle quali il disagio, o varie forme di diversità, possono compromettere la piena realizzazione personale e sociale dei soggetti, agendo sia sulle famiglie che sul contesto sociale degli individui. Per questo <b>l’educatore professionale partecipa ad attività di studio</b> e di ricerca, contribuendo alla formazione degli studenti o degli educandi in genere, realizzando la gestione diretta degli interventi educativi, individuali e collettivi, all’interno di ambienti pubblici e privati. Su entrambi i piani, teorico e pratico, il focus è il “<b>cambiamento</b>” in meglio della persona. La relazione educativa, cioè, aiuta l’educando a non perdersi, a comprendere che le crisi possono essere superate e considerate possibilità di cambiamento in meglio. L’educando viene guidato a compiere scelte più consapevoli e a ridefinire il proprio progetto esistenziale, a <b>sviluppare le proprie risorse e raggiungere il benessere</b>, attraverso l’apprendimento, cioè acquisendo maggiore consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità e capacità. Si sottolinea che il bambino, o comunque l’educando, è il protagonista attivo del processo educativo e non un ricevente passivo. Quindi, concludendo, <b>il pedagogista è colui che applica le conoscenze che ha acquisito nel campo delle scienze umane e sociali</b>, allo studio, all’elaborazione delle teorie pedagogiche e dei principi educativi che poi vengono messe in pratica dall’educatore. Spesso pedagogisti ed educatori lavorano assieme e, a volte, risulta difficile distinguerne i confini. E’sostanzialmente una distinzione di percorso di studi e di quantità di esami universitari sostenuti, di formazione, di competenze e di ruoli, ragion per cui il pedagogista include anche l’essere educatore, ma non viceversa. Molti pedagogisti, infatti, svolgono anche l’attività di educatore. Entrambe le figure professionali non possono prescindere dalle tre fondamentali coordinate dell’educazione (secondo i modelli teorici elaborati dai pedagogisti):</div><div><br></div><div>Il sapere (le<b> conoscenze teoriche</b>).</div><div>Il saper fare (le <b>competenze pratiche o abilità)</b>.</div><div>Il saper essere (modo in cui si mettono in atto il<b> saper fare e il saper essere</b>, cioè il mettersi in gioco). </div><div><br></div><div>Inoltre il pedagogista e l’educatore professionale non insegnano, nel senso che non trasmettono nozioni, ma educano e formano i soggetti, in quanto trasmettono loro la speranza di un modo migliore di vivere, di guardare la vita con occhi diversi per coglierne la bellezza, dando un significato nuovo alla propria esistenza, attraverso l’individuazione di<b> strategie di problem-solving.</b> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il lavoro del pedagogista è anche un lavoro di team con varie professionalità quali educatori, insegnanti, consulenti filosofici, psicologi, logopedisti, ecc... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12">Compito e senso della pedagogia, infatti, è fondamentalmente quello di guidare i soggetti verso la cura di sé e dell’altro, aiutandoli a migliorare il rapporto con se stessi e con l’altro, sviluppando un percorso attraverso il quale la persona venga facilitata a conquistare o ri-conquistare la propria umanità, la propria irripetibile individualità e la </span><b class="fs12">capacità di contribuire attivamente sia alla vita sociale</b><span class="fs12"> che alla costruzione del mondo. Attualmente si distinguono molti settori della ricerca scientifica legati all’ambito pedagogico in sé e all’ambito pedagogico ad orientamento filosofico e alle Neuroscienze, quali, ad esempio, la Biopedagogia, la Neuropedagogia, etc... Ma per questo e altro ancora vi rimando ai miei prossimi articoli.</span></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WdPDzWi0PIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a></b>, Pedagogista - Consulente filosofico, bioetico e pedagogico </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi alla pedagogista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WdPDqmi0PIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicopedagogia"</a>. Leggendo attraverso anima e relazioni.</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 23 Sep 2017 17:03:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-pedagogista-e-l-educatore-professionale--educazione-alla-speranza-e-alla-bellezza</link>
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			<title><![CDATA[LA SCUOLA NON SI-CURA]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_upo97pc0"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/scuola-non-si-cura.webp"  title="" alt="" width="340" height="216" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Prima solo voci di corridoio, un passaparola simile al gioco del ‘telefono senza fili’ che amplifica e distorce i messaggi iniziali, poi un crescendo di conferme, fino ad arrivare alla constatazione reale di quello che stava avvenendo. <span class="fs12">E non eravamo di fronte all’ennesima </span><b class="fs12">notizia di cronaca appresa dal telegiornale</b><span class="fs12">, o letta sui quotidiani, o nel web: la drammatica e sconcertante circostanza accadeva </span><b class="fs12">nei corridoi scolastici dei nostri figli</b><span class="fs12"> e pareva l’antefatto raccapricciante di una tragedia annunciata. </span><b class="fs12">Un collaboratore scolastico con gravi disturbi psichici svolgeva indisturbato la sua attività</b><span class="fs12"> lavorativa tra le mura della scuola dei nostri figli e, nonostante fosse già conosciuto dalle autorità di polizia e dagli organi di assistenza sociale della città, per problematiche pesanti arrecate a terzi, rimaneva ancorato alla sua postazione lavorativa (strettamente a contatto con studenti minorenni), perché tutelato dalla tipologia del contratto di lavoro. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><div>Confermata la veridicità della questione,<b> una delegazione di genitori</b> si è prontamente mobilitata, affinché l’uomo potesse essere allontanato dal luogo di lavoro, ma<b> le risposte ricevute dalla Direzione scolastica</b> non hanno prospettato cambiamenti imminenti (per colpa di impedimenti burocratici ci è stato detto), confidando nel fatto che, come negli anni precedenti prestante servizio, l’individuo segnalato, almeno a scuola, avrebbe tenuto una buona condotta tale da non far emergere, ancora una volta, quella come<b> situazione grave e inaccettabile</b>, da risolvere come priorità assoluta per la sicurezza degli studenti, degli insegnanti e di tutti coloro che prestavano servizio presso la sede scolastica. In attesa di intervenire con altri mezzi e strumenti per garantire la<b> legittima sicurezza dei nostri figli</b>, il soggetto in questione ha costruito ordigni incendiari che ha fatto esplodere in alcuni punti della città, precisamente nei pressi delle residenze di persone con le quali, alcuni giorni prima, aveva avuto dissapori e diverbi. Solo dopo tale evento si è provveduto alla denuncia dell’uomo e alla <b>sospensione temporanea</b> (solo cinque mesi) dalla sua attività lavorativa. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Mi domando cosa accadrà allo scadere dei termini previsti e se i nostri figli siano realmente al sicuro tra le mura scolastiche, rifletto sull’urgenza e la necessità di appurare, da parte di professionisti specializzati, <b>la salute mentale </b>di tutti coloro che indistintamente operano in strutture accoglienti minori. Ho difficoltà a sentirmi tranquilla e serena, perché temo altre realtà nascoste, celate e abilmente taciute, per evitare di ‘alzare polvere’ e sporcare l’immagine di una scuola, ormai palesemente orientata verso una carriera imprenditoriale, in cui &nbsp;‘il fare numero’ vince nettamente sulla reale qualità del servizio offerto.<b> TOLLERANZA ZERO </b>dovrebbe essere il modus operandi riservato a tutti colori che minano la sicurezza dei nostri figli, non accettando mezzi termini o compromessi che lascino la porta aperta a possibili tragedie o drammatici epiloghi. La <b>‘buona scuola’</b> non è quella che riluce di festosità nell’accogliere le giovani matricole il primo giorno di scuola, la ‘buona scuola’ tutela, garantisce e si batte, affinché possano esplicarsi concretamente i valori fondamentali di cui si fa portavoce e rappresentante. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12">I cinque mesi trascorreranno e noi genitori sicuramente non abbasseremo la guardia, saremo più vigili e guardinghi, perché la ‘buona scuola’, per il momento, è solo </span><b class="fs12">un’utopia</b><span class="fs12">...</span></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WcfH-8irTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Vanna </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WcfH4sirTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;&nbsp;</a></div><div>I pensieri e le parole del cuore... &nbsp;</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Sep 2017 14:54:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[”ESERCIZI CANINI”. PICCOLI SCRITTORI CRESCONO... ]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_hm8j2na1"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/esercizi-canini.webp"  title="" alt="" width="299" height="480" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Esistono molti modi diversi di raccontare la stessa storia. Ce lo ha ben dimostrato Raymond Queneau con i suoi<b> “Esercizi di stile”</b> del 1947, in cui è possibile trovare ben novantanove versioni differenti dello stesso (banale) avvenimento. Un testo fondamentale e illuminante, ma di certo poco accessibile ai più piccoli. Eccone quindi una sorta di versione per giovanissimi, opera dello scrittore e insegnante <b>Gianni Magnino: “Esercizi canini”</b>. Questo lo scheletro del racconto di partenza: mentre un uomo sta portando a spasso il cane, l’animale pensa bene di “mollarla” davanti a un portone; a questo punto sopraggiunge una signora che, su tutte le furie, sgrida l’uomo per non averla raccolta, costringendolo a tornare sui propri passi. Seguono quindici racconti che ci mostrano altrettante varianti della stessa storia, raccontata di volta in volta<b> dal punto di vista dell’uomo</b>, della donna e perfino del cane, oppure con registri che variano da quello fiabesco a quello “carino” (tempestato di vezzeggiativi) fino ad arrivare a quello “misterioso”, con tanto di macabro colpo di scena finale. Il testo fa parte della <b>Collana Bestiale della Notes Edizioni,</b> curata da Guido Quarzo, e rappresenta un modo divertente e immediato per avvicinare i più piccoli a concetti notoriamente astrusi come quelli di “<b>narratore</b>”, “<b>punto di vista</b>” e “<b>registro linguistico</b>”. Consigliatissimo agli insegnanti e a tutti i piccoli scrittori in erba.</blockquote><blockquote><span class="fs12"> <br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.WcUyBsirTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis</a></b><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><div><div><span class="fs12">Continuate a seguire &nbsp;<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php#.WcUyGsirTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e racconti</a>. Raccontare per emozionare...</span></div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Sep 2017 15:51:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-esercizi-canini---piccoli-scrittori-crescono----</link>
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			<title><![CDATA[L’EMPATIA DEL CANE, UN VERO E PROPRIO CONTAGIO EMOTIVO!]]></title>
			<author><![CDATA[Patrizia Castellano]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_letmo0ee"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/empatia-col-cane.webp"  title="" alt="" width="341" height="256" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>Il cane ha delle capacità empatiche nei confronti dell’uomo</b>, ovvero comprende il suo stato d’animo. Sente la gioia, l’allegria, persino il dolore e la tristezza, percepisce le <b>emozioni</b>, riesce a comunicare con questa incredibile dote, non infliggendo su nessuno<b> il peso del giudizio</b>, poiché egli non giudica mai, ma insegna sempre. Non tutti siamo dotati di tale strumento di comunicazione, capacità o dote. Molti cani impiegati nelle <b>attività beneficali di pet therapy</b> entrano in sintonia con le nostre sensazioni più profonde, cercando di interagire, grazie allo straordinario canale comunicativo non verbale, proprio <b>come fa una mamma con il suo cucciolo d’uomo</b> quando riesce ad interpretare emotivamente lo stato del suo piccolo. Anche il cane non interpreta le parole, ma la postura del corpo, instaura sintonia con le nostre emozioni, risponde al pianto, al sorriso e altri stati d’animo della persona che ha di fronte. <div>Tra l’utente e il pet avviene un vero e proprio<b> contagio emotivo</b>! </div><div>Il cane, infatti, è in grado di percepire le situazioni in maniera simile all’uomo. “Quando sono triste, il mio cane si rattrista e cerca di alleviare i miei pensieri, mi &nbsp;guarda con gli occhioni dolci, mettendosi comodo poggiando il muso sulle mie gambe: è come se volesse invitarmi a giocare con lui... Quando un bimbo piange, egli si avvicina asciugando i suoi lacrimoni con delle ‘leccatone interminabili’... altro che bacini, bacioni e baciotti... Quando mi lascio prendere dalla pigrizia, egli sa come buttarmi fuori di casa, spingendomi con il suo grand testone ed io non so resistergli... A volte torno a casa con mille pensieri, centomila problemi, delusioni e fallimenti: la mia Baby mi guarda (già con con tre oggetti in bocca) e <b>osserva prima il mio stato, mi legge dentro</b>, dopodichè, se percepisce che ho avuto una giornata difficile, mi gira intorno più volte, porgendomi quello che lei crede sia l’oggetto per me prezioso, il più delle volte un peluche rotto e ‘sbavacchiato’, lasciandolo solo dopo che <b>con il suo sguardo</b>, pare mi dica ‘dai Amica, anch’io ho avuto una giornataccia, ecco la ricompensa! Insieme sarà di nuovo meraviglioso! Ti capisco, ora ci sono io ad aiutarti!’” <span class="fs12lh1-5">Tutto questo, non perché è un</span><b class="fs12lh1-5"> cane ’simpatico’</b><span class="fs12lh1-5">, ma perché egli che è in grado di percepire le emozioni, per cui, dotato di capacità empatiche. Sì, sono così, “</span><b class="fs12lh1-5">SOGGETTI </b><span class="fs12lh1-5"> capaci di insegnare attraverso il canale comunicativo dell’empatia, specialmente ai piccoli fruitori, rendendoli più felici, coinvolgendoli con le emozioni (che sono la prima forma di connessione sociale) con il gioco, l’interazione, e l’epimelesi. Inoltre i pet insegnano a rispettare gli altri, mettendosi nei panni dei loro amici, semmai più in difficoltà, o diversi. Queste propensioni nei confronti dell’uomo, che in alcuni cani è più evidente, è alla base dell’efficacia terapeutica della </span><b class="fs12lh1-5">relazione uomo-animale</b><span class="fs12lh1-5">. Con questo vi ricordo che il cane ha un’identità di specie, va rispettato nella sua alterità, e non va antropomorfizzato, vale a dire che non si devono assolutamente attribuire all’animale caratteristiche e qualità umane!</span></div><div><br></div><div> &nbsp;</div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/terapia-assistita-con-animale-e-amore.html#.WcUwrcirTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Patrizia Castellano</a></b> - Equipe Pet Therapy- Operatore Pet Therapy, Operatore in Zooantropologia Didattica , Educatore Cinofilo &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-medico-veterinario-online-a-trani.php#.WcUww8irTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale" </a></div><div>L’amore che va oltre...senza parole</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Sep 2017 15:45:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-empatia-del-cane,-un-vero-e-proprio-contagio-emotivo-</link>
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			<title><![CDATA[’UN RE BALBUZIENTE CHE RITROVA LA VOCE’: LA VERA STORIA DI RE GIORGIO VI]]></title>
			<author><![CDATA[Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0uf1zcpr"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/re-balbuziente.webp"  title="" alt="" width="339" height="226" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>La balbuzie, "disordine del ritmo della parola</b> nel quale il paziente sa con precisione cosa vorrebbe dire, ma nello stesso tempo, non riesce a dire". Se il film “Rain man” ha avvicinato il pubblico al mondo dell’autismo, <b>“Il discorso del Re”</b> ha fatto conoscere quello della balbuzie. <b>È la storia vera di Re Giorgio VI</b>, che nel 1936, alla morte del re Giorgio V, subentra al trono dopo l’abdicazione del fratello maggiore. Ma <b>il vero focus è il vissuto interiore del Re</b>, che afflitto da balbuzie fin da piccolo, si ritrova a dover parlare a tutto il Regno Unito, attraverso l’allora nuova invenzione tecnologica della radio. A sostenerlo, in tale frustrante dovere regale, c’è<b> il suo personale logopedista Lionel Logue</b>, che riesce abilmente a “ri-dare la voce” e a restituire <b>l’autostima</b> ad un uomo ormai da troppo tempo amareggiato dalle tante umiliazioni subite a causa della sua balbuzie. Un film che è stato molto apprezzato dagli esperti del settore in <b>Gran Bretagna,</b> per il modo in cui ha trattato un disturbo comune a migliaia di persone: “ha fatto sì che la gente in<b> tutto il mondo abbia iniziato a vedere la balbuzie in una luce diversa</b>”, ha commentato Roberta Williams, docente di scienze della comunicazione e del linguaggio alla University of London. <div>La balbuzie è un disturbo del linguaggio di carattere multifattoriale che l'Organizzazione Mondiale della Sanità classifica come "un disturbo specifico dello sviluppo, un disordine del ritmo della parola nel quale il paziente sa con precisione cosa vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non riesce a dire"(1977). Nonostante una diffusa credenza popolare, la balbuzie non riguarda e non ha riflessi sull'intelligenza.<b> Ansia, scarsa auto-stima, nervosismo e stress</b>, non causano di per sé la balbuzie, sebbene sono molto spesso le conseguenze del vivere con una disabilità socialmente invalidante e sono tutti fattori che, a loro volta, aggravano il problema. <b>La logopedia è una delle discipline che tratta il disturbo</b> di balbuzie. I metodi che solitamente vengono utilizzati dall'approccio logopedico per trattare la balbuzie sono vari e vengono adattati e personalizzati a seconda delle caratteristiche e dell’età del paziente. In molti casi di balbuzie potrà essere utile un ciclo di sedute di terapia logopedica che rieduchi la respirazione, insegni ad utilizzare un <b>ritmo cadenzato</b>, alleni ad addolcire i suoni consonantici e favorisca l’acquisizione di metodologie di rilassamento per la persona. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.WcfKm8irTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras</a></b> Logopedista</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi alla <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WcfKfcirTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Logopedista</a>... per comprendere oltre le parole</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Sep 2017 15:06:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-un-re-balbuziente-che-ritrova-la-voce---la-vera-storia-di-re-giorgio-vi</link>
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			<title><![CDATA[BISCOTTI ALLA PANNA: COLORATA E FRAGRANTE DELIZIA!]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_fybqypqc"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/biscotti-alla-panna.webp"  title="" alt="" width="336" height="336" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>La<b> panna</b> la uso di solito per guarnire torte e cup cakes, ma, alcune volte, mi capita di abbondare con le quantità e ritrovarmi con della panna colorata in eccesso. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Anche oggi, penso proprio di aver esagerato, ma non c’è nessun problema: con la <b>panna montata di colore verde</b> recupero una ricetta di biscotti e mi rimetto all'opera! Propongo a tutti voi la ricetta. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b class="fs12">Ingredienti</b><span class="fs12"> per circa </span><b class="fs12">20 biscotti.</b><span class="fs12"> 250 g di farina 00; 50 g di fecola di patate; 1 uovo; 80 g di zucchero; 80 g di burro freddo tagliato a cubetti; 80 g di panna per dolci già zuccherata (montata o liquida); 100 ml di &nbsp;lievito per dolci; 1 cucchiaino di sale; 1 pizzico di vanillina, oppure aroma di limone, 1 bustina, oppure buccia grattugiata di mezzo limone.</span></div><div><b>Procedimento</b>. Preriscaldare il forno a 180°. In una ciotola capiente setacciare la farina e la fecola con il lievito, la vanillina ed il pizzico di sale. Aggiungere lo zucchero e il burro freddo tagliato a cubetti, impastare il tutto velocemente. Sempre nella stessa <b>ciotola aggiungere la panna e l’uovo</b>; lavorare tutti gli ingredienti, fino a formate una palla liscia ed omogenea. L’impasto ottenuto va avvolto all’interno della pellicola trasparente e lasciato in frigorifero almeno 30 minuti. Trascorso il tempo di riposo stendere la sfoglia su di un piano infarinato, dando lo spessore di circa 5 mm, ricavare delle forme rotonde (vedi foto collage) e creare al centro un foro.<b> Disporre i cerchi di impasto sulla teglia</b> rivestita con carta forno e cuocerli a 180° per circa 15 minuti. Controllare i biscotti dopo i primi 7 – 8 minuti e girarli nell’altro verso per consentire una cottura ottimale. I biscotti alla panna sono pronti ed una volta raffreddati si conservano all’interno di un contenitore per biscotti, anche per 3 o 4 giorni senza perdere la friabilità, importante è che il contenitore sia chiuso bene! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b>Dolcissimi biscotti</b> alla panna a tutti voi! </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.WcfJccirTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.WcfJccirTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato </a></b>Cake designer - delegata provinciale Bari FIAB</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.WcfJUsirTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Spirito Artistico"</a> . La fantasia non conosce confini...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Sep 2017 15:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[VOLONTA’: IO NON MOLLO MAI!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xr7a2ruy"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/io-non-mollo-mai.webp"  title="" alt="" width="336" height="218" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>Una forza, la volontà</b>, che consente, anche ad intelligenze mediocri, di raggiungere risultati sorprendenti. Già da piccoli occorre <b>educare questa qualità </b>che in tanti è innata e, perfino ereditata, ma in tanti altri scarseggia da procurare mille negatività. Ogni giorno scolastico la richiede, ma non da tutti viene esercitata ed allenata attraverso un impegno costante e produttivo. I compiti da svolgere a casa la mettono a dura prova, tuttavia, spesso, è insufficiente e fallisce, da rendere pigri ed inconcludenti. <b>Un valido supporto allo sviluppo della volontà,</b> oltre al lavoro scolastico, <b>può darlo, senza dubbio, la pratica sportiva.</b> Fare sport assiduamente, non solo facilita l'acquisizione di abilità fisiche e il loro miglioramento, ma<b> allena e fortifica l’esercizio della volontà</b> che, come tutte le qualità intellettive e morali, è compartecipe alla crescita di un corpo sano e forte, non impigrito da apatia e svogliatezza. I ragazzi volenterosi, su cui nessuno avrebbe scommesso, raggiungono incredibili obiettivi e tagliano lontanissimi e difficilissimi traguardi. La<b> volontà vola </b>e vince qualunque impossibile sfida.</blockquote><blockquote><span class="fs12"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WcUq3sirTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it<br></a></span><span class="fs12">Continuate a seguire </span><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WcUrBcirTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span><div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Sep 2017 15:16:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?volonta---io-non-mollo-mai-</link>
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			<title><![CDATA[CHE COS’E’ LA BELLEZZA. “ARMONIOSA INDAGINE” NEI MEANDRI DELLA FILOSOFIA... ]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2bi3lytx"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/la-bellezza.webp"  title="" alt="" width="339" height="226" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>Parlare di bellezza ci porta ad indagare sia l'ambito estetico </b>che quello etico dell'esistenza. La parola ‘<b>estetica</b>’ etimologicamente viene da aìstesis, cioè tutto ciò che investe i sensi, e dal verbo aistànomai, che significa percepire attraverso i sensi. Quindi, <b>la bellezza colpisce i nostri sensi</b>, vista in questa ottica è qualcosa che ci colpisce e, in quanto tale, esercita su di noi un potere. Anche Thomas Mann usa il termine trafiggere, parlando di bellezza e, così facendo, carica la parola di un significato che la avvicina molto alla parola amore. <div><b>La bellezza è ciò che trafigge</b>, così come l'amore. </div><div> Alla luce di questa definizione possiamo dire che il bello è ciò che mi colpisce, che esercita su di me potere e non viceversa. <b>Il professor Galimberti</b>, intervenendo sulla bellezza al festival della filosofia di Modena, afferma che la prima volta in cui è stato utilizzato il termine bellezza risale sicuramente nel libro della genesi, dove si racconta che Dio, dopo la creazione del mondo, osservando il creato dice che ‘tutto questo è TOB’, termine aramaico che il greco traduce col termine <b>Kalòs</b>. Questo termine è sempre abbinato ad un altro <b>AGATOS</b>, che significa buono. </div><div>Nella cultura greca ciò che è bello è anche buono. </div><div><b>Questa è la CALOCAGATIA</b>, concezione per la quale non si può coltivare solo il corpo, ma anche l'anima deve avere un suo nutrimento e una sua bellezza strettamente corrispondente all'esteriorità. Per il mondo greco è importantissimo cercare costantemente l'armonia tra finito e infinito, tra determinato e indeterminato, perché <b>quella greca è una cultura basata sul "visivo"</b>, che cerca uno sguardo onnicomprensivo sulla realtà, per catturarne le leggi sulle quali, poi, modellare la vita umana.</div><div>Quindi, dalla contemplazione della natura, all'educazione dell'uomo.</div><div>Platone, nel Filebo, dice che la bellezza è &nbsp;"Suncherabito”, che tradotto significa &nbsp;“<b>la giusta mescolanza</b>”, la giusta proporzione tra gli ingredienti, perché "Meden agan", ovvero “nulla di troppo è l'atteggiamento giusto”, perchè “metron ariston”, cioè “la misura è la cosa migliore”! Simone Weil, filosofa e mistica del 900, dirà che questa armonia e misura ha in sé, però,<b> un ORDINE INFLESSIBILE</b> al quale non si può &nbsp;disobbedire, infatti &nbsp;nell'architettura, così come nella musica, nessun elemento può essere sottratto o spostato, se non a condizione di stravolgerne l'armonia e l'equilibrio. </div><div>L'armonia, la misura, se è osservata attentamente, è in grado di produrre <b>l'EUDAIMONIA</b>, cioè la felicità.</div><div>Platone scrive che deve esserci un graduale passaggio dalla bellezza dei corpi alla bellezza delle idee, alla bellezza delle leggi, fino a giungere alla bellezza della conoscenza in sé, cioè ad una bellezza astratta. Riguardo questo aspetto dell'astrazione nella filosofia buddista, non esiste né la bellezza che affascina né la bruttezza che repelle. </div><div><b>L'unica bellezza che va contemplata è quella di un cuore compassionevole.</b></div><div>A questo punto ci siamo spostati nell’ambito propriamente <b>ETICO</b>, se parliamo di bellezza come felicità e/o compassione. Simone Weil afferma che il bello è una macchina per trasformare energie basse in energie elevate e, dunque, dove c'è bellezza c'è progresso spirituale. Ma, a questo punto provocatoriamente chiederei:</div><div><br></div><div><br></div><div><i class="fs24 cf1">qual è il contrario di bello?</i></div><div><br></div><div><br></div><div>La bellezza è utile? Le parole belle sono importanti? </div><div>Sicuramente, il contrario di bello è tutto ciò che rappresenta l' illimitatezza, il trascendimento, il non rispetto della proporzione e dei limiti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Nella nostra epoca del ‘furore’ e del ‘calcolo’, per dirla in modo <b>Heideggeriano</b>, dove non esiste più il limite, la misura, ma il sovvertimento nel nome della crescita, è possibile ancora uno spazio per la bellezza? Probabilmente la bellezza, così come l’amore, in una società tecnocratica utilitaristica come la nostra, dove ciò che conta è solo il profitto, non è più un valore perché è &nbsp;inutile, non produce nessun altro valore, soprattutto economico. In questa ottica non esistono più neppure belle parole, autentiche, viste le mistificazioni cui il linguaggio si presta e, se i pensieri che noi possiamo pensare sono solo quelli limitati alle parole che possediamo, come diceva Heidegger, in una società come la nostra in cui le parole si vanno sempre più riducendo, siamo destinati forse ad un pensiero più sterile? E, laddove non hai parole per <b>spiegare e sentire il mondo intorno a te</b>, non stai sicuramente declinando verso l'animalità? </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.WcUr68irTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/etica-e-senso-della-vita.php#.WcUsAcirTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Filosofia ed Etica"</a></div><div>Il giardino delle parole...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Sep 2017 15:26:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?che-cos-e--la-bellezza---armoniosa-indagine--nei-meandri-della-filosofia----</link>
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			<title><![CDATA[’CRESCERE NELLO SPORT’: IL MIGLIOR MODO PER ALLENARSI ALLA VITA]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Troia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_phxs36nh"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/crescere-nello-sport.webp"  title="" alt="" width="329" height="219" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Dopo aver parlato degli aspetti generali, attraverso i quali<b> un genitore deve avvicinare sin da piccolo il proprio figlio</b>, per crescere imparando a vivere la vera essenza dello sport, è fondamentale ora capire anche il perché per un bambino è importante acquisire<b> l’educazione sportiva</b>. Lo sport si propone come attività concreta che richiede un forte impegno, attraverso il quale è possibile apprendere informazioni importanti, non solo per raggiungere il miglior <b>risultato sportivo</b>, ma anche e soprattutto per la propria crescita personale. Infatti, lo sport può svolgere un ruolo fondamentale nell'<b>educazione delle giovani generazioni </b>che cambiano e mutano a seconda delle attitudini che vivono: negli ultimi anni, infatti, <b>i ragazzi tendono ad abbandonare la propria crescita sportiva preferendo altre strade</b>. E' necessario, quindi, riscoprire il reale valore educativo e l’importante potenziale dello sport che non può essere ridotto a semplice educazione motoria, o ad una proposta finalizzata meramente al risultato e all'affermazione di sé, bensì ad un’attività che mira principalmente ad una formazione personale e ad <b>una crescita educativa</b>, con la finalità di abituare i ragazzi, sin da piccoli, a rispettare le regole e a tenere comportamenti ben precisi. <div>Le regole esistono perché regolano, educano, insegnano.</div><div>Il primo passo verso questa strada sta nell’instaurare sin da subito un rapporto di rispetto reciproco: <b>rispettare i propri amici e gli insegnanti all’interno di un grupp</b>o sportivo è importante per crescere come individuo e come atleta. Ciò significa che quando l’insegnante spiega, si ascolta attentamente, per poi mettere in pratica, o se un compagno ha delle difficoltà, lo si aiuta e lo si fa sentire partecipe della squadra, evitando di assumere atteggiamenti di superiorità dettati dalla volontà egoistica di ottenere risultati sportivi migliori: questo è un aspetto che<b> gli educatori/allenatori devono trasmettere sin dall’inizio delle attività</b>, evitando parole di ammirazione eccessiva nei confronti di qualche atleta, o al contrario, parole che possono demoralizzare e imbarazzare un atleta davanti ai propri compagni, ricordando sempre che in una squadra si vince e si perde tutti insieme. In questa fase, non è appunto da sottovalutare il ruolo che può assumere <b>l’allenatore</b>, in quanto a volte, trascinati dall’entusiasmo del ruolo che si ricopre, si può correre il rischio di dimenticare<b> il bene dei ragazzi</b>, dando poca attenzione alla crescita umana. Un secondo aspetto da tenere in considerazione è la predisposizione dell’atleta, affinchè si capisca la corretta modalità di &nbsp;comportamento per crescere e svolgere professionalmente il proprio compito. Un <b>bambino che cresce con un’educazione sportiva</b> capirà quanto sarà importante anche fare piccoli sacrifici a beneficio dell’attività medesima. Dalle piccole cose, come anticiparsi i compiti scolastici per poter andare all’allenamento, fino ad arrivare alla<b> fase adolescenziale</b> in cui si evince una tendenza a non saper rinunciare al divertimento, il più delle volte eccessivo e dannoso alla propria <b>attività sportiva</b>. Un piccolo esempio l’ho riscontrato durante il mio percorso da allenatore: mi è capitato di incontrare ragazzi che preferivano uscire e divertirsi con i loro amici il sabato sera, invece di giocare la domenica mattina con la propria squadra, arrivando poi ad abbandonare <b>l’attività sportiva per questi piccoli, ma importanti, motivi</b>. Il senso del sacrificio è un valore che i giovani sembra vadano via via perdendo e in questa fase è fondamentale un giusto e attento aiuto anche da parte della famiglia, per far capire al proprio figlio la giusta strada da prendere e che solo <b>attraverso il sacrificio, insieme alla passione</b>, si possono raggiungere delle soddisfazioni sportive che rendono un ragazzo sicuramente forte e orgoglioso del suo cammino, ricordandogli che quello che trova fuori dai centri sportivi c’è e ci sarà sempre, ma se si abbandona il cammino sportivo preferendo altro, corre il grosso rischio, non solo di pentirsene, ma di interrompere uno dei <b>percorsi più sani e belli</b> che può intraprendere nella sua vita. Rispettare le regole vuol dire, non solo essere capaci di mettere in pratica le regole specifiche che ogni sport ha, ma apprendere soprattutto quelle di una convivenza civile, comuni a tutto il mondo sportivo e non, ricordandoci che il rispetto delle regole è un aiuto, mai un limite! <b>‘Per ogni individuo, lo sport è una possibile fonte di miglioramento interiore</b>”. Pierre de Coubertin. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/sport-come-metafora-di-vita.html#.WcIvqMirTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Andrea Troia,</a></b> Tecnico sportivo </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.WcIvjMirTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina" </a></div><div>Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 16 Sep 2017 09:04:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-crescere-nello-sport---il-miglior-modo-per-allenarsi-alla-vita</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IL RITORNO DEI PIDOCCHI: UN VERO E PROPRIO GRATTACAPO!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_oj9eekq1"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/il-ritorno-dei-pidocchi.webp"  title="" alt="" width="333" height="222" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Con l’inizio della scuola, torna<b> l’incubo dei pidocchi</b>, puntuali si ripresentano ogni anno. Non c’è alcun sistema miracoloso per prevenire i pidocchi. L’unica regola valida<b> è controllare spesso i capelli e intervenire correttamente utilizzando i prodotti nel modo giusto.</b> I pidocchi sono piccoli parassiti di colore bianco-grigiastro che vivono solo sull’uomo e che si nutrono di sangue e non sopravvivono lontani dal cuoio capelluto per più di 2-3 giorni. Ogni femmina <b>depone fino a 300 uova </b>che rimangono attaccate alla base dei capelli con una sostanza collosa per 7-15 giorni e poi si schiudono. Le uova sono molto piccole, da 1 a 3 mm e si distinguono dalla forfora perché quest’ultima si stacca facilmente anche soffiando. Il<b> sintomo più comune è il prurito</b>, soprattutto dietro le orecchie, sulla nuca e sulle tempie, ma non sempre è presente. Il ciclo vitale del pidocchio avviene attraverso tre stadi e dura circa un mese. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Si parte dall’uovo (detto anche lendine) che schiudendosi dà origine alle ninfe, forme immature del<b> parassita adulto</b>. La ninfa è molto piccola e rossastra, mentre il pidocchio adulto è scuro e lungo 2-4 mm. Il pidocchio adulto depone le uova, che a loro volta si schiudono dopo 8-10 giorni riproducendo il ciclo. I più colpiti dalla pediculosi sono<b> i bambini in età prescolare e scolare</b> (3-11 anni), con un picco all’età di 9 anni, e le loro famiglie, perché hanno più occasioni per contatti stretti. Le bambine sono più colpite dei maschi, probabilmente a causa dei capelli lunghi. L’infestazione colpisce dal 5 al 22% dei bambini, indipendentemente dallo stato sociale, non dipende dall’igiene personale, ma semplicemente dalla vicinanza di tanti bimbi, perché i pidocchi<b> passano da una testa all’altra</b> velocemente. Esistono alcune caratteristiche individuali (tipo di capelli, odore della pelle) che fanno sì che alcuni bambini prendano i pidocchi più frequentemente di altri. Si diffondono tramite contatto diretto con persone affette da pediculosi, o indiretto toccando ad esempio i loro vestiti o lenzuola. I<b> pidocchi possono vivere fino a 30 giorni sulla cute</b>, ma muoiono dopo poche ore se rimossi per mancanza di nutrimento. Le loro uova (lendini), invece possono sopravvivere anche fino a due settimane, assomigliano a granelli di forfora e, grazie all’azione di una sostanza adesiva che secernono, sono difficili da rimuovere. Si schiudono nel giro di una settimana. I pidocchi del capo non trasmettono malattie infettive, se sono numerosi possono indurre lesioni da grattamento che a loro volta possono infettarsi. In alcuni casi possono comparire anche<b> reazione allergiche</b>. Se il bambino non ha i pidocchi non serve fare trattamenti preventivi, anzi sono controproducenti, perché potrebbero indurre resistenza per un futuro trattamento. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs24"><i><span class="cf1">Scopriamo i rimedi</span></i></span></div><div><span class="fs22"><i><br></i></span></div><div><br></div><div><span class="fs12">L’unico vero strumento di prevenzione è il controllo. Lavare le lenzuola e federe a 60°. Tutti gli oggetti tessili (abiti, lenzuola, salviette, peluche, cappelli…) del bambino dovrebbero essere lavati in lavatrice a più di 60°C. Il calore uccide i pidocchi e inattiva le uova a una temperatura superiore a 55° per cinque minuti. Se non possono essere lavati, chiuderli in un sacco di plastica per 15 giorni, affinché i pidocchi presenti e quelli che nasceranno dalle eventuali uova, muoiano per mancanza di nutrimento. </span><b class="fs12">Lavare spazzole e pettini.</b><span class="fs12"> Non è ancora ben chiaro se esiste una connessione tra condivisione di spazzole e simili, e diffusione dell’infestazione da pidocchi, ma per sicurezza meglio pulire spazzole, pettini e accessori (cerchietti, mollette, nastri…) utilizzando acqua calda a 60°C e sapone, lasciandoli immersi per almeno 10 minuti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div>No a insetticidi per ambienti. <b>L’utilizzo di spray insetticidi per l’igiene ambientale è sconsigliato </b>e inutile. Risultano inefficaci per la scarsa concentrazione che questi raggiungono a livello delle superfici trattate e, inoltre, contengono sostanza tossiche e irritanti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Come si eliminano i pidocchi dalla testa? Il metodo migliore viene considerato la pettinella. La rimozione meccanica (combing) utilizzando gli appositi pettini di metallo a denti fitti è il metodo più efficace in caso di pediculosi, ma richiede pazienza e costanza: va ripetuto ogni due giorni per almeno due settimane. Aiutarsi con una lente d’ingrandimento. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b>Vantaggi</b>: assenza di prodotti chimici, riutilizzabile, adatta anche per bambini sotto i due anni, in gravidanza e allattamento. Per rendere il passaggio più scorrevole, si può utilizzare del balsamo o dell’olio vegetale. <span class="fs12">E’ bene, tuttavia, sapere che non esiste un prodotto efficace al 100% sulle uova: dopo il trattamento, perciò, è opportuno staccare manualmente le lendini eventualmente rimaste. Per facilitare questo compito può essere utile</span><b class="fs12"> bagnare i capelli con acqua e aceto </b><span class="fs12">e aiutarsi con la pettinina (passandola nei capelli per almeno 30 minuti). I prodotti per il trattamento della pediculosi presenti in commercio contengono uno o più antiparassitari e sono disponibili in diverse formulazioni (shampoo, lozioni, polveri, creme). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><b>Phon e piastra</b>: un aiuto in più. Studi mostrano come il calore uccida larve e pidocchi e non permetta alle uova di schiudersi. Dunque, asciugare i capelli con phon ben caldo almeno per 5 minuti. Le piastre sono utili per eliminare pidocchi e uova tra i capelli, ma non dovendo toccare il cuoio capelluto, posto invece preferito dai pidocchi per deporre le uova, da sole non possono risolvere il problema. <span class="fs12">Quali sono i prodotti anti pidocchi davvero validi? Rimedi naturali.</span></div><div><b>Aceto di mele utile per togliere i lendini.</b> Non uccide e non tiene lontano i pidocchi: essi non possono assorbirlo o berlo, ma aiuta l’azione di rimozione delle uova attraverso gli appositi pettinini, distruggendo la sostanza adesiva che le circonda (in particolare quello di mele). <b>Non usare l’aceto puro sul cuoio capelluto</b>. Lavare la testa diluendolo nell’acqua e, per evitare l’odore sgradevole, aggiungere qualche goccia di olio essenziale di lavanda o limone. <span class="fs12">Balsamo utile come trappola. </span><b class="fs12">Balsamo</b><span class="fs12"> e creme nutrienti immobilizzano i pidocchi rendendo più semplice la loro rimozione assieme alle uova. Utilizzare una dose sufficiente di prodotto in base alla lunghezza dei capelli e con fermagli/forcine dividere i capelli in ciocche. Passare il pettine più volte, soprattutto vicino al cuoio capelluto. Richiede un po’ di tempo, ma ha il vantaggio di </span><b class="fs12">non utilizzare prodotti chimici antipediculosi.</b></div><div><b>Mix di oli contro i pidocchi</b>: d’oliva, di semi o di lino, oltre a nutrire e rendere il capello lucido, sono un buon rimedio per uccidere i pidocchi. Preparare una tazzina di olio con 4-5 gocce di olio essenziale di timo, 4 gocce di olio essenziale di tea tree oil e altre 3 di olio essenziale di lavanda. Mescolare e spalmare sui capelli. Avvolgere in una cuffia/pellicola e tenere in posa per 2 ore. Lavare e utilizzare un balsamo per facilitare l’eliminazione di uova e pidocchi morti. Ripetere per sicurezza dopo sette giorni.</div><div><b>Maionese</b>: un vecchio rimedio efficace.<b> Il rimedio della nonna sembra funzionare</b> contro pidocchi e uova. Ha una duplice azione: la sua consistenza blocca i pidocchi impedendo loro di muoversi e l’aceto presente distrugge la sostanza appiccicosa che tiene i lendini attaccate ai capelli. Per rendere la maionese più morbida e facile da spalmare aggiungere un cucchiaino d’aceto. Coprire con una cuffia/pellicola e tenere<b> in posa per 2 ore</b>. Lavare più volte con shampoo fino a completa pulizia. Rimedi con prodotti farmaceutici. Preferire prodotti a secco agli shampoo. In farmacia esistono diversi prodotti che devono essere applicati in modo uniforme<b> su cuoio capelluto</b> e per l’intera lunghezza dei capelli, insistendo su nuca e dietro le orecchie. Si suddividono in: piretrine naturali (es: Milice); piretrine di sintesi (es: Mom); con malathion (es: Aftir); naturali (es: Paranix - mix di oli essenziali). I prodotti a secco risultano più efficaci per il maggior tempo di contatto e la minor diluizione durante l’uso.</div><div><b>Piretrine naturali</b>: pro e contro. Ottenute da alcune specie di Crisantemi. Ben tollerate, rari i casi di riniti/dermatiti. Non danno fenomeni di resistenza. La loro attività finisce dopo la rimozione. Per aumentare l’efficacia è aggiunto piperonil butossido, sostanza che facilita l’accumulo di principio attivo nel parassita aumentando l’efficacia e permettendo di ridurne la percentuale. Da non utilizzare sotto i due anni, in gravidanza e allattamento salvo indicazione medica.<b> Le uova devono essere rimosse manualmente.</b></div><div>Piretrine di sintesi: pro e contro. Presentano lo stesso meccanismo ed efficacia di quelle naturali. Hanno un’azione più prolungata, anche dopo la rimozione che può portare a irritazioni e pruriti locali che scompaiono nel giro di pochi giorni e al fenomeno di resistenza. È necessario ripetere il trattamento dopo una settimana, perché poco efficaci sulle uova. Da non utilizzare sotto i due anni, in gravidanza e allattamento<b> salvo indicazione medica.</b> Le uova devono essere rimosse manualmente.</div><div><b>Malathion</b>: con prudenza. Tale sostanza provoca <b>la paralisi respiratoria</b> del pidocchio e ha effetti collaterali maggiori e più marcati rispetto alle piretrine (aumento di: sudorazione, salivazione e motilità intestinale). Il cuoio capelluto e la pelle dei bambini assorbono maggiormente rispetto all’adulto e per tale ragione in età pediatrica è sconsigliato. È prescritto nel caso in cui altri rimedi non hanno avuto effetto. Le uova devono essere rimosse manualmente.</div><div>Dimeticone: una valida alternativa. La sua azione è di tipo fisico e non chimico (es. Hedrin). Forma una sorta di pellicola attorno al pidocchio immobilizzandolo. Il dimeticone non è assorbito dalla pelle risultando meno irritativo rispetto ad altri trattamenti. Non sviluppa resistenza. Va applicato a secco aspettando che si asciughi senza utilizzare il phon. Dopo otto ore, risciacquare. Ripetere dopo sette giorni. Le uova devono essere rimosse manualmente.<span class="fs12">Tagliare i capelli facilita la rimozione, ma non elimina il problema.</span><b class="fs12"> No a lavaggi inutili ed eccessivi</b><span class="fs12">: per il pidocchio è più facile infestare capelli puliti, rispetto a quelli sporchi ricchi di sebo. No ai mix di prodotti antipediculosi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div>Sarebbe bene, invece, insegnare ai bambini a non ammucchiare i vestiti e a non scambiarsi oggetti personali, come pettini e accessori, cappelli e sciarpe per evitare il contagio. </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html#.WcIq6MirTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html#.WcIq6MirTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b>, pediatra &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.WcIqy8irTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a> . La salute NON può essere un’opzione.</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Sep 2017 08:41:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-ritorno-dei-pidocchi--un-vero-e-proprio-grattacapo-</link>
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			<title><![CDATA[SCUOLA MEDIA. PRONTI PER SPICCARE IL VOLO?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_m4sx6sh7"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/scuola-media.webp"  title="" alt="" width="333" height="222" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Dal latino,<b> il triennale ciclo della scuola media</b>, si pone nel mezzo, tra elementare e superiore, quasi a far da ponte tra l'istruzione di base e quella più approfondita, propedeutica all'università. Considero, pertanto, la scuola media, trampolino di lancio verso <b>la piena realizzazione dei ragazzi</b>, per stimolarli a comprendere quali possano essere le proprie attitudini ed aspirazioni. Tuttavia, ciò non accade sempre e le ali della<b> ‘libertà vocazionale’</b>, spesso, vengono spezzate da genitori, o peggio ancora da docenti che, continuamente ed inconsciamente, <b>ostacolano figli o studenti</b>, con mortificazioni e scoraggiamenti. Per esperienza affermo che i ragazzi in età adolescenziale sono fiumi dirompenti, che, obbedendo ad un flusso di crescita naturale, attraversano questa terra intermedia della conoscenza, per arricchirsi di acqua e, non certo, per svuotarsi. Acqua che poi andranno a riversare spontaneamente nel proprio mare della vita. Solo <b>l'accettazione del proprio sé,</b> dunque, e delle proprie inclinazioni ed interessi, porta cuore e mente a costruirsi e migliorarsi, ma, perché questo accada la scuola media e di passaggio dovrà essere luogo ed occasione per esprimersi al meglio, conoscendosi, <b>o semplicemente riconoscendosi</b>.</blockquote><blockquote><span class="fs12"> &nbsp;<br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WblZ38irTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it<br></a></span><span class="fs12">Continuate a seguire </span><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WblZyMirTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span><div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Sep 2017 16:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[’IL LINGUAGGIO DELL’ACCETTAZIONE’. IMPARANDO A COMUNICARE CON MIO FIGLIO...]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_szltjevw"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/l-accettazione.webp"  title="" alt="" width="342" height="192" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>“Quella scena che avevo furtivamente osservato non mi sembrò reale. Non riuscivo ad accostarla all’immagine che ormai avevo attribuito a <b>mio figlio</b>. Da diverso tempo ormai eravamo in contrasto, io e lui.<b> Era distratto e lo rimproveravo continuamente.</b> Lo esortavo ad impegnarsi di più a scuola, poiché era un ragazzo intelligente e, se solo lo avesse voluto, avrebbe potuto conseguire profitti più dignitosi. Era come se vivesse<b> in un mondo tutto suo</b> e io non lo capivo. Ma quel pomeriggio, quando entrai di scatto nella sua camera e lo trovai disteso sul suo letto con gli occhi rivolti al soffitto, quasi non lo riconobbi. Istintivamente gli chiesi: ’Posso domandarti cosa stai facendo?’. Lui, con estrema calma e determinazione, rispose: ’<b>Sto pensando al mio futuro</b>!’. La sua risposta così secca e semplice fu disarmante per me, sembrava non potesse provenire dalla sua persona. Tutto ad un tratto mi sentii terribilmente in colpa per le troppe volte in cui non ero riuscita ad ascoltarlo, per le tante parole spese a demolire i suoi sforzi per esprimere i suoi bisogni. Pensai che avrei potuto cominciare a cambiare il modo di rivolgermi a lui<b>. Il mio linguaggio</b> assumeva sempre un tono autoritario e poco accettante. Mi resi conto che non ero stata capace di comunicare in modo costruttivo e non solo attraverso le parole, ma anche con i miei gesti che rivelavano giudizi e <b>sentimenti di sfiducia nei suoi confronti</b>.”<div>Il sentimento più frequente che i genitori avvertono quando non sentono di comprendere <b>i figli è senza dubbio il senso di colpa</b>. Spesso si sentono &nbsp;inadeguati a decifrare i loro bisogni e ancor più a trovare soluzioni per aiutarli. A tal proposito, lo psicologo Thomas Gordon ha fornito un importante contributo attraverso il suo libro <b>“Genitori efficaci”</b>, che rappresenta un vero e proprio manuale al servizio dei genitori interessati a migliorare i rapporti di relazione con i figli. Nel suo libro, Gordon fa riferimento all’importanza del<b> linguaggio dell’accettazione.</b> Spiega che sarebbe opportuno che i genitori acquisiscano capacità comunicative più accettanti. Però è bene che lo dimostrino non solo attraverso le parole, ma anche con i gesti, la postura e le espressioni del volto. Lo psicologo menziona, come messaggio di accettazione,<b> il “non intervenire</b>”. Nel caso, per esempio, il bambino sia impegnato in un’attività per conto proprio, è opportuno che il genitore non si intrometta, permettendo al piccolo di commettere liberamente degli errori, o di realizzare l’attività come meglio crede. In questo modo, sottolinea Gordon, il genitore invierà a suo figlio un messaggio non verbale di accettazione. Un altro potente messaggio di accettazione è l’ascolto passivo. Quet’ultimo permette al genitore di mostrare il suo interesse alle parole del figlio attraverso il silenzio, rinforzato da <b>gesti e brevi risposte</b> che incoraggiano con fiducia il suo ascolto. Infine, Gordon dichiara che il punto cruciale della comunicazione con i figli è il “come” si comunichi con loro. E’ importante esaminare il proprio modo di rapportarsi verbalmente ad essi, poiché l’efficacia come educatori dipende in gran parte dal comportamento verbale. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><div>“Quando si diventa genitori, accade un fatto strano e malaugurato. Si comincia ad assumere un ruolo, a recitare una parte, dimenticando di essere una persona…” (Thomas Gordon). Al prossimo articolo e buon linguaggio accettante a tutti!</div></div><div><div><span class="fs12">Bibliografia: </span><b class="fs12">Thomas Gordon, Genitori Efficaci. Educare figli responsabili, edizioni La Meridiana</b><span class="fs12">, Molfetta, 1994.</span></div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.WblTzcirTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b>, pedagogista, educatore extrascolastico</div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div></div><div><div>Chiedi alla pedagogista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/aspetti-psicologici-nell-infanzia-trani.php#.WblTk8irTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicopedagogia"</a>. Leggendo attraverso anima e relazioni.</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 09 Sep 2017 15:46:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-il-linguaggio-dell-accettazione---imparando-a-comunicare-con-mio-figlio---</link>
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			<title><![CDATA[ANGELINA E LO STAGNO]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_tqyp26un"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/angelina-e-lo-stagno.webp"  title="" alt="" width="336" height="224" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Come tutte le<b> estati Angelina</b>, finita la scuola, insieme ai suoi fratelli, lasciava la caserma dei carabinieri dove abitava e si trasferiva in campagna, dai nonni materni Antonio e Rosa.<div><b>Angelina arrivava in campagna</b> con il cuore in gola, correva ad abbracciare tutti i suoi amici, uno in particolare, il cane Biagio, che, appena la vedeva, si sdraiava a pancia in aria e restava fermo a guardarla, fino a quando lei non smetteva di accarezzarlo.</div><div>Poi... la corsa nei campi, <b>nelle stalle dei suoi amici cavalli e allo stagno</b> a salutare le sue amiche ranocchie che erano molto felici di rivederla, perché finalmente avrebbero fatto splendide nuotate in sua compagnia.</div><div>Era veramente felice Angelina! </div><div>Una mattina, precisamente il giorno successivo il suo arrivo, appena sveglia andò a salutare le sue amiche papere che starnazzavano felici ed insieme si incamminarono verso lo stagno. </div><div>Finalmente iniziavano le sue vacanze.</div><div>La giornata era calda e Angelina decise di fare il bagno, l'acqua dello stagno era limpida e lei nuotava felice con le sue amiche ranocchie.</div><div>Dopo il bagno, <b>si sdraiò sul prato a prendere il sole </b>e, pian pianino, si addormentò. Fu svegliata dalla sua amica papera Concetta che, molto agitata, le fece segno di seguirla, perché era accaduto un pasticcio!</div><div>La cavalla Lunetta era caduta e si era slogata una zampa, piangeva disperatamente, perché non poteva recarsi a riprendere il suo puledrino che era a giocare a casa di Pippo, l'asino.</div><div>Angelina rassicurò lunetta: avrebbe pensato lei al suo giovane cavallo. Così fece: fiera ed orgogliosa riportò il figlioletto dalla sua mamma che felice lo abbracciò e con un vigoroso nitrito ringraziò Angelina. </div><div>La nostra <b>amica </b>ritornò allo <b>stagno</b>, fece un altro bagno, scherzò con le ranocchie e, felice, ritornò a casa dai nonni.</div><div>Era stanca, la giornata era stata lunga e faticosa, ma il suo primo giorno di vacanza era stato strepitoso!</div><div>Cari ragazzi, spero che anche voi <b>abbiate trascorso vacanze felici ed avventurose</b> come quelle della nostra Angelina, intanto...vi abbraccio! Nonna Gina. &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WblR4cirTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire &nbsp;<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php#.WblRw8irTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e racconti</a>. Raccontare per emozionare...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 09 Sep 2017 15:33:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?angelina-e-lo-stagno</link>
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			<title><![CDATA[LA SOMMA DEGLI ADDENDI. FORMULA DI FELICITA’]]></title>
			<author><![CDATA[Mamma Antonella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_daczfqys"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/formula-della-felicita.webp"  title="" alt="" width="337" height="337" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>“<b>La casa è il posto dove ci sono le persone a cui vuoi bene</b>”. Ecco, è questa la frase che diventa “il verbo” se pronunciata da un <b>bimbo </b>di due anni, le cui radici sono ancorate ad un passato lontano, forse neanche troppo. Fu questo lo spunto che diede inizio ad un esame introspettivo da parte di mamma Lilly e, ripercorrendo la sua vita di bambina, riconosce istantaneamente, come caposaldo della sua <b>formazione emotiva</b>, un forte attaccamento alla famiglia in cui un ruolo importante avevano avuto i nonni, gli zii, i cugini. Nella rosa dei suoi ricordi compare l’amica per eccellenza, incontrata a tre anni, compagna di scuola, inseparabile alleata nello sport, amica di gioco. Ognuna era parte della <b>famiglia </b>dell’altra,<b> il rispettivo focolare domestico</b> pronto ad accoglierle reciprocamente, lunghi pomeriggi divisi tra studio, merende e condivisione dello svago. <span class="fs12">Lilly ricorda le loro mamme impegnate nel lavoro, nella gestione della famiglia, ma sempre pronte a qualunque sacrificio, pur di donare occasioni di pura felicità. </span><span class="fs12">Rivivendo quelle situazioni, Lilly riconosce di aver respirato tutto il bene che, entrando in casa sua, usciva e, come un vortice, lo ritrovava in casa della sua amica Lucy. Avendo scoperto quanto fosse piacevole includere una figura amica nella vita e nello spazio familiare, fu spontaneo per Lilly continuare nel tempo con questa pratica inserendo nel contesto gli elementi più importanti. Cresciuta Lilly, cresciuti gli amici e cresciute le esigenze, tutta la sua adolescenza è stata un ‘via vai’ di amici, serate, pomeriggi, cene, balli, risate e chiacchiere in una casa che ospitava il meglio della sua vita. “</span><b class="fs12">La casa è il posto dove ci sono le persone a cui vuoi bene</b><span class="fs12">” è semplicemente scritto nel </span><b class="fs12">DNA</b><span class="fs12">, esattamente come il corredo cromosomico. E’ facile, di semplice intuizione: mamma, papà, famiglia, amici. La somma degli addendi è CASA.</span><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/una-finestra-sul-mondo-di-una-mamma.html#.WbbseMirTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Antonella </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WbbsXcirTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;</a></div><div>Il cuore che parla, le parole che urlano pensieri...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Sep 2017 20:01:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-somma-degli-addendi--formula-di-felicita-</link>
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			<title><![CDATA[CURVE PERICOLOSE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_lv70ejo6"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/curve-pericolose.webp"  title="" alt="" width="331" height="255" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Non sono quelle della strada che spuntano improvvise mettendo in apprensione chi è alla guida di un mezzo di trasporto, né trattasi di forme prorompenti femminili... Per <b>"curve pericolose" intendo quelle deviazioni della colonna vertebrale,</b> capaci di provocare dolori persistenti al dorso che, molto spesso, sono sottovalutate, o addirittura ignorate. Ho l'abitudine, come docente di Educazione fisica, di controllare <b>la simmetria della schiena</b> dei miei alunni, ricorrendo, sia pure scolasticamente e non in maniera approfondita come farebbe un ortopedico, a tecniche manuali e visive, come il porre le mani sulle due sporgenze delle anche, per vedere se queste risultino in linea, come pure le vertebre, facendo semplicemente flettere in avanti l'alunno. Piccole manovre di osservazione mi aiutano a <b>rilevare difetti o paramorfismi relativi alla colonna vertebrale </b>e a suggerire una più approfondita visita ai genitori, ignari del problema fisico dei propri figli in età adolescenziale. È questa infatti la fase in cui più facilmente si manifestano tali problematiche. L'ortopedico risalirà, poi, alla reale causa che potrebbe essere anche un<b> piede piatto, o cavo</b>,per esempio, o una congenita dismetria degli arti inferiori sapendo trovare il miglior rimedio per provare a curare quelle curve patologiche, così dannose per la salute dei ragazzi.</blockquote><blockquote><span class="fs12"> &nbsp;&nbsp;<br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WbKzbcirTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it<br></a></span><span class="fs12">Continuate a seguire </span><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WbKziMirTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span><div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Sep 2017 15:11:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?curve-pericolose</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[LA TESTA GIRA? LA CAUSA POTREBBE ESSERE L’ORECCHIO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1yrngref"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/vertigini.webp"  title="" alt="" width="334" height="263" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>La vertigine è definita come una sensazione di movimento circolare</b> percepita dal soggetto, ovvero una sensazione di squilibrio per la quale pare che il nostro corpo giri su se stesso, o che ruotino e oscillino le cose intorno a noi. Generalmente si tratta di una <b>sintomatologia con origine periferica</b> generata dalla distorsione delle informazioni riguardanti il nostro schema corporeo e l'ambiente che lo circonda e provenienti dai sistemi sensoriali. I tre canali fondamentali di questo meccanismo sono <b>la vista, l'orecchio interno</b> (vestibolo) e i <b>propriocettori</b>, ovvero i recettori di posizione e movimento del corpo. Un funzionamento anomalo o patologico di uno o più di questi canali crea degli scambi di informazioni tra loro contrastanti che il cervello può non riuscire a compensare, determinando così sintomatologie a carico<b> dell'equilibrio che possono arrivare alla vertigine</b>. Nello specifico, vi sono delle patologie dell'orecchio che determinano questo tanto sgradevole, quanto comune disturbo. Le principali sono:<b> la labirintite, la malattia di Ménière, l'otolitopatia</b> (data dal distacco di alcuni corpuscoli, detti otoliti, presenti nei sensori vestibolari). Quindi, non necessariamente le vertigini devono essere associate a malattie che intaccano il corretto funzionamento del sistema centrale (cervello), ma talvolta possono dipendere da un danno dei sensori vestibolari. In questi casi i sintomi maggiormente riferibili sono le vertigini con insorgenza improvvisa di intensità notevole e variabile, nausea e vomito. <b>La visita specialistica ORL</b> è uno dei passi fondamentali per chiarire l'origine del disturbo e porvi rimedio.</blockquote><blockquote><span class="fs12"> <br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.WbKrCcirTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Pagnotta Giorgio Audioprotesista</a></b><span class="fs12"> - Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</span><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><div><div>Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.WbKqq8irTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a> . La salute NON può essere un’opzione. </div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Sep 2017 14:31:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-testa-gira--la-causa-potrebbe-essere-l-orecchio</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[B&B ‘ACCESSIBILE’ CERCASI...]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_drr99lya"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/b-b-accessibile.webp"  title="" alt="" width="341" height="152" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Qualche giorno fa, un mio amico chiedeva agli utenti Facebook se nella sua città ci fosse <b>un Bed &amp; Breakfast accessibile per ospitare un suo amico diversamente abile </b>in carrozzina. Le numerose risposte confermavano quello che temevo. Nella sua città non c’è un<b> B&amp;B totalmente accessibile</b>. Alcuni di essi, infatti, hanno barriere all'ingresso, altri nei bagni, altri ancora nel palazzo o nelle ville ospitanti. A quanto mi risulti,<b> le leggi regionali e quelle comunali</b> relative ai B&amp;B ed affittacamere impongono la totale accessibilità delle nuove strutture accoglienti turisti ma, evidentemente, non sono rispettate, o non sono valide per quelle già esistenti... Il mio amico è stato costretto, dunque, ad ospitare in casa propria (accessibile) il suo amico diversamente abile, ma non credo che tornerà a trovarlo per non creargli problemi. Gli ho consigliato di trasformare casa sua in B&amp;B. Farebbe fortuna<b> "rispettando le leggi"</b>!</blockquote><blockquote><span class="fs12"> &nbsp;<br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.WbKo0MirTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b><span class="fs12">, esploratore di vita &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-disabili-raccontano-la-loro-citta-di-trani.php#.WbKos8irTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Diversabilità"</a> ...parole e pensieri che raccontano la vita.</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Sep 2017 14:25:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?b-b--accessibile--cercasi---</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[PEDILUVIO: PRELUDIO DI BENESSERE]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_atgpa54r"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/pediluvio.webp"  title="" alt="" width="342" height="227" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><div>Ben ritrovati! Oggi parleremo<b> di una sana abitudine, ossia del pediluvio </b>e dei benefici sulla circolazione sanguigna. Non parleremo qui dei vari problemi che provoca una<b> circolazione sanguigna viziata o anomala</b>, ma ci limiteremo a dare un ottimo consiglio per sanare o migliorare tali problemi. Va tenuto in mente che, più un problema è grave, più <b>"abitudini sane</b>" vanno inserite nella nostra quotidianità. Un semplice pediluvio può davvero dare giovamento, ma non rappresenta la soluzione al problema. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Per prima cosa, il momento propizio per eseguire questa operazione è la sera. Prepariamo una bacinella con acqua fredda <b>e immergiamoci i nostri piedi</b>, per un massimo di 10 minuti ed un minimo di 2 minuti. Il freddo tende a sottrarre energia e a purificare tutto ciò che "Stagna". Questa semplice operazione eliminerà le tensioni e migliorerà la circolazione sanguigna nei <b>piedi e nelle gambe</b>. Integrare questa abitudine nella nostra vita, rendendola quotidiana, sarebbe un ottimo modo per prenderci cura di noi stessi e dei nostri piedi... che ci portano dove vogliamo, senza mai chiederci nulla in cambio! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><div> Per oggi, questo è tutto: al prossimo articolo. </div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Wblar8irTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b> - maestro di arti marziali energetiche</div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/bambini-e-sport-trani.php#.Wblak8irTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina" </a></div></div><div><div>Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 03 Sep 2017 15:14:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?pediluvio--preludio-di-benessere</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA["POST VACATION BLUES”: LA SINDROME DA RIENTRO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_piqmwlly"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/post-vacation.webp"  title="" alt="" width="338" height="478" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>Agosto è il mese per eccellenza delle vacanze</b>, finalmente dopo mesi di lavoro è possibile rilassarsi al mare o in montagna, con la propria famiglia e gli amici. Per i più fortunati è possibile godere di 2 o 3 settimane di puro relax abbandonando per un po’ sulla scrivania i pensieri ed i doveri lavorativi. Eppure, Agosto sembra un mese cosi breve, nonostante abbia gli stessi giorni degli altri mesi dell’anno... Infatti, è proprio quando ci si abitua a panorami incantevoli e a ritmi più rilassati, lontani dalla sveglia mattutina, che arriva il temutissimo Settembre determinando <b>la fine delle vacanze e richiama tutti al lavoro</b>. Il rientro, molto spesso, non è semplice: secondo i dati ISTAT si stima che 6 milioni di italiani (soprattutto uomini e donne tra i 25 e i 45 anni) soffrano della cosiddetta<b> sindrome da rientro o ‘post vacation blues’</b>, dove ‘blue’ è sinonimo di tristezza, depressione. Insonnia, irritabilità, spossatezza eccessiva, apatia, ansia, tachicardia, tristezza, cefalee, mancanza di concentrazione, difficoltà digestive rappresentano i sintomi che caratterizzano lo stress post- vacanza. <div>Come combattere questa “<b>sindrome</b>”?</div><div><div>Innanzitutto, abituarsi ai ritmi lavorativi in modo graduale. Pensare di poter risolvere tutte le questioni lavorative lasciate in stand by è controproducente e soprattutto non fa altro che aumentare l’ansia provocata dal ritorno alla vita quotidiana. Sarebbe bene procedere per piccoli passi, infatti partire dai compiti più semplici è il primo e più saggio passo per affrontare con più calma e in maniera produttiva quelli più complessi.</div></div><div><div><b>Concedersi</b>, durante la giornata, <b>delle pause </b>per dedicare del tempo a se stessi, per praticare attività sportiva alla luce del sole, o semplicemente per leggere un libro e rilassarsi all’aria aperta è un buon modo per ricaricare l’energia per ricominciare.</div></div><div><div>Anche immaginare e, perché no, <b>programmare un week end fuori porta</b> potrebbe essere un buon metodo per pensare positivamente e per ritornare a lavorare con il sorriso.</div></div><div><div>La post vacation blues, normalmente, rappresenta per l’individuo <b>un percorso fisiologico naturale</b>, che solitamente scompare nel giro di pochi giorni. Rivolgersi ad uno psicologo potrebbe essere molto utile per imparare a prevenire e gestire tale sindrome. In particolare tale professionista potrebbe proporre percorsi di rilassamento e concentrazione, percorsi di time management (gestione del tempo), percorsi che mirano a sviluppare l’autoefficacia modificando così la percezione dello stress durante tutto l’anno, rendendo più appagante il meritato e tanto atteso riposo estivo. </div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.WbKnb8irTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b>, Psicologa, specializzanda in Psicoterapia Cognitiva</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Chiedi alla psicologa di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/aspetti-psicologici-nell-infanzia-trani.php#.WbKnN8irTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a> per approfondimenti e/o suggerimenti</div></div></blockquote><div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 03 Sep 2017 14:18:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-post-vacation-blues---la-sindrome-da-rientro</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[MORATORIA BANCARIA. COME SOSPENDERE IL MUTUO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8cg5j2fp"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/sospensione-del-mutuo.webp"  title="" alt="" width="313" height="209" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Già a partire da alcuni anni, e fino al 31 dicembre 2017 salvo proroghe, è possibile per le piccole e medie imprese operanti in qualsiasi settore, ma anche per le famiglie italiane, in crisi finanziaria conseguente a determinati avvenimenti sfortunati, <b>sospendere la rata del mutuo per un certo periodo di tempo, allo scopo di consentire ai soggetti interessati di avere un margine di ripresa per regolarizzare le proprie finanze. </b>Attualmente, la nuova moratoria bancaria consente anche agli imprenditori ed alle famiglie che ne hanno già usufruito, di richiederne una seconda, a patto che la prima non si sia ottenuta negli ultimi due anni.<div>La sospensione non comporta more o il pagamento di altre commissioni, ma prevede il pagamento della quota di interessi, in base alla scadenze stabilite dal contratto di mutuo sottoscritto con l'istituto bancario di riferimento. Le piccole e medie imprese che, dunque, si trovano in temporanee condizioni di tensione finanziaria e che al momento della presentazione della domanda sono "in bonis", potranno richiedere alle proprie banche:</div><div><div><div><br></div></div></div></blockquote><div><ul><ul><li><span class="fs12">una sospensione del pagamento della quota capitale per:</span></li><li><span class="fs12">massimo 12 mesi per i finanziamenti;- 6 o 12 mesi per i leasing (mobiliare o immobiliare);</span></li><li><span class="fs12">l'allungamento della durata dei finanziamenti (no leasing) a medio-lungo termine di massimo: - 3 anni per i chirografari; - 4 anni per gli ipotecari;</span></li><li><span class="fs12">l'allungamento delle scadenze di crediti a breve termine certi e esigibili fino a 270 giorni massimi.</span></li></ul></ul><blockquote><div><br></div><div><div>Il tasso di interesse rimarrà invariato e senza la necessità di garanzie aggiuntive per le PMI che non registrano difficoltà nel rimborso del prestito.</div></div><div><div>Le famiglie richiedenti la moratoria non devono avere un <b>reddito ISEE</b> superiore a 30.000 euro e l'ammontare del mutuo deve essere di massimo 250.000 euro imputabile all'acquisto di un immobile da adibire a prima casa e non catalogabile come immobile di lusso. </div></div><div><div>L'elenco delle banche che hanno aderito all'iniziativa sono disponibili sul sito dell'ABI. </div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.V6XwpK0qxf4" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dott.Vincenzo Dibari</b> </a> &nbsp;- Commercialista</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3PbcBKf5uE" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div></div><div><div>Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</div></div></blockquote></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 31 Aug 2017 14:50:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?moratoria-bancaria--come-sospendere-il-mutuo</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LE MARACHELLE DI LUIGINA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_kei7pmxa"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/fiabe-per-bambini.webp"  title="" alt="" width="335" height="223" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><div>Luigina era cresciuta, non era più una bambina ribelle, ma era diventata una bella signorina di 15 anni, molto carina con biondi capelli, un fisico esile e molto alta per la sua età, per questo tutti pensavano che Luigina avesse messo la testa a posto e quindi... niente più marachelle e capricci. Luigina, come sempre abitava in caserma, la caserma di via Duomo a Taranto vecchia. Una casa al secondo piano del vecchio edificio, umida e senza sole, sì, perché, data la posizione, il sole nella sua casa entrava raramente. Insieme alla sua famiglia, al primo piano, abitavano degli altri ragazzi un po noiosi per la sua indole, perché quando suggeriva loro di &nbsp;organizzare qualche scherzo nei confronti dei carabinieri, rispondevano &nbsp;sempre di no, “perché il papà si arrabbia”. Non erano proprio come lei, una vera e propria ‘combinaguai’! </div><div><div>Una mattina, Luigina si annoiava, le vacanze erano appena iniziate e lei aspettava con ansia il momento in cui sarebbe partita per andare dai nonni...non vedeva l'ora, ma bisognava aspettare le ferie del suo papà, bisognava pazientare ancora un po', e come avrete capito, di pazienza, la nostra simpatica amica, ne era del tutto sprovvista...</div></div><div><div>E fu così che Luigina inventò un nuovo passatempo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div>Dovete sapere che per uscire dalla caserma bisognava passare dal posto di guardia, dove c'era il piantone di turno che, solitamente, dopo averla salutata con un sorriso, le dava via libera.</div></div><div><div>Tutti gentili, meno uno: Parente. Era un gran bel ragazzo e, quando lui era di piantone, non permetteva a Luigina di uscire, prima di aver visto il permesso firmato dal suo papà.</div></div><div><div>Luigina si arrabbiava tantissimo e, dopo averlo mandato “a quel paese”, senza mezzi termini, scappava via, allora lui la rincorreva dicendo che scherzava e che lei poteva uscire anche senza il permesso del suo papà, nonché del suo capo.</div></div><div><div>A Luigina piaceva quel bel giovanotto, quando lo incontrava diventava rossa in viso e cominciava a balbettare e questo le dava proprio fastidio.</div></div><div><div>Decise che era arrivato il momento di agire! Era un sabato di giugno, molto caldo, quella mattina Luigina era sola in casa e di piantone c'era proprio lui, Parente, dritto e impettito, proprio sotto al suo balcone ed allora architettò qualcosa: fece tanti piccoli imbuti di carta, li riempì di tante mini perline colorate e....via!</div></div><div><div>Il piantone era sull'uscio della caserma, in posizione di riposo, proprio sotto di lei; dal suo balcone Luigina poteva vedere il collo, senza più pensarci cominciò a svuotare i suoi imbuti. Le perline vennero fuori e molte di esse andarono a fare visita al povero piantone che cominciò a muoversi per liberarsi delle perline che gli procuravano un fastidio enorme, purtroppo non poteva lasciare la sua postazione, e rimanere fermo era una vera e propria tortura. Luigina era soddisfatta e, dopo aver svuotato l'ultimo imbuto, disse: "così impari, ben ti sta!".</div></div><div><div>Finalmente il servizio di guardia finì e per le scale si sentì un urlo: "Luiginaaaaaaaaaa!!!" e, quando la sua mamma aprì &nbsp;la porta, il malcapitato entrò come un razzo in cerca di Luigina, ma troppo tardi: lei si era barricata &nbsp;in bagno.</div></div><div><div>Fattosi raccontare l'accaduto, la sua mamma chiese scusa al piantone e lo rassicurò che Luigina avrebbe avuto la sua punizione e, credetemi, così fu.</div></div><div><div>Una punizione umiliante, perché Luigina fu costretta a chiedere scusa personalmente al carabiniere Parente e a non poter uscire tutte le volte che questi era di guardia, cioè, su sette giorni, ben cinque.</div></div><div><div>Luigina, in cuor suo non si pentì del gesto, anzi, quando ripensava a quello che aveva fatto si faceva i complimenti e diceva: “io sono un vero capo” e rideva &nbsp;felice: penso sul serio che Luigina non cambierà mai, parola di nonna Gina! </div></div><div><div><b><br></b></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwKwK5yLRdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://tiny.cc/nonni" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"I nonni raccontano" </a></div></div><div><div><br></div></div><div><div>La saggezza che racconta, un cuore che canta </div></div></blockquote><div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Aug 2017 14:40:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?le-marachelle-di-luigina</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/rss/kei7pmxa</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[UN SORRISO INASPETTATO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_951clf0x"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/beethoven-e-la-sinfonia.webp"  title="" alt="" width="264" height="316" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Cari amici di “<b>Città dell’Infanzia</b>”, sapete bene quanto sia importante offrire ai più piccoli un ambiente sonoro “ecologico”, privo cioè delle <b>diverse forme di inquinamento acustico</b> cui siamo fin troppo abituati: urla, televisione di sottofondo, brutta musica… Sapete anche come l’ascolto della buona musica possa rivelarsi decisivo – sin da subito, anzi soprattutto in quella fascia d’età compresa, su per giù, tra gli 0 e i 6 anni – nel percorso di crescita di un individuo. Bene, in un contesto sonoro del genere una composizione intensa, ricca di umorismo e vitalità come la Quarta Sinfonia di <b>Ludwig van Beethoven</b> non può non occupare un posto speciale. Per questo voglio parlarvene.<div><span class="fs12">Beethoven la scrisse quasi di getto, tra la fine dell'estate e l'autunno del 1806, nei giorni in cui si trovava in Slesia, a Grätz, nella dimora estiva del suo antico mecenate, il principe Lichnowsky. A commissionargliela, però, fu un altro esponente dell’aristocrazia, il conte von Oppensdorff, la cui residenza si trovava nella vicina Oberglogau. Il principe e il musicista vi si recarono per ascoltare l’orchestra privata di cui il nobiluomo andava fiero, e fu in quell’occasione che il conte invitò Beethoven a comporre una nuova sinfonia, pagandolo addirittura in anticipo. Quello accettò, ma ci volle un bel po’ perché si decidesse a dedicare la sinfonia a colui che gliela aveva commissionata: cosa che accadde soltanto nel 1808, anno in cui la partitura fu pubblicata. Intanto, nel 1807, la composizione era stata eseguita per la prima volta nel palazzo del principe Lobkowitz, a Vienna.</span></div><div><span class="fs12">Si sa, il genio di Bonn non aveva un bel carattere. Proprio nei giorni in cui la Quarta vedeva la luce si consumò la rottura col suo protettore. Lichnowsky aveva chiesto al musicista di improvvisare al pianoforte per alcuni ufficiali francesi suoi ospiti: apriti cielo! Beethoven si sentì talmente umiliato dalla richiesta che corse a barricarsi in camera, e quando il principe fece forzare la porta afferrò una sedia e sarebbe stato capace di fracassargliela sulla testa se lo stesso Oppersdorff non lo avesse trattenuto. Quella notte, in modo a dir poco rocambolesco, ossia calandosi dal balcone – almeno così vuole la leggenda – Beethoven lasciò il palazzo e fece ritorno a Vienna, talmente infuriato da mandare in mille pezzi il busto del principe che si trovava sulla sua scrivania. Nonostante la riconciliazione che seguì i rapporti tra i due si erano ormai irrimediabilmente incrinati, tanto che l'anno seguente Lichnowsky smise di corrispondere al musicista il consueto stipendio annuo.</span></div><div><span class="fs12">La sinfonia, nella tonalità positiva di si bemolle maggiore, colpisce per il clima sereno che la pervade da cima a fondo, ben lontano dalla drammaticità della Terza Sinfonia, la celeberrima Eroica. Se pensiamo che sarebbe stata seguita dall’altrettanto celebre e incandescente Quinta non facciamo fatica a capire come quest’opera sia sempre stata considerata, per parafrasare malamente Manzoni, un vaso di coccio tra due vasi di ferro. Vi si è voluto vedere addirittura un ritorno all’eleganza settecentesca, senza accorgersi che in realtà la Quarta tutto è fuorché un ripiegamento. Ascoltate l'Adagio introduttivo (</span><span class="fs12"><a href="Cari amici di “Città dell’Infanzia”, sapete bene quanto sia importante offrire ai più piccoli un ambiente sonoro “ecologico”, privo cioè delle diverse forme di inquinamento acustico cui siamo fin troppo abituati: urla, televisione di sottofondo, brutta musica… Sapete anche come l’ascolto della buona musica possa rivelarsi decisivo – sin da subito, anzi soprattutto in quella fascia d’età compresa, su per giù, tra gli 0 e i 6 anni – nel percorso di crescita di un individuo. Bene, in un contesto sonoro del genere una composizione intensa, ricca di umorismo e vitalità come la Quarta Sinfonia di Ludwig van Beethoven non può non occupare un posto speciale. Per questo voglio parlarvene.                                                                                  " rel="next" target="_blank" class="imCssLink">https://www.youtube.com/watch?v=RMzLZsoPDU4</a></span><span class="fs12">) e ve ne renderete conto. Ritroviamo sì un modulo tipico del sinfonismo di Haydn – l’introduzione lenta – ma intriso di un'inquietudine armonica senza precedenti. Beethoven ritarda per l'intera durata del brano l'affermazione della tonalità fondamentale, e così facendo evoca magistralmente un paesaggio privo di punti di riferimento, dove non possiamo che sentirci smarriti. Si inizia pianissimo con un lungo si bemolle dei fiati, ma alla seconda battuta il sol degli archi all'unisono ci spiazza: in quale tonalità ci troviamo? Dovremo affrontare un'ingarbugliata peripezia armonica prima di approdare alla tonica, e sarà allora un’esplosione di energia simile a uno schianto tellurico.</span></div><div><span class="fs12">Se ascoltiamo attentamente la musica possiamo apprendere tante cose su noi stessi. La musica non è semplice evasione, non è un sottofondo, non è un narcotico per dimenticare i problemi, né tanto meno un segno di distinzione sociale (quanto sono ridicole e insopportabili quelle persone che frequentano abitualmente la sale da concerto e i teatri d’opera solo per mettersi in mostra e poter dire: “Io c’ero”!). La musica ci conduce, sì, in una sfera superiore e misteriosa – “ci eleva”, come si suol dire – ma per guidarci a una comprensione più profonda della natura umana. Per questo trovo che sia scandalosa l’assenza di un’autentica educazione musicale nelle nostre scuole. Daniel Barenboim, il grande direttore e pianista di cui vi ho parlato più volte, ha detto a proposito dell’inizio della Quarta: «Se hai un senso di appartenenza, una sensazione di dove ti trovi a casa tua, almeno dal punto di vista armonico… allora avrai sempre questa impressione di trovarti in una terra di nessuno, di essere spaesato eppure di riuscire sempre a trovare la strada di casa… Non è una sorta di parallelo del processo che ogni essere umano deve attraversare nel corso della propria vita interiore per affermare ciò che è, per poi avere il coraggio di lasciare che quell’identità se ne vada in modo da trovare la via del ritorno?» (D. Barenboim – E. W. Said, Paralleli e paradossi. Pensieri sulla musica, la politica e la società, Milano, Il Saggiatore 2008).</span></div><div><span class="fs12">Una serie di guizzi ascendenti ci conduce al primo tema del successivo Allegro, costituito da una sequenza di note arpeggiate che scendono saltellando i gradi della scala di si bemolle maggiore. Tanti gli spunti melodici secondari: l'unico che possa essere assimilato a un secondo tema vero e proprio è forse il motivetto brioso esposto da fagotto, oboe e flauto a mo’ di imitazione. Segue poi lo sviluppo, ossia la sezione in cui i materiali appena esposti vengono elaborati: ascoltiamo qui i motivi principali mentre modulano attraverso varie tonalità, sino a schiantarsi contro un fortissimo da cui la melodia conduttrice esce ridotta in frammenti via via più flebili e rattrappiti. Ecco che di nuovo, per tornare al parallelo proposto da Barenboim, ci siamo smarriti. L'armonia discende sino al fa, poi sul si bemolle – la nota di partenza – tenuto in lontananza da un minaccioso rullo di timpani per ben ventisei battute le brevi volate ascendenti a noi familiari prendono a dilagare senza sosta tra gli archi: un'irresistibile crescendo conduce così alla ripresa. Siamo di nuovo a casa.</span></div><div><span class="fs12">Quali sorprese ci riserva il seguito della sinfonia? Lo saprete nella prossima puntata! (Immagine tratta da </span><span class="fs12"><a href="https://it.pinterest.com" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">https://it.pinterest.com</a></span><span class="fs12">)</span></div><div><div><b><br></b></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.V9esJluLRdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Domenico Andriani</b></a>, musicologo &nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://goo.gl/B17Mlz" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro” </a></div></div><div><div>La voce dell’anima passa attraverso note e voce...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Aug 2017 09:04:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?un-sorriso-inaspettato</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[AUTOCONTROLLO, QUELLA CAPACITA’ DI “FILTRARE”]]></title>
			<author><![CDATA[prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_93r28hki"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/autocontrollo.webp"  title="" alt="" width="312" height="208" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>L'impulsività e l’aggressività sono alla base di comportamenti violenti che tanti giovani oggi mostrano di avere, sia pure a causa di provocazioni ingiuste subite dai propri coetanei. Attraverso i notiziari si apprendono continuamente episodi che offendono valori come tolleranza e sopportazione. Atti che denotano scarsa formazione ad un autocontrollo e acquisizione del senso civico, necessari agli individui per non degenerare. <b>La scuola ha il doveroso compito di trasmettere continuamente tali valori, senza mai demordere dallo scoraggiare le reazioni impulsive ed oltraggiose dei ragazzi</b>, ai quali va insegnata la consuetudine al ponderare e riflettere, prima che un frivolo battibecco possa trasformarsi in un litigio irrefrenabile e pericoloso. </blockquote><blockquote><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.VwZ-yZyLRdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Prof.ssa Angela Bini</b></a></span><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it<br></a></span><span class="fs12">Continuate a seguire </span><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WND4u1XhDcc" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI</a></span><span class="fs12">".</span><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;</div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Aug 2017 09:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[UN CANE PER MIO FIGLIO ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Cecilia Scaringella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8k42a6mv"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/pet-therapy.webp"  title="" alt="" width="350" height="263" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>La scelta di adottare o di comprare un cane, con la finalità di “far del bene” al proprio figlio, equivale alla possibilità di “<b>fare pettherapy</b>” 24 ore al giorno? Sarà, forse, tale scelta paragonabile all’acquisto di un climatizzatore di ultima generazione che emana silenziosamente aria fresca e deumidificata, in seguito al semplice click su di un telecomando? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Può la presenza di un cane in casa trasmettere automaticamente energia positiva? </div><div>Adottare un cane è come accogliere un figlio o un fratellino… che non lo è per natura, ma lo diventa per scelta.</div><div>Con il cane, cucciolo o adulto che sia, accogliamo un soggetto con la propria personalità, proprie motivazioni di razza, propri interessi e desideri; con il suo modo di essere unico al mondo e di comunicare, con la sua storia, le sue emozioni e il suo stile di apprendimento…Allora, predisponiamo la nostra casa in modo che il nuovo arrivato possa avere il proprio spazio privato in cui rilassarsi e stare tranquillo. Dedichiamogli del tempo per giocare insieme, per fargli conoscere il mondo in cui viviamo, per rassicurarlo qualora dovesse avere dei timori. Aiutiamolo a crescere con un percorso di educazione, proprio come facciamo con i nostri bambini. Diamogli la possibilità di interagire con altri cani, con altri animali, nei diversi contesti di vita. Mangiamo insieme, rilassiamoci insieme, corriamo insieme, facciamo delle scoperte insieme… costruiamo una relazione affiliativa che ci arricchisca, che ci “connetta” al mondo della natura, degli odori, della cooperazione, del rispetto e della fiducia reciproca… tutto questo non ha niente a che vedere con l’utilizzo strumentale del “cane per” il benessere di qualcuno.</div><div><br></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Accogliere un cane nella propria famiglia è imparare a trovare i giusti accordi per suonare insieme una splendida sinfonia.</span></i></span></div><div><br></div><div>Nessuno è strumentale per qualcun altro, ognuno emana la propria melodia “affinché la grande sinfonia della natura possa spiegarsi attraverso di noi” (Bernard Benson).</div><div><b>Qualora nostro figlio presenti dei particolari disagi che richiedono un intervento mirato relativo ad un preciso inquadramento diagnostico, si può ricorrere alle AAT (Terapie Assistite Animali) ciò che in termini troppo generici ed ormai superati si intende per “PetTherapy”</b>. Le AAT sono una co-terapia condotte da operatori professionali, i quali operano all’interno di équipe multidisciplinari. Dopo un’attenta analisi dei bisogni del bambino, e in accordo con le prescrizioni dei professionisti che hanno in carico il paziente, gli operatori di AAT programmano specifiche attività di relazione con l’animale, volte al raggiungimento degli obiettivi individuati. È quindi la qualità della relazione con il cane, opportunamente guidata, in cui il cane è coinvolto come co-terapeuta, in un clima di dialogo e confronto autentico, e sempre nella dimensione ludica, a produrre gli effetti terapeutici. </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-comunicazione-attraverso-i-pet.html#.WaBYCz6rTcc" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Cecilia Scaringella</a></b></div><div>Logopedista - Equipe di Pet-therapy- Operatrice di Terapia e Attività Assistite </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="https://www.facebook.com/pettherapy.cittadellinfanzia/?fref=ts" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale"</a> . </div><div>La comunicazione che va “oltre”...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Aug 2017 16:57:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?un-cane-per-mio-figlio-</link>
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			<title><![CDATA[IL CAMBIAMENTO, L’UNICA COSTANTE DI VITA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Iolanda d'Abbruzzo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9oq5z7ff"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/il-cambiamento.webp"  title="" alt="" width="373" height="210" /></div></blockquote></div><b><div><b><br></b></div></b><blockquote><b>Tutto, intorno a noi, è in continuo cambiamento</b>. “Tutto scorre”, potremmo dire con le parole di Eraclito. Cambiano le persone, le circostanze, i luoghi; cambiano i nostri sentimenti, il nostro corpo; cambia la natura che ci circonda; cambiano gli eventi storici e sociali. Spesso addirittura il grande cambiamento dobbiamo realizzarlo noi stessi, per dare una svolta alla nostra vita.<div>Il cambiamento, dunque, è l’unica costante della vita. Affinché possiamo cambiare qualsiasi cosa nella nostra vita è necessario modificare il modo di pensare, i vecchi schemi mentali, i pensieri, liberandosi dai condizionamenti passati e da continui pensieri invadenti, controllando così il sorgere di pensieri negativi con i quali spesso ci identifichiamo e che contribuiscono al malessere emotivo. In questo modo staremo bene anche fisicamente.</div><div><div><br></div></div><div><div><div><span class="fs22"><i><span class="cf1">Per guarire da disturbi psicosomatici, ansie varie, è necessario cambiare, rendersi attivi, interessarsi e appassionarsi alla vita, sviluppare pensieri positivi e rafforzare l’autostima. </span></i></span></div></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b>L’uomo, dunque, ha bisogno di una nuova razionalità per comprendere la complessità del mondo e di se stesso.</b> Deve capire che la cosa necessaria da fare per stare bene, per migliorare la propria qualità di vita, è assumersi la responsabilità di cambiare se stesso. Deve ricreare un rapporto autentico con sé e con gli altri, senza delegare ai farmaci la soluzione dei suoi problemi. E’ necessario, dunque, ripartire da se stessi accettando la sofferenza come condizione necessaria per comprendere ciò che non va, prima in sé e poi negli altri, nel proprio ambiente. In genere, si decide di cambiare quando si soffre molto sia moralmente che fisicamente, quando si ha un impulso emotivo a farlo. Questa spinta può derivare da una crisi personale che si sta vivendo in un determinato periodo della propria vita o delle proprie relazioni. Ad un certo punto, infatti, si avverte una forte sensazione che c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel proprio percorso esistenziale e quindi si sente l’esigenza di dover cambiare. La sofferenza interiore, durante un processo evolutivo, non è mai fine a se stessa, ma è finalizzata al perfezionamento dell’uomo, ad arrivare in alto, è sfida a non fermarsi all’apparenza, ma ad andare oltre.</div></div><div><div><b>A volte, però, da soli non si ha la forza o il coraggio di fare quel salto che apparentemente sembra un salto nel vuoto, perché si ha paura di lasciare le proprie sicurezze; ma, nello stesso tempo, si sa che è necessario.</b> Ed è qui che entrano in gioco, a seconda delle problematiche, le terapie, oppure il counseling filosofico che è colloquio dell’uomo con l’uomo, per far incontrare il soggetto con se stesso, per supportarlo, aiutandolo a non perdersi, a comprendere che la crisi può essere una possibilità di cambiamento in meglio, in quanto permette di compiere delle scelte, di ridefinire il proprio progetto esistenziale. Spesso sbagliamo, perché ci ostiniamo a pensare in maniera negativa e distruttiva, quindi è necessario imparare a pensare meno e soprattutto a fare pensieri positivi. Durante la vita, soprattutto durante il periodo di crisi, non bisogna mai dimenticare il valore di sé, della propria ricchezza spirituale, i propri successi raggiunti, facendo l’errore di cercare, al di fuori di noi, l’approvazione altrui, la conferma del proprio valore personale. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div>Il percorso di consulenza filosofica può <b>far comprendere al soggetto che non ha più bisogno dell’approvazione o disapprovazione altrui</b>, le quali non tolgono e non aggiungono nulla alla propria ricchezza interiore e al proprio valore. In questo senso, il counseling filosofico deve fare la rivoluzione, in linea con la biopedagogia la quale mira ad educare gli uomini a star bene con sé e con gli altri, con il mondo, ad amare la vita, quindi ad una migliore qualità della vita. Il counseling filosofico aiuta il soggetto a rafforzare la propria autostima, ad avere fiducia in se stesso, a rilassarsi, portandolo a capire cosa gli sta accadendo e come può superare il momento, partendo dalle proprie capacità e potenzialità, smettendo di aggrapparsi con ansia alle cose esterne o al passato che bisogna ricordare solo per non ripetere gli errori fatti o per ricordare aspetti della vita che ci aiutino e ci diano la forza di andare avanti. <b>E’ fondamentale modificare le proprie abitudini automatiche di pensiero e i pensieri tossici</b> che portano a sviluppare emozioni negative. Ad esempio: “da oggi decido che il mio amico non mi rovinerà più la giornata, non farò più caso a quello che dice, elimino tutto ciò che di negativo mi provoca; oggi decido che il futuro mi porterà nuove opportunità, perché merito di essere felice e ho ancora molte cose da scoprire; oggi scelgo di essere felice per come sono e per le persone che mi sono vicine con amore, decido di star bene con me stesso e che il resto della mia vita sarà la parte migliore della mia esistenza”. &nbsp;A tal proposito, può essere utile scrivere un manuale dei pensieri filosofici salvavita, come ci suggerisce il filosofo antico Pitagora, in modo tale che, leggendoli e ripetendoli a noi stessi, questi pensieri possano fissarsi nella mente e divenire parte del nostro discorso interiore automatico. Cambiare il dialogo interno, infatti, è fondamentale e costruttivo per rafforzare la propria autostima, lasciando andare, prendendone le distanze, chi rovina la nostra autostima e ostacola il nostro sviluppo interiore. Per guarire e stare bene, dunque, è necessario cambiare i propri schemi mentali dai quali spesso derivano molti disturbi fisici. Il cambiamento, infatti, ha un forte valore terapeutico, perché dà la possibilità di creare nuove situazioni e ciò è motivante e fondamentale per il cervello umano e per la propria autostima. Bisogna ritornare al centro di sé, dedicare del tempo a se stessi, a ciò che piace a noi e non a ciò che piace agli altri o demotiva, a rilassarsi, quindi ad amarsi; bisogna pensare in termini positivi, interrogarsi sui propri bisogni e riscoprire le proprie capacità e potenzialità. Ciò porta ad una maggiore consapevolezza di sé, del proprio essere e del proprio ruolo all’interno della società, dei propri bisogni, di chi si vuole diventare, dei propri obiettivi e dei piccoli e grandi sogni da realizzare.</div></div><div><div>“Non sono i più forti della specie che sopravvivono, non i più intelligenti, ma coloro che si adattano meglio al cambiamento” (Charles Darwin)</div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/filosofia-e-bioetica-insieme-per-crescere.html#.WZ1WefhJZdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Iolanda d’Abbruzzo</a>,</b> Pedagogista - Consulente filosofico, bioetico e pedagogico </div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicoterapeuta-pedagogista-risponde-a-trani.php#.WQjUlWmLTcd" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi alla pedagogista di "Psicopedagogia"</a>. Leggendo attraverso anima e relazioni.</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 24 Aug 2017 16:49:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-cambiamento,-l-unica-costante-di-vita</link>
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			<title><![CDATA[KISSPEPTIN: ‘LA PROTEINA DEL BACIO’]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_kn3zqii0"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/la-proteina-del-bacio.webp"  title="" alt="" width="337" height="209" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>L'interesse per la <b>kisspeptin</b> nasce dai media, che le attribuirono diversi appellativi, tra cui <b>"proteina del bacio" e "proteina della cicogna"</b>. Viene descritto come <b>un ormone che si trova nel cioccolato ed in alcune aree del cervello</b>. Potrebbe essere una sorta di "viagra mentale", insomma un valido aiuto per stimolare la pulsione erotica.<div>Nel 2003 si confermò l'importanza della kisspeptin, un neuropeptide con funzioni di stimolo dell'asse ipotalamo-ipofisi.</div><div>T. Plant, dell' Università di Pittsburg, semplificò la "cascata ormonale" ipotizzando in maniera fantasiosa che fosse il primo bacio passionale fra due innamorati a scatenare la pubertà. Altri studi portarono ad una prima grande scoperta: la kisspeptin era in grado di aumentare l'attività sessuale e di diminuire gli stati d'animo negativi. La somministrazione di kisspeptin in donne sterili ne aumentava la fertilità e fu scoperta la presenza del recettore della kisspeptin negli spermatozoi umani, oltre al fatto che la somministrazione della kisspeptina determinava aumento della motilità degli stessi spermatozoi. Forse, non tutti sanno che <b>il bacio è molto più potente di quanto si possa credere</b>: non solo è un gesto per dimostrare affetto e attrazione fisica verso il partner, ma può essere anche un toccasana per il benessere psicofisico del nostro organismo perché combatte lo stress. </div><div><span class="fs22"><i><br></i></span></div><div><span class="fs22"><i><span class="cf1">Inoltre baciare abbassa i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress. Baciarsi può essere un toccasana anche per il sistema immunitario, infatti lo scambio dei batteri in bocca stimola le difese immunitarie e la produzione di anticorpi. </span></i></span></div><div><br></div><div><b>Baciarsi può essere anche un valido trattamento anti age, infatti aiuta a ritardare la comparsa delle rughe. </b>Come? Quando ci si bacia vengono attivati circa 30 muscoli facciali che aiutano a rilassare la pelle e a renderla più tonica e luminosa. Secondo gli studiosi sarebbe anche in grado di fare recuperare, in alcuni casi, le funzioni riproduttive primarie alle donne in cui il sistema riproduttivo è quasi spento. </div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.VyImztSLRdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b><br></b></a></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.VyImztSLRdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Carlo Avantario</a> </b> Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia</div><div><a href="http://" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><a href="http://" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi al ginecologo di "Maternità"</a></div><div>L’emozione del primo palpito...</div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Aug 2017 08:53:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?kisspeptin---la-proteina-del-bacio-</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[SEMPRE CON TE]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_kmqijbn8"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/essere-madre.webp"  title="" alt="" width="333" height="263" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>“Mamma rimane qui, sempre con te, e ti assicuro che andrà tutto bene!”, disse Laura, mentre suo figlio, già sedato, si addormentava pian piano in procinto di sottoporsi ad un intervento chirurgico. In realtà Laura mentiva, sapeva che non sarebbe stata presente durante l’operazione, ma era l’unica cosa che poteva rassicurare il suo bambino in quel momento...<div>Si sedette affranta nella stanza adiacente la sala operatoria pensando all’impotenza di fronte a quella situazione: aveva affidato suo figlio ai migliori chirurghi, ma non bastava, non era lì con lui e, pur essendoci stata, non avrebbe potuto aiutarlo.</div><div><span class="fs12">Allora iniziò a pregare il suo Dio, affinché intervenisse con la sua onnipotenza laddove la mano dell’uomo risultasse insufficiente, però anche quello non sembrava abbastanza...</span></div><div><span class="fs12">Il cuore le batteva forte ed ogni istante era un buco nero interminabile; la sua anima teneva stretta la mano di suo figlio e gli parlava sottovoce facendogli compagnia, mentre nella sua mente innumerevoli pensieri la inquietavano e rassicuravano nello stesso tempo. Rimase ore seduta con la schiena curva, come chiusa in sé, e gli occhi spalancati: pianse, sospirò, pregò e troppe volte si sentì morire dal dolore devastante, ma restò lì immobile, respirando impercettibilmente sentendosi sempre più inutile, incapace, nonostante tutto quell’amore, di aiutare il suo bambino.</span></div><div><div><br></div></div><div><div><span class="fs22"><i><span class="cf1">Le ore si susseguirono lente, secondo dopo secondo, gli occhi si fecero pesanti, il respiro sempre più lento, Laura pensava che al suo risveglio suo figlio avrebbe dovuto trovarla lì, seduta accanto a lui, come se non lo avesse mai lasciato, fedele alla sua promessa... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></i></span></div></div><div><div><span class="fs22"><i><br></i></span></div></div><div><div>Guardava la porta e ad ogni flebile rumore sobbalzava, per poi ricadere delusa nella voragine dell’attesa. <b>A tratti avrebbe voluto urlare per quell’insostenibile agonia, ma la paura bloccava il suo corpo </b>e qualsiasi movimento sembrava impossibile... persino il respiro iniziò a divenire faticoso. Non pensava di resistere oltre, quando, all’improvviso la porta si aprì. Il corpo irrigidito dall’immobilità, alzandosi dalla sedia, tentennò a restare in equilibrio, non riuscì a comprendere le prime parole del chirurgo che avevano un suono ovattato, ma capì il suo sorriso che la rassicurava della buona riuscita dell’intervento e la invitava a rimanere tranquilla.</div></div><div><div>Al suo risveglio Federico vide la mamma accanto a sé, non ne fu stupito, ma ne fu felice, quasi orgoglioso: la mamma gli era rimasta sempre accanto.</div></div><div><div><span class="fs12">Laura sapeva che, anche se non era così, aveva mantenuto la sua promessa! &nbsp;&nbsp;</span></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WZ8FcD6rTcd" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Mamma Vanna </b></a></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.VwZC05yLTIU" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;&nbsp;</a></div></div><div><div>I pensieri e le parole del cuore... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 21 Aug 2017 16:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA COLPA, QUEL PESO CHE TARPA LE ALI - Parte seconda]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8cxon47t"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/senso-di-colpa.webp"  title="" alt="" width="336" height="222" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Esistono studi molto interessanti relativi al rapporto tra emozioni e patologie, tra questi, molto originali sono quelli avviati dal dottor HAMER. Il medico tedesco, successivamente la morte del figlio Dirk, deceduto dopo mesi di coma, scoprì di avere un cancro ai testicoli. Da quel momento in poi si convinse che la sua malattia potesse avere un rapporto strettissimo con lo shock legato al suo lutto e &nbsp;ipotizzò, pertanto, che esistesse una relazione tra il cervello e la cellula impazzita che gli aveva causato il tumore. Avviò una serie di studi scoprendo che molti dei suoi pazienti ammalati in maniera più o meno grave avevano subito poco prima un evento particolarmente traumatico. Non fu facile per lui dimostrare queste correlazioni e l'ambito accademico non fu certo in sintonia con il medico, tanto che non approvò la correlazione tra cancro e psiche, pur &nbsp;verificandone la veridicità. Sebbene l'ambito accademico abbia avversato ad ogni livello le sue teorie, nel 1998 il dipartimento oncologico di Trnava ha verificato l'esistenza di cinque leggi biologiche importanti per la dimostrazione delle suddette ipotesi. La teoria più interessante di HAMER è quella che ritiene l'inesistenza di sostanze cancerogene.</blockquote><blockquote class=""><div><div><span class="fs22"><i><span class="cf1">Il cancro c'è solo se vi è l' intervento del cervello. </span></i></span> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><br></div></div><div><div>A questo punto, vi domanderete che senso abbia parlare di malattie così gravi, quando &nbsp;il titolo del mio articolo dovrebbe interessare il senso di colpa. Ebbene, una correlazione c'è: è proprio Hamer nel suo elenco delle patologie a parlare del senso di colpa, quale causa scatenante del cancro al seno sinistro, o al cervelletto destro. Anche nel libro"Il Cervello Anarchico" il dottor Enzo Soresi, pone l’attenzione sul fatto che il nostro organismo è un’unità indissolubile di mente e corpo. </div></div><div><div><br></div></div><div><div><i class="fs22 cf1">L'armonia è possibile solo se comprendiamo il legame che esiste tra eventi cognitivi, emotivi e fisiologici. </i><i class="fs22 cf1">Sono proprio le nostre emozioni a svolgere il ruolo più importante.</i></div></div><div><div><i class="fs22 cf1"><br></i></div></div><div><div>Dunque, il senso di colpa così radicato arcaicamente nella nostra psiche è positivo quando ci consente di sviluppare un senso di responsabilità necessario per la costruzione dell'etica personale, ma diventa un elemento negativo paralizzante e addirittura scatenante di patologie quando è un blocco troppo forte. <b>Ci trasforma in una sorta di Atlante che sorregge sulla sua spalla il peso del mondo</b>. Non parliamo certamente della colpa del bambino che “ha messo le mani nella marmellata”, ma del senso di colpa soggettivo distruttivo. Se il primo svolge un ruolo utile, perché aiuta a migliorare le relazioni sociali, il secondo è da intendersi quale trasgressione morale che crea tensione e rimorso. Pensandoci, fisicamente questa emozione è sentita come un peso sul petto, come mancanza di respiro, ci incurva e tiene basso lo sguardo: in psicodinamica si afferma proprio che le emozioni dolorose e intollerabili manifestano se stesse attraverso il corpo... quel corpo, compagno di viaggio sincero e insostituibile, che mai ci mente e raramente ascoltiamo. </div></div><div><div><span class="fs12">Nell'ambito delle neuroscienze, l'Istituto di ricerca Santa Lucia di Roma con l'ausilio delle tecniche di neuroimaging &nbsp;ha notato che il senso di colpa interessa due zone del cervello, a seconda che riguardi &nbsp;la responsabilità personale, o la presa di coscienza della sofferenza altrui. I neuroni che si mettono in moto sono diversi e, pertanto, la distinzione tra questi ambiti è importante, sia sul piano teorico che clinico. Ciò che voglio dire concludendo è che filosoficamente questa emozione possiamo esaminarla in mille sfaccettature, ma tali analisi devono, poi, aiutarci a riportare lo sguardo alla vita, per correggere le storture, o <b>migliorare il nostro grado di consapevolezza riconnettendo noi stessi a noi nella totalità dell'essere</b>.</span></div></div><div><div><br></div></div><div><div><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?id=lfu2gl72" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">Leggi la prima parte</a></span></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.VwTAxZyLRdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a> - </b>Counselor Filosofico</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://tiny.cc/filosofia" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Filosofia ed Etica"</a></div></div><div><div>Il giardino delle parole...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 21 Aug 2017 08:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL CASTELLO DI SABBIA]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4apoopxy"><blockquote><div><blockquote><span class="fs12lh1-5">Oggi propongo a tutti gli amici di Città dell’Infanzia un mio racconto. Buona lettura!</span></blockquote></div><blockquote class=""><div>C’è un giorno che Anna attende tutto l’anno con ansia. Stesa nel suo letto, ogni notte chiude gli occhi e immagina il mare, quella grande distesa azzurra. Muove le narici, ne sente il profumo, sì, quel profumo di aria salmastra che resta sulla pelle dopo il bagno. E poi nel silenzio della notte riesce anche a udire il rumore delle onde, quel suono ripetuto, continuo, quel rusciu, come recita la canzone che le canta sempre la nonna… Ed ecco, finalmente una calda mattina d’agosto, il momento tanto atteso è arrivato: la famiglia Bruni è pronta per il primo giorno al mare. La macchina è stracolma: ombrellone, borse termiche, braccioli, asciugamani e tanti altri oggetti affollano il portabagagli. «Abbiamo preso tutto?», si domanda, come al solito, la signora Bruni ricontrollando l’elenco che ha scritto il giorno prima. Anna invece non ha dubbi: tutto quello che le occorre è nello zaino che stringe a sé come un tesoro prezioso. Si parte, il viaggio è breve, ma il signor Bruni, che rifiuta categoricamente di usare il navigatore, sbaglia sempre la strada di accesso al mare, e quel quarto d’ora in più ormai è d’obbligo. Anna ci è abituata e ride vedendo la faccia imbronciata della mamma che usa il suo ventaglio azzurro per sventolarsi ripetendo sottovoce: «Non mi vuole mai ascoltare!», poi si gira verso sua figlia, sorride con uno sguardo complice e infine sventola il ventaglio anche verso suo marito, che alla fine è riuscito nell’impresa. Una volta arrivati Anna corre verso la spiaggia, la sabbia scotta ma non importa, deve scegliere il posto migliore per il suo progetto, ha un lavoro importante da compiere. Dopo essere stata ben ricoperta di crema solare, prende dallo zaino i suoi attrezzi e si mette all’opera: costruirà il più bel castello di sabbia che si sia mai visto. </div></blockquote><blockquote class=""><div><hr></div></blockquote><blockquote class=""><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Una torre, due torri, tre torri e infine l’ultima, e il primo passo è fatto.</span></i></span></div></blockquote><blockquote class=""><hr><div><span class="fs12lh1-5">Ad un certo punto solleva lo sguardo e vede &nbsp;poco distante da lei un bambino che la osserva, è irrequieto, fa un passo poi torna un po’ indietro, si morde il labbro e sembra voler dire qualcosa. Gli occhi di Anna diventano due fessure, “Cosa vorrà? Non penserà di distruggere il mio castello?” Allora si solleva e, piantandosi bene bene davanti al suo maniero a gambe divaricate e con le mani sui fianchi, urla verso il suo avversario: «Il castello è mio e nessuno me lo tocca! Chiaro?» Il bambino spaventato indietreggia e corre via. “Così impara”, pensa Anna soddisfatta e torna a lavoro. Poco dopo, però, il bambino si ripresenta, e lentamente si avvicina. Anna se ne accorge solo all’ultimo momento, sta per dirgliene quattro, ma si ferma, il nuovo arrivato le porge qualcosa: «Prendila è per te, poggiala vicino all’orecchio». Anna prende dalle mani del bambino una conchiglia bianca, segue le indicazioni ed esclama: «</span><b class="fs12lh1-5">È il rumore del mare!</b><span class="fs12lh1-5"> Grazie». I due si guardano, sorridono e senza bisogno di altre parole Anna gli fa posto accanto a sé per giocare insieme. Le ore passano in fretta e ormai è ora di tornare a casa. I due nuovi amici si salutano promettendosi di rivedersi presto. Anna sale in macchina e mentre partono guarda un’ultima volta la spiaggia, i suoi occhi si illuminano e le labbra le si dischiudono in un nuovo sorriso: lì in riva al mare non c’è più un solo castello, i castelli di sabbia sono diventati due.</span></div></blockquote><blockquote class=""><div><div><b><br></b></div></div></blockquote><blockquote class=""><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.WW9tW4SLTcc" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis</a> - </b>Scrittrice</div></div></blockquote><blockquote class=""><div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><br></div></div></blockquote><blockquote class=""><div><div>Continuate a seguire &nbsp;<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Letture e racconti.</a> Raccontare per emozionare...</div></div></blockquote></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 20 Aug 2017 17:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’AUTODIDATTA. UNA PASSIONE NEL ‘DNA’]]></title>
			<author><![CDATA[prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xdjclusn"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/essere-autodidatta.webp"  title="" alt="" width="334" height="223" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Si definisce tale chi, in maniera autonoma, apprende la didattica di una disciplina, normalmente insegnata a scuola. Tanti musicisti sono autodidatti, come pure tanti danzatori, o cantanti e questo indica che soprattutto in campo artistico <b>l'apprendimento del "fai da te"</b> trova maggiormente spazio. Là dove sembrano bastare l'interesse e la passione, oltre che la predisposizione, ad acquisire specifiche conoscenze e sviluppare determinate abilità, <b>essere autodidatta, significa superare la didattica tradizionale, ed attingere liberamente, da libri o altri sussidi</b>, solamente il sapere ritenuto necessario al proprio ambito espressivo. Non si può negare che gli autodidatti si distinguano per capacità particolari e sorprendenti, pur non avendo alle spalle la frequenza di un regolare corso di studi e forse perché la loro didattica, ritenuta spicciola, ha, invece, il fascino dalla curiosità del sapere, assente in chi si erudisce forzatamente.</blockquote><blockquote><span class="fs12"> &nbsp;<br></span><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WZqljj6rTcd" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Prof.ssa Angela Bini</b></a></span><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it<br></a></span><span class="fs12">Continuate a seguire </span><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WND4u1XhDcc" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span><div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote><div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Aug 2017 09:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA VALIGIA DI UNA LOGOPEDISTA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2g02zi4e"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/occorrente-di-una-logopedista.webp"  title="" alt="" width="354" height="266" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Quando, tempo fa, ho iniziato a <b>studiare per diventare logopedista</b>, una mia collega più anziana mi disse che il nostro mestiere si doveva “costruire”. Mi consigliò di comprare una valigia e iniziare a riempirla di tutto ciò che poteva servirmi per il lavoro: giochi, oggetti, libri...<div>A distanza di anni, mi sono resa conto di quanto il nostro mestiere si costruisca effettivamente giorno per giorno, risultato per risultato, ma soprattutto sono consapevole di quanto insegnare voglia dire prima di tutto imparare. </div><div><div><br></div></div><div><div><span class="fs22"><i><span class="cf1">Il logopedista deve imparare ad ascoltare i pazienti e i suoi familiari, per poter insegnare loro ad ascoltare a loro volta. Deve imparare ad avere degli obiettivi terapeutici e a trovare il miglior modo per raggiungerli nel minor tempo possibile. Deve imparare a giocare, disegnare, colorare, scrivere e inventare per far divertire e divertirsi a sua volta. </span></i></span></div></div><div><div><br></div></div><div><div>Mi sono accorta che la valigia di cui parlava la mia collega non è necessariamente un oggetto reale, perché lì dentro c’è tutto quello che i bambini ci insegnano: ci sono le parole delle loro maestre e la soddisfazione dei genitori. Ci sono i successi e gli insuccessi, c’è dedizione, impegno, attenzione e tanta fantasia. </div></div><div><div>Ogni logopedista ha una valigia, reale questa volta, piena di giochi, carte, libri e materiali vari. La mia valigia è ormai diventata una bella stanza colorata, pronta ad accogliere i miei &nbsp;pazienti e a farli sentire al sicuro; l’ho costruita con il tempo, bambino dopo bambino, con esperienza e passione. </div></div><div><div>Ogni gioco lo adatto, lo modifico e lo miglioro a seconda delle necessità, in mille modi diversi.</div></div><div><div>Tutti i miei pazienti, piccoli e grandi, mi hanno aiutato a costruirla, con le loro diversità e particolarità, con le richieste e le necessità. <b>Parola per parola, frase per frase hanno scritto la mia storia di logopedista e hanno riempito, la mia valigia prima e la mia stanza poi, di suoni, colori ed emozioni.</b> E per tutto quello che mi hanno insegnato e continuano ad insegnarmi ogni giorno, nessuna valigia o nessuna stanza sarà mai grande abbastanza. &nbsp;</div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.Vw4HbdSLRdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.Vw4HbdSLRdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras</a> </b>- &nbsp;Logopedista</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicoterapeuta-pedagogista-risponde-a-trani.php#.WNV3Hmf_rcc" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi alla Logopedista</a>... per comprendere oltre le parole</div></div></blockquote><div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 13 Aug 2017 16:30:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-valigia-di-una-logopedista</link>
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			<title><![CDATA[LUIGINA E LA COLLANA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1fo123j4"><div><blockquote><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/fiabe-e-racconti-di-nonni.webp"  title="" alt="" width="327" height="245" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Luigina, come tutti i pomeriggi, dopo aver terminato di fare i compiti si recava con la sua mamma ed i suoi fratelli a prendere un the a casa della Sig.ra Salerno, moglie di un collega del suo papà. Il loro alloggio si trovava in caserma sullo stesso pianerottolo dell’abitazione della famiglia di Luigina: i coniugi Salerno avevano un unico figlio, Lucio, che frequentava l'ultimo anno di liceo a Matera. <div><span class="fs12">Una mattina, di buon’ora, la signora Salerno invitò la mamma di Luigina a prendere il consueto the da lei, forse un po’ per solitudine, ma anche perché aveva una grossa sorpresa da mostrarle. La mamma di Luigina accettò con gioia l'invito, raccomandò ai suoi figli di comportarsi bene. La risposta fu: “stai tranquilla!”.</span></div><div><span class="fs12">E così, il pomeriggio, tutti ben ordinati andarono dalla loro vicina che, appena li vide preparò per tutti una buona tazza di cioccolato con tanti biscottini a forma di cuore sistemati sul tavolo della sua bella sala da pranzo; diede ai più piccini anche dei fogli e delle matite colorate per disegnare e così, dopo averli visti tranquilli, si accomodò con la loro mamma nel "salotto buono". Era molto allegra la Sig.ra Salerno, perché il giorno dopo sarebbe andata ad una grande festa al Circolo degli Ufficiali di Matera e per l'occasione, oltre ad un bellissimo abito, suo marito le aveva regalato una collana acquistata da un antiquario: un vero e proprio "pezzo di valore" che lei non vedeva l'ora di mostrare alla sua amica. “Chiudi gli occhi”, le disse e si recò a prendere la collana e...non fece più ritorno in salotto. La mamma di Luigina sentì un urlo disumano e quando arrivò in sala da pranzo la trovò distesa a terra con in mano una carta con tante perle dentro! La mamma cercò di rianimarla, ma la signora Salerno continuava a balbettare: “la mia collana, la mia bellissima collanna!”. La mamma chiamò i bambini e chiese loro chi avesse così tanto sconvolto la povera vicina. Ovviamente si fece il nome di Luigina che, vista la collana che era in un vaso di cristallo al centro del tavolo, pensò di ricavarne tante perline, per fare braccialetti e regalarli alle sue amiche. Aveva combinato un vero disastro! La sua mamma si scusò con l’amica e il suo papà cercò di riparare il danno comperando un'altra collana che gli costò tantissimo. Luigina l'aveva fatta grossa... e grossa fu la sua punizione. Il papà, molto arrabbiato, la rinchiuse in soffitta non consentendo a nessuno di farle vista, ma dopo due giorni la sua mamma, senza farsi sentire da nessuno, le preparò una buona merenda e salì in soffitta da lei. Luigina fu molto contenta di rivederla e abbracciandola forte forte le chiese perdono promettendo che mai più avrebbe toccato oggetti di altre persone. Cari ragazzi, secondo voi Luigina manterrà la promessa? Io dico proprio di sì! </span></div><div><div>Tantissimi bacini dalla vostra Luigina (nonna Gina).</div></div><div><div> &nbsp;</div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WZqhxj6rTcd" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Maria Gabriella Finizio</b></a></div></div><div><div><a href="http://" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div></div><div><div><a href="http://" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WZqiFT6rTcc" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"I nonni raccontano" </a></div></div><div><div>La saggezza che racconta, un cuore che canta </div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 13 Aug 2017 09:02:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?luigina-e-la-collana</link>
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			<title><![CDATA[QUANDO INIZIARE UN’ATTIVITA’ SPORTIVA?]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea Troia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_gcgsw4tb"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/iniziare-nuova-attivita.webp"  title="" alt="" width="334" height="223" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Al termine delle <b>vacanze estive</b>, si riprendono tutte le attività, sportive e non, che abbiamo interrotto per l’inizio dell’estate. Quali considerazioni deve fare un genitore per avvicinare<b> il proprio figlio ad un’attività sportiva</b>? Lo sport per i bambini è un toccasana per lo sviluppo psicofisico, in quanto aiuta a crescere sani, a socializzare, a scaricare le energie e a rilassarsi. Innanzitutto, è bene che si inizi a far praticare<b> l’attività sportiva</b> quando il <b>bambino </b>ne manifesta il desiderio, senza indirizzarlo verso attività che non ama, assecondando i desideri nella scelta della disciplina da svolgere ed <b>evitando di incoraggiare atteggiamenti troppo competitivi </b>tali da generare su di lui aspettative di successo. In generale, prima dei 3 – 5 anni è sconsigliato iniziare qualsiasi attività sportiva, eccetto il nuoto, che può essere praticato fin dai primi mesi di vita. Dopo i 6 anni, invece, si può cominciare con le attività di squadra che, tra l’altro, favoriscono la socialità<b> permettendo al bambino di interagire con altri compagni </b>spronandolo ad acquisire una mentalità più aperta nel raggiungere gli obiettivi del gioco assieme agli altri. Al contrario, gli sport individuali promuovono maggiormente la capacità del singolo di assumersi la responsabilità del risultato finale, aspetto da tenere in considerazione per una fase successiva in cui si richiederà una prestazione agonistica. Il consiglio che posso dare è quello di far <b>provare più attività possibili al bambino</b>, in modo che sia lui a scegliere ciò che più gli piace e lo motiva: un grande specialista di domani, infatti, deve oggi essere un bambino che si diverte a fare sport e che cresce equilibrato e ricco di esperienze motorie. Non ha ragione di esistere il timore di alcuni genitori che il proprio figlio non possa diventare un campione se non comincia a specializzarsi in tenera età in uno specifico sport: è più vicino al vero semmai il contrario, cioè è importante che fin da piccolo acquisisca varie esperienze di movimento.<b> “Praticare uno sport non deve fondarsi sull’idea del successo, bensì sull’idea di dare il meglio di sé.’’</b> - Gabriella Doria, ex mezzofondista italiana, medaglia d’oro nei 1500 metri piani alle Olimpiadi di Los Angeles 1984.</blockquote><div><blockquote><div><br></div><div><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/sport-come-metafora-di-vita.html#.WY2ww1GrTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Andrea Troia</a></b><span class="fs12">, Tecnico sportivo</span></div><div><br></div><div><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12">Continuate a seguire </span><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/bambini-e-sport-trani.php#.WY2w4FGrTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina"</a></span></div><div><div><div>Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</div></div></div></blockquote></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Aug 2017 13:25:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?quando-iniziare-un-attivita--sportiva-</link>
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			<title><![CDATA[LO SPAZIO. ALLA SCOPERTA DELL’INFINITO. Parte seconda]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_dsvhvkne"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/lo-spazio-parte-seconda.webp"  title="" alt="" width="328" height="490" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Come promesso nella prima sezione dedicata<b> alla riflessione sullo spazio</b>, passiamo ora alla parte pratica. Questa serie di esercizi risulta molto difficile se non si sono praticati esercizi preliminari (illustrati nei capitoli precedenti). <div><b>Esercizio dei Legami</b>. Per prima cosa occorre essere sinceri durante l'esercizio. Immaginiamo di dover morire domani. Proviamo a pensare "Cosa mi dispiacerebbe perdere?". Prendiamo un foglio e scriviamoci tutto ciò che in un certo senso ci "Lega" alla vita fisica e che abbiamo paura di perdere. Più la lista sarà lunga e più ci sono cose che ci tengono legati. Anche cose "belle" creano legami di paura. Magari ho una bella moglie o un bel marito e tale legame è sempre inquinato dalla paura di perdere la persona in questione. &nbsp;<b>È più facile sbarazzarsi di legami "Nefasti" che di legami "Piacevoli"</b>. &nbsp;L'esercizio serve solo per &nbsp;prendere coscienza dei nostri legami. Per superare tali legami serve molta forza di volontà e serve aver attraversato le altre prove precedenti.</div><div><b class="fs12lh1-5">Esercizio dell'espansione.</b><span class="fs12lh1-5"> Se ci fermassimo un attimo a pensare di vivere in uno spazio &nbsp;infinito, ci sentiremmo sicuramente molto smarriti, o addirittura sull'orlo di una crisi. Scegliamo un posto tranquillo e mettiamoci in una posizione comoda. </span><b class="fs12lh1-5">Proviamo a immaginare il concetto di infinito</b><span class="fs12lh1-5"> e a sentire noi stessi con la stessa infinità dell'universo. Proviamo &nbsp;a sentire di essere in collegamento con ogni cosa e a sentire come tutti i nostri problemi &nbsp;e "mire" diventino sempre più minuscoli ed insignificanti. Restare in questo stato per il tempo che si desidera. </span></div><div><b>Esercizio della respirazione finale</b> di tutti gli elementi principali. Nelle scuole di occultismo, nel sentiero<b> dello Yoga e in tanti altri percorsi spirituali</b>, la respirazione viene sempre enfatizzata. Dal nostro respiro dipende la qualità della nostra esistenza (non solo fisica), così come dagli ingredienti che mettiamo in una torta, dipende la sua qualità e gusto. Questo esercizio è consigliato eseguirlo da seduti con la schiena dritta, cosicché non sopraggiunga il sonno. Gli elementi che andremo a respirare sono<b> i &nbsp;5 elementi fisici principali</b> su cui si fonda anche il Buddismo e lo sciamanesimo del Tibet: </div><div>- <b>Fuoco</b>, di colore luminoso tendente al rosso e all'arancione. Portatore di calore (trasformazione), coraggio e potenza! </div><div>- <b>Aria</b>, di colore bianco. Portatore di leggerezza, azione e intelligenza! </div><div>- <b>Acqua</b>, di colore azzurro o verde acqua. Portatore di freschezza, tranquillità e adattamento! </div><div>- <b>Terra</b>, di colore giallo ocra tipo sabbia. Portatore di stabilità, solidità e resistenza (conservazione)! </div><div>- <b>Spazio</b>, di qualsiasi colore (anche tutti). Portatore di energia, eternità e immensità. Dalla posizione scelta si decide di eseguire un minuto, oppure una &nbsp;quarantina di cicli respiratori per ogni elemento (7 vanno anche bene). Si inizia con il fuoco, l'elemento da cui tutto parte e si eseguono inspirazioni ed espirazioni con il &nbsp;naso immaginando (percependo) questo elemento penetrare in noi con tutte le sue qualità peculiari. Una volta terminato, immaginiamo di scaricare tutto l'elemento appena assorbito, sentendo il fuoco bruciare fuori dal nostro corpo e allontanarsi sempre più (respirando normalmente). &nbsp;Poi si passa al secondo elemento e si esegue la stessa procedura fino all'elemento spazio. Durante l'esercizio del fuoco, può capitare di sentirsi arrabbiati, nervosi o sessualmente &nbsp;eccitati... <b>sono le qualità "negative" dell'elemento.</b> Non c'è nulla di cui allarmarsi, l'importante è eseguire la fase di scarico successivamente (sentire il fuoco abbandonare il corpo). Durante l'esercizio dell'aria ci si può sentire agitati, confusi o dubbiosi. Durante l'esercizio dell'acqua &nbsp;ci si può sentire tristi, emotivamente turbati oppure deboli. Durante l'esercizio della terra ci si può sentire pesanti, sonnolenti o bloccati. Durante l'esercizio &nbsp;dello spazio ci si può sentire smarriti, compressi o assenti. </div><div>È giunto <b>il momento di unirci allo spazio infinito</b>. Lo spirito unico, custode dell'unione, è in questo spazio ed è qui per accogliere il mio essere dandomi un posto d'onore.</div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?id=i1lqcixq" target="_blank" class="imCssLink">Leggi la prima parte</a></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WY2uqlGrTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b> - maestro di arti marziali energetiche</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/bambini-e-sport-trani.php#.WY2uw1GrTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina" </a></div><div>Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Aug 2017 13:16:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?lo-spazio--alla-scoperta-dell-infinito----parte-seconda</link>
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			<title><![CDATA[SIAMO VENTINOVE]]></title>
			<author><![CDATA[Mamma Antonella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2bna1g1a"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/siamo-ventinove.webp"  title="" alt="" width="334" height="222" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Genny, avviluppata nella <b>morsa di Lucifero</b>, danza serena e sorridente tra un bagno al mare, un giro sul pedalò con suo figlio, teneri baci e abbracci con il suo adorato marito, preparazione dei menù pranzo e cena. Il ritmo dell’estate cambia per una settimana e un corso di aggiornamento dona colore all’organizzazione familiare. Durante il corso,<b> Genny scopre che anche il suo profilo facebook necessiterebbe di un erede in caso di trapasso</b>. La cosa le crea disagio, sgomento. Cerca di dissimulare, ma la mente viaggia libera. Durante il rientro a casa il suo spirito di conservazione le permette di prendere l’informazione e relegarla nel posto più lontano e nascosto del suo Io. Il corso termina, il ritmo estivo riprende e, a distanza di qualche giorno, sulla bacheca di un suo amico si susseguono curiosi messaggi di incoraggiamento a non mollare. Cosa sarà capitato a Piero? In tanti gli scrivono, forse starà attraversando un momento particolare? Genny tiene a mente che appena le sarà possibile si prodigherà anche lei in una breve scrittura, ma le serve capire esattamente cosa accade.<b> Le notizie via etere viaggiano ad una velocità sorprendente</b> e una sola notte stravolge molte vite. Piero abbandona tutti in un incidente stradale. Ma chi è? Lui è un amico di classe silenzioso, educato, pronto a ridere, timido. Genny aveva perso di vista molti compagni, pur seguendoli sui social, eppure sprofonda nella tristezza più cupa. Inizialmente non elabora alcun concetto, i suoi occhi vedono solo due bambine e una moglie.<b> La visione la fa precipitare ancora di più nella desolazione. </b>Classe 1996, in pochi hanno compiuto i quarant’anni, all’apice della loro vita e tutti impegnati a farsi spazio nel mondo. <div>Erano 29 elementi in classe, <b>si ricompattano tutti in mezza giornata </b>e così la tristezza per la perdita e la gioia di ritrovarsi si mescolano in perfetta sintonia. </div><div>Genny inizia così a sviluppare i suoi pensieri cogliendo il buono nato da un triste evento, consolata dalla condivisione di un dolore comune agli altri ventisette e pensa… pensa… a quanto sono cambiate le sue relazioni sociali da quando aveva diciotto anni, quanti nuovi amici sono entrati nella sua vita, quanti sono anche usciti, quante persone ha pensato di conoscere, quante non ha conosciuto abbastanza. Cullata dai suoi viaggi solitari, ma in compagnia di pensieri infiniti, Genny si chiede <b>chi sono gli amic</b>i, quale valore vuole dare a queste cinque lettere. </div><div>E allora gli amici sono tante anime sparse per il mondo, capaci di ricompattarsi, ritrovarsi e incontrarsi per scoprire che ridono esattamente come vent’anni fa, perché l’intimità e l’affiatamento creato in cinque anni trascorsi insieme tutti i giorni, e in molti casi sere e notti, è un dato di fatto straordinario e irripetibile nella vita.</div><div><b>Saremo sempre ventinove</b>, ciao Piero. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/una-finestra-sul-mondo-di-una-mamma.html#.WY2r3lGrTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Antonella </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WY2sDlGrTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;</a></div><div>Il cuore che parla, le parole che urlano pensieri...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Aug 2017 13:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“NUOVI VOUCHER” E LAVORO OCCASIONALE: ISTRUZIONI PER L’USO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_kgugpy6h"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/nuovi-voucher.webp"  title="" alt="" width="335" height="188" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Da lunedì 10 luglio 2017,<b> famiglie, professionisti e imprese</b> possono utilizzare i "nuovi voucher" per pagare le prestazioni di lavoro occasionale: gli strumenti che sono stati introdotti al posto dei <b>"vecchi voucher</b>", aboliti dall'attuale governo allo scopo di evitare un referendum proposto dalla CGIL. La comunicazione di svolgimento della prestazione lavorativa da parte del <b>datore di lavoro nel caso del 'Libretto Famiglia'</b> dovrà avvenire entro il giorno 3 del mese successivo. Per il 'Contratto di prestazione occasionale' la comunicazione dovrà, invece, essere preventiva e avvenire entro 60 minuti prima dell'inizio.<div>Tramite il sito dell'INPS, e precisamente le pagine web "Prestazione di lavoro occasionale: libretto famiglia" e "<b>Contratto di prestazione occasionale</b>", il privato (famiglia) o il datore di lavoro accede tramite il PIN INPS, con il Sistema pubblico di identità digitale (SPID), o tramite la Carta nazionale dei servizi (CNS), cioè la "<b>tessera sanitaria</b>". A questo punto è necessario versare dei soldi sul proprio "portafoglio elettronico" attraverso PagoPa, un sistema elettronico per effettuare pagamenti alla pubblica amministrazione utilizzato tramite il proprio conto corrente online, oppure attraverso un modello<b> F24 Elide</b>. Una volta riempito il "Portafoglio elettronico", si può procedere alla comunicazione di prestazione: il momento in cui avvertiamo l'INPS che una persona si impegnerà in un lavoro occasionale per noi, inserendo il nome e codice fiscale dell'utilizzatore, cioè il datore di lavoro, e del prestatore, cioè il lavoratore, la tipologia di impiego e l'importo corrisposto.</div><div>Nel caso del <b>'Libretto famiglia</b>', i titoli per compensare le prestazioni di durata fino ad un'ora hanno valore nominale di 10 euro (e suoi multipli), 8 euro netti al lavoratore e 2 sotto forma di assicurazione e contributi (con i vecchi voucher, invece, il lavoratore incassava 7,5 euro ogni 10 versati dal datore di lavoro). Ogni lavoratore non potrà percepire più di 5 mila euro netti l'anno tramite il "Libretto Famiglia" e il suo equivalente usato dalle imprese, che invece si chiama "Presto". E da <b>un singolo datore di lavoro</b>, che sia una famiglia o un'impresa, non potrà ricevere più di 2.500 euro netti in un anno. </div><div>Nel caso, invece, di utilizzo di<b> 'Presto'</b>, il lavoratore percepirà un salario minimo di 9 euro all'ora, compreso minimo di 36 euro al giorno da imprese. Il compenso giornaliero non potrà essere inferiore a 36 euro (retribuzione minima di 4 ore lavorative), anche qualora la durata sia inferiore. Per le ore successive è fissato dalle parti, purché non inferiore a 9 euro. Compresi gli oneri a carico dell'utilizzatore, il costo totale è 12,29 euro. Entro il 15 del mese successivo alla prestazione, l' <b>INPS</b> provvede ad accreditare il denaro nella modalità scelta dal lavoratore: che può essere un versamento sul conto corrente, oppure un versamento da ritirare presso qualsiasi sportello postale. </div><div>La complessità dello strumento, quindi, è davvero più elevata rispetto a quella dei vecchi voucher, che avevano il pregio di essere estremamente semplici da usare: erano buoni cartacei che potevano essere acquistati e poi incassati nelle tabaccherie autorizzate, in banca, nelle sedi dell'INPS e negli uffici postali. L'unica complicazione era rappresentata dalla necessità per il datore di lavoro di iscriversi al portale INPS, ma visto che la registrazione serviva <b>solo a segnalare la prestazione e non regolava i pagamenti</b>, la procedura di iscrizione era più semplice rispetto all'attuale.</div><div>Insomma, le nuove modalità di retribuzione per lavoro occasionale di tipo occasionale e/o accessorio, definite strumenti di semplificazione, vengono percepite dagli utenti come complicate e confusionali. Sarà vera gloria? </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WY2qvlGrTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">dott.Vincenzo Dibari &nbsp;&nbsp;-</a></b> Commercialista</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WY2q1lGrTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div><div>Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 07 Aug 2017 12:59:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-nuovi-voucher--e-lavoro-occasionale--istruzioni-per-l-uso</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[NON PARLO CON TE, MA TU ASCOLTAMI!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_vfjqyu4n"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/mutismo-selettivo.webp"  title="" alt="" width="337" height="225" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Marco è un bambino di terza elementare, intelligente, vispo, con degli occhi bellissimi di un celeste intenso, <b>il suo sguardo riesce a comunicare ciò che pensa </b>e ciò che vorrebbe dire, ma che con le parole non esprime. Marco a scuola non parla, in particolar modo con le insegnanti, si irrigidisce e distoglie lo sguardo quando le maestre tentano invano di interagire con lui. A casa, da quanto riferisce la mamma, è un chiacchierone, non ha nessuna difficoltà nel relazionarsi con i suoi fratelli, ha parecchi amici con i quali ogni pomeriggio esce per andare a giocare a calcio in una piazza vicino la sua abitazione.<b> L’incapacità del bambino di parlare in ambito scolastico comporta scarsi risultati</b>, poche relazioni sociali con i pari, rapporti difficili con le insegnanti che, spesso, interpretano il suo atteggiamento silenzioso come intenzionale e finalizzato ad esercitare il controllo sugli altri, ovviamente tale convinzione è avvalorata dal fatto che in realtà è in grado di parlare in altri contesti. La descrizione esposta potrebbe far ipotizzare che <b>il bambino soffra di un disturbo infantile</b> complesso legato all’ansia, definito <b>“mutismo selettivo”</b>, caratterizzato dall’incapacità di parlare in determinate situazioni. Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali DSM-5, il mutismo selettivo compare tra i disturbi d’ansia e gli attuali criteri diagnostici prevedono: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>1- costante<b> incapacità di parlare </b>in situazioni sociali specifiche (in cui ci si aspetta che si parli, per esempio a scuola) nonostante sia possibile in altri contesti;</div><div>2- interferenza di tale condizione con i risultati scolastici o lavorativi, o con la comunicazione sociale;</div><div>3- durata della condizione di almeno 1 mese (non limitato al primo mese di scuola);</div><div>4- incapacità di parlare non dovuta al fatto che non si conosca, o <b>non ci si senta a proprio agio</b> con il modo di parlare richiesto dalla situazione sociale; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>5- nessun riferimento con i disturbi della comunicazione, tanto meno alcun legame con i disturbi dello spettro dell’autismo, della schizofrenia o di altri disturbi psicotici.</div><div><br></div><div><i><span class="fs22 cf1">Il mutismo selettivo è una manifestazione di uno stato d’ansia e delle difficoltà a gestire le proprie emozioni, non è, come molti insegnanti potrebbero pensare, un atteggiamento intenzionale e, soprattutto, la continua richiesta a parlare non è il modo più corretto di approcciarsi al bambino.</span></i></div><div><i><br></i></div><div>Infatti,<b> il mutismo è una modalità “disfunzionale” </b>per affrontare emozioni di ansia e paura generate dalla difficoltà a comunicare; un bambino con questo disturbo non sceglie di essere silenzioso e pressarlo continuamente comporta un aumento dell’ansia e della frustrazione che spingono il bambino a schierarsi sulla difensiva, mettendo in atto anche comportamenti oppositivi. <span class="fs12">Paradossalmente,</span><b class="fs12"> il bambino attraverso il silenzio comunica la propria paura</b><span class="fs12"> e la sua ansia, ma, molto spesso, gli adulti di riferimento interpretano tale atteggiamento come un modo per attirare l’attenzione, caratteristico di bambini definiti timidi e introversi, o come la manifestazione di una semplice opposizione, ritardando così i tempi per una giusta diagnosi. Quest’ultimo aspetto è molto importante, in quanto la possibilità di modificare e migliorare la sintomatologia di un bambino con mutismo selettivo è legata a più fattori, come l’età della diagnosi, l’intervento precoce e la possibilità di creare una collaborazione tra genitori, insegnanti e terapeuti, in modo da </span><b class="fs12">diminuire l’ansia del bambino rinforzando la sua autostima </b><span class="fs12">e la fiducia nelle proprie capacità di comunicare.</span></div><div><br></div><div><br></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.WYR-poiLTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b>, Psicologa, specializzanda in Psicoterapia Cognitiva</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi alla psicologa di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/aspetti-psicologici-nell-infanzia-trani.php#.WYR-u4iLTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia" </a>per approfondimenti e/o suggerimenti</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Aug 2017 14:01:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?non-parlo-con-te,-ma-tu-ascoltami-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ADOLESCENZA. “MANEGGIARE CON CURA” Parte seconda]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_t89qatr1"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/adolescenza-parte-2.webp"  title="" alt="" width="335" height="287" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Tale fenomeno interessa 2 adolescenti su 10, non è certamente una nuova realtà, ma attraverso <b>l’uso dei social si è acutizzato</b> e rischia di diventare un modello di comportamento ancora più diffuso. Sono <b>ragazzi presi di mira dai compagni</b> che si sentono incompresi, denigrati, provano la sensazione di esplodere e decidono di farsi del male. Le famiglie non conoscono la vera entità del problema e, quando scoprono il disagio del proprio figlio, non possiedono gli strumenti giusti per parlare con lui e per gestire in maniera efficace la situazione.<div><span class="fs12">Sono ragazzi che si vergognano profondamente, vivono con i sensi di colpa e hanno paura di essere stigmatizzati, considerati “pazzi”e </span><b class="fs12">si chiudono ancora ‘più a riccio’ nel loro dolore</b><span class="fs12">. Oggi, non si può più prescindere dalla tecnologia, gli adolescenti veicolano tutte le loro azioni e relazioni attraverso chat e social che diventano spesso i luoghi in cui condividono anche il loro dolore e la loro sofferenza. </span><b class="fs12">Il rapporto tra social media e autolesionismo è molto stretto</b><span class="fs12"> e rischia di condizionare la vita di questi ragazzi, soprattutto dei più giovani e di coloro che sono più vulnerabile. </span><span class="fs12">E’ nato, così, il </span><b class="fs12">”Blue Whale game”</b><span class="fs12"> che fa leva sull’autolesionismo dei teenagers ed è diventato il nuovo incubo della rete, terrificante, perché dai contorni incerti.</span></div><div><div>Al principio solo circoscritto al territorio russo, luogo dov’è nato, ma purtroppo in poco tempo è riuscito a contagiare molti giovani di altre nazioni e ha preso piede anche in Italia. Non si tratta solo di autolesionismo, <b>ma culmina con il suicidio</b> del partecipante alla sfida. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div>Non c’è da stupirsene, vi sono elementi che affascinano la vittima: è presente l’horror, l’idea di avere un “tutor” malefico che guida, <b>l’indugio alla depressione</b>, alla solitudine e alla tristezza che fanno parte dello spirito adolescenziale, il tutto documentato attraverso un video o ‘app’ di live streaming, come ‘Periscope’ o ‘Facebook live’. In rete esistono gruppi in cui ci si scambia e si condividono esperienze legate alla morte, alla voglia di morire. <b>‘Gruppi della morte’:</b> è così che vengono chiamati. In questa rete pare sia finita una ragazzina tredicenne di Pescara, salvata per fortuna, da questo gioco della morte, in extremis, dalle amiche che si erano accorte di come la tredicenne si procurasse ripetutamente lesioni al braccio. <b>E’ fondamentale monitorare costantemente</b> questi fenomeni emergenti, al fine di riuscire ad intervenire con le modalità più adeguate, per poterli contenere, in modo da garantire una maggiore sicurezza nei confronti dei ragazzi e limitare i potenziali danni causati dai suddetti fenomeni. </div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?id=12czp5wl" target="_blank" class="imCssLink">Leggi prima parte</a></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html#.WYR9OIiLTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b>, pediatra &nbsp;</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div></div><div><div>Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.WYR9ToiLTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a> . La salute NON può essere un’opzione.</div></div></blockquote><div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Aug 2017 13:54:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?adolescenza---maneggiare-con-cura--parte-seconda</link>
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			<title><![CDATA[LO SPAZIO. ALLA SCOPERTA DELL’INFINITO... Parte prima]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_i1lqcixq"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/lo-spazio.webp"  title="" alt="" width="338" height="189" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>Il nostro essere è immenso quanto lo spazio infinito</b>. Quando nasciamo, limitiamo la consapevolezza di noi stessi ad un solo corpo, un solo cuore e una sola mente.Tutto esiste per via dello spazio. Se non ci fosse uno spazio, nessun essere, creatura o cosa, sarebbe potuta esistere. Lo <b>spazio </b>è qualcosa che è presente ovunque, è sia in noi che fuori di noi. <span class="fs12">L</span><b class="fs12">'ultimo elemento importante da comprendere è l'elemento spazio</b><span class="fs12">. Possiamo definire lo spazio come un punto Zero da cui tutto ha inizio. Per comprendere meglio, limitiamo la nostra visione al solo mondo fisico terrestre. Le nostre menti razionali non possono accettare</span><b class="fs12"> concetti come infinito</b><span class="fs12">, onnipresente ed eterno. Immaginiamo l'atmosfera e l'aria che circondano il nostro pianeta, come una grande sfera che contiene tanti atomi che si spostano alla velocità della luce. Gli stessi atomi che sono presenti nell'aria della Cina, posso arrivare ad una velocità impressionante in Giappone, Russia, o addirittura &nbsp;nel continente americano. &nbsp;Noi tutti tocchiamo lo stesso spazio toccato da tanti esseri viventi e cose. </span><b class="fs12">Lo spazio</b><span class="fs12">, dato che si sposta,</span><b class="fs12"> trasporta materia</b><span class="fs12"> e, se vogliamo, possiamo anche dire che è come se ognuno di noi stesse toccando, attraverso lo spazio, l'intero universo. Per comprendere questo occorre arrivare ad un buon livello di maturazione e ad un buon controllo sull'ego. A quanti sarà capitato di anticipare un pensiero di un'altra persona? Oppure di fare la stessa cosa che in quel momento sta facendo una persona a cui siamo legati in un certo modo? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><div><br></div><div><br></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><i class="fs22 cf1">Quando rafforziamo dei &nbsp;legami con qualcuno o con qualcosa (luoghi, oggetti...), si crea una sorta di sintonia che ci permette di percepire quella cosa o persona, anche a distanza. </i></div><div><i class="fs22 cf1"><br></i></div><div>Tutto questo è possibile grazie allo spazio e al suo potere di "Trasmissione". &nbsp;Questi tipi di legami possono essere di diverso tipo, ma per semplificare ne spiegheremo solo due.<b> Legami equilibrati e Legami disarmonici.</b> I legami equilibrati ci permettono di dare e ricevere energia (tutto è energia, anche un regalo fatto da un nostro amico). Questi legami non generano attaccamento. I legami disarmonici ci permettono solo di dare o di ricevere. Quando prendiamo tanto senza mai "Scaricare",<b> ci sentiamo ansiosi</b> e "Focosi" (iracondi e tendenti a fare o subire tutte quelle cose che aumentano la temperatura, inclusa febbre). Quando diamo tanto senza mai ricevere nulla, ci sentiamo <b>depressi</b>, scarichi e "Freddi" (tristi, vuoti e tendenti a fare cose che portano alla sofferenza). Tutti i legami disarmonici devono essere distrutti se si vuole creare un buon equilibrio. Prima di tutto occorre riconoscerli e per farlo occorre fare un bel lavoro introspettivo che esamineremo nella parte pratica. Lo scopo di questa lezione è quello di comprendere che lo spazio è l'elemento che permette l'unione di ogni cosa. Lo spazio è il conduttore di tutta l'energia esistente. Chi desidera percepire <b>la grandezza del proprio spirito deve meditare</b> sullo spazio infinito, mantenendo bene l'idea di unione con ogni cosa. Nella seconda parte dell’articolo ci occuperemo, come sempre, dell’esercitazione pratica riguardante la tematica affrontata...stay tuned! &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WYR7w4iLTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b> - maestro di arti marziali energetiche</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.WYR71YiLTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina" </a></div><div>Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Aug 2017 13:48:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?lo-spazio--alla-scoperta-dell-infinito----parte-prima</link>
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			<title><![CDATA[IL MASSAGGIO AL CIOCCOLATO: UNA COCCOLA PER LA PELLE]]></title>
			<author><![CDATA[Cinzia Faconda]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_meecuovx"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/massaggio-al-cioccolato.webp"  title="" alt="" width="336" height="224" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Non tutti sanno che il <b>massaggio</b>, oltre ad essere tra le pratiche più antiche di benessere,<b> può arricchire la sua efficacia attraverso l’utilizzo di principi attivi</b>, come, ad esempio, il <b>cioccolato</b>.<div>Bandito dai dietologi, perché ricco di calorie, ‘il cibo degli dei’ è stato adottato in estetica, perché ricco di serotonina, un neurotrasmettitore capace di promuovere il buon umore e la tranquillità, di <b>acido stearico</b>, un acido di origine vegetale o animale, che ha proprietà emulsionanti, spesso utilizzato come ingrediente in cosmesi, oltre che nel <b>cioccolato presente anche nel burro di karitè</b>, nell’olio di palma, ecc...</div><div>Il cioccolato, inoltre, è un ottimo antiossidante, cioè contrasta l'azione dei radicali liberi rallentando il processo di invecchiamento.</div><div>Le manualità professionali dell'operatore, l’aromaterapia attraverso il dolcissimo profumo del cioccolato, <b>la cromoterapia</b> con i colori che il cliente predilige: il relax è assicurato! A voi non rimane che provarlo! &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/da-make-up-artist-a-operatriceolistica.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Cinzia Faconda</a></b>- Make up artist, operatrice olistica &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">" Spirito Artistico " </a></div><div>L’arte che comunica emozione attraverso le mani...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Aug 2017 13:43:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-massaggio-al-cioccolato--una-coccola-per-la-pelle</link>
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			<title><![CDATA[A LEZIONE DI ESPRESSIVITA’: LA SCUOLA CHE VORREI...]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_fn6tzezw"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/la-scuola-che-vorrei.webp"  title="" alt="" width="336" height="224" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>È senza dubbio <b>l'espressività</b>, l'obiettivo da ricercare nell'insegnamento: spingere <b>l'individuo in crescita ad esprimersi</b> attraverso tutto ciò che apprende, metterlo a proprio agio, perché venga fuori la sua indole e vera natura.<div><span class="fs12">Sempre si è detto che insegnare equivale a ‘trarre fuori’. Tuttavia, si tende a considerare il discente come un contenitore da riempire e non come qualcuno da valorizzare. Le aree considerate espressive, in ambito scolastico, sono da sempre </span><b class="fs12">l'arte, l'educazione, la fisica, la musica,</b><span class="fs12"> materie che sicuramente aiutano a ‘venir fuori’, affinché si riesca ad imporre la propria personalità, arricchita, volta per volta, da nuove conoscenze. </span><span class="fs12">Credo, invece, che tutte le discipline debbano dare spazio all'espressività.</span></div><div><div>Pensiamo all'italiano per esempio: quale migliore occasione per esprimere i propri punti di vista è rappresentata dal <b>tema</b>! Eppure, tanti docenti vogliono leggere nei testi dei propri alunni cose già dette, piuttosto che opinioni personali. Perfino la matematica viene privata di<b> risoluzioni intuitive</b>! Capita che sia considerato errore un procedimento che, sia pure attraverso ragionamenti diversi, raggiunga il risultato corretto e molto spesso si viene addirittura &nbsp;penalizzati per tale ragione! Senza l'espressività non si diventa se stessi, ma copia di qualcun altro e la società non avrà mai persone in grado di apportare cambiamenti e miglioramenti, ma saranno tutte pedine che si muovono a piacimento di un conformismo degenerante. &nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div> &nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></div></div><div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Aug 2017 13:38:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?a-lezione-di-espressivita---la-scuola-che-vorrei---</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LA FISTOLA PERILINFATICA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_091odiz2"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/fistola.webp"  title="" alt="" width="335" height="299" /></div></blockquote></div><br><blockquote><div><b>La fistola perilinfatica è un’apertura anomala</b> che si forma tra l'orecchio medio, che è una cavità piena di aria, e l'orecchio interno, che invece è piena di fluido (perilinfa). Il più delle volte questa<b> patologia è determinata da una lesione</b>, o da un difetto a carico di una, oppure di entrambe le membrane (quella della finestra rotonda o della finestra ovale) che separano le due aree, o, anche, da una <b>lesione della capsula otica</b>. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>In alcuni casi, la fistola perilinfatica ha natura congenita ed è associata ad atresia, microtia, colesteatoma; diversamente questa patologia può essere conseguenza di barotrauma, di <b>trauma acustico</b> o, ancora, di trauma cranico. </div><div>La sintomatologia, variabile per gravità e complessità comprende acufeni, vertigini, capogiri, ipoacusia, nausea e vomito. Sintomi questi che si palesano nel momento in cui si realizza una variazione della pressione atmosferica nell'orecchio medio, come ad esempio durante un viaggio in aereo, oppure durante un'immersione subacquea.</div><div><b>L'ipoacusia determinata dalla fistola perilinfatica è solitamente di tipo percettivo </b>con un maggiore interessamento delle frequenze gravi. Laddove ci si trovi, invece, dinanzi ad una perdita uditiva di tipo misto l'indicazione principale è quella di un evento traumatico che ha determinato la fistola, interessando anche la catena ossiculare. </div><div>Alla luce di quanto detto, i pazienti affetti da questa patologia dovrebbero evitare di eseguire manovre di compensazione, immersioni subacquee, viaggi in aereo, nonché l'esposizione a rumori intensi e sforzi da sollevamento o flessioni. </div><div>La valutazione e la trattazione di questo problema deve essere affidata <b>ad un otorino e ad un audiologo</b>, i quali possono stabilire se optare per una soluzione farmacologica o chirurgica e intervenire anche per ciò che concerne la riabilitazione vestibolare.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Pagnotta Giorgio</a></b> Audioprotesista - Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di &nbsp;<span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a></span><span class="fs12">. La salute NON può essere un’opzione. </span></div></blockquote><div> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Aug 2017 13:33:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-fistola-perilinfatica</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LA SINDROME DI MARCUS GUNN]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Alessandra Russo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1og8744f"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/oftamologia.webp"  title="" alt="" width="336" height="224" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Oggi parleremo di una<b> sincinesia congenita rara</b> che si manifesta con movimenti incontrollati, anomali della palpebra a seguito di movimenti mandibolari:<b> il riflesso di Marcus Gunn</b>, infatti, consiste in una retrazione della palpebra superiore, conseguente ad una stimolazione del muscolo pterigoideo omolaterale, per intenderci meglio, mentre si mangia o si sbadiglia. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Di tale <b>sindrome </b>è stata osservata una ricorrenza familiare. Prima dell’attivazione del riflesso di Marcus Gunn, ovvero in assenza di stimolazione,<b> l'occhio affetto presenta una ptosi variabile</b>, tuttavia sempre presente. In alcuni casi la ptosi risulta &nbsp;molto grave e l'occhio appare quasi chiuso (si apre solo dietro stimolazione del riflesso di Marcus Gunn) con conseguente ambliopizzazione dello stesso. Il riflesso di Marcus Gunn varia, tuttavia, da persona a persona: può comparire solo dietro vigorosa stimolazione del muscolo o con movimenti lievi e quasi impercettibili del viso. Spesso in caso di stanchezza, o in corso di malattie, il sintomo diventa più evidente. Solitamente<b> un solo occhio è affetto da sindrome </b>di Marcus Gunn, anche se esistono &nbsp;persone affette bilateralmente da tale fenomeno. Al momento,tuttavia, non ci sono cure o interventi che possano risolvere questo problema.</div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----alessandra-russo---salute.html" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Alessandra Russo</a></b></div></div></div><div><div><span class="fs12">Medico Chirurgo Oculista, perfezionata in Oftalmologia Pediatrica</span></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div><span class="fs12">Continua a seguire </span><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.WYR3MYiLTIU" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">“Salute e Benessere”</a></span><span class="fs12">. La salute non può essere un’opzione...</span></div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Aug 2017 13:26:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-sindrome-di-marcus-gunn</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[UN SALTO NEL PASSATO. I RICORDI DI LUIGINA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8tpm4pwf"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ricordi-di-luigina.webp"  title="" alt="" width="338" height="246" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Tutto è cominciato con i <b>fumetti</b>. &nbsp;&nbsp;<div>‘Topolino’ arrivava puntuale nella nostra cassetta postale ogni mercoledì, grazie all’abbonamento fatto dai nostri genitori; ci veniva recapitato avvolto in una bellissima plastica azzurra trasparente. Io e i miei fratelli (ben cinque) aspettavamo con trepidazione per essere i primi ad averlo, naturalmente litigavamo.</div><div>Per qualche anno hanno vinto loro visto, io mi limitavo a guardare le figure e a chiedere a qualcuno di<b> leggermi i fumetti a voce alta</b>. Non ricordo bene chi si prestasse a questo compito.</div><div>Di sicuro non i miei fratelli, sicuramente una mia cugina, di nome Concetta, più grande di me, che ha vissuto con noi diversi anni e, qualche volta, anche mia madre con la sua bella e calda voce.</div><div>Quello che certamente non dimenticherò mai è la sensazione di indipendenza, <b>orgoglio ed euforia</b> che ho provato quando sono riuscita a leggere da sola le misteriose nuvolette.</div><div>È stato l'inizio di un viaggio che non è ancora terminato.</div><div>A casa mia i <b>libri </b>non mancavano: mia nonna, maestra in pensione di un paesino sul lago d'Iseo, forse autrice di storie lacrimevoli di orse che si lasciavano morire di fame, pur di non togliere la vita a lepri e cerbiatti, e di bambini cattivi che non si lavavano mai, fino a soccombere nella propria sporcizia, è stata la prima in famiglia a possedere e manifestare<b> il talento della scrittura.</b></div><div>Dopo le favole, sono arrivati i romanzi. Il libro ‘<b>Cuore</b>’, che conservo ancora gelosamente, e poi ‘<b>Piccole donne’</b> per me, ed i ‘Ragazzi della via Paal’ per i miei fratelli.</div><div>Ora il tempo è volato e io sono diventata una nonna e come la mia nonna anche io scrivo favole di gatti che vogliono andare sulla lunaa, di pesci che vogliono diventare campioni di nuoto e ho regalato ai miei nipoti (come hanno fatto con me) l’abbonamento a ‘<b>Topolino</b>’ e devo dire che i miei nipoti non fanno salti di gioia come facevamo noi, però litigano su chi lo deve sfogliare per primo.</div><div>Sì, i tempi sono cambiati, ma la voglia di immergersi nel mondo delle favole, delle avventure di Topolino, di Minnie e dei loro amici resterà per sempre nel cuore di grandi e piccini.</div><div>La cosa più bella è stata quando Aida, mia nipote, e le sue amiche mi &nbsp;hanno chiesto di leggere con loro le avventure di Topolino, sono, in un attimo, ritornata <b>bambina</b>... Luigina...</div><div>Nonna Gina.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WX9Ev4jyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WX9Ev4jyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WX9EnojyjIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"I nonni raccontano" </a></div><div>La saggezza che racconta, un cuore che canta</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 14:52:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?un-salto-nel-passato--i-ricordi-di-luigina</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[ADOLESCENZA. “MANEGGIARE CON CURA” Parte prima]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_12czp5wl"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/adolescenza.webp"  title="" alt="" width="340" height="227" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>L’adolescenza è quella fase della vita umana</b>, normalmente compresa fra gli 11 e i 18 anni, nel corso della quale l'individuo acquisisce le competenze e i requisiti necessari per assumersi <b>le responsabilità di adulto</b>. Nel processo di transizione entrano in gioco ed interagiscono fra loro fattori di natura biologica, psicologica e sociale. L'adolescenza inizia con la <b>pubertà</b>, ma non è il solo <b>mutamento biologico</b> connesso con essa che provoca il momento adolescenziale, al cambiamento fisico, infatti, si associano esperienze emozionali molto intense. La rilevanza dei cambiamenti corporei e <b>dell'assetto pulsionale </b>impongono la ricerca di nuovi equilibri nei rapporti con il mondo e con il proprio sé; la precocità del cambiamento rispetto a quello dei coetanei (o coetanee), molto spesso inaspettato,<b> suscita ansie ed incertezze</b> quanto l’attesa vana di chi si reputa in ritardo confrontandosi con le esperienze altrui. Di questo mutamento di relazioni l'adolescente è particolarmente consapevole: in rapporto ad esso modifica il proprio atteggiamento verso se stesso ed il mondo circostante. <b>Il primo indice</b>, frequentemente <b>conflittuale</b>, di questo cambiamento di atteggiamenti si manifesta nel fatto che egli/ella non accetta più di essere totalmente dipendente dalla propria famiglia e dalle varie forme di sostegno <b>sociale-affettivo</b> che gli sono state fornite sino a quel momento. <div>Nella nostra cultura, l’adolescenza è percepita come <b>un’età delicata e difficile,</b> ponte traballante tra l’immaturità e la vita adulta.</div><div>In realtà, secondo <b>Daniel J.Siegel</b>, medico psichiatra, questa immagine risulta riduttiva e non rende onore ad un periodo straordinario, ricco di cambiamenti, pur se complesso e disorientante. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Per capire i <b>teenager </b>e guidarli verso un futuro sereno, il primo passo è proprio quello di lasciarsi alle spalle i luoghi comuni. Gli ”ormoni impazziti” non sono sempre responsabili di ‘mandare fuori di testa’ questa fascia di età, sono, invece, i cambiamenti dello sviluppo del cervello a esercitare un forte influsso e bisogna comprendere nel modo giusto la voglia di indipendenza adolescenziale. </div><div><br></div><div><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs22"><span class="cf1">Crescere bene non significa tagliare i ponti con gli adulti, ma &nbsp;trasformare la relazione in una forma di interdipendenza.</span></span></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div><b>L’adolescenza costituisce uno “tsunami” di cambiamenti a livello cerebrale</b> che portano a molti rischi, ma anche ad opportunità: è fondamentale che gli adulti non blocchino i ragazzi distruggendo ogni possibilità di comunicazione (essenziale in questa fase dell’esistenza), ma mantengano aperto il dialogo, prevenendo, così, alcuni comportamenti adolescenziali pericolosi. </div><div>Cerchiamo di valorizzare la creatività per controllare le tendenze distruttive. Durante l’adolescenza si intensifica l’attività dei circuiti cerebrali che utilizzano un <b>neurotrasmettitore chiamato ‘dopamina’ </b>(deputato principalmente a coordinare i movimenti del corpo, ma anche a controllare la memoria, l’umore, la capacità di attenzione e il senso di piacere o ricompensa). <span class="fs12">Nell’adolescente la dopamina ha un ruolo fondamentale nell’indurlo a cercare le &nbsp;gratificazioni proprie dell’età: l’aumento del rilascio di dopamina porta gli adolescenti a essere molto attratti da quelle </span><b class="fs12">esperienze che offrono un forte senso di eccitazione </b><span class="fs12">ed euforia e potrebbe, pertanto, anche essere la maggiore causa di inclinazione allo sviluppo di dipendenze. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div>Anche l’impulsività è un altro chiaro segnale di tale processo di cambiamento. <span class="fs12">In sostanza, le decisioni iper-razionali, l’impulsività e la spinta alla gratificazione indotti dalla dopamina sono tra le cause principali, individuate dalla ricerca scientifica, dei comportamenti a rischio. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div>Il pensiero iper-razionale aiuta a non bloccarsi davanti alle scelte e ad affrontare con serenità i rischi connessi al fatto di spiccare il volo. Nel corso dell’adolescenza si realizza il collegamento tra diverse aree del cervello e <b>il processo di integrazione</b>; avviene una specie di ‘<b>potatura</b>’: il cervello scarta le connessioni che si usano di meno e salva, invece, quelle a cui fa ricorso in modo più frequente. Ecco, perché, per esempio, è meglio imparare a suonare uno strumento musicale durante l’infanzia (in ogni caso, prima della fine dell’adolescenza), se non si “allena“ mai questa abilità, il cervello finirà per eliminare tale circuito. In questi anni di crescita e trasformazione,<b> i mutamenti a livello cerebrale danno impulso al pensiero creativo </b>e spingono ad esplorare la realtà con occhi nuovi. Continua... </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html#.WXtcsoiLTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b>, pediatra &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere"</a> . La salute NON può essere un’opzione.</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 15:43:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?adolescenza---maneggiare-con-cura--parte-prima</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Forse, TUTTI riusciremo a giocare insieme un giorno]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ptawhtb3"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/inclusione.webp"  title="" alt="" width="338" height="239" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">È notizia degli ultimi giorni che il <b>Comune della città </b>in cui vivo stia per acquistare alcune giostrine inclusive per installarle nei parchi giochi presenti. Questo piccolo investimento seguirebbe a distanza di due anni la significativa donazione, effettuata dall'associazione di cui faccio parte, di un'altalena per bambini diversamente abili e installata nel parco giochi della villa comunale. Si tratterebbe, finalmente, di un buon segnale di civiltà da parte delle istituzioni orientato alla tutela del diritto al gioco di tutti. Tale <b>provvedimento </b>sarebbe ancora più straordinario se le giostre acquistate fossero completamente inclusive e cioè utilizzabili contemporaneamente da bambini normodotati e da bambini <b>diversamente abili</b>. Non ci resta che attendere e sperare. Perché giocare INSIEME è ancora più divertente...</span></div><div><a href="http://www.varesenews.it/2016/08/i-..." target="_blank" class="imCssLink">'Copyright immagine'</a></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.WXtYVIiLTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b>, esploratore di vita &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-disabili-raccontano-la-loro-citta-di-trani.php#.WXtZEoiLTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"> "Diversabilità"</a> ...parole e pensieri che raccontano la vita.</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 15:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[CAMPANILISMO E PAURA PERVERSA DEL PROGRESSO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1gt8bmj9"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/campanilismo.webp"  title="" alt="" width="336" height="224" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>La paura è una delle caratteristiche istintuali dell'uomo </b>che ci guida nelle scelte e nelle valutazioni del mondo circostante e ci spinge a sfidare noi stessi per costruire. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> Il problema davvero importante è indirizzarla. Noi uomini abbiamo bisogno di certezze e il futuro lo temiamo, perché rappresenta l’inconoscibile, l’imprevedibile, ciò che sfugge a qualsiasi premonizione. </div><div><b class="fs12">Comprensione/previsione del futuro è la maggiore preoccupazione umana</b><span class="fs12">. Ecco che la paura diventa lo strumento culturale per eccellenza che ci porta ad aggregarci agli altri esseri umani per creare una forza che avversi l'inconoscibile. Dunque, se è vero che la paura, nella sua accezione positiva, muove alla costruzione, all'ingegno, al rischio, all'aggregazione, quale misura delle infinite possibilità per l'essere umano, nella sua accezione negativa è anche forza che chiude al nuovo, non fa pensare e &nbsp;riduce tutto a povertà interiore. Un </span><b class="fs12">animo </b><span class="fs12">non nutrito di curiosità per il diverso è, a sua volta, chiusura verso l'altro da me e all’esplicazione di </span><b class="fs12">atteggiamenti &nbsp;fortemente campanilisti </b><span class="fs12">alimentati, a loro volta, da una politica che crea paure (irreali e fantasticate) che restano irrisolte, si auto alimentano e governano la vita dei gruppi sociali, gruppi umani che si chiudono e si impoveriscono a tutti i livelli.</span><b class="fs12"> Il campanilismo</b><span class="fs12"> si alimenta di questo e diviene anche il focus attraverso cui si guarda la propria vita e quella &nbsp;del proprio territorio. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><b>Roberto Escobar</b>, filosofo e sociologo, in ‘Metamorfosi della Paura’, attribuisce alle differenze tra individui la causa della eccessiva accentuazione emotiva dell'antagonismo tra &nbsp;gruppi.</div><div><br></div><div class="imTALeft"><i class="fs22 cf1">Il campanilismo, nelle dimensioni culturali, sociali e sportive tra piccoli paesi, dunque, si alimenta di &nbsp;paura e &nbsp;chiusura, ma si esprime anche in atteggiamenti ostili e violenti.</i></div><div><br></div><div>Arretratezza culturale e povertà di spirito diventano, poi, il metro su cui si misura il rapporto con i paesi limitrofi, nei confronti dei quali viene naturale alimentare violenza e reiterare comportamenti poco umili. A questi atteggiamenti ostili, orientati all'esterno, si aggiungono comportamenti eccessivamente protettivi e, a tratti, esaltativi della propria città/gruppo dei quali si evidenziano <b>gli aspetti di una identità</b> che si giudica come la migliore e la più giusta. <span class="fs12">Dunque, la paura, quella che abbiamo interpellato all'inizio del nostro articolo, sembra partorire una progenie di sentimenti e atteggiamenti che portano ad un dinamismo statico, ad un’inerzia dell'essere che procede solo all'interno della propria linea di confine.</span></div><div><span class="fs12">Così &nbsp;facendo, lo sguardo resta precluso alle vere infinite e reali possibilità di essere che sono tutte in potenza nell'essere umano, sia preso singolarmente, nella sua </span><b class="fs12">individualità</b><span class="fs12">, che socialmente nella collettività. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12">Converrebbe affiancare al senso di pericolo per ciò che è fuori dal mio confine che mi lascia nell'inerzia, una attenta valutazione del rischio di inclusione e accoglienza di ciò che supera il confine? </span><b class="fs12">Integrazione, APERTURA</b><span class="fs12"> &nbsp;è la parola d'ordine?</span></div><div><span class="fs12">Forse, così facendo, allo sguardo saccente e superiore potrebbe sostituirsi uno sguardo complice e inclusivo. Forse all'ostilità si sostituirebbe l'accoglienza...</span></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.WX9FnojyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/etica-e-senso-della-vita.php#.WX9Ft4jyjIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Filosofia ed Etica"</a></div><div>Il giardino delle parole...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Jul 2017 14:57:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?campanilismo-e-paura-perversa-del-progresso</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[UN DIARIO PER AMICO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ll90bsaw"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/diario-per-amico.webp"  title="" alt="" width="342" height="228" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Già invase da<b> famiglie</b> son le<b> cartolibrerie che effettuano ordinazioni di libri </b>di testo ed ogni altro tipo di materiale scolastico, come quaderni, album, penne, matite, gomme, colori, righelli, ecc... Davvero una corsa senza respiro, se si pensa che non è trascorso neanche un mese dal termine delle lezioni. Si teme forse di non trovare libri di seconda mano, ma soprattutto gli <b>innovativi diari</b>. È il diario infatti, il più ambito oggetto, magico direi, se possiede la straordinaria capacità di dare senso ad un intero anno scolastico. <span class="fs12">Un amico fedele che condivide silenzioso ogni tipo di esperienza ed emozione, positiva o negativa che sia. Nello </span><b class="fs12">zaino</b><span class="fs12">, dal primo giorno di scuola, esso non si limita a ricordare compiti e a trasmettere ogni altro tipo di comunicazione prettamente scolastica,ma a raccogliere giornalmente, e senza opporre resistenza, sorrisi e lacrime di chi ne fa uso, </span><b class="fs12">come solo un vero amico sa fare</b><span class="fs12">. A volte, anche scarabocchi, o fantastici disegni e molto spesso... ‘impeti emotivi’. Chi non ha mai raccontato, infatti, al proprio diario, i propri risentimenti, delusioni ed ansie, anche maltrattandolo senza ragione?</span><div> Leggere il diario di uno studente significa<b> leggere nel suo cuore</b>, poiché tutto di lui racconta. </div><div>Non importa se poi, esso può rovinarsi, perdere qualche foglio strada facendo, o perfino la copertina! <b>Un diario è sempre nuovo</b> per chi a lui si affida, come la vera amicizia, che non invecchia mai. Chi non ha amato e custodito gelosamente, il suo diario scolastico? E chi non ha trovato in esso, a settembre, la gioia di rimettersi a studiare? Un acquisto davvero importante ed incoraggiante, ma soprattutto un amico inseparabile che non tradisce, consola e sostiene. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WXinjIiLTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WXinjIiLTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WXioO4iLTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 14:31:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?un-diario-per-amico</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[SE DIVENTASSI GRANDE PROPRIO ORA...]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c6q9rbq7"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/se-diventassi-grande.webp"  title="" alt="" width="332" height="220" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Se <b>diventassi grande proprio ora</b>, non dimenticarti di nulla, ricordati di quando ci siamo incontrate, di come ci siamo guardate e dell’istante preciso in cui ci siamo appartenute... Se diventassi grande proprio ora, non dimenticarti delle<b> ninne nanne sussurrate nel cuore della notte,</b> delle filastrocche inventate e cantate a squarcia gola, delle ore trascorse a scrutarti ammirando la perfezione... Se diventassi grande proprio ora, non dimenticarti i<b> baci lievi e gli abbracci pieni, </b>il tifo sugli spalti e il profumo delle torte al cioccolato nei piovosi pomeriggi d’inverno... Se diventassi grande proprio ora, non dimenticarti delle fiabe lette prima di dormire, delle ore a disegnare, delle passeggiate mano nella mano e delle corse in bicicletta...<div>Se diventassi grande...e tu, grande, in attimo, sei già... E tutti ricordi sembrano svaniti, cancellati dal vento del tempo che il tempo non riporterà... </div><div>Ed allora immagino che in un giorno qualsiasi le note di una melodia ti ricondurranno lì, a quel momento in cui cantammo a perdifiato e, tra le <b>risate fragorose</b>, sentimmo che quella felicità sarebbe stato il nostro ricordo migliore, unico e prezioso, coraggioso nell’andare...libero nel riaffiorare... </div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WXCWuYjyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WXCWuYjyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WXCWuYjyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Vanna </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WXCWo4jyjIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;&nbsp;</a></div><div>I pensieri e le parole del cuore... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Jul 2017 11:39:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?se-diventassi-grande-proprio-ora---</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[”MOTU-ITI”. L’ISOLA DEI GABBIANI]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_dsfttxth"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/l-isola-dei-gabbiani.webp"  title="" alt="" width="334" height="223" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Oggi vorrei proporre a tutti gli amici di Città dell’Infanzia la lettura di un vero capolavoro della letteratura per ragazzi. <b>“Motu-Iti”, scritto da Roberto Piumini</b> ed edito da Einaudi Ragazzi, è una personale e originale spiegazione dell’autore circa il mistero della presenza dei moai, le enormi sculture sull<b>’isola di Pasqua.</b> Il protagonista della storia è<b> Tou-Ema</b>, un giovane capo buono e giusto, innamorato della bella Kintea-Ni, che viene ingiustamente calunniato e allontanato con la<b> forza dall’isola</b>. Il ragazzo riesce a rifugiarsi su un isolotto, dimora dei gabbiani, e qui, solo e sofferente, medita la sua vendetta: riuscirà a compierla proprio grazie a questi alteri uccelli. Una volta tornato sull’isola cercherà di porre rimedio al danno fatto con<b> l’aiuto della fanciulla </b>che gli è sempre rimasta fedele e non ha mai dubitato di lui. <div>La forza del racconto sta soprattutto nella suggestività delle descrizioni: leggendo si ha la percezione di far parte di quei luoghi, di sentire il profumo del mare, lo stridío dei gabbiani, il suono dei tamburi e i dolci canti di Kintea-Ni; di vedere il mare in tempesta e il grande vulcano. </div><div>La storia, inoltre, offre spunti di riflessione su diversi argomenti: <b>il rapporto tra il Bene e il Male</b>; a cosa porta l’odio e quanto si può essere logorati dall’invidia e dal desiderio di vendetta; l’espiazione delle proprie colpe; la forza dell’amore. Piumini ci regala un romanzo intriso di poesia, dove elementi di fiaba e mito si fondono, creando l’atmosfera tipica di <b>un mondo lontan</b>o, un mondo magico legato all’essenzialità dei gesti e delle cose, in cui uomo e natura sono ancora profondamente legati. Sebbene sia considerato un libro per ragazzi io ritengo che sia validissimo anche per gli adulti. L’età di lettura consigliata è dai 9 anni in su. Buona lettura! </div><div><b><br></b></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.WXCVSIjyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Ilaria De Marinis </b></a></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire &nbsp;<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php#.WXCVr4jyjIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Letture e racconti</a>. Raccontare per emozionare...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Jul 2017 11:34:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-motu-iti---l-isola-dei-gabbiani</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[’CAKE POPS’: IRRESISTIBILI BONTA’]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6t1zy21j"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/lecca-lecca.webp"  title="" alt="" width="337" height="282" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>I Cake pops</b>, deliziosi lecca lecca di pan di spagna, sono una vera e propria irresistibile bontà per i bambini grazie al<b> ‘look’ colorato</b>, simpaticissime palline che ruberanno il cuore e il palato anche dei più grandi... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Possono essere di molteplici gusti e di innumerevoli colori, ma oggi vi propongo una ricetta al cioccolato e marmellata: il successo è assicurato! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Ingredienti per 30 cake pops. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>4 cucchiai di confettura di albicocche; 400 g di<b> pan di Spagna</b>; 200 g di cioccolato fondente; perline di zucchero colorate q.b. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12">Partiamo sbriciolando con le mani il pan di Spagna eliminando, eventualmente, la crosta se dovesse risultare troppo secca, sistemiamo il risultato ottenuto in una ciotola. A questo punto aggiungete circa 4 cucchiai della vostra </span><b class="fs12">marmellata preferita </b><span class="fs12">(uno alla volta) impastando con le mani, fino ad ottenere un composto abbastanza compatto per formare delle "polpettine". Vi consiglio di aggiungere i primi due cucchiai di marmellata, impastare e poi, solo se necessario, aggiungere un terzo, o eventualmente un quarto cucchiaio. Formate con l’impasto della </span><b class="fs12">palline</b><span class="fs12">, grandi poco meno di una noce e poggiatele su di un foglio di carta da forno e lasciatele rassodare in freezer per circa mezz’ora. </span><span class="fs12">Fondete a bagnomaria o in microonde il</span><b class="fs12"> cioccolato fondente</b><span class="fs12">. Procuratevi dei bastoncini da lecca lecca di plastica (anche dei bastoncini di legno possono risultare adatti alla realizzazione) e infilzatevi le palline di torta che avrete estratto dal </span><b class="fs12">freezer</b><span class="fs12">. Subito dopo, immergete le palline nel cioccolato fondente &nbsp;ricoprendole completamente. Fate quindi colare per bene il cioccolato in eccesso, scuotendo i cake pops molto delicatamente. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Dolcissima estate a tutti voi...</span></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.WXCTi4jyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.WXCTi4jyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.WXCTi4jyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b> Cake designer - delegata provinciale Bari FIAB</div><div><a href="http://" rel="help" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><a href="http://" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.WXCTpYjyjIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Spirito Artistico" </a>. La fantasia non conosce confini...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Jul 2017 11:25:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-cake-pops---irresistibili-bonta-</link>
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			<title><![CDATA[INSEGNANTI DA BOCCIARE! UN BULLO COME ‘PROF.’]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3431y9ce"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/bullo-come-prof.webp"  title="" alt="" width="324" height="458" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>A <b>scuola</b>, non solo dai propri <b>compagni </b>un bambino o ragazzo, può subire <b>affronti psicologici, o meglio offese</b>, simili a spade che feriscono ed uccidono, ma anche dagli stessi insegnanti, spesso ignari di quanto predichino bene e razzolino male, circa il <b>bullismo</b>. Basta davvero poco per annientare un individuo, quel poco che però può fare tanto, tantissimo danno all'animo del minore. Parole pesanti che rimbombano nella mente e nel cuore di chi le riceve, come tuoni nella notte, mortificandolo e pietrificandolo "asino, incapace, buono a nulla, stupido, cretino”...e chi più ne ha più ne metta nell'elenco delle offese. <b>Chi siede in cattedra</b>, non è certo di buon esempio se, con facilità, le utilizza a suo dire...per spronare. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Se il bullismo non è solo dei gesti, questo parlare offensivo e privo di rispetto nei confronti dei minori, pure deve essere considerato tale. Pertanto, non solo i grandi dovrebbero vigilare nella classe, perché nessuno mortifichi e maltratti un compagno, ma anche i piccoli, <b>denunciando</b>, per quanto è possibile, ai propri genitori gli atti e comportamenti offensivi compiuti da chi non educa con le dovute <b>competenze pedagogiche ed umane. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WXCSTYjyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://A scuola, non solo dai propri compagni un bambino o ragazzo, può subire affronti psicologici, o meglio offese, simili a spade che feriscono" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WXCSYYjyjIU" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Jul 2017 11:20:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?insegnanti-da-bocciare--un-bullo-come--prof--</link>
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			<title><![CDATA[LA VERITA’. Sappiamo davvero cosa sia?  Parte seconda]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_k74mwm4v"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/la-verita.webp"  title="" alt="" width="335" height="188" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Come promesso, passiamo alla parte pratica... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b>Esercizio del Sogno</b>. Prendiamo un quaderno bianco e dedichiamolo ai nostri sogni (attività onirica). Ogni sera, prima di addormentarci, scriviamo "oggi (data), ho sognato questo...". Il giorno seguente, apriremo &nbsp;il quadernetto e andremo a scrivere tutto ciò che &nbsp;ricordiamo del nostro sogno, anche se poco. Se non si ricorda proprio nulla, allora è possibile scrivere "sono più attento ai mie sogni". Se si persevera in questa attività, &nbsp;nel giro di qualche settimana o mese, <b>compariranno i primi sogni.</b> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b>Esercizio del Giudizio</b>. Come abbiamo detto all'inizio, "non sappiamo quale sia la verità". Detto questo, qualsiasi cosa ci capita di vedere o sentire, potrebbe essere la verità. Questo esercizio è un abitudine &nbsp;quotidiana, è uno stile di vita. Occorre non giudicare più gli atteggiamenti di altri o le altre <b>religioni, filosofie</b> ecc...</div><div><span class="fs12">Ognuno di noi deve sentire ciò di cui ha bisogno e deve seguire quella "Verità" personale. Mai giudicare chi non fa il nostro stesso cammino... sarebbe come giudicare "Brutti" tutti quelli che non hanno la nostra stessa faccia e il nostro stesso corpo! Sembra un concetto stupido, ma spesso molti ragionano così: se una cosa la fanno tutti è giusta! I notiziari, la televisione e l'intera società ci istigano al giudizio verso gli assassini, gli stupratori, i drogati, ecc... e ognuno di noi punta il dito su di loro sentendosi superiore e giusto. Da oggi questo atteggiamento, se abbiamo ben compreso questo capitolo, ci sembrerà una perdita di tempo. Ognuno segue la propria <b>verità</b>, quello che spetta a noi è proteggere la nostra verità e allontanarci da chi vuole imporci la propria. Se un assassino vuole ucciderci, ci sta imponendo la sua verità, allora possiamo &nbsp;reagire (anche uccidendolo, se necessario). Esercizio delle Verità. Prendiamo un foglio, o più di uno, e scriviamoci tutto ciò che per noi è vero. Possiamo scrivere che per noi è vera la scrivania, il nostro amico (fisicamente parlando), la <b>morte </b>(Fisica), &nbsp;il dolore alla schiena... qualsiasi cosa sento che sia reale. Quando il foglio sarà pieno, possiamo girarlo o prenderne un altro e scrivere fino a quando avremo voglia di scrivere. Continuate a leggere quando la lista sarà completa. Ora riflettiamo su tutte queste cose che abbiamo scritto: quante di queste sono eterne? Quante non sono soggette al tempo? Quante sono immutevoli? Il mio amico (fisicamente parlando) è reale oggi, ma domani potrebbe morire, quindi non sarebbe più reale, ma l'ideale d'amicizia resta eterno e si manifesterà nuovamente, verso altre &nbsp;persone che la vita ci permetterà di incontrare. La mia scrivania oggi è qui e la posso toccare, ma domani potrebbe essere stata bruciata da un incendio e non essere più reale per me. Se tutto ciò che abbiamo scritto rientra nei nostri 5 sensi... allora probabilmente abbiamo un metodo di discernimento molto materialistico, se invece tra le nostre verità ci sono ideali come<b> "Amicizia", "Lealtà", "Coraggio", "Potere" </b>e simili, allora il metodo di discernimento è più preciso, &nbsp;infatti queste cose sono eterne ed esistono senza variazioni. Cosa è vero? Ciò che non posso percepire, ma solo sentire con il "cuore/anima"!</span></div><div>È giunto il momento di esporre la nostra coscienza ai raggi della luce della verità. Lo spirito della luce, custode della Verità, è in questi raggi ed è qui per illuminare la mia coscienza e <b>dissipare le tenebre dell'ignoranza</b>! </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WXCN2YjyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WXCN2YjyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b> - maestro di arti marziali energetiche</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.WXCNsYjyjIU" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina" </a></div><div>Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Jul 2017 10:56:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-verita---sappiamo-davvero-cosa-sia---parte-seconda</link>
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			<title><![CDATA["HAI CAPITO IL SIGNIFICATO?" L’IMPORTANZA DI SAPER LEGGERE ]]></title>
			<author><![CDATA[Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2efl6f4w"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/imparare-a-leggere.webp"  title="" alt="" width="324" height="243" /></div></blockquote></div><div><b><br></b></div><blockquote><b>La lettura è fattore di integrazione sociale</b>, di sviluppo e di promozione della persona di diffusione di valori e di possibilità di partecipazione. In una società come la nostra, l’atto di leggere è un’attività che attraversa molte esperienze e compenetra in tutte le materie scolastiche; essa quindi costituisce l’attività su cui si innestano gran parte delle nostre conoscenze. La lettura, in particolare negli aspetti della &lt;&lt;comprensione&gt;&gt;, costituisce uno degli obiettivi principali perseguiti oggi dalla scuola. È riportato anche nei <b>Programmi Ministeriali </b>che &lt;&lt;leggere è sostanzialmente un processo di ricerca, comprensione e interpretazione del significato del testo&gt;&gt;. Il riferimento è particolarmente importante, perché sposta l’attenzione più sulla conquista del significato del testo che sull’apprendimento tecnico della capacità di lettura.<div> &nbsp;</div><div><div><span class="fs22"><i><span class="cf1">Con il termine lettura si intende infatti sia l’atto fisico di leggere, cioè la decodifica dei segni, sia la comprensione, o meglio tutte le operazioni messe in atto per la comprensione del significato.</span></i></span></div></div><div><div><br></div></div><div><div>Da tale accezione deriva anche un modo diverso di impostare il percorso didattico per l’apprendimento della lettura, che va dall’intuizione del significato alla decifrazione della parola e non viceversa. </div></div><div><div>Se questo vale per tutti <b>i bambini che imparano a leggere</b>, ancor di più vale per gli alunni in difficoltà che, molto spesso, si focalizzano sui processi di decodifica e non concettualizzano la lettura come conquista del significato. Le ricerche condotte in ambito scolastico per individuare i fattori che determinano insuccesso e dispersione evidenziano come una delle cause più frequenti sia proprio la difficoltà che i bambini incontrano nel primo approccio alla lettura e alla scrittura. Non possiamo dimenticare poi la dimensione più strettamente individuale costituita dalla motivazione alla lettura, dal gusto per l’apprendimento e la scoperta, dal piacere del leggere per sé, dimensioni queste che vengono spesso ignorate dalla scuola o relegate in secondo piano. È per questo motivo che molti adulti finiscono per non leggere più, una volta usciti dalla scuola, e solo pochi riescono a recuperare da adulti queste dimensioni. In un contesto sociale così articolato qual è il nostro, esistono poi anche bisogni pratici di lettura che scaturiscono dall’esigenza di inserimento attivo e consapevole degli individui nella vita sociale. In questo caso <b>l’acquisizione delle competenze di lettura è fattore di integrazione sociale, di sviluppo e di promozione della persona, di diffusione di valori e di possibilità di partecipazione. &nbsp;</b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.Vw4HbdSLRdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras - &nbsp;Logopedista</a></b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it " target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicoterapeuta-pedagogista-risponde-a-trani.php#.WWeecYSLTcd" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi alla Logopedista... per comprendere oltre le parole</a></div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 16:16:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-hai-capito-il-significato---l-importanza-di-saper-leggere-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[‘UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO!’ “NO” ALL’ESCLUSIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4bxhnrzq"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/inclusione-a-scuola.webp"  title="" alt="" width="332" height="227" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>L'esperienza che, nella scuola, un individuo fa di quello che è un gruppo di persone, quale la classe, deve essere tale da fornirgli, giorno per giorno, gli strumenti cognitivi e formativi necessari ed utili al fine di gestire se stesso nel rapporto con gli altri, in quel determinato contesto sociale a cui appartiene, che lo rappresenta. Insegnargli le regole della convivenza civile e condivisione di ogni tipo di emozione. Dell' appoggio reciproco, fisico e morale, che bisogna vicendevolmente darsi, per evitare di restare chiusi in un egoistico isolamento, dannoso a se stessi, come anche all'intera &nbsp;comunità. Compito dell'insegnante è fare in modo che queste regole di collaborazione, all'interno di un gruppo classe, non vengano mai meno. <b>Vigilare sui protagonismi ed eventuali bullismi</b>. <div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><div><i class="fs22 cf1">Quando si svolgono attività di gruppo, per esempio, far sì che nessuno resti escluso, prestando attenzione a chi non socializza, per sua indole o per abitudine.</i></div></div><div><div><br></div></div><div><div>Preoccuparsi che ci sia eterogeneità e non raggruppamenti privilegiati, per estrazione sociale e capacità.</div></div><div><div>Spingere chi è più capace ad andare incontro a chi è in particolare difficoltà a tendergli una mano ed essere da sprone e stimolo, magari, ad un maggiore impegno e miglioramento.</div></div><div><div><span class="fs12">L'errore di formare classi di serie A &nbsp;e classi di serie B, ‘ghettizzando’ queste ultime, commesso purtroppo ancora oggi da tante istituzioni scolastiche, poco coerenti con quel che van predicando, rende difficile la crescita e formazione di chi, ha il diritto all'istruzione, ma anche al regolare sviluppo della sfera sociale.</span></div></div><div><div><br></div></div><div><div><i class="fs22 cf1">Ad apprendere che, nella scuola, come nella vita, si è UNO, ma allo stesso tempo si è TUTTI, pertanto occorre essere: “tutti per uno, uno per tutti".</i></div></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WWZHVoSLTcd" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Prof.ssa Angela Bini</b></a></div></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire "DIDATTICA E DINTORNI".</div></div><div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 15:57:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-uno-per-tutti,-tutti-per-uno----no--all-esclusione</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[VACANZA A ‘SEI ZAMPE’!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia Castellano]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_fbcw74a0"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/vacanze-con-fido.webp"  title="" alt="" width="341" height="256" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>E’ arrivata l’estate, finalmente le tanto attese vacanze. E il cane? Naturalmente viene con noi. Le vacanze si fanno insieme, scegliete un luogo in cui i nostri amici possano essere accolti con rispetto e amore.<div>Non scegliete mete molto lontane e possibilmente usate come mezzo di trasporto l’auto. Considerate che è come portate con voi un bambino, per cui usate un trasportino, o la rete e, in questo caso, usate una cintura di sicurezza.</div><div><span class="fs12">L’auto deve essere ben arieggiata, </span><b class="fs12">cercate di non viaggiare nelle ore più calde della giornata. Durante il viaggio fate delle brevi soste, fate bere piccoli sorsi d’acqua al vostro amico, passeggiatina igienica </b><span class="fs12">(attenzione alla temperatura dell’asfalto, il nostro amico non ha le scarpe).</span></div><div><span class="fs12">Cosa mettere in valigia per il nostro ‘pelosetto’? Nella sua sacca metteremo: il kit di pronto soccorso, contenente forbici, garze, disinfettante, cortisone, il suo libretto sanitario, la sua copertina, un paio di giochini preferiti, le sue ciotole non dimenticando il cibo abituale, sacchetti igienici, spazzola, salviettine umide, un asciugamano, crema solare, borraccia per l’acqua e, se andate in spiaggia, ombrellone e telo da mare.</span></div><div><b class="fs12">Scegliete spiagge non particolarmente affollate</b><span class="fs12">, dove consentono di portare i nostri amici, non lasciateli liberi, a meno che non vi siate accertati della presenza di persone o bambini fobici, in tal caso, o cambiate spiaggia, oppure usate un guinzaglio lungo 3 metri: starete più tranquilli voi e i vostri amici.</span></div><div><b class="fs12">Cercate di andare in spiaggia nelle ore meno calde della giornata</b><span class="fs12">, ricordatevi che il cane non porta le scarpe, per cui sabbia o scogli potrebbero danneggiare i loro cuscinetti; se il nostro amico di zampa non entra in acqua, non forzateli mai a farlo, se non ne hanno voglia... rispettiamoli. In tal caso bagnate la testa e le zampe, non dimenticate di &nbsp;usare il sacchettino igenico, fateli idratare spesso, create zone d’ombra, non lasciateli in auto, seppure con finestrini aperti. Dopo questi piccoli consigli, vi dico per esperienza che fare le vacanze con i nostri amici di zampa sono state per me ogni volta bellissimi momenti, le corse sulla spiaggia, i giochi con i bastoncini o la palla, guardare i tramonti insieme, fare lunghe passeggiate serali, condividere spazi e tempo: tutto ciò ha rafforzato la nostra relazione e ha reso le giornate divertenti, rilassanti e gioiose, permettendosi di imparare a rispettare i tempi dell’altro. I nostri amici ‘pelosetti’ fanno parte della nostra famiglia e le vacanze si fanno insieme: ci si diverte di più. Buone Vacanze a tutti.</span></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/terapia-assistita-con-animale-e-amore.html#.WWjkO4SLTcc" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Patrizia Castellano </a></b>- Equipe Pet Therapy- Operatore Pet Therapy, Operatore in Zooantropologia Didattica , Educatore Cinofilo &nbsp;</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-medico-veterinario-online-a-trani.php#.WWjj24SLTcc" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale" </a></div></div><div><div>L’amore che va oltre...senza parole</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 15:30:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?vacanza-a--sei-zampe--</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[ONICOFAGIA. LA SINDROME “MANGIAUNGHIA”]]></title>
			<author><![CDATA[Cinzia Faconda]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ieo5az10"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/onicofagia.webp"  title="" alt="" width="331" height="219" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote><b>L’onicofagia</b> rappresenta l’irrefrenabile esigenza di<b> rosicchiare l’unghia</b>. Questa cattiva abitudine rappresenta disagio nei bambini e adolescenti, causati da insicurezza, rabbia, ansia, aggressività. <span class="fs12">Come aiutare a superare questo disturbo? Innanzitutto è importante non evidenziare l’atteggiamento errato, ma piuttosto distogliere l’attenzione coinvolgendo il ragazzino/a in attività rilassanti, dato che l’onicofagia potrebbe essere la conseguenza di disagi famigliari. Spesso il </span><b class="fs12">disagio </b><span class="fs12">si protrae anche in età adulta. Tra i rimedi utilizzati, risultano utili smalti con gusto amaro che creano disgusto a causa del sapore. Il più frequentemente utilizzato da donne onicofagiche è </span><b class="fs12">la ricostruzione dell’unghia</b><span class="fs12"> con varie tecniche come gel, acrilico, seta, ecc... Il rimedio ha avuto grande successo da subito, vedersi migliorare la mano nell’arco di breve tempo è il desiderio di molte donne. Il consiglio è quello di scegliere del tempo libero che crei rilassamento, in modo da ridurre al massimo</span><b class="fs12"> lo stress tra le cause principali </b><span class="fs12">di questo disagio.</span><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/da-make-up-artist-a-operatriceolistica.html#.WXCRfYjyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Cinzia Faconda</a></b>- Make up artist, operatrice olistica &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"> " Spirito Artistico " </a></div><div>L’arte che comunica emozione attraverso le mani...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 11:16:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?onicofagia--la-sindrome--mangiaunghia-</link>
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			<title><![CDATA[PASSI O RESTI?]]></title>
			<author><![CDATA[Mamma Antonella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9ssrp1lv"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/passi-o-resti.webp"  title="" alt="" width="329" height="247" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>“Tic, Tac…Driiin, Driiin…Din, Don, Dan…” Cerco di <b>attirare la tua attenzione</b>, ma la tua elevata insolenza, come il tuo ego, ti permettono di non sentirmi. Devo dirtelo, tra i miei conoscenti sei l’ineducato per eccellenza. Innumerevoli volte ti ho chiesto di aspettarmi, perché come sai, spesso mi capita di rinunciare a qualcosa da fare, altre più urgenti prendono posto nella lista, ma tu non ti curi neanche di quella mancata telefonata a mio fratello, e continui per la tua strada come un treno in corsa. Taci, sei muto, sei solo capace di<b> lasciare i segni del tuo passaggio </b>e anche in modalità subdola. Mi accorgo della tua taciturna presenza solo quando sfoglio le foto, o quando metto da parte un pantalone troppo corto di mio figlio. Sei l’unico al mondo incapace di <b>perdonare </b>eppure a te devo riconoscere un pregio: il talento di <b>donare “regali” tutti i giorni</b>, sorprese inaspettate fatte di semplici esternazioni. Un sorriso, una risata, una affettuosa condivisione con gli amici, <b>l’amore della famiglia</b>. Ti piace scherzare, vero? L’ho capito nel corso della nostra conoscenza, perché ogni tanto cerchi di mettere alla prova, come fosse un gioco da tavolo, mischi le carte catapultandomi nella gestione di un’emergenza. Con te la partita è sempre aperta, qualche volta vinco io, altre tu, ma evita di avere l’illusione di una resa, è faticoso tenere il tuo passo, ma l’allenamento serve proprio a questo. Sul vocabolario cerco tuoi sinonimi, ne trovo molteplici con diverse sfaccettature. <b>TEMPO</b>, per alcuni “<b>resti</b>”, per altri “<b>passi</b>”, io mi affianco e con te cammino.</blockquote><blockquote><span class="fs12"> <br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/una-finestra-sul-mondo-di-una-mamma.html#.WXCQNYjyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Antonella</a></b><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it<br></a></span><span class="fs12">Continuate a seguire </span><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WXCQW4jyjIU" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;</a></span><div><div>Il cuore che parla, le parole che urlano pensieri...</div></div></blockquote><div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 11:11:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[SOGNARE L’ESTATE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_izfk77hm"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/sognare-estate.webp"  title="" alt="" width="333" height="222" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Era brutto tempo, il cielo era scuro, pioveva.<div>Aida si <b>mise a sognare in classe</b>, invece di fare il compito di italiano.</div><div>Era sulla spiaggia, il sole splendeva.</div><div>La classe, poco per volta, si trasformava. Il <b>mare</b> andava e veniva fra i banchi, i <b>bambini avevano i piedi nell'acqua</b>.</div><div>I banchi erano diventati scogli e la cattedra della maestra era coperta di alghe e di schiuma. C'erano dei gabbiani che stridevano. </div><div>Poi la scena si era allargata e iniziò a vedersi il mare azzurro, fino a toccare l'orizzonte.</div><div>Un veliero attraversò la classe e, spinto dai venti, avanzò nel corridoio.</div><div>I bambini ridevano felici. Dorian faceva delle <b>formine di sabbia</b> con la sua amica Iole e Miranda costruiva un castello di sabbia.</div><div>Giada si era appena lasciata pinzare da un granchio. L'acqua saliva.</div><div>La maestra si rifugiò sulla <b>cattedra-scoglio</b> agitando un fazzoletto per chiamare aiuto. Mi chiedo che cosa stia succedendo.</div><div>“Che si siano rotte le condutture dell'acqua?”.</div><div>I bambini trovavano tutto questo molto divertente.</div><div>Dorian si era rimboccato i pantaloni per dare insieme a Iole la caccia ai granchi, le bambine si <b>abbronzavano al sole</b> e Heidi &nbsp;raccoglieva conchiglie sperando, alla mensa, di mangiare aragoste.</div><div>Aida non diceva niente, sognava ad occhi aperti.</div><div>D'un tratto si sentì la sirena di un battello e la bambina esclamò: “che c'è, che c'è... che c'è”.</div><div>E come per incanto: Aida si svegliò.</div><div>E la sabbia sparì, gli scogli ridiventarono banchi di scuola, il mare si ritirò e la voce di nonna Gina: “dai Aida, svegliati, <b>è ora di andare a scuola</b>!”.</div><div>Si era trattato di un sogno, un bellissimo sogno!</div><div>Nonna Gina.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WXCPMYjyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WXCPMYjyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WXCPEIjyjIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"I nonni raccontano" </a></div><div>La saggezza che racconta, un cuore che canta</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Jul 2017 11:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?sognare-l-estate</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L’AMORE E LA PROVA PER CRESCERE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6n5fvy8r"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/la-prova-per-crescere.webp"  title="" alt="" width="322" height="215" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>“Quel giorno persi il contatto con la realtà circostante. Sembrava che nulla avesse più senso per me. Mi domandai come sarei riuscita a sopravvivere. Soprattutto non mi capacitavo della modalità con cui lui aveva scelto di lasciarmi: una lettera. Pensai che avrebbe potuto attendere di tornare il fine settimana e spiegarmi le sue ragioni di persona, guardandomi negli occhi. Malgrado ciò, inizialmente, non riuscii a cogliere nel suo gesto alcuna connessione con le sue responsabilità. Percepivo la sua personalità infallibile, giusta e sicura. Rimandai unicamente a me stessa ogni colpa di quello che era accaduto. In realtà, fu la sofferenza lacerante di quella perdita che mi aveva impedito di leggere in profondità la situazione. Qualche tempo dopo, fu la rivelazione di un’amica comune che allargò i confini della mia comprensione. Lei mi raccontò che, negli ultimi tempi della nostra relazione, lui le aveva confidato tutte le sue perplessità sul nostro rapporto e, aveva concluso il dialogo con lei, lasciandosi sfuggire una frase che, alla stessa amica, era apparsa a dir poco desolante: <b>disse che ‘ero in prova’</b>! Questa frase, pronunciata a voce bassa e con un senso di reticenza dalla mia amica, circondò di ghiaccio il mio cuore, ma si rivelò di grande aiuto per guardare in faccia la realtà.<div> All’improvviso, tutto fu più limpido. Mi vennero alla mente tutti i suoi tentativi per rendermi ‘una donna migliore’. I suoi ‘suggerimenti’ spaziavano dai consigli per mantenermi in splendida forma con l’attività fisica e il cibo sano, a proposte sui libri da leggere. Erano davvero rari i momenti in cui mi sentivo libera di esprimermi con schiettezza e leggerezza con lui. Mi resi conto che avevo sempre temuto il suo giudizio e la sua approvazione su tutto.</div><div>Mi ricordai di un giorno in cui mi disse che non ero una gran chiacchierona, mentre gli altri di me conoscevano un’altra parte che amava parlare e raccontarsi all’infinito. Cosa era accaduto? Come avevo fatto a non capire che non era la persona giusta con la quale condividere la mia vita? Come avevo potuto permettere che qualcuno dirigesse le mie scelte? Ho scoperto che non era quell’uomo a ‘tenermi in prova’, ma la vita, che mi stava chiedendo di crescere per diventare una persona migliore, consapevole dei miei tanti difetti ed anche delle innumerevoli qualità che sono fiera di possedere!”.</div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs22"><i><span class="cf1">Può accadere, nel percorso di vita di chiunque, d’imbattersi in una relazione nella quale si perda la consapevolezza della propria personalità e si orienti la propria esistenza in funzione dell’altra persona. Nel caso appena citato, la frase “nulla aveva più senso per me” è determinante per intuire la perdita di autostima che una persona possa raggiungere. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></i></span></div><div class="imTALeft"><br></div><div>Quale potrebbe essere il principale tassello per instaurare una sana relazione di coppia? Senza alcun dubbio, l’elemento fondamentale che si presuppone è il desiderio di conoscere in profondità l’altra persona. <b>La volontà e la predisposizione alla diversità dell’altro</b> includono uno sforzo per uscire &nbsp;dai propri schemi mentali. Nel racconto appena menzionato si percepisce la scarsa conoscenza fra le due persone, determinata in primo luogo dall’<b>incapacità dell’uomo di accogliere la diversità &nbsp;della sua compagna, con l’intenzione, addirittura, di plasmarla secondo un preciso stereotipo. </b></div><div>La consapevolezza di costruire una relazione sulla conoscenza reciproca permette di scoprire le priorità dell’altro, i suoi obiettivi personali ed i suoi desideri. Tutto ciò permette di mettere l’altra persona nella condizione di raccontarsi e rivelare la dimensione più vera e unica di se stessa.</div><div><br></div><div><span class="fs22"><i><span class="cf1">L’unica “prova” che si può sostenere in una relazione di coppia è la capacità di “incontrarsi”, scoprendo ogni giorno nuove strategie per dialogare, decentrando se stessi, abbassando il proprio egoismo e desiderando il bene dell’altro.</span></i></span></div><div><br></div><div> “L’amore non è una passione. L’amore non è una emozione. <b>L’amore è una comprensione profonda del fatto che l’altro in qualche modo ti completa</b>. Qualcuno ti rende un cerchio perfetto; la presenza dell’altro rinforza la tua presenza”. ( Osho). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Al prossimo articolo e buone prove di vita a tutti! </div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.V_ICceWLRdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.V_ICceWLRdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b>, pedagogista, educatore extrascolastico</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicoterapeuta-pedagogista-risponde-a-trani.php#.WQjUlWmLTcd" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi alla pedagogista di "Psicopedagogia"</a>. Leggendo attraverso anima e relazioni.</div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 Jul 2017 14:39:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-amore-e-la-prova-per-crescere</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[CONTRIBUTI ASILI NIDO E SUPPORTO DOMICILIARE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1fm6a00e"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/voucher-asili-nido.webp"  title="" alt="" width="349" height="232" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Nell'ambito degli interventi normativi volti a sostenere i redditi delle famiglie è stato predisposto <b>un contributo economico a sostegno della genitorialità.</b><div>Il premio, fino a un importo massimo di 1.000 euro su base annua e parametrato a 11 mensilità, può essere corrisposto per far fronte a due distinte situazioni:</div><div><br></div><div>· &nbsp;a beneficio di bambini nati o adottati/affidati dal 1° gennaio 2016 per contribuire al pagamento delle rette relative alla loro frequenza in asili nido pubblici e privati autorizzati (cosiddetto bonus asilo nido);</div><div>· &nbsp;in favore dei bambini al di sotto dei tre anni, impossibilitati a frequentare gli asili nido in quanto affetti da gravi patologie croniche, per i quali le famiglie si avvalgono di servizi assistenziali domiciliari (contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione).</div><div><i class="fs22 cf1"><br></i></div><div><i class="fs22 cf1">I requisiti necessari sono innanzitutto il possesso della cittadinanza italiana, di uno stato membro Ue o, in caso di cittadino di uno Stato extracomunitario, del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo, nonché la residenza nello Stato italiano.</i></div><div><br></div><div>Con riferimento alla presentazione delle domande per l'anno 2017, queste dovranno essere presentate, a partire dal 17 luglio 2017 e fino al 31 dicembre 2017, online all'INPS attraverso il servizio dedicato. In alternativa, si potrà fare domanda tramite: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile; </div><div>- enti di patronato e intermediari dell'Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.</div><div>In caso di accoglimento della domanda, l'erogazione del bonus avverrà mensilmente fino a concorrenza dell'importo massimo mensile che, per ogni retta pagata e documentata, corrisponde a 90,91 euro (1000/11). In ogni caso, il contributo mensile erogato dall'INPS non potrà eccedere la spesa sostenuta per la singola retta. Invece, in caso di esito positivo della domanda per il contributo per forme di supporto presso la propria abitazione, il premio sarà erogato in un'unica soluzione, fino al limite massimo di 1.000 euro. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Indipendentemente dalla finalità con la quale viene richiesto il beneficio, sul richiedente grava l'onere di confermare, ogni mese, il possesso dei requisiti necessari. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Si ricorda, infine, che il premio in esame è cumulabile con i "voucher baby sitting" e il contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia e dei servizi privati accreditati, con la limitazione, se richiesto per pagare la retta dell'asilo nido, che non potrà essere fruito nel corso dell'anno in mensilità coincidenti con quelle di fruizione delle due misure sperimentali citate. </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WWuT84SLTcd" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>dott.Vincenzo Dibari </b></a> &nbsp;- Commercialista</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.WWuUJISLTcd" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div><div>Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Jul 2017 16:26:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?contributi-asili-nido-e-supporto-domiciliare</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/rss/1fm6a00e</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LA VERITA’. SAPPIAMO DAVVERO COSA SIA ? Parte prima]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_rapq9w8e"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/cosa-e-la-verita.webp"  title="" alt="" width="357" height="201" /></div></blockquote></div><b><div><b><br></b></div></b><blockquote><b>Sia la verità che l'illusione sono figlie della stessa luce,</b> come gli esseri umani "buoni" e quelli "cattivi", sono figli dello stesso grande spirito. La verità non è qualcosa di cui possiamo parlare, poiché nessun essere vivente mortale può mai percepirla fino a quando non si sarà liberato della materia, quindi del corpo. Conosciamo una sola verità: non sappiamo quale sia la verità! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</blockquote><blockquote class=""><div><span class="fs22"><i><span class="cf1">Alla luce di questo, non possiamo &nbsp;giudicare il bene o il male, il giusto o lo sbagliato... sarebbe un'offesa a chi ha creato tutto questo. Possiamo definire tutte le cose utili o inutili &nbsp;per noi, oppure attinenti o non attinenti per un determinato momento. Giusto o Sbagliato non esistono, nessuno vuole sbagliare quindi chi sbaglia crede di fare la cosa giusta... sono punti di vista!</span></i></span></div><div><br></div><div><b> Esistono solo azioni con delle conseguenze gradite o non gradire con ripercussioni su di noi.</b> Tutto è così com'è per una determinata ragione d'essere, tutto segue meccanismi che noi non possiamo percepire con i nostri limitati 5 sensi materiali. &nbsp;Dopo aver affrontato i vari &nbsp;elementi: Fuoco, Acqua, Terra, Aria e poi il suono... ora ci preme parlare dell'elemento Luce. </div><div><br></div><div><span class="fs22"><i><span class="cf1">La luce è capace di creare immagini. Senza luce non c'è immagine! </span></i></span></div><div><br></div><div>Qualcuno potrebbe obiettare dicendo: "ma quando dormo, nonostante io sia con gli occhi chiusi, vedo comunque immagini e sogni... come è possibile questo? Quale luce producerebbe tali immagini?". La risposta è molto ovvia per un orientale o per chi studia tematiche riguardo all'energia &nbsp;interiore e simili. Ognuno di noi ha una quantità di luce "Interiore"! Questa luce interiore produce le immagini che ognuno di noi vede anche in assenza di luce. Da tale "Luce" nascono i pensieri e le "idee". Nelle tradizioni orientali si suppone che questa luce risieda nel "Terzo &nbsp;occhio" (tra le sopracciglia) e che tale luce sia in realtà una parte di &nbsp;spirito che ci accompagnerà per tutta la vita.</div><div>Ora proviamo a chiederci: Perché abbiamo soltanto 5 sensi e non 10?</div><div>La risposta è che 5 è il numero che per ora un essere incarnato può accettare e dominare... ognuno può (se lo vuole) dominare questi 5 sensi. È molto difficile distinguere l'utile dall'inutile in base a questi 5 sensi, se ne avessimo di più, la difficoltà sarebbe ancora più grande. Più percezioni si hanno, più occorre stare attenti e discernere con cura le varie informazioni percepite, ragion per cui, l'essere umano ha una percezione limitata ai 5 sensi, per ridurre &nbsp;la possibilità di &nbsp;smarrirsi nei sensi. Eppure molti si abbandonano eccessivamente a questi sensi, tanto da scambiare la propria vita come una percezione sensoriale... tanto da misurare tutto soltanto in base ai 5 sensi: come spesso si sente dire, "se non vedo non credo" a cui è necessario &nbsp;rispondere: "allora non credere neppure all'aria o agli atomi, eppure la tua vita dipende da queste cose". Nessun essere comune poco evoluto e poco consapevole dovrebbe mai sviluppare sensi "extracorporei". Farlo significherebbe aumentare le illusioni e cedere a questi nuovi sensi senza &nbsp;padroneggiarli. Lo scopo di questo capitolo è quello di raggiungere la consapevolezza che tutto è un sogno! Tutto è un riflesso di luce, tutto è un riflesso dello spirito. Questo tipo di consapevolezza &nbsp;non ci autorizza a dire: "beh, se tutto è un sogno, allora posso fare quello che voglio danneggiando gli altri e me stesso"... infatti questo è un sogno e il giorno in cui noi tutti ci sveglieremo (non necessariamente il momento della morte) raccoglieremo &nbsp;tutto ciò che abbiamo coltivato in vita (nel sogno della vita). Proviamo a rendere l'idea con un &nbsp;esempio: se faccio un &nbsp;incubo, mi posso svegliare agitato o triste, portandomi questa inquietudine per tutto il resto della giornata. Allo stesso modo, se faccio una vita orripilante, tale inquietudine si rifletterà nei livelli successivi di esistenza o nei giorni a venire. Per chi non credesse in altre vite, basti dire che le cose orripilanti fatte oggi, possono tormentare la nostra mente e la nostra salute in un domani. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Nel prossimo articolo passeremo alla pratica... </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WA0jcyQqxf4" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b> - maestro di arti marziali energetiche</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/bambini-e-sport-trani.php#.WWjo84SLTcc" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina" </a></div><div>Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Jul 2017 15:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[TEMPO DI SAGGI. FIERA DI VANITA’?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7d7rsr45"><div class="imTALeft"><blockquote><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Così come le scuole chiudono, anche le palestre o le associazioni sportive salutano i propri allievi con manifestazioni e saggi. Le famiglie collaborano coi vari istruttori, affinché tutto vada nel migliore dei modi e, pur di vedere il proprio figlio esibirsi su un palco o su una pista, sono disposte a versare somme anche ingenti, che sommate alle rette mensili, davvero fanno dello sport un privilegio che non tutti possono poi permettersi. Inoltre, </span><b class="fs12lh1-5">l'apparenza vince sulla sostanza</b><span class="fs12lh1-5"> e, alla fine, quello che doveva essere un saggio, ossia dimostrazione di quanto appresso durante un corso di lezioni, diventa una vera e propria fiera della vanità.</span></div><div class="imTALeft"><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ballerina-vanita-fanatismo.webp"  title="" alt="" width="640" height="405" /><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote></div><blockquote><hr></blockquote><blockquote class=""><div><i class="fs22lh1-5 cf1">Pian piano si perde quel senso sportivo che mette in primo piano corpo ed anima dell'atleta, i suoi precisi gesti ed abilità e sentimenti, e non i suoi abiti e lustrini. </i></div><div><hr></div><div>Tutto diventa frivolo e spesso, anche, strategia d'introito. Nelle scuole, come nelle palestre, occorrerà sempre più educare ad essere, ad essere autentici in una società sempre più sofisticata e falsa che tutti confonde ed ammalia.</div><div><br></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.VwZ-yZyLRdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink"><b>Prof.ssa Angela Bini</b></a></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><br></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WWEC1ISLTcd" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a> <span class="fs12lh1-5">Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Jul 2017 16:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[RAVEL E LA POESIA DELL’INFANZIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_j7j9szh4"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ravel.webp"  title="" alt="" width="342" height="209" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Il compositore francese <b>Maurice Ravel</b> (1875 – 1937) nutrì sempre grande interesse per <b>il mondo dell’infanzia e per le fiabe</b>. Due suoi lavori lo testimoniano in modo particolare: l’opera lirica L’enfant et les sortilèges (1925) e i “cinque pezzi infantili” intitolati <b>Ma mère l’Oye</b>. Questi ultimi furono composti in origine – era il 1908 – come una <b>raccolta di piccoli brani</b> per pianoforte a quattro mani ispirati ad alcune note fiabe di Charles Perrault (La belle au bois dormant, La bella addormentata, e Le Petit Poucet, Pollicino), Marie Catherine d’Aulnoy (Serpentin Vert, Serpentino verde) e Marie Leprince de Beaumont (La Belle et la Bête, La Bella e la Bestia). La suite, il cui titolo deriva chiaramente dalla celebre antologia di Perrault Contes de ma Mère l’Oye, ossia<b> I racconti di mamma Oca</b>, fu composta da <b>Ravel </b>per i piccoli Jean e Mimie Godebsky, figli dei suoi cari amici Ida e Xavier Cyprie Godebsky. Ma per quanto<b> l’autore </b>si fosse sforzato di adeguarsi alla modeste capacità dei due giovanissimi dedicatari, il lavoro si rivelò troppo impegnativo, ragion per cui la prima esecuzione avvenne, un paio d’anni più tardi, ad opera di due pianiste un po’ più mature e tecnicamente più ferrate,<b> la quattordicenne Geneviève Durony e l’undicenne Jeanne Leleu. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b><div>Intanto il <b>musicista</b>, cedendo alle richieste del suo editore, aveva approntato una versione orchestrale che venne eseguita nel 1910. Il successo fu tale che il direttore del<b> Théâtre des Arts</b> insistette col compositore perché trasformasse il lavoro orchestrale in un balletto. Dapprima recalcitrante, alla fine Ravel accettò: l’ordine dei pezzi fu modificato, furono aggiunti un Prélude, una Danse du Rouet e alcuni brevi interludi a mo’ di collegamento tra i brani originari. Il balletto debuttò il 28 gennaio 1912, e anche stavolta l<b>’esito fu trionfale</b>. Eppure non è questa la versione in cui il lavoro è noto al grande pubblico. Resosi conto che i brani aggiunti, per quanto perfetti per un balletto, appesantivano un poco l’essenzialità della composizione, il compositore volle tornare all’idea di partenza: pur mantenendo la veste orchestrale eliminò le “interpolazioni”, ripristinò la successione originaria e ripropose i<b> “cinque pezzi infantili” </b>come composizione da concerto. Essendo commisurato alle capacità dei suoi piccoli destinatari, l’originale per pianoforte (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=wNZw_tOs_Qk)" target="_blank" class="imCssLink">https://www.youtube.com/watch?v=wNZw_tOs_Qk)</a> si caratterizza per una scrittura volutamente semplice; e tuttavia è stupefacente come da una tale parsimonia di mezzi il compositore sia riuscito a spremere il massimo dell’effetto, attingendo alla <b>“poesia dell’infanzia”</b> come soltanto Mozart, Schumann e Debussy erano stati capaci di fare prima di lui. A dir poco miracolosa, poi, è la trasparente<b> leggerezza che Ravel seppe infondere</b> anche alla trascrizione per orchestra (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=rio1ZhT7MVY" class="imCssLink">https://www.youtube.com/watch?v=rio1ZhT7MVY</a>). Diamo un’occhiata agli strumenti schierati: oltre agli archi – violini, viole, violoncelli e contrabbassi – vi riconosciamo un ottavino, tre flauti, due oboi, un corno inglese, due clarinetti, due fagotti, un controfagotto, due corni, timpani, triangolo, piatti, grancassa, tamburo, xilofono, Glockenspiel, celesta e arpa. Raramente, però, tutti questi strumenti suonano assieme: Ravel è molto selettivo, preferisce valorizzare il timbro dei singoli strumenti o far ricorso a impasti leggeri e delicati, piegando la sua proverbiale e sofisticatissima maestria coloristica a qualcosa di più che una semplice evocazione del mondo infantile: la musica si fa narrazione, racconto. In breve:<b> fiaba sonora</b>. Sentite allora con quale meraviglioso senso di mistero la melodia dolce e sognante tessuta dal flauto sugli accordi incantati dell’orchestra dipinge il sonno della Bella addormentata nel bosco nella Pavane de la belle au bois dormant (dalla fiaba di Perrault). Come molti di voi sapranno, <b>la “pavana” è un’antica danza di origine spagnola o padovana </b>– da qui deriverebbe il termine – in tempo binario (ùn-due-ùn-due…) e andamento lento. <b>Pollicino </b>(Petit Poucet, ancora da Perrault) è invece ritratto nel momento in cui non trova più la traccia di molliche che ha disseminato nel bosco: una lunga cantilena che gira e rigira su se stessa ce lo fa vedere – con gli occhi dell’immaginazione, s’intende – mentre vaga per la foresta inquieto e tremante finché, evocata dai violini soli, dall’ottavino e dagli altri strumentini, la voce degli uccelli non interviene a svelargli quanto è accaduto. È poi la volta di Laideronnette, l’imperatrice delle pagode (Laideronnette, Impératrice des Pagodes, dalla favola di M.me d’Aulnoy): la donna si spoglia per il bagno ed ecco allora, come per magia, uno scintillante tintinnio di strumenti da sogno evocare l’omaggio danzante che il regno delle pagode tributa alla sua sovrana: sulla scala <b>pentatonica o pentafonica</b> (formata cioè da cinque suoni e priva di semitoni) tipica di molte musiche non europee, ottavino, flauto, oboe, corno inglese, xilofono, Glockenspiel, arpa e celesta ricreano le sonorità esotiche dei gamelan, i complessi strumentali in uso nelle isole di Giava e di Bali, in Indonesia. Les entretiens de<b> la Belle et de la Bête</b> (dalla fiaba di Leprince de Beaumont) raccontano a tempo di un nostalgico e ammiccante valzer il dialogo a distanza tra la voce candida e disarmante della Bella, evocata dalla melodia suadente del clarinetto, e quella profonda, goffa e ansimante della Bestia, espressa dalle movenze gravi e grottesche del controfagotto, prima che il violino solo esali il magico istante in cui l’incantesimo si spezza e il mostro si trasforma in principe azzurro. Infine <b>nel Jardin féerique (Il giardino fatato)</b> il risveglio della Bella addormentata è raccontato mediante il progressivo intensificarsi della sommessa melodia iniziale, condotta attraverso sonorità via via più sgargianti sino alla sfavillante apoteosi finale dove <b>Ravel </b>pare elevare un vero e proprio inno alla fantasia creatrice. Non so voi, ma io ogni volta che ascolto questa pagina di ineffabile bellezza faccio fatica a trattenere le lacrime... Buon ascolto a tutti! &nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12">(The Magic Garden, opera di Elena Kotliarker. Immagine tratta dal sito </span><span class="fs12"><a href="https://fineartamerica.com" target="_blank" class="imCssLink">https://fineartamerica.com</a></span><span class="fs12">)</span></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.WXtfq4iLTIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Domenico Andriani,</a></b> musicologo &nbsp;&nbsp;</div><div><a href="http://" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><a href="http://" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-potere-della-musica.php#.WXtgKYiLTIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro” </a></div><div>La voce dell’anima passa attraverso note e voce...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Jul 2017 15:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I RAGAZZI DELLA TERZA ETA’: UNA GENERAZIONE ‘EVERGREEN']]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_p554kijv"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/generazione-evergreen.webp"  title="" alt="" width="337" height="224" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Alcuni mesi fa mi è stato chiesto di condurre, come <b>psicologa</b>, un corso per gli allievi dell’Università della terza età della mia città. Ho accettato di tenere<b> un corso di Ginnastica Mentale</b>, ma allora non ero consapevole della bellezza che i miei occhi avrebbero visto e dell’energia che avrei ricevuto da quella meravigliosa esperienza. In passato ho avuto la possibilità di lavorare con anziani in un centro di <b>riabilitazione Alzheimer ed in una R.S.A.</b> ed ho potuto toccare con mano la ricchezza che un anziano può donare, la tenerezza dei suoi occhi (non credo di poterla mai scordare), difficilmente si dimenticano le loro mani che, nel momento in cui stringono la tua, comunicano da un lato esperienza e saggezza dall’altro richiesta di aiuto e<b> bisogno di essere ascoltati</b>. Reduce da queste straordinarie esperienze ero entusiasta di lavorare presso l’Università della terza età, ma non credevo che questa esperienza mi avrebbe piacevolmente sorpreso e donato una carica ed una straordinaria gioia di vivere. Non avrei mai pensato di incontrare dei “ragazzi della terza età” pieni di vita, entusiasmo, energia, voglia di fare, di mettersi in gioco, di sperimentarsi, di stare in gruppo e soprattutto così pieni di impegni: frequentavano lezioni di yoga, fisica, francese, teatro, musica, ballo e tanto altro ancora. Le mie lezioni li hanno visti attivamente partecipi nello svolgimento di<b> esercizi cognitivi di gruppo e</b>, delle volte, anche<b> individuali</b>, utili ad allenare le funzioni cognitive che, con il passare dell’età, tendono a decadere, come la memoria, l’attenzione, il linguaggio, l’orientamento nel tempo e nello spazio, il ragionamento logico. <div>Avreste dovuto vedere il loro entusiasmo, la loro partecipazione e l’impegno profuso da ciascuno di loro e soprattutto<b> la gratitudine per il tempo trascorso insieme </b>con la convinzione che invecchiare bene ed attivamente è possibile non perché lo dicono i libri, ma perché loro ne sono la testimonianza. &nbsp;</div><div>Grazie ai miei ragazzi dell’Università della terza età per le emozioni impagabili e le pillole di entusiasmo ed energia che mi hanno trasmesso, non solo per la mia attività lavorativa, ma soprattutto per la mia vita. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.WX9DjYjyjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b>, Psicologa Clinica</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi alla psicologa di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/aspetti-psicologici-nell-infanzia-trani.php#.WX9DsIjyjIU" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a> per approfondimenti e/o suggerimenti</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Jul 2017 14:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[TAGLIO RITARDATO DEL CORDONE OMBELICALE]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_hosjdpg1"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/taglio-del-cordone-omebicale-ritardato.webp"  title="" alt="" width="329" height="185" /></div></blockquote></div><div><br></div><blockquote>Il ritardo di oltre 3 minuti nel taglio del cordone ombelicale al momento del parto riduce il rischio di anemia nei neonati. Uno studio clinico pubblicato su “Jama Pediatrics” ha dimostrato l’utilità di attendere almeno 3 minuti prima di procedere. Nella primissima infanzia, anemia e carenza di ferro possono causare un’alterazione dello sviluppo neurologico che colpisce abilità cognitive, motorie e comportamentali. L’attuale terapia è a base di integratori di ferro, ma alcuni studi hanno dimostrato che <b>la chiusura del cordone in ritardo potrebbe essere un’alternativa a basso costo per ridurre il rischio di carenza di ferro. </b><div><br></div><div><span class="fs22"><i><span class="cf1">Il sangue feto placentare, trasfuso dopo il parto, infatti, aumenta i depositi di ferro nella prima infanzia. Fino a qualche tempo fa il taglio avveniva a pochi secondi dalla nascita, ma già da alcuni anni l’indicazione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della sanità) suggerisce di aspettare da 1 a 3 minuti.</span></i></span></div><div><br></div><div>I ricercatori hanno esaminato l’impatto di una recisione tardiva del cordone in Nepal, un Paese con basso reddito e con un’elevata prevalenza di anemia. In uno studio condotto su &nbsp;540 neonati inclusi nella sperimentazione clinica sono stati creati due gruppi: uno in cui il clampaggio del cordone è avvenuto intorno al primo minuto dopo la nascita ed un uno in cui è stato eseguito 3 o più minuti dopo. <b>Dai risultati è emerso che a 8 mesi di età, nel gruppo dei neonati in cui il taglio era stato ritardato, il livello medio di emoglobina era maggiore e la prevalenza dell’anemia inferiore.</b> Differenze che permanevano ancora all’età di 12 mesi. Lo studio, concludono i ricercatori, dimostra che il ritardo di 180 secondi è fondamentale per ridurre l’anemia in una popolazione ad alto rischio, con un costo minimo e senza effetti collaterali. Se questa pratica fosse attuata su scala globale, il numero di bambini affetti da anemia a 8 mesi di età calerebbe di 5 milioni, con particolari riflessi sulla sanità pubblica, specialmente in Paesi dove la prevalenza di tale patologia è molto elevata. </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.VyImztSLRdg" rel="search" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dr. Carlo Avantario</b></a> - &nbsp;&nbsp;Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/ginecologo-ostetrica-rispondono-a-trani.php#.WWEAPoSLTcc" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi al ginecologo di "Maternità"</a></div><div>L’emozione del primo palpito...</div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 02 Jul 2017 15:51:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?taglio-ritardato-del-cordone-ombelicale</link>
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			<title><![CDATA[OMEOPATIA, ALLOPATIA, FITOTERAPIA.FACCIAMO CHIAREZZA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xwm58sdm"><div><blockquote><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/validita-dell-omeopatia.webp"  title="" alt="" width="308" height="231" /></div></blockquote></div><b><div><b><br></b></div></b><blockquote><b>L’Omeopatia (stessa malattia)</b> cura in base al principio dei simili e mira ad eliminare la causa, rispetta l’individuo, in quanto considera l’uomo un’entità indivisa e stimola l’autoregolazione e l’autoguarigione. Si potrebbe chiamare medicina del malato, perché agisce su tutta la persona, fino a ristabilire quell’equilibrio psicofisico ideale che ci fa sentire meglio. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b>L’omeopatia possiamo metterla a confronto con l’Allopatia, dal greco “Allos pathos”, che significa altra malattia.</b> L’Allopatia è un sistema terapeutico che cura attraverso il principio dei contrari, ovvero cura porzioni di un organismo malato attraverso un’azione antagonista. Ha effetti collaterali, è palliativa in quanto si limita a procurare sollievo, è soppressiva in quanto sopprime la patologia ed è sintomatica in quanto cura solo il sintomo. Si potrebbe chiamare medicina della malattia. Ultimamente è cambiato l’approccio anche nella medicina tradizionale, si guarda il malato nel suo complesso e non solo la malattia. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><i class="fs22 cf1">Il ricorso a prodotti omeopatici potrebbe essere potenzialmente pericoloso per la SALUTE, nella misura in cui può spingere i malati ad abbandonare o ritardare terapie mediche di comprovata efficacia. &nbsp;</i></div><div><i class="fs22 cf1"><br></i></div><div>Il rischio di curarsi con tale medicina non convenzionale è molto grande per i pazienti che hanno malattie gravi e soprattutto progressive.</div><div>La validità dell'omeopatia non è mai stata dimostrata mediante esperimenti o ricerche. Le due metodiche terapeutiche sono necessarie e compatibili. Infatti, l’omeopatia non è in conflitto con l’allopatia e non si pone, neppure come un’alternativa radicale; nel caso delle malattie infettive per la sua azione sulla componente psicosomatica e neurovegetativa, talvolta implicata, costituisce un supporto importante per il benessere del paziente e per la gestione delle complicanze, ma non prescinde dell’uso di antibiotici quando l’infezione lo richiede. <span class="fs12">Ridurre il consumo di antibiotici e prevenire le infezioni recidivanti sono il campo di azione privilegiato dell’omeopatia. In questa situazione l’omeopatia deve venir associata intelligentemente alla terapia farmacologica, senza preconcetti e nell’interesse del paziente. L’omeopatia per le malattie infettive non si contrappone, ne sostituisce le linee guida della medicina convenzionale o allopatica, al contrario, stabilisce con esse una virtuosa sinergia e una straordinaria opportunità, anche a livello di prevenzione, rafforzando il meccanismo di difesa dell’organismo e impedendo la sua degenerazione. Quindi, nessun conflitto e tanto meno nessuna prevaricazione radicale, o sostituzione di una in favore dell’altra, ma integrazione. Sensato e a tutto vantaggio dei pazienti sarebbe, dunque, utilizzare e integrare le due metodiche a seconda della necessità dell’ammalato.</span></div><div><br></div><div><span class="fs22"><i><span class="cf1">L’omeopatia è una pratica dibattuta, messa in discussione da molti membri della comunità medica e scientifica internazionale.</span></i></span></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Secondo gli scettici, nei prodotti omeopatici le sostanze sono talmente diluite da escludere qualsiasi effetto positivo. Effettivamente andando a sbirciare le leggi della matematica, della fisica e della chimica ci accorgiamo che la concentrazione di alcune diluizioni omeopatiche equivale ad una goccia in una quantità di acqua pari a quella contenuta nell'oceano Indiano. Altre volte <b>i rimedi omeopatici sono talmente diluiti da non contenere nient'altro che "acqua fresca". </b>Il principio della dinamizazzione (scuotere continuamente la soluzione durante la preparazione) dovrebbe avere, secondo gli omeopatici, lo scopo di donare all'acqua (solvente) una parte delle caratteristiche della sostanza di partenza (soluto). Questo principio si è più volte dimostrato del tutto infondato dal punto di vista scientifico. <span class="fs12">Dall’altra parte è pur vero che il consumo di rimedi omeopatici, negli ultimi anni, è cresciuto in tutto il mondo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><b>La fitoterapia è la branca della medicina che studia l’impiego delle piante medicinali capaci di svolgere nell’organismo un’azione farmacologica.</b></div><div>Questa disciplina non è alternativa alla medicina basata sui farmaci di sintesi, ma complementare anch’essa. La Fitoterapia rispetta i criteri scientifici ufficialmente riconosciuti e consente di affrontare molte patologie e problemi con approcci differenti, a seconda della loro entità. Essa è indicata nelle terapie di lunga durata (per esempio osteoporosi, aterosclerosi, obesità), perché è generalmente ben tollerata e priva di importanti effetti collaterali. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Allo stesso modo, costituisce un rimedio adeguato anche nei problemi di lieve o media entità e, in associazione ai farmaci di sintesi, può essere in grado di incrementarne l’efficacia e soprattutto di ridurne gli effetti collaterali indesiderati. I principi attivi nella fitoterapia vengono tratti dalla natura e, cioè, dalle piante o dagli estratti di esse, l’omeopatia, invece, oltre che dai vegetali, trae i suoi ingredienti pure dai regni animale e minerale. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>La Fitoterapia è più vicina alle abitudini della medicina tradizionale. I loro prodotti, infatti, contengono sempre una certa quantità di principio attivo, a differenza dell’omeopatico che non presenta alcuna molecola farmacologicamente attiva, la fitoterapia contiene sempre qualche milligrammo della sostanza naturale di partenza e, rispetto alla medicina tradizionale allopatica, non prevede l’uso di sostanze o ingredienti ottenuti dalla sintesi di laboratorio. &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><span class="fs12"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html#.WLr83tLhBdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b>, pediatra</span></div><div><a href="http://http://tiny.cc/pediatrarisponde" rel="bookmark" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-pediatra-risponde-a-trani-andria-barletta.php#.WWD9_oSLTcc" rel="tag" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" </a>. La salute NON può essere un’opzione.</div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 01 Jul 2017 19:03:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?omeopatia,-allopatia,-fitoterapia-facciamo-chiarezza</link>
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			<title><![CDATA[LA MENTE NON VA IN VACANZA]]></title>
			<author><![CDATA[prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_l82hynyh"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/compiti-per-le-vacanze-si-o-no.webp"  title="" alt="" width="339" height="189" /><br></div><div><br></div><blockquote>È vacanza! Libri e quaderni sono ormai un ricordo dell'anno scolastico appena terminato. Le scrivanie nelle camerette sono già completamente sgombre e gli zaini riposti, lì dove si tornerà a riprenderli, solamente a settembre. Ma la mente non può andare in vacanza. Essa è giusto continui, anche nei mesi estivi, a sviluppare concetti e realizzare azioni, perché la volontà non si atrofizzi. Occorrerà, dunque, darle ancora stimoli, sia pure ricreativi e ludici, perché possa &nbsp;restare intellettivamente allenata. <b>Le &nbsp;parrocchie con i &nbsp;GREST estivi e le associazioni</b>, varie con colonie aggregative, organizzano attività che, utilizzando al meglio il tempo libero dei bambini e ragazzi, fan sì che essi restino attivi, pur nel divertimento. L'ozio non dovrà, infatti, mai avere campo libero, e regnare indisturbato, poiché esso è sempre nocivo alla mente, come al corpo. E quando tornerà lo studio, la ripresa non sarà tragica ed impossibile. Un breve rodaggio rimetterà in moto qualunque mente, rigenerata, ma non paradossalmente congelata dall'afa della stagione del dolce far niente...<div> &nbsp;</div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.VwZ-yZyLRdg" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WVdmxoTyjcd" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></div></div><div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 30 Jun 2017 09:04:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-mente-non-va-in-vacanza</link>
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			<title><![CDATA[IL BAROTRAUMA. DANNO UDITIVO DA IMMERSIONE SUBACQUEA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_iar2vqmt"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/traumi-orecchio-dopo-immersioni-subacquee.webp"  title="" alt="" width="321" height="241" /><br></div><div><br></div><blockquote>Si tratta di una delle patologie dell'orecchio maggiormente riscontrata da chi pratica immersioni subacquee e consiste in un <b>trauma a carico dell'orecchio dovuto a una brusca e repentina variazione di pressione ambientale</b>. <b>Questa condizione può determinare anche una perdita uditiva permanente</b>. In situazioni simili le lesioni dell'orecchio possono essere di vario tipo e devono essere diagnosticate e trattate dal medico specialista otorinolaringoiatra con tempestività. A seconda della sede colpita si può diagnosticare <b>un barotrauma dell'orecchio medio</b>, laddove si abbia un risultato positivo dell'esame otoscopico e altri esami specifici (weber e impedenzometria), confermino l'esito.<div>In un barotrauma con interessamento sia dell'orecchio medio che interno, oltre alle condizioni appena citate, si verifica anche la presenza di acufeni e vertigini. Nel caso invece di lesione dell'orecchio interno, non avremo un esame otoscopico positivo, ma <b>la presenza di vertigini e acufeni,</b> oltre ad una situazione di udito ingravescente nel giro di poche ore. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Per questo è importante sempre che il sub adotti delle misure preventive specifiche, onde evitare situazioni di questo tipo. In primo luogo è fondamentale praticare le adeguate manovre di compensazione. Importante è anche <b>evitare di effettuare immersioni subacquee in presenza di raffreddori e congestioni</b>, ed è comunque fondamentale interrompere l'immersione laddove non si riesca, con la manovra di compensazione, a ventilare le orecchie.</div><div><div><br></div></div><div><div> &nbsp;</div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.VxISZdSLRdg" rel="tag" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dott. Pagnotta Giorgio Audioprotesista</b> </a>- Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div></div><div><div>Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-pediatra-risponde-a-trani-andria-barletta.php" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere" </a>. La salute NON può essere un’opzione.</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 30 Jun 2017 08:04:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-barotrauma--danno-uditivo-da-immersione-subacquea</link>
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			<title><![CDATA[LA COLPA, QUEL PESO CHE TARPA LE ALI -  Parte prima]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_lfu2gl72"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/senso-di-colpa_dcaow9s5.webp"  title="" alt="" width="299" height="449" /><b><br></b></div><b><div><b><br></b></div></b><blockquote><b>Il senso di colpa consuma l'esistenza</b>, si radica all'interno dell'uomo con un dolore profondo che annienta, nell'essenza più vera, qualsiasi progettualità. È annichilimento dell'anima che svuota, zittisce, sigilla l'anima in una scatola lasciando ancorati al passato, togliendo qualsiasi possibile pensiero positivo sul futuro, fa vivere il presente in modo gravoso. Filosoficamente a <b>parlare di colpa è stato il filosofo Nietzsche che ha legato questo sentimento al concetto di dimenticanza</b>. In sintesi Nietzsche chiede l’oblio come mezzo per dimenticare e dimenticarsi della propria coscienza morale. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Una morale che per Nietzsche è duplice, in quanto esiste quella vera e quella del gregge. &nbsp;La prima è quella buona che si è espressa soltanto nelle sue ultime massime manifestazioni nell'età romana, laddove il senso morale era quello del dominatore, del guerriero forte, del coraggio, della caccia. Di contro, l'uomo totalmente intriso della morale del gregge, è il risultato della cultura ebraico cristiana, in cui al coraggio, all’audacia, alla salute e alla gioia di vivere, si sostituisce un uomo pigro, mite, forse raffinato, ma sicuramente rinunciatario. Quest'ultima morale fa della regola metafisica una norma, al punto da non avere più un uomo con lo sguardo alla vita, in senso nobile e forte, bensì orientato al metafisico. <span class="fs12">E' questo metafisico che introduce il concetto di pena, di colpa, perché fa mutare il concetto di GIUSTIZIA. Se in &nbsp;passato la giustizia era il risultato di una naturalità violenta, in cui le ingiustizie venivano riequilibrate attraverso il recupero del rapporto col più forte, adesso l'idea di colpa sostituisce all'uomo, Dio. Dunque, dal rapporto tra uomo a uomo si passa al rapporto tra uomo e Dio, tra finito ed infinito, tra perfezione e imperfezione. È chiaro che a questo punto inizia una lotta impari con la vita, in cui l'uomo si trova costantemente &nbsp;e perennemente in una condizione di insolvenza.</span></div><div><br></div><div><span class="fs22"><i><span class="cf1">Quindi per Nietzsche &nbsp;il senso di colpa è &nbsp;la volontà di potenza che non si può esprimere ed implode esplodendo dentro un uomo che si percepisce miserabile, schiavo, piccolo.</span></i></span></div><div><span class="fs22"><i><br></i></span></div><div>Per dirla in altre parole il senso di colpa è l'incatenamento della propria personale libera possibilità di essere.</div><div>Dunque, possiamo pensare che alla base del senso di colpa vi sia una negazione?Questa considerazione filosofica, in cui la morale buona è quella appassionata, violenta, audace non si rischia di cadere nella A-MORALITA?</div><div>Un altro filosofo Heidegger afferma che il senso di colpa è ineliminabile dall'esistenza umana, perché ne è &nbsp;l'essenza. E' connesso al "non potersi comprendere dell'uomo che, gettato nel mondo, si radica nell'infondatezza dell'esistenza".</div><div>Come dire che l'uomo è colpevole in quanto è: ancora una volta senso di colpa come negazione. In Psichiatria la colpa si lascia spiegare come chiusura al futuro, poiché, appunto, evidenzia nel passato lo spazio-tempo in cui è stata commessa una colpa per la quale non vi è riscatto, ma che inchioda l'individuo come una farfalla imbalsamata a quella dimensione. E dissolve qualsiasi speranza di riscatto...ancora una volta il senso di colpa è la negazione. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><i><span class="fs22 cf1">Personalmente, non amo i sensi di colpa, perché bloccano la possibilità di scelta, tarpano le ali, annientano le possibilità di progettarsi.</span></i></div><div><b><i><br></i></b></div><div>Ma la cosa peggiore è che il senso di colpa toglie valore, profondità e significato agli errori commessi, in quanto soggetti esistenti. Gli errori, seppur gravi, seppur piccoli, insegnano a volgere lo sguardo verso ciò che siamo e il nostro agire. È l'errore che ci consente di cambiare la rotta di sentire e sentirci. E' l'errore che ti proietta verso una nuova azione. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Il senso di colpa, come ciò che inchioda e paralizza, ha per me un valore negativo e devastante. &nbsp;</div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.VwTAxZyLRdg" target="_blank" class="imCssLink"><b><br></b></a></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.VwTAxZyLRdg" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a> - </b>Counselor Filosofico</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/etica-e-senso-della-vita.php" target="_blank" class="imCssLink"> "Filosofia ed Etica"</a></div><div>Il giardino delle parole...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 24 Jun 2017 16:10:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-colpa,-quel-peso-che-tarpa-le-ali----parte-prima</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[CORIORETINOPATIA SIEROSA CENTRALE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Alessandra Russo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_q3bnqbaq"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/CORIORETINOPATIA-SIEROSA-CENTRALE.webp"  title="" alt="" width="334" height="222" /><br></div><div><br></div><blockquote><b>La corioretinopatia sierosa centrale (CSCR) è una patologia oculare che determina un distacco focale del neuroepitelio, in regione maculare</b> (la zona “sacra“ dell’occhio, dove sono presenti il maggior numero di fotorecettori) con conseguente deficit nella visione centrale. Tale distacco è causato da una raccolta di liquido proveniente da vasi congesti della coroide, che passa al di sotto della retina, attraverso lesioni dell’epitelio pigmentato retinico (uno strato compatto di cellule che separa la retina dalla coroide sottostante). </blockquote><blockquote class=""><div><div><i class="fs22 cf1">La sintomatologia consiste in visione appannata con presenza di una macchia al centro del campo visivo ed associata distorsione delle immagini. </i></div></div><div><div><br></div></div><div><div>Questa patologia insorge prevalentemente in individui di sesso maschile, di età compresa tra i 30 e i 50 anni che presentano una personalità e/o uno stile di vita che comportano stress prolungato associato ad iperattività adrenergica e iperproduzione di cortisolo, le cosiddette personalità di tipo A. Lavorando di guardia, in ospedale, d’estate non è raro osservarla in futuri sposini…</div></div><div><div>La CSCR, diagnosticata durante la visita oculistica, viene confermata mediante <b>tomografia a coerenza ottica (OCT) e angiografia a fluorescenza (FAG e ICGA)</b>. La malattia può risolversi spontaneamente nell’arco di 2-4 mesi con completo recupero visivo, spesso con l’ausilio di terapia medica adiuvante. Essa, però, può recidivare e diventare cronica; in questo caso, col protrarsi del distacco sieroso maculare si instaurano alterazioni degenerative irreversibili a carico dei fotorecettori maculari, a cui corrisponde un danno visivo non più recuperabile; prima che avvenga questo, dunque, si ricorre alla terapia fotodinamica (PDT) a bassa fluenza o al laser micropulsato.</div></div><div><div><br></div></div><div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----alessandra-russo---salute.html#.VxjwA9SLRdg" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dr.ssa Alessandra Russo</b></a></div></div></div><div><div>Medico Chirurgo Oculista, perfezionata in Oftalmologia Pediatrica</div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.WVIxtDKLTcc" target="_blank" class="imCssLink">Continua a seguire “Salute e Benessere”.</a> La salute non può essere un’opzione...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 23 Jun 2017 10:22:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?corioretinopatia-sierosa-centrale</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[ESSERE ALL’ALTEZZA DEI BAMBINI: IL DIFFICILE LAVORO DEI GENITORI]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ms6yh65p"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/essere-genitori.webp"  title="" alt="" width="369" height="208" /><br></div><div><br></div><blockquote>“<b>Le emozioni rappresentano un aspetto fondamentale della nostra vita, perché ci parlano dei nostri bisogni, dei nostri desideri</b>, sono in contatto con il nostro mondo interiore e ci mettono in relazione con gli altri.<div>Le emozioni sono state programmate geneticamente con lo scopo di generare una risposta specifica a quello stimolo, sono guidate da eventi, per cui immediate: sono fisiche, istintive, illogiche e irrazionali, perché governate dal sistema &nbsp;limbico, centro di elaborazione emotiva.</div><div>Il bambino prova emozioni sin dalla nascita e, osservando un neonato, si coglie che il sentimento precede il pensare, la sua conoscenza del mondo, che comincia a maturare sperimentando la vita, passa prima attraverso le senzazioni. Il neonato avverte da subito sesazioni di piacere o dispiacere, piacere o dolore e, mentre dalle sensazioni di piacere svilupperà la gioia, dal dolore svilupperà, a seconda dei contesti, la paura, la rabbia e la tristezza.</div><div>Ciascun bambino vive in maniera individuale l'esperienza delle proprie emozioni che lo guida verso una condizione cognitivo - affettiva &nbsp;in cui il piccolo prende consapevolezza dei suoi stati affettivi, apprende facoltà conoscitive distinte dalla razionalità: i sentimenti.</div><div><b>I genitori diventano una sorta di contenitore per le emozioni del proprio figlio, imparano a riconoscerle, lo aiutano a comprenderle e a gestirle</b>, assumendo si così la responsabilità della crescita emotiva del figlio.</div><div>Un sano sviluppo emotivo del bambino dipende, dunque, dall'atteggiamento che il genitore assume nei confronti delle sue emozioni, dall'ascolto di esse e dal valore cui attribuisce. È solito pensare sia faticoso stare con i bambini, perché bisogna farsi piccoli come loro, abbassarsi, inginocchiarsi, piegarsi, flettersi, incurvarsi per essere al loro livello.</div><div>Più faticoso è invece dialogare con loro perché i piccoli non pensano con l'intelletto, i piccoli pensano con il sentimento ed allora non è sufficiente abbassarsi, piuttosto importante è innalzarsi fino all'altezza dei loro sentimenti.</div><div>Innalzarsi per capirli, per non farli sentire soli, per entrare nel loro animo con amore, per non ferirli. </div><div>Bisogna sforzarsi per essere all'altezza di un bambino e il primo passo da compiere per i genitori è quello di guardare il proprio bimbo non come essere inferiore, da coccolare o biasimare, ma come creatura che, sopratutto nella sfera dei sentimenti, e talmente autentico da risultare superiore agli adulti.</div><div><span class="fs12">Essere all'altezza del bambino significa allora accompagnarlo nel percorso di conoscenza del proprio mondo interiore, aiutandolo a conoscere, scoprire, esprimere, condividere e gestire i propri sentimenti, aiutandolo a dare un nome alle emozioni, attraverso il rispetto e accettazione delle stesse.</span></div><div>Essere all'altezza del bambino significa non schiacciare, bensì liberare, non distruggere ma innalzare, non opprimere ma formare, non imporre ma insegnare, mai esigere, invece chiedere. Essere all'altezza del bambino significa creare un &nbsp;rapporto di ricerca reciproca basato sul rispetto e comprensione per entrare nella sua fiducia.</div><div>Significa aiutarlo a comprendere che si possono provare anche emozioni negative e contraddittorie, che è naturale provare rabbia anche per motivi banali, ma importante è capirla e trasformarla prima ancora che si consolidi in stato d'animo, in sentimento. Significa aiutarlo a capire che anche la tristezza, la paura, l'ansia, va rispettata, accolta, confortata, per inserirla in una visione più ampia in cui si può spiegare trovandone le &nbsp;ragioni.</div><div><br></div><div><span class="fs22"><i><span class="cf1">Significa preparare il bambino a capire la vita insegnandogli non solo ad apprezzare il bello, la gioia, ma a riconoscere anche la tristezza e la frustrazione.</span></i></span></div><div><br></div><div>Nel ruolo del genitore sono considerati anche i divieti, non bisogna permettere tutto al bambino, mai farlo.</div><div>I divieti, nella giusta misura e per giusta causa, mitigano la volontà del bambino verso l'autocontrollo, sviluppando capacità di rinuncia, inventiva ,capacità di sfuggire al controllo ,capacità di critica.</div><div>Permettendo invece al piccolo il soddisfacimento di ogni voglia, creiamo un bimbo senza stimoli, annoiato e noioso.</div><div>Fare il genitore è una professione non facile, perché facile non è saper loro parlare, trovare le parole giuste, saper cogliere da un sorriso, rossore, pianto, sbadiglio, grido, sospiro, i segni che lo tormentano.</div><div>Anche un sintomo apparentemente non importante può costituire un problema insormontabile nella vita del bambino. Occorre porsi nella dimensione dell'ascolto per capirlo ed amarlo di saggio affetto, cercare le parole e i toni adeguati per consolarlo, farsi sentire amico, ma al contempo educatore.</div><div>Il bambino è un essere in evoluzione cui manca solo l'esperienza, ma che vive profondamente la sua vita e solo se cresce in uno spazio rispettoso dei suoi sentimenti, partendo dai suoi punti di riferimento e non da quelli altrui, potrà essere un bambino felice, una felicità condivisa .</div><div>Il bambino potrà affacciarsi dal "contenitore genitori " verso il mondo con fiducia, sicuro di essere capito e riconosciuto, per essere poi all'altezza di riconoscere, accogliere e di rispettare i sentimenti degli altri”. </div><div><br></div><div>Nonna Gina</div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwKwK5yLRdg" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php" target="_blank" class="imCssLink">"I nonni raccontano" </a></div><div>La saggezza che racconta, un cuore che canta</div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 15:02:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?essere-all-altezza-dei-bambini--il-difficile-lavoro-dei-genitori</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[IN VOLO VERSO NUOVI SAPERI..]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_qdu8iqha"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ultimo-giorno-di-scuola.webp"  title="" alt="" width="447" height="447" /><br></div><div><br></div><blockquote>Era <b>un giorno speciale</b> del mese di settembre dell’anno 2016 quando 23 <b>bambini </b>si incontrano per la prima volta, curiosi e impauriti stavano per affrontare una tappa importante della loro vita: la prima elementare. Non erano soli i piccoli e grandi avventurieri, con loro<b> quattro splendide maestre</b> avrebbero saputo dar loro forza e coraggio per condurli, mano nella mano... in volo verso nuovi saperi! Oggi <b>la scuola è finita </b>e questi 23 bambini danno un arrivederci alla scuola ed insieme alle maestre, con la gioia nel cuore e...una torta ‘cioccolatosa’, augurano buone vacanze a tutti i &nbsp;bambini del mondo! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Ricetta <b>pan di Spagna</b> al cioccolato (20 cm diametro): &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>5 uova; 100 g di zucchero; 1 bustina di vanillina; 140 g di farina; 30 g di cacao amaro; 1 bustina di lievito. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Tempo di Cottura: 30 minuti a 180 gradi.</div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b> Cake designer - delegata provinciale Bari FIAB</div></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php" target="_blank" class="imCssLink">"Spirito Artistico"</a> . La fantasia non conosce confini...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 07:31:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?in-volo-verso-nuovi-saperi--</link>
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			<title><![CDATA[FELICITÀ ANIMALE CONTAGIOSA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Cecilia Scaringella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7g6jobqd"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/animali-felici.webp"  title="" alt="" width="360" height="203" /><br></div><div><br></div><blockquote>Chi decide di condividere la propria casa , il proprio tempo, le proprie passioni ed anche una parte del proprio lavoro con un cane, lo sa molto bene… impara un po’ alla volta a guardare il mondo attraverso gli occhi, l’olfatto, l’udito, la mente e il cuore di un cane. Si concede la grande opportunità di un viaggio che lo apre a nuove prospettive, ad esplorare territori ricchi di molteplici tracce odorose, di suoni articolati, di modalità comunicative diverse ed efficaci. Avete mai osservato come si muove un cane in un bosco? <b>Quale intensa felicità esprime con il suo tartufo in azione e i suoi movimenti fluidi </b>e leggeri con cui svanisce in un cespuglio, per poi riemergere alla ricerca di nuove informazioni e messaggi provenienti dalla terra, dalle foglie, dal fango? Avete mai incrociato lo sguardo entusiasta del vostro cane che vi invita al gioco, o alla corsa, o all’esplorazione di sentieri sconosciuti?</blockquote><blockquote class=""><div><div><span class="fs22"><i><span class="cf1">Rapiti dal lampo di quegli occhi, non si può fare altro che seguirli in un brivido comune di vitalità e velocità, insospettabili per noi esseri umani. </span></i></span></div></div><div><div><br></div></div><div><div>Vi siete mai avvicinati, affiancati dal vostro amico a quattro zampe, ad una persona fragile, dal vissuto problematico, assistendo stupiti alla sua capacità di prendersi cura dell’altro con la sua silenziosa presenza, accogliente e rassicurante? <b>Vi siete mai lasciati condurre dal suo prodigioso olfatto in un percorso di ricerca olfattiva entrando insieme a lui in misteriosi mondi “altri”?</b> Avete mai affrontato a “sei zampe “ ostacoli e tunnel e scarpate con allegria? </div></div><div><div>...Quando amare fa rima con osservare, ascoltare, rispettare, pazientare, giungono improvvisi momenti di felicità animale...</div></div><div><div>Nella relazione con il cane si aprono spiragli che lasciano intravedere nuove possibili dimensioni esistenziali. </div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-comunicazione-attraverso-i-pet.html#.WWUGsISLTcc" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Cecilia Scaringella</a></b>- Logopedista- Equipe di Pet-therapy- Operatrice di Terapia e Attività Assistite </div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire “Pet-therapy e Sociale" . La comunicazione che va “oltre”...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 19 Jun 2017 17:07:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?felicita-animale-contagiosa</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[IL DIVERTIMENTO SENZA BARRIERE. VACANZE PER TUTTI!]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_t4o0kgwt"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/crociera-vacanza-dei-sogni.webp"  title="" alt="" width="366" height="191" /><br></div><div><br></div><blockquote>Siamo ormai pronti per le fatidiche vacanze estive ed anche noi ragazzi diversamente abili siamo alla prese con cataloghi, prenotazioni e partenze. Ovviamente, NOI dobbiamo prestare maggior attenzione agli itinerari, in quanto non tutti &nbsp;sono accessibili ed inclusivi. Negli ultimi anni, ho scelto di andare in vacanza insieme ai miei genitori sulla nave crociera. Infatti, <b>le navi, oltre ad essere accessibili in ogni luogo</b> (forse solo i corridoi delle camere non lo sono completamente per colpa della moquette...), sbarcano solo ed esclusivamente in porti accessibili ed organizzano escursioni inclusive. Il divertimento, poi, è assicurato da un equipaggio a bordo sempre laborioso, sorridente ed attento a qualsiasi esigenza di OGNI crocerista. L'unico svantaggio è il costo elevato per molte famiglie, alle prese con ristrettezze economiche, soprattutto in alcuni periodi dell'anno. Però diciamoci la verità ... Quale vacanza offre lo stesso rapporto qualità/prezzo? Buone vacanze a tutti!</blockquote><blockquote><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.WWZAyYSLTce" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b><span class="fs12">, esploratore di vita &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-disabili-raccontano-la-loro-citta-di-trani.php#.WWZA9ISLTcc" target="_blank" class="imCssLink">Continuate a seguire "Diversabilità"</a> ...parole e pensieri che raccontano la vita.</div></div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 17 Jun 2017 15:06:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-divertimento-senza-barriere--vacanze-per-tutti-</link>
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			<title><![CDATA[VOUCHER BABY SITTING E SERVIZI PER L’INFANZIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1qi56nfg"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/voucher-baby-sitting.webp"  title="" alt="" width="339" height="249" /><br></div><div><br></div><blockquote>Ad oggi, l'articolo 1, commi 356 e 357, legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) ha prorogato per il biennio 2017-2018 la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità ed entro gli 11 mesi successivi, in alternativa al congedo parentale, voucher per l'acquisto di servizi di baby sitting, oppure un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, per un massimo di sei mesi. <div>Il beneficio è rivolto alle lavoratrici dipendenti iscritte alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, legge 8 agosto 1995, n. 335 (comprese le libere professioniste, che<b> non risultino iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate</b>, pertanto tenute al versamento della contribuzione in misura piena). Queste due categorie di lavoratrici si devono trovare, al momento di presentazione della domanda, ancora negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità e non devono aver fruito ancora di tutto il periodo di congedo parentale.</div><div>Possono inoltre accedere al beneficio <b>le lavoratrici autonome o imprenditrici</b>: coltivatrici dirette, mezzadre e colone; artigiane ed esercenti attività commerciali; imprenditrici agricole a titolo principale; pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne di cui all'articolo 66, comma 1, decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Queste lavoratrici devono aver concluso il teorico periodo di fruizione dell'indennità di maternità e avere ancora almeno <b>un mese di congedo parentale </b>(in relazione al minore per cui si chiede il beneficio) a cui poter rinunciare. <span class="fs12">L' importo del contributo è di massimo 600 euro mensili. &nbsp;Alle lavoratrici iscritte alla Gestione Separata, alle lavoratrici autonome e alle imprenditrici il contributo è erogato per un periodo massimo di tre mesi. Per le </span><b class="fs12">lavoratrici part-time</b><span class="fs12"> il contributo è ricalcolato in proporzione alla minore entità della prestazione lavorativa.</span></div><div>Non possono accedere al beneficio le lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati convenzionati e le lavoratrici che usufruiscono dei benefici del Fondo per le Politiche relative ai diritti e alle pari opportunità. &nbsp;Il contributo per l'asilo nido viene erogato con pagamento diretto alla struttura scolastica prescelta dalla madre, dietro esibizione da parte della struttura della documentazione attestante l'effettiva fruizione del servizio fino al raggiungimento dell'importo di 600 euro mensili. Il contributo verrà erogato esclusivamente se il servizio per l'infanzia viene svolto in una struttura scelta dalla madre e presente nell'elenco pubblicato sul sito INPS. <span class="fs12">Il contributo concesso per il pagamento dei </span><b class="fs12">servizi di baby sitting </b><span class="fs12">viene erogato attraverso il sistema di buoni lavoro corrisposti esclusivamente in modalità telematica. La mamma deve procedere all'appropriazione dei voucher nel termine di 120 giorni dalla ricevuta di accoglimento della domanda tramite i canali telematici.</span></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WVi1aYTyjcd" target="_blank" class="imCssLink"><b><br></b></a></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WVi1aYTyjcd" target="_blank" class="imCssLink">dott.Vincenzo Dibari</a> </b> &nbsp;- Commercialista</div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.WVi1xITyjcd" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div></div><div><div>Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</div></div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 17 Jun 2017 08:55:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?voucher-baby-sitting-e-servizi-per-l-infanzia</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[MAESTRA DI VITA: MANO NELLA MANO DIVENTANDO GRANDI]]></title>
			<author><![CDATA[Mamma Antonella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_yfaef89q"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/fine-anno-scolastico-ed-emozioni.webp"  title="" alt="" width="343" height="193" /><br></div><div><br></div><blockquote>Il saluto, quello formale, è appena avvenuto. Canti, balli e poesie. Volti sorridenti, a tratti commossi, famiglie riunite. Si svolge la scena e cerco di riempire la mente con il ricordo degli occhi. Mi preparo da giorni a questo “ciao” rivivendo le emozioni di tre anni, con la consapevolezza di tuffarmi verso nuove avventure. Ho una crisi di identità, non so più chi sta scrivendo. &nbsp;Sono la mamma? Sono l’alunna. <span class="fs12">Scrive l’emozione di aver incontrato una Donna capace di accogliere le preoccupazioni dei genitori e di averli condotti per mano, verso il superamento delle stesse. Una mano ferma, decisa, capace e tesa verso tutti i bambini, momenti rubati con il mio sguardo, dove coglievo un amore incondizionato.</span><div><br></div><div><i class="fs22 cf1">Avvolta dal tuo sorriso indelebile, ti ringrazio e ti confesso di essermi sentita molto fortunata per aver condiviso il tuo Essere.</i></div><div><br></div><div>Faccia notizia il fatto che esistono e sono vere, in carne ed ossa, delle insegnanti speciali, brave nel dosare i giusti ingredienti, affinché ogni alunno possa ricevere il giusto incoraggiamento, aiuto, rimprovero. Parliamoci chiaramente, chiunque può insegnare a leggere e scrivere, solo qualcuno sa trasferire la consapevolezza dell’essere alunni e quindi bambini e quindi adulti. <span class="fs12">Sentirò la tua mano stretta alla mia, cosciente del fatto che per me ci sarai sempre. </span></div><div><b class="fs12">Sei una Grande Maestra…di vita.</b></div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/una-finestra-sul-mondo-di-una-mamma.html#.WWENrlHYXce" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Antonella</a></b></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" rel="prev" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WWEN4VHYXcd" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;</a></div></div><div><div>Il cuore che parla, le parole che urlano pensieri...</div></div><div><div><b><br></b></div></div></blockquote><div><div><b><br></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 15 Jun 2017 16:50:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?maestra-di-vita--mano-nella-mano-diventando-grandi</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[LUIGINA, IL CANE E LA PISCINA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_z5nj8zic"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/luigina-e-il-cane.webp"  title="" alt="" width="419" height="279" /><br></div><div><br></div><blockquote>C'era una volta, una <b>bambina di nome Luigina</b> che viveva in una bella casa in campagna con tanti amici animali e fra questi un grosso<b> cane nero</b> come la notte che si chiamava Colosso, perché era grande e grosso ed era molto amico di Luigina.<div>I genitori di Luigina lavoravano in città e, per questo molte volte, si restava in casa affidata alla <b>nonna </b>Rosa che le voleva un bene immenso, ma che era anche tanto severa quando lei non ubbidiva e questo...succedeva molto spesso.</div><div>Una mattina, era il primo Maggio (quindi niente scuola), i genitori erano a pranzo con degli amici e lei molto volentieri &nbsp;era rimasta a casa con la sua nonna e il suo amico Colosso.</div><div>La giornata era bella, c’era un bel sole caldo e decise che era arrivato il momento di fare <b>una sorpresa al suo papà</b>: pulire la piscina.</div><div>L'acqua era fredda e torbida, ma lei sapeva come fare per farla diventare cristallina, così senza dire niente alla nonna, iniziò <b>"l'operazione pulitura"</b>.</div><div>1) Mettere due pasticche di cloro. </div><div>2) Azionare il motore.</div><div>3) Agganciare il grosso robot e buttarlo sul fondo. </div><div>4) Aspettare i complimenti di papà.</div><div>Mentre trasportava il Robot, Luigina pensava a come sarebbe stato contento il suo papà nel vedere la <b>piscina</b> tutta pulita...pensava a tutto questo Luigina quando...non si accorse che il tubo del robot le si era attorcigliato alla vita, così quando finalmente riuscì a lanciarlo, non fu solo lui ad andare in piscina, ma anche la povera Luigina.</div><div><span class="fs12">L'acqua era gelata e melmosa e <b>lei non sapeva nuotare</b>, il robot l'aveva trascinata sul fondo e lei pensò: è la fine.</span></div><div><span class="fs12">Ma ad un tratto, si sentì afferrare da due grosse zampe che la riportarono a galla, Colosso il suo amico aveva seguito tutta la scena e quando lei era caduta in acqua si era subito tuffato riportandola in superficie.</span></div><div>Quando la nonna corse al bordo della piscina e vide Luigina bianca come un cencio e tutta bagnata quasi svenne, ma ci pensò<b> Colosso a sostenerla e aiutarla</b> a portare Luigina in casa.</div><div>La brutta avventura era passata: Luigina chiese scusa alla nonna e le promise che mai più le avrebbe disobbedito, a quelle parole Colosso abbaiò e andandole vicino le disse: “questa volta ti ho salvata, ma se lo farai ancora non contare su di me, io non amo molto l'acqua specialmente quando è fredda e sporca quindi...prima di fare prodezze, pensaci due volte!</div><div>La piscina falla pulire al tuo papà! Tu sei soltanto una ragazzina e devi giocare con le bambole”. </div><div><b>Luigina abbraccio il suo grande amico</b> e pensò &nbsp;che chi trova un amico trova un tesoro e lei aveva trovato un amico grande e grosso di nome Colosso.</div><div>Un grandissimo bacio dalla vostra nonna Gina (Luigina). &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WThXEmiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WThW_GiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"I nonni raccontano" </a></div><div>La saggezza che racconta, un cuore che canta</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Jun 2017 19:40:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?luigina,-il-cane-e-la-piscina</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA['IL VALORE DI UN VOTO. QUANDO I NUMERI ‘NON CONTANO’]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_kagj8d9h"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/valore-di-un-voto.webp"  title="" alt="" width="440" height="247" /><br></div><div><br></div><blockquote>Siamo alla resa dei conti...che tornano, o non tornano? <b>Voti su pagelle scolastiche </b>e quadri in bella vista, descriveranno, forse, poco probabilmente, l'individuo in un anno. Una persona racchiusa e stretta in un voto. Come è possibile? Chi può essere dieci? Nessuno. E... chi può essere sei, otto, e... zero? <div><b>Un individuo è un mondo che un voto non potrà mai raccontare.</b> Il suo valore non è in un voto che può mortificare, bloccare e spegnere quando è basso, o addirittura rendere altezzosi, quando è alto. </div><div>Già corrono <b>lodi virtuali</b> nella scuola media e pregiudizi vestiti da giudizi nella scuola superiore. Oh, quanto un <b>voto</b> può fallire nel suo tentativo di essere specchio fedele di una persona avente una storia sua e soltanto sua, di tutto rispetto, e risorse, magari, non individuate e stimolate e incoraggiate ed aiutate abbastanza. Certo, è necessario stabilire canoni e definire<b> livelli di preparazione</b>, ma come far comprendere a un bambino o adolescente che egli sia, che quel voto non lo rappresenta e non gli dice chi è? Credo che le parole dicano molto di più di semplici numeri e che possano avvicinarsi ad un giudizio più veritiero e rispondente alla reale individualità, che va oltre lo stesso oggettivo rendimento. </div><div>Del resto, l'aritmetica stessa afferma che i numeri sono infiniti, proprio come le parole, eppure nella scuola si riducono solamente a dieci.</div><div> Iniziano e finiscono lì, dall’uno al dieci, riducendo e limitando la formulazione di un <b>sincero giudizio. &nbsp;&nbsp;</b></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WThWQ2iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WThWLGiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Jun 2017 19:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA FEDE: ASCOLTO INTERIORE]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4r2ebb8n"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/la-fede.webp"  title="" alt="" width="416" height="316" /><br></div><div><br></div><blockquote>Esistono diverse <b>religioni</b>, con diversi nomi, però, più o meno, i principi condivisi sono gli stessi! Come ogni individuo è diverso dall'altro dal punto di vista fisico, così tale differenza si verifica anche<b> a livello "spirituale"</b>. In questa sede non consiglieremo di seguire una religione specifica, sarebbe più opportuno seguire un percorso personale, basato sulle personali esigenze evolutive. Immaginiamo che ogni essere umano rappresenti un colore, e ogni colore andrebbe meglio abbinato ad altri specifici colori. Allo stesso modo, ogni individuo deve<b> "seguire" il proprio sentiero personale</b>, in conformità alle proprie percezioni! Da questo capitolo in poi, esamineremo dei &nbsp;principi generali che non appartengono a nessuna religione, e offriremo spunti per la ricerca di un proprio sentiero personale e intimo. Ciò che va tenuto a mente è che: <b>NON ESISTE COLPA O ERRORE NELLA GRANDE PERFEZIONE, POICHÉ LA PERFEZIONE È L'UNIONE DI TUTTI GLI IMPERFETTI!</b> Secondo questo principio, non è detto che tutti debbano seguire una stessa strada, fatta di buone azioni, di luce e di bontà...c'è anche chi è tenuto a seguire la strada opposta, poiché &nbsp;il suo ruolo "imperfetto" sarà comunque utile a delineare la "perfezione" che racchiude il tutto: bello, brutto, bene, male... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Nessuno dovrebbe preoccuparsi &nbsp;eccessivamente per la propria spiritualità, se risulta difficile seguire degli insegnamenti, vorrà dire che non è giunto ancora il momento per dedicarsi a questioni profonde. Il capitolo si intitola “La fede" e con <b>la parola FEDE non intendiamo "Gesù"</b>, i santi e queste note figure mistiche, ma ci preme includere anche qualsiasi cosa, persona o pensiero che sia "motore" delle nostre azioni, parole e pensieri. Per alcuni la fede è lo sport, per altri è la natura, per altri ancora una persona cara o un maestro ecc... In poche parole la <b>Fede è un &nbsp;punto di forza</b>, una speranza, una grande &nbsp;Motivazione. In questo capitolo risulta fondamentale riflettere su quale sia la fede personale di ognuno di noi: è qualcosa che posso toccare, tipo i soldi, l'oro, il cibo... oppure è qualcosa che non posso toccare? Se non si riesce a trovare la propria Fede, vorrà dire che non ci si è impegnati abbastanza nel cercarla, poiché la fede è ciò che ci permette di essere ancora in questa dimensione fisica... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Tornando a noi, se la nostra fede è qualcosa di "non fisico", occorre &nbsp;estendere questa immaterialità fino alla materia, al contrario se la nostra fede è soltanto fisica, occorre estenderla fino all'immaterialità! Perché? Perché ognuno di noi è composto <b>da una parte materiale e da un'altra parte immateriale</b>, allo stesso modo entrambe le parti debbono essere nutrite e coinvolte nel processo di &nbsp;fede! L'elemento collegato alla "Fede" è il &nbsp;suono. Per mezzo di esso, la fede viene diffusa e percepita. Il suono è la percezione più spirituale rispetto alle altre forniteci dai restanti 4 sensi. L'udito è capace di percepire una ampia scala di vibrazioni. Tutto ciò che esiste ha un proprio suono... il suono crea la realtà. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><span class="fs28"><b><br></b></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs28"><b><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ora passiamo alla parte pratica. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></b></span></div><div><br></div><div><br></div><div>1- Esercizio della Guida interiore (Parola). Ognuno di noi è affiancato da uno <b>spirito guida</b> (per chi avesse un approccio più scientifico, è possibile considerare l'inconscio come saggezza interiore o spirito guida). Tale <b>parte saggia </b>che risiede in noi, merita di essere considerata e ascoltata. Il primo esercizio è quello di darle un nome e di stabilire con essa un rapporto concreto... un po' come molti bambini fanno quando si creano l'amico immaginario (stranamente si dice che i bambini siano più spirituali). Il nome da assegnare a questa "Guida" deve essere possibilmente una parola non collegata ad alcun concetto che conosciamo, quindi una parola "Vergine", mai udita da noi e priva di &nbsp;significato. Con un po' di fantasia (o intuizione) è possibile creare <b>un nome spirituale</b> per la nostra guida... se si è scarsi in fantasia, è possibile preparare un sacchetto con dei pezzi di carta sui quali sarà scritta una sola lettera dell'alfabeto, dalla &nbsp;A alla Z (le vocali devono essere messe almeno 4 volte l'una). A questo punto si estrae una lettera per volta fino a completare il nome (il numero di estrazioni può essere deciso prima, oppure durante l'esercizio). Se il nome ottenuto è piacevole, allora quello &nbsp;sarà il nome della Guida/inconscio... altrimenti si può riprovare con nuove estrazioni. Una volta deciso il nome, è possibile usarlo per invocare questa parte saggia e per coinvolgerla nella nostra quotidianità. </div><div>2- <b>Esercizio della Devozione </b>(Azione). Una volta creato il nome occorre creare &nbsp;opere in suo nome, per rafforzare il legame con quella parte saggia che risiede in noi. Per farlo occorre mettere a disposizione qualsiasi talento artistico/creativo per generare oggetti, musiche, opere e quant'altro in suo onore. Possiamo anche predisporre <b>un piccolo altare dedicato alla nostra guida</b> e possiamo rifugiarci &nbsp;lì ogni volta che sentiamo il bisogno di &nbsp;chiarezza e centratura. Creare qualcosa per la guida ci eleva al suo stesso livello e ci avvicina sempre più ad una condizione maggiore di coscienza. Ritagliamoci un piccolo spazio e dedichiamolo alla nostra guida personale, lasciando che sia l'intuito a suggerirci come <b>"Addobbare" l'altare.</b> Questo tipo di attività, rilassa il corpo &nbsp;e la mente. Se si desidera dare anche una forma a tale guida, è possibile immaginarla sotto-forma di animale, umano, vegetale o qualsiasi altro essere possibile da concepire. </div><div>3- Esercizio della <b>Ricorrenza </b>(Pensiero). Una volta al giorno dedichiamo pochi minuti per &nbsp;concentraci sulla nostra guida... tale guida deve rappresentare tutti i valori più alti che possiamo immaginare. Per esempio possiamo decidere che ogni giorno alle ore 15:30 ci sia un appuntamento con la/il nostro<b> maestro interiore</b> e possiamo dedicargli &nbsp;qualche minuto. </div><div>Più direzioniamo la nostra mente verso "Esempi elevati" più noi stessi e i nostri corpi si elevano assieme a tali esempi. </div><div>Noi siamo composti per circa 80/70% d'acqua &nbsp;e l'acqua ha la capacità di modificare la sua forma e struttura in base alle condizioni ambientali... per cui se noi direzioniamo la nostra acqua (pensieri, sentimenti, azioni) in recipienti puliti e belli (esempi elevati), tale acqua resta limpida e carica di vita... se invece l'acqua viene lasciata in recipienti sporchi (esempi degradanti), tale acqua diverrà &nbsp;fangosa e maleodorante. Se si è già seguaci di qualche religione, la guida potrebbe essere <b>il "profeta" di quella religione</b>... altrimenti è sempre possibile cercare questa guida in noi! Questi esercizi potenziano il legame con quella parte saggia che risiede in noi... in più dona maggiore capacità di ascolto interiore. Più l'orecchio dell'anima diventa sopraffino e più l'essere diviene saggio e calmo. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WThUkmiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b> - maestro di arti marziali energetiche</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/bambini-e-sport-trani.php#.WThUeGiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina" </a></div><div>Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Jun 2017 19:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[EDOARDO e l'AUTISMO. Una magica storia di INCLUSIONE e INTEGRAZIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9go4qbx3"><blockquote><div>Edoardo è un bambino speciale, ha 11 anni, frequenta la quinta elementare, è un po’ goffo ed impacciato nei movimenti, <b>con una diagnosi, l’autismo</b> che, nella maggior parte delle volte, suscita pietà e rassegnazione. In ambito scolastico Edoardo ha avuto la fortuna di incontrare persone che hanno accettato le sue caratteristiche e che non si sono arrese senza tentare di migliorarle. <span class="fs12lh1-5"><b>Infatti, anni fa, precisamente in prima elementare, nei momenti di tensione e agitazione aveva l’abitudine di gettar oggetti per aria, gridare per ottenere ciò che voleva e la sua </b></span><b><span class="fs12lh1-5">maestra</span> </b>non ha ceduto davanti a questi atteggiamenti e, con pazienza ed impegno, una volta calmato, è riuscita a far rientrare il bambino in classe con i propri compagni. </div><div>Questo non accade molto spesso, perché è più facile allontanare dalla classe un bambino con disabilità, destinandogli le cosiddette aule di sostegno, piuttosto che impegnarsi, affinché possa realmente avvenire quella magia chiamata inclusione ed <b>integrazione</b>, della quale “tanto si parla, ma poco si fa”.</div><div>Sì, poco si fa, perché nel caso di Edoardo<b> la scuola è stata clemente con la sua diversità</b>, ma il resto della società lo è stato ben poco, infatti, rifiutato da oratori, centri di doposcuola e palestre, a causa dei suoi frequenti scoppi d’ira, il bambino non ha potuto frequentare per anni centri ricreativi e di tempo libero, perché gli adulti non si sono assunti l’impegno di <b>“educarsi e di attrezzarsi”</b> alla diversità, ma hanno scelto la via più semplice, quella della pietà e della conseguente esclusione. </div><hr><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Oggi Edoardo, accompagnato da un’educatrice, frequenta regolarmente una palestra ed inizia ad uscire in gruppo con la sua classe per giocare a calcio o semplicemente per fare delle passeggiate. </i></span></div><div><hr></div><div>Dovreste vedere i suoi occhi quando prepara lo zaino per vivere momenti piacevoli con i suoi compagni. </div><div><br></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/autismo-e-strategie.webp"  title="" alt="" width="482" height="720" /><div><br><blockquote><div>Edoardo continua ad essere un<b> bambino autistico</b>, ma durante il suo percorso di vita ha incontrato educatori che hanno creduto in una reale possibilità di <b>inclusione </b>gettando via l’espressione della pietà ed indossando quella dell’impegno. E’ impegnativo gestire le sue crisi in palestra, scaturite magari solo da un saluto di un compagno non ricambiato, o dalla presenza di un nuovo istruttore, ma tutto questo non può esonerarci dalla responsabilità che, come educatori assumiamo, di favorire un<b> sano percorso di crescita</b> dei nostri ragazzi. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.WTZWTGiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b></div><div>Psicologa, <span class="fs12lh1-5">specializzanda in Psicoterapia Cognitiva</span></div><div><br></div><div></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs12lh1-5">www.cittadellinfanzia.it</span></a></span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/index.php?category=PSICOLOGIA" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Psicologia"</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">La mente è solo una delle porte sulla vita...</span></div></blockquote></div></div><a href="https://youtu.be/0iUfmxsVXUI">https://youtu.be/0iUfmxsVXUI</a>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Jun 2017 07:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[OCCHIO AL SOLE! LINEE GUIDA PER PRESERVARE LA SALUTE DEI NOSTRI OCCHI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Deborah Faggella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_nitqbq4r"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/occhio-al-sole.webp"  title="" alt="" width="437" height="291" /><br></div><div><br></div><blockquote><b>L'estate può rivelarsi molto insidiosa</b>, non solo per la pelle, ma anche per la salute dei nostri occhi: l'esposizione ai <b>raggi UVA e UVB</b>, in assenza di un'adeguata protezione, può provocare importanti danni sia a livello cutaneo che oculare. Durante il periodo estivo si avvertono frequentemente fastidi come rossore, secchezza oculare, scarsa lacrimazione: tutto ciò avviene perché i raggi solari, il caldo, l'acqua di mare e/o piscina, la sabbia, l'aria condizionata compromettono l'integrità del film lacrimale, favorendo una maggiore evaporazione della lacrima e provocando secchezza oculare. L’esposizione prolungata ai raggi solari, senza un’adeguata protezione, può provocare <b>disturbi transitori come la congiuntivite </b>(infiammazione della congiuntiva che provoca prurito, bruciore e forte lacrimazione), o la<b> cheratite puntata</b> (causata dalla disidratazione della cornea con conseguente dolore pulsante, fino a quando l’epitelio corneale non torna in condizioni di normalità), ma può essere responsabile anche di problematiche più gravi alla cornea (fotocheratite), al cristallino (cataratta) e alla retina (degenerazione maculare). Alcuni consigli utili per proteggere gli occhi dal sole:<div>· Fondamentale, sia per adulti che per bambini, l’utilizzo di<b> occhiali da sole</b> con filtro UV per ridurre i danni che le radiazioni solari posso avere sull'occhio. La luce riflessa sulla sabbia e sull’acqua (così come avviene sulla neve) intensifica l’esposizione al sole per cui è importante proteggere gli occhi dai raggi ultravioletti anche quando il tempo è nuvoloso.</div><div>· È importante che gli occhiali siano a norma CE (Comunità Europea) e non prodotti differenti, o da bancarella. Occhiali non conformi aumentano la probabilità di danni oculari e possono aver<b>e filtri difettosi che provocano la distorsione delle immagini con conseguente nausea</b>, cefalea e/o visione cromatica alterata, pericolosa soprattutto per chi guida.</div><div>· Usare frequentemente<b> colliri lubrificanti</b> per ripristinare la componente acquosa del film lacrimale</div><div>· Adoperare degli occhialini protettivi in piscina perché concentrazioni elevate di cloro possono causare secchezza e irritazione oculare</div><div>·<b> Limitare l'utilizzo delle lenti a contatto</b> preferendo quelle giornaliere così da evitare l'insorgenza di infezioni</div><div>· È opportuno consumare abbondantemente frutta e verdura, vitamine A, C ed E: è fondamentale l’assunzione di sostanze antiossidanti ritenute particolarmente benefiche per gli occhi come la luteina (contenuta nelle verdure a foglia verde come spinaci e lattuga, nei peperoni gialli e nel mango) e la zeaxantina (presente nei broccoli, nel mais, nelle arance e nelle uova).</div><div>· È molto importante <b>bere molta acqua</b> (possibilmente associandola anche ad integratori di sali minerali) perché le elevate temperature determinano una disidratazione maggiore e la conseguenza più frequente a livello oculare è l’aumento della presenza delle miodesopsi o cosiddette “mosche volanti” , ovvero distaccamenti del vitreo che interferiscono nella visione soprattutto quando si guarda uno sfondo chiaro. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Seguire questi piccoli accorgimenti è fondamentale per preservare la salute dei nostri occhi: ricordiamo che non è solo la cute che può essere danneggiata dai raggi UV, &nbsp;quindi...attenzione!!! </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-relazione-tra-occhi-e-postura.html#.WTZVNWiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Deborah Faggella</a></b>, Ortottista e Assistente in Oftalmologia &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.WTZVGmiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere" </a></div><div>La salute non deve essere un’opzione</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Jun 2017 07:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["Non restare indifferente mentre muoio...". Quando il BULLISMO diviene storia.]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_prfms4ib"><blockquote></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5">“Talvolta penso che</span><b class="fs12lh1-5"> non vorrei più uscire di casa</b><span class="fs12lh1-5">. Qui sono al sicuro con le persone che mi vogliono bene e con le quali non ho timore di essere me stessa. Mi rintano nella mia camera, il mondo nel quale rifletto e mi pongo domande impossibili sull’incoerenza degli altri. Giulia, per esempio, ha sempre affermato di essere mia </span><b class="fs12lh1-5">amica</b><span class="fs12lh1-5">, ma non lo dimostra con i suoi gesti. Non è capace di reagire alle </span><b class="fs12lh1-5">denigrazioni che gli altri compagni</b><span class="fs12lh1-5"> del gruppo mi rivolgono. Vorrei s’indignasse di fronte a simili situazioni. Vorrei affrontasse con disprezzo la violenza verbale e la cattiveria gratuita. Rimanendo immobile e indifferente, quasi riesce a sottovalutare e giustificare le inaccettabili azioni che senza alcun motivo mi rivoltano addosso. </span><span class="fs12lh1-5">Eppure non riesco ad odiarla, la mia amica Giulia.<br></span><span class="fs12lh1-5">La sua è </span><b class="fs12lh1-5">una terribile debolezza</b><span class="fs12lh1-5"> che si esprime nell’incapacità di ribellarsi al carisma nefasto di chi “comanda” e si manifesta con la passività e la tolleranza al male inaudito. Personalmente non sono più disposta ad accettare tutto questo. Proprio qualche giorno fa, altre due compagne mi supplicarono di dar loro un passaggio con il mio scooter. Io titubai, poiché, portando altre due persone sul veicolo, avrei infranto le regole del codice stradale. Furono talmente insistenti che alla fine riuscirono a convincermi. Le feci salire, si sistemarono come potevano e partimmo. Dopo pochi minuti, mi accorsi che le due ragazze erano intente a ridacchiare e confabulare alle mie spalle. Mi fermai senza alcuna esitazione. Dissi loro che non avrei mai più desiderato </span><b class="fs12lh1-5">sprecare il mio tempo con chi non meritava la mia gentilezza e compagnia. </b><span class="fs12lh1-5">Mi guardarono attonite e con il capo chino andarono via…a piedi!”. </span><span class="fs12lh1-5">Il breve sfogo appena enunciato apre una finestra sul mondo interiore di una ragazzina che dichiara di</span><b class="fs12lh1-5"> preferire addirittura la solitutine</b><span class="fs12lh1-5">, pur di non trovarsi a subire situazioni di violenza psicologica da parte dei suoi coetanei. </span></blockquote><hr><blockquote><div><i><span class="cf1"><span class="fs22lh1-5">Il <b>bullismo </b>è un fenomeno in forte crescita negli ultimi anni. Sta divenendo una vera e propria piaga che impedisce una sana crescita e sviluppo della società civile.</span></span><span class="cf1"> </span></i></div></blockquote><hr><blockquote><span class="fs12lh1-5">Come viene sottolineato nel racconto, in merito all’amica inerme </span><b class="fs12lh1-5">rispetto ai comportamenti inaccettabili </b><span class="fs12lh1-5">dei compagni, questi atti sono spesso sottovalutati e alcune volte non sono adeguatamente valutati anche dagli adulti. </span></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5"><br></span></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/bullismo-e-suicidio.webp"  title="" alt="" width="640" height="426" /><span class="fs12lh1-5"><br></span><blockquote><span class="fs12lh1-5"><br></span></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5">La non adeguata valutazione di simili atti di violenza rischia non solo di coinvolgere la diretta vittima in un vero e proprio stato depressivo, ma anche coloro che assistono come spettatori a tali fenomeni. &nbsp;&nbsp;</span></blockquote><br><hr><blockquote><i class="fs28lh1-5"><span class="cf1">La Finlandia ha messo a punto una metodologia con l’intento di debellare il fenomeno del bullismo.</span></i></blockquote><hr><blockquote><span class="fs12lh1-5"><br></span></blockquote><blockquote><span class="fs12lh1-5">Questo metodo, denominato </span><b class="fs12lh1-5">KiVa</b><span class="fs12lh1-5">, è considerato indispensabile dagli educatori finlandesi per lavorare con i loro studenti. Il metodo è costituito principalmente da corsi che insegnano, non solo</span><b class="fs12lh1-5"> il rispetto per gli altri</b><span class="fs12lh1-5"> e l’empatia, ma soprattutto fa leva su coloro che assistono alle situazioni di bullismo senza esserne direttamente coinvolti. Gli </span><b class="fs12lh1-5">spettatori</b><span class="fs12lh1-5">, attraverso sensibilizzazioni e simulazioni, imparano a reagire in maniera differente agli atti di violenza. Comprendono come sia possibile creare una rete coesa e forte nei confronti di chi commette atti di violenza e denigrazione. Attraverso questo metodo, la Finlandia è riuscita a ridurre sensibilmente il fenomeno, raggiungendo il primo posto nella qualità dell’educazione primaria e superiore. La sorprendente validità del metodo finlandese ha spinto anche il nostro Paese ad importarlo, affinché si possano arginare, se non addirittura debellare fenomeni di tale gravità.</span></blockquote><blockquote><br><span class="fs16lh1-5 ff1">“ Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; ma l’indifferenza dei buoni”. <br></span><span class="fs16lh1-5 ff1">(Martin Luther King).</span></blockquote><blockquote><span class="fs16lh1-5 ff1"><br></span><span class="fs12lh1-5">Al prossimo articolo e buona educazione contro l’indifferenza a tutti!</span><br><br><b class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.WTZTRWiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia<br></a></b><span class="fs12lh1-5">Pedagogista, educatore extrascolastico</span></blockquote><blockquote><br><span class="fs12lh1-5"><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it<br></a></span><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di "</span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=APPRENDIMENTO" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a></span><span class="fs12lh1-5">"</span><span class="fs12lh1-5">. </span><div>Leggendo attraverso anima e relazioni....</div></blockquote><div><span class="fs28lh1-5"> </span></div></div><a href="https://youtu.be/nRDslc1IGYU">https://youtu.be/nRDslc1IGYU</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 06 Jun 2017 06:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[”MAGGIO, FORSE SONO PIU’ SAGGIO!”]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Maria Elena Germinario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_bytw29cv"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/maggio-e-saggio.webp"  title="" alt="" width="430" height="242" /><br></div><div><br></div><blockquote>Siamo alla<b> fine dell’anno scolastico</b> e al termine di quasi tutti i percorsi extrascolastici che solitamente si frequentano durante l’anno: teatro, danza, musica e qualsiasi altro tipo di sport o disciplina. Quando si parla di <b>saggio finale</b> si parla di un “assaggio” di quello che i nostri figli, nipoti, allievi hanno imparato durante il loro percorso, prendendo così maggior consapevolezza, non di quanto siano bravi davanti agli altri, ma di come siano diventati bravi e consapevoli davanti a loro stessi. Crediamo che i saggi siano per i genitori, nonni, zii e amici, ma in realtà sono<b> il momento in cui ciascun mette se stesso alla prova davanti a sé. </b>Il vero risultato, quindi, non è tanto lo spettacolo finale che ne vien fuori, di teatro, musica o danza, ma la saggezza che ne deriva, la consapevolezza di sé stessi che ne scaturisce, di quanto hanno imparato e di quanto il loro impegno e la loro fatica abbiano generato. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>...E i risultati non sono solo degli <b>allievi</b>, ma, molto spesso, sono proprio degli insegnanti ed educatori che tastano il risultato del loro metodo e del loro approccio, verificano cosa ha funzionato e cosa no, come<b> avvicinare gli allievi più diffidenti all’arte proposta</b>, o come rendere ancora più forte ed efficace il loro insegnamento per quegli allievi che hanno già mostrato talento...</div><div>Analizzano se l’energia investita, mentale, creativa sia arrivata nel modo giusto a chi la doveva accogliere. Per cui Maggio è il mese in cui ciascuno diventa più saggio, aumentando la propria consapevolezza di sé e delle proprie capacità, di cosa non è capace e di cosa deve ancora imparare! </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-fantasia-varca-i-confini-del-possibile.html#.WTZSK2iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. ssa Maria Elena Germinario</a></b> - Attrice teatrale</div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://tiny.cc/teatro" target="_blank" class="imCssLink">"Teatro e Immaginazione"</a> e lasciateci i vostri commenti/suggerimenti! </div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 06 Jun 2017 06:54:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ZAGAZOO]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_yyatv681"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/zagazoo.webp"  title="" alt="" width="413" height="543" /><br></div><div><br></div><blockquote><b>Il Premio Andersen</b>, giunto quest’anno alla trentaseiesima edizione, ha decretato come vincitore per <b>la categoria Miglior albo illustrato “Zagazoo”</b> di Quentin Blake, edito da Camelozampa. Ecco la motivazione: “Per la non comune capacità d’invenzione di un albo ‘per tutti’. Per la inesauribile e briosa vivacità delle illustrazioni e l’esemplare rigore grafico della pagina. Per essere un invito sorridente e disincantato alla riflessione attorno ai<b> processi dell’età evolutiva</b> e alle dinamiche familiari”. Il libro racconta la storia di George e Bella, una coppia felice che un giorno riceve uno strano pacco contenente Zagazoo: “una creaturina rosa, la più graziosa che si possa immaginare”. Il nuovo arrivato non è proprio perfetto, ma i suoi sorrisi conquistano la coppia e bastano a compensarla di tutto. Ogni cosa sembra andare per il meglio fino a quando George e Bella scoprono che <b>Zagazoo si è trasformato in un pulcino di avvoltoio.</b> Ma questa è solo la prima di una lunga serie di mute: un elefantino, un facocero, un drago irascibile e infine una creatura strana, grande e pelosa. La coppia, frastornata e al limite della sopportazione, non sa più cosa fare finché una mattina, la creatura pelosa lascia fortunatamente il posto a “un giovanotto dalle maniere impeccabili”, pronto ad aiutare in tutto i suoi genitori. Il ragazzo troverà presto l’amore e alla fine la storia ci riserverà un colpo di scena che lascio a voi il piacere di scoprire. “Zagazoo” è un <b>racconto divertente</b>, capace non solo di coinvolgere i bambini, ma anche di offrire, soprattutto agli adulti, interessanti spunti di riflessione sui cambiamenti che avvengono nel nostro percorso di vita e su come affrontarli. Buona lettura!<div>Immagine tratta da <a href="http://www.camelozampa.com/" class="imCssLink">http://www.camelozampa.com/</a></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.WTEeZWiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis </a></b></div></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire &nbsp;<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php" target="_blank" class="imCssLink">Letture e racconti</a>. Raccontare per emozionare...</div></div></blockquote><div><a href="http://www.camelozampa.com/" class="imCssLink"></a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 04 Jun 2017 08:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BAMBINI ‘A BOCCA APERTA’. QUANDO PREOCCUPARSI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3cejfplr"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/bambini-a-bocca-aperta.webp"  title="" alt="" width="413" height="276" /><br></div><div><br></div><blockquote><b>La respirazione fisiologica è di tipo nasale</b>, con labbra e mandibola chiuse senza sforzo e la parte anteriore del dorso della lingua appoggiata al palato. In presenza di ostruzione delle vie aeree superiori e/o durante <b>uno sforzo fisico</b>, la respirazione nasale può risultare insufficiente; la cavità orale diventa, dunque, una via respiratoria supplementare. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b>La respirazione nasale</b>, nella vita moderna, diventa di importanza fondamentale per proteggere l’organismo dal riscaldamento degli ambienti senza un’adeguata umidificazione, dai gas di scarico delle automobili e dagli effetti del tabagismo passivo.<b> La respirazione orale è, viceversa, una situazione anomala</b> in cui l’aria inspirata attraversa troppo velocemente le vie aeree per poter essere migliorata nelle sue caratteristiche. </div><div><br></div><div><br></div><div><span class="fs28"><i><span class="cf1">Segno caratteristico del respiratore orale cronico è la cosìddetta “facies adenoidea”: faccia lunga e stretta, narici strette, postura della lingua bassa, labbra incompetenti ed occhiaie per stasi venosa provocata dalla congestione delle mucose nasali. &nbsp;</span></i></span></div><div><br></div><div><br></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Il bambino che non riesce a respirare col naso passa buona parte del tempo (se non sempre) stando <b>A BOCCA APERTA </b>e, se richiamato a prestarvi attenzione, poco dopo riapre la bocca senza accorgersene. Questi &nbsp;bambini presentano spesso una grande <b>difficoltà a concentrarsi</b> con scarsi esiti scolastici, malocclusioni dentarie con alterazione della deglutizione e particolare difficoltà nella pronuncia dei fonemi linguo-dentali come la /r/ o la /s/. Di notte tendono a russare; spesso presenta enuresi notturna e <b>fa fatica ad alzarsi anche se ha dormito molto</b>.</div><div>I respiratori orali sono soggetti più predisposti a otiti, riniti, sinusiti e raffreddori, soprattutto nei mesi invernali. Il trattamento della respirazione orale è interdisciplinare con un importante coinvolgimento di <b>otorino-laringoiatra</b>, chirurgo maxillo-facciale, ortodontista, allergologo e logopedista. Il logopedista si occupa di quei casi in cui persiste uno stato di disequilibrio del sistema neuromuscolare oro-facciale, anche se sono state rimosse le ostruzioni alla respirazione fisiologica ed esistono i presupposti dentali e scheletrici per una corretta respirazione nasale. Con la terapia, si tende a controllare <b>la motilità e la postura della lingua</b>, a rinforzare i muscoli masticatori e quelli adibiti ai movimenti delle labbra, si allena la muscolatura dell’ala del naso e di tutto il reparto oro-facciale, garantendo così ottime possibilità di risoluzione. Un consiglio semplice per poter aiutare il vostro bambino alla respirazione fisiologica naturale è quello di mantenere <b>il più pulite possibile le vie respiratorie</b> con frequenti lavaggi nasali, fin dai primissimi anni di vita e, se notate i segni caratteristici succitati, rivolgetevi al più presto da un otorino-laringoiatra per una visita di controllo. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.WTEct2iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras</a></b> Logopedista</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi alla <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WTEcm2iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Logopedista</a>... per comprendere oltre le parole</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Jun 2017 08:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?bambini--a-bocca-aperta---quando-preoccuparsi</link>
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			<title><![CDATA[MANUTENZIONE DEGLI APPARECCHI ACUSTICI IN ESTATE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_92y2xsex"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/manutenzione-apparecchi.webp"  title="" alt="" width="413" height="240" /><br></div><div><br></div><blockquote>Con l'arrivo dell'estate molte abitudini e attività quotidiane variano, si presenta, in primis, la possibilità per molti di andare al mare. E' bene che <b>i portatori di apparecchi acustici </b>considerino delle differenti norme di manutenzione dei propri ausili, affinché possano godere delle attività di svago, senza inficiarne la funzionalità. Bisogna, perciò, tenere in considerazione diversi fattori, primo tra cui <b>il caldo, da sempre nemico degli apparecchi acustici</b>. Infatti, nel caso in cui si sia al mare e si tolgano i dispositivi per un bagno è sempre bene riporli in una <b>custodia </b>e, comunque, non esporli ai raggi del sole che potrebbero sciogliere alcuni componenti in plastica. E' anche sconsigliato, per lo stesso motivo, lasciare gli apparecchi in macchina, poiché, nelle ore più calde, questa raggiunge temperature elevate. Nel caso invece in cui <b>l'apparecchio dovesse bagnarsi</b> è sconsigliabile tentare di asciugarlo con l'utilizzo di asciugacapelli o dispositivi simili, mentre è preferibile aprire il vano pila e lasciarlo asciugare all'aria. Sarebbe ancor meglio se si disponesse di un kit specifico di asciugatura. Nella stagione calda anche<b> la sudorazione aumenta</b> e trovandosi gli apparecchi a contatto con la testa possono facilmente bagnarsi,compromettendo, così, la funzionalità dei <b>ricevitori o dei contatti batteria</b>. Benché, molti dispositivi di ultima generazione dispongano di rivestimenti in grado di respingere l'acqua, è bene togliere gli apparecchi in caso di eccessiva sudorazione e asciugare la parte bagnata. Sempre in merito al<b> fattore umidità</b>, è utile per i portatori di apparecchi retroauricolari far ventilare la <b>chiocciola </b>(o auricolare), poiché è più facile che si formino le bolle di condensa all'interno del tubicino di raccordo. In definitiva un'accurata igiene dell'apparecchio è fondamentale a garantire una migliore funzionalità e una più lunga durata dei dispositivi acustici e l'aiuto del tecnico audioprotesista di fiducia può garantire <b>una più accurata pulizia</b>.</blockquote><blockquote><span class="fs12"> <br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.WTEbvmiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Pagnotta Giorgio</a></b><span class="fs12"> Audioprotesista - Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</span><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><div><div>Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/pediatra-online-trani.php#.WTEbp2iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere" </a>. La salute NON può essere un’opzione. </div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Jun 2017 08:01:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?manutenzione-degli-apparecchi-acustici-in-estate</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[SOCIAL CARD]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_q8zsz0gy"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/social-card.webp"  title="" alt="" width="428" height="142" /><br></div><div><br></div><blockquote>A decorrere dal <b>1º maggio 2017 è attiva la nuova normativa relativa al Sostegno per l'inclusione Attiva (SIA)</b> su tutto il territorio nazionale. <span class="fs12">Il nuovo progetto viene predisposto dai servizi sociali del Comune di appartenenza, in rete con i servizi per l'impiego, i servizi sanitari e le scuole, nonché con soggetti privati attivi nell'ambito degli interventi di contrasto alla povertà, con particolare riferimento agli enti no profit. Il progetto coinvolge tutti i </span><b class="fs12">componenti del nucleo familiare </b><span class="fs12">e prevede specifici impegni per adulti e bambini, che vengono individuati sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni. Le attività possono riguardare i</span><b class="fs12"> contatti con i servizi, la ricerca attiva di lavoro, l'adesione a progetti di formazione</b><span class="fs12">, la frequenza e l'impegno scolastico, la prevenzione e la tutela della salute. L'obiettivo è aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l'autonomia.</span><b class="fs12"> Il sussidio SIA</b><span class="fs12"> è subordinato, dunque, all'adesione ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa. Il beneficio è concesso per un periodo massimo di 12 mesi. La domanda per la SIA deve essere presentata da uno dei componenti del nucleo familiare tramite la presentazione del modulo apposito al proprio Comune di residenza. Per ogni componente del nucleo familiare verrà erogato un </span><b class="fs12">contributo mensile pari ad euro 80,00 </b><span class="fs12">e sarà erogato ai nuclei familiari in possesso dei seguenti requisiti: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><div>-<b> requisiti familiari</b>: presenza di almeno un componente di minore età o di un figlio disabile, ovvero donna in stato di gravidanza accertata; </div><div>-<b> requisiti economici</b>: ISEE inferiore o uguale ai 3.000 euro; </div><div>- <b>valutazione del bisogno</b>: da effettuare mediante una scala di valutazione multidimensionale con punteggio uguale o superiore a 25 (ridotto da 40 con il nuovo decreto legislativo del 16 marzo); </div><div>- ciascun<b> componente non sia già beneficiario della NASPI</b>, ASDI, o di altri strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12">- ciascun componente non riceva già trattamenti superiori o uguali a 600 euro mensili, elevati a 900 euro in caso di presenza di persona non autosufficiente;</span></div><div>- ciascun componente non abbia acquistato un'automobile immatricolata negli ultimi 12 mesi o di cilindrata superiore a 1.300 cc o un motoveicolo di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati negli ultimi 3 anni. </div><div><b>Ai nuclei familiari</b> composti esclusivamente da genitore e da figli minorenni sarà attribuito mensilmente un beneficio di ulteriori 80 euro. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Dopo aver presentato la domanda, il Comune, entro 15 giorni, verificherà il reale possesso dei requisiti e poi invierà la documentazione <b>all'INPS</b>. A sua volta l'INPS, dopo aver controllato il requisito relativo ai trattamenti economici, entro 10 giorni assegnerà il punteggio relativo alla valutazione del bisogno analizzando la situazione economica e lavorativa dei componenti del nucleo familiare. <b>L'importo mensile verrà erogato</b> su una carta di pagamento elettronica, utilizzabile per l'acquisto di beni di prima necessità ma, in presenza di altre misure a sostegno del reddito (Bonus Bebè maggiorato, assegno familiare per almeno tre figli minori e carta acquisti ordinaria) c'è la possibilità che questo venga ridotto. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WTEae2iLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> dott.Vincenzo Dibari </a></b> &nbsp;- Commercialista</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WTEaZ2iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div><div>Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Jun 2017 07:56:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?social-card</link>
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			<title><![CDATA[BURATTINI SENZA FILI: A SCUOLA DI LIBERTA’!]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c4sjuzk6"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/burattini.webp"  title="" alt="" width="426" height="320" /><br></div><div><br></div><blockquote>Un album del noto <b>cantautore Bennato narra in musica</b>, e con una certa ironia, la favola più popolare, quale quella di <b>Pinocchio</b>, titolo che mette in discussione la libertà individuale, minacciata continuamente in questa<b> società di falsi dèi e santi occasionali</b>. La scuola svolge un compito di grande importanza nel rendere liberi attraverso la conoscenza, attività elettiva dell'uomo. Sapere, infatti, è avere i mezzi per decidere autonomamente senza condizionamento alcuno. Scegliere dunque responsabilmente e non lasciarsi ingannare da apparenti facili soluzioni, o scorciatoie per niente facili.<b> Il caro burattino di Collodi</b> è l'esempio lampante dello scolaro che, nonostante i consigli della sua coscienza e della sua fata protettrice, si caccia ingenuamente nei peggiori guai, dai quali solo la bontà del suo sprovveduto cuore, alla fine lo salva. Nessun bambino è privo, infatti, di quell'amore che gli <b>educatori devono incanalare</b> nell'obbedienza a chi può arricchirlo di conoscenza. E occorre avere con lui infinita pazienza, poiché a nulla servirebbe l'imposizione, simile ai fili che un burattinaio dalla voce grossa vorrebbe attaccare, a chi non è certo un pupazzo, ma una persona...libera.</blockquote><blockquote><span class="fs12"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br></span><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WTEZv2iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b><br><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it<br></a></span><span class="fs12">Continuate a seguire </span><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WTEZnmiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span><div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 02 Jun 2017 07:52:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?burattini-senza-fili--a-scuola-di-liberta--</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IL DISTACCO: EROICO RICONOSCIMENTO DELLE PROPRIE POSSIBILITA’]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8n4qqmo2"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/il-distacco.webp"  title="" alt="" width="423" height="281" /><br></div><div><br></div><blockquote><b>L'animo umano è sempre in costante ricerca</b> di identità nell'indiscutibile connessione con gli altri individui verso i quali si sviluppano spesso situazioni di dipendenza. È possibile vivere la relazione con l'altro, senza lasciarsi soffocare, soggiogare e distruggere? È possibile accedere ad un<b> Ego che resti autonomo</b>, autarchico, anche quando a quella relazione abbiamo dovuto sostituire il distacco? Spesso la relazione con gli altri e soprattutto con chi amiamo diviene dipendenza dall'altro e nel nostro contemporaneo modo di vivere la intersoggettività sembra essere fagocitata, gestita dalle pulsioni del momento e dalla liquidità, per dirla in termini <b>"Baumaniani"</b>. E dunque: dove c'è dipendenza c'è inadeguatezza ad accogliere distacco e assenza. Ma proprio queste ultime sono le situazioni e le condizioni che nutrono la<b> sana costituzione della soggettività</b>, perché sono solo queste le vie privilegiate da intraprendere per attuare percorsi che mettano in contatto col proprio io più intimo. Sono proprio questi i percorsi che consentono l'appagamento della propria natura, non lasciandosi fagocitare o distruggere. Solo nella condizione della distanza, del distacco è possibile riconoscere la propria dimensione passionale non divenendo però<b> vittima della stessa. </b><span class="fs12">Distanza dalla passione e dalla dipendenza dalla stessa passione permette una visione altra, alternativa, eroica di noi nel mondo aprendo a nuove visioni e a nuovi &nbsp;percorsi imperscrutabili. </span><span class="fs12">"Restare attaccati" non crea lo spazio per nuovi contenuti...</span><div><span class="fs12">Prendere le distanze in senso lato dalla passione, dalle proprie opinioni, dalle cose materiali,</span><b class="fs12"> "bruciare gli attaccamenti"</b><span class="fs12">, così come direbbero i buddhisti, diviene un percorso di fortificazione e di presa di coscienza di sé. </span><span class="fs12">L'eroico riconoscimento delle proprie possibilità. La distruzione dei vincoli di cui parla Buddha nel DHAMMAPADA XIX; l'atarassia di cui si parla Epitteto; l'imperturbabilità che dipana innanzi a noi il mondo intersoggettivo, visto, riconosciuto senza MAI &nbsp;perdere noi stessi.</span></div><div><div><br></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.WTEYe2iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/etica-e-senso-della-vita.php#.WTEYYWiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"Filosofia ed Etica"</a></div></div><div><div>Il giardino delle parole...</div></div></blockquote><div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 02 Jun 2017 07:47:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-distacco--eroico-riconoscimento-delle-proprie-possibilita-</link>
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			<title><![CDATA[ALLENAMENTO DI CALCIO, ALLENAMENTO DI VITA]]></title>
			<author><![CDATA[Mamma Antonella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1epv6nv7"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/allenamento-di-vita.webp"  title="" alt="" width="415" height="277" /><br></div><div><br></div><blockquote><div><span class="fs12">Suona la sveglia, <b>dolce melodia per Martina</b>…ha scelto un canto di usignoli per rendere piacevole quel quotidiano risveglio: ore 6.00. La tisana è il suo check-in di ingresso per la giornata,<b> riprende mentalmente la lista delle attività previste</b>, è martedì, Mirco ha lezione di calcio. La mattinata si snoda come consuetudine e, dopo un pranzo leggero, si parte verso <b>il campo di calcio</b>. Martina guida la sua auto e dallo specchietto retrovisore osserva Mirco mentre gioca, parla e accarezza il loro cane comodamente accucciato nel bagagliaio. Per qualche secondo vede tutti e tre con gli occhi di un estraneo. Di sicuro emanano quell’aurea di famiglia felice, molto easy, bel figlio, bel cane, bella mamma, l’esempio della perfezione. Eppure Martina sperimenta le quotidiane difficoltà per tenere tutto in equilibrio, senza perfezione e con tanto impegno. Al limite della precisione oraria accompagna Mirco al campo, lo molla al Mister e approfitta di quel tempo<b> per rendere felice anche il cane</b>, un’ora di ‘sgambamento’ in libertà nel prato incolto. Mentre assiste il quadrupede, Martina realizza di non aver mai assistito ad un allenamento completo del figlio e pensa di perdere una parte speciale e divertente, ma sa bene che i suoi compiti sono molteplici e a qualcosa bisogna rinunciare. Mancano dieci minuti alla fine della lezione, il cane è contento e Martina lascia che si riposi in auto, a passo svelto <b>si dirige al campo</b>, perché quei minuti di partita e rigori tra bambini proprio non vuole perderli. <b>Divertimento </b>allo stato puro è per lei vedere i ragazzini correre dietro il pallone, per tutto il campo, alla ricerca di un goal (in molti casi non ricordano neanche quale sia la loro porta per segnare). Sgambetti, rotolamenti, punizioni reclamate come stessero giocando una finale di Champions League, mentre il Mister, fedele al suo ruolo, cerca di armonizzare un gruppo di piccoli petardi scoppiettanti. Martina prova un divertimento folle mentre osserva la scena, con lei <b>altre mamme e qualche nonno</b>, tutti a godersi questo meraviglioso spettacolo. In questo momento Martina individua tra gli “spettatori” una figura maschile, è un papà. Pensa immediatamente a quanto si sentirà fortunato il figlio, l’unico del gruppo, ad avere la possibilità di condividere la lezione di calcio proprio con il suo papà. Passano pochi secondi da questa osservazione e Martina sussulta a causa di un incitamento urlante. Perplessa, continua a godersi lo spettacolo di questo groviglio di gambette alla ricerca del pallone. Il sorriso di Martina si spegne. E’ proprio questo<b> papà</b> che, a bordo campo, dispensa consigli (o comandi) al figlio su come deve gestire il passaggio palla, la posizione da prendere in campo, la corsa verso il gol. Quanta veemenza in un momento in cui i figli dovrebbero essere<b> liberi di sfogare le frustrazioni della giornata</b>, divertirsi con gli amici e vivere il gioco riconoscendo nel Mister la figura di riferimento. Doppio fischio. La partita è finita. Mirco raggiunge Martina e parte la telecronaca in differita dell’incontro, condita da un immenso sorriso e occhi gioiosi. Martina riempie i polmoni dell’aria di campagna, le rimane una tristezza nel cuore, guarda suo figlio, lo prende per mano, si dirigono verso l’uscita. Le manca il coraggio di voltarsi verso gli occhi del compagno di suo figlio.</span></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/una-finestra-sul-mondo-di-una-mamma.html#.WSfZKWiLTIU" class="imCssLink">Mamma Antonella </a></b></div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WSfZCmiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;</a></div><div>Il cuore che parla, le parole che urlano pensieri...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 29 May 2017 07:26:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?allenamento-di-calcio,-allenamento-di-vita</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IGIENE DELLE MANI: PREVENZIONE DELLE INFEZIONI]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_hixo3mdk"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/igiene-delle-mani.webp"  title="" alt="" width="429" height="320" /><br></div><div><br></div><blockquote><b>L’igiene delle mani è un fattore chiave per prevenire le infezioni in ospedale</b> e a domicilio. La cute è l’organo di maggiori dimensioni del corpo umano (peso 5 kg e superficie 1,2-2 m2) e funge da barriera protettiva rispetto all’esterno.<b> E’ fisiologicamente colonizzata dalla flora batterica</b>, che si distingue in flora residente e flora transitoria. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b>La flora residente</b> ha una funzione protettiva, ma può diventare responsabile di &nbsp;infezioni opportunistiche a seguito della contaminazione di siti corporei normalmente sterili e della cute non integra.<b> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></div><div><b>La flora transitoria</b> si acquisisce durante il contatto diretto con le superfici ambientali contaminate e in genere causa infezioni. Le concentrazioni di batteri variano nelle diverse parti del corpo. La flora transitoria si rimuove più facilmente con il lavaggio corretto delle mani. Il Ministero della Salute stima che in Italia ogni anno si verifichino dalle 400.000 alle 700.000 infezioni in pazienti ricoverati, il 30% delle quali prevenibili. Il lavaggio delle mani si esegue con modalità e prodotti diversi in base alle mansioni &nbsp;che si devono svolgere. <b>Il lavaggio sociale e igienico</b>, utilizzando acqua e sapone ha lo scopo di eliminare lo sporco visibile e la flora batterica transitoria; è raccomandato per proteggere il paziente e &nbsp;l’operatore sanitario dalla trasmissione di infezioni da contatto, per via aerea e attraverso goccioline. Si esegue prima di manipolare farmaci o di preparare e servire alimenti. E’ poi necessario lavare le mani con acqua e sapone prima di mangiare, quando sono visibilmente sporche o contaminate con materiale proteico, sangue o altri liquidi biologici, o dopo l’uso di servizi igienici. <span class="fs12">Il lavaggio sociale </span><b class="fs12">deve durare dai 40 ai 60 secondi</b><span class="fs12">. La frizione alcolica delle mani, con una preparazione idroalcolica al 60-80% di alcol, associato a sostanze emollienti, ha come obiettivo l’eliminazione della flora transitoria e la riduzione della flora batterica residente o in alternativa può essere utile il lavaggio antisettico, </span><b class="fs12">con acqua e detergenti antisettici</b><span class="fs12"> (come Clorexidina, Triclosan, ecc.). Il lavaggio chirurgico, per eliminare la flora batterica transitoria e ridurre notevolmente quella residente, si attua secondo procedure stabilite. Per la prevenzione delle infezioni è poi importante l’utilizzo dei </span><b class="fs12">guanti</b><span class="fs12">, che comunque non sostituiscono il lavaggio igienico delle mani. Vanno indossati quando c’è la possibilità di entrare in contatto con sangue o altro materiale potenzialmente infetto e non vanno utilizzati per più di un paziente. Vanno cambiati o rimossi dopo il contatto con il punto contaminato e prima del contatto con altri pazienti. Tutto quanto descritto dovrebbe essere alla base della formazione professionale degli infermieri e delle buone pratiche dei familiari del paziente, vista la tendenza attuale ad estendere l’assistenza medica a domicilio. Sono in atto Campagne nazionali ed internazionali: vale la pena ricordare </span><b class="fs12">la Campagna 2005 della Regione Toscana</b><span class="fs12">, che prevedeva, tra gli altri interventi, l’introduzione di un prodotto alcolico per la frizione delle mani, la formazione e la sensibilizzazione del personale e la Campagna “Save lives: clean yuor hands” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.). In linea con tale Campagna è in corso un’iniziativa in quasi tutte le regioni italiane, promossa dal Ministero della Salute e coordinata dalla Regione Emilia-Romagna, che prevede la diffusione nei luoghi pubblici di dispenser con il prodotto idroalcolico per l’igiene delle mani, la diffusione e l’istituzione di corsi di formazione basati su</span><b class="fs12">i 5 momenti dell’igiene delle mani</b><span class="fs12">:</span></div><div>1) prima del contatto con il paziente; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12">2) dopo il contatto con il paziente; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12">3) prima di procedure asettiche; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12">4) dopo il contatto con fluidi biologici;</span></div><div>5) dopo il contatto con l’ambiente circostante il paziente. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>In conclusione, tale abitudine a lavarsi le mani con più frequenza e con più attenzione dovrebbe svilupparsi nelle famiglie e proseguire nelle scuole. In alcuni casi, come ad esempio quando si è impossibilitati ad utilizzare acqua e sapone, può essere utile l’ipoclorito di sodio (<b>Amuchina</b>). &nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.WSfXiWiLTIU" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.WSfXiWiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Carlo Avantario</a></b> &nbsp;Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi al ginecologo di<b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/ginecologo-ostetrica-online-trani.php#.WSfXpmiLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> "Maternità"</a></b></div><div>L’emozione del primo palpito...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 28 May 2017 07:19:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?igiene-delle-mani--prevenzione-delle-infezioni</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[DOLCI PETALI DI UNA ROSA BLU]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3vvbgip1"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/petali-rosa-blu.webp"  title="" alt="" width="425" height="283" /><br></div><div><br></div><blockquote>È una calda giornata di Maggio.<div>Iole e Ade sono<b> in giardino con la loro nonna</b> che sta curando e dando l'acqua alle <b>sue piante di rose</b>. Le rose sono bellissime e colorate di tanti colori: arancione, rosa, gialle, rosse. “Come sono belle”, pensano le due bambine: “nonna, possiamo raccoglierne qualcuna per la nostra mamma?”.</div><div>Ad un certo punto le sorelline vengono attirate da <b>una rosa blu</b> che, con i suoi grandi petali, spicca fra i boccioli.</div><div>La forma della bellissima rosa fa ricordare alle bambine la buonissima torta di pasta sfoglia della loro nonna Rosa. Iole e Ade, allora, hanno una grande idea: chiedono alla nonna di preparare<b> una torta a forma di rosa per la festa della loro mamma</b>. La nonna le guarda commossa e abbracciandole risponde: “volentieri, la vostra mamma sarà felicissima di questo regalo e insieme la renderemo la torta più bella, per una mamma bellissima e brava di nome Vanna e i petali della mia rosa blu la adorneranno facendo di questo dolce un preziosissimo dono!”.</div><div>Tantissimi auguri e <b>felice festa della mamma</b> a tutte le mamme, da Iole, Ade, da nonna Rosa e dalla vostra nonna Gina.</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WSfWpGiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WSfWjGiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"I nonni raccontano" </a></div><div>La saggezza che racconta, un cuore che canta</div></blockquote><div> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 28 May 2017 07:15:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?dolci-petali-di-una-rosa-blu</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[’RIMANDATO A SETTEMBRE!’]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_uzh66o88"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/rimandato-a-settembre.webp"  title="" alt="" width="432" height="359" /><br></div><div><br></div><blockquote><b>A conclusione dell'anno scolastico</b>, il consiglio di classe, in ambito di scrutinio finale, che vede presenti tutti gli insegnanti delle varie discipline più il dirigente, decide all'unanimità, per ogni singolo alunno,<b> la promozione</b>, ossia il passaggio alla classe successiva di quel corso di studi, <b>o la cosiddetta bocciatura,</b> che, invece, ferma, per permettere di recuperare obiettivi non ritenuti raggiunti... Oltre a queste decisioni, se nell'insieme<b> il ragazzo mostra un quadro positivo</b>, pur evidenziando carenze in alcune specifiche materie, può accadere che questi ‘venga rimandato’, termine in disuso oramai, poiché le insufficienze in termini di voti si definiscono debiti, <b>voti scarsi da riparare a settembre studiando in estate... </b>Un provvedimento efficiente? Ma, il meritato o non meritato riposo estivo, quale fine fa? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b>La valida preparazione scolastica di un individuo</b> in crescita ha priorità assoluta sulla sua necessità di tregua intellettiva? Cosa può produrre una mente affaticata da ben nove mesi di studio, buono, ottimo, sufficiente, o non del tutto sufficiente che sia? Oh...quanto sarebbe fresca quella mente ricreatasi al sole di una vacanza che tutti hanno il diritto e il dovere di meritarsi, <b>docenti e studenti.</b>.. W la vita: <b>w il riposo</b>, quello sano, rigenerante per il corpo e per la mente! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WSfVhmiLTIU" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WSfVbmiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 27 May 2017 07:11:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-rimandato-a-settembre--</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[SULLE NOTE DELL’INCLUSIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_tczfepew"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/note-dell-inclusione.webp"  title="" alt="" width="422" height="237" /><br></div><div><br></div><blockquote>Ho appena terminato<b> un meraviglioso progetto di musica e inglese</b> di nome <b>#speakeasy </b>che mi ha lasciato il segno. Infatti, oltre ad aver compreso il significato ed essere riuscito a<b> cantare in coro </b>tante canzoni pop e gospel, ho finalmente iniziato a familiarizzare con la lingua inglese. Sono stato protagonista di <b>un vero e proprio show</b>... Eh sì, proprio io, applaudito dal pubblico e protagonista, insieme agli altri membri, di un gruppo di piccoli artisti che ai più grandi ha ricordato la serie “Fame, Saranno Famosi”. Ho persino intravisto una lacrimuccia scendere dagli occhi della mia mamma quando entravo in scena nel finale, <b>con il mio amico Dorian che mi guidava</b>, con una veloce piroetta. Certo! Devo migliorare con l’intonazione e la pronuncia, ma grazie alla mia insegnante ed alla mia determinazione farò anche quello. Ora, finalmente, anch’io posso raccontare con<b> orgoglio</b> ai miei amici di aver provato l’emozione di un palcoscenico, di <b>un’esibizione</b>… &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Insomma, posso finalmente urlare che<b> l’arte è per tutti</b>! &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.WSfUcGiLTIU" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b>, esploratore di vita &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-disabili-raccontano-la-loro-citta-di-trani.php#.WSfUU2iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"Diversabilità" </a>...parole e pensieri che raccontano la vita.</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 27 May 2017 07:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA NUOVA ARRIVATA...]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_fa8f134y"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/nuova-arrivata.webp"  title="" alt="" width="332" height="331" /><br></div><div><br></div><blockquote>Un po' di anni fa fui invitata a parlare di <b>bullismo a dei ragazzi di una scuola media </b>e, fra tanti occhi che mi guardavano e ascoltavano, alla fine chiesi a qualcuno di loro cosa ne pensasse.<div>Mi si avvicinò una <b>bellissima ragazzina</b> africana di nome Katrin e mi raccontò della sua &nbsp;esperienza ed io oggi, in questi giorni di &nbsp;violenza ai danni di tantissimi ragazzi voglio raccontarvi una storia, ma questa volta, non è frutto della mia fantasia fantasia, poiché questa è una storia...</div><div>Katia e Claudio, genitori di Katrin, una ragazzina africana che aveva due anni, si stavano separando a causa di varie liti.</div><div>Dopo dieci anni Katrin, vissuta sempre con la mamma, voleva rincontrare il padre che viveva in Italia. La settimana successiva Katrin, ottenendo l’accordo materno, partì per l'Italia.</div><div>Claudio era contentissimo di rivederla dopo dieci anni: l'accolse in &nbsp;aeroporto e l'accompagnò a casa sua.</div><div>Katrin era diventata una <b>ragazzina spensierata, bella e vivace</b>; aveva i capelli ricci color castano scuro e occhi celesti. </div><div>Entrata in casa trovò una donna alta, bella, ma all’apparenza molto esigente e vanitosa. Claudio presentò la stanza dove avrebbe dormito Katrin e dentro c'erano due ragazze altrettanto bellissime.</div><div>A vederle si sentiva un pesce fuor d'acqua e molto <b>imbarazzata</b>.</div><div>Katrin chiese a Claudio chi fossero quelle ragazze e quella signora e il padre le rispose che Pamela era la nuova donna di cui si era veramente innamorato dopo la separazione con sua madre e le due ragazze, Livia e Ismet, erano le figlie di Pamela. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>"Benvenuta, tu potrai stare nella nostra stanza a dormire", dissero in modo gentile le due ragazze.</div><div>"Grazie mille", rispose in modo imbarazzato Katrin.</div><div>Il <b>padre </b>le disse che nel corso dell'anno poteva frequentare la scuola, ma Katrin inizialmente non voleva andarci, perché non conosceva nessuno e pensava di essere presa in giro e messa in disparte dalle sue<b> future compagne di classe</b> per la nazionalità diversa.</div><div>Dopo varie settimane Claudio convinse Katrin ad andare a scuola.</div><div>Arrivò così il <b>primo giorno di scuola</b> e, dopo essersi lavata e preparata, Claudio accompagnò sua figlia.</div><div>A scuola tutti la guardavano in modo strano bisbigliando alle sue spalle: Katrin si sentiva imbarazzata e perciò cercava di capire perché tutti la fissavano in modo strano.</div><div>Entrata in classe, il suo <b>insegnante </b>la presentò ai nuovi compagni e Katrin cercò di fare amicizia con gli altri amici, ma tutti si allontanavano da lei e ciò le procurò uno stato di malessere.</div><div>Solo due persone, Alessia e Sarà, socializzarono molto con Katrin.</div><div>Lei parlava della sua storia ele due ragazze ne erano colpite.</div><div>Dopo la scuola Ismet e Livia accompagnarono Katrin a casa.</div><div>Inizialmente Katrin pensava che Livia e Ismet fossero delle ragazze gentili e educate, ma con il passare del tempo, si accorse che loro erano <b>cattive e maleducate.</b></div><div>Dopo varie settimane trascorse a scuola lei continuava a non essere accettata da nessuno, a parte le due solite ragazzine...</div><div>Un giorno proprio loro svelarono a Katrin che i compagni non l'accettavano perché era di nazionalità diversa.</div><div>Katrin rimase sconvolta da questa verità e andando a casa raccontò tutto al padre dicendogli che non voleva più tornare a scuola.</div><div>Alessia e Sarà erano state sempre vicino a Katrin dicendole che erano solo dei <b>ragazzi maleducati ed ingenui</b> &nbsp;che non capivano niente.</div><div>Passarono tanti giorni, ma i compagni continuavano a non capire che Katrin era una ragazza come loro. Lei continuava a stare male, diceva al padre che andava a scuola, ma invece trascorreva le mattinate dalle amiche. Il padre, dopo un periodo di tempo, si accorse dei fatti che stavano succedendo.</div><div>Katrin iniziò a pensare di ritornare dalla mamma in Africa. Claudio cercò di convincerla a non andare, ma invano.</div><div>Dopo molti mesi di sofferenza, Katrin era pronta per tornare a casa sua, ma ad un tratto suonarono alla porta. Erano gli amici di classe che si scusavano per averla emarginata. Katrin in quel momento si emozionò e finalmente gli amici capirono che anche se era di nazionalità diversa, comunque era <b>un'amica</b> e una persona come loro.</div><div>Da quel giorno Katrin andò sempre a scuola volentieri e si tratteneva sempre con gli amici più del dovuto: erano diventati come una persona sola, sempre tutti insieme.</div><div>Cari ragazzi, con questo racconto voglio far capire a tutti che molti si sbagliano a dimostrarsi timorosi e diffidenti nei confronti delle persone aventi <b>differenti identità culturali, etniche, religiose, linguistiche... &nbsp;</b></div><div>Il desiderio di tutti ,"noi giovani e non", è che non ci siano più discriminazioni di ogni genere, che i confini delle Nazioni vengano annullati da sentimenti di amore, pace, solidarietà e amicizia!</div><div>Grazie Katrin, ti auguro tantissima serenità in un mondo fatto di pace fra i popoli.</div><div>Nonna Gina. </div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WWZKZoSLTcc" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WWZKZoSLTcc" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WWZKZoSLTcc" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwKwK5yLRdg" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">"I nonni raccontano" </a></div><div>La saggezza che racconta, un cuore che canta</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 May 2017 16:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LE AVVENTURE DI LUIGINA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_drzls7oz"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/avventure-luigina.webp"  title="" alt="" width="400" height="267" /><img id="image-1" data-path="C:\Users\Francesca Tiseo\Downloads\Città dell'infnzia\avventure-luigina.jpg" data-managed="true" class="" data-selected="false" data-resizable=".Resizable-32043166272"><br></div><div><br></div><blockquote>Oggi, cari ragazzi, vi racconterò la storia di<b> una ragazzina che non amava ascoltare i consigli dei suoi genitori</b> e, sapete perché?<div>Perché lei era grande, forte coraggiosa, ma... ascoltiamo una delle sue tante avventure!</div><div>Luigina con i suoi genitori abitava in un posto lontano dove c'era un grande mare che si divideva in due, il Mare grande e il Mare piccolo, in una città molto bella di nome Taranto.</div><div><b>La sua casa era la caserma </b>di via Duomo, con loro abitavano tanti altri militari e, quando terminata la scuola, si trasferivano in campagna dai nonni Rosa e Antonio, in una grandissima fattoria frequentata da tanti animali: per Luigina era un momento magico!</div><div>Luigina, nella fattoria, oltre ai carissimi nonni, aveva un grande amico di nome Ugo..<b>.un amico a quattro zampe</b>, pieno di pelo, sì proprio un cane grande e grosso con due occhi che ti parlavano. Ugo, non appena Luigina arrivava, veniva liberato dalla catena e diventava l'ombra della sua amica.</div><div>Nonno Antonio non voleva che Ugo circolasse libero per la fattoria e, sopratutto, nel suo pollaio, perché diverse volte lo aveva pescato con una gallina fra le zampe e per questo più volte aveva deciso di disfarsene, ma Luigina sistemava tutto rassicurando<b> il nonno</b> che Ugo non era un cane cattivo, ma solo affamato e la colpa era solo sua.</div><div>Nonno Antonio la guardava e scuotendo la testa rientrava in casa.</div><div>Luigina era felice di stare dai nonni insieme ai suoi tanti amici animali con cui faceva tanti giochi, come quello di fare il bagno insieme alle sue amiche ranocchie.</div><div>Quando la sera rientrava felice e affamata cenava andandosi a sedere vicino al grande &nbsp;camino e accarezzando Ugo, si addormentava facendo<b> tanti sogni bellissimi</b> in cui lei era una principessa e Ugo il suo fido scudiero.</div><div>Al mattino tutto ricominciava insieme al suo amico Ugo.</div><div>Ma un giorno, di ritorno dalla città con nonna Rosa, notò che Ugo non sciolto, ma legato e triste: il nonno era molto &nbsp;arrabbiato con lui e aveva deciso di regalarlo al signore che ogni mese veniva con il suo carretto a portare tante cose che i contadini comperavano.</div><div>Ma cosa era successo? Ugo aveva tanta fame e Luigina &nbsp;non c'era e, così, lui era entrato nel pollaio e il resto...lo lascio immaginare.</div><div>Luigina ascoltò il nonno e poi senza dire niente chiamò Ugo: riempì un sacco con delle provviste e insieme al suo amico scappò via lontano dall'uomo con il carretto. Ugo la seguiva in silenzio e senza abbaiare fece tanta strada, poi alla fine, molto stanchi, si sedettero<b> sotto un albero e si addormentarono.</b></div><div>Furono svegliati da tante voci e una sopratutto che li chiamava: era il nonno Antonio che chiedeva a Luigina di ritornare a casa, che tutto si sarebbe risolto.</div><div>Luigina guardò Ugo e Ugo di slancio andò incontro a nonno Antonio che lo abbracciò forte forte promettendogli che non lo avrebbe mai mandato via.</div><div>Luigina piangendo abbracciò il nonno e così tutti e tre ritornarono felici verso la fattoria accolti da un grande applauso.</div><div>Ora le vacanze erano terminate, ma Ugo e Luigina non si lasceranno più, perché Ugo andrà a vivere in una bella famiglia, in una grande città di nome Taranto!</div><div>Cari &nbsp;ragazzi<b>, i sogni sono desideri</b>, ma se uno ci crede tanto tanto, non tutti, ma qualcuno potrebbe diventare realtà.</div><div> Ah, Luigina sono io! A presto, miei cari... </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WSfTa2iLTIU" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WSfTa2iLTIU" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php" class="imCssLink">"I nonni raccontano" </a></div><div>La saggezza che racconta, un cuore che canta</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 May 2017 07:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA RIFLESSOLOGIA PLANTARE: UN TOCCASANA PER TUTTE LE ETA’]]></title>
			<author><![CDATA[Cinzia Faconda]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_nrgnz1i7"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/riflessologia-plantare.webp"  title="" alt="" width="350" height="233" /><br></div><div><br></div><blockquote>La<b> Riflessologia Plantare, è una tecnica di massaggio</b> caratterizzata da pressione con le dita nella zona plantare, definita anche <b>medicina alternativa</b>, perché migliora i disturbi del corpo. Le sue radici sono antichissime, infatti, secondo alcune ricerche, risulta una pratica diffusa in Cina e nell’antico Egitto, sin dal 4000 a.C. Il trattamento, in realtà, può essere eseguito sulla zona dorso/plantare del piede, e dorso/palmare della mano. Generalmente si predilige il piede, in quanto scaricando il peso del corpo su di esso, risulta più semplice “leggere” il malessere del corpo, che, a causa dello squilibrio energetico che un organo, un muscolo, un tendine, possono presentare, il corpo tenderà a deviare la sua postura, scaricando così il peso del corpo maggiormente in alcuni punti, piuttosto che alti. Se avviciniamo<b> i piedi</b>, e li guardiamo nella <b>zona plantare</b>, riconosciamo nella parte in corrispondenza dell’alluce, riflettono: il cranio, la colonna vertebrale e quindi il sistema nervoso centrale. <span class="fs12">Nella parte esterna in corrispondenza del mignolo, avremo: la spalla, il braccio, avambraccio e mano, nella parte superiore e bacino, femore, tibia e perone, nella parte inferiore. Nella parte centrale superiore troveremo i polmoni, il cuore nel piede sinistro, nella parte centrale mediale, lo stomaco, il colon ascendente, trasverso, discendente, al livello del tallone troveremo riflessi gli organi genitali e gli arti inferiori. </span><span class="fs12">Anche nei</span><b class="fs12"> bambini la riflessologia </b><span class="fs12">ha effetti benefici? Sottoporre il bambino ad un trattamento di riflessologia plantare, migliorerà le funzioni metaboliche dato che la pianta del piede risulta particolarmente sensibile agli stimoli. Massaggiare la pianta del piede al neonato, favorisce la riduzione dello stress da parto, riduce le coliche, stimola la stipsi e la diuresi. Nei bambini più grandi è indicato in caso di dermatiti, mal di testa e stimola la concentrazione. Il massaggio viene eseguito senza alcun prodotto, in quanto stimolando la microcircolazione il piede potrebbe sudare e quindi rendere le manualità troppo scivolose. Un buon supporto per ottimizzare la riuscita del trattamento, sarebbe utilizzare oli essenziali per inalazione, da non utilizzare topicamente, perché controindicati su bambini con età inferiore ai 3 anni.</span><div><span class="fs12">Utilizzeremo: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><div>- il<b> RAVENZARE </b>per alleviare i sintomi della <b>febbre</b>; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div>- il <b>LIMONE/ ARANCIO</b> per stimolare <b>la digestione; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></div></div><div><div>- la <b>MENTA</b> come vasodilatatore per i sintomi del<b> mal di testa; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></div></div><div><div>- la<b> LAVANDA </b>per favorire il<b> rilassamento</b>. &nbsp;</div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/da-make-up-artist-a-operatriceolistica.html" class="imCssLink"><br></a></b></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/da-make-up-artist-a-operatriceolistica.html" class="imCssLink"><br></a></b></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/da-make-up-artist-a-operatriceolistica.html" class="imCssLink">Cinzia Faconda</a></b>- Make up artist, operatrice olistica &nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.WSfRx2iLTIU" class="imCssLink">" Spirito Artistico " </a></div></div><div><div>L’arte che comunica emozione attraverso le mani...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 May 2017 06:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[AUGURI E FIGLI MASCHI!]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_tmfdo341"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/figli-maschi.webp"  title="" alt="" width="435" height="224" /><br></div><div><br></div><blockquote>“Auguri e<b> figli maschi</b>!”: espressione di un <b>retaggio culturale del passato</b>, che sopravvive ancora oggi, obsoleto augurio che ho udito rivolgere ad una giovane coppia di sposi, proprio qualche giorno fa. Non nascondo il mio turbamento ed un pizzico di sconforto per non capire quale significato si celi ancora nella volontà di auspicare nascita di prole di sesso maschile ad una famiglia, in una società che dovrebbe essere, ormai, anni luce distante da tali questioni discriminatorie. <span class="fs12">In passato era augurabile per una</span><b class="fs12"> famiglia</b><span class="fs12"> avere figli maschi, soprattutto nell’ambito contadino: l’uomo rappresentava forza lavoro, braccia nei campi e assicurava la prosecuzione del cognome della famiglia paterna. Alla figlia femmina, sicuramente, era riservato ben altro destino, con pochissime alternative: il convento, oppure il matrimonio, soluzione impegnativa, in quanto richiedente la cosiddetta ‘dote’, molto difficile da realizzare, soprattutto per i nuclei meno abbienti. </span><span class="fs12">Ho figlie femmine e sono cresciuta in una famiglia composta da donne con un unico uomo, </span><b class="fs12">il mio papà</b><span class="fs12">, un uomo vero, non di quelli che alza la voce per incutere paura, ma un uomo che, ho sempre voluto immaginare, così tanto innamorato della propria moglie, compagna di vita, da aver voluto inconsciamente generare altri simili esemplari (per l’esattezza tre) per assicurare al mondo un po’ di quella grazia e dolcezza, nonché intelligenza, per essere compartecipe all’evoluzione della società. Non ho mai avvertito, durante</span><b class="fs12"> la mia infanzia e adolescenza,</b><span class="fs12"> un impedimento che ‘il mio essere femmina’ avrebbe potuto precludere alla realizzazione di un obiettivo o di un sogno, sono cresciuta con la ferma convinzione che il cervello non possiede sesso e il nostro corpo è soltanto il mezzo con cui adoperarsi per la costruzione del proprio destino. Crescendo ho capito che il mondo attorno, molto spesso, non la pensava come me e che ciò che sentivo di poter essere veniva avvertito come una forzatura, una bizzarria tipica di una personalità un po’ controcorrente, che desiderava mettersi in mostra disquisendo delle proprie &nbsp;ideologie, contrastanti ovviamente con la maggioranza. </span><span class="fs12">Educo le mie bambine a ritenere</span><b class="fs12"> il cervello un’importante peculiarità</b><span class="fs12"> che ci contraddistingue nel mondo che, insieme alla caparbietà, alla volontà, all’impegno e alla passione per ciò che si è e per ciò che si fa, diventano le carte vincenti per costruire se stessi, maschi o femmine, senza distinzione: uomini e donne veri! Ci sarebbero molte cose da augurare ad una giovane coppia di sposi: di amarsi sempre in primis, di rispettarsi, di resistere alla inevitabile noia del tempo, di saper ridere e piangere insieme, di non allontanarsi durante le tempeste della vita e, se posso posso permettermi, in un tempo in cui sono eclatanti le difficoltà di divenire genitori...di ricevere il dono più grande che la vita possa fare:</span><b class="fs12"> avere figli</b><span class="fs12">!</span><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Vanna </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;&nbsp;</a></div><div>I pensieri e le parole del cuore... </div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 May 2017 06:49:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?auguri-e-figli-maschi-</link>
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			<title><![CDATA[POSSEDERE UNA MENTE ESUBERANTE. QUALITA’ O DIFETTO?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_yt3yibp5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/mente-esuberante.webp"  title="" alt="" width="402" height="302" /><br></div><div><br></div><blockquote>Considero<b> la mente umana del bambino o dell’adolescente</b> fiume di vitalità e curiosità dirompenti, caratteristiche che, spesso, in ambito scolastico (sistema prestabilito che esige compostezza e silenzio) vengono considerate inopportune e inadeguate da <b>insegnanti sprovvisti di pazienza e conoscenze pedagogiche. </b>Figuriamoci, poi, se si interviene con continue domande durante una spiegazione o nel nel mezzo di &nbsp;qualsivoglia altra attività scolastica: molto spesso tale atteggiamento lo si considera negativo e, pertanto, da correggere. L<b>'irrequietezza intellettiva</b> spinge naturalmente a tali comportamenti, e non trattasi certo di difetto su cui intervenire, ma di eccezionale dote che, se incoraggiata, porterebbe a stimolare anche quelle menti aventi ‘energia latente’ e poco pronte o brillanti. Quel fiume, infatti, non potrebbe che inondare le terre circostanti, con acqua viva e vigorosa di<b> ricchezza</b>, poiché la conoscenza non è latenza, ma continuo<b> interesse all’essere e al divenire</b> delle cose, per capire la vita e se stessi.</blockquote><div><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><b class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12">Continuate a seguire </span><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WSR7TWiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI".</a></span></div><div><div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra... &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></div></blockquote></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 May 2017 18:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL VIAGGIO: RICORDANDO UNA PERSONA SPECIALE...]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_22dv3bta"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/persona-speciale.webp"  title="" alt="" width="422" height="280" /><br></div><div><br></div><blockquote>È <b>l'alba </b>di un normale giorno della settimana. Per tutti!<div>Ma non per Luca.</div><div>Lui ritorna al suo paese natìo, dai suoi genitori, dai suoi affetti più cari.</div><div>A questo pensava Luca, mentre era seduto in un <b>vagone di seconda classe</b>, insieme a tanti altri passeggeri, tanti visi e tutti con una storia diversa.</div><div>Il<b> treno correva veloce</b>, come erano veloci i suoi pensieri.</div><div>Erano anni che non prendeva il treno, ormai le distanze erano così lunghe che lui preferiva l'aereo al treno, ma oggi no.</div><div>Oggi Luca ha preso un treno: per l'esattezza un regionale che si ferma a ogni piccola stazione facendo salire gente di tutti i tipi.</div><div>Luca ad ogni fermata sente più vicina la sua meta, sarà una sorpresa per sua madre, per il papà, per gli amici, per i suoi fratelli, perché lui non ha detto a nessuno del suo arrivo.</div><div>La gente sale, si mette a sedere e il treno riparte; mancano ancora un po' di fermate per la stazione e, pensando a questo, Luca ricomincia ad andare indietro nel tempo. Ricorda il giorno in cui lasciò casa e per lavoro si trasferì in Francia. Aveva solo diciotto anni e tanta rabbia dentro, aveva litigato per l'ennesima volta con suo padre, sempre per il solito motivo:<b> la scuola, il ‘pezzo di carta’</b>. Lui non studiava molto e di questo suo padre era molto dispiaciuto.</div><div>Era molto severo suo padre, in casa tutti dovevano ubbidire ai suoi ordini, proprio come in caserma facevano le reclute che addestrava.</div><div>Ma non era cattivo il suo papà, anzi...Però la casa non era la caserma e lui era suo figlio. Ma lui era<b> troppo giovane e ribelle</b> per capire.</div><div>Sua madre cercava di mediare &nbsp;fra loro due, ma otteneva l'effetto contrario, la sua cara mamma...</div><div>Quante volte gli portava la cena nello stanzino che era sul terrazzo, dove lui, molto spesso, dormiva, perché suo padre gli impediva di rientrare in casa.</div><div><b>Povera mamma</b>! Saliva le scale al buio e lo chiamava a bassa voce, in silenzio lo abbracciava forte e gli raccomandava di mangiare e di scendere giù a chiedere scusa a suo padre.</div><div>Ma lui era troppo orgoglioso e restava lì, nello stanzino, in mezzo ai detersivi e ai panni da lavare. La mamma gli aveva sistemato una piccola brandina e, dopo avergli sistemato le <b>coperte,</b> piano e al buio ritornava giù.</div><div>Povera la sua bella mamma, quanto soffriva!</div><div>E fu così che, per questo e per tanti altri motivi, una mattina, dopo aver lasciato un biglietto per la sua mamma, Luca andò via per sempre.</div><div>Sapeva che i suoi<b> genitori avrebbero sofferto </b>e anche per lui non era stato facile prendere quella decisione, ma non poteva più continuare a vivere sul terrazzo e a non parlare con suo padre. Non aveva ancora diciotto anni, ma strinse i denti e partì!</div><div>Prima tappa fu la Francia, dove c'erano dei suoi amici, ma dopo meno di un anno si trasferì a Londra a fare il cameriere in uno dei tanti ristoranti italiani.</div><div>I<b> proprietari erano pugliesi</b> e in loro trovò una famiglia e trovò nei due figli del proprietari dei fratelli e degli amici carissimi.</div><div>Luca scriveva spesso a casa. Chiese scusa a suo padre, ma da lui non ebbe mai &nbsp;una risposta. La mamma rispondeva alle sue lettere e in ognuna di loro lo pregava di ritornare a casa!Luca ,anche se con la morte nel cuore non aveva mai ceduto,trovava conforto e stimolo dalle<b> parole della mamma.</b></div><div>E avanti andò, Luca...</div><div>Per prima cosa riprese a studiare: di giorno andava a scuola e di sera, fino a tarda notte, lavorava; era dura, ma lui andava avanti per la sua strada e, alla fine, arrivò dove voleva arrivare. Si diplomò a pieni voti e si iscrisse al corso di laurea in Economia.</div><div>Dopo cinque anni di sacrifici aveva (come diceva il suo papà ) il<b> ‘pezzo di carta’</b>; sì, aveva proprio ragione suo padre, il pezzo di carta, qualche volta, ti cambia la vita e a lui l'aveva cambiata.</div><div>Aveva inviato il curriculum a una grossa Banca con sede in Olanda. Cercavano personale giovane &nbsp;e laureato e lui rispondeva a entrambi i casi. Ci volle del tempo, molto tempo e Luca pensò: "non mi prenderanno mai! Chi sono io? Ci saranno tanti altri più qualificati di me!". E così la sua vita andava avanti, lavorava sempre nel ristorante ed era benvoluto da tutti. Poi un giorno, una lettera dal dott. Luca Farnese, finalmente! Era la Banca olandese che lo invitava a un colloquio se fosse stato ancora interessato. La mattina dopo Luca prese il primo aereo e, con giacca e cravatta, si presentò in<b> Banca.</b></div><div>Era emozionato e le parole stentavano ad uscire dalla sua gola, ma, alla fine, pensò a sua madre, a quanto sarebbe stata felice e si sbloccò. Andò tutto bene! Alla fine il posto di funzionario addetto alla sala affari era suo, poteva iniziare anche subito, il direttore gli disse:"domani no!", gli rispose Luca "<b>devo ritornare a Londra</b>, a prendere le mie cose &nbsp;ma dopo domani sarò qui!” Era felice, di una felicità a lungo cercata, sofferta e finalmente raggiunta!</div><div>Quando raccontò ai suoi datori di lavoro che li avrebbe lasciati, la Sig.ra Pina scoppiò a piangere: "mi &nbsp;mancherai, ma sono felice per te! Ti auguro tutto il bene possibile, sei un ragazzo che in tanti sarebbero orgogliosi di avere come figlio e io e tutta la mia famiglia ti consideriamo uno di noi. Sappi che di qualsiasi cosa dovessi aver bisogno, noi per te ci saremo sempre!".</div><div>A quelle parole Luca si commosse e, dopo un ultimo abbraccio, andò via, verso la sua nuova &nbsp;vita! Il lavoro in Banca gli piaceva e, dopo un po' di tempo, scrisse una lunga lettera ai suoi genitori. Alla lettera allegò una fotocopia della sua &nbsp;laurea in Economia per il papà e lo ringraziò, perché lo aveva sempre spronato, anche se molto duramente a <b>studiare</b>. La risposta arrivò e questa volta era papà Umberto che gli scriveva.</div><div>Era finalmente orgoglioso di lui e si sentiva importante di avere un figlio come lui! Alla fine &nbsp;della lettera, le solite parole della mamma: “ti voglio molto bene e vorrei rivederti. Quando vieni? Ti prego! Ti aspettiamo tutti, un bacione... mamma”. Passarono molti anni, trenta per l'esattezza. Ora Luca di anni ne ha 49, ha fatto carriera dirige una filiale della Banca, con sede in <b>Belgio</b>; non è più il ragazzo ribelle che un giorno partì per trovare lavoro, no, ora è un uomo maturo &nbsp;un uomo arrivato dal punto di vista lavorativo, ma con tanto vuoto dentro dal punto di vista affettivo.</div><div>Luca si sposa, ma dopo pochi anni lui e sua moglie (un'olandese ) si separano. Era stato un grande amore il loro, ma era finito.</div><div>Non avevano avuto dei figli &nbsp;e Luca, a volte, pensa che era finito anche per questo.</div><div>È solo! Importante, ma solo. Un giorno dopo l'ultima lettera dei suoi genitori decide di recarsi da loro. A tutto questo Luca pensava, mentre il treno si avvicinava sempre di più alla sua fermata. Nel corridoio c'erano dei <b>ragazzi</b>:lei, una biondina, e lui, piccolino e bruno, che stavano lì affacciati al finestrino e si baciavano incuranti di tutto e di tutti!</div><div>"Beati loro -pensò Luca- beata gioventù ". Lui una gioventù non l'aveva mai avuta, non aveva mai avuto una biondina con cui stare abbracciato e baciarsi.</div><div>No! Tante cose Luca non aveva avuto. Ma ora voleva rimediare, voleva un &nbsp;po' di felicità tutta per lui, rivoleva l'affetto dei suoi genitori, dei suoi fratelli e voleva conoscere i suoi nipoti, sei in tutto e l'ultimo nato si chiamava Luca, in suo onore.</div><div>Finalmente!<b> Il treno si fermò alla stazione di Foggia</b>.</div><div>Luca era arrivato! Il suo viaggio di ricordi era terminato, ora era a casa: la sua casa. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WSR4u2iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WSR4j2iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"I nonni raccontano" </a></div><div>La saggezza che racconta, un cuore che canta</div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 May 2017 17:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["MIO FILOSOFICO": IL CORAGGIO DI ESSERE SE STESSI]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_mmjnfho7"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/il-nuovo-se.webp"  title="" alt="" width="319" height="213" /><br></div><div><br></div><blockquote>"Se un uomo potesse mantenersi sempre sul culmine dell'attimo della scelta, se potesse cessare di essere uomo... sarebbe una stoltezza dire che per un uomo può essere troppo tardi per scegliere, perché nel senso più profondo non si potrebbe parlare di una scelta. <b>La scelta stessa è decisiva per il contenuto della personalità</b>; con la scelta essa sprofonda nella cosa scelta; e quando non sceglie, appassisce in consunzione...Quando si parla di scelta che riguardi una questione di vita, l'individuo in quel medesimo tempo deve vivere; e ne segue che è facile, quando rimandi la scelta, di alterarla, nonostante che continui a riflettere e riflettere... Si vede allora che l'impulso interiore della personalità non ha tempo per gli esperimenti spirituali. Esso corre costantemente in avanti e pone, ora in un modo, ora nell'altro, i termini della scelta, sì che la scelta nell'attimo seguente diventa più difficile... Immagina un capitano sulla sua nave nel momento in cui deve dar battaglia; forse egli potrà dire: bisogna fare questo o quello; ma se non è un capitano mediocre, nello stesso tempo si renderà conto che la nave, mentre egli non ha ancora deciso, avanza con la solita velocità, e che così è solo un istante quello in cui sia indifferente se egli faccia questo o quello. Così anche l'uomo, se dimentica di calcolare questa velocità, alla fine giunge un momento in cui non ha più la libertà della scelta, non perché ha scelto, ma perché non lo ha fatto; il che si può anche esprimere così: perché gli altri hanno scelto per lui, perché ha perso se stesso... Poiché quando si crede che per qualche istante si possa mantenere la propria personalità tersa e nuda, o che, nel senso più stretto, si possa fermare o interrompere la vita personale, si è in errore. La personalità, già prima di scegliere, è interessata alla scelta, e quando la scelta si rimanda, la personalità sceglie incoscientemente, e decidono in essa le oscure potenze. "(Søren Kierkegaard, Aut-aut)</blockquote><blockquote class=""><div><div><span class="fs22"><i><b><span class="cf1">Cosa significa SCEGLIERE... </span></b></i></span></div></div><div><div><span class="fs22"><i><b><br></b></i></span></div></div><div><div>Come se fossimo sul punto di effettuare un Bungee jumping, come se fossimo la farfalla che &nbsp;nell’attimo eterno abbandona il fiore e respira l'infinito, così ci si sente nell'attimo che precede la scelta. È un costante permanere nello "stare per...", sei lì con le ali dispiegate e tutti i muscoli in tensione; la mente sgombra dai pensieri concentrata solo sull'attimo della scelta. Se guardi indietro puoi osservare la tua vecchia pelle che giace morta &nbsp;e inerte, ma è sempre tua, puoi non riconoscerla, ma è lì, come la pelle della muta lasciata in terra dal serpente. Era nostra, ci apparteneva, ma non è più nostra: è in un passivo permanere, quale prodotto del nostro "essere stati" in uno spazio e tempo diverso che anch'esso non ci appartiene più.</div></div><div><div>Ma siamo sempre noi NUOVI E SCONOSCIUTI che siamo passati dalla potenza di infiniti possibili ad uno degli infiniti atti, per dirla in senso Aristotelico. In questo processo che riguarda &nbsp;la scelta avviene la riappropriazione del sè. <b>Come dice Kierkegaard "la stessa scelta è decisiva per il contenuto della personalità." &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></div></div><div><div> Tuttavia, è produttivo e &nbsp;necessario restare grati a questo IO che abita spazio- tempo passato, perché &nbsp;è quello che porta su di sé il peso, la fatica della muta, le infinite possibilità e che conserva in sé le molteplici eventualità &nbsp;del nostro essere. </div></div><div><div><span class="fs12"><b>Il nuovo sé di cui ci si riappropria osservi il ciò che era e guardi indietro ritrovando il senso dell'esser stati, con tutti gli assensi, dissensi, le dis-conferme, le consapevolezze, le paure e le lacrime.</b> Ancora una volta dalla morte, la vita &nbsp;dall'assenza la presenza, dal nulla il tutto. Ma la vita personale non si può interrompere e la personalità, come dice Kierkegaard, già prima di scegliere, è interessata alla scelta. Conviene lasciare tutto ciò che è andato in uno spazio solido laddove sia possibile accedere ad un &nbsp;varco nascosto in cui ogni tanto potersi &nbsp;affacciare per ritrovare qualcosa che parli di noi... mentre siamo in cammino verso l'autenticità nella consapevolezza che anche ciò che non è più , è stato e ciò che non siamo ancora, è in noi e potrà essere. Fluire sempre, fluire, sebbene nel percorso dell'essere noi stessi accada, spesso, che l'appropriazione del non essere ancora ci addolori. Tuttavia riconoscersi autentici, anche nel rifiuto della scelta...perché non scegliere è scegliere comunque e quella ricaduta è sempre nella nostra personalità: è sempre il nostro autentico riconoscimento.</span></div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.WSGTduuLTcd" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/etica-e-senso-della-vita.php#.WSGTeuuLTcc" target="_blank" class="imCssLink"> "Filosofia ed Etica"</a>. <span class="fs12">Il giardino delle parole...</span></div></div></blockquote><div><div> </div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 13 May 2017 13:15:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-mio-filosofico---il-coraggio-di-essere-se-stessi</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[UN BOUQUET SPECIALE!]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_l7ggfeao"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/festa-della-mamma-ricette.webp"  title="" alt="" width="361" height="361" /><br></div><div><br></div><blockquote><b>La festa della mamma</b> si avvicina, puntuale arriva anche quest’anno il desiderio di stupire e sorprendere con regali sempre più ricercati ed originali. I bimbi, con i loro lavoretti fatti a mano durante le ore scolastiche, sono i più bravi a dare espressione alla loro fantasia e a comunicare in maniera semplice, ma profonda l’amore verso la propria mamma... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b>Anche noi adulti, a mio parere, possiamo cimentarci in lavoretti “fai da te” che ritengo, da madre e da figlia, siano i più apprezzati, perché parlano di noi e posseggono, nonostante qualche imperfezione, la vera anima del nostro sentimento. </b>Ecco perché, oggi, vi propongo un dolcissimo bouquet di fiori, rose o tulipani creati con l’utilizzo di semplici beccucci da pasticceria, realizzati con una golosa e semplice crema al burro con la quale decorare qualsiasi dolce vogliate o sappiate impastare. </div><div><br></div><div> Ingredienti: 150 g di burro; 170 g di zucchero a velo; 1 o 2 cucchiai di latte; aroma a piacere; colorante alimentare. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Preparazione: montare il burro per qualche minuto, finché non abbia la consistenza di una crema, in seguito aggiungere lo zucchero e il latte. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Che la fantasia e un pizzico di maestria vi accompagni in questa simpaticissima ricetta! Dolcissima festa della mamma! &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.WRgl5euLTcd" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.WRgl5euLTcd" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b> Cake designer - delegata provinciale Bari FIAB</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.WRgnC-uLTcc" target="_blank" class="imCssLink">"Spirito Artistico" </a>. La fantasia non conosce confini...</div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 12 May 2017 09:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BONUS MAMMA: ISTRUZIONI PER L’USO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9ojks5v2"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/bonus-mamma-come-ottenerlo.webp"  title="" alt="" width="284" height="156" /><br></div><div><br></div><blockquote>A decorrere dal 1º gennaio 2017 è riconosciuto un premio alla nascita o all'adozione di minore dell'importo di 800 euro. Il premio, è corrisposto dall'INPS in unica soluzione, su domanda della futura madre, al compimento del settimo mese di gravidanza o all'atto dell'adozione. A partire dal 4 maggio 2017 è stata messa in esercizio la procedura di acquisizione delle domande che devono essere trasmesse all'Istituto esclusivamente in via telematica mediante una delle seguenti modalità: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>- WEB – Servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell'Istituto (<a href="http://www.inps.it" target="_blank" class="imCssLink">www.inps.it</a> &gt;Servizi on line&gt; servizi per il cittadino&gt; autenticazione con il PIN dispositivo&gt; domanda di prestazioni a sostegno del reddito&gt; premio alla nascita; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- Contact Center Integrato - numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell'utenza chiamante); </div><div>- Enti di Patronato attraverso i servizi offerti dagli stessi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>In sede di presentazione della domanda occorre specificare l'evento per il quale si richiede il beneficio e precisamente: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>1- compimento del 7° mese di gravidanza (inizio dell'8° mese di gravidanza); &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>2- nascita (anche se antecedente all'inizio dell'8° mese di gravidanza); &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>3- adozione del minore, nazionale o internazionale, disposta con sentenza divenuta definitiva ai sensi della legge n. 184/1983; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>4- affidamento preadottivo nazionale disposto con ordinanza ai sensi dell'art. 22, comma 6, della legge 184/1983 o affidamento preadottivo internazionale ai sensi dell'art. 34 della legge 184/1983. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b>E' inoltre consentita l'acquisizione della domanda di una richiedente che, pur avendo maturato i 7 mesi di gravidanza, non abbia portato a termine la gravidanza a causa di un'interruzione della stessa. </b>In questa specifica casistica, la domanda dovrà essere corredata della documentazione comprovante l'evento. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b>La domanda deve essere presentata dopo il compimento del 7° mese di gravidanza e comunque, improrogabilmente entro un anno dal verificarsi dell'evento nascita/adozione. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></div><div>Per i soli eventi verificatisi dal 1 gennaio al 4 maggio 2017, data di rilascio della procedura telematizzata di acquisizione, il termine di un anno per la presentazione della domanda telematica decorre dal 4 maggio. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Per agevolare la compilazione della domanda on line, nella sezione moduli del sito <a href="http://www.inps.it" class="imCssLink">www.inps.it</a> sarà disponibile un modulo facsimile che ripropone le maschere del servizio on line. Alla corresponsione del premio alla natalità provvede l'INPS nelle modalità indicate dal richiedente nella domanda (bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN). Il mezzo di pagamento prescelto deve essere intestato al richiedente. In caso di avente diritto minorenne o incapace di agire, la domanda è presentata dal legale rappresentante in nome e per conto dell'avente diritto. Anche in questo caso il mezzo di pagamento prescelto dev'essere comunque intestato all'avente diritto (minorenne o incapace di agire). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Le domande presentate ed acquisite nei <b>sistemi gestionali INPS</b> vengono sottoposte ad istruttoria. Il provvedimento di accoglimento dello sportello virtuale o di rigetto della domanda è consultabile sul sito web istituzionale, mediante accesso al proprio profilo. Non sono previsti limiti di reddito e non è necessario essere mamme lavoratrici per accedere all’assegno ...</div><div><br></div><div><b>D<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WRVtptzYXcd" target="_blank" class="imCssLink">ott.Vincenzo Dibari</a></b> &nbsp;&nbsp;- Commercialista</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.WRVuAtzYXcd" target="_blank" class="imCssLink">Per saperne di più chiedi al commercialista di "Informative Fiscali"</a></div><div>Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 May 2017 08:08:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?bonus-mamma--istruzioni-per-l-uso</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[SCREDITARE L’ALTRO GENITORE DAVANTI AL PROPRIO FIGLIO]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6ghvetgy"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/rapporto-genitori-figli.webp"  title="" alt="" width="312" height="220" /><br></div><div><br></div><blockquote>La Corte di Cassazione ha dato ragione ad un genitore, in questo caso la mamma, che aveva chiesto l’affido esclusivo perché è stato ritenuto che “il comportamento negativo dei figli verso la madre fosse stato provocato dalla condotta ostruzionistica del marito che aveva ostacolato gli incontri e ingiustificatamente screditato la figura della madre nei loro confronti, in tal modo danneggiandone l'equilibrio psichico”.<div><b>In tema di affidamento condiviso occorre ricordare che ‘‘l’affidamento esclusivo dei figli ad uno dei genitori doveva considerarsi come una eccezione alla regola dell’affidamento condiviso, da applicarsi rigidamente soltanto nelle ipotesi in cui esista una situazione di gravità tale da rendere detto affidamento condiviso contrario all’interesse dei figli, valutandosi tale contrarietà esclusivamente in relazione al rapporto genitore-figlio e quindi con riferimento a carenze comportamentali di uno dei due genitori, di gravità tale da sconsigliare l’affidamento al medesimo per la sua incapacità di contribuire alla realizzazione di un tranquillo ambiente familiare’’</b>. Conformemente, anche la sentenza n. 16593 del 18 giugno 2008, Corte di Cassazione civile, Sezione Inoltre, la Cass. civ., Sezione I, con sentenza n. 24841 del 7 dicembre 2010 ha affermato che “La regola dell’affidamento condiviso dei figli può essere derogata solo ove la sua applicazione risulti pregiudizievole per l’interesse del minore, con la duplice conseguenza che l’eventuale pronuncia di affidamento esclusivo deve essere necessariamente sorretta da una motivazione non più solo in positivo, sulla idoneità del genitore affidatario, ma anche in negativo sulla inidoneità educativa ovvero manifesta carenza dell’altro genitore (…)’’. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><div>Tornando al caso di cui all’inizio la Corte di Cassazione ha chiarito come il fatto che un genitore parli male dell’altro giustifica l’affidamento esclusivo nel caso in cui questo comporti un disturbo comportamentale dei figli certificato, in quel caso dalla competente ASL. Cassazione Civile 8 marzo 2013 n. 5847 </div></div><div><div><br></div></div><div><div><b>avv. Luca Volpe</b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Per maggiori <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/avvocato-risponde-a-trani.php" target="_blank" class="imCssLink">"Informazioni Legali"</a></div></div><div><div>La giustizia alla portata di chi vuole comprendere...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 May 2017 07:20:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?screditare-l-altro-genitore-davanti-al-proprio-figlio</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LA TORTA DI FRAGOLE: PROFUMO DI MAMMA]]></title>
			<author><![CDATA[Mamma Antonella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_mu85o3t8"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/torta-della-festa-della-mamma.webp"  title="" alt="" width="318" height="212" /><br></div><div><br></div><blockquote>Classica ricetta “ognuno come la fa”, si scoprono modalità di composizione tra le più differenti, dal pan di spagna alla farcitura. Mi è capitato di assaggiare alcune molto buone e la richiesta di ricevere ingredienti e relative quantità è nata spontanea. Purtroppo mi sono sempre ritrovata a codificare il ‘q.b.’ (quanto basta), ‘a.o.’ (ad occhio) e qualcuno direbbe ‘a.c.’ (che non specifico), e quindi prima ancora di cominciare il procedimento mi ero già arresa. Senza ombra di dubbio la migliore è quella della mia mamma. Innumerevoli volte, con tanta pazienza e carta e penna alla mano, ha provato a spiegarmi come adoperarmi nell’impresa, indicandomi ingredienti e procedimento mutevoli di volta in volta. <span class="fs12">Con il passare degli anni ho compreso che la sua ricetta è irripetibile e inimitabile. Quella torta assorbe il profumo delle fragole, ma soprattutto dell’amore dei ricordi. E’ legata a tutte le primavere dei suoi figli: ogni anno la prima sfornata arrivava con il compleanno di mio fratello, l’ultima con il mio. Apriva le porte alle calde giornate di sole, ai giochi all’aperto, alle passeggiate in bicicletta, alle gite in campagna. </span><b class="fs12">La torta di fragole è la mia mamma</b><span class="fs12">.</span><div>Anche tu, figlio mio, un giorno mi ritroverai nel profumo di un dolce che ti legherà a me per sempre. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Dolce festa, care mamme. &nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="Classica ricetta “ognuno come la fa”, si scoprono modalità di composizione tra le più differenti, dal pan di spagna alla farcitura. Mi è capitato di assaggiare alcune molto buone e la richiesta di ricevere ingredienti e relative quantità è nata spontanea. Purtroppo mi sono sempre ritrovata a codificare il ‘q.b.’ (quanto basta), ‘a.o.’ (ad occhio) e qualcuno direbbe ‘a.c.’ (che non specifico), e quindi prima ancora di cominciare il procedimento mi ero già arresa. Senza ombra di dubbio la migliore è quella della mia mamma. Innumerevoli volte, con tanta pazienza e carta e penna alla mano, ha provato a spiegarmi come adoperarmi nell’impresa, indicandomi ingredienti e procedimento mutevoli di volta in volta.                                          " target="_blank" class="imCssLink">Mamma Antonella </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia                " target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WRV2otzYXcd" target="_blank" class="imCssLink">Continuate a seguire "Le mamme raccontano" &nbsp;</a></div><div>Il cuore che parla, le parole che urlano pensieri...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 May 2017 08:44:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-torta-di-fragole--profumo-di-mamma</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LA FORZA DELLA VOLONTA’: ENERGIA DI LIBERTA’]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1q2xb4xd"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/forza-di-volonta.webp"  title="" alt="" width="332" height="221" /><b><br></b></div><b><div><b><br></b></div></b><blockquote><b>Per agire liberamente occorre la Volontà, chi non ha volontà è costantemente soggiogato.</b> La Volontà è un tipo di energia che ci permette di scegliere e di avvicinarci il più possibile ad un concetto di Libertà. La libertà assoluta non esiste su questo piano esistenziale, tuttavia è nostro scopo quello di ampliare sempre più la nostra libertà personale. Ciò che è iniziato con la Padronanza (Prova dell'acqua), non è sufficiente senza la Volontà. Si può diventare bravi in tutto con la Padronanza, ma essa non fa altro che agire passivamente. La Padronanza (con l'allenamento) diventa un atteggiamento automatico, ma per quanto riguarda la Volontà, essa richiede uno sforzo attivo. La Volontà fornisce energia e la Padronanza la gestisce, così come il vento soffia &nbsp;sull'oceano per fornire l'energia necessaria alle acque, affinché si formino le onde (l'aria è attiva, l'acqua è passiva e dà forma all'energia dell'aria). <b>La Volontà è simile all'aria: invisibile ma essenziale. Attraverso questa forza, ogni strada può essere ripulita dagli ostacoli! </b>Ogni azione, parola e idea è mossa dalla Volontà o &nbsp;personale, o ambientale, o sociale. Molta gente si lascia condizionare dalla Volontà di massa (sociale) e finisce per agire contro i propri &nbsp;sogni o aspirazioni. Ogni qualvolta si agisce per Volontà esterna, dentro di noi si crea un vuoto dovuto ad una perdita di energia e dato che la natura non accetta i vuoti, tali vuoti saranno riempiti dai cosiddetti "Vizi". I vizi sono atteggiamenti "meccanici" eseguiti &nbsp;senza consapevolezza e, molti di questi, sfociano nella dipendenza. </blockquote><blockquote class=""><div><b class="fs22"><i><span class="cf1">Esistono Vizi naturali, Vizi comportamentali e Vizi artificiali. </span></i></b></div><div><br></div><div>I primi sono insiti nel corpo come ad esempio <b>il vizio di mangiare molto, il vizio di praticare troppo sesso, il vizio &nbsp;di respirare con la bocca aperta</b>; quelli comportamentali sono atteggiamenti non nocivi per il corpo, ma dannosi per la volontà, come ad esempio <b>mangiarsi le unghie, grattarsi senza avvertire prurito, parlare troppo</b>; quelli artificiali ricorrono a supporti &nbsp;esterni, come ad esempio <b>il fumo, la droga, l'autolesionismo (tatuaggi, piercing, tendenza allo stress...) ingestione di sostanze nocive per il corpo</b> ecc...</div><div>Passiamo alla parte pratica: i Vizi naturali vanno "equilibrati".</div><div><span class="fs12">Il corpo ha &nbsp;5 esigenze e tali esigenze spesso sfociano in vizi che devono essere Equilibrati: &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></blockquote><div><ul><ul><li><span class="fs12">- Nutrizione (Mangiare e bere);</span></li><li><span class="fs12">- Respirazione / Movimento;</span></li><li><span class="fs12">- Generazione (Desiderio sessuale);</span></li><li><span class="fs12">- Riposo (Dormire o rilassarsi);</span></li><li><span class="fs12">- Espulsione (Secrezioni varie).</span></li></ul></ul></div><blockquote class=""><div><span class="fs12">Ognuno di noi deve stabilire un equilibrio tra questi "Richiami del corpo".</span></div><div><span class="fs12">PRIMO ESERCIZIO. Prendiamo un foglio e mettiamo un commento ad ognuna delle 5 richieste del corpo, in modo tale da stabilire come il nostro corpo si comporta durante il giorno. A fianco mettiamo un voto da 1 a 10 per misurare il grado di intensità di questi "Bisogni". (Voto ottimale è 5, valore medio).</span></div><div><span class="fs12">ESEMPIO. Nutrizione: mangio tanto e velocemente [8]. Respirazione: respiro solo inconsapevolmente, ho sempre il naso tappato e sono sedentario/a [2]. Generazione: sono sempre eccitato/a (masturbazione eccessiva) [9]. Riposo: dormo poco e tendo a non "staccare la testa" [2]. Espulsione: vado poche volte al bagno e sono stitico [2]. In questo caso urge iniziare ad esercitarsi, con Volontà, a regolarizzare prima di tutto il campo che più sento facile da disciplinare, per esempio il Riposo. Così ci si impone di dormire ad orari naturali fino a quando il corpo non sarà regolarizzato. Dopo si passerà alla Respirazione, prendendo seriamente l'idea di fare sport e di praticare respirazioni consapevoli. A questo punto passeremo alla dieta, riducendo il cibo e masticando più volte ogni boccone, dedicando così più tempo al pranzo o alla cena. Poi si passa al regolarizzare l'espulsione, bevendo acqua (così da purificare il corpo), ingerendo più fibre, o facendo clisteri. Infine occorre disciplinare l'energia sessuale, quella che, in questo esempio, è più marcata...Tutte le attività volte all'eccitazione sessuale, dovrebbero essere ridotte (nel tempo risparmiato si può fare sport, respirare, oppure altro), negli uomini non deve esserci un eccesso di eiaculazioni... per chi ha voglia di approfondire lo studio della sessualità equilibrata, può documentarsi personalmente &nbsp;sul Tantra o sul Tao del Sesso.</span></div><div><span class="fs12">SECONDO ESERCIZIO. Ora prendiamo un foglio e facciamo una lista di cose che facciamo senza prestare attenzione.</span></div><div><span class="fs12">ESEMPIO: mi mangio le unghie; mi lecco le labbra spesso; fisso in maniera compulsiva il telefono per vedere l'orario, ma non ricordo cosa ho visto; parlo troppo velocemente e a voce alta; cammino sempre di fretta anche se non ho orari da rispettare; devo sempre tenere qualcosa in mano altrimenti mi sento nervoso...</span></div><div><span class="fs12">La lista deve essere il più completa possibile. Questo tipo di "Vizi" non sono dannosi per il corpo, ma danneggiano la volontà e la consapevolezza... sono tutte dispersioni inutili di energia. Possiamo iniziare a lavorare su un "Tic" per volta fino a debellarlo completamente. TERZO ESERCIZIO. Ora prendiamo un foglio e facciamo una lista di "Vizi artificiali" che pratichiamo, ESEMPIO: fumo; bevo molti alcolici; mi drogo; mi stresso inutilmente; mangio cibo non nutriente e che genera dipendenza...Questi vizi vanno eliminati per ultimo, perché sono i più forti. Solo soggetti dotati di molta forza di volontà, possono iniziare con questo Esercizio. In questo esempio, fumiamo, beviamo, &nbsp;ci droghiamo, ci stressiamo e mangiamo cibo non nutriente... gran bel guaio! Partiamo, come sempre, dal vizio più debole, quello che facciamo meno spesso: mangiare cibo non nutriente (fast food). Si inizia a ridurre questo cibo (solo chi è dotato di molta Volontà, può tentare la via dell'eliminazione diretta) fino &nbsp;a quando non lo si elimina del tutto. QUARTO ESERCIZIO (Facoltativo). Si prende un foglio e si elencano &nbsp;pensieri "Ossessivi": penso spesso al denaro; penso di non essere all'altezza; penso di aver sbagliato sempre io...Ogni volta che questi pensieri si presenteranno, attraverso la volontà, dovranno essere sostituiti da altri o eliminati con il "canticchiare"... qualsiasi musica.</span></div><div><div><br></div></div><div><div><b class="fs22"><i><span class="cf1">Una volta regolarizzati i richiami del corpo, eliminati i vizi superflui non dannosi e quelli dannosi, allora la Volontà sarà forte e pronta a darvi sostegno in qualunque cosa vogliate fare! </span></i></b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><span class="fs12">È giunto il momento di volare tra i soffi della libertà e della volontà. Lo spirito dell'aria, custode della Volontà è in questi venti ed è qui per spazzare via tutto ciò che mi indebolisce!</span></div></div><div><div><b><br></b></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WA0jcyQqxf4" target="_blank" class="imCssLink"><b>Suahìm AlKalema</b></a> - maestro di arti marziali energetiche</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/bambini-e-sport-trani.php#.WRIKN9zYXcc" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina" </a></div></div><div><div>Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 May 2017 18:23:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-forza-della-volonta---energia-di-liberta-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[GELOSIA TRA FRATELLI. COSA FARE?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_zahnpc1a"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/gelosia-tra-fratelli.webp"  title="" alt="" width="332" height="221" /><br></div><div><br></div><blockquote>Giulia è la mamma di Marco: un bambino di 4 anni, dolce ed educato, che da qualche mese è il fratello maggiore di un bimbo che non ne vuole sapere di separarsi dalla sua mamma, infatti, come tutti i neonati, richiede di stare sempre a stretto contatto con la figura materna. Giulia ha 39 anni, avendo dedicato la propria giovinezza allo studio ed alla professione, è diventata mamma per la prima volta a 34 anni e ha voluto fortemente un secondo figlio. Appena saputo di essere in attesa del secondogenito ha voluto rendere partecipe della notizia suo figlio maggiore, che si è mostrato entusiasta per la meravigliosa notizia, aspettando per 9 mesi con ansia la nascita del fratellino: “suo futuro compagno di gioco." Sono trascorsi alcuni mesi dalla nascita del secondogenito e Giulia appare molto preoccupata, perché da un po’ di tempo nota alcuni comportamenti di Marco, a suo dire strani: <b>mette spesso il broncio, fa molti capricci, lancia o rompe giocattoli, fa la pipì a letto</b>. Si lamenta spesso parlando con una voce infantile: “parla come se avesse 2 anni”, riferisce la mamma e continua:”cerca in tutti i modi di attirare la nostra attenzione, nell’ultimo periodo lo fa anche utilizzando il cibo, pretende di ottenere tutto ciò che vuole”. Questi comportamenti potrebbero essere indicatori di un sentimento di gelosia che Marco prova nei confronti del nuovo arrivato in famiglia. Il sentimento di gelosia che emerge nel bambino alla nascita di un fratello è un fenomeno normale, in quanto esprime la paura di perdere l’amore incondizionato delle proprie figure accudenti.<div><b>Il bambino percepisce che non è più il solo ad essere amato e coccolato, così come non è il solo a ricambiare questo amore.</b> E’ bene non reprimere questo sentimento, ma è importante affrontarlo nel modo migliore, in quanto rappresenta uno step importante per lo sviluppo infantile. <b>Il bambino potrebbe assumere comportamenti regressivi (fare la pipì a letto, richiedere il biberon, parlare in modo infantile), aggressivi, oppure potrebbe mettere in atto comportamenti premurosi “da adulto”</b>.</div><div>Come potrebbero comportarsi i genitori? Un consiglio utile è non reprimere questo sentimento, ma consentire al bambino di esprimere ciò che prova rassicurandolo riguardo l’amore provato nei suoi confronti.</div><div><div><b class="fs22"><i><br></i></b></div></div><div><div><div><b class="fs22"><i><span class="cf1">Infatti, numerosi studi confermano che, se la gelosia provata durante l’infanzia non viene espressa liberamente, emergerà in età adulta.</span></i></b></div></div></div><div><div><br></div></div><div><div>Un altro suggerimento è quello di avere pazienza e non punire il bambino per i suoi comportamenti difficili, perché confermerebbe l’idea, che in questa fase assilla il bambino, di non essere amato. D'altronde, l’unico modo che il bambino conosce per esprimere le proprie emozioni è quello di mostrarle attraverso il comportamento e tutto ciò di cui ha bisogno è rassicurazione, comprensione e vicinanza dei propri genitori. &nbsp;</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.WRIGd9zYXcd" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dott.ssa Roberta di Lernia</b></a>, Psicologa Clinica</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi alla psicologa di "Psicologia"</a> per entrare nel cuore e nella mente...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 May 2017 18:09:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?gelosia-tra-fratelli--cosa-fare-</link>
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			<title><![CDATA[ALLA VOSTRA ETA’]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8c7h2uay"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/fiabe-e-racconti-per-bambini.webp"  title="" alt="" width="344" height="275" /><br></div><div><br></div><blockquote>Cari ragazzi, quando io avevo la vostra età ero molte volte più confusa che felice. Quindi, se voi avete l'età che avevo io alla vostra età e, se siete più &nbsp;confusi che felici, vi dico: vedrete i bei giorni devono ancora venire.<div>Non è vero, o meglio non sempre è vero, che come dicono... l'infanzia è l'età più bella, a volte è tutto il contrario.</div><div>Come molti ragazzi, parlavo da sola e a tavola parlavo con la Sig.ra ‘Forchetta’, &nbsp;con suo marito Mr ‘Coltello’ e con i feroci bambini ‘Cucchiaini’.</div><div>Erano loro i miei commensali.</div><div>La mia mamma era medico e lavorava molto spesso anche di notte per cui mangiavo sola, dormivo sola e avevo paura.</div><div>A scuola l'aritmetica era per me un vero mistero e la geometria... un mistero al quadrato. Solo in italiano prendevo bei voti, eppure all'esame di ammissione alla scuola media fui rimandata proprio in italiano, per “tema puerile".</div><div>“Cosa vuol dire puerile?”, chiedevo a tutti disperata!</div><div>Insomma, se a scuola vai ‘così così’,non ti preoccupare è capitato anche a me e non preoccuparti nemmeno se sei il primo o la prima della classe.</div><div>Non è vero quello che dicono contro i primi e ce ne sono anche di simpaticissimi. Tornando alla scuola: non ricordo se fossi preoccupata del passaggio dalle elementari alle medie, forse no: avevo sempre tante altre cose per la testa. Ricordo però che quando mia nipote Aida aveva la tua età, lei sì, lo era...invece, poi, alle medie è stata dieci, cento, mille volte più felice che alle elementari. Quindi, se per caso, anche tu hai un po' quella paura, tranquillizzati e ricordati sempre che le paure delle cose sono sempre più &nbsp;grandi delle cose stesse, per esempio se la paura è alta un metro, la cosa poi sarà alta solo cinquanta centimetri : Aida vedrai! E quando non sarai sicura e avrai paura, ricordati di chiamare me perché io sarò sempre vicino a te. </div><div>La tua nonna Gina. </div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WRF7ndzYXcd" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WRF7ndzYXcd" target="_blank" class="imCssLink"><b>Maria Gabriella Finizio</b></a></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">Continuate a seguire "I nonni raccontano" </a></div><div>La saggezza che racconta, un cuore che canta</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 May 2017 08:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LE NOZZE DI FIGARO. MESSAGGIO PER L’UMANITA’]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6gkcqmbu"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/le-nozze-di-figaro.webp"  title="" alt="" width="310" height="310" /><br></div><div><br></div><blockquote>L'atto secondo delle <b>Nozze di Figaro </b>si svolge tutto nella stanza della Contessa d'Almaviva (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=UaEE7un9ZP0" target="_blank" class="imCssLink">https://www.youtube.com/watch?v=UaEE7un9ZP0</a>, l'atto inizia a 49:24). Eccola, dunque, l'antica <b>Rosina del Barbiere di Siviglia</b>: la vivace fanciulla di un tempo è ora una donna malinconica, umiliata dai continui tradimenti del marito. Nella breve aria «Porgi amor» la sentiamo ripensare alla felicità ormai sfiorita e invocare l'amore, affinché le porga qualche conforto. Sa, in cuor suo, che il Conte le vuole ancora bene. La musica esprime alla perfezione il groviglio di sentimenti che attraversano il personaggio: tristezza, nostalgia, fiducia, speranza...<div><span class="fs12">Susanna ha aggiornato la padrona sulle ultime vicende; giunge quindi Figaro a illustrare il suo piano: attizzerà la gelosia del Conte facendogli credere che sua moglie ha una relazione col paggio; a tal scopo gli ha fatto recapitare un biglietto in cui lo si informa di un appuntamento “galante” della Contessa. Ha inoltre pensato di invitarlo a un convegno amoroso e di mandargli Cherubino “mascherato” da Susanna. Uscito Figaro, entra il ragazzo, che dovrà essere travestito da donna. Prima però Susanna insiste perché canti alla padrona la canzone che lui stesso ha composto; dapprima vergognoso, Cherubino acconsente e canta «Voi che sapete che cosa è amor, donne, vedete s'io l'ho nel cor». Trattandosi di una semplice canzone Mozart avrebbe potuto assegnare lo stesso rivestimento musicale a tutte le strofe che la compongono; invece, con perfetta aderenza alle minime inflessioni del testo, la trasforma in una piccola azione drammatica: quasi senza rendersene conto, man mano che il contenuto del testo si fa più personale, la voce di Cherubino prende a divagare dalla semplice melodia dell'inizio, si colora di doloroso cromatismo, modula a tonalità lontane, anche cupe, acquista una linea via via più affannosa e inquieta. Alla fine, è con sforzo evidente che si fa ritorno alla tonalità fondamentale e alla melodia iniziale: la ritrovata pace è soltanto apparente.</span></div><div><span class="fs12">Si procede dunque al travestimento, quando all'improvviso il Conte bussa alla porta. Cherubino va a nascondersi nel guardaroba della Contessa, Susanna dietro una tenda. L'uomo, già insospettito dal biglietto di Figaro e dall'aver trovato la camera della consorte chiusa a chiave, chiede spiegazioni; la Contessa cerca di rassicurarlo, ma un rumore giunge dal gabinetto: è solo Susanna che sta provando un abito da sposa, afferma la donna, la quale si rifiuta di consegnargli la chiave. Così il Conte, ancor più sospettoso, decide di andare a recuperare gli arnesi per buttar giù la porta, obbligando la moglie a seguirlo. Susanna fa uscire Cherubino dal guardaroba. E ora come si fa? Tutte le porte sono chiuse a chiave. L'unica soluzione è saltare dalla finestra; invano Susanna cerca di trattenerlo. Il paggio è in salvo, e alla ragazza non resta che prendere il suo posto nello spogliatoio.</span></div><div><div><br></div></div><div><div><span class="cf1"><b><i class="fs22">Ed eccoci al grande finale del secondo atto</i></b></span><span class="cf1">. </span></div></div><div><div><br></div></div><div><div>La Contessa ha avuto l'infelice idea di dire al Conte la verità: nel gabinetto non c'è Susanna ma Cherubino. Il marito, su tutte le furie, urla: «Esci omai, garzon malnato»; quella implora pietà, il dialogo si fa più serrato, poi Almaviva le ordina: «Qua la chiave!». La donna protesta l'innocenza del paggio, ma dopo una lunga pausa carica di tensione il marito la allontana quasi con disprezzo: «Va' lontan dagli occhi miei! Un'infida, un'empia sei», una frase ascendente all'unisono con l'orchestra, nella tonalità patetica di fa minore, solenne ed enfatica come una maledizione. La Contessa replica: «Non son rea», ma quello, su un nuovo drammaticissimo silenzio dell'orchestra, le risponde: «Vel leggo in volto!». Per un attimo la commedia cede il passo alla tragedia. Quando poi il Conte, ricevuta finalmente la chiave, si dirige verso il gabinetto con la spada sguainata, voci e orchestra restano come sospese: colpo di scena! Sul compassato incedere degli archi Susanna esce dal guardaroba con l'aria più innocente che si possa immaginare e si rivolge ironica al Conte «il brando prendete, il paggio uccidete...». La Contessa si sforza di celare il suo stupore; Almaviva entra nel gabinetto per sincerarsi, e intanto la servetta rassicura la padrona: il paggio è in salvo. È ora il Conte a dover chiedere scusa: le donne gli replicano dapprima con un pungente tema di solidarietà femminile («Le vostre follie non mertan pietà»), per poi cedere. Quando, fugate le perplessità del Conte, finalmente la Contessa si decide a concedergli il perdono, le tre voci si uniscono su un denso tessuto orchestrale dominato da un tema dolcissimo: un miraggio di concordia e di pace che per un attimo cancella dissidi, tradimenti, gelosie e vanità. Ecco però Figaro. Ignaro dell'accaduto, su un ritmo pimpante di danza popolare vorrebbe affrettare le nozze, ma il Conte lo trattiene e, mostrandogli il biglietto che lo informava dell'appuntamento della Contessa (le due donne gli hanno rivelato che è stata un'idea del servo), chiede: «Conoscete, signor Figaro, questo foglio chi vergò?». Quello si ostina a negare, mentre Susanna e la Contessa cercano in tutti i modi di metterlo al corrente di quanto accaduto e di indurlo a confessare; quando poi il Conte lo accusa di mentire Figaro gli replica («Mente il ceffo, io già non mento») su una melodia di religiosa dolcezza, ripetuta più avanti anche dalle donne alle parole: «Deh signor, nol contrastate, consolate i miei/lor desir». </div></div><div><div><b><i class="fs22"><br></i></b></div></div><div><div><b><i class="fs22"><span class="cf1">Perché ostinarsi a contrastare l'unione dei due giovani? Tutto l'anelito mozartiano alla felicità e alla concordia tra gli individui è racchiuso in questa tenera invocazione. </span></i></b></div></div><div><div><br></div></div><div><div>La riconciliazione sembra prossima, ma sopraggiunge a gettare scompiglio il giardiniere Antonio, il quale afferma, con un canto volutamente rozzo e cantilenante sulla pulsazione instancabile dell'orchestra, di aver visto un uomo saltare dal balcone in giardino. Figaro afferma di essere stato lui, Antonio insinua che si trattasse di Cherubino, l'altro lo accusa di essere ubriaco e per dar credito al racconto aggiunge che nella caduta s'è fatto male al piede. Ha così inizio il secondo interrogatorio di Figaro, tutto costruito su un disegno ritmico che martella in orchestra errando attraverso le tonalità. Antonio mostra i fogli che il misterioso uomo ha perduto nel balzo: Figaro è ora in difficoltà, mentre il Conte insiste per avere spiegazioni. Intanto Susanna e la Contessa hanno riconosciuto il documento e si affannano a suggerirlo a Figaro, che finalmente riesce a trarsi d'impaccio: è la patente con cui il Conte ha spedito Cherubino al reggimento; il paggio gliel'ha data perché vi facesse apporre il necessario sigillo. Ma ecco sopraggiungere Marcellina, Basilio e Bartolo. Esigono che Figaro onori – restituendole il denaro o sposandola – il prestito contratto con Marcellina tempo addietro. Invano Susanna, la Contessa e Figaro cercano di contrastarli: ognuno dei tre, a turno, si fa avanti con una sorta di scioglilingua cantilenante, a cui il Conte ogni volta risponde con una frase modulante dichiarando di voler leggere il contratto per poter esprimere un giudizio imparziale... Come andrà a finire? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div>Nuovi intrighi e colpi di scena ci aspettano nel seguito dell'opera, ma non voglio privarvi del piacere della scoperta e della sorpresa; mi limito a richiamare la vostra attenzione sulla sublime bellezza del finale (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=tJm6dKr4ZeM" target="_blank" class="imCssLink">https://www.youtube.com/watch?v=tJm6dKr4ZeM</a>, lo trovate a 1:20). Definitivamente smascherato, Almaviva si renderà conto di ciò che ha commesso e si inginocchierà davanti alla moglie chiedendo perdono. È un momento indimenticabile: la voce del Conte («Contessa, perdono») traccia una linea melodica simile a una preghiera, ripresa e ampliata con luminosa dolcezza dalla Contessa: «Più docile io sono, e dico di sì». La frase è ripetuta dal coro degli astanti, le cui voci danno vita a un corale di sublime bellezza: «Ah tutti contenti saremo così». Mi sembra che qui la musica di Mozart ci schiuda il suo messaggio più profondo: in un mondo di conflitti, di intrighi, di gelosie e di sopraffazione, l'unico modo per raggiungere la tanto agognata felicità risiede nella capacità di comprendersi vicendevolmente, ascoltarsi, perdonarsi. Eppure, questa verità Mozart non si compiace di proclamarla a gran voce; si limita a suggerirla, lasciando che dopo una pausa di misterioso raccoglimento la corsa frenetica della vita riprenda e nel giubilo generale torni a risuonare il disegno brulicante che aveva aperto l'ouverture. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><br></div></div><div><div>(<a href="https://onedelightfulday.wordpress.com/" target="_blank" class="imCssLink">“Mozart reimagined”, foto di Tyson Vick</a>) </div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.V9esJluLRdg" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div></div><div><div><b>Dott. <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.V9esJluLRdg" target="_blank" class="imCssLink">Domenico Andriani</a></b>, musicologo &nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=MUSICA+E+TEATRO" target="_blank" class="imCssLink">Continuate a seguire “Musica e teatro” </a></div></div><div><div>La voce dell’anima passa attraverso note e voce...</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 May 2017 13:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[SCRIVERE BENE: ABILITA’ O COMPETENZA?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4dj0j7rn"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/come-imparare-a-scrivere-bene.webp"  title="" alt="" width="322" height="217" /><br></div><div><br></div><blockquote>C'era una volta il dettato che insegnava agli scolari la bella scrittura... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>C'era un pennello da intingere nell'inchiostro del calamaio, posto in alto sul banco, e spazi, tra righe rosse, di fogli bianchi, di quadernetti neri, da riempire con lettere tondeggianti e ben chiare, di parole e frasi. Tutto questo faceva della calligrafia un obiettivo da raggiungere e valutare. Oggi conta solo la sostanza. <b>Nessun maestro o docente bada più al modo di scrivere dei suoi alunni e studenti </b>e, se pure ci sarà da interpretarla la loro grafia, per quanto potrà risultare indecifrabile, non certo andrà mai ad influire sul voto, assegnato in base ai contenuti espressi e non certo alla grafia. Del resto, la modernità impone da tempo la velocità, con strumenti di scrittura che, sintetizzando i pensieri, riducono parole a sillabe, ed emozioni a curiose faccine. Trascurata la grafia, <b>passa in secondo piano anche l'ortografia</b>, e scrivere, non solo bene, ma anche correttamente, è l'abilità che pian piano si perde fra i meandri di una cultura svuotata di un qualcosa che manca e che dovrebbe tornare di moda nella didattica scolastica. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.VwZ-yZyLRdg" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.VwZ-yZyLRdg" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WND4u1XhDcc" target="_blank" class="imCssLink">Continuate a seguire "DIDATTICA E DINTORNI"</a>.</div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra...</div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 May 2017 13:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?scrivere-bene--abilita--o-competenza-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[IO VADO!]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0ias1hp8"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/nati-per-leggere.webp"  title="" alt="" width="333" height="222" /><br></div><div><br></div><blockquote>Il 26 aprile sono stati annunciati i vincitori della VIII edizione del <b>Premio Nazionale Nati per Leggere</b> che saranno premiati lunedì 22 maggio, alle ore 16,30, all’Arena del Bookstock Village del Salone Internazionale del Libro di Torino. “Io vado!”, albo illustrato del francese Matthieu Maudet &nbsp;ed edito da Babalibri nel 2015, è stato decretato vincitore per la sezione <b>Crescere con i Libri</b>. Tale sezione prevede il giudizio in merito ai libri dedicati al tema <b>"Viaggiare nella realtà e nella fantasia. Il tema del viaggio nei libri per bambini”</b>. Protagonista della storia è un uccellino che lasciando il suo nido afferma risoluto: “Questa volta ho deciso. Io vado!”.<div> Dirigendosi sicuro verso una meta ignota, incontra amici e parenti che una volta appresa la sua intenzione gli dimostrano il loro affetto consegnandogli una serie di oggetti utili per il viaggio o per restare, quanto serve, nel luogo dov’è diretto: un maglione per il freddo; una torcia nel caso dovesse far tardi; dei biscotti nel caso avesse fame; un cappello per il sole; un libro per sconfiggere la noia; un ombrello e infine una radio per non sentirsi solo. Così, ben equipaggiato, l’uccellino può compiere gli ultimi passi e giungere finalmente a destinazione: vede una porta, si avvicina, la apre e… ecco, ce l’ha fatta! Il finale è a sorpresa, lascio a voi il piacere di scoprire qual era la sua meta. Questo albo cartonato, robusto e facilmente maneggevole anche dai più piccoli, presenta dunque la tenera e curiosa storia di questo uccellino che, sostenuto da chi gli vuol bene, muove i suoi primi passi verso il traguardo dell’autonomia. I piccoli lettori si lasceranno piacevolmente coinvolgere dalla lettura ad alta voce del testo, facilmente attratti dalle illustrazioni chiare, semplici e in risalto sullo sfondo bianco, e incuriositi dall’enigma da risolvere. <span class="fs12">Il libro è consigliato per bambini dai due anni in su. Buona lettura!</span></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.WQw9vWmLTcc" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis</a> - </b>Scrittrice</div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php#.WQw98mmLTcc" target="_blank" class="imCssLink">Continuate a seguire &nbsp;Letture e Racconti.</a> Raccontare per emozionare...</div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 01 May 2017 08:52:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?io-vado-</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[Qual è il talento dell'educatore?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_s5y8ps3p"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">“Ci incontravamo nel giardino che circondava la sua casa. Mi rallegrava l’idea di incontrarla. Ormai era divenuta una consuetudine per me raggiungerla in quello che mi sembrava essere un ‘meraviglioso mondo’. Era in quello spazio circoscritto che avvenivano giochi fantastici e immaginavo di realizzare i miei sogni di bambina. All’inizio l’avevo osservata da lontano, ammirando il suo carisma e la sua straordinaria capacità di coinvolgere i ragazzi più piccoli. Scrutavo i movimenti più impercettibili del suo volto che, raggiante, gioiva nell’inventare storie sempre nuove da raccontare alla piccola platea incuriosita. Aveva due o tre anni più della mia età, ma dimostrava una maturità che, ai miei occhi, la faceva apparire di gran lunga più grande. Diventammo grandi amiche. Ricordo con dolcezza e nostalgia le nostre piacevoli chiacchierate. Era la sola con cui amavo parlare di me, poiché risultava semplice dialogare con lei: mi guardava negli occhi con il suo inimitabile senso di verità e le piaceva ascoltarmi. La naturale empatia che tutto il suo corpo sprigionava era capace di abbattere qualsiasi remora o timore. Non era possibile resisterle! La sua persona non aveva maschere. Quanta accoglienza e grazia esprimevano i suoi gesti! Pensavo che da grande sarei diventata esattamente come lei e, chiedendomi quale mestiere avremmo intrapreso insieme, mi venne in mente qualcosa che avesse a che fare con ‘la gioia per gli altri’ “.</span></div><div>Il &nbsp;breve racconto poc’anzi descritto tratta di un incontro che tesse le trame della vita futura di una bimba. La protagonista vede come punto di riferimento la sua compagna, che costituisce per lei una guida dal forte esempio educativo. Percepisce in lei quel “talento” che permette agli altri di star bene, di essere a proprio agio con naturalezza, gioia e divertimento. E’ in questa veste che si presenta la figura dell’educatore e del pedagogista.</div><div><hr></div><div><div><i><span class="fs22lh1-5"><span class="cf1">Quali sono le origini di questa figura professionale?</span></span></i></div></div><div><div><hr></div></div><div><div><b>La figura del pedagogista affonda le sue origini già nella società ellenistica</b>. Il pedagogo era generalmente uno schiavo che assolveva la sua funzione nell’accompagnare i bambini a scuola, educandoli a corretti comportamenti, supportandoli nelle mansioni scolastiche. Le sue umili origini aprono orizzonti positivi che evocano il concetto di cura per l’altro, di accoglienza incondizionata e di apertura alla diversità senza pregiudizio. <b>Il ruolo dell’educatore e del pedagogista nella storia segue di pari passo l’evoluzione delle civiltà</b>. In tempi moderni, la pedagogia, circondata da altre discipline come l’antropologia, la filosofia, la sociologia, diviene la Scienza della Formazione per eccellenza, allargando il suo oggetto di studio alla persona nel suo intero arco di vita. </div></div><div><div><br></div></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/educatore-professionale.webp"  title="" alt="" width="690" height="460" /><br><blockquote><div><div><br></div></div><div><div>E’ per tale ragione che la figura dell’educatore allarga il suo raggio di azione anche in campo extrascolastico. La professione dell’educatore si è affermata con più difficoltà in Italia rispetto ad altri paesi europei. Le cause di tali difficoltà sono probabilmente legate ad una considerazione ancora sottovalutata di questa figura professionale, derivando da un sistema socioculturale non ancora completamente pronto ad accoglierla. In ambito scolastico, il lavoro degli educatori dovrebbe essere percepito come una importante risorsa da cui attingere continuativamente. Gli interventi di educatori ed insegnanti dovrebbero intrecciarsi sinergicamente al fine di supportare e gestire anche situazioni di disagio presenti in tali ambiti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div>“<span class="fs14lh1-5 ff1">Vivi con quelli che possono renderti migliore e che tu puoi rendere migliori. C’è un vantaggio reciproco, perché gli uomini, mentre insegnano, imparano</span>”. (Seneca). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div> Al prossimo articolo e buona educazione al talento a tutti! </div></div><div><div><br></div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.V_ICceWLRdg" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b></div></div><div><div>Pedagogista, educatore extrascolastico</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicoterapeuta-pedagogista-risponde-a-trani.php#.WQjUlWmLTcd" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi alla pedagogista di "Psicopedagogia"</a></div></div><div><div>Leggendo attraverso anima e relazioni</div></div></blockquote><div><div><br></div></div></div><a href="https://youtu.be/exgar6pHw_I">https://youtu.be/exgar6pHw_I</a>]]></description>
			<pubDate>Sun, 30 Apr 2017 18:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[NON CAPISCO LE METAFORE!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_pcqc8nik"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/capire-metafore.webp"  title="" alt="" width="329" height="146" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs12">La competenza pragmatica è la capacità di <b>comprendere il significato che un altro parlante intende comunicare</b>. La mancanza di abilità pragmatiche diminuisce la comunicazione sia orale che scritta e non permette di cogliere il linguaggio in tutte le sue sfumature. Ecco perché è importante educare a comprendere, elaborare e collocare, attraverso relazioni logiche e interpretative, ciò che è sotteso al linguaggio. Il linguaggio figurato o metaforico è molto frequente nella lingua italiana. <b>Se per esempio diciamo di &lt;&lt;avere i nervi d’acciaio&gt;&gt; o, riferendoci ad una persona spendacciona, diciamo che &lt;&lt;ha le mani bucate&gt;&gt; , usiamo delle metafore</b> o, meglio, ci esprimiamo in modo figurato con delle immagini. Nel nostro lavoro riabilitativo logopedico incontriamo spesso pazienti che faticano a cogliere il significato delle metafore o dei modi di dire, questa difficoltà può diventare un ostacolo insormontabile per quei bambini, che a causa del loro svantaggio comunicativo, non riescono ad avere accesso all’uso del linguaggio figurato. Ci riferiamo soprattutto ai pazienti sordi o autistici. I primi, proprio in conseguenza del deficit uditivo, hanno un linguaggio verbale prevalentemente legato al contesto concreto presentando una certa difficoltà ad accedere a un pensiero astratto e concettuale. Questo deriva dal fatto che i bambini ipoacusici hanno meno occasioni, rispetto a un normoudente, di sentire quella parola collocata in situazioni diverse. Questo tipo di difficoltà di accesso a espressioni metaforiche e modi di dire è presente, anche se per motivi diversi, negli autistici, soprattutto i soggetti ad alto funzionamento. Si evidenzia in tali soggetti, inoltre, un’<b>incapacità di integrare le parole con la gestualità</b> o di capire l’umorismo, o gli aspetti non letterali del discorso come i significati impliciti. &nbsp;Lavorare con loro su questo livello significa aiutarli ad arricchire la qualità della comunicazione e stimolare la creazione di nessi mentali necessari per lo sviluppo del pensiero aperto, contribuendo anche all’attivazione dell’ambito emozionale e comportamentale.</span><br></div><div><span class="fs12"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.WQjUWWmLTcd" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></span></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.WQjUWWmLTcd" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras Logopedista</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicoterapeuta-pedagogista-risponde-a-trani.php#.WNV3Hmf_rcc" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi alla Logopedista</a>... per comprendere oltre le parole</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 29 Apr 2017 18:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[AIUTO, UN CANE!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia Castellano]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_fyhwq8h3"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/pet-therapy-e-terapia-assistita.webp"  title="" alt="" width="321" height="214" /><br></div><div><br></div>Ci sono bambini che hanno paura dei cani, di avvicinarsi a loro e accarezzarli. Tutte le volte che incontrano un cane piangono e si aggrappano alle braccia dei genitori e a nulla serve rassicurali o dare il buon esempio. Le spiegazioni potrebbero essere innumerevoli: il bambino <b>potrebbe aver vissuto un trauma</b>, aver subito un morso, o un cane potrebbe essergli saltato addosso, oppure potrebbe aver avvertito un abbaio troppo forte, o delle volte anche la paura stessa dei loro genitori potrebbe influenzare il loro comportamento, oppure semplicemente si potrebbe parlare di un bambino timoroso, che non si è mai approcciato ad un cane, o ha una conoscenza superficiale dell’animale.<div><b>Se avete un bambino che ha paura del cane si può aiutare a superare il disagio con l’aiuto di un esperto</b> che abbia al suo fianco un cane docile e socializzato all’approccio con i bambini. &nbsp;Prima che la paura diventi patologica, suggerisco di non forzare mai un bambino ad avvicinarsi al cane, piuttosto, insegnate come approcciarsi. I bambini molto spesso assumono comportamenti provocatori: gridano, guardano negli occhi un cane, tirano la coda, si avvicinano in maniera sbagliata non mantenendo le giuste distanze. Molto spesso, sono i genitori stessi che assumono atteggiamenti stizzosi nei confronti dell’animale, allontanando i bambini, dicendo loro che sono portatori di malattie e che mordono.</div><div><b>I bambini che nascono dove vi è già un cane difficilmente sviluppano fobie</b>, ma se non si ha la fortuna di vivere con esso, bisognerebbe spiegare ai bimbi come approcciarsi: cioè mantenere una distanza di almeno un metro tra il cane e il bambino, in maniera che quest’ultimo non si senta minacciato; chinarsi e mettersi al suo stesso livello, allungare la mano aperta verso il muso e aspettare che il cane si avvicini di sua spontanea volontà. Dopo che il pet vi avrà annusato, lo si potrà accarezzare sul fianco, con mano aperta e decisa, dal collo alla base della coda, evitando la zona della testa. Bisognerebbe insegnare ad un bambino come comunica il cane, partendo dall’osservazione della coda e delle orecchie: il movimento di quest’ultime esprimono timore, rabbia, noia, sicurezza. Se il cane vuole giocare lo noteremo dallo scodinzolio della coda. Si potrebbe aiutare il bambino timoroso leggendo storie di animali, vedere cartoni animati con protagonisti gli amici a quattro zampe e fargli capire che non c’è nulla da temere! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div> ...Perchè anche i cani possono aver paura dei...bambini… </div><div><br></div><div><b>Patrizia Castellano</b> - Equipe Pet Therapy- Operatore Pet Therapy, Operatore in Zooantropologia Didattica , Educatore Cinofilo &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-medico-veterinario-online-a-trani.php#.WQMPaWfYXcc                                                                " target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale" </a></div><div>L’amore che va oltre...senza parole</div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Apr 2017 09:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[AURICOLARI E CUFFIE: RICETTACOLO DI GERMI E BATTERI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2foy86g8"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/infezioni-da-cuffie-auricolari.webp"  title="" alt="" width="346" height="260" /><br></div><div><br></div>Le<b> cuffie auricolari </b>che sempre più spesso utilizziamo quotidianamente, anche in virtù della crescente presenza di smartphone e della relativa esigenza di utilizzo durante la guida, costituiscono un ricettacolo di batteri e germi in grado di generare<b> infezioni all'orecchio</b>. A ben pensare, questi strumenti che ci accompagnano per la maggior parte del tempo, vengono riposti in borse, zaini, tasche e ripiani vari, che di per sé sono fonte di batteri e germi, contaminando, di conseguenza, i nostri inserti auricolari, di cui non sempre siamo attenti pulitori. A questo va aggiunta la sporcizia organica delle orecchie che accresce ulteriormente la presenza batterica sullo strumento. Infatti, alcune recenti ricerche effettuate hanno messo in evidenza la potenzialità veicolare degli auricolari rispetto ai batteri, quali streptococchi emolitici e stafilococchi, causa di <b>infiammazione del condotto uditivo o dell'orecchio</b>. Questa possibilità di infezione è particolarmente più alta se nel condotto sussistono delle lesioni o abrasioni della cute. I ricercatori hanno evidenziato la presenza di germi su oltre il 90% dei dispositivi analizzati e questo deve essere, già di per sé, fonte di attenzione mettendo in evidenza quanto marginalmente si ponga cura alla pulizia di accessori così personali. In definitiva, considerando che sulle cuffie si possono annidare fino a 2000 germi di diverso tipo, è fondamentale evitare di condividere gli stessi auricolari, gesto che spesso ingenuamente commettiamo, onde evitare il veicolarsi di infezione tra più utilizzatori.<div>Ricordiamoci sempre di igienizzare gli auricolari prima del loro utilizzo.<div> &nbsp;<div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.WP3cC2mLTcd" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dott. Pagnotta Giorgio Audioprotesista</b></a> - Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-pediatra-risponde-a-trani-andria-barletta.php#.WP3cSWmLTcc" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" </a>. La salute NON può essere un’opzione. </div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Apr 2017 11:04:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?auricolari-e-cuffie--ricettacolo-di-germi-e-batteri</link>
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			<title><![CDATA[OBESO PERCHE’ PIGRO? NO. PIGRO PERCHE’ OBESO!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_i5nso2s2"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/danni-gravi-da-obesita-infantile.webp"  title="" alt="" width="342" height="228" /><br></div><div><br></div>Non è la pigrizia a rendere <b>i bambini sovrappeso e obesi</b>, ma è il contrario. Secondo gli studiosi britannici il rapporto causa effetto tra pigrizia ed eccesso di peso non è come si è sempre pensato. <b>E’ il grasso di troppo a rendere pigri</b>. Lo studio dell’Early Bird Diabetes ha coinvolto 200 bambini per 11 anni e ha confermato che la pigrizia è una conseguenza dell’obesità e non una causa della stessa. I chilogrammi di troppo rendono i piccoli insicuri, timidi, pigri e poco inclini all’attività fisica. Intorno ai 7 anni, per ogni 10% di grasso corporeo di troppo, l’attività fisica si riduce di 4 minuti al giorno. Possono sembrare pochi, ma sommati per anni diventano rilevanti. I piccoli troppo cicciottelli, più insicuri e meno prestanti fisicamente, hanno maggior difficoltà a rapportarsi con i coetanei, a intrecciare relazioni sociali e a partecipare alle attività sportive di gruppo. Sostanzialmente, secondo il ministero della salute i bambini italiani hanno uno stile di vita sedentario: il 18% pratica sport per un’ora a settimana, o meno; il 36% guarda la tv e gioca con i videogiochi per più di due ore al giorno; il 44% ha la tv in camera e solo 1 bambino su 4 va a scuola a piedi, o in bicicletta. Solo il 40% delle madri dei bambini fisicamente poco attivi ritiene che il proprio figlio svolge un’attività motoria insufficiente.<div> &nbsp;<div><i class="fs22 cf1">Come intervenire? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</i></div><div><i class="fs22 cf1"><br></i></div><div>Il primo aspetto su cui intervenire è l’alimentazione, <b>regolare la dieta </b>giocando in anticipo fin dai primi anni dell’infanzia, abbinando <b>sport e movimento</b>. L’alimentazione è uno dei “mezzi” principali che interagisce con l’ambiente esterno, influenzando le funzioni dell’organismo sia in generale, per i comuni e noti aspetti nutrizionali, sia come “effettore” in grado di modificare l’espressione dei geni. L’alimentazione intesa nel suo insieme, ma anche nei singoli alimenti, determina nel suo complesso un risultato che si ripercuote sul nostro organismo. Ultimamente si parla sempre più di “microbioma”: esso è costituito da microbi che vivono e lavorano in simbiosi per noi, sono i microbi migliori. Nel grembo materno la presenza di batteri è nulla, ma questi passano da zero a migliaia di miliardi in pochissimo tempo nei primi tre anni di vita ed è per questo che si afferma che la dieta dei 1000 giorni è fondamentale per la determinazione del microbioma intestinale; esso condizionerà quello che sarà il futuro del bambino. Il microbioma sarà diverso se il bambino nasce da parto naturale o cesareo, se viene alimentato al seno oppure artificialmente. Per questo l’allattamento materno assume un ruolo fondamentale nella prevenzione dell’obesità, allo stesso tempo <b>i nati da taglio cesareo sono più predisposti a essere obesi</b>. Al microbioma è stata attribuita la potenziale capacità di modificare la fisiologia intestinale, il profilo immunologico e il rischio cardiovascolare di ogni individuo. In letteratura sono numerosi i dati riguardanti la capacità del microbioma intestinale di influenzare il metabolismo lipidico, l’accumulo di grasso viscerale e quindi il rischio di obesità. Il microbioma riscontrato nel soggetto obeso presenta notevoli differenze, rispetto a quello riscontrabile nel normopeso, fatto imputabile in larga misura anche al tipo di alimentazione seguita. Il microbioma è quindi in grado di modificare il profilo di rischio dell’individuo, ma l’individuo è in grado, attraverso una corretta e mirata alimentazione, di modificare il proprio microbioma intestinale. Attualmente l’impiego dei microrganismi probiotici (fermenti lattici ) appare, insieme ad alcuni alimenti introdotti con la dieta, la scelta con risultati più certi per un miglioramento della flora batterica intestinale. &nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html#.WPtM8mmLTcd" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b>, pediatra &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-pediatra-risponde-a-trani-andria-barletta.php" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" </a>, la salute NON può essere un’opzione.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 22 Apr 2017 12:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA FILOSOFIA ECOLOGICA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5ymhuh8w"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/filosofia-ecologica.webp"  title="" alt="" width="313" height="196" /><br></div><div><br></div>Si è affermata nel novecento una nuova <b>sensibilità detta Ecologica</b> la quale si interroga sulla relazione che esiste tra uomo e ambiente. Il progresso ha consentito agli uomini di manipolare la natura al punto che, adesso, è necessario eticamente porsi domande su possibilità e limiti dell'azione umana che sempre porta con sé delle conseguenze, sia a breve che a lungo termine. Ciò non può lasciarci indifferenti soprattutto nei confronti delle generazioni future nei confronti delle quali abbiamo una responsabilità. <b>I principali modelli di etica ambientalista sono l'antropocentrismo, il biocentrismo, l'ecocentrismo. </b>Il primo vede al centro dell'analisi l'individuo e la sua sopravvivenza, pertanto intende la natura come strumento o mezzo che garantisce ciò che serve all'uomo: sì alla tutela dell'ambiente, ma sempre al servizio dell'individuo.<div>Il Biocentrismo &nbsp;si preoccupa, invece, di considerare la vita di tutti gli esseri viventi animali e vegetali molto importante, per cui la sopravvivenza deve essere garantita anche a loro.</div><div>Infine, l'Ecocentrismo considera necessario non dimenticare l'intero ecosistema pertanto acqua suolo e tutto ciò che rappresenta gli elementi naturali inorganici si ritengono portatori &nbsp;di un valore etico. Accanto a questa sensibilità nei confronti della natura e dell'ambiente si è anche sviluppata un'attenzione particolare nei confronti degli animali. <div><br><div><span class="fs22"><i><span class="cf1">Sono gli animali portatori di diritti, o soggetti morali, titolari di un valore etico?</span></i></span><span class="fs12"> </span></div><div><br></div><div><span class="fs12">Anche in questo senso l'attenzione è cresciuta a causa delle forti </span><b class="fs12">potenzialità di manipolazione di cui l'uomo dispone</b><span class="fs12">. Non è difficile pensare subito ad allevamenti intensivi, alle manipolazioni genetiche (chi non ricorda la pecora Dolly?) e alla sperimentazione animale. Peter Singer, autore del volume Animal Liberation, nel 1975, per la prima volta pone in luce quella che lui chiama </span><b class="fs12">"l'etica interspecifica".</b><span class="fs12"> Dall'osservazione del comportamento animale si evince che essi sono dotati di una complessità di comportamenti, di capacità emozionale e di scelta, al punto che sembra davvero difficile negare loro lo ‘</span><b class="fs12">Statuto di creature con diritti</b><span class="fs12">’.</span></div><div><span class="fs12">Si può negare questo, solo perché essi non sono dotati di capacità di parola?</span></div><div><span class="fs12">Il </span><b class="fs12">filosofo Bentham</b><span class="fs12">, ponendo al centro della sua indagine filosofica il problema della felicità la quale si identifica col piacere, dirà che non è importante domandarsi se gli animali possono pensare o parlare, ma unicamente se possono soffrire. </span><b class="fs12">Singer</b><span class="fs12">, si pone sulla stesso orientamento utilitaristico che identifica l'etica col piacere e, pertanto, riconoscendo agli animali una profonda sensibilità, la stessa capacità di provare dolore e gioia, ritiene necessario il trattamento etico degli animali, in quanto soggetti capaci di sentire, soffrire e gioire. Ho spesso analizzato questo argomento e ritengo che le coscienze stiano evolvendo al punto da ritenere la vita di ognuno di noi collegata alle vite altrui...altrui, in senso lato. Ecco, adesso credo che l'unità dell'esistente della vita debba trionfare, al punto che l'uomo dovrebbe usare le possibilità e capacità di manipolazione, di cui dispone, al servizio della natura, dell'esistenza animale, dell'esistenza in genere. Mettere a fuoco l'ESISTENZA e lasciare sfocate le altre possibilità: questo davvero mi farebbe ritenere il mio lavoro di filosofo un lavoro etico.</span></div><div><br></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.WPoE_GmLTcd" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/etica-e-senso-della-vita.php#.WPoFRmmLTcc" target="_blank" class="imCssLink">Continuate a seguire "Filosofia ed Etica"</a></span></div><div>Il giardino delle parole...</div></div></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 20 Apr 2017 13:08:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-filosofia-ecologica</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[IL POTERE SALVIFICO DEL TEATRO: ADOLESCENTI IN SCENA!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Maria Elena Germinario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_phclkip5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/il-potere-del-teatro.webp"  title="" alt="" width="306" height="130" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs13 cf1">Abbiamo parlato tanto di quanto il teatro possa far bene e possa far crescere i bambini, sviluppare la loro immaginazione, insegnare la disciplina e la compartecipazione ad un progetto unico, quale possa essere uno spettacolo, e abbiamo scoperto anche quanto faccia bene il teatro agli adulti o agli anziani, quali possibilità offra per raccontarsi e ritrovare il bambino che c'è in ognuno di loro. Ma mai abbiamo affrontato il discorso delle<b> grandi possibilità che il Teatro riserva agli adolescenti.</b> Ne ho conosciuti tanti, ma tanti di adolescenti: chi passa innumerevole tempo al pc, chi, invece, perennemente con il cellulare in mano frequenta social network e quindi crea ‘relazioni virtuali, chi è molto spavaldo e ostenta sicurezza, chi è troppo timido e si nasconde dietro strani tic nervosi o magliette giganti, chi ama vestirsi alla moda e chi preferisce non farsi vedere in giro, chi ama leggere e chi ama giocare, chi parla tanto, con amici, genitori o insegnanti, e chi sembra un po' complessato e non parla per niente, chi fa il bullo e chi invece è vittima di bullismo. Ma, a tutti questi "tipi" di adolescente una risposta unica secondo me c'è: ed è l'arte in generale, il teatro in particolare. Attraverso il teatro, tutti queste tipologie di personalità, che ho incontrato nella mia esperienza di docente, hanno trovato una possibilità, una risposta alla loro esigenza di crearsi un’identità, una socialità; il teatro per molti di loro è stata la possibilità di riconoscersi come identità uniche e non come membri di un branco, o comunque di riconoscersi come unicità nella socialità del gruppo teatrale. Ognuno di loro ha avuto la possibilità di emergere senza schiacciare gli altri, di mostrare le proprie capacità senza denigrare quelle dei compagni, di unire le forze per realizzare un progetto che prevedesse solo "protagonisti", e non protagonisti e comparse. Ho conosciuto adolescenti vittime di bullismo diventare protagonisti e bulli diventare loro "servitori di scena", ho visto adolescenti collaborare, riunirsi e provare e provare e gioire per la riuscita di uno spettacolo e adolescenti che abbracciavano compagni che non avrebbero mai pensato di abbracciare. Perché <b>il Teatro ha permesso loro di guardarsi negli occhi, di comunicare sensazioni, paure ed emozioni, svelandosi senza rivelarsi. </b>Questo è il potere del teatro per gli adolescenti.</span></div><div><span class="fs13 cf1"><b><br></b></span></div><div><span class="fs13 cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-fantasia-varca-i-confini-del-possibile.html#.V-4q0IiLRdg" target="_blank" class="imCssLink">Dott. ssa Maria Elena Germinario</a></b></span><span class="fs13 cf1">- Attrice teatrale</span></div><div><br></div><div><span class="fs13 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><span class="fs13 cf1"> </span></div><div><span class="fs13 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-teatro-per-bambini-a-trani-puglia.php#.WPtOxWmLTcc" target="_blank" class="imCssLink">Continuate a seguire </a></span><span class="fs13 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-teatro-per-bambini-a-trani-puglia.php#.WPtOxWmLTcc" target="_blank" class="imCssLink">"Teatro e Immaginazione"</a> . Il viaggio nell'immaginazione che passa attraverso l’anima.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 20 Apr 2017 12:36:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-potere-salvifico-del-teatro--adolescenti-in-scena-</link>
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			<title><![CDATA[SONO IN RITARDO!]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_nzyepfv0"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/stress-e-vita-familiare.webp"  title="" alt="" width="347" height="231" /><br></div><div><br></div><div>Esco di casa frettolosamente, anche oggi rischiando di essere in ritardo, le bambine sono già a scuola, devo solo dirigermi a lavoro e, purtroppo, a piedi. Come al solito ho optato di indossare scarpe inadeguate per la mia maratona mattutina, i tacchi di certo non aiuteranno ad essere più veloce, però con l’abbigliamento scelto non potevo orientarmi verso altre soluzioni: l’appuntamento di oggi richiede uno stile da non trascurare...</div><div>Inizio a percorrere i primi passi con un’andatura non proprio ‘da passerella’, la borsa è troppo pesante, mi accorgo che il mio incedere è goffo e sbilanciato, rimpiango le scarpe ginniche, ma ormai è troppo tardi per tornare indietro! </div><div>Squilla il cellulare e nella mia condizione rispondere risulta alquanto difficile, pertanto, mentre continuo il cammino, inizio a frugare frettolosamente nella borsa. <b>Con il tatto percepisco di tutto</b>: pacchi di fazzoletti di carta, chiavi, caramelle gommose, piccoli giochi lasciati dalle bambine, qualche carta appallottolata e poi penne, tante penne, ma del telefono neanche l’ombra. Abbandono l’idea di rispondere, sento il tempo scorrere più velocemente del solito ed inizio a pensare che oggi non potrò proprio farcela! Ho l’affanno, inizio anche a sudare, ma come una guerriera non mollo, ogni passo è sempre più deciso del precedente...mi specchio furtivamente in una vetrina di un negozio e mi accorgo con stupore raccapricciante che ho ancora <b>i capelli raccolti in una coda di cavallo improvvisata </b>a casa, che avrei dovuto slegare prima di uscire, per concedermi, per lo meno, qualche colpo di spazzola! La sciolgo in maniera fulminea e con le mani cerco di dare dignità alla mia capigliatura, intanto non rallento e continuo a camminare, è una gara contro il tempo ed inizio a credere che la vincerò.</div><div><br></div><div><span class="fs22 cf1"><i>L’importante è non fermarsi!</i></span></div><div><br></div><div>Con la mente ripasso le prime battute del discorso da introdurre all’incontro di lavoro, tutto è sotto controllo, mi sento una freccia lanciata con abilità verso il centro del suo obiettivo. Ma, mentre pregusto la soddisfazione di giungere puntuale al mio appuntamento, il pianto di un bimbo, proprio dietro di me, annienta completamente la mia ‘modalità podistica’ e non posso far a meno che, in successione, girarmi...rallentare...fermarmi. <b>E’ il pianto tipico di un neonato per cui la mia memoria è molto sensibile</b>, piange disperatamente nella carrozzina e la giovane madre non finge il disagio di non riuscire a calmarlo. Un flashback mi riporta ad anni passati in cui i miei tempi erano lunghi, dedicati interamente all’accudimento delle mie figlie, tempi di pianti interminabili in momenti assurdi e surreali, dentro e fuori casa, di giorno, di notte, alla ricerca costante di come interpretare, di come rassicurare...</div><div>Vorrei domandare alla giovane madre se necessiti di un aiuto, faccio finta di cercare qualcosa nella borsa per temporeggiare e vedo che prende in braccio il suo bambino, lo rassicura cullandolo un po’, porta il suo viso sulla sua guancia e il piccolo cucciolo, singhiozzando singhiozzando, cessa di piangere.</div><div>L’immagine dinnanzi ai miei occhi è dolcissima, mi ricorda momenti importanti, parti di vita vissuta intensamente, istanti focali di conoscenza ed intesa e mi stupisco di come siano trascorsi in fretta...</div><div><b>Prendo fiato per non piangere</b>, inizia a piovere e una goccia fredda sul capo mi ridesta ricordandomi che adesso è proprio ufficiale: sono in ritardo!</div><div><br></div><div><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WPj6imfYXcd" target="_blank" class="imCssLink"><b>Mamma Vanna</b></a></span></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WPj6imfYXcd" target="_blank" class="imCssLink">Continuate a seguire "Le mamme raccontano" &nbsp;&nbsp;</a></div><div>I pensieri e le parole del cuore... </div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Apr 2017 18:12:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?sono-in-ritardo-</link>
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			<title><![CDATA[IL RISPETTO. VALORE IN ESTINZIONE?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4wzyoz6v"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/rispetto-e-scuola.webp"  title="" alt="" width="328" height="232" /><br></div><div><br></div>Non passa di moda <b>il rispetto</b> e resta un importante valore da trasmettere ai giovani di oggi, sempre meno inclini al riconoscimento di quello che per loro si fa costantemente, con impegno ed abnegazione. La scuola, si sa, forma ed istruisce, ma davvero arduo è diventato il compito di un insegnante, trovandosi spesso di fronte ad alunni che, dando per scontato il suo faticoso lavoro, non si preoccupano minimamente di mostrare apprezzamento e considerazione. Se è necessario incoraggiare gli alunni, gratificandoli e sottolineando il loro impegno, è pure giusto ch'essi sappiano dare lo stesso dovuto rispetto a chi dedica loro tempo e amore. <b>Molti sono i ragazzi, purtroppo, distratti ed irriconoscenti, addirittura arroganti</b>, non soltanto nella scuola, anche nei centri sportivi e, prima di tutto, nelle famiglie, là dove capita che si sottovaluti l'educazione all'altrui rispetto, facendo perdere agli adolescenti la giusta consuetudine. Non c'è peggiore offesa del non ricevere rispetto per chi, senza resa, si preoccupa ogni giorno della sana crescita di figli, atleti o studenti.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WPj32GfYXcd" target="_blank" class="imCssLink"><b>Prof.ssa Angela Bini</b></a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Continuate a seguire "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WPj4DmfYXcd" target="_blank" class="imCssLink">DIDATTICA E DINTORNI</a>".</div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra...</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Apr 2017 18:00:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-rispetto--valore-in-estinzione-</link>
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			<title><![CDATA[LA FEDE E’ PER TUTTI]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_hwd402vg"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/diversabilita-e-riflessioni.webp"  title="" alt="" width="247" height="329" /><br></div><div><br></div>Quest'anno ho vissuto il <b>periodo quaresimale e pasquale</b> con particolare religiosità, in quanto ho avuto la fortuna di incontrare il nostro amato <b>Papa Francesco</b>. L'incontro diretto con lui, mi ha ripagato del sacrificio sostenuto e lasciato il segno. Nessuno, infatti, prima d'ora, a parte la mia mamma, aveva suscitato in me così tanta tenerezza e mi aveva fatto emozionare, come se fossi io la persona più importante per lui. Poche parole, ma tanti sguardi e carezze colme di amore e speranze di un futuro migliore. La mia era una sensazione di unione con tutta la gente che era arrivata lì, da tutte le parti del MONDO, solo per ammirare lui, <b>senza distinzioni di sesso, età, etnia</b> ecc...dimostrando che le nostre barriere sono unicamente mentali e partono da noi. Posso dire solo ora e con certezza, dopo aver vissuto questa meravigliosa esperienza, che "<b>la fede è per tutti</b>"!<div> &nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.WPj2X2fYXcd" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b>, esploratore di vita &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.WPj2X2fYXcd" target="_blank" class="imCssLink">Continuate a seguire "Diversabilità"</a> ...parole e pensieri che raccontano la vita.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 17 Apr 2017 17:51:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-fede-e--per-tutti</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[CONTRIBUTI IRPEF 2, 5 E 8 PER MILLE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_y5q4wq9a"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/5-per-mille-requisiti-associazioni.webp"  title="" alt="" width="338" height="224" /><br></div><div><br></div><div>Come tutti gli anni, con <b>la presentazione della dichiarazione dei redditi</b>, possiamo decidere a quali confessioni religiose, Onlus, ODV o partiti politici, <b>destinare i nostri 8, 5 e 2 per mille dell'IRPEF netta dovuta</b>, indicandone il codice fiscale e firmare nell'apposito riquadro. La scelta non comporta alcuna spesa aggiuntiva. Ed è necessario essere bene informati per scegliere bene...</div><div>L'8 per mille si può destinare a: <b>Chiesa Cattolica, Stato</b>; Chiesa cristiana avventista del Settimo giorno; Unione delle chiese metodiste e Valdesi; Chiesa Evangelica Luterana in Italia; Unione delle comunità ebraiche italiane; Assemblee di Dio in Italia; Sacra Arcidiocesi ortodossa d'Italia ed Esarcato per l'Europa; Chiesa apostolica in Italia; Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia; Unione Buddhista Italiana; Unione Induista Italiana; il 5 per mille si può destinare a sostegno degli enti del volontariato (organizzazioni di volontariato di cui alla legge n. 266 del 1991, Onlus - Organizzazioni non lucrative di utilità sociale ex articolo 10 del Dlgs 460/1997; cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali di cui alla legge n. 381 del 1991; organizzazioni non governative già riconosciute idonee ai sensi della legge n. 49 del 1987 alla data del 29 agosto 2014 e iscritte all'Anagrafe unica delle ONLUS su istanza delle stesse ex art. 32, comma 7 della Legge n. 125 del 2014; associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali ex articolo 7, commi da 1 a 4, legge 383/2000); enti della ricerca scientifica e dell'università; enti della ricerca sanitaria; associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Coni a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale;</div><div>il 2 per mille prevede l'assegnazione della propria quota Irpef a favore di un partito politico iscritto nella seconda sezione del registro di cui all'articolo 4 del decreto legge 28 dicembre 2013, n. 149. <b>Non è possibile, nell'anno 2017, esprimere la scelta nei confronti delle associazioni culturali</b>, cancellate dagli aventi diritto senza una spiegazione ...</div><div>La ripartizione dei fondi avviene in proporzione alle scelte espresse. In mancanza di indicazione del codice fiscale e di firma (e, quindi, di scelta), l'8, il 5 ed il 2 per mille dell'Irpef viene "comunque" attribuito, sempre in maniera proporzionale alle scelte espresse. </div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WPj_GGfYXcd" target="_blank" class="imCssLink"><b>dott.Vincenzo Dibari</b></a> &nbsp;&nbsp;- Commercialista</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div><div>Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 18:32:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?contributi-irpef-2,-5-e-8-per-mille</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[UN DOLCISSIMO UOVO DI PASQUA]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1fknlb4i"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/pasqua2017.webp"  title="" alt="" width="284" height="284" /><br></div><div><br></div><b>Uova di cioccolata</b>, uova sode, uova fresche, uova da colorare: si sa, a Pasqua di uova se ne vedono in ogni dove... anche io non sono riuscita a resistere alla tentazione e quest’oggi vi propongo l’uovo di cioccolato decorato con pasta di zucchero, idea presa dal web, riprodotta da me con questa simpatica creazione. Auguro a voi tutti, grandi e piccini, una dolcissima e serena Pasqua.<div><br> &nbsp;&nbsp;<div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.WQMLgGfYXcd" target="_blank" class="imCssLink"><b>Annalisa Stillavato Cake designer</b></a> - delegata provinciale Bari FIAB</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.WQMMCGfYXcc" target="_blank" class="imCssLink">Continuate a seguire "Spirito Artistico"</a>. La fantasia non conosce confini...</div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 15 Apr 2017 09:25:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?un-dolcissimo-uovo-di-pasqua</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[VALERIA E IL PESCIOLINO ROSSO]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3y9k76dr"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/pesciolino-rosso.webp"  title="" alt="" width="415" height="311" /><br></div><div><br></div>Cari Bambini, oggi vi racconto &nbsp;<b>la storia di un piccolo pesciolino rosso</b> e di una bambina.<div><b>Valeria era una bella bambina</b> con dei bellissimi capelli ricci e dei grandi occhi verdi aperti sul mondo e sempre molto attenta a tutto quello che le succedeva intorno.</div><div>Viveva con i suoi genitori in una<b> bella casa di campagna con tanti animali</b>: c'era Vanessa la gatta bianca e grigia, Otello il gatto, Giulietta la papera, Orazio il cavallo, Pippo l'asinello, Rocco il cane e tanti, tanti altri, tutti suoi grandi amici.</div><div>Quando Valeria non andava a scuola passava il tempo a fare lunghe passeggiate con i &nbsp;suoi amici. Era bello guardarli, perché si muovevano tutti insieme: tutti per uno, uno per tutti!</div><div>Un po' distante dalla casa di Valeria c'era un <b>grande stagno</b> pieno di pesciolini e tante piccole rane che molto &nbsp;spesso facevano il bagno con Valeria e poi si asciugavano stese al sole sul grande prato. Valeria era molto felice di vivere lì . Un giorno, mentre nuotava nello stagno in compagnia dei suoi amici, sentì una vocina che chiedeva aiuto.</div><div>"Vi prego aiutatemi ,sono qui mi sentite"?, Valeria si fermò e vide un<b> piccolo pesce rosso</b> che cercava disperatamente di tenersi a galla.</div><div>La bambina si avvicinò a lui, lo tirò fuori dall'acqua e lo adagiò sull'erba.</div><div>Il pesciolino era &nbsp;ferito e tanto stanco, Valeria lo medicò e lui pian &nbsp;pianino si riprese, aprì gli occhi e ringraziò Valeria per avergli salvato la vita.</div><div>Era strano trovare un pesciolino rosso nello stagno: "come mai ti trovi qui? Come ti chiami?Sei solo?", Valeria faceva molte domande, ma il piccolo pesce non aveva risposte da dare.</div><div>Ricordava solo il suo nome, Romeo, e poi ricordava del <b>bambino cattivo</b> che l'aveva buttato nel fiume (che paura)! La corrente forte, l'acqua molto fredda, il cattivo incontro con il grosso rospo che voleva mangiarlo...</div><div>Valeria nel sentire quelle parole aveva le lacrime agli occhi e come lei tutti i suoi amici. Raccolse una grossa foglia, vi adagiò sopra Romeo e lo portò a casa sua.</div><div>Lì, con l'aiuto del suo &nbsp;fratellino Luca, lo curò e lo mise in una bella boccia di vetro con<b> l'acqua sempre pulita e fresca.</b></div><div>Ora Romeo vive in casa di Valeria e tutti in famiglia sono molto felici di averlo trovato. Valeria e il suo fratellino Luca hanno un nuovo amico e vivono tutti felici e contenti.</div><div>E noi tutti in coro diciamo: “bravissima Valeria, sei una bella persona e noi tutti ti vogliamo bene!”</div><div>Nonna Gina </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WO-KWYiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WO-Ka4iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"I nonni raccontano".</a> <span class="fs12">La saggezza che racconta, un cuore che canta</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Apr 2017 14:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PUNIZIONI CORPORALI MENO GRAVI? SOLO SE LA CULTURA DEI GENITORI LE CONSENTE!]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_hm2x6edy"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/punizioni-corporali.webp"  title="" alt="" width="423" height="212" /><br></div><div><br></div><b>Due genitori sono stati dichiarati responsabili</b>, in concorso tra loro, del reato di maltrattamenti familiari di cui all’art. 572 c.p. commesso (fino al giugno 2012) in danno del figlio minore. Grazie alla diminuente prevista per il rito prescelto (giudizio abbreviato) e alla concessione delle attenuanti generiche di cui all’art. 62-bis c.p., la pena applicata è stata di sei mesi di reclusione. I due genitori hanno motivato i loro comportamenti ritenendo <b>lecito agire con punizioni corporali</b> se, come avviene nel loro Paese di origine (trattasi del Marocco), lo scopo era quello educativo. La <b>Corte di Cassazione</b> ha sottolineato come “<b>la sentenza impugnata ha evidenziato la inadeguatezza etno-culturale degli imputati </b>- che li induceva a ritenere consentite punizioni corporali che nel paese di origine non costituiscono illecito - ma, soprattutto, la incapacità culturale degli imputati di rendersi conto della patologia (iperattività e disturbo dell'attenzione) poi diagnosticata al minore in occasione del suo affidamento ad una struttura protetta, in seguito alla emersione dei fatti del presente procedimento e la loro conseguente incapacità di gestirne comportamenti oppositivi e provocatori che venivano erroneamente ricondotti ad aspetti caratteriali che si proponevano di contenere con metodi, certamente non consentiti ed erroneamente ritenuti educativi. Ai fini del giudizio di gravità del fatto ha altresì rilevato che le <b>lesioni, in più occasioni riscontrate dagli insegnanti sul bambino</b>, potevano essere ricondotte a comportamenti eccitati e imprudenti del piccolo e non univocamente, come pure accertato per altri episodi, a condotte violente dei genitori. É, dunque, agevole rilevare che il giudice ha compiuto un apprezzamento delle condizioni che legittimano l'applicazione delle circostanze attenuanti, valorizzando sia elementi obiettivi, incidenti sul giudizio di gravità del reato, sia elementi soggettivi che hanno determinato un<b> giudizio di minore disvalore del fatto</b> (Sez. 6, n. 41365 del 28/10/2010, Straface, Rv. 248737), giudizio di fatto rimesso alla discrezionalità del giudice del merito, e sottratto, se adeguatamente motivato, al controllo in sede di legittimità”. Cass. pen. Sez. VI, Sent., (ud. 15-02-2017) 06-03-2017, n. 10906<div><br> &nbsp;<div><b>Avv. Luca Volpe</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per maggiori <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/avvocato-risponde-a-trani.php#.WO-JeoiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"Informazioni Legali"</a></div><div>La giustizia alla portata di chi vuole comprendere</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Apr 2017 14:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL TORCICOLLO OCULARE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Deborah Faggella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4rza6rh6"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/torcicollo-oculare.webp"  title="" alt="" width="406" height="670" /><br></div><div><br></div>Il<b> torcicollo è un atteggiamento viziato del capo</b>, involontario e spesso doloroso; può avere differenti cause quali: <div>- <b>problemi neurologici</b> (paralisi, tumori midollari o del cervelletto, ecc.); </div><div>- <b>alterazioni oto-vestibolari</b> (vertigini, sordità, ipoacusia monolaterale, ecc.); </div><div>- <b>disfunzioni dell'articolazione temporo-mandibolare</b> (malocclusione dentale, ecc.) </div><div>- <b>problemi posturali</b> (appoggio plantare, scoliosi, contrazione dello sternocleidomastoideo, artrosi, ecc.). </div><div>Spesso la causa del torcicollo è da ricercare in un'alterazione del <b>sistema visivo</b>: in questo caso si parlerà di torcicollo oculare, ovvero una posizione anomala del capo (PAC) assunta involontariamente per tre scopi fondamentali: migliorare l'acuità visiva; assumere la posizione più confortevole per favorire la fissazione dell'occhio "migliore"e avere maggiore campo visivo; evitare la diplopia (visione doppia). <b>La PAC assunta per migliorare l'acuità visiva</b> può essere causata da: </div><div>- <b>alterazioni refrattive</b> che portano ad assumere un torcicollo per ricercare una visione più nitida (ad esempio in caso di astigmatismo non corretto o corretto con asse errata o nel caso di un'errata centratura degli occhiali o di inadeguato utilizzo delle lenti progressive); </div><div>- <b>nistagmo</b> caratterizzato da movimenti oscillatori involontari degli occhi che causano un torcicollo per ricercare la direzione di sguardo nella quale gli occhi oscillano con minore intensità o in cui è presente un blocco delle oscillazioni, per migliorare la stabilità della fissazione e avere una migliore acuità visiva; </div><div>- <b>ptosi </b> (ridotta apertura palpebrale). In questo caso il paziente cercherà di sfruttare lo spazio interpalpebrale libero, assumendo una posizione anomala del capo caratterizzata da mento elevato e capo reclinato indietro. </div><div>La posizione anomala del capo finalizzata a garantire la fissazione dell'occhio "migliore"può essere causato da: anomalie del campo visivo causate da patologie neurologiche o retiniche che provocano una riduzione o un’alterazione della visione centrale e/o periferica. In questo caso il paziente assumerà una PAC per sfruttare al massimo le arre di visione residua. <b>Strabismi convergenti </b>con angolo di deviazione molto elevato, come l’esotropia essenziale infantile, caratterizzata da una fissazione crociata per cui il torcicollo sarà alternato, con rotazione della testa per favorire la visione dell'occhio fissante. Il torcicollo finalizzato ad evitare la diplopia (visione doppia) può essere causato da: Strabismi paralitici causati dalla paralisi o paresi dei nervi cranici coinvolti nella visione, con conseguente pac per compensare il deficit neuro-muscolare. <b>La paralisi del grande obliquo</b> è la causa più frequente del torcicollo oculare; in questo caso il capo sarà inclinato e ruotato sulla spalla opposta rispetto all'occhio paretico e mento abbassato. Sindromi alfabetiche ovvero deviazioni in cui l'angolo di strabismo è diverso nelle differenti posizioni di sguardo. In questo caso il paziente orienterà il capo nella posizione di sguardo in cui l'angolo di deviazione è minore.</div><div>Sindromi da restrizione, deviazioni oculari caratterizzate da un ostacolo meccanico che riduce o impedisce il movimento del bulbo nell’orbita in una o più direzioni di sguardo (ad esempio la S.di Duane, S.di Brown, S.di Moebius, ecc…). In presenza di un torcicollo oculare è necessario un approccio multidisciplinare con il coinvolgimento di più specialisti, quali neurologo, posturologo, otorinolaringoiatra, dentista, oculista, ortottista, ecc... al fine di effettuare una corretta diagnosi differenziale che permetta di identificare il trattamento più idoneo per il benessere del <b>paziente</b>.<div><br></div><div><br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-relazione-tra-occhi-e-postura.html#.WO-HzIiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Deborah Faggella</a></b>, Ortottista e Assistente in Oftalmologia &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-pediatra-risponde-a-trani-andria-barletta.php#.WO-HsoiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"Salute e Benessere" </a></div><div>La salute non deve essere un’opzione</div><div><br></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 13 Apr 2017 14:11:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-torcicollo-oculare</link>
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			<title><![CDATA[Il colesterolo in GRAVIDANZA. Perché e come prevenirlo?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_49ztkv0a"><blockquote><div><b class="fs12lh1-5">Il colesterolo è una sostanza indispensabile</b><span class="fs12lh1-5"> nei processi biologici della vita. L’organismo umano sintetizza autonomamente la maggior parte del colesterolo necessario (circa il 70%), completandone il fabbisogno attraverso l’alimentazione (il rimanente 30%). &nbsp;Le funzioni del colesterolo sono diverse e fondamentali all’omeostasi dell’organismo e si potrebbero classificare come segue:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><div><ul><ul><li><b class="fs12lh1-5">Funzione Strutturale</b><span class="fs12lh1-5">: come componente delle membrane cellulari.</span></li><li><b class="fs12lh1-5">Funzione di Precursore ormonale</b><span class="fs12lh1-5">: precursore nella sintesi ormonale (aldosterone, cortisone, testosterone,estradiolo e vitamina D).</span></li><li><b class="fs12lh1-5">Funzione di Emulsionante e pro- digestiva</b><span class="fs12lh1-5">: buona parte della produzione epatica di colesterolo viene impiegata nella sintesi della bile, un liquido contenuto nella cistifellea e poi secreto nell’intestino tenue attraverso il dotto cistico ed il coledoco.</span></li><li><b class="fs12lh1-5">Funzione Essenziale nello sviluppo embrionale</b><span class="fs12lh1-5">: l’alterazione della biosintesi del colesterolo si associa a malformazioni fetali.</span></li><li><b class="fs12lh1-5">Funzione Essenziale nel metabolismo cellulare</b><span class="fs12lh1-5">: il colesterolo è una componente importante per il mantenimento delle funzioni cellulari.</span></li><li><b class="fs12lh1-5">Funzione Sinergica</b><span class="fs12lh1-5">– regolatore nella trasmissione dei “messaggi”: il colesterolo interviene nei processi di trasmissione molecolare trans-membrana. </span> &nbsp;</li></ul></ul></div><div><blockquote><div><br></div><div>Pertanto, il colesterolo è una lipoproteina di vitale importanza per il mantenimento di un buono stato di salute e un regime dietetico equilibrato, &nbsp;comprende anche alimenti di origine animale il cui apporto esogeno/dietetico non deve superare i 300 mg/die. Il colesterolo è presente nel sangue essenzialmente in due forme diverse: il <b>colesterolo “buono” e il colesterolo “cattivo</b>”. Il primo è noto con l’acronimo HDL (High &nbsp;Density Lipoproteins: lipoproteine ad alta densità), mentre il secondo LDL (Low Density lipoproteins, lipoproteine a bassa densità). Le HDL sono considerate “buone”, perché, trasportando il colesterolo dai tessuti periferici al fegato, permettono di eliminarlo dall’organismo. Le <b>LDL</b> sono invece considerate “cattive” perché trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti e durante il loro tragitto possono ossidarsi e depositarsi sulle pareti delle arterie, contribuendo alla formazione di placche aterosclerotiche ed aumentando così il rischio cardiovascolare, se i valori rimangono elevati. In gravidanza, il colesterolo alto è un aspetto molto comune. </div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Durante </span><span class="cf1"><b>la gestazione</b></span><span class="cf1">, gli esami del sangue evidenziano talora &nbsp;un aumento del colesterolo, con un valore che spesso supera la soglia di 200 mg/L. </span></i></span></div><div><hr></div><div>Questo aumento si spiega perché consente una buona formazione delle membrane cellulari del feto, a cui occorrono scorte di grasso. Inoltre anche gli sbalzi ormonali influenzano i livelli di colesterolo. Quindi è del tutto normale assistere ad un aumento dei livelli normalmente consentiti, ma tenersi sotto controllo è buona regola. </div><div><br></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/colesterolo-gravidanza.webp"  title="" alt="" width="690" height="944" /><br><blockquote><div><br></div><div>Il colesterolo tende ad aumentare non solo durante la gravidanza, ma anche durante <b>le prime settimane del parto</b>, soprattutto quando la neo mamma ha accumulato qualche chilo di troppo. Tenendo sotto controllo i valori del sangue, si assiste ad un ritorno a valori normali già dopo poche settimane, soprattutto se la mamma allatta al seno. Può accadere che talora i livelli di colesterolo rimangano alti. In questi casi si rende necessario rimanere sotto stretto controllo medico per abbassare i valori: innanzi tutto con una dieta sana ed equilibrata, riducendo o eliminando gli alimenti che lo fanno alzare, come quelli che contengono grassi (ad esempio carni rosse) e prediligendo alimenti con Omega 3; spazio quindi a frutta e verdura, pesce e carni bianche. Dovrebbero, inoltre, essere evitate cotture molto complicate e fritture, scegliendo cotture al vapore o al forno, sia perché più leggere, sia perché consentono di utilizzare meno condimenti. Divieto di assumere alcolici, dolci e zuccheri raffinati per alcuni mesi. Ci si accorgerà che con pochi e semplici gesti, oltre ad un cambiamento delle abitudini alimentari, il colesterolo tornerà presto entro i limiti.</div><div><div><br></div></div><div><div> &nbsp;</div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.WO-F84iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Carlo Avantario</a></b> &nbsp;</div></div><div><div>Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia </div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it " target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi al ginecologo di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/ginecologo-ostetrica-rispondono-a-trani.php#.WO-GF4iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"Maternità"</a>. </span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">L’emozione del primo palpito...</span></div></div></blockquote></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 13 Apr 2017 14:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL MASSAGGIO AYURVEDICO PINDASVEDA]]></title>
			<author><![CDATA[Cinzia Faconda]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_wqc5g2ej"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/massaggio-ayurvedico.webp"  title="" alt="" width="425" height="313" /><br></div><div><br></div>Il termine <b>Pindasweda </b>indica letteralmente far traspirare il corpo con l’utilizzo di sacchetti in cotone contenenti erbe, farine integrali, cereali, sale integrale, argilla ed altre sostanze naturali “BIO” che arricchiscono l’efficacia del massaggio. Pratica antichissima, nata in India, sbarcata in occidente come supporto ai<b> benefici del massaggio.</b> Il trattamento è indicato in caso di disturbi articolari,come artrosi, contratture muscolari, infiammazioni reumatiche, cervicalgie, fenomeni infiammatori ed altre problematiche articolari. <b>L’operatore</b>, prima di procedere al trattamento, farà una attenta analisi per riconoscere il <b>“dosha di appartenenza”</b>. Con il termine dosha, indicheremo il normotipo o la struttura fisica di ogni singolo individuo. Riconosciamo il dosha (Vata) normotipo nervoso; il dosha (Pitta) normotipo sanguigno; il dosha (Kapha) normotipo linfatico. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>- Il soggetto Vata (nervoso – normotipo magro ), lo riconosciamo dalla <b>struttura fisica</b> longilinea, predisposto a contratture muscolari, secchezza cutanea, invecchiamento precoce. <b>I capelli sono secchi e ricci</b>, le unghie sono fragili, potrebbe soffrire di onicofagia (cattiva abitudine di rosicchiare le unghie). Generalmente i soggetti Vata per essere in equilibrio, devono bere molta acqua temperatura ambiente, ridurre l’utilizzo di dispositivi elettronici prima di dormire, poiché aumentano il disturbo del sonno di cui il Vata soffre inoltre deve stare il più possibile in ambienti caldi. I sacchetti conterranno <b>ZENZERO, ALLORO, BUCCIA D’ARANCIO, CANNELLA E CURCUMA</b>. I sacchetti verranno riscaldati e applicati sulle zone contratte dolenti. Il trattamento va ripetuto per circa 10 sedute in modo da alleviare il malessere. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- Il soggetto Pitta (sanguigno – normotipo normale), si riconosce dalla sua andatura equilibrata, predisposto a problemi cardiaci, pressione alta, pelle sensibile, infiammazioni, herpes, reflusso esofageo, emicrania. Per mantenere in equilibrio il <b>dosha pitta</b>, bisognerà prediligere luoghi freschi e ossigenati ed evitare luoghi troppo caldi, soprattutto l’esposizione prolungata al sole. I sacchetti per il trattamento pitta conterranno: <b>CAMOMILLA, LAVANDA, BUCCIA DI LIMONE, MENTA, PINO SILVESTRE</b>, sostanze rinfrescanti per eccellenza che facilitano la riduzione delle infiammazioni. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- Il soggetto <b>Kapha </b>(linfatico – normotipo robusto), lo riconosciamo per la sua struttura fisica generalmente in sovrappeso, potrebbe soffrire di ritenzione idrica, gonfiore diffuso, cattiva circolazione sanguigna e linfatica, letargia, pesantezza di corpo e mente. Per mantenere in equilibrio il dosha kapha, bisognerà svolgere attività fisica regolare, migliorare l’alimentazione moderando l’assunzione di grassi, fritture, bevande zuccherate gasate e aumentare di frutta e verdura. I sacchetti per kapha, conterranno <b>EUCALIPTO, CHIODI DI GAROFANO, CURCUMA, NOCE MOSCATA, PEPE NERO, ZENZERO E ROSMARINO,</b> sostanze che stimolano la circolazione, migliorano l’aspetto a buccia d’arancia, migliorano le funzioni dell’intestino, meteorismo e tanto altro. In seguito ad una attenta anamnesi &nbsp;della tipologia fisica, possiamo procedere al trattamento personalizzato.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/da-make-up-artist-a-operatriceolistica.html#.WOZ_7oiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Cinzia Faconda</a></b>- Make up artist, operatrice olistica &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.WOaADIiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">" Spirito Artistico "</a> <span class="fs12">L’arte che comunica emozione attraverso le mani...</span></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 17:48:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-massaggio-ayurvedico-pindasveda</link>
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			<title><![CDATA[LA FAMIGLIA PUNTEGGIATURA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_i4bvioh9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/punteggiatura.webp"  title="" alt="" width="426" height="301" /><br></div><div><br></div>Il più famoso della <b>famiglia è il punto tondo</b>, tondo che comanda tutto il mondo.<div>Cari ragazzi, se lo vedete vi dovete fermare e, molte volte, a capo dovete andare.</div><div>Dopo di lui, ogni piccola minuscola si dà grandi <b>arie da maiuscola</b>.</div><div>Poi c'è lui! Curioso a più non posso: ha un ricciolo molto grosso.</div><div>Lui...ragazzi, è il<b> punto interrogativo</b> ed è cugino di "<b>esclamativo</b>".</div><div>Esclamativo, un personaggio molto carino: ha un bastoncino, proprio sopra il puntino.</div><div>Lui si mostra sempre nello stupore, nella gioia, nel dolore. Poi c'è lei la "<b>signorina virgola"</b>, se vai al mercato la puoi incontrare se la frutta devi comperare: mele, pere, pomodori, insalata: qui la virgola ci sta.</div><div>È presente in ogni lista ed io vi consiglio di non perderla mai di vista.</div><div>Io, cari ragazzi, quando preparo la lista della spesa la uso tantissimo: latte, pane, cioccolato, insalata e vi assicuro che con lei sul mio foglietto faccio le compere e...non dimentico nessun oggetto!</div><div>Ora, cari ragazzi vi saluto e mi raccomando: la <b>punteggiatura</b>! Nonna Gina.</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WOZ-xYiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WOZ-1oiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"I nonni raccontano" </a> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 17:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BONUS GAS 2017]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_61l62pd3"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/bonus-gas.webp"  title="" alt="" width="420" height="231" /><br></div><div><br></div><b>Il BONUS GAS &nbsp;è uno sconto sulla bolletta</b>, introdotto dal Governo e reso operativo dall'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, con la collaborazione dei Comuni, per assicurare un risparmio sulla spesa per l'energia alle<b> famiglie in condizione di disagio economico</b> e alle famiglie numerose per la sola abitazione di residenza. Il bonus è riconosciuto solo per le forniture servite da gas naturale trasportato da reti di distribuzione. Il bonus, per l'anno 2017, è previsto per:<div>- <b>Disagio economico</b>, per famiglie numerose (oltre i 4 componenti) con ISEE non superiore a 20.000 euro, per famiglie con meno di 4 componenti con <b>ISEE </b>massimo non superiore a 8.107,5 euro o famiglie con misuratore gas di classe non superiore a G6 (la classe del misuratore è collegata alla quantità di gas che può essere trasportata in un punto di fornitura e distingue le utenza domestiche da quelle di tipo industriale o commerciale). </div><div>L'erogazione avviene con modalità differenti a seconda se la richiesta riguardi un impianto individuale (cliente diretto) o un impianto centralizzato (cliente indiretto).</div><div>-<b> Per i clienti diretti:</b> l'erogazione avviene attraverso la bolletta del gas. Non avviene in un'unica soluzione, ma l'ammontare annuo è suddiviso nelle diverse bollette corrispondenti ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione dell'istanza. Ogni bolletta riporterà una parte del bonus proporzionale al periodo cui la bolletta medesima fa riferimento. </div><div>- <b>Per i clienti indiretti:</b> l'erogazione avviene attraverso l'emissione di un bonifico domiciliato erogato in un'unica soluzione. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>La domanda va presentata presso il Comune di residenza, o presso un altro ente designato dal <b>Comune </b>(CAF, Comunità montane) utilizzando gli appositi moduli.</div><div>Per il disagio economico il bonus è riconosciuto per 12 mesi. Al termine di tale periodo, per ottenere un nuovo bonus, il cittadino deve rinnovare la richiesta di ammissione presentando apposita domanda.</div><div>Il rinnovo può essere effettuato solo se sussistono ancora<b> le condizioni di ammissione</b> (ISEE, residenza ecc.) e si richiede presentando domanda presso gli uffici comunali o i CAF, circa un mese prima della scadenza dell'agevolazione in corso. Le variazioni possono essere comunicate al sistema al momento del rinnovo. Si può effettuare il calcolo dell’importo del bonus per Comune, tipologia di utilizzo del gas e componenti familiari attraverso il sito: <a href="http://www.autorita.energia.it/it/consumatori/gas/Bonus%20Gas.htm" target="_blank" class="imCssLink">http://www.autorita.energia.it/it/consumatori/gas/Bonus%20Gas.htm.</a></div><div>I bonus sociali per disagio economico e/o per disagio fisico sono cumulabili qualora ricorrano i rispettivi requisiti di ammissibilità.</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WOZ70IiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">dott.Vincenzo Dibari</a></b> &nbsp;&nbsp;- Commercialista</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-online-per-le-famiglie-trani.php#.WOZ75oiLTIU" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 17:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Feste comandate. Sono solo giorni rossi sul calendario?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_fk79hypt"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Si avvicinano le seconde importanti</span><b class="fs12lh1-5"> vacanze per chi va a scuola:</b><span class="fs12lh1-5"> quelle pasquali. Le famiglie più agiate sono già in possesso di biglietti per viaggi in luoghi rilassanti, o di cultura, da visitare nella settimana santa, ma in realtà...profana.</span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Pochi, infatti, ne colgono il vero senso vivendo con coerenza (cristiana), la passione,</span><span class="cf1"><b> morte e resurrezione di Gesù Cristo.</b></span><span class="cf1"> </span></i></span></div><div><hr></div><div>Soltanto una pausa, dunque, per la maggior parte degli studenti, la <b>Pasqua</b>, una semplice opportunità di riposarsi, prima di affrontare l'ultimo periodo dell'anno scolastico. </div><div><br></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/tradizioni-pasquali--1-.webp"  title="" alt="" width="690" height="460" /><br><blockquote><div><br></div><div>La tolleranza e il rispetto per tutti i credo religiosi, induce oggi le istituzioni scolastiche, a non sottolineare più il significato di un momento di pentimento e conversione, necessarie all'uomo, peccatore per natura, e bisognoso, pertanto, della misericordia e del <b>perdono di Dio. </b>Rimpiango la scuola “vecchio stampo” che organizzava incontri di riflessione ed approfondimento sulla Pasqua, come sul Natale. I bambini e i ragazzi erano felici e ragazzi, non solo perché per circa otto giorni si potevano metter via libri e quaderni, ma anche e soprattutto perché insieme si pregustava <b>la gioia della Salvezza</b>, oltre che quella dell'uovo da rompere in fretta per scoprire la sorpresa. Pasqua: rinascita interiore, cambiamento e rinnovamento. </div><div>Le vacanze sono altro!</div></blockquote><div><div><br> &nbsp;&nbsp;</div></div><blockquote><div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WOZ6uIiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div></div></div></blockquote><blockquote><div><div><div><span class="fs12lh1-5">Docente di Educazione Fisica e Insegnante di Danza e Pattinaggio a Rotelle</span></div></div></div></blockquote><div><div><br></div></div><blockquote><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/gli-insegnanti-e-il%20mondo-della-scuola.php#.WOZ604iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI"</a>. <span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.</span></div></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/cWQP2UlsBOg">https://youtu.be/cWQP2UlsBOg</a>]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 17:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[NON E’ SOLO UN CANE!]]></title>
			<author><![CDATA[Patrizia Castellano]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7j7wlueg"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/non-solo-un-cane.webp"  title="" alt="" width="435" height="292" /><br></div><div><br></div>“<b>È solo un cane”</b>: è questo che mi sento dire spesso da persone che non comprendono la soggettività del cane.<b> Il cane prova emozioni</b>, gioia, paura, ansia dolore, piacere, vergogna, rassegnazione, tristezza, possiede un’anima, sorride, piange; non sono, poi, così diversi da noi, ci somigliano, ci interpretano e noi proiettiamo le nostre emozioni, ci immedesimiamo. Il cane vive con noi! Condivide i nostri spazi, la nostra casa diventa anche la sua. E’ un affiliato, cioè,<b> fa parte della famiglia</b>! Affrontiamo dei piccoli sacrifici per rispondere ai suoi bisogni. Si sveglia con noi, fa colazione con noi, facciamo le passeggiate giornaliere, a prescindere dalle condizioni metereologiche, dal tempo a disposizione o dal nostro stato di salute, dedichiamo le nostre attenzioni, lo spazzoliamo, giochiamo, ci regaliamo momenti festosi indimenticabili. Nel mio caso, colui che dovrebbe essere solo un cane, collabora con me, ho la fortuna di lavorare per loro e con loro, i nostri week end, le nostre vacanze sono in funzione della loro esistenza: la loro vita è la nostra vita. Quando mi dicono “ma è solo un cane...”, bene, quegli esseri pelosi, che <b>io definisco SOGGETTI,</b> condividono la mia stessa casa. I miei risvegli sono accoglienti, tenerosi, coccolosi. Ogni giorno che passo con loro è un continuo meravigliarsi, apprendere, gioire, un amore che cresce costantemente, loro gioiscono per te e tu per loro. Quando sono in casa ad aspettarti, il tuo ritorno diviene una festa: scodinzolano, zampettano, ti leccano, a volte rientri con le buste della spesa, cartelle, zaini, passeggini e quanto altro; semmai, dopo una giornata particolarmente stancante, piena di problematiche, dove vorresti solo metterti sotto le coperte e non fare più nulla, incontri il loro sguardo e, in quel momento, comprendi che vorrebbero poter fare di tutto e di più per vedere il tuo volto illuminato da un sorriso. Il loro modo di venirti incontro, di accoglierti, ti ripaga dalle fatiche, dai pensieri, dalle ansie, da tutte le difficoltà quotidiane. Li saluti, li accarezzi, li tranquillizzi dicendo loro “tutto ok!”, anche se non ti credono, perché non li inganni, e loro insistono e fanno i “pagliaccetti per te”: si rotolano, ti girano intorno, ti portano un dono, fanno di tutto per liberati da qualsiasi stanchezza fisica o mentale, e a te non resta che sorridere… Loro sono accanto a te in ogni momento della tua vita, portano gioia perenne. Quando sei triste, ti consolano con il loro sguardo e il loro pelo morbido e setoso; quando <div>t’ impigrisci ti ridanno energia; quando <b>sei solo</b>, ci sono loro a tenerti &nbsp;compagnia.<div><br> &nbsp;&nbsp;<div><span class="imUl fs22"><i><span class="cf1">Ci sono sempre ed ovunque! &nbsp;</span></i></span></div><div><br></div><div><br></div><div>Per colui che dovrebbe essere solo un cane si gioisce, si soffre, si piange, ci si emoziona, ti commuovi, si vivono momenti importanti, si condivide respirando la stessa aria, <b>rendendoti una persona migliore</b> e, poi, loro sì che non ti abbandonano mai... Con i miei cani dialogo e ciò non significa solo un fiume di parole tra umani, ma sopratutto,riuscire a trasmettersi contenuti relazionali, gli stessi che trasmette una mamma ad un neonato. Loro ci ascoltano, ci accompagnano lungo un percorso di vita dalle mille sfumature scure e colorate, tinte di sacrifici, umiltà, preoccupazioni, fiducia, pazienza, tristezza, speranza, gioia, compassione, tenerezza, emotività, benessere, amore, umanità, solidarietà, dolore, rabbia e tanta speranza. Ogni giorno con loro è <b>un’avventura</b>: ci difendono, ci proteggono, ci consolano, ci amano per quello che siamo, belli, brutti, buoni, cattivi, ricchi o poveri. Loro si fidano di noi, non mentono, sono sinceri, non ti tradiscono, non ti fanno dispetti, non ti giudicano, ma donano solo il loro grande Amore. Vorrei poter chiedere a tutte quelle persone che mi dicono “è solo un cane”, direbbero “è solo un bambino? E’ solo un Anziano? E’ solo uno straniero? E solo un disabile? E’ solo un soggetto? E’ solo un essere vivente? E’ solo un diverso? E’ solo un Amico?”. Le persone dicono, "ma dai, è solo un cane"… vorrei spiegare a tutti che in alcuni dei miei momenti più tristi sono stata sorretta da un amico chiamato cane, quando sono sola con i miei pensieri, ansie, preoccupazioni, c’è solo un cane che, con il suo<b> puro dolce sguardo</b> e il suo pelo morbido e setoso, il suo fiato caldo, la sua coda scodinzolante, riscalda il mio cuore, disvela tutta &nbsp;la compassione, la gioia, la pazienza, l’umiltà, tenerezza, l’empatia, che è in noi, illuminando i pensieri, colorando il nostro mondo... Lavorando in<b> Pet Therapy</b> mi è capito molto spesso, nei gruppi di lavoro, di essere guardata con perplessità, con una sorta di sospetto, poi ho visto quelle stesse reticenze sciogliersi come la neve al sole. I nostri Amici a quattro zampe accarezzano le nostre giornate, portano la luce nei giorni bui, riscaldano il nostro cuore.</div><div>Per questo, la prossima volta che qualcuno dirà queste parole "ma è solo un cane”, sorridi, perché loro, purtroppo, non capiscono... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-medico-veterinario-online-a-trani.php#.WOZ5SIiLTIU" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-medico-veterinario-online-a-trani.php#.WOZ5SIiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Patrizia Castellano </a></b>- Equipe Pet Therapy- Operatore Pet Therapy, Operatore in Zooantropologia Didattica , Educatore Cinofilo &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-medico-veterinario-online-a-trani.php#.WOZ5SIiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">“Pet-therapy e Sociale" </a></div><div><br></div><div>L’amore che va oltre...senza parole</div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 17:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[POTENZIARE LA MEMORIA CON LA PROVA DELLA TERRA]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5p1vf4cr"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/prova-della-terra.webp"  title="" alt="" width="401" height="277" /><br></div><div><br></div>Se non ci fosse memoria delle azioni, <b>emozioni e pensieri,</b> la vita sarebbe solo un istante. La <b>memoria</b> permette la conoscenza, l'esperienza e la continuità.<div>Esistono diversi tipi di memoria: <b>memoria muscolare, memoria mentale, memoria sensoriale</b>, ecc... Tutte queste hanno lo scopo di conservare informazioni in modo tale da permettere la continuità. &nbsp;La memoria, che in questo capitolo sarà affrontata, è quella prettamente astratta, escludendo quella fisica, cellulare, ecc... L'elemento che colleghiamo a questa <b>prova è la Terra</b>, poiché essa è capace di registrare informazioni storiche e di “ricordare” millenni di storia. Anche l'acqua ha una sua memoria, ma è più corta rispetto a quella delle rocce, minerali e simili. Il territorio principale dove avviene <b>la prova della Terra</b>, è la “Mente Razionale”, con tutti i pensieri consci. &nbsp;La mente razionale è molto logica e “calcolatrice” ed è utile per assimilare informazioni da utilizzare come meglio si crede. Quello che è richiesto qui è coltivare la conoscenza e la memoria. Passiamo subito alla pratica con la prima serie di esercizi! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- Iniziamo con un esercizio quotidiano che possiamo eseguire la sera prima di addormentarci. Da sdraiati o da seduti, proviamo a ripercorrere mentalmente tutte le nostre azioni fatte durante la giornata, dalla mattina fino alla sera, oppure a ritroso, dalla sera alla mattina. Questo esercizio sviluppa l'attenzione e la memoria. <div>- Il Secondo esercizio consiste nel <b>passeggiare per strada </b>per circa 15 minuti (il tempo aumenta con la pratica, ma non è importante strafare) e poi fermarsi segnandosi su un quadernetto, tutti i particolari che abbiamo notato durante la passeggiata: scriviamo se abbiamo visto tipi “inusuali”, se abbiamo sentito suoni, oppure odori particolari in determinate zone, segnando anche la zona... insomma tradurre l'esperienza dei 15 minuti in parole senza essere troppo prolissi. La cosa importante è scrivere il maggior numero di dettagli. Ecco un breve esempio:</div><div>Forma errata. “Ho visto un tipo strano con un vestito nero lungo e con un bordino rosso che camminava lentamente in via...bla bla bla...2 uccelli stavano beccando il suolo e poi sono volati all'improvviso in piazza...bla bla bla...”. Forma esatta e sintetica. “Tipo con veste nera lunga bordi rossi, lento in Via...bla bla bla...2 uccelli beccano, volano in piazza...bla bla bla...”. Questo esercizio può essere eseguito anche in maniera più profonda. </div><div>Secondo esercizio Avanzato:<b> stando sdraiati o seduti,</b> si lascia la mente libera di pensare ciò che vuole per circa 5 minuti (per un massimo utile di 10 minuti). Dopo lo scadere del <b>tempo</b>, si fa un riassunto di tutti i pensieri che sono passati attraverso la coscienza formando un elenco (anche mentale). Se eseguito con rigore, questo esercizio (quello della camminata o il suo livello avanzato) migliora l'attenzione e la memoria, anche verso piccoli dettagli. </div><div>- Il Terzo esercizio è consigliato eseguirlo una volta a settimana o massimo 2 volte, altrimenti sarebbe <b>troppo il carico dell'addestramento</b>, tranne se si decidesse di fare solo questo. Si prendono delle carte da gioco...possibilmente noiose come, quelle francesi, senza figure e con pochi colori. Si scartano le figure come prima cosa e poi si inizia a mettere sul tavolo 10 carte coperte disponendole sparse o a griglia. Ora le 10 carte vanno girate e fissate per 1 minuto cercando di memorizzare l'ordine e la posizione. Allo scadere del tempo, le carte vanno rigirate. Fare una pausa di minimo 10 minuti, cercando di non pensare alle carte. L'ideale sarebbe fare qualsiasi cosa che non abbia a che fare con le carte. Dopo il <b>“Tempo di Distrazione</b>”, si ritorna al tavolo e si prova a ricordare le carte chiamandole una ad una e sollevandole una per volta. Oppure è possibile scrivere su un foglio ciò che si ricorda e poi andare a scoprire le carte confrontando il Ricordo con la Realtà. Alla fine, si <b>segnano i progressi </b>(Esempio: 10 carte – 1 errore / voto 9). Questo esercizio migliora la memoria visiva... è un esercizio minore, poiché sviluppa solo la memoria visiva, mentre gli altri 2 coinvolgono tutti e 5 i sensi. Ci possono essere una miriade di esercizi...tuttavia ognuno può inventarne di nuovi, l'importante che lo scopo sia<b> “Potenziare il Ricordo”</b> e l’attenzione. Seconda serie di esercizi. Comprende lo studio di una qualsiasi disciplina della mente. Possiamo scegliere di studiare la matematica, la fisica, l'astrologia o l'astronomia, la Cabala, la Filosofia... L'importante è assimilare informazioni e fissarle nella mente (con memoria attiva, ovvero quella accompagnata dall'interesse per una materia, mentre la memoria passiva muore dopo pochi istanti perché non è retta da una buona motivazione). </div><div>- L'ultimo esercizio consiste nel <b>ascoltare le persone quando parlano</b>, senza offuscare l'ascolto con ciò che stiamo pensando per rispondere. L'ascolto va coltivato, e per essere perfetto, deve escludere il giudizio e i pensieri disordinati.</div><div>Lo scopo della prova della Terra è: </div><div>- <b>Coltivare il Ricordo</b>; </div><div>- Assimilare informazioni da poter applicare nella vita quotidiana (studio di una 	materia); </div><div>- <b>Sviluppare il pensiero</b> attraverso la disciplina della mente (Livello avanzato del secondo esercizio); </div><div>-<b> Potenziare il ragionamento</b> leggendo libri e traendo delle conclusioni personali. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Terza serie di esercizi (facoltativa per ora). Per chi volesse sviluppare la memoria anche a livelli più sottili, è possibile farlo anche per quanto riguarda i sogni (che saranno trattati nella prova della Luce). Ciò che occorre è un quaderno in cui saranno registrati i frammenti delle esperienze oniriche. Al mattino, appena svegli, possiamo provare a scrivere ciò che ricordiamo (senza dover per forza scrivere tanto). Giorno dopo giorno, <b>la memoria “Lunare”</b> (quella dei sogni) diverrà sempre più nitida e chiara. &nbsp;Più aumentano l'attenzione e la memoria e meno sforzi saranno richiesti per tutti quei lavori che coinvolgono l'intelletto e il pensiero. E’ giunto in momento di percorrere il deserto dei Ricordi sotto il sole della Conoscenza, lasciandosi alle spalle l'oscurità dell'ignoranza! Lo Spirito della Terra, Custode della Memoria è in queste Sabbie ed è qui per far emergere dagli abissi tutto ciò che è stato dimenticato (sommerso/seppellito)!<div><br> &nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WOJt7DuLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b> - maestro di arti marziali energetiche</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.citta<span class="fs12">dellinfanzia.it</span></a></div><div><span class="fs12">Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/bambini-e-sport-trani.php#.WOJuFjuLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"Sport e disciplina"</a>. </span><span class="fs12">Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...</span></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 15:41:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?potenziare-la-memoria-con-la-prova-della-terra</link>
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			<title><![CDATA[LE NOZZE DI FIGARO - Parte seconda]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_si8jkgpp"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/nozze-di-figaro.webp"  title="" alt="" width="413" height="551" /><br></div><div><br></div>L'impulso amoroso agisce su quasi <b>tutti i personaggi de Le nozze di Figaro. </b>All'aprirsi del sipario facciamo la conoscenza di Figaro, cameriere del Conte d'Almaviva, e di Susanna, cameriera della Contessa. Si amano. Il Conte ha finalmente dato il consenso alle nozze ed essi sono tutti presi dai preparativi: l'uno indaffarato a misurare la stanza per collocarvi il letto, l'altra intenta a provare il cappellino da lei stessa foggiato. <b>L'importanza dell'orchestra</b> nel delineare i personaggi e tessere le fila del dramma è chiara sin da subito: <b>Mozart </b>suggerisce il diverso carattere dei due giovani assegnando a Figaro un disegno semplicissimo enunciato dal primo violino, e a Susanna una melodia circolare e spensierata affidata a flauti e oboi. Ma la serenità domestica è scossa ben presto dalla rivelazione della ragazza: quella stanza il Conte l'ha ceduta loro per poter stare più vicino all'amata Susanna. Rimasto solo in scena, Figaro rimugina su quanto ha appreso: dunque il padrone ha messo gli occhi addosso alla sua promessa sposa, ed è persino intenzionato a ripristinare lo ius primae noctis recentemente abolito. Ma così non sarà, parola d'onore! Per Mozart è inconcepibile che l'aria, al modo tradizionale, si configuri come un momento di stasi, un'interruzione nel corso della <b>vicenda drammatica</b>: il numero solistico (e con esso il duetto, che il melodramma settecentesco aveva ridotto per lo più a un'aria a due voci) deve essere azione esso stesso. Non è necessario che sia un accadimento esterno a motivarlo; più spesso si tratta di un fatto interiore, un mutamento che interviene durante il pezzo stesso e che la musica si incarica di comunicarci con i propri mezzi. L'aria di Figaro sfugge alle categorie del melodramma settecentesco. Si apre all'insegna della rabbia soffocata, del risentimento sordo, sempre sul punto di esplodere, di un servo nei confronti del suo signore; il proposito di vendetta non è tradotto in accenti violenti, ma si traveste di un ironico invito alla danza scandito su un metro di minuetto, come si conviene a un Conte: «Se vuol ballare, signor contino, il<b> chitarrino</b> le suonerò». Poi però gli ardori imprudenti sbolliscono e il personaggio capisce che è meglio usare le armi della dissimulazione. Al termine del brano Figaro non è più quello che era all'inizio: alla collera impaziente e un po' confusa sono subentrate la riflessione lucida e il calcolo accorto. Intanto don Bartolo, antico tutore della Contessa, e la governante Marcellina stanno macchinando qualcosa che potrebbe costituire un ulteriore ostacolo alla felicità dei due protagonisti: la donna ha intenzione di valersi di un foglio che ha fatto firmare a Figaro una volta che aveva bisogno di un prestito, e nel quale si impegnava a sposarla. Usciti costoro, ecco sopraggiungere trafelato il <b>paggio Cherubino</b>, figlioccio della Contessa, il quale chiede aiuto a Susanna affinché induca la padrona a intercedere in suo favore presso il Conte che lo ha sorpreso da solo con Barbarina, la figlia del giardiniere. Come abbiamo detto, Cherubino è l'incarnazione di quella forza elementare, fluttuante e irresistibile, sempre pronta a gettare scompiglio nelle vicende umane, che è l'eros. <b>Il desiderio è movimento, esattamente come la musica</b>; e dunque nella musica Cherubino, innamorato di tutte le donne perché innamorato dell'idea stessa dell'amore, trova il suo naturale mezzo d'espressione. Mozart ne ha fatto un ruolo en travesti, assegnandogli la voce femminile di contralto. Non mi pare che il carattere androgino che ne deriva sia inverosimile; lo trovo anzi un tratto di sconvolgente realismo: Cherubino è appena uscito dall'età infantile e avverte l'eros come erompere inatteso di forze vitali sconosciute. Il desiderio si muove in lui ancora confusamente, senza una meta precisa; un'ambiguità, questa, perfettamente rispecchiata dal suo statuto vocale.<b> La sua prima aria</b> («Non so più cosa son, cosa faccio») esprime tutto lo smarrimento e la solitudine che la mancanza di reale consapevolezza e l'assenza di un concreto oggetto del desiderio suscitano nel personaggio. L'asso nella manica dell'opera buffa, a cui Le nozze di Figaro si ricollegano, era rappresentato dai numeri d'insieme: i cosiddetti concertati, nei quali alla staticità contemplativa dell'aria si sostituiva la vivace interazione tra i personaggi, e i finali d'atto – sorta di “<b>commedia nella commedia</b>”, come la definirà Da Ponte – in cui tutti i personaggi del dramma si ritrovavano riuniti in scena, secondo una successione di duetti, terzetti, quartetti, e via dicendo, che non seguiva uno schema prefissato ma si modellava sulle esigenze dell'azione, dando vita a un dialogo vivacissimo ed elettrizzante. Ecco un primo esempio nel celebre terzetto del primo atto. Sopraggiunge il Conte a chiedere a Susanna un appuntamento “<b>galante</b>”, e Cherubino si nasconde dietro una poltrona; poi dal corridoio giunge la voce del pettegolo don Basilio, e ora è il Conte a cercare riparo dietro la poltrona; allora il paggio – recita il libretto – «gira con destrezza e si getta nel seggiolone», prontamente nascosto da Susanna con un abito. All'udire da Basilio che Cherubino spasima per sua moglie, il Conte esce dal nascondiglio avviando il terzetto. A ognuno dei tre personaggi coinvolti è assegnato un tema: il Conte è caratterizzato da una minacciosa figurazione ascendente, che ne mostra lo sdegno e l'indole passionale; Basilio si esprime su un breve motivetto discendente, che ne suggerisce il tono mellifluo e la natura ipocrita; la disperazione – più o meno autentica – di Susanna è invece evocata da una melodia più ampia e mossa. La formidabile coincidenza tra musica e azione deve molto all'opera buffa italiana; ma c'è una novità fondamentale: l'<b>intero terzetto</b> si sviluppa, secondo una logica prevalentemente strumentale, sull'elaborazione e sull'intreccio di queste tre idee melodiche che migrano su parole, situazioni e talvolta personaggi diversi. Giusto un esempio. Il Conte racconta che il giorno addietro, in casa di Barbarina, egli ha sorpreso il paggio nascosto sotto un mantello; a mo' di esempio solleva la veste che copre la poltrona e chi vi trova? Cherubino, ovviamente. Notate come, a un certo punto, il Conte finisca per adottare il tema rattrappito di Basilio, emblema della natura ipocrita del personaggio: la musica ci sta dicendo che le insinuazioni dell'intrigante erano fondate. L'arte dei suoni, dunque, si rivela capace di suggerire cose che la parola non può dire. Capiamo allora cosa Mozart intendesse quando, in una lettera al padre, affermava che la poesia deve essere «<b>devota figlia della musica</b>». &nbsp;Mentre Susanna si affanna a difendere il paggio, arriva Figaro a chiedere di affrettare le nozze. Il Conte prende tempo, e intanto punisce Cherubino imponendogli di raggiungere sull'istante, col grado di ufficiale, il suo reggimento. «Non più andrai, farfallone amoroso» canta Figaro, prendendo in giro il ragazzo. È un'aria celeberrima, ma in realtà vi si cela un duetto “mancato”: perché se è indubbio che a <b>cantare</b> è il solo Figaro, è anche vero che Cherubino, continuamente chiamato in causa e provocato, non può che reagire infastidito a quel dileggio un tantino sadico; e davvero ci pare di vederlo, il povero fanciullo, mentre cerca di replicare senza successo. Come se non bastasse, la marcia conclusiva arriva a coinvolgere anche gli altri personaggi presenti in scena, Susanna, il Conte e Basilio, tutti trascinati nella più esilarante delle pantomime. Il seguito dell'opera nella prossima puntata! Immagine tratta da <a href="https://piccoliviaggimusicali.blogspot.it/" target="_blank" class="imCssLink">https://piccoliviaggimusicali.blogspot.it/</a>...<div><br></div><div><br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.WOJpuTuLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Domenico Andriani</a></b>, musicologo &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-potere-della-musica.php" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”</a> <span class="fs12">La voce dell’anima passa attraverso note e voce...</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 15:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[VOGLIO VIVERE IN ROSA - Parte seconda]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_bx4bh0km"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/vivere-in-rosa.webp"  title="" alt="" width="407" height="271" /><br></div><div><br></div><b>La vita</b> riprese con i soliti ritmi: ospedale, scuola, visite di rappresentanza.<div>Carolina si rese conto che la sua vita insieme ad Artur era quella che desiderava; Roma le mancava, i suoi genitori tantissimo, ma era arrivato il momento di crescere e di fare delle scelte. Decise che la sua vita era quella, lontano da casa e per sempre con suo marito.</div><div>Furono anni felici quelli che trascorse con lui, cinquanta &nbsp;<b>pieni di amore e di passione </b>ed ora si trovava a Capri da sola, senza più nessuno.</div><div>I suoi genitori non c'erano più, così come il suo Artur che non era più rientrato da un viaggio: un brutto incidente glielo aveva portato via per sempre.</div><div>E fu proprio dopo la sua morte che Carolina decise di rientrare in Italia, c'era troppo dolore nel suo cuore, troppi ricordi che non riusciva a superare.</div><div>Il giorno che partì con tutte le sue cose fu terribile ritornare a casa sua e non trovare più nessuno ad aspettarla. Sola, era proprio <b>sola</b>...</div><div>Ci vollero molti anni prima che ritrovasse un po' di serenità: era diventata una matura signora con tanti ricordi e fu proprio per ritrovarne altri che decise di rivedere Capri, la sua amata Capri. Era<b> immersa nei suoi pensieri </b>e non si accorse del signore che le aveva chiesto il permesso di sedersi al suo tavolo, anche lui intento a sorseggiare una fresca granita.</div><div>Senza guardarlo gli fece cenno di sì e lui, molto educatamente, si presentò.</div><div>Carolina alzò lo sguardo e strinse la mano di quel distinto signore dai capelli grigi, con gli occhi del colore del mare di Capri.</div><div>Cominciarono a parlare e lui le raccontò che non era un turista, ma un notaio e che viveva lì. Carolina, pian pianino, cominciò a raccontare della sua vita, dei suoi <b>ricordi</b> e di quanto si sentisse sola e del perché si trovasse lì.</div><div>Il distinto signore si chiamava Beppe, notaio Beppe Sifoni.</div><div>La invitò a pranzo e trascorsero insieme l'intera giornata come <b>due vecchi amici. </b>Dopo averla accompagnata al suo albergo, si dettero appuntamento in piazzetta per la solita granita. Lei accettò di buon grado.</div><div>Una volta nella sua stanza, pensò molto a lui, ma soprattutto pensava al suo sguardo che le sembrava di conoscere. Quella notte dormì benissimo, senza ricordi legati al passato. Capri era magica e lei &nbsp;si sentiva bene come quando da bambina ci trascorreva due settimane con i suoi <b>genitori</b>, nella pensione di cui non riusciva a ricordare il nome, ma la strada per arrivarci sì, e quella mattina decise che ci sarebbe andata. Si vestì con cura e, dopo aver bevuto un buon caffè, uscì: il profumo di zagare si percepiva nell'aria...</div><div>Lo respirava a pieni polmoni, le stradine erano piene di turisti sorridenti e spensierati e la piazzetta come una mamma li ospitava tutti.</div><div>Carolina cominciò a chiedere in giro, ma nessuno ricordava quella pensione a ridosso del mare, con tanti alberi e una discesa fino al porticciolo con delle barche che portavano alle grotte. Ma niente...lentamente aiutandosi con i ricordi, cominciò a ripercorrere mentalmente il<b> tragitto che percorreva da bambina</b> e dopo tanto: eccola lì, era ancora più bella di come la ricordasse, piena di alberi, la discesa al mare! Sì era quella, anche se non c'era nessuna insegna che ricordasse una pensione o un albergo.</div><div>Aveva sbagliato? Il cancello era aperto e lei si incamminò lunga la discesa che conduceva al <b>mare</b>; era sicura, lì c'era già stata e continuando arrivò alla darsena, ma non c'erano più i pescatori con le loro barche e nemmeno si vedevano i turisti: soltanto una grande barca ancorata, forse aveva sbagliato, i suoi ricordi l'avevano tradita e, così, ritornò sui suoi passi. Era delusa, ma ci avrebbe riprovato. Ritornò in piazzetta e lui era lì ad aspettarla.</div><div>Da perfetto gentiluomo le andò incontro, le baciò la mano e le spostò la sedia per farla sedere. Carolina era impacciata. Da molto tempo un uomo non le rivolgeva tante attenzioni e poi c'era quello sguardo che le sembrava di avere già visto, ma forse si sbagliava, come per la pensione.</div><div>Beppe ordinò due granite che un cameriere gentile portò al tavolo: "buon giorno Signor notaio, bella giornata e voi signora è la prima volta che venite a Capri?". </div><div>Fu allora che Carolina decise di chiedere informazioni al <b>cameriere</b>, visto che aveva più o meno la sua età. Il cameriere stava per rispondere, ma si fermò perché delle persone lo reclamavano e scusandosi andò via.</div><div>Beppe le propose di fare una passeggiata e lei lo pregò di aiutarla nella sua ricerca. Carolina ripercorse la strada e quando finalmente ritrovò la pensione, come una bambina, corse verso il cancello. Stava per entrare quando uscì un cameriere che molto gentilmente le disse che non poteva affacciarsi, perché quella era proprietà privata. Si sentì una voce alle sue spalle: "va’ pure Attilio, ci penso io!". “Come crede signor &nbsp;notaio", gli fu risposto.</div><div>Carolina era incredula, Beppe conosceva quella casa? E fu solo allora che si accorse della targa "Notaio Beppe Sifoni"e sopra, ancora una targa di ceramica con su scritto "Villa Marechiaro ". Sì, Carolina aveva ritrovato la sua pensione che ora era la casa del notaio. Si scusò con lui per essere entrata senza permesso, ma era tanta la voglia di ritrovare il suo passato e suoi ricordi.</div><div><b>Gli occhi azzurri </b>di Beppe la guardavano con stupore e sorridendo la invitarono ad entrare. Carolina entrò ed un cameriere accolse i due. Il notaio gli disse di preparare due caffè e di servirli in veranda. Era tutto un sogno, stava vivendo un sogno e aveva timore di svegliarsi. Beppe la invitò a sedersi per sorseggiare un buon caffè e le raccontò la storia di "Villa Marechiaro".</div><div>Tanti anni prima era stata adibita a pensione e lui, da adolescente, per aiutare i genitori che ne erano i proprietari serviva ai tavoli nel periodo estivo, perché d'inverno studiava a Napoli. Per tanti anni aveva servito ai tavoli fino alla laurea in legge, poi aveva fatto il concorso da notaio e l'aveva vinto e aveva cominciato a lavorare sempre a Capri. Non si era mai sposato e, quando i suoi genitori decisero di cessare l'attività, lasciarono a lui la pensione che decise di ristrutturarla e di farne il suo <b>studio-abitazione</b>. Era lì che &nbsp;trascorreva gran parte del suo tempo. Beppe parlò della sua vita tenendo fra le mani quelle di Carolina e fu allora che lei ricordò: era lui il ragazzo che serviva ai tavoli e per il quale aveva preso una cotta ed era sempre lui che, come allora, non la degnava di uno sguardo. Non disse nulla, ma era molto emozionata: a volte la vita ti riserva delle sorprese che è difficile immaginare. Beppe smise di raccontare e le chiese perché fosse diventata così silenziosa e se qualcosa l'avesse turbata.</div><div>Carolina lo guardò negli occhi e gli disse: "sono molto felice di aver ritrovato i miei ricordi e grazie a te sono molto più belli di come li custodissi. Ora ti prego, accompagnami in albergo, ho bisogno di stare sola. Ancora grazie".</div><div>Beppe la fissava senza capire, ma senza insistere la riaccompagnò.</div><div>Chiusa nella sua stanza, Carolina cominciò a piangere,ma il suo era un pianto liberatorio. Dopo un po' decise che sarebbe ritornata a <b>casa</b>: chiamò il portiere e si fece prenotare &nbsp;un posto sul primo traghetto in partenza.</div><div>La fortuna le venne in aiuto: c'era un traghetto in partenza e vi era ancora un posto a disposizione.</div><div>Carolina partì senza salutare Beppe e, più la nave si allontanava, più lei era sicura di aver fatto la scelta giusta.</div><div>I ricordi sono belli quando sono <b>chiusi nel tuo cuore</b>, a tirarli fuori ti accorgi che ti potrebbero portare solo sofferenza...</div><div>Carolina voleva ricordare, ma non soffrire. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WOJpXTuLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b> - Nonna Gina</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WOJpcjuLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"I nonni raccontano" </a> per dispiegare le ali della fantasia e della saggezza</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 15:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[POLVERE DI LUNA]]></title>
			<author><![CDATA[Mamma Antonella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_fmfj71ci"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/polvere-di-luna.webp"  title="" alt="" width="446" height="306" /><br></div><div><br></div>“Presidente della Corte, sono qui ad <b>appellarmi alla sua clemenza</b> e a richiedere i danni per un grave sopruso morale. &nbsp;Sono Star Hole, vivo nella Contea di Voraginiland da tanti anni e questi luoghi mi sono molto cari, a loro<b> lego la mia vita</b> e con onore e orgoglio canto il nostro inno paesano nelle occasioni ufficiali. Ma ultimamente sono profondamente offesa. Da qualche mese ho dovuto rinunciare alla mia cara e adorata Cricchetto. Lei è stata<b> una compagna fedele</b> per lunghi anni, tanti chilometri senza mai lamentarsi e mi ha accompagnata ovunque, sempre allegra e disponibile. Lei Presidente deve sapere che la sua agonia è stata silenziosamente triste. Per anni e anni quei sussulti perpetrati quotidianamente hanno logorato una parte della sua anima. Conosciamo tutti la caratteristica di Voraginiland: buche, avvallamenti, manto stradale disconnesso. Bellissimo osservare la <b>magia del sottosuolo</b>, come uno scrigno magico tutto si schiude, poi si chiude esattamente come la Rosa del Deserto. Della canzone italiana del grande Riccardo Cocciante “ <b>Passeggiando in bicicletta</b>, pedalare senza fretta la domenica mattina” noi cittadini ne abbiamo fatto un must. Ci siamo anche applicati nell’estensione di questo stile per amore della nostra Contea Voraginiland. Noi, oltre a pedalare, abbiamo imparato anche a guidare senza fretta nel rispetto del magico manto, e non solo la domenica, anche per gli altri sei giorni della settimana. Tutte queste <b>attenzioni </b>non sono state sufficienti. Ho perso Cricchetto a causa della rottura della scatola dello sterzo. Presidente della Corte, non sono qui a chiedere i danni materiali, il problema è che sono stata tradita dalla Luna. Sì, da lei che tanto ho amato e ammirato già in tenera età. Quando mi dissero che Cricchetto sarebbe stata sostituita con una gemellina color polvere di luna ebbi un sussulto. Che colore sarà mai questo? Io <b>la luna la vedo gialla e nello spazio</b> non ci sono mai stata! Presidente la vedo incuriosito, quindi le svelo subito il mistero: la polvere di luna è grigia, tonalità chiara e luminescente. Dopo pochi giorni, pur avendo conservato le quotidiane abitudini, mi veniva fatta notare la presenza di graffi su quel pezzo di <b>firmamento </b>dotato di motore. Panico, ecco lo stato d’animo che ho provato e mi sono sentita colpevole di un atteggiamento sacrilego nei confronti del mio satellite amato. Qui entra in gioco un’ansia da prestazione, perché è difficile spiegare che se tutto va bene in due mani ho due borse della spesa, uno zaino, un <b>bambino</b>, il cane e la mia borsa personale. Presidente della Corte, sono consapevole del fatto che sia difficile invocare gli spiriti degli antichi romani per avere consigli sulla strutturazione del manto stradale ma, si potrebbe chiedere ad Harry Potter un intervento magico. Adesso le lascio il tempo di chiudersi in camera di consiglio per deliberare, e se può faccia prima che arrivi la polvere di stelle”.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/una-finestra-sul-mondo-di-una-mamma.html#.WN07qTuLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Antonella </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WN07vDuLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 17:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[”IL GIARDINO DEI MUSI ETERNI”]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3ewejn71"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/giardino-dei-musi.webp"  title="" alt="" width="445" height="297" /><br></div><div><br></div>Ognuno di noi, nella propria vita, prima o poi ha l’occasione di intessere un <b>rapporto d’affetto speciale fondato su fiducia</b>, cura, rispetto e comprensione. Tale rapporto diventa singolare e unico quando ci lega non a una persona, bensì a<b> un animale domestico</b> o, come si suol dire, “<b>di affezione</b>”. Capita spesso, infatti, che nei momenti di rabbia o di tristezza ci si senta compresi e aiutati più dal proprio cane o dal proprio gatto che da un altro essere umano. Il legame che creiamo con questi <b>amici a quattro zampe</b> diviene speciale, li consideriamo membri ufficiali della nostra famiglia, compagni di giochi e – perché no? – di avventure. Si dimostrano così importanti nella vita di tutti i giorni che, quando malauguratamente li perdiamo, proviamo un <b>dolore profondo</b> che poco si discosta da quello provocato dalla perdita di una persona cara. Ma vi siete mai chiesti se i nostri animali hanno un’anima o cosa accade loro <b>dopo la morte</b>? A questo interrogativo risponde lo scrittore Bruno Tognolini con una sua personale e poetica interpretazione. Il suo nuovo romanzo, “<b>Il giardino dei musi eterni</b>” (edito da Salani), ci propone la storia di Ginger, una gatta Maine coon che si risveglia in un cimitero per animali dove scopre di essere diventata un Àniman, un Animanimàle ossia «<b>uno spirito che fa parte dell’anima del mondo</b>, invisibile agli occhi umani». Trascorre qui felice le sue giornate con i nuovi amici tra corse nel vento, canti notturni e attese per le visite dei padroni; ma la tranquillità del giardino è ben presto interrotta dalle strane sparizioni di alcuni Àniman... Cosa sta accadendo ai suoi nuovi amici? Cosa cerca disperatamente e con rabbia il custode del cimitero? Questi e altri sono gli interrogativi ai quali Ginger cercherà di trovare una risposta, con l’aiuto della squadra Ficcamusi, in questo giallo che coinvolge, sorprende e incanta. Con il suo linguaggio intriso di poesia <b>Bruno Tognolini</b> tocca ancora una volta argomenti che difficilmente si affrontano, e ci ricorda quanto sia importante la libertà di poter essere se stessi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Buona lettura!<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.WN06QjuLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php#.WN06YTuLTIU" target="_blank" class="imCssLink">“Lettura e Racconti” </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 17:00:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-il-giardino-dei-musi-eterni-</link>
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			<title><![CDATA[“COMUNICO ERGO SUM”]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_587vtlmh"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/comunicare.webp"  title="" alt="" width="447" height="316" /><br></div><div><br></div>“Tornai a casa distrutto. Avevo lavorato a quel progetto per un mese intero, investito il mio tempo credendo in ciò che facevo, non risparmiando le mie energie, impegnandomi giorno e notte, trascurando anche la mia vita privata. Ma quando lo avevo presentato alla mia équipe di lavoro mi dissero: “hai fatto delle scelte sbagliate, questo progetto sarebbe un completo fallimento, potrebbe non essere presentabile sul mercato, hai torto”. In realtà non mi avevano dato il tempo necessario per esplicitarlo. Avrei voluto elencare i <b>punti di forza</b> della mia idea progettuale, ma non riuscii a tenere testa alle critiche negative. Arrossendo e con la voce tremante, sentii il mio cuore battere forte. Mi percepii sopraffatto e sconfitto già in partenza. Riflettendo, pensai che non mi ero mai sentito a mio agio in quell’ambiente: la sede era fatiscente nell’arredamento, poco illuminata e le persone con cui lavoravo quando parlavano non si guardavano mai negli occhi. Non solo, pareva che tutti<b> ‘pendessero dalle labbra’ del capo aziendale</b> che, con fare dogmatico e moralista, istruiva i dipendenti sui comportamenti da adottare. Non avevo mai, nemmeno lontanamente avvertito, da parte di nessun collega, il desiderio di sentirsi in una squadra. Non c’era un ‘noi’, ma tanti ‘io’; nessuno seguiva una strada comune. Mi chiedevo come potesse prosperare la <b>nostra azienda senza che nessuno si occupasse e si preoccupasse del benessere </b>di ogni suo componente. Non so quanto avrei retto. La mia autostima stava subendo un forte crollo. Cominciavo a guardare al futuro senza prospettive positive e le mie relazioni personali stavano per essere inglobate nel vortice della delusione”.<div><br></div><div><br><div><span class="imUl fs22 cf1"><i> Come interpretare tali parole?</i></span></div><div><br></div><div><br></div><div>Il racconto di quest’uomo sottolinea i sentimenti di <b>frustrazione e sconforto </b>che si possono provare in un contesto di lavoro percepito come ostile, poco accogliente, nel quale non si avverte lo spirito di collaborazione, provocando un forte senso di <b>malessere psicofisico.</b> Innanzitutto possiamo chiederci cosa significa, in realtà, comunicare. Questo termine deriva dal latino communico, letteralmente “compiere il proprio dovere insieme agli altri”. Questa parola porta con sé un concetto di straordinaria importanza: la responsabilità sociale. Essere<b> <span class="fs12">r</span><span class="fs12">espo</span></b><span class="fs12"><b>nsabili nella comunicazione significa essere consapevoli</b> che ciò che esprimiamo possa essere compreso esattamente dai nostri interlocutori e possa favorire sia il nostro bene che quello altrui. A tal proposito, lo psichiatra e psicoterapeuta statunitense Jerome Liss, ideatore del Metodo Biosistemico per le relazioni umane e i gruppi di lavoro, ha introdotto una metodologia che prende il nome di Comunicazione ecologica. Tale metodologia può essere un valido supporto per la<b> gestione e la risoluzione di conflitti di lavoro</b>, può aiutare a forgiare in positivo i comportamenti nel gruppo familiare, può essere introdotta anche nelle riunioni di condominio. Questo metodo si avvale di una persona che prende il nome di facilitatore della comunicazione. Il facilitatore ha il delicato compito di guidare il gruppo mantenendo una gestione ‘discreta’ delle situazioni, specie nei momenti di scontro fra i partecipanti alle <b>discussioni</b>. Lo scopo fondamentale del facilitatore sarà di tirar fuori il meglio di ogni persona, incoraggiandola a comunicare in armonia reciproca. <b>La comunicazione ecologica </b>permette di scoprire quali siano gli ostacoli più frequenti nelle relazioni di gruppo. Come viene riportato nel breve racconto, un ostacolo è la mancanza di tempo. Spesso il tempo insufficiente penalizza alcuni componenti del gruppo, non permettendo loro di esprimere la propria opinione e approfondire punti che potrebbero chiarire le loro intenzioni.<b> Il dogmatismo e la moralità</b> sono altre due trappole che si insinuano nelle relazioni. Alcuni membri, infatti, possono presentare le loro opinioni come ‘verità assolute’, generando un senso di oppressione negli altri membri del gruppo, o riportano la loro personale morale come unica soluzione al senso del dovere altrui. La metodologia della comunicazione ecologica insegna anche come trasformare la critica in apprezzamento. Nel caso descritto, la critica è uno strumento che annulla completamente lo scambio di idee in merito ad una proposta. &nbsp;La figura del facilitatore permette, inoltre, di superare i lunghi momenti di immobilità nel gruppo. Rimanendo seduti per molto tempo si corre il rischio di perdere il contatto con il proprio corpo e con le sue funzioni vitali, a <b>detrimento della capacità di concentrazione</b>, che porta di conseguenza alla passività. Il lavoro di ciascuno sarà orientato a percepire se stessi e gli altri come ‘attori’ importanti nelle discussioni, nelle proposte e idee suggerite. La comunicazione ecologica è una metodologia che crea un ‘ponte’ fra l’individuo e il gruppo, affinché si possano superare i conflitti, creare alleanze costruttive e soprattutto credere nelle proprie potenzialità, rispettando i propri bisogni e quelli degli altri. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12">“<b>Scambiandosi i loro pensieri, gli uomini comunicano come nei baci e gli abbracci</b>; chi accoglie un pensiero non riceve qualcosa, ma qualcuno”. (Hugo Von Hofmannsthal). Al prossimo articolo e buona comunicazione a tutti! &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12">Bibliografia: Jerome K. Liss, La comunicazione Ecologica. Manuale per la gestione dei gruppi di cambiamento sociale, ed. la meridiana, Molfetta 2000.</span></div><div><div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.WN03-DuLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b>, pedagogista, educatore extrascolastico</div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi alla pedagogista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.WN04GjuLTIU" class="imCssLink">"Psicopedagogia"</a></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 16:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[MAESTRI VIOLENTI? SCATTA IL REATO PIÚ GRAVE DI “MALTRATTAMENTO IN FAMIGLIA”]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1jfgohg5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/insegnanti-violenti.webp"  title="" alt="" width="459" height="306" /><br></div><div><br></div>Un’ <b>insegnante di scuola materna</b> veniva condannata per gli “<b>atti di sopraffazione, anche violenti, posti in essere nei confronti dei piccoli affidatile</b>” a mesi quattro di reclusione. La Corte di Cassazione ha puntualizzato che “l'uso sistematico della violenza, quale ordinario trattamento del minore, anche lì dove fosse sostenuto da animus corrigendi, non può rientrare nell'ambito della fattispecie di abuso dei mezzi di correzione, ma concretizza, sotto il profilo oggettivo e soggettivo, gli estremi del più grave <b>delitto di maltrattamenti</b>" (così, da ultimo, Sez. 6, sent. n. 53425 del 22.10.2014, Rv. 262336 e n. 36564 del 10.05.2012, Rv. 253463, la prima delle quali inerente giusto ad una vicenda in cui la Corte ha qualificato ai sensi dell'art. 572 c.p., e non come abuso dei mezzi di correzione, la condotta di una maestra di scuola materna, i cui <b>metodi</b>, ancorché per pretese finalità educative, erano improntati a ripetuto ricorso alla violenza, sia psicologica che fisica, sulle persone dei minori a lei affidati). Enunciazione che scaturisce dal rilievo che l'intento educativo e correttivo perseguito dal soggetto attivo del reato, in presenza del sistematico ricorso ad atti di violenza nei confronti del minore, non può integrare <b>la linea di discrimine fra il più grave delitto di maltrattamenti e quello di abuso</b> di mezzi di correzione, in ragione del dirimente carattere oggettivo della condotta tenuta dall'agente. Del resto, come già questa Corte ebbe a stabilire oltre venti anni fa, "con riguardo ai bambini il termine correzione va assunto come sinonimo di educazione, con riferimento ai connotati intrinsecamente conformativi di ogni processo educativo. In ogni caso non può ritenersi tale l'uso della violenza finalizzato a<b> scopi educativi</b>: ciò sia per il primato che l'ordinamento attribuisce alla dignità della persona, anche del minore, ormai soggetto titolare di diritti e non più, come in passato, semplice oggetto di protezione (se non addirittura di disposizione) da parte degli adulti; sia perché non può perseguirsi, quale meta educativa, un risultato di armonico sviluppo di personalità, sensibile ai valori di pace, di tolleranza, di connivenza, utilizzando un mezzo violento che tali fini contraddice. Ne consegue che l'eccesso di <b>mezzi di correzione violenti </b>non rientra nella fattispecie dell'art. 571 c.p. (abuso di mezzi di correzione) giacché intanto è ipotizzabile un abuso (punibile in maniera attenuata) in quanto sia lecito l'uso" (così Sez. 6, sent. n. 4904 del 18.03.1996, Rv. 205033)”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<b>Cassazione penale</b>, sezione VI, sentenza 13 marzo 2017, n. 11956<div><br> &nbsp;<div><b>Avv. Luca Volpe</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>per maggiori <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/avvocato-online-per-minori-trani.php#.WN03EDuLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"Informazioni Legali"</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 16:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[UNA RONDINE DI NOME AIDA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_dwbjsruq"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/rondine-aida.webp"  title="" alt="" width="462" height="308" /><br></div><div><br></div>Cari <b>bambini</b>, oggi, la storia che vi racconto è realmente accaduta.<div>C'era una volta una <b>bellissima fattoria con tanti animali</b>, tutti amici fra di loro e tutti liberi e felici di stare all'aria aperta e di giocare insieme.</div><div>La casa era grande e tutt'intorno vi era un grande prato e un grande stagno dove le ranocchie giocavano con le loro amiche anatre.</div><div>I colombi Matteo e Lina avevano una grande colombaia tutta per loro e per i loro venti figli in cui, ogni anno a primavera, ospitavano una<b> famiglia di rondini</b>: papà Marco, mamma Tina ed i loro sei rondinini tutti neri e carini; con loro c'era anche la più piccina di nome Aida che tutti in casa chiamavano Dida.</div><div>La vita trascorreva felice, perché tutti si volevano bene, anche il gatto Miele era amico del grosso cane Biagio e poi, cosa strana, il gatto e il cane giocavano insieme con il topolino Mattia e con tutta la sua numerosa famiglia.</div><div>Anche Alice, la cagnetta &nbsp;dei padroni di casa, sempre con la puzza sotto il naso, a volte giocava con loro! Ma solo poche volte...</div><div>Passò il lungo inverno e arrivò la primavera; i prati erano pieni di fiori, lo stagno si era riempito di girini, le anatre avevano sei nuovi figli e a mamma colomba ne erano nati altri dieci tutti, grigi con delle piume bianche, molto carini.</div><div>Alla &nbsp;<b>fattoria</b>, pur essendoci una grande confusione per via di tutti i nuovi nati, si aspettava l'arrivo di mamma Tina, di papà Marco e dei loro rondinini.</div><div>Una mattina piena di sole, tutti alla fattoria furono svegliati dal loro arrivo.</div><div>Erano neri con il capino bianco e c'erano proprio tutti: papà, mamma, i figli e c'era anche lei Aida che non era più la piccolina, ma era diventata una bella rondine.</div><div>E che sorpresa: si era sposata ed era diventata mamma di dieci piccole rondini che erano sempre vicino a lei.</div><div>Tutti furono molto contenti del loro arrivo...non proprio tutti! Chi? Il Colombo Ulisse che da sempre era innamorato di Aida ed ora faceva da zio ai piccolini; era bello vedere un <b>Colombo che insegnava a volare a tante piccole rondini.</b></div><div>Pian pianino ci fu un miracolo, Ulisse era soddisfatto perché le piccole rondini non avevano più paura di volare: andavano nel cielo limpido, si fermavano sotto le grondaie ad annunciare l'arrivo della primavera; poi, alla sera, ritornavano nella colombaia dai loro amici colombi e, dopo aver cenato, tutte insieme si addormentavano vicino a mamma Aida.</div><div>Ora erano al sicuro!</div><div>Brava mamma Aida! Le tue rondinelle sono brave ed educate.</div><div>Sì bambini, perché non vi è posto più sicuro che stare vicino alla propria mamma. </div><div>Cari bambini, mi raccomando state sempre vicino alla vostra mamma.</div><div>Un grandissimo bacio a voi e a tutti i rondinini dalla vostra nonna Gina.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WN01tTuLTIU" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><span class="fs12"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WN01tTuLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></span><br></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.WN01wzuLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"I nonni raccontano" &nbsp;</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 16:39:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?una-rondine-di-nome-aida</link>
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			<title><![CDATA[SENSIBILIZZAZIONE, CONVEGNI, INTERVISTE...DIVERSAMENTE ABILE? NON SO CHI SEI]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_b0g9xdu1"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/diversamente-abili.webp"  title="" alt="" width="421" height="281" /><br></div><div><br></div>Leggo continuamente di <b>eventi sensibilizzatori,</b> convegni, interviste sull'importanza della tutela della diversabilità in un Paese, come l'Italia, "potenzialmente civile". Apprezzabile è lo sforzo di<b> ODV </b>ed autorità preposte nel mettere in evidenza <b>le difficoltà che noi diversamente abili</b> affrontiamo ogni giorno per poter vivere una vita "normale". &nbsp;&nbsp;Muoversi in auto, bus, treni o taxi è sempre complicato, andare al ristorante, al pub o ad un locale è proibitivo; persino fare una passeggiata è ancora un sogno. La ricerca, che ha fatto passi da gigante nella prevenzione e cura di tante malattie comuni, sembra dimenticarsi delle malattie rare. Più se ne parla e meno la gente comune, i ricercatori e le istituzioni sembrano impegnarsi realmente a rimuovere le barriere architettoniche e le croniche barriere mentali. La diversabilità sembra essere diventata una materia di "nicchia"! Lancio una sfida allora... Eleggiamo un<b> Presidente del Consiglio o un Presidente della Repubblica "diversamente abile!"</b>. Certamente la diversabilità diventerebbe popolare...<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.WOZ9joiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b>, esploratore di vita &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-disabili-raccontano-la-loro-citta-di-trani.php#.WOZ9oYiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">"Diversabilità" </a>...parole e pensieri che raccontano la vita.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Mar 2017 17:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BAMBINI E ANIMALI: BENEFICI PSICOLOGICI DI CRESCERE CON UN PET]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0utfif7z"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/pet-therapy-e-aiuto-spicologico.webp"  title="" alt="" width="373" height="248" /><br></div><div><br></div>“Mamma adottiamo un cane: me ne occuperò io, te lo prometto!”.<div>A quanti genitori sarà capitato di ricevere questa richiesta da parte di un figlio e di rispondere che <b>adottare un cane</b> è un impegno non semplice da poter sostenere tra lavoro, casa, scuola ed impegni sportivi dei piccoli di casa. Altri genitori rispondono con un categorico: “no, animali in casa mai! Sono portatori di germi!”. Ma, se solo i genitori fossero a conoscenza dei benefici psicologici che i propri figli potrebbero trarre dalla relazione con un animale, meglio ancora se un cane, cambierebbero sicuramente idea!</div><div>Prima di tutto adottare un cane o un gatto deve essere una scelta consapevole degli adulti, in quanto gli animali non sono giocattoli da regalare ai bambini e da abbandonare quando non si desiderano più, ma richiedono tempo, attenzioni &nbsp;e tanto amore. Crescere con un pet è un’esperienza unica per i nostri figli, in grado di educare alla diversità ed al rispetto dell’altro favorendo lo sviluppo dell’empatia, migliorando la sua capacità di relazionarsi con gli altri. Prendersi cura di un animale da compagnia è un’esperienza formativa importante per il bambino, infatti sapere di essere direttamente responsabile del benessere di un essere vivente accresce il suo senso di responsabilità ed altruismo. </div><div><br></div><div><i class="imUl fs22 cf1">Cosa accade?</i></div><div><b><br></b></div><div><b>L’amore incondizionato che un bambino riceve dal suo animale aumenta la sua autostima ed il suo senso di sicurezza.</b> La profonda relazione che si instaura tra il piccolo uomo ed il suo fedele amico permette di conoscere e sperimentare emozioni positive e rappresenterà un valido esempio per instaurare relazioni positive con i propri pari, basate sulla fiducia e sul reciproco rispetto. Crescere con un animale domestico comporta non solo benefici psicologici, ma anche fisici: se il bambino ha contatti con un animale sin da piccolissimo, l’interazione con <b>l’animale è un prezioso stimolo per l’apparato neurale e il suo sviluppo sensoriale</b>. Prendersi cura di un animale, come un cane, porta il bambino a compiere attività fisica riducendo i rischi di obesità infantile. Inoltre, è possibile tranquillizzare i genitori affermando che il livello immunitario dei bambini che crescono con un animale è più elevato, così come è stato dimostrato da uno studio condotto da un’equipe di ricercatori dell’ospedale universitario di Kuopio, in Finlandia. </div><div>Perciò i bambini che crescono con un cane ‘corrono il rischio’ di essere felici, responsabili, sensibili, empatici, socievoli ed anche...in salute!<div><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.WNQKIWf_rcd" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dott.ssa Roberta di Lernia</b></a>, Psicologa Clinica</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div><a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi alla psicologa di "Psicologia" per approfondimenti e/suggerimenti</a></div><div><br></div><div><br></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 25 Mar 2017 17:44:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?bambini-e-animali--benefici-psicologici-di-crescere-con-un-pet</link>
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			<title><![CDATA[DAL CAOS ALL’ABBANDONO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_jg6obzi9"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/abbandono-ai-propri-desideri.webp"  title="" alt="" width="369" height="246" /><br></div><div><br></div>Transitare...proprio in senso transitivo, <b>dal disordine all'abbandono</b>, è un passaggio &nbsp;semplice, un battito d’ali di farfalla.<div>Abbandonarsi, in senso morale come affidamento di se stesso, in totale fiducia alla volontà o al contenimento altrui, cedere ad un colloquio aperto, rivelarsi; ma anche abbandono come riposo delle membra, come possibilità data al corpo di permanere nell'immobilità...</div><div><span class="fs12">Abbandono ha per me anche il senso di accettazione passiva delle scelte universali, predisposte per noi inconsapevoli.</span><br></div><div>Esiste però una inspiegabile <b>dicotomia tra abbandono e desiderio</b>: se è vero che il desiderio, inteso come pensiero che diviene fattuale, come esigenza percepita di una mancanza che richiede completamento, ha il potere di concretizzare cose che sono nella mente, l'abbandono, invece, dispone e ordina il silenzio. <b>Tacere sui desideri, tacere dei pensieri, tacere sui progetti</b>: fare buio sul predisporsi futuro e <b>vincere mollando la presa su tutto</b>.</div><div>L’abbandono è inteso come lasciarsi essere; abbandono come silenzio taciuto e voluto, consapevole e necessario.</div><div>E' come essere lì, aperti, sempre in <b>senso Heideggeriano</b> alle infinite e imperscrutabili possibilità che sono auspicabili.</div><div>Ciò non significa restare nella sussistenza, bensì nell’esistenza come trascendenza...</div><div>Significa non un restare passivamente e un giacere sussistendo, ma per dirla con Heidegger, mantenere in vita quell'abbandono nei confronti del pensiero calcolante tipico dell’età della tecnica che, a nostra insaputa, ci ha forgiati in modo inumano lasciandoci privi del pensiero meditativo.</div><div>E, come in viaggio sulla corrente di acque imprevedibili, restare vivi accogliendo il tutto che si apre a noi.</div><div>E’ la <b>“lichtung”</b>, la radura di Heidegger.</div><div>In una radura, come il Pentalfa, l’uomo respira la vita e si lascia toccare dal vento e percepisce i profumi e resta sotto le intemperie, respirando l’esistenza, respirando in totale passività il fluire della temporalità.</div><div>E’ così consolatorio...vincere mollando la presa.</div><div>La quiete dell'esistere.</div><div><br></div><div><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.WNV3O2f_rcd" target="_blank" class="imCssLink"><b>Prof.ssa Elena Ventura</b></a> - counselor filosofico</span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">Continuate a seguire "Filosofia ed Etica"</a></div><div>Il giardino delle parole...</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Mar 2017 19:42:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?dal-caos-all-abbandono</link>
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			<title><![CDATA[AUSILI DI SUZIONE E/O NUTRIZIONE. 'NO' ALL'USO PROLUNGATO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_g8wg013g"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/vantaggi-svantaggi-del-ciuccio.webp"  title="" alt="" width="375" height="128" /><br></div><div><br></div>Un’<b>attività di suzione troppo prolungata</b>, sia in senso anagrafico che in ore durante la giornata, può dar luogo a conseguenze negative per il piccolo, affliggendo le funzioni di<b> masticazione, respirazione, deglutizione ed articolazione dei suoni del linguaggio</b> negli anni successivi. I difetti conseguenti all'<b>utilizzo del ciuccio</b> si manifestano in relazione a quanto viene utilizzato quotidianamente e da quando si smette di usarlo. Se il ciuccio viene tolto quando il bambino ha un'età compresa tra i 6-9 mesi è molto probabile che il morso si normalizzi da solo con la crescita, in quanto le ossa del palato (da 0- 3 anni) sono ancora morbide. Nei bambini, invece, che usano il ciuccio intorno ai 3-4 anni il problema può risultare più complesso da risolvere e richiedere terapie specialistiche e correttivi adeguati. Tra le conseguenza ci sono possibili disfunzioni oro-facciali del bambino, per esempio la punta della lingua può diventare ipotonica e il bimbo non parlerà bene, rendendo interdentali molti fonemi a luogo di articolazione anteriore. Potrebbero esserci problemi sulla chiusura delle arcate dentali che necessitano delle cure dell’odontoiatra per essere risolti. Nei bambini che utilizzano troppo a lungo il ciuccio la lingua segue uno schema diverso: assume una postura bassa, ossia rimane poggiata nella parte inferiore della bocca (il pavimento orale) e, durante l'atto della deglutizione, si interpone tra le arcate dentarie esercitando di frequente una spinta contro gli incisivi. In pratica, avviene la persistenza del modello deglutitorio presente nel neonato (<b>deglutizione infantile</b>), che abitualmente si modifica in seguito all'eruzione dentale. Problemi analoghi, a carico dei denti e della deglutizione, si ingenerano con la suzione, ad esempio, del dito, del biberon, del labbro e della lingua stessa. Il succhiatore del dito tende a mantenere nel tempo la propria abitudine di auto sollecitazione più di quanto faccia l’utilizzatore del ciuccio, sul quale provvedimenti educativi e restrittivi sono più efficaci, inoltre il dito occupa più spazio e causa problemi maggiori anche a carico della respirazione, perché il dito sul naso chiude la narice. <div>Se volete approfondire l’argomento, potete scaricare e leggere il libro “Viaggio nella funzione alimentare del bambino da 0 a 3 anni di età” della dott.ssa Antonella Cerchiari, una guida pratica per i neo genitori ed esperti.</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.WNV2OWf_rcd" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dott.ssa Anna Sofia Piras - &nbsp;Logopedista</b></a><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicoterapeuta-pedagogista-risponde-a-trani.php#.WNV3Hmf_rcc" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi alla Logopedista per consigli e/o approfondimenti</a></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Mar 2017 19:32:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?ausili-di-suzione-e-o-nutrizione---no--all-uso-prolungato</link>
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			<title><![CDATA[VOGLIO SOGNARE IN ROSA - Parte prima]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6hyqx7f0"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/sognare-di-volare.webp"  title="" alt="" width="368" height="245" /><br></div><div><br></div><div>Dopo un viaggio rumoroso, caldo e pieno di disagi, Carolina approdò a Capri, la sua bella Capri e, come d'incanto, si dimenticò i fastidi e ritornò ad essere la Carolina felice di sempre. Quanti ricordi e quanti anni erano trascorsi da quando ragazzina era stata in vacanza nell'isola dei sogni insieme ai suoi genitori!</div><div>Ricordava ancora la piccola pensione e soprattutto lui, il giovane cameriere che serviva a tavola di cui si era innamorata solo come le bambine fanno, sì perché lei aveva dieci anni e lui poco più, quattordici.</div><div>A dire la verità, <b>il suo amore era a senso unico</b>, perché Beppe non la degnava di uno sguardo; chissà se continuava a fare il cameriere: l'avrebbe riconosciuta?</div><div>E la pensione "Marechiaro" esisteva ancora?</div><div>A tutto questo pensava Carolina, seduta nella famosa piazzetta piena di turisti di ogni nazionalità sorseggiando una granita al limone, buona e odorosa di zagare, un profumo che solo a Capri trovi. Era felice Carolina, finalmente aveva realizzato il suo sogno: ritornare a Capri e così era partita dalla lontana Australia dove ormai risiedeva dal giorno del suo matrimonio. Si era sposata giovanissima con &nbsp;un suo compagno di liceo, figlio del console australiano che lavorava all'ambasciata italiana.</div><div>Erano stati anni bellissimi, ma Artur, una volta terminati gli studi, era rientrato con i suoi genitori in Australia. Lì aveva conseguito la laurea in Economia e Affari Esteri &nbsp;e, alla morte del suo papà, era diventato lui stesso ambasciatore alle Nazioni Unite con sede a Melbourne. Avevano continuato a scriversi e sentirsi quasi ogni giorno e il loro amore, nato sui banchi di scuola, era diventato con il tempo sempre più forte.</div><div>Carolina soffriva per quella lontananza, ma <b>era figlia unica </b>e non poteva lasciare i suoi genitori e così si laureò in Medicina e, dopo un lungo tirocinio, si specializzò in Neurologia e cominciò &nbsp;a lavorare nell'ospedale della sua città: il San Camillo, con sede a Roma. <span class="fs12">Il San Camillo era, ed è tuttora, uno dei più grandi ospedali della Capitale e lei era molto orgogliosa di farne parte come medico. In ospedale Carolina trascorreva gran parte del suo tempo, insieme ai suoi pazienti che erano molto felici di avere una dottoressa bella e brava come lei. Ogni sera telefonava al suo Artur e si giuravano amore e intanto i mesi e i giorni trascorrevano sempre uguali, anzi no, da un po' di tempo sentiva Artur distante e a suo parere meno innamorato, ma lui la rassicurava dicendole che l'amava moltissimo e che era molto preso dal suo incarico e che presto le avrebbe fatto una sorpresa, ma non poteva dirle di più e con con un "ti amo" chiuse la conversazione.</span></div><div>"Anche io ti amo Artur &nbsp;e mi manchi tanto".</div><div>Quella notte non dormì molto e al mattino arrivò in ospedale ancora assonnata e piena di dubbi. Cominciò l'ora delle visite e parlando con i pazienti dimenticò i suoi problemi per farsi carico dei loro e cercare di risolverli.</div><div>Ebbe una mattinata abbastanza intensa. Aveva bisogno di un buon caffè, visto che non aveva fatto colazione e guardando l'orologio nel grande atrio dell'ospedale si rese conto che non era più l'ora del caffè, ma quella del pranzo.</div><div>Raggiunse la mensa e si rese conto che vi era un'atmosfera diversa e in più molti suoi colleghi la guardavano e sorridevano; si accorse che c'era un tavolo speciale con dei fiori e dello spumante: chi festeggiava?</div><div>Due mani le chiusero gli occhi e, dopo qualche attimo, si ritrovò stretta in un abbraccio fortissimo avvolta da un bacio pieno di passione.</div><div>Aprì gli occhi e poi li rinchiuse:"se sto sognando, voglio che il sogno continui, perché è bellissimo". Non era un sogno, il suo Artur era lì davanti a lei e le stava chiedendo di sposarlo e di andare con lui in Australia: Carolina era frastornata, ma era tanta la gioia di rivederlo e, fra gli applausi dei suoi colleghi, disse di sì, era quello che aveva sempre sognato. Lo avrebbe seguito anche in capo al mondo.</div><div>Non fu facile dirlo ai suoi genitori, ma loro furono molto felici e comprensivi: "noi vogliamo la tua felicità e ti auguriamo di averne tanta".</div><div>Carolina li abbracciò e così fece con Artur.</div><div>Il giorno dopo cominciarono i preparativi e nel giro di soli due mesi, in una bella mattina di sole, nella chiesa più bella di Roma, lei giurò amore eterno al suo Artur.</div><div>Fu triste abbandonare casa sua, i suoi pazienti, la sua città, le sue radici, ma dopo aver stretto forte forte i genitori e averli salutati con un "vi aspettiamo", salì sull'aereo insieme a suo marito. Pianse per metà del viaggio, ma di felicità; sì,era felice e molto innamorata.</div><div>Quando, dopo dieci ore di aereo, arrivò in Australia, si rese conto che una nuova realtà l'aspettava e che Roma, la sua Roma, era tanto, ma tanto lontana. Pensando ai genitori i suoi occhi si riempiono di lacrime, ma durò poco, perché Artur con un bacio dolcissimo le disse che sarebbe potuta andare dai suoi genitori ogni qualvolta ne avesse sentito il bisogno.</div><div>I primi mesi &nbsp;e anche i primi anni &nbsp;non furono facili, la sua vita era cambiata completamente: le mancava la sua famiglia e tanto, tanto il suo lavoro, Artur con lei era dolcissimo e la voleva sempre al suo fianco nelle visite di rappresentanza dovute al &nbsp;lavoro di ambasciatore. Tante feste, conferenze, tanti posti nuovi e soprattutto la gente di colore ed etnie diverse e tutti erano molto carini con lei e fu proprio la gente, ma soprattutto i bambini a ridarle la serenità: ve ne erano tanti e tutti avevano bisogno di un aiuto, di una famiglia e lei decise di aiutare quei bambini, ma con il tempo si rese conto che erano i bambini ad aiutare lei.</div><div>Stare con i bambini, curarli e insegnare loro a parlare e a scrivere le fece quasi dimenticare la sua bella Roma. Con suo marito costruì un ospedale, poi una scuola e non aveva più tempo per essere triste, perché il suo tempo lo dedicava agli altri.</div><div>Riprese a fare il medico e diventò amica di tutti e per tutti era l'angelo italiano e lei nel suo piccolo cercava di salvare e aiutare i popoli in difficoltà.</div><div>Il suo matrimonio era solido, anche se dalla loro unione non erano nati &nbsp;&nbsp;figli. Carolina parlando con i suoi genitori usava dire che di figli propri ne avrebbe avuti uno, due, massimo tre; ora, invece, lei era la mamma di decine di bambini dagli occhi neri che appunto la chiamavano "Mama”.</div><div>La nostalgia per l'Italia era tanta e lei mancava ai suoi.</div><div>Artur comprese il suo malessere e per il compleanno le fece una sorpresa bellissima: tante rose rosse e due biglietti aerei per Roma.</div><div>Carolina era felice e così, due giorni dopo, insieme al suo amore si mise in volo.</div><div>Quando l'aereo atterrò a Ciampino Carolina piangeva, ma di gioia: i suoi genitori erano lì ad aspettarli e lei volò tra le loro braccia.</div><div>Ci volle un po' di tempo prima che riuscissero a staccarsi: era bello ritornare ad essere figlia. I giorni trascorsi con i suoi non li avrebbe mai più dimenticati e le avrebbero fatto compagnia quando sarebbe rientrata in ambasciata.</div><div>Roma era ancora più bella di come la ricordava e l'affetto dei suoi amici e colleghi di un tempo la fecero sentire molto bene.</div><div>I giorni di vacanza trascorsero velocemente e in una mattina piovosa ritornò a casa, la sua casa, quella dall'altra parte del mondo, dai suoi bambini che avevano tanto bisogno di lei. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwKwK5yLRdg" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwKwK5yLRdg" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a> - </b>Nonna Gina</div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://tiny.cc/nonni " target="_blank" class="imCssLink">"I nonni raccontano"</a></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Mar 2017 09:27:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?voglio-sognare-in-rosa---parte-prima</link>
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			<title><![CDATA[PUNTI DI FORZA O DEBOLEZZA?]]></title>
			<author><![CDATA[prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7xvv7sw7"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/come-motivare-uno-studente.webp"  title="" alt="" width="387" height="290" /><br></div><div><br></div>Da sempre la pedagogia insegna che la crescita individuale è data principalmente dalla fiducia nelle proprie capacità, sviluppate e potenziate nella suola e realizzate, poi, nella vita. Scoraggiamento e rinuncia vanno di pari passo ed è per questo che l'aspetto psicologico di chi impara va sempre considerato da chi insegna. Si tende, invece, a sottolineare carenze ed errori, a volte colpevolizzando anche chi ne dà prova, demolendo in un attimo un processo di apprendimento in atto e in crescita. Processo molto delicato, poichè investe l'intera sfera psicofisica del bambino o ragazzo che, magari, insicuro e fragile per natura, piuttosto che di dita puntate contro, avrebbe bisogno di mani tese e fiduciose. Li chiamano"<b>punti di forza</b>", ma restano ancora, purtroppo, punti fermi in vecchie metodologie educative che mirano solo ad evidenziare mancanze e mai a sottolineare meriti. Nessuno è privo di personali doti, speciali da renderlo unico. Nessuno è incapace di sorprendere con positive risposte e soluzioni. Tuttavia si preferisce ignorare queste capacità e continuare a mettere in evidenza solo limiti e difficoltà. La scuola, specie dell'obbligo, ha il dovere di <b>far crescere l'autostima</b> in chi, ogni giorno comunque, sia pure a fatica e a piccoli passi, costruisce il suo io ponendo le basi del suo futuro. Quei segni rossi che evidenziano correzioni e che buttan giù tremendamente quando sono associati a continui e ripetuti rimproveri e ammonimenti, se ogni tanto fossero anche indicatori di progressi e miglioramenti, forse, raggiungerebbero più velocemente l'obiettivo di un miglioramento, rinforzato da un'attenzione data, anche a quel poco che è stato percepito e fatto bene.<b> Non c'è crescita senza la fiducia in se stessi</b>. Nelle proprie potenzialità che chiedono soltanto d'esser anche incoraggiate e non solo mortificate. &nbsp;&nbsp;<div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WND3flXhDcd" target="_blank" class="imCssLink"><b>Prof.ssa Angela Bini</b></a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><div>Continuate a seguire <a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI"</a>. </div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti</div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Mar 2017 09:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[UN DOLCE PER PAPA’]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_d4v2xy4a"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/festa-del-papa-2017.webp"  title="" alt="" width="364" height="364" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs12">Oggi è una giornata speciale e vorrei festeggiarla con un pensiero scritto dalla mia primogenita Eliana per il suo papà Carlo. “Caro papà, mi dispiace deluderti a volte, ma io a te ci tengo ed è vero. Mi piace quando la mattina mi vieni a svegliare e mi prepari la colazione. Con te mi sento al sicuro e, anche se fai il duro, so che hai un cuore d'oro”. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12">Vi suggerisco, per vivere con dolcezza questa ricorrenza, la mia ricetta preferita dei </span><b class="fs12">cupcakes al cioccolato</b><span class="fs12">. Ingredienti: 150 g di farina 00; 80 g di burro; 140 g di zucchero; 2 uova; 60 g di cioccolato fondente; 40 ml di latte; 2 cucchiaini di lievito per dolci.</span></div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft"><i class="fs22"><span class="cf1">Procedimento</span></i><br></div><div class="imTACenter"><i class="fs22"><br></i></div><div>Lavorate il burro con lo zucchero, fino a renderlo una crema. Aggiungete le uova e continuare a lavorare. Aggiungete la farina setacciata insieme al lievito e continuate a mescolare fino ad ottenere una crema liscia e fluida. Nel frattempo, fate sciogliere in un pentolino a bagnomaria il cioccolato, quindi aggiungete il latte e amalgamate. Quando il composto risulterà liscio e spumoso aggiungete il cioccolato. Continuate a lavorare il composto, fino ad ottenere una crema fluida.</div><div>Riempite gli stampini per cupcakes per 2/3 con il composto ottenuto. </div><div>Infornate i cupcakes al cioccolato a 180°C in forno già caldo e cuocete per 15 minuti. Sfornate i cupcakes e lasciateli raffreddare. </div><div> </div><div>Dolcissimo divertimento a tutti!</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.WM-eVVXhDcd" target="_blank" class="imCssLink"><b>Annalisa Stillavato</b></a> Cake designer - delegata provinciale Bari FIAB<div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="su http://tiny.cc/arte" target="_blank" class="imCssLink">Continuate a seguire "Spirito Artistico"</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 09:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[VIDEOGIOCHI. ATTENZIONE ALL'UDITO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_bwcdagm9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/attenzione-ai-videogiochi.webp"  title="" alt="" width="380" height="251" /><br></div><div><br></div>Quando si pensa a situazioni e fattori compromettenti per l'udito, quasi sempre, si identificano circostanze in cui ci sono rumori elevati per lunghi tempi di esposizione, tipo serate in discoteca, lavoro in ambienti rumorosi, musica troppo alta. A questi bisognerebbe contemplare anche <b>determinati tipi di videogiochi che prevedono musiche ed effetti sonori di alta intensità</b>, atti a creare la giusta ambientazione e, talvolta, anche l'<b>utilizzo di cuffie stereo</b>, che, se indossate per diverse ore al giorno (cosa che purtroppo si realizza in molti casi), mettono a serio rischio l'udito. Nel caso specifico, la fascia di età maggiormente a rischio è quella che va dai 15 ai 35 anni, poiché rappresenta quella dei maggiori utilizzatori di videogame. Come già detto, è la combinazione di volumi alti e tempi lunghi di utilizzo a rappresentare il vero rischio, in più l'uso delle cuffie aumenta maggiormente l'esposizione dell'orecchio a picchi di intensità dannosi. Un parametro importante, per capire se si è esagerato col volume, è una sensazione di orecchio ovattato con presenza di eventuali fischi e ronzii che si manifesta al termine del gioco. E’ bene sapere che un ascolto in sicurezza prevede un volume regolato ad una intensità non più alta del 60% della portata del riproduttore, sia che si tratti di cuffie che di casse stereo (questa regola vale anche per l'utilizzo dei lettori MP3). Se indossando le cuffie non si sentono suoni dall'esterno vuol dire che il volume di ascolto è già molto elevato (superiore agli 85 dB). Altro importante accorgimento è quello di fare una pausa tra una sessione di gioco e l' altra, in modo da consentire alle orecchie un discreto recupero dall'<b>affaticamento uditivo</b> creato dal gioco. <div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.WM7j3lXhDcc" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Pagnotta Giorgio </a> - </b>Audioprotesista Master di Specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</div><div><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><br></div><div><a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere"</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 Mar 2017 19:59:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?videogiochi--attenzione-all-udito</link>
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			<title><![CDATA[FAR COPIARE OPPURE NO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_b8v1pooc"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/far-copiare-a-scuola.webp"  title="" alt="" width="466" height="350" /><br></div><div><br></div>Chi non ha avuto bisogno nella sua <b>vita scolastica</b> di un suggerimento per portare a termine una verifica da svolgere in classe? Eravamo lì a fissare il compagno nella speranza di cogliere quel <b>suggerimento </b>che, come per magia, avrebbe sciolto il nodo di un quesito di matematica, o esercizio di grammatica, inglese, francese o latino che fosse. Se quel suggerimento, poi, non arrivava, il collo veniva posto sotto sforzo, per portarsi in allungamento sul compito più vicino al nostro banco e, naturalmente, di chi sapevamo fosse bravo in quella disciplina. Sistematicamente si restava delusi e sfiduciati quando chi si accorgeva del tentativo di furto, immediatamente copriva col petto o col braccio il suo elaborato impedendoci di sbirciare. Di <b>copiare</b>. Quel gesto ci feriva dentro e chiamavamo quel compagno...egoista! Questo accadeva e sempre accadrà. Gli <b>insegnanti </b>oggi somministrano prove diverse per file, ed ammoniscono i propri alunni, a volte minacciando anche di annullare le loro prove, nel caso in cui copino. Se però è giusto che ogni ragazzo svolga da sé il proprio lavoro, per mettere in luce quella che è &nbsp;la sua effettiva <b>preparazione</b>, vien da pensare che un suggerimento, delle volte, non solo può sbloccare chi non ricordando qualcosa va in confusione, pur avendo studiato, ma può insegnare, nella scuola, luogo in cui si trasmettono valori come la condivisione ed apertura verso gli altri, che porgere a volte una mano non è reato, anche perché tutti, prima o poi, di quella mano se ne avrà bisogno.<div><br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WMLtrzvhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><br></div><div>Continuate a seguire <a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde " target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI"</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 18:15:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?far-copiare-oppure-no</link>
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			<title><![CDATA[LA PARTITA DI PALLONE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_gft281z7"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/partita-di-pallone.webp"  title="" alt="" width="489" height="172" /><br></div><div><br></div>Si avvicina la <b>primavera </b>e gli animali della fattoria decidono di festeggiare il 21 marzo con una partita di <b>pallone</b>, ma non la solita partita, ma una partita speciale come speciale sarebbero stati tutti i <b>giocatori</b>.<div>Squadra A, le coccinelle, squadra B le rondinelle, arbitro il Colombo Biagio, allenatore per le coccinelle il ragno Tobia, per le rondinelle il grillo Enzo: che partita ragazzi!</div><div>Tutti sono in attesa del grande evento, anche perché il ricavato andrà ai bambini terremotati e servirà per acquistare cibo, vestiti, libri, quaderni ed anche qualche giocattolo, più un grande uovo di <b>Pasqua </b>per tutti.</div><div>Il grande giorno è arrivato. Oggi, 21 marzo 2017, &nbsp;le coccinelle e le rondinelle disputeranno la ‘partita del cuore’.</div><div>I biglietti sono stati venduti e lo stadio è pieno di tanti amici: bruchi, farfalle, lucertole, ragni, api, lumache, formiche, calabroni e tanti, tanti altri. La <b>squadra </b>delle Rondinelle, in maglia bianconera (Juventus ), la squadra delle Coccinelle, in maglia rossonera (Milan).</div><div>Tutti prendono posto, l'arbitro Colombo Biagio suona il fischietto e la partita inizia.</div><div>Le Rondinelle sono forti, ma anche le Coccinelle sono brave e alla fine del primo tempo chiudono con un pareggio: 3 a 3 .</div><div>Inizia il secondo tempo e le rondinelle vanno in vantaggio, gli <b>applausi </b>sono tanti, le Coccinelle tentano di recuperare, ma la partita viene vinta dalle Rondinelle con un risultato finale di 4 a 3.</div><div>A fine partita i Capitani delle due squadre, per le Rondinelle, Baby Girl e per le Coccinelle, il mitico cane Pedro, si scambiano le maglie e si stringono la zampa.</div><div>Bravissime Rondinelle, bravissime Coccinelle: siete state davvero in gamba, ora mi raccomando... tenetevi pronte per la prossima partita.</div><div>Evviva la partita del cuore, evviva la primavera.</div><div>La <b>storia</b>, cari bambini è terminata ed io, Baby Girl e Pedro vi inviamo tantissimi bacini. Nonna Gina &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WMLs9DvhDIU" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 18:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[VACCINAZIONI  Parte seconda]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_gc8yz358"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/vaccinazioni-2.webp"  title="" alt="" width="454" height="231" /><br></div><div><br></div>Quali sono le dinamiche mentali che portano le <b>madri </b>a decidere sulle vaccinazioni dei loro figli? Studi effettuati hanno identificato importanti fattori <b>positivi </b>e <b>negativi</b> in relazione all’attitudine a <b>vaccinare </b>(valutazione quantitativa). Tra i fattori positivi vi sono quelli di prevenire malattie infettive, aiutando la comunità a partecipare all’immunità di gregge (il cosiddetto contratto sociale, rispettare la norma culturale, ovvero ciò che più fanno gli altri). Tra i fattori negativi troviamo la paura degli effetti collaterali, il cosiddetto contratto sociale invertito, se gli altri sono vaccinati il rischio decresce, il credere che il non fare sia meno colpevole del fare, il considerare la <b>malattia</b> come molto rara, la convinzione che sia meglio sviluppare l’immunità naturale (malattia), piuttosto che quella vaccinale. E’ stata fatta anche una valutazione qualitativa dividendo le donne in due gruppi, il primo formato dalle <b>donne </b>favorevoli alle vaccinazioni e il secondo da quelle che rifiutano le vaccinazioni che a loro volta si suddividono in due sottogruppi . Mamme che accettano senza problemi e mamme che accettano con notevole paura. Mamme che rifiutano totalmente la vaccinazione e mamme che scelgono di farle in ritardo o di farne solo alcune. Le mamme che esitano o che vaccinano in ritardo sono simili tra loro per il desiderio di <b>conoscenza</b>, sono quelle su cui è possibile intervenire e per lo più hanno espresso la voglia di avere informazioni sulle vaccinazioni dal loro pediatra. Moltissime delle donne intervistate avevano scarsa conoscenza sulle vaccinazioni e facevano errori parlando di vaccini. Le fonti di <b>informazioni </b>sono diverse e determinate. Le mamme favorevoli alle vaccinazioni, che esitano o vaccinano in ritardo, assumono le informazioni dal proprio pediatra, mentre le mamme che non vaccinano le assumono preferibilmente da medici naturopati, omeopati, libri o internet. Negli ultimi anni la resistenza di alcuni <b>genitori </b>verso le vaccinazioni continua a crescere, anche se sono chiari i pericoli derivanti dalle malattie prevenibili con le vaccinazioni. Questa resistenza è in parte dovuta alla proliferazione di articoli, libri e siti web che mettono in dubbio la sicurezza ed il valore delle vaccinazioni infantili. Sebbene normalmente vi sia un buon rapporto tra genitori e pediatri che, normalmente, svolgono un’opera di comunicazione eccellente, una grossa percentuale di <b>pediatri </b>ha deciso di interrompere l’assistenza ai bambini delle famiglie che rifiutano le vaccinazioni, cosa non molto simpatica, perché il nostro ruolo (quello dei pediatri) e quello di advocacy del bambino, ma a volte i genitori non ci permettono di poterlo fare.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b>, pediatra &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 18:07:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?vaccinazioni--parte-seconda</link>
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			<title><![CDATA[CHE GENITORE SEI? STILI EDUCATIVI A CONFRONTO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_hspb2jh4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/essere-genitore.webp"  title="" alt="" width="470" height="235" /><br></div><div><br></div>Satir nel 1972 scrive: “Un <b>bambino </b>quando viene al mondo, non ha né passato né esperienza da cui trarre indicazioni per gestire se stesso, nessuna scala grazie a cui giudicare le sue capacità. Deve basarsi sulle <b>esperienze </b>che ha con le persone che gli stanno intorno e sui messaggi che esse gli inviano riguardo il suo valore come persona”. Molte sono le variabili che interferiscono nella crescita di un individuo e, una di queste, risiede nel <b>modello genitoriale</b> a cui ciascuno di noi viene a contatto sin dalla primissima infanzia. Non è, infatti, raro riscontrare correlazioni tra stili educativi e disturbi psichiatrici già in età evolutiva. Tra i modelli più noti che descrivono gli stili genitoriali vi è quello proposto da Diana Baumrind negli anni '70. Questo modello delinea quattro diversi stili: -<b> autoritario</b>; - <b>permissivo;</b> &nbsp;- <b>trascurante/rifiutante</b>; - <b>autorevole</b>. Nel modello autoritario, le parole chiave sono: ordine, rispetto e regole. Spesso le regole vengono imposte senza possibilità di spiegazioni. Eventuali violazioni sono da considerarsi gravi errori e quindi punibili. I bambini, crescendo in un clima così rigido, vivono nella <b>paura </b>dell’errore sviluppando, conseguentemente, una forte dipendenza dagli altri. Anche <b>l’autostima </b>sembra non beneficiarne, in quanto persone cresciute sotto questo genere di modello, non riescono ad esprimere liberamente ciò che pensano e finiscono per assecondare il volere altrui, ma quasi mai quello proprio. Nel modello permissivo, si assiste ad una dinamica genitore- figlio totalmente opposta. Parole d’ordine sono: assenza di responsabilità, immaturità genitoriale, incoerenza. Ovvero, il genitore tendenzialmente permissivo non si preoccupa di “segnare” una <b>strada </b>precisa, ma preferisce lasciare suo figlio libero di scegliere. Tale <b>libertà</b>, spesso regala un falso e pericoloso senso di onnipotenza, ovvero: “come se” tutto dipendesse esclusivamente da loro. Le relazioni con i pari diventano così molto problematiche, perché centrate su un <b>egocentrismo </b>disfunzionale che sfocia in sentimenti di frustrazione e rabbia verso il mondo esterno che non è così disponibile ad accogliere e soddisfare le varie richieste del bambino a cui tutto vien concesso. Diverso ancora è quando il genitore è completamente disinteressato <b>all’educazione </b>dei suoi figli. In una simile situazione, i ragazzi non ricevono alcun tipo di sostegno. L’ascolto è assente, la comunicazione è autocentrata sull’adulto, le uniche preoccupazioni riguardano la propria vita e non quella del bambino o ragazzo. Il genitore trascurante/rifiutante, insomma, non ha alcun piacere da trarre nella relazione con suo figlio. Ci si aspetta, così, che il figlio trascurato manifesti a sua volta: scarsa <b>maturità</b>, tendenza al malumore, carente interesse a scuola, scarso controllo delle emozioni e degli impulsi. Infine, e certamente non per minore importanza, viene brevemente descritto il modello autorevole in cui la relazione tra genitore e figlio è in equilibrio. Il genitore autorevole, riconosce l’importanza delle regole, esegue un controllo moderato sui figli e, per quanto dia importanza ai risultati, è sempre ben attento a non sopravvalutare o sottostimare le capacità del bambino. La <b>comunicazione </b>risulta empatica, ovvero centrata sull’ascolto attivo delle emozioni dell’altro e lo valorizza pur ponendo in evidenza i suoi naturali limiti. Educa il proprio figlio alla <b>responsabilità</b>, all’espressione del pensiero e del “sentire” e con un fare volto all’autonomia, cerca di esporlo gradualmente, così allenandolo, alle difficoltà che la vita prima o poi gli presenterà. Il genitore autorevole, dunque, non teme la difficoltà ma coglie in essa un’importante occasione di crescita personale e interpersonale. Bibliografia consigliata: Bruno Bettelheim, Un genitore quasi perfetto, Ed. Feltrinelli; Poli O, Non ho paura a dirti no. I genitori e la fermezza educativa. Ed. San Paolo; Anderson E, Redman G, Rogers C (2001), Come sviluppare l’autostima del bambino” ed. TEA, Milano; Lucia Rizzi, Fate i bravi, ed. Bur, Milano.<div><br></div><div><br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.WMLqbjvhDIU" class="imCssLink">Dott.ssa Annalisa Cagia</a></b> - <span class="fs12">Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale</span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde </a></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 18:01:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?che-genitore-sei--stili-educativi-a-confronto</link>
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			<title><![CDATA[L’EDICOLA DELLA SIGNORA PINA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_15bosm06"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/signora-pina.webp"  title="" alt="" width="458" height="258" /><br></div><div><br></div>Questa, cari <b>bambini</b>, è una storia vera.<div>Nella cittadina dove io vivo, esiste <b>un'edicola </b>dove si vendono giornali, giocattoli, libri e tutto ciò che riguarda la lettura.</div><div>L'edicola è gestita da una signora piccolina che si chiama Pina; la <b>signora</b>, ama molto gli animali e loro amano lei.</div><div>Giorni fa ero lì a comperare una rivista e mi sono fermata a guardare, ascoltate!</div><div>Dietro la porticina laterale dell'edicola c'era un bellissimo <b>gatto </b>rosso, con due occhi gialli ed un pelo folto, davvero un bel gatto, con la zampina bussava e miagolava per essere aperto. Più distante da lui, un altro gatto grigio e bianco con gli occhi celesti ed una lunga coda talmente dritta da sembrare un'antenna...</div><div>Non poteva mancare un bel cane nero come la notte ed una intera famiglia di colombi: mamma, papà e cinque colombini, tutti grigi e bianchi, davvero uno spettacolo!</div><div>Ma andiamo avanti: il primo gatto che chiamerò Otello continuava a bussare con la zampina, l'altro, che chiamerò Luigi, era fermo a guardare i movimenti di Otello, ed, infine, Rex che fermo, come una statua greca, stava lì a guardare.</div><div>I colombini, anche loro in attesa...ma di cosa? Ma certo, della signora Pina che improvvisamente apre la porta e, dalla piccola edicola, come per incanto, compaiono tanti piattini pieni di mangiare per i gatti, il cane ed i colombi.</div><div>Il primo ad entrare è Otello, poi Luigi, Rex ed infine i colombi tutti in fila, educati come dei soldatini; si avvicinano ai loro piattini e si servono senza fare confusione. Io continuo a guardare con <b>ammirazione</b>, dopo un po', uno alla volta, escono in fila così come sono entrati e tutti in coro salutano e ringraziano la signora Pina.</div><div>“Miao, miao”, pronunciano Otello e Luigi; “bau,bau” Rex e “rou, rou” la famiglia dei colombini Ciao ciao signora Pina: grazie di tutto, ti vogliamo tanto bene!</div><div>La signora Pina sorride, li saluta con la mano e chiude dietro di sé la porticina e ritorna a vendere i suoi giornali.</div><div>E noi tutti in coro diciamo: “grande signora Pina, sei una persona dal <b>cuore </b>grande!”. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WMLplTvhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 17:58:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-edicola-della-signora-pina</link>
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			<title><![CDATA[LA PROVA DELL’ACQUA]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ctubklbe"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/prova-dell-acqua.webp"  title="" alt="" width="463" height="308" /><br></div><div><br></div>Che cosa sarebbe un essere <b>umano </b>senza la padronanza di sé? Sarebbe pari ad una bestia, schiava degli istinti e dei bisogni primari! Ogni persona ha delle caratteristiche proprie, delle <b>abilità</b> specifiche e delle potenzialità peculiari. Ognuno viene alla vita per divenire padrone della vita stessa. Divenire padrone della <b>vita</b>, vuol dire acquisire la giusta capacità per saper gestire le varie situazioni. Dopo la prova del fuoco (ma non sempre le varie prove si succedono in questo ordine), troviamo la <b>prova dell'acqua</b>. L'acqua è un elemento senza forma che riesce a “gestire” qualsiasi contenitore, senza alcuno sforzo. L'elemento dell'acqua è anche collegato all'emotività, infatti è questo il campo più comune dove spesso avviene la prova dell'acqua. L'acqua ci insegna ad adattare la forma alle circostanze senza perdere la consistenza dell'elemento, tradotto nella vita pratica: “è bene adattarsi alla vita, tuttavia questo <b>adattamento </b>non deve modificare la nostra consistenza (personalità originari.<div>Noi siamo qui travestiti da esseri umani, ma non siamo esseri umani! Mai confondere il contenitore con il contenuto! Un essere umano muore, soffre, gioisce, si affanna, desidera... ed è giusto così. La nostra vita si adatta a queste leggi “Fisiche”, ma sarebbe un grosso errore identificarsi con queste leggi, sentimenti, emozioni, forme, ecc... Veniamo alla pratica... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Occorre riflettere su tutto ciò che ci fa “perdere” il nostro centro, sulle cose, situazioni o persone che ci offuscano la mente e ci trasformano in qualcosa che non ci piace e che sentiamo “Sbagliato”. </div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft"><span class="imUl fs22 cf1"><i>COSA FARE?</i></span></div><div><br></div><div>Prendiamo un foglio e suddividiamolo in 4 colonne: Tipologia di persona / Animali / Oggetti inanimati / Situazioni. Sotto ogni colonna scriviamo ciò che ci fa emozionare. Per esempio: Tipologia di persona (lo spaccone mi fa innervosire, lo scroccone mi da la nausea...) Animali (ragno mi terrorizza, gatto mi fa venire una voglia matta di accarezzarlo...) Oggetti inanimati (gli ospedali mi mettono ansia, le chiese mi fanno sempre piangere...) Situazioni (quando mi sento osservato provo agitazione, due persone che si baciano mi eccitano...). Ovviamente escludete tutto ciò che ha a che fare con la <b>Paura</b>, perché è da affrontare a parte. Una volta terminata la lista delle cose, persone, situazioni e animali che più ci emozionano, siamo pronti per il prossimo passo. Non occorre mettere in lista ciò che ci emoziona poco. Non tralasciate anche di elencare ciò che emoziona “<b>positivamente</b>” poiché anche alcune emozioni “positive” possono essere un ostacolo. La lista è pronta! Possiamo scegliere dall’elenco, l'evento che più ci ostacola e ci “Controlla” nella nostra vita. Se per esempio il nostro scopo è regolarizzare la dieta, ma non ci si riesce a “controllare” davanti a del buon cibo, entrando in uno stato di nervosismo che ci porterà a consumare il pasto velocemente e abbondantemente... allora probabilmente sarebbe saggio iniziare a lavorare prima di tutto su questo punto. </div><div><br></div><div><span class="imUl fs22 cf1"><i>EMOZIONI: COME AGISCONO?</i></span></div><div><br></div><div>Le emozioni possono essere un motore o un ostacolo! Quando avvertiamo delle emozioni che ci ostacolano, possiamo provare a gestirle, a PADRONEGGIARLE! L'emozione non può scomparire del tutto, ma può essere messa sotto il dominio della mente. Questa prova è una delle più lunghe e richiede molto tempo di addestramento...</div><div>Tuttavia se si è già superata la “<b>Prova dell'Aria</b>” (Volontà), potrebbe risultare più facile superare anche questa. L'obiettivo è: Padroneggiare il corpo attraverso qualsiasi arte del movimento (Danza, Ginnastica libera, Hatha Yoga...) &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- Padroneggiare le emozioni attraverso qualsiasi tipo di arte emotiva (Pittura, Scultura, Musica...) &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- Padroneggiare i pensieri attraverso le arti della mente e dell'intelletto (Questo passaggio ci sarà utile come connessione con la successiva “Prova della Terra” e sarà approfondito in seguito). Per ora possiamo osservare e praticare i primi 2 punti: Padronanza fisica ed emotiva. Ci occorre scegliere una disciplina del corpo che possa darci la coordinazione e l'intelligenza motoria, e una disciplina “<b>Artistica</b>” che possa darci la possibilità di creare ciò che le emozioni suggeriscono. Se le emozioni non vengono “Scaricate” attraverso l'arte, la loro energia aumenta e possono diventare difficili da gestire. Esistono soggetti che per natura riescono a gestire bene le emozioni, esistono altri che sono più abili a gestire i movimenti... ma per questo sentiero occorre saper Padroneggiare sia il Corpo (Azioni) che il Cuore (Emozioni). Mettiamoci alla prova: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- Riusciamo a concretizzare attraverso un disegno, una musica, una scultura o qualsiasi altra forma, un emozione che proviamo? Quando ciò che sentiamo diviene chiaro, poiché è padroneggiato, e se questa emozione combacerà con ciò che creiamo, allora questa parte della prova è superata... Per fare della buona arte occorre gestire le emozioni con la calma dell'acqua della padronanza. Riusciamo a muovere il corpo sentendoci padroni di ogni singolo muscolo (almeno di quelli principali)? Flessibilità, coordinazione, forza, agilità... questi sono gli ingredienti del resto della prova. Quando il fuoco è stato acceso, deve essere dominato dall'acqua, altrimenti ciò che si otterrà sarà soltanto un incendio distruttivo! È giunto il momento di immergersi nelle acque che spegneranno le fiamme della distruzione... solo i fuochi della creazione resteranno accesi! Lo <b>spirito </b>dell'acqua, custode della Padronanza scorre in questi fiumi ed è qui per sommergere tutti gli istinti nocivi!<div><br><br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WMLnjjvhDIU" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Sport e disciplina" su <a href="http://tiny.cc/sportbambini" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/sportbambini</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 17:48:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-prova-dell-acqua</link>
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			<title><![CDATA[OFTALMOGIA PEDIATRICA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Alessandra Russo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_21qbcyb7"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/oftalmogia-pediatrica.webp"  title="" alt="" width="463" height="308" /><br></div><div><br></div>Riprendiamo il nostro breve excursus sulle varie fasi della <b>visita oculistica</b> pediatrica. Abbiamo parlato dell’anamnesi, ossia della storia clinica, importantissima soprattutto laddove il <b>bimbo </b>sia prematuro, o se in famiglia ci siano casi di patologie riguardanti l’apparato visivo, quali ad esempio retinite pigmentosa, cheratocono, strabismo, ambliopia, etc... Una volta effettuata questa “intervista” che il vostro “bravo” oculista avrà l’accortezza di annotare su di una cartellina, che verrà poi riconsegnata, alla fine, al paziente, inizierà la vera e propria visita.<div>1) La lampada a fessura: un vero e proprio <b>microscopio </b>che andrà ad indagare prima in miosi (a pupilla ristretta) e poi, a fine visita in midriasi (a pupilla allargata farmacologicamente) il segmento anteriore dell’occhio, quindi la cornea, l’iride, la camera anteriore, il cristallino. Non è di così raro riscontro trovare in quest’ultimo opacità, addirittura presenti dalla nascita, misconosciute ai genitori del piccolo spesso già visitato in altro ambito. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12">2) </span><b class="fs12">L’oftalmometria</b><span class="fs12">, ossia la misurazione della curvatura della superficie esterna della </span><b class="fs12">cornea</b><span class="fs12">, ”la mamma” del topografo, se così si può dire, tuttavia utilissima in caso di astigmatismo, specialmente dopo chirurgia riguardante il segmento anteriore dell’occhio.</span></div><div>3) <b>L’autorefrattometria</b>, ossia l’uso di un &nbsp;sistema diagnostico computerizzato al fine di determinare l'errore refrattivo di un <b>occhio </b>in maniera oggettiva: ecco, appunto, oggettiva, il computer è una macchina ed in quanto tale non distingue se davanti a sé c’è un adulto o un bambino e non considerando in quest’ultimo la componente accomodativa, ahimè essenziale componente che solo il medico oculista, l’unico autorizzato a svolgere la visita con l’ausilio di colliri cicloplegici, è in grado di superare agevolmente, con la prescrizione più corretta anche in base all’eventuale eteroforia (strabismo) presente nel piccolo paziente. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12">4) Esame del Visus: la “vera” valutazione dell’</span><b class="fs12">acuità visiva</b><span class="fs12"> in effetti ha meno valenza di quello che si pensa; se il bimbo ha 10/10 non vuol mica dire che non ha bisogno di lenti correttive. L’ipermetrope, per definizione “vede molto di più di quello che dovrebbe vedere” e lo fa sforzando e accomodando continuamente, tanto da incorrere in cefalea persistente, fino, nei casi più gravi, a strabizzare gli occhi, ecco, dunque, perché è fondamentale la visita dal medico oculista, effettuata in cicloplegia (con l’ausilio delle goccine), non dell’ottico/optometrista né tanto meno dell’ortottista.</span></div><div>5) Valutazione Ortottica: per dirla semplicemente è la valutazione dell’<b>apparato muscolare</b> dell’occhio e si avvale di vari test che possono essere effettuati fin dalla più tenera età. Deve essere effettuata nell’ambito della visita oculistica pediatrica, perché condiziona in maniera significativa l’eventuale correzione ottica da prescrivere al piccolo e l’eventuale riabilitazione visiva, da effettuare, tramite bendaggio in ambito domiciliare.</div><div>6) <b>Tonometria </b>(eventuale): misurazione del tono oculare da effettuare in casi selezionati, essendo un esame che richiede complicanze da parte del paziente.</div><div>7) Instillazione del cicloplegico, come dico io, senza il collirio ‘non si tratta di una visita...’, è una costatazione della vostra acuità visiva che potete benissimo effettuare nel negozio, prima di procedere all’acquisto degli occhiali.</div><div>8) Rivalutazione del segmento anteriore, dopo midriatico è importante valutare la trasparenza del cristallino e la limpidezza del <b>corpo vitreo</b>, il gel presente dentro l’occhio.</div><div>9) Esame del fundus Oculi, orbene parte fondamentale, non dovrebbe fermarsi all’analisi del polo posteriore, ossia papilla ottica (emergenza del <b>Nervo Ottico</b>) e macula, ma dovrebbe essere effettuata fino alla media, se necessario, estrema periferia, al fine di evidenziare eventuali distrofie retiniche che possono condizionare lo sviluppo del sistema &nbsp;visivo del piccolo paziente. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12">10) </span><b class="fs12">Schiascopia</b><span class="fs12">: tecnica che consente di accertare e misurare la capacità refrattiva dell’occhio in maniera indiretta; tale misurazione effettuata adoperando uno strumento idoneo, chiamato, appunto, schiascopo, non richiede la piena collaborazione del piccolo paziente, quindi si può effettuare fin dalla più tenera età. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div>11) Scrittura del referto della visita nella cartellina da consegnare ai genitori con le eventuali spiegazioni del caso: può sembrare un’ovvietà, ma la maggior parte dei pazienti che hanno già consultato altri specialisti si presentano in studio solo con la prescrizione lenti, ciò specialmente quando si tratta di bimbi affetti da ambliopia (occhio pigro) o da strabismo è deleterio per la buona riuscita della rieducazione funzionale visiva. Il <b>REFERTO </b>VA PRETESO, non è un optional! Il linguaggio medico è universale: scripta manent verba volant. Pertanto: occhio! </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----alessandra-russo---salute.html#.WMLmNTvhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Alessandra Russo</a></b> - <span class="fs12">Medico Chirurgo Oculista, perfezionata in Oftalmologia Pediatrica</span></div><div><br></div><div><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;&nbsp;su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde </a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 17:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA MEDICINA DIFENSIVA]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_vsb9pi8d"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/medicina-difensiva.webp"  title="" alt="" width="464" height="326" /><br></div><div><br></div>La <b>Medicina Difensiva</b> è quel complesso di pratiche, di diagnostiche o di misure terapeutiche condotte principalmente come garanzia delle responsabilità <b>medico </b>legali conseguenti alle cure mediche prestate. E' una pratica molto usata negli Stati Uniti d'America, soprattutto nella medicina d'urgenza, nei reparti di ostetricia ed in altri ad alto rischio. Esistono due tipi di Medicina Difensiva: quella positiva e quella negativa. La Medicina Difensiva <b>Positiva </b>è l'insieme di tutta una serie di comportamenti a scopo <b>precauzionale </b>e <b>preventivo</b>, con la possibilità anche di ricorrere a servizi come analisi e metodiche diagnostiche aggiuntive non strettamente necessarie; in seguito, si compilano documenti attestanti il percorso medico secondo le linee guida vigenti. La Medicina &nbsp;Difensiva <b>Negativa </b>si attua, al contrario, con <b>l'astensione</b>: il medico quindi rifiuta di trattare o di occuparsi di certi pazienti se sono a rischio elevato di complicanze o di vita. La Medicina Difensiva ha radici antiche: esempi sono fatti risalire ad epoche insospettabili per comportamenti del genere. Uno dei più antichi risale al IV secolo a.C ed è riportato da Curzio Rufo nelle Historie Alexandri Magni: l'autore narra che Alessandro, gravemente ferito in battaglia, non riuscì a trovare alcun medico disponibile ad intervenire per asportare una freccia che si era conficcata nel suo corpo, sino a quando lo stesso, conscio della gravità della lesione e delle ragioni per le quali i chirurghi erano restii ad intervenire, promise saggiamente l'impunità ad un tale di nome Critobulo, che alla fine lo operò. Le ragioni della Medicina Difensiva oggi sono sicuramente diverse da quella dei secoli precedenti. La Medicina Difensiva "moderna", diffusa in tutti gli stati europei, si è consolidata negli Stati Uniti. Negli ultimi anni si è profondamente modificato il rapporto <b>medico-paziente</b>: è aumentata la consapevolezza sociale del problema della "Medical malpractice" e si è andata affermando una sempre maggior attribuzione di responsabilità civile e penale dell'operatore sanitario. La classe medica, riconosciuta sempre più responsabile di episodi di <b>malasanità</b>, a torto o a ragione, è stata esposta ad un numero sempre maggiore di azioni legali. Il fenomeno della Medicina Difensiva si è generalmente radicato in società particolarmente evolute e caratterizzate da diffuso benessere economico. Alla base dell'atteggiamento difensivo della classe medica vi è un consistente spostamento dell'asse della responsabilità sanitaria verso un assetto di tutela rafforzato del paziente ed il conseguente anomalo intensificarsi del contenzioso legale per <b>"Medical malpractice</b>". Vi è la necessità di riequilibrare il rapporto medico paziente attraverso l'uso di strumenti a disposizione, quali: <div>- L'informazione ed il consenso informato. </div><div>- L'approccio medico-chirurgico con un'attenta osservanza delle linee guida delle Società scientifiche. </div><div>- La necessità di ridurre o abolire l'azione penale portando a termine un disegno di legge presente in Parlamento per allinearsi a tutti i Paesi europei: attualmente solo l'Italia ed il Portogallo prevedono, nel loro Ordinamento legislativo, l'azione penale. Nell'ottica di riequilibrare il rapporto medico-paziente, il fine che ci si propone, esemplificando molto, è quello di dare serenità al medico consentendo allo stesso di avere sempre come unico obiettivo la salute del <b>paziente</b>, così come il giuramento di Ippocrate impone.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.WLQGvfnhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Carlo Avantario</a></b> &nbsp;Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "Maternità": <a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/ginecologorisponde </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 10:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[QUANDO TI INCENDIANO L'AUTO TI INCENDIANO I RICORDI. È PAGINA DI VITA CHE VA VIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8910zl81"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">“Erano quasi le quattro del mattino ormai e i miei occhi erano spalancati a guardare il soffitto. Non ero solita trascorrere la </span><b class="fs12lh1-5">notte </b><span class="fs12lh1-5">in bianco. Non avevo mai avuto problemi </span><b class="fs12lh1-5">d’insonnia</b><span class="fs12lh1-5">, ma mi sentivo agitata, anche se non vi era alcun motivo razionale che potesse spiegare la causa del mio stato. Ipotizzai che poteva trattarsi della dose in eccesso di caffè che avevo assunto, mentre continuavo a rigirarmi fra le lenzuola, sperando di addormentarmi, prima o poi. Ad un tratto cominciai ad udire degli strani rumori provenire dalla strada sottostante la mia </span><i class="fs12lh1-5">abitazione</i><span class="fs12lh1-5">. Erano simili a scoppi, prima sordi e poi, pian piano, sempre più vigorosi. Stava accadendo qualcosa! Mi alzai ansimante, aprii la finestra e vidi dapprima del fumo nero che mi impedì di capire cosa stesse avvenendo, ma dopo pochi attimi scorsi la mia </span><b class="fs12lh1-5">auto </b><span class="fs12lh1-5">che prendeva </span><b class="fs12lh1-5">fuoco</b><span class="fs12lh1-5">, nel cuore della notte. Non fui capace di agire cautamente, pertanto anche i miei figli si svegliarono e corsero a guardare quello spettacolo, senza proferire alcuna parola. Erano i loro occhi che comunicavano: a tratti esprimevano un senso di </span><b class="fs12lh1-5">incredulità</b><span class="fs12lh1-5">, di paura, ma anche di tristezza e delusione. Solo in quel momento mi resi conto della motivazione che, troppe volte, mi aveva impedito di liberarmi di quella vettura. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Non era il legame con l’oggetto in sé che mi aveva frenato, ma i ricordi che con essa mi portavo dietro. Quante avventure avevamo vissuto con quella macchina vecchiotta e sgangherata! </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Affiorarono alla mia </span><b class="fs12lh1-5">mente </b><span class="fs12lh1-5">le gite fuori porta con gli amici, i cambi improvvisati dei pannolini dei miei bimbi appena nati e le uscite spensierate di corsa per il mare. Avevamo condiviso la nostra </span><b class="fs12lh1-5">vita </b><span class="fs12lh1-5">insieme a quell’auto. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/incendio-dei-ricordi.webp"  title="" alt="" width="460" height="613" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Era stata generosa e forte per molti anni. Aveva accolto le nostre risate, le chiacchiere fra amici, le urla stridule dei piccoli quando facevano i capricci e i silenzi delle giornate grigie. Mentre ardeva, perdendo il suo colore allegro e luminoso, pensai che forse anche lei aveva avuto </span><b class="fs12lh1-5">un’anima</b><span class="fs12lh1-5">. La salutai per sempre, quasi sussurrando un ‘grazie’.”Questo breve racconto, estrapolato da un vissuto reale, può indurre a riflettere su ciò che potrebbe accadere, a livello emotivo, nella mente di chi perde qualcosa a cui è legato. Il caso descritto sottolinea il legame con un oggetto che viene vissuto come ‘luogo’ nel quale prendono vita le </span><b class="fs12lh1-5">relazioni </b><span class="fs12lh1-5">umane. Pensiamo, per esempio, a chi perde improvvisamente la propria casa in un disastro ambientale. Perdere i luoghi che rappresentano veri e propri punti di riferimento, possono generare stati di forte </span><b class="fs12lh1-5">stress </b><span class="fs12lh1-5">emotivo. Per tale ragione è importante che vi sia sempre un personale fatto di psicologi ed educatori pronti a supportare le persone coinvolte in queste drammatiche situazioni. Le strategie di intervento saranno diversificate a seconda dell’età della persona da supportare. Con i più piccoli l’educatore potrà utilizzare il gioco come strumento terapeutico per superare momenti di paura persistente del bambino. Un altro strumento utile potrà essere il racconto di fiabe attraverso cui affrontare temi come l’abbandono, la paura dell’ignoto, provando a superare il loro forte calo emotivo inventando insieme un lieto fine. E’ importante accogliere le paure del </span><b class="fs12lh1-5">bambino </b><span class="fs12lh1-5">e dargli conferma che ci sarà sempre qualcuno pronto a proteggerlo. Non è opportuno che avverta l’indecisione dell’adulto che si prende cura di lui né che si senta iperprotetto, poiché deve egli stesso imparare a superare in modo attivo le sue paure. Anche gli </span><b class="fs12lh1-5">insegnanti</b><span class="fs12lh1-5"> hanno un ruolo importante nella gestione di vita dei piccoli. Dovranno osservare e monitorare i cambiamenti del loro stato e valutare caso per caso le risposte adeguate per confortarli. “Pensai a quanti luoghi ci son nel mondo che appartengono così a qualcuno, che qualcuno ha nel sangue e nessun altro li sa.”( Cesare Pavese). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div>Al prossimo articolo e buona educazione ai ricordi a tutti!</div><div><br></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.XBkLolxKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></span></b></div></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5">Pedagogista, educatore extrascolastico &nbsp;</span></b></div></div><div><div><b><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></b></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></span></span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi alla pedagogista di</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5"><a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Apprendimento e Relazioni</a></span>.</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni.</span></div></div><div><div> &nbsp;</div></div></blockquote><div><div><br></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 10:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LE NOZZE DI FIGARO  Parte prima]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5fc33q3f"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/le-nozze-di-figaro_i2m32b3i.webp"  title="" alt="" width="459" height="314" /><br></div><div><br></div>Wolfgang Amadé <b>Mozart </b>adorava il teatro. Vi si recava sempre con grande piacere; amava le commedie di Molière e Goldoni, i drammi di Lessing e Schiller, seguiva con grande curiosità le novità della scena contemporanea; ma forse il suo autore preferito era <b>Shakespeare</b>. E fino all'ultimo inseguì il sogno di un teatro musicale che, come l'illustre modello shakespeariano, raffigurasse lo spettacolo della vita nella sua inesauribile varietà di aspetti, dal riso al pianto, dal sublime al quotidiano; un'opera in cui l'unione di <b>musica</b> e parola desse voce a quell'inestricabile miscuglio di bene e male, di luce e ombra, che è il cuore umano. Le nozze di Figaro sono uno dei frutti più compiuti e sorprendenti di questa ricerca. Debuttarono al Burgtheater – il <b>teatro </b>di corte – di Vienna il 1° maggio 1786, sullo stesso palcoscenico che quattro anni prima aveva ospitato la trionfale première del Ratto dal serraglio, l'opera che aveva fatto dire a Giuseppe II: «Troppe note, mio caro Mozart». A pensarci bene, l'imperatore non avrebbe avuto torto a muovere lo stesso rilievo alla nuovo capolavoro: Le <b>nozze</b>, infatti, si ricollegavano alla gloriosa tradizione dell'opera buffa, ma la investivano di un mare di musica di ricchezza e complessità senza precedenti. Una novità che, ovviamente, trovava il pubblico impreparato: e difatti la prima ricevette un'accoglienza piuttosto tiepida, destinata però a “riscaldarsi” nelle recite successive. Nel secondo <b>Settecento</b> l'opera seria continuava a godere di prestigio incondizionato, ma ormai sempre più spesso assomigliava a un concerto con scene e costumi, dal momento che l'azione drammatica non vi contava praticamente nulla ed era solo il pretesto per magnifiche arie; e queste nel peggiore dei casi erano poco più che l'occasione di sfoggio virtuosistico per prime donne e castrati (cantanti adulti di sesso maschile che, evirati prima della pubertà, possedevano una voce di eccezionale estensione, potenza e agilità). Intanto però stava avvenendo qualcosa di rivoluzionario: su palcoscenici molto più modesti un nuovo genere si andava affermando, <b>l'opera</b> buffa per l'appunto. La eseguivano cantanti forse meno dotati, in termini vocali, dei loro colleghi seri, ma spesso ben più bravi come attori; se ne infischiava delle trame storiche e mitologiche trite e ritrite (i vari Orfei, Tesei, Cesari e compagnia bella che popolavano i <b>palcoscenici</b> seri) per raccontare piuttosto la realtà di ogni giorno; e soprattutto si connotava per una vivacità, una naturalezza, un dinamismo drammatico assolutamente nuovi. A poco a poco tutta l'Europa ne fu incantata: Napoli, Parigi, Vienna, addirittura San Pietroburgo, dove nel 1782 ebbe luogo, con immenso successo, la prima del Barbiere di Siviglia del compositore tarantino Giovanni Paisiello. Le nozze di Figaro sono tratte dalla commedia Le mariage de <b>Figaro </b>di Perre-Augustin Caron de Beaumarchais. L'idea fu dello stesso Mozart, almeno stando a quanto racconta il librettista Lorenzo Da Ponte nelle sue Memorie. Ma chi era costui? Si chiamava in realtà Emanuele Conegliano ed era nato a Cèneda (l'attuale Vittorio Veneto) da una famiglia ebrea; com'era usanza all'epoca, dopo la conversione al cattolicesimo aveva preso il nome del vescovo che lo aveva battezzato: Lorenzo Da Ponte, per l'appunto. Nonostante si fosse fatto prete, visse da avventuriero e libertino: una sorta di Don Giovanni in miniatura. Coinvolto in un processo per adulterio, fuggì dallo Stato veneto e arrivò a Vienna, dove divenne poeta per i teatri di corte. E fu allora che si imbatté in Mozart. A quel tempo non accadeva tanto spesso che un'opera lirica si ispirasse a una <b>pièce teatrale</b> contemporanea. A maggior ragione appare sorprendente la scelta di un testo di scottante attualità: Il matrimonio di Figaro racconta infatti di un mondo di servi intelligenti e tenaci che riescono a mettere nel sacco una <b>nobiltà</b> pigra e dedita al sopruso e alla difesa di ingiusti privilegi. Messaggio a dir poco audace; e difatti, quando il dramma venne letto al re Luigi XVI (lo stesso che finirà sulla ghigliottina) quello disse: “Questa commedia non si rappresenterà: bisognerebbe prima distruggere la Bastiglia!” – la famigerata prigione simbolo dell'antico regime. Parole profetiche, se pensiamo che la Rivoluzione Francese sarebbe scoppiata di lì a qualche anno. Come sempre accade, il divieto non fece che accrescere la curiosità, il copione prese a circolare e ad essere rappresentato clandestinamente, e alla fine la proibizione non ebbe più alcun senso. Così nel 1784 la commedia poté finalmente andare in scena: un trionfo annunciato. Mozart avrà certo apprezzato il messaggio rivoluzionario del Matrimonio di Figaro: negli ideali di fratellanza, libertà ed uguaglianza destinati a divenire il vessillo della Rivoluzione Francese ci credeva davvero. Ma possiamo pensare che a indirizzarlo verso la commedia di Beaumarchais siano state anche ragioni di ordine drammaturgico: nel <b>Matrimonio </b>di Figaro tutto è movimento, i personaggi vanno e vengono, gli intrighi si susseguono senza sosta. La «folle journée», la folle giornata, come recita il sottotitolo della commedia, inanella situazioni sempre diverse e impreviste, alle quali i personaggi “reagiscono” rivelando ogni volta aspetti nuovi del proprio carattere. Era appunto ciò di cui il musicista aveva bisogno. Mozart, infatti, sa che nulla permane, che tutto muta incessantemente; che ogni atto, ogni pensiero, ogni moto dell'anima accade nel tempo, ed è dunque condannato a svanire, a morire, lasciando il posto a qualcos'altro. La <b>vita </b>è movimento incessante, tanto nella sua accezione esteriore, di mutamento fisico e tangibile, quanto in quella interiore, di continuo trascorrere di stati d'animo. In tanti anni dedicati alla composizione di quartetti, concerti per strumento solista e orchestra, sinfonie e quant'altro – un'esperienza che certo mancava ai grandi autori di opere buffe come Piccinni, Paisiello, Sarti o Cimarosa – Mozart aveva compreso che nulla meglio del linguaggio strumentale giunto a piena maturazione nel cosiddetto “<b>Classicismo viennese</b>” è in grado di tradurre in suoni la vita nel suo incessante divenire. Di qui la ricchezza sinfonica della partitura, dove l'orchestra non è mai un semplice accompagnamento alla voce ma il vero motore del dramma, soprattutto perché ad essa è affidato il compito di scandagliare nelle pieghe più riposte del cuore dei personaggi, stabilendo con la parola un rapporto sempre vario e complesso: ora amplificandola, ora arricchendola di sfumature inattese, talvolta addirittura contraddicendola. In tempi di imperante banalità “sanremese”, quando alla musica non si chiede altro che un innocuo e prevedibile sottofondo, niente è più istruttivo dell'ascolto di quest'opera. Nel teatro mozartiano non c'è posto per una schematica contrapposizione tra buoni e cattivi: Figaro, Susanna, Cherubino, il Conte e la Contessa d'Almaviva sono individui in carne e ossa mossi da forze contrastanti, e dunque pieni di debolezze, di ambiguità, di contraddizioni. Come tutti i grandi drammaturghi – Shakespeare prima di lui, Verdi nel secolo a venire – Mozart ha il coraggio di portare in scena l'uomo come realmente è, non come si vorrebbe che fosse. Cadono così anche gli steccati tra i generi: il comico si tinge spesso di malinconia, il tono buffo si mescola a inflessioni tipiche dell'opera seria, e talvolta può capitare che ci si veda scaraventati di colpo nella tragedia. Proprio come nella vita. Insomma, dal mondo convenzionale e “bidimensionale” dell'opera buffa Mozart ci trasporta in quello ben più complesso e sfaccettato della commedia musicale. Occorre aggiungere però che in Beaumarchais, e in misura ancora maggiore in Mozart, non è in questione un generico e astratto divenire. Una forza irresistibile e indomabile governa le vicende dell'opera, guida i pensieri e le azioni dei personaggi come condannandoli a un perenne andirivieni: è eros, <b>l'amore</b>. E questo perpetuum mobile lo sentiamo sin da subito, nel formicolio sommesso degli archi e del fagotto che apre la celeberrima ouverture (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=Ym92e36Niyw" target="_blank" class="imCssLink">https://www.youtube.com/watch?v=Ym92e36Niyw</a>). La frase comprende dapprima una, poi due, quindi quattro battute, fino a coinvolgere l'intera orchestra in un'esplosione di vitalità simile a una fanfara. Nella parte finale del brano quello stesso disegno iniziale prolifera senza sosta nell'orchestra innescando un vertiginoso crescendo. Che la «folle giornata» della vita abbia inizio! («Voi che sapete che cosa è amor»: una celebre scena delle Nozze di Figaro rivive nelle silhouettes animate di Lotte Reiniger. Immagine tratta da <a href="http://classicaljourneyphonic.blogspot.it/" target="_blank" class="imCssLink">http://classicaljourneyphonic.blogspot.it/</a>...)<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.WLQD1_nhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Domenico Andriani</a></b>, musicologo &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire “Musica e teatro” su &nbsp;<a href="http://goo.gl/B17Mlz " target="_blank" class="imCssLink">http://goo.gl/B17Mlz </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 10:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[VACCINAZIONI  Parte prima]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Angelica Bonvino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_tmp27c8a"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/vaccini.webp"  title="" alt="" width="478" height="287" /><br></div><div><br></div>La <b>prevenzione </b>delle malattie <b>infettive </b>costituisce uno dei principali obiettivi della <b>Sanità Pubblica</b>. Le vaccinazioni rappresentano una eccezionale scoperta, hanno cambiato il volto della storia della medicina e avuto un impatto molto importante nell’ambito della medicina preventiva. Grazie all’utilizzo dei <b>vaccini </b>nella pratica medica è stato debellato il vaiolo, sono quasi scomparsi il tetano, la poliomielite, la difterite e sono state notevolmente ridotte <b>malattie virali</b> come l’epatite B, il morbillo, la rosolia, la parotite e le malattie batteriche come la meningite. Paradossalmente, però, le <b>vaccinazioni </b>sono “vittime del loro successo”: non essendo più visibili le patologie che sono state debellate, o sensibilmente ridotte, è diminuita la percezione dell’importanza delle vaccinazioni, mentre vengono amplificati dal web messaggi allarmanti e preoccupanti sull’utilizzo dei vaccini e vengono diffuse notizie prive di fondamenti scientifici. La pratica vaccinale dovrebbe avere un ruolo prioritario nella cura dei <b>bambini</b> e adolescenti. Nell’Italia del secondo dopoguerra le difficili condizioni socioculturali della maggior parte della popolazione avevano reso necessario l’introduzione del termine “vaccinazioni obbligatorie”, oggi l’obbligo sta diventando sempre meno necessario e, per questo, già da tempo non si parla più di vaccinazioni obbligatorie o facoltative, ma di vaccinazioni raccomandate. La <b>vaccinazione </b>deve essere considerata come un’opportunità di salute da ricercare e non un obbligo da evitare. I dati del 2014 confermano che il calo registrato a partire dal 2012 non è una flessione temporanea, ma una tendenza che sembra consolidarsi di anno in anno. Sebbene il decremento sia limitato, la riduzione delle coperture vaccinali a 24 mesi che si è registrata in questi ultimi 2 anni per poliomielite, epatite B, difterite e pertosse, può portare alla creazione di sacche di persone suscettibili con conseguenze gravi a causa della perdita dei vantaggi della” <b>immunità</b> di gregge”. Anche per malattie attualmente non presenti in Italia, come polio e difterite, c’è sempre il rischio di casi sporadici. Un esempio è quanto accaduto di recente in Spagna, dove un bimbo di 6 anni è deceduto a causa della difterite. In Spagna, dove l’ultimo caso di questa malattia era stato segnalato nel 1986, la copertura vaccinale è superiore al 95%, ma il bambino non era stato sottoposto ad alcuna vaccinazione per scelta dei genitori. Purtroppo l’assenza per un lungo periodo di casi di difterite nel Paese, ha reso più difficile il riconoscimento da parte degli operatori <b>sanitari</b>, con conseguente ritardo nella diagnosi e nel trattamento. Il dramma di questo bambino ha messo in evidenza i rischi associati alla non vaccinazione e l’importanza di continuare a vaccinare &nbsp;per malattie come questa, anche se oggi sono assai rare o eliminate. La maggior parte degli <b>agenti infettivi</b> che causano malattie come la polio, la difterite o il morbillo circolano ancora e costituiscono comunque una minaccia per le persone lasciate suscettibili. Il contrario si è verificato per i diversi casi di meningite in Toscana e altri avvenuti nel resto di Italia cosa del tutto normale, in questo caso, vi è stata la corsa a vaccinarsi, in questo caso i mass media hanno svolto un ruolo importante. Grazie alle vaccinazioni, malattie gravi che in passato hanno causato milioni di decessi e di casi di disabilità sono diventate rare. Molti genitori di oggi sono cresciuti senza avere alcuna cognizione dei rischi causati dalle malattie prevenibili con le vaccinazioni e dei benefici che derivano dalla immunizzazione per l’individuo e per la comunità: le precedenti generazioni ben comprendevano, invece, il valore dei vaccini, perché avevano avuto una <b>esperienza</b> diretta o indiretta dei danni causati da queste malattie. <div><br></div><div><br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/curare-%C3%A8-soprattutto-amare.html#.WND0OlXhDcc" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Angelica Bonvino</a></b>, pediatra di famiglia</div><div><span class="fs12"><a href="www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><div><a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere"</a></div><div><br></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 10:39:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?vaccinazioni--parte-prima</link>
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			<title><![CDATA[AMANTI DEL BENE]]></title>
			<author><![CDATA[Mamma Antonella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_f4d029yi"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/amanti-del-bene.webp"  title="" alt="" width="470" height="313" /><br></div><div><br></div>Giada, una tranquilla ragazzina <b>adolescente</b>, viveva la sua vita in una famiglia pazzamente tranquilla. Scuola, sport, pochi amici, molta vita familiare con i suoi genitori e un fratello più grande. La sua <b>famiglia</b> era molto più di questo… Oltre alla sua casa, c’era un’altra dimora immensa, sapientemente divisa su due piani, dove la presenza di nonno, nonna, e tre prozie dava l’idea di una micro cittadella, sempre affollata e indaffarata. Lei era cresciuta così, con un profondo senso del <b>bene comune</b>. In un tranquillo giorno di primavera, il papà di Giada comunica alla famiglia di aver accettato un incarico di <b>lavoro </b>che si aggiungeva al suo abituale. Avrebbe fatto parte di “tale” commissione prefettizia di un paese che Giada neanche sapeva esistesse. La ragazzina, sommariamente, aveva capito fosse una responsabilità impegnativa e, ascoltando brevi conversazioni, aveva dedotto si trattasse di una <b>città </b>presa d’assalto da un’organizzazione di balordi che avevano portato scompiglio nella vita quotidiana di questi cittadini. Questo gruppo di eletti, insieme al suo papà, avrebbe ripristinato l’ordine pubblico, rimesso al sicuro la città rendendola nuovamente vivibile. Giada non ricorda più quanto sia durato quell’incarico, ma di preciso ricorda riflessioni, pensieri, racconti sussurrati in sordina per non destabilizzare la quiete dei <b>figli</b>. Giada sapeva e teneva dentro di sé, come un segreto, che il suo papà veniva scortato tutte le sere, o meglio notti, fino all’ingresso della “strada grande”. Si chiedeva il perché lo lasciassero tornare a <b>casa </b>da solo e temeva che il pericolo si presentasse proprio oltre quel bivio. Qualche volta rimaneva sveglia…aspettando di sentire l’auto del suo papà entrare nel garage. Il più delle volte era notte fonda e crollava nel sonno, in quei casi, si svegliava nel cuore della notte e, fingendo di dover bere un po’ d’acqua, controllava che in casa ci fossero tutti e quattro. Giada era orgogliosissima del suo <b>papà </b>e di tutti coloro i quali sacrificavano parte della loro esistenza per il Bene. Gli eventi, le circostanze, il caso hanno portato Giada a costruire la sua vita proprio lì, in quella città. E come fosse uno scherzo del destino oggi si impegna a lottare contro le nuove leve del crimine, perché il passato non si dimentica, perché siamo quello che abbiamo vissuto, perché chi si è sacrificato va onorato, perché siamo <b>Amanti del Bene</b>.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/una-finestra-sul-mondo-di-una-mamma.html#.WLQBRvnhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Antonella </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WLQBLfnhDIU" target="_blank" class="imCssLink"> "Le mamme raccontano" &nbsp;</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 10:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[CAOS, DISORDINE E VITA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7zq2kzg7"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/caos.webp"  title="" alt="" width="476" height="317" /><br></div><div><br></div>In principio era il <b>caos</b>, una miscela disordinata di materia dalla forma indefinita e indescrivibile. A suo interno cielo, mare e terra. Il caos, nella <b>mitologia </b>greca, era comunque una divinità generatrice, ma la cui prole era rappresentata da divinità enigmatiche e, a tratti, capricciose: il <b>destino </b>o fato, divinità incomprensibile e potentissima a cui tutte le altre erano sottomesse e dovevano obbedire, poiché i suoi decreti erano inesorabili. Ma anche altre <b>divinità</b> ebbero origine dal caos: Erebo, abisso senza fondo, le cui costituenti erano soprattutto tenebre; la Notte, buia ed enigmatica, ma necessaria agli uomini, perché dispensatrice di buoni consigli e riposo; le tre Moire o Parche, sorelle delegate a tagliare il filo del destino; la Discordia, la Vecchiaia, la Concordia, l'Amore o Eros, il giorno Urano, cioè il cielo, e Gea, la <b>terra</b>; così,grazie all'amore, cominciò a delinearsi il cosmo passando dalla situazione di caos all'ordine del diverso. Il termine caos, di origine greca, significa letteralmente "<b>essere aperto</b>", spalancato. Nel nostro linguaggio attuale indica la grande confusione, il grande disordine delle cose, ma anche il disordine dei sentimenti. In matematica e in &nbsp;fisica il termine caos è assunto soprattutto nello studio dei cosiddetti Sistemi Complessi. Non è difficile fare un salto dal caos dell'universo e della natura al caos e al disordine nell'uomo e nella sua esistenza."Bisogna avere del caos dentro di sé per generare una stella danzante", così si esprime <b>Nietzsche</b> in "Così parlò Zarathustra". "Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose", così si esprime Pirandello nella saggia interpretazione dell'uomo! Dunque, il caotico, lo smisurato dentro di noi è necessario, è forza immanente dell'esistenza e necessaria all'evoluzione. Anche <b>Carl Jung </b>affermava che in ogni caos esiste un cosmo e in ogni disordine un ordine nascosto. Dunque, filosoficamente ci è permesso pensare al caos come movimento del molteplice come disordine della pluralità come confusione delle parti come non collocazione &nbsp;della complessità, confusa disordinata, per poi pensare ad una unità ordinata stabile e comprensibile.In fondo anche Pascal affermava che possiamo conoscere un tutto solo se conosciamo le parti in modo specifico,e comprendere le parti solo se conosciamo il tutto...dunque ...è percorso obbligato il passaggio dal tutto complesso all'ordinato quale <b>processo</b> di conoscenza non solo della <b>natura </b>ma anche della nostra singola soggettiva infinitesimale esistenza. Quindi probabilmente anche il processo di conoscenza passa attraverso un &nbsp;primo "vago afferrare della realtà", quale percezione magmatica e inconscia, un po' secondo il modello di Leibniz e un successivo stadio di &nbsp;separazione me/altro che, di per sé, comporta una limitazione. Dunque, la complessità delle nostre esistenze è un qualcosa che sta sul confine tra ordine e caos. Cosa ti ho voluto dire finora, lettore che sicuramente sei arrivato a leggere fino qui? Che la vita è un flusso perenne, è un processo continuo di cambiamento, in cui sempre nuove e imprevedibili perturbazioni ci portano sull'orlo del caos, per dirla con <b>Eraclito</b>, ma anche che esiste anche un'armonia nel disordine che dobbiamo sforzarci di vedere; che esiste un <b>COLOSSALE </b>processo costituito di mutamenti e il nostro compito è la ricerca dell'inaccessibile, del nascosto, dell'insperato. Anche la conoscenza di noi stessi passa attraverso la conoscenza della dialetticità e dell'armonia ad essa soggiacente. L'armonia, certo, perché se le cose non cambiassero le nostre esistenze sarebbero rigide e morte e se cambiassero troppo sarebbero, comunque, morte per eccesso di cambiamento. Il cambiamento, come afferma Bion, è potenzialmente catastrofico, perché reca in sé una perdita di sicurezza, ma anche la possibilità di una rigenerazione. Restiamo sani, finché la nostra vita è caratterizzata da paure, dubbi, frustrazioni e cambiamenti...disordinati e caotici... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;RESTIAMO VIVI!<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.WLQAJfnhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 10:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ALBERTO MANZI: ’ESSERE UOMO’]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_gunb079u"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/alberto-manzi.webp"  title="" alt="" width="477" height="318" /><br></div><div><br></div>Essere <b>uomo</b>, silloge costituita da sedici componimenti poetici, racchiude l’essenza e la forza della personalità di un uomo, qual era <b>Alberto Manzi</b>, che ha sempre creduto nei propri ideali e non ha mai smesso di lottare per difenderli. Docente, scrittore, ma noto ai più per aver condotto la trasmissione televisiva Non è mai troppo tardi, ha avuto il coraggio di affermare e mettere in pratica <b>idee innovatrici </b>in ambito pedagogico e non, senza mai arrendersi davanti alle mille critiche e difficoltà. La <b>poesia </b>di apertura Io devo cantare può essere considerata l’emblema del pensiero di Manzi e della silloge stessa, in quanto presenta tutti i temi principali ripresi e sviluppati nelle poesie successive. In tale componimento appare evidente la necessità di esprimere la rabbia verso il potere che soggioga, schiavizza, soffoca e annienta – psicologicamente e fisicamente – <b>l’uomo</b>. Ma come è possibile sentirsi ancora davvero uomini? La risposta è semplice: con il «<b>canto</b>». Solo non restando nell’ombra, ma facendo sentire la propria voce è possibile cambiare le cose, essere uomini, portare avanti una «battaglia pacifica», perché le battaglie non si combattono con le armi, come fa il potere, ma con la forza evocatrice della parola, con la cultura che eleva le menti e permette di pensare «con la propria testa». È questo il <b>messaggio</b> che il poeta vuole trasmettere: non ci si deve mai arrendere, perché il cambiamento può attuarsi solo se siamo noi a metterci in gioco e a volerlo davvero, ed è per questo che è importante non essere soli, ma «un uno plurimo», un «popolo in marcia» sempre vivo che canti «la gioia di essere uomini». In particolare nelle poesie Omissione e Non sei innocente Manzi esprime la sua <b>indignazione </b>verso il silenzio di molti: restare muti, «omettere di gridare, di difendere, d’accusare» quando si assiste a un delitto, a un sopruso da parte del potere strangolatore, è per l’autore il peccato più grave, il peggior crimine che si possa commettere, perché se il potere «uccide l’uomo», chi resta in silenzio diviene complice, è un assassino a sua volta nonostante indossi una «veste immacolata». Durante il suo impegno di alfabetizzazione nei Paesi dell’America Latina, venendo a contatto con il mondo dei campesinos Manzi ha sperimentato da vicino quanto la realtà possa essere dura e angosciante, e le riflessioni nate da quella esperienza emergono non solo dai suoi romanzi per ragazzi, come La Luna nelle baracche, ma anche nei suoi versi. Si pensi, ad esempio, a Ero venuto per cantare con voi: la gioia che il poeta provava al sol pensiero di condividere momenti sereni con dei nuovi amici è stata annientata, distrutta come la baracca di legno e fango («tana dei nostri incontri/ nido dei nostri amori,/ culla delle nostre speranze») di cui è rimasto «solo il bidone della spazzatura». Una cosa però il potere non può togliere agli <b>uomini</b>: la speranza che tutto possa <b>cambiare</b>, che ci sia un futuro migliore se ci si adopera in prima persona sostenendo le proprie idee, perché esso «non sa che un filo d’erba/ può nascere anche nel bidone della spazzatura». &nbsp;Essere uniti, far parte di un progetto collettivo, agire per il bene comune, questo è ciò a cui gli uomini devono tendere. Alberto Manzi credeva profondamente in tutto questo e in tutta la sua vita si è sempre speso per il bene del prossimo, perché la realtà non restasse immutata. Cosa vuol dire in fondo essere uomini se non «avere la gioia di vivere felici tutti insieme», sentirci felici quando siamo «parte totale di un altro» e il nostro corpo si illumina di amore? Sì, quell’amore che, come ci ricorda il poeta nella penultima poesia Io voglio cantare te, è <b>unione</b>, <b>dialogo</b>, un sentirsi vivi camminando insieme nonostante «i passi ci trascinino tra dolore e paura, tra l’onore e la morte». Essere uomo, edito da Gagliano Edizioni a cura di Daniele Giancane, è una raccolta di poesie davvero singolare, consigliata ad adulti e ragazzi che ancora sperano e vogliono adoperarsi per un futuro e un mondo migliore.<div><br></div><div><br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.WLP_KfnhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis </a></b></div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Lettura e Racconti” su <a href="http://tiny.cc/favole " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/favole </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 10:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BIVIO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4kplj9p7"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/bivio.webp"  title="" alt="" width="491" height="279" /><br></div><div><br></div>E' il momento della scelta. I <b>ragazzi </b>di terza media scelgono quello che sarà il nuovo indirizzo scolastico, liceo o istituto che sia, a cui <b>iscriversi</b>, e rivolgere il proprio impegno di studio. Una scelta che nasce spontanea in base alle proprie attitudini e propensioni, o in modo più ponderato, se si va a considerare quelli che sono gli sbocchi lavorativi che una <b>scuola superiore</b> può offrire, più di un’altra. Un ruolo importante svolge la famiglia che ben conosce il proprio figlio e pensa di potergli fornire saggi consigli, ma soprattutto gli insegnanti che per ben tre anni ne verificano limiti e <b>capacità</b>. Capita spesso, però, che alcuni educatori, incapaci di guardare oltre, facciano davvero pressione su alunni da essi ritenuti non idonei a studi di un certo tipo, provocando una ribellione che nel tempo si rivela sempre positiva. Quei ragazzi, infatti, ostacolati nella scelta dettata dal loro cuore, ed ingabbiati in giudizi che esulano da potenzialità che il tempo saprà tirar fuori e mettere a frutto, saranno quei professionisti in grado di cambiare il mondo. Ieri, ho visto piangere Sara. Lei vuole studiare le <b>lingue</b>, ma la sua insegnante di inglese le dice che “non è portata”. Lei però ama l'inglese e amandolo sa che potrà impararlo. Ha deciso così di decidere a testa sua. Si è iscritta al liceo linguistico ed è felice della sua scelta, anche se la sua insegnante continua a mortificarla e i suoi compagni a ridicolizzarla. Solo i suoi genitori la incoraggiamo, certi che una passione è più forte di una qualunque difficoltà. Qualche anno fa, un mio <b>alunno</b>, meno determinato in <b>età adolescenziale</b>, assecondando invece i suoi insegnanti, dopo la scuola media, frequentò un istituto professionale, coltivando, però, in sé il seme di una passione che sarà la sua vera professione. Iscrittosi, infatti, dopo il diploma, ad una facoltà piuttosto seria che frequenta oggi con vero profitto, dimostra quanto quel bivio sia difficile, ma solo se a scegliere, non sarà &nbsp;la presunzione di chi pensa di conoscere a pieno un <b>individuo </b>in continua trasformazione e crescita.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WLP-QfnhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a> Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 10:22:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?bivio</link>
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			<title><![CDATA[INCENTIVI ALLA VIDEOSORVEGLIANZA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8771bc30"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/videosorveglianza.webp"  title="" alt="" width="461" height="307" /><br></div><div><br></div><b>L'Agenzia </b>delle <b>Entrate </b>riconosce un credito di imposta utilizzabile in compensazione, ovvero in diminuzione delle imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche che, nel 2016, hanno sostenuto spese per l'installazione di sistemi di <b>videosorveglianza</b> digitale/allarme, o connesse a contratti con istituti di vigilanza. L'istanza va presentata in via telematica dal 20-02 al 20-03, utilizzando l'apposito software disponibile sul sito dell'Agenzia. Le <b>spese </b>devono essere sostenute su immobili privati. Il credito spetta nella misura del 50%, invece, relativamente alle spese sostenute su immobili utilizzati in modo promiscuo all'esercizio d'impresa o <b>lavoro </b>autonomo. Finalmente si incentivano gli investimenti in sicurezza...<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WLP9bfnhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.Vincenzo Dibari</a></b> <span class="fs16">Commercialista</span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3PbcBKf5uE" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a>:</div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 10:18:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?incentivi-alla-videosorveglianza</link>
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			<title><![CDATA[PERCEZIONE VISIVA E APPRENDIMENTO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Deborah Faggella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_zcaydcb6"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/percezione-visiva.webp"  title="" alt="" width="491" height="613" /><br></div><div><br></div>L'obiettivo di questo articolo è quello di definire il ruolo da attribuire all'aspetto <b>visivo </b>nell’ambito dell’<b>apprendimento scolastico. </b>La visione è la capacità di cogliere forme, colori, ma anche orientamento e movimento degli elementi che ci circondano: l’apprendimento non può prescindere da una visione integra ed efficiente capace di analizzare le caratteristiche grafiche del testo. Molti bambini con difficoltà scolastiche hanno carenze nell’elaborazione dell’informazione visiva, in quanto uno o più aspetti della percezione sono deficitari. La percezione visiva può essere definita come il processo cognitivo risultante dall’integrazione tra l’input sensoriale visivo e l’esperienza dell’individuo. Questa, a sua volta, è influenzata dal livello delle abilità visuo percettive che modellano ciò che viene percepito, dando significato ad uno stimolo e riproducendo un’impressione conscia del mondo esterno. La funzione visiva comporta la verifica delle seguenti componenti: <div>1- Integrità dei <b>bulbi oculari </b>(rilevazione di eventuali patologie) e condizione refrattiva (individuazione di difetti visivi quali miopia, ipermetropia, astigmatismo); 2-<b> Visione binoculare</b> (capacità di percepire un'immagine singola a livello corticale) e abilità oculomotoria (capacità di effettuare movimenti oculari necessari ad esplorare ciò che ci circonda in particolare saccadi: movimenti rapidi che servono per spostare la fissazione ad esempio dalla lavagna al quaderno o da una persona all'altra e inseguimenti movimenti &nbsp;lenti che permettono di mantenere il controllo dell'immagine e garantiscono la stabilità del rigo durante la lettura e la scrittura); </div><div>3- Analisi della funzione visiva. Rientrano in questa categoria: - Abilità visuo-spaziali, quali: lateralità, intesa come consapevolezza della parte destra e sinistra del proprio corpo; direzionalità, capacità di riconoscere la parte destra e sinistra nello spazio, di cogliere le relazioni spaziali, le distanze e l'orientamento degli stimoli nell’ambiente circostante; integrazione bilaterale, abilità di utilizzare i due lati del corpo sia separatamente che simultaneamente. - Abilità di integrazione: visuo-grosso motoria, capacità di integrare l’informazione visiva con la coordinazione motoria globale come correre, saltare, lanciare; visuo-fine motoria, intesa come l’integrazione dell'informazione visiva con gli altri sistemi sensoriali, come la coordinazione occhio-mano che entra in gioco nella scrittura e nel disegno; visuo-uditiva, integrazione degli stimoli visivi e uditivi nella produzione di un significato. - Abilità di analisi visiva, quali contrasto figura/sfondo, saper distinguere un significato visivo in un contesto visivo, costanza della forma, abilità di riconoscere le caratteristiche di una forma anche se si modificano la dimensione, la localizzazione e l’orientamento; chiusura visiva capacità di visualizzare e completare con la mente un oggetto incompleto; memoria visiva e memoria sequenziale, ricordare uno stimolo visivo nella sua localizzazione spaziale e/o una sequenza di stimoli nella giusta successione; discriminazione visiva, capacità di discriminare similitudini e differenze tra le forme. Il riconoscimento precoce delle difficoltà nelle aree coinvolte nell'apprendimento favorisce il benessere del <b>bambino </b>e la sua motivazione allo studio. E' importante costruire un percorso integrato in cui agiscono in sinergia le figure preposte quali: neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista, ortottista/optometrista.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-relazione-tra-occhi-e-postura.html" class="imCssLink">Dott.ssa Deborah Faggella</a></b>, Ortottista e Assistente in Oftalmologia &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 10:11:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?percezione-visiva-e-apprendimento</link>
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			<title><![CDATA[DISTURBO D’ANSIA DA SEPARAZIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8dndvd60"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ansia-da-separazione.webp"  title="" alt="" width="463" height="309" /><br></div><div><br></div>Nello scorso articolo è stato affrontato il disturbo <b>d’ansia </b>da <b>separazione</b> che, così come definito dall’American Psychological Association, consiste nella manifestazione inappropriata ed eccessiva di <b>paura </b>e malessere al momento di separarsi da una specifica figura di <b>riferimento</b>. E’ stato descritto il caso di un <b>bambino </b>di terza elementare, che manifesta sintomi propri del disturbo in ambito scolastico. In questo articolo saranno forniti indicazioni e consigli per <b>insegnanti </b>e <b>genitori </b>per affrontare l’ansia da separazione e gestire l’ansia del bambino infondendogli maggiore <b>sicurezza</b>. Un buon punto di partenza per tranquillizzare il bambino potrebbe essere quello di spiegargli cosa sia l’ansia. <b>L’ansia </b>è un meccanismo normale utilizzato dal nostro corpo per indicarci la presenza di un pericolo, tuttavia, a volte, potrebbe attivarsi anche se non è presente un pericolo reale, ma solo il pensiero che possa esserci un <b>pericolo</b>. Tale spiegazione potrebbe essere accompagnata dall’ascolto dei pensieri e delle emozioni espresse dal bambino in modo tale da capire quali siano le situazioni che lo fanno sentire ansioso e cosa stia temendo realmente. E’ bene parlare con il bambino non sminuendo i suoi pensieri e le sue emozioni con frasi del tipo: “non pensarci”, oppure “alla tua età piangi quando mamma va via? Che figura, davanti ai tuoi compagni fai i capricci!”. Sarebbe utile, invece, tranquillizzare il bambino spiegandogli che è normale alle volte provare paura quando si è lontani da mamma e papà: accogliere le emozioni del piccolo, vi assicuro che è un primo passo per aiutarlo e per aumentare la fiducia e la sicurezza in se stesso. Gli insegnanti dovrebbero consentire ai genitori e al bambino di salutarsi con calma, è molto utile stabilire una routine per salutare il <b>bambino </b>permettendogli di contattare i propri genitori una o due volte durante l’arco della mattinata qualora ne avesse necessità, anche solo per pochi minuti. Un altro consiglio molto utile è quello di non sgridare o mettere in punizione il bambino per il suo disturbo, ma premiarlo per ogni minimo sforzo compiuto verso <b>l’autonomia</b>. Se il bambino sperimentasse per mesi un livello d’ansia tale da interferire con lo svolgimento delle normali attività scolastiche e sociali, potrebbe essere utile rivolgersi ad uno psicoterapeuta per la strutturazione di un intervento.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.WKsaBfnhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b>, Psicologa Clinica</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Feb 2017 16:29:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?disturbo-d-ansia-da-separazione</link>
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			<title><![CDATA[COLOSSO E ALICE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_l7i149xz"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/colosso-e-alice.webp"  title="" alt="" width="480" height="338" /><br></div><div><br></div>C'era una volta, una bella <b>casa </b>di campagna, piena di verde con un grande prato, un laghetto dove vivevano felici tante ranocchie con i loro girini. In questo laghetto la papera Titina portava i suoi paperotti a fare il bagno e, mentre i piccoli giocavano, lei scambiava <b>ricette </b>con <b>nonna </b>rana e nonna colomba.<div>Alice era una bella <b>cagnetta</b> con il mantello bianco e nero e un lungo muso, con dei lunghi baffi e sempre pronta a dare una mano a chi nella casa era in difficoltà. Aveva solo un problema, non era ben vista dal grande cane Colosso che cercava giornalmente di farle del male con i suoi stupidi scherzi e con delle vere e proprie aggressioni fisiche.</div><div>Alice di questo ne aveva parlato più volte con la sua <b>padrona</b>, la signora Gabriella che, dopo averla ascoltata, chiamava Colosso e gli faceva promettere che non avrebbe più creato problemi ad Alice.</div><div>Colosso prometteva, stringeva la <b>zampa </b>ad Alice è tutto andava bene per un po' di giorni ...due, massimo tre e ricominciava.</div><div>Alice non ne poteva più e aveva paura anche di uscire sulla veranda a prendere il sole o, magari, seguire la sua padrona nelle sue lunghe <b>passeggiate</b>: sì, perché, non appena lei rimaneva un po' indietro, subito le saltava addosso e giù graffi e morsi a più non posso.</div><div>Alice stava pensando di andarsene da quella bella casa e ritirarsi in un rifugio, almeno lì sarebbe stata al sicuro ma, un giorno che Alice era fuori a giocare con il suo amico Topino, ecco che arriva lui, ma Alice avverte il pericolo e comincia a correre inseguita da Colosso che per raggiungere la cagnetta non si accorse della grande cisterna e &nbsp;andò a finire dentro.</div><div>Alice non lo vide più e si mise tranquilla, ma dopo un po' comincio a sentire dei latrati e tanti lamenti.</div><div>Piano piano si avvicinò alla cisterna e non poteva credere ai &nbsp;propri occhi: Colosso era in fondo alla cisterna e tentava di mantenersi a galla ma era allo stremo e, quando vide Alice, la pregò di aiutarlo, ma...come poteva?</div><div>Lui era così grande e lei tanto piccina, non pensando più a tutte le <b>paure </b>e le angherie subite, si affacciò sul bordo e gli disse di stare tranquillo e di non perdere le <b>forze</b>: si guardò intorno e, nel prato, vide una ruota abbandonata e... allora piano piano riuscì a portarla vicino alla cisterna e gliela lanciò.</div><div>Colosso si aggrappò alla ruota e pregò Alice di aiutarlo, anzi la pregò di andare a chiedere aiuto alla signora Gabriella.</div><div>Alice scappò come una saetta e dopo un po', arrivata &nbsp;a casa, lanciò l'allarme.</div><div>Dopo un po' Alice, con la sua padrona alla guida di un grosso trattore, andò a salvare Colosso.</div><div>Legò una grossa fune e la lanciò nella cisterna, Colosso vi si aggrappò e piano piano venne fuori e... chi c'era ad aspettarlo? Alice che gli saltò addosso e cominciò a leccarlo e <b>abbracciarlo</b>.</div><div>Colosso, stremato, chiese scusa, ringraziandola &nbsp;con queste parole: “grazie, sei un grande cane ed io da oggi sarò onorato, se tu vorrai, ad esser tuo amico, di proteggerti e starti vicino.</div><div>Alice lo abbracciò e da quel giorno vissero per sempre felici e contenti.</div><div>P.S. &nbsp;Se vi capita di andare a casa della signora Gabriella, al cancello troverete Colosso con in groppa Alice che vi daranno il benvenuto.</div><div>Chi trova <b>un'amico</b>, anche se più debole di lui, &nbsp;trova un tesoro e Colosso ha incontrato un piccolo cane di nome Alice!</div><div>Nonna Gina. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WKsY6_nhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Feb 2017 16:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[SCARPE ROTTE]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_sqc98jse"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/scarpe-rotte.webp"  title="" alt="" width="469" height="311" /><br></div><div><br></div>Gaia non capiva, perché, nelle giornate di pioggia, il suo <b>papà </b>rientrando a casa toglieva frettolosamente le <b>scarpe </b>e, ogni volta, i suoi calzini gocciolavano acqua.<div>Ricorda come se fosse ieri l’espressione di liberazione del <b>genitore</b> e il sospiro di sollievo che emetteva rimanendo a piedi nudi quando, finalmente, le regalava il suo <b>sorriso </b>speciale, quello bello e luminoso, preludio di un abbraccio lunghissimo. Abbracci così non si dimenticano, pieni di vita, speranza, di quell’inconfondibile sensazione di ‘essere al sicuro’ l’uno nelle braccia dell’altra... La <b>crisi economica</b> aveva colpito anche la famiglia di Gaia, la quale, però, non aveva avvertito alcun scompenso apparente: frequentava ugualmente le sue lezioni di clarinetto, comprava vestiti nuovi ad ogni cambio di stagione, mancava, forse, qualche leccornia in tavola, ma veniva abilmente camuffata dall’abilità di sua madre nella preparazione di <b>dolci </b>e pietanze prelibate. Neanche i sorrisi erano diminuiti, agli occhi di Gaia nulla era cambiato, era tutto bellissimo come prima: i sogni, le speranze e quel futuro disegnato nella mente ancora intatto, nonostante quelle scarpe rotte... Il papà aveva perso il lavoro e da circa un anno viveva di impegni saltuari che poco spazio lasciavano alla fantasia. Eppure lui per la sua <b>bambina </b>voleva un presente sereno ed un futuro sicuro, avrebbe fatto di tutto, pur di garantire a sua figlia possibilità e opportunità lasciandole quell’eredità che nessuna crisi avrebbe mai potuto inflazionare, che nessun datore di lavoro avrebbe mai potuto pagare adeguatamente: la fierezza e la caparbietà di una <b>donna </b>consapevole della sua forza, bellezza ed unicità. Era questo il suo sogno e sapeva che ogni sforzo, seppur minimo, avrebbe fatto la differenza e che gli innumerevoli ‘lavoretti’ giornalieri e la incredibile volontà lo avrebbero aiutato a percorrere quel sentiero tortuoso, nonostante le sue scarpe rotte... Le stagioni si susseguirono velocemente, le scarpe si usurarono a tal punto da non poter essere più utilizzate; Gaia è cresciuta scoprendo negli anni la <b>forza </b>di suo padre, uomo tenace ed infaticabile nel credere che il suo sogno, prima o poi, sarebbe divenuto realtà. Così è stato e ad ogni traguardo, ad ogni nuova sfida o prova della vita, Gaia ricorda quelle scarpe, quei calzini gocciolanti di fatica mista a speranza ed ogni giorno ripaga con la propria <b>onestà</b> di donna i sacrifici di quell’eroe armato di estremo amore e fiducia nella vita, nonostante le sue scarpe rotte... Onore a tutti quei padri e a quelle madri che, pur calzando ‘scarpe rotte’, non perdono la speranza e continuano a percorrere il sentiero della <b>vita </b>regalando ai propri figli la gioia di un sogno!<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WKsXHfnhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Vanna </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WKsXgPnhDIU" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" </a> &nbsp;</div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Feb 2017 16:18:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?scarpe-rotte</link>
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			<title><![CDATA[ALLA SCOPERTA DELLA PET THERAPY]]></title>
			<author><![CDATA[Patrizia Castellano]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_09v3035v"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/scopriamo-la-pet-therapy.webp"  title="" alt="" width="498" height="330" /><br></div><div><br></div>Un cane, inserito in un progetto di<b> pet therapy</b>, deve possedere determinati requisiti d’idoneità che includono parametri veterinari, comportamentali; deve poter essere un cane reattivo, cioè, saper rispondere in una situazione sociale operativa. Il cane ha la capacità di reagire velocemente agli <b>stimoli </b>esterni. &nbsp;&nbsp;<div>Per partecipare a tali programmi, dovrà dimostrare: <div>· <b>Socialità</b>: intesa come capacità di gradire il contatto con le persone e di ricercare un’interazione con loro; </div><div>· <b>Buona tempra</b>: cioè capacità di resistenza a tutti gli stimoli provenienti dal mondo esterno; </div><div>·<b> Affidabilità e prevedibilità</b>. </div><div>· <b>Arousal medio</b>: il pet deve avere un buon temperamento e funzionamento cognitivo. Un cane troppo esuberate o troppo apatico può essere difficile da gestire e rendere difficoltosa l’interazione con l’utente, per cui non potrà essere inserito in programma di pet therapy. Il nostro amico, prima di poter essere impiegato per la pet therapy, deve fare un percorso educativo con il suo pet operatore e superare un esame per avere la certificazione, ossia, l’idoneità per collaborare con il suo conduttore. Anche dopo la <b>certificazione</b> egli, con il suo conduttore, non smette mai di studiare, partecipa a corsi, stage, seminari, facendo, persino, i compiti a casa. Tra i due ci deve essere un’ottima relazione, una sorta di allineamento. In pet therapy con il nostro amico di <b>zampa</b>, si fanno lunghi percorsi mirati per ogni tipi di utente, che richiedono un’alta competenza. Attività ludiche, collaborative, esplorative, epimeletiche ed pet–epimeletiche, di sollecitazione sensoriale. Ognuna di queste attività è adatta per alcune tipologie di pazienti, controindicataper altri. Queste non hanno la stessa valenza fuori dal contesto terapeutico, se non si sa differenziare la terapia. Il <b>cane </b>in seduta di pet therapy sa perfettamente il ruolo che sta svolgendo, e, proprio come noi, potrebbe stressarsi, stancarsi, non aver voglia di collaborare: sta a noi cogliere determinati segnali e sospendere la seduta. Il nostro amico non fa nulla per costrizione, egli interagisce con l’utente per il piacere di farlo, perché &nbsp;trova gratificante di per sé il rapporto con la persona e non perché vi è costretto. Il pet interagisce con tutti i tipi di utenti: neonati, bambini, adolescenti, adulti, anziani, specie con quelli più in difficoltà, e, per ognuno di loro, si approccia in maniera diversa. Il cane comprende determinate difficoltà, se ne prende cura e se ne fa carico, in quanto quelli che cooperano in pet therapy ricevono <b>un’educazione </b>e una preparazione adeguate. I pet impegnati in progetti di zooantropologia assistita devono, innanzitutto, avere una importante relazione con il <b>Pet-Owership.</b> Il loro ruolo non è per nulla facile: cominciamo col dire che il cane deve far fronte alle diverse patologie dell’utente, diversi contesti ambientali, quali strutture sanitarie, case di riposo, centri di riabilitazioni, scuole, etc..., contesti pieni di stimoli olfattivi e visivi, che possono influire sul livello di attenzione, quindi, &nbsp;deve poter affrontare, senza alcuna difficoltà e in maniera positiva, ogni volta, situazioni e circostanze diverse, mostrando sempre un certo equilibrio nel suo comportamento e mantenendo un giusto grado di <b>benessere</b>. Deve avere la capacità di adattarsi a qualsiasi contesto, deve mostrarsi socievole, empatico, avere attrazione spontanea verso le persone, essere discreto e non invadente, gentile e delicato, essere molto equilibrato, non mostrare segni di aggressività. Alla base, ci deve essere una alta motivazione da parte del cane, perché il tutto non venga basato sulla prestazione e a comando; il cane è un soggetto e, in quando tale, per lui deve essere forte la motivazione per poi imparare ad avere le giuste competenze che eserciterà contribuendo al miglioramento delle condizioni psicofisiche di un soggetto. Egli, nel ruolo di cooperatore, ti accoglie, gioca, si lascia coccolare, assume espressioni buffe, si lascia spazzolare, diverte, sorride quando vede un bambino sorridere, dà la zampa, fa canestro ti porta e ti riporta qualsiasi oggetto, cerca le cose che nascondi, ti ascolta se gli parli, si lascia condurre al <b>guinzaglio</b>, ti accompagna, risponde ai segnali di controllo, salta piccoli ostacoli, ti protegge, ti aiuta in tutto, questo, però, richiede rispett: rispetto dei tempi, &nbsp;della sua soggettività, della sua alterità, dei sui bisogni! Un cane non giudica, stimola le motivazioni, le emozioni, per lui svolgere il ruolo di cooperatore è una missione! Il cane è un referente di relazione, capace di indurre ad un processo di cambiamento che, però, deve essere indirizzato nelle giusta maniera, basandosi sui contributi di <b>relazione</b>. Ci sono molti educatori “improvvisati” i quali credono che sia sufficiente avere un cane buono e ubbidiente per poterlo condurre in pet therapy, senza possedere alcuna conoscenza e competenza della materia. Essi pensano che il cane” faccia bene” a prescindere e, semmai, improvvisano giochi eccitatori con bambini iperattivi, consigliano <b>adozioni </b>a famiglie dove vi sono delle problematiche, si approcciano in maniera sbagliata con l’utente e, cosa peggiore, non rispettano tempi e modi del loro “Amico di zampa”, con risultati disastrosi. Le attività svolte con li nostro cooperatore richiedono un’alta competenza e onestà, pertanto, le prescrizione si basano sulle competenze e non semplicemente sul portare sul “un cane” in seduta.<div><br></div><div><br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-medico-veterinario-online-a-trani.php#.WKsV4vnhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Patrizia Castellano,</a></b> Operatore Pet Therapy, Operatore in Zooantropologia Didattica , Educatore Cinofilo &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Pet-therapy e Sociale" su <a href="http://tiny.cc/pettherapy " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pettherapy </a></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Feb 2017 16:12:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?alla-scoperta-della-pet-therapy</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[IL CIUCCIO: PER QUANTO TEMPO UTILIZZARLO?]]></title>
			<author><![CDATA[Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_98bkbs30"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/il-ciuccio.webp"  title="" alt="" width="471" height="315" /><br></div><div><br></div>Non c’è ragione di impedire ad un <b>lattante </b>l’uso del ciuccio, esso promuove le abilità della <b>bocca </b>e facilita l’esplorazione endorale. Con il passaggio <b>dall’alimentazione </b>liquida a quella solida, il <b>ciuccio </b>riveste per il bambino sempre meno importanza, in quanto un buon livello di stimolazione viene garantito sia dall’<b>esplorazione orale</b> degli oggetti che dalle nuove esperienze alimentari. È da questa età che il succhiamento viene limitato al momento dell’addormentamento o a situazioni particolari, nelle quali è necessario un’aggiunta di gratificazione, le quali, con il tempo, si fanno sempre più rare. La permanenza di un’abitudine al <b>succhiamento </b>impedisce altre esperienze orali, occupando in modo “totalitario ed esclusivo” la bocca del <b>bambino </b>e, abitua la lingua a permanere sul pavimento orale riducendone il tono, non promuove lo sviluppo delle leve mandibolari, facilita la scialorrea (fuoriuscita di saliva dalla cavità orale). Il succhiatore accanito è spesso un conformista alimentare. Privilegia l’alimentazione liquida o semiliquida somministrata in <b>biberon</b>, fatica ad accettare nuovi sapori e, poiché meno abile nella gestione del cibo, induce nei genitori atteggiamenti iperprotettivi con riduzione delle esperienze concesse. Lo sviluppo <b>fisiologico</b> del bambino fornisce un calendario biologico al quale riferirsi per dosare il ciuccio. <div>· La nascita dei primi <b>dentini </b>è un iniziale deterrente alla protrusione linguale della mungitura. </div><div>· L’affrontamento tra le arcate è un dissuasore del <b>succhiamento</b> prolungato e suggerisce di riservare la suzione a momenti limitati durante la giornata. </div><div>· La comparsa della capacità di <b>triturare </b>il cibo indica la non prudenza nel mantenimento del ciuccio, in quanto la muscolatura masticatoria potrebbe non evolvere correttamente verso la propria funzione di stabilizzatrice mandibolare. </div><div>Nei prossimi articoli parleremo delle conseguenze negative causate da una suzione troppo prolungata e di quale tipologia di ciuccio è opportuno utilizzare.<div><br> &nbsp;<div> </div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.WKR-dPnhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras</a> - </b> Logopedista</div><div><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-psicoterapeuta-pedagogista-risponde-a-trani.php#.WNV3Hmf_rcc" target="_blank" class="imCssLink">Chiedi alla Logopedista per suggerimenti e/o approfondimenti</a></div></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 16:15:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-ciuccio--per-quanto-tempo-utilizzarlo-</link>
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			<title><![CDATA[PARCO ‘CIVILE’ A META’...]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ni2lz2n9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/parco-poco-civile.webp"  title="" alt="" width="471" height="583" /><br></div><div><br></div>Qualche giorno fa, per la <b>città </b>in cui vivo, è stato un giorno importante. Si è inaugurato, finalmente, un nuovo <b>parco </b>in un quartiere di periferia finora bisfrattato. È stato veramente un giorno di <b>festa </b>per tutti i miei concittadini, perché ha rappresentato un segnale di civiltà in una zona difficile. Aree verdi, panchine, giostrine, parcheggi, addirittura video sorveglianza. Leggendo i giornali si evinceva la realizzazione di una grande opera. Mi sono diretto in fretta e in furia <b>all'inaugurazione </b>e facendomi spazio tra i residenti accorsi entusiasti e numerosi, ho subito notato che le giostrine presenti non erano "<b>accessibili</b>" e, tantomeno, "<b>inclusive</b>". Un'opera "civile a metà" che, anche stavolta, mi ha donato un sorriso in meno...<div><br> &nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.WKR9QvnhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b>, esploratore di vita &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Diversabilità" su<a href=" http://tiny.cc/diversabilita " target="_blank" class="imCssLink"> http://tiny.cc/diversabilita </a>e lasciateci i vostri commenti o suggerimenti! </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 16:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BONUS ELETTRICO 2017]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_u54rsn9w"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/bonus-elettricita.webp"  title="" alt="" width="474" height="284" /><br></div><div><br></div>Il bonus elettrico è uno sconto sulla <b>bolletta</b>, introdotto annualmente dal Governo e reso operativo <b>dall'Autorità </b>per l'<b>energia elettrica</b> con la collaborazione dei Comuni, per assicurare un risparmio sulla spesa per l'energia alle famiglie in condizione di <b>disagio </b>economico e fisico e alle famiglie numerose. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>l bonus, per l'anno 2017, è previsto per:<div>- <b>Disagio economico</b>, per famiglie numerose (oltre i 4 componenti) e per famiglie con meno di 4 componenti con ISEE massimo non superiore a 8.107,5 euro (fra il 2008 ed il 2016 è stato pari a 7.500 euro), estendendo così la platea dei potenziali beneficiari.</div><div>- Gravi condizioni di <b>salute </b>(disagio fisico) per i casi in cui una grave malattia costringa all'utilizzo di apparecchiature mediche alimentate con l'energia elettrica (elettromedicali) indispensabili per il mantenimento in vita.</div><div>Il bonus per disagio fisico è cumulabile con quello per disagio economico qualora ricorrano i rispettivi requisiti di <b>ammissibilità</b>. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>L'Autorità per l'energia, inoltre, ha aumentato, a partire dal 1 gennaio 2017, il bonus per le famiglie in stato di bisogno. L'adeguamento è stato determinato in attuazione del Decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 29 dicembre 2016 che, in base al D.Lgs. 102/14 e in coerenza con quanto proposto dall'Autorità con la segnalazione n. 287 del giugno 2015, ha rivisto la disciplina per <b>l'erogazione </b>dell'agevolazione.</div><div>Lo <b>sconto</b> passa così per il 2017 a 112 euro per le famiglie di 1-2 componenti (nel 2016 era di 80 euro), a 137 euro per quelle di 3-4 componenti (da 93 euro) e a 165 euro per quelle oltre i 4 componenti (da 153 euro). La <b>domanda </b>va presentata presso il Comune di residenza del titolare della fornitura elettrica (anche se diversa dal malato) o presso un altro ente designato dal Comune (CAF, Comunità montane) utilizzando gli appositi moduli. L'importo del bonus viene scontato direttamente sulla bolletta elettrica, suddiviso nelle diverse bollette corrispondenti ai <b>consumi </b>dei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda. Per il disagio economico il bonus è riconosciuto per 12 mesi. Al termine di tale periodo, per ottenere un nuovo bonus, il cittadino deve rinnovare la richiesta di ammissione presentando apposita domanda. </div><div><br></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WKR8B_nhDIU" target="_blank" class="imCssLink"><b>dott.Vincenzo Dibari</b></a> - <span class="fs16">Commercialista</span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3PbcBKf5uE" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a>:</div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 16:04:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?bonus-elettrico-2017</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[LA SORDITA’ IMPROVVISA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3mp5rdgt"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/sordita-improvvisa.webp"  title="" alt="" width="473" height="315" /><br></div><div><br></div>Si tratta di una <b>patologia</b> <b>monolaterale </b>caratterizzata da un brusco abbassamento di capacità dell'udito. Il disturbo spesso è accompagnato da vertigini e da una sensazione di "<b>orecchio anestetizzato</b>". Laddove si tratti di un evento la cui durata va dai pochi minuti a qualche ora, periodo entro il quale si ritorna ad una condizione di normalità, parliamo di <b>sordità improvvisa </b>transitoria. Se invece la condizione di sordità dovesse protrarsi oltre le 24 ore, ci troviamo dinnanzi ad una forma di sordità improvvisa permanente che potrebbe evolvere in una patologia irreversibile. In questi casi è fondamentale consultare subito uno <b>specialista</b>, onde intervenire tempestivamente. Le cause relative a questa forma di sordità sono imputabili a dei fattori di tipo circolatorio, per cui un disturbo del microcircolo dell'orecchio può determinare un "<b>infarto</b>" della sede nervosa dell'organo in questione, oppure a fattori di tipo virale, con particolare riferimento all'<b>Herpes Zooster</b>. Va precisato come molti studi in merito concordino sull' importante ruolo che può avere lo stress nel determinare, in maniera diretta o indiretta, l'insorgenza di questa patologia. Ciò è dovuto al fatto che lo stress influendo sull'asse <b>ipotalamo-ipofisario</b> va a generare delle alterazioni che possono ricadere sia sulle attività circolatorie che su quelle immunitarie. In merito alla cura va ribadita l'importanza di un intervento tempestivo, massimo entro le 24-48 ore, nel quale, una volta confermata la diagnosi, il <b>medico</b> somministra la terapia farmacologica costituita da principalmente vasodilatatori, cortisone o farmaci antivirali. Un utile supporto è dato dall'ossigeno terapia iperbarica. I suddetti trattamenti effettuati nei tempi previsti consentono una <b>guarigione</b> totale o parziale nella maggior parte dei casi.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.WJ3mFn-F9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Pagnotta Giorgio</a></b> Audioprotesista Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Feb 2017 16:11:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-sordita--improvvisa</link>
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			<title><![CDATA[UNA ROSA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6eo29206"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/una-rosa.webp"  title="" alt="" width="467" height="311" /><br></div><div><br></div>Vito è un <b>bambino </b>ribelle. Lui frequenta la classe prima del primo ciclo di <b>istruzione </b>secondaria. Non ascolta <b>l'insegnante</b>, è irriverente e contesta tutto, perché vuol fare di testa sua e, se non ottiene ciò che vuole, si adira ed assume atteggiamenti tali da sembrare <b>bullo </b>e meritare l'allontanamento dalla scuola. Gli ho dato una nota, io che difficilmente ricorro a questo tipo di <b>punizione</b>, preferendo ammonire attraverso rimproveri che siano di aiuto a chi sbaglia e non di stimolo a perseverare ancora negli stessi <b>errori</b>, dal momento che nessuno si domanda cosa può indurre un alunno a comportarsi male, mettendo a rischio il suo rendimento scolastico, giudicato anche dal suo <b>comportamento</b>. La mia nota lo ha stupito ed intristito. Mai avrebbe pensato che la professoressa comprensiva e paziente, potesse scrivere il suo nome in quello spazio del registro di <b>annotazioni </b>disciplinari e, di corsa piangendo, mi ha implorato di non riferire al <b>dirigente </b>del suo comportamento aggressivo e rivoluzionario. Ho tenuto duro,non lasciandomi commuovere da quelle sue lacrime e lui si è rannicchiato sotto la cattedra nella speranza di rendersi invisibile ed in attesa di provvedimenti. Provvedimenti che però &nbsp;non sono mai arrivati. Tutto è rimasto fermo lì, a quella <b>nota </b>su un foglio che è stato girato e dimenticato. Sono tornata nella sua classe ed ho trovato un nuovo Vito, silenzioso e rispettoso, accondiscendente e riverente...e poi, ancora per altri giorni, sempre più bravo, da risultare addirittura <b>migliore</b> fra tutti, perfino delle bambine. Oggi mi ha donato una rosa. L'ha disegnata su un foglio per me. L'ha colorata così bene che ho sentito il <b>profumo</b>. So che Vito è cambiato, ne ho certezza e, paradossalmente, per un provvedimento non preso. <b>Insegnare </b>è rimproverare, ma anche perdonare. Lo stupore di un inatteso <b>perdono</b>, infatti, a volte può molto più della rassegnazione di uno scontata punizione.<div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WJ3lI3-F9f4" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WJ3lI3-F9f4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a> Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Feb 2017 16:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?una-rosa</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LA PROVA DEL FUOCO Parte seconda]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_p0hbs76r"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/prova-del-fuoco-parte-2.webp"  title="" alt="" width="471" height="351" /><br></div><div><br></div>Il <b>Coraggio </b>non è assenza di paura ma è cavalcare la paura! Il Coraggio sfrutta le energie della paura per agire in modo <b>saggio</b>. Anche chi non teme la morte, sentirà la paura avvicinarsi al momento del trapasso, ma non si farà domare da essa, anzi accetterà quella paura è dirà "Sono pronto ad affrontare qualsiasi cosa, anche se non so cosa... ho <b>paura</b>, ma vincerò lo stesso!". Il Coraggio resta sempre invincibile! Risulta semplice, ora, capire quale sia la chiave della "Porta di <b>Fuoco</b>": Il &nbsp;Coraggio! &nbsp;Possiamo provare a &nbsp;elencare tutte le nostre paure su un foglio di carta (o su un foglio elettronico) per poi classificarle in paure "difensive" e paure "nocive". Fatto questo, ogni volta che nella nostra vita accadrà qualcosa che ci spaventa, potremo agire in 2 modi: "<b>Affrontare</b> &nbsp;la paura" o "<b>Rimandare </b>la paura". Ricordate: ciò che viene rimandato troppo a lungo diventa "nocivo", mentre ciò che viene affrontato diventa "difensivo". Faremo un ultimo esempio: un soldato che ha combattuto tantissime guerre, si trova sempre e comunque ad affrontare la paura di "perdere" la guerra o di morire, questo suo tipo di paura è "<b>difensiva</b>", perché lui ha sempre affrontato tale paura, e sa come gestirla... Egli lavora fianco fianco con la paura, per cui è Coraggioso. Invece, un essere umano che ha paura del buio, ma non ha mai affrontato tale paura, rimandandola le ha sempre dato più potere rendendola "<b>nociva</b>". Ogni giorno che passa, la vita lo ha messo difronte a questa paura, ma lui, non l'ha mai affrontata e non affrontandola &nbsp;l'ha nutrita ed ora Essa è più grande di lui. La verità è che spesso noi non proviamo davvero "paura", ma facciamo finta di provarla. Solitamente la vera "paura" ci spinge ad agire, a superare e non a fermarci. Ogni cosa inizia grazie alla scintilla del Coraggio. La vita stessa si innesca grazie al fuoco del Coraggio. Qualsiasi cosa ci troviamo ad affrontare, è importante sapere che in ognuno di noi c'è il fuoco del Coraggio. Se non avessimo avuto tale <b>fuoco</b>, non ci sarebbe neppure stata alcuna prova da superare per noi. Solo chi è forte viene posto dinanzi a dure prove. Solo chi è all'altezza, viene mandato sul campo di battaglia. Se credete agli spiriti o alle entità, potete immaginare il coraggio &nbsp;come un <b>entità </b>che vi accompagna ovunque andiate e che, con la sua spada fiammeggiante, è pronto ad eliminare tutte le vostre paure! Se non credete a queste cose, vi basta sapere che in ognuno di noi c'è tutto ciò che ci occorre per superare i nostri <b>ostacoli </b> personali. Tutte le attività che permettono di lavorare sulle paure, fanno parte della "Prova del Fuoco". Le arti marziali, ad esempio, sono un buon sistema per sconfiggere la paura del confronto con gli altri! La prima prova del "<b>Guerriero</b>" (colui che lotta per evolversi) è la "Prova del Fuoco" che consiste nel bruciare tutti i vecchi schemi e le cose inutili &nbsp;tra cui le paure "nocive". Tutti gli esseri umani che vengono al mondo, non possono sottrarsi all'evoluzione. Anche chi fa una vita abbietta, si sta evolvendo... lentamente, ma si sta comunque evolvendo: è inevitabile! Tuttavia, ci sono esseri umani che hanno a cuore il loro progresso personale, e altri che non se ne occupano o preoccupano. Noi diciamo che chi pratica qualsiasi percorso spirituale o personale di progresso, non è superiore a chi non pratica nulla, questo perché &nbsp;sia il "<b>Praticante</b>" che l'errante si stanno evolvendo, però a velocità diverse! Chi vuole progredire può farlo più velocemente se attraversa le "Prove degli elementi" (Fuoco, acqua, terra, aria, suono, luce, spazio) o qualsiasi altro sistema, poiché il progresso altro non è che un superamento di ostacoli... una <b>Trasformazione</b>! Se nella vita ci rifiutassimo di progredire, la vita stessa lo farà per noi, spronandoci con dure prove. È giunto il momento di forgiare la lama di fuoco con cui tutti gli ostacoli saranno bruciati! Lo spirito del fuoco, custode del Coraggio è in questa lama ed è qui per dare alle fiamme ogni &nbsp;nostra paura "nociva".<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WJ3j-3-F9f4" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Sport e disciplina" su <a href="http://tiny.cc/sportbambini" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/sportbambini</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Feb 2017 15:58:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-prova-del-fuoco-parte-seconda</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[AMICIZIA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9k1c9373"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/amicizia.webp"  title="" alt="" width="475" height="317" /><br></div><div><br></div>"Non posso darti soluzioni per tutti i <b>problemi </b>della vita.<div>Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori, però posso <b>ascoltarli </b>e dividerli con te.</div><div>Non posso cambiare né il tuo passato, né il tuo futuro, però quando serve starò vicino a te .</div><div>Non posso evitarti di precipitare, solamente posso offrirti la mia mano, perché ti sostenga e non ti faccia cadere...</div><div>La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei, però gioisco sinceramente quando ti vedo <b>felice</b>.</div><div>Non giudico le decisioni che prendi nella vita: mi limito ad appoggiarti, a stimolarti ed aiutarti, se me lo chiedi.</div><div>Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti, però posso offrirti lo spazio necessario per crescere.</div><div>Non posso evitare la tua <b>sofferenza</b> quando qualche pena ti tocca il cuore, però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.</div><div>Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere,</div><div>solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico.</div><div>Ecco, questa per me è <b>l'amicizia</b> vera!" &nbsp;Jorge Luis Borges &nbsp;&nbsp;</div><div>Nonna Gina. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WJ3iz3-F9f4" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Feb 2017 15:55:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?amicizia</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[UNA STANZA SPECIALE]]></title>
			<author><![CDATA[Mamma Antonella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_142nc7mk"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/stanza-speciale.webp"  title="" alt="" width="467" height="180" /><br></div><div><br></div>Quando diventò maggiorenne, Lisa iniziò a fantasticare su come sarebbe stata la <b>casa </b>dei suoi sogni. Sicuramente tutto sarebbe partito nei termini più classici. Innanzitutto avrebbe dovuto incontrare l’uomo della sua vita, sposarsi e creare un rifugio caldo e accogliente. Di preciso ancora non sapeva quale sarebbe stato lo stile, ma un desiderio era forte: avere una grande, immensa stanza da <b>bagno</b>.<div>Lisa incontrò la sua ‘mezza arancia’ ed impiegò pochissimo tempo per capire che sarebbe stato lui <b>l’uomo </b>a cui avrebbe intrecciato le sue dita. Passò del tempo e arrivò quel frenetico periodo in cui ebbero un matrimonio da organizzare e una casa da sistemare. Con l’aiuto di un architetto studiarono la migliore soluzione e fu così che Lisa iniziò a cedere sul suo desiderio. Sarebbe stato inutile sacrificare metri quadri per una stanza poco utilizzata… Lisa ragionò e cedette a favore di un grande <b>soggiorno </b>illuminato e ampiamente vivibile. Con lo scorrere degli anni Lisa creò, nella sua stanza preferita, le sue comodità di cui godeva quando aveva tempo da dedicare a se stessa, il suo rifugio di bellezza. Shampoo, maschere per capelli, creme viso, oli essenziali e trucchi. Qualcosa comiciò a cambiare con l’arrivo del primo <b>figlio</b>, quando doveva approfittare della presenza di suo marito per fare shampoo e doccia in dieci minuti. Fu un allenamento costante, cronometrato al secondo, ma riuscì a trovare il suo ritmo. Con lo scorrere del tempo Lisa riuscì a perfezionarsi in questa impresa stando al passo con il cambiamento delle abitudini mattutine di tutta la famiglia. Sperimentava, applicava. Il bambino si svegliava alle 8.00, il marito alle 7.30. Lei aveva una sola certezza: chiudersi nella sua stanza di bellezza per mezz’ora, dedicarsi a se stessa e farsi bella. Con lo scorrere del tempo il suo bimbo tolse il pannolino e così arrivò un altro friutore costante della sua stanza preferita. Lisa, determinata a conservare le sue <b>coccole </b>mattutine, iniziò a stilare statistiche, percentuali, registrando tutto su assi cartesiani. Doveva assolutamente capire, perché tutte le mattine mentre lei era lì a sistemare i capelli, a mettere una crema antirughe, o a truccarsi, gli abitanti della casa venivano costantemente assaliti da un bisogno impellente. Lisa rideva, Lisa ride, Lisa riderà…consumando quotidianamente una scenetta della quale ormai non può più fare a meno. Semplicemente Lisa una <b>donna </b>come noi!<div><br></div><div><br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/una-finestra-sul-mondo-di-una-mamma.html#.WJ3hM3-F9f4" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Antonella </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/una-finestra-sul-mondo-di-una-mamma.html#.WJ3hM3-F9f4" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" </a> </div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Feb 2017 15:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ESTETICA ONCOLOGICA]]></title>
			<author><![CDATA[Cinzia Faconda]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_l2sa9t4z"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/estetica-oncologica.webp"  title="" alt="" width="457" height="361" /><br></div><div><br></div>I canoni della <b>bellezza</b> sono in continua evoluzione, l’esigenza della <b>moda </b>richiede stereotipi di bellezza ricostruita e artefatta, ma la bellezza del sorriso di una donna che ha sconfitto il <b>male</b>, non può essere paragonato a nessun trattamento chirurgico o estetico. Valorizzare la luce degli occhi, dopo il percorso in un tunnel, richiede particolari attenzioni e sensibilità da parte di una &nbsp;<b>make-up artist</b>. Parliamo di estetica oncologica. <b>Bellezza </b>e <b>benessere psicofisico</b> anche in ospedale, subito dopo una seduta di chemio o radio terapia. La <b>paziente </b>si reca nel centro estetico &nbsp;affiancato da medici e oncologi, per supportare la donna sottoposta agli effetti collaterali della cura. I <b>trattamenti </b>offerti sono: trattamenti viso, massaggi anti stress, dermopigmentazione, trattamenti mani e soprattutto make up. I Trattamenti elencati, non vengono più visti come banali trattamenti estetici, bensì trattamenti estetici con finalità “<b>psicoterapeutica</b>”. L’estetica oncologica nasce circa 10 anni fa in America ed è presente in Italia da circa 3, molti ospedali in Italia sostengono la filosofia “<b>SALUTE </b>ALLO <b>SPECCHIO</b>”, tra i primi &nbsp;l’ospedale &nbsp;San Raffaele di Milano. Una sezione completamente dedicata all’estetica oncologica, ha come obiettivo la cura del corpo e della mente, con la chiave vincente del pensiero positivo. Come tutte le cure <b>farmacologiche </b>anche la chemio e la radio presentano effetti collaterali come ad esempio, eruzioni cutanee come l’acne, fragilità ungueale, diradamento della peluria di ciglia e sopracciglia, perdita di <b>capelli</b>. Gli elencati effetti collaterali, creano nella donna maggiore consapevolezza nel cambiamento fisico, ed è proprio questa consapevolezza che la spinge a ricercare la forza per migliorarsi e sconfiggere il ”nemico”. Un pensiero personale lo rivolgo a tutte le donne che ho avuto il piacere di conoscere in occasione della realizzazione del calendario 2017 dell’associazione ‘Il Raggio Verde’. Shooting fotografico svolto presso l’ospedale <b>oncologico </b>Santa Caterina di Bari, scatti spontanei durante il <b>backstage</b> per la realizzazione del calendario, le modelle, tutte donne che hanno sconfitto il nemico con il sorriso. Gli scatti le ritraggono durante un trattamento di make up o acconciature, oppure <b>parrucche </b>con colori vivaci ed anche utilizzo di foulard colorati. Nelle foto traspare la gioia vissuta in durante la &nbsp;mattinata, la gioia che tutte loro hanno trasmesso a noi operatori della bellezza, è stato facile valorizzare i loro sorrisi pieni di entusiasmo. Io le ringrazio e dedico proprio a loro questo articolo allegando alcune foto della splendida mattinata trascorsa insieme. Un ringraziamento speciale va alla Sig.ra Ferrara Susanna e Dora Decimo, donne che stimo tanto.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/da-make-up-artist-a-operatriceolistica.html#.WJoX_PnhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Cinzia Faconda</a></b>- Make up artist, operatrice olistica &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire " Spirito Artistico " su <a href="http://tiny.cc/arte " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/arte </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Feb 2017 18:54:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[DIRITTO FONDAMENTALE DI CONOSCERE LE PROPRIE ORIGINI]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_wusoaoqa"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/conoscere-le-proprie-origini.webp"  title="" alt="" width="473" height="327" /><br></div><div><br></div>“In data 25 novembre 2013 R.M. ha proposto istanza al <b>Tribunale </b>per i <b>minorenni </b>con la quale ha esposto di essere nata il (<b>OMISSIS</b>) presso l’Ospedale (OMISSIS) da una <b>donna</b> che aveva chiesto di restare anonima; di essere stata adottata e di aver assunto il nome di R.M.; di voler accedere, avvalendosi ai quanto statuito dalla <b>Corte Costituzionale</b>, con la sentenza n. 278/2013, ai dati riguardanti la madre e il parto contenuti nella cartella clinica relativa alla sua <b>nascita</b>. Il Tribunale per i minorenni di Torino ha accolto <b>l’istanza </b>di R.M. e ha richiesto all’Ospedale (OMISSIS) i dati relativi alla madre biologica. Ottenuta la documentazione e acquisita la notizia del <b>decesso </b>il Tribunale ha respinto l’istanza della R. sul presupposto dell’impossibilita’ di interpellare la madre sulla sua persistente volontà di mantenere l’anonimato. Ha escluso che il decesso della madre potesse essere valutato come revoca implicita della volontà di non essere nominata”. La Corte di Cassazione, dopo aver ricordato che “il diritto alla conoscenza delle proprie origini biologiche e alle circostanze della propria nascita, trova un sempre più ampio riconoscimento a livello internazionale e sovranazionale”, ha evidenziato come “questa Corte ritiene particolarmente puntuali quelle posizioni della dottrina secondo cui, nella specie, il bilanciamento dei <b>diritti </b>fondamentali in gioco appare una categoria inefficace e, per certi versi, inappropriata, perchè nell’istituto in questione non vengono a contrapporsi, nel tempo e per entrambi i versanti del conflitto, dei diritti fondamentali ma, da un lato, il diritto fondamentale alla conoscenza della propria <b>identità </b>e, dall’altro, una istanza di protezione di una scelta cui l’ordinamento ha riconosciuto tutela, necessariamente di carattere assoluto, sia dal punto di vista soggettivo che temporale, per le conseguenze deteriori che teme si realizzerebbero qualora tale scelta fosse vietata o non garantita nel tempo. In altri termini si può propriamente parlare di ponderazione fra diritti fondamentali con riferimento al momento della scelta della madre di partorire anonimamente, perchè in questo momento è in gioco il suo diritto alla vita e quello del <b>figlio</b>. Dopo la nascita non è più il diritto alla vita ad essere in gioco e il diritto <b>all’anonimato </b>diventa strumentale a proteggere la scelta compiuta dalle conseguenze sociali e in generale dalle conseguenze negative che verrebbero a ripercuotersi in primo luogo sulla persona della madre. In questa prospettiva non è il diritto in sé della madre all’anonimato che viene garantito, ma la scelta che le ha consentito di portare a termine la gravidanza e partorire senza assumere le conseguenze sociali e giuridiche di tale scelta. Solo la madre, pertanto, in questa prospettiva può essere la persona <b>legittimata </b>a decidere se revocare la sua decisione di rimanere anonima in relazione al venir meno di quell’esigenza di protezione che le ha consentito la scelta tutelata dall’ordinamento”. La <b>Suprema Corte </b>ha, quindi, concluso che nel “caso in esame non può non discendere dalla chiara individuazione compiuta dal giudice delle leggi la impossibilità di ritenere operativo, oltre il limite della vita della madre, il termine previsto dal ricordato D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 93, comma 2, perchè la conseguenza della morte della madre che ha partorito in anonimo sarebbe quella di reintrodurre quella cristallizzazione della scelta per l’anonimato che la Corte costituzionale ha ritenuto lesiva degli artt. 2 e 3 della carta fondamentale. Un effetto non giustificabile pertanto neanche nella ipotesi ritenuta legittima dall’ordinamento francese della espressione, in vita, da parte della madre, di una <b>volontà </b>definitivamente contraria alla rimozione del segreto anche dopo la sua morte. Né una diversa conclusione potrebbe dedursi dalla temporaneità della protezione dai dati che è propria del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 93, comma 2,. Oltre a rilevare che la durata del termine ivi previsto rende, comunque, di fatto, inattuabile la volontà del figlio di conoscere le proprie origini biologiche questa Corte non può che smentire la fondatezza e rilevanza della affermazione per cui la <b>morte </b>della madre non può essere eletta a circostanza presuntiva della volontà di rimozione del segreto post mortem. Ve ribadito infatti che, nella ricostruzione della Corte Costituzionale, ciò che è rilevante e decisivo è la reversibilità del segreto, condizione che, purtroppo, la morte non rende più attuale e ipotizzabile nel futuro. Non si può, d’altra parte, non sottolineare l’effetto paradossale che provocherebbe una lettura della norma ritenuta incostituzionale basata sui presupposti che hanno orientato i giudici del merito. L’immobilizzazione della scelta per l’anonimato che verrebbe in tal modo a determinarsi post mortem, verrebbe a realizzarsi proprio in presenza dell’affievolimento, se non della scomparsa, di quelle ragioni di protezione, risalenti alla scelta di partorire in <b>anonimo</b>, che l’ordinamento ha ritenuto meritevoli di tutela per tutto il corso della vita della madre proprio in ragione della revocabilità di tale scelta. Ciò che provocherebbe, per citare ancora la Corte Costituzionale, la definitiva perdita del diritto fondamentale del figlio a conoscere le proprie origini - e ad accedere alla propria storia parentale - diritto che “costituisce un elemento significativo nel sistema costituzionale di <b>tutela</b> della persona" perchè "il relativo bisogno di conoscenza rappresenta uno di quegli aspetti della personalità che possono condizionare l’intimo atteggiamento e la stessa vita di relazione di una persona". Cass. civ. Sez. I, Sent., 21-07-2016, n. 15024<div><br> &nbsp;<div><b>Avv. Luca Volpe</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>per maggiori "Informazioni Legali": <a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/avvocatorisponde</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Feb 2017 18:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[SOGNO IN MASCHERA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_j38wmwly"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/sogno-in-maschera.webp"  title="" alt="" width="450" height="215" /><br></div><div><br></div>Oggi vi racconto la <b>storia </b>di tre nostre amiche: Nella, Alice, Gelsomina che avevano un sogno...quale? Ascoltate... <span class="fs12">Cari ragazzi, vi ricordate di Alice? Sì, proprio lei, la </span><b class="fs12">cagnolina</b><span class="fs12"> di Giorgia e l'amica del topolino Nino! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><div><span class="fs12">Si avvicinava la festa di </span><b class="fs12">Carnevale</b><span class="fs12"> e tutti volevano vestirsi in maschera ed anche Alice chiese alla sua padroncina di comperarle un costume da Zorro, perché il suo amico Nino l’aveva invitata a partecipare ad una festa in maschera.</span><div>Giorgia guardò la sua cagnolina e poi disse: “vedremo! Ma sei proprio sicura che vuoi vestirti da Zorro? Non sarebbe meglio un bel costume da barboncina?”.</div><div>Alice rispose di no!</div><div>Lei voleva vestirsi da Zorro, con tanto di spada, maschera e mantello nero.</div><div>Giorgia accontentò la sua cagnolina e al negozio di <b>costumi </b>le comperò quello di Zorro. Il giorno dopo, Alice andò alla festa del suo amico topolino Nino e si divertì &nbsp;tantissimo.</div><div>Grazie Giorgia, sei proprio una brava padroncina!</div><div>La coccinella Nella. </div><div>Cari ragazzi, vi ricordate della coccinella Nella?</div><div>Sì, proprio lei, quella che cadde in piscina e che un bambino di nome Francesco salvò .</div><div>Francesco e Nella non si videro più per tanto tempo, ma poi, una mattina, mentre Francesco tornava da scuola, si sentì chiamare e vide sulla sua spalla la coccinella Nella.</div><div>"Nella? Che ci fai qui? Dove sei stata tutto questo tempo?". La coccinella &nbsp;lo guardò e saltando sulla sua mano rispose: “sono stata a spasso in un <b>paese</b> molto lontano a trovare tanti bambini colpiti dal terremoto, a portare loro dei bei <b>regali</b>, tantissimi sogni, molta speranza e un futuro colorato con tutti i colori dell'arcobaleno. Poi ho pensato...vado a trovare il mio amico Francesco, ed eccomi qua: sei contento?. Io sono contentissima di avere un amico come te e ti voglio chiedere un favore: vorrei andare al "<b>veglione</b> delle coccinelle” e mi piacerebbe poterci andare con te! Ci vieni? Io &nbsp;mi maschero da Biancaneve”.</div><div>Francesco la guardò e, siccome era tanto carina, le disse di sì.</div><div>È così, Nella, vestita da Biancaneve, andò alla festa in compagnia del suo carissimo <b>amico</b> e si divertì tantissimo.</div><div>La farfalla Gelsomina</div><div>C'era una volta una famiglia di farfalle, tutte colorate, che vivevano su un grande albero chiamato "l'albero delle farfalle".</div><div>Di farfalle ve ne erano tante, ma la più bella era lei: Gelsomina.</div><div>Gelsomina aveva un sogno...lei voleva andare ad una <b>festa </b>di <b>Carnevale </b>e voleva vestirsi da Fiona, la moglie di Shrek!</div><div>Ma come poteva fare? Pensa e ripensa, chiese aiuto alla sua amica stilista, dal nome famoso,"gatta Valentino", una gatta molto elegante e brava e, siccome voleva molto bene alla farfalla Gelsomina, esaudì il suo desiderio e nel giro di due giorni le confezionò un abito da principessa Fiona.</div><div>Quando Gelsomina andò alla festa di Carnevale, tutti rimasero senza parole:sì, sembrava proprio una <b>principessa</b>.</div><div>Gelsomina era molto contenta e alla festa ballò tutta la sera con un farfallino molto grazioso di nome Teo che... pensate un po', era vestito da "Shrek".</div><div>E dopo la festa, Gelsomina e Teo vissero per sempre felici e contenti e non si lasciarono mai più.</div><div>Ciao ragazzi, vi auguro buon divertimento!</div><div>Un grandissimo buon Carnevale dalla vostra nonna Gina, da Nella, Alice e Gelsomina! &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WJoVd_nhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su<a href=" http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink"> http://tiny.cc/nonni</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Feb 2017 18:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA PROVA DEL FUOCO Parte prima]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_40ej185b"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/prova-del-fuoco.webp"  title="" alt="" width="453" height="309" /><br></div><div><br></div>“Senza <b>Coraggio </b>non c'è progresso decisivo, Senza Coraggio non c'è successo, Senza Coraggio le cose restano ferme!”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il Coraggio è il primo pilastro su cui occorre costruire qualsiasi cosa. Il coraggio è paragonabile al "<b>fuoco</b> che &nbsp;trasforma", e nulla nella nostra vita può cambiare se noi non abbiamo il coraggio di iniziare il cambiamento! &nbsp;Questa è la prima prova: la Prova del Fuoco! Per oltrepassarla è necessario lavorare con la &nbsp;<b>paura</b>. Esistono tante paure in noi, alcune di queste le possiamo definire paure "<b>difensive</b>", mentre le altre sono paure "<b>nocive</b>". Le paure difensive sono quelle che ci tengono lontani dagli errori irreparabili, come ad esempio, la paura del fuoco che ci fa subito allontanare da un incendio, o la paura del dolore fisico che ci fa evitare situazioni che possono nuocere alla nostra salute. Questo tipo di paura non ci fa tremare, ma ci fa capire che occorre prendere le distanze da certe cose (prudenza). Per quando riguarda le paure "nocive", queste ci paralizzano, ci distruggono da dentro, ci fanno "tremare" e sono fondamentalmente sciocche! &nbsp;Esempi classici: paura del buio, paura degli insetti innocui, paura del giudizio altrui, paura della solitudine, paura della morte, paura del fallimento ecc... Queste paure peggiorano la nostra <b>vita </b>e sono il seme della maggior parte delle nostre ansie e preoccupazioni. Temere il buio non ci da alcun vantaggio, al massimo possiamo tenerci alla larga da una foresta oscura, ma gridare in una stanza buia dove non c'è nessun altro &nbsp;è irrazionale, quanto ridicolo. Temere gli insetti non è un vantaggio, ma possiamo tenerci alla larga da quelli più "pericolosi", senza sobbalzare per qualche mosca, grillo, libellula, zanzara o gridare con la speranza che si spaventino anche loro. Il guerriero ha paura in ogni istante, ma il suo tipo di paura non gli suggerisce "AAAAaaaaiuto, non so che fare", invece egli pensa "Ho paura, ma troverò il modo di venirne fuori e &nbsp;sopravvivere". Ecco qual è la differenza tra le paure "<b>nocive</b>" e quelle "<b>difensive</b>", le prime si presentano sotto forma di minaccia, le seconde sotto forma di motivazione (Tipo: "Impegnati e ce la farai").<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WJoUnfnhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Sport e disciplina" su <a href="http://tiny.cc/sportbambini" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/sportbambini</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Feb 2017 18:40:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-prova-del-fuoco-parte-prima</link>
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			<title><![CDATA[IL GIARDINO DELLE PAROLE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_uk881lcj"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Ho sempre pensato alla possibilità d'incontrarsi all'aperto; piccole </span><b class="fs12lh1-5">anime </b><span class="fs12lh1-5">pensanti, un semplice nulla di fronte al maestoso dispiegarsi della natura dell'universo, ma una &nbsp;totalità infinita di fronte al nulla. Anime </span><b class="fs12lh1-5">pensanti</b><span class="fs12lh1-5">, forse a tratti pesanti, ma attratte.</span></div><div>Un gioco di parole per il mio <b>giardino </b>delle parole. Per molti anni questa necessità di espressione dei miei pensieri &nbsp;è rimasta soffocata a causa di un ambiente culturale sordo che mi rimbalzava addosso solo l'inadeguatezza della mia formazione <b>filosofica </b>e che mi voleva omologata.</div><div>Oggi più che mai credo che sia meraviglioso e necessario essere diversi e che seppur nella <b>solitudine </b>della diversità ti ritrovi con attorno solo natura e mai sguardi di approvazione, quella solitudine lascia, comunque, segno a chi ti vede passare.</div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1"> Nessuna vita è inutile e nella diversità della mia </span><span class="cf1"><b>sensibilità </b></span><span class="cf1">c'è un vaso colmo di cose da dire &nbsp;e da dare.</span></i></span></div><div><hr></div><div>La mia risposta &nbsp;ad un ambiente culturale che ti vuole automa, pronto ad obbedienza passiva è l'uomo in piedi che si alza nonostante la sensazione schiacciante di uniformità e guarda il cielo e pensa... e parla...e le <b>parole </b>diventano fatti, fatti che invertono la rotta e il semplice vedere diventa sguardo e quegli sguardi attratti si incontrano nel giardino delle parole e accolgono la diversità degli sguardi altrui &nbsp;e sanno che &nbsp;tutti quei pensieri e tutte quelle parole sono nelle braccia dell'universo che ci abbraccia e che ci guarda.</div><div>Il giardino delle parole è il luogo della <b>tolleranza</b>, <b>dell'accoglienza</b>, della prospettiva e del desiderio dell'inversione di rotta, dei silenzi eloquenti, della ricerca di senso.</div><div>Solo così riesco a pensare al futuro dell'umanità: seduti nell'immensità della natura, a piedi scalzi parlando di parole che diventano fatti che cambiano la rotta, leggermente accarezzati dal vento, sapendo di non essere inadeguati. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.WJoS2_nhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Feb 2017 18:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[SOLITUDINI]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_q75vmc7r"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/solitudini.webp"  title="" alt="" width="485" height="445" /><br></div><div><br></div>C'è una nuova <b>solitudine</b>, oggi, che si cela dietro ad un vetro che illude di porre in relazione se stessi con gli altri, ma altro non è che specchio di se stessi. Di quella parte di noi incapace di <b>mostrarsi </b>per quel che è realmente, ma soprattutto di affrontare direttamente la persona a cui ci si rapporta, solo in modo <b>virtuale</b>. Un rapporto essenzialmente artefatto, mai autentico, come quello che può crearsi avendo di fronte l'interlocutore. Un tempo, in cui la <b>tecnologia </b>non era andata oltre, il telefono era il mezzo per comunicare superando la difficoltà materiale della distanza fisica che poteva dividere. Oggi, invece, i cellulari vengono utilizzati anche a pochi metri di distanza uno dall'altro creando vere e proprie solitudini, mascherate da relazioni. Un mania ormai, quella di conversare e condividere nel virtuale, che specie i più giovani si ritrovano a vivere inconsciamente, come tutte le consuetudini malsane. Una mania capace di automatizzare slanci affettivi che una volta si realizzavano in parole dirette e gesti veri. Tutto così formattato da rendere necessario un intervento formativo in campo <b>scolastico</b>, che non vada necessariamente e severamente a privare il ragazzo dell'utilizzo di un bene materiale inventato per esempio per velocizzare i suoi contatti con la famiglia in situazioni in cui nessuno può farlo per lui, o magari per supportarlo, navigando su internet, in una ricerca di <b>informazioni</b>. Un intervento che lo educhi, dunque, ad un sano e responsabile utilizzo del proprio telefonino, ma soprattutto a non trincerarsi dietro di esso, rischiando di perdere di vista la propria dimensione umana e diventando sempre più simile ad un robot, perfetto nel chattare, ma non nel relazionare. Ricerche, sondaggi, ampliamento delle conoscenze...sono tutte cose bellissime che un sofisticato sussidio può rendere possibile, ma non la <b>comunicazione</b>. E si resta soli. Essere in compagnia,infatti, significa guardarsi negli occhi, darsi una mano, piangere e ridere insieme. Perfino litigare avendo il coraggio di esporre il proprio pensiero, senza affidarlo ad una tastiera virtuale, spesso anche pungente ed offensiva, per chi è dall'altra parte e subisce la viltà di una persona bulla e vile. Capita frequentemente di vedere gente che, pur avendo al suo fianco altra gente, e non a lei estranea, sta lì con lo sguardo e dito incollati al cellulare come una "monade" senza porte e finestre. E' questa la solitudine dell'uomo moderno. E quel <b>telefono </b>che un tempo avvicinava...oggi allontana.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WJDZS3-F9f4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a> Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 18:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LO SCRIGNO INCANTATO]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_q60c70iy"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/lo-scrigno.webp"  title="" alt="" width="464" height="261" /><br></div><div><br></div>Ci sono <b>storie </b>che, al pari delle fiabe più note e amate, incuriosiscono, coinvolgono e affascinano grandi e piccoli <b>lettori</b>. Una di queste è di certo “Lo <b>scrigno </b>incantato”.<div> Un giorno un pescatore ritirando la sua rete vi trova un grande e bellissimo scrigno di metallo. Una volta tornato a riva, però, nonostante i suoi molti sforzi, non riesce in alcun modo ad aprirlo. Fra la folla attirata dal rumore c’è anche il capo della Guardia dell’Imperatore, che subito si impadronisce dell’oggetto per farne dono al sovrano. <b>L’Imperatore </b>in questione è un uomo potente e avarissimo, talmente attaccato al denaro e ai tesori da non voler avere mogli e <b>figli</b>, perché mantenerli gli costerebbe troppo. Ovviamente un simile personaggio non può accettare di non sapere cosa vi sia all’interno dello scrigno. A turno, dunque, manda a chiamare vari “<b>professionisti</b>” – un fabbro, un uomo forzuto, una fattucchiera e così via – affinché lo aprano, ma tutti falliscono. Come ultima risorsa, il sovrano fa catturare una lince selvatica, poiché, secondo le dicerie, pare sia capace di vedere attraverso qualsiasi cosa… Riuscirà infine il sovrano a risolvere il mistero? “Lo scrigno incantato”, albo illustrato edito da Gallucci, impreziosito dalla bellissima copertina e dalle suggestive illustrazioni “alla <b>Klimt</b>” di David Sala, è un’assoluta gioia per gli occhi. Il testo di Jean-François Chabas è una deliziosa <b>fiaba</b>, sottilmente ironica, che ci propone una riflessione sulla ricchezza, in quanto ci fa notare come ciò che crediamo di possedere conti, ai nostri occhi, almeno quanto ciò che possediamo veramente. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Buona lettura! </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.WJDXuX-F9f4" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Lettura e Racconti” su <a href="http://tiny.cc/favole " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/favole </a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 18:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Shoah. Musica dal naufragio dell'umanità...]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_n8q28708"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Scrivo queste mie poche righe sull'onda della </span><b class="fs12lh1-5">commozione</b><span class="fs12lh1-5">, dell'orrore e della vergogna che sempre provo, in quanto parte del genere umano, nel ricordare il genocidio degli </span><b class="fs12lh1-5">ebrei</b><span class="fs12lh1-5"> e i crimini atroci della dittatura nazifascista. Commozione, orrore e vergogna che inevitabilmente si acuiscono in occasione della “Giornata della </span><b class="fs12lh1-5">Memoria</b>”. Con la forza di un imperativo categorico kantiano quella data, <span class="fs12lh1-5"><b>il 27 gennaio, anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz </b></span><span class="fs12lh1-5">da parte dei sovietici, ci scuote dal torpore dell'indifferenza e ci obbliga a ricordare il capitolo più nero della storia moderna, a interrogarci sulle cause del male, sui meccanismi del dominio e della violenza, a riflettere su quanto l'uomo sia capace di odiare, umiliare, violentare e </span><b class="fs12lh1-5">uccidere </b><span class="fs12lh1-5">i propri simili. La domanda che sorge è sempre, immancabilmente la stessa: come è potuto accadere che in una manciata d'anni, dal 1933 al 1945, sei milioni di ebrei d'Europa, e altre centinaia di migliaia di individui tra zingari di etnia Sinti e Rom, omosessuali, Testimoni di Geova, inabili fisici e mentali, dissidenti politici, prigionieri di guerra, delinquenti comuni e “asociali” (vagabondi, mendicanti, prostitute, venditori ambulanti), siano stati sterminati, annientati, cancellati dal cuore dell'Europa? Poi pensiamo agli orrori presenti, alla violenza e </span><b class="fs12lh1-5">all'intolleranza</b><span class="fs12lh1-5"> dilaganti, alle guerre che mietono vittime innocenti, privando di un futuro tanti e tanti bambini, ai muri che vengono innalzati di fronte a quanti fuggono da miseria e morte alla ricerca di un avvenire, e capiamo che quel fatto storico non è poi tanto eccezionale e irripetibile come appare. «È avvenuto, quindi può accadere di nuovo» ha scritto Primo Levi ne I sommersi e i salvati. Coltivando la memoria della </span><b class="fs12lh1-5">Shoah</b><span class="fs12lh1-5">, studiandola, noi riflettiamo su noi stessi e sul presente nella misura in cui ci confrontiamo con il lato oscuro della natura umana, e così facendo acquistiamo consapevolezza del rischio che sempre corriamo quando dimentichiamo di essere uomini nel senso più pieno e più alto del termine. Perché il Giorno della Memoria «non diventi un vuoto e ripetitivo rituale non abbiamo che una strada, quella della conoscenza e della comprensione» (F. R. Recchia Luciani, La Shoah spiegata ai ragazzi, Il melangolo, 2014). &nbsp;&nbsp;</span></div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5"><span class="cf1">Per una singolare coincidenza il 27 gennaio è anche il giorno in cui è venuto al mondo Wolfgang Amadeus </span><span class="cf1"><b>Mozart</b></span><span class="cf1"> (1791) e si è spento Giuseppe </span><span class="cf1"><b>Verdi </b></span><span class="cf1">(1901). Mozart e Verdi: forse nessun compositore ha saputo indagare l'animo umano, le sue contraddizioni e i suoi anfratti bui, in modo altrettanto lucido e carico di pietà, indicandoci la via di umanità consapevole di se stessa e solidale. </span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Eppure, una tragica ironia ha voluto che la loro musica, assieme a quella di Beethoven, Schubert, Mendelssohn, Liszt, Wagner, Offenbach, Lehár, Puccini e molti altri, si mescolasse alla violenza, alla disperazione e alla morte nei luoghi di segregazione e annientamento nazisti. Nel </span><b class="fs12lh1-5">ghetto </b><span class="fs12lh1-5">di Varsavia, a Buchenwald, a Mauthausen, a Dachau, a Birkenau, a Treblinka, persino ad Auschwitz, la musica scandiva le giornate delle vittime e dei carnefici: musica in prevalenza classica, ma anche jazz, leggera e da ballo. </span><span class="fs12lh1-5"><b>La diffondevano gli altoparlanti per dare la sveglia o avviare ai lavori forzati, ma soprattutto la eseguivano gli stessi deportati in piccoli ensemble da camera, non di rado in vere e proprie formazioni orchestrali e corali ispirate alle “cappelle musicali</b></span><span class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5"><b>” delle grandi corti del passato (si chiamavano infatti Lagerkapellen).</b></span> Nei campi di concentramento sul territorio del Reich e in Polonia l'attività concertistica era piuttosto intensa; serviva a offrire svago e distrazione agli ufficiali delle SS, ad accogliere qualche “pezzo grosso” (a Mauthausen nel gennaio del '45 venne eseguito addirittura il Lohengrin di Wagner davanti ad Heinrich Himmler), ma non soltanto: spesso un macabro cerimoniale imponeva che i deportati suonassero mentre i loro compagni, amici e parenti venivano condotti nelle camere a </span><b class="fs12lh1-5">gas</b><span class="fs12lh1-5">. </span><span class="fs12lh1-5"><b>E poi c'era Terezín. Situata a pochi chilometri da Praga, Theresienstadt, così chiamata in </b></span><b><span class="fs12lh1-5">tedesco</span> </b><span class="fs12lh1-5">(in omaggio all'imperatrice Maria Teresa d'Austria), era sorta alla fine del '700 come città-fortezza. Nel 1941 la Gestapo la trasformò in un ghetto speciale, destinato ad accogliere i Prominenten, gli ebrei importanti: vi vennero internati, tra gli altri, decorati della prima guerra mondiale, alti funzionari e personaggi politici della Germania pre-hitleriana, artisti e intellettuali. </span></div><div><hr></div><div><i><span class="fs22lh1-5 cf1">Con sadica ipocrisia si intendeva preservarli dalle deportazioni di massa: ma il loro destino era comunque segnato. </span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Il fatto che vi fossero concentrati in numero così elevato persone di cultura, intellettuali, artisti e musicisti fece sì che in breve tempo </span><b class="fs12lh1-5">Terezín </b><span class="fs12lh1-5">divenisse un'oasi di vivacità artistica, un “paradiso” in confronto agli altri campi. In un primo tempo i concerti con strumenti di fortuna, gli spettacoli teatrali e le attività culturali che vi si svolgevano clandestinamente furono repressi; poi i </span><b class="fs12lh1-5">nazisti</b><span class="fs12lh1-5">, primo fra tutti il famigerato Adolf Eichmann, pensarono che il fervore artistico del ghetto poteva essere sfruttato a fini propagandistici, per ingannare il resto del mondo sulle condizioni di vita e sul destino degli ebrei deportati. E così quelle attività non furono solo consentite ma addirittura incoraggiate, anzi istituzionalizzate. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/musica-auschwitz.webp"  title="" alt="" width="600" height="342" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Quando nel '44 i nazisti dovettero cedere alle richieste della Croce Rossa Internazionale, che insisteva per visitare un campo di concentramento di ebrei, la scelta non poteva che cadere su Terezín: tirato a lucido e abbellito, il ghetto fece da scenografia per una colossale finzione. E gli ispettori, capeggiati </span><b class="fs12lh1-5">dall'antisemita</b><span class="fs12lh1-5"> Maurice Rossel, se ne tornarono a casa soddisfatti. Ma la mistificazione propagandistica non si fermò qui: i nazisti vollero realizzare un film che documentasse le condizioni a dir poco idilliache degli ebrei che vivevano a Theresienstadt, Der Führer schenkt den Juden eine Stadt (Il Führer dona una città agli ebrei). Tutti gli internati dovettero contribuire, loro malgrado, alla messinscena; il noto attore e regista ebreo Kurt Gerron fu incaricato della regìa. In realtà la vita a Terezín era durissima: oltre 30.000 persone vi morirono per gli stenti, le malattie, le violenze degli aguzzini. Dopo le riprese del </span><b class="fs12lh1-5">film </b><span class="fs12lh1-5">sia Gerron che i suoi “attori” furono trasferiti ad Auschwitz, e lì uccisi nelle camere a gas. (Qualche frammento del film è visionabile su YouTube, per esempio </span><b><span class="fs14lh1-5"><a href=" https://www.youtube.com/watch?v=TmIPNktUeoI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">qui</a></span></b><span class="fs14lh1-5">)</span> <span class="fs12lh1-5">. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">A Terezín si trovava un numero impressionante di musicisti; tra di essi almeno cinque compositori di primo piano: Pavel Haas, Hans Kràsa, Viktor Ullmann, Gideon Klein e Siegmund Schul. Non ne sopravvivrà nessuno. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Il film di </span><b class="fs12lh1-5">propaganda </b><span class="fs12lh1-5">diretto da Gerron ci consente di ascoltare una breve ma incisiva composizione di Haas, lo Studio per orchestra d'archi; alcuni piccoli internati cantano Brundibár, l'operina per bambini composta da Kràsa prima del suo arresto e messa in scena per la prima volta proprio a Theresienstadt. Terminate le riprese tutti i musicisti e i bambini coinvolti furono mandati a morire ad Auschwitz. Ho ascoltato di recente la struggente Ninna-nanna di Gideon Klein e non ho fatto a meno di pensare ai circa 15.000 bambini deportati a Terezín e annientati in gran parte nelle camere a gas. Ascoltatela anche voi e condividetela con i vostri figli </span><span class="fs12lh1-5"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=kk_A7CI-wBo" rel="next" target="_blank" class="imCssLink"><b>QUI</b></a></span>.</div><div>Se per i nazisti il fermento <b>musicale </b>di Theresienstadt rappresentava un efficace strumento di propaganda, per gli internati del ghetto la composizione e l'esecuzione di musica – un esigenza quasi vitale, come ben sanno gli “addetti ai lavori” – dava voce alla speranza e alla voglia di vivere, diveniva strumento di resistenza e di ribellione, le uniche possibili nell'inferno di una prigionia senza futuro. Brundibár, per esempio, storia di due fratellini che riescono a sconfiggere un cattivo tiranno, allude chiaramente alla situazione reale in cui fu messa in scena; il Requiem di Verdi, la cui esecuzione segnò il culmine dell'attività musicale a Terezín, diventava il grido di una umanità che non si rassegna al proprio destino ma gli resiste fino all'ultimo, in un estremo, disperato attaccamento alla vita e al mondo, un'umanità che sente avvicinarsi l'ora in cui i «maledicti» (leggi: i carnefici) verranno dannati per i loro <b>crimini</b>, e che infine, penitente, invoca la libertà eterna («libera me»), la stessa negata ai <b>prigionieri</b>. D'altronde, la pervicacia con cui quei musicisti seppero portare avanti la propria ricerca compositiva nonostante le terribili condizioni di vita del ghetto – o, forse, proprio i virtù di esse – è qualcosa di straordinario. Ha affermato Ullmann, autore del bellissimo Quartetto per archi n. 3 op. 46: </div><div><br></div><div><span class="fs16lh1-5 ff1">"Devo sottolineare… che in nessun modo ci siamo seduti sulle sponde dei fiumi di Babilonia a piangere; che il nostro rispetto per l’Arte era commisurato alla nostra voglia di vivere. Ed io sono convinto che tutti coloro, nella vita come nell’arte, che lottano per imporre un’ordine al Caos, saranno d’accordo con me".</span></div></blockquote><div><div><br></div></div></div><blockquote><div><div><div> &nbsp;</div></div></div></blockquote><blockquote><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.WJDWb3-F9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Domenico Andriani</a></b></div></div><div><div>Musicologo &nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"><b>www.cittadellinfanzia.it </b></a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=MUSICA_E_TEATRO" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">“Musica e teatro”</a></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Un sipario che si apre sulla vita…</span></div></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/kk_A7CI-wBo">https://youtu.be/kk_A7CI-wBo</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 18:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[UNA BELLA AMICIZIA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_21s2296s"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/una-bella-amicizia.webp"  title="" alt="" width="467" height="333" /><br></div><div><br></div>Questa è la <b>storia</b> di due amici: Iole e Dorian.<div>Due <b>bambini</b> molto diversi, sia nell’aspetto fisico che nel carattere, ma loro si volevano molto bene.</div><div>A scuola nell'ora di ricreazione erano sempre seduti nello stesso banco.</div><div>Iole era bionda con due treccine favolose, sempre pronta a scoprire ogni cosa, esuberante, indipendente, non stava mai ferma e aveva tanti <b>amici </b>(il suo preferito si chiamava Dorian).</div><div>Quando arrivava in <b>palestra </b>per fare judo, tutti i bambini correvano verso di lei e lei subito proponeva nuovi giochi .</div><div>Amava molto gli animali, avrebbe voluto un <b>cane</b>, ma mamma Vanna non cedeva alla sua richiesta.</div><div>Un giorno d'estate i due amici uscirono dal grande cancello della casa di Iole e si incamminarono verso il ruscello dove c'erano le loro amiche ranocchie.</div><div>Arrivati, si sdraiarono sul prato e salutarono tutti gli animaletti che passavano da lì: ragnetti, rospi, formiche.</div><div>Poi, Iole decise di fare il bagno nel ruscello, stava per entrare, ma si fermò...sentiva un lamento. </div><div>Cominciò ad &nbsp;ispezionare la riva e, finalmente, vide un piccolo cane, il cane più bello che avesse mai visto, quello che aveva sempre desiderato!</div><div>Chiamo' Dorian e insieme si avvicinarono alla grossa cesta.</div><div>Iole, con le lacrime agli occhi, prese il piccolo cane e lo strinse forte forte al suo <b>cuore </b>che batteva fortissimo.</div><div>Il cane &nbsp;cominciò a leccarle il viso e a farle tante feste: aveva trovato una padroncina!</div><div>Iole e Dorian, di corsa, rientrarono a casa per raccontare a mamma Vanna cosa era successo. Iole era felice: chiese alla mamma se potevano tenerlo con loro e...mamma Vanna disse di sì e abbracciò i due bambini.</div><div>Iole decise di chiamarlo Pedro, perché era un maschietto.</div><div>Cari bambini, da quel giorno Iole, Dorian e Pedro sono sempre insieme, anche alle lezioni di <b>Judo </b>e lui è molto agile e bravo.</div><div>“Chi trova un'amico trova un tesoro” e Pedro di tesori ne ha trovati due: Iole e Dorian.</div><div>Nonna Gina. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WJDUMX-F9f4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 18:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LUI, NASCOSTO NEL BUIO, MENTRE TORNO A CASA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1622pwp0"><blockquote><div>“Mi ero rimproverata i gesti di quella notte. Non ero stata attenta. Fino ad allora, ero sempre uscita di casa portando fuori la mia voglia di vivere, il mio entusiasmo, la mia ingenuità e il desiderio di libertà di giovane <b>donna</b>. Avevo trascorso una serata bellissima insieme ai miei cari e vecchi amici. Percorrevo, come sempre, il vialetto che mi conduceva verso casa. Mi risuonavano nella testa le risate e le conversazioni spensierate, tipiche della nostra età. Era una fredda sera di gennaio, ma con un cielo stellato che illuminava i vicoli. Intanto pensavo a quanto mi fossi divertita seppur mi sentissi stanca. Già immaginavo il mio cuscino e le calde coperte del mio letto. Ero quasi arrivata e cominciai a frugare nella mia enorme borsa in cerca delle chiavi per rincasare. Non so quanti secondi impiegai. Aprii tutti gli scomparti pensando che avrei dovuto riordinarla, prima o poi, quella sacca piena di cianfrusaglie e, mentre realizzavo che avevo malauguratamente dimenticato le chiavi, <span class="fs12lh1-5"><b>avvertii dietro di me una presenza. Era un uomo vestito di nero</b></span>. Il suo viso era celato da un passamontagna scuro. Quella vista mi terrorizzò a tal punto che sentii ogni parte del mio corpo raggelarsi. Non ricordo quali <b>pensieri</b> ebbi in quei momenti. Quell’uomo era lì davanti a me; solo questo riuscivo a realizzare, insieme al mio sconcerto.</div><hr><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Rammento la sua figura possente con una discreta altezza e, l’unica parte del suo viso che riuscivo a vedere, i suoi algidi occhi azzurri. Capii che non dovevo abbassare il mio sguardo. </span></i></span></div><div><hr></div><div>Lo fissavo dritto negli occhi, poiché era da lì che avrei capito le sue reali <b>intenzioni</b>. Mi sentivo braccata come un animale che stava quasi per giungere alla sua tana . Ero a un passo dalla salvezza, ma quasi cadevo nel precipizio. Fu la prima volta che mi percepii fra la <b>vita </b>e la morte. Improvvisamente il mio istinto di sopravvivenza mi raggiunse. <span class="fs12lh1-5"><b>Dovevo dimostrargli che non avevo paura!</b></span> Allora lo guardai, sfidandolo: gli dissi che non avevo nulla per lui. I suoi occhi tentennarono. Urlando, continuai a dirgli di andarsene. La sua sicurezza vacillò. Cominciò a guardarsi intorno. Forse aveva avuto il timore che arrivasse qualcuno a salvarmi e così si allontanò, scomparendo nella notte. Ho avuto il terrore di rivedere quegli occhi fra la gente, ma da allora, oltre le chiavi di casa, porto sempre quella ‘corazza’ fatta di attenzione e consapevolezza per camminare sui sentieri della vita.” <span class="fs12lh1-5"><b>Sono ormai all’ordine del giorno fatti di cronaca che menzionano atti di violenza fisica, psicologica e sessuale</b></span> da parte di uomini nei confronti delle donne. Secondo una stima, il trentacinque per cento delle donne nel mondo ha subito violenza almeno una volta nella vita. </div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il grido di </span><span class="cf1"><b>dolore </b></span><span class="cf1">dell’universo femminile è tutt’oggi oggetto di studio. Si ricercano le cause che possano causare il fenomeno e le strategie per farlo cessare o arginare. </span></i></span></div><div><hr></div><div>E’ indubbio che un sistema culturale ancorato ad un retaggio del passato, prevalentemente maschilista, può incrementare una visione distorta del <b>mondo femminile</b> e può favorire fenomeni di intolleranza inaudita. E’ fondamentale che l’educazione nei confronti dei figli abbatta gli stereotipi culturali. Ai figli maschi, per esempio, è importante insegnare a riconoscere le proprie emozioni senza aver timore di esprimerle. La figura del padre è opportuno che sia quanto più presente e sia orientata a veicolare atteggiamenti non solo di forza, ambizione e sicurezza, ma anche di tenerezza e sensibilità. E’ positivo l’incoraggiamento ad instaurare legami di <b>amicizia</b>, già dalla tenera età, con figure femminili che possano rafforzare il senso di rispetto e di empatia nei confronti dell’altro sesso. Il racconto di vita vera descritto è un invito a comprendere quali sentimenti di paura possa provare una donna che si trovi ad affrontare una tale circostanza. Attualmente, una risposta concreta, per arginare il fenomeno delle aggressioni nei confronti delle donne che rincasano da sole, arriva dalla Germania. “<b>Heimwegtelefon</b>”, che letteralmente significa ‘telefono sulla via di casa’, è un numero creato per dare conforto alle donne che si trovino a dover tornare a casa da sole. Questo servizio, gestito da donne volontarie, è collegato con la stazione di polizia più vicina, <span class="fs12lh1-5"><b>assicurando un intervento tempestivo in caso di pericolo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</b></span></div><div>“Tu ed io siamo una cosa sola. Non posso farti del male senza ferirmi”. (M. Gandhi). </div><div>Al prossimo articolo e buona educazione alla <b>sensibilità </b>a tutti!</div><div><div><br></div></div><div><div> &nbsp;</div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.WJDRLX-F9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b>, pedagogista, educatore extrascolastico</div></div><div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><br></div></div><div><div>Chiedi alla pedagogista di "Psicopedagogia": <a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pedagogistarisponde</a></div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 18:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[AGEVOLAZIONI FISCALI PER DEFIBRILLATORI E CORSI BLS-D]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_x6ml5201"><div><img class="image-2" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/defibrillatore-salvavita-2.webp"  title="" alt="" width="499" height="299" /><br></div><div><br></div><b>Defibrillatori</b> anche sul luogo di lavoro. La novità arriva dal nuovo modello OT24, che include tra gli interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro – &nbsp;in aggiunta rispetto a quelli minimi previsti per legge per ottenere lo sconto per prevenzione <b>dell’Inail </b>– l’adozione da parte delle aziende di defibrillatori semiautomatici (DAE) e l’organizzazione di corsi <b>Blsd </b>(Basic life support defribillation) per insegnare ai dipendenti le manovre salvavita necessarie nei casi di arresto cardiaco. Per ottenere la riduzione del tasso di premio Inail sarà sufficiente presentare telematicamente <b>un’autocertificazione </b>che attesti che l’azienda non rientra tra quelle per cui l’adozione del defibrillatore è obbligatoria per legge. L’impresa, inoltre, deve essere in possesso della ricevuta di acquisto dei DAE, dell’elenco dei partecipanti al corso Blsd riferito all’anno solare precedente quello di presentazione della <b>domanda</b>, con la copia degli attestati rilasciati, e della documentazione che attesta l’aggiornamento annuale del personale formato e la procedura di controllo dell’efficienza e delle tecniche di intervento per l’uso del defibrillatore. L’Inail offre la possibilità di ridurre il premio annuale alle imprese virtuose che hanno effettuato interventi volti a migliorare la sicurezza sul lavoro, mediante lo sconto denominato “oscillazione per prevenzione OT24“. L’oscillazione per prevenzione riduce il tasso di premio applicabile all’azienda, determinando un risparmio sul premio dovuto all’Inail; la riduzione di tasso è riconosciuta in misura fissa, in relazione al numero dei lavoratori-anno del periodo, come segue: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>- 28% fino a 10 lavoratori/anno; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- 18% da 11 a 50 lavoratori/anno; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- 10% da 51 a 100 lavoratori/anno; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- 5% oltre i 200 <b>lavoratori</b>/anno. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs16">Un’ulteriore agevolazione fiscale, per imprese ed esercenti arti e professioni, per la dotazione di un defibrillatore è il cosiddetto super ammortamento con aliquota del 140%, prorogato per tutto il 2017. Infatti, ai fini della deducibilità degli ammortamenti di tali nuovi cespiti - il costo sostenuto da imprese e professionisti per la loro acquisizione può essere maggiorato del 40% rispetto a quello imputato (in base ai prescritti coefficienti tabellari) nel conto economico. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs16">Il Piano nazionale “Industria 4.0”,vede, inotre, l’introduzione dell’iper ammortamento con aliquota al 250% per le aziende italiane operanti nel processo di digitalizzazione e robotizzazione dei sistemi produttivi.</span></div><div><div>Quindi, acquistare un defibrillatore e formare nuovi <b>operatori sanitari </b>“laici” … conviene!</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WItwqH-F9f4" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WItwqH-F9f4" class="imCssLink">dott.Vincenzo Dibari </a></b>- <span class="fs16">Commercialista</span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3PbcBKf5uE" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a>:</div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 16:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[DUE COLORI PER UN’AMICIZIA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_72uk7053"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/due-colori-un-amicizia.webp"  title="" alt="" width="469" height="313" /><br></div><div><br></div>Ho sempre creduto che solo tra due <b>persone </b>che già si conoscevano potesse nascere un'amicizia, invece, mi è capitata un’esperienza diversa da cui ho imparato che non bisogna avere questo tipo di <b>pregiudizio</b>.<div>Casualmente ho incontrato un bambino diverso da me per cultura, colore di pelle, religione e che mi appariva come un perfetto sconosciuto.</div><div>Ho sentito nascere in me la voglia di conoscerlo e ho fatto di tutto perché questo accadesse.</div><div>Era una mattina d'estate e con i miei <b>amici </b>ero nella piazza attigua alla chiesa che giocavo e scherzavo allegramente.</div><div>Dietro un cespuglio, notai la testa di un <b>bambino </b>dalla pelle più scura della mia.</div><div>Tentai di avvicinarmi, ma lui era impaurito. Lasciai trascorrere un po’ di tempo, poi ritornai. Lo salutai e mi presentai.</div><div>Gli chiesi il suo nome e lui mi rispose dicendomi che si chiamava Abram.</div><div>Lo invitai a trascorrere con noi quella bellissima mattinata, ma lui mi rispose di no, perché si vergognava.</div><div>Il mattino seguente ritornai lì con i miei amici e c'era pure lui, sempre nascosto tra i cespugli. Lo guardai, lo salutai e lo invitai nuovamente a <b>giocare </b>con noi e lui mi rispose di sì, ma non poteva entrare nell'oratorio per giocare.</div><div>C'era un problema! Era <b>mussulmano </b>e quindi non poteva entrare in un luogo cristiano.</div><div>Veniva dalla Tunisia, uno stato in cui si pratica la religione mussulmana.</div><div>Non condividevo il limite alla sua libertà, ma lo rispettavo, perché io sono <b>cristiana </b>e mi piace essere rispettato per la mia professione di culto.</div><div>Così capimmo che per averlo amico di gioco non potevamo andare nell'oratorio, ma dovevamo giocare in piazza.</div><div>Tuttavia, un giorno raccontammo la nostra esperienza al parroco della <b>Chiesa </b>che ci consigliò di affrontare l'argomento con i suoi genitori.</div><div>Ahimè! Questa amicizia stava diventando sempre più importante e noi non volevamo rinunciare a lui.</div><div>Così con coraggio e determinazione andammo dai suoi genitori per chiedere se Abram poteva venire in oratorio &nbsp;con noi ma loro non furono d'accordo con la nostra proposta.</div><div>Con il passare del tempo i suoi genitori capirono che era importante per la crescita del loro bambino e perciò decisero che il loro figlio poteva frequentare l'oratorio. Dopo aver ricevuto il sì dai suoi genitori, <b>Abram </b>era molto contento e sul suo viso si leggeva un'espressione di gioia e di felicità.</div><div>Un giorno organizzammo una festa a casa di un amico e decidemmo di invitare Abram. Lui venne, ma non assaggiò panini con il prosciutto, pizza con il prosciutto, tramezzini, perché i mussulmani non possono mangiare la carne di maiale. Ci dispiacque, perché questo era un motivo di diversità con noi bambini.</div><div>Il mattino seguente, Abram ci raccontò la sua vita: lo stato in cui era nato, la sua religione, i giochi che faceva in Tunisia e dei problemi del suo stato.</div><div>Dalla sua descrizione capii che lui non aveva ricevuto i doni dei sacramenti che noi cristiani riceviamo in varie tappe.</div><div>Il fatto che Abram era condizionato dalla sua <b>religione </b>mi portò a pensare che per me era una fortuna frequentarlo, perché sicuramente avrei imparato qualcosa da lui e anch'io avrei voluto essere per lui un amica da frequentare.</div><div>Questa amicizia continua ancora, ci rispettiamo per le nostre scelte che spesso sono diverse e da lui ho capito che non c'è chi sbaglia o chi fa bene a seguire una propria religione, o un modo di vivere fatto di varie scelte: l'importante è rispettarsi per come si è.</div><div>È bello avere un amico su cui contare sempre!</div><div>Nonna Gina. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WItuL3-F9f4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 15:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[GLI AMICI POLPI]]></title>
			<author><![CDATA[Mamma Antonella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_27yhm2k3"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/amici-polpi.webp"  title="" alt="" width="472" height="314" /><br></div><div><br></div>Lungo il cammino della sua <b>vita</b>, Anna incontra un gruppo un po' bizzarro. Loro si facevano chiamare "<b>Polpi</b>"....Ma facciamo un piccolo passo indietro.... Luca, l'affascinante marito di Anna, acquista una cabrio Duetto per premiare il suo ego e per condividere con la sua amata <b>viaggi </b>e passeggiate con il vento nei capelli. Un giorno di primavera Luca rientra a casa e propone ad Anna di partecipare ad un raduno di cabrio. Liberi da qualsiasi reticenza, i due compilano il modulo di iscrizione e partono con una bandana sul capo verso il Gargano. Il gruppo inizia a compattarsi, casualmente, sulla strada che collega Zapponeta a Manfredonia, dove una, tre, cinque, poi dieci cabrio cominciano a salutarsi come vecchi <b>amici </b>persi di vista da un po' di tempo. Luca ed Anna capiscono all'istante che quell'incontro sarebbe stato il primo di tanti. Col tempo scoprono un legame particolare miscelato da rispetto, affetto, <b>sentimenti </b>semplici e veri, senza tempo, calendario, orologio. Rari incontri all'insegna del puro divertimento, come bambini al luna park, con in mano un " giocattolo" da adulti. Diventa lo strumento per vivere fuori dall'ordinario, tutti catapultati in quell'isola felice della mente dove trovi solo risate, giochi, tanta semplice allegria e occhi luccicanti di <b>felicità</b>. &nbsp;&nbsp;<div>Oggi Anna ricorda gli occhi di tutti i "Polpi" e gli occhi di Alessia.<div>Ciao cara, nessuno di noi dimenticherà la luce che sprigionava il tuo sorriso!</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WIttj3-F9f4" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WIttj3-F9f4" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Antonella &nbsp;</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WIttj3-F9f4" target="_blank" class="imCssLink"> "Le mamme raccontano" &nbsp;&nbsp;</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 15:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PAGLIACCIO ‘FAI DA TE’]]></title>
			<author><![CDATA[Simona Cassanelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_296vkn3r"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/il-pagliaccio.webp"  title="" alt="" width="480" height="640" /><br></div><div><br></div><b>Carnevale </b>è il momento perfetto per realizzare insieme ai nostri bambini simpatici gadget da regalare, magari, ai compagni, al termine delle feste in <b>maschera </b>immancabili in questo periodo. Questo <b>laboratorio </b>di Carnevale è molto semplice e occorre poco materiale. Materiale:cartoncini colorati, matita, pennarelli, colla, stecco di gelato o abbassa lingua, forbici. Procedimento: disegnare dei cerchi sul cartoncino colorato. Con del cartoncino di diverso colore disegnare un cappello con base rettangolare. Disegnare sul cartoncino bianco 2 ovali e sul cartoncino rosso un cerchietto. Applicare sulla bacchetta abbassa lingua il cerchietto più grande che sarà la faccia del pagliaccio e completare con gli ovali che saranno gli occhi e con il cerchietto rosso che sarà il naso. Disegnare una bocca sorridente e applicarla e aggiungere il cappello. Con un cartoncino realizzare una coccarda e applicare sull'abbassa lingua. Ecco che il nostro simpatico pagliaccio è pronto. Buon <b>divertimento </b>a tutti, grandi e piccini!<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/creare-bellezza-attraverso-carta-colla-e-fantasia.html#.WIoqEX-F9f4" target="_blank" class="imCssLink">Simona Cassanelli </a></b>- educatrice</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire "Spirito Artistico" su <a href="http://tiny.cc/arte " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/arte </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Jan 2017 16:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[MEMORIA: CONTINUO FLUIRE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_82ta300m"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/fluire-della-memoria.webp"  title="" alt="" width="456" height="257" /><br></div><div><br></div>Nel precedente articolo ci siamo occupati della <b>memoria </b>partendo dall'analisi di un cortometraggio del 2008. Ma parlare di memoria significa riportare alla coscienza <b>ricordi</b>. Se la memoria è una capacità, una proprietà nel nostro cervello, i ricordi rappresentano l'oggettivazione. Parlare di &nbsp;memoria non &nbsp;può prescindere da un altro importante termine denso di contenuto: <b>l'Emozione</b>. Negli ultimi anni la ricerca si è interrogata sulla relazione che esiste tra le emozione e i ricordi scoprendo come le emozioni influenzino i ricordi. Con un fenomeno noto col nome di "Mood Congruity Effect", infatti, la ricerca ha esaminato l'influenza che lo <b>stato d'animo</b> esercita sul richiamo di ricordi, appunto congruenti con l'umore del momento. Negli ultimi anni l'indagine si è soffermata sull'indagare la funzione direttiva che svolge la memoria al punto da guidare <b>pensieri </b>emozioni e comportamenti attuali e futuri delle persone, sulla base delle esperienze passate. &nbsp;Semplicemente, cioè, la memoria può influenzare l'esperienza emotiva attraverso il ricordo. Dunque, le esperienze vissute, sedimentate nella memoria relative al passato, influenzano la nostra valutazione delle persone che ci &nbsp;circondano sulla base di un processo basato su stimolo-attivazione. Questo processo automatico che risponde al modo di funzionare della nostra <b>mente</b>, serve a facilitare le &nbsp;nostre risposte agli stimoli che noi riceviamo dall'esterno avviene, per semplificazione e serve per ridurre i tempi di risposta, senza che il nostro cervello analizzi ogni volta gli stimoli che provengono dal nostro campo visivo emotivo cognitivo. Di conseguenza l'esperienza soggettiva vissuta in &nbsp;situazioni particolari (come per &nbsp;esempio l'esperienza del lutto) &nbsp;se fanno scattare in noi emozioni negative, queste non &nbsp;le dimenticheremo mai: resteranno indelebili nei &nbsp;nostri ricordi al punto che rivivendo un' esperienza simile a quella del lutto, intesa come perdita, nella nostra mente si attiveranno le stesse emozioni. E quindi rivivremo l'esperienza emotiva negativa anche &nbsp;in eventi nuovi, ma che richiamano lo stesso tema. In questo senso sembra che l'uomo non abbia scampo, non possa sfuggire "all'eterno ritorno dell'uguale". Tuttavia l'instancabile processo di appropriazione della realtà dell'uomo lo porta a studiare nuove modalità di valutazione dell'esperienza nel presente e nel futuro in modo che, con un approccio critico che unisca emotività &nbsp;e razionalità, possa divenire protagonista della gestione dei propri stati emotivi, attraverso un processo noto come <b>RISTRUTTURAZIONE COGNITIVA</b>. Dunque, non si deve perdere la speranza di poter, con la volontà, rivalutare e ricostituire modulandole &nbsp;le emozioni negative del presente. In sintesi, possiamo dire che l'esperienza di un'emozione persiste al di là del ricordo dell'evento che l'ha suscitata. Alcuni ricercatori dell'Università dell'Iowa hanno pubblicato un articolo su SCIENCES a nome di Justin Feinstein, in cui hanno riferito di aver analizzato cinque pazienti affetti da una rara forma &nbsp;di danno <b>all'ippocampo</b>. Essendo questa la zona del nostro cervello delegata a trasformare la memoria breve &nbsp;in memoria a lungo termine, l'esperimento ha destato grande interesse, poiché l'amnesia era la stessa riscontrabile nei pazienti affetti da Alzheimer. Per 20 minuti ad ogni paziente è stato fatto visionare il filmato che destava emozioni che passavano dall'allegria alla tristezza. Sebbene non ricordassero i dettagli dei filmati, in seguito essi continuavano a conservare l'emozione del visto con una più lunga persistenza dell'emozione della tristezza, rispetto alla <b>felicità</b>. Quindi, dovremmo interrogarci sulla veridicità della teoria secondo la quale eliminare un ricordo doloroso significa eliminare la sofferenza emotiva. Ma torneremo a parlarne, perché questa tematica abbraccia campi che spaziano dalla filosofia passando per la psicologia, fino alla psichiatria chiedendo risposte alle neuroscienze.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.WIooyn-F9f4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Jan 2017 16:53:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[CARNEVALE ‘SPECIALE’]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_yamf114f"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/carnevale-speciale.webp"  title="" alt="" width="463" height="306" /><br></div><div><br></div>A breve, dopo tanto freddo, comincerà un periodo splendido per molti: il <b>Carnevale</b>! Mille colori, emozioni, gente mascherata e festosa si riverserà lungo le strade di tante città per vedere ed applaudire splendidi carri allegorici. Purtroppo nella città in cui vivo, il Carnevale non è molto sentito e questo periodo passerà inosservato per noi. Io proverò a spostarmi in <b>città</b> limitrofe per vivere le emozioni di una festa ideata per grandi e piccini. Cari amici lettori, desidererei tanto che un giorno anche nella mia città si festeggi un Carnevale degno di nota e che nelle <b>scuole </b>si lavori per realizzare maschere e allegorie. Leggo in internet, poi, che in alcune città vengono realizzati, da ragazzi <b>diversamente </b>abili, <b>carri</b> allegorici “speciali” e maschere in cartapesta. Ecco! Il mio sogno è questo....un Carnevale “speciale”…<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-disabili-raccontano-la-loro-citta-di-trani.php#.WIX2V1yF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b>, esploratore di vita &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Diversabilità" su <a href="http://tiny.cc/diversabilita " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/diversabilita </a>e lasciateci i vostri commenti o suggerimenti! </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 12:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[NIENTE ASILO PER I BAMBINI NON VACCINATI: IL TAR DÀ RAGIONE AL COMUNE]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_pw9qjp61"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/vaccini-e-asilo.webp"  title="" alt="" width="468" height="331" /><br></div><div><br></div>“Agiscono in giudizio due coppie di <b>genitori </b>di due bimbi in età prescolare, avverso la delibera comunale che, modificando il regolamento delle scuole materne comunali e dei servizi per la prima <b>infanzia</b>, pone quale requisito per l'accesso a detti servizi comunali l'assolvimento <b>dell'obbligo vaccinale</b>. Gli interessati chiedono altresì il risarcimento dei danni, in particolare delle spese che saranno costretti a sostenere in quanto i loro figli non potranno accedere ai servizi per l'infanzia offerti dal Comune di Trieste né a quelli di privati convenzionati”.<div>Il TAR Friuli Venezia Giulia ha precisato come “Nel nostro Paese esistono quattro <b>vaccinazioni </b>obbligatorie, fissate con quattro distinte leggi: la n. 891 del 1939 sulla vaccinazione antidifterica, la n. 292 del 1963 su quella antitetanica, la n. 51 del 1966 sulla vaccinazione antipoliomelitica e infine la n. 165 del 1981 sulla vaccinazione contro l'epatite B. L'obbligo di vaccinazione non è mai stato abrogato; con il d.P.R. n. 355 del 1999, <b>articolo 1</b>, non si è certo eliminata l'obbligatorietà dei vaccini, si è solo consentita una specie di obiezione di coscienza nel senso che ove i genitori, contrariamente all'obbligo di legge, scelgano di non vaccinare i propri figli, ciò non presenta conseguenze negative per quanto riguarda l'iscrizione dei pargoli alla scuola dell'obbligo. In sostanza, l'obbligo di vaccinare i propri bimbi per le quattro malattie sopra indicate permane, viene solo inibita la conseguenza della mancata iscrizione alla scuola dell'obbligo”. &nbsp;&nbsp;</div><div>Con riferimento al caso specifico il <b>TAR </b>evidenzia come “spetta infatti al Comune regolamentare i servizi erogati, in particolare nel caso gli asili per l'infanzia. Nessuno dubita che al Comune spetti la gestione degli asili comunali, ed è quindi evidente il suo potere di regolamentarne l'accesso. Quanto alla tutela della salute essa può ben rientrare nei compiti del Comune, anche ai sensi dell'articolo 6 dello Statuto. Tra la potestà regolamentare del Comune rientra poi ai sensi del decreto legislativo n. 267 del 2000, articolo 42, la potestà regolamentare nelle materie di sua competenza. Va poi osservato come la scelta di rendere obbligatoria la vaccinazione per i bambini da iscrivere <b>all'asilo </b>comunale è stata dettata dalla tutela della salute degli altri allievi, tenendo presente che la norma impugnata riguarda solo le vaccinazioni obbligatorie e comunque esenta determinati bambini che per comprovate ragioni mediche non possono essere sottoposti a vaccinazioni. Si tratta quindi di una norma di prevenzione e di precauzione in materia della salute che il Comune, nel regolamentare l'accesso ai propri asili, può legittimamente definire e disciplinare”. Infine, il TAR ha concluso evidenziando come andasse “doverosamente aggiunto come non è in discussione la potestà genitoriale, ma come quest'ultima deve cedere il passo all'interesse generale. L'iscrizione a un asilo comporta di necessità la convivenza dei bambini in un ambiente ristretto, per cui la mancanza di vaccinazione, per un elementare principio di <b>precauzione sanitaria</b>, si ripercuoterebbe sulla salute degli altri, anche quelli con particolare debolezze e fragilità immunitarie. Il pur rispettabile e tutelabile interesse individuale deve regredire rispetto all'interesse pubblico, in particolare ove si tratti di tutela della salute. Né va dimenticato come le quattro vaccinazioni citate rimangono obbligatorie nel nostro ordinamento. In conclusione, questo collegio vuole sottolineare come in tale delicata materia la situazione oggettiva sia mutata negli ultimissimi anni, per la diminuzione della copertura vaccinale dei bambini e per l'esposizione al contatto con soggetti extracomunitari provenienti da Paesi in cui anche malattie debellate in Europa sono ancora presenti, tra cui quelle oggetto delle quattro vaccinazioni obbligatorie. Il cambiamento del contesto ha comportato anche un mutamento della sensibilità degli operatori pubblici nella <b>sanità</b> e degli enti preposti, tra cui nel caso il Comune, ovviamente attento alla salute dei propri cittadini, in una materia in cui la razionalità scientifica e il pubblico interesse devono prevalere su facili suggestioni ed epidermiche emotività, pur nel pieno rispetto della libertà di ognuno”. </div><div>TAR FRIULI VENEZIA GIULIA, Sez. 1^ - 16 gennaio 2017, n. 20<div><br> &nbsp;<div><b>Avv. Luca Volpe</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>per maggiori "Informazioni Legali": <a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/avvocatorisponde</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 12:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA FARFALLA IOLE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0400d166"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/farfalla-iole.webp"  title="" alt="" width="475" height="317" /><br></div><div><br></div>C'era una volta, una bellissima <b>farfalla</b> bianca, con le ali gialle che sembravano intinte nell'oro. La farfalla Iole viveva in una bella casa in cima ad un grandissimo albero di mimosa. Visto dalla sua <b>casa</b> il mondo era bello, colorato di verde come l'erba, di giallo come le margherite che riempivano tutto il prato lì accanto, di rosso come i grossi papaveri che ondeggiavano al sole, di azzurro come i piccoli fiori di "non ti scordar di me" e di tanti altri bellissimi <b>fiori</b>. Oltre ai fiori, nel prato sotto il suo albero, vivevano tanti suoi amici: Nina la tartaruga lenta e carina, Rocco il coniglio sempre svelto e arzillo, Luca il grillo canterino, Teresa la scoiattolina birichina, Rosa la piccola lucertolina carina-carina e poi c'era la cicala Caterina che cantava sempre sotto il sole. Insomma, un mondo bellissimo e <b>colorato</b>. Iole volava tutto il giorno da un fiore all'altro cantando e rincorrendosi con tutti i suoi amici. Un giorno, mentre girava intorno ad un bellissimo girasole, incontrò Dorian, un bellissimo farfallino, tutto azzurro e bianco con un pochino di blu. Iole restò senza parole: fu amicizia a prima vista. Dorian si avvicinò a Iole e le chiese se poteva volare vicino a lei. Lei, gli rispose di sì. Da quel giorno, cari bambini, Iole e Dorian diventarono grandi <b>amici </b>e non si separarono mai più.<div>Cara Adelaide, se un giorno in campagna, vicino ad una grande margherita, incontrerai una famiglia di farfalle, vorrà dire che avrai trovato la farfalla Iole, il farfallino Dorian e tantissimi farfallini. Tantissimi bacini dalla vostra farfalla Nonna Gina.<div><br> &nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WIX0O1yF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 12:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BELLI E BULLI]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1e9tqpht"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/bullismo-a-scuola.webp"  title="" alt="" width="474" height="316" /><br></div><div><br></div>La maggior parte dei giovani di oggi insegue un ideale di <b>bellezza</b>, che non rispetta i canoni dettati da sempre dalla cultura classica, il cui concetto di <b>estetica </b>assume un significato ben più ampio rispetto a quello che solitamente gli si dà. Estetica intesa, infatti, non come esasperata ricerca di perfezione fisica e costruzione di un'immagine da esibire a tutti i costi, pur di apparire, ma intesa come ricerca di armonia e benessere <b>psico-fisico</b>, attraverso regole salutari di vita, come sana alimentazione, movimento e spiritualità. I modelli televisivi, purtroppo, apparentemente perfetti, non fanno altro che creare confusione nella mente di chi ancora non ha una formazione tale da comprendere che il valore &nbsp;di una persona non è dato dal suo aspetto esteriore, che sempre merita rispetto e considerazione, ma qualità poco visibili non meno importanti nel determinare e caratterizzare le singole individualità e personalità. Lo spirito competitivo, derivante dal voler apparire esteticamente a tutti i costi migliori, spinge molti ragazzi ad assumere atteggiamenti discriminanti nei confronti degli altri, ritenuti meno belli ed appariscenti e la <b>scuola </b>è il luogo dove questi comportamenti offensivi e mortificanti trovano più facilmente spazio, approcciandosi essi, i ragazzi, continuamente ai propri compagni osservati e giudicati con sottile cattiveria, che sfugge anche al più attento <b>insegnante</b>. E così, il bello, o meglio chi pensa con assoluta certezza di esserlo, si comporta esattamente da <b>bullo</b>, esercitando, nel buio e nel più vile e subdolo silenzio, quella violenza psicologica non meno pericolosa e condannabile di quella fisica, demolendo giorno dopo giorno la stima di chi ne diventa vittima, e le cui fratture dell'anima non sarà facile curare. Vigilare sugli alunni, osservare la loro disciplina, deve significare, dunque, per un docente anche non sottovalutare quell'altezzosità, presunzione ed arroganza di chi troppo pieno di sé, mira a svuotare gli altri.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WIXzRlyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a> Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 12:12:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?belli-e-bulli</link>
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			<title><![CDATA[SENSI DI COLPA]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_obq8ulh6"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/sensi-di-colpa.webp"  title="" alt="" width="461" height="346" /><br></div><div><br></div>Monica ha trascorso una <b>vita</b> intera sui libri: due lauree, molti master, scuole specialistiche e da quattro anni il <b>lavoro </b>sempre sognato e conquistato nel tempo con enormi sacrifici e rinunce importanti, ma totalizzante nella sua vita. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>E’ da un po’ che si domanda se questo è quello che avrebbe voluto veramente per sé, se la dedizione verso lo studio e la costruzione della <b>carriera</b> non abbia compromesso, per certi versi, altre possibilità di realizzazione, per esempio, quella della <b>maternità</b>, per la quale, all’età di quarantacinque anni, ormai, pensa non ci sia più tempo... Federica è una giovane donna, frequenta l’ultimo anno del liceo classico della sua città, un pancione evidente che non le permette più di sedersi comodamente tra i banchi e mille dubbi che scorrono nella sua mente: le hanno detto di aver bruciato le <b>tappe</b>, di aver compromesso il proprio futuro, di essere stata un’incosciente per non aver riflettuto sulle conseguenze delle sue azioni. Durante la lezione di matematica si accarezza il pancione e pensa a quello che potrà essere e a quello che sarebbe stato... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Lucia è una mamma di tre bambini arrivati a distanza brevissima l’uno dall’altro, un lavoro che detesta, ma di cui ha bisogno e la capacità straordinaria di mostrare ai propri figli la <b>gioia </b>di vivere. Il tragitto che la sera percorre in autobus conducendola a casa è l’unico momento in cui può riposarsi pensando a quanta vita stia scorrendo, a quanto poco tempo possa condividere con la sua <b>famiglia </b>e a quanto vorrebbe, invece, essere più presente... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Valentina è una mamma all’apparenza serena, appagata, qualcuno direbbe persino fortunata, ha un marito, due adorabili figlie e nessun bisogno di lavorare, riserva le sue energie interamente nei confronti dei suoi cari: onnipresente alle lezioni di pattinaggio della maggiore Clara, <b>onnipresente </b>alle sue lezioni di nuoto, vistosa sostenitrice del talento musicale della sua piccola Marina, non dimenticandosi di sostenere le bambine anche a casa nel momento dei compiti. Qualche sera, però, seduta sul divano, in attesa che il marito ritorni dal lavoro, al suono assordante del silenzio della notte, pensa a chi sarà quando le sue piccole saranno grandi ed indipendenti, quando le sue giornate non saranno scandite dai loro impegni ed attività! Mentre riflette su ciò, avverte la voglia di <b>ribellarsi</b> a tutta quella perfezione cristallizzata concedendosi la possibilità di rimettersi in gioco solo come donna, solo per se stessa... Vi sono, nella vita delle donne, alcune possibilità non realizzate, realtà non concretizzate e molto spesso avvertite come sconfitte: piccoli o grandi <b>sensi </b>di colpa con i quali quotidianamente bisogna interfacciarsi, delle volte subendone la percezione, altre, invece, con più coraggio e determinazione, adombrandone le sembianze... Equilibrio precario in continuo cambiamento, lotta perenne tra chi vorrebbe essere solo per se stesse, e chi è, sapendo di essere un universo tanto complesso quanto speciale, accogliente e generoso e pertanto straordinario nella sua essenza. Stessa faccia di una <b>medaglia</b>, in cui non vi è una metà definita, in cui ogni giorno si impara a regalare e a regalarsi possibilità, danzando su note molto spesso stonate, vacillanti nel suono, ma che solo noi donne riusciamo a rendere armoniose, creando melodie uniche, pullulanti di vita e speranza.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WH5lMFyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Vanna </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WH5lplyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" </a> &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 18:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[DI CHE UMORE SIAMO ?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Mariapia Cannito]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_mmd96ke6"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/l--umore.webp"  title="" alt="" width="459" height="306" /><br></div><div><br></div>Maria ha 13 anni e qualche volta si sente paralizzata dalla <b>paura</b>, sente il cuore battere forte e un tremendo mal di stomaco; è una ragazzina molto <b>timida </b>e, anche se le piacerebbe molto fare amicizia con i suoi coetanei e invitarli a casa o fare i compiti con loro (a scuola è molto brava), tende ad evitarli per paura di sentirsi rifiutata. Gianluca ha 11 anni, suona la chitarra e scrive poesie. La scuola gli piace, ma molto spesso si sente <b>insicuro </b>e, quindi, le cose non gli riescono bene. Si sente diverso dagli altri, sente di non essere capace e ha paura di fare brutta figura. Spesso trascurati o male interpretati in età evolutiva, i problemi <b>internalizzanti </b>rappresentano una specifica difficoltà a regolare stati emotivi e cognitivi, che spesso è mantenuta all’interno dell’individuo e, quindi, difficile da individuare ad una osservazione esterna. Se i problemi <b>esternalizzanti </b>(comportamenti aggressivi o iperattività) possono essere immediatamente riconosciuti, poiché manifesti, i problemi internalizzanti, per la loro peculiarità di restare all’interno del bambino, che si chiude in se stesso, possono risultare difficili da leggere in assenza di una “lente” clinica. È possibile una coesistenza di problemi internalizzati ed esternalizzati: un ragazzo fortemente <b>ansioso </b>o depresso può mettere in atto comportamenti aggressivi nei confronti dei pari. I problemi internalizzati si caratterizzano per una grande varietà di <b>sintomi </b>e sono rappresentati da ansia, <b>depressione </b>(che in età evolutiva può avere manifestazioni differenti dall’età adulta), ritiro sociale con difficoltà a intraprendere e mantenere relazioni sociali, problematiche psicofisiologiche, con dolori o altri disagi relamente esistenti, che hanno una causa fisica non nota. I problemi internalizzanti possono avere una molteplicità di cause: biologiche (neurotrasmettitori, temperamento, sistema endocrino), familiari( storie di problemi psichiatrici, conflitti, stili educativi, abilità genitoriali), legate a eventi stressanti, fattori cognitivi (idee disfunzionali, percezione di inadeguatezza, sensi di colpa, impotenza appresa) e comportamentali (evitamento e fuga). È importante che vengano individuati e trattati precocemente, poiché causano notevole <b>sofferenza </b>e per le forti implicazioni che possono avere nella vita del bambino o dell’adolescente: bassa autostima, scarse relazioni sociali, problemi a scuola. Di questi aspetti parleremo nel prossimo articolo.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-cervello-e-le-relazioni-umane.html#.WH5jjVyF9f4" class="imCssLink">Dott.ssa Mariapia Cannito</a></b> - Specialista in psicoterapia cognitivo comportamentale</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 18:33:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?di-che-umore-siamo--</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[”MAMMA NON ANDARE VIA, RESTA CON ME!”]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_530g7865"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/mamma-resta-con-me.webp"  title="" alt="" width="457" height="257" /><br></div><div><br></div>Siamo in una scuola <b>elementare </b>e, come ogni primo giorno della settimana, Marco si rifiuta di entrare in classe, piange manifestando un’eccessiva ansia nel momento in cui deve allontanarsi dalla mamma, che non sa come gestire la situazione. “Ho provato ad andar via, ma dopo poco più di una mezz’ora, puntualmente, la segreteria della scuola mi richiama riferendomi che il <b>bambino </b>sta male, ha mal di pancia, nausea e molto spesso vomita. Questi <b>sintomi </b>tendono ad andar via appena ritorno a scuola per riprenderlo e riportarlo a casa. Per questo motivo molto spesso preferisco tenere il bambino a casa con me, pur di farlo stare più tranquillo”, riferisce la <b>mamma </b>di Marco. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>“Ho provato anche a rimanere nell’atrio della scuola durante le prime ore chiedendo alla maestra di tenere la porta dell’aula aperta, affinchè il bambino possa sentirsi rassicurato, guardandomi ed uscendo dall’aula alcune volte per parlarmi”, continua la mamma, “ ma puntualmente nel momento in cui, per ovvie ragioni, devo andar via, ricomincia a <b>piangere</b>, a manifestare i soliti sintomi, a rifiutare di seguire la lezione con i propri compagni, nonostante la maestra provi a convincerlo”. Marco frequenta la terza elementare, è un bambino intelligente, educato, ma le sue difficoltà a separarsi dalla mamma hanno un forte impatto sulla frequenza scolastica e sulla sua <b>socializzazione </b>con i coetanei. Il bambino frequenta un corso di basket per bambini durante le ore pomeridiane e anche in questa situazione manifesta un’eccessiva ansia ad allontanarsi dalla madre costringendola a rimanere con lui per tutta la durata della lezione. Dalla situazione appena descritta non è possibile fornire una diagnosi, ma dalla descrizione è possibile rintracciare alcuni sintomi propri del disturbo d’ansia da separazione, il quale, tuttavia, per essere diagnosticato necessiterebbe di ulteriori accertamenti. Il disturbo d’ansia da separazione, così come definito dall’American Psychological Association, consiste nella manifestazione inappropriata ed eccessiva di <b>paura </b>e malessere al momento di separarsi da una specifica figura di riiferimento.</div><div><b>L’ansia </b>è considerata atipica rispetto al livello di sviluppo e all’età del soggetto. I bambini con disturbo d’ansia da <b>separazione </b>potrebbero mostrare difficoltà ad andare a scuola, in quanto ciò comporta un distacco dalla figura primaria di attaccamento, così come potrebbero richiedere la presenza dell’adulto nel momento di andare a letto, finché non si addormentano. Potrebbero manifestare sintomi fisici propri dell’ansia come mal di pancia, vertigini, battito cardiaco accelerato, respiro corto e sudorazione, oppure potrebbero sperimentare veri e propri pensieri ansiosi e catastrofici riguardanti il timore che possa accadere qualcosa di terribile a sé o ai propri cari. Spesso il disturbo potrebbe svilupparsi in seguito ad un evento stressante come la morte di un genitore, di un animale domestico, dopo la malattia di un familiare, un episodio di ospedalizzazione, un cambio di scuola, di residenza o a seguito di una separazione/divorzio. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Tale <b>disturbo</b>, per essere definito tale, deve durare almeno 4 settimane, comparire prima del compimento dei diciotto anni di età e causare disagio clinicamente significativo dell’area sociale, scolastica o di altre aree importanti di funzionamento. Se il bambino dovesse sperimentare per mesi un livello d’ansia tale da interferire con lo svolgimento delle normali attività scolastiche e sociali, potrebbe essere utile rivolgersi ad uno <b>psicologo </b>per un inquadramento diagnostico il quale, potrebbe optare, per un invio ad uno <b>psicoterapeuta</b>, qualora fosse utile la strutturazione di un intervento. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Nel prossimo articolo saranno forniti indicazioni e consigli per insegnanti e genitori utili per affrontare l’ansia da separazione in ambito scolastico.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.WH5gfVyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b>, Psicologa Clinica</div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 18:24:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?--mamma-non-andare-via,-resta-con-me--</link>
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			<title><![CDATA[STRABISMO INFANTILE E STRABISMO DELL’ADULTO: CARATTERISTICHE A CONFRONTO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Deborah Faggella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_e1s6gefc"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/lo-strabismo-2.webp"  title="" alt="" width="483" height="172" /><br></div><div><br></div>Lo <b>strabismo </b>è una disfunzione caratterizzata dalla deviazione di uno o entrambi gli <b>occhi</b> rispetto al punto di fissazione: oltre il danno estetico, le conseguenze più gravi sono la perdita della <b>visione </b>binoculare che permette al <b>cervello </b>di elaborare le informazioni provenienti dai due occhi in una sola immagine (fusione) e l’instaurarsi dell’occhio pigro a causa del mancato utilizzo dell’occhio deviato (ambliopia). Si presenta nel 4-6% dei bambini, ma può manifestarsi anche improvvisamente negli adulti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>La deviazione può essere classificata in base alla direzione in: <div>- <b>Esodeviazione</b>, quando uno o entrambi gli occhi deviano verso l’interno; </div><div>- <b>Exodeviazione</b>, quando uno o entrambi gli occhi deviano verso l’esterno; </div><div>- <b>Iperdeviazione</b>, quando un occhio devia verso l’alto; </div><div>- <b>Ipodeviazione</b>, quando un occhio devia verso il basso. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>A seconda della frequenza possiamo distinguere lo strabismo in: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- Costante, quando la deviazione è sempre presente (tropia); </div><div>- <b>Latente</b>, la deviazione è “controllata”dalla capacità fusionale (foria); solitamente è una condizione fisiologica e asintomatica ma se scompensata, può causare sintomi quali cefalea, sensazione di tensione oculare, diplopia intermittente, vertigini, fotofobia; </div><div>- <b>Intermittente</b>, la deviazione si manifesta in situazioni particolari come stanchezza,luce troppo forte,ecc.. (foria-tropia); </div><div>- <b>Microstrabismo</b>, la deviazione è di piccola entità e gli occhi sembrano apparentemente diritti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Lo strabismo, inoltre, può interessare un solo occhio o entrambi: </div><div>- <b>Monolaterale</b>, in questo caso la deviazione interessa sempre un solo occhio quindi,quello fissante viene utilizzato per guardare,mentre quello deviato sopprime l’immagine per evitare la diplopia(visione doppia) causando,come conseguenza,l’insorgenza di ambliopia(occhio pigro); </div><div>- <b>Alternante</b>, gli occhi deviano entrambi alternativamente. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>La forma più comune di strabismo tra i bambini è quella convergente che in genere compare verso i 2-3 anni a volte in seguito all’indebolimento dell’organismo causato da febbre o malattie esantematiche. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Una <b>diagnosi </b>tempestiva permette di attuare la cura più efficace per questo è importante sottoporre i bambini ad una visita oculistica e ortottica prima che inizino a frequentare la scuola materna(verso i 3 anni). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Le cause principalmente responsabili dello strabismo infantile sono: ereditarietà, anomalie <b>oculari</b>(cataratta,ptosi palpebrale), difetti refrattivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo), paresi o paralisi di un muscolo oculare. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>I <b>sintomi </b>dello strabismo infantile generalmente sono: deviazione frequente o costante dell’occhio, inclinazione e/o rotazione della testa (PAC),visione doppia (diplopia)o confusa. &nbsp;&nbsp;Il trattamento consiste prima di tutto nella prescrizione del difetto visivo (a volte è sufficiente a correggere la deviazione), nel trattamento dell’ambiopia (attraverso bendaggio, penalizzazione ottica o farmacologica) e nella stimolazione visiva mediante esercizi ortottici, finalizzati ad allenare e coordinare la muscolatura degli occhi, affinché venga mantenuto un corretto allineamento visivo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Se nonostante questi interventi lo strabismo dovesse persistere è possibile ricorrere alla <b>chirurgia</b>, agendo direttamente sui muscoli dell’occhio accorciandoli o modificandone la posizione. Anche in presenza di anomalie oculari, come nei casi di cataratta, è necessario intervenire chirurgicamente rimuovendola per correggere la deviazione dell’occhio. È importante considerare che l’obiettivo del trattamento dello strabismo è il recupero visivo e funzionale di entrambi gli occhi,solo in seguito è possibile pensare al riallineamento chirurgico dei bulbi oculari. Lo strabismo dell’adulto, invece, è solitamente <b>paralitico</b>, spesso dovuto a ridotta efficienza di un muscolo oculare in seguito ad una lesione nervosa, infiammatoria o traumatica. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Le cause che lo determinano, sono soprattutto legate a: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>patologie <b>sistemiche </b>(diabete, ipertensione, disfunzione tiroidea); </div><div>patologie <b>neurologiche </b>e/o neuromuscolari (quali miastenia,sclerosi multipla,ecc.); </div><div>terapie <b>farmacologiche</b>; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>patologie infettive, virali o infiammatorie; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>traumi cranici; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>patologie <b>neoplastiche</b>; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>strabismo latente (foria) che si manifesta in seguito ad un determinato evento (trauma, stress, febbre). <span class="fs16"> I sintomi dello strabismo dell’adulto sono: diplopia(visione doppia), vertigini, difficoltà di orientamento nello spazio,PAC (posizione anomala del capo caratterizzata dalla rotazione della testa dal lato opposto alla deviazione dell’occhio, per evitare il campo di azione del muscolo paretico e la conseguente diplopia). Il trattamento consiste, prima di tutto, nell’eliminare la diplopia mediante utilizzo dei prismi oppure attraverso esercizi ortottici finalizzati a ripristinare la visione singola: l’obiettivo è quello di ridurre i <b>disagi </b>nel più breve tempo possibile. Nel caso di strabismo che insorge come conseguenza di patologie sistemiche (generali) quali diabete o ipertensione, l’unica terapia è la cura di queste ultime: la risoluzione dello strabismo può essere spontanea ma &nbsp;dopo circa 6-7 mesi. Nei casi di strabismo sia infantile che dell’adulto, l'ortottista riveste un ruolo importante sia nella diagnosi (visita ortottica) che nella <b>riabilitazione</b>; altrettanto importante è il trattamento ortottico dopo un’eventuale chirurgia, per consolidarne gli effetti e per ricostruire, laddove possibile, un recupero ottimale della funzione visiva (recupero sensoriale).</span></div><div><div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-relazione-tra-occhi-e-postura.html#.WHe5-VyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Deborah Faggella</a></b>, Ortottista e Assistente in Oftalmologia &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;su<a href=" http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink"> http://tiny.cc/pediatrarisponde </a></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 17:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[MENINGITE]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9zaa1721"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/meningite.webp"  title="" alt="" width="462" height="308" /><br></div><div><br></div>La <b>meningite </b>è una malattia del sistema nervoso centrale (SNC), generalmente di origine infettiva, caratterizzata dall'infiammazione delle <b>meningi </b>(le membrane protettive che ricoprono l'encefalo e il midollo spinale); è la più frequente sindrome <b>infettiva </b>del SNC. Se l'infiammazione si estende anche al parenchima cerebrale, si definisce meningoencefalite. Può essere causata da <b>batteri</b>, <b>virus </b>o altri microrganismi. Meno frequentemente riconosce un'eziologia neoplastica, autoimmune o iatrogena (da <b>farmaci</b>). Può essere classificata anche a seconda del suo andamento clinico in: acuta, subacuta o cronica; la gravità può variare da forme asintomatiche o subcliniche, per esempio nel contesto di malattie sistemiche, a episodi fulminanti, che mettono a rischio la vita e si configurano come "emergenze mediche", che giustificano l'accesso al <b>Pronto Soccorso</b>. Il quadro clinico di una meningite acuta si fonda sulla classica triade costituita da: febbre, cefalea e rigidità nucale; a questi sintomi si possono aggiungere contratture muscolari, vomito a getto, incapacità di tollerare la luce e i rumori (fotofobia e fonofobia), alterazione dello stato di coscienza, convulsioni, cachessia (stato di malessere e deperimento generale). La <b>sintomatologia</b> varia in base all'agente causale, alla velocità di insorgenza e allo stato del paziente: a volte, nei bambini piccoli possono essere presenti solo alcuni sintomi aspecifici, come irritabilità e sonnolenza. La <b>diagnosi </b>di meningite si basa prevalentemente sull'analisi chimico-fisica e microbiologica del liquido cefalorachidiano, il fluido compreso tra le meningi e il sistema nervoso centrale, che può essere prelevato con l'esecuzione di una puntura <b>lombare </b>e l'inserimento di un ago nel canale vertebrale. Il trattamento usuale per la meningite acuta è la somministrazione precoce di farmaci <b>antibiotici </b>e, talvolta, antivirali. In alcuni casi si può anche ricorrere alla somministrazione di corticosteroidi per prevenire i danni derivanti dalla risposta infiammatoria. Una meningite batterica non trattata prontamente, può essere letale, o può portare a gravi conseguenze, a volte permanenti, come epilessia, sordità, idrocefalo e deficit cognitivi. Alcune forme di meningite, come quelle causate da meningococchi, haemophilus <b>influenzae </b>di tipo b, pneumococchi o da virus della parotite, possono essere prevenute con le apposite vaccinazioni. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Il Ministero della Salute ha precisato che non è in corso alcuna epidemia ed i casi registrati nel 2016 sono in linea con quelli dell'anno precedente; nonostante questo, vi è un aumento della richiesta di vaccinazione. I consigli sono quelli di non intasare i Pronto Soccorso per dei banali sintomi influenzali, per i quali ci si può rivolgere al proprio medico curante. Non correre a vaccinarsi, perché non c'è alcun rischio immediato per la salute. Lasciare che le <b>vaccinazioni </b>siano somministrate alle persone fragili (diabetiche, con immunodeficienze congenite o acquisite, o con malattie epatiche croniche, ecc.), agli anziani, ai bambini piccoli, agli adolescenti o in presenza di particolari condizioni come asili nido, dormitori, collegi, ecc. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Oggi è raccomandata la vaccinazione antimeningococco C ai <b>bambini </b>che abbiano compiuto un anno di età, con un richiamo nell'adolescenza, con vaccino tetravalente coniugato anti meningococco A, C, Y, W consigliato anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati. Sono tutti sicuri perché vaccini inattivati, costituiti da piccole ed inoffensive quantità di antigene del microrganismo in questione, che stimolano l'attivazione del sistema immunitario e la conseguente produzione di anticorpi. Per quanto riguarda la meningite in gravidanza, di sicuro contrarre la meningite batterica in gravidanza può essere pericoloso per la gestante, potendo anche determinarne la morte; mentre non sono ancora ben chiari gli effetti sul <b>feto</b>. Quindi in linea di massima, la vaccinazione in gravidanza è rivolta alla tutela della mamma, prima ancora che del feto. I vaccini disponibili sono diversi: contro il meningococco b, lo pneumococco, l'haemofilus. Nessuno di questi è controindicato in gravidanza, con qualche cautela in più per lo pneumococco. Ma questo non significa che sono raccomandati. Queste vaccinazioni sono raccomandate solo in condizioni di rischio, ad esempio particolari condizioni mediche indipendenti dalla <b>gravidanza</b>, oppure se ci si deve recare in aree dove la meningite è molto diffusa e sono presenti i sierogruppi presenti nel vaccino, o se si è entrati in contatto con un malato. Comunque la valutazione viene effettuata dal medico curante e dal ginecologo.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.WHe2rlyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Carlo Avantario</a></b> &nbsp;Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia</div><div><br></div><div><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div>Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "Maternità": <a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde " class="imCssLink">http://tiny.cc/ginecologorisponde </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 17:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL BICCHIERE MEZZO PIENO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8mi0bhc7"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/bicchiere-mezzo-pieno.webp"  title="" alt="" width="464" height="309" /><br></div><div><br></div>La <b>psicologia </b>si occupa di individuare i meccanismi che contribuiscono al benessere psichico degli individui e, di conseguenza, al “<b>funzionamento</b>” ottimale delle persone. In passato, la psicologia ha commesso l’errore di focalizzarsi esclusivamente sui disturbi <b>mentali </b>e sulla patologia riducendo, se non annullando, la comprensione dei meccanismi psicologici che aiutano le persone a crescere e a difendersi dagli effetti dello stress e dai disturbi psichici che possono sopravvenire nel corso della vita. La psicologia positiva, negli ultimi decenni, ha offerto grandi spunti di <b>riflessione</b>. Shelley Taylor e colleghi dell’Università della California a Los Angeles, hanno dimostrato gli effetti benefici delle convinzioni positive sul futuro di un gruppo di <b>pazienti </b>affetti da AIDS. Dunque, le persone che conservano un atteggiamento ottimista ritardano, infatti, la comparsa dei sintomi e vivono più a lungo rispetto a pazienti che hanno una visione più realistica del proprio avvenire. Diversi <b>studi </b>hanno dimostrato che la <b>felicità </b>allunga la <b>vita</b>. Altri studi hanno messo in evidenza gli effetti duraturi delle emozioni positive, non solo in termini di benessere fisico e mentale, ma anche di realizzazione personale. In effetti, le emozioni positive favoriscono una valutazione globale delle situazioni e aumentano la creatività. In uno studio condotto da Barbara Friedrickson e Chistine Branigan i partecipanti che avevano visto un film che suscitava emozioni positive desideravano fare molte più cose rispetto al gruppo “neutro” e a quello delle “<b>emozioni</b> negative”. Vengono riportati di seguito alcuni dei punti di forza del carattere messi a punto da Christopher Peterson, dell’Università del Michigan. Secondo lo studioso i punti di forza, sotto brevemente citati, rappresentano le disposizioni positive dell’essere umano. Coltivandoli, si può migliorare l’umore, lo stato d’animo e il comportamento, con effetti positivi sulla vita personale e di relazione. &nbsp;&nbsp;<div>·Saggezza e Sapere &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>·Coraggio &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>·Umanità e amore &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>.Giustizia &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>·Moderazione &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>·Trascendenza. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Bibliografia: Rivista Mente &amp; Cervello, n 80. Anno IX- AGOSTO 2011- Edizone Le Scienze<div><br> &nbsp;<div><b>Dott.ssa Annalisa Cagia</b></div><div><br></div><div>Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale </div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde " class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 16:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA MEMORIA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_89826eqz"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/la-memoria.webp"  title="" alt="" width="463" height="303" /><br></div><div><br></div>Eccoci di fronte ad un nuovo dispiegarsi del <b>tempo</b>, un nuovo e rinnovato anno da vivere con propositi, progetti aspettative, ma anche con la voglia di mantenere intatte informazioni emozioni, ricordi. Quasi crediamo che vi sia un netto stacco tra l'esistere del prima e quello del poi...quasi pensiamo ad un valico o ad una ferrovia da oltrepassare lasciando indietro binari inaccessibili. &nbsp;<div>La <b>memoria </b>fondamentale conditio sine qua non della conoscenza umana è un tema caro ai <b>filosofi</b>, tanto che <b>Platone </b>e <b>Aristotele</b> nell'età classica, ma anche successivamente Bergson, Husserl e molti altri ancora se ne sono occupati.</div><div>Questa tematica, però affascina anche molto registi e scrittori, i quali spesso producono dei veri e propri capolavori. E' il caso del cortometraggio "La Casa di piccoli cubi" &nbsp;film di &nbsp;d'animazione giapponese &nbsp;del 2008 creato da Kunio Kato, che ha vinto numerosi premi. Il più importante è il gran premio per i cortometraggi &nbsp;al Festival internazionale del film animato nel 2008 e all'Academy Award per il miglior cortometraggio d'animazione.</div><div>Il tema portante di questo piccolo capolavoro è proprio quello &nbsp;della memoria e del &nbsp;tempo che scorre. Il protagonista, &nbsp;un vedovo un po' avanti negli anni è costretto ad aggiungere costantemente nuovi livelli nella sua casa per fare in modo che l'acqua che continua a invaderla non la sommerga completamente. Questa edificazione rappresenta sicuramente e &nbsp;simbolicamente la costante incessante costruzione cui l'uomo è costretto lungo l'arco della sua esistenza; ma diviene anche il simbolo di una oggettivazione <b>dell'esistere</b>.</div><div>La casa edificata mattone per mattone nel tempo subisce costanti mutazioni, ma la costruzione &nbsp;del passato diventa fondamento della costruzione del qui ed ora.</div><div>"La <b>casa </b>dei piccoli cubi " diventa in tal modo un meraviglioso viaggio nel tempo della memoria del protagonista. Infatti &nbsp;quando cade accidentalmente la sua pipa preferita nei livelli inferiori sommersi della sua casa, la sua ricerca attraverso i cubi, alla fine gli fa rivivere scene della sua vita, compreso il suo tempo prima che iniziasse l'inondazione.</div><div>E' in questo viaggio, attraverso tutti i cubi, finalizzato al recupero di un oggetto tanto caro, che avviene il processo di riappropriazione della propria esistenza attingendo ai piccoli compartimenti stagni della memoria.</div><div>Inizia il viaggio, ma con l'ausilio di una tuta da palombaro, quasi a significare la necessità di protezione dai ricordi che sebbene emozionanti e positivi rappresentano sempre qualcosa che sfugge nella loro strutturale conformazione di incontenibilità; rappresentano un passato senza ritorno...un viaggio di sola andata in un posto che non ha nulla di tangibile, ma che è esistito e che comunque nutre il presente.</div><div>Ma il luogo della memoria diviene anche un posto in cui non è produttivo un lungo intrattenersi...infatti il protagonista è immerso nell'acqua la cui permanenza è possibile solo in un tempo relativamente breve.</div><div>Nei miei <b>laboratori </b>di &nbsp;pratica filosofica, ma anche nell'ambito dell'attività di counseling filosofico è molto utile avvalersi dell'ausilio di film, libri, cortometraggi, poiché toccando l'anima dell'osservatore si aprono sempre nuovi spiragli di analisi soggettivi ed unici.</div><div>Il tempo è come l'acqua, gradualmente crescendo copre la memoria della gente.</div><div>Ma queste memorie non scompaiono, esse restano sempre là.</div><div>Pazientemente aspettano una nostra &nbsp;visita ogni giorno.</div><div>Attendo commenti... </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.WHe0kVyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 16:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[QUEI SUONI CHE CI FANNO IRRITARE: LA MISOFONIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_rqm6m5vl"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/la-misofonia.webp"  title="" alt="" width="468" height="312" /><br></div><div><br></div>La <b>misofònia </b>è un disturbo caratterizzato da una ridotta o scarsa <b>tolleranza </b>verso suoni specifici, quali ad esempio &nbsp;il <b>rumore </b>della masticazione, lo strisciare del gessetto sulla lavagna, o ancora lo sbadiglio o il rumore provocato dal russare, solo per citarne alcuni. Questi suoni provocano, in chi ne soffre, reazioni negative tipo rabbia, agitazione, irritabilità , fastidio, disagio e in certi casi anche panico ed ansia. In alcuni soggetti il <b>disturbo </b>può essere ampliato se accompagnato &nbsp;da uno stimolo visivo legato allo specifico suono. Si tratta di un disturbo tutto sommato lieve, ma che interessa più o meno &nbsp;il 20% della popolazione. Circa le cause si sa ancora poco, ma secondo gli esperti ve ne sarebbero due possibili e sono riconducibili in primo luogo all’attività del sistema <b>limbico </b>del cervello, in risposta ad una sensazione o un’esperienza negativa evocata da uno specifico suono (o rumore). Altra possibile causa sarebbe imputabile ad una eccessiva <b>sensibilità </b>dell’orecchio, in grado di amplificare determinati suoni in modo eccessivo. Allo stato attuale non vi sono delle vere e proprie cure per risolvere la misofònia, si stanno invece sperimentando dei trattamenti, basati su “una <b>terapia del suono</b>” che mira alla desensibilizzazione verso i rumori specifici cercando di disconnetterli dalle emozioni negative che suscitano, e di fatto facendo una sorta di “riprogrammazione del cervello”. E’ necessario dunque provare a risolvere il disturbo il prima possibile, o almeno quando se ne abbia preso coscienza, cercando di non scappare dai suoni molesti ma, al contrario, affrontandoli mediante un ascolto graduale.<div><br> &nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.WHPa-FyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Pagnotta Giorgio</a></b> Audioprotesista Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Jan 2017 18:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[UNA TECNICA DI RILASSAMENTO]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_o2xjnoq1"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/tecnica-di-rilassamento.webp"  title="" alt="" width="483" height="272" /><br></div><div><br></div>Ben ritrovati! Oggi impareremo una <b>tecnica </b>molto utile per rilassare sia il <b>corpo </b>che la <b>mente</b>. Come ingredienti ci occorrono: <div>- un fazzoletto di carta (o di stoffa ancora meglio); </div><div>- una boccettina di <b>oli </b>essenziali con note rilassanti (tipo lavanda, gelsomino, o qualsiasi odore che vi rilassi). </div><div>Per prima cosa scegliamo un posto <b>tranquillo </b>e una superficie comoda su cui possiamo distenderci senza avvertire fastidio al corpo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Prendiamo il fazzoletto e versiamoci sopra poche gocce senza esagerare (il numero di gocce dipende dal grado di concentrazione dell’olio essenziale). La fragranza non deve essere invadente. Di solito una o due gocce sono sufficienti! </div><div>Il fazzoletto ora è pronto e possiamo iniziare l’esercizio. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Da sdraiati supini, poggiamo il fazzoletto sul viso, in modo tale da sentire <b>l’odore </b>da noi scelto. Da questa posizione iniziamo a <b>respirare </b>sempre più in maniera profonda arrivando gradualmente ad un respiro calmo e “pieno” (completo). Possiamo fare questo esercizio per 10 minuti (anche 5), oppure possiamo anche scegliere di addormentarci con questa fragranza. <b>L’olfatto</b>, secondo la tradizione indiana ed esoterica dei <b>Chakra</b>, è collegato al centro energetico primario della sopravvivenza e della materia, per cui è legato ai nostri istinti e memorie del corpo “antiche”. Usando le fragranze si ottiene davvero un <b>rilassamento </b>del corpo e un’ elevazione del Centro energetico chiamato “Primo chakra” o Centro energetico della Terra/Materia. Spero che questo esercizio possa esservi utile! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>A voi i miei saluti!<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WHPZjFyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Sport e disciplina" su <a href="http://tiny.cc/sportbambini" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/sportbambini</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Jan 2017 18:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BOTTI FISCALI DI CAPODANNO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_27041b4q"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/botti-fiscali-di-capodanno.webp"  title="" alt="" width="464" height="290" /><br></div><div><br></div>Anche la Manovra <b>Finanziaria </b>2017, come tutte le precedenti, è costituita da provvedimenti che vanno incontro alle esigenze delle famiglie ed altri NO. Eccone uno stralcio di alcune novità:<div>- LIMITI UTILIZZI <b>CONTANTE</b>. Il limite dell'uso del contante è stato aumentato da euro 1.000 ad euro 3.000 per quanto riguarda le transazioni, ma i prelevamenti ed i versamenti in banca superiori ad euro 1.000 giornalieri od euro 5.000 mensili potranno essere oggetto di accertamento fiscale;</div><div>- DEFINIZIONE AGEVOLATA DELLE <b>CARTELLE ESATTORIALI</b>. Confermato l' abbuono delle sanzioni ed interessi sui ruoli negli anni dal 2000 al 2006, effettuando il pagamento integrale, o in 5 rate a decorrere dal 01.08.2017. Al contempo, dal 01.07.2017 viene soppressa <b>Equitalia </b>ed affidata l'attività di riscossione alla (nuova) Ageniza delle Entrate - Riscossione!;</div><div>- <b>SOPPRESSIONE ADEMPIMENT</b>I della comunicazione dei contratti di leasing, modd. INTRA acquisti e <b>servizi </b>ricevuti, comunicazione black list e san Marino, ma, viene fissato l'obbligo dell'invio mensile o trimestrale dello "spesometro" e delle liquidazioni iva periodiche!</div><div>- ELIMINATO il disallineamento dei termini di accertamento tra le dichiaraizoni dei redditi integrative "a favore" e "a sfavore", ma, tenendo sempre presente l'allungamento dei termini di controllo delle dichiarazioni dei redditi e iva da 5 a 6 anni dall'anno di imposta e da 8 a 9 anni per le dichiarazioni omesse o nulle!;</div><div>- ELIMINAZIONE DEGLI STUDI SETTORE E DEI <b>PARAMETRI</b>, ma introduzione di INDICI SINTETICI DI <b>AFFIDABILITA</b>' FISCALE a partire dall'anno di imposta 2017!;</div><div>- AGEVOLAZIONE IRI AL 24% per le imprese individuali e società di persone, in contabilità ordinaria, ma solo sul reddito non distribuito e destinato a potenziare il patrimonio dell'impresa;</div><div>- ELIMINAZIONE dell'aumento dell'aliquota <b>IVA </b>dal 22% al 25%, ma tale aumento è stato prorogato al 2018!;</div><div>- ESONERO <b>IRPEF </b>per gli agricoltori ed azzeramento dei contributi previdenziali, per tre anni, per i giovani, e neo iscritti, imprenditori agricoli. Aumentano anche le percentuali di compensazione delle aliquote iva per i bovini e suini, ma solo per l'anno 2016!</div><div>- INTRODUZIONE del regime di cassa per le imprese minori (semplificate) con l'eliminazione della variazione civilistica delle rimanenze ma non di quelle fiscali!</div><div>- PREMIO ALLA <b>NASCITA </b>"MAMMA DOMANI", ossia l'assegno di 800 euro destinato solo alle prime spese;</div><div>- INTRODUZIONE DEL "BUONO <b>NIDO</b>", contributo fino ad euro 1.000 annui che riguarderà tutte le famiglie senza limiti di reddito e riferito ai tre anni di frequenza del nido, ma a beneficiarne saranno i nati dal primo gennaio 2016!</div><div>Insomma, se non ci fossero tutti questi, MA e SOLO, i <b>contribuenti </b>avrebbero potuto realmente festeggiare un buon inizio d'anno fiscale.</div><div>Alla prossima...</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WHPWMlyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">dott.Vincenzo &nbsp;Dibari</a></b> , Commercialista </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne &nbsp;di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3PbcBKf5uE" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Jan 2017 18:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[GENITORI E TABU’]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_o7zzct07"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/genitori-e-tabu.webp"  title="" alt="" width="464" height="309" /><br></div><div><br></div><b>L'educazione </b>ricevuta in famiglia incide molto, non soltanto sul comportamento che gli alunni hanno a scuola, specchio di quei valori a loro trasmessi dai <b>genitori</b>, come il rispetto per compagni ed insegnanti, ma anche su come essi affrontano, giorno dopo giorno, il proprio lavoro. Se con serenità, o con quel costante timore di sbagliare e di non farcela... Veri e propri <b>tabù </b>si creano nella mente di quei minori figli di genitori apprensivi e protettivi, per essi tutto diventa faticoso ed impossibile, ma soprattutto pericoloso. Arduo diventa allora il compito di chi, con delicatezza e sensibilità, per non ferire o indisporre la famiglia, dovrà necessariamente sostituirsi ad essa nell'imprimere la capacità di saper affrontare nuove situazioni, quale il coraggio o la destrezza intellettiva o espressivo artistica e motoria, in quei <b>bambini </b>o <b>ragazzi </b>che ne mostrano evidente carenza. Spesso, una certa libertà non concessa ai propri figli per evitare prima di tutto a se stessi preoccupazioni ed ansie, è causa principale di insicurezze e paure ataviche, che, invece, un personale spazio da gestire, renderebbe più forti e determinati. Per chi apprende, significherebbe avere una marcia in più e nessun ostacolo sarebbe tale da mortificare o rallentare la propria <b>crescita</b>.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WHEgyVyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a> Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 Jan 2017 17:06:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?genitori-e-tabu-</link>
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			<title><![CDATA[NON METTIAMO UN CUCCIOLO NELLA CALZA DELLA BEFANA]]></title>
			<author><![CDATA[Patrizia Castellano]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_nmdz810f"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/cucciolo-per-la-befana.webp"  title="" alt="" width="466" height="311" /><br></div><div><br></div>Arriva la <b>Befana</b>, i bambini, quelli che ancora “miracolosamente” ci credono, l’aspettano con trepida attesa: che ci sarà nella sua <b>calza</b> magica? Tanti doni certamente, l’importante è che tra i doni non vi sia un <b>cucciolo </b>di cane, come certa moda scriteriata oggi consente. Il <b>cane </b>non è un giocattolo, è un essere vivente e come tutti gli esseri viventi richiede la piena consapevolezza di una grande responsabilità. Prima di accogliere un cucciolo in casa, occorre preparare il bambino ad approcciarsi al nuovo ospite, fargli capire che anche il cane, come lui, ha le sue esigenze, i suoi bisogni, il suo modo di esprimersi e di comunicare. Tutto ciò richiede una lenta, graduale preparazione finalizzata alla conoscenza del cane in termini soprattutto di rispetto della sua alterità. Il cane non è una macchinina telecomandata, non è un monopattino, non è una playstation, è un essere vivente che richiede attenzione continua ai fini di una relazione positiva col suo amico bambino/amico o uomo adulto. <b>L’esperienza </b>di condividere la vita quotidiana con un amico cucciolo è preziosa, e come tutte le cose preziose va coltivata con pienezza di intenti e con la delicatezza di chi ha tra le mani un’anima da curare come un fiore! Ma questo è un invito diretto non ai bambini, inconsapevoli della importanza di avere un cucciolo in casa, è un invito rivolto calorosamente ai genitori per il benessere del cucciolo, ma anche per il benessere di tutta la <b>famiglia</b>, affinché la presenza di un cane contribuisca a rendere ancora più gioioso il clima familiare, nel rispetto dei ruoli e di un amore consapevole. Dunque, la cara Befana porti tanti dolciumi e tanti giocattoli, quelli veri, non un cucciolo di cane! Buona Epifania a tutti!<div><br> &nbsp;<div><b><a href=" http://tiny.cc/pettherapy " target="_blank" class="imCssLink">Patrizia Castellano</a></b>, Operatore Pet Therapy, Operatore in Zooantropologia Didattica , Educatore Cinofilo &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Pet-therapy e Sociale" su<a href=" http://tiny.cc/pettherapy " target="_blank" class="imCssLink"> http://tiny.cc/pettherapy </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 Jan 2017 17:01:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?non-mettiamo-un-cucciolo-nella-calza-della-befana</link>
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			<title><![CDATA[MAMME FELICI, BIMBI FELICI...]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Maria Elena Germinario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_yu43e6c2"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/mamme-e-bimbi-felici.webp"  title="" alt="" width="469" height="313" /><br></div><div><br></div>Quanti di noi <b>adulti </b>si sono resi conto che dalla nostra serenità e dalla nostra felicità dipende anche quella dei bambini che frequentiamo? Figli, nipoti, allievi, corsisti...se siamo nervosi o agitati avremo <b>figli</b>, nipoti, allievi, corsisti nervosi o agitati. Se siamo sereni, creativi e pieni di voglia di fare avremo figli, nipoti, allievi, corsisti sereni, creativi e pieni di voglia di fare. Quanto diventa importante, quindi, prima prenderci cura di noi stessi, della nostra serenità, di coltivare i nostri interessi e trasmettere ai nostri bambini e ragazzi la stessa necessità ed importanza di prendersi <b>cura </b>di se stessi? Tutto questo assume ancora più valore ed importanza se pensiamo che, per la maggior parte del tempo, siamo proprio noi <b>donne </b>a prenderci &nbsp;cura dei <b>bambini </b>e degli adolescenti, e che siamo proprio noi a donne a doverci inventare il tempo di lavorare, prenderci cura della casa, fare la spesa, cucinare, accompagnare i figli in piscina, a cavallo, a pattinaggio, al corso di informatica, al corso di inglese, a quello di teatro, oppure alcorso di canto, &nbsp;piuttosto che di tai chi, kung fu, o &nbsp;a quello di scrittura creativa, al corso di cucina o cake design, cercando di accrescere le loro esperienze, le loro conoscenze, il loro bagaglio culturale? Quando potremmo mai trovare il tempo di coltivare anche i nostri <b>interessi </b>o prenderci cura realmente di noi stesse? E siamo sicure che questa corsa alla preparazione migliore sia il modo migliore per preparare al mondo e al futuro i nostri figli, nipoti, allievi e corsisti? Ecco io comincerei a fermarmi un attimo, a ritagliarmi qualche tempo in più per me, leggere un libro, leggere una favola ai miei figli, raccontare uno spettacolo ai miei allievi, ascoltare musica, magari semplicemente chiacchierare. Ritrovare la mia <b>serenità</b> per poter garantire la serenità dei miei figli, nipoti, allievi, corsisti. Ritrovare la mia felicità, senza perdermi nella corsa contro il tempo, per garantire la felicità dei miei figli, nipoti, allievi, corsisti e, magari, coltivare i miei interessi proprio insieme a loro, ai miei figli, nipoti, allievi, corsisti per poter crescere anche io di nuovo con loro.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-fantasia-varca-i-confini-del-possibile.html#.WGqLxlyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott. ssa Maria Elena Germinario</a></b>- Attrice teatrale</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire "Teatro e Immaginazione" su <a href="http://tiny.cc/teatro" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/teatro</a> e lasciateci i vostri commenti/suggerimenti! </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Jan 2017 17:16:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?mamme-felici,-bimbi-felici---</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[AUSPICI DI UN NUOVO ANNO]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_mn66xfvp"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/auspici-per-un-nuovo-anno.webp"  title="" alt="" width="483" height="317" /><br></div><div><br></div>Eccoci qui, dopo una notte di bagordi per alcuni, di <b>sofferenze </b>per altri, a sfogliare le pagine della vita… Sono abituato a dimenticare in fretta tutto ciò che di negativo mi accade… Infatti <b>dell'anno </b>appena terminato ricorderò le meravigliose esperienze vissute con le persone che mi sono state accanto. Non mi resta, quindi, che dire <b>GRAZIE</b> a tutti quelli che hanno condiviso con me gli attimi di un velocissimo <b>2016 </b>che hanno reso una persona diversamente abile come me, estremamente “normale"! Oggi, il mio pensiero va a tutti quelli meno fortunati di me... Il mio auspicio è che trovino nel nuovo anno la forza di sorridere! Benvenuto <b>2017</b>, non vedo l’ora di viverti!<div><br> &nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-disabili-raccontano-la-loro-citta-di-trani.php#.WGqKtVyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b>, esploratore di vita &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Diversabilità" su <a href="http://tiny.cc/diversabilita" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/diversabilita</a> e lasciateci i vostri commenti o suggerimenti! </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Jan 2017 17:08:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?auspici-di-un-nuovo-anno</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[AUGURI AL PROFUMO DI FANTASIA]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_vgf5z8d4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/biscotti-anno-nuovo.webp"  title="" alt="" width="469" height="352" /><br></div><div><br></div>Eccoci qui a salutare un altro <b>anno </b>che vola via...Tra <b>biscotti </b>e tanto zucchero colorato, mi son divertita a lasciarvi una parte delle mie creazioni in questa pagina, invogliando mamme, papà, nonni...a metter le mani in pasta con i propri piccoli, creando e decorando.<div>Ho voluto augurare e dare un benvenuto al <b>2017 </b>con dei piccoli protagonisti: Louis, Miranda, Debora e Dorian, i quali sono stati avvolti da una magica atmosfera di profumi dando libertà alla fantasia e portando gli <b>auguri </b>a tutti voi di un gran 2017!</div><div><br></div><div><br></div><div> &nbsp;</div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.WGqIY1yF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b> Cake designer - delegata provinciale Bari FIAB</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Spirito Artistico" su<a href=" http://tiny.cc/arte" target="_blank" class="imCssLink"> http://tiny.cc/arte</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Jan 2017 17:02:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?auguri-al-profumo-di-fantasia</link>
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			<title><![CDATA[NATALIN E BEFANIN]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ifx325ls"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/befanin-natalin.webp"  title="" alt="" width="474" height="316" /><br></div><div><br></div>Molti molti anni fa, in un paese lontano lontano vivevano due ragazzi: uno si chiamava Natalin, <b>Natale</b>, e l'altra molto carina Befanin, <b>Befana</b>.<div>Le loro famiglie erano molto ricche e loro vivevano felici e contenti come dovrebbe essere per tutti i <b>ragazzi </b>del mondo.</div><div>I due ragazzi frequentavano la stessa <b>scuola</b>, la stessa classe, le loro amicizie erano le stesse... insomma tutto normale? Non proprio!</div><div>Le famiglie dei due ragazzi erano nemiche da sempre: ambedue gestivano un grosso deposito di giocattoli, non vedevano di buon occhio la loro amicizia e per questo impedivano loro di frequentarsi. Natalin e Befanin non ascoltavano i loro genitori e continuavano a frequentarsi partecipando con i loro compagni di <b>classe </b>a cene, passeggiate e tante serate in discoteca.</div><div>Passò del tempo e la scuola terminò. Dopo le vacanze estive i due ragazzi sarebbero partiti per l'Università e non si sarebbero più rivisti .</div><div>Ma non fu così, perché i due si erano innamorati e non volevano lasciarsi.</div><div>Senza dire niente ai loro <b>genitori </b>si iscrissero alla stessa facoltà, "Medicina", e andarono ad abitare nello stesso ostello.</div><div>Furono mesi e giorni bellissimi ma tutto finì nelle vacanze di Natale quando tornarono a casa e scoprirono che i loro genitori avevano scoperto tutto.</div><div>Ci fu una lite tremenda fra i loro genitori e loro non si videro mai più.</div><div>Passarono secoli prima che i due innamorati si rincontrassero e questo avvenne in un giorno magico 31 Dicembre di un <b>anno </b>che non ricordo .</div><div>Natalin, Natale, aveva finito di consegnare i regali e stava ritornando in Lapponia con le sue amate renne, quando, ad un tratto, in mezzo alla neve vide una bella signora in difficoltà (non riusciva a sollevare la grossa gerla piena di giocattoli e a salire sulla sua Autoscopa). Natalin bloccò le sue <b>renne </b>si avvicinò e rimase senza parole...</div><div>Sì, perché la signora in difficoltà era proprio lei, la sua amata Befanin.</div><div>Natalin diventò, come per magia, il bel ragazzo di un tempo e anche lei, per la stessa <b>magia</b>, ritornò la bellissima ragazza, sua innamorata.</div><div>I due trascorsero la sera e la notte insieme e poi alle prime luci del mattino Befanin salì sulla sua autoscopa e Natalin sulla sua slitta, ma prima di lasciarsi si fecero una promessa: ogni anno nella sera del 31 Dicembre si sarebbero incontrati.</div><div>Ora cari ragazzi, sono trascorsi milioni di anni ma vi assicuro che ogni anno nella sera del 31 Dicembre Natalin, Natale, e Befanin, Befana, tornano ad essere i bellissimi ragazzi di un tempo.</div><div>A proposito: vi volevo dire che se a qualcuno di voi dovesse capitare di andare al ristorante la sera del 31 <b>Dicembre </b>e di incontrare una coppia di giovani ragazzi che stanno cenando a lume di candela, vorrà dire che avrete incontrato Natalin e Befanin.</div><div>Cari ragazzi la mia ultima storia di Babbo Natale di questo anno è terminata, mi auguro vi sia piaciuta, perché credetemi anche loro sono stati giovani e belli.</div><div>Come faccio a saperlo? Indovinate...</div><div>Tanti carissimi auguri dalla vostra nonna Gina. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WGqHP1yF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Jan 2017 16:56:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?natalin-e-befanin</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[L’IMPORTANZA DEL MASSAGGIO PER LA DONNA IN GRAVIDANZA]]></title>
			<author><![CDATA[Cinzia Faconda]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_12cas7od"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/massaggio-in-gravidanza.webp"  title="" alt="" width="466" height="311" /><br></div><div><br></div>Il <b>massaggio</b> è una pratica antica resa moderna nella cultura attuale, costretta a continue sollecitazioni da stress. L’operatore trasmette con le <b>mani</b> calore e benessere, esprime un linguaggio corporeo sottile “linguaggio non verbale” con il semplice tocco della mano sul corpo. In seguito a questo linguaggio è nata l’esigenza di trasmettere serenità alla donna in <b>gravidanza</b>, sottoposta a forti stress ormonali e mutazioni del corpo per ben 9 mesi, consigliato subito dopo i primi 3 mesi di <b>gestazione</b>, affinchè la gestante abbia raggiunto la consapevolezza che non si tratti di una gravidanza a rischio. Le zone maggiormente coinvolte nel massaggio sono: colonna vertebrale: il massaggio migliora le tensioni causate dal peso del <b>feto </b>che costringe la colonna vertebrale ad una postura errata infiammando così il nervo sciatico. &nbsp;Arti inferiori: riduce il gonfiore e la ritenzione idrica, tipici della donna in gravidanza. Inoltre il massaggio migliora il rilassamento contribuendo ad un sonno sereno, migliora la postura, allevia il mal di testa e, con l’utilizzo di oli e creme, migliora l’elasticità della pelle riducendo la predisposizione alle smagliature. Negli ultimi mesi, quando il bambino ha raggiunto quasi il termine di gestazione, l’utilizzo di musiche armoniose o musica classica durante il massaggio, stimolerà la memoria, ma soprattutto il rilassamento del bambino, musiche che riconoscerà anche dopo la sua nascita. Inoltre la scelta della musica favorisce la comunicazione tra mamma e bambino. <div>Che cosa aspettate <b>mamme</b>? Sottoponetevi ad un massaggio <b>relax</b>, il vostro bambino godrà dei suoi benefici.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/da-make-up-artist-a-operatriceolistica.html#.WGaJ0PnhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Cinzia Faconda</a></b>- Make up artist, operatrice olistica &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire " Spirito Artistico " su <a href="http://tiny.cc/arte" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/arte</a> </div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 30 Dec 2016 16:18:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-importanza-del-massaggio-per-la-donna-in-gravidanza</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[SE GIUDICHI SEMPRE MALE GLI ALTRI, FORSE NON TI STIMI ABBASTANZA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_uq67w5a0"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">“Quanta strada devo aver percorso! Oggi ritorno fra queste mura con la serenità e il desiderio di ritrovare i miei cari. Quanti inganni ha svelato il </span><b class="fs12lh1-5">tempo</b><span class="fs12lh1-5">! E pensare che in passato mi occupavo di cercare una ‘definizione’ esatta per gli altri. ‘</span><b class="fs12lh1-5">Catalogare</b><span class="fs12lh1-5">’ era il mio verbo per eccellenza. Ero eternamente interessata a ‘incasellare’ le attitudini e le personalità altrui. Mi ostinavo, con perizia e convinzione, ad ‘istruire’ chiunque percepissi fuori dagli schemi che avevo prestabilito. Il mio vivere era indirizzato costantemente a forgiare le abitudini comportamentali e caratteriali di coloro che mi erano intorno. All’epoca non conoscevo mezze misure e per questo esplicitavo i miei ‘</span><b class="fs12lh1-5">metodi</b><span class="fs12lh1-5">’ con chiarezza, definendomi ‘consigliera’ di sane abitudini e di corretti comportamenti sociali. Di sovente incappavo in animate discussioni nelle quali difendevo, come una guerriera, le mie indissolubili idee e, fiera, impugnavo lo scettro della verità e della giustizia. Non mi piegavo mai; erano gli altri a non capire. Probabilmente era per questa ragione che preferivo allontanarmi dalla casa della mia </span><b class="fs12lh1-5">famiglia </b><span class="fs12lh1-5">di origine. All’esterno, pur sempre sicura di me stessa, agivo in modo più pacato, ma con tenace determinazione. Non leggevo in me nulla che non andasse bene. Ero sempre pronta ad offrire il mio aiuto, anche quando non mi veniva richiesto. Gli altri avevano nei miei confronti grande rispetto, ma sembrava che mi temessero; non erano capaci di affrontarmi e tacevano i loro risentimenti. Talvolta, però, capitava che qualcuno, esasperato dalle mie pressanti litanie, mi rivoltasse contro tutto il suo disappunto in malo modo. Dovevo essere una persona molto difficile, ma allora non dovevo averlo affatto capito di me.” A quanti di noi è capitato di incontrare o di vivere con persone che avessero </span><b class="fs12lh1-5">atteggiamenti </b><span class="fs12lh1-5">giudicanti e costantemente negativi nei confronti degli altri? Secondo numerosi studi, le persone orientate a giudicare e cogliere gli atteggiamenti degli altri in modo negativo non godono di una buona autostima. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/mancanza-di-autostima.webp"  title="" alt="" width="640" height="640" /><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Da un punto di vista </span><b class="fs12lh1-5">pedagogico</b><span class="fs12lh1-5">-relazionale è necessario accendere lo sguardo sui gesti quotidiani che ognuno perpetua a favore o meno degli altri. Il modo in cui ci rivolgiamo a qualcuno, e il come ci prendiamo cura di questi, sarà correlato anche al grado della stima che abbiamo di noi stessi. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Qualora non saremo riusciti a realizzare la nostra esistenza in termini sufficientemente qualitativi, potremmo riversare le nostre frustrazioni sugli altri e, dunque, erigerci a giudici di essi per evitare il nostro io. </i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">In pedagogia si utilizza spesso il concetto di ‘</span><b class="fs12lh1-5">reciprocità</b><span class="fs12lh1-5">’ con il quale si sottolinea il diritto e il dovere di osservare l’altro non solo come altro da sé, ma soprattutto in una prospettiva di accoglienza e attenzione alla diversità di questi. La relazione della reciprocità, per costruirsi, necessita di periodi di conflitto nel quale si verificano momenti di incomprensione che generano distanza, separazione e &nbsp;sentimenti negativi. Durante i momenti di contrasto non ci relazioniamo in modo autentico, poiché siamo più fragili e tendiamo a far scattare meccanismi di </span><b class="fs12lh1-5">autodifesa</b><span class="fs12lh1-5">. In tal modo non vedremo l’altro per quello che è, poiché rappresenta una “minaccia” per noi stessi. Perché possa fiorire una relazione di reciprocità è importante predisporsi ad accogliere il ‘mistero’ che l’altro ci offre nella sua affascinante alterità, permettendoci di svelare anche una parte prima oscura di noi.</span></div><div>“Non imparerai mai tanto come quando prendi il mondo nelle tue mani. Prendilo con rispetto perché è un vecchio pezzo di argilla, con milioni di impronte digitali su di esso”. (John Updike). </div><div>Al prossimo articolo e buona educazione alla reciprocità a tutti!</div><div><div><br></div></div><div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.WGaIN_nhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b></div><div>Pedagogista, educatore extrascolastico</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div></div><div><div>Chiedi alla pedagogista di <a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">"Apprendimento e Relazioni"</a></div></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Leggendo attraverso anima e relazioni...</span></div></div><div><br></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/CjxugyZCfuw">https://youtu.be/CjxugyZCfuw</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 30 Dec 2016 16:13:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[CAPODANNO CON I NOSTRI ‘AMICI BAU’]]></title>
			<author><![CDATA[Patrizia Castellano]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_lm38w4yz"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/capodanno-a-4-zampe.webp"  title="" alt="" width="460" height="307" /><br></div><div><br></div>Ci risiamo: anche quest’anno non mancheranno i botti di <b>capodanno</b>! Già, un modo obsoleto di festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Con l’inizio delle feste, immancabilmente arrivano anche <b>botti</b>, spari, petardi, quei &nbsp;fastidiosi rumori luminosi &nbsp;che generano paure e fobie ai nostri amici pelosetti. La <b>paura</b>: un’emozione primaria... I nostri amici potrebbero avere diverse reazioni: abbaiare, tremare, fare pipì, grattare le porte, nascondersi, distruggere oggetti, &nbsp;subire un aumento della salivazione, ansimare, cercare il nostro contatto ripetutamente: non sgridiamoli, non puniamoli. Punireste il vostro <b>cucciolo </b>d’uomo? Lo sgridereste? Lo lascereste tutto solo impaurito al freddo e al gelo? Rispettiamo il loro stato emotivo e, tanto per cominciare, non lasciamoli soli in casa, né tanto meno in giardino, potrebbero &nbsp;scavalcare la recinzione e vagare senza meta per molte ore.<div>Evitiamo di lasciare i nostri amici da soli sul terrazzo o sul balcone: il cane in preda al <b>panico </b>potrebbe lanciarsi nel vuoto o ferirsi distruggendo le imposte. I nostri amici a quattro zampe fanno parte della famiglia, per cui sarebbe bello attendere il nuovo anno anche con loro. Ricordiamoci che noi siamo il loro ”porto sicuro”.</div><div>Chiudiamo porte e finestre, abbassiamo le tapparelle, per evitare di esporre i pelosetti, oltre ai rumori forti, anche ai bagliori e alla deflagrazione dei fuochi che potrebbero spaventarli. Nel momento dei botti, coinvolgiamoli in attività che possano divertirli con un giochino di loro gradimento, quale la palla, una treccia per il tira e molla, un po’ di palestra con il corpo: ai nostri amici piace l’allegria, per cui &nbsp;potreste coprite i rumori alzando il volume dello stereo o della tv, i vicini, per quella sera, non avranno nulla da dire... Il mio <b>amico </b>ha paura: cosa faccio, oltre che prevenire il suo stato emotivo? Lo consolo? Lo accarezzo? Gli do un biscottino? Un ossetto? Domande frequenti in questo periodo... Avvicinatevi a loro con voce calma e pacata, rassicurando dicendo: “tutto ok”, con un leggero tocco per tranquillizzarli. Cercate di non andare in <b>ansia </b>(per osmosi noi trasmettiamo tutto), rassicurarlo non significa eccessive coccole, carezze e abbracci; non significa prenderlo in braccio, mostrare compassione; non significa dar loro un biscottino per consolarlo: così &nbsp;andremmo a “rinforzare” il loro stato d’ansia.. In questi casi è meglio ignorarlo evitando ogni interazione con lui; non appena il cane apparirà più rilassato e magari, quando si metterà nella sua <b>cuccia</b>, potremo accarezzarlo e lodarlo, premiandolo per aver assunto un comportamento positivo.</div><div>Facciamo con il nostro amico una passeggiata il pomeriggio dell'ultimo giorno dell'anno, offriamogli la cena al rientro, così da favorirne la consumazione &nbsp;prima dell'inizio dei botti; lasciamo la ciotola dell’acqua a sua disposizione e cerchiamo di portare il cane a fare l'ultima passeggiata a <b>festa </b>conclusa, avendo cura di attendere almeno trenta minuti dall'ultima deflagrazione, così da evitare la presenza di scoppi improvvisi durante il nostro giro. Rinunciare ad andare fuori e passare una serata a casa con amici e parenti in allegria, significa farli sentire parte della famiglia e rassicurarli con la nostra presenza. Noi per loro ci siamo, come loro per &nbsp;noi ci sono! Con questo volevo solo ricordarvi alcuni piccoli consigli, specie per chi a Natale a ha regalato “un cucciolo sotto l’albero”, senza alcuna consapevolezza! Rimaniamo con i nostri Amici Speciali in modo da far vivere loro l’arrivo del nuovo anno in serenità assoluta. È festa anche per i nostri fedeli compagni, dunque: festeggiamo insieme! Buon Anno a tutti!<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/presentazione-team-di-professionisti-al-servizio-delle-famiglie.html" target="_blank" class="imCssLink">Patrizia Castellano</a></b>, Operatore Pet Therapy, Operatore in Zooantropologia Didattica , Educatore Cinofilo &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Pet-therapy e Sociale" su <a href="http://tiny.cc/pettherapy " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pettherapy </a> &nbsp;</div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 30 Dec 2016 16:05:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[CALL FOR IDEAS]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_656r9y11"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/call-for-ideas.webp"  title="" alt="" width="492" height="277" /><br></div><div><br></div>La “<b>Call for Ideas</b>” di Fondazione Vodafone Italia vuole individuare idee e progetti che favoriscano un cambiamento culturale e diano un sostegno concreto ed efficace alla diffusione della pratica <b>sportiva </b>tra persone con disabilità fisiche, sensoriali ed intellettivo-relazionali in Italia. Fondazione <b>Vodafone </b>Italia mette a disposizione un contributo fino a 1,6 milioni di euro per sostenere le due tipologie di idee progettuali a sostegno di due tipologie di idee progettuali: <div>- Grandi <b>progetti </b>ad elevato impatto e dimensione sovra-locale o nazionale, che favoriscano l’inclusione sportiva, anche attraverso innovazioni sistemiche e/o azioni capaci di coinvolgere ampi gruppi in target (<b>disabili </b>e <b>famiglie</b>, allenatori, volontari, ecc...).<div>- Progetti locali con impatto e dimensione a carattere <b>territoriale</b>, tipicamente sviluppati nell’ambito di una community in cui il soggetto proponente è radicato, quali, a titolo esemplificativo, l’avvio di un nuovo progetto sportivo rivolto ai disabili all’interno di un’associazione, il miglioramento dell’accessibilità a impianti e strutture, ecc. Il Contributo verrà erogato ed allocato in due modalità: </div><div>. 1,2 milioni euro complessivi per i Grandi Progetti; l’ammontare delle <b>erogazioni </b>sarà a discrezione di Fondazione Vodafone Italia, indipendentemente dalla somma richiesta;</div><div>nonché 400 mila euro complessivi per cofinanziare i Progetti Locali, a condizione che ciascuno di essi raccolga almeno il 50% del proprio fabbisogno finanziario attraverso l’attività di crowdfunding, realizzata con la supervisione ed il supporto, gli strumenti e la mediazione di <b>partner </b>tecnologici messi gratuitamente a disposizione dalla Fondazione Vodafone. Raggiunto almeno il 50% dell’obiettivo prefissatoe gli eventuali altri parametri richiesti, Fondazione Vodafone Italia provvederà al finanziamento della parte residua, fino a concorrenza dell’importo messo a disposizione. Sono ritenuti ammissibili solo i costi che effettivamente concorreranno alla realizzazione del progetto selezionato, fino al raggiungimento del contributo concesso, compresi <b>oneri </b>e <b>IVA</b>, solo se indetraibile. Non saranno ammissibili contributi per costi sostenuti precedentemente all’avvio del progetto. &nbsp;&nbsp;Il presente bando si rivolge a soggetti proponenti che non perseguano scopo di lucro, operanti sul territorio nazionale, preferibilmente con esperienza già maturata in attività di inclusione e pratica sportiva nelle discipline <b>paraolimpiche</b>.</div><div>Per partecipare al bando occorre presentare la propria candidatura sul sito www.fondazionevodafone.it entro il 31 gennaio 2017 alle ore 23.59.</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WGLZIlyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">dott.Vincenzo &nbsp;Dibari</a></b>, Commercialista </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne &nbsp;di più chiedi al commercialista di "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3PbcBKf5uE" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 21:09:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?call-for-ideas</link>
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			<title><![CDATA[SE IO FOSSI LA MAGA DI NATALE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_jti58xy6"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/magia-del-natale-2.webp"  title="" alt="" width="484" height="342" /><br></div><div><br></div>Farei spuntare un <b>albero </b>di Natale in ogni casa, in ogni appartamento dalle piastrelle del &nbsp;pavimento, ma non l'alberello finto, di plastica dipinto.<div>Un vero abete, un pino di montagna, con un po' di vento imbrigliato tra i rami che mandi profumo di resina in tutte le camere e sui rami magici frutti, <b>regali </b>per tutti.</div><div>A Villa Isabella farei crescere un albero di Natale carico di colori, di musica, di gioia, di arcobaleni e melodie e di tante bambole di ogni qualità che camminano da sole ballano il rock and roll e fanno le capriole... </div><div>Chi le vuole, le prende gratis... si intende.</div><div><b>A Città dell'Infanzia</b>, a casa di Serena e Vincenzo e dei loro bambini farei crescere l'albero delle dolcezze dell'amore per i <b>bambini </b>e di tanti cioccolatini.</div><div>In Piazza Libertà l'albero del Babà, in piazza Mercato l'albero del pan-pepato ed in piazza Teatro l'albero delle storie, delle fiabe e di tanto zucchero filato.</div><div>Continuiamo la passeggiata? La <b>magia </b>è appena &nbsp;cominciata: dobbiamo scegliere l'albero dei trenini, dei giocattoli, delle Barbie, dei biscottini: io avrei pensato a casa della mia "copywriter" Vanna e delle sue bambine...</div><div>Quello degli Aeroplanini lo farei in via dei Cappuccini.</div><div>Ogni strada avrà un'albero speciale e il giorno di Natale tutti i bambini di Città dell'Infanzia faranno il giro di <b>Trani </b>a prendere quel che vorranno.</div><div>Per ogni giocattolo colto dal suo ramo, ne spunterà un altro dello stesso modello o anche più bello.</div><div>E a casa di nonna &nbsp;Gina farei crescere un albero ricco di pacchi dono, di amore, di felicità, di salute e di lavoro gratis per tutti. </div><div>È lì vicino un albero piccino, piccino, ricco di scatolette e croccantini per i cani, per i gatti e gli uccellini.</div><div>E, in via Perrone Capano, n. 14 a casa di Città dell'Infanzia, farei crescere un albero dai mille colori. Un albero carico di gioia di Speranza, di musica Pop e Gospel, di solidarietà e di tantissima felicità per tutti.</div><div>Per i grandi, invece, ci sarà magari in via Zanardelli l'albero dei cappelli, dei vestiti, dei gioielli.</div><div>Tutto questo farei però non lo sono: che posso fare?</div><div>Non ho che auguri da regalare, di auguri ne ho tanti, prendete quelli che volete, prendeteli tutti quanti.</div><div>Buon <b>Natale </b>a grandi e piccini dalla vostra nonna Gina. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WGLX5VyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 21:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[NATALE SULLE NOTE DI BACH]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_valk3iqv"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/natale-con-bach.webp"  title="" alt="" width="470" height="411" /><br></div><div><br></div>Doveva fare molto freddo a Lipsia la mattina di <b>Natale </b>del 1733, mentre la vecchia chiesa di San Tommaso andava riempiendosi di fedeli curiosi di ascoltare il nuovo lavoro di Johann Sebastian <b>Bach</b>. Quel giorno, infatti, avrebbe avuto luogo la “prima” di un'opera monumentale, pensata dal suo <b>autore </b>per coprire l'intero periodo compreso tra il giorno di Natale e <b>l'Epifania</b>; e dunque destinata a un'esecuzione in più “puntate”. Sei, per la precisione: tante sono le cantate di cui si compone l'Oratorio di Natale, la musica più bella, più grandiosa, più toccante che sia mai stata scritta per celebrare la nascita di <b>Gesù</b>. Col termine cantata si intende un genere musicale destinato al canto (in contrapposizione alla sonata, che aveva destinazione esclusivamente strumentale) nato in Italia nel Cinquecento e fiorito poi anche in terra tedesca sotto le volte delle chiese protestanti. All'epoca di Bach vi troviamo le voci di uno o più solisti, spesso anche di un coro, accompagnati da <b>un'orchestra</b>. Le cantate venivano eseguite durante la celebrazione liturgica, la domenica e nelle altre festività dell'anno. Nella liturgia luterana la cantata era anzi un momento importantissimo, e si collocava prima del sermone del pastore; quanto al contenuto, esso era suggerito dai passi del Vangelo prescritti per ciascuna festività. Le cantate di Bach si aprono spesso con un grande coro su testo tratto di norma dalla <b>Bibbia</b>, e poi proseguono con una serie di arie (brani solistici), duetti e terzetti (brani a due e tre voci) inframmezzati da recitativi (ossia passaggi affidati a una più sobria e scarna recitazione intonata), su testi poetici liberi ma pur sempre legati alla festa celebrata e al contenuto del sermone. Nel caso delle sei cantate dell'Oratorio di Natale i testi di questi brani sono usciti dalla penna del poeta Christian Friedrich Henrici, meglio noto come “Picander”. I recitativi sono affidati a un Evangelista, il quale racconta la storia che tutti noi conosciamo e che ogni anno ci piace riascoltare: la nascita di Gesù, la visita dei pastori, l'arrivo dei <b>Re Magi</b>. Ma l'elemento tipico della cantata luterana era la presenza dei corali, i canti liturgici comunitari. Fu lo stesso Martin Lutero, che era un buon dilettante di flauto e liuto, a comprendere l'importanza della musica nella liturgia in quanto capace di accrescere la devozione dei fedeli e la loro unione comunitaria. I primi esempi di corali si devono proprio a lui, ma numerose altre raccolte videro la luce nel corso dei secoli: il loro scopo era favorire la partecipazione attiva dei fedeli al rito, e pertanto si tratta di canti semplici, spesso fondati su melodie popolari, facili da intonare per le voci naturali, non “impostate”, della gente comune che assisteva alla messa. L'Oratorio di Natale ne è pieno. A Lipsia Bach era Kantor nella chiesa di San Tommaso. Qui aveva sede una scuola in cui venivano educati i ragazzi poveri della città; tra i tanti compiti del Kantor vi era soprattutto quello di istruire il coro degli allievi e preparare le cantate che venivano eseguite ogni domenica durante la messa. Spettava a lui scegliere dal repertorio i brani da eseguire; ma il più delle volte era lui stesso a comporli. Spesso, dato il poco tempo a disposizione, Bach si vedeva costretto a riutilizzare musiche composte tempo addietro su altri testi o per una diversa destinazione. Un espediente – chiamato parodia – a cui fece ricorso anche per <b>l'Oratorio </b>di Natale. Come vi dicevo, la prima delle sei cantate che compongono questo grandioso affresco sonoro fu eseguita il 25 dicembre del 1733; la seconda il giorno di Santo Stefano; la terza il 27 dicembre, festa di San Giovanni apostolo; la quarta il 1° gennaio 1734 (festa della Circoncisione di Gesù); la quinta la prima domenica del nuovo anno (nel 1734 il 2 gennaio); la sesta e ultima il giorno dell'Epifania. Quanto al luogo dell'esecuzione, si alternarono le due più importanti chiese di Lipsia, quella di San Tommaso e quella di San Nicola.<div>Il primo brano che ho scelto per voi è il grande coro che apre la prima cantata, «Gioite, esultate! Glorificate i giorni» (https://www.youtube.com/watch?v=ggm0SZCWKZo), una pagina festosa e al tempo stesso ricca e imponente come una cattedrale. L'intera orchestra è mobilitata: trombe, timpani, flauti, oboi, archi e basso continuo – organico, questo, tipico delle musiche cosiddette “marziali”. E il carattere di marcia lo avvertiamo sin da subito, giacché Bach ha voluto iniziare con i soli timpani a cui ha affidato un disegno ritmico marcato ed energico, per due volte interrotto dai trilli di flauti e oboi, prima dell'ingresso delle trombe. Tenete le orecchie ben aperte! Potrete apprezzare la ricchezza straordinaria di questa <b>musica</b>: per esempio, mentre le trombe intonano le loro fanfare ascendenti gli archi eseguono una vertiginosa figurazione discendente simile allo scrosciare di una cascata. La melodia introdotta dall'orchestra è ripresa dal coro, che la amplia e la sviluppa per mezzo di una tecnica in cui Bach era maestro incontrastato, il contrappunto, ossia l'arte di combinare più melodie simultanee. Com'era regola a quel tempo, anche qui il contrappunto si fonda sul procedimento dell'imitazione: una melodia è esposta prima da una voce ed è poi imitata, cioè ripetuta, da un'altra voce diversa da quella che l'aveva precedentemente intonata, quindi da un'altra ancora, e così via; e come se non bastasse, mentre ciascuna <b>voce</b> esegue la melodia, le altre non se ne stanno zitte, ma la accompagnano – la “<b>contrappuntano</b>” – con disegni melodici diversi. Ne risulta una progressiva sovrapposizione di linee sonore che danno vita a un edificio intricato e armonioso allo stesso tempo. Ho scelto poi il corale «O mio carissimo piccolo Gesù!» che chiude la prima cantata (https://www.youtube.com/watch?v=6tBA5WVF994). È un canto di disarmata semplicità e tenerezza su una melodia e un testo scelti da Bach nel patrimonio tradizionale dei Kirchenlieder, i corali della chiesa luterana, affinché potesse essere intonata anche dal “pubblico” dei fedeli. Ogni frase è però inframmezzata da interventi dell'orchestra, rinforzata da trombe e timpani come nel brano d'apertura, il cui carattere gioioso e marziale è qui riecheggiato. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>La seconda cantata si apre con un <b>brano </b>orchestrale (https://www.youtube.com/watch?v=LJl03ZdEpw0), una sinfonia in forma di pastorale, termine quest'ultimo con cui si indicava un pezzo strumentale che riproduceva l'andamento, i modi melodici e le sonorità delle musiche dei pastori. Com'è diversa l'atmosfera di questa pagina, così dolce e intima, dopo lo sfarzo sonoro della cantata precedente! Il ritmo si fa cullante; tacciono le trombe e i timpani ed emergono i legni, in particolare gli oboi, che si ritagliano un ruolo solistico ricreando, con il loro caratteristico timbro nasale, il “colore” tipico degli strumenti suonati dai pastori (ciaramelle, zampogne ecc.). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Il mio brano preferito è però «Dormi, mio carissimo, godi il riposo» (https://www.youtube.com/watch?v=hkV4x4_QIgc), un'aria scritta da <b>Bach </b>per la più grave tra le voci femminili, quella di contralto. Riconoscerete senz'altro la sonorità pastorale degli oboi, né vi sfuggirà il ritmo cullante del brano, tipico della siciliana (antica danza popolare originaria della Sicilia). In effetti è come se a cantare fosse la stessa Maria intenta a cullare il piccolo Gesù. Se ascoltate con attenzione l'introduzione strumentale noterete una nota grave tenuta per lungo tempo al di sotto della melodia: è il cosiddetto bordone, un elemento ricorrente nella musica popolare (si pensi alla zampogna). Quant'è dolce quella parola iniziale, «Schlafe», «dormi», che la voce del contralto, all'unisono col flauto, attacca su una lunga nota fissa mentre il resto dell'orchestra (gli oboi e gli archi) riprende ed espande il tema dell'introduzione! Insomma, forse la più bella ninna nanna che sia mai stata composta. &nbsp;Mi fermo qui; vi ho proposto solo un assaggio di una composizione immensa. Spero sia servito a stuzzicare la vostra curiosità. Non mi resta che augurare a tutti buone feste... E non dimenticate di far ascoltare ai vostri figli l'Oratorio di Natale di Bach! (Lorenzo Lotto, Adorazione dei pastori, 1534, Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo. Immagine tratta da http://www.artribune.com/)<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.WGLV_VyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Domenico Andriani</a></b>, musicologo &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire “Musica e teatro” su &nbsp;<a href="http://goo.gl/B17Mlz " target="_blank" class="imCssLink">http://goo.gl/B17Mlz </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 20:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA MAGICA NOTTE DI JACK]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3u6z953r"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/la-notte-di-jack.webp"  title="" alt="" width="490" height="326" /><br></div><div><br></div>I fiocchi di <b>neve </b>scendevano lenti dal cielo posandosi sui tetti della città. Jack guardava dalla finestra, in attesa. Aveva deciso: quella notte non si sarebbe addormentato, doveva vederlo, conoscerlo, parlargli. A poco a poco le luci delle <b>case </b>cominciarono a spegnersi una dopo l’altra e la strada divenne buia, illuminata solo dalla fioca luce di un vecchio lampione. Jack prese la sua torcia e iniziò a leggere un <b>libro </b>per resistere al sonno, quando ad un certo punto udì uno strano rumore provenire dal tetto. “Ci siamo, è arrivato!” disse tra sé. Con passo felpato scese dal letto e percorse le scale per giungere in sala da pranzo. Ed eccolo lì davanti al camino proprio come se lo era immaginato tante volte: alto, con un grande pancione, una folta barba bianca e un completo rosso. <b>Babbo Natale </b>aveva appena addentato uno dei biscotti lasciati sul tavolo apposta per lui, quando si accorse del bambino che lo guardava con la bocca spalancata. «Ciao, immagino che mi stessi aspettando…». Jack avrebbe voluto rispondere, in fondo si era preparato il discorso da giorni, ma riuscì solo ad annuire col capo. Babbo Natale sorrise e gli tese la mano. Appena Jack gliela strinse si ritrovarono sul tetto dove, scalpitanti, attendevano le renne della <b>slitta</b>. Il buon vecchio porse al bambino una calda coperta rossa e lo pose sul sedile della magica vettura. «Tieniti forte, si parte!» disse Babbo e in un baleno la slitta si alzò in volo. Il piccolo era al colmo della gioia. Volarono verso tutti i paesi del mondo per portare i regali e Jack aiutava Babbo Natale a disporli ai piedi di ogni albero e a mangiare biscottini e buon latte caldo. Jack quella notte vide cose meravigliose: paesi di cui ancora non sapeva il nome, case di tutte le forme e colori, boschi frondosi, cascate, oceani, ma soprattutto ciò che lo colpì di più fu il poter volare tra le nuvole e quasi toccare con mano le stelle che al suo passaggio sembravano sorridergli. Quando ebbero terminato il giro del mondo la slitta si posò nuovamente sul tetto della casa di Jack, Babbo Natale prese il piccolo tra le braccia e lo accompagnò nella sua stanza. Dopo un ultimo saluto <b>affettuoso</b>, Babbo andò via e il bambino poté guardare dalla finestra la slitta allontanarsi e sparire nel cielo stellato. Jack si infilò sotto le coperte: non avrebbe mai dimenticato quella notte, aveva ricevuto il regalo che aveva sempre desiderato. E così si addormentò felice, sì, felice come non lo era mai stato. Con questo mio breve racconto auguro a grandi e piccini un felice e sereno Natale.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.WGLUk1yF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Lettura e Racconti” su <a href="http://tiny.cc/favole " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/favole </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 20:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[VORREI REGALARTI...]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_rwk920rd"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/pensiero-di-una-mamma.webp"  title="" alt="" width="462" height="308" /><br></div><div><br></div>Quest’anno, in occasione del <b>Natale</b>, figlio mio, vorrei regalarti la <b>felicità</b>, quella vera, quella che profuma di semplicità, di biscotti alla cannella, che risuona tra le mura di casa come bizzarra melodia di risate senza un perché. Vorrei regalarti la <b>serenità</b>, quella vera, quella che distende il cuore, quella che odo nel sospiro prima di addormentarti, in cui ogni problema è svanito e tutto ciò di cui hai bisogno è accanto a te! Vorrei regalarti la <b>speranza</b>, quella vera, quella che conduce ad immaginare il mondo oltre l’orizzonte, quella in cui la Vigilia di Natale ti fa battere il cuore sognando il regalo più grande, il regalo più atteso. Vorrei regalarti il <b>calore</b>, quello vero, quello di una fredda serata di inverno in cui, “accoccolati” sul divano, rimaniamo avvolti in un plaid, occhi negli occhi raccontandoci chi &nbsp;siamo. Vorrei regalarti la <b>fiducia</b>, quella vera, quella attraverso la quale hai imparato a pedalare un pomeriggio d’estate di alcuni anni fa, quella che si dona senza cautele e che si concede a se stessi meritandosi la libertà. Vorrei regalarti <b>l’amore</b>, quello vero, quello che non svanisce, quello che sopravvive al tempo, alle intemperie della vita, quello che protegge il cuore e lo salva dal dolore.Vorrei regalarti, figlio mio, ogni giorno una vita nuova, una nuova possibilità di essere felice, sereno, speranzoso, protetto, innamorato ed amato...<div>Vorrei, certo che vorrei, ma ti ho donato una sola <b>vita</b>, una vita unica, una vita vera, quella in cui si cresce imparando ogni giorno ad essere se stessi, in cui nulla è prestabilito e tutto è proteso verso un continuo e repentino cambiamento....Ed allora conserva dentro di te i miei doni, le mie cure, le risate, gli orizzonti, le pedalate e le mille scoperte, affinché tu possa scartarli ogni volta che vorrai, affinché sia per te sempre Natale...<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WFu0FVyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Vanna </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;&nbsp;</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 22 Dec 2016 11:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?vorrei-regalarti---</link>
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			<title><![CDATA[LA RISPOSTA DI BABBO NATALE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Cecilia Scaringella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_m442s590"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/regalo-per-la-vita.webp"  title="" alt="" width="470" height="313" /><br></div><div><br></div>“Caro <b>Babbo Natale</b>, quest'anno come promesso, sono stato molto bravo e prometto il prossimo anno di esserlo ancora di più e di migliorarmi.<div>Per la notte di Natale mi piacerebbe ricevere in dono il robot Idol, Cars Mec Truck, il Clemenphone e sopattutto un bellissimo <b>cagnolino</b>.</div><div>Io ti faccio una lista di quello che vorrei, poi vedi tu quello che puoi fare,ma...non farmi mancare il cagnolino!</div><div>Ti lascerò sotto <b>l'albero</b> i tuoi biscotti preferiti e le carote che piacciono tanto alle tue renne. Un forte abbraccio e un bacio”. Lorenzo.</div><div>Babbo Natale risponde....</div><div>“Ciao caro Lorenzo, ho letto con molto piacere la tua bella <b>letterina</b>, ti ringrazio per avermi pensato. Sono sicuro che sei proprio un bravo bambino. Continua così sempre, è molto importante ed io conto su di te!</div><div>Per i tuoi <b>regali </b>non temere, lascia fare a me, dopo tanti anni sono diventato un esperto con le sorprese, vedrai, anche quest'anno riuscirò a sorprenderti...solo una cosa non riuscirò a fare per te...sai?...il cagnolino...non essendo un giocattolo...non posso portartelo io...dovrai incontrarlo tu...dovrà incontrarti lui...sarà un regalo della <b>vita</b>!</div><div>Vedrai, sarà un incontro sorprendente, potrà avvenire in un &nbsp;momento inaspettato, forse sarà un cucciolo abbandonato per strada che aspetta di incrociare il tuo sguardo attento, forse lo incontrerai dietro le sbarre di un box nel <b>canile </b>della tua città, e ti farà battere forte il cuore e vorrai sapere tutto di lui, cosa gli piace fare, quali sono i suoi interessi e le sue passioni, cosa ha imparato dalla sua vita prima di incontrarti, quali giochi gli piace fare, quali odori lo inebriano, quale lingua parla...sarà forse la lingua "canina"?...con chi gli piace mangiare, dormire, girovagare.</div><div>Quando lo avrai incontrato, Lorenzo, siediti accanto a lui, ovunque vi troviate, e, prima ancora di toccarlo, molto prima di accarezzarlo, resta in silenzio, percepisci le vibrazioni del suo <b>cuore</b>, della sua anima, entra in sintonia col ritmo del suo respiro, accogli il mistero del suo essere unico al mondo, come unico sei tu.</div><div>Da quel primo incontro sgorgherà il sentimento della fiducia.</div><div>Sarà quello il primo passo di un lungo, affascinante, inedito viaggio che farete insieme e che vi vedrà uniti e felici per sempre!</div><div>Adesso caro Lorenzo devo proprio salutarti, le mie amiche renne mi aspettano impazienti, oggi ci alleniamo con il decollo.</div><div>Auguro a te e alla tua famiglia un <b>Natale </b>ricco di gioia e amore.</div><div>Babbo Natale. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-comunicazione-attraverso-i-pet.html#.WFkPnlyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Cecilia Scaringella</a></b>- Logopedista- Equipe di Pet-therapy </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Pet-therapy e Sociale" su <a href="http://tiny.cc/pettherapy " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pettherapy </a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Dec 2016 11:02:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-risposta-di-babbo-natale</link>
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			<title><![CDATA[IL PRESEPE DELLA NONNA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_p1wmpx3n"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/presepe-della-nonna.webp"  title="" alt="" width="482" height="314" /><br></div><div><br></div>Si avvicina il Santo <b>Natale </b>e, come ogni anno, la nonna ha preparato un grande <b>presepe</b> sotto l'enorme albero della sua casa.<div>Non uno come tutti quelli che si vedono in giro! Ma un presepe vivente, fatto con tutti gli animali della fattoria....</div><div>Sono stati avvisati e tutti si sono messi in cammino per arrivare il più presto possibile e farsi assegnare i ruoli: c'è il bue Matteo, l'asinello Pippo, le pecore con i loro agnellini, i colombi, le tortore, le oche, i maialini, le caprette e tanti, tanti altri. Ma mancano le tre figure principali: la Madonna, San Giuseppe e <b>Gesù </b>Bambino. Sono dei ruoli importanti e non tutti sono adatti alla parte, perciò la nonna è molto indaffarata a parlare con tutti, ma non riesce a trovare le figure principali. Si accorge che all'appello manca Nina, la tartaruga, ma lei poverina è proprio lenta e tutti stanno aspettando il suo arrivo.</div><div>Finalmente, dopo due giorni Nina arriva e la nonna assegna a tutti un ruolo.</div><div>Nel frattempo aveva trovato fra di loro anche i tre ruoli principali: per la Madonna aveva scelto la papera Sarina, per San Giuseppe il gallo Otello, il bue Matteo, l'asino Pippo, le pecore, una Nerina e l'altra Bianchina, poi ci sono agnellini, pulcini, colombini, galline e tutti gli animali della fattoria.</div><div>Sceglie anche i tre <b>Re Magi</b>: la giraffa Titina, il grosso cane Ugo e per ultimo Dino, l'elefantino &nbsp;bianco.</div><div>Per l'angelo, la <b>nonna </b>sceglie la farfalla Gelsomina, molto bella, con le sue ali bianche e blu, proprio come un angelo.</div><div>Manca il personaggio più importante, ma per la nonna &nbsp;nessuno è all'altezza del suo Gesù Bambino, ma...accadde qualcosa.</div><div>Mentre la nonna era nella sua grande cucina a preparare i biscotti e le torte, si sentì chiamare da una vocina piccina piccina.</div><div>Si girò e vide un bel pulcino piccolo piccolo con due occhietti neri e un becco marrone e tante piume gialle.</div><div>Era così gonfio di piume che sembrava un bel gomitolo di lana gialla.</div><div>Finalmente la nonna aveva trovato il suo Gesù Bambino.</div><div>Cari bambini, la favola è terminata, ma io vi consiglio di visitare il mio presepe, perché...un presepe così solo da nonna Gina puoi trovare.</div><div>Io e tutti i protagonisti della favola vi auguriamo un felice e gioioso Santo Natale.</div><div>Nonna Gina. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WFkO71yF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Dec 2016 10:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[VENA ARTISTICA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_w3248a32"><div><img class="image-3" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/vena-artistica.webp"  title="" alt="" width="479" height="359" /><br></div><div><br></div><div>C'è un “<b>vaso sanguigno</b>” che non tutti gli individui possiedono all'interno di quel sistema circolatorio deputato al trasporto e rifornimento di ossigeno e nutrimento al <b>corpo </b>e alla <b>mente</b>. E' la <b>vena artistica</b>, non rara, ma speciale da rendere rari, di attitudine o propensione innata, molto spesso trascurata o ignorata, da &nbsp;far perdere di vista la fantastica opportunità che la vita offre, di diventare artisti. Essa, la vena artistica, è posta accanto al <b>cuore</b>, lì dove nascono le emozioni che poi giungono alla mente, per dare vita alle intuizioni e idee non comuni e scontate, ma geniali e personalizzate. Se la scuola, a differenza di altri contesti televisivi, oggi molto in voga, non può essere un talent show, è pur vero che ha il dovere di incoraggiare l'estro, la <b>fantasia</b>, e la creatività di chi, in possesso di questa vena pulsante, merita altrettanta attenzione di chi sia pur brillantemente, si limita ad obbedire alle normali regole di apprendimento ed a dimostrare in modo lineare il suo sapere e saper fare. Che mondo sarebbe senza <b>l'arte </b>di fare arte? Solo un ciclo e riciclo di espressioni già viste e riviste e di emozioni già provate e dimenticate. Se la tecnologia è giusto che avanzi, l'arte dovrà pure sempre avanzare, grazie all'artista che ne è protagonista. Quel <b>bambino </b>che un tempo suonò uno strumento senza che alcuno glielo avesse mai insegnato. O quello che danzò con passi sconosciuti, o scrisse poesie di versi inventati. E' lì il terreno fertile da coltivare! E' lì la vena artistica da irrorare! E sarà stato un delitto mortificare, piuttosto che incoraggiare. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WFfyX1yF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a> Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti </div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 14:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL VALORE DELLA CAREZZA]]></title>
			<author><![CDATA[Patrizia Castellano]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_js138456"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/valore-della-carezza.webp"  title="" alt="" width="487" height="324" /><br></div><div><br></div>La <b>carezza </b>è un ‘dono’, è un incontro di sguardi, è un guardarsi oltre il tatto, è una emozione che ti rimane dentro per sempre. La carezza è un transfert di <b>emozioni</b>, è un ‘mi prendo cura di te’, con la carezza si apre un mondo. Quando si accarezza un cane si apre un canale comunicativo, per un <b>bambino</b>, spesso, è spontaneo avvicinarsi per coccolarlo e interagire con lui; a questo punto mi verrebbe spontaneo dire: “mamme insegnate loro il valore di una carezza”. I <b>cani</b>, in quanto soggetto, mal sopportano essere toccati all’improvviso, senza una motivazione, soprattutto se la carezza la ricevono da un estraneo; per loro è un invadere il loro <b>mondo</b>, un violarlo, non rispettarlo. Il cane si fida di noi, non deludiamolo. Per rendere più comprensibile la sensazione che provano, immaginate se un estraneo si avvicinasse all’improvviso e vi facesse una carezza, sicuramente avreste una brusca reazione. I nostri amici cani sono molto simili a noi: pensano, soffrono, amano... La carezza in pet therapy si basa sul rapporto che si crea tra l’animale e il bambino, quello che potremmo definire: ‘Magia Emotiva’. La carezza è comunicazione, quando accarezziamo un cane, gli stiamo comunicando gioia, paura, rabbia, dolore, piacere, timore, dolcezza, timidezza; con una carezza ci presentiamo al cane; una carezza è <b>amore </b>che va oltre le parole…arriva dritta al cuore. Viene insegnato al piccolo utente come avvicinare e interagire con il cane, stabilite le giuste condizioni i due relazioneranno, trasmettendosi l’un l’altro emozioni. Ci sono aree del corpo in cui il cane non ama essere accarezzato, quelle che, in pedagogia cinofila, vengono definite zone calde, come testa, coda, <b>zampe </b>e piedi, al contrario le zone fredde, dove la carezza è più gradita, dal collo alla groppa compresi i fianchi, sotto il mento, il petto e l’addome. La carezza è un premio, il cane deve sapere perché lo stiamo accarezzando e darà un significato anche all’intensità della stessa, in maniera diversa per ognuno di noi. Qualcuno potrebbe chiedersi: perché il cane in Pet Therapy si lascia accarezzare senza provare disagio? Perché l’operatore fa da mediatore tra l’utente e il pet, instaurando una relazione empatica, rispettando la loro alterità. Il bambino torna a casa felice con la voglia di ritornare al più presto ad accarezzare il suo amico a <b>quattro zampe</b>, con la certezza che il cane continuerà a donargli un concerto di “Magiche Emozioni”. Dunque, quando accarezziamo il cane, diamo “Valore ad una Carezza”.<div><br></div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-medico-veterinario-online-a-trani.php#.WFQkMVyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Patrizia Castellano</a></b></div><div>Operatore Pet Therapy</div><div>Operatore in Zooantropologia Didattica , Educatore Cinofilo &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “<a href="http://tiny.cc/pettherapy" rel="help" target="_blank" class="imCssLink">Pet-therapy e Sociale"</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 17:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA NONNA E BABBO NATALE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_q732860g"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/babbo-natale.webp"  title="" alt="" width="471" height="353" /><br></div><div><br></div>Luigina era una bella <b>bambina </b>che viveva con tutta la sua famiglia in una grande casa in campagna. I suoi amici erano tantissimi, trascorreva con loro, dopo la <b>scuola</b>, ore piene di giochi e di tantissime risate. Luigina aveva un sogno grandissimo: voleva conoscere <b>Babbo Natale</b>, ma erano trascorsi tantissimi anni in cui lei aveva sempre scritto la sua bella letterina ma niente...mai una risposta. Oggi Luigina non abita più in quella grande casa: ora lei è una <b>nonna </b>con tanti nipoti, scrive favole, prepara dolci, adora i suoi otto gatti ed ha un cane di nome Fred che ogni giorno rischia di farle del male in segno di affetto, non rendendosi conto che la nonna è piena di acciacchi e ha le ossa fragili.<div>Si dice che, ad una certa età, i <b>sogni </b>svaniscono, ma quello della nonna resiste nel tempo.</div><div> Anche quest'anno &nbsp;ha scritto la sua lettera chiedendo a Babbo Natale un regalo grandissimo: esaudire il suo sogno! Sì, nonna Luigina ha un grande sogno: aiutare Babbo Natale e i suoi elfi a preparare i <b>regali </b>per tutti i bambini del mondo.</div><div>Ormai mancava poco al Natale e la nonna stava organizzando il pranzo per il grande giorno, come al solito sarebbero stati in tanti e voleva preparare un pranzo con i fiocchi. Era un po’ triste, perché non aveva ricevuto nessuna risposta alla sua lettera. Presa dai preparativi non si accorse dei rumori che provenivano dal giardino, ma Fred abbaiava a più non posso.</div><div>Infastidita da tutto quel baccano uscì e rimase senza parole!</div><div>Al centro del giardino c'erano due renne con un grande <b>elfo </b>vestito di verde che, appena la vide, si avvicinò e le disse: “sono giorni che giriamo intorno a Trani, ma nessuno conosce la tua casa, finalmente abbiamo incontrato due gattini che ci hanno accompagnato da te. Ora leggi con calma, perché noi e lui aspettiamo una &nbsp;tua risposta”. Bambini, non ci crederete ma Babbo Natale chiedeva alla nonna di aiutarlo a preparare i regali per tutti i bambini del <b>mondo </b>e se avesse accettato avrebbe inviato due elfi che l'avrebbero condotta in Lapponia nella sua casa.</div><div>La nonna rispose subito di sì, erano moltissimi anni che aspettava questo momento e finalmente era arrivato.</div><div>Così la mattina dopo le <b>renne </b>arrivarono, all'alba la nonna salutò tutti e salì sulla slitta che ad un cenno delle renne partì, anzi volò; sì la nonna stava volando e il mondo dall'alto era bellissimo, così come era bello l'arcobaleno con i suoi meravigliosi <b>colori</b>.</div><div>Finalmente la slitta si fermò in una grande radura piena di alberi di Natale e in mezzo ai tanti alberi vestiti a festa c'era la grandissima casa di Babbo Natale.</div><div>La nonna era senza parole: il suo sogno si era avverato.</div><div>La nonna infatti non credeva ai propri occhi: era con Babbo Natale sulla sua <b>slitta </b>e volava con lui con tanti regali.</div><div>Ora, cari bambini, anche per voi si avvicina il Natale, io vi consiglio di guardare dalla finestra il giorno della vigilia, perché potreste vedere la slitta di Babbo Natale con a bordo nonna Gina che vi porta i regali.</div><div>Se dovesse succedere, vorrei saperlo.</div><div>Buon Natale a grandi e piccini da parte della vostra nonna Gina.</div><div>P.S. &nbsp;Non smettete mai di sognare! </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WFGLqVyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 14 Dec 2016 18:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PAROLA, ALTERITA’, ASCOLTO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4w6f46w2"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/alterita-ascolto.webp"  title="" alt="" width="477" height="318" /><br></div><div><br></div>“Io, esperisco in me, entro il mio vivere coscienziale, puro e trascendentale, il mondo &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;insieme agli altri; ed è nel senso di questa esperienza che io non ho esperienza del mondo e degli altri quasi come mie informazioni sintetiche private, ma che esperisco il mondo, &nbsp;in &nbsp;quanto a me estraneo, come intersoggettivo, un mondo che è per tutti”. <b>Husserl. </b>Indipendentemente dal messaggio e dal significato, il parlare della comunicazione è già contatto. Il significato non è importante, perché è la prossimità all'altro che già di per se stessa significativa. La <b>comunicazione </b>che avviene tra consulente e consultante è prossimità, contatto, coinvolgimento; una prossimità che è un essere per l'altro che riconosco nella sua corporeità e nei confronti del quale mi pongo in un atteggiamento di responsabilità. "Senza linguaggio", scrive Stark, “vi può essere coscienza ma non conoscenza delle cose; tutta la nostra <b>conoscenza </b>risiede nelle parole e dunque nella vita sociale". È attraverso le parole che la consulenza filosofica consente la definizione del mondo. La parola che io pronuncio nella relazione intersoggettiva va a fissare la mia esperienza, che l'altro può, ascoltando, fare sua. Dunque, dalla soggettività della comunicazione <b>all'oggettività </b>di qualcosa a cui tutti possono attingere e di cui possono usufruire. Di per sé "<b>l'espressione</b>" parla della impossibilità di riconoscere il soggetto autosufficiente e lo apre all'alterità. L'espressione è già dialogo, implica la comprensione e l'attenzione dell'altro al quale non si chiede una decodificazione o una interpretazione, bensì una "comprensione rispondente". Ecco il valore della consulenza <b>filosofica</b>: comprensione dell'altrui disagio, riconoscimento del comune destino.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.WFGKqVyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 14 Dec 2016 18:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il bambino deve sviluppare le abilità alimentari. Spieghiamo come]]></title>
			<author><![CDATA[Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_rb7cvbgk"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">“Il periodo critico è una finestra di tempo limitata in cui il </span><b class="fs12lh1-5">bambino </b><span class="fs12lh1-5">va incoraggiato a fare esperienza </span><b class="fs12lh1-5">alimentare </b><span class="fs12lh1-5">per creare le basi per una sana alimentazione“ (Appetite57 – Vereijken). La funzione </span><b class="fs12lh1-5">alimentare </b><span class="fs12lh1-5">come tutte le altre funzioni evolutive, progredisce attraverso tappe specifiche che il bambino deve raggiungere in un tempo definito. Tuttavia gli step che portano il bambino a spostarsi e ad alimentarsi con la competenza di un </span><b class="fs12lh1-5">adulto </b><span class="fs12lh1-5">non sono così rigidi e potrebbero verificarsi diversamente. Questo può dipendere da un’infinità di variabili tra cui le esperienze a cui viene sottoposto il bambino, la capacità di tollerare gli </span><b class="fs12lh1-5">stimoli</b><span class="fs12lh1-5"> sensoriali, il carattere, le credenze culturali, l’ambiente sociale nonché le preferenze individuali che vanno considerate e accolte. Prendendo in considerazione la facilità con cui il bambino in via di sviluppo acquisisce le competenze necessarie alla funzione di alimentazione, è facile pensare che ci sia un periodo ottimale in cui il cervello è particolarmente plastico e reattivo ad apprendere le abilità di alimentazione. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Tutte le funzioni </span><span class="cf1"><b>dell’essere </b></span><span class="cf1">umano presentano dei periodi critici. Il periodo critico per l’acquisizione della funzione alimentare è la fascia di età 0-3 anni. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Questo è il momento maggiormente favorevole per imparare a mangiare e avere un’alta disponibilità ad acquisire:</span></div><div> &nbsp;</div></blockquote><div><div><ul><ul><li>i gusti, inclusi quelli poco amati dai bambini, come le verdure;</li><li>le diverse consistenze degli alimenti;</li><li>le <b class="fs12lh1-5">abilità </b><span class="fs12lh1-5">motorie orali come la masticazione, bere dal bicchiere, succhiare dalla cannuccia</span></li><li>le sane abitudini alimentari. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</li></ul></ul></div></div><blockquote><div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div>Passati gli anni del periodo critico il cervello può continuare a sostenere l’acquisizione delle abilità di alimentazione, tuttavia, potrebbe servire al bambino maggior tempo e numero di esperienze per l’acquisizione di tali competenze.</div></div><div><div><br></div></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/insegnare-cibo-ai-bambini.webp"  title="" alt="" width="690" height="459" /><br><blockquote><div><div><br></div></div><div><div>La mancata o poca pratica della funzione alimentare potrebbe negli anni successivi generare problemi come il rifiuto dei cibi solidi, <b>alimentazione </b>selettiva, tempi del pasto allungati e dinamiche comportamentali alterate. Pertanto è necessario che il piccolo abbia esperienza diretta e positiva con gli stimoli alimentari. Il <b>genitore</b> è responsabile dell’organizzazione ambientale e delle esperienze che il bambino fa, per cui influisce notevolmente sul suo apprendimento. È pertanto fondamentale guidarlo e sostenerlo in modo adeguato in questo percorso.</div></div><div><div><br></div></div><div><div> &nbsp;</div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.WE725FyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras</a></b></div></div><div><div>Logopedista</div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Per comprendere oltre le parole...</div></div></blockquote><div><div><br></div></div></div><a href="https://youtu.be/IQIWZtqlLwg">https://youtu.be/IQIWZtqlLwg</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 19:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[LANTERNA CENTROTAVOLA]]></title>
			<author><![CDATA[Simona Cassanelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2k768rg2"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/lanterna-centrotavola.webp"  title="" alt="" width="486" height="364" /><br></div><div><br></div>Il <b>Natale </b>è vicino ed oggi, per arricchire le vostre tavole, vi proponiamo un simpatico tutorial che donerà ancora più magia ai momenti da trascorrere insieme, alla luce di una bellissima <b>lanterna </b>‘fai da te’. Per realizzare la lanterna di Natale occorre il seguente materiale: una bottiglia in plastica trasparente, un rotolo vuoto di carta igienica, del cartoncino rosso, verde e bianco, colla vinilica, pennarelli ed infine forbici. Procedimento: tagliare la bottiglia di plastica trasparente a metà. Preparare la <b>candela </b>con il rotolo di carta igienica rivestito con carta bianca, disegnare la fiammella e applicarla con colla. Inserire la candela nella bottiglia e fissarla con colla vinilica. Rivestire la parte superiore della bottiglia con un cono di cartoncino rosso in modo da sembrare una lanterna. Decorare la lanterna con strisce di cartoncino rosso applicate con colla vinilica nella parte frontale della lanterna. Decorare la parte superiore con delle foglioline di vischio ricavate dal cartoncino verde. Decorare a piacimento con glitter o pennarello dorato. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Ed ecco costruita la LANTERNA <b>CENTROTAVOLA </b>DI <b>NATALE</b>.<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/creare-bellezza-attraverso-carta-colla-e-fantasia.html#.WE70YFyF9f4" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/creare-bellezza-attraverso-carta-colla-e-fantasia.html#.WE70YFyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Simona Cassanelli</a></b> - educatrice</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire "Spirito Artistico" su <a href="http://tiny.cc/arte " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/arte </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 18:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[UN EDUCATORE SPECIALE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_606s5b8y"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/educatore-speciale.webp"  title="" alt="" width="475" height="350" /><br></div><div><br></div>E’ un giorno qualunque del mese di dicembre in una V classe di una <b>scuola </b>elementare e tutti i <b>bambini </b>attendono con ansia ed emozione l’arrivo di un collaboratore scolastico “F.Z.”: devono intervistarlo, come dei veri giornalisti, così mi riferiscono. Ma qual è il motivo di tale intervista? Una passione che da sempre caratterizza quest’uomo: riprodurre monumenti utilizzando cartone da riciclo. In occasione del Natale, quest’anno, ha voluto regalare alla scuola elementare, nella quale lavora ed agli alunni, &nbsp;un <b>presepe </b>artistico a dir poco meraviglioso. Ma torniamo al momento dell’intervista... “F.Z.” si siede in aula, visibilmente emozionato e la magia comincia.I bambini iniziano a porgli delle domande riguardanti la sua vita e l’uomo incomincia a raccontare della sua infanzia. Riferisce di aver iniziato a lavorare sin da piccolo: “ai miei tempi non tutti avevano la possibilità di studiare, molti, come me, già all’età di 12 anni lavoravano. Perciò la prima cosa che vorrei dirvi, cari bambini, è di <b>studiare </b>per poter avere un futuro migliore”. Alla domanda posta dai piccoli giornalisti:”come è nata la sua passione?” con occhi lucidi risponde: “sono sempre stato innamorato della Cattedrale della mia Città, Trani, perciò un giorno provai a riprodurre questo monumento utilizzando del cartone da riciclo. La mia è una passione innata direi, ma questo non significa che io non l’abbia coltivata, anzi, giorno dopo giorno mi impegnavo, affinché le mie opere fossero realizzate sempre meglio. Fu così che iniziai a cimentarmi nel riprodurre anche altri monumenti: il Monastero di Colonna, sempre di Trani, il Colosseo, la Torre Eiffell, la Cattedrale di Lourdes...”. Successivamente il collaboratore scolastico “F.Z.” ha provato a realizzare presepi artistici perché come egli stesso racconta: “il presepe è ciò che sta sempre nei nostri cuori.” L’intervista si conclude con questo suggerimento del signor “F.Z.”, a mio avviso, insegnamento importantissimo per tutte le generazioni: ”ragazzi, in ognuno di noi vivono delle passioni, la fortuna sta nell’incontrare qualcuno o qualcosa che riesca a tirarle fuori ed a noi spetta il compito di coltivarle. Questo comporta sicuramente sacrificio e fatica, ma vi assicuro che la soddisfazione che ne deriva è indescrivibile.” Grazie a questa intervista sono sicura che non solo i bambini, ma anche gli <b>insegnanti </b>hanno potuto vivere un’esperienza di vita importante che ricorderanno per sempre. La scuola dovrebbe essere un luogo privilegiato, affinché l’alunno possa scoprire le proprie passioni ed i propri talenti, grazie all’aiuto ed al supporto di insegnanti ed educatori, in modo da poterli coltivare e crescere, apprendendo non solo nozioni, ma soprattutto valori su cui fondare la propria identità.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.WE7yv1yF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b>, Psicologa Clinica</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 18:52:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?un-educatore-speciale</link>
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			<title><![CDATA[ASCOLTARE NEL RUMORE: UNO DEI VANTAGGI DELL’UDITO BINAURALE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_737vntk4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/vantaggi-del-binaurale.webp"  title="" alt="" width="485" height="323" /><br></div><div><br></div>Nel precedente articolo si è evidenziato l’importanza dell’ <b>udito binaurale </b>come la capacità di fondere e sintetizzare i segnali differenti che giungono alle due orecchie in un unico segnale. Andremo adesso ad approfondire i vantaggi che si hanno ascoltando con entrambe le <b>orecchie</b>. In primo luogo vi è la capacità di orientamento nello spazio, ovvero la possibilità di identificare la direzione di un suono, per poi reagirvi di conseguenza. Se, ad esempio, una persona ci chiamasse da destra, quasi ‘istintivamente’ noi sapremmo dove girarci per rispondere. L’input da ambedue le orecchie si rivela quindi necessario per percepire la provenienza di un <b>suono</b>. La capacità di prestare attenzione selettivamente a suoni o voci specifiche e distinguere informazioni sonore importanti, anche in ambienti di ascolto difficili, possono essere riunite sotto un’unica voce: “comprensione della voce nel <b>rumore</b>”. La capacità dell’ascoltatore di isolare gli elementi di un suono complesso o di una sequenza di suoni è quel fenomeno che in <b>Psicoacustica</b>, Linguistica e Psicologia della comunicazione viene definito Effetto <b>cocktail party</b>, &nbsp;detto anche ascolto critico. Quest’effetto è un aspetto dell’ascolto intenzionale e con questo meccanismo il rapporto tra segnale (ciò che interessa ascoltare) e rumore di fondo &nbsp;può essere migliorato (fino a 15 dB) consentendo all’ascoltatore di concentrarsi su una conversazione anche in presenza di molte persone che parlano contemporaneamente. Più in generale possiamo parlare di effetto cocktail party quando focalizziamo la nostra attenzione su una singola componente di un evento sonoro. <b>L’ascolto </b>critico o selettivo, ovvero la possibilità di focalizzarci sul messaggio vocale in presenza di rumore, è quindi la prerogativa &nbsp;del sistema uditivo che è in grado di sopprimere l’interferenza causata dal rumore ambientale. Sostanzialmente succede che attraverso l’ascolto binaurale necessitiamo di uno sforzo minore per seguire una conversazione, rispetto a quando udiamo con un solo orecchio.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.WEsBbVyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Pagnotta Giorgio</a></b> Audioprotesista Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Dec 2016 19:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[AVIVA COMMUNITY FUND- SECONDA EDIZIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ux5c8086"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/community-fund.webp"  title="" alt="" width="473" height="334" /><br></div><div><br></div>Aviva Italia Holding S.p.a organizza una iniziativa a scopo benefico e sociale denominata “<b>Aviva Community Fund</b>” al fine di individuare progetti di utilità sociale a cui destinare un contributo economico. La presente attività è da intendersi esclusa dalla disciplina sulle manifestazioni a premio in quanto rientra nell’ipotesi di esclusione di cui alla lettera E comma 1 art. 6 del D.P.R. n. 430/2001. I benefici in palio, infatti, consisteranno in <b>devoluzioni </b>destinate ad Associazioni di Utilità Sociale. <b>Aviva Community Fund</b> offre, dunque, la possibilità di dare un sostegno economico per una causa importante nelle comunità italiane. Basta presentare un progetto a sostegno di un’organizzazione <b>non profit</b> dal 1 dicembre 2016 al 16 febbraio 2017 e raccontare come questo possa fare davvero la differenza. I progetti più votati raggiungeranno la finale e una giuria stabilirà il vincitore per ciascuna delle 18 donazioni previste. Aviva Community Fund supporta piccoli e grandi progetti a favore del territorio italiano con donazioni fino ad € 15.000 nell’ambito di tre diverse categorie: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>-IN CAMPO PER <b>L’INFANZIA </b>E PER I <b>GIOVANI</b>. Progetti di: <div>- tutela e protezione dell’infanzia e dell’adolescenza; </div><div>- prevenzione del cyber-bullismo e sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema, oltre che supporto alle vittime di <b>bullismo </b>online ed offline; </div><div>- formazione su temi di educazione <b>civica </b>e sicurezza stradale caratterizzata da un approccio metodologico innovativo (es. peer to peer, coinvolgimento attivo dei destinatari) e /o da utilizzo di strumenti tecnologici. </div><div>-SOSTEGNO ALLA <b>SALUTE</b>. Iniziative orientate: </div><div>- al sostegno della <b>ricerca </b>scientifica; </div><div>- alla <b>prevenzione </b>e alla tutela della salute e alla promozione del benessere psico-fisico; </div><div>- al supporto delle persone con <b>disabilità</b>. </div><div>- INSIEME PER IL <b>TERRITORIO</b>. Progetti improntati alla riqualificazione di spazi urbani o rurali a fini sociali. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Complessivamente l’Iniziativa avrà durata dal 1 dicembre 2016 al 10 maggio 2017 e, nello specifico: </div><div>Fase 1 – Candidatura progetti dal 01/12/2016 (h.10.00) al 16/02/2017 (h 18.00); &nbsp;&nbsp;Fase 2 – &nbsp;Votazione progetti &nbsp;dal 02/03/2017 (h.10.00) al 30/03/2017 (h.18.00); &nbsp;&nbsp;Fase 3 – &nbsp;Annuncio finalisti &nbsp;l’11/04/2017; </div><div>Fase 4 – &nbsp;Annuncio vincitori il 10/05/2017. </div><div>La partecipazione è gratuita. Per partecipare è necessario collegarsi al sito - community-fund-italia.aviva.com - e registrarsi con un indirizzo email, una password da utilizzare per i successivi accessi e i dati personali richiesti. L’Iniziativa si rivolge a tutti i cittadini <b>maggiorenni </b>residenti o domiciliati sul territorio italiano. I minori di 18 anni potranno partecipare all’Iniziativa esclusivamente per la votazione dei progetti. Il <b>progetto </b>candidato deve essere ricondotto a un'organizzazione che: sia non profit; sia stata costituita da almeno 1 anno (prima del 01/12/2015); abbia sede in Italia; soddisfi i requisiti minimi di Due Diligence (ai progetti finalisti verrà richiesto di fornire ulteriore documentazione al fine di &nbsp;valutare l'attività dell'azienda/requisiti di onorabilità e solidità).<div><br></div><div> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html" target="_blank" class="imCssLink">dott. Vincenzo Dibari</a></b> Commercialista &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3PbcBKf5uE" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Dec 2016 17:13:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?aviva-community-fund--seconda-edizione</link>
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			<title><![CDATA[COS’ E’ L’ INSUFFICIENZA DI CONVERGENZA?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Deborah Faggella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_fv8d92ua"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/insufficenza-di-convergenza.webp"  title="" alt="" width="487" height="175" /><br></div><div><br></div>La <b>convergenza</b> è un movimento sincrono degli <b>occhi</b> verso il naso e viene attivata durante la visione di uno stimolo da vicino. L'insufficienza di convergenza (CI) è un disturbo della <b>visione </b>binoculare molto comune: si può definire come un problema di collaborazione degli occhi per cui, uno dei due ha una forte tendenza a deviare verso l'esterno durante la lettura o mentre si svolgono lavori da vicino. Può causare visione doppia) per cui il soggetto esercita uno sforzo supplementare per riportare gli occhi sull’oggetto di interesse; questo sforzo eccessivo può causare sintomi frustranti che interferiscono con la capacità di leggere e lavorare da vicino. L’insufficienza di convergenza è spesso associata ad una varietà di <b>sintomi </b>tra cui: affaticamento visivo, mal di testa,visione offuscata, diplopia (visione doppia), sonnolenza, difficoltà di concentrazione, instabilità delle parole durante la lettura e perdita di comprensione che si manifesta dopo brevi periodi di lettura o di attività svolte a distanza ravvicinata,chinetosi e/o vertigini. I difetti di convergenza sono tra le prime cause di <b>emicrania</b> soprattutto serale, di instabilità d’equilibrio, caduta frequente (soprattutto del bambino e dell’anziano), diplopia, distorsione della caviglia, difficoltà di concentrazione nella lettura, di maldestrezza. Il deficit di convergenza può avere origine <b>oculare</b>, oppure può essere l’espressione di un adattamento visivo ad un’altra causa per esempio a livello dell’apparato stomatognatico(relativo alla masticazione)o podalico(relativo all’appoggio del piede). In particolare le cause possono essere dovute ad un focolaio dentale o a un disturbo dell’occlusione mandibolare oppure legate a traumi cranici, distorsioni cervicali, malattie autoimmuni, frattura della colonna vertebrale, ecc... <b>L’ipoconvergenza</b> oculare, quindi: <div><span class="fs16">- promuove le &nbsp;disfunzioni posturali perché coinvolge le diverse strutture osteo-mio-articolari favorendo una posizione anomala del capo: il <b>paziente </b>con questa disfunzione assume posizioni di compenso posturale, limitando la rotazione del capo dal lato dell’occhio con difficoltà di convergenza e inducendo un’inclinazione del capo che compromette il tratto cervico-dorsale con conseguente torsione del cigolo scapolare, disallineamento della spalla e limitazione di tutti i movimenti del collo; </span></div><div><span class="fs16">- interferisce nell’apprendimento causando difficoltà di attenzione e concentrazione durante la lettura in quanto l’impegno del cervello è quello di non vedere doppio,per cui comprendere ciò che si legge diventa secondario. Non è insolito per una persona con insufficienza di convergenza, l'atteggiamento di coprire o chiudere un occhio durante la <b>lettura</b>, per alleviare la confusione o la diplopia. Un semplice <b>test </b>che permette di valutare la presenza di questa disfunzione consiste nell’avvicinare la punta di una matita verso la radice del naso: se i due occhi seguono la mira contemporaneamente non è presente un deficit di convergenza; se invece uno dei due occhi perde la <b>fissazione </b>deviando verso l’esterno mentre l’altro continua a mantenerla, è presente una ipoconvergenza oculare (esempio immagine). I trattamenti consigliati sono quello passivo,mediante l’uso di lenti prismatiche o quello attivo ovvero terapia visiva in studio. La ricerca visiva condotta dal <b>National Eye Institute</b> ha dimostrato che la terapia visiva in studio è il trattamento di maggior successo; la <b>terapia </b>visiva domiciliare, invece, basata sugli inseguimenti della matita,è un trattamento molto spesso consigliato, ma gli studi scientifici ne hanno dimostrato l’inefficacia.</span><br></div><div><div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-relazione-tra-occhi-e-postura.html#.WErgjFyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Deborah Faggella</a></b>, Ortottista e Assistente in Oftalmologia &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Dec 2016 16:44:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?cos--e--l--insufficienza-di-convergenza-</link>
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			<title><![CDATA[MAGIA DEL NATALE ANCHE A TAVOLA]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_im4h7kne"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/magia-del-natale.webp"  title="" alt="" width="500" height="500" /><br></div><div><br></div>Quasi in tutte le case, l'8 <b>Dicembre</b>, ossia il giorno si celebra <b>l'Immacolata </b>Concezione, per la gioia di grandi e piccini, si fa l'albero di Natale, c'è un tripudio di palline colorate e ghirlande. &nbsp;Noi quest'anno, oltre a fare <b>l'albero </b>di Natale classico, abbiamo voluto farlo di biscotti: un dolcissimo &nbsp;e inconfondibile profumo di cannella, un mare di stelle, zucchero verde e la dolce magia del <b>Natale </b>è a tavola!<div><br></div><div><br><div> </div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b> Cake designer - delegata provinciale Bari FIAB</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Spirito Artistico" su <a href="http://tiny.cc/arte" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/arte</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Dec 2016 16:40:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?magia-del-natale-anche-a-tavola</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[L’ALBERO DI NATALE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_10fb9i31"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/albero-di-natale.webp"  title="" alt="" width="460" height="325" /><br></div><div><br></div>Un Alberello di <b>Natale</b> si mette all'improvviso a camminare,<div>afferra con il ramo un valigione e si dirige in fretta alla stazione.</div><div>Prende un biglietto per il Monte Bianco, poi si sdraia in cuccetta perché è stanco.</div><div>I viaggiatori che gli sono vicini gli chiedono di spegnere i lumini.</div><div>Quando arriva in montagna &nbsp;<b>l'alberello </b>scende dal <b>treno </b>con valigia e ombrello.</div><div>Deve trovare presto un posticino sul Monte Bianco accanto ad un altro Pino.</div><div>“Cosa hai fatto?”, gli chiedono i fratelli, chi ti ha abbandonato con tutti quei gioielli?</div><div>“Sono stati i <b>bambini </b>a farmi festa, mi hanno messo una corona in testa,</div><div>ma avevo tanta nostalgia e ho deciso di venire via.</div><div>Volevo i miei monti, le mie stelle, le favole del vento così belle.</div><div>Volevo la vostra <b>compagnia </b>ed è per questo che son venuto via.</div><div>“...E ora”, gli chiedono gli amici che di averlo vicino son felici,</div><div>“cosa farai con tutti quei lumini?”</div><div>“Farò luce d'inverno agli uccellini”.</div><div>Cari bambini la favola di albero &nbsp;è terminata, io vi saluto, vi ringrazio per l'attenzione e vi invio tantissimi bacini. </div><div>Nonna Gina &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WEg6eVyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Dec 2016 16:32:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-albero-di-natale</link>
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			<title><![CDATA[UNA TECNICA DI RESPIRAZIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_f9k0mk11"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/tecnica-di-respirazione.webp"  title="" alt="" width="479" height="299" /><br></div><div><br></div>Ben ritrovati! In tutti i miei precedenti articoli, credo di aver abbracciato diversi aspetti che riguardano il benessere ed anche lo “<b>Sviluppo </b>personale” (Sport ed altro). Ora siamo al punto che tutto ciò che può essere detto, è stato detto. Oggi vedremo una tecnica molto comune tra gli Yogi, e non, che è la respirazione “<b>Quadrangolare</b>” o in 4 Tempi. Questa tecnica si divide in 4 fasi: <div>- &nbsp;<b>Inspirazione</b>; </div><div>- &nbsp;<b>Trattenuta</b> dell’aria; </div><div>- &nbsp;<b>Espirazione</b> completa; </div><div>- &nbsp;<b>Trattenuta</b> dello stato di vuoto. </div><div>Prima di cominciare si espira completamente l’aria che già è nei nostri polmoni, poi si passa <b>all’inspirazione </b>contando fino a quattro secondi circa. L’aria va successivamente trattenuta per altri 4 tempi, per poi essere espirata sempre in 4 tempi. Infine si resta con i <b>polmoni </b>vuoti sempre per 4 tempi. Questa tecnica può essere eseguita per 5 minuti. L’importante è non sentire fatica durante la tecnica. In tutto deve avvenire con una certa facilità. I benefici di questa respirazione non sono soltanto fisici ma anche mentali e psichici. La prima cosa che si può notare è uno stato di tranquillità e un abbassamento del <b>battito </b>cardiaco. Se praticata da sdraiati, concilia il sonno… Se invece non si desidera dormire, allora andrebbe praticata da seduti su una sedia o a terra, cercando di non inarcare la spina dorsale. La prima fonte di energia per il nostro corpo è il respiro, per cui, praticare qualche esercizio con esso, non può fare altro che bene a tutto l’organismo! Per oggi questo è tutto. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>E come sempre, se ci sono domande o proposte riguardo un nuovo articolo, potete sempre contattarmi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Buon proseguimento.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WEg5D1yF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Sport e disciplina" su <a href="http://tiny.cc/sportbambini" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/sportbambini</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Dec 2016 16:26:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?una-tecnica-di-respirazione</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[IN VIAGGIO VERSO LA PACE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ityxg77p"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/in-viaggio-x-la-pace.webp"  title="" alt="" width="466" height="350" /><br></div><div><br></div>Oggi mi ha ringraziato chiamandomi "mama". &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Mi sono commossa a tal punto che non ho messo la frutta sulla bilancia, ma continuavo a pigiare il tasto e, non avendo risposta, ho chiamato il commesso...che figura! <span class="fs12">Voglio dedicare a lui queste parole: </span><span class="fs12">“In viaggio verso la </span><b class="fs12">pace</b><span class="fs12">...</span><div>C'è stata <b>guerra</b>, qui da noi, c'è stato fumo e fuoco.</div><div>La pioggia cola ancora e macchia la città. Il vento solleva una grande nuvola di sabbia. Poi viene il temporale. Sotto i fulmini vanno macchine nere e cupe, fredde, tutte in una stessa direzione.</div><div>Come &nbsp;se scappassero. Solo la mia saluta, fa ciao con il parabrezza in faccia al sole. A fulmine risponde <b>Arcobaleno</b>.</div><div>Sono contento, anche se dentro il bagagliaio non vedo niente.</div><div>Siamo arrivati finalmente. L'arcobaleno tocca la mia auto, io lo rovescio in tutta la città. Chi guida frena a fondo e lascia che il colore invada tutto il mondo.</div><div>La macchina si ferma. Esco dal bagagliaio sono in questo nuovo Paese adesso.</div><div>Non piove più, niente guerra, si è fatto tutto chiaro. In questa casa gialla adesso dormo, seminascosto da una coperta bucata.</div><div>Ogni giorno tocco cose fresche e nuove, sono contento.</div><div>Se sbircio fuori li vedo. Sembrano ciottoli su una riva, o coriandoli in un prato.</div><div>Sono bambini, invece, come me che stanno giocando.</div><div>Adesso ci portano verso un altro campo di accoglienza.</div><div>Siamo contenti, noi bambini, perché i bus rossi in fila indiana sono vagoni di un trenino che ci porta a giocare...chissà dove.</div><div>Il sole scotta un poco sulla testa, certo, ma noi abbiamo cappelli di tutti i colori, per fortuna, e sotto i cappelli pensieri segreti.</div><div>Siamo arrivati. Ci fanno scendere, guardiamo il cielo che sembra smaltato di fresco e sorridiamo. Le nuvole ci guardano stupite, si chiedono chi siamo e quasi ci toccano le mani.</div><div>Cresciamo qui, adesso, in questo paese. <b>IN PACE</b>”.</div><div>Io mi auguro che la pace regni per sempre in tutti i paesi del mondo. &nbsp;&nbsp;</div><div>Nonna Gina.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WEg3SlyF9f4" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WEg3SlyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Dec 2016 16:18:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?in-viaggio-verso-la-pace</link>
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			<title><![CDATA[IL MINORE VA ASCOLTATO NEI PROCESSI CHE LO RIGUARDANO MA HA DIRITTO AD ASSISTENZA TECNICA]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_154nhi5l"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ascoltare-i-minori.webp"  title="" alt="" width="479" height="319" /><br></div><div><br></div>Il <b>giudice </b>ha l’obbligo di sentire i <b>minori </b>in tutti i procedimenti che li concernono, al fine di raccoglierne le opinioni, le esigenze e la volontà, salvo che egli motivi espressamente la non corrispondenza dell’ascolto alle esigenze del minore stesso, che quell’ascolto sconsiglino; in ogni caso, qualora particolari circostanze lo richiedano, l’obbligo può essere assolto anche indirettamente, attraverso una <b>delega</b> specifica a soggetti terzi esperti (Cass. 15 maggio 2013, n. 11687).<div>Cassazione civile, sez. I 12 maggio 2016.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b>Avv. Luca Volpe</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>per maggiori "Informazioni Legali": <a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/avvocatorisponde</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Dec 2016 14:34:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-minore-va-ascoltato-nei-processi-che-lo-riguardano-ma-ha-diritto-ad-assistenza-tecnica</link>
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			<title><![CDATA[GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DISABILITA’]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_20lr9m0h"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Chi mi conosce sa che sono un ragazzo </span><b class="fs12lh1-5">positivo </b><span class="fs12lh1-5">e sempre con il sorriso sulle labbra. Bene, sarò ancora più felice quando, un giorno, non esisterà più una giornata dedicata ai diritti dei </span><b class="fs12lh1-5">diversamente</b><span class="fs12lh1-5"> abili, perché vorrà dire che saremo considerati uguali ai </span><b class="fs12lh1-5">normodotati</b><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div>Non avrò più difficoltà nella mobilità e negli accessi a luoghi pubblici e privati, non ci saranno più <b>barriere</b> mentali ed architettoniche, insomma ci saranno pari diritti e doveri per "tutti" in una società completamente integrata.</div><div>Un sogno? No, io ci credo...</div><div>Per ora, Buona giornata internazionale della disabilità!</div></blockquote><div><br></div><div><blockquote><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-disabili-raccontano-la-loro-citta-di-trani.php#.WEV6pFyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b>, esploratore di vita &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div>Continuate a seguire "Diversabilità" su <a href="http://tiny.cc/diversabilita" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/diversabilita</a> e lasciateci i vostri commenti o suggerimenti! </div></blockquote></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Dec 2016 14:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ACCENDIAMO LA FANTASIA]]></title>
			<author><![CDATA[Matilde D'Addato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ly351u1l"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/tutorial-lume.webp"  title="" alt="" width="482" height="642" /><br></div><div><br></div>Ciao a tutti! Questa volta vi mostri cosa ho realizzato, sempre con del materiale di <b>riciclo</b>. L' oggetto in questione è un simpatico <b>lume</b> con delle caricature che si illuminano dando un'atmosfera simpatica all'ambiente. Passiamo alla pratica e ad elencare l'occorrente... Ho usato un astuccio di legno per la base del lume che ho dipinto a scacchiera e sul quale ho effettuato una fessura; il pezzo di una cartellina bianca di plastica, che ormai era da buttare, e sulla quale ho applicato un adesivo trasparente, su cui ho <b>disegnato</b>; dei pezzetti di legno che ho incollato per costruire il muretto sul quale ho disegnato il logo ed infine dietro ho montato l'impianto elettrico con lampadina ed interruttore usando la <b>colla</b> “vinavil” per incollare i pezzetti di legno. Successivamente ho bucato la scatola per infilare la lampadina: il risultato è stato fantastico e spero anche questa volta che l' idea vi sia piaciuta! Alla prossima!<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/come-raccontare-attraverso-disegni-e-colore.html#.WEV4x1yF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Matilde Daddato</a></b>, vignettista-fumettista</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire " Spirito Artistico " su <a href="http://tiny.cc/arte " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/arte </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Dec 2016 14:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ENDOMETRIOSI]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_60xz194f"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/endometriosi.webp"  title="" alt="" width="468" height="312" /><br></div><div><br></div><b>L’endometriosi</b> è una malattia infiammatoria cronica <b>benigna</b>, caratterizzata dalla disseminazione e crescita di tessuto endometriale in sedi <b>ectopiche</b>. L’endometrio ectopico è soggetto, come la <b>mucosa </b>uterina, allo stimolo ormonale ovarico, in particolare degli estrogeni, assumendo atteggiamenti proliferativi e funzionali simili a quelli che si verificano nell’endometrio normale. Le sedi più frequentemente interessate sono <b>l’ovaio</b>, i legamenti uterini (utero-sacrali, rotondi e larghi) ed il <b>peritoneo </b>del <b>Douglas</b>. L’infiammazione cronica causata dall’endometriosi determina un conseguente danneggiamento dei tessuti, portando alla formazione di <b>fibrosi </b>e aderenze che esitano in un sovvertimento dell’architettura anatomica, fonte di dolore pelvico cronico e sterilità. L’endometriosi è una malattia che colpisce <b>donne </b>in età fertile e tende a regredire in <b>menopausa</b>. L’eziologia non è ancora completamente conosciuta ma probabilmente si tratta di una malattia multifattoriale. La sintomatologia è caratterizzata da dolore pelvico cronico, specialmente in coincidenza delle mestruazioni (<b>dismenorrea</b>), dispareunia, disuria, alterazioni del ciclo, infertilità ed in alcuni casi, tumefazioni pelviche dolenti. La terapia dell’endometriosi dipende dalla gravità della malattia, da un eventuale desiderio riproduttivo e dall’età della donna: può essere medica, conservativa o demolitiva, a seconda della valutazione fatta dallo specialista <b>ginecologo </b>insieme alla paziente. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.WEV1JFyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Carlo Avantario</a></b> &nbsp;Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia</div><div> </div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "Maternità": <a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/ginecologorisponde </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Dec 2016 14:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[...NELLA SALA D’ATTESA DELL’OCULISTA...]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Alessandra Russo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_rd63bc9s"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/oculista.webp"  title="" alt="" width="474" height="267" /><br></div><div><br></div>Oggi non vi parlerò di patologie, né demonizzerò ulteriormente il tablet e lo smartphone (lo faccio già abbastanza in studio...); oggi vi parlerò di cosa succederà allorquando deciderete che è giunta l’ora di portare il vostro <b>bimbo </b>dall’oculista...o meglio...<b>dall’oculista </b>pediatrico. &nbsp;&nbsp;Innanzitutto serve che i genitori del bimbo compiano una buona preparazione da casa, che spieghino al piccolo paziente a cosa andrà incontro: i bambini di oggi, seppur così straordinariamente intelligenti, hanno bisogno di essere rassicurati e la <b>visita </b>dall’oculista è in realtà divertente, nulla verrà fatto loro di male; sarà un pomeriggio diverso, conosceranno loro coetanei, in visita come loro e soprattutto faranno una nuova esperienza. Importante è anche il ruolo di chi accompagna, che deve fornire informazioni importanti al medico, è preferibile quindi la presenza della <b>mamma </b>o del <b>papà</b>, almeno per il primo controllo, essenziale è infatti la raccolta anamnestica. Proverbiale, tempo fa, fu il bimbo di 12 anni alla cui mamma chiesi il peso alla nascita, lui mi guardò stranito:”Ma dottoressa perché fa questa domanda?”, scoprendo infine trattarsi di prematuro, 1,100 Kg alla nascita, con tutto ciò che questo comporta (rischio R.O.P., etc..). Ancora più importante è la questione dellle goccine! Non mi stancherò mai di dirlo: la visita senza gocce NON è una visita, è un controllo dell’acuità visiva che potreste fare tranquillamente in negozio, prima di scegliere la montatura alla moda. La visita oculistica prevede l’uso del collirio midriatico cicloplegico, specialmente in ambito pediatrico, collirio instillato fino a tre volte con l’attesa di ben 40 minuti. Evito ormai da tempo la prescrizione della ben nota Atropina, collirio da instillare a domicilio, per i possibili effetti collaterali &nbsp;e per il disturbo protratto (fino a 10 gg dopo la visita); d’altronde varie evidenze scientifiche hanno ormai accertato la sovrapponibilità dell’uso del più comune collirio cicloplegico all’Atropina. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Ma che cos’è la <b>cicloplegia</b> e perché è così tanto importante? Per cicloplegia si intende la paralisi farmacologica del muscolo ciliare; tale azione viene sviluppata dal collirio cicloplegico che, oltre a dilatare la <b>pupilla</b>, mette anche a riposo il muscolo che controlla la messa a fuoco del cristallino. In questo modo riusciamo ad avere una misurazione più precisa ed obiettiva del difetto visivo che nei bambini viene spesso essere alterata da un tono accomodativo particolarmente vivace. La prescrizione lenti in assenza di tale, imprescindibile atto medico (eh sì, solo il medico può somministrare colliri, perché solo il medico in quanto tale può gestire l’eventuale complicanza allergica...) è possibile foriera di errori grossolani se non, addirittura, dannosi per la salute oculare di vostro figlio, quindi: <b>OCCHIO </b>MAMME...è proprio il caso di dire. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Nel prossimo articolo andremo insieme a scoprire le altre fasi della visita oculistica pediatrica.<div><br> &nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----alessandra-russo---salute.html#.WEFOBlyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Alessandra Russo</a></b></div><div><br></div><div>Medico Chirurgo Oculista, perfezionata in Oftalmologia Pediatrica</div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;&nbsp;su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 02 Dec 2016 10:34:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?---nella-sala-d-attesa-dell-oculista---</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[DEPRESSIONE E INSONNIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7k5oj4j2"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/depressione-insonnia.webp"  title="" alt="" width="468" height="320" /><br></div><div><br></div>La <b>depressione </b>maggiore è un disturbo mentale dalle svariate sfumature clinicamente rilevanti. La persona affetta da tale disturbo, presenta persistente umore <b>triste</b> o irritabile, importanti variazioni nelle abitudini del dormire, dell'appetito e del movimento. Difficoltà nel pensare, della concentrazione, e della memoria; mancanza di interesse o piacere nelle attività che invece prima interessavano. Sentimenti di colpa, di inutilità, mancanza di speranze e senso di vuoto così come si presentano <b>pensieri </b>ricorrenti di morte o di suicidio.<div>I sintomi fisici come mal di testa, problemi di digestione, dolori persistenti e generalizzati., anch’essi persistenti, non rispondono alle cure mediche. Tra i sintomi più rilevanti vi è il disturbo del <b>sonno</b>. Nei pazienti con disturbo depressivo maggiore (DDM) le anomalie del sonno rappresentano caratteristiche cardini. Tra i disturbi del sonno vi è <b>l’insonnia</b>: si tratta di una difficoltà persistente per almeno un mese nell’iniziare o mantenere il sonno, con tempi di latenza di addormentamento e risvegli notturni di almeno 30 minuti, o risvegli mattutini precoci, con un tempo totale di sonno inferiore alle 6,5 ore, ed un’efficienza del sonno inferiore a 85%. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Esistono 3 tipi di insonnia: l’insonnia <b>iniziale </b>(quando il paziente fatica ad addormentarsi), <b>centrale </b>(caratterizzata da frequenti e sostenuti risvegli durante la notte) e <b>tardiva </b>(caratterizzata da risveglio mattutino precoce). Generalmente, quando una persona soffre di disturbi del sonno presenta, quasi sempre, tensione muscolare, pensieri negativi e molte abitudini comportamentali non salutari. Per queste ragioni, il medico saprà indicare un adeguato trattamento stabilendo le priorità tra un approccio farmacologico ed uno di tipo psicologico. In quest’ultima categoria, assai frequente è il ricorso alla psicoterapia <b>cognitiva-comportamentale</b> (TCC). La TCC comprende tre componenti: comportamentale, cognitiva e di psicoeducazione o igiene del sonno che si indirizzano a diversi aspetti dell’insonnia. Le due pratiche più comuni, diffuse ed immediate per il trattamento dell’insonnia sono l’igiene del sonno ed il rilassamento. Sovente i pazienti hanno già provato da soli a seguire i consigli che vengono più spesso riportati rispetto all’igiene del sonno, ed è quindi importante andare a vedere cosa è stato tentato, ed eventualmente se nel <b>paziente </b>è presente la convinzione di aver provato tutto il fattibile, dal punto di vista dei comportamenti da adottare per cercare di sconfiggere il proprio problema. Questa convinzione, infatti potrebbe essere di ostacolo all’impegno del paziente nelle attività e nelle pratiche che dovrà mettere in atto per la terapia. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>“L’insonnia è l’incapacità di abitare inconsciamente la notte”. ElunedSummers-Bremner .SITOGRAFIA: http://www.stateofmind.it/2013/06/d...</div><div> http://www.studiopsicoterapia.si.it/... http://www.ipsico.it/sintomi-cura/i... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.WEFL21yF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Annalisa Cagia</a></b> - <span class="fs16">Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale</span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><span class="fs16">chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde</a></span><a href="http://tiny.cc/psicologorisponde " target="_blank" class="imCssLink"> </a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 02 Dec 2016 10:24:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?depressione-e-insonnia</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[PENSO, DUNQUE... SENTO- Parte terza]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Mariapia Cannito]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_hg9x7v6h"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/penso-dunque-sento-3.webp"  title="" alt="" width="463" height="309" /><br></div><div><br></div>Nel precedente articolo abbiamo parlato del rapporto tra pensieri disfunzionali o irrazionali e <b>sofferenze psicologiche</b>. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Quali caratteristiche hanno i pensieri disfunzionali? La peculiarità dei <b>pensieri</b> disfunzionali è, come abbiamo visto, la rigidità, che si traduce in <b>doverizzazioni </b>e bisogni assoluti. “Devo assolutamente superare l’esame, altrimenti la mia vita sarà un fallimento”; “devo essere assolutamente e perfettamente competente in tutto ciò che faccio, altrimenti gli altri mi considereranno un incapace”; “gli altri devono <b>assolutamente </b>comportarsi come io mi aspetto, altrimenti sono immeritevoli della mia considerazione, sono negativi”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>L’errore è <b>giudicare</b> “assolutamente necessario” o “doveroso”, ciò che invece è “preferibile”, auspicabile”. La maggior parte delle convinzioni irrazionali si possono raggruppare in poche categorie di base: <div><span class="fs16">1. Le cose devono andare come io desidero e non come di fatto stanno andando, le persone devono comportarsi come io desidero e non per quelle che sono; </span></div><div><span class="fs16">2. Se le cose non vanno come dico io allora la situazione sarà orribile e catastrofica; </span></div><div><span class="fs16">3. Non sopporto, non posso tollerare che qualcosa avvenga o che qualcuno si comporti come io decido che non dovrebbe fare; </span></div><div><span class="fs16">4. Se io (o gli altri) commetto degli <b>errori</b>, poiché gli errori non si devono commettere, allora io (o gli altri) non ho (o non hanno) nessun valore e merito (o meritano) di essere condannato e giudicato negativamente. </span></div><div><span class="fs16">Questo modo di pensare produce stati d’animo di <b>ansia</b>, depressione, indegnità verso se stessi, ostilità e rabbia verso gli altri. A causa dei nostri errori <b>cognitivi</b>, talvolta ci capita di svalutare in maniera globale noi stessi o gli altri a causa di un errore commesso; commettiamo l’errore di far coincidere il singolo comportamento con il valore complessivo della persona, attribuendole una etichetta in realtà priva di significato e mettendo in gioco costrutti quali “giustizia”, “morale”, “educazione”,“uguaglianza” (Si è presentato in ritardo all’appuntamento di oggi – E’ un ritardatario, non è educato). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs16">Ci può capitare di ritenere “inaccettabile” o “insopportabile” qualcosa che senz’altro può essere molto fastidiosa, ma dinanzi alla quale si può sopravvivere (Non accetto il tradimento!), o “catastrofico” (La fine della mia relazione di coppia è una <b>tragedia</b>! ) un evento che magari siamo invece capaci di affrontare, o di ritenere qualcosa o qualcuno essenziale per la nostra esistenza, sebbene siamo in grado di farne a meno (è indispensabile per me ricevere l’approvazione degli altri). In breve, questi pensieri non aderiscono alla realtà, sono controproducenti e ci fanno stare male. Quando parliamo di pensieri irrazionali o disfunzionali, non intendiamo dire che esistono pensieri “giusti” e pensieri “sbagliati”, ma solo che una modalità rigida, inflessibile e assoluta di guardare la realtà produce emozioni e comportamenti che influenzano negativamente la qualità della nostra <b>vita</b>, una modalità invece aperta, flessibile, pronta ad accogliere nuovi punti di vista sul problema, che sospende il giudizio e si basa su una disamina razionale degli eventi, ci aiuta ad agire in maniera più funzionale al benessere con noi e con gli altri. Il modo più diretto per modificare i pensieri irrazionali è metterli in discussione, per creare formulazioni alternative, diverse strategie di problem solving che promuovano benessere ed equilibrio emotivo. La messa in discussione dei propri pensieri ha come prerequisito il riconoscimento dei medesimi e la ricerca di elementi realistici, di prove a supporto di ciò che pensiamo. Evidenziare la contraddizione tra la teoria e la <b>realtà </b>porta alla destrutturazione del pensiero. Anche in questo caso, l’approccio cognitivo comportamentale può esserci di grande aiuto.</span></div><div><div><div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-cervello-e-le-relazioni-umane.html#.WD1m1FyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Mariapia Cannito</a> </b>- Specialista in psicoterapia cognitivo comportamentale</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde </a></div></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Nov 2016 11:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[INTERVISTA AD UN INSEGNANTE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c07mzq87"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/intervista-insegnante.webp"  title="" alt="" width="463" height="308" /><br></div><div><br></div>- Si è mai chiesto perché abbia scelto di fare <b>l’insegnante</b>? <div><span class="fs16">E’ una domanda che ogni tanto mi pongo, ma non riesco a capire bene se ho mai realmente “scelto” di diventare insegnante. E’ avvenuto tutto così spontaneamente, naturalmente, in modo quasi inevitabile, che arrivo a pensare che sia stato il mestiere a scegliere me, piuttosto. </span></div><div><span class="fs16">- C’è una coniugazione tra insegnamento e <b>vocazione</b>? </span></div><div><span class="fs16">Questo è un <b>mestiere </b>che non puoi fare per soldi, per la gloria o la fama. Spesso viene paragonato al lavoro dei missionari, lontani e spesso misconosciuti, ma così indispensabili per quelle popolazioni per le quali operano. E se i missionari vengono “chiamati” a fare quello che fanno, allora sì, possiamo considerare l’insegnamento una vocazione. </span></div><div><span class="fs16">- Se pensa al suo mestiere quali aggettivi le vengono in mente? Perché? &nbsp;Logorante, perché non ce lo possiamo nascondere: alla fine di una giornata di scuola ci si sente come svuotati, come privati di linfa che hai distribuito ai tuoi <b>allievi </b>con generosità. Entusiasmante, perché ogni giorno, mentre la tua età anagrafica cresce e ti dice di essere sempre più vicino alla “vecchiaia”, parli, ti confronti e discuti con <b>giovani </b>che non superano i vent’anni, che ti distribuiscono, di rimando, il loro entusiasmo, la loro linfa, con spontaneità e generosità.</span></div><div><span class="fs16">Delicatissimo, perché abbiamo un potere incredibile nelle mani; un potere capace di innescare grandi <b>sogni</b>, scelte per le vita, strade percorribili ma, purtroppo, anche un potere negativo, quando con uno sguardo, un gesto o una parola distruggiamo la parte più intima della personalità dei nostri allievi. E, ahimè, quanti esempi potrei citare di cui sono stato testimone, mio malgrado. </span></div><div><span class="fs16">- Pensa che gli insegnanti siano preparati a sostenere e supportare le giovani generazioni per far fronte alle difficoltà dei tempi che viviamo? </span></div><div><span class="fs16">Essere un insegnante non credo sia mai stato facile per nessuno, nel tempo. Ma credo che questo valga per ogni professione fatta con il <b>cuore</b>. Tuttavia, oggi è ancora più difficile. La figura dell’insegnante ha perso credibilità. Le scelte politiche operate dai vari governi negli ultimi 30 – 40 anni hanno sminuito sempre più il ruolo e l’importanza dell’istruzione pubblica, della <b>scuola </b>in generale, e quindi degli insegnanti, spesso bersaglio di ogni tipo di critica, a torto o a ragione, proveniente da quasi tutti i settori della comunità civile (famiglie, mass media, politica, eccetera). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs16">Inoltre, un corpo docenti già ormai avanti negli anni, ha dovuto provare a stare al passo con l’avvento dell’era digitale, che corre a velocità supersonica, creando sempre più nuovi bisogni ai quali rispondere adeguatamente. C’è bisogno di fermarsi e ripensare tutto il sistema. </span></div><div><span class="fs16">- Cosa pensa del sistema scolastico <b>italiano</b>? </span></div><div><span class="fs16">Il nostro sistema scolastico non è male. Paradossalmente, gli americani ce lo invidiano. Eppure, tante cose non vanno. La scuola appare come imbalsamata. La lavagna e il gesso, la cattedra con banchi e sedie disposti in file, i compiti in classe, le interrogazioni, i registri degli insegnanti, i voti da 1 a 10, i famigerati <b>compiti</b> a casa … tutto esattamente come &nbsp;quando ero io stesso un alunno. Nel frattempo, nuove esplorazioni del cosmo, incredibili scoperte nel campo delle scienze più svariate, la nascita e lo sviluppo dell’era digitale. C’è qualcosa che non va in tutto questo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs16">Penso che dobbiamo scrollarci di dosso tutto ciò che appare ormai “vintage”. Provare a chiederci, ad esempio, perché gli studenti finlandesi sono al primo posto al mondo per competenze e conoscenze (hanno ridotto e quasi eliminato i compiti a casa!). Da tempo ormai le neuroscienze ci dicono che non si può costringere il <b>cervello</b> umano a fare la stessa cosa per 6-8 ore di fila (o perfino 10 ore, nei casi limite). Dopo un po’, smette di apprendere veramente. Il cervello di un bambino o di un <b>adolescente </b>ha bisogno di fare tante cose diverse, un po’ per volta, per apprendere realmente: leggere, scrivere e far di conto, certo, ma avere tempo libero per cantare, suonare, ascoltare musica, muoversi, nuotare, correre, socializzare. E tempo libero per davvero, nel senso di essere libero di scegliere cosa fare (o cosa non fare…pensare, per esempio). &nbsp;Mi fermo qui solo perché lo spazio a disposizione è limitato, ma vorrei dire tanto altro. </span></div><div><span class="fs16">- Definisca con un’immagine il suo mestiere. </span></div><div><span class="fs16">Sono in auto su una strada lunghissima di cui non conosco la fine. Ogni tanto vedo sul ciglio della strada un giovane che mi chiede un passaggio. Mi fermo, lo prendo a bordo e viaggiamo per un tratto insieme parlando e scambiandoci idee e <b>conoscenze</b> sul mondo, reciprocamente. Poi lui scende, un po’ più ricco di prima. Ed io riprendo la mia strada, un po’ più ricco di prima. Poi scorgo un altro giovane che mi chiede un passaggio, mi fermo e lui sale a bordo… </span></div><div><span class="fs16">- Cosa augura ai giovani che vogliono intraprendere la carriera dell’insegnamento?A chi voglia intraprendere questa carriera chiederei: “Sei davvero disposto a fermare la tua auto e prendere a bordo un perfetto sconosciuto, ascoltarlo e parlargli di te?” </span></div><div><span class="fs16">- Ricorda un <b>aneddoto </b>della sua esperienza di insegnante che le ha dato prova di lavorare nella giusta direzione? </span></div><div><span class="fs16">Forse questa è la domanda più difficile cui rispondere. Faccio fatica a ricordare un aneddoto o un singolo evento, dopo oltre 30 anni di insegnamento. Potrei scrivere un libro, ma so che non lo farò. Posso solo dire che ogni volta che qualche studente torna a trovarmi o mi scrive un messaggio con dentro la parola “<b>Grazie</b>”, qualcosa dentro di me mi dice: </span>“Ok. Avanti tutta!”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Al prossimo articolo e buona scuola a tutti!</div><div><div><div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.WD1lNVyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b>, pedagogista, educatore extrascolastico</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi alla pedagogista di "Psicopedagogia": <a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pedagogistarisponde</a></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Nov 2016 11:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PICCOLI TRAGUARDI]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ex4td30u"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/piccoli-traguardi.webp"  title="" alt="" width="468" height="334" /><br></div><div><br></div>Ogni giorno la <b>mente </b>si pone un piccolo <b>traguardo</b>, una piccola conquista, un piccolo successo che possa spingere il cuore a credere che possa farcela. La grinta e perseveranza sono pertanto valori importanti da imprimere nel bambino, ragazzo e giovane del futuro, che deve imparare a dare valore ad ogni piccolo sassolino necessario a creare in lui il sentiero del proprio sogno da raggiungere. Piccoli passi di una lunga marcia di mille traguardi. Così come la forza ricorre all'impiego di tante fibre muscolari che, più se ne reclutano, più aumenta la <b>forza </b>stessa, una grossa conquista è il risultato di piccole e infinite conquiste. Occorre allenare dunque la mente a questo tipo di allenamento di vita, abituando il cuore a gioire di una piccola vittoria, come della più piccola emozione. Pretendere tutto e subito da se stessi è un grosso errore che induce ad arrendersi prima di giungere all'ambito traguardo. Si rischia, demolendo la propria fiducia ed <b>autostima</b>, di demolire in un attimo tutto quello che si è conquistato precedentemente. Tutto sarà poi ancora da ricostruire! Se poi ci sono piccole cadute, altro non servono queste, che a dare ancor più valore e senso alla fatica e conquista di quella pur lontana meta. Anche un <b>docente</b>, a cui sta a cuore solo il bene e la crescita dei propri alunni, abitua saggiamente se stesso alla gioia delle piccole grandi gratificazioni ed alla tristezza delle piccole grandi delusioni che il suo ruolo così delicato, le riserva ogni giorno nel sassoso sentiero del suo <b>insegnamento</b>. A nessuno è dato di volare, bambino o adulto che sia, senza spiccare piccoli voli. La <b>scuola </b>è movimento e crescita che si realizza solo attraverso il raggiungimento di molteplici obiettivi e piccoli traguardi.<div><br> &nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WDrNb1yF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a> Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 27 Nov 2016 12:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE!]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_td4wv7va"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/no-violenza-donne.webp"  title="" alt="" width="467" height="311" /><br></div><div><br></div><b>25 Novembre</b>: oggi io voglio ricordare e onorare le donne vittime di violenza e per farlo, noi di Città dell'Infanzia vogliamo portare alla luce e lottare usando, contro un problema globale, un'arma globale...<div>Vogliamo che tutto il mondo parli, si scandalizzi, agisca contro la <b>violenza </b>che si perpetua contro le <b>donne</b>.</div><div>Conoscere i volti della violenza è il primo passo per riconoscerla, denunciarla, combatterla e sconfiggerla.</div><div>Nel mondo una donna su tre è <b>vittima </b>di violenze e maltrattamenti.</div><div>Ancora oggi è la prima causa di morte o di invalidità <b>femminile </b>fra i 15 e i 40 anni: più che il cancro, la malattia, gli incidenti...</div><div>In Italia sono circa 7 milioni le donne che nel corso della loro vita hanno subito <b>abusi </b>sessuali e vessazioni quotidiane. Sevizie, sopraffazioni, stupri, delitti d'onore, mutilazioni genitali, prostituzione forzata: la lista delle violazioni perpetrate contro le donne è lunga e dolorosa indegna della civiltà.</div><div>Ma invece del clamore e dello scandalo regna un terribile silenzio, il <b>silenzio </b>terrorizzato delle oppresse, il silenzio colpevole e vergognoso degli aguzzini, <b>l'omertà </b>della società. Spezzare questo silenzio è nostro dovere.</div><div>In verità, un solo caso di violenza nei confronti di una donna è una sconfitta per tutti. Le misure adottate nel nostro paese negli ultimi 14 mesi hanno sostenuto un calo dell’ 8% nei reati a sfondo sessuale.</div><div>Questo ci incoraggia ad alzare ancora di più il livello di guardia.</div><div>In nessun caso noi di Città dell'Infanzia volteremo lo sguardo dinnanzi alla sofferenza inflitta alle donne.</div><div>Condividiamo questo impegno per costruire insieme una realtà migliore.</div><div>La violenza sulle donne avvelena il mondo, la violenza sulle donne è ignoranza e follia. Aiutateci a fermarla. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b>Rispettare </b>le donne significa Rispettare il mondo! </div><div>Nonna Gina.</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WDi2FSSF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Nov 2016 22:03:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?no-alla-violenza-sulle-donne-</link>
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			<title><![CDATA[BANDO ADOLESCENZA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_d9j805f9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/bando-adolescenza.webp"  title="" alt="" width="465" height="203" /><br></div><div><br></div><b>CON I BAMBINI</b> Impresa sociale (d'ora in avanti "CON I BAMBINI"), costituita il 20 giugno 2016 e interamente partecipata da Fondazione <b>CON IL SUD</b>, è stata individuata da <b>Acri </b>(Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa), in base al Protocollo d'Intesa sottoscritto tra Acri e <b>Governo</b>, come soggetto attuatore del "<b>Fondo </b>per il contrasto della povertà educativa minorile" ("Fondo")1 di durata triennale (L. 208/2015, art. 1, comma 392). CON I BAMBINI invita a presentare progetti "esemplari" nei seguenti ambiti di intervento: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>- "Prima <b>Infanzia</b>" (fascia di età 0-6); &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- "<b>Adolescenza</b>" (fascia di età 11-17). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Il "<b>Bando </b>Adolescenza" è indirizzato ad interventi, a valere sull'intero territorio nazionale, dedicati all'adolescenza (11-17 anni); prevede due differenti <b>graduatorie</b>, ad ognuna delle quali è assegnato il 50% del plafond totale disponibile: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- la graduatoria A, per progetti riferiti a territori compresi in un'unica regione e il cui contributo assegnato è compreso tra 250 mila euro e 1 milione di euro; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- la graduatoria B, per interventi di maggiore dimensione, che potranno insistere anche su più regioni e il cui contributo assegnato è superiore a un 1 milione di euro e fino a 3 milioni di euro; è rivolto a partnership intese come "accordi paritetici" tra due o più soggetti ("soggetti della partnership"). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Ogni <b>partnership </b>individua un soggetto ("soggetto responsabile") che coordina i rapporti dei diversi soggetti partecipanti con il Soggetto Attuatore ("CON I BAMBINI"), anche in termini di rendicontazione. Il presente Bando sollecita la presentazione di proposte mirate a contrastare l'abbandono e prevenire il fenomeno della dispersione scolastica nella fascia di età compresa tra 11 e 17 anni, che continua ad essere un fenomeno preoccupante nel nostro paese. Le proposte progettuali dovranno, da un lato, promuovere percorsi formativi individualizzati, complementari a quelli tradizionali, dall'altro coinvolgere anche i gruppi classe di riferimento e prevedere azioni congiunte "dentro e fuori la scuola" che favoriscano il riavvicinamento dei giovani che hanno abbandonato gli studi o che presentano forti rischi di dispersione. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Le iniziative dovranno prevedere e integrare in maniera efficace e funzionale elementi chiave quali: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>− la promozione della <b>scuola</b>, come attore centrale nel sostenere la crescita dei minori e delle loro famiglie, in forte integrazione con il Terzo Settore e le forme di auto; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- organizzazione di cittadini e genitori, e come "scuola aperta", ovvero spazio fisico accogliente e sicuro, aperto alla comunità come luogo di <b>apprendimento</b>, confronto, socializzazione e crescita; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>− la cura degli spazi comuni, in cui sperimentare modelli positivi di utilizzo del tempo libero e di promozione della cittadinanza e della legalità, prevenendo l'affermarsi di atteggiamenti devianti e sviluppando il senso di riappropriazione degli spazi, valorizzando l'impegno e l'effettivo protagonismo dei ragazzi coinvolti nel <b>progetto</b>; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>− azioni di rafforzamento del ruolo di tutti gli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, operatori sociali), che consentano sia lo sviluppo di una migliore interazione con i destinatari, sia la diffusione di metodologie di <b>apprendimento </b>e strumenti didattici innovativi; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>− l'attivazione di processi di sviluppo per incentivare una maggiore responsabilizzazione delle famiglie, favorendo il coinvolgimento dell'intero nucleo familiare nei servizi presenti sul territorio. Le proposte dovranno essere presentate esclusivamente on line, tramite il sito conibambini.org, in due fasi:<div>Prima Fase: - Presentazione delle idee progettuali entro, e non oltre, le ore 13:00 di mercoledì 8 febbraio 2017;</div><div>Seconda Fase: - Sviluppo in progetti esecutivi delle idee progettuali selezionate, entro 60 giorni dalla data di comunicazione dell'esito della prima fase. Il <b>Bando </b>mette a disposizione complessivamente fino a un massimo di 46 milioni di euro, in funzione della qualità progettuale delle proposte ricevute. Al fine di diffondere la sperimentazione sull'intero territorio nazionale, una quota delle risorse previste (pari al 50%) è ripartita a livello regionale sulla base di indicatori combinati di tipo demografico e <b>socio-educativi</b>. In ogni caso i progetti, per poter essere finanziati, dovranno raggiungere il punteggio minimo di 60/100. La liquidazione del contributo al soggetto responsabile avviene, di norma, in tre diversi momenti: a) <b>anticipo </b>(pari al 25% del contributo assegnato); </div><div><span class="fs16">b) acconto in due diverse tranche, la prima non superiore al 25%, la seconda al 30% del contributo assegnato, previa presentazione di apposita rendicontazione. Qualora espressamente richiesto dal soggetto responsabile, sarà possibile concordare la liquidazione dell'acconto in un'unica tranche non superiore al 45% del contributo assegnato; </span></div><div><span class="fs16">c) <b>saldo</b>, sulla base delle spese effettivamente sostenute e quietanzate.</span></div><div><span class="fs16">L'esecuzione del progetto dovrà avere inizio entro 6 mesi dall'assegnazione del contributo.</span></div><div><div><br> &nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WDh88ySF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b> Commercialista &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3PbcBKf5uE" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Nov 2016 18:05:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[ETICA E BIOETICA Seconda parte]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_k80w7u4h"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/etica-e-bioetica.webp"  title="" alt="" width="476" height="268" /><br></div><div><br></div>In questa seconda parte del mio articolo dedicato alla <b>bioetica </b>vorrei soffermarmi su alcune dichiarazioni del giovane Luca <b>Coscioni</b>, il quale ha dedicato gli ultimi anni della sua vita alla sensibilizzazione sul tema della <b>Eutanasia </b>e &nbsp;sulla necessità di una Bioetica laica. Così si legge sulla pagina dell'associazione che porta il suo nome:<div>"Ci sono <b>malattie </b>con le quali è possibile vivere. Altre con cui è possibile convivere. Infine, ve ne sono alcune alle quali si può sopravvivere. La <b>sclerosi laterale amiotrofica</b> non rientra in nessuna di queste tre categorie, è una malattia che non lascia molto spazio di manovra e che può essere affrontata soltanto sul piano della resistenza mentale. Se, infatti, ci si confronta con essa sul piano fisico si è sconfitti in partenza. L'intelletto è l'unica risorsa che può aiutarti(...) Noi che non possiamo aspettare. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>C’era un tempo per i miracoli della fede. C'è un tempo per i miracoli della Scienza. Un giorno, il mio <b>medico </b>potrà, lo spero, dirmi: ‘Prova ad alzarti, perché forse cammini’. Ma, non ho molto tempo, non abbiamo molto tempo. E, tra una lacrima ed un sorriso, le nostre dure esistenze non hanno certo bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà, che è democrazia. Le nostre esistenze hanno bisogno di una cura, di una cura per corpi e spiriti. Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la <b>ricerca</b> <b>scientifica</b>. Ma, non possono aspettare. Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi Papi”. http://www.associazionelucacoscioni.it &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Attanagliato dai dolori e dalla immobilità causata dalla <b>Sma</b>, Luca Coscioni ha cercato di porre l'attenzione sul tema dell'Eutanasia, rivisto dal punto di vista laico chiedendo aiuto alla politica, ma anche focalizzando l'attenzione sul valore dell'intelletto riguardo il quale non possiamo assolutamente permetterci di essere sordi. Questo tema dell'Eutanasia, divenuto eclatante in Italia con il caso di Emanuela <b>Englaro</b>, è una richiesta pressante, ed è un tema che necessariamente investe gli ambiti della Bioetica. Nei paesi di tradizione cattolica è chiaro che il modus operandi di questa disciplina sia strettamente attinente ai dettami della <b>religione </b>Cattolica e soprattutto di quelli contenuti all'interno dei documenti del magistero della <b>Chiesa</b>. Pertanto l'ambito resta quello del paradigma della sacralità della vita e della sua indisponibilità nel senso che non viene attribuita alla persona umana nessuna possibilità di disporre della vita propria e altrui. In questo senso, dunque, non sono assolutamente argomenti leciti quelli <b>dell'aborto</b>, eutanasia, inseminazione eterologa. Poi esiste un'interpretazione bioetica in senso laico che ha avuto la sua definizione in un documento pubblicato nel 1996 denominato "Manifesto di bioetica laica". In sintesi, il documento, che porta la firma di Flamigni, Massarenti, Petroni e Mori, quest'ultimo &nbsp;presidente della Consulta di Bioetica, sostiene la necessità di lasciare all'individuo la libertà di scelta nel rispetto delle proprie credenze dei propri valori che possono non essere necessariamente quelli di impostazione cristiano cattolica. Questa posizione pluralista non toglie il valore della sacralità all'esistenza, né si identifica con una posizione <b>relativista</b>. Lo stesso Umberto Veronesi, intervenuto nel dibattito politico, ha manifestato atteggiamenti di forte criticità nei confronti di un'ottica unicamente, meramente religiosa. I principi tuttavia riconosciuti quali principi fondanti della bioetica sono i seguenti: principio di autonomia; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- principio di beneficenza; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- principio di non maleficenza; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- principio di giustizia. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Dunque, partendo dall'autonomia del <b>paziente </b>che può prendere parte al processo decisionale, giungendo alla necessità che il personale sanitario agisca tutelando il bene e l'interesse del paziente, non arrecandogli alcun danno, si giunge a riconoscere, con il principio di giustizia, che &nbsp;i trattamenti vengano distribuiti in modo equo e giusto tra tutte le persone che ne abbiano bisogno. Ritengo che la tematica della Bioetica sarà in futuro un argomento sempre più pressante che chiederà sempre più risposte. Le risposte che otterremo saranno tanto più giuste quanto più rispetteranno le molteplici visioni del mondo...e il compito è arduo. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.WDh65CSF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia." target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia.</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Nov 2016 17:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[SORELLE]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_hwhnthgs"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/sorelle.webp"  title="" alt="" width="457" height="305" /><br></div><div><br></div>“Ne era assolutamente convinta, sicurissima e lo affermò subito, non appena i genitori le comunicarono la lieta notizia dell’arrivo di un pargoletto nella <b>famiglia</b>. Irene precisò prontamente alzandosi in piedi sulla sedia: ‘sarà una femmina, avrò una sorellina!’. Aveva tre anni e mezzo, una dolcezza sconvolgente e la fermezza di una signora ‘senza tempo’, sempre convinta e sicura delle proprie idee, sulle quali non si poteva, seppur possedendo un’ottima oratoria, contraddirla...<div>Aveva sempre una <b>spiegazione </b>per tutto e nonostante, al termine degli anni settanta, non vi erano strumenti per evincere il sesso del nascituro, lei era fermamente convinta che dentro il <b>pacione </b>della sua mamma stesse crescendo la sua <b>sorellina</b>. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Sotto la frangia folta e bruna si nascondevano due occhioni neri e luminosi che da tempo sognavano una compagna di vita, molto più di una compagna di gioco, una persona da amare, con la quale crescere e scoprire il <b>mondo</b>... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Lo sapeva e ascoltare i suoi racconti lasciava esterrefatti tutti per l’immensa tenerezza che racchiudevano: progettava il momento in cui avrebbe giocato con lei esaudendo ogni desiderio espresso, senza esitare, le <b>coccole </b>che le avrebbe riservato e le canzoni cantate con il suo preziosissimo microfono, offrendo veri e propri concerti dedicati...sarebbero state inseparabili...un’anima sola... </div><div>Sussurrava, diceva lei (in verità urlava barbaricamente), al pancione, facendo compagnia a quel piccolo germoglio di vita, dicendo di crescere bene, di crescere forte e di non preoccuparsi, perché era lì ad aspettare. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>La immagino così: con quell’aria sognante che riscopro ogni volta che ci ritroviamo, in cui svestiamo i panni di ciò che i più conoscono e rivediamo, l’una negli occhi dell’altra, esattamente <b>NOI</b>! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Adoro pensare di aver capito immediatamente che quella capitatami era una vera fortuna, un incredibile regalo; penso di aver iniziato ad amare la <b>vita</b>, sin da subito, ascoltando il suono della sua voce, ricompensando la sua dedizione regalandole il mio primo sorriso, per farle capire che anche io non vedevo l’ora di essere sua sorella! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Irene è stata ed è per Carlotta tutto ciò che aveva progettato e ancor di più: hanno riso, giocato, si sono protette vicendevolmente, costruito <b>sogni </b>e spazzato via delusioni, hanno pianto senza vergogna e delle volte hanno concesso l’una all’altra di detestarsi. Ci sono legami senza tempo, che vengono generati dal profondo del mondo, che si nutrono di attesa, rispetto, che crescono soltanto attraverso l’impegno, la fatica, il desiderio reale di viversi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Essere <b>sorella </b>è una scoperta costante, una immensa possibilità di conoscere prima di tutto se stessi. La complicità, la comprensione, l’accettazione dell’altro e il conseguente volergli bene sono traguardi faticosi da raggiungere, che necessitano di pazienza, di continuo dialogo, porte sbattute, espressioni a “muso duro” e di silenzi pesanti. La fortuna di ricevere dal destino una <b>compagna </b>di vita bisogna nutrirla di responsabilità, di speranza e delle volte anche di perdono, perché solo chi ama veramente è disposto a rispettare profondamente l’altro, lasciandolo libero di essere! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Ogni volta che incontro Irene, a quarant’anni di distanza dal nostro primo sguardo, provo sempre la stessa sensazione di accoglienza: i suoi occhioni neri, luminosi, brillanti e profondi mi riconducono a luoghi sicuri, emozioni importanti, ed ogni volta, come la prima, &nbsp;confermiamo a noi stesse la gratitudine di esserci incontrate, il desiderio di continuare a viverci, la promessa di voler crescere ancora insieme, affinché <b>l’Amore</b> generi ancora Vita da raccontare...”<div><br></div><div><br><div> </div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WDh6oiSF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Vanna </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;&nbsp;</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Nov 2016 17:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ESPATRIO MINORI CONSENZIENTI]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_v46u60o4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/espatrio-minori.webp"  title="" alt="" width="472" height="354" /><br></div><div><br></div>La vicenda trae origine dagli accordi intervenuti tra i <b>genitori</b> di tre figli <b>minori</b>, recepiti dal <b>Tribunale </b>dei Minorenni, per i quali veniva disposto l’affidamento condiviso con collocamento presso la madre e regolati i periodi di <b>soggiorno </b>con il padre. Dopo un periodo di vacanza trascorso presso quest'ultimo, i due figli più grandi si erano rifiutati di seguire la madre in Ungheria che, quindi, era andata a prelevarli con gli agenti di polizia del luogo e, dinanzi al loro rifiuto, aveva presentato istanza di <b>rimpatrio </b>ai sensi della L. n. 64 del 1994, art. 7 di ratifica ed esecuzione della Convenzione dell'Aja del 25 agosto 1980. La Corte di <b>Cassazione </b>ha evidenziato come “anche alla luce dei principi affermati dalla Grande Camera della Cedu (Neulinger del 6 luglio 2010), che il principio del Best Interest of the Child assume un rilievo interpretativo fondamentale anche in materia di <b>sottrazione </b>internazionale di minori, va constatato che la sentenza impugnata ha posto in evidenza la probabilità di esposizione dei minori a situazione di rischio dal punto di vista fisico, ma soprattutto <b>psicologico</b>, a causa della condotta materna “da loro percepita come punitiva e violenta, caratterizzata da percosse, punizioni corporali, alimentazione non adeguata..”, nonché in considerazione delle serie difficoltà di inserimento nel nuovo ambiente, anche scolastico”. Ora, durante il processo è emersa “l’assoluta contrarietà dei minori al loro rientro in Ungheria, dettata da forti timori evidentemente giustificati dalle vessazioni subite. E’ stato infatti richiamato il verbale dei Carabinieri di Seriate in data 2 settembre 2014, dal quale risulta che i minori erano “scappati alla vista della madre”, ed avevano opposto il loro rifiuto, esternato con “pianti ed implorazioni”, a seguire la (OMISSIS), nonostante il padre – contrariamente a quanto si sostiene nel ricorso – cercasse “di convincerli a tornare in Ungheria”. Deve in ogni caso ribadirsi il principio, già espresso da questa Corte, secondo cui la volontà contraria manifestata in ordine al proprio rientro da un minorenne che abbia un’età e una maturità tali, secondo l’apprezzamento del <b>giudice </b>del merito, da giustificare il rispetto della sua opinione, può costituire, ai sensi dell’articolo 13, comma 2, della Convenzione dell’Aja, ipotesi, distintamente valutabile, ostativa all’accoglimento della domanda di rimpatrio (Cass., 5 marzo 2014, n. 5237)"<div>Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 25 maggio 2016, n. 10817<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b>Avv. Luca Volpe</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>per maggiori "Informazioni Legali": <a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/avvocatorisponde</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Nov 2016 17:43:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?espatrio-minori-consenzienti</link>
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			<title><![CDATA[PIERINO E IL LUPO DI SERGEJ PROKOFIEV]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_27tdy6u2"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/pierino-e-il-lupo.webp"  title="" alt="" width="475" height="364" /><br></div><div><br></div>Cari amici di Città dell'Infanzia, se non avete mai ascoltato la celeberrima “<b>fiaba musicale</b>” Pierino e il lupo del compositore russo Sergej <b>Prokofiev</b>, questo è il momento giusto per farlo! L'autore la scrisse in un periodo della sua vita in cui si dedicò quasi esclusivamente alla <b>musica </b>per <b>bambini</b>, e ne diresse la prima esecuzione a Mosca nel 1936. Sono trascorsi ben ottant'anni da allora, eppure la partitura di Pierino e il lupo è talmente viva e accattivante che sembra composta l'altro ieri. Dovete sapere che Prokofiev non ha scritto solo la musica ma anche il testo di questa fiaba, e ha voluto che ad esporlo fosse una voce recitante. Il risultato è una meraviglia di <b>fantasia </b>ed equilibrio in cui non sono le note ad accompagnare le parole, ma queste ultime a commentare il racconto sonoro man man che esso si dipana. La storia è semplice ma avvincente, di quelle che piacciono tanto ai bambini e che restano per sempre nella memoria: si raccontano le avventure di Pierino, un bambino coraggioso e intelligente che, con l'aiuto di un uccellino, riesce a catturare un lupo feroce proveniente dalla vicina foresta. Ciascun personaggio è rappresentato da un tema musicale e da uno strumento dell'orchestra. Prima che la storia abbia inizio il narratore illustra al pubblico i vari personaggi e gli strumenti corrispondenti. Ecco dunque a voi, come si suol dire, “personaggi e interpreti”! Pierino, <b>l'eroe </b>della nostra storia, è rappresentato da tutti gli strumenti ad arco: violini, viole, violoncelli e contrabbassi suonano insieme la sua melodia spensierata e sorridente. Quale migliore ritratto sonoro di un bimbo vivace e curioso! L'Uccellino invece è rappresentato dal flauto, che ne riproduce il cinguettio con velocissimi arabeschi eseguiti nel registro acuto. Pierino vive assieme al <b>Nonno</b>, un vecchietto simpatico ma – come spesso accade – anche un po' brontolone. Prokofiev ha pensato bene di &nbsp;raffigurarlo con una <b>melodia </b>di note gravi e ribattute del fagotto, uno strumento dal timbro scuro che riproduce alla perfezione i borbottii del personaggio. Il Lupo invece è impersonato da tre corni, e sfido chiunque a non provare un brivido di paura ascoltando la sinistra melodia che evoca il suo avvicinarsi lento e minaccioso. Ma a popolare la nostra storia ci sono anche altre figure. Nel prato in cui si svolge all'avventura di Pierino si aggirano altri due <b>animali</b>. Un'Anatra si tuffa felice nello stagno: povera bestiola, non sa di essere un bocconcino appetitoso per il famelico Lupo… L'autore ha voluto che a impersonarla fosse un oboe, e come dargli torto se si pensa alla sonorità inconfondibilmente nasale di questo <b>strumento</b>! Ad un tratto qualcosa richiama l'attenzione di Pierino: è un Gatto che avanza insidioso tra l'erba leccandosi i baffi alla vista dell'Uccellino svolazzante. Con la sua infallibile sensibilità timbrica Prokofiev ha scelto di rappresentarlo attraverso il timbro vellutato del clarinetto, qui “obbligato” a suonare nel registro grave e “con eleganza”: scelta azzeccatissima per evocare il passo felpato e le movenze sinuose del felino! Ed ecco infine i Cacciatori: si aggirano alla ricerca del Lupo sparando ad ogni passo. I fragorosi colpi di timpano e di gran cassa riproducono come meglio non si potrebbe le scariche dei fucili. “Smettetela di sparare!” urlerà Pierino al termine della fiaba. “L'uccellino ed io abbiamo già catturato il Lupo! Aiutateci piuttosto a portarlo al giardino zoologico!” Un grande corteo trionfale conclude la storia: Pierino in testa, dietro di lui i Cacciatori che trascinano il Lupo, in coda il Nonno brontolone e il Gatto, seguiti in volo dall'Uccellino che cinguetta allegramente. Tutti i temi sin qui ascoltati sono così riassunti in una parata festosa e scintillante eseguita <b>dall'orchestra </b>al completo. &nbsp;Buon divertimento!<div>Immagine tratta da http://www.lastampa.it/<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.WDh3USSF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Domenico Andriani</a></b>, musicologo &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire “Musica e teatro” su &nbsp;<a href="http://goo.gl/B17Mlz " target="_blank" class="imCssLink">http://goo.gl/B17Mlz </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Nov 2016 17:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA NONNA E IL SEGRETARIO]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_cwg4g880"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/racconti-per-bambini-con-morale.webp"  title="" alt="" width="427" height="235" /><br></div><div><br></div>La nonna Sarina, da quando ha scritto i suoi <b>libri di favole</b>, viene chiamata spesso a presentarli, ma lei non fa solo quello come lavoro...proprio no!<div>La nonna Sarina ha una casa, un marito, dei figli (tre papere, un papero e sei meravigliosi nipoti ) e poi ci sono anche i suoi due cani: Biagio e Sofia ed anche loro, come tutta la famiglia, hanno bisogno di lei.</div><div>Tutto questo non permette alla nonna Sarina di dedicarsi al suo &nbsp;hobby preferito la, scrittura. Lei, quando scrive, si rilassa e molte volte le sembra di essere una delle protagoniste delle sue favole.</div><div>Ci sono le telefonate con il suo editore dal nome famoso"Ideo", che vuol dire “pensatore”, e lui, vi assicuro, pensa molto, al contrario della nonna che prima scrive e poi pensa!</div><div>Insomma, tutto questo comincia a far pensare alla nonna Sarina.</div><div>Lei non vuole togliere niente a nessuno e vuole continuare ad andare di qua e di là a leggere le sue favole a grandi e piccini.</div><div>Sì, cari bambini, la nonna quando deve partecipare ad uno di questi incontri, la notte prima non dorme; ma quando si trova con tanti bambini a leggere e rispondere alle loro domande, vi assicuro, lei è molto serena e felice.</div><div>Quindi parlando anche con la sua numerosa famiglia e con suo marito "Papero Alonzo" ha deciso che prenderà un segretario!</div><div>Papero Alonzo la guarda e scuotendo le sue piume: “quà quà, io non ti capisco... un segretario? Ma va’, vai allo stagno a farti un bagno e a parlare con le tue amiche ranocchie e....metti le zampe per terra!”, e dondolando la testa andò via.</div><div>La papera Sarina ci rimase molto male, lei le zampe per terra, le aveva sempre avute e non capiva l'astio di papero Alonzo , ma lei non avrebbe ascoltato nessuno e si sarebbe trovata un segretario.</div><div>Per questo il giorno dopo andò dalla sua amica giornalista e la pregò di mettere un annuncio sul giornale "cercasi segretario, bella presenza ... massimo quattro anni, esperto di computer e di lingua paperesca e desideroso di ascoltare le favole”.</div><div>Cari bambini, ora la nonna Sarina dovrà tenere molti colloqui, ma lei è serena: troverà quello giusto.</div><div>E dopo tanti e tanti candidati, finalmente il segretario giusto per lei!</div><div>Si chiamava Andrea, era un papero molto carino ed elegante, conosceva quattro lingue e sapeva tutto su nonna Sarina, aveva letto i suoi libri e l'ammirava come scrittrice.</div><div>La nonna era felice: aveva trovato il suo segretario.</div><div>Da quel giorno papero Andrea era sempre con la nonna, rispondeva al telefono, scriveva le sue favole al computer, le prendeva gli appuntamenti e dove c'era la nonna c'era sempre anche lui.</div><div>Ora la nonna Sarina è molto più riposata e serena ed ha più tempo per scrivere le sue belle favole. Cari bambini la nonna è felice e sapete perché?</div><div>Perché ha un segretario fantastico di nome Andrea. </div><div>Ciao, a presto nonna Gina </div><div>P.S. &nbsp;Hanno chiesto a papero Alonzo: “cosa ne pensi del segretario?”.</div><div>Risposta: “troppo giovane!“. </div><div>Nonna Gina.</div><div><br></div><div><a href="LA NONNA E IL SEGRETARIO" target="_blank" class="imCssLink"><b>Maria Gabriella Finizio</b></a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 19:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I SOGNI DEI BAMBINI]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_zqq1858y"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/i-sogni-dei-bambini.webp"  title="" alt="" width="382" height="255" /><br></div><div><br></div>Ognuno di noi ha una passione speciale, un <b>sogno nel cassetto</b>, ma i più grandi sognatori sono proprio i bambini. Loro non si preoccupano dei limiti, delle difficoltà, degli stereotipi che potrebbero incontrare lungo il cammino, ma proseguono determinati e riescono sempre a trovare soluzioni, che a noi adulti non verrebbero neppure in mente, per raggiungere i propri obiettivi. Ma come devono comportarsi i grandi con i <b>sogni dei bambini</b>? La risposta a questa domanda emerge chiaramente dalla storia di Agata. “Agata”, albo di Lola Casas con le illustrazioni di Agustín Comotto, edito da Lapis, racconta di una bambina vivace, allegra, particolarmente portata per la musica, ma piuttosto magra e piccina… anzi talmente piccola da poter fare il bagno nel lavandino e da aver bisogno di una pila di cuscini per vedere i film al cinema. Nonostante la sua statura Agata non si perde mai d'animo, e riesce a fare tutto, da sola o con l’aiuto di chi le è accanto. Un bel giorno confessa alle donne della sua famiglia (la bisnonna, la nonna e la mamma) di avere un sogno: vuole <b>suonare il violoncello</b>. All’inizio le tre donne restano sorprese e si chiedono come potrà una bambina tanto minuta suonare uno strumento così voluminoso, ma alla fine accettano la sua scelta: “lasciano che Agata custodisca nel suo cuore il perché della sua decisione”. La piccola realizza così il suo sogno e il violoncello diventa un amico, il suo fedele compagno di cui prendersi cura e con cui condividere momenti meravigliosi. La storia si conclude con l’incontro tra Agata e due amici speciali: il piccolo Alberto e il suo contrabbasso, “due amici piccoli, ma forti, decisi e sonori che amano l’armonia che è in ogni cosa… proprio come lei.” Questa storia ci insegna come sia inutile frenare i sogni, soprattutto quelli dei bambini, poiché non esistono ostacoli insormontabili: Agata è piccola, ma vince la sua sfida con grande determinazione dimostrando come per ogni bambino sia possibile vincere la propria.<div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.WDXuQbn23IU" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis</a></b><b> - </b>Scrittrice</div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Lettura e Racconti” su <a href="http://tiny.cc/favole " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/favole </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 19:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[UN ASINELLO PER AMICO...]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4x096wo4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/pettherapy-terapia-assistita.webp"  title="" alt="" width="407" height="313" /><br></div><div><br></div>C'era una volta una bambina di nome Luigina che, per <b>colpa della guerra</b>, viveva con i suoi nonni in una bellissima e grande campagna, in compagnia dei suoi fratelli, della sua mamma, ma senza il suo papà, perchè &nbsp;prigioniero.<div>Luigina aveva tanti amici ed uno di questi era un piccolo asino grigio con le orecchie appuntite ed un musetto sempre umido.</div><div>Luigina faceva un po’ da mamma a Camillino, perché l'aveva visto nascere e nei sette anni che Luigina fu ospite dei nonni erano sempre insieme.</div><div>Cari ragazzi, ora &nbsp;sono una nonna con molti ricordi ed oggi leggendo l’articolo, nella rubrica <b>Pet Therapy</b> e Sociale di Città dell’Infanzia, intitolato "Maestro Asino", vi &nbsp;voglio raccontare la mia di storia.</div><div>Sì, è bello stare vicino ad un piccolo asino; io con lui ho parlato, cantato, giocato a nascondino e lui era sempre più bravo di me perché...vinceva sempre.</div><div>Ricordo quando senza sella mi arrampicavo sulla sua schiena, lo abbracciavo forte, forte e via lunghe corse fino allo stagno con il vento nei capelli cantando la mia canzone preferita: "Camillo asino tranquillo, mio amico per sempre".</div><div>Sì cari ragazzi, questa è proprio una storia vera, la storia di Luigina e di Camillino.</div><div>Avere per amico un asino è avere un amico sincero che ti ascolta, ti vuole bene e non si sentirà mai superiore a te! Anche se molte volte lo è!</div><div>P.S. &nbsp;“Chi trova un amico, trova un tesoro” e Luigina ne ha trovato uno di nome Camillino.</div><div>Grazie mio compagno di giochi, ovunque tu sia, sarai per sempre il mio migliore amico ed io non ti dimenticherò mai. Nonna Gina.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WDXsF7n23IV" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 19:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[STRATEGIE PER LA COMPRENSIONE DEL TESTO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0k0ti2ar"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/comprensione-del-testo.webp"  title="" alt="" width="397" height="347" /><br></div><div><br></div>È importante sviluppare le abilità metacognitive fin dai primi anni di scuola e insegnare ai bambini le strategie per imparare. Anche per la <b>comprensione della lettura</b> è quindi necessario introdurre precocemente l’insegnamento di strategie per il controllo dei <b>processi di comprensione</b> e per la ricerca delle informazioni fondamentali. Per aiutare i più piccoli ad appropriarsi delle strategie per la comprensione del testo è importante accompagnare la lettura del testo con tipologie di esercizi specifici, come per esempio: <div>-Questionari chiusi (vero/falso)</div><div>-Questionari aperti</div><div>-Frasi da completare</div><div><span class="fs12">-Immagini da colorare</span></div><div><span class="fs12">-Riordino di vignette</span></div><div><span class="fs12">Una strategia molto importante è quella di chiedere al bambino di leggere la consegna dell’esercizio prima di leggere il brano. Questo contribuisce a dare un’idea del contenuto del brano e ne facilita la comprensione. &nbsp;Inoltre si può aiutare il bambino a costruire strategie per cogliere le informazioni principali in un testo chiedendo loro di: </span></div><div><span class="fs12"> 1- Rispondere a domande che si riferiscono unicamente a parti del testo; </span></div><div><span class="fs12"> 2- Sottolineare alcune parti del testo; </span></div><div><span class="fs12"> 3- Individuare parole o frasi intruse che sono state inserite appositamente nel testo; </span></div><div><span class="fs12"> 4- Inserire parole o frasi mancanti nel testo (colze); </span></div><div><span class="fs12"> 5- Inserire in una tabella alcuni dati estrapolati dal testo; </span></div><div><span class="fs12"> 6- Riordinare storie in disordine. </span></div><div><span class="fs12">Risulta molto più difficile insegnare ai bambini strategie per la <b>comprensione analitica del testo</b>. La finalità è quella di automatizzare in loro la capacità di porsi delle domande in modo da poter controllare la comprensione.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.WDMRN9LhDIV" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dott.ssa Anna Sofia Piras Logopedista</b></a></span><div><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12">Chiedi alla Logopedista: <a href="http://http://tiny.cc/logopedistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/logopedistarisponde</a></span></div><div><br></div></div><div><span class="fs12">  </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 21 Nov 2016 15:17:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?strategie-per-la-comprensione-del-testo</link>
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			<title><![CDATA[L’INVISIBILE PARTORISCE IL VISIBILE]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2z74vw37"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/somatizzazioni.webp"  title="" alt="" width="415" height="311" /><br></div><div><br></div>Ben ritrovati! Iniziamo subito riflettendo sulla seguente domanda:<div>Come esistono le "cose" manifeste? Prendiamo ad esempio un'automobile, essa esiste perché qualcuno ha pensato di realizzarla e tale pensiero si è prima trasformato in un modello bidimensionale (un progetto) e poi è divenuto tridimensionale, quindi "realtà". Tutto segue quest'ordine nel mondo delle manifestazioni (in questa realtà). Qualcuno potrebbe chiedere: "E gli alberi, la natura, gli oceani ecc... chi li ha pensati?". A questa domanda ognuno troverà la risposta più adeguata, in base alla propria maturità spirituale. Torniamo a noi. Questo processo dimensionale, che parte dal pensiero fino alla manifestazione, è seguito anche dal nostro corpo. Le malattie, ad esempio, non sono altro che una manifestazione fisica di qualcosa che è accaduto da prima nella mente e nella <b>sfera emozionale</b>, e che poi si ripercuote nel corpo. Più un<b> soggetto</b> è "<b>emotivo</b>" (sensibile/percettivo), più egli è vulnerabile, tendendo alla cosiddetta "somatizzazione". Purtroppo le nostre menti non distinguono ciò che è vero e ciò che è falso, di conseguenza ogni cosa viene "presa" e "<b>somatizzata</b>". Immaginiamo che, oltre alla bocca fisica, avessimo (e l'abbiamo) una bocca "emotivo/mentale" incapace di chiudersi. Questa seconda bocca, inghiottisce tutto senza saper discernere i vari "cibi". Le discipline della mente parlano spesso del <b>DISTACCO</b>, e questo distacco è quel POTERE che ci permette di chiudere e aprire quella seconda bocca, a seconda della nostra volontà. Qualcuno, preso dalla rabbia, potrebbe offenderci, e la nostra mente non valuta che l'offesa possa essere stata causata dalla rabbia, allora interpreta il messaggio per vero ed offensivo, somatizzandolo così da farlo manifestare nel corpo sottoforma di contrazione fisica o di naso otturato o di abbassamento delle energia... (dipende dal soggetto). Con il distacco è possibile non somatizzare ciò che, a livello mentale/emotivo, potrebbe colpirci. Ora che abbiamo parlato in maniera molto sintetica di come uno stato invisibile, possa rendersi concreto e quindi visibile, passiamo ad alcuni suggerimenti per impedire le<b> somatizzazioni</b>! Ci vorrebbero libri per elencare le "cure" per ogni tipo di soggetto, infatti ognuno di noi è un universo diverso dagli altri. Diffidate da chi offre cure standardizzate! Però possiamo, come ho detto prima, seguire alcuni suggerimenti.</div><div>Il Primo è praticare uno sport che ci piace. Attraverso lo sport andiamo a scaricare le tensioni... se tali tensioni non vengono scaricare, diventano SOMATIZZAZIONI! Perché quando siamo arrabbiati ci viene d'istinto, muoverci, sbattere, urlare e picchiare? Perché è una reazione involontaria del corpo per impedire la <b>SOMATIZZAZIONE</b>. <span class="fs12">Il Secondo suggerimento è quello di parlare il meno possibile di qualcosa di negativo che ci ha colpito... più parliamo di qualcosa e più la nostra mente cede potere a quella cosa. Avrete sicuramente notato quelle persone che parlano solo delle disgrazie che hanno subito, GUARDATE il loro corpo, probabilmente è curvo, rigido, ritirato in se stesso, ormai la somatizzazione procede alla grande. Beh, non facciamo quella fine! </span><span class="fs12">Il Terzo suggerimento è quello di praticare qualcosa che ci rilassi: un massaggio, tai chi, yoga, passeggiata in bici o a piedi, osservare il mare ecc... ognuno sa cosa lo fa rilassare. </span><span class="fs12">Il Quarto e ultimo. Quando ci accade qualcosa di "negativo", provate a immaginare che questa esperienza "cattiva" stia colpendo solo il 10% del nostro intero essere, ossia questa piccola vita materiale che conduciamo. Questo suggerimento può essere seguito soltanto da chi crede in altre dimensioni oltre a questa. Per chi non sente di affidarsi a questo suggerimento, può comunque immaginare che la "cattiva" esperienza stia colpendo qualcun altro, cercando di vedere il tutto da un punto di vista oggettivo... come quando sogniamo. NON è FACILE... Tuttavia possiamo sempre provare ad applicare il primo, il secondo e il terzo suggerimento. Per oggi questo è tutto.</span></div><div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WDH97Ln23IV" target="_blank" class="imCssLink"><b>Suahìm AlKalema</b></a></div><div><a href="http://http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WDH97Ln23IV" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Sport e disciplina" su <a href="http://tiny.cc/sportbambini" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/sportbambini</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 20 Nov 2016 19:47:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-invisibile-partorisce-il-visibile</link>
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			<title><![CDATA[ANSIE SPORTIVE]]></title>
			<author><![CDATA[prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_17bghn73"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/attivita-sportiva.webp"  title="" alt="" width="440" height="225" /><br></div><div><br></div>Consentire all'attività evasiva per eccellenza, quale quella sportiva, di creare stati ansiosi in chi la pratica, amplificando sintomi e conseguenze in chi poi, per sua natura già ne soffre, è un grossissimo errore didattico e formativo. Tanti bambini si avvicinano ad uno sport senza autentico trasporto, né vera attitudine e voglia di apprenderne le tecniche. Spesso sono i loro genitori ad imporre la pratica di quella disciplina che in tal caso, perdendo di vista il suo principale <b>obiettivo ludico</b> e formativo, si svuota di senso e crea più danni che effettivi benefici all'intera persona. Senza interesse, nulla si apprende, e quello che si dovrebbe perseguire: l'armonia tra corpo e anima, non sarà che un miraggio. Ingabbiati, infatti, in un altro doveroso impegno che nessun entusiasmo suscita, come si può pretendere di sentirsi appagati e liberati da tutti quei sentimenti negativi, assorbiti durante le ore del giorno di faticosi obblighi scolastici ed altre incombenze? Lo sport sarebbe solo frustrazione e nessun sacrificio avrebbe da gioire davanti ad un traguardo sia pure di successo. La scelta sportiva inconsapevole e forzata, non costituisce l'unico problema e causa di ansie, così dette da prestazione, se si pensa a quanto gravi sul giovane il desiderio di gratificare il proprio genitore con risultati che possano riempire quest'ultimo, di boriosa gloria, poichè davvero tanti sono i pericoli che si celano dietro ad un contesto apparentemente felice. Chi esercita il lavoro di istruttore o allenatore non può limitarsi a questi ruoli prettamente tecnici. Deve essere vigile su quelli che possono essere i pensieri del proprio atleta, aiutandolo non solo a scaricare tensioni ed eliminare <b>tossine</b> attraverso <b>esercizi fisici</b>, ma soprattutto a venir fuori da labirinti di ordine psichico che gli impediscono di vivere un momento ricreativo, necessario ed utile alla sua crescita in modo sereno.<div><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WC9SiNLhDIV" target="_blank" class="imCssLink"><b>Prof.ssa Angela Bini</b></a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti su <a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 19:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[BANDO PRIMA INFANZIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_hpu1m58x"><div><b><br></b></div><b><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/bando-prima-infanzia.webp"  title="" alt="" width="418" height="279" /><b><br></b></div><div><br></div>CON I BAMBINI Impresa sociale</b> (da ora in avanti "CON I BAMBINI"), costituita il 20 giugno 2016 e interamente partecipata da <b>Fondazione CON IL SUD</b>, è stata individuata da Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa), in base al Protocollo d'Intesa sottoscritto tra Acri e Governo, come soggetto attuatore del "Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile" ("Fondo")1 di durata triennale (L. 208/2015, art. 1, comma 392). CON I BAMBINI invita a presentare progetti "esemplari" nei seguenti ambiti di intervento: - "Prima Infanzia" (fascia di età 0-6); - "Adolescenza" (fascia di età 11-17). <div>Il "Bando Prima Infanzia" è indirizzato ad interventi, a valere sull'intero territorio nazionale, dedicati alla prima infanzia (0-6 anni); prevede due differenti graduatorie, ad ognuna delle quali è assegnato il 50% del plafond totale disponibile: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- la graduatoria A, per progetti riferiti a territori compresi in un'unica regione e il cui contributo assegnato è compreso tra 250 mila euro e 1 milione di euro; </div><div>- la graduatoria B, per interventi di maggiore dimensione, che potranno insistere anche su più regioni e il cui contributo assegnato è superiore a un 1 milione di euro e fino a 3 milioni di euro; è rivolto a partnership intese come "accordi paritetici" tra due o più soggetti ("soggetti della partnership")</div><div>Ogni partnership individua un soggetto ("soggetto responsabile") che coordina i rapporti dei diversi soggetti partecipanti con il Soggetto Attuatore ("CON I BAMBINI"), anche in termini di rendicontazione.</div><div>Il Bando si propone di ampliare e potenziare i servizi educativi e di cura dei bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, con un focus specifico rivolto ai bambini, alle famiglie vulnerabili e/o che vivono in <b>contesti territoriali disagiati</b>. Il Bando intende inoltre migliorare la qualità, l'accesso, la fruibilità, l'integrazione e l'innovazione dei servizi esistenti e rafforzare l'acquisizione di competenze fondamentali per il benessere dei bambini e delle loro famiglie. Si ritiene importante sollecitare approcci di "Welfare Comunitario", che possano coinvolgere quei soggetti ("comunità educante") che, a vario titolo, si occupano di infanzia ed educazione. Dovrà essere riconosciuto un ruolo cardine alle famiglie, che saranno non solo coinvolte negli interventi, ma anche protagoniste delle azioni sostenute tramite il loro impegno nella comunità di riferimento. </div><div>Le iniziative saranno volte a integrare in maniera efficace e funzionale elementi chiave quali: - il potenziamento delle condizioni di accesso ai servizi di asili nido e scuola d'infanzia, migliorando gli aspetti organizzativi, regolamentari e gestionali, adattando l'accesso ai bisogni e alle capacità delle famiglie vulnerabili (es. servizi flessibili, aperti in orario curriculare ed extracurriculare), prevedendo forme di contribuzione innovative, che vadano oltre la mera dimensione economica (es. copertura totale, parziale o progressivamente decrescente delle rette con meccanismi di restituzione anche non economica da parte delle famiglie);</div><div>- l'integrazione di tutti i servizi per la prima infanzia, adottando un approccio multi-servizio capace di ampliare l'offerta e superare la frammentazione (servizi educativi, sanitari, sociali, culturali, consultori, ecc..), nell'ottica di una presa in carico globale; </div><div> - l'attivazione di offerte complementari/integrative al servizio nido/scuole d'infanzia (spazi genitori/bambini, spazi multiservizi, nidi e scuole d'infanzia aperti, ecc.); </div><div>- azioni a sostegno della genitorialità, della maternità e della conciliazione famiglia – lavoro; &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div> - sperimentazione di strumenti di aiuto economico alle famiglie condizionati all'accesso e alla frequenza dei servizi da parte dei minori (conditional cash transfer); </div><div>- lo sviluppo di meccanismi di <b>empowerment</b>/protagonismo/coinvolgimento attivo dei genitori e delle famiglie nelle offerte di cura ed educazione per la prima infanzia e l'attivazione di reti, anche informali, di genitori;</div><div>- il sostegno all'acquisizione di <b>competenze cognitive</b>, comportamentali e di cittadinanza dei bambini e, in generale, al loro benessere; </div><div>- azioni di rafforzamento del ruolo di tutti gli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, operatori sociali), che consentano sia lo sviluppo di una migliore interazione con i destinatari, sia la diffusione di metodologie di apprendimento e strumenti didattici innovativi.</div><div>Le proposte dovranno essere presentate esclusivamente on line, tramite il sito conibambini.org, entro e non oltre le ore 13:00 di lunedì 16 gennaio. Prima Fase (Selezione delle idee progettuali). Presentazione delle idee progettuali. Seconda Fase (Valutazione dei progetti esecutivi). Sviluppo in progetti esecutivi delle idee progettuali selezionate, entro 60 giorni dalla data di comunicazione dell'esito della prima fase.</div><div>In ogni caso i progetti, per poter essere finanziati, dovranno raggiungere il punteggio minimo di 60/100.</div><div>La liquidazione del contributo al soggetto responsabile avviene, di norma, in tre diversi momenti: a) anticipo (pari al 25% del contributo assegnato); b) acconto in due diverse tranche, la prima non superiore al 25%, la seconda al 30% del contributo assegnato, previa presentazione di apposita rendicontazione. Qualora espressamente richiesto dal soggetto responsabile, sarà possibile concordare la liquidazione dell'acconto in un'unica tranche non superiore al 45% del contributo assegnato; c) saldo, sulla base delle spese effettivamente sostenute e quietanzate. <span class="fs16">L'esecuzione del progetto dovrà avere inizio entro 180 giorni dall'assegnazione del contributo.</span></div><div><br></div><div> &nbsp;</div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WCtjwvT23IV" target="_blank" class="imCssLink">dott. Vincenzo Dibari</a>-</b>Commercialista &nbsp;</div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3PbcBKf5uE" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 19:34:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?bando-prima-infanzia</link>
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			<title><![CDATA[DISABILITA’ A SCUOLA: IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA POSITIVA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xpv2hi3t"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/disabili-a-scuola.webp"  title="" alt="" width="436" height="327" /><br></div><div><br></div>Sono una psicologa che ogni mattina lavora come educatore in scuole primarie e secondarie di primo grado. Mi occupo, nello specifico, di <b>assistenza specialistica scolastica </b>per <b>bambini con diverse disabilità</b>. L’assistenza specialistica per gli alunni <b>diversamente abili</b> si inquadra nel più generale obiettivo del <b>Progetto Educativo Individualizzato</b> che la scuola e le agenzie territoriali formulano in sinergia con l’obiettivo di promuovere l’<b>integrazione dell’alunno disabile </b>nella sua interezza e specificità potenziando capacità di autonomia personale e comunicativa all’interno e all’esterno della scuola. Non lo ritengo un lavoro, ma una missione in quanto sento di essere un’opportunità a disposizione di un bambino o ragazzo che, per un motivo o per l’altro, necessita di me per spiccare il volo verso l’autonomia. Potete immaginare la responsabilità che tale ruolo comporta in quanto, attraverso l’intervento socio- educativo messo in atto, il bambino potrà potenziare le proprie capacità, raggiungere gradualmente autonomie personali di base, sociali e di comunicazione intenzionale. Ogni giorno mi rendo conto che un ruolo importante nel favorire l’integrazione del bambino <b>diversamente abile</b> è rappresentata dalla sincera disponibilità del gruppo classe ad accoglierlo non in quanto disabile, e per questo più bisognoso di cure, ma come compagno con le proprie caratteristiche, così come ognuno di loro. Ogni giorno ho modo di constatare l’effetto positivo sulle piccole conquiste quotidiane del bambino diversamente abile determinato dall’avere compagni “accoglienti” e disponibili dal punto di vita emotivo, infatti l’essere inserito in una classe accogliente ed inclusiva aumenta la voglia di fare, di imitare, di emulare e quindi di “imparare”.<div>Ma non solo, è ampiamente dimostrato che i bambini che vivono in classe con compagni disabili elaborano una maggiore maturità sul piano emotivo e cognitivo.</div><div>Perciò è necessario mettere in atto percorsi che aiutino i bambini ad accettare il diverso senza paura e senza la mistificazione del “siamo tutti uguali”, perché ognuno è unico ed irripetibile. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.WCneLtLhDIV" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dott.ssa Roberta di Lernia</b></a>, Psicologa Clinica<div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde</a></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 15:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[STRAORDINARIA NORMALITA’]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio Albanese]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8dk7j3gv"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Sono Claudio, ho la </span><b class="fs12lh1-5">sindrome di Charcot Marie Tooth</b><span class="fs12lh1-5">, sindrome rara che colpisce il </span><b class="fs12lh1-5">sistema nervoso periferico</b><span class="fs12lh1-5">. La mia è una condizione che vivo sin dalla nascita e che ha visto colpire i nervi periferici degli arti, non permettendomi di restare in equilibrio e di deambulare senza appoggio. E’ questo che spiegherei a chi mi domandasse della mia vita, lo spiegherei proprio così, semplicemente, senza troppi giri di parole; invece molto spesso le persone non hanno il coraggio di domandarmelo, lasciandosi nel dubbio di chi io sia realmente, ostacolando così la possibile interazione e...perchè no, amicizia, fingendo assoluta normalità. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Quindi: non abbiate paura, perchè ai miei occhi siamo tutti uguali! </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Io non sono diverso e vorrei che questo fosse percepito da chi incrocia i miei occhi per la prima volta...</span><span class="fs12lh1-5">vorrei che ciò che si notasse di me al primo sguardo fosse proprio la mia straordinaria normalità! Sono semplicemente un ragazzo di sedici anni con tanta voglia di scoprire...</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/interpretare-la-vita-come-un-dono.html#.XAF5GGhKjIU" rel="author" target="_blank" class="imCssLink">Claudio Albanese</a></b>, esploratore di vita &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire "Diversabilità" su <a href="http://tiny.cc/diversabilita" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/diversabilita</a> e lasciateci i vostri commenti o suggerimenti! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 15:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA CORTE COSTITUZIONALE DICE Sì AI RAPPORTI TRA FIGLI E ‘GENITORI SOCIALI’]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_oon8g7e5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/rapporti-tra-figli-e-genitori-sociali.webp"  title="" alt="" width="380" height="285" /><br></div><div><br></div>Nel corso di un procedimento di volontaria giurisdizione, promosso, ex art. 737 del codice di procedura civile, dalla ricorrente P.G., per ottenere « – <b>nell’interesse superiore dei minori </b>S. e M. – un provvedimento volto a statuire tempi e modalità di frequentazione tra la stessa e i due bambini, figli della ex compagna G. D. con la quale aveva avuto una relazione sentimentale, durata otto anni, nel corso della quale la G. D. aveva avviato – con il sostegno morale ed economico della P. G. – un processo di<b> procreazione assistita</b> di tipo eterologo, conclusosi con la gravidanza e la nascita dei due gemelli, accuditi e cresciuti da entrambe le donne», la Corte d’appello di Palermo, adita in sede di reclamo proposto dalla madre biologica avverso il decreto del Tribunale di Palermo (con il quale, esclusa la legittimazione attiva della P. G., erano state comunque accolte le istanze della medesima, fatte proprie dal pubblico ministero intervenuto in causa), ha ritenuto rilevante e non manifestamente infondata ed ha perciò sollevato, con l’ordinanza in epigrafe, «questione di legittimità costituzionale dell’art. 337 ter codice civile, introdotto dall’art. 55 D.lgs. n. 154/2013, nella parte in cui – in violazione degli artt. 2, 3, 30, 31 e 117, comma primo (sub specie in violazione dell’art. 8 CEDU, quale norma interposta), della Costituzione – non consente al giudice di valutare, nel caso concreto, se risponda all’interesse del minore conservare rapporti significativi con l’ex partner del <b>genitore biologico</b>»”. I giudici della Consulta hanno respinto le varie eccezioni di inammissibilità prospettate. Nel nostro ordinamento non c'è un vuoto nella tutela dell'interesse del minore a conservare rapporti significativi con l'ex partner omosessuale del genitore biologico. Non è fondata dunque, la questione di legittimità costituzionale - sollevata dalla Corte d'appello di Palermo in riferimento agli artt. 2, 3, 30, 31 e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 8 Cedu - dell'art. 337-ter c.c., «nella parte in cui [...] non consente al giudice di valutare, nel caso concreto, se risponda all'interesse del minore conservare rapporti significativi con l'ex partner del genitore biologico». Nel motivare la pronuncia, la Consulta ha affermato che «l'interruzione ingiustificata, da parte di uno o di entrambi i genitori, in contrasto con l'interesse del minore, di un rapporto significativo, da quest'ultimo instaurato e intrattenuto con soggetti che non siano parenti, è riconducibile alla ipotesi di condotta del genitore "comunque pregiudizievole al figlio", in relazione alla quale l'art. 333 dello stesso codice già consente al giudice di adottare "i provvedimenti convenienti" nel caso concreto. E ciò su ricorso del pubblico ministero (a tanto legittimato dall'art. 336 cod. civ.), anche su sollecitazione dell'adulto (non parente) coinvolto nel rapporto in questione». &nbsp;&nbsp;Corte Costituzionale, sentenza 4 – 5 ottobre 2016, n. 225.<div><br><div><b> avv. Luca Volpe</b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per maggiori "Informazioni Legali": <a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/avvocatorisponde</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 15:39:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-corte-costituzionale-dice-si-ai-rapporti-tra-figli-e--genitori-sociali-</link>
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			<title><![CDATA[IL PRIVILEGIO DI AVERE DUE ORECCHIE: L’UDITO BINAURALE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_56oz8tl2"><div><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/udito-binaurale.webp"  title="" alt="" width="358" height="239" /><br></div><div><br></div>"L'uomo ha due orecchie e una bocca per ascoltare il doppio e parlare la metà". Il valore morale e civile della succitata massima è il pretesto per trattare un argomento tecnicamente articolato, quanto importante, quale l'<b>udito binaurale</b>, ovvero la capacità di ascoltare mediante le due orecchie. L'argomento in questione è utile per comprendere i motivi per cui, da un punto di vista protesico, è fondamentale nelle perdite uditive bilaterali applicare due <b>apparecchi acustici</b> e non solamente uno. Ai più è dato credere che le orecchie funzionino allo stesso modo, ovvero che rispondano agli input provenienti dall'ambiente, adottando un comportamento identico. Nella realtà, solo una parte di questa convinzione può essere "salvata", nel senso che da un punto di vista funzionale l'udito asseconda il bisogno di un ascolto di qualità, cioè l'esigenza di percepire dei suoni significativi, potendoli distinguere dai rumori, che pure caratterizzano il contesto uditivo in cui siamo costantemente inseriti. Di conseguenza è necessario concepire il sistema uditivo come un apparato in cui le orecchie non lavorano in maniera simmetrica e perfettamente sovrapponibile, ma rispondono a informazioni con caratteristiche diverse che vengono poi rielaborate e sintetizzate in un unico segnale. Questo straordinario meccanismo di ricezione prende il nome di udito binaurale ed è la capacità del cervello di "fondere" due messaggi sonori diversi (giunti alle due orecchie), creandone un terzo, sintesi dei due, ed è il meccanismo che crea la percezione dell'armonia nella musica: ad un concerto siamo in grado di concentrarci su un singolo strumento attraverso un ascolto critico o intenzionale, ma abbandonando questa prospettiva possiamo percepire l'armonia della fusione degli strumenti in un tutto. L'udito binaurale quindi si rivela un grande vantaggio non solo per identificare la localizzazione del suono proveniente da una data sorgente (anche in ambienti rumorosi), ma proprio in virtù delle specifiche capacità di ascolto che si realizzano mediante l'attività sincronica delle due orecchie esso ci permette di: <div>1. orientarci nello spazio;</div><div>2. prestare selettivamente attenzione a suoni specifici;</div><div>3. distinguere informazioni sonore importanti persino in ambienti di ascolto difficili. Quello sinora descritto è uno dei motivi fondamentali per cui una <b>protesizzazione monolaterale</b>, in situazioni di <b>deficit bilaterale</b> (con relativa possibilità di applicazione bilaterale), rappresenti un errore applicativo notevole, causa di scarsi risultati sia di correzione che riabilitativi.<div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.WCTG6NLhDIV" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Pagnotta Giorgio</a></b> - Audioprotesista Master di Specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it &nbsp;</a></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde</a> </div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 19:12:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-privilegio-di-avere-due-orecchie--l-udito-binaurale</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[ETICA E BIOETICA Prima parte]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7p0320jr"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/filosofia-e-bioetica.webp"  title="" alt="" width="426" height="240" /><br></div><div><br></div>Che significa <b>Etica</b>? E che campo investe la <b>Bioetica</b>?"Etica è un termine filosofico introdotto da Aristotele a indicare quella parte della filosofia che studia la condotta dell'uomo, i criteri in base ai quali si valutano i comportamenti e le scelte. Per lo più, la filosofia non si è limitata solo a descrivere la condotta umana,(....) ma ha inteso anche fornire indicazioni su quali criteri devono essere rispettati da chi agisce". <b>Enciclopedia Garzanti di Filosofia</b> (ediz,ampliata). All'interno poi di questo concetto possiamo distinguere anche, grazie all'apporto di Hegel , tra la moralità &nbsp;e l'eticità. Se il primo indica l'aspetto soggettivo della condotta, il secondo indica l'insieme dei valori morali effettivamente realizzati nel corso del tempo, cioè nella storia. Le tematiche relative alla eticità emergono sempre nei periodi di crisi in cui i &nbsp;valori, fino a quel momento riconosciuti come validi, perdono compattezza e validità agli occhi dei più, e vengono messi in discussione al punto da non comprendere più, in modo così lineare, ciò che è bene e male. Possiamo dire che l'etica moderna nasce quando cerca di staccarsi &nbsp;dall'influenza cristiana e cerca di essere un'etica laica, gettando l'occhio sulla luce problematica della libertà che pare essere il supporto e fondamento della moralità. La Bioetica invece è una disciplina che si occupa delle questioni morali collegate alla ricerca biologica e medica. Il termine è stato coniato dall'oncologo statunitense Van Rensselaer Potter, nel 1970, con la pubblicazione del volume "BIOETHICS, BRIDGE TO THE FUTURE" ( Bioetica. Un ponte verso il futuro). La bioetica secondo Van Potter è una disciplina tesa al ripensamento degli scopi e delle finalità della medicina ( o del rapporto tra l'uomo e l'ambiente relativamente alla salute). Chiaramente la bioetica deve costituire il fondamento di un nuovo rapporto tra uomo e natura. Attraverso la bioetica, la biologia deve estendere i propri limiti oltre l'ambito descrittivo, per includere il dominio dei valori e delle norme. Potter parla di bioetica definendola la "NUOVA ETICA SCIENTIFICA" che si pone come obiettivo quello di garantire la sopravvivenza umana e assicurare la qualità della vita. Nel 1971 si sanciva l'ufficializzazione della parola bioetica, tesa ad indicare un nuovo dominio di studi che veniva sistematizzato per la prima volta con la pubblicazione nel 1978 dell'Enciclopedia della Bioetica. Quest'opera proponeva l'unificazione in un'unica materia di discipline, quali Medicina <b>Giurisprudenza Biologia</b> e &nbsp;Filosofia Morale. Sempre nel 1971 nacque il Kennedy Institute, primo istituto di ricerca bioetica che &nbsp;così definiva la bioetica “lo studio della condotta umana nell'ambito delle scienze della vita e della cura della salute, in quanto questa condotta venga esaminata alla luce di valori e <b>principi morali</b>”.<div> &nbsp;<div><b><a href="Che significa Etica? E che campo investe la Bioetica?                                                                      "Etica è un termine filosofico introdotto da Aristotele a indicare quella parte della filosofia che studia la condotta dell'uomo, i criteri in base ai quali si valutano i comportamenti e le scelte. Per lo più, la filosofia non si è limitata solo a descrivere la condotta umana,(....) ma ha inteso anche fornire indicazioni su quali criteri devono essere rispettati da chi agisce". Enciclopedia Garzanti di Filosofia (ediz,ampliata).                                                                                       All'interno poi di questo concetto possiamo distinguere anche, grazie all'apporto di Hegel , tra la moralità  e l'eticità. Se il primo indica l'aspetto soggettivo della condotta, il secondo indica l'insieme dei valori morali effettivamente realizzati nel corso del tempo, cioè nella storia. Le tematiche relative alla eticità emergono sempre nei periodi di crisi in cui i  valori, fino a quel momento riconosciuti come validi, perdono compattezza e validità agli occhi dei più, e vengono messi in discussione al punto da non comprendere più, in modo così lineare, ciò che è bene e male. Possiamo dire che l'etica moderna nasce quando cerca di staccarsi  dall'influenza cristiana e cerca di essere un'etica laica, gettando l'occhio sulla luce problematica della libertà che pare essere il supporto e fondamento della moralità. La Bioetica invece è una disciplina che si occupa delle questioni morali collegate alla ricerca biologica e medica. Il termine è stato coniato dall'oncologo statunitense Van Rensselaer Potter, nel 1970, con la pubblicazione del volume "BIOETHICS, BRIDGE TO THE FUTURE" ( Bioetica. Un ponte verso il futuro). La bioetica secondo Van Potter è una disciplina tesa al ripensamento degli scopi e delle finalità della medicina ( o del rapporto tra l'uomo e l'ambiente relativamente alla salute). Chiaramente la bioetica deve costituire il fondamento di un nuovo rapporto tra uomo e natura. Attraverso la bioetica, la biologia deve estendere i propri limiti oltre l'ambito descrittivo, per includere il dominio dei valori e delle norme. Potter parla di bioetica definendola la "NUOVA ETICA SCIENTIFICA" che si pone come obiettivo quello di garantire la sopravvivenza umana e assicurare la qualità della vita. Nel 1971 si sanciva l'ufficializzazione della parola bioetica, tesa ad indicare un nuovo dominio di studi che veniva sistematizzato per la prima volta con la pubblicazione nel 1978 dell'Enciclopedia della Bioetica. Quest'opera proponeva l'unificazione in un'unica materia di discipline, quali Medicina Giurisprudenza Biologia e  Filosofia Morale. Sempre nel 1971 nacque il Kennedy Institute, primo istituto di ricerca bioetica che  così definiva la bioetica “lo studio della condotta umana nell'ambito delle scienze della vita e della cura della salute, in quanto questa condotta venga esaminata alla luce di valori e principi morali”. " target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://Che significa Etica? E che campo investe la Bioetica?                                                                      "Etica è un termine filosofico introdotto da Aristotele a indicare quella parte della filosofia che studia la condotta dell'uomo, i criteri in base ai quali si valutano i comportamenti e le scelte. Per lo più, la filosofia non si è limitata solo a descrivere la condotta umana,(....) ma ha inteso anche fornire indicazioni su quali criteri devono essere rispettati da chi agisce". Enciclopedia Garzanti di Filosofia (ediz,ampliata).                                                                                       All'interno poi di questo concetto possiamo distinguere anche, grazie all'apporto di Hegel , tra la moralità  e l'eticità. Se il primo indica l'aspetto soggettivo della condotta, il secondo indica l'insieme dei valori morali effettivamente realizzati nel corso del tempo, cioè nella storia. Le tematiche relative alla eticità emergono sempre nei periodi di crisi in cui i  valori, fino a quel momento riconosciuti come validi, perdono compattezza e validità agli occhi dei più, e vengono messi in discussione al punto da non comprendere più, in modo così lineare, ciò che è bene e male. Possiamo dire che l'etica moderna nasce quando cerca di staccarsi  dall'influenza cristiana e cerca di essere un'etica laica, gettando l'occhio sulla luce problematica della libertà che pare essere il supporto e fondamento della moralità. La Bioetica invece è una disciplina che si occupa delle questioni morali collegate alla ricerca biologica e medica. Il termine è stato coniato dall'oncologo statunitense Van Rensselaer Potter, nel 1970, con la pubblicazione del volume "BIOETHICS, BRIDGE TO THE FUTURE" ( Bioetica. Un ponte verso il futuro). La bioetica secondo Van Potter è una disciplina tesa al ripensamento degli scopi e delle finalità della medicina ( o del rapporto tra l'uomo e l'ambiente relativamente alla salute). Chiaramente la bioetica deve costituire il fondamento di un nuovo rapporto tra uomo e natura. Attraverso la bioetica, la biologia deve estendere i propri limiti oltre l'ambito descrittivo, per includere il dominio dei valori e delle norme. Potter parla di bioetica definendola la "NUOVA ETICA SCIENTIFICA" che si pone come obiettivo quello di garantire la sopravvivenza umana e assicurare la qualità della vita. Nel 1971 si sanciva l'ufficializzazione della parola bioetica, tesa ad indicare un nuovo dominio di studi che veniva sistematizzato per la prima volta con la pubblicazione nel 1978 dell'Enciclopedia della Bioetica. Quest'opera proponeva l'unificazione in un'unica materia di discipline, quali Medicina Giurisprudenza Biologia e  Filosofia Morale. Sempre nel 1971 nacque il Kennedy Institute, primo istituto di ricerca bioetica che  così definiva la bioetica “lo studio della condotta umana nell'ambito delle scienze della vita e della cura della salute, in quanto questa condotta venga esaminata alla luce di valori e principi morali”. " target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a>.</div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Nov 2016 09:47:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?etica-e-bioetica--prima-parte</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[L’IMPORTANZA DEL MASSAGGIO INFANTILE]]></title>
			<author><![CDATA[Cinzia Faconda]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_mn260s2q"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/benefici-del-massaggio-infantile.webp"  title="" alt="" width="394" height="293" /><br></div><div><br></div>Provate a chiudere gli occhi, immaginate di trovarvi in un luogo sconosciuto, non avvertite alcun rumore, non vedete alcun raggio di sole ed anche i profumi vi confondono le idee. Istintivamente il senso che interviene nel riconoscimento del luogo in cui ci troviamo è il tatto. I neonati scoprono il tatto sin dal grembo materno, infatti è il senso più sviluppato nei neonati e nei non vedenti. Il tatto esprime emozioni come amore, protezione e determinazione, infatti i bimbi hanno continuo bisogno del <b>contatto fisico con i loro genitori</b>, perché un caloroso abbraccio ed una delicata carezza li fa sentire protetti, sicuri e soprattutto amati. Alcune testimonianze che risalgono al 3000 a.C. sostenevano che in Asia si diffuse la pratica del contatto tra mamma e bambino. I bimbi appena nati, massaggiati con delicate carezza della mamma, crescono più sani &nbsp;e robusti, perché il massaggio stimola le difese immunitarie e irrobustisce l’apparato scheletrico e muscolare. Conosciamo una pratica molto diffusa in India, finalizzata al benessere del bambino, prende il nome di massaggio Shantala, nato nella regione del Kerala a sud dell’India, studiato secondo i principi della medicina Ayurvedica. Il tocco e le carezze, rappresentano un ottimo mezzo di comunicazione tra mamma e bambino. Il massaggio si esegue preferibilmente al mattino o alla sera <b>prima della nanna</b>, eseguito preferibilmente in un ambiente sereno e riscaldato, in modo da favorire il benessere e il rilassamento del bambino. Il bambino non deve aver mangiato, altrimenti potrebbe rigurgitare. Il trattamento viene eseguito con olio rigorosamente bio, oppure con il ghee, cioè burro chiarificato. Il tocco delle mani imbibite di olio, facilita il nutrimento della pelle, favorisce il benessere e aiuta il bambino a prendere consapevolezza del proprio corpo. Il massaggio si esegue con il bambino adagiato sulle gambe della mamma e, durante il massaggio, la mamma potrà cantare una ninna nanna guardando il bambino negli occhi, trasmettendo tutto il suo amore. Dopo il massaggio il bambino sarà avvolto in una coperta e potrà dormire con tutta serenità. Buon massaggio!<div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/da-make-up-artist-a-operatriceolistica.html#.V44zutKLRdg" target="_blank" class="imCssLink"><b>Cinzia Faconda</b></a>- Make up artist, operatrice olistica &nbsp;&nbsp;</div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire " Spirito Artistico " su <a href="http://tiny.cc/arte" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/arte </a></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Nov 2016 09:36:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-importanza-del-massaggio-infantile</link>
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			<title><![CDATA[FANTASIA E CREATIVITA’]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_urj5z0fp"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/come-sviluppare-la-creativita.webp"  title="" alt="" width="377" height="251" /><br></div><div><br></div>La fantasia è bambina, la creatività... adulta. I bambini fantasticano osservando la realtà con occhi capaci di trasformarla in qualcosa di straordinario che li stupisce e rallegra. Essi, pur guardandola con quella sincerità e verità del cuore, che non deforma, ma dà nuova forma e colore, fantasticano continuamente su di essa. Gli adulti invece, progettano e creano concretamente quello che immaginano e pensano. Tra fantasia e creatività ci passa la<b> maturità</b>, ma quest'ultima non darà frutto senza le prime due. La scuola insegna al bambino, proprio quel meccanismo che permette di tramutare un'idea in qualcosa di tangibile. Insegna a creare con fantasia. Fornisce conoscenze e mezzi didattici per crescere senza smettere di sognare. Qualunque disciplina diventa, allora, quel tramite necessario e mai superfluo o pesante, per architettare con entusiasmo, immaginando il prodotto di un lavoro o percorso operativo intrapreso, prima ancora del suo compimento. Solo il connubio perfetto tra fantasia e creatività darà vita alla felicità dell'imparare. Un imparare, non solo per sapere, ma anche per fare. Il DEWEY, pedagogista ed innovatore della didattica, consigliava una "<b>scuola attiva</b>", proprio per valorizzare la <b>fantasia del bambino</b>, trasformandola, con l'istruzione e l'aiuto dell'adulto, in creatività. Oggi, le attività laboratoriali, fortunatamente, prendono il sopravvento su quelle prettamente teoriche ed istituzionali, che spesso, paradossalmente, bocciano la fantasia e spengono l'entusiasmo del bambino. Un bambino che sarà sicuramente un adulto più felice e realizzato, se saprà continuare a fantasticare per poi saper creare. Del resto nell'adulto creativo, grande nelle cose che fa, che lo distinguono dalla triste mediocrità, c'è sempre e inevitabilmente un bambino fantasioso.<div><br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WB-N3tLhDIV" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi all'insegnante <a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a> </div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti </div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 06 Nov 2016 20:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?fantasia-e-creativita-</link>
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			<title><![CDATA[BISCOTTI AROMATIZZATI AI FRUTTI DI BOSCO]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_98bqjgx2"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/biscotti-aromatizzati-frutti-di-bosco.webp"  title="" alt="" width="337" height="337" /><br></div><div><br></div>Spesso quando parliamo di autunno ci vengono in mente, oltre alle foglie secche di mille colori, i frutti di bosco. Oggi ho avuto tra le mani uno zucchero aromatizzato ai frutti di bosco, ispirata dal profumo ho pensato di preparare una merenda speciale per le mie bimbe...i <b>biscotti aromatizzati ai frutti di bosco</b> e subito la mia cucina si è invasa di un profumo autunnale e dolcissimo.Regalo a tutti voi questa ricetta speciale...<div>Ingredienti per 25 biscotti circa: 90 gr di burro, 100 gr di <b>zucchero aromatizzato</b> ai frutti di bosco, 1 uovo, 200 gr di farina, 1/2 cucchiaino di lievito per dolci, 1 cucchiaino di<b> essenza di vaniglia</b>, 1 pizzico di sale, <b>zucchero a velo vanigliato</b> da cospargere sui biscotti.<div><br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.WB-OHtLhDIU" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b> Cake designer - delegata provinciale Bari FIAB</div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Spirito Artistico" su <a href="http://tiny.cc/arte" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/arte</a></div></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 06 Nov 2016 19:52:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?biscotti-aromatizzati-ai-frutti-di-bosco</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA: INVENTO UNA STORIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_op6rzkl7"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/invento-una-storia.webp"  title="" alt="" width="465" height="286" /><br></div><div><br></div>Che cosa è la <b>scrittura creativa</b>? Non si possiede una definizione univoca per questo genere di scrittura. E’ indiscussa la sua modalità non convenzionale di presentarsi e ha ragione di esistere grazie ad una abilità intellettiva per eccellenza: <b>l’immaginazione</b>. Sin da <b>bambini </b>impariamo ad analizzare ed interpretare il mondo intorno a noi. La capacità immaginativa ci permette di reinterpretare le esperienze acquisite in modo del tutto libero e ricco di nuovi particolari. Qual è l’elemento fondamentale che ci permette di creare una storia? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Sono senza dubbio le <b>IDEE</b>! Le idee si fondono in una dimensione unica con il pensiero, le emozioni e le sensazioni di chi le produce. In questa attività creativa sono coinvolti tutti i cinque sensi. L’intuizione di ciò che porterà alla scrittura &nbsp;può arrivare da un ricordo, da un profumo, da un sogno che abbiamo fatto. L’idea può raggiungerci mentre passeggiamo, quando stiamo mangiando o quando siamo in compagnia degli amici. Esistono numerosi esercizi didattici che possono essere utilizzati nei laboratori di scrittura creativa con i bambini. Tali metodologie didattiche possono, per esempio, potenziare la <b>concentrazione </b>e la capacità di descrizione, migliorare la capacità di ragionamento e la comprensione di un testo. La condivisione delle idee abitua i bambini a vivere momenti di sana aggregazione. Tutti possono provare a scrivere una storia: basta sorridere alle idee e lasciarsi andare con la fantasia. In occasione della Notte Bianca dei Bambini 2016, si è svolto il laboratorio “INVENTO UNA STORIA “. &nbsp;L’incontro, condotto dalla sottoscritta e dalla dott.ssa Roberta di Lernia (psicologa clinica), ha dato vita a tre <b>storie </b>prodotte da tre gruppi di bambini di età fra i sette e i nove anni. Le piccole storie sono state prodotte esclusivamente dalla fantasia dei bambini ai quali sono stati suggeriti alcuni input che vengono utilizzati nei laboratori di scrittura creativa. Sottolineo che i brevi componimenti sono stati realizzati in un tempo &nbsp;di circa quaranta minuti. Buona lettura amici e buona educazione alla fantasia a tutti.</div><div><span class="fs12">Gruppo </span><b class="fs12">Bambina</b><span class="fs12">. C’era una volta una bambina di nome Alice, appassionata di bambole e animali. Il suo passatempo preferito era suonare le maracas. Sua madre, però, la costringeva a suonare il basso. Una notte, mentre dormiva, fece un incubo sui nani. Allora Alice si svegliò di scatto e corse dai suoi genitori, raccontò il suo sogno, ma ovviamente non ci credettero. La bambina, seguendo una stella nel bosco, arrivò in una strana casa da dove usciva del fuoco dal comignolo. Lì abitavano quattro nani buoni e affettuosi. Alice bussò e loro la ospitarono. Chiacchierarono insieme e presero una tazza di tè. Alice pensò che l’incubo che aveva fatto non fosse vero. I genitori, preoccupati, si organizzarono in gruppo per andarla a cercare. Mentre si stava recando a casa, finalmente vide i suoi genitori e corse ad abbracciarli.</span></div><div><div>Gruppo <b>Jack</b>. C’era una volta un bambino che stava dormendo nel suo letto. Fuori c’era molto vento, i rami degli alberi traballavano, così il bambino si svegliò. Guardò fuori dalla finestra, perché aveva paura. Vide la sua jeep che iniziava a muoversi e il suo koala ad agitarsi. In realtà non era un ladro che gli aveva fatto paura ma un fagiolo magico. Il bambino iniziò a gridare quando lo vide, ma il fagiolo disse: “non preoccuparti, sono buono; non ti farò del male”. Il bambino si rassicurò e disse al fagiolo magico:”aiutami a dormire!”. Il fagiolo rispose di sì e da allora diventarono amici. Il bambino chiamò il suo nuovo amico Jack e vissero felici e contenti.</div><div>Gruppo <b>Robottino</b>. C’era una volta un rinoceronte che, in mezzo a una foresta, incontrò un orco di nome Berry. Un giorno il rinoceronte e Berry andarono a Sydney a trovare il nonno di Tommy. Il rinoceronte e Berry trovarono una bottiglia di nome Clarence, vicino ad una pianta. Un ortaggio che era lì vicino parlò: ”andate dallo scienziato pazzo che ha una sorpresa per voi”. Loro risposero: ”d’accordo”. Andarono dallo scienziato che costruì per loro un robottino. Da quel giorno il robottino salvò tantissime vite.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.WBm3pSSF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b>, pedagogista, educatore extrascolastico</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi alla pedagogista di "Psicopedagogia": <a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pedagogistarisponde</a></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 09:50:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?laboratorio-di-scrittura-creativa--invento-una-storia</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[PENSO, DUNQUE... SENTO  Parte Seconda]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Mariapia Cannito]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_61kfha87"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/penso-dunque-sono.webp"  title="" alt="" width="457" height="305" /><br></div><div><br></div>Nel precedente articolo abbiamo discusso di quanto la consapevolezza delle <b>emozioni</b> sia importante ai fini del benessere <b>psicologico </b>e di una buona qualità delle relazioni con gli altri. Le nostre emozioni sono influenzate dai nostri pensieri, dalla lettura che diamo alla realtà, dalle nostre interpretazioni della stessa. È fondamentale riconoscere i <b>pensieri</b> e le interpretazioni che diamo alla realtà, sebbene possa non essere così semplice, poiché alcuni “modi di pensare” sono così abituali da diventare automatici e sfuggire alla consapevolezza. Un esercizio utile è quello di imparare a discriminare tra situazioni attivanti, pensieri ed emozioni. È ciò che in terapia cognitivo comportamentale chiamiamo <b>ABC</b>:<div>A: <b>evento </b>attivante, la situazione: dove sono? Quando? Con chi? E’ l’evento attivante che ha dato inizio all’intera sequenza dell’episodio emotivo.</div><div>B: <b>pensieri</b>: mentre ero in quella situazione che cosa mi sono detto? Che cosa ho pensato? Il nostro dialogo interno, le nostre considerazioni sulla situazione, che influenzano vissuto emotivi e comportamenti. I pensieri &nbsp;possono essere funzionali, ossia considerazioni realistiche e oggettive, che aiutano a raggiungere i propri obiettivi e provocano reazioni emotive adeguate, oppure disfunzionali, ossia considerazioni irrealistiche, esagerate, talvolta distorte, che sono controproducenti rispetto agli obiettivi e provocano emozioni negative pervasive.</div><div>C: <b>Reazioni </b>emotive, con descrizione e attribuzione dei livelli di intensità. Dopo questo esercizio ci risulterà chiaro che le nostre emozioni sono determinate non tanto dalle situazioni, quanto dalla <b>chiave </b>di <b>lettura</b>, dalle interpretazioni che diamo alle stesse. È importante riuscire a individuare i pensieri disfunzionali o irrazionali, che sono alla base dei nostri schemi cognitivi e filtrano le informazioni che provengono dall’ambiente, poichè tali pensieri influenzano le nostre emozioni e la qualità della nostra vita. Un requisito fondamentale per l’individuazione dei pensieri disfunzionali è la flessibilità, l’apertura mentale, la capacità di guardare i problemi da punti di vista alternativi, in breve, saper cambiare idea. La rigidità porta all’automatismo e rifiuta qualunque cosa sia in conflitto con le vecchie convinzioni. Spesso tendiamo ad applicare a eventi diversi le medesime convinzioni e i medesimi comportamenti, solo perché magari in passato si sono rivelati efficaci in passato e non riusciamo a modificare la <b>strategia</b>, davanti a un insuccesso, solo perché non teniamo conto del fatto che la situazione che stiamo affrontando potrebbe avere caratteristiche richiedere risorse diverse da quelle vissute in passato. “Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo”, diceva <b>Albert Einstein</b>. Molte nostre sofferenze psicologiche sono causate da distorsioni cognitive, deformazioni, errori del nostro sistema di pensieri, che ci inducono a interpretazioni distorte degli eventi e quindi a vissuti emotivi negativi e pervasivi e difficoltà sul piano relazionale.<div><br> &nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-cervello-e-le-relazioni-umane.html#.WBm1yiSF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Mariapia Cannito</a></b> - Specialista in psicoterapia cognitivo comportamentale</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div> chiedi alla psicologa di "Psicologia":<a href=" http://tiny.cc/psicologorisponde " target="_blank" class="imCssLink"> http://tiny.cc/psicologorisponde </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 09:42:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?penso,-dunque----sento--parte-seconda</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[UNA STORIA SPECIALE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_g7n69143"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/credere-nei-sogni.webp"  title="" alt="" width="472" height="315" /><br></div><div><br></div>C'era una volta una <b>famiglia </b>di gatti tutti bianchi con una stellina grigia sulla fronte.<div>Erano in cinque più <b>papà</b> e <b>mamma </b>ed abitavano in una grande casa in campagna con due proprietari speciali.</div><div>Sì, perché la padrona di casa, una signora "molto arzilla", era sempre pronta ad esaudire i desideri di tutti: umani e non.</div><div>Ma ritorniamo ai gattini...la mattina accompagnati da papà gatto grigio andavano tutti a scuola e la loro maestra gatta "<b>Arcobaleno</b>" era molto contenta di loro.</div><div>Erano bravi, disciplinati, volenterosi e bravi in tutte le materie.</div><div>La più piccina, che si chiamava "Vannina", aveva un sogno: lei amava la <b>musica</b> classica e voleva suonare il pianoforte. Ma come fa una gattina a suonare? Bisognava andare a scuola di musica! Ma dove? Lei era soltanto una piccola e bella gattina di nome "Vannina". Un giorno nell'ora di musica venne a fare dei provini a tutti gli alunni "Fata Musica"e i provini comprendevano anche il pianoforte.</div><div>"Vannina"era emozionata e, quando la <b>maestra</b> la chiamò per la prova, quasi non riusciva a toccare i tasti del grande piano.</div><div>"Fata Musica"era vicino a lei e le assegnò il pezzo da suonare: la Sinfonia n.40 di Amadeus Wolfgang Mozart, uno dei suoi pezzi preferiti.</div><div>Vannina si sedette al pianoforte, aggiustò lo spartito e poi ...via con le sue zampine sui tasti. L'emozione era tanta, ma dopo un po' Vannina fu un tutt'uno con il piano e &nbsp;fu bellissimo.</div><div>Quando terminò "Fata Musica" le si avvicinò, le strinse la zampa facendole dei complimenti, invitandola a frequentare la sua scuola di musica riservata solo ad allievi "bravi"! E lei lo era.</div><div>Cari ragazzi sono trascorsi tanti anni "Vannina" è diventata una brava "concertista" ed oggi si esibirà ai microfoni di "Canale 96", nella trasmissione del suo giornalista preferito Carlo Sacco di Fatti e Misfatti.</div><div>E sapete con chi andrà?</div><div>Con la sua padrona, la signora da tutti chiamata "<b>Nonna </b>Arzilla".</div><div>Vannina è felice, finalmente ha realizzato il suo sogno di suonare il pianoforte in TV in una puntata tutta dedicata a lei, dal titolo "I sogni si avverano Vannina!!</div><div>Sì, cari ragazzi, i sogni non sempre, ma qualche volta si avverano, ma come fare?</div><div>Non smettete mai di sognare!</div><div>Nonna Gina. &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WBmyECSF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 09:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[C’ERA UNA VOLTA CAPPUCCETTO ROSSO PER BAMBINI OVER 50!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Maria Elena Germinario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6noif1h2"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/cappuccetto-rosso.webp"  title="" alt="" width="469" height="355" /><br></div><div><br></div>Ebbene sì, anche i <b>bambini</b> che hanno superato i 50 anni di età iniziano un laboratorio di approccio al <b>Teatro </b>con "C'era una volta cappuccetto rosso...". Perché partire da un esercizio di <b>narrazione</b>, di una <b>fiaba </b>nota come quella di Cappuccetto Rosso dei fratelli <b>Grimm</b>, che tutti sanno, per cui anche senza avere o sapere a memoria un copione si può raccontare, fa sparire quasi "magicamente" tutti i pregiudizi che, solitamente, si hanno sulla impossibilità o comunque sulla difficoltà di iniziare a fare teatro quando si è dei bambini "molto grandi". &nbsp;Perché, a mio avviso, a 4, 6, 15 o 60 anni quello che è importante nel "fare teatro" è imparare a creare dei canali di comunicazione ed <b>espressione</b>. Significa imparare a comunicare storie, messaggi, valori attraverso storie e personaggi, significa capire il senso di quelle storie e di quei personaggi e cercare di farlo capire a chi sta ascoltando, significa portare la voce agli ascoltatori, non come mero esercizio tecnico, ma come necessità di farsi ascoltare. Significa provare ad immergersi nelle emozioni contenute in una storia e provare a trasmetterle...perché in fondo quelle emozioni ci appartengono, appartengono ad ognuno di noi. Le conosciamo, sappiamo cosa significano, lo sforzo, il coraggio sta solo nel provare a comunicarle a chi ci sta guardando ed ascoltando... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>A che serve fare a teatro dopo i <b>50 anni</b>? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>A tornare ad emozionarsi, a provare a comunicare tutta l'esperienza di vita accumulata, che un bambino ancora non ha, e provarla a raccontare, attraverso storie come Cappuccetto Rosso, ad altri bambini, piccoli o "molto grandi", pronti lì a sognare, ad immaginare e in fondo a conoscerci un po'. Eh sì, perché anche se non si raccontano direttamente fatti o storie della propria vita personale, le vibrazioni della voce e i palpiti di <b>cuore </b>quelli arrivano, arrivano comunque...a tutti, ai piccoli o ai grandi ascoltatori... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Arrivano a chi come me prova a lavorare in luoghi come l'UNI3...<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-fantasia-varca-i-confini-del-possibile.html#.WBhzcSSF9f4" target="_blank" class="imCssLink"><br> &nbsp;&nbsp;</a></b><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-fantasia-varca-i-confini-del-possibile.html#.WBhzcSSF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott. ssa Maria Elena Germinario</a></b> - Attrice teatrale</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire "Teatro e Immaginazione" su <a href="http://tiny.cc/teatro" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/teatro</a> e lasciateci i vostri commenti/suggerimenti! </div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Nov 2016 10:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[JOANNE CAFIERO: DAL LINGUAGGIO ASSISTITO NATURLMENTE (NAL) ALLA LETTURA DEI LIBRI MODIFICATI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Lucia Avino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_41o54ue2"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/linguaggio-assistito.webp"  title="" alt="" width="465" height="328" /><br></div><div><br></div>Ho conosciuto Joanne Cafiero durante un convegno <b>sull’autismo </b>nel 2010 e il suo intervento ha cambiato in modo profondo il mio approccio al <b>bambino </b>con difficoltà di <b>comunicazione</b>. E’ stato il contesto comunicativo mostratoci a colpirmi, perché &nbsp;sempre “emotivamente significativo” per il bambino e per l’adulto. I partner comunicativi, adulto e bambino, erano in grado di generare insieme scambi comunicativi all’interno di una cornice di piacere condiviso. Il contesto naturale di gioco, di attività di vita quotidiana, permetteva, attraverso l’uso delle <b>immagini</b>, di favorire gli scambi comunicativi e più in generale ”la relazione”. &nbsp;L’utilizzo della <b>CAA </b>da parte del bambino e dell’adulto sosteneva la reciprocità sociale. L’adulto offriva al bambino un “modello” per poter utilizzare i simboli per &nbsp;comunicare, richiedere, commentare. Questo modello proposto dalla <b>Cafiero</b> si chiama Natural Aided Language( NAL, linguaggio assistito naturalmente). Il Nal è una immersione totale nel linguaggio visivo in cui il partner comunicativo (adulto) che parla, sostiene con il linguaggio verbale, l’indicazione dei simboli. Il <b>NAL </b>insegna contemporaneamente al bambino che non parla sia a comprendere che a produrre messaggi interattivi. All’interno di questa cornice comunicativa interattiva si inseriscono anche i libri modificati, storie che utilizzano i simboli che permettono al bambino la lettura condivisa e la comprensione. I libri modificati non hanno lo scopo di insegnare qualcosa, non si fanno richieste al bambino durante la <b>lettura</b>, &nbsp;c’è la condivisione del piacere della lettura. La modalità con cui l’adulto legge è fondamentale, perché è la modalità che emoziona il bambino. Alcuni bambini non comprendono la storia, ma comprendono l’emozione che l’adulto esprime attraverso la mimica facciale, i gesti, i suoni, e non è raro, poco dopo, ritrovare sul volto del bambino la stesse espressioni mimiche dell’adulto. Non è quello che si legge ma il modo con cui si legge che cattura l’interesse del bambino. La scelta del libro verrà fatta in base al bambino, alla sua storia e alle sue difficoltà per poi lasciare, successivamente al bambino la possibilità di fare la scelta…“voglio ascoltare una <b>storia</b>” &nbsp;E' all'interno di questa cornice teorica che si sviluppa il progetto voglio ascoltare una storia, pensato per tutti i bambini ed in particolar modo per i bambini con bisogni comunicativi complessi , con la convinzione, come cita la Cafiero che "la lettura da parte di un’altra persona di testi modificati in simboli è la chiave d’accesso allo sviluppo di un sistema di linguaggio simbolico,la necessità primaria di un bambino con BCC è l’interazione , la relazione e la condivisione dei significati. &nbsp;Le abilità pre linguistiche fondamentali,come l’attenzione condivisa, lo shift attentivo e l’introduzione del linguaggio simbolico possono essere promosse attraverso i <b>libri</b> su misura e la lettura ad alta voce delle storie”.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Dott.ssa <b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/prevenire-per-aiutare-a-comunicare.html#.WBhxpCSF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Avino Lucia</a></b>, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva</div><div>Dr.ssa <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/riportare-la-comunicazione-alla-vita.html#.WBsYyiSF9f4" target="_blank" class="imCssLink"><b>Maria Antonietta Liccardi</b></a>, neuropsichiatra infantile </div><div>Dott.ssa &nbsp;<b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/riabilitare-per-comunicare.html#.WBsZBCSF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Irene Orsino</a></b>, logopedista </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a> Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Nov 2016 10:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[MAESTRO ASINO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Cecilia Scaringella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_q8rv9m6d"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/maestro-asino.webp"  title="" alt="" width="469" height="311" /><img id="image-1" data-path="oqq2bebzf8m0j80lpvqky79d0m6z2z8h" data-managed="true" class="" data-selected="false" data-resizable=".Resizable-516336923"><br></div><div><br></div><div>Chi ha mai provato ad adagiarsi “a sacco“sul dorso di un <b>asino</b> e a percepire col viso e le braccia rilassate sulla sua pancia, il ritmo lento e inesorabile del suo respiro? O a sdraiarsi supini sul suo dorso, in posizione “<b>terra-cielo</b>”…in connessione con la terra attraverso il suo corpo immobile, &nbsp;in totale apertura rivolti verso il cielo? Sono queste alcune delle esperienze che si possono vivere nell’Attivita <b>Assistita </b>con l’Asino( A.A.A.). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>“ E’ difficile restare insensibili alla serenità che può trasmettere un asino. <b>L’asino </b>ha una capacità relazionale, entra immediatamente in <b>empatia</b>, facilita le relazioni, è capace di stare con tutti. Si avvicina curioso a ogni essere porgendosi con sublime dolcezza, mostrando due immensi, languidi occhioni. Ti chiedono di stare…di stare qui, o se vuoi lì, per fare insieme qualcosa, qualcosa di buono, di divertente…qualche bella esperienza! ” &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>L’Attività Assistita con l’Asino, la cosiddetta “<b>onoterapia</b>”, sta diventando sempre più una precisa metodologia d’intervento con obiettivi specifici da perseguire e tecniche da utilizzare. Si rivolge a un’utenza che presenta un disagio sul piano della socializzazione, della relazione, del comportamento e dell’affettività.</div><div>L’onoterapia ha la sua peculiarità e identità, proprie finalità e metodologie che la differenziano dalla più conosciuta ippoterapia. L’Attività Assistita con l’Asino utilizza la relazione <b>asino- utente- operatore</b>, il corpo, il movimento, il gioco, tutte le possibili forme di comunicazione che permettono di ristabilire una connessione con il mondo delle emozioni e dei vissuti interiori. Sentire “l’altro” è entrare in connessione con quell’animale, è disponibilità a conoscere quella specie e quell’individuo di quella specie. Scopriamo così che in contatto con gli animali possiamo conoscere qualcosa di più di noi stessi. L’A.A.A., in quanto parte dell’intervento rieducativo, produce l’ampliarsi delle capacità <b>percettive</b>, <b>cognitive </b>ed <b>esecutive </b>disponibili, in un contesto ludico altamente motivante.</div><div>L’onoterapia si propone di: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>· Offrire un’ulteriore occasione per lo sviluppo della personalità, delle facoltà cognitive, dell’autostima, della fiducia, della comunicazione, dell’affettività; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>· porsi come attività ludica a integrazione di altri interventi terapeutici, funzionando da “acceleratore” delle acquisizioni, dell’efficacia e dei risultati delle altre terapie.PERCHÉ L’ASINO? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Condizione imprenscindibile per svolgere Attività Assistite con l’Asino è lo studio <b>dell’etologia </b>dell’asino, la conoscenza dei suoi comportamenti, delle sue reazioni, della sua indole. L’asino è un animale versatile: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>· ideale per i bambini: lento, sicuro, non ha reazioni improvvise; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>· è socievole, ricerca la compagnia, non gradisce la solitudine; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>· è <b>curioso</b>: vuole sempre capire cosa si sta facendo ed è sempre desideroso di partecipare alle attività dell’uomo;</div><div>· è <b>paziente</b>, si mostra sempre disponibile e tollerante. La relazione con un asino si basa sulla fiducia, se l’asino pone la sua fiducia nell’uomo, con lui si può fare qualsiasi cosa;</div><div>· è <b>sicuro</b>: nelle situazioni di pericolo si immobilizza, non ha reazioni di fuga, è affidabile e prevedibile;</div><div>· è <b>divertente</b>, la sua presenta suscita situazioni ironiche;</div><div>· è <b>abitudinario</b>: tende alla ripetizione di movimenti e comportamenti. </div><div>Sappiamo bene quanto le ripetizioni, i ritmi, i rituali, comunichino sicurezza,piacere, tranquillità. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Secondo me l’asino è l’animale della fiducia reciproca, del contatto affettivo, calmo, confidente, generoso. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>E’ maestro di determinazione e di resistenza sui sentieri aspri e difficoltosi della vita. Dai miei brevi, ma intensi <b>incontri </b>con alcuni asini è sempre sgorgato un pensiero, una preghiera…”maestro asino, tienimi con te nella profondità della tua anima, e quando ti stancherai di me, con il tuo sbruffo portentoso, rimettimi nel circolo di aria, di polline, e vento”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-comunicazione-attraverso-i-pet.html#.WBcrkCSF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Cecilia Scaringella</a></b>- Logopedista- Equipe di Pet-therapy </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Pet-therapy e Sociale" su <a href="http://tiny.cc/pettherapy " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pettherapy &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</a> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 31 Oct 2016 11:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PRESSIONE ARTERIOSA]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_60j2gpp9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/pressione-arteriosa.webp"  title="" alt="" width="481" height="160" /><br></div><div><br></div>La <b>pressione arteriosa </b>è la forza che il <b>sangue</b>, spinto dal <b>cuore</b>, esercita sulle pareti dei vasi. Questa dipende dal ritmo e dalla forza di contrazione del cuore, dalla quantità di sangue e dalla resistenza che i vasi oppongono al flusso sanguigno. Una pressione molto alta può indicare un eccessivo lavoro del cuore ed uno <b>stress </b>sulla parete vasale, aumentando il rischio di eventi cardiovascolari. Questo problema è spesso sottovalutato, ma basti pensare a due dati per comprenderne l’importanza: in Italia il 44% delle morti è causato da <b>patologie </b>cardiovascolari e una persona su quattro soffre di <b>ipertensione</b>. Solo poche ne sono consapevoli o riescono a tenere la pressione sotto controllo. E’ possibile identificare due principali tipologie di fattori di rischio legati all’area cardiovascolare, suddivisi in non modificabili (età, sesso, familiarità) e modificabili (7 fattori); questi ultimi sono, a loro volta, suddivisi in comportamentali (stress, stile di vita sedentario, fumo) e patologici (ipertensione diagnosticata, eccesso di peso, diabete, colesterolo elevato). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Qualora si riscontrino quattro o più fattori modificabili, il consiglio è di rivolgersi al proprio medico. La <b>prevenzione </b>ed il controllo della propria pressione rappresentano, quindi, due elementi chiave per &nbsp;monitorare il rischio cardiovascolare. Negli ultimi anni si è assistito ad un sempre maggior utilizzo di misuratori di pressione digitale per la rilevazione della pressione domiciliare, proprio perché i vantaggi gestionali e clinici sono numerosi e tra questi ricordiamo che:<div>- permette una valutazione “del carico pressorio” sul lungo periodo e della &nbsp;variabilità nel medio periodo;</div><div>- offre al medico una valutazione protratta nel tempo dell’efficacia terapeutica e dell’eventuale necessità di aggiustamenti.</div><div>Una <b>dieta </b>sana, l’abolizione del fumo, un corretto autocontrollo dei valori pressori e del proprio peso e una corretta <b>attività fisica</b>, sono alcuni accorgimenti che permettono di ridurre il rischio cardiovascolare.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.WBcpiCSF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Carlo Avantario</a></b> &nbsp;Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "Maternità": <a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/ginecologorisponde </a></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 31 Oct 2016 11:18:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?pressione-arteriosa</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE ESATTORIALI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_l52j6kg0"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/cartelle-esattoriali.webp"  title="" alt="" width="451" height="301" /><br></div><div><br></div>Nella <b>Gazzetta Ufficiale </b>n. 249 del 24 ottobre 2016 è stato pubblicato il <b>decreto </b>legge fiscale (D.L. n. 193/2016) collegato alla legge di <b>Bilancio </b>2017 che, tra le varie misure, definisce l'esatto perimetro della nuova rottamazione delle cartelle. La norma di riferimento è rappresentata dall'articolo 6 del decreto che disciplina i termini e le modalità per procedere alla definizione agevolata dei ruoli.<div>La <b>sanatoria </b>riguarda tutti i carichi inclusi in ruoli, compresi gli accertamenti esecutivi, affidati a <b>Equitalia </b>nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2015. Ai contribuenti che ne faranno richiesta, attraverso la presentazione di un'apposita istanza a Equitalia entro il 23 gennaio 2017, sarà concessa la possibilità di estinguere il debito beneficiando della cancellazione delle sanzioni, comprese quelle contributive, nonchè degli interessi di <b>mora</b> e delle somme aggiuntive dovute sui <b>contributi </b>previdenziali.</div><div>Oltre alle somme affidate all'agente della riscossione a titolo di capitale (imposte, tributi e contributi) resteranno dovuti in misura piena gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo (ossia quelli dovuti dal giorno successivo a quello di scadenza del pagamento fino alla data in cui il ruolo è divenuto esecutivo), nonché le somme maturate a favore dell'agente della riscossione a titolo di aggio della riscossione, da rideterminare tenendo però conto della sola quota capitale e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo. Restano integralmente dovute, inoltre, gli importi a titolo di <b>rimborso </b>per le procedure esecutive e le spese di notifica della cartella di pagamento.</div><div>E' evidente, quindi, che la convenienza all'adesione aumenta in ragione del livello di "anzianità" dei ruoli. Inoltre, la definizione, si perfeziona con il versamento di tutte le somme, e potrà avvenire in un massimo di quattro rate di cui: le prime due pari a 1/3 ciascuna delle somme dovute e la terza e la quarta pari a 1/6. Il saldo della terza rata dovrà avvenire entro il 15 dicembre 2017, mentre la quarta e ultima rata dovrà essere versata non oltre il 15 marzo 2018.</div><div>L'art. 6, comma 4, del decreto stabilisce che il mancato, insufficiente o tardivo versamento dell'unica rata, ovvero di una delle rate in cui è stato dilazionato il pagamento delle <b>somme</b>, determina la decadenza dall'adesione. Gli eventuali versamenti parziali saranno acquisiti a titolo di acconto dell'importo complessivamente dovuto senza possibilità di ottenere nuovi piani di <b>dilazione</b>. La possibilità di aderire alla definizione agevolata riguarda anche i debitori che abbiano già una dilazione in corso, a condizione che le rate in scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016 risultino effettivamente pagate. La presentazione dell'istanza sospende i termini di prescrizione e decadenza per il recupero delle somme dovute. Inoltre, l'agente della riscossione non potrà proseguire le procedure di recupero coattivo avviate.</div><div>L'art. 6, comma 10 del D.L. n. 193/2016 stabilisce che restano esclusi dalla procedura agevolata i carichi affidati agli agenti della riscossione riguardanti: </div><div>- i dazi;</div><div>- l'IVA all'importazione;</div><div>- le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato;</div><div>- crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;</div><div>- le multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;</div><div>- violazioni al Codice della strada. </div><div>Fonte: fiscooggi.</div><div>Come recentemente confermato, anche i ruoli emessi dagli <b>Enti</b> locali e relativi all'IMU o alla tassa sui rifiuti possono rientrare all'interno della sanatoria. Per questi ultimi, tuttavia, a decidere se aderire alla sanatoria saranno i Comuni caso per caso. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.WBcnTySF9f4" target="_blank" class="imCssLink">dott. Vincenzo Dibari Commercialista &nbsp;</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3PbcBKf5uE" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 31 Oct 2016 11:09:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?rottamazione-delle-cartelle-esattoriali</link>
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			<title><![CDATA[OGNI MADRE...]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4383zrzh"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/forza-della-vita.webp"  title="" alt="" width="477" height="608" /><br></div><div><br></div>Ogni <b>madre </b>si getterebbe nel fuoco per il proprio <b>figlio</b>, neanche un attimo esiterebbe, lo salverebbe con la forza di mille guerrieri, con la dolcezza e la leggiadria di una farfalla...Questo un figlio lo sa, lo percepisce sin dentro il <b>grembo </b>materno quando, cullato di trepidante attesa, viene donato alla <b>vita</b>, sperando che essa stessa gli riservi gioia, allegria, ogni forma di felicità e benessere, affinchè la sua esistenza venga illuminata da una luce <b>d’Amore </b>che, avvolgendolo, lo protegga per mantenerlo sano e forte. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Ma una <b>madre </b>lo sa, sa che la vita delle volte scorre senza regole, apre porte senza chiedere il permesso e, improvvisamente, ci si ritrova davanti a paesaggi del tutto nuovi e per nulla rassicuranti. E’ questo ciò teme una madre quando partecipa al <b>Miracolo </b>della Vita, quando, guardando per la prima volta gli occhi del suo bimbo, vorrebbe cancellare ogni possibilità di dolore e sofferenza e donargli la <b>serenità </b>e sicurezza che i suoi lunghi <b>abbracci </b>racchiudono. &nbsp;&nbsp;</div><div>Ogni madre affronterebbe il dolore al posto del proprio figlio, senza esitare e senza fiatare...accettando in silenzio, ingoiando sommessamente ogni pena, non dimenticando, a tratti, di <b>sorridere</b>, per celare ogni parvenza di dolore. Ma purtroppo la vita non è sempre il “teatro della perfezione” ed in alcuni casi diviene vero e proprio “<b>palcoscenico</b>” di un dolore straziante che stravolge i sogni e le speranze. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Ogni madre con la Forza dell’Amore si fa “<b>radice</b>” del proprio figlio , per reggerlo, sostenerlo e alimentare in lui linfa vitale capace di aiutarlo e non farlo cadere; lo fa con un’arte sopraffina, delicatissima e assolutamente speciale, nella quale Dignità, Rispetto e <b>Pazienza </b>del dolore vi sono racchiusi, nella quale la sofferenza sembra essere presa per mano dolcemente, per non far rumore, accettata, anche se “a muso duro”, quasi come se si volesse, attraverso tale faticosa accettazione, allontanarla...annientandola... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Oggi il mio pensiero di madre è rivolto a tutte queste <b>eroine </b>che quotidianamente lottano al fianco dei figli, vestendo di sorrisi e carezze le loro paure, non dimenticando di sostenere e valorizzare sempre il significato profondo e straordinario della Vita. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>A loro il mio infinito abbraccio, perchè non perdano mai la speranza di realizzare il sogno che il Miracolo della Vita custodisce dentro di sè... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>A loro tutta la mia ammirazione per la tenacia e la maestrìa nel continuare a raccontare, con occhi luminosi, la bellezza del mondo...<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.WBHhESQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Vanna </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.WBHg9SQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;&nbsp;</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Oct 2016 11:09:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?ogni-madre---</link>
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			<title><![CDATA[GENITORE BIPOLARE E AFFIDAMENTO ESCLUSIVO DEL MINORE]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_d7b426fh"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/genitore-bipolare.webp"  title="" alt="" width="471" height="208" /><br></div><div><br></div>“La pronuncia della <b>separazione </b>personale dei <b>coniugi </b>può fondarsi anche sul <b>disturbo bipolare </b>di uno degli stessi, laddove tale patologia abbia dato origine a condotte che abbiano reso intollerabile la prosecuzione della convivenza. Il Disturbo Bipolare diagnosticato a carico di uno dei coniugi non è necessariamente da solo sufficiente a fondare un pronuncia di <b>affidamento</b> esclusivo del figlio minorenne (in tenera età) all’altro <b>genitore</b>, laddove, all’esito di una C.T.U. svolta in maniera particolarmente approfondita (comprensiva della introduzione di un percorso programmato di cura e della individuazione delle strutture più idonee alla prosecuzione dello stesso), risulti che il genitore affetto da tale patologia è in grado di raggiungere un buon <b>compenso psichico</b> a condizione che prosegua costantemente un articolato e ampio percorso programmato di cura composto da idonea <b>terapia </b>farmacologica (da personalizzare e da ricalibrare costantemente) associata ad uno specifico programma <b>psicoterapeutico</b>. Qualora tale percorso sia attuato in maniera continuativa e dia esito positivo, gli incontri tra il genitore affetto da Disturbo Bipolare ed il figlio minorenne (medio tempore, ossia durante lo svolgimento del percorso programmato di cura, disposti in forma protetta presso apposite strutture pubbliche) potranno essere nuovamente regolamentati nella prospettiva di ripristinare incontri diretti, ossia senza <b>l’intermediazione </b>di terze figure professionali”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Tribunale Massa 12 aprile 2016 - Pres. Maria Cristina Failla - Est. Pellegri.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b>Avv. Luca Volpe</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>per maggiori "Informazioni Legali": <a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/avvocatorisponde</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Oct 2016 11:04:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?genitore-bipolare-e-affidamento-esclusivo-del-minore</link>
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			<title><![CDATA[IL BRUCO VALENTINO E LA FORMICA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8gc3kgmu"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/bruco-e-la-formica.webp"  title="" alt="" width="469" height="455" /><br></div><div><br></div>In un bosco grandissimo, ai piedi di un grande albero di faggio, viveva una famiglia di bruchi.<div><b>Papà </b>Osvaldo, <b>mamma </b>Ester e i tre figli verdi e pelosi.</div><div>Valentino era molto impertinente, non stava mai fermo con i suoi fratelli sotto l'albero, ma amava andare a giocare sempre a casa delle sue amiche formiche.</div><div>La sua amica formica si chiamava Giovanna ed era nera e molto carina con le sue lunghe antenne.</div><div>Un giorno Giovanna e Valentino decisero di andare in <b>città</b>, presero delle provviste per il lungo viaggio, salutarono le famiglie e si incamminarono.</div><div>I due amici non sapevano che la città, per due animaletti come loro, era piena di pericoli. Camminarono giorni e giorni, la formica avanti e il bruco dietro, Giovanna ogni tanto doveva fermarsi perché il bruco Valentino era molto lento.</div><div>Dopo tanto cammino finalmente arrivarono in una grande città piena di macchine, persone, cani, cavalli, colombi.</div><div>I due <b>amici </b>impauriti da tanto traffico si nascosero in una fessura vicino ad un negozio di generi alimentari.</div><div>Non potevano uscire perché potevano essere schiacciati e quindi dovettero restare nel nascondiglio.</div><div>Che paura per i due quando il cane Tobia cominciò ad avvicinarsi al loro nascondiglio, i due restarono fermi senza respirare e Tobia andò via.</div><div>I giorni passavano e i due amici avevano sempre più fame, perché ormai le provviste erano finite. Per fortuna passò di lì un <b>bambino </b>con un grosso panino e nel mangiarlo fece cadere delle briciole che Giovanna pian piano raccolse e portò nel nascondiglio. Così quel giorno lei e Valentino mangiarono.</div><div>Al calar del sole decisero che la città non era posto per loro e piano piano, scansando le macchine, le persone, gli animali con grande coraggio si incamminarono verso la loro casa.</div><div>E decisero una volta arrivati che non c'era posto più bello e sicuro della propria <b>casa</b>.</div><div>Cari bambini, la favola del bruco Valentino e della formica è terminata ed io vi dico di non allontanarvi mai dalla vostra casa senza il permesso di mamma e di papà. Tanti, tanti bacini dalla vostra nonna Gina.</div><div><br></div><div><br></div><div> &nbsp;</div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WBHehCQqxf4" target="_blank" class="imCssLink"><b>Maria Gabriella Finizio</b></a></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Oct 2016 10:59:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-bruco-valentino-e-la-formica</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[AMBLIOPIA E PREVENZIONE: L’IMPORTANZA DELLO SCREENING VISIVO IN ETA’ PEDIATRICA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Deborah Faggella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5xo6547j"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ambliopia.webp"  title="" alt="" width="480" height="312" /><br></div><div><br></div>Una delle <b>anomalie </b>sensoriali più frequente nell’infanzia è <b>l’ambliopia </b>che, se non trattata, costituisce la causa più comune di disabilità visiva infantile, provocando una riduzione visiva importante: colpisce circa 5 <b>bambini </b>su 100. L’occhio ambliope viene detto “occhio pigro” per indicare la presenza di un incompleto sviluppo della sua funzione. L’ambliopia si definisce come una ridotta capacità visiva di un <b>occhio </b>(raramente di entrambi); insorge in età plastica, ovvero quando il sistema visivo è estremamente sensibile, per cui un intervento adeguato, può portare alla regressione di tale disturbo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Le cause più frequenti sono:<div>- presenza di <b>strabismo</b>; </div><div>- difetti visivi non corretti (miopia,ipermetropia,astigmatismo);</div><div>- elevata differenza di difetto visivo tra i due occhi (<b>anisometropia</b>);</div><div>- <b>anomalie </b>anatomiche o patologiche congenite (ptosi palpebrale,cataratta,ecc...).</div><div>Troppo spesso l’ambliopia passa inosservata da genitori e insegnanti e altrettanto frequentemente il bambino non è consapevole di vedere meno da un occhio. </div><div>I principali sintomi che possono far pensare ad un’ambliopia sono:</div><div>- occhio costantemente strabico;</div><div>- copertura frequente di un occhio per avere una migliore <b>visione</b>;</div><div>- mal di testa;</div><div>- cattivo rendimento scolastico;</div><div>- goffaggine ed impaccio nelle attività motorie.</div><div>Un metodo che può dare indicazioni sulla qualità della visione già a partire dai 5/6 mesi di età è il test <b>dell’occlusione </b>monolaterale. Consiste nel coprire alternativamente gli occhi del bambino e nel valutare il suo comportamento: una reazione di difesa o di pianto al bendaggio dell’occhio migliore può essere significativa di una visione ridotta. È consigliabile eseguirlo con la mano della mamma. L’ambliopia ha un notevole impatto psicologico sulla crescita del bambino: riduce <b>l’autostima</b>, dandogli un senso di inferiorità e inadeguatezza rispetto ai compagni; provoca ansia che interferisce con il rendimento scolastico, la vita lavorativa e i rapporti sociali. Il bambino ambliope si sente impacciato, goffo nelle attività sportive e tenderà ad isolarsi dal gruppo o, al contrario, cercherà di farsi accettare dai compagni mettendosi in mostra con comportamenti <b>iperattivi </b>per attirare l’attenzione. Le vie da intraprendere, necessarie al recupero visivo sono: l’individuazione della causa mediante visita oculistica in <b>ciclopegia </b>per la correzione totale del difetto e per la rilevazione di eventuali patologie congenite; la visita ortottica per valutare l’integrità muscolare e sensoriale degli occhi. Una volta individuata la causa,verrà definito il trattamento più adeguato. A seconda del fattore ambliopizzante la terapia sarà effettuata mediante: <b>occlusione </b>(bendaggio) con lo scopo di inibire la stimolazione sensoriale dell’occhio migliore e stimolare l’occhio pigro, penalizzazione ottica o farmacologica, filtri opachi, settori binasali, ecc... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Nei bambini più grandi e collaborativi è consigliabile associare procedure di rieducazione ortottica, ovvero esercizi di stimolazione visiva (come pleottica, flicker maculare), di integrazione binoculare, di coordinazione occhio/mano,ecc... &nbsp;</div><div>Uno <b>screening </b>effettuato già in tenerissima età consente di identificare tempestivamente queste alterazioni visive e permette di definire il piano terapeutico più appropriato. A questo proposito ricordiamo che il trattamento riabilitativo, se attuato correttamente, permette un recupero funzionale completo.</div><div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-relazione-tra-occhi-e-postura.html#.WBHddyQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Deborah Faggella</a></b>, Ortottista e Assistente in Oftalmologia </div><div><br></div><div><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it " target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></span></div><div><span class="fs16">Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde </a> </span></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Oct 2016 10:50:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?ambliopia-e-prevenzione--l-importanza-dello-screening-visivo-in-eta--pediatrica</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[A COSA SERVE ALLENARSI?]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_26t3x5w7"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/allenamento.webp"  title="" alt="" width="471" height="265" /><br></div><div><br></div>Un saluto a voi lettori, spero che abbiate un po' di tempo per <b>leggere </b>questo mio articolo. Come molti di voi avranno notato, l'intera esistenza non è altro che un'evoluzione continua... Nulla resta indietro, ma tutto “<b>progredisce</b>”, seguendo un andamento “<b>Ciclico</b>”! Anche noi esseri umani seguiamo la legge della Progressione e ogni giorno che passa facciamo un passo avanti, sia in errore che in giustizia. Spesso vi sarà capitato di sentire persone dire “non sei cambiato di una virgola”...beh, sarebbe una brutta cosa restare sempre gli stessi, infatti, noi tutti NON siamo fatti per essere “<b>Eterni </b>ed <b>immutabili</b>”, ma siamo fatti per cambiare in ogni istante!<div>A volte abbiamo paura di attuare dei cambiamenti, perché crediamo di andare incontro ad errori o sbagli. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Sapete che cos'è la vita Terrena? Un insieme progressivo di errori, alcuni dei quali portano al progresso, mentre altri portano ad una stagnazione (illusoria). Il progresso è fatto di <b>errori </b>e non c'è progresso senza errore!</div><div><b>Allenarsi </b>è lo scopo della vita: mettersi alla prova, cercare di cambiare, distruggere gli schemi mentali e destarsi dalle illusioni della paura. Allenarsi non significa soltanto frequentare una palestra o fare <b>sport</b>, ma significa praticare una scelta fino ad ottenere dei cambiamenti! Questo avviene anche nell'attività fisica, ma ovviamente dovrebbe diventare uno stile di vita, anzi questo è LO STILE DI <b>VITA</b>!</div><div>Per esempio gli antichi tibetani dicevano, nel loro &lt;&lt;libro dei morti&gt;&gt;: “La vita è allenamento per la <b>morte </b>(morte è anche metaforico)”. Allenarsi per andare oltre ciò che noi viviamo come un limite, allenarsi a superare le paure e gli ostacoli... ecco cosa altro veniva detto tra le righe di quel testo sacro (e tanti altri)!</div><div>Chi inizia ad allenarsi per ottenere un piccolo obiettivo, anche il più banale, scoprirà il potere della propria volontà, a differenza di chi non fa altro che vivere di volontà altrui. Qual è il più grande potere a nostra disposizione? La <b>volontà</b>! Attraverso questa, noi possiamo dare inizio all'allenamento e mettere K.O. i nostri limiti auto-imposti (tuttavia esistono alcuni limiti che però ci sono stati messi e da cui non possiamo prescindere... per ora).</div><div>Per cui alleniamoci a rendere migliori le nostre vite, così da perdere anche qualche taglia (scusate la battuta). Come ho sempre detto, possiamo iniziare dalle cose più semplici, promettendoci di raggiungere dapprima risultati fisici, per poi passare a risultati “<b>Emotivi</b>” ed infine risultati “<b>Intellettuali</b>” (o nell'ordine che si preferisce, a seconda del “Carattere”).</div><div>Buon Allenamento a tutti voi! </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.WA0jcyQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Sport e disciplina" su <a href="http://tiny.cc/sportbambini " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/sportbambini </a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 23 Oct 2016 20:51:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?a-cosa-serve-allenarsi-</link>
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			<title><![CDATA[LABORATORIO DI HALLOWEEN]]></title>
			<author><![CDATA[Simona Cassanelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_66tki41f"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/halloween.webp"  title="" alt="" width="575" height="766" /><br></div><div><br></div>Aspettando che arrivi <b>Halloween</b>, proponiamo ai nostri piccoli amici, aiutati sempre da un adulto, a realizzare un simpatico <b>pipistrello</b>, da sfoggiare, perchè no, durante la notte più paurosa dell’anno...Buon divertimento! &nbsp;<div>Materiale: cartoncino nero, foglio bianco, rotolo, carta igienica, pittura nera, pennello, colore a matita bianco, forbici, nastro biadesivo, pennarello viola.</div><div>Procedimento: per realizzare il pipistrello di Halloween dobbiamo dipingere con la <b>tempera </b>nera il rotolo di carta igienica. Mentre si asciuga, sul cartoncino nero disegniamo con il colore a matita di colore bianco le ali del pipistrello e le ritagliamo. Riprendiamo il rotolo e pieghiamo la parte superiore e inferiore verso l'interno, in modo da non lasciare aperture. Con il nastro biadesivo incolliamo le ali al pipistrello. Sul foglio bianco disegniamo due occhi e per renderlo più spaventoso possiamo usare il colore viola. Incolliamoli ,ed ecco realizzato il pipistrello di Halloween.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.WAudEiQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Simona Cassanelli</a></b> - educatrice</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire "Spirito Artistico" su <a href="http://tiny.cc/arte " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/arte </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 22 Oct 2016 16:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA DIDATTICA DELL’AMORE]]></title>
			<author><![CDATA[prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8ck7zek9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/didattica-dell-amore.webp"  title="" alt="" width="493" height="332" /><br></div><div><br></div>Quando un <b>alunno </b>si sente amato, e amato sta per "considerato" nel suo essere prima di tutto semplicemente se stesso, una persona con una testa e un <b>cuore</b>, e poi uno studente da rendimento sufficiente, buono, distinto o ottimo; educarlo diventa un <b>processo </b>semplice e qualunque obiettivo può essere raggiunto. Tutto davvero scorre come un fiume che va a versarsi naturalmente nel suo mare, spinto da una forza che tutto può: l'amore. Quanto tempo perso dietro ad espedienti e strategie suggerite da tanti studiosi per non suggerire l'unico <b>metodo </b>infallibile, quale l'amore! Ho visto tigri trasformarsi in pecore ed orsi in passerotti. Un metodo, quello <b>dell'amore</b>, alla portata di tutti, perchè tutti siamo bisognosi di amore. Un docente che non ne riceve, per esempio, non sarà in grado di insegnare in modo fluido e diretto ai suoi alunni, inariditi dalla sua assenza di emozioni...Per quanto preparato e colto, lì seduto sulla sua fredda cattedra a cui nessuno oserà approcciarsi, nulla in realtà avrà trasmesso, magari solo disagio. Un disagio che non è certo occasione ideale per un felice apprendimento. Non si cresce senza amore, in <b>famiglia </b>come nella <b>scuola</b>, luogo dove tutti possono volare sulle ali della conoscenza, spinti dal vento miracoloso...dell'amore.<div><br></div><div><br><br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.WAuWuCQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a> Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 22 Oct 2016 16:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL CHERATOCONO]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.ssa Alessandra Russo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_850s7425"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/cheratocono.webp"  title="" alt="" width="478" height="318" /><br></div><div><br></div>E’ una <b>malattia </b>progressiva non infiammatoria della <b>cornea</b>, che assottigliandosi e deformandosi, assume una caratteristica forma conica. La curvatura irregolare, che si viene a creare a livello corneale, a causa di tale <b>patologia</b>, cambia il potere refrattivo del diottro oculare, producendo un <b>astigmatismo </b>ingravescente e di conseguenza, distorsioni delle immagini ,da lievi ad elevate, ed una visione confusa sia da vicino che da lontano. <b>Esame </b>principe ai fini diagnostici, oltre l’oftalmometria, eseguita di routine durante la visita oculistica di controllo, è la topografia corneale o “<b>mappa corneale</b>” con cui, proprio come in una mappa , è possibile scandagliare ogni porzione della superficie corneale e le sue eventuali alterazioni altimetriche. L’incidenza stimata del <b>cheratocono </b>è tra le 50 e le 100 persone ogni 230 mila; l’età a cui la malattia si presenta è molto varia, ma in genere esordisce clinicamente tra i venti e i trenta anni. La velocità di progressione del cheratocono è legata all’età di insorgenza: se si presenta precocemente ha una progressione molto rapida. Tale progressione tende a rallentare dopo i 30 anni. Nei soggetti diabetici le evidenze cliniche ci mostrano una progressione molto rallentata. Il cheratocono risulta la prima causa di <b>trapianto </b>di cornea nei paesi occidentali; attualmente, tale intervento invasivo, che richiede, oltretutto, disponibilità di tessuti da donatore, ahimè troppo poco disponibili dalle nostre parti per una non ottimale sensibilizzazione collettiva alla donazione di organi, viene sempre più spesso evitato grazie alle nuove tecniche di <b>chirurgia </b>conservativa, quali ad esempio il cross linking. Tale metodica,in realtà rubata all’odontoiatria, ha come risultato finale quello di rendere la cornea più rigida ed evitare, quindi, lo sfiancamento finale progressivo a cui porta la patologia. Questa tecnica prevede la creazione di legami tra le fibre collagene stromali. Il trattamento è minimamente invasivo: si fa reagire una sostanza fotosensibile (la riboflavina o vitamina B2) somministrata in forma di <b>collirio</b>, con i raggi ultravioletti. Questo processo” lega” meglio tra loro le fibre collagene, rinforzando in tal modo la superficie oculare, in maniera da bloccare o almeno limitare la deformazione patologica della cornea. Utili tuttavia controlli seriati presso il medico oculista che con l’ausilio della Topografia controllerà nel tempo lo stadio della patologia.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----alessandra-russo---salute.html#.WAuVNiQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Alessandra Russo</a></b> - <span class="fs12">Medico Chirurgo Oculista, perfezionata in Oftalmologia Pediatrica</span></div><div><br></div><div><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;&nbsp;su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 22 Oct 2016 16:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL BAMBINO IMMAGINARIO E IL BAMBINO REALE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_407s13dn"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/il-bambino-immaginario.webp"  title="" alt="" width="485" height="862" /><br></div><div><br></div>Roosvelet, Hemingway, Hitler: cosa hanno in comune questi famosi personaggi? Ebbene hanno in comune <b>un'infanzia </b>un po’ “sui generis”. Il trentaduesimo presidente degli Stati Uniti e il famoso <b>scrittore </b>vestivano con abitini rosa in cotone e lunghi boccoli biondi; entrambi cresciuti fino all'età scolare come femminucce. Tra le righe del diario del biografo Kenneth Lynn si legge che la madre di Ernst, <b>personalità </b>potente autoritaria e virile non soltanto vestiva il &nbsp;famoso scrittore come la sua sorella maggiore ma aveva creato e determinato il Lui &nbsp;una situazione di dipendenza: per molti mesi lo aveva tenuto con sé nel letto consentendogli di accarezzarla E tenerlo attaccato al suo seno. Anche Hitler è cresciuto con figure genitoriali alquanto particolari, ma che alla luce di ciò che oggi &nbsp;conosciamo della moderna pedagogia sicuramente figure criticabili. Sua madre, 23 anni più giovane di suo padre, uomo autoritario e burbero, &nbsp;subirà spesso angherie e percosse sotto gli occhi del giovane Adolf. La madre &nbsp;è descritta a tratti amorevole, a tratti anaffettiva. Ciò determinerà nel giovane Adolf un bisogno di accudimento che sfocia nel delirio di onnipotenza realizzabile solo nella regressione alla primissima infanzia. Comprendiamo in parte, &nbsp;quello che che poi, è avvenuto nel periodo della seconda guerra mondiale. Tutto questo per dire che ogni bambino porta con sé per sempre le modalità di accudimento genitoriale e queste ultime determineranno le modalità di relazione che il <b>bambino </b>attuerà nel sociale. Il principale problema è da ritrovare nell'immaginario materno che costruisce già dai primi momenti del concepimento l'immagine del <b>futuro </b>bambino ed è questa idea immaginifica, irreale quella che dobbiamo immediatamente seppellire. E' vero, molte donne nel &nbsp;periodo della gestazione &nbsp;sognano di vasi, di scatole, di valigie, perchè è di &nbsp;questo momento è l'idea di &nbsp;accogliere di tenere dentro. Ogni mamma costruisce mentalmente il bambino dei suoi sogni e delle sue speranze e con l'immaginazione si spinge fino a prefigurarsi come sarà a un anno o da adulto. In prima istanza sarebbe opportuno, dunque, elaborare il lutto del "bambino immaginario" il più presto possibile, per dare avvio a una soddisfacente relazione primaria che permetta al "bambino reale" di crescere in armonia e sintonia con l'ambiente che lo circonda. Ma se questo sembra avere in sé una portata negativa, è pur vero che come dice Lacan, nel volto della madre il bambino vede se stesso e si nutre di questa immagine. L'amorevolezza materna nutrita dell'immaginario, nutre il bambino. A sostegno di questa ipotesi vi sono ormai le moderne scoperte delle Neuroscienze, le quali ci insegnano che, questi momenti di intimità, stimolano una parte del cervello chiamata "limbic brain" (cervello o Sistema limbico) che è la sede dei collegamenti cerebrali responsabili delle emozioni e il cui esercizio rende la persona progressivamente in grado di avere reazioni corrette al contatto alla vicinanza fisica ai <b>sentimenti </b>altrui e soprattutto &nbsp;di attivare l'Ormone della crescita. Interessante a questo proposito è un esperimento del 1200. L'imperatore Federico II, all'inizio del 1200, tentò un crudele esperimento sui neonati. Racconta Salimbene da Parma (Cronica, par.1664-1665) che &nbsp;i bambini venivano nutriti e lavati, senza che nessuno potesse parlare loro, né cullarli, né cantare nenie, ma l'esperimento fallì miseramente, perché i piccoli, lungi dal manifestare una "lingua spontanea", morivano tutti (cfr. L. Cantoni, N.Di Blas, <b>Teoria </b>e <b>pratiche </b>della comunicazione, Apogeo, Milano 2002, p. 72). Se è vero che la <b>mamma </b>è dunque un bene necessario, naturalmente lo è anche il padre che si trova a vivere sensi di esclusione, vissuti ambivalenti preoccupazione per la situazione di estrema fragilità della <b>madre</b>. C'è un bambino ora tra lui e la sua donna, dentro la sua donna, non sarà più come prima. Nasce un bambino, nasce una triade.<div>Dunque, RIFLETTIAMO sul valore della genitorialità , smettiamo di investire i nostri figli dei nostri sogni, del nostro eccessivo amore e accudimento. Lasciamoli <b>ESSERE</b>. Nei miei laboratori di pratica filosofica io spesso permetto al bambino di esprimersi liberamente, sospendendo il giudizio e soprattutto ascoltando.</div><div>Solo così possiamo permettere la e la correzione di certe storture <b>educative</b>. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.WAuS3SQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia." target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia.</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 22 Oct 2016 16:20:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-bambino-immaginario-e-il-bambino-reale</link>
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			<title><![CDATA[IN BOCCA AL LUPO? GRAZIE DI CUORE!]]></title>
			<author><![CDATA[Enzo Covelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9a76bf01"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/in-bocca-al-lupo.webp"  title="" alt="" width="458" height="284" /><br></div><div><br></div>La prossima volta che vi dicono “In bocca al <b>lupo</b> …”, contate fino a 3, 5, 7, 41, prima di rispondere “Crepi il lupo!”. In realtà la bocca delle mamme o le fauci dei papà lupi sono il posto più sicuro e più protetto per i <b>cuccioli</b> della specie. E allora come si è arrivati a rispondere automaticamente “Crepi il lupo!”, quasi a voler scongiurare un imminente pericolo da scampare? Certo, nel tempo, il lupo ha accumulato una cattiva reputazione, aggirandosi affamato tra le campagne a fare “spesa” tra il bestiame di contadini e allevatori. E’ stato così che ha cominciato a rappresentare il male, fino a diventare il <b>personaggio </b>delle <b>fiabe </b>più temuto dai bambini: un vero spauracchio da tenere lontano e da sconfiggere. Le cose, però, non stanno più così, vero? “Il lupo appartiene alla nostra <b>cultura </b>e ha un indiscutibile ruolo nel mantenimento di ecosistemi sani e ricchi” - spiega il Wwf . E ancora“ …la specie è <b>vittima</b> non solo di bracconieri, che ne eliminano circa 300 all'anno solo in Italia, ma anche di una nuova e profonda disinformazione, determinata dall'immobilismo delle istituzioni rispetto all'ormai consolidato fenomeno della ricolonizzazione dell'area da parte del predatore". E allora ogni tanto possiamo anche andare alla ricerca e raccontare qualche storia (e per fortuna ce ne sono tante) che non alimentino ulteriormente questo stereotipo. Non siamo tifosi dei libri letti appositamente per raggiungere un risultato educativo, ma è pur vero che una bella <b>storia </b>può suggerire un’idea che magari non arriva in altri modi, “smontando” la figura terribile del lupo e lasciando il posto alla <b>curiosità </b>ed alle domande: Com’è fatto? Dove vive? Come vive? Di cosa si nutre? Come caccia? Come si difende? E così si possono avviare la ricerca scientifica, lo studio della geografia, della matematica, etc. Ecco allora due <b>libri </b>che sentiamo di consigliarvi, un albo illustrato ed uno di divulgazione. E, soprattutto, ricordatevi: invece di rispondere “Crepi il lupo!”, iniziamo a rispondere “Grazie di cuore”, ogni volta che qualcuno ci dice “In bocca al lupo”, perché, anche se non lo sa, sta desiderando per noi tutto il meglio possibile. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>DOTTOR LUPO – Babalibri edizioni - &nbsp;Il piccolo Marco oggi si è svegliato un po’ malato: non ha nemmeno fame! Preoccupata, <b>Mamma</b> Coniglio decide di portarlo immediatamente da un bravo medico. Va dal Dottor Talpa che suggerisce di scavare tante belle gallerie: presto e senza dubbio Marco guarirà. Poco convinta, Mamma Coniglio cambia medico. Purtroppo, però, anche il Dottor Cane propone una strana cura. E lo stesso fa il Dottor Uccellino, il Dottor Gatto e il Dottor Pesce. A fine giornata, Mamma Coniglio è esausta, scoraggiata e anche un po’ impaurita, perché nel frattempo è scesa la notte. Il gufo, che ha visto tutto, ha un’idea su chi potrebbe curare il piccolo coniglio… per guarire dal mal di pancia e dai pregiudizi.</div><div>A SPASSO CON I LUPI – Editoriale Scienza- di Janni Howker – Illustrazioni di Sarah Fox-Davies. <div>Un <b>viaggio </b>incantato nel lontano selvaggio Nord ad ascoltare un racconto realista ed emozionante che ti porta a condividere il rispetto per uno degli <b>animali </b>più belli e incompresi del mondo.</div><div>Col libro, un Cd contenente la storia letta ad alta voce da Lella Costa, una canzone in tema, approfondimenti sulla vita dell’animale e infine il testo letto nell’originale inglese. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/l-emozione-dei-racconti.html#.WAYc3SQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Enzo Covelli</a></b>, Libraio Raccontastorie</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Lettura e Racconti su <a href="http://tiny.cc/favole " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/favole </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 12:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[SONO OK: LA MIA BUONA AUTOSTIMA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0od4s9k0"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/la-mia-autostima.webp"  title="" alt="" width="478" height="369" /><br></div><div><br></div>Cos’è l’autostima? <b>L’autostima </b>corrisponde alla “considerazione che un individuo ha di se stesso” (Galimberti U., 1999). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Da dove scaturisce l’autostima? L’autostima di una persona non scaturisce esclusivamente da fattori interiori individuali, ma hanno una certa influenza anche i cosiddetti confronti che l’individuo fa, consapevolmente o no, con l’ambiente in cui vive.<div>Nel processo di formazione dell’autostima vi sono due componenti: il <b>sé </b>reale e il sé ideale. Il sé reale non è altro che una visione oggettiva delle proprie abilità; detto in termini più semplici corrisponde a ciò che noi realmente siamo. Il sé ideale corrisponde a come <b>l’individuo </b>vorrebbe essere. L’autostima scaturisce, per cui, dai risultati delle nostre esperienze confrontati con le aspettative ideali. Maggiore sarà la discrepanza tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere, minore sarà la stima di noi stessi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Chi è la persona con una buona autostima? Ecco alcune caratteristiche: </div><div> 1. Non teme il <b>giudizio </b>delle persone. </div><div> 2. Rispetta i bisogni dell’altro. </div><div> 3. Ha delle <b>idee </b>non necessariamente coincidenti con quelli altrui. </div><div> 4. E’ in grado di dire ”<b>NO</b>” a delle richieste senza sentirsi in colpa. </div><div> 5. Si concede la “licenza” di commettere errori. </div><div> 6. E’ in grado di ammettere di non aver capito. </div><div> 7. Valuta se è sua <b>responsabilità</b> o meno di trovare una soluzione ai problemi degli altri. </div><div> 8. Cambia idea. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Chi è la persona con una bassa autostima?</div><div> 1. E’ convinto di valere poco o nulla, di non possedere particolari <b>capacità </b>proprio come quelle degli altri. </div><div> 2. Tende a colpevolizzarsi e si critica aspramente. </div><div> 3. Non è in grado di esprimere i propri bisogni ma il più delle volte asseconda quelli altrui. </div><div> 4. Assume atteggiamenti di <b>passività</b>, lasciandosi manipolare dal volere altrui. </div><div> 5. Vive emozioni, quali: la vergogna, la rabbia, la tristezza, la frustrazione e l’ansia. </div><div> 6. Fisicamente possono sentirsi deboli, affaticati sperimentando frequenti stati di tensione. Cosa può fare la persona con scarsa autostima? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Può decidere di intraprendere un percorso di psicoterapia per risolvere il problema della visione negativa di sé. Attraverso un <b>percorso </b>di questo tipo, è possibile identificare, mettere alla prova e successivamente sostituire le numerosi convinzioni disfunzionali che il paziente ha di sé, degli altri e del mondo. Ad oggi, i diversi pazienti che arrivano nel mio studio manifestano cambiamenti positivi nel giro di breve tempo. Tali risultati sono incoraggianti, sia per il terapeuta ma soprattutto per il lettore desideroso ma al contempo indeciso nell’intraprendere o meno una psicoterapia. L’orientamento cognitivo-comportamentale garantisce in tempi brevi la risoluzione di svariate problematiche emotive. <b>SITOGRAFIA </b>http://www.igorvitale.org/2014/06/2... &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.WAYaayQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Annalisa Cagia</a></b> - <span class="fs16">Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale</span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 12:46:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?sono-ok--la-mia-buona-autostima</link>
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			<title><![CDATA[RAP DELLA TV]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_j741oe0l"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/rap-della-tv.webp"  title="" alt="" width="472" height="393" /><br></div><div><br></div>Oggi è un giorno <b>speciale </b><div>questa mattina quando ho aperto </div><div>il mio portone per andare alla stazione ho scoperto la sfilata </div><div>di una folla strampalata.</div><div>Un coniglio con gli occhiali,</div><div>una fata con le ali,</div><div>un gondoliere con le bretelle,</div><div>un sacco di gente senza rotelle,</div><div>un pirata,un elefante ,</div><div>un folletto tintinnante,</div><div>una statua, uno svitato,</div><div>ed anche un mostro stralunato.</div><div>Ciao mamma ,ciao papà... </div><div>Ma ho capito che è normale, perché oggi c'è una festa speciale.</div><div>Perché oggi la nonna Gina </div><div>insieme a Vanna è in TV a parlare di Città dell'Infanzia </div><div>nel programma del dott. Sacco su canale 96, "Fatti e misfatti”,</div><div>ci parlerà di nonni, di poesia, di favole,</div><div>di Città dell'Infanzia tutto dedicato a te e a me, senza tanti perché.</div><div>Dai mamma, dai papà </div><div>torniamo a casa, accendiamo la TV, perché c'è la <b>nonna Gina</b>, il dott. Sacco e Vanna che ci aspettano.</div><div>Grazie mille a grandi e piccini </div><div>dalla vostra nonna Gina.</div><div>P.S. Dott Sacco canale 96, "Video Italia Puglia","<b>Fatti e misfatti</b>"</div><div>un programma per tutti.</div><div>"Un porto sicuro dove puoi sempre approdare!”. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WAYZLiQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 12:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[MUSICA SENZA STECCATI: LA RHAPSODY IN BLUE DI GERSHWIN]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_w5vf061m"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/musica-vari-stili.webp"  title="" alt="" width="457" height="257" /><br></div><div><br></div>Cari amici grandi e piccini di “Città dell'Infanzia”, oggi vorrei ascoltare con voi la celebre <b>Rhapsody </b>in Blue del compositore americano George <b>Gershwin</b>. È uno dei miei brani preferiti; del resto, chi riuscirebbe a restare indifferente alla bellezza delle sue <b>melodie</b>, alla pulsazione elettrizzante dei suoi ritmi, a quel misto di romantica malinconia e irrefrenabile gioia di vivere che la attraversa da cima a fondo? Si è sempre detto che in questa composizione il linguaggio sinfonico “classico” si combina con alcuni tratti caratteristici del <b>jazz</b>, un genere musicale che, affermatosi tra la fine dell'800 e gli inizi del '900, affonda le sue radici nei canti improvvisati dagli schiavi africani deportati negli Stati Uniti e costretti a lavorare nelle piantagioni del Sud. Da quell'antica modalità di espressione artistica – l'unica possibile per chi viveva segregato – ebbero origine, tra gli altri, i <b>gospel </b>e gli spiritual, ossia i canti religiosi cristiani della gente di colore, e una forma canora senza precedenti, il blues, che dava voce alla solitudine e all'emarginazione dei neri americani e che si fondava sull'improvvisazione, su un ritmo molto accentuato e su una continua oscillazione tonale dovuta alle cosiddette blue notes: espressione che sta a indicare delle note dall'intonazione incerta che, in un contesto armonico maggiore, spostano il discorso al modo minore suscitando in chi ascolta un senso di malinconia e tristezza analogo a quello legato al colore blu. Il jazz strumentale comincia ad affacciarsi timidamente col ragtime, uno stile pianistico molto sincopato in cui si distinse un musicista tutt'altro che sprovveduto come Scott Joplin. Ecco, il jazz deriva dal miscuglio di tutti questi elementi (e di molti altri ancora) e nacque “ufficialmente” quando più musicisti di colore cominciarono a suonare in gruppo: il che accadde dapprima nel Sud degli Stati Uniti, soprattutto a New Orleans, per poi dilagare anche nelle grandi città del Nord e dell'Ovest. “Tutti quanti voglion fare il jazz!” recita la celebre canzone degli Aristogatti. In effetti, quando Gershwin compose la Rhapsody in Blue a suonare questa musica non erano solo le <b>band </b>nere, c'erano anche numerosi complessi “bianchi”. E anche qui impazzava il piacere dell'improvvisazione creativa, il gusto per melodie e armonie blues, ritmi sincopati e una tendenza al botta e risposta (call and response) tra <b>strumenti </b>solisti e gruppo orchestrale che derivava dagli antichi canti di schiavitù. Il leader di una delle più note orchestre bianche era un tizio paffuto e simpatico di nome Paul Whiteman: fu lui a proporre a Gershwin, famoso soprattutto come autore di fortunati songs (canzoni), di comporre un pezzo sinfonico per una formazione jazz. Sulle prime quello tentennò, ma Whiteman, testardo e incauto com'era, comunicò la notizia alla stampa; e così Gershwin, avendo letto sui giornali di essere «al lavoro su un concerto jazz», dovette per forza di cose mettersi all'opera. La composizione, per pianoforte e orchestra jazz, debuttò il 12 febbraio 1924 a New York, diretta da Whiteman alla testa della sua band, mentre lo stesso autore sedeva al <b>pianoforte</b>. Il successo fu enorme. A Gershwin non interessava scrivere un concerto per pianoforte e orchestra nel senso “classico” del termine; voleva realizzare (sono parole sue) «un caleidoscopio musicale dell'America, del nostro vasto miscuglio di razze, del nostro incomparabile brio nazionale, della nostra follia metropolitana». E così scelse una forma tradizionalmente libera da schemi predefiniti, la <b>rapsodia</b>, aggiungendovi quella parolina, Blue, che richiama le sorgenti stesse della musica americana: il canto degli schiavi neri, il blues. Per non parlare dei tanti ritmi afroamericani che vi si possono riconoscere, dal ragtime al charleston alle danze cubane… Ascoltiamo l'inizio (https://www.youtube.com/watch?v=30GqQGOYSqY). Riconoscete lo strumento che dà avvio al pezzo? È un <b>clarinetto</b>. Inizia con un trillo nel registro grave e poi sale con un lungo glissando fino all'acuto, simile a un gatto che avanza con passo felpato e poi si stiracchia mostrando il proprio corpo sinuoso. Una cosa così non si era mai ascoltata in una sala da concerto “classica”. Non so voi, ma io vi avverto un sapore jazzistico; pare, anzi, che questo effetto sia stato improvvisato dal primo esecutore, il clarinettista Ross Gorman. E si sa, nel jazz l'improvvisazione è tutto. Nel corso del brano le melodie (i temi) si susseguono in modo rapsodico, apparentemente frammentario, simile a una libera associazione di idee. In realtà un criterio l'autore l'ha seguito, solo che non appartiene alla tradizione della musica da concerto europea: Gershwin ha preso a modello la struttura dei brani strumentali d'apertura (le ouverture) dei musical di Broadway, con le loro parate di melodie accattivanti, alcune delle quali ripetute più volte. Non è mia intenzione entrare nei dettagli; so che siete perfettamente in grado di individuare le melodie principali e riconoscerle ogni volta che si ripresentano variate, cioè modificate, nel <b>ritmo</b>, nell'armonia e nella strumentazione. Tre sono i temi più importanti. Il primo è esposto dal clarinetto dopo il glissando. Fate attenzione all'andamento dondolante e languido che assume: è il marchio inconfondibile dello swing, un verbo inglese che significa appunto “dondolare” e che indica uno stile jazzistico affermatosi proprio in quegli anni. E sentite il colore nasale che il tema assume alla sua seconda enunciazione, affidata alla tromba con sordina (curioso dispositivo che viene applicato allo strumento per attutirne e rendere più nasale il suono), tipica delle jazz band. Il secondo tema è più mosso e ritmato: fa capolino per la prima volta timidamente tra le due apparizioni iniziali della melodia principale e poi attraversa l'intero pezzo con un brio che in più d'un momento ti fa venir voglia di saltar su dalla sedia e metterti a <b>ballare</b>. Poi, a circa due terzi del brano, la corsa si arresta ed emerge una nuova melodia, cantabile e struggente, che sembra uscita da uno dei tanti meravigliosi songs dello stesso Gershwin. E allora, d'un tratto, come per magia, la musica ci trasporta nella più romantica delle notti… Buon ascolto! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>(“Tutti quanti voglion fare il jazz!”: una celebre scena del film Disney Gli aristogatti. Immagine tratta da http://www.movieforkids.it/).<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.WAYXTCQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Domenico Andriani</a></b>, musicologo &nbsp;&nbsp;</div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire “Musica e teatro” su &nbsp;<a href="http://goo.gl/B17Mlz " target="_blank" class="imCssLink">http://goo.gl/B17Mlz </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 12:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[UNA PAPERETTA CORAGGIOSA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_zi4b57zk"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/paperetta-coraggiosa.webp"  title="" alt="" width="461" height="316" /><br></div><div><br></div>C'era una volta una <b>famiglia </b>di paperette, tutte belle bianche, con il becco giallo ed erano talmente gonfie di piume, da sembrare dei gomitoli di lana bianca.<div>Loro abitavano in una bella <b>villa </b>sul mare di una bellissima città di nome <b>Trani</b>.</div><div>È proprio a Trani, grazie a due persone speciali che avevano creduto in un sogno, era nata grazie a loro una Associazione a favore dei bambini di tutto il mondo.</div><div>Il loro motto è : “Vogliamo colorare con i colori più belli <b>dell'arcobaleno </b>il mondo dei bambini”.</div><div>Il <b>sogno </b>è diventato realtà, tante persone si sono iscritte ed ognuna di loro regala la propria esperienza con serenità e amore per i bambini.</div><div>L’ 8 ottobre si festeggia il secondo compleanno di Città dell'Infanzia con una festa bellissima dove i protagonisti saranno i bambini .</div><div>La paperetta aveva sentito parlare dalle sue amiche della <b>festa</b>: Notte bianca dei <b>bambini </b>e aveva deciso di partecipare insieme alle sue figlie e a suo marito Papero Alonzo.</div><div>La festa si sarebbe svolta nella bella Villa Comunale di Trani e così cammina, cammina, finalmente paperetta Giustina varcò i cancelli della Villa.</div><div>Quanta gente, ognuno al suo posto a presentare la propria esperienza, tanta musica, ballerine, cantanti, fumetti, favole e laboratori a non finire per la gioia di grandi e piccini.</div><div>Ma c'era qualcosa che non andava in papero Alonzo, non respirava bene, aveva il fiato corto, sudava e aveva male al petto; paperetta aveva paura, ma le venne in aiuto la nonna delle favole che, immediatamente, chiamò i soccorsi: Croce rossa, O.E.R., 118 che subito prestarono le prime cure e misero in funzione il <b>defribillatore </b>che Città dell’Infanzia aveva appena regalato.</div><div>Appena in tempo! Alonzo stava veramente male, ma dopo aver usato il “Salvacuore” &nbsp;e fatte le manovre giuste si sentì meglio.</div><div>Paperetta Giustina ringrazió il Presidente: senza di lui "Alonzo" non c'è l'avrebbe fatta.</div><div>Cari bambini, Città dell’Infanzia è grande... pensate... per il suo primo compleanno regalò una giostrina per tutti i ragazzi diversamente abili che ora sono felici e la usano con gioia.</div><div>Per il secondo compleanno, invece, insieme al dott. Avantario , al dott. Mennea ha regalato alla Villa di Trani un <b>Salvavita </b>per grandi e piccini: un defribillatore.</div><div>Ora Trani ha un suo “Salvacuore” pronto a salvare tante vite.</div><div>Cari ragazzi, la storia è terminata, papero Alonzo sta bene, la festa continua ed io vi dico: “venite a Città dell'infanzia: un porto sicuro per grandi e piccini dove puoi sempre approdare!”.</div><div>Io vi asspetto! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Nonna Gina. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.WAEG6SQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Oct 2016 16:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI ANDARE ALL’ASILO!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4iuix7q5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/tornare-all-asilo.webp"  title="" alt="" width="468" height="311" /><br></div><div><br></div>Vi sarà sicuramente capitato di entrare in una <b>classe </b>di scuola <b>materna </b>ed assistere a <b>pianti</b>, urla e capricci di bambini che, letteralmente “ incollati” alla gamba della mamma o del papà, si rifiutano di restare con la <b>maestra </b>e anche di osservare genitori in ansia che pronunciano frasi del tipo: “ormai sei grande, non devi piangere”, oppure genitori disperati che chiedono aiuto alla maestra su come tranquillizzare il proprio figlio. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>La scuola materna rappresenta un <b>cambiamento </b>importante nella vita del bambino che deve imparare, forse per la prima volta, a stare lontano dalla mamma, a dividere l’attenzione della maestra con gli altri compagni, a collaborare con i propri coetanei e seguire nuove <b>regole</b>. Perché alcuni bambini hanno una reazione così disperata all’inserimento nella scuola dell’infanzia? Se il bambino è sempre rimasto a casa con la mamma ed i nonni e non ha frequentato l’asilo nido, pianti e capricci, nelle prime settimane, potrebbero rappresentare risposte normali ed inevitabili <b>all’inserimento </b>nella scuola dell’infanzia, in quanto rappresenta il primo vero e proprio distacco del bambino dalle sue figure di attaccamento. &nbsp;Cosa potrebbero fare i genitori per facilitare un inserimento più sereno del bambino nella scuola materna? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Innanzitutto cercare di non perdere la calma, anche davanti ad urla disperate; i genitori dovrebbero mostrarsi sicuri e decisi ed incoraggiare il bambino a vivere un‘esperienza, come quella della scuola materna, utile per socializzare e per diventare autonomo. Tuttavia, bisognerebbe cercare di <b>tranquillizzare </b>il bambino con coccole e sorrisi , parlandogli dolcemente e &nbsp;rimanendo, inizialmente un po’ con lui , via via diminuendo, con il passare dei giorni, il tempo di permanenza in classe della mamma o del papà. E’ importante che l’inserimento avvenga in maniera graduale, perciò è bene inizialmente non lasciare il bambino per molte ore al giorno. Un altro aspetto importante è farsi raccontare dal bambino le <b>attività </b>svolte in classe mostrandosi entusiasti e partecipi delle sue piccole, ma grandi scoperte e conquiste, dicendo magari “non vedo l’ora di ascoltare i tuoi racconti anche domani”.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.WAEFgyQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b>, Psicologa Clinica</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Oct 2016 16:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL RISO È SACRO]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ikd0a694"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/dario-fo.webp"  title="" alt="" width="462" height="296" /><br></div><div><br></div>Ci sono <b>uomini </b>che ogni giorno della loro vita, grazie al proprio impegno e alla propria <b>arte</b>, contribuiscono a diffondere e accrescere il prestigio della <b>cultura </b>del nostro paese. Uno di essi era <b>Dario Fo</b>. Drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore, illustratore, pittore, scenografo e attivista italiano, il 9 ottobre 1997 era stato insignito del Premio <b>Nobel </b>per la letteratura con la seguente motivazione: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati”. Il suo commento allora era stato: “Con me hanno voluto premiare la Gente di <b>Teatro</b>”. Durante la sua lunga carriera Dario Fo si è sempre battuto perché la cultura fosse accessibile a tutti e in particolar modo a bambini e ragazzi; a questo proposito nel 2014 aveva aderito al progetto. La biblioteca dei <b>bambini </b>della città di Messina per la realizzazione di una biblioteca comunale adeguatamente attrezzata e interamente dedicata ai bambini. Nel 2006 la sua giullarata "Ho visto un re" è diventata un racconto per bambini con le illustrazioni di Emanuele Luzzati, arricchito dal CD audio con la registrazione del brano originale del 1968 cantato da Enzo Jannacci, edito da Gallucci. Per la stessa casa editrice ha pubblicato anche "Vengo anch'io!", No, tu no con le illustrazioni di Joshua Held, Ma che aspettate a batterci le mani? illustrato da Mauro Evangelista e il '<b>monologo </b>sugli ultimi anni' ne La storia degli uomini di Gianni Rodari.<div> Da tutte le sue <b>opere </b>si evince l'importanza del riso nella vita di ognuno di noi, soprattutto in quanto fattore di crescita: nel video “Il Riso è Sacro – Favola per bambini” (https://www.youtube.com/watch?v=hq3f8tg8yNQ) Fo ci spiega quanto sia decisivo il momento in cui per la prima volta un bambino ride: “Tanti secoli fa, quando nasceva un bambino, tutta la famiglia cercava di raccontar favole, fare sberleffi, fingere di cadere, capovolgersi, mettersi a <b>ridere </b>a vuoto, per determinare una reazione: una risata. Non era facile, perché per un bambino appena nato che si guarda intorno tutto è nuovo. Ed ecco che a un certo punto, un ragazzo finge di cadere, cade, si rivolta, si rimette in piedi e ride e a quel punto il bambino capisce che c’è ironia, umorismo, una invenzione e ride a sua volta. In quel momento tutti applaudono e dicono insieme che il bambino è diventato uomo, questo perché l’essere umano ha valore e considerazione nel momento in cui riesce a ridere, cioè quando ha l’intelligenza di intendere l’assurdo, il paradosso, lo scherzo, il <b>gioco</b>, la fantasia”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.WAEECiQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Lettura e Racconti” su <a href="http://tiny.cc/favole " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/favole </a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Oct 2016 16:10:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-riso-e-sacro</link>
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			<title><![CDATA[LA COMPRENSIONE DEL TESTO SCRITTO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_98d8581l"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/comprensione-testo-scritto.webp"  title="" alt="" width="478" height="319" /><br></div><div><br></div>La <b>lettura </b>è un atto complesso nel corso del quale intervengono diverse <b>abilità</b>. L’efficacia e l’interazione di queste abilità influenzano il livello di <b>comprensione</b>. Saper <b>leggere </b>significa essere in grado di decifrare il testo scritto e di comprenderne il significato. &nbsp;Le abilità che intervengono nel corso di questo processo sono: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>· Abilità <b>percettive</b>: rientrano in quest’area le abilità di analisi visiva, un corretto funzionamento dei movimenti oculari e la capacità di far corrispondere ogni segno al suono. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>· Ruolo delle conoscenze precedenti: le informazioni contenute in un <b>testo </b>diventano maggiormente comprensibili nel momento in cui la persona che legge le <b>collega </b>con le informazioni che sono già in suo possesso. Infatti la mancata comprensione di un testo può dipendere anche dalla mancanza di conoscenze. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12">· Processi </span><b class="fs12">inferenziali</b><span class="fs12">: come per esempio la capacità di creare legami tra le varie informazioni contenute nel testo o la ricerca del significato di un termine tramite l’uso del contesto. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12">· Caratteristiche del lettore: ovvero precedenti conoscenze, capacità percettive, memoria a breve e a lungo termine e abilità metacognitive. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12">· Caratteristiche del testo: le abilità di comprensione del testo sono legate anche al modo in cui il testo è costruito. Esistono, infatti, diverse variabili che influenzano la comprensione: &nbsp;</span></div><div><span class="fs12">- Caratteristiche </span><b class="fs12">fisiche</b><span class="fs12">: dimensioni e tipo di carattere. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12">- Costruzione </span><b class="fs12">sintattica </b><span class="fs12">della frase. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12">- Tipologia testuale e scopo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12">- Contenuto del testo: un contenuto semplice e familiare viene compreso meglio di uno non conosciuto e complesso. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12">Nel prossimo articolo parleremo delle strategie da mettere in atto per accompagnare i </span><b class="fs12">bambini </b><span class="fs12">nella comprensione del testo.</span></div><div><div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.V_9UZiQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras</a></b> Logopedista</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi alla Logopedista: <a href="http://tiny.cc/logopedistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/logopedistarisponde</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 09:24:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-comprensione-del-testo-scritto</link>
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			<title><![CDATA[LEZIONI DI VITA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3t0vpl59"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/lezioni-di-vita-2.webp"  title="" alt="" width="504" height="345" /><br></div><div><br></div>I <b>bambini </b>sono <b>spugne</b>, così come lo sono gli adolescenti e i giovani in genere. Essi assorbono tutto quello che ascoltano ed imprimono nella <b>mente </b>e nel <b>cuore </b>modelli comportamentali coi quali confronteranno le azioni che si ritroveranno a compiere nella loro vita post-scuola. Questo determina l'importanza del ruolo assunto dagli <b>insegnanti</b>, i quali non possono lasciarsi sfuggire l'occasione di trasmettere concetti che non sono dei libri, ma dell'esperienza del proprio vissuto ed insegnamenti vari appresi in passato, anch'essi strada facendo nel proprio percorso formativo prima di ritrovarsi in <b>cattedra</b>. Non è escluso che si possa procedere contemporaneamente col programma e con quelle "<b>lezioni di vita</b>" che un giorno, chi occupa un banco qualunque, in una classe qualunque, in un anno scolastico qualunque, certamente ricorderà più di una formula o un concetto qualunque. Non trattasi di perdita di tempo per inutili racconti con una formale morale da cogliere, ma di vere esperienze vissute e valori intrisi nella coscienza di chi insegna con coscienza. Non ho mai smesso di raccontare anche in palestra e nel bel mezzo di un'attività pratico-sportiva, considerando la mia disciplina non addestramento fisico, ma formazione <b>psico-fisica</b> dell'individuo, storie intrise di valori come il rispetto ed accettazione dell'altro, o l'amore per la conoscenza, ai miei alunni che poi, magicamente, si mostrano particolarmente interessati all'ascolto delle mie lezioni che sono certa, non andranno mai smarrite, non soltanto nella loro memoria intellettiva, ma anche in quella affettiva.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.V_9RPyQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a> Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 09:03:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?lezioni-di-vita</link>
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			<title><![CDATA[IL PROFUMO DELLA GIOIA]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2vq9k4xm"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/profumo-della-gioia.webp"  title="" alt="" width="463" height="309" /><br></div><div><br></div><b>Risate </b>fragorose provengono dalla camera matrimoniale, il che è assolutamente normale: sono abituata (fortunatamente aggiungerei) ad udire “<b>felicità </b>manifesta” come <b>melodia </b>di sottofondo alle nostre ore trascorse in casa. Adoro ‘sbirciare’ la modalità di gioco che le mie bambine abilmente inventano, utilizzando accessori e oggetti casalinghi che, con la <b>fantasia</b>, diventano magicamente ‘altro’ rispetto alla loro reale funzione. Ed allora il mestolo, da semplice arnese da cucina, diviene la bacchetta <b>magica </b>della fatina Gentile, il rotolo terminato di carta igienica si trasforma in binocolo per avvistare possibili pirati all’orizzonte e le scodelle in plastica veri e propri caschi per affrontare percorsi in boschi selvaggi, irti di qualsivoglia asperità. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Ma oggi i giochi appaiono più statici, meno avventurosi e la scelta della camera matrimoniale come ‘<b>location</b>’, non lo nascondo, mi preoccupa un po’... </div><div>Mi dirigo lentamente, senza far rumore e vedo le mie due bambine intente a tirar fuori dal cassetto del comò i miei foulards che diventano, con l’ausilio di nastri e fermagli, abiti elegantissimi, con lunghi strascichi per la più piccola che, entusiasta del risultato si pavoneggia, accennando una sfilata. Non contenta, volendo arricchire il suo stile con un lungo velo per il capo, recupera dal cassetto un foulard color panna, ma prima di sistemarlo sulla sua testolina, lo annusa e, quasi in estasi, si rivolge alla sorella maggiore dicendo: “lo senti, vero?”, le porge il foulard verso il naso e la sorella, &nbsp;con aria seccata per l’ovvietà della domanda, risponde: “è il profumo di mamma...”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>La <b>piccola</b>, non contenta, ribatte: “questo è il profumo della gioia! <b>Mamma </b>quando mi abbraccia ha questo odore e a me fa battere forte il cuore!” &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Respira profondamente annusando ancora una volta il foulard e con incredibile semplicità conclude: “adorabile!”.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.V_y2ziQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Vanna </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.V_y2oSQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;</a> </div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 09:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[MIRANDA, SATURNINO E CITTA’ DELL’INFANZIA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_b679wyot"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/storia-di-miranda.webp"  title="" alt="" width="458" height="424" /><br></div><div><br></div>Cari bambini, questa storia ha per protagonisti una bambina di nome Miranda e un piccolo <b>marziano </b>di nome <b>Saturnino</b>, che abitava in un pianeta lontano, lontano di nome Saturno, il pianeta con tanti anelli.<div>La storia inizia così... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Esattamente il giorno 8 ottobre, in una giornata piena di sole, Miranda, una bimba tanto bella da sembrare una bambola, era in macchina con i suoi genitori, papà Vincenzo, mamma Serena e il fratellino Dorian e andavano a festeggiare la “Notte Bianca dei <b>Bambini</b>”, organizzata da <b>Città dell'Infanzia</b>, una associazione a favore di tutti i bambini.</div><div>Miranda, seduta dietro con il suo fratellino, cantava felice.</div><div>Mamma Serena &nbsp;li guardava incantata e rivolgendosi a papà Vincenzo diceva: “siamo davvero fortunati, abbiamo dei figli bravi e belli!”.</div><div>E fu così che papà Vincenzo per guardare Miranda e Dorian stava per investire un piccolo marziano, tutto luminoso e blu.</div><div>Cosa ci faceva lì un marziano ?</div><div>Il piccolo, che non parlava la loro lingua, si avvicinò a Miranda e con dei segnali strani e delle frasi gutturali raccontò che era con tutta la sua <b>famiglia </b>sulla loro bella astronave, ma aveva bisogno di fare pipì e chiese a papà Saturno di fermarsi. Una volta sceso a terra Saturnino si trovò in un posto fantastico, pieno di tante pale eoliche, che giravano al vento per catturare energia.</div><div>Il marzianino &nbsp;si mise a correre &nbsp;felice in quella bella radura, tenendo sempre d'occhio la sua <b>astronave</b>, ma ad un tratto una folata di vento, più forte delle altre, mise in moto l'astronave che partì e lui restò solo.</div><div>Miranda chiese al suo papà di aiutarlo e di portarlo con loro alla “Notte Bianca dei Bambini”. Il papà, che aveva un cuore grande, disse di sì.</div><div>Saturnino fece subito amicizia con gli altri bambini che furono orgogliosi di avere un amico marziano e di questo ringraziarono Miranda con un grande applauso. Saturnino trascorse una bellissima serata, ma al taglio della torta per festeggiare il secondo compleanno di Città dell'Infanzia si avvertì un forte rumore e tanto vento, ci fu un attimo di paura fra tutti i partecipanti, ma Saturnino li tranquillizzò e corse nell'area della villa di Trani adibita a parco giochi. &nbsp;E lì, sulla grande terrazza con vista mare, c'era proprio un'astronave, tutte luci e vapore, e sentì una voce che lui conosceva bene che lo chiamava.</div><div>Il piccolo marziano salutò tutti e a Miranda, che lo guardava con i suoi bellissimi occhi color del cielo e gli tendeva le braccia, diede un grande bacio e nel suo linguaggio strano, le disse che quando sarebbe diventato grande ed avrebbe avuto una sua astronave, sarebbe tornato da lei e sarebbero andati insieme nella radura delle pale eoliche.</div><div>Salì sulla scaletta e, con un gran rumore e tante luci, l'astronave partì.</div><div>Cari bambini, la favola è terminata e noi tutti in coro salutiamo Saturnino, Miranda e Città dell'Infanzia.</div><div>Siamo grandi! Perfino su Saturno parlano di noi.</div><div>Grazie Città dell'Infanzia, grazie alla nostra grande famiglia, grazie Presidente.</div><div>Nonna Gina. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.V_y1YyQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 09:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL GIUSTO AMBIENTE E LA GIUSTA VIA!]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_b9b3c4c3"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/la-giusta-energia.webp"  title="" alt="" width="458" height="325" /><br></div><div><br></div>Ben ritrovati! Iniziamo subito con questa affermazione: TUTTO è <b>ENERGIA</b>! <div>Già, credo non ci siano più dubbi a riguardo. Detto questo, l’ambiente in cui viviamo è anch’esso ENERGIA. Se <b>l’ambiente </b>in cui viviamo è carente di “<b>Vitalità</b>”, anche noi ne diventeremo carenti… con il tempo. Siamo attorniati da apparecchiature “Morte” che non pulsano di energia vitale utile al nostro corpo energetico, ma sono soltanto strutture inorganiche: Cemento, Ferro (lavorato), Componenti elettroniche…Ogni cosa è energia, ma ci sono elementi che possiedono maggiore “Vitalità” (irradiano ed esternano energie affini al nostro essere) ed altri che entrano in conflitto con il campo elettro-magnetico dell'essere umano (ebbene anche noi abbiamo un campo energetico). Tutto ciò che fa parte della <b>natura </b>è, potenzialmente, dotato di energia in armonia con l’essere umano! Grazie a questa informazione, possiamo benissimo aggiungere nel nostro spazio, alcuni componenti naturali quali: Piante, Minerali, Punti luce (spazi attraverso cui passa la luce solare), Prodotti della terra, Oli essenziali (puri) e FINESTRE APERTE (ovviamente per quanto possibile). Quando viviamo in un ambiente che emana vibrazioni non in armonia con l’essere umano, avviene un <b>conflitto</b>, e come ogni conflitto: CI SONO SEMPRE DELLE PERDITE (in questo caso di energia). Nello spazio in cui lavoriamo o dove leggiamo, inseriamo qualche minerale o una bella pianta! Se proprio non possiamo modificare lo spazio in cui viviamo, lavoriamo ecc… almeno una volta al giorno, possiamo passeggiare in spazi più naturali possibile. È proprio vero quel detto: "chi vive in campagna, vive più a lungo…” Chissà perché? Ad ogni modo, vivendo in un ambiente in <b>armonia</b>, non solo si migliora la nostra energia, ma ci permette anche di entrare in uno stato naturale in cui ci può risultare più facile scorgere la Via più giusta da seguire per ognuno di noi. Più si è in armonia, maggiore è la chiarezza con cui percepiamo le cose! &nbsp;Con questo vi saluto, alla prossima!<div><br> &nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.V_yzqiQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Sport e disciplina" su<a href=" http://tiny.cc/sportbambini " target="_blank" class="imCssLink"> http://tiny.cc/sportbambini </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 09:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[MAGICO CIELO DI STELLE]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_sx7g11o5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/cielo-di-stelle.webp"  title="" alt="" width="468" height="226" /><br></div><div><br></div>“Ci vuole un'atleta per danzare, ma ci vuole <b>un'artista</b> per diventare una danzatrice” <span class="fs12lh1-5">(Shanna La Fleur). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><div><span class="fs12lh1-5">Oggi ho voluto raffigurare nelle mie </span><b class="fs12lh1-5">creazioni zuccherose</b><span class="fs12lh1-5"> una delle forme d'arte più antiche: la danza! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">In un giorno speciale, tanti piccoli artisti brilleranno come &nbsp;stelle nel magico cielo della seconda edizione della &nbsp;NOTTE BIANCA DEI </span><b class="fs12lh1-5">BAMBINI</b><span class="fs12lh1-5">, a Trani... creando un firmamento che toccherà il cuore.</span><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.V_yymyQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b> Cake designer - delegata provinciale Bari FIAB</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Spirito Artistico" su <a href="http://tiny.cc/arte" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/arte</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 09:34:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?---magico-cielo-di-stelle---</link>
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			<title><![CDATA[IL SOGNO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_65i2xc65"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/il-sogno.webp"  title="" alt="" width="466" height="283" /><br></div><div><br></div>“Il <b>pensiero </b> è il dialogo dell’anima con se stessa”, questa espressione di Platone ci riporta al valore del pensiero, inarrestabile, fluente, ma anche elemento distintivo dell’essere umano.<div> Il nostro pensiero non ha quasi mai momenti di <b>pausa</b>; forse solo in alcuni livelli molto avanzati di <b>meditazione </b>si raggiunge quel momento di assoluto tepore del pensiero.</div><div>Anche nella fase di <b>sonno </b>il nostro pensiero continua ad elaborare tutto ciò che nell’arco della giornata ha colpito i nostri sensi.</div><div>Per questo i pensieri durante il sonno diventano “i nostri <b>sogni</b>”. Tutti noi sogniamo e se non ricordiamo è &nbsp;solo per un problema legato alla nostra memoria.</div><div>Nel sogno spesso lasciamo liberi i nostri pensieri più reconditi, ci permettiamo &nbsp;di essere collocati in una dimensione al di fuori da spazio e tempo, al punto che i nostri sogni hanno dell’inverosimile...spesso ci vediamo in situazioni surreali, impossibili, esilaranti.</div><div>Il sogno è stato un argomento molto caro ai filosofi, particolarmente ad <b>Aristotele</b>, il quale ha dedicato una lunga trattazione all’argomento.</div><div>Nei PARVA NATURALIA, Aristotele dice letteralmente che “il sogno è un’immagine che compare nel sonno”. Quando l’anima si chiude nel sonno tutte le immagini ci vengono a trovare.</div><div>“<b>Immagini</b>”, termine che &nbsp;in greco è &nbsp;detto ”fantasmi”; dunque, è l’immaginazione che deve elaborare questi fantasmi. Da svegli sono le percezioni a colpirci e quelle meno intense vengono a galla nel sonno…tracce della percezione. Aristotele dice che è il sangue a portarle al cuore e poi al pensiero…è un fenomeno spiegato fisiologicamente dal filosofo.</div><div>Con <b>l’Epicureismo </b>poi si darà un valore ancora più alto al sogno, ritenendolo il mezzo per contattare gli Dei, per percepirli. Il sogno è la porta oltrepassata la quale ci sottraiamo alle <b>percezioni </b>fisiche e contattiamo l’invisibile: l’umano che contatta il divino.</div><div>Diversamente Platone non credeva che il sogno implicasse una relazione tra il mondo divino e il mondo umano, anzi, pensava che il sogno dipendesse dal carattere della persona che sognava, letteralmente un uomo cattivo fa sogni cattivi, viceversa un <b>uomo </b>buono fa sogni buoni.</div><div>E questo ci permette già di elaborare 1000 considerazioni sui sogni. Nell’arco della storia, poi, altri <b>filosofi </b>hanno trattato l’argomento, ma è noto che Freud è colui il quale ha attribuito al Sogno un valore altissimo, la porta per la comprensione di passioni desideri non accolti, nevrosi… anzi dirà letteralmente che il sogno è la rappresentazione mascherata di un nostro desiderio.</div><div>MCgin va ancora oltre e afferma che nel sogno noi tutti narriamo noi stessi e ciò mi ricorda Eraclito che affermava che quando dormiamo abitiamo un mondo unico e privato diverso dal mondo comune a tutti gli uomini svegli.</div><div>Questo sarà il laboratorio che mi vedrà impegnata con i bambini nella prossima Notte Bianca: sono curiosa di ascoltare i loro Piccoli Grandi pensieri. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.V_ywqCQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a>.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 09:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-sogno</link>
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			<title><![CDATA[OTTENERE GLI APPARECCHI ACUSTICI GRATUITAMENTE  Seconda parte]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_x5ie01te"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/apparecchi-acustici-gratis-2.webp"  title="" alt="" width="456" height="304" /><br></div><div><br></div>Nel precedente articolo si è parlato dei soggetti aventi diritto alla fornitura degli apparecchi acustici mediante <b>Sistema Sanitario Nazionale</b> (SSN). In questa seconda parte si vedrà invece l'iter <b>burocratico </b>da seguire, sia per l'ottenimento dell'invalidità civile che per la successiva fornitura protesica.<div>Di seguito tutti i passaggi :</div><div>- Fare e<b>same audiometrico</b> presso un otorinolaringoiatra di struttura pubblica, il quale deve certificare l'eventuale patologia uditiva.</div><div>- Il medico di base deve compilare un apposito <b>certificato </b>da inviare <b>all'INPS </b>in cui si attesta l'ipoacusia ed eventuali altre patologie (certificate dai medici specialisti di struttura pubblica) e si richiede accertamento di invalidità civile. E' possibile richiedere contestualmente e con lo stesso modulo anche l'accertamento dell' <b>handicap </b>(Legge 104), della cecità e della sordità (si valuta il sordomutismo in questo caso).</div><div>- Il certificato di cui sopra deve essere inviato telematicamente all'INPS. Questa operazione la effettua solitamente un <b>patronato</b>.</div><div>- Successivamente all'invio del certificato si viene convocati a visita presso la ASL di pertinenza, dove una commissione medica valuta le condizioni di salute del soggetto e approva o meno lo stato di <b>invalidità</b>.</div><div>- Una volta in possesso del certificato di invalidità (solitamente viene spedito) bisognerà procedere alla prescrizione degli <b>apparecchi acustici.</b></div><div>- Recarsi presso un centro acustico convenzionato ASL &nbsp;dove è possibile ricevere tutte le informazioni e il supporto necessario per ottenere le agevolazioni previste per la fornitura dell'apparecchio acustico.</div><div>- Il richiedente dovrà nuovamente recarsi dal proprio medico di base per fare <b>l'impegnativa</b> per una visita Orl con esame audiometrico e prescrizione dell'apparecchio acustico, prenotando gli esami in questione presso una struttura pubblica.</div><div>- In sede di visita <b>ORL </b>è necessario presentare allo specialista l'impegnativa del medico di base, la tessera sanitaria e una copia del verbale di invalidità. Il medico procederà alla visita e alla prescrizione degli apparecchi acustici su un apposito modulo da presentare all'ufficio protesica della ASL.</div><div>- La prescrizione dell'apparecchio acustico deve essere corredata dal preventivo di spesa formulato dall'Audioprotesista del centro acustico scelto.</div><div>- Il modulo di prescrizione degli apparecchi acustici insieme al preventivo del fornitore e alla copia del verbale di invalidità dovranno poi essere presentati all'ufficio protesica della ASL di appartenenza per la definitiva autorizzazione alla fornitura.</div><div>- Qualora il paziente desideri un apparecchio più sofisticato (sia da un punto di vista tecnologico che estetico) di quello previsto dal Sistema Sanitario, potrà scegliere in accordo con l'audioprotesista il sistema più idoneo, pagando la differenza di prezzo.</div><div>In seguito alla fornitura è necessario recarsi nuovamente dal medico Orl per il <b>collaudo </b>degli apparecchi acustici. Lo specialista verifica che gli ausili forniti corrispondano alle caratteristiche elettroacustiche prescritte e che il paziente ne abbia beneficio.</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.V_UgHiQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Pagnotta Giorgio</a>- </b> Audioprotesista Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde </a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 15:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PENSO, DUNQUE...SENTO! Prima parte]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Mariapia Cannito]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_gs8lcdpg"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/riconoscere-le-nostre-emozioni.webp"  title="" alt="" width="471" height="312" /><br></div><div><br></div>La consapevolezza delle nostre <b>emozioni </b>è alla base del <b>benessere psicologico</b>, facilita l’adattamento e l’empatia e migliora le nostre relazioni interpersonali. Il modo in cui affrontiamo e gestiamo le nostre emozioni influenza la qualità della vita. Cosa sono le emozioni? Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni <b>psicofisiologiche</b>, a stimoli interni o esterni, naturali o artificiali. Esse sono il frutto di interazioni tra fattori oggettivi e soggettivi, mediate da sistemi neuronali e ormonali, che determinano esperienze affettive, processi cognitivi, attivazioni fisiologiche. “Sentiamo” le emozioni con la mente, con il cuore, con il corpo. Le emozioni hanno una natura “<b>relazionale</b>”, influenzano il nostro modo di comportarci e le relazioni con gli altri. Non è sempre facile riuscire a dare un nome alle proprie emozioni, definire in maniera chiara ciò che stiamo provando. Utilizziamo spesso termini vaghi o magari la stessa parola per indicare emozioni differenti o intensità diverse. Quando sentiamo una emozione non solo è importante descriverla in maniera appropriata, ma anche individuare il grado di <b>intensità</b> con cui la stiamo provando. Alla base delle nostre emozioni ci sono i <b>pensieri</b>: il modo in cui interpretiamo la realtà ed attribuiamo un significato agli eventi influenza i nostri stati d’animo e i nostri comportamenti. I nostri schemi mentali, il modo di leggere la realtà e interpretarla, i processi di attribuzione di significato influenzano le nostre emozioni. Ci sarà capitato di osservare bambini che giocano al parco, improvvisamente arriva un cane, qualcuno reagirà con gridolini di gioia ed entusiasmo e vorrà avvicinarsi all’animale, qualcun altro si allontanerà intimorito. Il medesimo stimolo, il cane, nella medesima situazione, il parco, produce reazioni diverse. Cambiano i pensieri, le interpretazioni di ciò che sta capitando: “un nuovo amico con cui giocare”, “mi succederà qualcosa di orribile”... Già nel 120 d.c. il filosofo <b>Epitteto </b>affermava “Gli uomini non vengono turbati dalle cose, ma dalle opinioni che si fanno sulle cose”. Può risultarci difficile individuare ciò che pensiamo in certe situazioni in quanto alcuni nostri pensieri sono diventati automatici, li mettiamo in pratica così frequentemente da farli diventare una abitudine della quale non siamo consapevoli. Questo ci dà l’impressione di aver reagito emotivamente senza nessun pensiero. Un’altra ragione per cui a volte è difficile individuare i nostri pensieri è dovuta al fatto che talvolta confondiamo i pensieri con le emozioni. Ci può capitare per esempio di dire: “mi sento un incapace”, sarebbe invece più corretto dire “penso di essere un incapace”. Ai fini di una buona <b>consapevolezza </b>emotiva è importante imparare a <b>codificare </b>le proprie emozioni, soffermandosi a riflettere sulle situazioni in cui si sono verificate e sui pensieri alla base. Vedremo nel prossimo articolo come imparare riconoscere i pensieri disfunzionali. <div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-cervello-e-le-relazioni-umane.html#.V_Jh_SQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Mariapia Cannito</a></b> - Specialista in psicoterapia cognitivo comportamentale</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it " target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde </a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 13:47:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?penso,-dunque---sento--prima-parte</link>
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			<title><![CDATA[LE MOLLE DELLA VITA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_960p61i2"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/le-molle-della-vita.webp"  title="" alt="" width="466" height="291" /><br></div><div><br></div>“Quando mi raccontarono cosa era accaduto non ne fui meravigliata. Non li avevo conosciuti bene. Ci eravamo incontrati tre o quattro volte a casa di amici. Avevamo condiviso pochi momenti insieme, ma la mia sensazione, osservandoli, non mi aveva portato a cogliere grande sintonia fra di loro. La versione di coloro che commentavano la loro <b>separazione </b>era schierata completamente dalla parte di Elena, la moglie. Dicevano che lui l’aveva abbandonata. Se ne era andato e l’aveva lasciata sola con i figli. Molti erano increduli: ‘erano una bella coppia’, dicevano. Ai miei occhi era come se le loro anime non si fossero mai incontrate. Erano pianeti così distanti! Di Stefano, il marito, mi aveva colpito il suo modo spontaneo e giocoso di interagire con i suoi <b>figli</b>. Aveva un sorriso coinvolgente e ispirava un senso di verità e serenità. L’incontro con lo sguardo di Elena era stato più sfuggente. Appariva una donna controllata ma al tempo stesso cordiale con tutti allo stesso modo. Il loro porsi con i piccoli proveniva chiaramente da modi di intendere la vita completamente opposti. Lei era fin troppo <b>protettiva</b>, temeva si facessero male per qualsiasi cosa e li seguiva in ogni loro azione e movimento. Lui era loro <b>complice </b>nei giochi improvvisati al momento, che suscitavano ilarità e divertimento degli adulti presenti. Era come se ci fosse una incolmabile frattura fra di loro. Non riuscivo a vederli come ‘un tutto’. Erano lì insieme, ma soli con se stessi, avvolti da una sfumatura di malinconia e tristezza. Talvolta il filo che corre sulla vita degli altri ci offre spunti per riflettere sulle dinamiche che intercorrono nelle nostre <b>relazioni</b>. Ci permettono di fermarci e fare il punto di ciò che siamo per noi stessi e per gli altri. Avevamo attraversato momenti difficili, il mio compagno ed io. Ne avevamo passate tante insieme, ma alla fine ci eravamo sempre ritrovati. Allora mi venne in mente una frase che ci siamo detti tante volte: ‘Noi siamo come due <b>molle </b>che si tendono all’infinito. A volte sono quasi sul punto di spezzarsi, ma poi si lasciano andare; si avvicinano e si incontrano, sempre’ ”. Chiunque si trovi a entrare in relazione con l’altro sperimenta momenti di <b>CONFLITTO</b>. Quest’ultimo non rappresenta necessariamente una nota negativa. Il conflitto, nel caso specifico della relazione di <b>coppia</b>, può permettere di capire quali siano i punti deboli che ognuno possiede, ponendosi in continuo confronto con l’altro. La prospettiva che fornisce il contrasto fra due persone è quella di cercare insieme, se pur con difficoltà, punti in comune per continuare a crescere. Nessuno di noi smette di conoscersi lungo tutto l’arco della sua vita. Nel rapporto di coppia questa ‘<b>spinta</b>’ alla conoscenza di sé diverrebbe necessaria se non addirittura vitale. Ciò che emerge da questo racconto è in primo luogo quello che gli altri, con occhi esterni, percepiscono di una relazione. I giudizi altrui possono influire negativamente anche sulla sensibilità dei figli, coinvolti nella difficile dinamica della separazione. In questo caso, i bambini potrebbero facilmente schierarsi a favore di uno dei due genitori, correndo il rischio di inasprire ulteriormente i rapporti. Coloro che circondano la <b>famiglia </b>dovrebbero cercare di porsi come figure neutrali. Il loro contributo può essere rivolto a offrire supporto senza entrare nel merito delle situazioni che hanno generato la rottura. E’ opportuno ricordare che nessuno può pretendere di conoscere le reali e intime ragioni che provocano le scelte degli altri. Al prossimo articolo e buona educazione alla vita a tutti!<div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.V_JgESQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b>, pedagogista, educatore extrascolastico </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div> Chiedi alla pedagogista di "Psicopedagogia": <a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pedagogistarisponde</a><div><br></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 13:38:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?le-molle-della-vita</link>
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			<title><![CDATA[TANTI AUGURI CARI NONNI]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_rd2063kj"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/tanti-auguri-nonni.webp"  title="" alt="" width="471" height="314" /><img id="image-1" data-path=38k6n48393s36f324012c90gn4ix6mss data-managed="true" class="" data-selected="false"><br></div><div><br></div><b>Nonna</b>, <b>nonnino</b>, statemi vicino, state vicino al vostro <b>nipotino</b>:<div>son piccolo e voi sapete l'importanza che per me avete.</div><div>Voi, saggezza e bontà ogni giorno mi donate,</div><div>di coccole e di fiabe mi riempite le serate.</div><div>Grazie, grazie per tutto ciò,</div><div>ma che grandi nonni ho!</div><div>Nonna, nonno, nonnini miei... </div><div>Vi voglio tanto bene e vi auguro ogni bene,</div><div>di salute o chicchessia l'importante è che ci sia!</div><div>Tantissimi cari <b>auguri </b>a tutti i nonni del mondo,</div><div>dai loro nipotini e dalla nonna Gina! &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.V_Je9iQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 13:33:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?tanti-auguri-cari-nonni</link>
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			<title><![CDATA[MAMMA NON PARLO, MA TI ASCOLTO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Maria Elena Germinario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_y9c1yj77"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/il-bambino-che-e-in-noi.webp"  title="" alt="" width="469" height="313" /><br></div><div><br></div>Quanti bambini ci sembrano <b>problematici</b> o estremamente timidi, soprattutto in situazioni nuove, perché non parlano? Vi siete mai chiesti perché? Come mai? E che risposte siete riusciti a darvi? Io qualche risposta ho provato a darla attraverso il mio lavoro di <b>educatore teatrale</b>. Escludendo problemi fisiologici o d'apprendimento, i <b>bambini </b>molto silenziosi ascoltano...ascoltano e apprendono tutto quello che il mondo degli adulti propone o racconta. Credendoci. E intervengono e parlano o quando hanno qualcosa di molto importante da comunicare, o quando li sai prendere, sai strappare loro un sorriso. E' quello che mi capita quando bambini spauriti si approcciano per la prima volta al <b>teatro</b>, magari spinti da<b> ambizioni artistiche</b> dei <b>genitori</b>: sono lì che ti guardano con occhi grandi come il sole per capire cosa stai chiedendo loro, magari seguono tutta lezione attaccati ad una figura di riferimento, che sia il cuginetto, la sorellina o l'amichetto del cuore, senza proferir parola... Poi è bastato un esercizio, di quelli che affascinano, che stimolano <b>l'immaginazione</b>, magari di quelli che divertono e strappano un sorriso, per averli catturati con la <b>magia</b> del teatro e aver dato loro il "la" per dire: "posso provarci ancora?" Non pensavo il teatro fosse così", oppure "qui si gioca? Gli adulti non giocano mai!". &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Ed ecco che ti accorgi di quanta <b>responsabilità </b>abbia un adulto per rendersi credibile nelle cose che racconta, quanta responsabilità abbia nel tentativo di ritrovare il bambino che è in sé per tornare a giocare con il proprio bambino, quanto forse poco possa bastare per il proprio bambino, perchè possa parlare...<div><br></div><div><br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-fantasia-varca-i-confini-del-possibile.html#.V-6MQCQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott. ssa Maria Elena Germinario</a></b> - Attrice teatrale</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Teatro e Immaginazione" su <a href="http://tiny.cc/teatro" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/teatro</a> e lasciateci i vostri commenti/suggerimenti!</div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 30 Sep 2016 15:56:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?mamma-non-parlo,-ma-ti-ascolto</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[PERCHE’ ANCHE IL CANE E’...]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_rhv5i2ga"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/cane-amicizia.webp"  title="" alt="" width="476" height="320" /><br></div><div><br></div>Ricordiamoci che <b>l’interazione </b>con i nostri <b>amici pelosi </b>è ricca di momenti significativi, che trovano il loro fondamento nel riconoscimento dell’alterità <b>animale</b>, necessario per creare una relazione positiva.<div>Riflettiamo su questi punti cardine:</div><div>- Pensa se per i prossimi anni vuoi condividere la tua vita con un essere buffo e simpatico! </div><div>- Non comprarmi, non sono un oggetto! </div><div>- Insegnami a relazionarmi con altri cani e con i tuoi simili…</div><div>- Non abbandonarmi se all’inizio faccio qualche danno in casa…</div><div>- Sii paziente quando non ho voglia di apprendere…</div><div>- Fammi comprendere ciò che desideri con gesti che posso riconoscere, anche senza alzare la voce… &nbsp;</div><div>- Amami anche se non sono di razza…</div><div>- Divertiamoci…</div><div>- Anche io sogno, lo sapevi?</div><div>- Riesco a percepirti: si chiama <b>empatia</b>…</div><div>- Mi premi? Sono stato bravissimo!</div><div>- Attento! Ti guido verso luoghi più sicuri…</div><div>- Sono come un bambino, in fondo lo siamo tutti…</div><div>Cari lettori, aggiungete nei commenti quelli inerenti la vostra relazione con il cane, poiché ogni <b>cane</b> è diverso dall’altro. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-nel-sociale-per-comprenderne-l-essenza.html#.V-0lSyQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Patrizia di Lernia</a></b>, Assistente Sociale - Operatrice di Terapia e attività assistita dagli animali</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Pet-therapy e Sociale" su <a href="http://tiny.cc/pettherapy" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pettherapy</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 29 Sep 2016 14:25:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?perche--anche-il-cane-e----</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[TUTORIAL CASCO SPAZIALE]]></title>
			<author><![CDATA[Matilde D'Addato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0rxg84as"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/fai-da-te.webp"  title="" alt="" width="481" height="640" /><br></div><div><br></div>Questa volta, cari <b>amici</b>, vi illustro come da semplici elementi, come cartone, piatti, cannucce e bicchieri di plastica, si possa realizzare questo simpatico <b>lavoro </b>che i bambini si divertiranno a usare durante i loro <b>giochi</b>.<div>Per prima cosa ho disegnato e ritagliato due cerchi di cartone ed ho ricavato una striscia di cartone che, per lunghezza e larghezza, va tagliata in base alle misure della testa...stesso discorso vale per i cerchi. Aiutandomi con la colla e fermando il cartone con degli spilli ho attaccato lungo la circonferenza di ogni cerchio la striscia di cartone, ottenendo, così, un blocco tipo cilindro; ai lati ho attaccato con del biadesivo i piatti e i bicchieri e, sulla fronte, le cannucce....</div><div>I caschi sono pronti, ovviamente possono anche essere verniciati con la bomboletta spray di un qualsiasi colore...</div><div>Alla prossima!</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/come-raccontare-attraverso-disegni-e-colore.html#.V-0j6CQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Matilde Daddato</a></b>, vignettista-fumettista</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire " Spirito Artistico " su <a href="http://tiny.cc/arte" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/arte</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 29 Sep 2016 14:20:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?tutorial-casco-spaziale</link>
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			<title><![CDATA[COME PRENDERSI CURA DELLA VISIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Deborah Faggella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_k7wl0115"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/igiene-visiva.webp"  title="" alt="" width="484" height="327" /><img id="image-1" data-path=d735u02cf6q4ugpcj1hexy1h7ek611j6 data-managed="true" class="" data-selected="false"><br></div><div><br></div>La <b>Visione </b>è una funzione che si acquisisce e il suo utilizzo si ripercuote sulle varie attività svolte quotidianamente.<div>Una postura scorretta, un’illuminazione inadeguata, un’impugnatura sbagliata, provocano nel <b>bambino </b>il bisogno di un’altissima quantità di risorse energetiche che conducono di conseguenza ad una <b>inefficienza visiva</b>.</div><div>Con il termine “<b>Igiene</b> <b>Visiva</b>” viene solitamente indicato tutto ciò che occorre sapere per permettere al nostro sistema di funzionare correttamente.</div><div>Se il bambino non vede bene non impara: il “non vedere correttamente”, non solo rallenta l’apprendimento, ma provoca <b>ansia </b>e <b>stress</b>, compromettendo ulteriormente il suo rapporto con la scuola.</div><div>Il continuo stress visivo-cognitivo può tradursi in una significativa difficoltà ad eseguire un lavoro da vicino con conseguente calo dell’efficienza visiva.</div><div>Possibili <b>SINTOMI </b>di un problema visivo:</div><div>- evita di svolgere a lungo un lavoro da vicino;</div><div>- avverte <b>stanchezza</b> visiva e sonnolenza durante la lettura;</div><div>- si avvicina troppo al foglio quando legge e/o scrive;</div><div>- perde facilmente il segno o salta spesso il rigo;</div><div>- ha difficoltà a ricopiare dalla lavagna;</div><div>- assume posture scorrette durante le attività svolte (capo inclinato, foglio ruotato, movimento eccessivo della testa, ecc...);</div><div>- copre spesso un occhio;</div><div>- batte frequentemente le palpebre;</div><div>- lamenta mal di testa, bruciore, prurito dopo aver letto o scritto;</div><div>- ha difficoltà nell’incolonnamento dei numeri;</div><div>- inverte spesso lettere, sillabe o numeri (p/b,b/d, a/e, iva/avi, 41/14);</div><div>- riferisce di vedere parole muoversi, confuse o doppie.</div><div>È importante prendersi cura della propria visione: ecco alcuni SUGGERIMENTI per ridurre lo stress visivo durante le attività di <b>lettura </b>e <b>scrittura</b>:</div><div>- usare un piano inclinato per mantenere una corretta distanza visuo-posturale;</div><div>- effettuare regolarmente dei brevi intervalli di alcuni secondi fissandoun punto lontano per rilassare il sistema visivo;</div><div>- mantenere una corretta distanza dal piano di lettura e scrittura (circa 35/40 cm);</div><div>- utilizzare una &nbsp;illuminazione omogenea della stanza oltre un’illuminazione diretta sul piano di lavoro.</div><div>- non assumere posizioni scorrette evitando di studiare sdraiati o piegati in avanti o di lato;</div><div>- mantenere la schiena diritta sedendosi correttamente per facilitare il mantenimento di un equilibrio <b>visuo-posturale</b>;</div><div>- impugnare correttamente la matita o la penna mantenendo una distanza dalla punta di circa 2 cm così da poterla far scorrere senza inclinare la testa o il busto;</div><div>- utilizzare occhiale con protezione dai raggi UV adeguati a preservare la salute e il benessere degli occhi del bambino.</div><div>Le norme di Igiene Visiva comprendono tutti quei comportamenti che stimolano e permettono un equilibrato utilizzo del sistema visivo durante lo svolgimento di attività da vicino;ne favoriscono un corretto utilizzo funzionale incrementando la qualità dell’apprendimento,la concentrazione e l’attenzione.</div><div>Se un bambino vede bene, <b>apprende </b>meglio!</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-relazione-tra-occhi-e-postura.html#.V-0h9CQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Deborah Faggella</a></b>, Ortottista e Assistente in Oftalmologia &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde </a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 29 Sep 2016 14:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[UN ALBERO PICCINO PICCINO DI NOME ‘NOCINO’]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_94ppylw5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/l-albero-nocino.webp"  title="" alt="" width="491" height="366" /><br></div><div><br></div>C'era una volta una <b>famiglia </b>di alberi che vivevano sul monte Amiata.<div>La famiglia era così composta: il papà, grande, alto e pieno di foglie si chiamava "Noce", la mamma alta e carina si chiamava "Nocina" e poi c'era lui, il figlio piccino, piccino di nome "Nocino".</div><div>Nocino era un albero molto bravo e tutte le mattine andava a scuola; il suo maestro era grande e grosso e si chiamava "Quercia”, era proprio bravo e tutti gli alberelli del monte Amiata andavano a scuola da lui.</div><div>Nocino cresceva e imparava a diventare un bravo albero di noci e a produrre tanti frutti. Ma Nocino aveva un sogno: quando la sera il suo amico vento smetteva di far ondeggiare le sue foglie e tutti si addormentavano, lui restava sveglio a pensare...ma a cosa?</div><div>Cari bambini, dovete sapere che lui durante la festa dei nonni, che si era tenuta nel posto dove lui abitava, aveva conosciuto tanti bambini e le loro maestre, aveva giocato con loro e <b>papà </b>Noce e <b>mamma </b>Nocina avevano offerto la loro ombra per le loro merende.</div><div>Nocino aveva trascorso due giorni fantastici, ma poi i bambini erano dovuti ritornare alla loro scuola a Trani e lui era rimasto solo.</div><div>Era triste e le sue foglie non ondeggiavano al passaggio del suo amico vento e non si divertiva neppure a giocare con il suo amico passerotto e con la sua amica coniglietta Etta lui restava fermo e silenzioso.</div><div>Un giorno la tartaruga Uga si fermò a riposare proprio vicino a lui e vedendolo così triste gli chiese il perché!</div><div>Nocino, abbassò le sue foglie e piangendo gli svelò il suo segreto.</div><div>Lui voleva andare a vivere nel giardino della <b>scuola </b>di quei bambini...</div><div>La tartaruga Uga lo guardò, ci pensò un pochino e poi disse: “forse si può fare!”.</div><div>Lo salutò e pian pianino, andò a chiamare la sua amica "Aquila Nera"che, per ascoltare la tartaruga, scese dal suo nido e si riposò sulla radura.</div><div>“Mamma mia come sei grande!” e le tue ali ...si disse Uga si &nbsp;sei grande e tu mi puoi aiutare ad esaudire il desiderio &nbsp;del mio amico "Nocino". L'aquila, dopo aver ascoltato Uga, disse: “va bene, verrò domani e condurrò il tuo amico a Trani alla scuola dei suoi amici”.</div><div>La mattina dopo Nocino salutò i suoi genitori e, dopo aver chiuso le zolle in un grosso sacco nero, salì sulle ali dell'Aquila che, in men che non si dica, lo depositò nel giardino della scuola a Trani.</div><div>Era l'ora della ricreazione e quando &nbsp;gli scolari riconobbero il loro <b>amico </b>gli fecero un grande girotondo e lo colmarono di bacetti.</div><div>Nocino era felice! Ora vive nel giardino della scuola e tutte le mattine i suoi amici giocano con lui, gli portano da bere e lui, felice, li ringrazia, ondeggiando le sue foglie.</div><div>Cari <b>bambini</b>, ora <b>Nocino </b>è affidato alle vostre cure e mi raccomando: non lo lasciate mai da solo.</div><div>Vi dirò di più: chi trova un amico, trova un tesoro!</div><div>Nocino ha fatto tanta strada, ma alla fine ha conosciuto tanti, tanti bambini e amici e con loro vive felice ondeggiando le sue foglie al vento.</div><div>La <b>storia </b>è terminata, io vi saluto e volevo chiedervi... che ne dite, invitiamo Nocino alla "<b>Notte Bianca</b> dei Bambini"?</div><div>Lui ne sarebbe molto, molto felice di stare in vostra compagnia.</div><div>Pensateci! &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.V-qsiCQqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 17:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LE DUE PERCEZIONI]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1y5nl398"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/le-due-percezioni.webp"  title="" alt="" width="477" height="454" /><br></div><div><br></div>Eccoci nuovamente qui e ben ritrovati! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Continuiamo il discorso dei “<b>2 Soli</b>” con un pratico consiglio per aumentare la nostra consapevolezza. Prima di addentrarci nella pratica, esamineremo in maniera veloce, in quale misura noi percepiamo.<div>La <b>percezione </b>ha un intensità costante, non esistono momenti in cui percepiamo meno o di più,ciò che fa la differenza è l'attenzione verso tale percezione. Un esempio è <b>l'udito</b>!Noi possiamo sentire ciò che la gente ci dice, senza tuttavia ascoltare una sola parola. Possiamo vedere le cose senza osservare o notare i dettagli. La nostra mente viene invasa da TANTISSIME informazioni, ma solo alcune vengono poste sotto la nostra <b>attenzione</b>!</div><div>Cercherò di spiegare con un esempio. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Immaginiamo un paesaggio piovoso: ogni goccia d'acqua che cade, è una informazione, mentre il bicchiere poggiato per terra è la nostra attenzione. Ovviamente solo alcune informazioni (gocce) entreranno nel nostro bicchiere (consapevolezza). Con pratici esercizi si può sostituire il bicchiere con una ciotola, poi con un secchio, poi con una vasca ed infine con un fondale!</div><div>Le percezioni sono infinite, mentre l'attenzione è limitata a poche percezioni. Un esercizio utile per migliorare la nostra <b>attenzione </b>è quello di prendere un quaderno, che useremo esclusivamente per questo esercizio, e scrivere a ogni fine giornata, alcune informazioni che abbiamo percepito con attenzione durante la giornata! In questa descrizione devo sforzarmi di ricordare con quante persone ho parlato, con quali persone e se riesco, anche come erano vestite. Posso anche soffermarmi sui paesaggi che ho visto o sulle azioni che ho fatto (una sorta di diario, ma più focalizzato ai dettagli che riconosciamo di trascurare)!</div><div>Inizialmente non è consigliato scrivere TUTTO, ma sarebbe meglio, per esempio, registrare solo informazioni riguardo all'abbigliamento delle persone che ho visto in una zona limitata, oppure le azioni che ho fatto dalla mattina fino al primo pomeriggio, escludendo il resto della giornata! Come ogni cosa, si deve iniziare con poco!</div><div>Questa è solo una delle due percezioni, che chiameremo percezione di <b>VEGLIA</b>. La seconda percezione è quella del <b>SOGNO</b>. L'esercizio per questo tipo di percezione è molto simile a quello appena spiegato...con la differenza che useremo un quaderno diverso, in cui saranno annotate le informazioni prelevate nei nostri sogni.</div><div>Le prime volte questi esercizi potranno sembrare esercizi di memoria (infatti inizialmente lo sono), ma con il tempo ci abitueremo a prestare maggiore attenzione, per scrivere sempre più dettagli su questi 2 quaderni!</div><div>Per oggi questo è tutto. Buon proseguimento a tutti! &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.V-ovBK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Sport e disciplina" su <a href="http://tiny.cc/sportbambini " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/sportbambini </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 08:30:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?le-due-percezioni</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[METODI INCLUSIVI]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_g891t8l8"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/potenzialita-alunni.webp"  title="" alt="" width="495" height="330" /><br></div><div><br></div>Ho sempre disdegnato quei sistemi di <b>insegnamento </b>che, evidenziando le carenze di questo o quell'altro alunno, in modo palese, davanti all'intera classe, inibiscono chi, non solo mostra evidenti difficoltà esecutive e di <b>apprendimento</b>, ma anche difficoltà espressive che lo pongano nella condizione di essere se stesso, in agio e libertà, senza il timore di sbagliare ed essere giudicato ed escluso. L'insegnamento non è solo trasferire conoscenze per arricchire il <b>bagaglio </b>delle personali esperienze del ragazzo in ambito scientifico, umanistico, artistico, tecnico e motorio, ma è anche innescare un meccanismo psicologico e mentale ben consolidato in lui da consentirgli di <b>CREDERE </b>di poter migliorare. Che si debbano somministrare durante l'anno e in modo sistematico, prove individuali atte a verificare i singoli livelli di partenza di un gruppo, è pur vero che nelle attività dove visibilmente emergono bravura o non bravura, occorrerebbe sempre aver cura di non sottolineare apertamente limiti e negatività, per non creare alcun tipo di imbarazzo o mortificazione in chi ne manifesta; per non escludere, sia pur non intenzionalmente, anche nel luogo dove vige la regola dell'inclusione, nella <b>scuola</b>, come purtroppo spesso accade nella poco sensibile odierna società. Mai si dovrebbe compiere un sì grave errore formativo. Chi insegna segna dentro, e deve farlo bene per non incorrere nel pericolo in agguato, quello dell'abbandono, determinato proprio dalla sfiducia e consapevolezza di non riuscire, se non ad emergere, almeno a stare al passo con gli altri. Di non poter mai tagliare quel <b>traguardo </b>che molti, invece, raggiungono col minimo impegno e grazie a qualità innate di cui certo la scuola non può farsi vanto.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.V-otKq0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a> Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 08:21:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?metodi-inclusivi</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[BONUS IDRICO PUGLIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4557v8b7"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/bonus-idrico-puglia.webp"  title="" alt="" width="461" height="424" /><br></div><div><br></div>Possono presentare una domanda di <b>Bonus Idrico</b> tutti i cittadini residenti in Puglia, che hanno usufruito di un bonus elettrico, per una fornitura localizzata nella Regione Puglia, nel 2015. Per poter usufruire dell'agevolazione i cittadini devono essere intestatari, o risiedere in un condominio che è intestatario, di una fornitura domestica di acqua potabile erogata dall’<b>Acquedotto Pugliese</b> e non devono sussistere situazioni di morosità nel pagamento delle fatture. I nuclei familiari o cittadini titolari sia di utenze singole che di utenze condominiali potranno presentare domanda di accesso al Bonus Idrico dal 01/10/2016 e tassativamente fino al 31/12/2016. Oltre tale termine le domande non saranno più accolte. I destinatari del bonus idrico sono cittadini <b>pugliesi </b>che sono rientrati nel medesimo periodo di agevolazione in una o più categorie previste dal “bonus elettrico” in qualità di clienti domestici del servizio elettrico: CATEGORIA A) Disagio economico: <b>ISEE </b>uguale o inferiore a 7.500,00 €; CATEGORIA B) Disagio Economico ISEE uguale o inferiore a € 20.000 e con almeno 4 figli a carico; CATEGORIA C) Disagio fisico. Le agevolazioni previste per i beneficiari, € 48,46 per la CATEGORIA A, € 153,00 per la CATEGORIA B ed € 72,68 per la CATEGORIA C, saranno concesse solo per l’annualità di consumi 2015 ai cittadini che rientrano nelle categorie e nelle condizioni dei beneficiari. In analogia a quanto definito per il Bonus <b>Elettrico</b>, l’erogazione del Bonus Idrico è previsto anche ai beneficiari del Bonus Elettrico che hanno acquisito il diritto in virtù del fatto che possiedono una “Carta Acquisti” attiva. In tal caso la domanda di Bonus Idrico dovrà essere presentata dal titolare della carta acquisti. I soggetti beneficiari del Bonus Idrico riceveranno, tramite missiva, il codice dell’agevolazione, informazione circa l'avvenuta attribuzione del bonus e il relativo ammontare, che verrà accredito direttamente nella prima fattura di consumo idrico utile, emessa da <b>AQP </b>SpA successivamente alla data del 15/03/2017.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.V-opfa0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">dott. Vincenzo Dibari</a></b> Commercialista &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3PbcBKf5uE" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 08:06:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?bonus-idrico-puglia</link>
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			<title><![CDATA[LA STORIA DI LUIGINA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_601i7ak9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ricordi-infanzia.webp"  title="" alt="" width="469" height="313" /><br></div><div><br></div>Oggi vi voglio raccontare la storia di una bella bambina di nome Luigina.<div>Luigina era una bella bambina, alta per i suoi anni e molto sveglia.</div><div>Viveva in città perché il suo papà lavorava lì, ma a lei sarebbe piaciuto vivere in campagna con i suoi adorati nonni e con tanti ,tanti amici animali.</div><div>Purtroppo questo non era possibile, in città Luigina andava a scuola, frequentava la quarta elementare ed era molto brava ed attenta a tutto quello che diceva la sua insegnante di nome Rina, una bella signora molto esigente con i capelli bianchi legati sul capo.</div><div>I nonni vivevano in una campagna molto distante dalla città, dall’atmosfera magica, senza il rumore delle macchine e sopratutto senza la rompi sveglia di tutte le mattine.</div><div>Come orologio dai nonni c'era Otello: un gallo gigante con tante piume colorate e una grande cresta rossa (come sveglia era il massimo).</div><div>Il “chicchirichì” voleva dire tante cose: “svegliati, fai colazione, facciamo una corsa, vieni a giocare con me”.</div><div>Ma Otello viveva in campagna ed in città c'era la “rompi sveglia”.</div><div>I giorni passavano fra la scuola, i compiti, i mestieri di casa e i giochi con i suoi quattro fratelli che, come lei, non vedevano l'ora che arrivassero le vacanze; sì, perché per le vacanze sarebbero andati dai nonni. Che bello!</div><div>“Corri tempo, corri”, diceva Luigina al mattino appena sveglia, fai in fretta che devo andare in campagna.</div><div>Finalmente giugno: manca poco per rivedere Otello la sveglia e tanti, tanti amici.</div><div>Pippo l'asinello, Uga la tartaruga, Nerina la gallina, Orazio il maiale, Leo il coniglio, Alina la papera, le pecore, le caprette ed infine il suo amico cane, l'amato Ugo.</div><div>Ugo sembrava capisse quando era il tempo delle vacanze e quindi dell'arrivo di Luigina, perché passava molto tempo fermo sull'aia a guardare la lunga strada bianca.</div><div>È finalmente Luigina arrivò.</div><div>Che bello rivedere tutti: i nonni erano felici di averla un po' con loro e lei lo era ancora di più. Che felicità svegliarsi al canto di Otello, fare lunghe passeggiate con nonno Antonio e con il suo amico Ugo.</div><div>Luigina e Ugo stavano sempre insieme tutto il giorno a rotolarsi nell'erba fresca, a fare il bagno nello stagno con le sue amiche ranocchie, felici di averla &nbsp;di nuovo con loro.</div><div>“Sì, questa è vita”, ripeteva Luigina la sera prima di addormentarsi, pensando al mattino dopo. E al mattino, via con gli amici a raccogliere le angurie nel grande campo alle spalle della casa dei nonni e poi ancora lunghe passeggiate in groppa alla cavalla Aida che camminava piano per paura di farla cadere.</div><div>Che bello vedere tutto dall'alto e che meraviglia quando Aida attraversava il fiume per portarla all'altra riva.</div><div>Ragazzi giornate fantastiche!</div><div>Purtroppo le vacanze stavano per terminare e Luigina doveva tornare in città.</div><div>Si riprendeva la vita normale, senza i suoi amati nonni, senza i suoi amici e senza il suo amico Ugo che la seguiva in silenzio triste per la sua prossima partenza.</div><div>Il giorno del rientro arrivò e Luigina con la morte nel cuore andò via.</div><div>“Ciao amici, tornerò molto presto: aspettatemi!”.</div><div>Luigina ritornò in città alla vita di sempre, alla scuola, alla “rompi sveglia” e pensando alle prossime vacanze.</div><div>Ogni sera telefonava a nonno Antonio e nonna Rosa per dire che li pensava sempre e di riferire al suo amico Ugo che era lui il suo cane preferito parola di Luigina.</div><div>Sono passati molti anni, i nonni non ci sono più, ora Luigina è una nonna con sei nipoti ai quali insegna ad amare la campagna, gli animali, proprio come i suoi nonni avevano fatto con lei.</div><div>Grazie nonni, grazie amici, grazie Ugo: sarete sempre nei miei pensieri.</div><div>Cari ragazzi, la storia è terminata ed io vi saluto con un grande bacio.</div><div>Cari ragazzi vi svelo un segreto: la Luigina della storia sono io! </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.V-onvK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 07:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[”MI RACCOMANDO”]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4wvawt50"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/abbi-cura-di-te.webp"  title="" alt="" width="477" height="245" /><br></div><div><br></div>Sull’uscio di porta l’ho sempre sentito pronunciare, a volte sussurrato, in alcune circostanze anche accentuato, come monito o semplice possibilità di riflessione.<div>“<b>Mi</b> <b>raccomando</b>”, l’ultima espressione di <b>congedo </b>che mia madre rivolgeva a noi <b>figlie </b>ogni volta che superavamo i confini domestici e autonomamente affrontavamo la vita...espressione che ha accompagnato i miei anni, acquistando con il passare del tempo significati diversi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Chiudo gli occhi e rivedo la mia vita scorrere ed evolversi al suono di quel ‘<b>refrain</b>’: dal “non sbucciarti le ginocchia”, quando frettolosamente salutavo e scappavo via per raggiungere le mie compagne in cortile, al “non rientrare troppo tardi”, la sera, quando, crescendo preoccupazioni più forti sicuramente investivano i <b>pensieri </b>di una <b>madre</b>. Un dolcissimo sorriso accompagnava il suono di quelle parole che facevano breccia nel mio cuore, al punto di avvertirle, diventando più grande, non solo come premura materna, ma soprattutto come speranza e <b>fiducia </b>riposta nei miei confronti.</div><div>Il suo “mi raccomando”, con il tempo, si è nutrito di altri messaggi che chiaramente, con la maturità, si sono palesati alla mia consapevolezza: “abbi cura di te, rispettati, hai la mia fiducia, ma non deluderla, onora la tua vita ed esaltala con la tua intelligenza, sii sempre te stessa, anche a costo di sbagliare...continua a perseguire la strada in cui credi, utilizzando i tuoi valori come bussola nel mondo. Non tradirti: sii sempre quella meraviglia che ho sognato per te!”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>“Mi raccomando” è divenuto con il passare degli anni, sperimentandomi madre, il mio ‘refrain’ di saluto per le mie figlie, ‘refrain’ <b>d’amore</b>, di fiducia e speranza che racchiude molte più emozioni di quelle che loro, ancore piccine, riescono a percepire. E’ sempre l’ultima espressione che involontariamente regalo prima di separarci, quasi come se quelle parole possano ‘proteggerle’ e rassicurarmi nel contempo: piccolo ‘testamento d’amore’ al quale attingere nelle ore in cui le nostre vite si allontanano...Mi piace pensare che anche le mie bambine crescendo approfondiscano la natura di queste semplici parole, comprendendone il reale significato, celato dietro un dolcissimo sorriso:“Ripongo la mia fiducia nelle tue mani, affinchè tu possa viaggiare libera e fiera, ma abbi cura della tua vita e del dono prezioso che vi è racchiuso”.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.V-K-YK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Vanna </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.V-K-Ra0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" &nbsp;&nbsp;</a> </div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 17:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[VOGLIO ASCOLTARE UNA STORIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Lucia Avino]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7185uajy"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/in-book.webp"  title="" alt="" width="460" height="242" /><br></div><div><br></div>Cari lettori, il nostro primo articolo sarà di presentazione e soprattutto rimanderà ad un evento magico, “ La <b>notte bianca </b>dei bambini”, organizzata da Città dell’Infanzia. Siamo un team formato da operatori sanitari e non, ed esperti del settore educativo-abilitativo che mettono a disposizione la loro formazione e la loro esperienza per progetti &nbsp;rivolti ai bambini normotipo e con sviluppo atipico. &nbsp;Il nostro primo progetto “VOGLIO ASCOLTARE UNA <b>STORIA</b>” ha inizio grazie ad una passione condivisa: l’amore per i <b>bambini </b>e per i <b>libri</b>. &nbsp;Avete mai pensato come può essere difficile e faticoso per un bambino con problemi motori, cognitivi, comunicativi, relazionali, utilizzare i libri che si trovano in commercio? La <b>lettura </b>di libri migliora <b>l’interazione </b>tra il genitore e il bambino, sostiene l’attenzione condivisa, migliora lo sviluppo di competenze linguistiche e comunicative. Tali competenze sono particolarmente importanti nello sviluppo di tutti i bambini ma ancora di più dei bambini autistici e/o gravemente compromessi sul piano cognitivo e della comunicazione verbale. Noi vogliamo ABBATTERE le barriere per bambini con bisogni comunicativi complessi e donare loro il diritto all’ascolto e alla lettura di storie. Come? Attraverso gli<b> IN-book</b>, libri illustrati con testo integralmente scritto in simboli, pensati per essere ascoltati mentre l’altro legge ad alta voce. Sono nati per bambini con bisogni comunicativi complessi, da un’esperienza italiana di Comunicazione Aumentativa (CAA). Le caratteristiche delle storie, la presenza dei simboli e l’indicazione che ne viene fatta nel corso della lettura sono elementi che sostengono l’attenzione condivisa e rendono più agevole seguire il racconto, con notevoli vantaggi per lo sviluppo emotivo, linguistico e cognitivo, rendendo gli IN-book <b>PATRIMONIO </b>DI TUTTI I BAMBINI e non solo di quelli con disabilità della comunicazione. &nbsp;In tale ottica la nostra partecipazione alla Notte bianca dei bambini di Città dell’Infanzia ha la finalità di farvi scoprire gli IN-BOOK attraverso due laboratori di lettura mediata dai simboli rivolti a TUTTI i bambini a partire dai tre anni. Il laboratorio prevede tre momenti: - <b>Lettura </b>da parte dell’adulto di una simpatica storia modificata e trasferita interamente in simboli per sostenere l’ascolto; &nbsp;- <b>Coinvolgimento </b>attivo dei bambini nella ri- lettura della storia; - <b>Gioco </b>interattivo sulla comprensione della storia. All’apertura e chiusura del laboratorio verrà proposta una routine verbale /musicale sostenuta dai simboli.Vi aspettiamo numerosi, a presto!<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php#.V-K8pa0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Avino Lucia</a></b>, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva</div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php#.V-K8pa0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Maria Antonietta Liccardi</a></b>, neuropsichiatra infantile </div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-libri-piu-letti-online-a-trani.php#.V-K8pa0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa &nbsp;Irene Orsino</a></b>, logopedista </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a> Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 16:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[MINI GUIDA PER FUTURE E NEO MAMME]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_osm7k24n"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/diventare-mamma.webp"  title="" alt="" width="462" height="259" /><br></div><div><br></div>1 - &nbsp;“Aspetto un <b>bambino</b>, ma alle volte non mi sento serena. Cosa mi succede?" - <span class="fs12">“La </span><b class="fs12">gravidanza </b><span class="fs12">è un evento che comporta grandi trasformazioni a livello corporeo, &nbsp;a livello </span><b class="fs12">psicologico</b><span class="fs12">, relazionale e sociale. Aspettare un bambino è sicuramente un momento felice, ma la futura </span><b class="fs12">mamma </b><span class="fs12">può anche avvertire, nel corso della gravidanza, dubbi, preoccupazioni e insicurezze. Può sentirsi stanca, a volte triste: queste sono emozioni normali da accettare e non considerare come inadeguatezze. Accettare questo è importante per non sentirsi in colpa e, magari, chiedere aiuto nel momento in cui se ne sente la necessità. Se tuttavia, la </span><b class="fs12">deflessione </b><span class="fs12">dell’umore dovesse perdurare per più tempo, è bene rivolgersi allo psicologo per ricevere un sostegno che consenta di prepararsi al meglio alla nascita del proprio figlio”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><div>2 - &nbsp;“Pochi giorni fa è nato il mio bambino, ma alle volte vivo momenti di grande sconforto. Perchè?”.“La nascita di un figlio e l’assunzione del ruolo <b>genitoriale </b>comportano l’elaborazione delle proprie relazioni affettive che si sono vissute nella propria infanzia, &nbsp;una serie di cambiamenti nelle routine di vita quotidiana, cambiamenti psicologici, all’interno della coppia che ora deve affrontare il delicato passaggio da una relazione a due ad una relazione a tre. In particolare nelle mamme, la nascita di un bambino può comportare, nei giorni successivi al parto, uno stato depressivo transitorio, da attribuire ai cambiamenti <b>ormonali</b>, &nbsp;alla stanchezza fisica e ai fattori emotivi legati all’essere diventate madri. Questa condizione è chiamata ‘<b>baby blues</b>’, si risolve in pochi giorni ed è normale e fisiologica. Se tale condizione dovesse persistere ed intensificarsi nel tempo è bene rivolgersi ad uno specialista”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>3 - “Ho sempre desiderato avere un figlio, ma dalla sua nascita avverto profondi sbalzi d’umore, &nbsp;passando da momenti di serenità a momenti di disperazione e disinteresse. Alle volte è come se mi sentissi incapace di accudire mio figlio e per questo mi sento in colpa. Cosa mi succede?”-“La donna vive numerosi cambiamenti nel periodo del post -partum: a livello corporeo, sia fisiologico che ormonale, oltre che a livello psicologico e relazionale. Queste condizioni esistenziali e fisiologiche possono predisporre la neo mamma allo sviluppo di disturbi dell’umore. La depressione <b>post-partum</b> rappresenta un disturbo dell’umore che colpisce il 10-20% delle donne nel periodo successivo al <b>parto</b>. Tale disturbo esordisce generalmente tra la sesta e la dodicesima settimana, dopo la nascita del figlio. La donna si sente triste senza motivo, irritabile, facile al pianto, non all’altezza nei confronti degli impegni che la attendono. Molto spesso subentra il senso di colpa e provano vergogna per le emozioni che percepiscono, in quanto solitamente si tende ad immaginare che una neo mamma debba essere sempre felice, proprio per il periodo di gioia che sta vivendo. La depressione post-partum va distinta dalla condizione denominata “baby blues” che può verificarsi in oltre il 70% delle madri ed è caratterizzata da una sensazione di <b>malinconia</b>, tristezza, inquietudine, che insorge nei giorni immediatamente successivi al parto e tende a svanire in circa 15 giorni. La depressione post-partum presenta sintomi più intensi e duraturi, si cura e si risolve, ma è possibile farlo prima di tutto chiedendo aiuto ad un esperto”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>“Il mio bambino piange spesso, come devo comportarmi? E’ corretto prenderlo in braccio o rischio di viziarlo?" - “Il neonato ha il bisogno primario di stare a stretto contatto con la mamma; &nbsp;non bisogna avere timore di viziarlo prendendolo in braccio, poiché man mano che la mamma e il bambino avranno modo di ‘conoscersi meglio’, sarà la mamma a regolarsi in merito alle sue proteste, evitando che prenda cattive abitudini. E’ proprio attraverso il contatto fisico, &nbsp;la presenza costante della mamma, la soddisfazione dei bisogni primari che il <b>bambino </b>potrà soddisfare quel senso di sicurezza dato dalla certezza dell’esistenza della mamma che gli consentirà di tollerare periodi di separazione sempre più lunghi”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>5- &nbsp;“Sono al mio primo figlio e ho difficoltà nell’allattarlo al seno. Nel momento dell’allattamento provo forte ansia, come posso gestirla?” &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>“Ancora oggi, &nbsp;intorno <b>all’allattamento </b>materno, vi sono una serie di luoghi comuni e false convinzioni. Idee, spesso prive di base scientifica continuano ad essere trasmesse di generazione in generazione, alimentando dubbi e confusione nelle neo mamme. Allattare al <b>seno</b> nei primi mesi può risultare difficile, molto spesso infatti si potrebbe parlare di una vera e propria ansia da allattamento. Mille dubbi e domande possono assalire la neo mamma come la crescente apprensione rispetto alla montata lattea, se il latte è sufficiente a soddisfare l’esigenza del proprio bambino, se è bene allattare su richiesta del neonato o ad ore prestabilite. Queste <b>paure </b>sono normali e possono essere affrontate anche con l’aiuto di un esperto. D’altronde il momento alimentare è anche un momento di relazione e comunicazione, sia che avvenga attraverso il seno o il biberon. L’allattamento non significa solo nutrimento ma anche contatto fisico, calore, abbraccio, protezione. E’ molto importante, perciò, far sì che nel momento del pasto, la mamma comunichi con il proprio bimbo, alimentando così &nbsp;non solo il piccolo, ma anche la relazione che sta nascendo e che crescerà nel tempo”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>6- &nbsp;“Da quando è nato nostro figlio il rapporto con mio marito è cambiato. Cosa significa?”- “La nascita di un figlio è sicuramente un momento speciale per la coppia, la transizione da 2 a 3, tuttavia, è una sfida impegnativa che i coniugi sono chiamati ad affrontare. Può succedere che uno o entrambi i partner abbiano difficoltà a ritrovarsi come coppia, perché, magari, impegnati a riconoscersi nel ruolo di genitori. Può succedere che la mamma assuma un atteggiamento troppo possessivo nei confronti del bambino, escludendo il papà. Questo atteggiamento potrebbe far allontanare il papà, in quanto non lo porterebbe a sentirsi partecipe della relazione ed estraneo al ruolo di padre. Un consiglio utile sarebbe quello di coinvolgere il papà nelle attività di accudimento del bambino, facendo in modo che abbia la possibilità di vivere a suo modo il momento dell’allattamento con il bambino, &nbsp;lo faccia addormentare, lo culli, gli cambi il pannolino e lo vesta. E’ importante che sia durante la gravidanza, che durante i primi mesi del bambino, &nbsp;l’uomo sostenga la propria compagna, la aiuti, parli con lei. Nello stesso momento è importante che la mamma ritagli momenti da dedicare a sé stessa e al proprio compagno, affidando, magari, il bambino per qualche ora ai nonni, agli zii o ad una persona di fiducia”.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.V-K47a0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b>, Psicologa Clinica</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 16:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[SULLE ALI DELLA MUSICA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_q7lzoct1"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/racconti-e-musica.webp"  title="" alt="" width="488" height="325" /><br></div><div><br></div>La nave aveva da poco abbandonato il porto e tutto si allontanava e diventava piccolo, lontano, ma i ricordi no, quelli erano presenti e vicini.<div>Una crociera bellissima, tante belle località, tante <b>emozioni </b>e sopratutto tanta musica. La <b>musica </b>del <b>cuore</b>, come diceva il comandante della nave ogni volta che il maestro cominciava a dirigere, le sue mani erano ali di farfalle che volavano leggere a dirigere tante belle melodie.</div><div>Il <b>maestro</b>, un uomo misterioso che era difficile incontrare sul ponte o in piscina, non partecipava neppure alle escursioni nelle bellissime città dove la nave si fermava. Ma una città attirò il maestro, Dubai la magica con i suoi grattacieli, dove tutto era magia e fu proprio la <b>magia </b>che fece incontrare il maestro e la giovane turista italiana che veniva dall'Italia, proprio come lui ed era a Dubai per un viaggio premio come regalo per la maturità.</div><div>Era bella Angela, con due occhi che ti scrutavano e arrivavano dritti al cuore e arrivarono al cuore del taciturno maestro.</div><div>Dubai la magica fece da cornice al loro primo incontro-scontro, sì, perché si scontrarono in un locale e Angela nello scontro versò la bibita addosso al maestro che devo dire non la prese bene e senza accettare le sue scuse uscì dal locale. Al rientro sulla nave pensò molto a quella ragazzina dagli occhi belli.</div><div>Angela, sì, era molto bella ed anche molto giovane ed era lì per divertirsi e godersi la vacanza.</div><div>La sera tutto ritornò normale, la nave continuava silenziosa a solcare le onde, onde che si allontanavano dalla magia di quell'incontro.</div><div><b>Dubai </b>ormai era lontana.</div><div>La mattina dopo Luca, contrariamente al solito, salì sul ponte e cercò fra le passeggere una con gli occhi che lo avevano turbato, ma...niente, della ragazza non c'era traccia.</div><div>Luca scese anche in piscina e si tuffò nell'acqua, lo rigenerò e decise che sarebbe rimasto a prendere un aperitivo al bar della piscina.</div><div>C'era tanta gente e sopratutto tantissime belle ragazze, Luca pensò chissà come si chiamava la ragazza di Dubai, ma nella fretta non aveva chiesto il nome e non aveva accettato le sue scuse.</div><div>Tutto procedeva come da copione: feste, musica, balli e sopratutto tanta allegria e voglia di divertirsi. Fu una crociera lunga e spensierata per molti, ma non per lui che aveva sempre lavorato con la sua <b>orchestra </b>e, a dire il vero, era un po' stanco e contento di ritornare alla vita normale, agli orari normali.</div><div>Era fermo sul ponte, la nave solcava le onde e una musica accompagnava il rullìo della nave e i pensieri di Luca.</div><div>Pensieri che lo riportavano indietro al suo ultimo <b>amore</b>, finito prima che lui partisse per la crociera.</div><div>Era durato tanto, aveva amato tantissimo Nora ma poi il lavoro li aveva divisi e l'amore che li aveva uniti si era non spento, ma assopito, ma erano rimasti nel cuore di Luca tanti bei <b>ricordi</b>...ma solo quelli.</div><div>La sirena annunciò che la nave era arrivata in porto e che la crociera era terminata, tanti saluti fra i passeggeri, tanti complimenti per la sua musica e un arrivederci al prossimo anno.</div><div>Casa dolce casa! La sua mamma fu felice di riaverlo a casa e per la gioia non smetteva di piangere.</div><div>"Cara <b>mamma</b>, mi sei mancata e mi sono mancate le tue colazioni e i tuoi manicaretti ma ora che sono tornato, mi voglio rifare e starmene in pace con te".</div><div>Furono le ultime parole, perché squillò il telefono e si doveva ripartire con il grande Maurizio Mattioli è una tournée con in scena "Rugantino", da portare in giro nelle più belle città pugliesi.</div><div>Luca era felice ed anche la sua orchestra lo era, lavorava con "Mattioli": era un onore! L'incontro fu fissato per la mattina dopo e Luca convocò tutta l'orchestra e i vari addetti che i misero subito al lavoro.</div><div>L'incontro con il maestro "<b>Mattioli</b>" fu ricco di sorprese e una di queste fece restare a bocca aperta Luca quando il maestro presentò la sua"Rosetta" del Rugantino ed era lei, la ragazza di Dubai!</div><div>Si chiamava Angela! Luca non smetteva di guardarla, ma finite le prove lei, come al solito, sparì. Luca per smaltire la rabbia si fermò nel piccolo bar adiacente al <b>teatro</b>, un bar molto buio e frequentato solo dagli artisti di passaggio.</div><div>Pensieroso, ordinò un caffè freddo e nel momento di cominciare a sorseggiarlo, un ciclone lo investì, rovesciandogli tutto addosso.</div><div>Luca era pronto a scattare, ma il ciclone era lei, Angela che, ridendo a più non posso, cercò di pulire il danno che aveva combinato.</div><div>Luca la prese per un braccio e molto adirato la fece sedere e le disse: “Questa volta non mi scappi, siediti e parliamo.</div><div>“Io sono Luca. Tu?”.“Io sono Angela. Sono appena rientrata dalla vacanza premio per la maturità e sto cercando di guadagnare qualche soldino facendo da aiutante al maestro Mattioli e suono anche il violino. Curo tutti i problemi e quando posso canticchio. Mi piace la musica,come mi piaci tu. Maestro sei bravo e quando dirigi mi fai sognare;sogni bellissimi che purtroppo finiranno presto. A novembre mi iscrivo al primo &nbsp;anno di medicina a Roma e addio musica. Io voglio diventare un medico per curare ed aiutare tantissime persone:è un sogno che ho fin da bambina e farò di tutto per realizzarlo”. Luca era estasiato e decise che avrebbe fatto di tutto per continuare ad incontrarla. Rugantino fu un successo.</div><div>Sono trascorsi dei mesi ....poi un giorno Luca fu chiamato a <b>Roma </b>per curare le musiche di un grande"recitals" dedicato a un mito: Freddy Mercury!</div><div>E indovinate chi c'era dietro le quinte a curare le pubbliche relazioni? Sì, proprio lei, che appena vide Luca capì che a volte i sogni si realizzano; aveva sognato di rivedere Luca, di stare e condividere con lui i suoi progetti e sperava che anche lui provasse i suoi stessi sentimenti.</div><div>Alla fine dello spettacolo Angela era nel suo camerino quando sentì bussare e comparve un grande mazzo di rose rosse con un biglietto:"Vuoi essere la mia ragazza e condividere con me emozioni, musica e amore? Ti amo, Luca” . &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Sono passati diversi anni, Angela è diventata un medico e lavora a Roma. Luca con la sua orchestra gira il mondo ma sono sempre vicini e innamorati più che mai.</div><div>Luca ormai è felice, ha dimenticato il passato e vive il presente.</div><div>Vive un grande &nbsp;Amore sulle ali della sua bellissima musica!</div><div>Grazie per aver letto i miei racconti per tutta <b>l'estate</b>.</div><div>Un grande bacio dalla vostra nonna Gina. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.V-AbPK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 19 Sep 2016 17:04:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?sulle-ali-della-musica</link>
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			<title><![CDATA[VACCINAZIONE HPV NELLA COPPIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_34f1ud27"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/vaccinazione-hpv.webp"  title="" alt="" width="458" height="304" /><br></div><div><br></div>Il <b>virus HPV </b>non fa distinzione tra i sessi; predilige i <b>giovani </b>e può pregiudicarne la <b>fertilità</b>: in particolare quella dei maschi, che oggi hanno a disposizione un’arma in più per difendersi. Il vaccino <b>quadrivalente</b>, fino a &nbsp;pochi anni fa raccomandato alle sole ragazze, si è dimostrato efficace anche nell’uomo, tanto che la Commissione Europea ne ha approvato l’utilizzo fino a 26 anni di età. Implementare la vaccinazione è una misura necessaria e il <b>ginecologo </b>può avere un’ importanza chiave. Oltre ai risultati nei maschi, che mostrano un’efficacia superiore al 90% &nbsp;nella prevenzione delle lesioni genitali esterne, nuovi dati confermano la validità della vaccinazione HPV, non solo nelle <b>preadolescenti</b>, ma anche nelle <b>donne </b>adulte. Protegge inoltre nel 100% dei casi dalle reinfezioni e può ridurre notevolmente le recidive in donne sottoposte precedentemente a <b>conizzazioni</b>. Siamo abituati a collegare l’HPV al cancro della cervice uterina, ma questa neoplasia è solo una di quelle collegate al virus HPV che può generare anche cancro dell’ano, della vulva, della vagina, della cavità orale, della faringe e causare condilomi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Fortunatamente la maggior parte delle infezioni da HPV è transitoria, perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario, ma spesso è asintomatico e può quindi continuare a fare danni indisturbato. Potrebbero essere significative le ripercussioni sulla fertilità e nell’uomo le conseguenze della presenza dell’HPV sono a carico della qualità e motilità degli spermatozoi, ma anche sull’embrione, tramite appunto gli <b>spermatozoi</b>. I progressi ottenuti in campo clinico/epidemiologico mostrano in maniera sempre più evidente come l’HPV non possa essere considerato un nemico solo delle donne, ma anche dell’uomo e la vaccinazione quindi è un’arma molto importante. Implementare la vaccinazione contro l’HPV è una misura necessaria e il ginecologo può avere un ruolo importante nel raggiungere questo obiettivo.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.V96_Aa0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Carlo Avantario &nbsp;Medico</a></b> - Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "Maternità":</div><div><a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/ginecologorisponde </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 18 Sep 2016 16:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PREPOTENTEMENTE DIROMPENTI]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c4wp76k0"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/misteri-dell-esistere.webp"  title="" alt="" width="468" height="312" /><br></div><div><br></div>In giro per le nostre città industrializzate, cementate, caotiche e pervase di fumo è facile non fermarsi a guardare, persi nelle nostre frettolose faccende...ma oggi ho notato,o meglio si è &nbsp;fatta notare, una grande foglia, apparentemente simile ad una “cycas” che fuoriusciva dal cemento e si faceva spazio tra il marciapiede e un cassonetto dei rifiuti.<div>Ho pensato “PREPOTENTEMENTE DIROMPENTE...”</div><div>Mi ha <b>emozionato</b> e i <b>pensieri </b>hanno cominciato a schizzare veloci tra i meandri della mia <b>mente </b>e nuovamente &nbsp;la meraviglia &nbsp;di sentirmi viva e attenta osservatrice dei misteri dell'esistere.</div><div>Ma, dopo questa analisi, direi, chiaramente &nbsp;filosofica ho pensato ai nostri giovani</div><div><b>adolescenti </b>e ai brutti fatti di cronaca di questi giorni, ho pensato che forse &nbsp;le nuove generazioni &nbsp;sono prive di quell'educazione emotiva che insegna il dolore, la gioia, la felicità, la compassione...così la bellezza e la vita dirompente di quella foglia &nbsp;neonata non li &nbsp;emoziona...<span class="fs12">FORSE. Forse non la vedono neppure tendere al cielo...</span></div><div>Forse non li abbiamo <b>educati </b>a guardare col cuore.</div><div>Ecco, credo che la filosofia sia chiamata insieme <b>all'Etica </b>a rivedere il movimento &nbsp;discendente che il processo educativo degli ultimi 30 anni sta attuando.</div><div>Ricominciare a sentire emozioni e parlarne sarebbe la più grande rivoluzione. Tutti gli intellettuali devono fermarsi a pensare ai modi più opportuni per educare nuovamente gli adulti ad educare...Io credo nell'umanita insita nell'uomo, ma credo anche che l'animo lasciato a se stesso devii &nbsp;e vada alla deriva di sé stesso, si snaturi e produca le brutture di cui abbiamo sentito parlare in questi giorni.</div><div>Siamo chiamati ad una nuova Etica. Noi siamo responsabili &nbsp;di ciò che &nbsp;accade e accadrà, altrimenti prepotentemente dirompenti saranno &nbsp;gli animi imbruttiti di una umanità estinta. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.V968_q0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia.</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 18 Sep 2016 16:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA VOCE: STRUMENTO DI LAVORO INDISPENSABILE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_85785zym"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/voce-logopedia.webp"  title="" alt="" width="457" height="305" /><br></div><div><br></div>Le <b>patologie </b>della <b>voce </b>sono in crescente aumento, soprattutto tra i professionisti della voce, cioè tra coloro che utilizzano le <b>corde vocali </b>come strumento fondamentale nella loro attività lavorativa, in primo luogo gli insegnanti. Numerosi &nbsp;&nbsp;studi hanno evidenziato la carenza di un’efficace insonorizzazione delle aule, penalizzata ulteriormente, per le scuole dell’infanzia e primaria, da un’eccessiva rumorosità interna e dalla necessità di ulteriore uso/sforzo della voce anche per attività non didattiche. &nbsp;La voce è per un <b>insegnante </b>uno strumento di lavoro indispensabile. Un uso scorretto della propria voce per un professionista che parla tutto il giorno, ad un volume per lo più elevato e in un ambiente rumoroso, può portare ad affaticamento vocale, periodi più o meno lunghi di disfonia o totale afonia e talvolta ad assenze dal lavoro per l’insorgenza di patologie a carico delle corde vocali. &nbsp;Alcune patologie vocali possono essere curate con maggior facilità, o addirittura evitate, semplicemente ponendo attenzione al proprio comportamento e correggendo abitudini quotidiane scorrette. Inoltre l’insegnante, fornendo agli alunni un modello corretto nell’uso della voce, concorre a prevenire l’insorgere di <b>disfonie </b>dell’età evolutiva, che sono di più difficile correzione. &nbsp;Le patologie della voce colpiscono anche al di fuori delle categorie a rischio, soprattutto quando si instaurano cattive abitudini vocali che conducono ad una condizione di sforzo vocale cronico. Viviamo in una società in cui il rumore di fondo che accompagna le nostre giornate è in costante aumento e per farci sentire siamo costretti ad aumentare il volume della nostra voce. Non ci concediamo pause adeguate di riposo vocale e trascorriamo molto tempo parlando al cellulare. I comportamenti che portano ad affaticamento vocale sono comuni: molti tendono a parlare troppo in fretta, senza prendere fiato, il <b>suono </b>viene emesso contraendo in modo eccessivo la muscolatura delle corde vocali, senza utilizzare adeguatamente il flusso d’aria proveniente dai polmoni per sostenere la fonazione. In molti casi di disfonia potrà essere utile un ciclo di sedute di terapia logopedica, che insegni ad utilizzare correttamente la voce sfruttando a pieno il mantice polmonare.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.V9umRK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras</a></b> - Logopedista</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi alla Logopedista: <a href="http://tiny.cc/logopedistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/logopedistarisponde</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 07:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[GUFETTO DEL BOSCO]]></title>
			<author><![CDATA[Simona Cassanelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ma731208"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/gufetto-nel-bosco.webp"  title="" alt="" width="484" height="362" /><br></div><div><br></div>Per realizzare il nostro <b>gufetto </b>del bosco serve poco materiale e un pizzico di <b>fantasia</b>. Materiale: ritagli di cartoncino colorato, cartoncino bianco, matita, pennarello nero, colla, piume, forbici, una mollette ed un ramo secco. Procedimento: disegnare sul cartoncino colorato un cerchio e smussare leggermente la forma sui lati e ritagliare. Su un foglio bianco disegnare 2 cerchi più piccoli che saranno gli occhi del gufetto, con il pennarello disegnare su di essi l'espressione che vogliamo dare e incollarli sulla faccia del nostro simpatico amico. Successivamente, incollare le piume, le orecchie e le zampe. Applicare il gufetto completo su una molletta e poi su un rametto secco: il gioco è fatto.<div><br> &nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/imparare-a-disegnare-e-creare-divertendosi.php#.V9pUrq2DB30" target="_blank" class="imCssLink">Simona Cassanelli</a></b> - educatrice</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire "Spirito Artistico" su <a href="http://tiny.cc/arte " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/arte </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 15 Sep 2016 07:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PRIMO GIORNO]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_l9q80j97"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/lezioni-di-vita.webp"  title="" alt="" width="477" height="318" /><br></div><div><br></div>C'è una <b>scuola </b>grande come in mondo,<div>ci insegnano maestre, professori, avvocati, muratori, televisori,</div><div>giornali, cartelli stradali, il sole, i temporali, le stelle.</div><div>Ci sono <b>lezioni </b>facili, lezioni difficili, brutte, belle e così così.</div><div>Ci si impara a parlare, a giocare, a dormire, a svegliarsi, a voler bene </div><div>e perfino ad arrabbiarsi.</div><div>Ci sono <b>esami </b>tutti i momenti, ma non ci sono ripetenti:</div><div>nessuno può fermarsi a dieci anni, a quindici, a venti e riposare un pochino.</div><div>Di imparare non si finisce mai e quel che non si sa è sempre più importante di quel che si sa già.</div><div>Questa scuola è il mondo intero, quanto è grosso!</div><div>Apri gli occhi e anche tu sarai promosso.</div><div>Bentornati a scuola!</div><div>Buon anno scolastico !</div><div>Vi auguro tante novità, felicità e tantissime cose belle.</div><div>Nonna Gina &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.V9gesq0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 15:41:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?primo-giorno</link>
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			<title><![CDATA[MUSICA E TEMPO: ALCUNI SPUNTI DI RIFLESSIONE...]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_067a0nco"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/musica-e-teatro.webp"  title="" alt="" width="493" height="329" /><br></div><div><br></div>Si è sempre detto che la <b>musica </b>è <b>l'arte </b>del <b>tempo </b>per eccellenza. Ma cos'è davvero il tempo? Non ci è dato saperlo. Mi torna alla mente l'antica immagine del dio <b>Kronos </b>che inghiotte i propri figli appena nati: allo stesso modo il tempo divora ciò che ha generato; nel suo inesorabile scorrere ogni istante cancella il precedente per essere a sua volta annullato dal successivo. È un movimento rettilineo, senza senso, in cui nulla si conserva. La musica sembra dare evidenza fisica a questo processo di continua distruzione. Chiunque se ne rende conto: la musica è effimera, nessun suono permane. Eppure grazie alla musica il tempo acquista un significato. Nell'esecuzione di un brano i <b>suoni</b>, pur susseguendosi nel tempo, non si eliminano ma coesistono; ognuno di essi riceve valore dal rapporto con ciò che l'ha preceduto e con ciò che segue. Alla nostra memoria è affidato il compito di conservare il passato e, mettendolo in relazione con l'istante presente e col futuro, dare senso e unità alla sequenza sonora. La forma di una composizione si dispiega nel tempo; ma, in quanto totalità organica, dotata di struttura e significato – e non casuale successione di note – è in grado di trascenderlo. Un grande filosofo del secolo scorso, <b>Claude Lévi-Strauss</b>, ha affermato che grazie alla propria organizzazione interna la musica riesce a immobilizzare il tempo che passa. In altre parole, ascoltandola è come se accedessimo a una sorta di immortalità. Va da sé che ciò accade solo se si è in grado di ascoltarla in modo attento e “attivo”. E allora capiamo che il tempo fenomenico, quello che scorre inesorabile cancellando continuamente se stesso, non ha alcuna consistenza. È un movimento illusorio. Il tempo vero è quello dell'esperienza <b>musicale </b>ed <b>estetica</b>: ed è “vero” perché dispiegandosi si riempie progressivamente di senso. Ascoltando la musica noi non subiamo passivamente il tempo fisico ma riusciamo a dominarlo, vincendo la sua ottusa e implacabile linearità. La forma assunta dal tempo dell'esperienza musicale è simile a una spirale: l'intelligenza del nostro <b>orecchio</b>, infatti, collega costantemente ciò che ascoltiamo (l'istante presente) con ciò che abbiamo già ascoltato (il passato custodito dalla nostra memoria), e sulla base di ciò si crea delle attese su quanto ci accingiamo ad ascoltare. Detto altrimenti: riusciamo a tenere insieme passato, presente e futuro in un'unica dimensione, sospesa e incantata, che ha il sapore dell'eternità. Ecco cosa intendeva Lévi-Strauss quando parlava di <b>immortalità</b>. La musica, vissuta intensamente, ci rende signori del tempo. E sì, perché la successione dei suoni non è casuale ma, via via che si dipana, disegna strutture sempre più complesse: cellule, motivi, temi, frasi, periodi… Un discorso intessuto di suoni, insomma. Ed è seguendo lo sviluppo di quel discorso – cercando cioè di capire qual è il significato di quella determinata successione di note – che noi diamo una forma e un senso al tempo, e volando con l'immaginazione affermiamo la nostra libertà dai vincoli della contingenza. Pensate che perfetto modello di organizzazione del tempo è stata la forma sonata, fiorita nell'età di Haydn, Mozart e Beethoven e operante nella musica strumentale per tutto l'Ottocento e anche oltre. Articolata in esposizione (presentazione dei materiali tematici, ossia enunciazione delle principali idee melodiche del pezzo), sviluppo (elaborazione, ossia trasformazione di quei materiali) e ripresa (ritorno dei temi alla forma iniziale), essa dà senso al divenire strutturandolo secondo un disegno logico, coerente e circolare. Chi ha letto ciò che ho scritto tempo fa a proposito della Quinta Sinfonia di Beethoven saprà di sicuro a cosa mi riferisco. Quando a due terzi del primo movimento della sinfonia (https://www.youtube.com/watch?v=RBlQSyHV92Y), lì dove comincia la ripresa o riesposizione, riascoltiamo i temi di partenza (il celebre “ta-ta-ta-taa” iniziale e la melodia più lirica che gli si oppone), la memoria di quanto è accaduto durante lo sviluppo ce li fa percepire con una consapevolezza che certo non potevamo avere alla loro prima apparizione. Per dirla con le parole di Daniel Barenboim, è come se i temi ricordassero o rivivessero qualcosa che già conoscono, «qualcosa che però è stato modificato dalla conoscenza acquisita e dall'esperienza maturata nel corso del movimento». Il percorso tracciato da Beethoven, in quanto diretto in modo implacabile verso una meta precisa (pensate per esempio all'approdo liberatorio e abbagliante del finale della <b>sinfonia</b>), riproduce ed esalta il divenire temporale nella sua inesorabilità; ma allo stesso tempo, inducendo l'ascoltatore a far interagire costantemente presente, passato e futuro (come nella ripresa del primo movimento, a cui ho fatto poc'anzi riferimento), libera il tempo da quella <b>linearità </b>cieca e insensata che vuole che ogni istante venga “divorato” dal successivo. No, nella grande musica superamento non significa cancellazione ma conservazione. Il tempo non è la dimensione della distruzione ma di una progressiva conquista di significato. Un ultimo esempio. In un concerto per pianoforte e orchestra di Mozart (uno a caso, il n. 17 K. 453, &nbsp;https://www.youtube.com/watch?v=cTO77dwm6uk&amp;list=PLF250EAD6421317DA) la forma sonora si costruisce sempre come dialogo: <b>solista </b>e <b>orchestra </b>interloquiscono quasi alla pari, le voci secondarie non si riducono mai a banale accompagnamento ma hanno sempre qualcosa di importante da dire. Seguire il dipanarsi di quella trama dialogica significa “giocare” col tempo dilatandolo in modo vertiginoso. Così, mentre il tempo “esterno” prosegue ostinato il suo cammino di autodistruzione, nella coscienza dell'ascoltatore passato, presente e futuro si connettono in unità. È in questa dimensione sincronica che l'uomo si libra al di sopra dell'effimero dando un senso al divenire. E imparando a conoscere meglio se stesso e il mondo: infatti, poiché per Mozart la bellezza può nascere solo dal dialogo tra elementi eterogenei, comprendere la forma sonora significa imparare ad apprezzare la molteplicità e ad ascoltare le ragioni dell'altro. <div> Copyright immagine: http://www.ferrobattuto.info &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.V9gdVq0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Domenico Andriani</a></b>, musicologo &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire “Musica e teatro” su &nbsp;<a href="http://goo.gl/B17Mlz " target="_blank" class="imCssLink">http://goo.gl/B17Mlz </a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 15:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[TARI: TASSA SUI RIFIUTI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_pwt61q32"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/tassa-sui-rifiuti.webp"  title="" alt="" width="475" height="316" /><br></div><div><br></div>Deve pagarla chi ha il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di <b>immobili</b>, aree scoperte, adibiti a qualsiasi uso, suscettibili di produrre rifiuti urbani. La <b>tassa </b>sui <b>rifiuti</b> non deve essere pagata con riferimento alle aree comuni condominiali, come ad esempio, cortili, locali per la lavanderia, ingresso del palazzo e vis dicendo, che non risultano detenute o occupate in via esclusiva, al riguardo è quindi soggetto a tassazione l’alloggio del portiere. La tassa si compone di una parte <b>fissa </b>e una <b>variabile</b>, la prima determinata moltiplicando la superficie calpestabile e la tariffa fissa unitaria stabilita da ogni Comune, a cui poi va aggiunto il 5% che rappresenta la somma dovuta a titolo di tributo provinciale, mentre la seconda rapportando la quantità di rifiuto residuo conferito, comprensiva di un quantitativo minimo obbligatorio. In caso di nuova occupazione o di altre variazioni dei dati precedentemente dichiarati, occorre presentare apposita dichiarazione al <b>Comune </b>in cui è situato l’immobile. Se l’occupazione dura per meno di sei mesi durante l’anno solare, la Tari è dovuta dal solo possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o superficie.<div>La corresponsione viene fatta in base a tariffa commisurata ad anno solare. La tariffa, a sua volta, fa riferimento alla superficie dei locali e delle aree oggetto del tributo, essendo poi commisurata a quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in riferimento agli usi, oltre che al tipo di attività svolte. Si ricorda come la superficie delle unità <b>immobiliari </b>a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano assoggettabile alla TARI è data da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati. A partire da quando non avverrà l’allineamento definitivo dei dati catastali degli immobili a destinazione ordinaria con i dati concernenti la <b>toponomastica </b>e la numerazione civica interna ed esterna di ogni Comune, invece, si potrà rilevare, come superficie assoggettabile al tributo, l’80% della superficie catastale. Riduzioni obbligatorie sono previste per legge e nello specifico:1) nelle zone dove non viene fatta la <b>raccolta</b>, per via della distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita, prevedendo anche una modulazione: la tassa sui rifiuti risulta dovuta in misura non superiore al 40% della tariffa;2) in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di svolgimento dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per ragioni sindacali o per impedimenti imprevedibili sotto il profilo organizzativo che abbiano causato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria quale danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente: la TARI risulta dovuta nella misura massima del 20% della tariffa; 3) in caso di raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche: la riduzione avviene sulla base di una variabile che è a scelta del singolo Comune.Oltre alle riduzioni sancite dalla legge, viene rimessa ai Comuni la possibilità di prevedere ulteriori riduzioni, appunto facoltative, riferibili a:1) abitazioni con un unico occupante; 2) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale o ad altro utilizzo limitato e discontinuo; 3) locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, tuttavia ricorrente; 4) abitazioni occupate da soggetti che risiedono o abbiano dimora, per un periodo che supera i 6 mesi all’anno, all’estero;5) fabbricati rurali ad uso abitativo. Il versamento va effettuato con Modello F24 oppure con apposito bollettino di conto corrente postale. Se non si ha ricevuto per tempo il bollettino e l'F24 precompilati non sono dovute sanzioni o interessi per il ritardo nel pagamento. Viceversa, si deve utilizzare lo strumento del ravvedimento operoso ossia versare quanto dovuto per il tributo maggiorato degli interessi al tasso legale annuale e della sanzione. E’ il Comune a fissare le <b>scadenze </b>di <b>pagamento </b>della tassa. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.V9gcQK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b> - Commercialista &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3PbcBKf5uE" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 15:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I DUE SOLI]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_jjyb72lt"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/i-due-soli.webp"  title="" alt="" width="472" height="378" /><br></div><div><br></div>Ben ritrovati! Iniziamo subito con l'argomento di oggi! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Ogni cosa presenta una natura <b>duale</b>. Gli esempi sono migliaia, per cui non starò qui a tediarvi. Prendiamo soltanto in esempio un classico del Dualismo: Il <b>Giorno </b>e La <b>Notte</b>. Questi due momenti sono direttamente collegati ai 2 emisferi del nostro cervello i quali sono uno responsabile delle funzioni razionali, mentre l'altro è utilizzato per l'immaginazione e l'intuito.<div>Se riflettiamo un attimo, il giorno (quando il sole illumina la nostra realtà), è molto più caratterizzato da <b>attività </b>“<b>Razionali</b>”: lavoro, studio, programmazioni varie, attività che richiedono attenzione, ecc...</div><div>Invece la sera (dopo il tramonto o durante) è caratterizzata da attività più “<b>immaginative</b>” (o sentimentali): riposo, sogni, passeggiate con chi si ama, attività artistiche, ecc...</div><div>Ovviamente questa nostra spiegazione è valida solo per chi segue uno stile di vita “Naturale”, conforme ai cicli solari.</div><div>Conoscendo questa regola, possiamo stabilire quando eseguire determinate attività e quando invece farne altre. La mattina presto rientra ancora nella fase “Immaginativa”, per cui sarà adatta per attività artistiche, di meditazione o simili. Una volta svegli, possiamo sfruttare le nostre energie razionali per fare le varie cose che richiedono la nostra capacità di raziocinio (e tutte quelle attività ripetitive, che rientrano nella sfera “Razionale/programmata”). Ovviamente la sera si ritorna alle attività immaginative.</div><div>È importante sapere che più si vive in conformità alle leggi naturali e maggiore sarà <b>l'energia </b>a nostra disposizione, mentre se si va contro tali leggi (le leggi che ci hanno creato), non si fa altro che andare contro le sé stessi.</div><div>Per oggi questo è tutto! Alla prossima... &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.V9gab60qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Sport e disciplina" su <a href="http://tiny.cc/sportbambini " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/sportbambini </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 15:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[...SOFFIO VITALE...URLO DI VITA...]]></title>
			<author><![CDATA[Luciana Negroponte]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_x6wq588q"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/energia-vitale.webp"  title="" alt="" width="466" height="311" /><br></div><div><br></div>C’era un una volta un <b>soffio </b>vitale che, poggiandosi su un mare mosso da un cielo in tempesta, si fece suono e divenne <b>urlo </b>di vita: ne nacque la <b>voce</b>. Comincia così il racconto della voce che è fonte di energia della mia vita e senso del mio cammino. La voce cantata si muove con le <b>emozioni </b>e da sempre è veicolo di comunicazione alternativo alla voce parlata ed è in questo suono lamentoso a bocca chiusa come una nenia che si fa spazio la <b>gospel </b>music. Le dinamiche emotive del viaggio del popolo afroamericano deportato in America galleggiano tra paura, dolore, illusione e disperazione e con esse la voce si fa sussurro, pianto e urlo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Da vocal coach potrei definire esattamente quali muscoli si attivano nell’apparato pneumofonico per produrre ciascuno di questi suoni, ma ciò che ancor prima fa da scintilla alla voce è il sentire: canto ciò che sento; dove sentire è risuonare in emozione e risuonare come corpo umano. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Durante la Notte bianca dei bambini, a Trani l’8 ottobre, i Jubilee gospel singers racconteranno in musica una fiaba gospel.<div><br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-potere-della-musica.php#.V9bt660qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Luciana Negroponte</a></b>, &nbsp;Cantante, Attrice, Vocalcoach, Actorcoach, &nbsp;Lifecoach &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Continuate a seguire “Musica e teatro” su<a href=" http://goo.gl/B17Mlz  " target="_blank" class="imCssLink"> &nbsp;http://goo.gl/B17Mlz &nbsp;</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Sep 2016 17:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[COME NASCE UN FUMETTO]]></title>
			<author><![CDATA[Matilde D'Addato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xzm4356r"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/fumetti-arte.webp"  title="" alt="" width="478" height="684" /><br></div><div><br></div>Per realizzare un fumetto, che sia anche di una sola tavola ovviamente, è basilare partire da un soggetto, ossia da un'idea, un tema di cui parlare. Si può prendere spunto da un fatto vero, inventato, o dalla propria vita quotidiana.... Il soggetto non è che una breve descrizione del protagonista e del contesto narrativo; nel caso del fumetto allegato lo sono le varie tecnologie che vengono superate da altre... il tutto raccontato in chiave ironica ( simbolica è la visione dei tre pensionati sulla panchina, cioè i vecchissimi sistemi operativi....). Dopo si passa ad una breve sceneggiatura nella quale si redige una trama con tutti i particolari, (ambientazione, personaggi, scene importanti) tenendo conto del messaggio che si vuole comunicare. Fatto questo si passa alla realizzazione dello “Storyboard”, uno schizzo iniziale a matita della tavola che funge da brutta copia, in qualsiasi momento modificabile, completo anche del testo nei baloon (nuvolette). Una volta preparata la bozza si passa alla bella copia disegnando e ripassando a china la tavola, riempiendo i chiaroscuri o con dei tratteggi, o con l' uso di retini (pellicole adesive che possono essere ritagliate come la forma da riempire, ma che ormai sono sostituite dai programmi di grafica oggigiorno...) L'idea di questa tavola è nata dalla necessità di sottolineare in chiave ironica come una tecnologia per quanto avanzata, possa essere sempre sostituita da altre, come accade in una continua evoluzione (nuovi modelli di cellulari, smartphone, pc., ecc...). Spero che il fumetto, come forma espressiva, attiri molti giovani e che anche quest'articolo vi sia piaciuto.<div><br> &nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/come-raccontare-attraverso-disegni-e-colore.html#.V9bmua0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Matilde Daddato</a></b>, vignettista-fumettista</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire " Spirito Artistico " su<a href=" http://tiny.cc/arte" target="_blank" class="imCssLink"> http://tiny.cc/arte</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Sep 2016 17:29:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?come-nasce-un-fumetto</link>
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			<title><![CDATA[RESILIENZA: LA DIFFICOLTA’ NON MI SPAVENTA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_g1t3y4c6"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/resilienza.webp"  title="" alt="" width="460" height="267" /><br></div><div><br></div>Accade di imbattersi prima o poi in situazioni che causano <b>sofferenza </b>e dolore. Il periodo in cui viviamo, ci espone sempre di più a circostanze difficili come per esempio, la perdita di un lavoro o l’ingiustizia dello svolgere una mansione sottopagata, o la scoperta di una malattia infausta o ancora la fine di un rapporto d’amore. Questi eventi, inevitabilmente, generano <b>emozioni </b>negative quali tristezza, rabbia, preoccupazione e ansia. Sarebbe del tutto innaturale se non fosse così. Succede, però, che qualcuno o forse di più, in base a come costruisce la visione della propria vita, si fossilizzi così tanto su certi stati d’animo che finisce per diventarne un tutt’uno. Perché accade ciò? Una possibile risposta la troviamo nel concetto di <b>resilienza</b>, intesa come la capacità di <b>autoripararsi </b>dopo un danno, di far fronte, resistere, ma anche costruire e riuscire a riorganizzare <b>positivamente </b>la propria vita nonostante situazioni difficili che fanno pensare a un esito negativo. La persona prigioniera della sua sofferenza spesso non possiede tale abilità che a sua volta è correlata ad una serie di sotto abilità come: il pensiero positivo, la flessibilità cognitiva, buone abilità di risoluzione dei problemi, l’altruismo e altri aspetti altrettanto importanti. Quante volte capita di pensare “io sono il bene e lui il male” o ancora “vorrei vedere quell’essere soffrire almeno quanto soffro io”. <b>Pensieri</b>, atteggiamenti che apparentemente regalano l’illusione della fine della sofferenza ed invece attivano un nuovo ciclo di rabbia e conflitti. In situazioni di questo tipo, la persona sofferente non è capace di trasformare il veleno in medicina, non coglie le numerose possibilità di scelta di cui dispone, perché pensa e ripensa in modo rigido alla propria “sfortuna”. Si nasce o si diventa resilienti? Tutti possono sviluppare tale abilità, in quanto il cambiamento è sempre possibile in ogni essere vivente. Ovviamente, non ci si può limitare alla buona intenzione ma questa va sempre associata all’azione. In generale, comunque, coloro che sviluppano più facilmente le abilità di resilienza sono coloro che hanno in famiglia <b>modelli positivi </b>e che hanno dimostrato concretamente la serenità nell’affrontare situazioni difficili. Anche l’avere una buona autostima è un altro fattore protettivo così come la capacità di tollerare le critiche ed i giudizi altrui.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.V9bkza0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Annalisa Cagia</a></b> - <span class="fs12">Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale</span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde </a> &nbsp;</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Sep 2016 17:16:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?resilienza--la-difficolta--non-mi-spaventa</link>
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			<title><![CDATA[VIETATO SPIARE I CELLULARI DEI PROPRI FIGLI]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7p498p87"><div><img class="image-3" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/vietato-spiare.webp"  title="" alt="" width="470" height="313" /><br></div><div><br></div>Innanzitutto, si ricorda che la Convenzione dei diritti sul <b>Fanciullo</b>, siglata a New York nel 1989, statuisce che “nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie o <b>illegali </b>nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione”. Questo il principio di portata generale. Tale principio si conretizza, poi, anche nei rapporti tra genitori e figli. Recentemente la <b>Corte </b>di <b>Cassazione </b>in un caso in cui la mamma di due bambini aveva registrato le telefonate avvenute tra loro e il papà ha chiarito come “come l'art. 617 c.p., contestato all'imputato tuteli la <b>libertà </b>e la <b>riservatezza </b>delle comunicazioni telefoniche o telegrafiche contro la possibilità di indiscrezioni, interruzioni o impedimenti da parte di terzi. In particolare il diritto alla riservatezza della <b>comunicazione </b>o della <b>conversazione </b>implica la possibilità di escludere altri dalla conoscenza del contenuto della medesima e coerentemente la norma incriminatrice menzionata punisce in tal senso anche la condotta di colui che invece ne prenda cognizione senza il consenso dei titolari. 2.2 Come ricordato nel ricorso, requisito espresso di tipicità del fatto è che la comunicazione o la conversazione intervenga tra persone diverse dall'agente. Elemento sussistente nel caso di specie, dove oggetto della illecita presa di cognizione sono le conversazioni telefoniche intervenute tra i figli dell'imputato e la loro madre. In proposito il ricorrente, con il primo motivo, ha cercato di sostenere che in realtà tale requisito non sussisterebbe nel caso di specie in quanto i figli, in quanto minori, non sarebbero "soggetti autonomi" in grado di opporre una propria sfera di riservatezza al padre esercente la responsabilità genitoriale e i doveri di controllo sul loro operato che da questa discendono. &nbsp;&nbsp;2.3 La tesi non ha pregio alcuno, atteso che indubitabilmente, ancorchè <b>minori</b>, i figli sono soggetti "altri" rispetto al padre e tanto basta per ritenere integrata la condizione di tipicità del fatto. L'eventuale rilevanza degli obblighi di vigilanza del genitore nei confronti dei figli minori può eventualmente dispiegarsi nel momento in cui debba valutarsi l'effettiva antigiuridicità del fatto (sul punto si tornerà successivamente esaminando gli ulteriori motivo del ricorso), ma certo tali obblighi non comportano una sorta di immedesimazione tra padre e figlio come quella prospettata dal ricorrente. 3. Sempre con il primo motivo il ricorrente ha altresì eccepito il difetto della <b>fraudolenza </b>della condotta, in ragione della asserita consapevolezza da parte della madre dell'intenzione dell'imputato di registrare le sue telefonate con la prole. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>3.1 In proposito va innanzi tutto ricordato che, nel senso accolto dall'art. 617 c.p., il carattere della fraudolenza qualifica il mezzo utilizzato per prendere cognizione della comunicazione (e non l'elemento soggettivo del <b>reato </b>come erroneamente ritenuto dal ricorrente), il quale deve essere pertanto idoneo ad eludere la possibilità di percezione del fatto illecito da parte di coloro tra i quali la stessa intercorre. In altri termini la presa di cognizione punita dalla disposizione citata è quella realizzata con mezzi che ne garantiscano sostanzialmente la clandestinità.</div><div>3.2 In tal senso l'obiezione difensiva risulta manifestamente infondata, atteso che la mera comunicazione dell'intenzione futura di registrare le telefonate a coloro che dovranno effettuarle non equivale a quella con cui questi ultimi vengono resi partecipi nell'attualità della conversazione dell'interferenza, la quale sola eventualmente potrebbe far venir meno la connotazione fraudolenta della medesima. 3.3 Non di meno la <b>doglianza</b> risulta altresì generica, atteso che la stessa si risolve nella denuncia dell'omessa valutazione da parte della Corte territoriale delle dichiarazioni della teste Q., dalle quali dovrebbe per l'appunto inferirsi il presunto avvertimento rivolto dall'imputato alla ex-moglie circa le proprie intenzioni. Ed in tal senso è appena il caso di evidenziare come il ricorrente non abbia assolto al proprio onere di allegazione integrale della <b>prova</b> dichiarativa evocata, di cui viene riportato uno stralcio invero assai stringato che non consente di apprezzare il vizio dedotto, soprattutto ai fini della valutazione della decisività della prova asseritamente non considerata alla luce di quanto osservato al punto precedente” (cfr. Cass. pen. Sez. V, Sent., (ud. 17-07-2014) 03-10-2014, n. 41192).<div><br> &nbsp;&nbsp;<div><b>Avv. Luca Volpe</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>per maggiori "Informazioni Legali": <a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/avvocatorisponde</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Sep 2016 17:08:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?vietato-spiare-i-cellulari-dei-propri-figli</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[OGNI “SEMINA” PRESUPPONE UNA “CURA”]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_m8cno0u8"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/pedgogista-a-scuola.webp"  title="" alt="" width="455" height="341" /><br></div><div><br></div>La nuova e "buona" scuola tende ad affiancare ai <b>docenti</b>, <b>pedagogisti</b>, di giusta competenza per suggerire, volta per volta, <b>strategie </b>didattiche adeguate all'età dell'alunno, ed alle sue eventuali specifiche problematiche, spesso trascurate, o poste in secondo piano per dare spazio al programma. Non può esserci informazione, infatti, senza <b>formazione</b>, dice la scienza da cui <b>l'insegnamento </b>non può assolutamente prescindere, poichè il mare della conoscenza, se incontra scogli individuali, non può che infrangersi, ed interrompere bruscamente il suo regolare flusso. A conclusione del mio percorso di studi in tema scientifico-motorio,volli preparare una tesi in pedagogia, materia che ho sempre considerato fondamentale, suggerendo essa i principi educativi di base a chi si approccia all'insegnamento di una qualunque disciplina. Provenendo tra l'altro da una scuola superiore di indirizzo umanistico, non potevo che avere predisposizione per un ambito che non ho mai trascurato nel mio lavoro quotidiano di insegnante. So bene che nulla si semina nel terreno di cui prima non si ha avuto <b>cura</b>. Qualcuno obietta sulla proposta di introdurre figure nella scuola che svolgano l'importante ruolo di <b>supporto educativo</b>, temendo di sottovalutare con tale normativa, la preparazione del singolo docente, ma se educare significa:"trar fuori",quel che, latente, tace ed attende di manifestarsi, non si può rischiare di frenare, soffocare o mortificare, proprio lì dove si impara a crescere.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.V9Q_860qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a> Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 10 Sep 2016 17:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’ESTATE STA FINENDO...]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_qy120p40"><div><img class="image-2" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/dolcissimi-ricordi.webp"  title="" alt="" width="465" height="465" /><img id="image-2" data-path="b3237s7590v9l2dj0q7v9374o48krnfu" data-managed="true" class="" data-selected="false" data-resizable=".Resizable-29251258750"><br></div><div><br></div>Sì è vero, <b>l’estate </b>sta finendo, ma rimangono le <b>emozioni</b>, i ricordi e soprattutto i <b>colori </b>di un’ altra estate che va via e rimarrà per sempre nel nostro cassetto di cambio stagione. Cari amici di spirito artistico, oggi vi mostro un lavoro estivo fatto con i colori alimentari, ma soprattutto fatto con il cuore, condiviso con gli amici di CITTÀ DELL'INFANZIA, un ricordo indelebile della mia estate 2016....<div>Arrivederci estate!<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.V9Q-UK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b> Cake designer - delegata provinciale Bari FIAB</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Spirito Artistico" su<a href=" http://tiny.cc/arte" target="_blank" class="imCssLink"> http://tiny.cc/arte</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 10 Sep 2016 17:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PRIMO GIORNO DI SCUOLA: CHI BEN COMINCIA È A METÀ DELL’OPERA]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_owses84e"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/back-to-school.webp"  title="" alt="" width="464" height="334" /><br></div><div><br></div><blockquote>Siamo a settembre e ormai <b>l’inizio </b>della <b>scuola </b>è alle porte. Genitori, bambini e ragazzi si preparano ad affrontare questo nuovo anno scolastico, ma in particolare il mio pensiero va ai più piccoli che per la prima volta nella loro vita si affacceranno a questo nuovo mondo e vivranno il tanto atteso, temuto, amato “primo giorno di scuola”. È un momento molto importante perché ogni bambino reagisce in modo diverso e a volte anche inaspettato, proprio per questa ragione credo che il modo migliore per cominciare sia proporre ai propri figli la <b>lettura </b>di <b>storie</b> che possano rendere questa esperienza piacevole e priva di ansie. Esistono moltissimi libri che trattano questo argomento, ma ve ne propongo uno che mi ha colpito particolarmente e che ritengo non solo divertente da leggere, ma anche molto utile per genitori e insegnanti come spunto per attuare un approccio ludico a questa particolare esperienza: “La Famiglia Topini va a scuola” . &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>“La Famiglia Topini va a scuola”, albo illustrato adatto ai bambini dai tre anni in su, edito da “Babalibri” con i testi di Haruo Yamashita e le illustrazioni di Kazuo Iwamura, racconta la storia di questa allegra famigliola alle prese con i <b>preparativi </b>per il primo giorno di scuola. Mamma Topini si è impegnata molto per confezionare a mano tutto l’occorrente per i suoi sette topolini (sette cappelli, sette tascapani, sette paia di scarpe), ma quando annuncia ai suoi piccoli: «Domani andrete a scuola. Questa sera, quindi, bisogna andare a letto presto», loro le rispondono a turno che non vogliono andarci per sette motivi diversi: perché è troppo lontana, perché di mattina si ha sonno, perché fuori c’è il vento freddo, perché non si conoscono gli altri bambini, perché ci sono i cattivi, perché lungo la strada ci sono i serpenti e infine semplicemente perché non se ne ha voglia. A questo punto la povera mamma è preoccupata e si domanda come farà a convincere dei topolini così testardi, ma come tutte le <b>mamme </b>che ogni giorno riflettono e si ingegnano per risolvere anche il più piccolo dei problemi in famiglia, alla fine ha un’idea che si rivelerà geniale, rendendo divertente e inaspettatamente privo di pericoli il percorso per raggiungere la scuola. Quale idea? Lascio a voi il piacere di scoprirlo. Buona lettura e buon anno scolastico a tutti!</div><div><div><br></div></div><div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.V9Q7zK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis </a></b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire “Lettura e Racconti” su <a href="http://tiny.cc/favole " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/favole </a></div></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 10 Sep 2016 16:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[TUTTI A SCUOLA!]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_e21jdvmo"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ritorno-a-scuola.webp"  title="" alt="" width="481" height="271" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs12">L'estate è ormai passata e la <b>scuola </b>è già iniziata!</span></div><div>Tutti insieme nei nuovi <b>banchi </b>e non siamo per niente stanchi,</div><div><span class="fs12">la vacanza è un ricordo lontano che ci lascia piano</span> piano...</div><div>Tornare a scuola è bello, lo so, perché i miei <b>compagni </b>ritroverò,</div><div>le mie <b>maestre </b>mi aspettano già e nulla più ci separerà.</div><div>Tante cose belle ed interessanti imparerò e per tanto tempo insieme a voi starò!</div><div>Tutti insieme cresceremo e ogni giorno ci ritroveremo </div><div>per conoscerci in allegria e volerci bene in armonia... </div><div>A Miranda, Adelaide, Dorian, Iolanda e a tutti i bambini del mondo: buon anno scolastico da Fred, dai gattini e dalla vostra nonna Gina! &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.V9GQ3q0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su<a href=" http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink"> http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Sep 2016 16:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[QUANDO LA PET THERAPY FA SENTIRE A CASA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4yw7m8c5"><div><img class="image-2" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/cura-pet-therapy.webp"  title="" alt="" width="464" height="309" /><br></div><div><br></div>I <b>cani </b>che “lavorano” in<b> pet-therapy</b>, così come descritto in precedenti articoli, devono possedere caratteristiche comportamentali che consentono una più facile socializzazione, più che badare alla singola razza, si preferisce valutarne la predisposizione ad intraprendere un cammino laboratoriale; i nostri amici “<b>doctorpets</b>”, vengono impiegati in attività di interazione e relazione o di semplice compagnia a scopo terapeutico. In virtù di questo, ogni pet viene indirizzato in ambiti socio-sanitari differenti, ci sono cani volti ad eseguire attività come percorsi di agility, creati ad hoc su ciascun utente, altri che hanno con il tempo sviluppato abilità cognitive tali da stupire i più piccoli nella risoluzione dei giochi a nostra disposizione. Non dimentichiamo di come il pet certificato riesca con un semplice sguardo a far aprire il cuore, essere di <b>conforto </b>per alcune persone; ci riferiamo a quella parte di società, delle volte trascurata, abbandonata in strutture, per incombenti impegni, per l’impossibilità da parte della famiglia di origine, di prendersene cura in tutti gli aspetti, questa fetta di popolazione sono gli anziani che trascorrono parte o tutte le loro giornate in case riposo, RSA… &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Gli interventi non mirati alla conservazione del principio di territorialità, causano quel distacco dai familiari, dalle loro abitudini, ma soprattutto dai luoghi, in cui sono riposti ricordi e vissuti. Gli <b>anziani </b>possono vivere un disagio anche latente, per via delle poche visite da parte dei parenti e a causa della poca adattabilità al nuovo contesto. Con l’aiuto del pet <b>certificato</b>, accade una sorta di manifestazione emozionale; si parte dal contatto visivo, in questi casi particolari, sarà l’utente stesso ad incuriosirsi, ritrovare il suo essere con il contatto diretto con il cane. Iniziando così, quel cammino di riscoperta, un viaggio nei ricordi e nelle emozioni ancora fervide. Loro diventano i veri protagonisti, ritrovando il proprio spazio, sentendosi a casa.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-nel-sociale-per-comprenderne-l-essenza.html#.V8_uYq0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Patrizia di Lernia</a></b> Assistente Sociale - Operatrice di Terapia e attività assistita dagli animali</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Pet-therapy e Sociale" su <a href="http://tiny.cc/pettherapy" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pettherapy</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Sep 2016 10:36:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?quando-la-pet-therapy-fa-sentire-a-casa---</link>
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			<title><![CDATA[COME GUARDARSI ALLO SPECCHIO...]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_51ag279e"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/pensieri-nonni.webp"  title="" alt="" width="466" height="262" /><br></div><div><br></div>Una vita serena, quella di Silvio...<div>Scandita dalle solite cose, dalla routine quotidiana, dal lavoro.</div><div>Alto, occhi verdi e magnetici, sguardo penetrante, fisico da tennista, carnagione scura, capelli neri e leggermente brizzolati sulle tempie, insomma: un fusto! Un ragazzo che tutte le mamme sarebbero felici di avere come fidanzato delle proprie figlie.</div><div>Ma lui da questo punto di vista non aveva problemi, perché era felicemente fidanzato fin dai tempi della scuola con la mitica Nina.</div><div>Stavano insieme dal quinto ginnasio che entrambi avevano frequentato alla “Dante Alighieri” del loro paese, una cittadina pugliese molto carina e bagnata da un mare azzurro e pulito che solo in pochi posti trovi.</div><div>L'<b>estate</b> la trascorrevano lì, insieme alla loro comitiva, stavano bene; facevano tante escursioni e tanti bagni, ma il momento più bello era quando stanchi e accaldati si rifugiavano in una delle tante calette e lì volavano sulle ali della loro passione. Sì, si amavano moltissimo Silvio e Nina e, pensando al loro futuro non molto lontano, erano sicuri che si sarebbero sposati e avrebbero avuto dei bambini. Ma bisognava avere pazienza e aspettare tempi migliori, magari anche trovare un <b>lavoro </b>per Nina. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Così sognando, il tempo passava ed anche l'estate andava esaurendosi.</div><div>L'autunno era alle porte e chissà...</div><div>Silvio, viaggiava tutti giorni per recarsi al lavoro: lui insegnava "grafica" in una scuola privata di Foggia. Nel suo ambiente era molto apprezzato, sopratutto dalle sue allieve che adoravano quell'aria da “bel tenebroso”: lui di questo era molto contento, ma continuava ad essere sempre il Silvio innamorato della sua Nina. Poi, un giorno di fine settembre, successe qualcosa che avrebbe dato uno scossone alla sua vita.</div><div>Quella mattina il direttore lo chiamò nel suo studio, lo fece accomodare e poi....dopo tanti preamboli lo mise al corrente della sua idea.</div><div>Il direttore si chiamava "Ideò" che vuol dire "pensatore" e, vi assicuro, che prima di esprimere un qualsiasi giudizio pensava molto ed anche su quello che stava per comunicare a Silvio aveva pensato una notte intera.</div><div>Cercavano un <b>insegnante</b> di grafica per una importante e grande casa di moda!</div><div>Stipendio con tanti zeri, località Parigi, durata dell'insegnamento: tre anni!</div><div>Silvio, dopo aver ascoltato le parole del suo direttore, si fermò un po' a riflettere, ma poi si tirò indietro: “non posso”, e, dopo averci pensato ancora, ringrazió e rispose: “proprio non me la sento! Sì, sarebbe una grande esperienza, il sogno di tutta la mia vita, grazie...ma proprio non posso!"</div><div>Il direttore lo guardò. Diede un ultimo sguardo alla circolare e la mise via.</div><div>Dopo: "è un peccato, pensaci ancora un po’", congedò Silvio.</div><div>Lui non riusciva a scacciare dalla sua mente le parole del direttore:"Pensaci!”.</div><div>La sera, nella quiete della sua stanza, prese la decisione: sì, avrebbe accettato!</div><div>Sarebbe partito per Parigi, tre anni passano presto e poi lui di tempo ne aveva e Nina avrebbe capito, in fondo lui lo faceva per entrambi, sì, avrebbe preso al volo l'occasione.</div><div>La mattina dopo si alzò per tempo, era domenica e propose a Nina una gita al mare. Nina accettò con piacere e una volta arrivati sulla loro spiaggia preferita, Silvio cominciò a parlare e più andava avanti nel dire le cose, più il silenzio da parte di Nina diventava pesante.</div><div>Alla fine Silvio la guardò e, stringendola a sè, le disse: "Amore, tu sarai sempre nei miei pensieri e niente e nessuno potrà mai separarci. Io ti amo e non vorrei allontanarmi da te, ma devo accettare, devo andare a Parigi, devo farlo per noi due!". &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Nel dire queste parole, Silvio cercò di baciare Nina, ma lei con lo sguardo glaciale lo scansò e guardandolo fisso negli occhi gli disse:"scegli: me o Parigi! Se parti, fra noi è finita. Pensaci". E dopo avergli &nbsp;rivolto un ultimo sguardo si girò su se stessa e andò via. Silvio rimase muto, in un attimo aveva conosciuto la vera Nina: fredda e calcolatrice. No, quella Nina lui non la voleva, non era la sua Nina. Nei giorni che seguirono, Silvio fu molto preso a preparare i vari documenti, le valigie e soprattutto pensò molto e sperò fino alla fine di ricevere una telefonata di Nina. Ma niente! Il direttore fu molto contento della sua decisione e nel salutarlo gli disse di stare tranquillo, che le cose fra lui e Nina si sarebbero sistemate. Silvio partì e durante il viaggio si convinse sempre di più che aveva fatto la cosa giusta, davanti a lui si apriva un nuovo mondo fatto di luci e bellissime hostess che gli dicevano di allacciare la cintura di sicurezza, perché stava per atterrare sul suolo francese. Finalmente! <b>Parigi</b>, un altro mondo! Silvio non riusciva a distogliere gli occhi dalla Senna, i battelli sembrava volessero sull’acqua e i profumi dell’aria, i suoni, le canzoni, le strade erano pervase da un’ atmosfera da sogno. Lui era in quel sogno. </div><div>L'albergo che la casa di moda aveva prenotato per lui era qualcosa che Silvio aveva visto solo nei film francesi, un suite tutta per lui, e pensare che tanto spazio tutto per se non l'aveva mai avuto, la camera che divideva con i suoi fratelli era la quinta parte di quella che ora occupava, le comoditá poi...telefono in tutti i posti, televisore al plasma, computers, cineprese, divani comodissimi e mobili d'epoca, la stanza da bagno... ma che dico la suite del bagno...con idromassaggio, bagno turco, piena di candele profumate...una favola! Era felice Silvio e quella notte dormì sogni tranquilli pensando all'indomani. Stava ancora sognando, quando fu interrotto dal trillo del telefono: la macchina della casa di moda era giù ad aspettarlo: Monsieur era pregato di scendere. L'autista era un bel signore con capelli brizzolati e un marcato accento francese. Lo invitò a salire con un buongiorno, e per lui fu davvero un bellissimo giorno. La casa di moda era grande e molto elegante con tutti gli affreschi che la adornavano e poi aveva una visuale che solo a Parigi puoi trovare: si affacciava sulla Senna! In lontananza si vedeva la Torre Eiffel, in tutta la sua maestosità e con la brezza ti arrivava il profumo dei giardini, la musica, il vociare dei tanti turisti. Silvio non riusciva a staccare lo sguardo da tutto questo, ma il bello doveva ancora arrivare ed arrivò. Il suo capo era una “capa”... due gambe lunghe su un corpo bello, un sorriso smagliante, con degli occhi verdi come l'acqua della Senna e dei lunghi capelli neri, un sogno di donna e lui avrebbe lavorato con lei. Il suo nome, Marta. </div><div>E tutte le altre impiegate... Sì perché erano quasi tutte donne, una più bella dell'altra. Vedendole, Silvio pensò: “più che impiegate sembrano delle “Blu-bel”, forse ho sbagliato posto”. No, il posto era quello e ci pensò la stilista in persona a rassicurarlo e a dargli la mazzata finale presentandosi con tutte le sue indossatrici. Ragazze da favola e...come erano alte! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Tutte furono molto felici di conoscere Silvio e, dopo esserci presentate, andarono via lasciando nell'aria una scia di profumo e di magia. Silvio era emozionato. Riusciva solo a dire grazie nel suo stentato francese, ma la stilista lo tranquillizzò e gli disse di prendersi tutto il tempo che ci voleva per ambientarsi, e che lì &nbsp;lui doveva sentirsi come in una grande famiglia... Come a casa sua. Casa sua! Erano pochi giorni che mancava e la nostalgia era tanta e dal giorno della sua partenza non era più riuscito a sentire Nina. Tante, tante telefonate ma mai una risposta. Nina gli mancava, stare lontano da lei costituiva una grande sofferenza. Parigi era una città magnifica, tutto era bello ma a lui... mancava la sua fidanzata, gli mancava la quiete delle strade del suo paese ed anche la sua stanza... Se soltanto avesse dato retta al suo <b>cuore</b>, avrebbe preso il primo aereo per l'Italia per rientrare, ma la ragione e la serietà che aveva per tutto e tutti gli dicevano di restare lì e continuare il suo lavoro. Silvio, dopo una notte insonne, si presentò alla maison e alla sua “capa” e così iniziò la sua vita parigina. Il lavoro gli piaceva, era bravo Silvio nel creare tanti effetti che facevano diventare ancora più preziosi gli abiti (ed anche le modelle). Era stimato e tutti della maison dicevano che Silvio era un uomo favoloso. Lui arrossiva e pensava a Nina, ma dopo un secondo ritornava nella favolosa Parigi, felice di essere lì. Così, fra una cena e l'altra, conobbe tanta gente del mondo della moda e anche del cinema, un mondo fantastico, soprattutto le donne! Di così belle ne aveva viste solo sulle riviste di moda e ora erano lì, vicino a lui, e lui lavorava per i loro splendidi corpi. Era felice Silvio, e non aveva rimpianti, e quando la sera faceva la solita telefonata a sua madre, concludeva con uno "sto bene e sono felice!". Era vero: Silvio era proprio <b>contento</b>, a volte nella vita bisogna avere un po’ di coraggio e determinazione e lui ne aveva avuto! </div><div>Non gli mancava nulla o quasi: aveva una bella vita, soldi, belle donne, convegni, riconoscimenti ma... Alla sera, quando "raramente" dormiva &nbsp;da solo, cominciava a pensare. E nei suoi pensieri vedeva una famiglia, dei figli e soprattutto una moglie con cui dividere tutte quelle belle cose. Ma non era facile! Nina era sempre nei suoi pensieri, ma dal lontano giorno della sua partenza non l'aveva più sentita; quando parlava con sua madre nessuno dei due toccava l'argomento. È così, seguendo i suoi pensieri, un bel giorno decise che sarebbe ritornato a casa per una vacanza. Aveva nostalgia di tutti i suoi cari. </div><div>Non disse a nessuno del suo arrivo, e quando finalmente bussò alla porta di casa, aveva il cuore in gola, era molto emozionato. Finalmente! Era a casa sua, dai suoi amati genitori che non credevano ai propri occhi: quel magnifico uomo era Silvio! Baci, abbracci e lacrime di gioia, la piu felice era la mamma: il suo adorato figlio era ritornato! Gli faceva mille domande, e tra le tante anche:"sei fidanzato?". Silvio si guardò dentro: il ragazzo semplice non c'era più, al suo posto ora vedeva un uomo sicuro di sè, deciso, di successo...ma non era lui! Non si riconosceva! No, quel signore aitante e leggermente brizzolato, con un marcato accento francese non era lui! </div><div>Passarono diversi anni e Silvio ormai era un affermato stilita di una delle più grandi case di moda parigina. Fu proprio in una casa di moda che incontro Lisa, una ragazza bella e sensibile: fu amore a prima vista! Si innamorò perdutamente e dopo circa sei mesi dall'incontro si sposarono! Dopo il matrimonio, la loro vita cambiò. Era felice Silvio, molto innamorato e finalmente aveva una famiglia. La sua Lisa a breve lo avrebbe reso papà. Era bella Lisa, e la gravidanza le donava aveva uno sguardo sognante quando lo chiamava papà. E finalmente arrivò il giorno: erano al ristorante quando Lisa avvertì le prime doglie e Silvio non capiva più niente, aveva paura, non riusciva a parlare, ma poi come in trance si ritrovò in ospedale e dopo un po gli mostrarono suo figlio! Non ci credeva! Quel batuffolo biondo, bello come la sua Lisa, era suo figlio e lui era diventato padre!</div><div>Ora aveva una famiglia ed arrivato il momento di chiamare l'Italia per comunicare il lieto evento .</div><div>"Pronto? Mamma, sono Silvio,ti volevo dire che sei diventata nonna...e che sono molto <b>felice</b>".</div><div>Sì, lo era finalmente. Si poté guardare allo specchio e sapete cosa vide?</div><div>Uno stilista famoso, un uomo arrivato, un uomo &nbsp;innamorato, un padre... ma sopratutto: un uomo felice! </div><div>Care amiche, la storia è terminata, questa è l'ultima dei “Racconti sotto l’ombrellone”, spero vi sia piaciuta.</div><div>A presto!</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.V82QHa0qxf4" target="_blank" class="imCssLink"> Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Sep 2016 15:28:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?come-guardarsi-allo-specchio---</link>
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			<title><![CDATA[OTTENERE GLI APPARECCHI ACUSTICI GRATUITAMENTE -  Prima parte]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_i0o9sb5t"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/apparecchi-acustici-gratuiti.webp"  title="" alt="" width="463" height="347" /><br></div><div><br></div>Il Sistema Sanitario Nazionele (<b>SSN</b>) prevede l'erogazione di un <b>contributo </b>o la totale fornitura di <b>apparecchi acustici </b>in favore dei cittadini affetti da <b>ipoacusia </b>e tale diritto è riconosciuto ai soggetti che siano stati riconosciuti <b>invalidi</b>. Affinché detta patologia da sola costituisca il riconoscimento dell'invalidità è necessario che vi sia una riduzione uditiva maggiore ai 65 dB (decibel) all'orecchio migliore. Diversamente è necessario che soggetti con deficit uditivo meno grave, ma portatori di altre <b>patologie </b>raggiungano complessivamente un punteggio di invalidità pari o superiore al 34%, percentuale questa che indica una ridotta capacità lavorativa. Nel verbale che attesta lo stato di invalidità deve essere espressamente indicata la patologia ipoacusia tra quelle diagnosticate. Laddove questa non fosse contemplata bisognerà eseguire una successiva domanda di aggravamento onde poter aggiungere il suindicato deficit. Per gli invalidi a cui viene riscontrata una sordità totale (<b>cofosi</b>), ovvero assenza di residui uditivi utilizzabili da entrambi i lati, non è prevista l'erogazione del diritto. Altri soggetti che possono usufruire della fornitura protesica sono gli invalidi del lavoro, i cui dispositivi vengono erogati <b>dall'INAIL</b>, secondo le regole e le modalità previste dall'istituto, e gli invalidi di guerra e di servizio. Per ciò che attiene i soggetti minorenni, invece, è sufficiente la prescrizione del medico otorinolaringoiatra, indipendentemente dall'accertamento di invalidità e dal grado di ipoacusia. La fornitura di apparecchi acustici avviene tramite gli studi audioprotesici convenzionati col SSN , i quali possono applicare i dispositivi previsti per la tariffa erogata dalla <b>Asl </b>e che presentano le prerogative essenziali per la correzione del deficit, oppure fornire apparecchiature con caratteristiche superiori laddove il paziente voglia sostenere la spesa per la parte eccedente. La seconda parte sarà dedicata all'iter da seguire per l'ottenimento del diritto.<div><br></div><div> &nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.V82N_K0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Pagnotta Giorgio</a></b> - Audioprotesista Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile.</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Sep 2016 15:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA PAURA DI TROVARSI IN LUOGHI AFFOLLATI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2u9aen5b"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/disturbi-d-ansia.webp"  title="" alt="" width="470" height="267" /><br></div><div><br></div>Uno dei disturbi d'ansia più debilitanti è <b>l'agorafobia</b>. Ovvero un disturbo caratterizzato da un'intensa <b>paura </b>di trovarsi in <b>luoghi</b> <b>pubblici </b>da cui è difficile potersi allontanare e/o imbarazzante chiedere aiuto. Questa paura induce la persona a limitare sempre di più la libertà di agire nella quotidianità. Atti semplici e spontanei per molte persone come il fare la spesa, il mangiare una pizza in compagnia, il fare una passeggiata, diventano così &nbsp;angoscianti per il soggetto agorafobico che finisce per "<b>paralizzarsi</b>" in casa.<div>Il trattamento d'elezione è quello comportamentale caratterizzato dall'ausilio di tecniche mirate al cambiamento dei comportamenti. Tra queste, può offrire un beneficio, la tecnica dell'esposizione in vivo agli stimoli temuti. È stato dimostrato che la seduta di esposizione prolungata (2-4ore) agli stimoli temuti è piu' efficace di quella con esposizione breve (mezz'ora).</div><div>Un simile lavoro può &nbsp;e deve essere effettuato da colleghi con una formazione specifica nel settore <b>cognitivo-comportamentale</b>.</div><div>Ormai sono sempre più numerose le ricerche che avvalgono l'efficacia di tali trattamenti nella risoluzione dei disturbi d'ansia. &nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.V82M5q0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Annalisa Cagia</a></b> - <span class="fs16">Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale</span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde </a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Sep 2016 15:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_u02z6czp"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/fratelli-differenti.webp"  title="" alt="" width="467" height="311" /><br></div><div><br></div>“Pensavo di conoscerla, mia <b>sorella</b>, ma evidentemente mi ero sbagliata. Lei ed io eravamo state sempre <b>diverse</b>. Io ero il sole: allegra, socievole, dinamica e con una ‘parlantina’ che, a suo dire, era come “una radio sempre accesa”. Lei era la notte: col viso corrucciato, non amava parlare o dilungarsi troppo nelle discussioni. Per questo non aveva molti amici e, quei pochi, erano gli stessi che frequentavo io. Credo non me ne rendessi conto, ma il mio atteggiamento verso di lei tendeva a dimostrarle che non la accettavo. Non so cosa mi infastidisse della sua persona. Proprio non la capivo la nostra <b>diversità</b>. La mia incapacità di comprenderla riguardava soprattutto la sensazione che lei non esprimesse ‘nulla’. I suoi desideri e i suoi bisogni non venivano FUORI. Forse non ne possedeva o, era così avida, da volerli tenere tutti per sé. Di contro, io avevo l’impetuosa necessità di ‘rivelarmi’ in ogni occasione, esprimendo i miei stati d’animo e comunicando qualsiasi idea mi balenasse per la testa. La mia natura completamente istintiva mi guidava a cogliere tutto ciò che fosse ‘bene’ per me stessa. Non mi guardavo intorno. Ero troppo occupata a viaggiare osservando i miei passi. Solo dopo molti anni, mia sorella trovò la forza di comunicarmi quanto il mio modo di essere le avesse procurato sofferenza. Fu per questo che decise di allontanarsi. Si recò a studiare lontano dalla nostra città, realizzandosi, in seguito, nel suo ambito professionale. In quel periodo mi scoprii più sola, carente della sua presenza. Ma a quel tempo non capivo ancora, tanto che non credetti alle mie orecchie quando sentii che aveva deciso di sposarsi, dopo solo un mese di conoscenza, con un suo coetaneo perché aspettava un figlio da lui. Ricordo il consiglio che le diedi: le dissi che non era il caso di imbarcarsi in qualcosa che fosse più grande di lei. Con un uomo che conosceva appena, poi, nemmeno a parlarne. Dove era finita la ragazza impaurita del mondo che ricordavo? Era diventata donna volitiva e forte, che non temeva e affrontava le difficoltà. Quanta generosità e passione per la vita portava in sé. Una ricchezza che di certo io non possedevo. Solo oggi comprendo quanto mia sorella sia stata importante per la mia crescita. Lei era l’altra faccia della <b>medaglia</b>, quella che allora i miei occhi non riuscivano a vedere”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Il percorso di crescita di ogni essere umano è inevitabilmente intrecciato al rapporto con la famiglia di provenienza. Il caso poc’anzi descritto tratta delle difficili e delicate dinamiche nella relazione fra due sorelle. Il racconto sottolinea, in primo luogo, il concetto di diversità. E’ già nel contesto familiare che ognuno di noi sperimenta la &nbsp;propria <b>unicità</b>, distinguendosi nella sua totalità dal resto della famiglia. Sono numerosi i motivi che possono indurre i fratelli ad entrare in situazioni di conflitto. Uno fra i più comuni è il timore di uno dei due che l’altro possa ‘strappare’ una attenzione maggiore ai genitori e la &nbsp;paura che essi possano ‘volere più bene’ al più piccolo fa mettere in atto strategie che subordinano l’altro (come parlare ininterrottamente di sé, denigrare il fratello, mettersi al centro dell’attenzione). <div>Quali sono i consigli che si possono suggerire da un punto di vista pedagogico? &nbsp;</div><div>E’ molto importante che i genitori educhino i propri figli sin da piccoli a capire l’importanza della propria singolarità. Nel caso menzionato, la protagonista provava un sentimento di ‘<b>fastidio</b>’ nel cogliere la diversità di sua sorella. E’ bene che i genitori provino ad elogiare i loro figli, lasciando percepire che ognuno possiede specifici e personali ‘talenti’. In tal modo faranno sentire il loro amore in modo speciale a tutti. E’ opportuno non fare mai confronti fra i fratelli, affinchè non s’inneschino rivalità e complessi di inferiorità. L’impegno di ogni genitore deve essere sempre orientato ad un ascolto attivo dei figli, in vista delle naturali e inevitabili differenze fra di essi. La costruzione del proprio sé si snoda anche attraverso il delicato incontro-scontro con le figure fraterne. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Al prossimo articolo e buona educazione alla fratellanza a tutti! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.V8mZZK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b>, pedagogista, educatore extrascolastico</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi alla pedagogista di "Psicopedagogia": <a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pedagogistarisponde</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 02 Sep 2016 15:20:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-altra-faccia-della-medaglia</link>
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			<title><![CDATA[SE SONO COSI’...]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2mdu07sx"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/una-nonna-speciale.webp"  title="" alt="" width="462" height="260" /><br></div><div><br></div>“Nel passato le donne non avevano modo di esprimere i loro desideri, i sogni, l'amore per l'arte, per i viaggi, per i sogni nel cassetto.<div>Il compito di una donna era solo uno: fare la moglie e la madre, che poi a dire il vero è il compito più bello del mondo.</div><div>Nel mio caso io devo ringraziare la mia famiglia, mia madre, una donna, una "ragazza" speciale, che ha rinunciato a tutto per fare la <b>mamma </b>a tempo pieno mia e di mia sorella. Lei è sempre presente con la sua gioia e il suo bellissimo sorriso che mi ha insegnato a volersi bene e sopratutto a rispettare gli altri, a volermi bene e ad essere una ragazzina felice e senza grilli per la testa.</div><div>Io amo fare sport, anzi tanti sport, e lei un po "sbuffando" mi accompagna sempre di qua e di là: grazie mamma.</div><div>Mi ha insegnato ad amare gli animali e proprio ieri ha fatto un gesto eroico: ha salvato un gattino calandosi da un muro di cinta e lo ha riportato alla sua mamma! A me piace scrivere, fantasticare, adoro gli animali e questo lo devo alla mia <b>nonna </b>materna che mi &nbsp;ha trasmesso la sua voglia di volare con la fantasia e andare in paesi e posti bellissimi.</div><div>Da grande io vorrei essere come lei, voglio scrivere dei libri di favole, andare a scuola e raccontare le mie storie a tanti bambini.</div><div>Vorrei abitare in una bella casa in campagna e, come la mia nonna, avere &nbsp;tanti amici a quattro zampe con cui trascorrere le mie ore libere.</div><div>La mia nonna è il vero talento della famiglia: lei scrive tante storie per grandi e piccini che io leggo con tanto amore.</div><div>Io trascorro con lei molte ore e dopo aver fatto i compiti l'aiuto ad inviare i messaggi al computer e a scrivere le sue <b>fiabe </b>che attraverso e mail inviamo alla "Dott. ssa Vanna".</div><div>Devo a lei se so fare tanti buoni biscotti, uno speciale e buono si chiama: "Il frollino della nonna e della sua nipotina".</div><div>Ecco queste due persone bellissime sono le persone a cui io mi ispiro e crescendo voglio diventare come loro.</div><div>Grazie mamma, grazie nonna un bacio grande Aida...” </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.V8b3zK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 31 Aug 2016 15:27:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?se-sono-cosi----</link>
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			<title><![CDATA[SFATIAMO IL MITO DELLA “MAMMA PERFETTA”!]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5r22vhga"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/mamme-normali.webp"  title="" alt="" width="459" height="306" /><br></div><div><br></div>Rivedo Carmela dopo tantissimi anni, quasi venti! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>Stento per i primi secondi a riconoscerla, ma poi i suoi occhioni neri che sorridono mi ricordano di lei e l’abbraccio è inevitabile! La più bella della scuola, la più corteggiata, un’icona di popolarità ai tempi dell’adolescenza, curata nei minimi particolari: l’abbigliamento, il trucco, i capelli e il dolcissimo profumo alla vaniglia...Ripensando a lei in questi anni la immaginavo in giro per il mondo a fare strage di cuori, sempre libera, fiera e pronta a ripartire senza timore. Davanti a me, però, l’immagine proposta è ben diversa da quella dipinta negli anni nella mia mente: il viso struccato, i capelli avvolti in un’acconciatura improvvisata, abbigliamento comodo, volto sicuramente a nascondere i chili in più, rivelano un deciso <b>cambiamento </b>che mai avrei attribuito proprio a lei... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Velocemente raccontiamo le evoluzioni delle nostre vite e scopro con grande felicità il suo essere diventata <b>mamma </b>da pochissimo. Percepisco da subito una forzatura di <b>entusiasmo </b>nel raccontare l’esperienza della <b>gravidanza </b>e della recente maternità, come se quello ascoltato fosse un vero e proprio “copione” da recitare ogni qualvolta qualcuno le ponesse domande sull’argomento. Con pazienza assisto al suo monologo, guardandola costantemente negli occhi, e, al termine del racconto, le confido la mia “benevole invidia” nel sapere della sua gravidanza da manuale, del suo parto impeccabile e dell’assenza di problematiche con il suo piccolo pargolo, raccontando, diversamente, le mie disavventure, dalle gravidanze da dimenticare, alle notti in bianco per innumerevoli mesi. Sento che ciò che racconto la appassiona, io volutamente rincaro la dose nell’enfasi descrittiva delle nausee, dell’impossibilità, alla nascita delle mie figlie, di provvedere alle elementari esigenze di vita quotidiana: le giornate intere in casa tra coliche e poppate perennemente in pigiama, il desiderio di dormire ovunque per recuperare lucidità ed energia e la voglia legittima di evadere, anche solo per qualche secondo... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Improvvisamente Carmela mi stringe il braccio e, sussurrando nell’orecchio, esplode: “ è vero, è un disastro, guardami: sono ingrassata di 30 chili, non dormo, mangio perchè sono stressata, durante la gravidanza sono rimasta per ben 5 mesi a riposo e io provo sensi di colpa nel sentirmi così frustrata ed allora racconto ciò che la gente ama sentire: che è tutto bellissimo, perfetto...idilliaco!” &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Io la abbraccio, le dico che le situazioni cambieranno e che il primo passo per riuscire a “respirare” è ammettere ciò che si prova, liberando le frustrazioni e inadeguatezze, chiedendo <b>aiuto </b>e supporto, distruggendo il mito della “<b>mamma perfetta</b>”, capace di far tutto in qualsiasi situazione, ma ricercando l’immagine di una mamma più “terrena”, “umana”, per questo più consapevole, che per amore verso se stessa e il proprio figlio, riconosce ed individua le difficoltà che la affligono e le affronta a viso duro, superandole... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>“Raccontare il proprio disagio è il primo passo verso la rinascita!” A Carmela strappo una promessa, ovvero quella di non &nbsp;celare più i suoi sentimenti, ma di ascoltarli, raccontandoli prima di tutto a se stessa, non travestendoli di apparenza, ma riempiendoli di sostanza che la renderanno una mamma unica, incredibilmente normale, ricca di lacune, fiera delle sue perplessità, ma caparbia e felice di affrontare la strada da percorrere, anche se in salita...<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.V8WtXq0qxf4" class="imCssLink">Mamma Vanna </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.V8WtOK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano" </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 15:52:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?sfatiamo-il-mito-della--mamma-perfetta--</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[SPECCHIO DELLE MIE BRAME...]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_tyz96c38"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/confrontarsi.webp"  title="" alt="" width="472" height="315" /><br></div><div><br></div>E' giusto che il <b>bambino </b>non consideri l'altro come uno <b>specchio </b>che rifletta la sua stessa immagine, &nbsp;la vanità dell'essere moderno, intesa come esaltazione del proprio <b>sè</b>, oggi induce al non confronto ed <b>accettazione </b>dei propri limiti e qualità altrui, ma esclusivamente al rafforzamento di un egocentrismo per niente utile ad una sana crescita personale. Come la <b>regina</b> matrigna della favola di Biancaneve, ci si specchia futilmente negli altri, considerati specchi, per avere certezza di essere i migliori, e se mai questo non dovesse accadere, ci si deprime da star male, coltivando i peggiori sentimenti. La <b>scuola </b>può essere di vero aiuto a tal proposito, andando ad inculcare <b>nell'alunno</b> incapace di confrontarsi in modo sereno con i compagni, il senso dell'obiettività che porti ad avere una visione oggettiva della realtà circostante e ad esprimere giudizi altrettanto oggettivi su chi può anche possedere qualità superiori alle nostre, da emulare semmai, e non <b>denigrare</b>, pur di mettere in risalto unicamente se stessi e &nbsp;sentirsi rispondere dall'immaginario specchio parlante: "Sei tu il più bello del reame!". Fuori dal reame del proprio ‘io’, occorre pensare possano esserci individui dotati quanto noi, o più di noi, e nessuna educazione sarà tale se non avrà trasmesso questo fondamentale insegnamento. Lo specchio della vita da interrogare, sia sempre trasparente da mettere in luce la verità sul mondo, e non la menzogna che si vorrebbe sentirsi sempre raccontare, perchè non si diventa regine uccidendo principesse...<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.V8WrAK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a> Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 15:44:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?specchio-delle-mie-brame---</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IL PERDONO.  Seconda parte]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c6o8c86r"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/dialogo-perdono.webp"  title="" alt="" width="474" height="356" /><br></div><div><br></div>Per concludere l'argomento legato al <b>Perdono </b>intendo ricordare la filosofa Hanna Arendt &nbsp;che, occupandosi &nbsp;del processo di <b>Norimberga </b>(che intendeva fare chiarezza sui crimini compiuti contro l'umanità durante il regime nazi-fascista) e, affrontando il male nella sua banalità, dà al perdono un valore secondo me altissimo, sia dal punto di vista filosofico che religioso. La <b>Arendt </b> afferma, infatti, che perdonando la <b>colpa</b> al soggetto agente, lo rimetto nella condizione di agire nuovamente libero dal peso del malfatto e, così facendo, restituisco a quel soggetto la vita e lo faccio rinascere. Non sentire il peso della colpa per non sentirsi inchiodato...ma tornare a vivere: meraviglioso!<div>Anche Lacroix &nbsp;afferma che se i fatti non sono cancellabili, non si può modificare ciò che è stato fatto, si può cambiare il rapporto del colpevole con la sua azione: egli non è più identificato con essa. Ciò che siamo è diverso da ciò che abbiamo fatto.</div><div>Questo può avvenire se la <b>vittima </b>o un suo rappresentante lo riabilitano all'azione. In caso contrario, la colpa verrebbe a irretire l'agire umano, se non vi fosse il perdono.</div><div>Mi vengono in mente adesso tutte le richieste di perdono e le scuse pubbliche che si sono susseguite in questo ultimo trentennio a livello storico politico.</div><div>E' recente la richiesta di perdono da parte di grandi autorità ecclesiastiche a Galileo Galilei; <span class="fs12">recente anche l'istituzione de" La commissione per la libertà e riconciliazione", tribunale speciale del Sudafrica nato con l'obiettivo di richiedere e concedere (se possibile) il perdono per azioni svolte &nbsp;durante l'apartheid; non ultima la riconciliazione tentata e realizzata da OBama con Cuba.</span></div><div>Derrida ha dedicato attenzione a questa tematica del <b>Perdono politico</b>, ritenendo che &nbsp;queste forme di perdono e riconciliazione non sono attendibili, poiché il colpevole che si pente non è più colui che si rese colpevole, solo la vittima può perdonare.</div><div>È dunque necessario il confronto diretto, un rapporto personale tra vittima e <b>carnefice</b>. Viene presupposta la mediazione della Coscienza della &nbsp;vittima, la sola ad essere autorizzata a perdonare.</div><div>Da sottoporre ad attenzione anche la differenza, analizzata e discussa da Jankélévitch tra perdono e scuse.</div><div>La scusa si dispiega solo nei confronti di una determinata classe di atti, mentre il perdono, invece, esiste come perdono proprio di ciò che non può essere scusato, indipendentemente dalle condizioni in cui è avvenuto il crimine e indipendentemente dal crimine stesso.</div><div>Perdonare non è la semplice presenza di scusa con l'ammissione dell'errore.</div><div><b>Ricoeur </b> dirà invece che è &nbsp;necessario comprendere il divario esistente tra profondità della colpa e altezza del perdono, per averne piena consapevolezza.</div><div>Il vero perdono è un rapporto personale con l'altro, è un <b>dialogo </b>non è un monologo e, per questo, comporta dei rischi, sia per il colpevole sia per colui che perdona.</div><div>Quest'ultimo infatti accetta il pericolo dell'ingratitudine. Concludendo, il perdono, dunque, presuppone oltre che la memoria, la coscienza ,la pluralità, dato che nessuno può perdonare se stesso nella solitudine (Arendt, Vita activa. La condizione umana- pg 175), perchè questo sarebbe un"atto privo di realtà, nient'altro che una parte recitata davanti a se stessi". Dunque, se abbiamo commesso un malfatto non bastano le scuse; serve l'ammissione della colpa; è necessario un dialogo; una pluralità. La coscienza del reo si inchini a quella della vittima...si orienti a vedere nel tempo a venire un impegno a non reiterare... La vittima si inchini al colpevole e si riconosca nella stessa natura...una natura in potenza capace del male. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.V8WonK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 15:35:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-perdono---seconda-parte</link>
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			<title><![CDATA[SOUVENIRS O RACCONTI?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Maria Elena Germinario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_cp64el8y"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ritornare-dai-viaggi.webp"  title="" alt="" width="456" height="456" /><br></div><div><br></div>Cosa avete portato ad amici e parenti dal Vostro <b>viaggio </b>estivo? Souvenirs? Cartoline? Gioielli preziosi, o simpatiche magliette “I LOVE”...Grecia, Espana o London? Statuine di eroi, dèi o cornetti scaramantici? Oppure siete riusciti a raccogliere l'acqua dell'oceano per farne sentire l'odore ad una nipotina? O portato foglie e semi di piante mai viste per incantare gli occhi del nipotino? Oppure,addirittura, portato strumenti musicali che emettono suoni mai sentiti nella nostra Terra e, magari, un cd con della musica che magicamente ti porta in paesi lontani, per farti incontrare fate, folletti e nani? Questo è ciò che una magica zia ha portato ai miei figli al ritorno dal suo viaggio: un <b>flauto</b>, una musica che ancora risuona tra le foglie degli ulivi della nostra campagna, l'odore dell'oceano e la magia di racconti incantati, di paesaggi sterminati, di orizzonti infiniti, di venti gelati e di fate e folletti vaganti...Così, da questi racconti, ecco che ci siamo ritrovate, come due bambine, a ricostruire, per rendere reale la magia, case di folletti tra gli ulivi, per far sognare i nostri bambini, a scrivere sulle foglie i nomi inventati di fate, a creare con le pietre calde della <b>Puglia </b>viottoli per i folletti che vivono negli eterni alberi,e se bussi e fai "toc toc" forse qualcuno ti risponderà! Chi risponderà? La meraviglia negli occhi dei miei figli, lo stupore delle magie che si avverano e il battito del cuore che rallenta per ascoltare nel silenzio la risposta di un abitante dell'albero...e questo è solo l'inizio...i racconti sono appena partiti, il divertimento non è ancora finito, la ricerca del "tororo" (per noi comuni mortali il "tesoro") è appena cominciata...e noi adulti ci ritroviamo a spiegare la vita di alberi, frutti, piante e animali inventano storie poco "normali"... ma che c'importa? La magia è ancora nella nostra mente come negli occhi dei nostri <b>bambini</b>.<div><br></div><div> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-fantasia-varca-i-confini-del-possibile.html#.V8Q9z60qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott. ssa Maria Elena Germinario</a></b> - &nbsp;Attrice teatrale</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Teatro e Immaginazione" su<a href=" http://tiny.cc/teatro" target="_blank" class="imCssLink"> http://tiny.cc/teatro</a> e lasciateci i vostri commenti/suggerimenti!</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 29 Aug 2016 13:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL MIO AMICO FRED]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_mg762n21"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/fred-amico-cane.webp"  title="" alt="" width="464" height="348" /><br></div><div><br></div>Cari ragazzi, oggi io sono molto triste, la televisione trasmette <b>immagini </b>che ti lasciano senza parole e ti fanno piangere. Io non riesco a farmene una ragione. Ma perché succedono queste tragedie: tanti poveri <b>bambini </b>hanno perso i genitori, la loro casa, la loro voglia di ridere come tutti i bambini che nel mese di agosto sono in vacanza. Le immagini continuano, ora vicino a me e in silenzio c'è il mio amico Fred che mi guarda e con i suoi occhi mi dice: “non piangere, vicino a te ci sono io!” Il mio Fred ha visto un suo amico aggirarsi fra le macerie ed abbaiare per attirare l'attenzione dei vigili del fuoco. Aveva ragione: grazie a lui hanno estratto dalle <b>macerie </b>un uomo, per fortuna, ancora vivo. Fred mi ha chiesto di ascoltarlo e aiutarlo nel suo progetto. “Nonna Gina io voglio andare a dare una mano ai miei amici, ti prego: io ho bisogno di viveri, latte, biscotti, indumenti per grandi e piccini e tantissime altre cose...io voglio andare e porterò con me anche io mio amico gatto Iuventus, lui mi aiuterà con i più piccini, raccontando loro tante storie e facendoli ridere, io invece aiuterò i miei amici a scavare fra le macerie. Nonna Gina io parto per <b>Amatrice</b>. Aiutami ho bisogno di te!” Ed io, cari ragazzi, con le lacrime agli occhi l'ho abbracciato forte forte il mio grande cane. Ora Fred e Iuventus sono in viaggio per Amatrice con un tir pieno di cibo, indumenti, acqua, tantissimo latte e tanti biberon. Dimenticavo il tir è trainato da tutti i colombi della zona e, credetemi, se solo fossi stata più giovane... sarei andata con loro. Uno spettacolo che non dimenticherò mai. Tanti colombi che in cielo trainavano il grosso camion e Fred &nbsp;era alla guida con accanto Iuventus. Dopo un po' di giorni sono arrivati e hanno scaricato tutti i viveri, aiutati dai volontari della nostra <b>Croce Rossa</b>; per prima cosa hanno distribuito tanto latte con biscotti e dopo un po' i bambini pian pianino hanno ripreso a sorridere. Ora mi ha telefonato Fred e mi ha detto che i bambini stanno disegnando un cane di nome Fred e un gatto di nome Iuventus e loro sono orgogliosi di essere lì con loro ad aiutare grandi e piccini. Fred ha incontrato due amici "labrador", come lui, Argo e Trilli e con loro scava fra le macerie per trovare ancora persone in vita. Cari ragazzi, ora sto aspettando notizie e vi prometto che vi farò sapere al più presto. Ora vi chiedo una preghiera al "Buon Gesù" per tutte le persone che non ci sono più. Vi voglio bene nonna Gina.<div><br></div><div><br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.V8Q7la0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 29 Aug 2016 13:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[CULTURA CREA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0n5p0pc5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/progetto-cultura-crea.webp"  title="" alt="" width="419" height="301" /><br></div><div><br></div>"<b>Cultura Crea</b>" è un programma di incentivi per creare e sviluppare iniziative imprenditoriali nel settore dell'industria culturale-turistica e per sostenere le imprese no profit che puntano a valorizzare le risorse culturali del territorio nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. È promosso dal <b>Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo</b> (Mibact) per sostenere la filiera culturale e creativa delle regioni interessate e consolidare i settori produttivi collegati, rafforzando la competitività delle micro, piccole e medie imprese (Asse Prioritario II - PON FESR 2014-2020 "Cultura e Sviluppo"). Le risorse disponibili ammontano complessivamente a circa 107 milioni di euro, così suddivisi: 42 mlilioni per la nascita di nuove imprese; 38 milioni per il sostegno alle imprese già attive; 27 milioni per il terzo settore. E' prevista una dotazione finanziaria aggiuntiva di 7 milioni di euro da ridistribuire proporzionalmente sui tre filoni.In particolare, le imprese beneficiarie devono finanziarie con risorse proprie la quota di investimenti non coperta dalle agevolazioni. 1) L'incentivo per la "<b>Creazione di nuove imprese nell'industria culturale</b>" si rivolge alle imprese dell'industria culturale costituite negli ultimi 36 mesi, comprese le cooperative e ai team di persone fisiche che vogliono costituire una impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni. Sono finanziabili programmi di investimento fino a 400.000 euro che prevedono la creazione o l'introduzione di prodotti o servizi innovativi in una delle seguenti aree tematiche: conoscenza, sviluppo o applicazione di tecnologie che permettano di creare, organizzare, archiviare e accedere a dati e informazioni sull'industria culturale; conservazione, sviluppo o applicazione di modalità e processi innovativi per le attività legate a restauro/manutenzione e recupero del patrimonio culturale (restauro, manutenzione, recupero e rifunzionalizzazione) come materiali, tecnologie, analisi della gestione dei rischi, valutazione dei fattori di degrado e tecniche di intervento, ecc; &nbsp;fruizione, modalità e strumenti innovativi di offerta di beni, anche in forma integrata con le risorse del territorio, processi innovativi per la gestione – acquisizione, classificazione, valorizzazione, diffusione – del patrimonio culturale e risorse del territorio; piattaforme digitali, prodotti hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione; gestione, sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali. Le agevolazioni sono concesse nei limiti del regolamento de minimis e prevedono congiuntamente: un finanziamento agevolato a tasso zero, fino al 40% della spesa ammessa; un contributo a fondo perduto fino al 40% della spesa ammessaIn entrambi i casi il tetto delle agevolazioni è elevabile al 45% per i progetti presentati da imprese femminili, giovanili o in possesso del rating di legalità. 2) L'incentivo per lo "Sviluppo delle imprese dell'industria culturale" finanzia si rivolge alle imprese costituite in forma societaria da non meno di 36 mesi, incluse le cooperative che vogliono presentare progetti di investimento nei settori dell'industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e dei prodotti tipici locali.Sono finanziabili programmi di investimento fino a 500.000 euro nelle seguenti aree di intervento: &nbsp;servizi per la fruizione turistica e culturale; promozione finalizzata alla valorizzazione delle risorse culturali; recupero e valorizzazione di produzioni tipiche localiLe agevolazioni sono concesse nei limiti del regolamento de minimis e prevedono congiuntamente: &nbsp;finanziamento agevolato a tasso zero fino al 60% della spesa ammessa, elevabile al 65% in caso di impresa femminile, o impresa giovanile o in possesso del rating di legalità; contributo a fondo perduto fino al 20% della spesa ammessa, elevabile al 25% in caso di impresa femminile, o impresa giovanile o in possesso del rating di legalità. 3) L'incentivo per il "Sostegno ai soggetti del terzo settore dell'industria culturale" finanzia imprese e soggetti del terzo settore. Si rivolge alle imprese - incluse le cooperative - e ad altri soggetti del terzo settore che hanno programmi di investimento fino a 400.000 euro in una o più delle seguenti aree di intervento: attività collegate alla gestione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio; attività collegate alla fruizione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio; attività di animazione e partecipazione culturale.<div>Le agevolazioni sono concesse nei limiti del regolamento de minimis e prevedono un contributo a fondo perduto fino all'80% della spesa ammessa, elevabile al 90% in caso di impresa femminile, o impresa giovanile o in possesso del rating di legalità."Cultura Crea" è gestito da Invitalia, che valuta i business plan, eroga i finanziamenti e monitora la realizzazione dei progetti d'impresa. Le domande possono essere presentate solo online dalle ore 12.00 del 15 settembre 2016. <div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.V8CA_luLTIV" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b> - Commercialista</div><div> &nbsp;&nbsp;<div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Per saperne di più <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3PbcBKf5uE" target="_blank" class="imCssLink">chiedi al commercialista di "Informative Fiscali"</a></div><div><br></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 Aug 2016 17:47:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?cultura-crea</link>
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			<title><![CDATA[AI GRANDI BISOGNA SEMPRE SPIEGARE TUTTO!]]></title>
			<author><![CDATA[Enzo Covelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_d6snqg6d"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/racconti-per-bambini.webp"  title="" alt="" width="410" height="300" /><br></div><div><br></div>Il nuovo <b>anno scolastico</b> è dietro le porte e le finestre di tutti gli interessati, dai bambini ai genitori, dagli insegnanti ai dirigenti scolastici. Ha bussato piano, in modo discreto (per ora) e in pochi lo hanno sentito. Io, dietro la mia porta, ho trovato un sassolino e legato al sassolino c’era una corda e attaccato alla corda un biglietto con un messaggio. E tra le pieghe del biglietto un ricordo, pesante e leggero allo stesso tempo. E prezioso. Quello di un omone che si chiamava Gianfranco e che non c’è più. É morto nel 2012, a soli 55 anni. Maestro prima, dirigente scolastico poi. E ancora educatore, scout, ambientalista, giornalista, burattinaio, disegnatore, artigiano, contadino. Era il creativo per definizione e lo è stato in ogni ambito della sua vita. &nbsp;Ha intrecciato una molteplicità di rapporti nei diversi campi educativi, artistici e sociali, che lo hanno visto protagonista, semplice e deciso, nel perseguire principi etici che ha condiviso con amici, allievi, collaboratori e compagni di viaggio, conosciuti anche casualmente. Di lui ricordo le mani, possenti e ruvide come quelle di chi ha sempre lavorato la terra o le pietre. Sono sicuro che non mi succederà più di incontrare un dirigente scolastico con quelle mani. Nel biglietto c’era il suo decalogo, &nbsp;il “<b>Manifesto dei diritti naturali di bimbi e bimbe</b>”, una delle tante cose belle che ci ha lasciato. Rileggendolo ti accorgi subito di quanto sia sempre più attuale e necessario. É rivolto soprattutto ai grandi, perché a loro, come diceva il Piccolo Principe, bisogna sempre spiegare tutto quello che i bambini capiscono subito.<div>1. IL DIRITTO ALL’OZIO, a vivere momenti di tempo non programmato;</div><div>2. IL DIRITTO A SPORCARSI, a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti;</div><div>3. IL DIRITTO AGLI ODORI, a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura; </div><div>4. IL DIRITTO AL DIALOGO, ad ascoltare e poter prendere la parola, interloquire e dialogare;</div><div>5. IL DIRITTO ALL’USO DELLE MANI, a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco;</div><div>6. IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO, a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura;</div><div>7. IL DIRITTO ALLA STRADA, a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade;</div><div>8. IL DIRITTO AL SELVAGGIO, a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi;</div><div>9. IL DIRITTO AL SILENZIO, ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua;</div><div>10. IL DIRITTO ALLE SFUMATURE, a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle. </div><div>Per saperne di più su Gianfranco Zavalloni, sui suoi pensieri, sulle sue intuizioni e sulla “Pedagogia della lumaca”: &nbsp;<span class="fs16"><a href="http://www.scuolacreativa.it/" target="_blank" class="imCssLink">http://www.scuolacreativa.it/</a></span><div><br><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/l-emozione-dei-racconti.html#.V8B8AFuLTIV" target="_blank" class="imCssLink">Enzo Covelli</a></b>, Libraio Raccontastorie</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Lettura e Racconti su <a href="www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/favole </a></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 Aug 2016 17:23:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?ai-grandi-bisogna-sempre-spiegare-tutto-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[LO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO E DELLA COMUNICAZIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_j1m653i4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/sviluppo-capacita-comunicativa.webp"  title="" alt="" width="399" height="266" /><br></div><div><br></div>Il<b> linguaggio</b> è un <b>sistema comunicativo </b>di straordinaria complessità, un processo che è fonte inesauribile di meraviglie e di grande interesse scientifico. Imparare a parlare significa acquisire in un tempo relativamente breve, di norma nei primi tre anni di vita, una capacità straordinariamente complessa che si specializza e si consolida fino all’inizio dell’età scolare, quando l’acquisizione della lingua scritta segna un altro progresso importante. L’infanzia è un periodo dell’<b>età evolutiva</b> ricco di potenzialità, in cui il bambino, proteso a conoscere i contesti di vita quotidiana e a parteciparvi, mette in campo molte energie, pronte a esprimersi non appena se ne presenti l’opportunità; così è anche per l’apprendimento del linguaggio, che nei primi sei anni di vita registra uno sviluppo sorprendente in termini di lessico. Il linguaggio è relazione e comunicazione, permette all’individuo di accedere alle diverse conoscenze, di inserirsi nella sua cultura e nella società in un rapporto di tipo cooperativo. Il bambino acquisisce prima gli elementi fondanti dei processi comunicativi e, solo successivamente, traduce tali processi in termini linguistici. In altre parole, la competenza comunicativa e quella linguistica sono in relazione fra loro, ma la prima prevale sulla seconda, poiché sin dai primi mesi di vita il bambino apprende le forme di comunicazione prelinguistiche, che in seguito, all’interno dei propri contesti familiari, si tramutano in forme di comunicazione linguistica. L’adulto e il bambino tendono pertanto a costruire significati condivisi all’interno di precisi contesti culturali e questa modalità rappresenta la prima fase di comunicazione del bambino a cui seguirà lo sviluppo linguistico e comunicativo vero e proprio.<div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.V77_YVuLTIV" target="_blank" class="imCssLink"><b>Dott.ssa Anna Sofia Piras</b></a> - &nbsp;Logopedista</div><div><a href="http://" class="imCssLink"><br></a></div><div><a href="http://" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi alla Logopedista: <a href="http://tiny.cc/logopedistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/logopedistarisponde</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 25 Aug 2016 14:22:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?lo-sviluppo-del-linguaggio-e-della-comunicazione</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[IL BUMP PAINTING]]></title>
			<author><![CDATA[Cinzia Faconda]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3tzj6eyj"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/bump-painting.webp"  title="" alt="" width="415" height="332" /><br></div><div><br></div>Cos’è il <b>bump painting</b> ? Qual è il motivo che spinge molte donne in gravidanza a sottoporsi &nbsp;a questo simpatico trattamento? Ebbene, sveliamo innanzitutto cos’è il bump painting. E’ la classica tecnica del <b>body painting</b> (letteralmente dipinto sul corpo) svolto sul “pancione” della gestante, gli ultimi mesi di &nbsp;gravidanza. Nato in America per migliorare l’umore delle <b>donne in gravidanza</b> che non accettano il cambiamento, o meglio, la trasformazione del &nbsp;proprio corpo. Per questo motivo si è scelto di valorizzare &nbsp;il “<b>pancione</b>”, rendendolo motivo di attività ludiche e divertenti, dando sfogo alla &nbsp;propria creatività e voglia di giocare. E’ una tecnica decorativa che può essere eseguita da professionisti del make-up, o più semplicemente dal papà, &nbsp;fratellino o sorellina con l’impronta della mano, di un bacio e tante altre figure o disegni significativi per la famiglia, creando un legame con il bambino ancor prima della sua nascita.<div>Insomma, tutti possono cimentarsi in questa splendida pratica, l’importante è utilizzare <b>colori atossici</b> facilmente lavabili. Se avete la fortuna di avere un amica, la mamma o la moglie incinta, da oggi sapete come renderla felice, disegnandole sul pancione un motivo fantasioso dedicato a lei. Buon divertimento!<div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/da-make-up-artist-a-operatriceolistica.html#.V44zutKLRdg" target="_blank" class="imCssLink">Cinzia Faconda</a></b>- Make up artist, operatrice olistica &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Continuate a seguire " Spirito Artistico " su <a href="http://tiny.cc/arte " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/arte </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 25 Aug 2016 09:17:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-bump-painting</link>
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			<title><![CDATA[LE RELAZIONI PERICOLOSE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Cecilia Scaringella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_t744252j"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/pettherapy-con-cane.webp"  title="" alt="" width="408" height="272" /><br></div><div><br></div>Quelle che viviamo quotidianamente con i nostri cani, possono trasformarsi in “<b>relazioni pericolose</b>”? I recenti fatti di cronaca impongono una seria riflessione sulla qualità della relazione con il <b>nostro cane</b>. &nbsp;I cani, pur discendendo dai lupi, si sono evoluti per convivere con l’uomo. Durante il lunghissimo processo della coevoluzione , il <b>rapporto uomo-cane</b> si è consolidato e ha dato luogo ad una alleanza ormai indissolubile, in cui si condividono emozioni, codici comunicativi, attività di diverso genere e collaborazioni. Come tutte le relazioni, la relazione con il cane è il luogo privilegiato di scambio e di dialogo, di reciprocità tra soggetti…tra soggetti appunto! In questa relazione siamo tenuti a riconoscere il nostro pet nella sua soggettività e diversità. E’ estremamente importante conoscere e riconoscere il nostro cane come individuo, conoscerne fino in fondo la personalità, non solo come appartenente a una razza, ma osservando i suoi segnali di comunicazione, ponendo attenzione alle sue emozioni, sia positive che negative, individuandone gli interessi, le aree in cui cerca la sua realizzazione (le “motivazioni”), il suo modo unico ed esclusivo di realizzarsi ed essere nel mondo. Una volta assunta la responsabilità di adottare un cane, quindi di stabilire e costruire una relazione con lui, ciascuno di noi ha il dovere di rispondere ai suoi bisogni di mangiare, bere, stare in salute e muoversi, ma anche quelli riguardanti le sue emozioni profonde, bisogni di:<div>1. Contatto sociale. I cani sono esseri altamente sociali, molto più dell’uomo, vivono nel gruppo e per il gruppo o famiglia che dir si voglia. Pertanto non vanno lasciati tutto il giorno chiusi in casa o in balcone da soli. Mc Connel afferma che i cani hanno bisogno di socializzare non meno del cibo e dell’acqua.</div><div>2. Momenti di gioco con il proprietario o la figura di riferimento.Quindi giocate insieme ogni giorno!</div><div><span class="fs12">3. Attività interessanti cui dedicarsi , come lunghe passeggiate, attività di ricerca, mobility, agility, attività di </span><b class="fs12">apprendimento</b><span class="fs12">.</span><div>“I cani discendono dal lupo, specie nomade bombardata di stimoli durante tutta la giornata e costretta a prendere continue decisioni. Nulla gli piace di più di una lunga passeggiata, salvo una cosa: potersela squagliare per un giorno intero, da soli o in compagnia di un altro cane. &nbsp;I cani hanno bisogno di contatti con l’uomo, di gioco, di opportunità di esplorazione e apprendimento, non sono cose che possono procurarsi da soli. Quindi sta a voi!”. (TempleGranden). &nbsp;La disciplina che studia la relazione intersoggettivatra l’essere umano e le altre specie è la Zooantropologia. Questa giovane scienza riconosce un vero e proprio dialogo tra umano e non umano.</div><div>I fondamenti della <b>Zooantropologia</b> sono:</div><div>- La visione dell’animale come alterità, come essere “altro” da noi, diverso dall’uomo e dotato di soggettività;</div><div>- La dimensione di relazione dialogica tra essere umano ed eterospecifico;</div><div>- L’ammissione dell’esistenza di una molteplicità di piani d’incontro con l’alterità animale. Condizione indispensabile quindi per vivere la dimensione di relazione è la disponibilità del soggetto a farsi “contaminare”, ovvero ad ”aprirsi ai contributi di cambiamento che il non umano gli mette a disposizione” (Roberto Marchesini).</div><div>Mi sembra dunque evidente, e la mia esperienza di vita e di lavoro me lo conferma, che la relazione con l’eterospecifico e con il cane in particolare, se vissuta in tutta la sua profondità e complessità, possa essere piuttosto che “ pericolosa” una splendida opportunità per arricchire gli aspetti più autentici del proprio essere umano. Come ci suggerisce TempleGranden in un suo interessante libro, ”Gli animali ci rendono umani”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-comunicazione-attraverso-i-pet.html#.V76ze1uLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Cecilia Scaringella</a></b>- Logopedista- Equipe di Pet-therapy </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Pet-therapy e Sociale" su <a href="http://tiny.cc/pettherapy " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pettherapy </a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 25 Aug 2016 08:58:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?le-relazioni-pericolose</link>
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			<title><![CDATA[IL PERDONO Prima parte]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_93rrp6jj"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/come-riuscire-a-perdonare.webp"  title="" alt="" width="389" height="292" /><br></div><div><br></div>Cosa significa perdonare? Chi deve perdonare?<div>Il termine perdonare è formato dal suffisso “PER”, che non significa &nbsp;perdono nel senso “a favore di”, ma come afferma Mordacci, filosofo italiano contemporaneo, “il per è una ipertrofia, cioè un’eccedenza, nel senso che chi rimette la colpa è la vittima, proprio chi ha subito il malfatto”. Inoltre &nbsp;la parola perdono ha un suo antenato nel verbo latino “Oblivio” dimenticanza, rimozione.</div><div>Ma siamo certi che il perdono faccia ricorso alla dimenticanza o alla rimozione? Non subentra forse,contrariamente, la memoria?</div><div>E’ un termine laico o religioso? &nbsp;Sicuramente è da intendersi in senso laico: rinunciare a vendicarsi e andare avanti, non accettare la fissità di ciò che si è subito.</div><div>Un esempio &nbsp;che voglio segnalare è quello del “wunderblock" utilizzato da <b>Freud </b>per spiegare cosa accade nell’inconscio.</div><div>Il <b>wunderblock</b> è un quadernetto di cera ricoperto di plastica su cui si può scrivere, ma sollevando il foglio di questo quaderno, sembra scompaia la scrittura.</div><div>Ma in verità resta impressa nella cera: cio’ rappresenta il nostro inconscio su cui tutto resta impresso, traumi e dolori, possiamo rimuoverli... ma restano lì!</div><div>Ecco, l’<b>analisi freudiana</b> &nbsp;ci aiuta a capire che il perdono passa attraverso il recuperare ma non &nbsp;dimenticare, ed ecco nuovamente la memoria quale protagonista del perdono.</div><div>Recour &nbsp;parla di memoria collettiva necessaria per recuperare la<b> verità dei fatti</b>, per evitarne una <b>falsificazione</b> o una travisamento</div><div>Dunque, la memoria è fondamentale elemento di iniziazione per attuare &nbsp;il &nbsp;processo del perdono, anche perchè, recuperare la verità su ciò che ci fa subire dolore, evita che in futuro si verifichi una coazione a ripetere.</div><div>Il perdono coinvolge necessariamente due persone, o solo una persona quando &nbsp;rimanda il perdono a se stessi?</div><div>Ma vi domando e domando a me stessa: il perdono è un fatto intimo o sociale?</div><div>Investe certamente entrambi gli ambiti…personale e intimo quando è relativo ad un problema di relazione tra noi e l’altro e sociale se osserviamo i grandi crimini dell’umanità…ma lì, il perdono spesso non arriva da chi ha subito il torto, bensì spesso da familiari ed eredi…</div><div>Ha un senso questo perdono non voluto dalla vittima?</div><div>Derridà nel testo “Perdonare” afferma “che si puo’ perdonare solo ciò che è assolutamente imperdonabile, perchè senza senso…”</div><div>Questo è un modo per forse sentirsi simili nel male agli altri uomini...è fare un atto di umiltà nel riconoscere la radice comune del male.</div><div>UOMINI GETTATI NELLA VITA non volendolo e dunque accogliere quello scarto che è la vita stessa.</div><div>Anche Hegel nella “Fenomenologia dello Spirito” dice che &nbsp;“la Coscienza agente Colpevole e quella giudicante si riconoscono uniti nel limite dell’essere umano..la perfezione non esiste </div><div>Per Hegel lo stesso giudizio è un atto prevaricatore perchè le leggi stesse &nbsp;sono parziali, relative”.</div><div> Quando la coscienza giudicante si riconosce simile a quella colpevole è lì che avviene il miracolo del perdono filosoficamente inteso, &nbsp;perchè è lì che appare lo Spirito Assoluto. </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.V7w7f1uLTIV" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b> - Docente di Filosofia</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Aug 2016 12:02:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-perdono-prima-parte</link>
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			<title><![CDATA[ASSERTIVITA’: L’INGREDIENTE FONDAMENTALE PER AFFERMARE SE STESSI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Mariapia Cannito]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3j8y1a3j"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/la-comunicazione-come-asserzione.webp"  title="" alt="" width="435" height="263" /><br></div><div><br></div>Nel precedente articolo abbiamo parlato dell’<b>ansia sociale</b> e dell’assertività come uno degli elementi chiave nel trattamento di questo disturbo. Lavorare sulla nostra assertività può esserci utile non solo situazioni problematiche, ma nella gestione di semplici eventi di vita quotidiana: qualcuno ci supera nella fila alla cassa del supermercato, il capo ci trattiene puntualmente oltre l’orario di lavoro e noi non riusciamo a dire di no, nel corso di una discussione non riusciamo a fare emergere il nostro punto di vista, sperimentando così vissuti di rabbia e frustrazione. Ma che cos’è l’assertività? La parola assertività viene dal latino “adserere”, “condurre a sè” o “asserire”, “affermare se stessi”. L’ assertività è la capacità di esprimere le proprie idee &nbsp;e le proprie emozioni, attraverso una comunicazione chiara, efficace, &nbsp;senza offendere l’altro, ma senza farsi prevaricare. Essa rappresenta l’equilibrio tra aggressività, tendenza ad annientare l’altro, a imporre i propri bisogni e le proprie idee a scapito degli altri, porsi come unico obiettivo il potere personale, e passività, tendenza a subire l’altro, ad accontentare, ad anteporre i bisogni altrui ai propri, ad avere il consenso di tutti. &nbsp;La persona assertiva non ha come obiettivo la vittoria nella discussione, e neanche l’ottenimento dell’approvazione generale, ma la risoluzione del problema, con un risultato che sia il migliore per tutti; è orientata al confronto, al non giudizio, con umiltà, ma con buona considerazione di sé. Quali sono gli elementi principali dell’assertività? Buona stima di sé; &nbsp;comportamento partecipe e proattivo, non reattivo; atteggiamento responsabile e fiducioso verso se stessi e gli altri ; capacità di affermare i propri diritti riconoscendo quelli degli altri; sospensione del &nbsp;giudizio &nbsp;verso situazioni o persone; <b>comunicazione chiara e diretta</b> in situazioni di confronto. <div><span class="fs16">L’assertività si basa funzionalità di cinque livelli:</span><div><span class="fs16">- capacità di </span><b class="fs16">riconoscere le emozioni</b><span class="fs16">;</span></div><div><span class="fs16">- capacità di </span><b class="fs16">comunicare emozioni e sentimenti</b><span class="fs16">;</span></div><div><span class="fs16">- consapevolezza dei </span><b class="fs16">propri diritti</b><span class="fs16"> e dei diritti altrui;</span></div><div><span class="fs16">- disponibilità ad avere stima di sé e degli altri;</span></div><div><span class="fs16">- capacità di autorealizzazione. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs16">A cosa serve potenziare l’assertività? Ci aiuta a <b>parlare in pubblico</b>, anche con persone che non conosciamo, a fare e a rifiutare richieste, a esprimere le nostre emozioni, positive e negative, a fare e ricevere critiche e complimenti, a manifestare i nostri bisogni, a esprimere le nostre idee, chiedere spiegazioni, mettere in discussione atteggiamenti che riteniamo esageratamente autoritari o poco rispettosi di noi stessi, a rispettare noi stessi, a gestire i conflitti e le situazioni di stress. L’</span><b class="fs16">assertività </b><span class="fs16">non è una caratteristica costante: ciascuno di noi ha il proprio grado di assertività, essa può essere appresa e con la pratica migliorata nel tempo, esistono infatti training individuali e di gruppo che potenziano questa abilità, anche in questo caso è importante rivolgersi a un professionista e la psicoterapia cognitivo comportamentale offre numerosi strumenti. Esiste uno stretto legame tra assertività e autostima: perché gli altri possano rispettarci dobbiamo rispettare noi stessi.</span><div><div> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-cervello-e-le-relazioni-umane.html#.V7wZaluLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Mariapia Cannito</a></b> - Specialista in psicoterapia cognitivo comportamentale &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde </a></div></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Aug 2016 09:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL REGISTRO PUBBLICO REGIONALE DEGLI ASSISTENTI FAMILIARI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Donato Grande]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_53i7indl"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/registro-pubblico-regionale.webp"  title="" alt="" width="432" height="288" /><br></div><div><br></div>Il <b>Registro pubblico regionale </b>degli <b>assistenti familiari</b>, istituito con la D.G.R. n. 3905 del 15 dicembre 2009, è uno strumento che raccoglie i nominativi dei lavoratori e delle lavoratrici del settore che risultano in possesso di requisiti tali da garantire la loro competenza e professionalità.<div>La domanda di iscrizione al Registro, infatti, può essere accolta solo nel caso in cui l’assistente familiare:</div><div>- abbia compiuto i 18 anni d'età;</div><div>- non abbia riportato condanne passate in giudicato, ovvero sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'art. 444 del codice di procedura penale, per qualsiasi reato che incida sulla moralità professionale;</div><div>- sia di sana e robusta costituzione fisica;</div><div>- abbia svolto un'attività formativa documentata afferente all’area dell’assistenza alla persona o, in alternativa, un'attività lavorativa documentabile di almeno 12 mesi nel campo dell'assistenza familiare.</div><div>Per i cittadini stranieri è richiesto inoltre il possesso di un titolo di soggiorno valido ai fini dell’assunzione per lavoro subordinato, nonché una sufficiente conoscenza della lingua italiana.</div><div>L'istituzione del Registro persegue molteplici finalità: qualifica e supporta il profilo professionale e formativo <b>dell'assistente familiare</b>, definendo e riconoscendo conoscenze e competenze professionali necessarie per lo svolgimento della professione; favorisce l'incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore dell'assistenza familiare attraverso l'evidenziazione di un'offerta territoriale qualificata di <b>lavoratori </b>e lavoratrici; promuove la regolarità dei rapporti di lavoro favorendo l’emersione del lavoro nero a tutela tanto dei lavoratori, quanto dei datori di lavoro.</div><div>Tutti i dati raccolti nel Registro sono trattati in osservanza della normativa sulla privacy (D.Lgs. 196/2003) e in modo tale da non dare corso a comportamenti discriminatori, nel rispetto del principio di parità di trattamento e della promozione delle pari opportunità, in osservanza delle direttive europee relative alla parità di trattamento fra le persone, indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica, e alla parità di trattamento in materia di <b>occupazione </b>e <b>condizioni </b>di <b>lavoro </b>(n. 2000/43/CE e n. 2000/78/CE).</div><div><br></div><div>Copyrightimage: http://www.asform.org/wp-content/uploads/2014/01/assistenza-.jpg</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-disabili-raccontano-la-loro-citta-di-trani.php#.V6yola0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Donato Grande</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Diversabilità" su<a href=" http://tiny.cc/diversabilita" target="_blank" class="imCssLink"> http://tiny.cc/diversabilita</a> e lasciateci i vostri commenti o suggerimenti!</div><div>FONTE: http://www.euriclea.it/informazioni-sul-portale/il-registro-pubblico-regionale/che-cos-e-il-registro/,35</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 16:34:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-registro-pubblico-regionale-degli-assistenti-familiari</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[POSTAZIONI DI LAVORO PER DIPENDENTI DISABILI: PUBBLICATE LE SPECIFICHE TECNICHE.]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Donato Grande]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_72r6w222"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/postazioni-dipendenti-disabili.webp"  title="" alt="" width="434" height="226" /><br></div><div><br></div>Emanate le specifiche tecniche per hardware, software e <b>tecnologie assistive</b> a disposizione dei <b>dipendenti </b>con <b>disabilità</b>, per dare modo di rendere più semplice l’accessibilità delle postazioni lavoro ai disabili.<div>L’Agenzia pubblica le indicazioni e le linee di indirizzo che i datori di lavoro devono seguire per predisporre la strumentazione tecnica e le tecnologie assistive più idonee per lo svolgimento dei compiti a cui il dipendente con disabilità è assegnato.</div><div>Il documento è stato condiviso con amministrazioni, enti, federazioni e associazioni impegnati sul tema dell’accessibilità ed è stato posto in consultazione pubblica sul sito AgID dal 14 luglio al 4 settembre 2015.</div><div>Le presenti Specifiche tecniche riguardano il tema dell’<b>accessibilità digitale </b>(hardware, software e tecnologie assistive) relativa alle postazioni di lavoro. Le Specifiche tecniche, oltre ad essere rivolte alle persone con disabilità, sono indirizzate a tutti coloro che, nell’ambiente di lavoro, hanno responsabilità decisionali in merito all’organizzazione del lavoro e all’inserimento lavorativo del dipendente con disabilità, in particolare: ai responsabili degli <b>Enti</b>, ai responsabili del personale, ai responsabili delle unità organizzative.</div><div>Sono destinate inoltre a coloro che si occupano di prevenzione e valutazione dei rischi per la salute, la <b>sicurezza </b>sul <b>lavoro </b>(per la parte riguardante l’hardware, il software e le tecnologie assistive), ai responsabili dei processi di acquisto di beni e servizi informatici, al medico competente, alle strutture preposte e a tutte le altre figure di responsabilità previste dal decreto legislativo n. 81/2008).</div><div>Le specifiche tecniche costituiscono un utile riferimento anche per gli operatori, i professionisti, le federazioni e le associazioni di settore.</div><div>In allegato il testo completo delle linee guida fornite dall’AGID.</div><div>Tratto da: http://www.lentepubblica.it/dipendenti-disabili-specifiche/</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-disabili-raccontano-la-loro-citta-di-trani.php#.V6yola0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Donato Grande</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Diversabilità" su <a href="http://tiny.cc/diversabilita" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/diversabilita</a> e lasciateci i vostri commenti o suggerimenti!</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 16:27:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?postazioni-di-lavoro-per-dipendenti-disabili--pubblicate-le-specifiche-tecniche-</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[RACCONTI ALLA FINESTRA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_nq4dz781"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/racconti-alla-finestra.webp"  title="" alt="" width="452" height="651" /><br></div><div><br></div>Sì, se si potesse, io personalmente il tempo lo fermerei.<div>Siamo nel 2007, ma io ritornerei nei miei mitici anni "60".</div><div>Perché? Vi rispondo con due sole parole "si stava bene", tutto era più normale, la vita era veramente tutta da scoprire e vivere con le piccole e grandi cose che essa ogni giorno ti offre.</div><div>Nel mondo attuale, io personalmente non mi ci ritrovo, sì, devo ammettere che il progresso, la tecnologia, la scienza, la medicina hanno fatto passi da gigante, ma tutto questo da una parte ci ha portato il progresso, dall'altra credetemi: tutto quello che abbiamo avuto lo abbiamo e lo stiamo pagando a caro prezzo.</div><div>Si vive in un mondo fatto di notizie catastrofiche, di guerra fra i popoli, di violenza, di morti bianche, di bambini nati e gettati nei cassonetti; si vive in un mondo dove detta legge la stampa di basso livello, di personaggi politici indagati, di gente squallida che, purtroppo è il modello a cui si ispirano i nostri figli, personaggi ignoranti e pieni di soldi che con il loro italiano maccheronico sono diventatati famosi.</div><div>Ragazze scollacciate e prive di classe che vanno in televisione per trovare un deficiente come futuro fidanzato con cui si strusciano per sapere se sono compatibili e più vanno così, più sono ignoranti e volgari e più hanno il loro momento di gloria nei mesi successivi, facendo comparsate nelle discoteche o a qualche apertura di negozi e centri commerciali e devo dire che la cosa rende perché, alla fine, le più "dritte" riescono a guadagnare un bel po' di euro.</div><div>Ma sono pochi quelli che emergono, per quasi tutti il successo dura al massimo una sola estate e, credetemi, per me è anche troppo.Poi ci sono loro le veline, le vallette, le letterine, le letteronze e chi più ne ha più ne metta. Sono tutte uguali, tutte rifatte e messe in evidenza, magliette di due misure più piccole (forse le pagano meno), ombelico di fuori, labbra a salvagente e sorriso da ebete stampato sul viso; la televisione è piena di gente così e noi ,compresa me, tutti i giorni, siamo lì incollati a seguire i vari "Costantino" di turno e a fare il tifo per loro!</div><div>Ragazzi no! Questo non è il mio mondo: vi prego, fatemi ritornare indietro, il mio era molto più sereno e tranquillo, non ci credete? Vi assicuro che la vita non è fatta solo di questo, no, la vita ha dei valori che ora si sono persi. Ai miei tempi la famiglia c'era ed erano sempre presenti nella tua vita i genitori, forse non erano amici dei figli, ma vi assicuro che la mia mamma non aveva il seno rifatto e nemmeno il naso e le sue labbra erano dolcissime che mi premiavano quando ero triste, quando mi sbucciavo un ginocchio, quando prendevo un bel voto a scuola, quando le davo una bella notizia, ma vi assicuro erano più dolci quando le confidavo le mie prime pene d'amore.</div><div>Sì, non era rifatta la mia mamma, ma vi assicuro che era una mamma bella e vera.</div><div>Il mio mondo era fatto di sguardi, di emozioni, di bigliettini d'amore, ora invece c'è la tecnologia che imperversa su tutto. Un ragazzo per dire una qualsiasi cosa usa i cosiddetti SMS e così fanno le ragazze: "Vuoi uscire con me? Vieni a ballare? Sei molto carina! Risposta: "Anche tu!ti va di metterti insieme?".La risposta sia positiva che negativa e' affidata al solito sms e vi parra' strano ma questo linguaggio lo usano anche gli adulti, quelli che vogliono sentirsi giovani e soprattutto gli uomini adulti e non " belli" che si nascondono dietro ai messaggi e che dopo aver ricevuto la risposta positiva sono costretti a sparire!Vi lascio immaginare perchè. E di internet ne vogliamo parlare? Ci trovi di tutto. Io e quelli della mia età' avevamo il nostro amato vocabolario che sfogliavamo con molta cura...quante belle parole! E che emozione quando trovavi la parola e poi ne comprendevi il significato, bei tempi i miei. Io ne avevo uno che tuttora conservo, è logoro e le pagine sono tutte segnate con la matita blu. Oltre a me ci hanno studiato sopra i miei fratelli e poi i miei figli e prima che arrivasse internet anche i miei nipoti più' grandi. Ora è a riposo nella mia libreria insieme ai miei ricordi più cari, ma ancora adesso spesso la sera seduta nella mia poltrona mi piace sfogliarlo e riandare indietro nel tempo. Sì, il mio vecchio vocabolario mi tiene ancora tanta compagnia e non mi porta nei mondi squallidi e pericolosi come spesso succede su internet.I nostri genitori con noi erano tranquilli, noi scoprivamo il significato di molte parole, nozioni di storia, geografia, sapevamo dove nascevano i più grandi scrittori, uomini politici, presidenti della repubblica italiana ed americana, insomma nel nostro piccolo scoprivamo la vita. Al contrario oggi la scienza ha fatto passi da gigante, ma si muore in otto in una sala operatoria, perchè, anzichè l' ossigeno, hanno inalato non so quale miscuglio; i bambini frutto di una sera da sballo, alla nascita vengono buttati nei cassonetti, un adolescente ammazza la mamma e il suo fratellino per un banale litigio parte un colpo e muoiono dei ragazzi. Un mondo fatto di rapine, stupri, violenze su bambini addirittura negli asili, di zii che vengono trucidati da un nipote, da vicini di casa che ammazzano un'intera famiglia compreso un bimbo di pochi anni solo, perché aveva la musica ad alto volume. Questi episodi sono solo una minima parte di quello che si sente ogni giorno quando dopo una giornata di lavoro la famiglia si riunisce per pranzare e, tanto per cambiare, anziché parlare fra di loro come si faceva un tempo ...no, ora si accende la TV e vai con le cattive notizie.</div><div>La prima parte del mio racconto è terminata, vi auguro buona lettura e a presto per la seconda parte.</div><div>Grazie Nonna Gina.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.V6yluK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <span class="fs16"><a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a> </span><span class="fs16">e lasciateci i vostri commenti o racconti!</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 16:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[UN ALBERO DI NOME CASTAGNO]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ht44rwgt"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/albero-di-nome-castagno.webp"  title="" alt="" width="434" height="326" /><br></div><div><br></div>Cari bambini, oggi vi racconto la storia di un albero di nome Castagno.<div>Castagno viveva nel bosco insieme alla sua mamma, al suo papà e a tanti, tanti amici.</div><div>Era molto bello Castagno: pieno di foglie e di verdi ricci che contenevano le castagne, di cui tutti i bambini sono ghiotti...le caldarroste .</div><div>Nelle sere d'inverno i nonni le preparano vicino al camino per i loro nipotini.</div><div>Ormai la stagione calda del mare e delle vacanze era trascorsa e si era in pieno Autunno.</div><div>Il vento faceva cadere a molti alberi le foglie lasciandoli secchi e tristi.</div><div>Castagno resisteva e le sue foglie erano belle e lucide.</div><div>Ma una mattina al suo risveglio ebbe una brutta sorpresa...</div><div>Il vento "Inverno", durante la notte, gli aveva portato via tutte le sue belle foglie.</div><div>Castagno cominciò a piangere così forte che un albero di nome Abete che abitava vicino a lui, andò a vedere cosa era capitato al suo amico; e quando lo vide secco e spoglio gli disse: "Non piangere ... non resterai sempre così, quando tornerà la primavera vedrai che sui tuoi rami spunteranno nuove foglie.</div><div>Ciao Castagno, ora siamo in autunno e a molti alberi cadono le foglie, ma ora puoi riposare più tranquillo e aspettare la bella primavera", disse l'Abete.</div><div>Il Castagno smise di piangere, ringraziò il suo amico e felice si addormentò.</div><div>E noi in silenzio diciamo: "buon letargo Castagno".</div><div>Cari ragazzi, la storia di Castagno è terminata, io vi saluto e vi auguro felice Autunno.</div><div><br></div><div><br></div><div>Nonna Gina - <span class="fs12"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.V6yluK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><span class="fs12">Continuate a seguire "I nonni raccontano" su </span><span class="fs12"><a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a> </span><span class="fs12">e lasciateci i vostri commenti o racconti!</span><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 16:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BANDO DI FINANZIAMENTO PIN]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_561j6z0z"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/bando-pin.webp"  title="" alt="" width="436" height="288" /><br></div><div><br></div><b>PIN </b>è la nuova iniziativa delle <b>Politiche Giovanili </b>della Regione Puglia rivolta ai giovani e alle giovani che intendono realizzare progetti a vocazione imprenditoriale, ad alto potenziale di sviluppo locale, negli ambiti dell'innovazione culturale, innovazione tecnologica e innovazione sociale. La misura è rivolta a gruppi informali di almeno due giovani residenti in Puglia, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che hanno un'idea imprenditoriale innovativa e vogliono svilupparla. In caso di approvazione del progetto, per ottenere il contributo, i gruppi informali si impegnano a costituire un nuovo soggetto giuridico a propria scelta (società, associazione, cooperativa etc...), purché idoneo a realizzare le attività previste dal progetto proposto. Il nuovo soggetto giuridico dovrà essere costituito esclusivamente dagli stessi componenti del gruppo informale che ha presentato la domanda di candidatura. PIN è finanziato con <b>risorse </b>del <b>FSE</b> – P.O. Puglia 2014-2020 e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione che ammontano complessivamente a euro 10.000.000, di cui: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div>· 8.000.000 euro per l'erogazione di contributi a fondo perduto per il finanziamento di progetti;</div><div>· 2.000.000 euro servizi di accompagnamento ai progetti e rafforzamento delle competenze dei giovani partecipanti all'iniziativa. PIN supporta la <b>sperimentazione </b>e la <b>realizzazione </b>di progetti a vocazione imprenditoriale nei seguenti ambiti di intervento:<div>a) <b>Innovazione culturale</b> (es: valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e artistico; turismo; sviluppo sostenibile etc.),<span class="fs16"> </span></div><div><span class="fs16">b) <b>Innovazione tecnologica</b> (es: innovazioni di prodotto e di processo o organizzative; nuovi media e comunicazione; nuove tecnologie etc.), </span></div><div><span class="fs16">c) <b>Innovazione sociale</b> (es: servizi per favorire l'inclusione sociale, il miglioramento della qualità della vita, l'utilizzo di beni comuni etc.).</span></div><div><span class="fs16">L'ammontare totale del contributo richiesto non potrà essere inferiore a 10.000 euro né superiore a 30.000 euro e dovrà essere suddiviso in:</span></div><div>· Spese di investimento (spese per la costituzione del soggetto giuridico, acquisto di &nbsp;macchinari e attrezzature, software, ristrutturazioni funzionali) fino ad un valore massimo di 10.000 euro;</div><div>· Spese di gestione (spese del personale, acquisto di materiale di consumo, acquisto di servizi accessori, affitti e utenze) fino ad un valore massimo di 20.000 euro.</div><div><span class="fs16"> L'accesso a PIN è interamente online attraverso la piattaforma prossimamente disponibile all'indirizzo pingiovani.regione.puglia.it. I progetti dovranno essere presentati compilando il modello Canvas, utile a descrivere l'idea imprenditoriale con l'indicazione di azioni, risorse e soggetti chiave. I gruppi informali potranno generare le domande di candidatura a partire dalle ore 12:00 del giorno 1/09/2016 e fino ad esaurimento delle risorse disponibili.</span></div><div><div><br></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.V6yiBK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">dott. Vincenzo Dibari</a> - </b>Commercialista &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3PbcBKf5uE" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 16:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[UN’ESTATE DA NON DIMENTICARE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_496j485c"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/estate-indimenticabile.webp"  title="" alt="" width="434" height="289" /><br></div><div><br></div>L'avvocato cercò in tutte le maniere di saperne di più, ma lei fu irremovibile:"Ti prego, non mi chiedere niente, ma voglio il divorzio, mio marito fuori per sempre dalla mia vita". Trascorsero diversi mesi dolorosi e da suo marito mai una telefonata e poi, in una mattina grigia e piovosa, il suo matrimonio finì!<div>Quando rivide suo marito le parve quasi uno sconosciuto: l'uomo che era seduto accanto a lei, di fronte al giudice di pace, non era l'uomo che aveva tanto amato e a cui aveva donato la sua giovinezza, no, quel signore bello, brizzolato che rispondeva a monosillabi per lei, non era più nessuno.</div><div>Ritornata a casa, fece pulizia di tutto: ricordi, foto, mobili, biancheria.</div><div>Tutto andò a finire da un rigattiere che molto incredulo venne a portare via ogni cosa.</div><div>La casa sembrava vuota, ma Delfina giurò a se stessa che nel giro di pochi mesi l'avrebbe rimessa a nuovo come avrebbe rimesso a nuovo anche il suo cuore.</div><div>Si sentiva sola e per questo decise che sarebbe andata un po' da sua figlia, cambiare aria le avrebbe fatto bene.</div><div>Quando arrivò a Londra e incontrò sua figlia Gioia, Delfina capì quanto le fosse mancata e abbracciandola forte forte scoppiò a piangere.</div><div>Era bellissima, l'aveva lasciata andare via che era una bambina e ora aveva ritrovato una donna. Vicino a sua figlia, Delfina ritrovò in parte la sua serenità e anche la sua voglia di vivere e proprio pensando alla vita futura Delfina decise che era arrivato il momento di ritornare nel suo paesino da fiaba e riprendere in mano il suo lavoro.</div><div>Gioia, quando apprese che la mamma voleva tornare in Italia, cercò in tutti modi di trattenerla, ma Delfina la &nbsp;abbracciò forte forte e tenendola stretta come quando era bambina le chiese di farla ripartire. Aveva bisogno di raccogliere i cocci del suo matrimonio e questo poteva farlo solo ritornando a casa.</div><div>Il giorno dopo Delfina ripartì, era triste perché lasciava sua figlia, ma era giusto così...</div><div>Il viaggio di ritorno fu piacevole e, per la prima volta, dopo tanto Delfina era effettivamente serena. Si buttò a capofitto nel lavoro e con l'impegno teneva la mente lontano dai cattivi pensieri.</div><div>Pia pianino riprese in mano la sua vita e qualche volta le capitava di pensare ad Andreas e a quella fantastica giornata trascorsa insieme.</div><div>Era trascorso tanto tempo e forse lui nemmeno si ricordava di quella donna dal nome strano; peccato aver distrutto il numero del suo cellulare, le avrebbe fatto piacere rivederlo:ora era libera e pronta per una nuova storia! Un altro atto notarile e... via al ricordo di Andreas. Trascorsero quasi due anni dalla fine del suo matrimonio e Delfina era sempre fra casa e studio. Poi finalmente arrivò l'estate e come sempre Delfina, appena terminato, il lavoro se ne andava al mare: in quello più bello del mondo (come diceva lei), cioè di Trani.</div><div>Dall'infanzia si tuffava in un mare azzurro e tranquillo e nuotava fino a sentirsi tutt'uno con le onde che le stavano a fianco silenziose.</div><div>Scrutava l'orizzonte Delfina, in cerca di una barca abitata dal Dio del mare.</div><div>Tante vele solcavano silenziose le onde, ma la barca che le aveva creato tante emozioni e tanti bei ricordi non era fra quelle.</div><div>L'estate trascorse e lei ritornò al suo lavoro. In paese c'era un gran fermento, aprivano una succursale di una grossa fabbrica inglese, famosa per essere all'avanguardia e per aver fabbricato l'ultimo cellulare in commercio. I proprietari del marchio erano inglesi, così come i tecnici e tutte le maestranze. &nbsp;La piccola azienda avrebbe dato lavoro a tante persone del posto nell'assemblare i pezzi del famoso cellulare. Quando Delfina apprese questa notizia, pensò subito ad Andreas, lui era inglese e come ingegnere progettava apparecchi di alta tecnologia: chissà, forse...</div><div>Passò del tempo e Delfina, come unico notaio, ricevette l'incarico di registrare questa nuova società dallo strano nome "Delfinandreas", difficile come pratica perché molte parole erano in inglese. Cominciò a studiare e chiamò le parti interessate. Si presentò solo il socio che abitava in paese: un piccolo imprenditore che era tornato dalla Svizzera e aveva deciso di investire i soldi guadagnati in tanti anni di lavoro proprio nel suo paese natìo.</div><div>Il titolare della società inglese inviò un telegramma annunciando la visita dell'amministratore che avrebbe firmato i documenti.</div><div>L'atto notarile fu rimandato di alcuni mesi. Poi finalmente l'amministratore inglese arrivò e si decise la data: le parti, con relativi interpreti, si sarebbero incontrate nello studio della notaia alle ore 20.</div><div>Il primo ad arrivare dal notaio fu l'imprenditore, tutto vestito a festa con moglie e figli al seguito. Era molto emozionato. Delfina stava leggendo delle clausole, quando qualcuno entrò senza alzare la testa pensando ad una sua impiegata disse: "Grazie Marta, poggia tutto il fascicolo sul mio tavolo, lo guarderò dopo", ma non ottenendo risposta, alzò lo sguardo e si trovò immersa in un grande fascio di rose rosse bellissime e profumate e il proprietario delle rose era lì . Sì, il Dio greco di tante estati fa, che la guardava sorridendo e che la salutò con un "ciao Delfina come va ?".</div><div>Lei lo guardava senza emettere alcun suono, l'emozione era grande, poi pensò: "forse sto sognando", ma la voce di Andreas , quella voce che non aveva dimenticato, le fece capire che era realtà.</div><div>Era lui l'amministratore della nuova succursale inglese e come tale avrebbe firmato. Delfina era stupefatta, il Dio greco era lì davanti a lei e le stava dicendo ciò che nei suoi sogni aveva immaginato.</div><div>Il silenzio era caduto nella sua stanza e nessuno dei due parlava, i loro visi erano vicinissimi e il loro respiro era unico.</div><div>Proprio quando Andreas stava per baciarla, Delfina si strinse a lui e capì che essere baciata era quello che aveva sempre desiderato.</div><div>Aveva aspettato tanto quel momento ed ora finalmente nelle braccia del suo Andreas che baciandola le continuava a ripetere: "Ti ho cercato tanto e ora che ti ho ritrovata non ti lascerò mai più". Delfina io ti amo e vorrei che questo momento durasse per sempre.</div><div>Per questo ti chiedo... mi vuoi sposare e trascorrere insieme a me tutto il resto della nostra vita?”.</div><div>Delfina non riuscì a rispondere, l'emozione era grande e il suo cuore aveva smesso di battere, ma dopo essere volata nelle sue braccia lo baciò a lungo e in un inglese stentato gli disse di sì: "Si amore, voglio dividere la mia vita con te, perché anche io ti amo e ti amerò per sempre".</div><div>Da quel giorno sono trascorsi diversi anni, il loro amore è sempre più forte e la magia del primo incontro non li mai abbandonati.</div><div>Appena possono, ritornano sulla loro barca e lì, in mezzo alle onde, guardando il mare, si amano e si giurano eterno amore.</div><div>Carissime amiche, il mio racconto è terminato: vi auguro vacanze. </div><div>A presto, Maria Gabriella. </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.V6ygZ60qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 15:51:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?un-estate-da-non-dimenticare</link>
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			<title><![CDATA[TI SPIEGO PERCHE']]></title>
			<author><![CDATA[Miriam Erriquez]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_dvex55ub"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/storie-di-mamme.webp"  title="" alt="" width="456" height="304" /><br></div><div><br></div>Una mattina ero al parco della mia città, mentre mia figlia giocava, mi guardavo intorno godendo anche io dell'atmosfera. <b>Bambini </b>che salivano e scendevano dagli scivoli, chi aspettava il proprio turno per salire sull'altalena, chi correva da una parte all'altra ridendo e ad un tratto un gruppetto di bambini attirarono la mia attenzione. Erano all'interno dell'altalena per <b>diversamente abili</b> ,saltellando di fronte ad uno dei loro genitori, incurante dei cartelli di <b>DIVIETO </b>affissi accanto alla giostra. Decisi, a quel punto, di avvicinarmi e dir loro che quella era un'altalena per bambini diversamente abili e che loro avevano tante altre giostre su cui giocare. Solo allora, la mamma di uno dei bambini, con tono seccato ordinò loro di scendere, ricevendo disapprovazione da parte dei bambini che lamentandosi chiedevano alla mamma il perché. Lei continuò seccata ad ordinar loro di scendere perché cosi doveva essere, senza fornir loro una spiegazione. Avvicinandomi ai bambini, raccontai loro il motivo per cui quella giostra era lì. Restarono ad ascoltare con piacere, alternando un sorriso ad uno sguardo di approvazione ed io fui molto felice nel vedere quei bambini allontanarsi da quella <b>giostra</b> sorridendo, dopo aver appreso il motivo per cui quell'azione non doveva essere compiuta. <div>Non stanchiamoci mai di spiegare ai bambini, il motivo per cui alcune azioni non devono essere compiute. Non stanchiamoci mai di trasmetter loro il <b>rispetto</b> per la natura e per il prossimo. </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.V6noXriLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Miriam</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Le mamme raccontano" su<a href=" http://tiny.cc/mammeonline" target="_blank" class="imCssLink"> http://tiny.cc/mammeonline</a></div><div>e lasciateci i vostri commenti o racconti! </div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Aug 2016 14:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?ti-spiego-perche-</link>
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			<title><![CDATA[DESTREZZA MOTORIA E DI VITA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_wkpo93t7"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/allenamento-motorio.webp"  title="" alt="" width="437" height="273" /><br></div><div><br></div>Una delle otto capacità coordinative necessarie al compimento di gesti motori da poter definire "<b>puliti</b>", in quanto privi di <b>movimenti </b>associati, di inutile dispendio energetico, è la capacità di <b>adattamento</b> e trasformazione, detta semplicemente: <b>destrezza</b>.<div>Al pari del ritmo e <b>dell'equilibrio</b>, tale capacità è ritenuta essere più alta e più fine rispetto alle altre, pertanto <b>nell'allenamento </b>svolto a scuola durante le ore di educazione fisica, un lavoro solo a corpo libero, atto ad acquisire quelli che sono gli schemi motori di base, non è certamente sufficiente al raggiungimento di superiori abilità fisiche e psichiche. Occorre il supporto, o meglio l'utilizzo, di grandi attrezzi. Strumenti in uso nella <b>ginnastica </b>educativa, assai comuni e frequentemente proposti agli alunni dagli educatori sportivi, proprio allo scopo di creare situazioni nuove a cui poter riuscire a dare risposte sempre nuove. Situazioni che aiutino soprattutto a vincere la paura di affrontarle, conquistando il coraggio, così indispensabile anche nella vita di ogni giorno. Destrezza e <b>prontezza </b>sono infatti le doti di chi sa vivere senza esitare nelle proprie scelte e senza badare ai vari ed inevitabili ostacoli che incontra sul suo percorso. Chi non ricorda la fatica dell'eseguire, per esempio, un volteggio alla cavallina, o una traslocazione al quadro svedese, o un'arrampicata alla fune o pertica? Una vera impresa che faceva sentire GRANDI, come gli attrezzi su cui si era finalmente riusciti a salire, e capaci di adattarsi a tutto, offrendo volta per volta soluzioni a problematiche sportive...e di vita! </div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.V6ngyLiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti </div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Aug 2016 14:00:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?destrezza-motoria-e-di-vita</link>
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			<title><![CDATA[INDIVIDUALISMI E CONDIVISIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6kl08m93"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/individualismo-condivisione.webp"  title="" alt="" width="435" height="326" /><br></div><div><br></div>Da docente di Educazione fisica e da <b>sportiva</b>, ho sempre cercato di inculcare nei miei alunni il valore della condivisione,di risultati sia positivi che negativi. Nessuna sconfitta infatti sarà tale se una <b>partita </b>di un qualsiasi sport avrà visto tutti i componenti della stessa squadra cooperare, <b>collaborare </b>per riuscire a dare il meglio di sè a vantaggio anche degli altri.<div>"Tutti per uno e uno per tutti", insomma, come giustamente recita un famoso detto, sempre attuale e di grande insegnamento. Gli <b>individualismi </b>infatti, a nulla portano se non all'esaltazione del proprio egoismo, del proprio io le cui indiscusse capacità intellettive, intuitive, risolutive, motorie e pratiche, han da trarre vantaggio solo se messe al servizio della comunità nella quale si opera e per la quale si opera. Questo nello <b>sport</b>, come in ogni ambito sociale che si propone il conseguimento di comuni scopi.Mi capita spesso di cogliere aspetti comportamentali di eccessivo individualismo in alcuni miei alunni, mentre li osservo per esempio,arbitrando una partita di pallavolo.Una volta entrati in possesso della palla,questi tendono a conservarne il possesso,trasformando quel gioco in uno scontro dualistico che potrebbe lontanamente ricordare il ping-pong o il tennis, solo lontanamente, in quanto in questi ultimi è contemplato il confronto tra due giocatori (ad eccezione dei doppi) e non è previsto il passaggio della palla,o pallina in tali casi, ai compagni di squadra.Passaggi invece indispensabili nella pallavolo come in tutti gli sport di squadra,se si vogliono costruire buone azioni di <b>difesa </b>ed <b>attacco</b>,ed in tutte le competizioni sportive che trasmettono vere e proprie regole di vita.</div><div>Senza la partecipazione e condivisione,difficilmente si parte e si arriva lì dove ci si è prefissati di arrivare, come ad una vittoria o una qualunque altra agognata meta, poichè solo l'unione fa la forza, ma sopratutto la felicità del gioire insieme.</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.V6ngyLiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://Da docente di Educazione fisica e da sportiva, ho sempre cercato di inculcare nei miei alunni il valore della condivisione,di risultati sia positivi che negativi. Nessuna sconfitta infatti sarà tale se" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti </div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Aug 2016 13:51:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?individualismi-e-condivisione</link>
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			<title><![CDATA[LA LEZIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Maestra Annalisa Parente]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_d032nn7z"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/lezione-maestra.webp"  title="" alt="" width="434" height="321" /><br></div><div><br></div>Ultima fase della preparazione <b>tecnica</b> della <b>maestra </b>è il “dare <b>lezioni</b>”, in tale fase si fa riferimento alla modalità di presentazione del materiale offerto sempre in un ordine progressivo e graduale nel rispetto della mente del bambino che non possiede ancora le strategie sufficienti per ordinarlo. <div>La maestra nel dare lezioni deve distinguere due fasi diverse. Nella prima, detta <b>dell’iniziazione</b>, essa mette il bambino in comunicazione con il materiale accendendo il suo interesse; nella seconda, la lezione vera e propria, il bambino, utilizzando svariate volte il materiale finirà per usarlo bene. Quest’ultima fase è suddivisa in tre tempi durante i quali il bambino deve acquisire la giusta nomenclatura delle cose. </div><div>Primo periodo: Iniziazione.</div><div>Dunque il primo periodo del dare lezioni è quello dell’iniziazione in cui la maestra deve: </div><div>- Isolare l’oggetto: qui l’attenzione del bambino deve isolarsi da tutto il resto e puntare unicamente sul materiale sensoriale da utilizzare. Perciò la maestra dovrà far si che l’attività si svolga su un tavolino del tutto sgombro dal materiale che non vuole usare; </div><div>- eseguire correttamente <b>l'esercizio</b>: in questo periodo la maestra eseguirà una o due volte, nella stessa modalità l’esercizio in maniera lenta e sicura, naturale e mai esitante; </div><div>- risvegliare l’attenzione: creando stati di curiosità nel bambino e suscitando il suo interesse; </div><div>- impedire l’uso errato: è importante far si che non si usino le cose in modo che le si renda inutili. La maestra deve impedire di farlo con fermezza ed energicamente, ma ciò non dovrà apparire come un castigo bensì un’autorevole affermazione affinché riporti il bambino nel suo stato di equilibrio.</div><div>Dobbiamo distinguere due tipi di errori che il bambino può commettere: </div><div>1- L’errore che è controllato dal <b>materiale</b>, in tale caso il bambino, pur con buona volontà non riesce ad eseguire correttamente l’esercizio in quanto per sua immaturità non distingue sensorialmente i vari stimoli. Solo con la continua ripetizione possono correggersi. Sono errori inseriti nella categoria dello: “sbagliando si impara”. </div><div>2- L’errore dettato da <b>cattiva volontà</b>, di questa tipologia di errore non si può dire che “sbagliando si impara” qui vi è un uso abusivo del materiale e lo si utilizza con modalità differenti da quelle per cui è stato ideato. Tutto ciò procura dispersione di energia, chiasso e ogni possibilità di concentrazione e sviluppo. In tale caso bisognerà intervenire per riportare la disciplina. </div><div>- Rispettare l’utile attività: Se il bambino vuole ripetere l’attività anche con intelligenti varianti, non c’è necessità di interromperlo neanche per correggere piccoli errori. Bisogna rispettare i suoi tempi. </div><div>- Ben finire: Quando il bambino lascia spontaneamente l’esercizio la maestra deve intervenire affinché egli metta tutto al suo posto. </div><div>Secondo periodo: la lezione dei tre tempi.</div><div>Dopo l’iniziazione il bambino sa fare l’esercizio, ma la maestra interviene per meglio determinare le sue idee. Il principale intervento è quello di insegnare una esatta nomenclatura per la corretta acquisizione del <b>linguaggio</b>. La maestra deve usare poche e semplici parole pronunciate chiaramente e correttamente senza alcuna esitazione (questo è il metodo usato da Seguin per ottenere una associazione tra immagine e parola corrispondente). </div><div>1° tempo: associazione della <b>percezione sensoriale</b> con il nome. In tale lezione di nomenclatura bisogna creare l’associazione del nome con l’oggetto che devono giungere unicamente a colpire la coscienza del bambino per cui non si utilizzerà nessun altra parola (se lavoriamo con il colore – percezione visiva – si assocerà il colore con l’oggetto). La maestra dunque pronuncerà nome e aggettivo senza aggiungere altro, con voce forte, pronunciando i suoni lentamente in modo da distinguerli chiaramente e con diverse modulazioni di voce con una metodologia analitica. </div><div>2° tempo: riconoscimento <b>dell’oggetto</b> corrispondente al nome. È un momento di verifica e consiste nel provare che il nome sia rimasto associato all’oggetto. Tra la lezione e la prova la maestra lascerà passare qualche istante di silenzio. Poi chiederà al bambino lentamente e con chiara pronuncia solo il nome o l’aggettivo insegnato: “Qual è liscio?” “Qual è rosso?”. Il bambino segnerà con dito l’oggetto e la maestra saprà sé l’associazione è avvenuta. Questo tempo è il vero aiuto mnemonico e associativo. Se però la maestra si accorge che il bambino non è predisposto a fare attenzione e ad apprendere non dovrà correggerlo ma sospendere la lezione. Non c’è necessità di correggere perché se il bambino non associa il nome all’oggetto l’unico modo perché vi riesca sarà ripete la lezione anche in un altro momento se non è predisposto. È necessario che egli impari dai suoi errori non dalle nostre correzioni, in quanto il rimprovero rimarrebbe più impresso dell’insegnamento e la volta successiva avrà paura del rimproverò e non si esprimerà più per cui ci vuole umiltà e rispetto dei suoi tempi. Invece il silenzio che segue l’errore lascia il campo della coscienza infantile intatto. </div><div>3° tempo: ricordo del <b>nome </b>corrispondete all’oggetto. Non sarà più la maestra a pronunciare l’aggettivo che si riferisce al nome (non dirà più come nel secondo tempo “Qual è il rosso?” ma “Questo com’è?”). è un momento di ripida verifica in cui spesso i bambini sono insicuri nella pronuncia e la maestra può far ripetere una o due volte la parola al bambino, ma se il bambino dimostra dei difetti notevoli di linguaggio è il caso di rilevarli per eventuali esercizi correttivi della pronuncia. </div><div><br></div><div>Kindergarten Dragonetti-Montessori - <span class="fs16"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/cooperativa-prometeo.html" target="_blank" class="imCssLink">Maestra Annalisa Parente</a></b></span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti </div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Aug 2016 13:43:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-lezione</link>
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			<title><![CDATA[COS’È IL PIEDE DI ATLETA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Zora Giovanna Del Buono]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_fn2pc5r6"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/piede-di-atleta.webp"  title="" alt="" width="443" height="262" /><br></div><div><br></div>Il <b>piede di atleta</b> si presenta rosso, dolente, con zone fissurate soprattutto sul calcagno e fra le dita. <b>L’esantema</b>, che spesso coinvolge la zona interna del piede, prude e brucia. &nbsp;Il piede ha un odore sgradevole, è dovuto ad un <b>fungo </b>che cresce meglio in clima umido e pertanto è frequente soprattutto negli adolescenti che frequentano piscine e palestre e che usano scarpe in gomma o da ginnastica direttamente sul piede nudo. Per curarlo e prevenirlo lavare accuratamente i piedi ed asciugarli accuratamente 2 volte al giorno prima di applicare una crema <b>antimicotica</b>. L’applicazione della crema va proseguita per almeno 7 giorni dopo la guarigione, debordando sempre di 1 cm circa rispetto all’area interessata. Indossare sandali freschi il più possibile. Nella stagione fredda indossare calzini assorbenti in cotone o spugna da cambiare 2 volte al dì. Tale condizione non è molto contagiosa, il <b>miceto </b>non cresce su pelle asciutta e sana, comunque i bambini affetti non necessitano di essere allontanati né da scuola né dalla <b>palestra</b>. I calzini non necessitano di bollitura. È invece importante usare asciugamani separati per la zona inguinale e i piedi, per evitare diffusione della micosi. Usualmente il piede d’atleta guarisce in 2 settimane se trattato appropriatamente. Se compare febbre o il piede appare infetto, gonfio, molto dolente e rosso, con pus, il bambino necessita di assistenza medica.<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/amare-bambini-e-amare-se-stessi.html#.V6ndTLiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Zora Giovanna Del Buono</a></b> Pediatra Neonatologa &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Aug 2016 13:35:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?cos-e-il-piede-di-atleta</link>
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			<title><![CDATA[LA PREPARAZIONE TECNICA DELLA MAESTRA]]></title>
			<author><![CDATA[Maestra Annalisa Parente]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_smlg8637"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/preparazione-maestra.webp"  title="" alt="" width="425" height="315" /><br></div><div><br></div>Prima parte.<div>La <b>maestra</b>, per preparare la sua <b>attività</b>, deve passare attraverso diversi stadi: “non si tratta di dare al bambino delle cognizioni sulle qualità delle cose (dimensione, forma, colore) per mezzo degli oggetti. Né lo scopo è di indurre il bambino a saper usare, senza errore, il <b>materiale </b>che gli si presenta, eseguendo bene un esercizio”. </div><div>In tal modo, si andrebbe a sminuire il valore del materiale e ad incrementare, di continuo, l’opera attiva della maestra, la cui azione sarebbe finalizzata alla presentazione delle cognizioni, alla correzione dell’eventuale errore, nonché allo svolgimento corretto dell’esercizio. </div><div>La maestra deve piuttosto organizzare i materiali secondo specifiche <b>categorie</b>, puntando all’isolamento della qualità ovvero sottolineandone una per volta.</div><div>Il materiale <b>montessoriano </b>non è un materiale didattico di supporto all’azione della maestra, ma è un materiale di sviluppo, di aiuto al bambino: “il materiale non è infatti un nuovo mezzo che si pone in mano all’antica maestra attiva per aiutarla nel suo compito d’insegnante”. </div><div>L’opera della maestra non si avvale del materiale che, invece, diventa stimolo all’azione: l’attività viene in pratica spostata dalla maestra al <b>bambino</b>. L’opera dell’educazione è divisa tra maestra e ambiente in funzione dell’educazione del bambino. </div><div>L’azione della maestra è indiretta ovvero passa attraverso l’ambiente, in cui distribuisce il materiale costituito da molti oggetti, i cosiddetti mezzi di sviluppo, che concorrono all’educazione del bambino. </div><div>La differenza che c’è tra questo metodo e le lezioni dei vecchi metodi sta proprio negli “oggetti”: essi non sono dei “<b>mezzi didattici</b>”, ovvero un aiuto per la maestra che deve spiegare, ma divengono un aiuto al bambino il quale li sceglie, se ne appropria se sono disponibili, li usa, secondo le proprie tendenze e bisogni, secondo l’impulso dell’interesse, che si può cogliere dal suo solo sguardo. </div><div>Il bambino ha quindi la possibilità di imparare da sé, avvalendosi dell’aiuto dei materiali a sua disposizione, che gli vengono presentati dalla maestra e che divengono per lui più significativi delle parole della maestra stessa.</div><div>Gli oggetti e non l’insegnamento della maestra sono la cosa principale, poiché è il bambino che li usa, è il bambino l’entità attiva e non la maestra. </div><div>La maestra tuttavia ha molte e non facili mansioni: la sua cooperazione è tutt’altro che esclusa, ma diventa prudente, delicata e multiforme. </div><div>Non c’è bisogno di utilizzare molte parole a meno che non si canti: attraverso il canto la parola arriva al bambino con una valenza emotiva maggiore, il bambino infatti avverte la vibrazione della voce come una carezza. </div><div>La maestra deve osservare il bambino, mettersi al suo servizio, non prevaricare, deve acquistare una agilità morale fatta di calma, di pazienza e di umiltà. Le virtù e non le parole sono la sua massima <b>preparazione </b>(preparazione spirituale). </div><div>Il principale compito della maestra è spiegare l’uso del materiale (non a parole), diventare un punto di collegamento tra il <b>materiale </b>(gli oggetti) e il bambino, mostrando com’è fatto. </div><div>Nelle vecchie scuole il materiale era invece un punto d’aiuto alla corrispondenza intellettuale tra la maestra che deve trasmettere le sue idee e il bambino che deve riceverle. La maestra non fa altro che facilitare e chiarire al bambino il lavoro attivo e continuo che gli spetta: “scegliere oggetti” ed “esercitarsi con essi”. </div><div>Qualche cosa di simile a quanto succede in una palestra di ginnastica dove sono necessari il maestro e gli strumenti: il maestro per mostrare al bambino, con il suo esempio, cosa e come deve fare per utilizzare gli oggetti offerti dalla palestra (maneggiare pesi, eseguire parallele); gli strumenti o i mezzi per dar la possibilità al bambino di esercitarsi in rapporto alle sue energie muscolari, sviluppando forza ed agilità. Quel maestro di ginnastica non è un parlatore, bensì un indicatore ovvero non ricorre a delle semplici parole per spiegare i criteri degli esercizi, ma mette a diposizione una palestra di esercizi mentali, indicando e dirigendo il tutto. </div><div>Solo così i bambini si rinforzano, diventano individualità di robusto carattere, di profonda disciplina, e acquistano una salute interiore che è appunto il brillante risultato della liberazione dell’anima.</div><div>La metafora del maestro di ginnastica sottolinea la profonda differenza che intercorre tra la vecchia scuola e la scuola montessoriana: la prima puntava a fortificare il carattere dei bambini con mere nozioni teoriche, fallendo nel suo intento, la seconda, invece, offre ai bambini la possibilità di esercitarsi, sempre sotto l’occhio vigile dell’insegnante, fortificando così la propria individualità e raggiungendo uno stato di benessere interiore che redime l’insegnante stesso, liberando la sua spiritualità personale. </div><div>Lo studio della maestra è duplice perché deve ben conoscere il lavoro che le spetta e il compito da assegnare invece al “materiale” cioè ai “<b>mezzi di sviluppo</b>”. È difficile preparare “teoricamente” un tale maestra, che deve “formare se stessa”, che deve imparare ad osservare, ad essere calma, paziente e umile, a trattenere i propri impulsi, e che ha soprattutto un compito pratico nella sua delicata missione. Questa maestra ha più bisogno di una palestra per l’anima sua che di un libro per la sua intelligenza. </div><div>La maestra è l’ente che pone il bambino in rapporto con il suo reattivo. Ella deve sapere scegliere l’oggetto adatto (non c’è una gradualità nell’utilizzo dei materiali, ma devono essere coinvolti tutti i cinque sensi), e porgerlo in modo da farlo comprendere e da provocare da parte del bambino un interesse profondo: la maestra, in pratica, deve agire sull’emotività del bambino per accattivare la sua simpatia, per stimolare la sua curiosità, deve inoltre attivare nel bambino l’operatività, la conoscenza del materiale. Non è una maestra rigida, asettica, ma accogliente e si deve ritirare quando è riuscita ad attirare l’interesse del bambino. La maestra perciò deve: conoscere assai bene il materiale e apprendere con esattezza la tecnica nel presentare il materiale, e nel trattar il bambino per guidarlo efficacemente. </div><div>In altre parole, ella deve conoscere i materiali e come si eseguono i vari esercizi. La maestra potrà studiare teoricamente i principi generali che le permetteranno di orientarsi nella pratica, ma solo con l’esperienza potrà capire in che modo trattare i diversi casi che le si presenteranno. </div><div>Ad ogni modo, è opportuno che la maestra mostri al bambino che un esercizio si deve ben finire, non gli deve permettere di cambiare continuamente i vari oggetti, le varie attività che ha già appreso.</div><div><br></div><div><br></div><div>Kindergarten Dragonetti-Montessori</div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/cooperativa-prometeo.html" target="_blank" class="imCssLink">Maestra Annalisa Parente</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondiment</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Aug 2016 15:33:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-preparazione-tecnica-della-maestra</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[LA FORMAZIONE DELLA MAESTRA]]></title>
			<author><![CDATA[Maestra Annalisa Parente]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_uvgg9lz6"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/maestra-scuola.webp"  title="" alt="" width="428" height="345" /><br></div><div><br></div>La <b>formazione </b>della maestra <b>Montessoriana </b>deve essere: scientifica, tecnica e spirituale. <div>Per quanto concerne la preparazione scientifica, la maestra deve studiare e sviluppare il metodo Montessori, interiorizzandolo e rendendolo suo.</div><div>La metodologia Montessoriana si fonda su una <b>pedagogia scientifica</b>, basata sulla necessità di stimolare l’attività e il rapporto col bambino partendo dai suoi bisogni e interessi, e ciò implica, che il bambino debba sentirsi libero, e imparare a divenire autonomo; non bisogna abituarlo alla passività, ma dargli il materiale strutturato in base ai suoi bisogni e alle sue capacità, lasciando scegliere, e facendolo operare liberamente, <b>osservando </b>attentamente il suo comportamento e la sua operosità.</div><div>E’ necessario che la <b>maestra</b>, permetta il libero svolgimento dell’attività del fanciullo perché vi nasca la <b>pedagogia </b>scientifica, stimolando l’interesse alla manifestazione dei fenomeni naturali, fino al punto che “ella ami la natura, e conosca l’aspettativa ansiosa di chi ha preparato un esperimento per attenderne la rivelazione” .</div><div>La prima conseguenza di tutto questo è la scelta <b>dell’educazione </b>indiretta, perché “il compito del maestro non è quello di parlare, ma di preparare e di disporre una serie di motivi di attività culturale in un ambiente appositamente preparato” . Quindi un metodo che si preoccupa di creare le condizioni e fornire gli strumenti affinché il bambino possa “<b>autoeducarsi</b>”.</div><div>Per questa ragione, necessita che l’insegnante abbia alla base una grande formazione scientifica, psicologica, insieme alla capacità di osservare e scoprire il bambino nel suo mondo naturale, con la sua spontaneità, così da riuscire a cogliere i bisogni, gli interessi, i problemi e le caratteristiche di ciascun bambino. </div><div>L’educazione, dunque, deve permettere lo sviluppo del bambino, favorendo i processi naturali di crescita, sia dal punto di vista biologico che psicologico.</div><div>Uno dei primi esperimenti pedagogici di Maria Montessori è la “Casa di San Lorenzo”, vista come un laboratorio scientifico, all’interno del quale i bambini venivano osservati in tutte le loro attività, l’osservazione diventa così il metodo sul quale la maestra realizza il proprio intervento educativo. </div><div>“E’ necessario che la <b>scuola </b>permetta il libero svolgimento dell’attività del fanciullo perché vi nasca la pedagogia scientifica” .</div><div>A tale proposito, ecco per esempio una prova degli errori della pedagogia scientifica materialista, la quale ha dato molta importanza al banco con lo scopo di impedire la scoliosi degli scolari, ma in realtà ha reso visibile l’immobilità del fanciullo, poiché incastrato bene nel suo banco.</div><div>“ Il mezzo razionale per combattere la scoliosi degli scolari è di cambiare la forma del loro lavoro, in modo ch’essi non siano più obbligati a rimanere per molte ore del giorno in una posizione viziosa. E’ una conquista di libertà quella che occorre, non il meccanismo di un banco” .</div><div>Per quanto concerne la preparazione tecnica, la formazione della maestra deve essere attinente all’utilizzo dei materiali di sviluppo e alla costruzione dell’ambiente.</div><div>La maestra deve conoscere e saper presentare i materiali fondamentali per il bambino, il quale li sceglie, li usa secondo le proprie tendenze e bisogni, così gli “oggetti” diventano mezzi di sviluppo. Naturalmente gli “oggetti” e non l’insegnamento della maestra sono la cosa principale, ed essendo il <b>bambino </b>che li usa, egli è l’entità attiva e non la maestra. </div><div>La maestra ha molte altre mansioni, la sua cooperazione diventa fondamentale nel momento in cui sa essere prudente, delicata e multiforme, non sono fondamentali le sue parole, la sua severità ma quel che occorre è la sapienza oculata nell’osservare , nell’accorrere o ritirarsi, nel parlare o nel tacere secondo i casi e i bisogni.</div><div>“Essa deve acquistare una agilità morale, fatta di calma, di pazienza, di carità e di umiltà. Le virtù e non le parole sono la sua massima preparazione”.</div><div>Naturalmente l’insegnante per costruire l’ambiente montessoriano si occupa sia dell’ambiente sociale che dell’ ambiente fisico. Nell’ambiente sociale la maestra analizza e osserva il comportamento del bambino, nell’ambiente fisico l’insegnante deve cercare di rendere la scuola un bell’ambiente, che guidi il bambino e gli offra i mezzi per esercitare le proprie facoltà, la scuola deve essere conosciuta come una casa, definita da M. Montessori “La casa dei bambini “ portando il bambino <b>all’autonomia</b>, offrendogli la possibilità di vivere con naturalezza.</div><div>Molta importanza si dà alla preparazione spirituale della maestra, in quanto non si può pensare di prepararsi alla propria missione solo per mezzo di nozioni e studio ma si richiedono precise disposizioni e inclinazioni personali di ordine morale. Questo richiede che l’insegnante sia una persona fondamentalmente umile, tollerante, rispettoso, che si limita a dare strumenti didattici adeguati e appropriati all’età, alle esigenze, allo sviluppo, ai bisogni e agli interessi del bambino.</div><div>Il maestro deve prepararsi interiormente studiando se stesso con metodica costanza per cercare di sopprimere i propri difetti che ostacolano la relazione con i bambini.</div><div>Il peccato mortale che domina l’uomo e che gli impedisce di comprendere il bambino è <b>l’IRA</b>, al quale segue un altro peccato diabolico, <b>l’ORGOGLIO</b>.</div><div>Il maestro deve liberare il proprio cuore da questi difetti, deve sapersi domare e rivestirsi di carità in quanto il suo operato lo mette in profonda relazione con creature, i bambini, incapaci di difendersi e di comprenderci.</div><div>Nel suo progetto formativo, la maestra, si adegua all’autonomo iter di sviluppo evolutivo del bambino, rispettandolo, seguendo seriamente e scientificamente il dispiegarsi dello sviluppo infantile. Per tale motivo, fondamentale è il momento della formazione poiché le permette di acquisire metodo nell’ osservare, analizzare, comprendere e valutare le varie fasi, di eliminare gli eventuali ostacoli, di predisporre materiali, ambienti e occasioni capaci di valorizzare, e non già di inibire, l’evoluzione psico-fisica di tutti i bambini.</div><div><br></div><div><br></div><div>Kindergarten Dragonetti-Montessori</div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/cooperativa-prometeo.html" target="_blank" class="imCssLink">Maestra Annalisa Parente</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti </div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Aug 2016 15:26:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-formazione-della-maestra</link>
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			<title><![CDATA[Il BULLISMO celato dietro i figli "perbene". Il cancro più duro da estirpare.]]></title>
			<author><![CDATA[prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_myen4462"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">La </span><b class="fs12lh1-5">scuola </b><span class="fs12lh1-5">cerca di vigilare sempre più attentamente su atti insidiosi di </span><b class="fs12lh1-5">bullismo</b><span class="fs12lh1-5">, purtroppo in crescita ultimamente e che, ostinatamente ed insensibilmente, mirano a colpire </span><b class="fs12lh1-5">fisicamente </b><span class="fs12lh1-5">o </span><b class="fs12lh1-5">psicologicamente </b><span class="fs12lh1-5">chi ha diritto come tutti, a vivere la propria esperienza scolastica in serenità.</span></div><div>Esistono, dunque, due forme di bullismo: fisico e psicologico. Il secondo è meno facile da individuare, e su quest'ultimo, in particolar modo, occorre intervenire celermente, prima che si compiano azioni offensive, distruttive ed emotivamente destabilizzanti su vittime designate da subdoli carnefici travestiti spesso da bravi ragazzi.</div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Il </span><span class="cf1"><b>perbenismo </b></span><span class="cf1">infatti, che non è la buona educazione, ma l'ostentazione di essa attraverso bei comportamenti tipici di chi si fa forte di una più fortunata e palese buona estrazione sociale, abilmente e con eleganza, nasconde sottili ed impercettibili cattiverie capaci di demolire i soggetti particolarmente più esposti ed indifesi,in quanto fragili e vulnerabili caratterialmente.</span></i></span></div><div><hr></div><div>Chi invece apertamente denuncia il suo essere "<b>bullo</b>", attraverso parole e comportamenti aggressivi nei confronti dei più deboli, mettendo in evidenza carenze educative e disagi familiari che se non giustificano i suoi atti di bullismo, comunque ne costituiscono la principale causa, in fondo permette, a chi lo osserva, di intervenire e trovare immediate soluzioni.</div><div><br></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/bullismo-nascosto.webp"  title="" alt="" width="640" height="439" /><br><blockquote><div><br></div><div>Il vero pericolo dunque, non è quello che salta evidente agli occhi, ma quello che sa celarsi e mascherarsi.</div><div>E' quella scintilla capace di provocare un incendio davvero devastante nell'anima di chi si troverà a dover subire ogni sorta di provocazione, <b>mortificazione</b>, umiliazione o derisione. Un fuoco che di certo non riscalderà il suo cuore, ma lo distruggerà completamente.</div><div>Il compito importante degli insegnanti è quello di invitare i propri alunni a denunciare sempre e senza paure e titubanza alcuna,qualunque episodio di bullismo e probabili responsabili, collaborando affinché quel famoso fuoco devastante, possa spegnersi prima ancora di divampare.</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.V6ii1biLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div>Docente di Ed. Fisica</div><div>Istruttrice di danza e pattinaggio artistico</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"DIDATTICA E DINTORNI"</a></div><div><span class="fs12lh1-5">Tra sacro e profano...consigli utili e approfondimenti</span></div><div><span class="fs12lh1-5">per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra...</span></div><div><div><span class="fs12lh1-5"> </span></div></div><div><br></div></blockquote></div><a href="https://youtu.be/78D6RmqmFPk">https://youtu.be/78D6RmqmFPk</a>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Aug 2016 15:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA CONCENTRAZIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xp6x9jr8"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/concentrazione-adolescente.webp"  title="" alt="" width="438" height="368" /><br></div><div><br></div>Una capacità, la <b>concentrazione</b>,che gioca un ruolo importante, sia in campo <b>scolastico </b>che <b>sportivo</b>.Saper gestire i propri livelli di concentrazione può incidere infatti sul rendimento o una prestazione.Tutti possiedono due tipi di attenzione:attenzione spontanea o involontaria,ed attenzione <b>cognitiva </b>o <b>involontaria</b>.Entrambe servono per reagire a determinati stimoli.La seconda è quella che chiamiamo:concentrazione,e può essere sia interna che esterna.Si può allenare,contrariamente a quello che si pensava in passato,quando veniva ritenuta dote innata,legata quindi a caratteristiche specifiche di uno studente o atleta.La concentrazione consiste dunque in un'abilità che può essere condizionata dal proprio stato emotivo,dalle proprie abitudini e convinzioni, pertanto esercizi specifici risulterebbero davvero utili allo scopo di migliorarla. Siamo nell'era della distrazione:cellulare,chat,email,sms, ecc...,raggiungono facilmente chiunque e il cervello entra ed esce continuamente dalla concentrazione,riducendo così la sua attenzione.<div><b>Allenare</b> la concentrazione significa controllare i processi psicosomatici di pensiero,restando attenti a un compito che si sta svolgendo e ci sono tre cose da fare nel suo utile esercizio:1)FILTRARE (selezionare) STIMOLI; 2) DIRIGERE L'ATTENZIONE SUL MOMENTO OPPORTUNO; 3) RESISTERE E MANTENERE L'ATTENZIONE SUGLI STIMOLI PER LA PROPRIA ATTIVITA'.</div><div>Nello sport in modo particolare le tecniche di allenamento della concentrazione suggerite da un bravo allenatore sono quelle che fanno sempre la differenza tra chi vince e chi perde.</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.V6ii1biLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti </div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Aug 2016 15:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[MIA FIGLIA E’ NATA PREMATURA]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_fp8ceh8r"><blockquote><div>Ci sono incontri scritti nel destino delle persone che, seppur attimi, possono meravigliosamente aprire orizzonti fino a poco prima neppur immaginati. E’ la fiducia, colta negli occhi di chi riesce ancora a incrociare l’emozione altrui, la linfa vitale per continuare a credere che ci siano nel mondo “anime belle” con le quali condividere istanti che rimarranno indelebili per sempre. Ringrazio Francesca Matterazzo, donna dallo sguardo trasparente, che ha regalato a tutti noi la verità di un momento vissuto, lasciato libero con la speranza che giunga laddove ci sia un cuore pronto a leggerlo...</div><div><hr></div><div><i class="fs22lh1-5 cf1">“Ho cercato la taglia zero e l’ho trovata. Serviva anche un po’ d’allegria in ospedale, così ho scelto un colore importante: il rosa. Quello della pelle irrorata, viva."</i></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">Nei negozi le commesse avevano certi sguardi però. E che imbarazzo il loro. Nessun vezzo modaiolo per carità, ma perché quella tristezza? Benedetta Romana era solo una bimba nata </span><b class="fs12lh1-5">prematura</b><span class="fs12lh1-5">, dopo 30 settimane di gestazione. Niente di più. Anzi, era mia figlia, una </span><b class="fs12lh1-5">principessa</b><span class="fs12lh1-5">, ma questa è un’altra storia. Ho 40 anni e vivo nella riviera del Brenta, la dimora serenissima dei nobili veneziani. Lavoro, mi occupo di sindacati e imprese e dovrei essere una vera esperta. Diventare la mamma di una prematura è invece un’impresa priva di tutele e diritti. Benedetta è la secondogenita. Io e Massimiliano l’abbiamo cercata tanto. Mi sono immolata persino con l’agopuntura per smaltire lo stress accumulato. E poi ce l’abbiamo fatta. </span><b class="fs12lh1-5">Gravidanza </b><span class="fs12lh1-5">da manuale, anche questa. I parti, in entrambi i casi, un disastro. Con Giuseppe Maria, parto a termine ma cesareo d’urgenza. Con Benedetta, parto prematuro. I mesi dell’attesa sono stati un’isola felice. Ascoltavo le mie creature, costruivo un rapporto segreto. </span></div><div><hr></div><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Ed è stata questa comunicazione, così misteriosa, che mi ha permesso di avere percezioni importanti: col passare dei giorni ho sentito che con Benedetta qualcosa andava storto. </span></i></span></div><div><hr></div><div><span class="fs12lh1-5">La notte del 28 settembre l’ho chiamata, ma lei non calciava. Sono andata in ospedale per un controllo. Sono arrivati tre ginecologi, ho fatto l’ecografia. «Signora deve andare a Padova, qui non siamo attrezzati se dovesse nascere». Piango. Massimiliano è a Ferrara. Si mette in viaggio. Io parto con mia cugina. I miei genitori vanno da Giuseppe, era all’asilo: già, figli grandi, preoccupazioni grandi. Mi ricoverano. Monitoraggio fino alle 23. Punture di Bentalan per sviluppo polmonare. Prelievi. L’ostetrica Luisella mi spiega. Professionalità e cuore. Devo star calma. Riesce perfino a farmi ridere di Massimiliano preoccupato: appare così buffo. La ginecologa, un’àncora di salvezza. La neonatologa, una possibilità di vivere in più. Benedetta è venuta al mondo. Indipendente e forte. Un uccellino caduto dal nido. Ha trascorso quasi due mesi in ospedale, di cui dieci giorni in terapia intensiva. Ho aspettato 20 giorni per vederle il viso libero da cerotti e tubi di ogni sorta: quello per respirare (il Sipap), quello per mangiare, le flebo per le trasfusioni. Io, in quei giorni, ero una mamma come le altre in quel reparto: una mascherina sul volto e occhi grandi e fissi. Non avrà mai visto il mio sorriso, a pensarci. Ero impotente, pregavo. Lo facevamo tutte. Quel reparto era una seconda casa dalle 14.30 alle 19: si apriva la porta e cambiavano gli odori, i rumori, i bip dei saturimetri, gli sguardi di complicità con le altre. Davo il latte a Benedetta con una siringa, le tenevo compagnia, le stimolavo i piedini. All’idea che le infermiere potessero stare con lei solo per portare avanti un lavoro stavo male. Poi, mi calmavo: erano lì per farla traghettare nella nuova famiglia, la sua. Le ore in reparto passano veloci o non passano mai, dipende da come stanno i prematuri: la tensione coinvolge tutte. Alla nascita pesava 930 grammi, col calo fisiologico 840, ma aveva un ritmo di crescita costante: l’hanno dimessa a un chilo e 360 grammi. L’ho sempre vista fiera delle sue cuffiette che le proteggevano la testa. Era una prematura e me ne vantavo. Ancor prima che nascesse le ho comprato un iPod fucsia con microcassa per ascoltare musica classica. Le avrebbe fatto compagnia in mia assenza. Quando c’erano momenti di tensione invece partivo con Pollyanna. Le leggevo il segreto della felicità, così sentiva la mia voce e imparava una cosa fondamentale per i prematuri: essere positivi. Ho trascorso pomeriggi così, tra cavalieri e principesse come li chiamavo io: perché prima che entrino nel nostro di mondo, questi bimbi sono sospesi. Un luogo magico tra folletti medici, genitori innamorati. Alla fine, questa favola che mi sono inventata per sopravvivere, io l’ho scritta e lasciata in reparto. I prematuri hanno bisogno solo di pazienza, e ancora pazienza. Di medici che siano anche genitori, di attenzioni, pulizia. Hanno bisogno di conoscere e di essere conosciuti, di persone forti che credano in loro. Ho scoperto che hanno bisogno di posti in cui nascere in Italia: i reparti di patologie neonatali con terapie intensive sono pochi e con pochi posti. Le </span><b class="fs12lh1-5">mamme</b><span class="fs12lh1-5">? Hanno diritto invece a una maternità diversa. Personalizzata. E se un adulto prematuro ora sta leggendo, non dovrebbe perder tempo e correre a ringraziare mamma, papà, il suo reparto. I medici mi consigliavano di non leggere manuali: ogni bambino è unico, dicevano. La prematurità, in Benedetta, ha coinvolto infatti i polmoni. In Giacomino la respirazione, ma anche gli occhi: si spera nelle staminali e in un fratellino che presto nascerà. Scrivo anche di altri </span><b class="fs12lh1-5">bimbi </b><span class="fs12lh1-5">perché Benedetta è nata con loro. E poi con me. È nata grazie all’aiuto di persone meravigliose, discrete e nonostante la compassione altrui. «Poveretta la tua bambina, poveretta tu che devi andare su e giù a Padova ogni giorno». Erano poveretti loro che non vedevano oltre venti chilometri di autostrada, e sono usciti dalla mia vita”.</span></div><div><br></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.V6X3r60qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Vanna </a></b></div></div><div><div><br></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div>Continuate a seguire <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/mamme-e-bambini-nella-citta-di-trani.php#.V6X3bK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">"Le mamme raccontano"</a></div></div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Aug 2016 14:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA SCOPERTA DEL VIAGGIO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ec2ix0y1"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/viaggio.webp"  title="" alt="" width="450" height="321" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"> “Quella <b>estate </b>non avvertivo il desiderio di partire. Sentivo il peso di un anno lavorativo appena trascorso. Non ero pronta all’idea di ‘affaticarmi’ nella preparazione delle valigie, né tantomeno al pensiero di recarmi in un luogo che non fosse il mio e immaginare di incontrare gente che, tanto, non avrei più rivisto. La lotta per la mia ‘sedentarietà’ fu subito sconfitta dal resto della mia famiglia: mio marito e i miei due figli rappresentavano una inequivocabile maggioranza. Avevo perso! La mia aspirazione più grande in quella torrida estate era stata prontamente disillusa. Del resto non avevano tutti i torti. La precedente vacanza era stata proprio la sottoscritta a sceglierla e curarla nei minimi particolari e, nei nostri patti, avevo promesso che della successiva meta sarebbe toccato a loro occuparsene. In quel periodo ero estremamente tesa e pensai che non sarebbe stato facile trovare qualcosa di positivo in quel viaggio che non avevo desiderato. Partimmo nonostante tutto. Nel <b>viaggio </b>in auto scorsi i visi dei miei figli: erano felici. Osservavano i panorami che via via si susseguivano. Mi ritrovai anch’io con gli occhi all’insù, estasiata dalle bellezze dei paesaggi. Sentivo il cuore battere più lentamente e le mie sensazioni già divenivano più piacevoli e positive. Insieme canticchiammo quei motivetti che ricordavano la loro infanzia più remota. Senza che mi fossi accorta di nulla, avevo già tutto alle spalle. Le mie tensioni, il malumore e il desiderio di solitudine si stavano sciogliendo come neve al sole. Erano stati bravi loro tre! Avevano letto nel profondo, interpretando i miei reali bisogni, e i loro, naturalmente. Mi abbandonai a quel tempo da trascorrere tutti insieme come fosse scandito da attimi ‘morbidi’ e ‘leggeri’, sospesi in uno spazio di INFINITA LENTEZZA”. L’estate è la stagione migliore per condurre se stessi alla scoperta di nuovi luoghi da osservare e conoscere. Vi sono tanti buoni motivi che suggeriscono ai genitori di <b>EDUCARE </b>i propri figli alla SCOPERTA DEL VIAGGIO. Uno fra questi è senza dubbio la possibilità che i bambini conoscano coetanei che vivono in contesti geografici, sociali e culturali differenti. I bambini si relazionano con semplicità e naturalezza e, accostarsi sin da piccoli a modi di vivere diversi, li aiuta a crescere con un senso di consapevolezza maggiore e un rispetto per gli altri privo di pregiudizi. Un altro aspetto importante per un sano sviluppo dei piccoli è l’educazione alla capacità di <b>adattamento</b>. Nella situazione specifica della vacanza i figli sperimentano, anche attraverso ‘prove’ di difficoltà, abilità di adattamento in riferimento al contesto in cui si trovano. Un altro punto che nel racconto viene menzionato è l’educazione alla <b>bellezza</b>. Anche se i bambini non ricorderanno nitidamente nel tempo i luoghi che avranno osservato, impareranno che è meraviglioso immergersi in contesti naturali o ammirare animali che non avevano mai visto. Interiorizzeranno il rispetto per i luoghi che visiteranno, supportati , naturalmente, dalle parole e dai gesti dei loro genitori. “E se fosse il ‘viaggio’ il vero senso del vivere?” A voi, cari amici, le riflessioni. Al prossimo articolo e buona scoperta del viaggio a tutti!</span><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.V6X00K0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a> -</b> Pedagogista, educatore extrascolastico</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi alla pedagogista di "Psicopedagogia": <a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pedagogistarisponde</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Aug 2016 14:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IN VACANZA CON LE STORIE]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3h5qf581"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/amici-del-mare.webp"  title="" alt="" width="438" height="438" /><br></div><div><br></div>In questo periodo estivo non c’è niente di meglio che trascorrere i momenti di relax con i più piccoli leggendo insieme un bel libro che parli del mare e delle sue infinite meraviglie. Per questa ragione, oggi vi propongo la lettura di tre <b>storie</b>: “Pesciolino. Cantastorie Birichino”, “Guizzino” e “Amici nel <b>mare</b>”. Questi tre libri hanno alcuni aspetti in comune: il protagonista è sempre un pesciolino e i temi trattati sono l’importanza <b>dell’amicizia </b>e il coraggio di superare le proprie paure. “Pesciolino. Cantastorie Birichino”, scritto da Julia Donaldson, illustrato da Axel Scheffler ed edito da Emme Edizioni, racconta, in rima, la storia di Pesciolino, un piccolo pesce che ogni giorno inventa una storia diversa per giustificare il suo ritardo a scuola. Tra i compagni di classe solo Pinnarella gli crede, e trova le sue storie talmente belle da raccontarle alla propria <b>nonna</b>. Durante il <b>racconto</b>, però, c’è sempre qualche altro abitante del mare ad ascoltare, e così attraverso il passaparola le storie di Pesciolino si diffondono. Un giorno Pesciolino viene catturato dai pescatori e vivrà la sua vera prima avventura. Riuscirà a tornare a casa? Le sue storie gli saranno d’aiuto? Lascio a voi il piacere di scoprirlo. “Guizzino” è un pesciolino nero che vive felice con il suo branco di pesciolini rossi, ma un brutto giorno un gigantesco tonno mangia tutta la sua famiglia. Solo al mondo e spaventato, a poco a poco decide di esplorare il mare. Nel suo viaggio scopre cose meravigliose finché non incontra un altro branco di pesci rossi come il suo. Guizzino vorrebbe portarli in giro per il mondo, ma loro hanno paura di essere mangiati dai grandi tonni. Dopo aver riflettuto a lungo, alla fine Guizzino trova una soluzione che permetterà a tutti loro di esplorare in lungo e il largo il mare senza avere più paura di nulla. Questo bellissimo albo illustrato è di Leo Lionni ed è edito da Babalibri.<div>“Amici nel mare”, scritto da Guido Quarzo con le illustrazioni di Maria Sole Macchia ed edito da “Il Battello a Vapore”, racconta la storia del pesce Pedro e del paguro Bernardo. I due amici vorrebbero tanto passare del tempo insieme, ma hanno troppa paura dei pericoli che potrebbero incontrare se si mettessero in viaggio per giungere a casa dell’altro, così si scrivono tante lettere e cartoline. Un giorno però, Pedro, stanco di stare sempre chiuso nella sua tana, decide di raggiungere Bernardo e sconfiggere le sue paure. L’età di lettura consigliata per i tre libri è dai 4 anni in su. Buone vacanze e buona lettura a tutti!<div><br></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.WEg0clyF9f4" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis</a> - </b>Scrittrice</div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink"><br></a></div><div><a href="http://" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Lettura e Racconti” su <a href="http://tiny.cc/favole  " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/favole &nbsp;</a></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Aug 2016 14:18:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?in-vacanza-con-le-storie</link>
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			<title><![CDATA[AUTOSTRADE PER L’ITALIA: FINANZIAMENTI A PROGETTI SOCIALI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_437v05h5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/finanziamenti-progetti.webp"  title="" alt="" width="434" height="307" /><br></div><div><br></div>I contributi <b>filantropici </b>erogati annualmente da Autostrade per l'Italia Spa vengono definiti congiuntamente al Comitato Progetti di <b>Solidarietà </b>e di Promozione Sociale e selezionati sulla base di linee guida coerenti con le indicazioni contenute nella Carta degli Impegni e con il Dow Jones Sustainability Index World, l’indice mondiale per la responsabilità sociale d’impresa. Le erogazioni liberali sono in linea con l’esigenza e la volontà del Gruppo di integrarsi attivamente con i territori nei quali è presente, producendo valore per la comunità, non solo attraverso la creazione di <b>infrastrutture </b>e servizi per la viabilità, ma anche tramite finanziamenti di progetti di promozione sociale. <div>Possono accedere al contributo economico le Organizzazioni Non Profit definite ONLUS o ONG costituite da almeno 3 anni alla data di scadenza della domanda di finanziamento. I progetti candidati al finanziamento dovranno possedere le seguenti caratteristiche: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>- Pertinenza del <b>progetto </b>alle aree di intervento: sviluppo del territorio, inclusi progetti culturali e la riqualificazione delle aree degradate, prevenzione dei comportamenti a rischio e costruzione di una cultura orientata alla sicurezza stradale, mobilità sostenibile e sostenibilità ambientale, promozione sociale, prevenzione sanitaria; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs16"> - Individuazione nel progetto, di obiettivi chiari e raggiungibili e tempi di realizzazione certi; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs16"> - Dettagliata articolazione del budget; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- Limiti del budget finanziabile (orientativamente tra 20.000 e 50.000 euro); &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs16">- Valore del </span><b class="fs16">finanziamento </b><span class="fs16">richiesto pari ad almeno il 51% dell'importo complessivo del progetto;</span></div><div><span class="fs16"> - Impegno di rendicontazione dei risultati e delle spese sostenute; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><span class="fs16"> - Misurabilità dei risultati: i progetti dovranno includere chiare indicazioni sui risultati attesi nel breve e nel lungo periodo; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- Tempi di realizzazione inferiori a 18 mesi. </span></div><div><span class="fs16">La domanda di finanziamento per un progetto di solidarietà sociale dovrà essere spedito all'indirizzo di posta elettronica welfare.progetti@autostrade.it entro il 30 settembre 2016. &nbsp;</span></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.V6XwpK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">dott. Vincenzo Dibari</a></b> Commercialista &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3PbcBKf5uE" target="_blank" class="imCssLink">"Informative Fiscali"</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Aug 2016 14:06:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?autostrade-per-l-italia--finanziamenti-a-progetti-sociali</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[ESPLOSIONE D’ ESTATE]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4xrv5h90"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/cup-cake.webp"  title="" alt="" width="429" height="429" /><br></div><div><br></div>In una giornata estiva al mare, una mia carissima amica Valeria, offre come “brek pomeridiano” una <b>torta </b>al cioccolato morbidissima: subito le chiedo la ricetta e da lì a poco sperimento la realizzazione...Ecco il risultato: un <b>CUP CAKE </b>che ricorda l’estate! Invito tutti voi a provare questa ricetta, una morbidosa torta al <b>cioccolato</b>!<div><br></div><div>Ingredienti: 200 g di olio di semi; 230 g di zucchero; 4 uova (40/50 g); 80 g di vino bianco; 150 g di farina; 2 cucchiai di cacao amaro; 1 bustina di lievito per dolci. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div>Buon divertimento e ...dolcissima estate!<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.V6Nht60qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b> Cake designer - delegata provinciale Bari FIAB</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire <a href="http://tiny.cc/arte" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Spirito Artistico"</a> </div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Aug 2016 15:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[GENITORI E FIGLI]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_75oz7n14"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/genitori-figli.webp"  title="" alt="" width="442" height="292" /><br></div><div><br></div><div>Non sempre un <b>genitore </b>puo'agire per il bene del <b>figlio</b>.Tante volte accade ch'egli perseguiti invece personali interessi o ambizioni camuffate da abnegazioni e sacrifici instancabili.<div>Che l'amore verso un figlio sia indiscutibile e nessuno può permettersi di giudicarlo o screditarlo, non c'è alcun dubbio... ma che non possa commettere errori che vadano a pesare poi sulla formazione di un bambino, non è da escluderlo. Rinunce e repressioni personali possono infatti facilmente indurre un padre o una madre a credere che intraprendere una strada, piuttosto che un'altra, sia per un figlio o una figlia realizzazione e <b>felicità</b>.</div><div>Ho visto in passato padri autoritari rompere chitarre in testa a ragazzi desiderosi di mettere su una band ed andare in giro per il mondo a suonare, invece di affrontare studi che potessero porlo su un gradino sociale rispettabile e redditizio.</div><div>Ho visto medici costringere la figliolanza ad avventurarsi senza inclinazione e passione nel dottorato più ambito sì, ma da chi sogna di curare e guarire il proprio simile.</div><div>Ho visto madri imporre una disciplina sportiva a figlie che sognavano altri ambiti sportivi o artistici ed espressivi in genere.</div><div>La <b>scuola</b>, nel suo <b>percorso educativo</b>, non impone ma propone una vasta gamma di conoscenze che aprendo cuore e mente suggeriscono a chi la frequenta quello che potrà essere il proprio futuro e che solo il suo cuore e volontà sapranno rendere realtà. Interferenze ed ostacoli familiari non potranno esserne che di impedimento, oltre che causa di depressioni o ribellioni. Nessuna libertà individuale è più infelice di quella di un figlio che per non deludere il proprio genitore, decide di ingabbiarla in una sottomessa obbedienza.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.V6MVzK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti</div><div><br></div></div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Aug 2016 10:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il docente di perfezionamento. Chi è?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Rosa Anna Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_tnj06p4k"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Forse non tutti sanno che "La Buona </span><b class="fs12lh1-5">scuola</b><span class="fs12lh1-5">" di Renzi ha generato una nuova figura professionale all'interno delle nostre istituzioni scolastiche: il </span><b class="fs12lh1-5">docente </b><span class="fs12lh1-5">di perfezionamento. Ma vediamo nello specifico in cosa consistono le mansioni delle nuove figure scolastiche. In primis i docenti di potenziamento sono stati assunti con un contratto a tempo indeterminato durante la terza fase di assunzione del governo, la cosiddetta fase C. I docenti neoassunti entrano a far parte dell'organico funzionale, fondamentale per ricoprire le supplenze dei docenti di ruolo, si occupano, inoltre, di attività di didattica in compresenza, programmazioni, organizzazione, realizzazione di iniziative di raccordo con le realtà socio-economiche e di esperienze di orientamento e riorientamento </span><b class="fs12lh1-5">scuola-lavoro</b><span class="fs12lh1-5">, nonchè di progetti di ampliamento dell'offerta formativa. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/docente-perfezionamento-italia.webp"  title="" alt="" width="690" height="1035" /><br><blockquote><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">La copertura spetterà ai docenti di potenziamento che potranno svolgere anche attività extracurricolari previste nel </span><b class="fs12lh1-5">POF</b><span class="fs12lh1-5">, attività progettuali volte all'ampliamento delle competenze degli allievi e attività di recupero. Molto spesso queste attività non sono state più svolte a causa dell'esiguità di risorse a disposizione delle istituzioni scolastiche. Purtroppo si è notato, in questi mesi, che il cosiddetto "potenziamento" sta comportando non pochi problemi. Anche lo stesso ministro dell'istruzione, Stefania Giannini, ammette di essere profondamente delusa, considerando il potenziamento un mero e becero parcheggio di docenti che non sanno bene cosa insegnare e non hanno ancora ben chiaro il loro ruolo all'interno dell'istituzione. La scuola dovrebbe gestire meglio l'organico funzionale, sfruttando al massimo le competenze di ciascun docente, che rappresenta una risorsa importante e non una "mina vagante" sempre pronto a coprire le classi in caso di assenze dei docenti curricolari.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/psicoterapeuta-pedagogista-online-trani.php#.V6MUDq0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Dibari Rosa Anna</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continua a seguire <a href="https://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=DIDATTICA_E_DINTORNI&start=144&length=12" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Didattica e Dintorni"</a></div><div>Ben oltre una cattedra...</div></blockquote><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Aug 2016 10:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[OPEN DAY]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_j40pmhi8"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/istituti-scolastici.webp"  title="" alt="" width="430" height="405" /><br></div><div><br></div>E' questo il periodo scolastico dell' "<b>open</b> <b>day</b>", termine inglese che descrive l'apertura al pubblico degli ambienti scolastici, di ogni ordine e grado, come aule, laboratori, palestre, uffici di segreteria e presidenza, servizi igienici, ma soprattutto delle offerte <b>formative</b> proposte dai vari e specifici istituti.<div>Su locandine e siti web vengono indicate date ed <b>attività</b> artistiche, scientifiche, letterarie, sportivo-motorie, tecniche, linguistiche o musicali, programmate per tale occasione e coordinate dal corpo <b>docente</b>, con la partecipazione della maggior parte dei loro alunni o studenti.</div><div>L'intero personale si attiva nell'organizzazione di un evento concreto e non formale o puramente espositivo, di quello che è l'effettivo funzionamento di una <b>scuola </b>che intende operare seriamente nel territorio con cui interagisce, fornendo strumenti formativi e culturali adeguati alle richieste di un'utenza sempre più esigente. Necessaria diventa, dunque, la trasparenza e la chiarezza di progetti educativi, dunque l' "open day", nel momento delicato e difficile della scelta di una o l'altra scuola che le famiglie si ritrovano a dover compiere per i propri figli, per cui si sa...si desidera sempre...il meglio.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.V6MSb60qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Aug 2016 09:59:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[IL PUNTO "ZERO"]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0x32va1g"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/punto-zero.webp"  title="" alt="" width="435" height="270" /><br></div><div><br></div>Rieccoci qua, buon pomeriggio!<div>Oggi parliamo di un concetto marziale che chiamo "<b>PUNTO ZERO</b>".</div><div>Questo punto è uno spazio in cui non c'è alcuna <b>resistenza </b>fisica e dove la <b>forza </b>è pari appunto a 0. Per farla breve è da considerarsi punto zero, ogni "Fine di mobilità" articolare, quindi il limite di movimento. Se sollevo il mio braccio in alto, spingendo più che posso, anche leggermente verso dietro, arriverà il momento che non posso spingere oltre! Se un mio compagno mi blocca il braccio, che ora è in "Punto Zero", io non posso più muoverlo, perché la mia forza in quella determinata angolazione estrema, è pari a ZERO!</div><div>Bene, ora che abbiamo spiegato cos'è il punto ZERO, possiamo passare alla parte pratica. Se vi interessa l'aspetto <b>marziale </b>di questa legge, vi consiglio di frequentare una palestra seria di arti marziali e di studiare i vari principi che il maestro vi trasmetterà (incluso il punto Zero, che spero che venga insegnato da tutti).</div><div>Oggi noi applicheremo questa regola alla nostra vita!</div><div>Il nostro corpo con tutte le energie presenti in esso (ricordiamoci che essenzialmente sono 2 i campi: Elettrico e Magnetico) agisce come un sinusoide, ovvero, si erge con potenza e poi decade con morbidezza in un ciclo infinito. Lo potete notare in grande: si nasce, si cresce manifestando il potere della forma e poi si decade nella vecchiaia distruggendo la forma. Oppure lo possiamo vedere nel quotidiano: Ci si alza la mattina e ci si corica la sera (Spero). Il Punto "Zero" nel sinusoide è sia la parte più alta che quella più bassa, che possiamo definire punti critici! (in alcuni casi pure il punto centrale può valere Zero, ma non sempre)</div><div>Se oggi le mie <b>energie </b>sono TANTISSIME io sono in fase ZERO, rischio di essere nervoso, troppo accelerato, disattento impulsivo e faccio scelte frettolose. Se invece le mie energie sono al minimo, sono comunque in fase ZERO, rischio di essere disattento, lento, scortese, non faccio scelte...</div><div>Sia il Troppo che il Poco sono entrambi pari a ZERO (questa è una legge Occulta che il lettore riflessivo può applicare per comprendere molte cose).</div><div>Veniamo al nostro esercizio che intitoliamo "Caricarsi con l'opposto".</div><div>Nei giorni in cui la nostra energia è "Alta", dedicatevi a ciò che la abbassa: Musica lenta, movimenti lenti, parlare lentamente... e tutto ciò che è lento compreso il camminare, il mangiare ecc...</div><div>Nei giorni in cui la nostra energia è "Bassa", dedicatevi a ciò che la alza: Musica veloce, movimenti veloci... e tutto ciò che è rapido. (sul mangiare non vi consiglio di andare veloci, ricordatevi sempre il buonsenso).</div><div>Se si rimane nel punto ZERO, <b>l'avversario</b> (le situazioni o persone avverse) ci può "Sbilanciare" facendoci commettere errori, o peggio facendoci scegliere ciò che non vogliamo. (con questa legge si può anche spiegare il fenomeno dell'ipnosi)</div><div>"Noi siamo 1 e non 0 e quando siamo 0, noi siamo ritirati in noi stessi e non intraprendiamo nulla che sia esteriore."</div><div>Se avete il lusso di non fare niente che vi metta a confronto con attività o persone nei giorni di ZERO, allora va bene anche starsene per conto proprio.</div><div>Per ora è tutto, vi saluto dalla cima dell'Uno!</div><div>...per ogni chiarimento sono sempre a disposizione... per quanto posso!</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.V6MQBK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Sport e disciplina" su <a href="http://tiny.cc/sportbambini" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/sportbambini</a></div><div>e lasciateci i vostri commenti o suggerimenti!</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Aug 2016 09:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[CORPO PIGRO]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_35h5b30c"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/corpo-pigro.webp"  title="" alt="" width="429" height="322" /><img id="image-1" data-path="08671s54ul778769g6505r69598uc70y" data-managed="true" class="" data-selected="false" data-resizable=".Resizable-96021553664"><br></div><div><br></div><b>Corpo </b>pigro = Vista debole?<div>Ebbene si, sono ancora vivo! :D</div><div>Oggi parliamo di “<b>vista</b>”!</div><div><br></div><div>Avete notato come spesso chi fa vita sedentaria sviluppa difetti refrattivi più facilmente di un soggetto attivo?</div><div>C’è qualche collegamento allora tra movimento fisico e vista?</div><div>A quanto pare si! Molti <b>sport </b>ci permettono di concentrare lo sguardo su una palla, su un avversario, su dei bersagli ecc…</div><div>Oltre al corpo, anche gli <b>occhi </b>necessitano di muoversi in tutte le direzioni altrimenti i muscoli oculari con il tempo si atrofizzano o si irrigidiscono, provocando una deformazione del bulbo oculare. Tale deformazione porta a disturbi refrattivi!</div><div>Nelle arti marziali e nello yoga (ma anche in altri sport) lo sguardo gioca un ruolo fondamentale, ed oltre al corpo, anche gli occhi devono seguire un certo movimento, per creare così l’armonia del gesto marziale o yogico.</div><div>Ci sono addirittura persone che sono guarite dalla miopia soltanto facendo degli esercizi di <b>stretching</b> oculare. Ovviamente ci vuole molta costanza e determinazione.</div><div>Ma quello che sto cercando di dire ora è che risulta importante dedicare un po’ di tempo alla nostra vista e ai muscoli oculari.</div><div>Ecco un esercizio che rilassa i <b>muscoli oculari</b>, alleviando la tensione e di conseguenza può prevenire il mal di testa da tensione oculare.</div><div>Con gli occhi aperti o chiusi, possiamo eseguire 10 rotazioni dell’occhio in senso orario e anti orario… oppure possiamo eseguirne molte di più, l’importante e non esagerare ed aumentare il “Carico” di volta in volta. L’ideale sarebbe dare una seduta la mattina e una la sera.</div><div>Un occhio più morbido e rilassato, percepisce una realtà più nitida e piacevole!</div><div><br></div><div>Per il momento è tutto.</div><div>Ci “Vediamo” presto!</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.V6MQBK0qxf4" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Sport e disciplina" su <a href="http://tiny.cc/sportbambini" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/sportbambini</a></div><div>e lasciateci i vostri commenti o suggerimenti!</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Aug 2016 09:44:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?corpo-pigro</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[SCHOPENHAUER E L'AMORE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_kn73023c"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/schopenhauer-filososfia.webp"  title="" alt="" width="432" height="644" /><br></div><div><br></div>Il filosofo <b>Schopenhauer</b>, figlio di due ricchi commercianti, aveva mostrato gia’ da bambino di avere un animo inquieto.<div>Si racconta nella tua biografia che a sei anni fu ritrovato dei genitori in uno stato di profonda agitazione mentre loro erano ospiti ad una cena, perchè non voleva esser lasciato solo.</div><div>Chissà se questa esperienza, unita ad un animo ipersensibile, può giustificare la sua concezione dell’amore.</div><div>Infatti <b>SCHOPENHAUER </b>non crede all’amore, bensì ritiene che contraddistingua l’uomo l’esistenza di un sè consapevole e un sè inconsapevole.</div><div>Quest’ultimo è governato dalla volontà di vivere che ci spinge a scegliere spesso un compagno che razionalmente non sceglieremmo mai; ma, dice il filosofo, "la mente consapevole è la serva muta di quella inconsapevole".</div><div>Cosicchè il partner che noi scegliamo è quasi sempre il miglior partner possibile che la vita ci indica per preservare quell’istinto innato di conservazione e di riproduzione.</div><div><b>Amore</b> e matrimonio non sono assolutamente concetti compatibili…Quasi impossibile che convenienza e amore procedano all’unisono!</div><div>La ricerca della felicità personale e la procreazione dei figli sani sono due progetti che sono in contrasto radicale tra loro.</div><div>Ciò spiega perché spesso i matrimoni sono infelici, perché la vita e la felicità corrono su binari separati.</div><div>Schopenauer afferma che non era prevista la felicità nel piano divino di creazione dell’uomo, pertanto, realizzatosi l’istinto di autoconservazione,i due coniugi si ritrovano spesso attanagliati dalla malinconia e si sentono due profondi estranei.</div><div>Inoltre, “il nostro amico <b>filosofo</b>”, crede nell’istinto di neutralizzazione secondo il quale un uomo, per esempio con un grosso naso, sceglierà sicuramente una donna con un naso molto piccolo, cosicché la progenie avrà sicuramente il miglior naso possibile...</div><div>Osservando la vita degli animali e degli insetti, <b>Schopenhauer </b>dirà che la nostra è davvero una vita insensata.</div><div>La <b>felicità </b>non esiste, dunque inutile illudersi...meglio non sposarsi, altrimenti ci si ritroverà accanto a qualcuno cui rimpallare il reciproco disgusto...</div><div>Ma consoliamoci sapendo che questo non è il destino individuale di un uomo sfortunato, bensì il destino comune a tutti gli uomini, quasi un voler affermare che “aver compagnia al duolo scema la pena”: quindi inutile disperarsi se <b>l’amore </b>è finito perchè bisogna solo convincersi che insieme non si era adatti a creare un figlio armonico.</div><div>Quale consolazione, allora, per questo così funesto destino? L’adozione di meravigliose creature...cioè i Barboncini e, naturalmente, la <b>FILOSOFIA</b>.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.V6MOL60qxf5" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a></div><div>e lasciateci i vostri commenti/suggerimenti!</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Aug 2016 09:38:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?schopenhauer-e-l-amore</link>
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			<title><![CDATA[LA FILOSOFIA PUO' QUALCOSA PER L'ELABORAZIONE DEL DOLORE?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3pnu9tmb"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/elaborazione-dolore.webp"  title="" alt="" width="433" height="288" /><br></div><div><br></div>Nella nostra tradizione occidentale esiste un legame forte tra conoscenza e <b>dolore</b>, perchè il processo di <b>conoscenza </b>avviato dal dolore attraverso la sofferenza permette una chiarificazione; cioè la coscienza raggiunge se stessa, si conosce, conosce il segreto della vita e del sè ed elabora.<div>Patei Mathos, la conoscenza attraverso la sofferenza è presente anche nella Bibbia ..chi più soffre "conosce meglio la vita".</div><div>Esiste un legame tra <b>conoscenza </b>e <b>sofferenza </b>..esiste il cogliere il senso del proprio destino.</div><div>E’ "il travaglio del negativo" per dirlo con <b>Nietzsche</b>, che partorisce il conoscere.</div><div>"Dal dolore si impara": è una visione tragica, ma allo stesso tempo ciò mi dice che la sofferenza non è inutile...ma lascia qualcosa cioè la conoscenza di me e del mondo.</div><div>Anche il bambino quando crescendo si fa male cadendo, impara . Tuttavia esistono forme di dolore insignificanti: la morte di un figlio, il dolore inflitto ai bambini…cosa c è da imparare ?</div><div>Sono forse consolazioni della filosofia?</div><div>IL <b>DOLORE </b>è LA sensazione fisica, di qualcosa che dall’esterno ci affligge e che percepiamo attraverso la sensazione, ma esiste il <b>dolore interno</b> il <b>dolore dell’anima</b> quel dolore non fisico.</div><div>Dunque, caratteristica fondamentale del dolore è che esso è soggettivo, privato e nessuno può dire quanto io soffra...</div><div>Questo è un problema che investe il rapporto tra anima e corpo, cioè il dolore è solo mio e non posso trasferire agli altri ciò che provo.</div><div>Inoltre, esiste un dolore nello spazio fisico vuoto; si pensi al concetto dell’ ”arto fantasma” ( dolore nella zona di amputazione di un arto), dunque dolore in uno spazio in cui di fisico non esiste piu’ nulla ma, che a livello intimo, io percepisco come sensazione dolorosa.</div><div>Ma perchè devo voler imparare?</div><div>Posso astenermi dalla conoscenza e quindi dal dolore?</div><div>Conviene essere addestrati alla infelicità, causata dal dolore avendo un atteggiamento pessimista?</div><div>Ma gli animali, poichè diversi dall’uomo provano dolore?</div><div>Montaigne diceva che nessuno puo’ dirsi davvero felice, fino al momento della morte…morte come liberazione…ma allo stesso tempo: la peggior tragedia per l’uomo.</div><div>Esistere è gia’ dolore, filosoficamente parlando…</div><div>Resto in attesa di commenti</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.V6IJRTUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a></div><div>e lasciateci i vostri commenti/suggerimenti!</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 Aug 2016 15:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL CASO ELLEN WEST]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xj62u56l"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ellen-west.webp"  title="" alt="" width="429" height="314" /><br></div><div><br></div>Mi sono per caso imbattuta nella storia della vita di Ellen West, in realtà pseudonimo di una giovane ragazza ebrea proveniente da una famiglia molto ricca che morì suicida a soli 33 anni, dopo una lunga storia disagi, problemi psichiatrici e tentativi di suicidio.<div>Questa giovane ragazza ha avuto solo la sfortuna di non sentirsi come le ragazze della sua età, perché a 16 anni amava i giochi maschili ed era molto libera dalle convenzioni sociali.</div><div>Tutta la sua esistenza fu costantemente attanagliata da un vero e proprio tormento per il <b>rifiuto</b> del suo stato fisico; desiderava, infatti, essere magra, slanciata, eterea e, con una ostinazione degna di uno<b> studio psicoanalitico</b>, tentò in ogni modo di raggiungere un modello di donna evanescente, così come era strutturato nella sua mente.</div><div>L’angoscia di ingrassare la portò a tentare qualsiasi cosa, qualsiasi tecnica e dieta, causa poi delle successive costanti oscillazioni depressive e di un aborto.</div><div>Ellen a soli 24 anni assumeva tantissime pastiglie di estratto di tiroide unite a pesanti lassativi che, costringendola in condizioni fisiche veramente critiche, indussero i parenti al ricovero coatto in una clinica.</div><div>Dopo aver recuperato il suo peso forma (che naturalmente l’attanagliava) fu costretta ad andare in analisi. Ma a poco servì questa tecnica, perché appena dimessa dal professor <b>BINSWANGER</b>, eminente psichiatra, che tra l’altro aveva chiesto un consulto all’eminente <b>BLEULER</b>, suo collega, la ragazza assunse veleno, morendo suicida giovanissima, probabilmente aiutata dal giovane marito stanco di non saper aiutare la sua giovane sposa.</div><div>Nel 1944 lo psichiatra svizzero LUDVING BINSWANGER scrisse il famoso libro “Il caso Ellen West “.</div><div>Perché è così importante la storia di questa ragazza?</div><div>Perchè molto della filosofia <b>Heideggeriana </b>è presente nell’analisi e interpretazione di questo caso .</div><div>Per intenderci, la filosofia di “<b>Essere e Tempo</b>” e la concezione della <b>psicoterapia esistenziale.</b></div><div>Le categorie base della filosofia di Heidegger, tanto conosciute in quel tempo, si ritrovano tutte negli studi della mente e del disagio di Ellen: angoscia, essere nel mondo, quotidianità, essere gettati nel mondo, la morte che, per Heidegger non è una scelta, bensì qualcosa in cui siamo gettati, ma che per Ellen è una scelta incondizionata ed estrema.</div><div>L’approccio dello psichiatra di Zurigo è molto importante, poiché per la prima volta si parla di comprensione non di spiegazione dei casi di nevrosi o schizofrenia.</div><div>In realtà la mia analisi è andata oltre il caso di questa ragazza che già negli anni 40 era tormentata dal suo stato fisico come immagine; la mia curiosità mi ha portato ad analizzare il nostro tempo in cui quasi sicuramente siamo oltre le categorie heideggeriane, ma ancora abbiamo casi di ragazze e... haimè , in percentuale sempre crescente, anche di ragazzi che, seguendo un modello ideale, tormentano la custodia dell’anima in ogni modo con qualsivoglia tecnica pur di aderirvi.</div><div>Dunque, l’immagine è tutto?</div><div>L’immagine che noi abbiamo del nostro corpo o l’immagine che gli altri hanno di noi?</div><div>E’ importante aderire ad un modello o bisogna filosoficamente e culturalmente lavorare perchè ognuno aderisca a se stesso?</div><div>L’idea della morte come scelta è criticabile o auspicabile?</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.V6IJRTUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su:<a href=" http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink"> http://tiny.cc/filosofia</a></div><div>e lasciateci i vostri commenti/suggerimenti!</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 Aug 2016 15:15:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-caso-ellen-west</link>
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			<title><![CDATA[FORZA D’ANIMO E SALUTE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_20740xqw"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/forza-d-animo.webp"  title="" alt="" width="425" height="282" /><br></div><div><br></div>La "Thymoeldès", parola che in greco significa "<b>respiro</b>", ma anche cuore è un termine che rimanda a quell’ambito proprio dell’<b>anima</b>, quell’ambito che rende l’anima capace (sempre se educata adeguatamente) di cogliere tutto ciò che è vero emozionalmente, di aderire spontaneamente al VERO.<div><b>Platone </b>nella Repubblica distingue la thymoeidès dal loghisticon, termine con il cui si fa riferimento al razionale. Sentimento che si ritrova anche nei bambini poiché rappresenta quella dimensione connaturata e preesistente allo sviluppo razionale.</div><div>Tuttavia sempre nella Repubblica la thymoeidès viene distinta anche dall’ Epithymeticon, cioè la parte dell’anima concupiscibile, passionale.</div><div>Però quando inizia una lotta tra le passioni nell’anima, sarà proprio l’emozionalità a legarsi con la parte razionale e a dirigerla.</div><div>Questa teoria dell’anima è ben spiegata in Platone nel Fedro con l’allegoria della biga alata: l’auriga che guida la biga è la razionalità e i due cavalli rappresentano la passione e l’emozione. Quest’ultima rappresentata da un cavallo bianco che comprende il linguaggio dell’auriga cioè il giudizio dell’anima razionale col solo incitamento è continuamente attiva nell’atto di giuda moderatrice del cavallo nero simbolo invece delle passioni.</div><div>L'emozione media continuamente tra razionale e passionale.</div><div>Perché ho fatto questa piccola introduzione? Perché ieri mi ha molto colpito un articolo del professor Umberto Galimberti datato 21 settembre 2015, in cui il filosofo affronta il concetto di forza d’animo oggi noto ai piu’ col termine di Resilienza.</div><div>Il filosofo afferma che la<b> forza d’animo</b> è quel sentimento che ci consente di orientare le nostre scelte sempre dopo aver analizzato il parere della parte razionale e quelle scelte devono essere proprio le nostre se non vogliamo sentirci estranei nella nostra stessa vita L’Aderenza alla nostra vita determina il nostro stato di salute cioè la coincidenza di noi con noi stessi.</div><div>La malattia altro non è se non la metafora della devianza dal sentiero della nostra essenza quell’essenza che è tale solo nel momento in cui include la parte oscura di noi stessi, la zona d’ombra che noi spesso trascuriamo.</div><div>Quando quest’ultima è accolta, accende la forza e mi permette così di accogliere tutto ciò che la vita mi dà anche il dolore contrappunto della vita stessa e interpretato nel modo più laico possibile.</div><div>Il cuore non languido contraltare della ragione bensì come la sua forza. .Che altro aggiungere?</div><div>Viviamo; aderiamo a noi stessi; accogliamo la vita e resteremo in salute…</div><div>Grazie Professor Galimberti!</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.V6IJRTUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a></div><div>e lasciateci i vostri commenti/suggerimenti!</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 Aug 2016 15:11:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?forza-d-animo-e-salute</link>
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			<title><![CDATA[RIFLESSIONE POETICA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6o42v651"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/riflessione-poetica.webp"  title="" alt="" width="431" height="304" /><br></div><div><br></div>Quella che segue è la poesia di un mio lettore e amico che così risponde alle domande sul tempo che filosoficamente ho tentato di sintetizzare.<div>Ho ritenuto opportuno pubblicarla, perchè è un modo di rispondere ai quesiti anche la Poesia che coglie quell'intima e fugace intuizione e la trascrive in parole esaustive.</div><div>Grazie Paki per averci concesso una riflessione poetica.</div><div>-Funzione-</div><div>"L'orologio</div><div>fu inventato in silenzio:</div><div>Ad esternare</div><div>I battiti d'un cuore".</div><div>A.Ferrara</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.V6IJRTUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a></div><div>e lasciateci i vostri commenti/suggerimenti!</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 Aug 2016 15:06:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?riflessione-poetica</link>
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			<title><![CDATA[GIOCO CON FIDO E...SONO FELICE!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Cecilia Scaringella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6tj2xaq3"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/amico-cane.webp"  title="" alt="" width="437" height="276" /><br></div><div><br></div>Cielo, sole, terra, acqua, vento, spighe, odori: in estate sono il contesto naturale in cui condividere giochi e avventure con i nostri amici a <b>quattro zampe</b>. Quale compagno più prezioso può introdurci alle scoperte e alle gioie della natura? Un guizzo, un tuffo fatto insieme diventa un’esperienza un po’ mistica, un po’ primordiale… calpestare le foglie del sottobosco si trasforma in una ricerca avvincente di tracce e piste odorose inimmaginabili per noi umani; correre e saltellare sulla sabbia, è essere parte dell’energia che muove l’universo e che ti avvolge, se osi rotolarti nella terra e nell’erba insieme a lui. Il gioco è il luogo privilegiato di incontro nella relazione con l’animale. Attraverso il gioco e il gioco con il pet, espolriamo le molteplici dimensioni della realtà. E’ un viaggio nel mondo del fantastico che ci apre a nuove prospettive, è un “<b>andare oltre</b>” confini e schemi rigidamente stabiliti dalla routine e dal mito dell’efficienza, ci consente di aprirci all’alterità, all’essere “altro”…<b>animale</b>…<b>terra</b>… <b>foglia</b>…<b>acqua</b>…<b>danza</b>… “La presenza dell’animale predispone nell’essere umano quel senso di sospensione dal reale che caratterizza il gioco” (Roberto Marchesini). E’ un’opportunità per percepire e pensare se stessi &nbsp;in modo differente, come una parte del tutto in armonia e in sintonia con gli elementi della natura. Condizione indispensabile perché si possa essere immersi nella dimensione ludica è “ il campo rilassato”, condizione in cui l’animale è sazio, non è assetato, quando cioè sono soddisfatti i suoi bisogni primari e si trova in condizione di sicurezza; quando il gioco non è dettato da nessuna necessità impellente ma si svolge nei momenti di estrema rilassatezza, quando è un comportamento privo di di un fine serio in cui non bisogna preoccuparsi di avere successo. Quando si gioca con il pet si sperimentano nuove possibilità espressive e “nuovi stili comportamentali”, si vivono emozioni positive, si dà voce e corpo alla fantasia, si condivide la gioia di muoversi e di fare insieme. Favorisce la presenza nel “qui e ora” , l’interazione attiva in uno scambio vitale di emozioni in cui non ci si preoccupa di un risultato da ottenere né del giudizio sociale. “L’individuo, insomma, giocando sperimenta non solo la realtà esterna, ma anche l’immersione del proprio corpo nel mondo. Aprirsi alla corporeità vuol dire abbassare i livelli di <b>autoanalisi</b>. Il corpo puo “respirare” e finalmente agire. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Quando vedo un cane giocare o collaborare con un essere umano penso alla musica, vedo e sento in termini musicali e la relazione mi sembra sempre un concerto su vibrazioni tonali e ritmiche differenti, ma sempre in tentativo di accordo. Penso che se ciascuno cercasse di accordarsi alla musica del proprio cane, riconoscendone la poetica specifica, tanti problemi svanirebbero come neve al sole.” ( Roberto Marchesini).<div><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-medico-veterinario-online-a-trani.php#.V6EI0jUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Cecilia Scaringella</a></b>- Logopedista- Equipe di Pet-therapy </div><div><br></div><div><a href="http://GIOCO CON FIDO E...SONO FELICE!" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Pet-therapy e Sociale" su <a href="http://tiny.cc/pettherapy" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pettherapy</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Aug 2016 20:51:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?gioco-con-fido-e---sono-felice-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[CHE COS'E' IL TEMPO?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xr75b452"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/tempo-filosofia.webp"  title="" alt="" width="419" height="278" /><img id="image-1" data-path=28xm069v129v41198s00e08c6978xvg6 data-managed="true" class="" data-selected="false"><br></div><div><br></div>Questa definizione è davvero ardua.<div>Forse il <b>tempo </b>è un fatto sensibile, come riteneva <b>Kant</b>?</div><div>Intelligibile, per dirla con <b>Leibniz </b>o è qualcosa che è dentro di noi... come riteneva <b>Agostino</b>?</div><div>E' lineare o circolare?</div><div>Agostino diceva che il tempo se volessimo spiegarlo a qualcuno, non sapremmo farlo pur possedendone l'intimo significato...tuttavia provo' a definirlo quale distensione dell'animo dentro di noi...non è il movimento, come diceva <b>Aristotele</b>, bensi' il moto interno della nostra anima...</div><div>E' un errore pensare il tempo come contenitore di eventi? Non è questo il tempo che abbiamo creato noi con gli orologi? Le ricorrenze, la scansione di orari di lavoro...il calendario... sono tutti elementi che l'uomo ha creato per scandire ciò che sfugge... ma è tempo omogeneo e vuoto...</div><div>Il tempo è tante cose...</div><div>Tempo che scorre, tempo che che non passa mai, tempo che angoscia, tempo che cambia.</div><div>L'idea più condivisibile è quella del tempo come freccia che va in avanti; tempo come progresso inarrestabile; progresso per l'umanità.</div><div>Accanto a questa visione rettilinea e orizzontale del tempo, tipicamente occidentale e cristiana, c'è anche quella circolare appartenente ad alcune se non a tutte le visioni orientali e di cui ha parlato <b>Nietzsche</b> quando parla di <b>eterno</b> ritorno dell<b>'uguale</b>: è un po' come osservare una clessidra... tutto scorre e poi si ripete...</div><div>Ritengo che non si possa parlare di tempo senza associarlo all'idea del cambiamento.</div><div>Cosi' come noi cambiamo, cambiano le cose attorno a noi, ma comunque pur mutando, restiamo noi stessi .</div><div>Come è possibile cambiare ma restare se stessi?</div><div>Dunque il cambiamento permette la sopravvivenza di ciò' che cambia.</div><div>Questa convinzione si fonda forse su un bisogno di stabilizzazione di ciò che stabile non è?</div><div>Hume diceva che: "<b>nulla persiste</b>, poiché nulla sopravvive al <b>cambiamento</b>".</div><div>L'idea di tempo come progresso fa nascere il concetto di storia come progresso che tanto ha influenzato la storia del pensiero occidentale .</div><div>Dunque visione orizzontale del tempo...</div><div>Ma possiamo dire che le nostre vite siano progredite, o possiamo solo ritenerlo per le scienze?</div><div>Suggerisco la lettura di un bellissimo libro "Alla ricerca del tempo perduto" dove il tempo si annulla di fronte al sapore e all'odore delle madelene, dolce caro all'autore Marcel Proust... suggerisco anche la visione del film "Se mi lasci ti cancello", il cui titolo originale è " Eternal sunshine of the spotless mind", dove esiste un concetto di tempo come memoria...e naturalmente attendo commenti...</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.V6B1gDUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><span class="fs12">Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a></span><br></div><div>e lasciateci i vostri commenti/suggerimenti!</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Aug 2016 10:16:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?che-cos-e--il-tempo-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[PROBLEMA UDITIVO E NECESSITA’ DI COMUNICARE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_b66072zk"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/deficit-uditivo.webp"  title="" alt="" width="424" height="509" /><br></div><div><br></div>Quando si parla di <b>ipoacusia </b>in realtà ci troviamo ad affrontare un tema che coinvolge emotivamente e in forma negativa, non solo la persona che ne è afflitta, ma anche la sua famiglia e gli ambiti sociali che essa frequenta. In buona sostanza, la riduzione della capacità uditiva è un problema di <b>salute</b>, ma anche di comunicazione e che, pertanto, genera senso di frustrazione. Infatti, un dialogo prevede che ogni interlocutore sia mittente del messaggio e contestualmente destinatario. Laddove non vi sia questo equilibrio ne consegue una bassa qualità della conversazione e quindi anche stress e nervosismo da parte di tutti coloro coinvolti nel discorso. In situazioni simili a quella descritta è utile che il soggetto ipoacusico, abbattendo il senso di vergogna per la propria condizione, adotti alcuni accorgimenti per comunicare in maniera più efficace e vivere al meglio le situazioni di socialità. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- La prima cosa importante è informare l'interlocutore della propria difficoltà uditiva in modo che questi sia predisposto a parlare in maniera più lenta e scandita, e comunque non vergognarsi nel chiedere di ripetere una frase se non si è capito bene ciò che è stato detto. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- Altro atteggiamento importante è favorire la lettura del labiale ponendosi di fronte all'interlocutore. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;- Laddove il rumore ambientale fosse così alto da coprire le voci, è preferibile interrompere la conversazione, o spostarsi in un punto più tranquillo. Evitare quindi (se possibile) luoghi o locali eccessivamente rumorosi o di frequentarli nei momenti di massimo affollamento. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Benché questi piccoli accorgimenti possano sembrare scontati, va detto che per molte persone è difficile raggiungere la consapevolezza del deficit uditivo, data anche la gradualità con cui esso avanza, mentre per altre vi sono difficoltà nell'ammetterlo serenamente. Motivi questi per cui spesso l'ipoacusia è causa di <b>isolamento </b>o addirittura di <b>depressione</b>. In questi casi un ruolo fondamentale lo giocano i familiari del soggetto colpito, i quali affrontando con delicatezza il problema possono incoraggiare e accompagnare la persona cara a eseguire una visita dall'otorino e dall'audioprotesista poi, per informarsi, risolvere tutti i dubbi in merito alla protesizzazione acustica, trovare una soluzione adatta e finalmente riscoprire il piacere di stare tra la gente.<div><br> &nbsp;<div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.V6BwtjUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Pagnotta Giorgio</a></b> - Audioprotesista Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Aug 2016 10:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[UN’ ESTATE DA NON DIMENTICARE  Seconda parte]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0r16qsuu"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/estate-da-non-dimenticare.webp"  title="" alt="" width="414" height="295" /><br></div><div><br></div>A tutto questo pensava Delfina guardando le onde che lentamente si infrangevano sulla battigia. Era una bellissima giornata di luglio, il sole caldo e il mare di un azzurro che a volte diventava turchese, la spiaggia affollata e le voci dei bagnanti allegre e spensierate. Delfina era sola, sua figlia era in viaggio con delle amiche, suo marito a disputare una partita importante di golf e lei, finalmente libera da impegni e famiglia, aveva deciso di prendersi una giornata tutta per lei andandosene a mare.<div>Indossò il suo bikini verde e guardandosi allo specchio si congratulò con se stessa:sì, gli anni erano trascorsi, ma lei era ancora carina e questo lo capiva dagli sguardi degli uomini che incontrava sul suo percorso.</div><div>Delfina si sistemò sulla sdraio, decisa a godersi in pieno la giornata, il mare era calmo e azzurro, in lontananza si vedevano delle barche a vela che sembrava danzassero sulle onde.Il vento molto dolcemente accarezzava le vele bianche.</div><div>Delfina decise che avrebbe raggiunto le barche a vela, proprio come un delfino.</div><div>Avrebbe nuotato vicino a loro, per lei sarebbe stato facile: si chiamava Delfina e l'acqua era il suo elemento naturale. Quando si &nbsp;trovò immersa in quel bellissimo mare azzurro, ritornò ragazzina, felice e spensierata, niente più musi lunghi o parole senza risposta!</div><div>No, oggi no, oggi lei parlava e il suo amico mare le rispondeva, accarezzandola con le onde. Nuotava Delfina e dopo un po' si accorse che la spiaggia era un puntino lontano lontano, intorno a lei c'era solo tanto mare e in lontananza una bellissima barca che si lasciava cullare dalle onde. Delfina era stanca e si avvicinò alla barca chiedendo aiuto.</div><div>Le arrivò da due braccia forti che la issarono a bordo. Le fu servita una ricca colazione da un giovane marinaio e, dopo un po', Delfina si distese e si addormentò.</div><div>Fece un sogno bellissimo, si trovava in mezzo al mare distesa su una barca bellissima, insieme al Dio del mare...</div><div>Sognava? No. Non era un sogno: il Dio del mare si chiamava Andreas ed era disteso accanto a lei. La guardava in silenzio. Delfina avvertì lo sguardo su di lei e si alzò di scatto, il sogno era finito, ma la realtà era ancora più bella: Andreas non era italiano, ma inglese ed era in vacanza in Italia. Era bellissimo: un corpo scolpito e due favolosi occhi verdi che la fissavano. Delfina era tutta rossa per l'emozione e anche per il tanto sole.</div><div>Si presentò e in men che non si dica le raccontò tutto di sé.</div><div>Le sembrava di conoscerlo da sempre, passò una giornata da sogno.</div><div>Poi, al calar del sole, si rese conto che non aveva dato più notizie di sé e forse suo marito la stava cercando.</div><div>Andreas si offrì di accompagnarla a riva e Delfina gliene fu grata, ma sopratutto perché così poteva godere ancora un po' della sua compagnia.</div><div>Prima di arrivare alla spiaggia, Andreas le diede il suo numero di telefono e la pregò di chiamarlo. Delfina era serena e felice, ma il tutto durò poco perché al suo arrivo sulla spiaggia c'era &nbsp;una grande confusione e al &nbsp;centro di tanti bagnanti suo marito che l'accolse scuro come il mare in tempesta.</div><div>Delfina presentò Andreas a suo marito e cercò di spiegare la situazione, ma ogni sua parola rendeva sempre più scuro il viso di suo marito.</div><div>Allora decise di rifugiarsi nel silenzio e che una volta tornati a casa la rabbia di suo marito sarebbe un po' sbollita e avrebbe potuto chiedere scusa, perché riconosceva di avere sbagliato, ma non era pentita, in quanto aveva trascorso una giornata da sogno in compagnia di un Dio greco.</div><div>Suo marito non gliela perdonò e così &nbsp;ricominciarono le giornate di mutismo.</div><div>Non era facile e Delfina &nbsp;nei momenti più brutti pensava ad Andreas e tutto ritornava bello, la sua vita andava avanti.</div><div>Ad Andreas Delfina non telefonò mai! Una scelta che le costò molto, ma non poteva: lei era sposata e doveva salvare il rapporto con suo marito.</div><div>Andreas era stato un sogno e tale doveva rimanere.</div><div>Finalmente arrivò la destinazione del suo incarico di notaio: non era il paese dei suoi nonni, ma un altro, altrettanto bello e magico, con tanto mare intorno e un paesaggio bellissimo, un paese in cui era sicura di trovarsi bene.</div><div>Quando comunicò la sede a suo marito, lui non fece salti di gioia.</div><div>Anzi, le disse subito che sarebbe rimasto nella loro casa e che non l'avrebbe seguita: le augurò buon lavoro e tutto finì lì in ogni senso, perché non tornarono più sull'argomento e dopo un po di &nbsp;mesi Delfina trovò una bella casa vicina al suo studio e vi si trasferì.</div><div>La sua vita continuava a ritmi frenetici, le ore erano scandite da atti notarili, mutui e compromessi, ma Delfina era serena e orgogliosa di sé: faceva quello che aveva sempre desiderato, fare il notaio.</div><div>La domenica era libera e quando suo marito non andava a trovarla, si metteva in tuta e passeggiava in riva al mare. Quando la giornata era bella si sdraiava sulla sabbia e cominciava a sognare.</div><div>I suoi sogni avevano un nome: Andreas. Non l'aveva mai cercato a nei sogni si rivedeva con lui sulla sua bellissima barca e guardando il mare, molte volte, sperava di rivederlo; ma si sa, i sogni sono solo desideri e la realtà ti obbliga a stare con i piedi per terra.</div><div>Delfina un bel giorno decise di ritornare in città e fare &nbsp;in modo di rompere quel lungo silenzio che ormai da molto tempo regnava fra lei e suo marito.</div><div>Non lo avvertì del suo arrivo, voleva fargli una sorpresa e la sorpresa ci fu, ma solo per lei! Si era fermata al loro ristorantino preferito e aveva prenotato un tavolo, poi era passata dal parrucchiere che le aveva fatto un nuovo taglio che la faceva sembrare più giovane e molto alla moda.</div><div>Poi ancora, come ciliegina sulla torta, si era fermata &nbsp;in un negozio per regalarsi qualche capo che le donasse eleganza e femminilità: sì ,suo marito sarebbe rimasto a bocca aperta e lei, ancora innamorata, &nbsp;non voleva perderlo.</div><div>I sogni di Delfina svanirono nel preciso istante in cui entrò in casa: che emozione nel rivedere tutte le sue cose e mai come in quel momento si rese conto di quanto le fossero mancati la sua casa, la sua vita e suo marito.</div><div>In casa c'era un profumo di candela e un bellissimo sottofondo musicale.</div><div>Lei pensò "come al solito ha dimenticato di spegnere &nbsp;lo stereo".</div><div>Fece per entrare nel salotto e fu lì che vide suo marito, ma non era solo!</div><div>Delfina rimase impietrita. Non riusciva a muoversi e voleva scappare, andare via, ma le sue gambe erano bloccate e suo malgrado doveva continuare a stare lì, immobile e guardare. Finalmente i due si accorsero di lei e ci fu un fuggi fuggi.</div><div>In quel momento Delfina riuscì a scappare via da casa sua, dal suo amore, dai suoi sogni ...via, via!</div><div>Si ritrovò in strada e non riusciva a capire dove fosse.</div><div>I passanti si giravano a guardare quella giovane donna in lacrime e qualcuno le si avvicinò per chiederle se avesse bisogno di aiuto: &nbsp;si,aveva bisogno di aiuto, ma per scappare il più lontano possibile e dimenticare la brutta scena a cui aveva assistito.</div><div>Riuscì a rimettersi in macchina e a partire per dove non sapeva, ma il più lontano possibile.</div><div>Guidò per ore Delfina e, come per miracolo, si ritrovò nel suo paesino da presepe (come lei lo chiamava) e una volta salita in casa smise di piangere e cominciò a pensare. Per prima cosa chiamò il suo collega avvocato e gli chiese di preparare a tempo di record le"carte ": voleva la separazione e il divorzio da suo marito.</div><div><br></div><div><br></div><div> </div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/nonni-e-bambini-raccontano-a-trani.php#.V6BvhzUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Aug 2016 09:54:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[NINNA NANNE NEL CUORE DEL SALENTO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Zora Giovanna Del Buono]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7e5mm8a9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ninna-nanna.webp"  title="" alt="" width="445" height="445" /><br></div><div><br></div>Seconda parte.<div>La canzone e la musica <b>grika</b> possiedono specifiche peculiarità costituite dalla polarizzazione delle note tristi e nostalgiche, ma esprimono talvolta maliziosa allegria.</div><div>Il repertorio musicale del <b>Salento </b>è vastissimo; si può partire da una melodia dolce e mediterranea dell’Auditorium Tarantulae risalente al medioevo. Una menzione particolare merita la ninna nanna, forma semplice e commovente di canto che assolve a precise funzioni: quella di quietare e far addormentare il bambino (scopo che si raggiunge per mezzo del ritmo),di acculturazione dello stesso e quella di sfogo per la madre. Il canto delle madri, la ninna nanna, diventa spazio rituale per la donna in quanto momento che costruisce e permette una comunicazione altrimenti impossibile in un tempo come quello, appunto,contadino-maschilista.</div><div>Nia, nia, nia è una ninna nanna tra le più belle, cantata in Griko ed esprime un grande sentimento umano. Dalla miseria e dalle privazioni nasce nella madre il desiderio di augurare tante doti per quanti sono i figli, tante vesti e i cibi raramente assaporati.</div><div>- la ”x” si legge ”k”, ovvero come il ”chi” greco-</div><div>Nia, nia, nia</div><div>oles e mane exùpedìa</div><div>pedìa ce kiatere</div><div>telun’ dota ciarma mene</div><div>Nana, nana, nana</div><div>dekatrìanakami e mana</div><div>dekatrìmassarie</div><div>ce to diomemianjana</div><div>Nedda, nedda, nedda</div><div>senza mai mu paijunnedda</div><div>moléone e kristianì</div><div>tì senza mai mu paijunnì</div><div>Na, na, na</div><div>ce o pedìmmu mu petà</div><div>ce paipanupanu</div><div>ma’apuddhìatapetenà</div><div>paipanu’stinanghéra</div><div>m’a puddhiatis primavera</div><div>Ninna Nanna</div><div>Bambineddhu all'annugiustu.</div><div>Bambineddhu all'annugiustu</div><div>me presentunnanzi a tie</div><div>picca granu e picca mustu</div><div>a ddustannu le volie.</div><div>E cèvvoiBambinumiu</div><div>ca te mmoscicusìmaru</div><div>c'allumundu non c'è briu</div><div>se ci manca ludenaru.</div><div>Damme, ua, damme entrata</div><div>e turnisi cu li pisi</div><div>cu li pisi e cu pala</div><div>e quandu moru vaumparadisu.</div><div>Ninna nanna (canto Griko)</div><div>To toto</div><div>Posso pai ce se pelekò</div><div>ce dopu se pelekiso,</div><div>emenanghizzina se muttiso.</div><div>Tonni tonnitonni</div><div>E manatu to plonni.</div><div>Ma tino kanni nanna?</div><div>Ma to cciuri ce ti mmana.</div><div>To toto</div><div>Pamenaferomelionnerò</div><div>aptofrea tu ja' Marcu,</div><div>cinopuleune ti è pleokalò.</div><div>To toto</div><div>Scommettiamo che ti picchio</div><div>e dopo averti picchiato,</div><div>a me toccherà farti tacere.</div><div>Tonni tonnitonni</div><div>La mamma sua l'addormenta.</div><div>E con chi fa la nanna?</div><div>Col babbo e con la mamma.</div><div>To toto</div><div>Andiamo a portare un po' d'acqua</div><div>dal pozzo di San Marco,</div><div>che come dicono è la migliore</div><div>Aremurindineddha (Canto grìko)</div><div>Aremu, rindineddhamu,</div><div>pleatàlassa se guaddhi</div><div>ce a putt' e ste' ce ftazzi</div><div>ma to kaloccerò.</div><div>Vastà to petton aspro,</div><div>mavrevastàtesale,</div><div>stavrikulor de mare</div><div>ce i kuta en 'diunifti.</div><div>Kaimmeno 'mbro sti tàlassa,</div><div>evò se kanonò;</div><div>lio 'nghemi, ho kkalei,</div><div>lio 'nghizzi to nerò.</div><div>Ma su tipo mu lei</div><div>ja possa se roto;</div><div>lio 'ngherni, ho kkalei,</div><div>lio 'nghizzi to nerò.</div><div>Chi sa, rondinella,</div><div>qual mare hai attraversato</div><div>e donde tu arrivi</div><div>colla bella stagione.</div><div>Hai bianco il petto,</div><div>hai nere le ali,</div><div>il dorso blu</div><div>e la coda aperta in due.</div><div>Seduto presso il mare,</div><div>io ti contemplo;</div><div>un po' ti levi, un po' cali,</div><div>un po' radi l'acqua.</div><div>Ma tu nulla mi dici,</div><div>per quanto io ti domandi;</div><div>un po' ti levi, un po' cali,</div><div>un po' radi l'acqua.</div><div>Lettura</div><div>suggerita:</div><div>Franco Corlianò: Tre civette sul comò.</div><div>Il mondo nell’infanzia nella tradizione grika e salentina - Zane editore</div><div>Links per ascoltare qualche ninnananna grika:</div><div>http://www.mappasonora.it/ninna-nanna-grika-s-183.html</div><div>http://www.myspace.com/music/player?sid=67954473&amp;ac=now</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/amare-bambini-e-amare-se-stessi.html#.V5uEMLiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Zora Giovanna Del Buono</a></b> - <span class="fs12">Pediatra Neonatologa</span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" <span class="fs12">su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde</a></span></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Jul 2016 16:26:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?ninna-nanne-nel-cuore-del-salento</link>
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			<title><![CDATA[L' ORECCHIO DEL NUOTATORE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_q8z6q2i1"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ORECCHIO-OTITE.webp"  title="" alt="" width="387" height="534" /><br></div><div><br></div>Tra i disturbi che ci colpiscono nella stagione estiva c’è purtroppo il mal di orecchio, una fastidiosa condizione che trae origine soprattutto dalla lunga esposizione all’acqua e all’umido, situazione in cui incorriamo durante le vacanze al mare o in piscina. Non si tratta però di un semplice disturbo, ma di una vera e propria patologia che prende il nome di <b>otite </b>esterna, nota anche come "<b>orecchio del nuotatore</b>" . È' questa un’infezione del <b>condotto uditivo</b> che può essere causata da diversi tipi di batteri o funghi e che si sviluppa per lo più in adolescenti e giovani adulti che maggiormente espongono le loro orecchie a situazioni di umidità. Infatti essa è favorita dalle frequenti o prolungate immersioni in acqua che permettono ai microrganismi infettivi di entrare nel condotto uditivo esterno e provocare l’infezione. Il nuoto e l’esposizione ad ambienti umidi sono delle condizioni favorevoli allo sviluppo dell’otite esterna specie se associate alla cattiva abitudine di pulire le orecchie con troppa energia, con i comuni cotton fioc o peggio ancora con oggetti taglienti come fermagli o mollette. Infatti se si lacera la cute del condotto uditivo, molto sottile e delicata, si crea una accesso diretto e continuo per batteri e funghi all’interno dell’orecchio. L’otite esterna può essere inoltre conseguenza di un’infezione dell’orecchio medio, la cosiddetta “<b>otite media acuta</b>”.<div>L'infezione insorge manifestandosi con il dolore all’orecchio (<b>otodinia</b>), che tendenzialmente aumenta con la pressione o lo stiramento del padiglione auricolare. Si può inoltre avere prurito nel condotto uditivo o gonfiore e arrossamento sull’orecchio esterno con presenza di otorrea, la perdita di pus verde-giallastro. In alcuni casi può esserci anche un abbassamento dell’udito, quando il gonfiore o il pus ostruiscono particolarmente il condotto uditivo. </div><div>L’otite esterna generata dal contatto con l’acqua può svilupparsi in qualche ora o anche alcuni giorni dopo l’immersione e, se trattate in modo adeguato, le forme più leggere possono risolversi in pochi giorni senza conseguenze o esiti permanenti. Le infezioni più pesanti possono invece richiedere una terapia farmacologica per una decina di giorni. </div><div>La precauzione principale da osservare è senz'altro quella di evitare durante il bagno o il nuoto, di fare entrare acqua nelle orecchie, utilizzando gli <b>otostop </b>(dei tappi modellabili in silicone) ed asciugare bene le orecchie con un asciugamano pulito. Infine, è sempre buona norma evitare la pulizia con i cotton fioc e tenere lontani dalle orecchie strumenti come forcine per capelli che possano rappresentare un pericolo per le nostre orecchie.</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.V5uC8riLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr Pagnotta Giorgio</a></b> - <span class="fs12">Tecnico Audioprotesista</span><div>Master di Specializzazione in Protesizzazione e <span class="fs12">Riabilitazione Uditiva Infantile</span></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" su <span class="fs12"><a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde</a></span></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Jul 2016 16:19:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l--orecchio-del-nuotatore</link>
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			<title><![CDATA[IL GIARDINO D’INFANZIA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c180k00z"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/giardino-infanzia.webp"  title="" alt="" width="426" height="240" /><br></div><div><br></div>Quando un insegnante mostra la semplicità del suo cuore ai suoi discenti, mostra quel giardino d'infanzia che tutti han dentro, ma pochi rivelano, nel timore di esporsi troppo e perdere credibilità. Questo timore fortunatamente non mi è mai appartenuto e non mi sono mai sentita limitata dal mio essere spontanea, nel mio fondamentale ruolo di educatore scolastico. Ho visto, al contrario, crescere attenzione ed interesse nei miei alunni, che in quel fantastico giardino ancora liberamente ci scorrazzano rincorrendo farfalle, aquiloni e sogni e quindi capaci di riconoscere ed apprezzare la vera essenza di cose e persone. Mostrare le proprie ingenuità non vuol dire rendersi vulnerabili e maneggiabili, ma dare valore ai propri sentimenti che nessun ruolo autorevole può soffocare o addirittura uccidere. Perchè vergognarsi di furtive lacrime di commozione o tenerezza al pensiero di apparire pietosi? Perchè sorridere o ridere davanti ad un simpatico intervento di un ragazzo non costruito da un falso perbenismo? Perchè non lasciarsi andare a poesie e tenerezze, perchè nessuno possa prenderti per sciocco? Siamo tutti cresciuti in quel <b>giardino </b>e nessuno in fondo ci è mai uscito con la maturità se davvero basta poco a ricordarlo, perfino ad un cuore inaridito da un ingannevole rigore dettato dalle convenzioni. Siamo tutti fiori anche se appassiti dall'assenza di veri slanci emotivi. E ad averceli seduti in cattedra, non è un reato o mancanza. Chi rinnega il giardino d'infanzia, rinnega se stesso e l'insegnamento di chi è molto attento a controllare le proprie emozioni, perde tutto il bello di quello che potrebbe trasmettere: l'amore per la vita, prima che per lo studio e l'apprendimento. <div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html#.V5uBd7iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/insegnanterisponde </a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti </div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Jul 2016 16:13:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-giardino-d-infanzia</link>
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			<title><![CDATA[MOMENTI DI CAMBIAMENTO: UN’OPPORTUNITA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Elisabetta Pansini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4jm01gm7"><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/cambiamento-psicologia.webp"  title="" alt="" width="437" height="309" /></a><br></div><div><br></div>Perché il cambiamento ci atterrisce così tanto?<div>Perché ogni nuova esperienza, diversa da quanto sperimentato fino ad un dato momento, e di cui si sa ancora poco, è destabilizzante per l’Essere Umano e per la Mente stessa, con conseguenti disordini emotivi, e non solo?</div><div>In altre parole, perché è così difficile rimettersi in gioco?</div><div>Non è difficile riconoscere, con una certa umiltà, che l’Essere Umano funziona per conferme: uno dei principali bisogni ontologici da soddisfare è l’esigenza di percepirsi come Essere dotato di un Io unitario,capace, efficiente, coerente con se stesso ed i propri principi e valori. E, possibilmente, di trovarsi ad operare e decidere in un mondo semplice, lineare, per mezzo di strategie cognitive altrettanto semplificate, denominate euristiche.</div><div>Con una punta di antifrasi, oserei dire che quanto appena esposto è il motore mobile, naturalmente esasperato e portato alle estreme conseguenze, che ha mosso i regimi totalitari: il diverso è contro di me.</div><div>Per dirla con le parole di un noto filosofo austriaco naturalizzato britannico del primo ‘900, di nome Karl Raimund Popper, ogni situazione che falsifichi le certezze di cui sopra, disorienta, destabilizza, “manda in tilt” l’Essere Umano ed il modo in cui Egli è naturalmente programmato.</div><div>Invero, vista la complessità dei meccanismi caratterizzanti il mondo e la società odierni, il paradigma interpretativo, molto sinteticamente, sopra esposto, è affatto adeguato ad un buon adattamento e funzionamento dell’Essere Umano.</div><div>Un antico adagio inglese, recita così: change your mind.</div><div>C’è chi, di questo adagio, ne ha fatto una teoria validata scientificamente: un tal Albert Ellis, Psicologo e Psicoterapeuta del primo ‘900, con la sua RET (Rational Emotive Therapy); tale teoria si basa su una serie di principi che assegnano ai processi di pensiero un ruolo fondamentale nella genesi e nel mantenimento dei disturbi psicologici, ivi comprese tutte le forme di resistenza al cambiamento, al rimettersi in gioco, all’accettazione della diversità.</div><div>Ecco alcuni indicatori di benessere psichico di un individuo adulto, secondo la RET:</div><div>- attenzione per la propria salvaguardia;</div><div>- presenza di interessi e attività sociali;</div><div>- indipendenza psicologica;</div><div>- elevata tolleranza alla frustrazione;</div><div>- flessibilità mentale;</div><div>- accettazione dell’incertezza;</div><div>- coinvolgimento di interessi creativi;</div><div>- modo di pensare obiettivo e logico;</div><div>- autoaccettazione;</div><div>- edonismo a lungo termine;</div><div>- accettazione della propria responsabilità personale per le proprie reazioni emotive.</div><div>Alla prossima!</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/aspetti-psicologici-nell-infanzia-trani.php#.V5uAabiLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Elisabetta Pansini</a></b>, psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale.</div><div><br><div>www.cittadellinfanzia.it</div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Jul 2016 15:44:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?momenti-di-cambiamento--un-opportunita</link>
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			<title><![CDATA[IL BURNOUT: UN PERICOLO SPESSO ANCORA NELL'OMBRA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6bm608d5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/burnout-psicologia.webp"  title="" alt="" width="411" height="301" /><br></div><div><br></div>Recentissime notizie di cronaca hanno visto come protagoniste <b>maestre </b>che, come tiranne, esercitano <b>violenze fisiche e psicologiche</b> su bambini, paradossalmente in luoghi come la scuola dell’infanzia, ritenuti dai genitori come posti sicuri, nei quali affidare il proprio bambino. Tali avvenimenti, appresi attraverso i telegiornali e articoli di giornale, spiazzano e rendono completamente inermi e, nello stesso tempo, alimentano rabbia nei genitori, nonni e zii.<div>A titolo esemplificativo riporto una notizia del mese di Febbraio di quest’anno: “Modena, una maestra 52enne di asilo, ritenuta responsabile di maltrattamento aggravato su bimbi fra i 3 e i 5 anni, l’insegnante, coordinatrice di una scuola per l’infanzia, abusando delle proprie qualità e violando i doveri di equilibrio e correttezza, con condotte sistematiche e reiterate, ha maltrattato fisicamente e psicologicamente i piccoli durante l’orario scolastico con schiaffi, spintoni, strattonamenti e insulti”.</div><div>Ma ancora, dai dati di cronaca emergono sempre più spesso anche casi di maltrattamenti fisici e psicologici ai danni di <b>anziani </b>non autosufficienti e <b>disabili </b>ospiti di strutture sociosanitarie che “teoricamente” dovrebbero garantire assistenza specializzata tale da garantire il benessere di ogni utente. L' ultimo in ordine di cronaca è quello della Casa di cura e di accoglienza per persone disabili Aias di Decimomannu, in provincia di Cagliari, che ha visto coinvolti ben 14 operatori.</div><div>Cosa sta accadendo? Il personale non sarebbe idoneo, poco qualificato oppure potrebbe versare in una condizione di esaurimento emotivo, o meglio definito “burnout”?</div><div>Il termine <b>burnout</b> in italiano si può tradurre come “<b>bruciato</b>”, “<b>scoppiato</b>”, “esaurito”, è apparso la prima volta nel mondo dello sport, nel 1930, per indicare l’incapacità di un atleta, dopo alcuni successi, di ottenere ulteriori risultati e/o mantenere quelli acquisiti.</div><div>Il termine è stato poi ripreso dalla psichiatra americana C. Maslach nel 1975, la quale ha utilizzato questo termine per definire una sindrome i cui sintomi evidenziano una patologia comportamentale a carico di tutte le professioni che hanno contatti frequenti con un’utenza e che hanno come obiettivo professionale il benessere delle persone e la risoluzione dei loro problemi, come per esempio medici, psicologi, infermieri, insegnanti.</div><div>La Maslach definisce il burnout come una perdita di interesse vissuta dall’operatore verso le persone con le quali svolge la propria attività (pazienti, assistiti, clienti, utenti), una sindrome di esaurimento emozionale, di spersonalizzazione e riduzione delle capacità personali che può presentarsi in persone che, per professione, sono a contatto e si prendono cura degli altri. </div><div>La sindrome è caratterizzata da manifestazioni quali nervosismo, irrequietezza, apatia, indifferenza, cinismo, ostilità delle persone, sia tra di loro sia verso terzi; i sintomi del burnout sono molteplici, richiamano i disturbi dello spettro ansioso-depressivo, e sottolineano la particolare tendenza alla somatizzazione e allo sviluppo di disturbi comportamentali.</div><div>Il soggetto colpito da burnout manifesta:</div><div>- Sintomi aspecifici (stanchezza ed esaurimento, apatia, nervosismo, irrequietezza, insonnia).</div><div>- Sintomi somatici: insorgenza di patologie varie (ulcera, cefalea, disturbi cardiovascolari, difficoltà sessuali ecc.).</div><div>- Sintomi psicologici: rabbia, risentimento, irritabilità, aggressività, alta resistenza ad andare al lavoro ogni giorno, negativismo, indifferenza, depressione, bassa stima di sé, senso di colpa, sensazione di fallimento, sospetto e paranoia, rigidità di pensiero e resistenza al cambiamento, isolamento, sensazione di immobilismo, difficoltà nelle relazioni con gli utenti, cinismo, atteggiamento colpevolizzante nei confronti degli utenti e critico nei confronti dei colleghi.</div><div>Tale situazione di disagio molto spesso porta il soggetto ad abuso di alcool, di psicofarmaci o fumo.</div><div>E se il burnout fosse la causa dei recenti fatti di cronaca? Magari potrebbero essere evitati o almeno ridotti al massimo attraverso un’attenta conoscenza della sindrome del burnout ed una adeguata prevenzione affiancata magari da un costante supporto psicologico per i lavoratori “a rischio burnout”. A voi le riflessioni.</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.V5t43riLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b>, Psicologa Clinica</div><div><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><span class="fs16">chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde</a></span><br></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Jul 2016 15:37:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-burnout--un-pericolo-spesso-ancora-nell-ombra</link>
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			<title><![CDATA[LA VITA NON PUO’ ATTENDERE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Ilaria de Chirico]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_a1dq1jhg"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/defibrillatore-salvavita.webp"  title="" alt="" width="436" height="495" /><br></div><div><br></div>Non è proprio così, non avevamo bisogno di altre proroghe, ed invece il 19 Luglio 2016 il Ministero della Salute ha scelto di prorogare la scadenza del decreto al 30 novembre 2016 che obbliga le associazioni sportive dilettantistiche, e non solo, a garantire la disponibilità di un <b>defibrillatore </b>semi automatico presso la propria struttura, previsto dal decreto Balduzzi. Ribadiamo il concetto, molte volte non capito, che il <b>DEFIBRILLATORE SEMI AUTOMATICO</b>, il così detto DAE o AED (automated &nbsp;external defibrillator), non può uccidere nessuno, NON TOGLIE LA <b>VITA</b>, può solo erogare una scarica elettrica se, la persona priva di sensi e con assenza di ossigeno o circolo, lo necessita! Con una “corretta” RCP (rianimazione cardio polmonare) e una scarica elettrica, il cuore può riprendere il suo normale funzionamento, ad oggi il 75 % delle persone presenti sul posto non sanno cosa fare, non dobbiamo rimanere dei SEMPLICI TESTIMONI ma intervenire e mettere in opera la <b>CATENA DELLA SOPRAVVIVENZA</b> composta da soli 5 anelli, con un semplice corso <b>BLSD </b>(BASIC LIFE SUPPORT), anche noi semplici cittadini, potremmo far scende drasticamente la percentuale presa in esame. Solo in Alto Adige, grazie ad una delibera della Giunta provinciale del dicembre 2014, in tutte le associazioni sportive, includendo anche gli edifici scolastici e quelli aperti al pubblico, vi è almeno un defibrillatore, e posizionato in maniera ben visibile, affinchè tutti possano vederlo, TUTTI POSSANO UTILIZZARLO... &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Continueremo a diffondere sane regole per migliorare la qualità della nostra vita, apriamo le nostre menti, diffondiamo la cultura del Primo Soccorso! <div><br></div><div><b>Dott.ssa Ilaria De chirico</b> - Istruttrice Primo Soccorso e BLSD-</div><div><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" &nbsp;su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde </a></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Jul 2016 15:26:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-vita-non-puo--attendere</link>
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			<title><![CDATA[IL PROFILO DEL NARCISISTA PATOLOGICO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_v80pglu9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/narcisista-patologico.webp"  title="" alt="" width="405" height="481" /><br></div><div><br></div>Il <b>narcisista</b>, ama la propria <b>immagine</b> esteriore e fa di tutto per migliorarla, ma non fa lo stesso per quella interiore, con cui spesso non riesce ne ad entrare in contatto ne ad accettare. Fa di tutto per piacere agli altri, e questa sua debolezza lo porta ad essere continuamente dipendente dall’approvazione degli altri e quando ciò non avviene prova una grossa sofferenza di cui non capisce la causa, avendo scarsa consapevolezza dei suoi aspetti interni.<div>Il Narcisista ha difficoltà a provare sentimenti verso gli altri e ad <b>empatizzare </b>con loro. Ciò gli impedisce di amare e permette di essere spietati, sfruttatori, sadici, etc, perché sono insensibili sia ai sentimenti degli altri che ai propri; nello specifico se non si è capaci di provare tristezza o gioia, non si riesce a reagire alla gioia o tristezza dell’altro. Questo meccanismo permette di mettere in atto tutta una serie di comportamenti che possono ledere l’altro, senza star male e esitare nel farlo, nonostante le reazioni di dolore e sgomento di chi le subisce. L’origine di questo comportamento, sta spesso nell’infanzia, come reazione a situazioni di forte dolore e umiliazione vissute precocemente, dove si impara a creare una distanza emotiva sia da se stessi che dall’altro per non soffrire.</div><div>Un’altra caratteristica del narcisista è la sua tendenza a ricoprire ruoli di potere in tutti gli ambiti della sua vita, lavoro, amicizia, affetti. Anche questo aspetto ha avuto origine nella sua infanzia, collegato con esperienze in cui si è sentito umiliato dai genitori, che usavano il potere come mezzo di controllo, in alcuni casi questo era la forza fisica o il ricatto con cui cercavano di far fare al figlio ciò che volevano, oppure con la critica negativa che ne sminuiva il valore. La reazione a ciò è diventata quella di decidere di stare un posizioni di potere, ribaltando ciò che si è vissuto nell’infanzia, per fare in modo che nessuno potesse più umiliarlo. Per avere potere il narcisista impara a sedurre e manipolare, così da poter ottenere ciò che vuole. Quest’arte viene appresa sin dalla tenera età, dove essendo coinvolto nei giochi di potere familiari, impara presto come utilizzare a proprio vantaggio il suo ruolo, maturando una forte <b>autostima</b>, che raramente viene messa in discussione.</div><div>La famiglia del <b>narcisista</b>, come già sottolineato in diversi punti, ha una forte importanza nello sviluppo di questa struttura di personalità, non è possibile determinare delle sue caratteristiche specifiche, ma sono stati riscontrati dei tratti comuni nei genitori di figli con problematiche narcisistiche: la presenza di una forte emotività espressa nei conflitti tra i genitori, induce nei figli la tendenza a negare il vissuto emotivo dell’accaduto, come meccanismo di difesa dal dolore; la tendenza ad umiliare i figli con l’intento di educarli o fargli fare ciò che si vuole; la difficoltà a entrare in contatto emotivo con i figli e a decodificare correttamente i loro bisogni; la tendenza a idealizzare i figli, senza riconoscerli realmente per quello che sono.</div><div>Questa visione di quelle che sono le basi, che portano a diventare dei narcisisti, può sicuramente aiutarci ad entrare in contatto empatico con i loro aspetti più fragili e a capirne il perché si siano evoluti in questo modo. La comprensione profonda di ciò che c’è realmente dietro la maschera che hanno creato per proteggersi dal dolore devastante che hanno sentito, può aiutarli a scoprire quell’autenticità emotiva, che hanno rimosso per sopravvivere. Ciò potrebbe avvenire con l’aiuto di un esperto psicoterapeuta e solo se la persona che presenta queste problematiche decide autenticamente di voler cambiare.</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.V5t0L7iLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Cagia</a></b> - <span class="fs12">Psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale</span></div><div><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Jul 2016 08:57:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-profilo-del-narcisista-patologico</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[INVECCHIAMENTO FISIOLOGICO: CAMBIAMENTI FISICI E COGNITIVI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6m82xj53"><div><br></div><div><br></div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/invecchiamento-fisiologico.webp"  title="" alt="" width="415" height="522" /><div><br></div><div>Con l’avanzare dell’età l’essere umano si modifica sia a livello organico che dal punto di vista psicologico. <div>Il primo cambiamento più evidente è quello esterno: le rughe, i capelli bianchi, le evidenti modificazioni del proprio corpo rappresentano solo una piccola parte di ciò che avviene nella trasformazione psicofisica dell’anziano.</div><div>Nella fase della vita, considerata come <b>terza età</b>, la donna vive una fase particolare: la <b>menopausa </b>durante la quale termina la produzione degli ormoni femminili ,degli estrogeni, e di conseguenza si interrompe la capacità della sua funzione riproduttiva. </div><div>Anche l'uomo attraversa una fase particolare, denominata <b>andropausa</b>, nella quale si verifica semplicemente una riduzione nella produzione del testosterone e dei livelli di androgeni.</div><div>Anche se a differenza della donna, l'uomo non vive la fine della capacità riproduttiva, i cambiamenti fisiologici e psicologici possono produrre sintomi simili a quelli vissuti dalle donne in menopausa: insonnia, irritabilità, cambiamenti d'umore, diminuzione della libido.</div><div>Nonostante questi cambiamenti, e contrariamente allo stereotipo sociale che considera l'anziano asessuato, numerose ricerche affermano che molti anziani continuano ad avere una vita sessuale e affettiva fino a tarda età .</div><div>Con il passare degli anni le attività sensoriali e motorie vanno incontro ad una diminuzione che ,anche se può variare da individuo ad individuo nell’intensità, nell’epoca di insorgenza, nell’andamento nel tempo, nelle conseguenze che comporta, si può considerare ascrivibile al processo di <b>invecchiamento</b>.</div><div>L’acuità visiva si riduce con gli anni; tuttavia può apparire addirittura irrilevante per lo svolgimento di azioni che hanno raggiunto <b>l’autonomatismo</b>.</div><div>Inoltre, gli interventi chirurgici (come nel caso di cataratta) e l’uso di strumenti correttivi, permettono anche in situazioni di deficit elevato, di limitare al minimo le conseguenze che la riduzione della vista determina sul comportamento.</div><div>Anche l’acuità uditiva si riduce con gli anni ma raramente conduce a una <b>sordità </b>profonda; malgrado ciò, questa modificazione può influire in maniera negativa sul comportamento, specialmente su quello relazionale.</div><div>La riduzione dell’udito può essere in parte corretta mediante interventi chirurgici e/o l’uso di protesi. Anche l’attività motoria rivela modificazioni in funzione dell’età; esse riguardano la rapidità dei movimenti che presentano un rallentamento più o meno intenso ma sempre evidente .</div><div>Con gli anni diminuisce la possibilità di compiere prestazioni eccezionali, si conserva, però, quella di attuare prestazioni medie, abituali.</div><div>Nella terza età i principali apparati del corpo rallentano le loro funzioni, aumentando il rischio per l’anziano di incorrere in patologie a carico di uno o più apparati. </div><div>Fisiologicamente, anche il <b>cervello</b> diventa più piccolo e più lento nel suo funzionamento; si è dimostrato che dai 30 ai 70 anni il peso del cervello diminuisce del 10%.</div><div>In generale, vi sono dei compiti cognitivi in cui l’età porta ad un peggioramento delle prestazioni ma questo decadimento non interessa tutte le funzioni cognitive.</div><div>Nell’anziano si verifica una riduzione dell’attenzione, evidente soprattutto quando il compito da eseguire è complesso, richiede molte operazioni mentali e necessita di notevoli capacità di elaborazione </div><div>A partire dai 60 anni le persone lamentano qualche perdita di <b>memoria</b>, questo genera molta preoccupazione perché la memoria, permettendo i ricordi, risulta essere alla base dell’identità personale.</div><div>Da alcune ricerche emerge che nell’invecchiamento esiste una relazione positiva tra l’essere impegnato in attività sociali,cognitive e fisiche e la prestazione nei compiti di memoria. </div><div>Nell’invecchiamento si evidenzia un cambiamento del linguaggio sia nella produzione, caratterizzata da una certa prolissità e da ripetizioni, che nella comprensione, nella quale l’anziano trova difficoltà se le frasi sono complesse e presentate velocemente.</div><div>Appurato che con gli anni tutti ricordiamo un po’ di meno, che fare? Arrendersi all’oblio? No, la memoria si può allenare anche dopo i 60 anni. Nel prossimo articolo parleremo di un metodo utile ad allenare le funzioni cognitive ed in grado di prevenire e/o rallentare <b>l’invecchiamento mentale</b>.</div></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.V5oybTUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b>, Psicologa Clinica</div><div><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Jul 2016 16:22:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?invecchiamento-fisiologico--cambiamenti-fisici-e-cognitivi</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[AFFRONTARE IL PANICO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_a144t63t"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/panico-psicologia.webp"  title="" alt="" width="416" height="320" /><br></div><div><br></div>Se siete alle prese con un disturbo d’<b>ansia</b> è il caso di intervenire senza perdere altro tempo.<div>Il disturbo d’ansia è caratterizzato dalla presenza di stati fisiologici allarmanti (sudorazione eccessiva, tachicardia, dispnea, giramenti di testa, mani fredde ecc…), preceduti e seguiti spesso da schemi di pensiero e modalità comportamentali non funzionali alla risoluzione del problema.</div><div>Allo stato attuale sono molte le persone afflitte da questo genere di disturbo così come molte sono le persone restie nel chiedere un supporto psicologico e/o farmacologico. Di fondo, la convinzione più comune è quella di dover nascondere la propria <b>fragilità </b>perché socialmente inaccettabile. Si crede che l’ansia sia una forma lieve di pazzia e come tale vada ben nascosta agli occhi dei più indiscreti.</div><div>L’ansia, invece, se presente in forma patologica (cioè in modo invalidante) è un disturbo a tutti gli effetti e seppur possa ingannare la sua vittima facendole credere di essere vicino alla perdita di qualsiasi forma di controllo, può essere gestito e curato.</div><div>Tra le forme di cura vi è l’utile ma non sempre risolutivo approccio farmacologico basato principalmente su due classi di farmaci: <b>benzodiazepine </b>e <b>antidepressivi</b>, spesso impiegati in associazione. L’approccio farmacologico, come già anticipato, è sconsigliabile come unico trattamento ed in alcuni casi può anche essere evitato totalmente. A stabilirlo dovrà essere il medico, lo psichiatra o lo psicologo competente in materia il quale dovrà stabilire il livello di gravità del disturbo e optare per le manovre curative migliori. E’ stato dimostrato che la psicoterapia <b>cognitivo- comportamentale</b> è di per sé efficace quanto l’approccio farmacologico ma è anche vero che l’approccio combinato (psicoterapia e farmacologia) è sicuramente quello che garantisce i migliori risultati.</div><div>Stabilire cosa sia più adatto per il proprio paziente è un compito dello specialista (psicologo e/o psichiatra)il quale comunicherà il percorso da intraprendere. A chi soffre di ansia dico di non temere nessuna delle due strade e di percorrerle con la massima motivazione.</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/aspetti-psicologici-nell-infanzia-trani.php#.V5oqxjUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Cagia</a></b> - <span class="fs12">Psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale</span></div><div><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Jul 2016 16:15:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?affrontare-il-panico</link>
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			<title><![CDATA[IO, LUI E I NOSTRI CONIUGI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_t6swki24"><div><br></div><div><br></div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/tradimenti-vita-coppia.webp"  title="" alt="" width="398" height="263" /><div><br></div><div>Ci sono donne che per svariati motivi possono ritrovarsi nell’arco della propria vita a ricoprire il tanto odiato ruolo dell’amante “rovinafamiglie”. Queste persone intraprendono una relazione fedifraga per svariati motivi: l’insoddisfazione verso un compagno privo di iniziative, la voglia di evadere dalla routine emotiva di coppia, la necessità di voler vivere sempre nuove avventure, il desiderio di far carriera e quindi lasciarsi andare tra le braccia di un capo “attento”, o ancora la voglia di sentirsi desiderata nonostante gli anni in più. Potrei continuare ad elencare altre mille possibili motivazioni alla base di un gesto così mal visto ma che risulta molto frequente. Il tema è assai delicato e necessita di tutte le precauzioni del caso per non risultare ripugnante agli occhi della lettrice ritrovatasi nei panni della fidanzata tradita. Non di rado accade,però, che la “donnamante” così tanto denigrata, da aguzzina diventi un’altra vittima del pericoloso gioco a tre. Infatti, dopo i primi periodi caratterizzati dall’illusione di vivere emozioni totalmente appaganti, la “donnamante” inizia a temere l’abbandono in quanto per sua stessa natura la relazione intrapresa è destinata (quasi sempre) a concludersi. Una tale percezione, più si protrarrà nel tempo, più causerà un profondo stato di malessere nei due amanti che finiranno per sperimentare stati ansiosi-depressivi. La psicoterapia cognitivo-comportamentale può essere una possibile risposta risolutiva a questa particolare situazione.<div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/aspetti-psicologici-nell-infanzia-trani.php#.V5oqxjUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Cagia </a></b><span class="fs12"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/aspetti-psicologici-nell-infanzia-trani.php#.V5oqxjUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Psicologa</a></b>, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale</span></div><div><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><span class="fs12">chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde</a></span><br></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti.</div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Jul 2016 15:56:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?io,-lui-e-i-nostri-coniugi</link>
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			<title><![CDATA[DIPENDENZA EMOTIVA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Elisabetta Pansini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_82s8v86k"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/dipendenza-emotiva-3.webp"  title="" alt="" width="425" height="283" /><br></div><div><br></div>Terza Parte.<div>Riprendo la disquisizione circa la tematica della dipendenza emotiva, affermando che sarà proprio quel "quid" di imprevedibilità e mistero, inevitabilmente insito in ognuno di noi, a farsi linfa vitale nell’evoluzione di qualsivoglia tipologia di rapporto: se è vero come è vero che l’essere umano funziona in base a leggi di “conferma e conservazione”, per dovere di umiltà dobbiamo ammettere che non ci sarà mai possibile conoscere la complessità dell’animo umano di una persona con precisione assoluta: questa descrizione oggettiva e razionale, tuttavia, non deve andar a ledere l’afflato emotivo/sentimentale che c’è tra due; sarebbe come parlare di meccanica senza contemplare l’energia.</div><div>Le emozioni, dunque, quelle che si producono nei legami d’amicizia, piuttosto che d’amore, sono spazi e tempi in cui entità differenti possono incontrarsi e alimentarsi, scambievolmente, della loro stessa energia. Sono angoli dell’esperienza umana in cui ognuno può sostare solo se in possesso di quel determinato valore di energia.</div><div>…potrei concludere dicendo che …ci salutammo senza esserci capiti, perché non è facile capirsi a questo mondo, ma …dovrò tratterenermi, perché ci siamo intesi!</div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/aspetti-psicologici-nell-infanzia-trani.php#.V5oqxjUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Elisabetta Pansini</a></b>, psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale.</div><div><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><span class="fs12">chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde</a></span><br></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Jul 2016 15:46:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?dipendenza-emotiva</link>
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			<title><![CDATA[I NUOVI NONNI: UNA RISORSA PER LA FAMIGLIA!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_087l9764"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/nonni-ricchezza-bambini.webp"  title="" alt="" width="423" height="635" /><br></div><div><br></div>Il termine <b>nonno </b>deriva dal latino "nonnus" che anticamente significava "balio" ( il marito della balia), invece al femminile la parola latina indica le nutrici vere e proprie ed anche le monache, forse per l’attività di assistenza ai bambini abbandonati, che molte religiose svolgevano. <div>Prima del Settecento, in Europa, agli anziani non era riconosciuto un ruolo affettivo e pedagogico nei confronti dei loro nipoti e, se lo svolgevano, in sostituzione dei genitori morti prematuramente, questo ruolo non era ufficialmente riconosciuto. E’ nell’Ottocento che i nonni acquistano un ruolo all’interno della famiglia, grazie allo sviluppo della <b>pediatria</b> e della pedagogia moderna, le quali hanno evidenziato i bisogni fisici e psicologici dei bambini, mostrando la necessità di fornire loro cure e attenzioni.</div><div>All’interno di questo clima di maggiore attenzione all’infanzia, gli anziani incominciano ad essere visti come una risorsa per la famiglia e la società, tanto che negli anni Sessanta del Novecento la figura sociale dei nonni, come dispensatori di cure ed affetto, appare già delineata.</div><div>Oggi, i nuovi nonni sono molto diversi da quelli di un tempo: hanno un aspetto giovanile, usano le nuove tecnologie, se sono in buona salute conducono una vita dinamica, frequentano l’Università della Terza Età, curano l’aspetto e la salute e soprattutto non si ritengono vecchi, ma si considerano adulti maturi.</div><div>Oggi, i nonni hanno acquisito una vera e propria identità sociale importante dal punto di vista educativo, confermata dall’istituzione, da parte del Parlamento, della festa dei nonni il 2 ottobre, data che celebra gli Angeli Custodi.</div><div>Ma cosa significa essere nonni?</div><div>E’ una condizione biologia, data dal fatto che il proprio figlio è diventato genitore, oppure cronologica e quindi tipica di una persona di una certa età, o è una scelta esistenziale che non comporta per forza la condizione biologica o anagrafica? Diventare nonni comporta in primis modificare l’immagine di sè, passando dal ruolo di genitore a quello di nonno, questo può essere semplice per quanti attendevano da tempo l’arrivo di un nipotino, ma più complesso per coloro che ancora associano l’immagine stereotipata di nonno alla vecchiaia. La ‘<b>nonnità</b>’ può suscitare nuove energie e soddisfazioni, la si può considerare un’esperienza unica, un nuovo motivo di vita. Nonni non si nasce ma si diventa e diventare nonni significa arricchire la propria vita, grazie ad un nuovo rapporto, trasmettere alle nuove generazioni i propri valori e le proprie conoscenze, supportare figli e nipoti facendo riferimento alle proprie esperienze di vita. L’essere nonni può essere un’opportunità per vivere con ottimismo questa fase della vita; a testimonianza di questo, riporto dichiarazioni di alcune nonne, una nonna afferma: ”i bambini danno una nuova forma di energia, hanno anche arricchito, non solo la mia vita emotiva, ma anche il rapporto che ho con i miei figli “, un’ altra nonna dice del proprio nipote: “ha portato gioia nella mia vita, allegria e risate” , un’altra commenta che per la prima volta le capita di lanciarsi in attività e frequentare luoghi di norma riservati a chi ha bambini e commenta: “ è un’occasione per vivere la mia infanzia”. (dichiarazioni tratte dal testo di Kitzinger S. “Diventare nonna: come affrontare un’esperienza travolgente senza esserne travolta”, Mondadori, Milano , 1999).</div><div>A questo punto verrebbe da chiedersi: “Ma l’essere nonni potrebbe rappresentare un ‘elisir di lunga vita?</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.V5ooCTUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b>, Psicologa Clinica.</div><div><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Jul 2016 15:37:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?i-nuovi-nonni--una-risorsa-per-la-famiglia-</link>
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			<title><![CDATA[DIPENDENZA EMOTIVA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Elisabetta Pansini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_dj638ckt"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/psicologia-dipendenza-emotiva.webp"  title="" alt="" width="372" height="558" /><br></div><div><br></div>Seconda Parte.<div>Ritorniamo a noi...</div><div>In che modo il razionale di riferimento, lo stato dell’arte, di cui innanzi, trova una sua propria consistenza, effettuale, tra gli esseri umani?</div><div>Si prenda, ad esempio, una situazione di vita prossima a tutti quanti noi: un legame di coppia.</div><div>Qual è il quadro <b>emotivo-cognitivo-comportamentale</b> entro cui potrebbero, potenzialmente, manifestarsi dinamiche quali gelosia, senso eccessivo di possesso, angoscia dell’abbandono, dipendenza?</div><div>Agente eziologico per antonomasia è uno scarso livello di autostima, che si evolve, poi, in scarso senso di autoefficacia percepita (self-efficacy), e tendenza a funzionare secondo un locus of control esterno, intendendo per quest’ultimo la necessità di certi esseri umani a pensare, agire, operare, decidere non secondo obiettivi e priorità autodeterminati, bensì in accondiscendenza con approvazione e parere di altri, solitamente significativi (ad esempio, il partner).</div><div>Per insinuarci ad un livello ancora più approfondito di analisi: “ho poca fiducia in me - non sono un granché - se non mi comporto come piace a ... lui/lei non mi vorrà più bene e mi lascerà”.</div><div>Mi si concederà la banalizzazione, giustificata da esigenze di chiarezza espositiva, ma oltremodo pertinente: questi i pensieri irrazionali, le distorsioni cognitive da cui scaturiscono vissuti di <b>gelosia</b>, dipendenza, unitamente a tutta una serie di comportamenti volti ad accertare la <b>fedeltà</b> dell’altro.</div><div>E’ indubbio che ogni essere umano ricerchi un partner per trovare risposta ad alcuni bisogni primari, non solo fisici, quali la riproduzione, ma anche, e soprattutto, emotivi; ciò che pone le basi per un legame diadico disfunzionale è l’utilizzo improprio dell’altro, o meglio del legame stesso, quale riempitivo di un senso di vuoto esistenziale, <b>ontologico</b>. Questo, inevitabilmente, produrrà un vuoto di senso relazionale. In altre parole, è come gettare il Nulla nel Vuoto.</div><div>Ogni essere umano è, nella sua totalità ed individualità, uno scrigno di pregi e difetti, di competenze ed inadeguatezze, un insieme di passioni e interessi che si intrecciano con idee e valori: scevro da connotazioni religiose “Ama il prossimo tuo come te stesso”, sta a significare esattamente questo. Consapevolezza, fiducia, in se stessi e nei valori insiti in ognuno di noi, che ci rendono unici e speciali, cui andrà ad unirsi, come in un canone per aumentazione intervallare, il patrimonio esistenziale e valoriale del partner…in un legame che sia di tipo ADDIZIONALE, se non addirittura moltiplicativo, e mai il contrario.</div><div>...Continueremo...</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/aspetti-psicologici-nell-infanzia-trani.php#.V5ol7jUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Elisabetta Pansini</a></b>, psicoterapeuta Cognitivo- Comportamentale.</div><div><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>chiedi alla psicologa di "Psicologia": <a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/psicologorisponde</a></div><div>Cercheremo di fornire consigli utili e approfondimenti.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Jul 2016 15:21:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?dipendenza-emotiva-1</link>
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			<title><![CDATA[SII PUR SEMPRE UN UOMO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c965pvo1"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/filosofia-approccio-vita.webp"  title="" alt="" width="418" height="276" /><br></div><div><br></div>“Sii <b>filosofo</b>, ma in mezzo a tutta la tua filosofia resta pur tuttavia un uomo” Oggi è il caso di soffermarsi su Hume (1711/1776), filosofo e storico scozzese, che ha posto la domanda su cos’è l’uomo e cos’è il filosofo. Hume afferma che l<b>’essere</b> è da interpretare e conoscere dal punto di vista gnoseologico, ossia come individuo che ha come caratteristica fondamentale la volontà di conoscere. E’ per questo motivo che “filosofa”, pur sapendo che non potrà conoscere mai tutto e a fondo; intersoggettivo, cioè vive a stretto contatto con gli altri esseri umani con i quali però non sempre vive serenamente; ontologico inteso come essere attivo ,disposto all’azione che non sempre è azione orientata al bene. Hume, dunque, ci presenta un uomo in senso e con accezioni negative, nel senso che evidenziano la relatività dell’essere umano. Tutto ciò ci insegna a capire che non possiamo possedere, conoscere tutto, nè dobbiamo farci prendere in modo esaustivo da una sola occupazione… Dobbiamo vivere la nostra vita in tutti i suoi aspetti e non solo attratti e fagogitati dalla scienza e conoscenza. Sempre da Hume ci giunge il consiglio a ritenere la filosofia una modalità pratica di approccio alla vita...non è la filosofia la disciplina che dà degli assoluti, perchè sa di non poterlo fare… La malinconia e l’incertezza è di chi crede di poter fare ciò! La filosofia che per Hume scioglie le contraddizioni è quella che fa sentire ignoranti, cioè incapaci di cogliere le cause ultime della realtà. Ribadisce che origine della filosofia è, non la <b>Ragione </b>come utile, proprio bensi’ moto dell’animo che si interroga, ma aggiunge che la vera filosofia è quella Scettica: saper dubitare dei propri dubbi e negare l’esistenza di una Verità assoluta. L’<b>Assolutismo</b> ha in sé mille limiti. Che dire? Non lasciamoci sopraffare dalle domande…quietiamo la mente..non lasciamoci sopraffare dall’illusione dell’afferrare tutto lo scibile, lasciamoci andare al fluire ondeggiante dei confini mobili ed elastici in cui circola il sapere. Sforziamoci sempre, come ci dice Hume di considerarci nella nostra finitezza, cibiamoci dei frutti dell’intelletto, ma “SII UOMO”, NON DIVENIRE CIOE’ FANTOCCIO NELLE MANI DEL POTERE SCIENTIFICO E TECNOLOGICO. Cosa direbbe il nostro filosofo di questi giovani uomini alla ricerca di Pokemon? E’ l’obnubilamento della ragione che rinuncia a quel poco che ha…porsi le domande è abdicare e quietare le domande, è lasciarsi vivere nell’aspetto ludico meno nobile possibile… <div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.V5oiEDUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Jul 2016 15:11:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?sii-pur-sempre-un-uomo</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[BAMBINI CON DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA’. LA RELAZIONE CON L’ANIMALE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Cecilia Scaringella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_zz2goros"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/pettherapy.webp"  title="" alt="" width="453" height="297" /><br></div><div><br></div>I bambini con Disturbo da Deficit di <b>Attenzione/Iperattività</b> presentano difficoltà a rimanere attenti o a lavorare su uno stesso compito per un periodo di tempo sufficientemente prolungato. Non riescono a seguire le istruzioni fornite, sono disorganizzati nello svolgimento delle loro attività, hanno difficoltà nel mantenere la concentrazione e raramente riescono a completare un compito, spesso passano da un’attività all’altra senza averne completata alcuna. Giocano in modo rumoroso, sono in continuo movimento, non riescono ad aspettare il momento opportuno per intervenire in un’attività o conversazione. Studi di tipo sociometrico (Grenell,1987) hanno confermato che “in contesti strutturati, dove i ragazzini con DDAI riescono ad assumere un ruolo più attivo e collaborante, emergono maggior numero di comportamenti cooperativi e volti al mantenimento delle relazioni di amicizia. Quando il loro ruolo è più passivo e non ben definito, i bambini iperattivi diventano maggiormente contestatari e incapaci di comunicare con i coetanei. Non riescono a rispettare le regole di comportamento e quelle dei giochi di gruppo.” Le <b>Terapie Assistite dagli Animali</b> offrono la possibilità di svolgere attività programmate di relazione che coinvolgono il bambino in un ruolo più attivo e collaborativo rispetto ad altri contesti.. Alcune attività si ispirano alla dimensione collaborativa: aiutare l<b>’animale</b> in un’attività, imparare il linguaggio dell’animale, unisce l’effetto decentrativo a quello empatico e favorisce la prosocialità, l’attitudine al rispetto delle regole e dell’autocontrollo al fine di poter condurre e portare a termine un gioco. In altre attività si allestiscono percorsi di agility in cui il bambino conduce il <b>cane </b>in percorsi ad ostacoli con il solo aiuto dei gesti e della voce. Tra cane e bambino si instaura così una relazione di conoscenza reciproca e di fiducia, di condivisione del piacere di giocare e muoversi all’aria aperta, di condivisione di regole e codici comunicativi comuni. La fiducia espressa dal cane nell’eseguire le indicazioni del bambino/conduttore, induce il bambino a dirigere l’attività favorendone l’acquisizione dell’autostima, dell’autoefficacia e del senso di responsabilità. E’ proprio la relazione con il <b>pet</b>, con le sue valenze collaborative e ludiche che mantiene alto l’interesse del ragazzo , la sua motivazione al rispetto delle regole, all’<b>autocontrollo</b>, al portare a termine l’attività in corso in un clima positivo, divertente,talvolta comico e scevro da giudizi. Il piacere della relazione diviene rinforzo e gratificazione di comportamenti positivi e adeguati. <div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-medico-veterinario-online-a-trani.php#.V5jmdDUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Cecilia Scaringella</a></b>- Logopedista- Equipe di Pet-therapy</div><div><br> &nbsp;<div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire “Pet-therapy e Sociale" su <a href="http://tiny.cc/pettherapy" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pettherapy</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Jul 2016 16:36:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?bambini-con-disturbo-da-deficit-di-attenzione-e-iperattivita---la-relazione-con-l-animale</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[PRIMO SOCCORSO IN CASO DI USTIONI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Zora Giovanna Del Buono]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5p44k513"><div><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/primo-soccorso.webp"  title="" alt="" width="446" height="540" /><br></div><div><br></div> Se si tratta di ustione da calore porre immediatamente la <b>parte ustionata</b> in acqua fredda di rubinetto o far scendere acqua fredda sulla parte per 10 minuti. Non perdere tempo a cercare di togliere i vestiti. Per ustioni sul viso applicare un panno di garza sterile o comunque pulitissimo bagnato (riduce la profondità dell’ustione e dà sollievo al dolore). Se l’ustione è dovuta a <b>sostanze chimiche</b> rimuovere subito qualunque abito contaminato e lavare via le sostanze chimiche dalla pelle con acqua calda per 10 minuti. Se su aree ampie usare la doccia. Non usare sapone a meno che la ferita sia molto sporca, perché rallenta la guarigione. Per controllare il dolore si può usare paracetamolo o ibuprofene, ogni 4-6 ore. Non aprire le vesciche piccole, sono più protette dalle infezioni se sono integre. Su ustioni aperte, applicare una pomata antibiotica e coprire con una medicazione sterile tipo Band-Aid, da cambiare ogni 2 giorni. Usare acqua calda e una garza per rimuovere eventuale materiale purulento in superficie. Probabilmente l’<b>ustione </b>sarà dolente per un paio di giorni, e poi comincerà a pelare come una ustione solare. Ustioni di primo o secondo grado per fortuna non lasciano cicatrici. In caso di ustioni estese, che interessino il viso soprattutto vicino agli occhi o palpebre, con il centro color carbone, causate da prodotti chimici, soprattutto acidi o alcali, da corrente elettrica, da polvere esplosiva, da incendio domestico, o in cui l’aspetto dell’ustione si modifichi con la comparsa di zone purulente o gonfie, è opportuno accompagnare il vostro bambino presso il Pronto soccorso. <div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/amare-bambini-e-amare-se-stessi.html#.V5jikjUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Zora Giovanna Del Buono</a></b> Pediatra Neonatologa</div><div> &nbsp;&nbsp;<div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div>Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" su <a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/pediatrarisponde </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Jul 2016 16:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA DISCALCULIA EVOLUTIVA]]></title>
			<author><![CDATA[Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_502nz9qz"> <div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/dislessia-disturbo-del-calcolo.webp"  title="" alt="" width="422" height="298" /></div><div><br></div><div><span class="fs12">La Discalculia evolutiva è un disturbo specifico dell’acquisizione e/o dell’apprendimento del calcolo che si manifesta in bambini di intelligenza normale, che non hanno subito danni neurologici. Essa può presentarsi associata a dislessia, ma è possibile che ne sia dissociata. Il “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali” (DSM-V) del 2014, la descrive come segue: “la caratteristica principale del Disturbo del calcolo è una capacità di calcolo (misurata con test standardizzati somministrati individualmente sul calcolo o sul ragionamento matematico) che si situa sostanzialmente al di sotto di quanto previsto in base all’età cronologica del soggetto, alla valutazione psicometrica dell’intelligenza e a un’istruzione adeguata all’età (criterio A). Il disturbo del calcolo interferisce significativamente con l’apprendimento scolastico o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità di calcolo (criterio B). &nbsp;Nel disturbo del calcolo possono essere compromesse diverse capacità, incluse le </span><b class="fs12">capacità linguistiche</b><span class="fs12"> (comprendere o nominare i termini, le operazioni o i concetti matematici e decodificare i problemi scritti in simboli matematici),</span><b class="fs12"> capacità percettive</b><span class="fs12"> (riconoscere o leggere simboli numerici o segni aritmetici e raggruppare oggetti in gruppi), </span><b class="fs12">capacità attentive </b><span class="fs12">(copiare correttamente numeri o figure, ricordandosi di aggiungere il riporto e rispettare i segni operazionali) e</span><b class="fs12"> capacità matematiche</b><span class="fs12"> (seguire sequenze di passaggi matematici, contare oggetti, e imparare tabelline)”. La legge 170/2010 richiama le istituzioni scolastiche e sanitarie all’obbligo di garantire “l’introduzione di </span><b class="fs12">strumenti compensativi</b><span class="fs12">, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere”. Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria. Ne è esempio la tavola pitagorica o la calcolatrice che possono aiutare nei calcoli, per non sovraccaricare la memoria del soggetto, permettendogli di concentrarsi sull’obiettivo del compito. Le misure dispensative sono invece interventi che consentono al bambino di non svolgere alcune prestazioni, che a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e non migliorano il suo </span><b class="fs12">apprendimento</b><span class="fs12">. Inoltre è importante garantire una comunicazione continua tra logopedista e insegnanti, al fine di formulare un Programma Didattico Personalizzato il più mirato possibile ai bisogni di ciascun soggetto.</span><br></div><div><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.V5iNkjUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras Logopedista</a></b></div><div><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi alla Logopedista: <a href="http://tiny.cc/logopedistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/logopedistarisponde</a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Jul 2016 10:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL RITIRO E IL RITORNO]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_jtt7d6pm"><div><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/disciplina-ritiro-ritorno.webp"  title="" alt="" width="428" height="268" /></div><div><br></div><div><span class="fs16">Ben ritrovati a tutti voi! Sicuramente molti saranno stati in spiaggia a nuotare o ad osservare semplicemente il mare… Avrete notato che le onde hanno un movimento di “Ritiro” e di “Ritorno” rispetto alla riva! Se non amate particolarmente il mare, potete notare lo stesso principio nel vento, anche quest’ultimo non soffia sempre costante, ma si ritira per un attimo per poi riprendere a soffiare! Bene, osservando questo movimento naturale diventa facile fare alcuni paragoni con la nostra vita. Per esempio, noi adesso siamo quell’onda del mare che sta per arrivare ad infrangersi verso la riva; quando saremo arrivati alla riva (morte fisica), la nostra coscienza si RITIRA in livelli di esistenza più sottili, per poi rimanifestarsi con un movimento simile al “Ritorno” dell’onda verso riva! Questo discorso è comprensibile ed accettabile solo da chi crede in realtà diverse, oltre a questa. Ma tornando alle nostre onde: spesso noi dovremmo essere come quelle masse d’acqua, imparando a muoverci con saggezza tra il Ritiro e il </span><b class="fs16">Ritorno</b><span class="fs16">. Quando il nostro corpo è scarico diventa IMPORTANTE ritirarsi nel silenzio (o nel caos se questo vi fa stare meglio) e nel buio (o nella luce, dipende dal soggetto). Chi si oppone a questa regola ritardando il ritiro, sarà, prima o poi, costretto da un malanno a ritirarsi in casa o nel peggiore dei casi in un ospedale. Noto che le persone che rispettano questa regola e che si ascoltano, si ammalano “massimo” una volta all’anno. Se l’onda non si ritira, l’acqua verrà assorbita dalla terra perdendo di vitalità e di purezza! Quando vi siete concessi un bel RITIRO allora il RITORNO alle vostre faccende sarà di impatto. Più ricaricate l’onda e maggiore sarà la forza generata da quest’ultima. Non solo la forza aumenta, ma anche la sua DURATA! Ho già parlato del riposo in altri articoli, in questa sede non mi sto riferendo al riposo come “RITIRO”, ma a tutte quelle attività che vi restituiscono le FORZE. Meditiamo e riflettiamo un attimo: Quali sono le attività, luoghi, suoni, odori, persone, ecc… che mi restituiscono le FORZE? Quando conosciamo ciò che ci fa bene, possiamo sempre attingere da quella fonte per rigenerarci e RITORNARE più forti e maestosi di prima! Prima di concludere vorrei fare un esempio di ricarica: in un giorno a settimana posso scegliere di recarmi in un luogo che mi piace particolarmente, circondandomi di persone che apprezzo o stare in solitudine, mettendomi in una posizione che preferisco, ascoltando musica stupenda o stando in silenzio, indossando abiti che mi facciano sentire BENE, respirando odori che mi riconnettano con la mia idea di Paradiso, tenendo nelle vicinanze, pietre, minerali o piante che mi facciano percepire la bellezza e qualsiasi altra cosa si voglia aggiungere è possibile farlo! Questo è il </span><b class="fs16">RITIRO</b><span class="fs16"> nel TUO regno! Dopo questa procedura il corpo si ricarica ed è pronto a restituire queste energie in tutte le cose che facciamo! Per il momento questo è tutto…Alla prossima e buon Ritiro!</span><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.V5eL7DUqxf4" target="_blank" class="imCssLink"><b>Suahìm AlKalema</b></a></div><div><br><div><a href="www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Sport e disciplina" su <a href="http://tiny.cc/sportbambini " target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/sportbambini </a></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 16:07:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-ritiro-e-il-ritorno</link>
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			<title><![CDATA[BORSELLO GUFETTO]]></title>
			<author><![CDATA[Matilde D'Addato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9639im67"><div><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/tutorial-gufetto.webp"  title="" alt="" width="479" height="359" /><br></div><div><br></div>Salve a tutti, questa volta vi mostro come realizzare un <b>borsello in pannolenci</b> con le sembianze di un famoso gufetto, tanto simpatico ai nostri bambini. Materiale occorrente: pannolenci giallo, blu e beige, cerniera di colore blu, 2 feltrini tondi, 1 anello in metallo da attaccare alla cerniera, ago, filo e forbici. Dopo aver stampato l’immagine del gufo, ne ricalchiamo il contorno di pannolenci blu, ottenendo, così, la base. Facciamo lo stesso per gli occhi e il pancino del gufo, sagomando i pezzi gialli per gli occhi e beige per la pancia. Fatto questo, si applicano e si cuciono su una sagoma blu, prima entrambi i cerchi gialli e il pezzo beige, poi, gli occhi, avendo cura di attaccare i feltrini scuri. Ora siamo pronti per applicare la cerniera lateralmente, unendo le due basi. Si procede successivamente, continuando a cucire tutt’intorno il borsello, tenendo fissati bene i due strati di pannolenci; infine sulla linguetta della cerniera possiamo agganciare l’ anellino di ferro per agevolarne l’apertura: il nostro simpatico borsello è pronto! Alla prossima!<div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/come-raccontare-attraverso-disegni-e-colore.html#.V5czZTUqxf4" target="_blank" class="imCssLink"><b>Matilde Daddato</b></a>, vignettista-fumettista</div><div><br><div><a href="http://cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire " Spirito Artistico " su <a href="http://tiny.cc/arte" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/arte</a></div><div> </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 09:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL PASSEROTTO E LA FIORAIA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_72k8ilhi"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/risveglio-della-natura.webp"  title="" alt="" width="405" height="364" /><br></div><div><br></div><div><br></div>In un paese molto carino, con un porto bellissimo ed una grande Cattedrale, viveva nella grande villa comunale, affacciata sul mare di un azzurro incredibile, una famiglia di passerotti: mamma, papà e cinque fratellini che trascorrevano il loro tempo a giocare con i bambini, quando le mamme, le nonne e le tate li portavano in villa. Era un posto fantastico, pieno di verde e con tanto mare intorno. Mamma Uga era molto attenta ai suoi piccolini e non li lasciava mai da soli; se doveva uscire per fare delle commissioni li affidava a papà Gino, raccomandando ai cinque fratelli di non farlo arrabbiare. I fratellini erano molto contenti di restare con papà Gino, perché lui li faceva divertire molto di più di mamma Uga e non diceva mai loro di stare fermi e zitti. Tutti vivevano sul grande albero e, a sera dopo cena, tutti andavano a dormire sotto l'ala sicura di mamma Uga. Un giorno, mentre tutti giocavano ai piedi del grande albero, il più piccolo dei fratelli che si chiamava Felice, eludendo la sorveglianza di mamma Uga, se ne andò a spasso per la città. E, volando di qua e di là, alla fine, il piccolo Felice non sapeva più trovare la strada di casa. Fu attratto da un bellissimo negozio dove si vendevano fiori e piante e tanti oggetti da regalo. Approfittò proprio di una bella pianta che era in esposizione per riposarsi un po'. Era così stanco che si addormentò... Al suo risveglio, sentì una bella voce che lo chiamava! Era Giovanna, la fioraia che, ascoltando la sua storia, capì il suo problema e, sentendo che abitava sul grosso albero della villa comunale, chiuse la sua casa dei fiori e lo accompagnò. Quando mamma Uga vide il suo piccolino, per prima cosa lo strinse forte forte a sè e poi lo sgridò. Felice capì la lezione e promise a mamma Uga che non si sarebbe più allontanato senza il suo permesso. Poi si avvicinò a Giovanna e le presentò tutta la sua famiglia: mamma Uga, papà Gino ed i suoi quattro fratelli e tutti furono molto felici di aver trovato una nuova amica. Giovanna salutò tutti e disse a Felice che, quando voleva, con il permesso di mamma Uga, poteva andare a trovarla per passare un po' di tempo insieme a lei e a volte ad aiutarla anche nella vendita dei suoi bellissimi fiori. Se vi trovate a passare per via Corato e sul vostro cammino incontrate una bella fioraia che ha come aiutante un piccolo passerotto, vorrà dire che avrete incontrato Giovanna e Felice. Cari bambini, la storia è terminata... vi servono dei fiori? Allora vi consiglio di andare in via Corato da Giovanna e, forse, incontrerete anche Felice! Tantissimi bacini dalla vostra nonna Gina. <div><br></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.V5cnYzUqxf4" target="_blank" class="imCssLink"><b>Maria Gabriella Finizio</b></a></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.V5cnYzUqxf4" target="_blank" class="imCssLink"><b>Nonna Gina</b></a></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br><div>Continuate a seguire "I nonni raccontano" su <a href="http://tiny.cc/nonni" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/nonni</a></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 08:57:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-passerotto-e-la-fioraia</link>
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			<title><![CDATA[LA LABIRINTITE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5322d1x0"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Labirintite--Sintomi-e-tipologie.webp"  title="" alt="" width="442" height="442" /><br></div><div><br></div><div>Si tratta di un'infezione specifica dell'orecchio che determina principalmente <b>problemi di equilibrio</b> e che per tale motivo il più delle volte viene confusa con altre patologie, che entrano in diagnosi differenziale. Nello specifico questa patologia interessa l'apparato vestibolare, cioè quella parte dell'<b>orecchio interno</b> deputata a inviare al cervello le informazioni relative alla posizione della testa e del corpo nello spazio, e del loro movimento. Questa condizione, compromettendo la normale funzionalità dei recettori di movimento, impedisce il corretto equilibrio, generando, nella maggior parte dei casi, vertigini. A seconda delle cause, si identificano diverse tipologie di labirintite.<br><br>LA LABIRINTITE VIRALE O NEUROLABIRINTITE può essere la conseguenza di una precedente malattia tipo <b>mononucleosi, morbillo, orecchioni</b>, oppure una specifica infezione del labirinto. In questi casi i sintomi più comuni, che si presentano in maniera improvvisa e durano per qualche settimana senza lasciare grossi postumi sono: <b>ipoacusia</b>, vertigine, nausea e vomito.<br><br>LA FORMA BATTERICA è causata da batteri piogeni, ovvero che causano pus, di cui i più comuni sono gli stafilococchi, <b>streptococchi</b>, <b>escherichia coli</b>, haemophilus influenzae. Di questa categoria fanno parte anche le labirintiti tubercolotiche. La sintomatologia di questa forma è pressoché la stessa di quella virale, le complicanze però sono decisamente più serie poiché possono determinare danni uditivi permanenti.<br><br>LA <b>LABIRINTITE SIFILITICA</b> è relativa all'infezione acquisita o congenita della sifilide. Nel primo caso l'infezione si contrae per via sessuale, nel secondo la trasmissione avviene dalla madre al feto attraverso la placenta. Questa forma di labirintite si realizza per mezzo di due diverse patologie, di cui la prima è la <b>meningite</b> (il più delle volte trasmessa nelle forme acquisite) che trasmette l'infezione al labirinto attraverso il nervo vestibolococleare che è deputato a trasmettere le informazioni dell'orecchio, e la seconda è l'osteite (conseguenza sia di una sifilide congenita che acquisita). In questa forma la trasmissione avviene dall'osso temporale al labirinto, è quasi sempre bilaterale e compromette totalmente la capacità uditiva del paziente. <br><br>Un'altra forma di LABIRINTITE PUÒ ESSERE DATA DALLA <b>FRATTURA DELLA ROCCA PETROSA</b>, una parte dell'osso temporale caratterizzata dalla presenza delle cavità dove alloggia l'orecchio interno, e che in virtù di un trauma può provocare infiammazione e petrosite facilmente trasmissibile al labirinto.<br><br>Vi sono infine delle forme di LABIRINTITE DATE DA SPECIFICI TUMORI che interessano l'orecchio interno. Nel diagnosticare questo tipo di patologia, di notevole aiuto sono la Tac o la Risonanza magnetica che consentono all'Orl di visualizzare i tessuti molli interni all'orecchio, l'<b>esame audiometrico</b> per valutare una eventuale perdita della capacità uditiva e l'esame audiovestibolare onde verificare la risposta del labirinto a determinate stimolazioni. In merito alla terapia va precisato che non esiste un protocollo unico, data la varietà di cause della patologia. Tuttavia il primo obiettivo terapeutico riguarda la guarigione del labirinto dall'infiammazione, in secondo luogo si va ad agire sui sintomi invalidanti quali nausea e giramenti di testa, infine è importante agire sull'aspetto psicologico del paziente poichè il sopraggiungere di uno stato ansioso può ulteriormente interferire con i problemi dell'equilibrio. </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.VxvN-I9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Pagnotta Giorgio</a></b></div><div><b>Audioprotesista Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Jul 2016 12:13:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-labirintite</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[IUS AD BELLUM e IUS IN BELLUM]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_zhabw541"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Guerra-e-etica-Filosofia-e-riflessioni.webp"  title="" alt="" width="382" height="559" /><br><br>Molti filosofi si sono occupati del concetto di guerra dandone una propria personale interpretazione: Eraclito, Anassimandro, lo stesso Platone, Erasmo da Rotterdam, Montesquie, Kant... Ma mi incuriosisce la posizione di<br> Michael Walzer (new york, 3 marzo 1935), un filosofo statunitense il quale ha distinto, analizzando la guerra due aspetti : ius ad bellum e ius in bellum. <br> La prima definizione per il filosofo statunitense spiega che chi intraprende una guerra deve aver analizzato e interiorizzato una giustificazione morale che riguarda la <b>legittimità delle sue azioni</b> (lo ius ad bellum, il diritto di fare la guerra). Secondo lo "ius ad bellum" la guerra può in genere essere considerata come "legittima", giustificata, quando risponde ad una necessità di autodifesa così come accade nel diritto individuale dove ciascuno è legittimato a difendersi per la salvaguardia della propria integrità o a soccorrere chi è stato violentemente aggredito.<br> A &nbsp;questo proposito vorrei ricordare molti italiani che aspettano un giudizio dal tribunale per aver "osato" difendersi da tentati furti in casa...<br> Lo "ius in bello" è la situazione di chi, combattendo, si &nbsp;interroga sui motivi ma anche sulle azioni, se siano giuste o meno, di ciò che sta facendo e quali <b>limiti</b> debba avere la sua azione violenta &nbsp;come ad esempio quelli di escludere i civili dai combattimenti. <br> Si comprende bene e immediatamente che qualsiasi guerra va ben oltre il semplice concetto di autodifesa e spesso anche i civili anzi sempre sono coinvolti e sono la parte passiva e più indifesa della guerra.<br> Ritengo necessario riconoscere che una nuova etica stia &nbsp;abbracciando i vecchi canoni per i quali si dichiarava guerra e &nbsp;questa etica andrebbe analizzata attentamente senza il vuoto e meschino chiacchiericcio mediatico.<br> Nuovi scenari ci spingono a non poter più accettare la concezione ispirata alla posizione darwiniana della &nbsp;guerra di Steinmetz (filosofo e sociologo olandese) per la quale «ogni &nbsp;guerra è una necessità, al pari di ogni altro fenomeno, così com'è necessario tutto ciò che accade. Dato il mondo intero così com'era, ogni singola guerra era inevitabile.»<br>E neppure possiamo più ritenere la guerra benefica perché ristabilisce equilibri.<br> Non dovremmo essere oltre? Non dovremmo già aver <b>superato il vecchio modello</b>?<br> No, accidenti, questa epoca sembra un'epoca di regresso ideologico e morale.<br>Posso certamente condividere che la guerra alla fine ha sempre causato uno sviluppo delle potenzialità intellettuali e morali dell'individuo e della collettività, ma perché a me sembra che non si evolva? Perché ho l'impressione che eticamente e moralmente l'intera collettività sia ferma ai <b>vecchi scontri tra culture</b> senza guardare al di là?<br>Senza analizzare le ragioni che spingono ad atti violenti si sarà fermi solo all'osservazione violenta di immagini, alla descrizione dettagliata e attanagliante di persone sopravvissute. Come osservare una &nbsp;telenovela. NON VOGLIO DI PI<span class="fs16">Ù</span><span class="fs16">: voglio comunicazione, analisi, possibilità di dialogo forse sono un filosofo utopista?</span><br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Elena Ventura</a></b><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Jul 2016 12:12:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?ius-ad-bellum-e-ius-in-bellum</link>
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			<title><![CDATA[DIPENDENZA EMOTIVA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Elisabetta Pansini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_dcii2o60"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Riflettere-sulle-emozioni-Psicologia.webp"  title="" alt="" width="425" height="281" /><br><br>"Emozione", dal latino emovere (ex: fuori + movere: muovere), letteralmente portare fuori, o, traducendo più liberamente, scuotere. Etimologicamente, dunque, l’Emozione altro non è che uno <b>scuotimento dell’animo umano</b>.<br> Quale, quindi, il “motore mobile” dell’essere umano: l’eterna sintesi degli opposti (che si attraggono), o, per dirla con un famoso adagio “chi si somiglia, si piglia”?<br> Esaminando, invero, la faccenda da un punto di vista meramente - me lo si conceda! - psicologico, la capacità di emozionarsi insita in ognuno di noi, o il differenziale di dipendenza emotiva, ovvero quello scarto di imprevedibilità contemplato in ogni trasformazione fisica (e psichica), si perde nella notte dei tempi delle primissime relazioni d’attaccamento di ogni essere umano, verosimilmente, instaurate con i <b>caregiver</b>, o le figure di accudimento, tipicamente la figura materna.<br> Un legame di attaccamento che sia funzionale, sano, efficiente, sicuro, presuppone, all’interno dell’essere umano, il giusto equilibrio tra comportamenti di esplorazione e di attaccamento, ma soprattutto la consapevolezza (in accordo con il “principio di permanenza dell’oggetto”) del fatto che il caregiver, quantunque fuori dal proprio campo visivo circoscritto, sia disponibile, pronto al ricongiungimento nel caso vi sia un pericolo o semplicemente una necessità, nonché a <b>dispensare affetto e protezione</b>.<br>L’aver sperimentato, in età evolutiva, la possibilità di instaurare un legame d’attaccamento della tipologia di cui innanzi, determina, nell’essere umano adulto, la capacità di stabilire relazioni di coppia, amicali, duali o di gruppo caratterizzate da fiducia reciproca e nelle buone intenzioni altrui, sicurezza circa la presenza e disponibilità, fisica ed emotiva, costante dell’altro, e scevre dalle categorie emotive di gelosia, possesso, o invidia che darebbero adito al generarsi di dinamiche disfunzionali quali dipendenza, invischiamento, timore del giudizio altrui, angoscia di non esser amati o di abbandono.<br> Da un &nbsp;punto di vista squisitamente nosologico, le suddette tipologie di legame d’attaccamento, in età evolutiva ed adulta, vengono indagate, rispettivamente, mediante le procedure della Strange Situation, ideata da Mary Ainsworth, sulla base della Teoria dell’Attaccamento di John &nbsp;Bowlby, e dell’Adult Attachment Interview, di Mary Main.<br> <br><b> Dott.ssa Elisabetta Pansini</b><div><b>Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale</b><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"</div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Jul 2016 12:12:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?dipendenza-emotiva-2</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[BARZELLETTE SOTTO L’OMBRELLONE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9j1p6715"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Pensieri-di-nonni-Barzellette-in-estate.webp"  title="" alt="" width="488" height="325" /><br></div><div><br></div><div>1 -Quale è il mare più giovane? Il marmocchio!<br>2 -Quale è il mare preferito per merenda? Il marmellata!<br>3 -Quale è l'animale che non vuole stare in gabbia?) Il gabbiano!<br>4 -Cosa è un cactus? L'albero di Natale del fachiro!<br>5 -Cosa fa una mucca di legno? Il latte compensato!<br>6 -Come si chiama l'uccello più curioso? L'impiccione!<br>7 -Quale è l'animale più ignorante? La gallina, perché ha tante penne, ma non sa scrivere!<br>8 -Cosa fa una formica su una montagna di zucchero? La settimana bianca!<br>9 -Che fa un televisore in mezzo al mare? Va in onda!<br>10 -Come si chiama il cane del dentista? Canino!<br>11 -Cosa fanno quattro caramelle in un campo di calcio? Si scartano<br>12 -Che ci fa una formica in un bicchiere di acqua frizzante?<br>13 -Qual’è il poeta preferito delle mucche? Giovanni Pascoli!<br>14 -Come si chiamano i genitori dell'uomo invisibile? Trasparenti!</div><div>15 -Quale è il lavoro delle topoline più affascinanti? La top model!<br>16 -Che cosa dice un polpo alla polpa? Ciao bella polpetta!</div><div>17 -Quale è il giudice italiano più severo? Massimo della Pena!<br>18 -Un sostantivo chiede al verbo: “mi vuoi sposare?”, e il verbo risponde: “mi dispiace, sono già coniugato! Cari bambini divertitevi con i vostri amici e buone vacanze! Nonna Gina. </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 24 Jul 2016 18:30:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?barzellette-sotto-l-ombrellone</link>
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			<title><![CDATA[AUTISMO: COME FAVORIRE LA COMUNICAZIONE E L'INTERAZIONE SOCIALE ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Valentina Vania]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_q7r43x1l"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Autismo-e-comunicazione-Strategie-e-accorgimenti.webp"  title="" alt="" width="457" height="357" /><br> <br>Ecco 6 strategie importanti da mettere in pratica, quando si vuole interagire con un bambino con disturbi dello spettro autistico.<br><span class="fs16">È</span> necessario:<br> - Stabilire e mantenere un <b>contatto oculare</b> e spronare il bambino a fare altrettanto;<br> - Parlare in modo chiaro e servendosi dell'ausilio di immagini in caso di difficoltà linguistiche;<br> - Utilizzare visione di filmati, letture di fumetti per aiutare il bambino a comprendere l'uso della comunicazione NON VERBALE;<br> - Presentare dei dialoghi scritti sotto forma di immagini o di simboli al fine di insegnargli come e cosa dire all'altro;<br> &nbsp;- Realizzare un quaderno definito "<b>Quaderno dei resti</b>" in cui incollare &nbsp;immagini rappresentanti esperienze vissute a scuola o in famiglia, con &nbsp;l'obiettivo di favorirne il racconto;<br> -<b>Premiare</b> ogni tentativo di <b>comunicazione spontanea</b>.<br> &nbsp;Questi bambini, a causa dei deficit delle competenze relazionali, hanno &nbsp;bisogno di strumenti adeguati per interagire con gli altri,<br> pertanto è importante:<br> - Insegnare a salutare in classe compagni e insegnanti;<br> - Attirare l'attenzione degli altri prima di parlargli, toccandoli o chiamandoli;<br> - Insegnare a chiedere aiuto nel momento di bisogno con l'ausilio di immagini (se necessario);<br> - Promuovere e sostenere la conversazione con i compagni, organizzando giochi e attività insieme;<br> - Incoraggiare a condividere le proprie cose con gli altri.<br> <br><b> Dott.ssa Valentina Vania<br> Educatrice, Pedagogista, esperta nei processi formativi</b><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 24 Jul 2016 18:28:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?autismo--come-favorire-la-comunicazione-e-l-interazione-sociale-</link>
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			<title><![CDATA[IMMAGINAZIONE E SPERANZA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ujgv48m7"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Speranza-ed-educazione-Insegnare-con-perseveranza.webp"  title="" alt="" width="471" height="314" /><br> <br>Quello che caratterizza la mente del bambino è, senza dubbio, l'immaginazione. Egli, osservando ed imparando la vita, la immagazzina attraverso <b>idee e concetti acquisiti</b>, ma li immagina anche, andando oltre l'attimo fuggente e temporale di un fenomeno a cui assiste e di cui si rende testimone, oltre il tangibile ed il concreto delle cose che lo circondano. L'aspetto ludico e fantasioso dell'insegnamento a lui proposto da una didattica atta a fornirgli strumenti interpretativi e creativi della realtà, ha comunque un ulteriore ed importantissimo scopo: insegnare la speranza.<br>Immaginare, equivale infatti a sperare. Quel che sosterrà la sua crescita e tutta la sua vita, specie nei momenti più difficili, sarà infatti solo la speranza. Quella "dea" sempre ultima a morire, perché caparbia, forte ed indistruttibile. Un giovane privo di speranza non sarà mai tale nei suoi progetti, nè un adulto potrà immaginare ancora un miglior futuro, se non avrà la speranza. Perfino l'anziano sarà in &nbsp;grado di sognare ancora, grazie alla speranza coltivata nel lungo compimento dei suoi anni. Speranza, vuol dire "<b>non mollare mai</b>", non permettere alla propria anima di cadere nella tentazione dell'umana corruzione. Speranza fa rima, non solo grammaticalmente, con temperanza e perseveranza e con tutto quel che di buono può procurare un atteggiamento positivo verso la propria esistenza, fosse anche la peggiore delle esistenze ai propri occhi. Dunque, occorrerà sempre <b>insegnare la speranza</b>, poiché nessuna cultura saprà compensarne l'assenza. Insegnare a sognare, ad immaginare per insegnare a SPERARE.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Angela Bini</a></b><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"<br><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 24 Jul 2016 18:25:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?immaginazione-e-speranza</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[I GIRASOLI]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_80ov78iw"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Dolci-girasoli-Creativita-in-vacanza.webp"  title="" alt="" width="490" height="490" /><br></div><div><br></div><div>In antichità i girasoli erano i fiori che rappresentavano il <b>Dio Sole</b> presso le popolazioni indigene. Impossibile, infatti, non pensare al sole con i suoi petali gialli! Oggi ho pensato di proporvi un tutorial al fine di creare il fiore girasole, dallo stile raffinato e sicuramente creativo, anche se l'estate non è proprio il periodo migliore per usare la pasta di zucchero ma, si sa, la <b>fa</b><span class="fs16"><b>ntasia</b> non va mai in vacanza e per questo in commercio è disponibile la pasta di zucchero per modelling, perfetta per piccoli lavoretti estivi!</span></div><div><br></div><div><b>Annalisa Stillavato</b></div><div><b>Cake designer - delegata provinciale Bari FIAB</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 12:47:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?i-girasoli</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[UN ALTRO MOTIVO PER FARE ARTI MARZIALI O YOGA?]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_y8oi2z95"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Camminare-scalzi-Equilibrio-interno.webp"  title="" alt="" width="479" height="375" /><br><br>Qualche giorno fa ho notato come spesso noi camminiamo nelle nostre scarpe, senza avere quasi mai il <b>contatto con la terra</b>, ma tra noi e il suolo c’è sempre una suola in gomma o materiali simili.<br> Quando si praticano arti marziali, yoga o sport simili, lo si fa stando scalzi stabilendo il contatto diretto con il pavimento!<br> Questo è importante perché <b>migliora l’equilibrio</b>, <b>stimola gli organi interni</b> attraverso i punti riflessi e migliora la circolazione!<br> Probabilmente alcuni di noi non camminano mai scalzi!<br> Bene oggi possiamo sperimentare <b>la camminata consapevole senza scarpe</b>, e la possiamo fare in casa o in mezzo alla natura!<br> L’importante è non andarsene in giro per la città senza scarpe l’asfalto è l’ultima cosa di cui ha bisogno il nostro piede!<br>Un altro buon esercizio da fare è quello di scuotere o battere i piedi contro il pavimento, in modo tale da stimolare la circolazione!<br> Alla fine di una bella camminata possiamo lavarci i piedi in acqua fredda, il che aiuta sempre la circolazione!<br>Come mettiamo i piedi per terra per stabilire un contatto con la materia, così la nostra anima mette i piedi sul nostro corpo per stabilire un contatto con noi!<br> Per il momento è tutto!<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Suahìm AlKalema</a></b><br><div><div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 12:44:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?un-altro-motivo-per-fare-arti-marziali-o-yoga-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IL PROCEDIMENTO CIVILE MINORILE PRESSO IL TRIBUNALE PER I MINORENNI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_k6r7177g"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Tribunale-dei-minori-Procedimenti-e-leggi.webp"  title="" alt="" width="477" height="318" /><br><br>Sarebbe il caso di far chiarezza sulle modalità con cui si avvia un procedimento riguardante <b>minori perseguibili civilmente</b>, poiché spesso vi è ancora confusione a riguardo. <br>Premesso che la competenza territoriale appartiene al Tribunale per i Minorenni del luogo in cui il minore dimora abitualmente, anche se non coincidente con la residenza del genitore.<br> <br> L’inizio del procedimento avviene su ricorso del genitore, dei parenti entro il sesto grado o del Pubblico Ministero presso il Tribunale dei Minori (quest’ultima tipologia, nella maggior parte dei casi).<br> Il T.M. può aprire d’ufficio un procedimento solo eccezionalmente nei casi molto urgenti (art. 336 comma 3), ma di regola è il P.M. che ha l’<b>iniziativa processuale a protezione del minore</b> e &nbsp;quindi la legittimazione ad agire. I servizi degli enti locali non hanno diretta legittimazione ad agire: essi possono solo segnalare il caso al &nbsp;P.M. presso il T.M., il quale - dopo avere effettuato un’inchiesta preliminare (ad es. chiedendo un approfondimento al Servizio Sociale - deciderà se fare ricorso, individuando la tipologia d’intervento che appare più utile e praticabile nell’interesse del minore. Il minore non è legittimato ad invocare in via diretta l’intervento del giudice (TM): può solo rivolgersi personalmente al P.M. che, se ne riterrà esistenti i presupposti, assumerà l’iniziativa per aprire il procedimento. L’art. &nbsp;12 della <b>Convenzione O.N.U.</b> dell’89 (ratificato in Italia con L. 176/91) &nbsp;sui <b>diritti dell’infanzia</b> fa obbligo agli Stati di offrire al minore la possibilità di essere ascoltato in tutti i procedimenti giudiziari che lo coinvolgono.<br> Il 25 gennaio 1996 a Strasburgo il Consiglio d'Europa ha aperto alla firma e alla ratifica (In Italia con L. 77/2003) &nbsp;degli Stati la <b>Convenzione europea sull'esercizio dei diritti da parte dei minori</b>. Essa mira a promuovere un'ampia partecipazione del minore nei procedimenti familiari che lo concernono riconoscendogli il diritto ad essere sempre ascoltato, ad essere rappresentato in giudizio da un proprio rappresentante, a rivestire, in alcuni casi, il ruolo di parte nei procedimenti che investono la sua persona.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-nel-sociale-per-comprenderne-l-essenza.html#.Vv5-IaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Patrizia di Lernia</a></b><div><b>Assistente Sociale - Operatrice di Terapia e attività assistita dagli animali</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 12:32:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-procedimento-civile-minorile-presso-il-tribunale-per-i-minorenni</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[SICUREZZA IN ACQUA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Ilaria de Chirico]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ahivwua7"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Sicurezza-in-acqua-Salvataggio-e-regole.webp"  title="" alt="" width="463" height="319" /><br></div><div><br></div><div>Il fallimento della prevenzione espone il bambino ad un grave pericolo, oggi facilmente evitabile. Un numero elevato di decessi (appunto evitabili) sono dovuti alla mancata sorveglianza; l’<b>attenzione sulla sicurezza in acqua</b> va posta anche quando i bambini giocano su acque poco profonde: basta poca acqua per rendere un gioco da sorvegliare! Gli annegamenti in età pediatrica sono la seconda causa di morte accidentale, dopo i traumi. Si stima che la prevenzione da sola possa abbattere dell’85% la mortalità per annegamento: sono 5 le regole che ci possono aiutare ad arginare tale problematica terribile.<br>1 -La supervisione adeguata: bagnino, genitore attento e istruito ai pericoli dell’acqua.<br>2 -L’<b>insegnamento del nuoto</b>: saper nuotare è una buona base per evitare l’annegamento.<br>3 -Far conoscere l’ambiente acquatico, il significato delle bandiere e &nbsp;del fischietto utilizzato dal bagnino.<br>4 -La conoscenza della pericolosità delle correnti, del mare mosso, degli ingressi in acqua con notevole sbalzo termico.<br>5 -Avere l’attrezzatura per la sicurezza in acqua: il soccorso in acqua non si improvvisa, non riesce ad impedire ad un genitore di entrare in acqua per fare un soccorso, ma almeno si deve istruirlo su come farlo in sicurezza: si entra in acqua solo con attrezzatura di soccorso. Attenzione, se il bambino che sta annegando non &nbsp;si agita e non grida aiuto, ha un <b>galleggiamento in posizione prona</b>, ovvero a faccia in giù.<br>La motivazione principale dell’ANNEGAMENTO è la <b>DISTRAZIONE</b>, ad oggi lo smartphone è la prima fonte di distrazione per il genitore! </div><div>Quindi facciamo ATTENZIONE! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b>Dott.ssa Ilaria De chirico</b></div><div><b>Istruttrice Primo Soccorso e BLSD</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 12:11:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?sicurezza-in-acqua</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[EVITARE LE TRUFFE IN AMBITO EDUCATIVO: QUALE SPECIALISTA SCEGLIERE?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_csk2romv"><form rel="async" method="post" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;]&quot;}" action="/ajax/ufi/modify.php" onsubmit="return window.Event &amp;&amp; Event.__inlineSubmit &amp;&amp; Event.__inlineSubmit(this,event)"><div data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;\u003C&quot;}" aria-hidden="true"><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div></div><div></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Psicologia-evolutiva-Evitare-truffe.webp"  title="" alt="" width="456" height="304" /><br></div></form> <br>Negli ultimi anni si è verificato un aumento di diagnosi nel settore della psicopatologia evolutiva, questo significa che un maggior numero di bambini presenta una qualche <b>disturbo di apprendimento</b> e non solo.<br>Interrogarsi sul perché di un tale fenomeno, non è oggetto di questo breve articolo ma l’intenzione è quella di dare alcuni suggerimenti ai quei tanti genitori che si ritrovano a dover scegliere lo specialista più adatto.<br> Il motivo è semplice: evitare truffe mascherate da buone intenzioni e vesti di personale “fintamente” qualificato.<br> Per questo, qui di seguito, trovate alcuni comportamenti da mettere in atto in tale fase.<br> 1 -Rivolgersi al Servizio Sanitario Locale del proprio territorio e chiedere informazioni;<br>2 -contattare le principali associazioni Nazionali di Genitori (<b>fare una ricerca su internet</b>) e chiedere loro un primo supporto. Un genitore non ha interessi di altro tipo se non quello di aiutare persone che vivono la stessa condizione di sofferenza;<br> 3 -fare un’analisi attenta delle realtà private esistenti sul proprio territorio, chiedendo &nbsp;esplicitamente titoli e referenze agli specialisti contattati. Alcuni &nbsp;di questi, sono finti esperti che operano senza aver conseguito percorsi completi di studio;<br> 4 -visionare gli <b>albi regionali degli specialisti</b> ed accertarsi della loro registrazione;<br>5 -pur avendo optato per un percorso privato, mantenete un contatto con la <b>Asl territoriale</b> di riferimento e con le <b>associazioni genitoriali locali</b>.<br> Infine se siete a conoscenza di situazioni poco trasparenti potete fare una segnalazione all’ordine dei professionisti della Regione di appartenenza (fate una ricerca su internet) o denunciate &nbsp;l’accaduto ad un avvocato il quale dopo aver valutato il caso specifico, &nbsp;potrà indicarvi come procedere.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.VxN-3o9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Annalisa Cagia</a></b><div><b>Psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale</b></div><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 12:08:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?evitare-le-truffe-in-ambito-educativo--quale-specialista-scegliere-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[BACIO TRA ADULTO E MINORE DI 14 ANNI È VIOLENZA SESSUALE ANCHE SE LA MINORE È CONSENZIENTE]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6s2k31n5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Minori-di-14-e-sesso-Comportamenti-e-reati.webp"  title="" alt="" width="436" height="494" /><br></div><div><br></div>Per la Corte di Cassazione un bacio tra un adulto e una <b>minore</b> di anni 14, un atto sessuale, anche se la minorenne lo definisce “appassionato e consensuale”, questo non vale, né sotto il profilo oggettivo né sotto il profilo del dolo, ad escludere il reato.<br>Così l’uomo è stato condannato per il reato di violenza sessuale per aver dato un bacio ad una minore, asseritamente consenziente, anche perché anche alla luce dell'evoluzione dei <b>costumi</b> e della <b>sessualità</b>, se e quando un minore possa liberamente esprimere la sua volontà in materia, proprio, di comportamenti sessuali, ha affermato che il consenso di una persona infraquattordicenne, pur "alla stregua dell'evoluzione umana e sociale", rimane assoggettato sul piano normativo da "un giudizio assoluto di immaturità", con ciò, implicitamente ma inequivocamente, escludendo che la sua presenza possa comunque integrare la carenza del dolo nell'individuo maggiorenne che con tale persona compie l'atto sessuale.<br> <br> Cass. Pen., Sez. III, 22 luglio 2015, n. 31934 <br> <br><b>Avv. Luca Volpe</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> per maggiori "<a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a>"<br><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 11:59:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?bacio-tra-adulto-e-minore-di-14-anni-e-violenza-sessuale-anche-se-la-minore-e-consenziente</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LETTERA DI UNA RAGAZZINA DIVERSAMENTE ABILE ALLA SUA MAMMA ]]></title>
			<author><![CDATA[Valeria De Simola]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xk6he7yt"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Disabilita-e-Pensieri-Da-figlia-a-mamma.webp"  title="" alt="" width="464" height="770" /><br></div><br>"Cara mamma, lo so che non è stato facile per te il profondo cambiamento che ho portato nella tua vita, ma voglio raccontarti una cosa.<br> Ogni anima prima di incarnarsi, sa già quale percorso deve compiere, così anch'io sapevo che sarei nata per vivere un certo tipo di <b>esperienza</b>.<br>La scelta di nascere e vivere un'esistenza"difficile", è una scelta dura e faticosa, ma anche una scelta d'amore che solo le anime molto sensibili ed elevate possono permettersi di fare.<br> Non è facile da &nbsp;capire, non è tutto semplice, ma credimi non è la manifestazione fisica &nbsp;che conta, ma la mia <b>anima</b> che è pura e questo lo hai capito subito dalla prima volta che mi hai preso tra le tue braccia.<br> Del resto ognuno di noi sceglie i genitori ed io vi ho cercato e vi ho trovati.<br> Dovevo essere sicura di essere accettata e amata completamente, dovevo trovare due persone stupende come voi.<br>Spero ti faccia piacere sapere che stai svolgendo un compito superiore che non è da tutti, un compito che ti viene affidato dal cielo.<br> Sai, alcune mamme, non certo tu, vivono questa esperienza male, quasi come una punizione e non sanno che è un premio da un 'essere' che ha tutta la capacità e l'amore per vivere un tipo di esperienza così delicata e a volte faticosa, che sa dare momenti unici che non si possono descrivere.<br> Questi momenti li conosciamo io e te, non si possono spiegare con le parole, ma solo con le <b>emozioni</b> e con quelle energie d'amore che si scambiano.<br> Mamma, come vorrei che tu riuscissi a comunicarlo a tutte quelle persone che ignorano la danza delle nostre varie esistenze.<br> Noi tutti siamo esseri di luce che ogni tanto scendono per incontrare luci simili che si sono riconosciuti per stare insieme.<br> Tu, cara mamma sei nata per aspettarmi ed io sono arrivata, tutto come era scritto.<br>Non preoccuparti troppo per me, stai facendo tutto, abbi solo fiducia quanta io ne ho in te e continuiamo la nostra danza con la musica che gli Angeli hanno composto per noi.<br> Ti voglio bene, mi vuoi bene e l'amore è la risposta ad ogni cosa".<br> Tratto dal blog <a href="http://www.pianetadonna.it" target="_blank" class="imCssLink">www.pianetadonna.it</a><br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-amore-che-va-oltre.html#.VzHcLI9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Valeria de Simola</a></b><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Jul 2016 18:02:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?lettera-di-una-ragazzina-diversamente-abile-alla-sua-mamma-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[IL LEONE E L’ASINELLO]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_uvv3zk5m"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Nonna-Gina-Una-favola-di-coraggio.webp"  title="" alt="" width="510" height="382" /><br></div><div><br></div><div>C'era una volta un asinello di nome Cordelio, un po’ vanesio, che si vantava sempre con gli altri animali della sua forza e del suo coraggio. Un giorno ricevette una proposta dal più importante felino della foresta, il leone che gli disse di aver sentito molto parlare del suo coraggio e avrebbe voluto formare una società con lui. Da quel giorno iniziò la loro società, ma mentre l'asinello era buono e laborioso, il leone era molto cattivo e usava Cordelio per catturare gli animali e poi mangiarseli. Un giorno, all'alba, il leone svegliò l'asino e gli disse che doveva far uscire delle caprette selvatiche che si nascondevano in una caverna. Il leone si piazzò all'ingresso, aspettando le caprette, Cordelio entrò nella caverna e cominciò a ragliare così forte che tutte le caprette, impaurite, cominciarono a scappare consentendo al leone di catturarle tutte. L'asino uscì dalla grotta e chiese al leone se era contento del suo comportamento. Il leone si dimostrò soddisfatto. L'asino (che era proprio un asino) si mise a mangiare l'erba, mentre il leone preparava un succulento banchetto. Fu allora che Cordelio capì le <b>vere intenzioni</b> del leone; non ci pensò molto, aprì il recinto e, ragliando a più non posso, fece scappare le caprette che, così, furono tutte salve. Poi si parò davanti al leone e, guardandolo con aria di sfida, gli disse:"Asino sì, ma coraggioso!" E ragliando andò via. Cari bambini, la favola di oggi è terminata e noi tutti in coro diciamo bravo all'asinello Cordelio che ha dato una bellissima lezione di coraggio e <b>amore verso il prossimo</b>. Il cattivo leone è rimasto a bocca asciutta! Buona favola dalla vostra nonna Gina &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Jul 2016 12:28:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-leone-e-l-asinello</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[AUTOSTIMA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_cw97ltb3"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Conoscere-se-stessi-Autostima.webp"  title="" alt="" width="495" height="354" /><br><br> Consultando testi di letteratura psicologica ci rendiamo conto che sono stati condotti migliaia di studi su questo argomento.<br> William James (psicologo, filosofo statunitense), per definire l'autostima esaminava il rapporto tra Sè percepito e Sè ideale.<br>Il primo, corrisponde al <b>concetto di sé</b>, alle conoscenze delle proprie abilità, qualità, caratteristiche; il secondo, il sè ideale, a quell'idea di individuo che ci piacerebbe essere, è quell'individuo che si piacerebbe fosse percepito dall'esterno.<br> Sempre James afferma che un basso livello di autostima è &nbsp;la conseguente trattativa fallimentare tra sè &nbsp;percepito e sè ideale. In altre parole, l'autostima sempre secondo James, è ciò che otteniamo dopo aver confrontato successi insuccessi realmente ottenuti e aspettative riguardo quelli.<br>Tuttavia non possiamo dimenticare che noi siamo inseriti in un ambiente &nbsp;in un contesto sociale che a sua volta interagisce con noi, attraverso <b>il giudizio</b>; per cui, noi siamo anche ciò che gli altri dicono di noi, al punto tale che ciò che pensiamo di noi stessi può essere influenzato dall'esterno.<br> Quando il nostro livello di autostima è sufficientemente buono, questo influisce e condiziona un buon adattamento sociale emozionale.<br> Non è un caso infatti che chi crede di essere capace, intelligente, e di successo, vedrà arrivare ottimi risultati.<br>Un basso livello di autostima, condizionerà il soggetto con ansia, scarso impegno e spesso lo porterà al fallimento delle proprie &nbsp;prestazioni e di conseguenza porterà ad una valutazione negativa di sé, innestando un <b>circolo vizioso</b>.<br> Bassa autostima - aspettative negative ansia e scarso impegno - fallimento prestazione - autovalutazione negativa.<br>Non ci si sorprenda che su una pagina di filosofia si discuta di argomenti che attualmente attengono a discipline altre. Vi ricordo che tutte queste, psicologia, pedagogia, sociologia hanno un'unica madre: la Filosofia.<br> BUONA VITA A TUTTI!<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Elena Ventura</a></b><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Jul 2016 12:25:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?autostima</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[ATTENZIONE AI GIOCATTOLI PERICOLOSI]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9h8e270b"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Pericoli-nei-giocattoli-Regole-Europee.webp"  title="" alt="" width="492" height="328" /><br></div><div><br>Nel 2009, l'<b>Unione Europea</b> ha adottato la Dir. n. 2009/48/CE, recepita in Italia col D.Lgs. n. 54 del 2011 sulla <b>sicurezza dei giocattoli</b>, al fine di innalzare il livello di sicurezza dei giocattoli e tutelare i bambini che li utilizzano. <br> <br>Particolare attenzione si presta ai rischi derivanti dalle <b>sostanze chimiche</b> presenti nei giocattoli, dall'uso di sostanze pericolose (tra queste, quelle classificate come cancerogene, mutagene o tossiche) nonché di sostanze allergeniche. In tale contesto, la "<b>direttiva &nbsp;giocattoli</b>" del 2009 ha fissato nuovi valori limite per talune sostanze chimiche presenti nei giocattoli.<br> <br> In Italia, grazie all'archivio "prodotti pericolosi", è possibile accedere a tale tipo di informazioni (fornite dalla Direzione Generale della Prevenzione del Ministero della salute e riferite unicamente al mercato italiano, inviate al <b>sistema europeo Rapex</b>, tramite il punto di contatto), &nbsp;informazioni che possono orientare il consumatore al momento dell'acquisto di un giocattolo.<br> Il sito è: <a href="https://preparatipericolosi.iss.it/" target="_blank" class="imCssLink">https://<wbr>preparatipericolosi.iss.it/</a><br> <br><b>Avv. Luca Volpe</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Chiedi all'avvocato di "<a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Jul 2016 12:21:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?attenzione-ai-giocattoli-pericolosi</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[RITMI DI APPRENDIMENTO ED ESECUZIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_pcaqr1us"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Apprendere-Individualita-nell-imparare.webp"  title="" alt="" width="483" height="514" /><br> <br>La scuola, come la vita, si sa che tende sempre a favorire chi fornisce in breve tempo risposte pronte ed esaurienti ai suoi quesiti, così da far sentire, studenti ed esseri umani tutti, quasi concorrenti di un quiz che assegna premi importanti, premi di consolazione o demeriti &nbsp;di totale esclusione. Gli <b>accessi alle università</b> per esempio, penalizzano le menti che necessitano di maggior tempo per realizzare test ingarbugliati e scaltri, creati al fine di mettere in difficoltà, magari proprio chi a quel test si presenta con vera intenzione e vocazione, per quella specifica facoltà.<br> In ogni prova scolastica, atta a mettere in luce <b>capacità e propensioni</b> di un alunno, giocano gli stessi fattori, quali il tempo, la concentrazione e l'emozione. Nel processo di apprendimento entra poi in gioco il proprio ritmo che, se &nbsp;per qualcuno può essere rapido ed a tempo di record, per qualche altro più lento, magari meno intuitivo ma più riflessivo. Questa analisi richiede l'attuazione di una <b>didattica</b> che sia per tutti. Una didattica rispettosa dei tempi di apprendimento e di esecuzione dei singoli alunni, perché nessuno debba restare indietro, come in una gara sportiva e sentirsi sconfitto e perdente.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Angela Bini</a></b><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"<div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Jul 2016 10:25:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?ritmi-di-apprendimento-ed-esecuzione</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/rss/pcaqr1us</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[EQUILIBRIO TRA ATTIVITÀ E RIPOSO]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2h4ns42u"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Ricaricarsi-con-equilibrio-Sport-ed-energia.webp"  title="" alt="" width="471" height="294" /><br></div><div><br></div><div>Ben ritrovati! Oggi parleremo di Energia e di come gestirla. Ognuno di noi, cerca per natura, di tendere verso <b>l’equilibrio</b>. Però c’è sempre una parte di individui che trascura un aspetto per dedicarsi completamente al suo opposto! Mi spiego meglio: spesso vediamo come alcune persone dimenticano di riposarsi adeguatamente, perché considerano il riposo (o il sonno) una perdita di tempo. Oppure c’è chi crede che l’attività, di per sé, sia inutile, dedicando, così, l’intera vita al riposo e alla voglia di fare l’essenziale con il minimo sforzo! Entrambe le strategie sono sconsigliate e “Squilibrate”. Noi siamo delle “BATTERIE ENERGETICHE” e ogni nostra azione (camminare, parlare, pensare…) ha bisogno di energia per potersi realizzare! Immaginiamo per un po’ di avere tra le mani una batteria e di usarne solo una parte di tutta la capienza, diciamo il 20%. Dopo aver usato questa piccola parte, subito la mettiamo a ricaricare in modo tale da recuperare l’energia “persa”. Con l’andare del tempo, continuiamo ad usare sempre lo stesso 20% e a ricaricare la nostra batteria. Come <b>risultato</b> otterremo una riduzione dell’efficienza di questa batteria, infatti l’80% che non è mai stato usato, andrà perso definitivamente, e quindi la nostra batteria sarà sempre limitata al 20%. Questo è il caso di una persona che fa il minimo sforzo! Nell’altro caso è come se avessimo una batteria e la usassimo al 100%, ma nel momento in cui la mettiamo a caricare, stacchiamo la spina dopo pochi minuti, senza permettere a questa, di <b>ricaricarsi completamente</b>! Con l’andare del tempo la batteria si rovinerà e assomiglierà molto alla batteria del primo esempio. Ora torniamo ai nostri corpi: se ognuno di noi non bilancia bene <b>attività e riposo</b>, rischia di perdere la propria efficienza! Non si riesce a dormire la notte perché la nostra “Batteria” non è stata scaricata a dovere, oppure non si riesce ad essere attenti la mattina perché la nostra “Batteria” non è stata caricata correttamente! Il Corpo va “Stancato” quasi al 100% e va riposato altrettanto (al 100%) se usiamo poca energia ne avremo sempre meno, mentre se usiamo tanta energia, ma non permettiamo al nostro corpo di recuperarla, ne avremo lo stesso sempre meno! Molte discipline come lo <b>Yoga</b> e le <b>Arti Marziali Energetiche</b>, bilanciano scrupolosamente questi due aspetti: ATTIVIT<span class="fs16">À</span><span class="fs16"> e RIPOSO in modo tale da rendere il corpo efficiente e carico! Un buon esercizio quando si ha difficoltà nel “Prendere Sonno” è quello di stancarsi fisicamente, oppure nel caso in cui ci si sveglia “Stanchi” perché si conduce una vita troppo pigra, un buon metodo per recuperare ENERGIA è iniziare la mattinata con qualche esercizio fisico!</span></div><div>Per oggi è tutto, un saluto a voi! &nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Jul 2016 10:14:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?equilibrio-tra-attivita-e-riposo</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[GLI OCCHI DI UNA MADRE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4a112p9u"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Madri-e-problemi-Sindromi-e-amorevolezza.webp"  title="" alt="" width="486" height="437" /><br><br>"<span class="fs16">È</span><span class="fs16"> il quinto giorno che io e mio figlio trascorriamo in questa stanza, in ospedale. Il tempo scorre lento e, a parte colloqui con medico e psicologa ed esami vari per Matteo, c’è molto tempo per pensare. Chiudo gli occhi e visualizzo la mia vita di questi ultimi anni, in flashback. </span><br>Il primo riflette una luce abbagliante: la sua nascita e la mia gioia nell’abbraccio di una creatura meravigliosa e sana. Il successivo, più opaco, nel quale vedo me stessa da lontano, come se ne prendessi le distanze. Se avessi avuto più fiducia nella parte di me più ‘istintiva’, non avrei sbagliato. Qualcosa mi portava a intuire che non ero io la causa delle <b>problematiche</b> di mio figlio. Molti conoscenti, familiari e amici mi inducevano a sentirmi direttamente responsabile dicendomi ‘sei troppo ansiosa’, ‘lascia vivere tuo figlio’, ‘vedrai che tutto passerà’.<br>L’irrequietezza, l’oppositività, le provocazioni di Matteo non solo non passavano, ma all’età di 8 anni si confermarono con più <b>intensità</b>. Cominciò anche ad avere manifestazioni ‘ticcose’, prima SEMPLICI &nbsp;(ammiccamenti degli occhi, arricciamenti del naso) e in seguito tics COMPLESSI, coinvolgendo anche le braccia e gli arti inferiori. Si &nbsp;mostrava sempre più aggressivo. Le sue denigrazioni nei confronti della sorella più piccola mi innervosivano e non sapevo come gestirle. Il mio <b>senso di inadeguatezza</b> cresceva, mi sentivo sola e vedevo gli altri &nbsp;sempre ‘giudicanti’ nei miei riguardi. I comportamenti ‘inaccettabili’ si scatenavano con più frequenza nella nostra casa, come se lì si sentisse facilmente ‘accettato’ e, dunque, libero di esprimere il suo ‘disagio’. Peggiorava sempre più: emetteva versi molto forti, sistemava oggetti in modo ossessivo-compulsivo, esercitava gesti ripetitivi mentre si lavava, per vestirsi, per uscire di casa. La nostra vita familiare era diventata un inferno. Continuavo a non capire, soprattutto non mi spiegavo come mai, fuori dall’ambito familiare, mio figlio tornasse ad essere un ‘<b>bravo bambino</b>’. Mi recai a scuola per parlare con la sua insegnante (all’epoca frequentava la quarta elementare). La maestra mi disse che aveva notato degli atteggiamenti ‘remissivi’ di Matteo nei confronti dei suoi coetanei, forse per l’imbarazzo dei tics che destavano l’attenzione e provocavano situazioni di derisione.<br>Rieccomi in questa stanza fredda, anche se luminosa. Questa mattina sembra che nella mia mente si sia ‘acceso un interruttore’. Oggi il medico mi ha detto che Matteo potrebbe avere la Sindrome di Tourette.<br> Riprendo da qui la vita con mio figlio".<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.VzBpn49OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b><div><b>Pedagogista, educatore extrascolastico</b><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><div><br> Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>": </div></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Jul 2016 10:13:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?gli-occhi-di-una-madre</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[GRAVIDANZA INASPETTATA E ADOLESCENZA : L'ESPERIENZA DI VIVERE IN UN LIMBO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_39els6m5"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Gravidanza-inaspettata-Adolescenza-e-preoccupazioni.webp"  title="" alt="" width="502" height="642" /><br> <br>Cosa c’è di più bello che scoprire attraverso un test di gravidanza che si aspetta un bambino? Per la maggior parte delle donne è un momento indimenticabile, tanto desiderato e pieno di gioia per l’esperienza che si andrà a vivere. Non c’è notizia più bella di questa da condividere con parenti e amici.<br>Per una ragazza adolescente questa scoperta può essere, al contrario, un momento difficile, pieno di paure, di dolore e di ansie, l’inizio di &nbsp;un limbo dal quale, indipendentemente dalla scelta di portare avanti la gravidanza o meno, ne uscirà sicuramente cambiata. <br> L’adolescenza è un <b>periodo di transizione</b> tra l’infanzia e l’età adulta, un periodo di &nbsp;importanti cambiamenti fisici e psicologici associati alla pubertà e &nbsp;alla preparazione per i ruoli, i privilegi e le responsabilità dell’età &nbsp;adulta. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> il periodo in cui si vivono le prime storie d’amore e i primi &nbsp;rapporti sessuali.</span><br> L’età del primo rapporto si sta abbassando; tanto che una rilevante, e crescente nel tempo, percentuale di adolescenti ha oggi un’attività sessuale ben prima della completa maturazione psico-fisica e del <b>consolidamento dei rapporti affettivi</b>. <br>Molti giovani inoltre non usano o usano in modo non appropriato i contraccettivi efficaci o usano metodi di controllo della fertilità poco o per nulla efficaci.<br> Questo espone le adolescenti al rischio di incorrere in <b>gravidanze precoci ed indesiderate</b>.<br>Secondo i dati dell’<b>ONU</b> nel mondo, ogni anno, 7,3 milioni di adolescenti diventano mamme, 2 milioni hanno meno di 15 anni. In particolare nei paesi maggiormente sviluppati, avvengono 680.000 nascite da madri adolescenti ogni anno.<br> La giovane adolescente, nel momento in cui scopre di aspettare un bambino, dovrebbe essere seguita da esperti, come il &nbsp;ginecologo e uno psicologo prima di tutto nella scelta che riguarda il portare avanti oppure no la gravidanza e, in un secondo momento, durante tutto il percorso che, in un caso conduce ad un <b>aborto volontario</b>, nell’altro nel vivere un’esperienza unica e soprattutto inaspettata, per una teenager, come la gravidanza.<br> La &nbsp;scelta di tenere o meno il bambino è molto delicata e molto spesso le adolescenti sono lasciate sole con le loro paure, in un limbo dal quale non riescono ad uscire perché non sostenute psicologicamente dai medici ai quali si rivolgono. <br> Quante &nbsp;interruzioni volontarie di gravidanza potrebbero essere evitate se <b>accanto al ginecologo</b> ci fosse uno <b>psicologo</b> a sostenere le nostre piccole donne?<br> A voi le riflessioni. <br> &nbsp;<div>“Stanotte ho saputo che c’eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d’un tratto, in quel &nbsp;buio, s’è acceso un lampo di certezza: sì, c’eri. Esistevi. E stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata. Mi si é fermato il cuore. E quando ha ripreso a battere con tonfi sordi, cannonate di sbalordimento, mi sono accorta di precipitare in un pozzo dove tutto era incerto e terrorizzante. Ora eccomi qui, chiusa a chiave dentro una paura che mi bagna il volto, i capelli, i pensieri. E in essa mi perdo. Cerca di <b>capire</b>: non è paura degli altri. Io non mi curo degli altri. Non é paura &nbsp;di Dio. Io non credo in Dio. Non è paura del dolore. Io non temo il dolore. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> paura di te, del caso che ti ha strappato al nulla, per agganciarti al mio ventre. Non sono mai stata pronta ad accoglierti, anche se ti ho molto aspettato. Mi son sempre posta l’atroce domanda: e se nascere non ti piacesse? E se un giorno tu me lo rimproverassi gridando “Chi ti ha chiesto di mettermi al mondo, perché‚ mi ci hai messo, perché?”.</span></div><div>-Lettera a un bambino mai nato, Oriana Fallaci-<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.Vv6Jv6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b><div><b>Psicologa Clinica</b><br><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> &nbsp;<br>Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"<br></div></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Jul 2016 10:12:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?gravidanza-inaspettata-e-adolescenza---l-esperienza-di-vivere-in-un-limbo</link>
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			<title><![CDATA[PET-THERAPY E COMUNICAZIONE AUMENTATIVA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Cecilia Scaringella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1d6vlc23"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Aiuto-dalla-pet-therapy-Bambini-e-comunicatore.webp"  title="" alt="" width="513" height="288" /><br></div><div><br></div><div>Nelle <b>terapie assistite dagli animali (TAA)</b>, secondo l’approccio zooantropologico, il bambino viene coinvolto in specifiche interrelazioni con l’animale che variano a seconda degli obiettivi previsti. Le TAA facilitano i processi riabilitativi del linguaggio, favorendo percorsi compensativi, aumentativi e alternativi. Durante lo svolgimento di tali attività il cane è un compagno di gioco che suscita un forte interesse nei bambini; in quanto soggetto “diverso” ma dotato di <b>forti capacità empatiche e comunicative</b>, stimola l’acquisizione di nuove competenze comunicative. La Comunicazione Aumentativa Alternativa comprende modalità e sistemi verbali, non verbali e tecnologici per facilitare, accrescere e non sostituire, la comunicazione naturale con persone che presentano deficit nella comunicazione. Obiettivo fondamentale della CAA è consentire alle persone di <b>coinvolgersi effettivamente ed efficacemente</b> in varie interazioni e di partecipare ad attività da loro scelte. Nelle recenti esperienze di pet-therapy abbiamo potuto sperimentare e documentare la partecipazione attiva di alcuni bambini con paralisi cerebrale infantile, non verbali, alle Terapie e Attività assistite dagli animali. Durante le sedute i bambini hanno potuto vivere la dimensione affettiva nella relazione con il cane, attraverso il <b>contatto fisico</b>, l’adagiarsi sul corpo dell’animale, vibrando all’unisono con ilsuo respiro. Non solo. La relazione con l’animale, considerato come alterità, come soggetto “diverso”, partner di relazione, suscita e rafforza il desiderio di comunicare e di coinvolgersi attivamente. I bambini con grave deficit del linguaggio espressivo, utilizzano il comunicatore ad uscita vocale nelle attività di riproduzione del verso degli animali, con lo stesso comunicatore nello svolgimento di attività ludiche e collaborative, fanno esperienza di conduzione del cane invitandolo ad andare a fermarsi, o a stare seduto. Il cane che riporta la palla a un bambino con difficoltà motorie diventa un valido aiuto nel superamento di tali difficoltà, allo stesso tempo il bambino con bisogni comunicativi complessi può richiamarlo o ringraziarlo attraverso il suo comunicatore. Queste esperienze <b>rafforzano l’autostima</b>, la <b>prosocialità</b>, favoriscono l’integrazione e la partecipazione sociale, suscitano emozioni di gioia, autoefficacia, apertura all’altro. Giocare con il cane, fare dei percorsi insieme a lui, favorisce l’apprendimento del linguaggio del corpo, della prossemica, della mimica. Il cane, come le persone che utilizzano la CAA, non ha la parola ma è un grande comunicatore. Le Terapie Assistite dagli Animali, così come la Comunicazione Aumentativa Alternativa, possono unire i loro sforzi comuni nel trasformare il LIMITE in RISORSA e accompagnare chi ha difficoltà nella <b>migliore evoluzione possibile</b>. &nbsp;</div><div><br></div><div><b>Dott.ssa Cecilia Scaringella</b></div><div><b>Logopedista-Equipe di Pet-therapy &nbsp;&nbsp;</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 17 Jul 2016 09:31:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?pet-therapy-e-comunicazione-aumentativa</link>
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			<title><![CDATA[IO SOGNO LA PACE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_qx15qap4"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Umanita-in-pace-Sognare-un-mondo-migliore.webp"  title="" alt="" width="455" height="212" /><br> <br> Cari ragazzi, non è facile, con tutto quello che sta accadendo nel mondo, scrivere una favola.<br> Per questo, vi racconto un sogno: il mio sogno.<br>Questa notte ho fatto un sogno, ho sognato che, con la nostra fede, noi saremo capaci di affrettare il giorno in cui sulla terra vi sarà pace e buona volontà verso tutti gli uomini.<br>Sarà un giorno glorioso e le stelle canteranno tutte insieme ed i figli &nbsp;di "Dio" grideranno non più di dolore, ma di tanta <b>gioia</b>.<br> Ecco &nbsp;questo è il mio sogno. Un sogno bellissimo, con l'augurio che presto la Pace porti la <b>serenità</b> e la gioia in tutti i cuori.<br> Un grande bacio a grandi e piccini dalla vostra nonna Gina.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Maria Gabriella Finizio</a></b><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 17 Jul 2016 09:30:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?io-sogno-la-pace</link>
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			<title><![CDATA[LE PAURE DELLE MAMME]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Zora Giovanna Del Buono]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_p9n323oj"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Ansia-e-Mamme-Paura-di-far-male.webp"  title="" alt="" width="405" height="608" /><br></div><br>Uno dei miei primi ricordi è quello di mia zia Maria che mi fa il bagno in una tinozza sul tavolo della cucina. Quando nacqui mia zia visse con noi per un po’ di tempo, perché mia madre aveva avuto una gravissima sepsi puerperale ed aveva bisogno di aiuto. Quando, adulta, le chiesi come mai mi lavasse lei, mi rispose che la mamma aveva paura di non riuscire a sorreggermi bene, di poter scivolare con me in braccio, e quindi le chiedeva spesso di sostituirla. &nbsp;<br> In <b>The Mother, Anxiety, and Death</b> (1967), lo psichiatra Joseph C. Rheingold annota: “Questa attitudine materna inconscia, diversa da uno stato di aperta ansia, può produrre uno stato neonatale nevrotico” come fortemente suggerito dal lavoro di Ferreira, (The pregnant woman's emotional attitude and its reflection on the newborn , American Journal of Orthopsychiatry, 30:553, 1960) che si chiede se certe attitudini della donna in gravidanza possano essere convogliate al feto ed essere riflesse nel <b>comportamento del bambino</b>. Un gruppo di mamme fu studiato durante la gravidanza con un questionario che includeva una scala su “<b>Paura di danneggiare il feto</b>”; fu dimostrato che le mamme di bambini che si discostavano dallo sviluppo medio normale avevano un punteggio significativamente più alto su questa scala, rispetto a madri di bambini con sviluppo normale. La deviazione nel neonato correla statisticamente solo con la attitudine negativa materna: non con la razza, l’età materna, la parità, il tipo di parto o di anestesia, il travaglio, l’allattamento, e la programmazione della gravidanza. Come Ferriera sottolinea, la paura conscia di danneggiare il neonato deriva &nbsp;da <b>inconsci sentimenti ostili</b> che fanno parte dell’ambivalenza &nbsp;di cui noi tutti siamo portatori. Abbiamo quindi una correlazione tra una reazione inconscia della madre e un disturbo nello sviluppo neonatale. Al momento le ipotesi su come questa trasmissione madre–feto possa avvenire sono molteplici ed oggetto di studio. <br><b> Allan Schore</b> dice: <span class="fs16">“</span><span class="fs16">Per quanto strano possa apparire, i bambini prematuri interagiscono con le loro madri usandole come delle cortecce cerebrali ausiliarie, col proposito di 'scaricare programmi dal loro cervello al proprio'”. In un’intervista su questo soggetto, Godwin interpretò le parole di Allan Schore come riferite alla lettura, da parte del neonato, del linguaggio del corpo della madre, ed aggiunse: personalmente non sarei sorpreso se la diade madre/feto costituisse un “campo non locale” &nbsp;nel quale &nbsp;l’informazione viene convogliata istantaneamente. </span><br> &nbsp;&nbsp;<br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/amare-bambini-e-amare-se-stessi.html#.VzcNR49OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Zora Giovanna Del Buono</a><br> Pediatra Neonatologa</b><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi all'esperto di "<a href="su http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>" <br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 17 Jul 2016 09:29:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?le-paure-delle-mamme</link>
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			<title><![CDATA[TEMPO DI VACANZE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_yj2r3c62"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Vacanze-e-bambini-Tempo-libero-e-crescita.webp"  title="" alt="" width="527" height="353" /><br></div><div><br></div><div>Le vacanze estive non sono da considerarsi tempo morto per rinnovare la forza da utilizzare nel lavoro che ancora ci sarà da svolgere, nell'immediato futuro scolastico. Non costituiscono un vuoto da colmare con riempitivi, magari funzionali a un sistema, che rischia di imprigionare, perfino, il tempo libero; quel tempo necessario a <b>ricreare le proprie forze</b>, attraverso l'evasione che fa dimenticare le fatiche quotidiane. Un'evasione intesa, però, non come pura distrazione, ma occasione per auto-educarsi attraverso attività ricreative che non facciano smettere di riflettere. Utilizzare proficuamente il tempo libero significa, infatti, utilizzare le ore di libertà per continuare a <b>far "crescere se stessi"</b>e la società in cui si vive. Le vacanze, dunque, devono rappresentare un momento in cui tendere al proprio rinnovamento interiore, ad un'igiene mentale, che liberi dalle incrostazioni e dalla ruggine di una civiltà divenuta ormai meccanica. </div><div>Buone vacanze ragazzi, ma che siano davvero buone, ed utili alla vostra crescita, che in vacanza non va! </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div> Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 16 Jul 2016 09:28:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?tempo-di-vacanze</link>
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			<title><![CDATA[SPORT PER TUTTI E DI TUTTI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Donato Grande]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3j1s6go5"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Sport-e-disabilita-Agonistica-e-regolamenti.webp"  title="" alt="" width="526" height="351" /><br> <br>Lo Sport è da sempre sinonimo di inclusione, <b>socializzazione</b>, divertimento e competizione, anche per i bambini e adulti diversamente abili. Esistono infatti diversi sport che possono essere praticati.<br> Esiste una classificazione ufficiale per gli sport per disabili è un sistema sviluppato dal <b>Comitato Paralimpico Internazionale</b> con lo scopo di creare delle specifiche categorie per gli sport per disabili, basandosi sulla tipologia ed il grado di handicap degli atleti. L'appartenenza ad una classe viene determinata attraverso un processo che può includere valutazioni e osservazioni sia fisiche che tecniche, in occasione di una competizione o durante un periodo di riposo dell'atleta. Le classi sono definite per ogni sport e sono parte integrante del regolamento sportivo. Tradizionalmente, gli atleti paralimpici vengono classificati secondo sei diverse classi: amputazioni, paresi cerebrali, difficoltà visive, lesioni spinali, handicap intellettuali e un gruppo che include tutti quelli che non rientrano nelle precedenti categorie.<br> La classificazione per sport disabili è cosi costituita: Atletica leggera divisa per persone &nbsp;deambulanti e non, boccia, canottaggio, ciclismo, equitazione, judo, nuoto, pallacanestro in carrozzina, pallavolo in carrozzina, rugby in carrozzina, scherma in carrozzina, pesistica, tennis in carrozzina, tiro con l’arco e infine vela.<br> Mi soffermerò su quelli più conosciuti come la <b>pallacanestro in carrozzina</b>, tennis in carrozzina e sul wheelchair hockey sport poco conosciuto, ma molto praticato da persone che hanno un movimento molto limitato, infatti posso usare solo il joystick della carrozzina per muoversi, peccato che esso non venga inserito come disciplina alle olimpiadi paraolimpiche, in un futuro non molto lontano mi auspico che questo avvenga. <br> La pallacanestro in carrozzina è uno sport per disabili, relativamente conosciuto anche dal &nbsp;pubblico sportivo in generale. Esso si caratterizza per la complessità delle <b>scelte tecnico-tattiche</b> individuali e di squadra, che riproducono in tutto e per tutto quelle di una partita di pallacanestro per normodotati. Non esistono sostanziali differenze di regolamento rispetto al basket per normodotati; sono previste però delle infrazioni particolari: non è consentito sollevarsi dal sedile della carrozzina (è considerato un fallo tecnico), avanzare con la palla senza palleggiare dopo due spinte, sollevare da terra contemporaneamente le due ruote posteriori con la palla in mano. Inoltre è considerato fallo intenzionale, punito con 2 tiri liberi e possesso palla alla squadra avversaria, trattenere con le mani la carrozzina dell'avversario. In &nbsp;sostanza si può dire che il basket in carrozzina è uno dei pochi sport per disabili che schiera contemporaneamente in campo atleti con diversi &nbsp;tipi di disabilità e soprattutto diverso potenziale fisico.<br> Esiste &nbsp;poi il <b>tennis in carrozzina</b> che è uno sport simile al tennis, adattato &nbsp;per i disabili. Nel gioco del tennis in carrozzina la palla può rimbalzare due volte anziché una come nel tennis normale. Si gioca sia in singolo che in doppio. Se un giocatore con un handicap gioca con uno privo di handicap, quest’ultimo dovrà colpire la palla con un massimo di un rimbalzo, invece quello con l’handicap potrà rispondere la palla anche con due rimbalzi. Il campo non ha nessuna variazione di lunghezza e di superficie. La sedia a rotelle è lievemente differente dalle altre, per dimensioni, assetto delle ruote, materiali e anche per la maneggevolezza.<br> Infine il wheelchair hockey o in italiano <b>hockey in &nbsp;carrozzina</b> è nato nel 1982 in Olanda, dove venne disputato il 1° campionato ufficiale (in carrozzina elettrica), grazie ad un gruppo di &nbsp;giovani affetti da distrofia muscolare che, seguendo già da tempo alcuni loro amici disabili impegnati in altre discipline, volevano rendersi anche loro protagonisti di uno sport che fosse adatto alle loro particolari esigenze. L'hockey in carrozzina elettrica viene praticato in palestra, si svolge in un perimetro delimitato (di 26 × 16 metri) da sponde in legno o metallo, e ogni squadra può far scendere in campo un massimo di cinque giocatori e può usufruire di un numero illimitato di sostituzioni nel corso della partita, a seconda del numero di giocatori disponibili in rosa. Consente un gioco di squadra, sia a ragazzi che riescono a colpire la pallina utilizzando la forza del braccio (tramite una mazza in materiale plastico), che a ragazzi che riescono ad &nbsp;impiegare la propria forza unicamente per azionare il comando della carrozzina, sulle cui pedane viene applicato uno strumento (stick) che permette di indirizzare la palla. è una disciplina adattissima ai distrofici anche perché rappresenta una possibilità in più per socializzare. Ogni partita è divisa in 4 tempi, ogni tempo ha una durata di 10 minuti; in campo due arbitri consentono il corretto svolgimento del gioco. Le due porte sono alte 20 cm e lunghe 2,20 m e per questo motivo la pallina da gioco non può essere sollevata da terra. Nell'area a semicerchio può sostare solamente il portiere, altrimenti pena il tiro da rigore a favore della squadra avversaria; per il regolamento completo e maggiori info consultare il sito della federazione.<br> Purtroppo &nbsp;però questi sport non possono essere praticati in tutte le città perché manca un <b>organizzazione</b> tale da consentire di creare la squadra formata da persone diversamente abili, allenatore e <b>ausilio</b> per poter praticare lo sport. Infatti uno dei grossi problemi è proprio è quello di riuscirsi a procurare l’ausilio (ad es. carrozzina elettrica da hockey) &nbsp;che purtroppo costa molti soldi circa 10 mila euro. <br> Uno dei modi per ottemperare a tale problema è sicuramente quello di creare degli eventi di sensibilizzazione che facciano innanzitutto capire che tutti abbiamo delle abilità, secondo che nello sport non ci sono diversità e terzo infine avere come obbiettivo quello di <b>trovare sponsor</b> e raccogliere dei fondi per consentire alla squadra diversamente abile di poter giocare.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/community----donato-grande---diversabilita-.html" target="_blank" class="imCssLink"> Dott. Donato Grande</a></b><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 16 Jul 2016 09:27:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?sport-per-tutti-e-di-tutti</link>
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			<title><![CDATA[ANDIAMO A TEATRO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Maria Elena Germinario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_m0jdsjqw"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Teatro-e-motivazioni-Ogni-spettacolo-una-magia.webp"  title="" alt="" width="546" height="546" /><br></div><div><br></div><div>Dieci buoni motivi per andare a teatro, sia che sia un adulto sia che sia un bambino, ma per un bambino specialmente:<br>1) per conoscere storie e avventure che forse non avresti mai trovato in un libro;<br>2) se lo spettacolo è ispirato ad un libro potresti finalmente vedere vivere i personaggi della tua storia preferita: magari non saranno vestiti come li avevi immaginati tu, o forse non si comporteranno come li avevi immaginati tu, ma li hai lì davanti ai tuoi occhi, in carne ed ossa, dal vivo, non filtrati dallo schermo della tv;<br>3) perché solo a teatro puoi respirare l'<b>atmosfera "magica"</b> che caratterizza un evento unico ed irripetibile come quello di uno spettacolo, che avverrà così solo in quel luogo e in quel giorno e in nessun altro luogo o giorno;<br>4) per vivere delle emozioni intense, che non avresti mai immaginato di provare: avresti creduto mai di poter commuoverti e <b>lasciarti illuminare gli occhi</b> per la gioia di aver vissuto, in un momento magico, la storia raccontata sul palcoscenico?;<br>5) per veder prendere vita personaggi, oggetti o parti del corpo, come una mano o un piede, che non pensavi avrebbero mai potuto dirti o raccontarti qualcosa di nuovo;<br>6) per stare con mamma, papà zia o nonno per condividere con i tuoi amici e i tuoi parenti una bellissima serata in armonia e tutti un po' sollevati da terra dall'immaginazione;<br>7) perché tante volte hai immaginato anche tu che, nella tua stanza, potessero raccontarti tante avventure una bambola, un libro, un cassetto o una valigia: e ora c'è qualcun altro che lo sta facendo come hai sempre immaginato di farlo tu;<br>8) perché è divertente battere le mani tutti insieme alla fine di uno spettacolo: fa sentire immediatamente <b>fratelli e sorelle</b>, senza distinzioni di età, colore, religione o reddito;<br>9) perché ti fa vedere che esistono tanti modi e linguaggi per raccontare una storia, il mimo, la danza, i burattini, gli attori che parlano e quelli che non parlano affatto, quelli che urlano e quelli che bisbigliano, quelli con tante scenografie e luci e quello con niente in mano, se non la loro fantasia;<br>10) perché <b>il teatro è il pianeta della condivisione</b>, del sapere, delle passioni, delle emozioni, della bravura degli attori e dell'immaginazione degli spettatori, un unico e grande respiro di umanità. Non ci sono guerre tra attori e spettatori, non c'è guerra tra storie e immaginazione, non c'è guerra tra mente e cuore. Secondo me vale proprio la pena ANDARE A TEATRO! &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-fantasia-varca-i-confini-del-possibile.html#.Vv5_g6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. ssa Maria Elena Germinario</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 12:24:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?andiamo-a-teatro</link>
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			<title><![CDATA[EGO PERSONALE O EGO GENERALE?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4arr71e4"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Individualismo-e-personalita-Concetti-e-riflessioni.webp"  title="" alt="" width="530" height="397" /><br><br> Oggi ci confrontiamo col concetto di individualismo.<br><span class="fs16">È</span> questo un tratto significativo e caratterizzante della nostra epoca. Potrebbe essere interessante confrontare il concetto di individualismo con un altro tratto caratterizzante la nostra realtà, cioè quello del Pessimismo.<br><span class="fs16">È</span> questo legame, questa correlazione su cui si è soffermato <b>Georges Palante</b> nel 1914.<br>L'individualismo cui si riferisce Palante è "una attitudine psicologica morale, una forma di sensibilità una personale sensazione di vita e volontà personale di vivere", l'individualismo è un sentimento &nbsp;di <b>unicità e di individualità</b> che mi differenzia dall'altro; ti costringe a interiorizzare i miei sentimenti in opposizione a ciò che è &nbsp;sociale; è fissità delle proprie convinzioni in opposizione a quelle precostituite. Ma se questo aspetto può avere in sé una valenza positiva, porta però con sè un altro aspetto, meno positivo e cioè quello dell'<b>infallibilità personale</b>, quella di ritenersi superiori intellettualmente al punto di giungere ad un'impossibilità di creare una relazione con l'altro. Individualismo è, dunque, tornare continuamente a se stessi, tornare a ciò che gravita attorno a me stesso.<br> Nell'accezione di Palante, l'individualista porta con sè sinonimi quali indipendenza, originalità, interiorizzazione individualista delle sue verità. Ma in questo senso non vi sembra che &nbsp;l'individualismo tenda a essere antisociale poiché la mission &nbsp;delle &nbsp;società è quella di ridurre il &nbsp;sentimento dell'individualità nel mare &nbsp;del molteplice bene comune? E ciò non è negativo? Il mio ego personale contro l'ego generale.<br> "Qui l'individualismo diventa un principio attivo o passivo di <b>resistenza interiore</b>, di silenziosa o dichiarata opposizione alla società, un rifiuto di sottomettersi ad essa, diffidenza nei suoi confronti. Nella sua essenza l'individualismo mantiene e allo stesso tempo nega i vincoli sociali."<br> Dice Palante che può vedersi come una ritirata interiore e volontaria. Questo individualismo così rivolto all'interno questa volontà di isolamento di <b>rifugio in sé</b> stessi significa relazione psicologica fortissima con una concezione pessimistica perché il pessimismo presuppone individualismo. Il <b>pessimismo</b> viene dalla psicologia individuale e procede verso ciò che noi abbiamo di più intimo cioè la capacità di soffrire pensiamo ai pessimisti artisti teorici della sofferenza che conosciamo nell'arte e letteratura, i quali vivevano in solitudine come stranieri tra altri uomini,perché l'unica fortezza che essi vedono è il proprio EGO.<br> Chiusi in una torre d'avorio proiettano il proprio "sguardo ironico e altezzoso" sulla società.<br> Com'è distante l'individualista dal concetto di interdipendenza e interrelazione, che invece regola ogni rapporto umano.<br> <br> Noi siamo parola, confronto, sguardi, gesti nessuno può essere Solo e Felice SIAMO UNO.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Elena Ventura</a></b><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 12:10:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?ego-personale-o-ego-generale-</link>
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			<title><![CDATA[RESPIRAZIONE CONSAPEVOLE]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_u23d2873"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Respirare-consapevolmenteEsercizio-da-compiere-.webp"  title="" alt="" width="552" height="310" /><br><br> Salute a voi! <br> Oggi affrontiamo l’argomento del respiro, da un punto di vista più profondo.<br> È risaputo che l’aria è importante per la vita ecc... <br>Ma oltre all’aria noi <b>respiriamo informazioni, pensieri ed energia</b>!<br>Vi è mai capitato di vedere spettacoli di arti marziali dove ci sono maestri che si lasciano rompere oggetti addosso senza manifestare danni?<br> Loro hanno sempre detto che la concentrazione e il respiro sono i 2 mezzi per trasformare il corpo e la mente.<br>Questo è vero infatti se noi respiriamo aria agitata, viziata, sporca o “pesante” rischiamo anche noi di sentirci come l’aria appena respirata!<br> Se fate una gita in montagna e respirate quell’aria, potreste sentirvi più leggeri, puliti e freschi.<br> <br> L’esercizio proposto oggi si chiama “<b>Respirazione consapevole</b>”.<br>Consiste nel fare un giro tra i 7 o massimo 100 respiri, immaginando di respirare oltre all’aria, anche una specifica qualità che vogliamo far entrare in noi!<br> <br> Per esempio, ci accorgiamo che in noi &nbsp;scarseggia la pazienza, così da oggi in poi, 2 volte al giorno, ci prendiamo un momento per fare 7 respiri consapevoli dove respiriamo “Pazienza” il giorno dopo aggiungeremo un ciclo (quindi 8 respiri), il giorno dopo ancora, un altro ciclo (quindi 9) fino ad arrivare a 100.<br>Per tutti questi giorni la “Pazienza” inizierà ad entrare in noi, diventerà nutrimento per la nostra mente e per la nostra personalità!<br>Per oggi è tutto.<br> <br> L’aria è il veicolo tra il corpo e l’anima!<br> <br> Alla prossima -tra 106912 respiri-<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Suahìm Alkalema</a></b><div><div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 12:04:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?respirazione-consapevole</link>
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			<title><![CDATA[LO SVILUPPO DEL BAMBINO NELL’ERA DELLE NUOVE TECNOLOGIE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1100xenn"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Esperienza-digitale-Bambini-e-genitori.webp"  title="" alt="" width="514" height="363" /><br></div><div><br></div><div>Il cervello del bambino si sviluppa non solo grazie alla “programmazione genetica”, ma anche grazie all’<b>esperienza</b> che il bambino sperimenta in seguito all’esposizione a stimoli diversi. &nbsp;Gli stimoli a cui sono esposti i bambini nella società di oggi non sono gli stessi a cui erano esposti i bambini delle generazioni passate. In passato i più piccoli, nel loro tempo libero, svolgevano attività all’aria aperta, come giochi con la palla, andavano al parco, oltre a leggere, disegnare e colorare. Oggi, i bambini trascorrono la maggior parte del tempo libero al pc, al tablet, ai videogiochi o davanti alla tv. Quella di oggi è una vera e propria “generazione touch”, infatti bambini piccolissimi dimostrano una capacità precoce di apprendimento nell’uso delle nuove tecnologie e dei dispositivi tattili. Li utilizzano con molta naturalezza e senza difficoltà, imparano l’alfabeto, a contare, apprendono nuovi vocaboli, giocano e disegnano. Un quesito che gli psicologi dell’età evolutiva si sono posti è in che modo l’uso delle nuove tecnologie potrebbe incidere sullo <b>sviluppo cognitivo del bambino</b>. L’uso della tecnologia, fin dalla più tenera età, potrebbe incidere sulla creatività dei piccoli. Il tablet, è uno strumento molto utile per disegnare, giocare e imparare, ma utilizzare un foglio di carta bianco e un pennarello potrebbero essere strumenti migliori per stimolare la creatività e per ricercare nuove forme di espressione individuale. L’uso frequente delle nuove tecnologie non sembra aiutare lo sviluppo della capacità sociali del bambino. Infatti, i bambini rapiti dallo strumento digitale, molto spesso, tendono ad isolarsi e questo riduce le possibilità e le conseguenti capacità di interagire e di comunicare con gli altri. Questi timori e preoccupazioni sugli effetti della tecnologia non sono solo messi in evidenza da studiosi ed esperti dell’età infantile ma anche da riviste famose come Wired che ha dato rilievo all’allarme lanciato dall’<b>American Academy of Pediatrics</b> sui costi che potrebbero pagare le nuove generazioni a causa di una sovraesposizione all’uso del tablet. Anche l’associazione americana dei pediatri suggerisce di tenere lontani i bambini da 1 a 2 anni da tablet e televisori, anche nella forma di giocattoli, in modo da facilitare l’interazione umana e lo sviluppo del loro cervello. A questo punto, come dovrebbero comportarsi i genitori? Un comportamento utile potrebbe essere avere consapevolezza dei probabili pericoli di una fruizione esagerata del digitale, tuttavia non privando il bambino dell’esposizione alle nuove tecnologie, ma determinandone giusti tempi e modalità del loro uso. Infatti l’esposizione indiscriminata e costante andrebbe evitata, di certo non possiamo pretendere di evitare le tecnologie ai nostri figli, ma i genitori dovrebbero accompagnare e <b>vigilare l’esperienza digitale</b>, affinchè le nuove tecnologie possano essere strumento positivo e magari di ausilio per lo sviluppo, anzichè una dipendenza. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.Vv6Jv6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b></div><div><b>Psicologa Clinica</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>" </div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 10:00:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?lo-sviluppo-del-bambino-nell-era-delle-nuove-tecnologie</link>
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			<title><![CDATA[L'INTERAZIONE ASSISTITA CON GLI ANIMALI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_q3b6xo1d"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Animali-e-pet-therapy-Caratteristiche-e-cura.webp"  title="" alt="" width="532" height="453" /><br></div><br>La Pet-therapy è stata di recente individuata sotto l'acronimo IAA - "Interazione assistita con gli animali", ad indicare tutte le attività da essa previste (AAA-TAA-EAA).<br> Per garantire il benessere &nbsp;animale e umano, possono partecipare agli IAA solo gli animali adulti, ben socializzati ed educati fin da cuccioli.<br> Un animale deve innanzitutto essere:<br> • Motivato ad interagire con le persone e <b>propenso al contatto fisico</b>;<br> • Tollerante alle manipolazioni;<br> • Abituato ad ambienti ricchi di stimoli;<br> • <b>Affidabile</b>: non deve mostrare aggressività verso persone;<br> • Prevedibile;<br> • Controllabile: il suo comportamento deve poter essere gestito senza particolari difficoltà;<br> <br>Un animale per poter partecipare agli IAA deve anche soddisfare determinati requisiti sanitari che variano a seconda della specie di appartenenza.<br> Tutti gli animali per poter partecipare ad un IAA devono aver superato la Valutazione insieme al loro Conduttore secondo i principi <b>Carta Modena 2002</b>, a conclusione di un percorso educativo specifico.<br> <br> Detto questo, è necessario esplicitare alcune nozioni della prima tipologia inclusa nelle IAA, ossia, le Attività Assistite con gli animali (AAA); esse sono costituite da interventi di tipo educativo-ricreativo con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone.<br> Gli interventi possono essere svolti in ambienti di vario tipo e prevedono la partecipazione di un <b>Operatore specializzato</b> in ambito umano e del Conduttore con il proprio animale.<br> Le AAA possono essere individuali o di gruppo.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-nel-sociale-per-comprenderne-l-essenza.html#.Vv5-IaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Patrizia di Lernia</a></b><div><b>Assistente Sociale - Operatrice di Terapia e attività assistita dagli animali</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 09:56:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-interazione-assistita-con-gli-animali</link>
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			<title><![CDATA[COSA SI INTENDE PER DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Valentina Vania]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7o5djl4r"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Deficit-di-comunicazione--Asperger-e-altri-disturbi.webp"  title="" alt="" width="561" height="199" /><br> <br>Per <b>disturbi dello spettro autistico</b> si intendono una serie di disturbi che colpiscono le abilità sociali e di comunicazione e, in misura differente le abilità motorie e linguistiche. Si tratta di uno spettro variabile, che può comprendere sia persone con &nbsp;alto quoziente intellettivo che con ritardo mentale. All'interno dello spettro autistico, infatti, troviamo diverse diagnosi, che vanno dalla <b>Sindrome di Asperger</b>, che definisce persone ad "alto funzionamento", al Disturbo autistico, che descrive invece persone con grave disabilità verbale ed intellettuale. Le cause risultano ancora sconosciute, tuttavia molteplici ricerche evidenziano che esiste una multifattorialità di cause genetiche, organiche o acquisite precocemente che, in modi diversi, potrebbero giustificare l'insorgenza del disturbo autistico e che vanno ulteriormente indagate. I bambini affetti da questo disturbo richiedono tanta energia, attenzione a chi, come te si relaziona con loro, ma soprattutto richiedono "<b>strategie di gestione specifica</b>" per stabilire una relazione positiva che ne favorisca gli &nbsp;apprendimenti. Riflettiamo insieme su quali sono le principali difficoltà che un bambino con disturbo dello spettro autistico ha &nbsp;presenta quindi dei deficit che riguardano le seguenti abilità: <br> - la teoria della mente e la meta-rappresentazione;<br> - la comunicazione sociale;<br> - la percezione e l'espressione delle emozioni;<br> - l'attenzione condivisa;<br> - l'orientamento sensoriale e l'auto-regolazione;<br> - l'imitazione; <br> - <b>il gioco simbolico</b>;<br> - la comunicazione e il linguaggio; <br> - l'attaccamento. <br>Non si può pensare di utilizzare con bambini che hanno questo tipo di difficoltà, le stesse strategie educative che utilizzeremmo con un bambino che non le ha, né possiamo pensare di improvvisarci, è pertanto indispensabile strutturare il lavoro, con questi bambini, usando strategie specifiche. <br><br><b> Dott.ssa Valentina Vania<br> Educatrice, Pedagogista, esperta nei processi formativi</b><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"</div><div><br></div><div><div>Tratto da "Autismo 5strategie pratiche per lavorare bene in classe" ©2015!Edizioni!ForePsy.</div><div>Copyright Immagine: www.perglialtri.it</div><div><br></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 09:51:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?cosa-si-intende-per-disturbo-dello-spettro-autistico</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[UN GATTO DI NOME CHICCO]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2w61i877"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Gatti-e-altre-compagnie-Storia-di-Chicco.webp"  title="" alt="" width="533" height="355" /><br></div><div><br></div><div>Cari bambini, oggi la nonna vi racconta la storia di un gatto di nome Chicco. C'era una volta una bella famiglia composta da papà, mamma e quattro figli: tre femminucce e un solo maschietto. Vivevano felici in un grande attico alla periferia di una bella città di mare, Trani. Il loro papà era un funzionario di banca e per questo l'intera famiglia era soggetta a continui spostamenti. Ma nessuno si lamentava. La simpatica famiglia viveva bene in ogni posto, perché in fondo, l'importante era <b>stare insieme</b>. I ragazzi avevano un desiderio: volevano un gatto! Avevano degli uccellini, ma con loro non potevano giocare. Come fare per averlo? Non era facile convincere il papà. "Gli animali devono vivere in libertà, non se ne parla!", diceva ogni volta che i ragazzi tentavano di parlare. Però un giorno il papà, tornando a casa in macchina dal suo lavoro, si accorse che sul sedile vicino c'era qualcosa che si muoveva: era il più bel gattino che avesse mai visto! Il gatto lo guardò, gli saltò addosso e gli fece tante fusa, che il papà non ebbe il coraggio di farlo scendere. Fu così che Chicco entrò a far parte della famiglia. I ragazzi felici ringraziarono il papà e gli promisero che lo avrebbero accudito e curato. Anche il gatto era felice e lo dimostrava facendo le fusa, dormendo su ogni superficie morbida che trovava: divani, letti, cuscini. Era bello averlo in casa, ma ogni tanto ne combinava delle belle! Come quando si arrampicava sulla gabbia degli uccellini, o come quella volta che la vicina di casa chiese gentilmente alla mamma di riprenderlo, poiché stava beatamente seduto sulla cornice del suo specchio nel bagno. La mamma si scusò con la signora Santa, ma poi, raccontando ai figli l'accaduto, risero insieme: immaginate la scena, ragazzi! &nbsp;La signora entra tranquilla in bagno, alza lo sguardo e urla per quel felino appollaiato e immobile come una statua. Il gatto viveva in simbiosi con i ragazzi ed era sempre presente a tutto quello che loro facevano. Se la più piccola di casa si lavava i capelli, lui era “acciambellato” sulla finestra del bagno, pronto a saltare in braccio alla sua padroncina appena finito. Ormai era di casa ed anche al papà faceva piacere ricevere le sue fusa quando tornava dal lavoro. Ma una volta la combinò grossa, tanto grande che mamma Gabriella pensò di mandarlo via. Una sera i due genitori avevano invitato a cena una coppia di amici, entrambi medici. La mamma aveva preparato tutto con molta cura, una tavola bellissima, posate d'argento, piatti e bicchieri pregiati insomma mise fuori i regali del loro matrimonio. Poi aveva cucinato e preparato una buonissima torta di pasta frolla e crema, ricoperta di zucchero a velo e messa in bella mostra al centro della tavola. Tutto era tranquillo: i ragazzi seduti intorno al tavolo della cucina facevano i compiti e la mamma finiva di preparare. Erano le otto e mancava poco all'arrivo degli ospiti. La mamma soddisfatta e contenta, andò in sala da pranzo per controllare che tutto fosse a posto. Ad un tratto i ragazzi sentirono un urlo e un nome: “CHICCOOOO! Maledetto gatto!”, videro Chicco scappare tutto bianco di zucchero a velo e con il muso sporco di crema. La mamma era infuriata, ma poi vedendo la faccia divertita dei suoi figli, si calmò e rassegnata dovette fare un'altra torta, non perfetta come la prima, ma altrettanto buona! Per fortuna la cena andò bene; gli ospiti si mostrarono contenti per aver trascorso una bella serata! Quando la mamma raccontò l'accaduto a suo marito, lui guardò i suoi figli che cominciarono a ridere, poi guardò la faccia di mamma Gabriella e iniziò a ridere anche lui. La mamma contagiata da <b>tanta ilarità</b>, scoppiò a ridere anche lei e convenne con tutta la famiglia che avevano un gatto speciale, un grande gatto di nome Chicco. P.S. Gli uccellini non sono d'accordo. Cari bambini, la storia che vi ho raccontato è una storia vera ed è la storia del mio amatissimo gatto Chicco. Un grandissimo bacio dalla vostra nonna Gina. </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 09:26:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?un-gatto-di-nome-chicco</link>
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			<title><![CDATA[O.N.U. E IL DIRITTO DELLE PERSONE CON DISABILITÀ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Donato Grande]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5983bg65"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Organizzazione-Nazioni-Unite-Disabilita-e-regole.webp"  title="" alt="" width="529" height="448" /><br></div><br>La <b>Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità</b> o, in lingua inglese, "<b>Convention on the Rights of Persons with Disabilities</b>" (in sigla <b>CRPD</b>), è uno strumento concreto che consente di combattere le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani.<br>L'<b>Assemblea delle Nazioni Unite</b> ha approvato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità nel dicembre 2006. Attraverso i suoi 50 articoli, la Convenzione indica la strada che gli Stati del mondo devono percorrere per garantire i diritti di uguaglianza e di inclusione sociale di tutti i cittadini con disabilità.<br> 24 febbraio 2009: il Parlamento italiano ratifica la Convenzione, che diventa legge dello Stato.<br> 23 dicembre 2010: l'Unione europea ratifica la Convenzione.<br>Trova pertanto applicazione anche nei confronti di tutte le persone con disabilità italiane e ne riconosce a pieno titolo lo status di cittadini di questo Paese.<br> Lo scopo della convenzione è sancito dall’articolo 1:<br>"Promuovere, proteggere e garantire il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e promuovere il rispetto per la loro intrinseca <b>dignità</b>". <br> In particolare mi voglio soffermare sull’articolo 7 parla dei diritti dei bambini diversamente abili in modo particolare: <br> 1. Gli Stati Parti prenderanno ogni misura necessaria ad assicurare il pieno<br> godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali da parte dei bambini<br> con disabilità su base di eguaglianza con gli altri bambini.<br> 2. In tutte le azioni concernenti i <b>bambini con disabilità</b>, il superiore interesse<br> del bambino sarà tenuto prioritariamente in considerazione.<br> 3. Gli Stati Parti garantiranno che i bambini con disabilità abbiano il diritto<br> di esprimere le proprie opinioni liberamente in tutte le questioni che li riguardano,<br> le loro opinioni saranno prese in opportuna considerazione in rapporto alla loro età e maturità, su base di eguaglianza con gli altri bambini, e che sia fornita adeguata assistenza in relazione alla disabilità e all’età allo scopo di realizzare tale diritto.<br> Molto è stato fatto nel nostro Stato già molti anni prima di questa convenzione, con la &nbsp;legge quadro 104/92, ma molte volte ahimè le norme che garantiscono servizi specifici ai bambini disabili come ad esempio assistenza a scuola, professori di sostegno, riabilitazione e tanto altro, si vedono ogni anno sempre più ristrette, per questioni puramente economiche e questo secondo me è inaccettabile, ci sono <b>diritti inalienabili</b> che dovrebbero essere sempre rispettati qualunque sia il loro costo economico.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/community----donato-grande---diversabilita-.html" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Donato Grande</a></b><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 09:24:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?o-n-u--e-il-diritto-delle-persone-con-disabilita</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LA CITAZIONE DI ALBERT CAMUS]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6j1idf4o"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Albert-Cumas-Riflessioni-sulla-morale.webp"  title="" alt="" width="528" height="354" /><br></div><br>"Se dovessi scrivere un libro di morale, vorrei fosse di cento pagine. Novantanove di esse dovrebbero essere bianche. Sull'ultima pagina poi scriverei: conosco solo una legge, quella dell'<b>amore</b>".<br> (Albert Camus)<br> Mi piacerebbe tanto ascoltare vostri pareri e considerazioni riguardo questa citazione di Camus.<br> Amore etimologicamente come privazione della morte o amore come senza regole senza rispetto dei <b>costumi e abitudini</b>?<br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Elena Ventura</a><div><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 09:22:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-citazione-di-albert-camus</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[BANDO “WELFARE CHE IMPRESA”]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_arx779m4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Informative-fiscali-Start-up-e-idee-.webp"  title="" alt="" width="543" height="362" /><br></div><div><br></div><div>Il Concorso per idee progettuali "<b>Welfare, che impresa!</b>" si pone l'obiettivo di premiare e supportare i migliori progetti di welfare di comunità promossi da Startup Sociali e in grado di produrre benefici in termini di sviluppo locale, nei seguenti settori: agricoltura sociale, turismo sociale, welfare culturale, servizi alla persona. In particolare, il Concorso si pone le seguenti finalità: sostenere e promuovere progetti innovativi di <b>welfare di comunità</b>; attivare un'iniziativa di rete e multistakeholder, capace di produrre benefici concreti per la comunità; alimentare una progettualità orientata alla generazione di impatto sociale e alla sua misurazione; favorire e sostenere la crescita del settore non profit. "Welfare, che impresa!" è un Concorso promosso da: <b>Fondazione Italiana Accenture</b>, Fondazione Bracco, UBI Banca, AICCON – Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit, Politecnico di Milano – TIRESIA. Le idee vincitrici verranno incubate da: PoliHub, l'incubatore del Politecnico di Milano gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano, e da Campus GOEL, l'incubatore di idee etiche e innovative in Calabria, realizzato da GOEL Società Cooperativa Sociale (<a href="http://www.goel.coop" target="_blank" class="imCssLink">www.goel.coop</a>) grazie al sostegno di Fondazione Vodafone Italia. Le idee progettuali presentate, per meglio rispondere agli obiettivi del Concorso, dovranno: generare occupazione, in particolare per soggetti svantaggiati e/o vulnerabili; essere promossi sul territorio attraverso la creazione di reti; essere scalabili, replicabili e economicamente sostenibili; generare impatto sociale ed avere una connotazione tecnologica; essere progetti in fase di realizzazione o la cui fase realizzativa non è ancora iniziata. Le idee progettuali presentate, per meglio rispondere agli obiettivi del Concorso, dovranno essere sviluppate in uno o più dei seguenti ambiti:</div><div><br>A) AGRICOLTURA SOCIALE. Attività agricole socialmente utili, ovvero iniziative che coniugano l'utilizzo delle risorse agricole con finalità sociali, con l'obiettivo di:<br>-generare benefici di inclusione, favorire percorsi terapeutici, riabilitativi e di cura , -favorire la coesione sociale.</div><div><br>B) TURISMO SOCIALE Con il termine "turismo sociale" si intende:<br>-forme di turismo organizzato da soggetti che non perseguono scopi di lucro, ma vogliono garantire al maggior numero di persone l'accessibilità economica alla <b>pratica turistica</b>, o comunque raggiungere obiettivi fortemente caratterizzati da contenuti educativi, esperienziali, solidali, sociali e culturali; <br>-forme di turismo che valorizzano i territori facendo leva sull'asset del patrimonio artistico, culturale e ambientale diffuso.<br><br></div><div>C) WELFARE CULTURALE. Il concetto di "welfare culturale" fa riferimento al benessere che deriva dal consumo di cultura. Parlando di progetti con finalità culturali, oggi, l'orizzonte si amplia e va al di là della mera fruizione di arte e cultura fine a sé stessa. Le finalità culturali sono sempre più intrecciate con quelle di natura sociale, ossia l'arte e la cultura – in tutte le loro possibili declinazioni – diventano mezzo per generare le condizioni per una società del benessere che sia caratterizzata non solo da benessere economico, ma anche da relazioni sociali e <b>qualità dei servizi offerti</b>.<br><br>D) SERVIZI ALLA PERSONA. I "servizi alla persona" sono tutti quei servizi di cura ed assistenza legati al benessere della persona, ossia l'insieme di attività per rispondere e assolvere ai bisogni e alle difficoltà che gli individui possono incontrare nel corso della loro vita per quel che concerne l'autonomia, la capacità di accesso alle opportunità offerte dal territorio e, in genere, le relazioni sociali. Possono partecipare al Concorso le Startup Sociali, intese come organizzazioni non profit con esclusiva finalità sociale o benefica (di seguito "<b>Organizzazioni</b>"), costituite da non più di 36 mesi e non successivamente al 2 maggio 2016. La maggioranza dei componenti (ad esempio soci, associati, partecipanti e/o membri degli organismi direttivi e amministrativi) delle Organizzazioni dovranno avere un'età compresa tra i 18 e i 35 anni. In caso di Organizzazioni costituite in misura non inferiore al 60 per cento da donne, la maggioranza dei componenti potrà avere un'età compresa tra i 18 e i 40 anni. La presentazione dei progetti deve avvenire, nella sua interezza, nel periodo compreso tra le ore 12:00 dell'8 giugno 2016 e le ore 12:00 del 2 settembre 2016. Verranno premiate con:<br>-€ 20.000, al netto delle eventuali imposte previste dalla legge, messi a disposizione dalla Fondazione Italiana Accenturele;<br>-4 mesi di incubazione presso Polihub, da concludersi entro fine maggio 2017;<br>-Finanziamento a tasso 0% della linea UBI Comunità fino a € 50.000;<br>-Supporto nella misurazione dell'impatto sociale a cura del Politecnico di Milano; le 2 Organizzazioni che avranno presentato: 1) la migliore idea progettuale per la categoria "NORD e CENTRO ITALIA"; 2) la migliore idea progettuale per la categoria "SUD ITALIA". &nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><b>Commercialista &nbsp;</b></div><div><br></div><div><a href="http://http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div><br></div><div><span class="fs16">Chiedi al commercialista di "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3D-5DWM_IU" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>" </span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 09:17:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?bando--welfare-che-impresa-</link>
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			<title><![CDATA[PROGETTO "DIRITTI A SCUOLA"]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Rosa Anna Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4oq804xk"><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Istruzione-e-adolescenza-Proposte-regolamentari.webp"  title="" alt="" width="544" height="408" /><br><br>In questi giorni il nuovo assessore pugliese all'istruzione, alla formazione e al lavoro, Sebastiano Leo, ha confermato che, finalmente, il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Stefania Giannini, ha firmato l'accordo per la riproposizione del progetto scolastico più importante in Puglia, "Diritti a scuola". Finalmente una bella notizia, una delle più attese nel mondo della scuola pugliese, del personale docente e Ata. Ricordo che il progetto è stato anche vincitore del <b>premio</b> "<b>Regio Stars 2015</b>", il premio organizzato dalla Commissione europea che individua i migliori progetti a livello regionale funzionanti nell'ambito dei fondi della politica di coesione dell'Ue. <br> A giorni dovrebbe uscire il bando che, assicura l'assessore, sarà perfezionato per utilizzare al meglio le risorse europee. Il progetto mira a potenziare i <b>processi di apprendimento</b> e sviluppa le competenze degli allievi con maggiore difficoltà delle scuole appartenenti al primo e secondo ciclo d'istruzione. Per la scelta del personale docente e Ata si attingerà, nello specifico, dalle graduatorie ad esaurimento provinciali, terminate queste, si passerà alle graduatorie d'istituto. Ai candidati verrà offerto un contratto di collaborazione continuativa, tenendo conto delle <span class="fs12lh1-5">esigenze della scuola. </span><div> Questa costituisce un'ulteriore possibilità di lavoro per tutti quei docenti precari che non sono rientrati nel <b>piano assunzioni della "Buona Scuola"</b>.<br> <br><b> Prof.ssa Dibari Rosa Anna</b><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"</div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 09:15:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?progetto---diritti-a-scuola-</link>
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			<title><![CDATA[LA POSIZIONE DEL CORPO CONDIZIONA IL PENSIERO?]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_s2ai5hsm"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Corpo-e-anima-Consapevolezza-e-disciplina.webp"  title="" alt="" width="528" height="522" /><br> <br> Un leggero saluto a voi!<br>Oggi discuteremo di come determinati <b>atteggiamenti posturali</b> assunti da noi, possono condizionare il pensiero (e viceversa, il pensiero condiziona la postura).<br> <br> Quello che sto scrivendo non è una scoperta dell’ultima ora ma gli antichi yogi (praticanti di yoga) già conoscevano il nesso tra postura e pensiero!<br> Infatti nella &nbsp;disciplina dello yoga, come anche in alcune arti marziali, ci sono degli esercizi statici in cui bisogna mantenere una determinata posizione per un tempo determinato, focalizzandosi sull’idea o sulla sensazione che quella posizione ci da.<br> <br> Se camminiamo per strada con le spalle sempre chiuse e la testa chinata, sicuramente con il tempo, possiamo attirare in noi pensieri di “Chiusura” o di “Abbandono” tutto questo non farà altro che abbassare l’autostima e rendere la nostra vita una lotta contro il mondo.<br> Se si cammina con i pugni chiusi e stretti, possiamo in poco tempo percepire pensieri violenti o rabbiosi, o può venirci la voglia di spaccare qualcosa o qualcuno.<br> <br> Sulla base di questo, se assumiamo <b>posture eleganti</b>, dritte, aperte e morbide, i nostri <b>pensieri diventeranno altrettanto retti</b>, aperti e morbidi (leggeri, senza attaccamento, passabili).<br> <br> Ora alla luce di questo possiamo fare un esercizio.<br>A seconda dello stato che vogliamo portare in noi, assumiamo una postura che ci fa pensare a quello stato ed immergiamoci in questa sensazione.<br> Per esempio se ho il bisogno di sentirmi più “con i piedi per terra”, perché voglio smettere di fantasticare, allora assumerei una postura grossolana e pesante, come quella che nel Kung Fu si chiama <b>posizione del “Cavaliere”</b> (gambe divaricate e flesse come se stessi cavalcando un cavallo).<br> Ognuno ha un modo differente di percepire la “posizione”, c’è chi per sentirsi più ancorato al suolo, preferisce sdraiarsi sul pavimento, chi invece desidera seppellirsi i piedi nel terreno, ecc...<br> <br> Questo principio è importantissimo, e gli antichi yogi lo hanno sempre saputo.<br> Ora sta a noi usare la postura per condizionare il pensiero!<br> <br> Il segreto dei miracoli è la fede,<br> senza fede non c’è miracolo,<br> e fino a quando qualcuno crederà<br> in ogni luogo un dio esisterà!<br> <br> Vi saluto con una postura da “saluto” e a presto!<div><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Suahìm AlKalema</a></b></div><div><div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div></div><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 09:13:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-posizione-del-corpo-condiziona-il-pensiero-</link>
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			<title><![CDATA[MAMMA SEMPRE]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2h5dwsim"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Storie-di-mamme-Amore-e-tenere-domande.webp"  title="" alt="" width="496" height="372" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16">È</span> sera, siamo nel lettone a raccontarci episodi ed aneddoti della giornata trascorsa: è il nostro momento idilliaco in cui le tensioni si allentano, i problemi appaiono lontani e <b>ci si ascolta profondamente</b>. Accarezzo i morbidi capelli di mia figlia, quando lei, guardandomi intensamente con gli occhioni “rotondi” dolcissimi, mi domanda: “mamma, ma quando eri piccola come me, chi era la tua mamma?”. Io, ormai abituata alle sue domande impossibili, le rispondo con semplicità: “tua nonna, la nonna R. era ed è la mia mamma!”. Lei balza su dal lettone e meravigliata irrompe: “ma tu sei una FIGLIA? No mamma, TU sei GRANDE, non puoi essere una figlia!”.<br>Io sgrano gli occhi e per alcuni secondi rifletto sulle risposte che possano chiarirle le idee. Ma lei incalza: “una FIGLIA è PICCOLA, ha bisogno SEMPRE della sua mamma, delle coccole, dei bacini e poi, mamma, una figlia quando cade e si fa male, piange e la mamma la cura e ‘le mette il cerotto sulla buetta’ e la tua mamma, la nonna R. non lo fa per te vero?”.<br>Io, mentre ascolto, penso che questa volta non riuscirò ad essere all’altezza dei suoi quesiti, anche perchè la osservo e appare <b>convinta</b> di ciò che sostiene. Ma ci provo. “Tesoro, una mamma è una MAMMA SEMPRE, sia quando i suoi figli sono piccini come te, che quando sono grandi, proprio come me e la mamma continuerà per tutta la vita a prendersi cura, proteggere ed amare i suoi pargoletti anche quando questi cresceranno. Sai, anche quando diventerai grande e alta, io sarò sempre la tua mamma e ti amerò ascoltandoti e abbracciandoti sempre, curando le tue ‘buette’ quando cadrai e ti sentirai triste continuerò a prendermi cura di te! Sarò per te, quando vorrai, il cuscino morbido e rassicurante per addormentarti, proprio come in questo momento. Lei, accoccolata sulla mia spalla, in procinto di chiudere i dolcissimi occhietti rotondi, con un delicato filo di voce: “allora, sarò sempre tua <b>figlia</b>?”.<br>“Sì, Amore: sarai sempre la mia bambina!”. “OK, buonanotte mamma!”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.VwfQBaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Vanna </a></b></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Jul 2016 15:35:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?mamma-sempre</link>
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			<title><![CDATA[DIARIO DI UNA LOGOPEDISTA]]></title>
			<author><![CDATA[Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_b107a2c5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Infanzia-e-aneddoti-Lessico-e-sviluppo.webp"  title="" alt="" width="536" height="402" /><br></div><br>Lavorando a stretto contatto con i bambini mi capita di ascoltare parole, frasi, o interi discorsi stravaganti e divertenti. Spesso rimango colpita dalla semplicità con cui guardano il mondo, dall’<b>originalità</b> con cui trovano soluzioni facili a problemi difficili. <br>Ho iniziato a raccogliere gli “<b>aneddoti</b>” più divertenti in un diario per evitare di dimenticarli e ho pensato quindi di condividere alcune pagine del mio “diario di logopedista“ in questo articolo.<br> Inizio con augurarvi buon anno con D. che appena entra in studio mi dice: “Auguri Sofia sai che ho parato tanti fuochi dentifricio a capodanno”.<br>Poi c’è C. che più di una volta mi ha lasciato senza parole, lei ha 6 anni appena compiuti ma è perfettamente in grado di parlare di come andrebbe ridistribuita la ricchezza nel mondo: “Lo sai che al moddo ci sono pessone licche (ricche) e pessone motto povele. Ma io dico &nbsp;pecché i Licchi non danno un po di soddi ai poveli cosi siamo tutti &nbsp;uguali?” .<br> O ancora la visione della maternità da parte di M.: “a mio cugino, cioè alla sua mamma, sta crescendo un bambino dentro alla pancia, ma è arrivato perché ha mangiato tanto?” <br> Ogni volta che risfoglio queste pagine sorrido pensando al bambino che le ha pronunciate e alla sua espressione in quel momento, nel tentativo di &nbsp;convincermi o sorprendermi con quelle parole. <br> Consiglio spesso ai genitori dei miei pazienti di scrivere un “diario del linguaggio” del bambino per <b>monitorare lo sviluppo lessicale</b> ma anche per avere un ricordo creativo e personalizzato dei successi del bambino. <br> Se il bambino è appena nato può essere aggiornato anche tutti i giorni, infatti tra gli 0 e i 3 anni succedono tante cose belle e importanti: smorfiette, sorrisi o sguardi più intensi. Si può registrare la comparsa del primo <b>babbling</b> o della lallazione e successivamente l’uso dei gesti per poi arrivare alle prime paroline e frasette. <br> Se invece il bambino ha già due anni e mostra immaturità nel parlare il diario può aiutare i genitori a tracciare i tempi dello sviluppo del linguaggio e annotare quante nuove paroline vengono prodotte dal bambino nel periodo tra i 2 e 3 anni che viene denominato “di esplosione lessicale” in quanto il vocabolario aumenta considerevolmente in un breve periodo e supera le 100 parole. <br> Se il ritardo della produzione linguistica dovesse ancora preoccuparvi, rivolgetevi ad un logopedista che potrà verificare le abilità linguistiche del vostro bambino. In genere si tratta di una seduta di gioco con mamma e papà; dopo la valutazione, riceverete indicazioni utili su come stimolarlo e quali atteggiamenti tenere per sostenere lo sviluppo linguistico del vostro bambino.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.VxEn0I9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Anna Sofia Piras</a></b><div><b>Logopedista</b></div><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi alla Logopedista di "<a href="http://tiny.cc/logopedistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Jul 2016 15:17:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?diario-di-una-logopedista</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[IL DOLORE DEL PARTO: PERCHE'?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.sse Parente e Valerio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3ahh90f7"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Parto-e-Ormoni-Attenzioni-per-la-neomamma.webp"  title="" alt="" width="538" height="348" /><br></div><div><br>Solitamente, quando proviamo dolore il nostro corpo ci sta avvisando che qualcosa non va. Durante la nascita il dolore ha una valenza completamente differente.<br> Il dolore del travaglio e del parto è una sensazione data da diverse componenti muscolari, nervose e soprattutto sociali e culturali.<br> Il lavoro svolto dagli <b>ormoni</b> fa si che questa sensazione possa essere percepita secondo differenti livelli di dolore, che possono essere contenuti e &nbsp;mantenuti entro i limiti di un’intensa sensazione di stiramento o pressione ma accolti e, soprattutto, compensati da momenti di rilascio, riposo e benessere.<br> L’<b>Ossitocina</b> è l’ormone che interviene nel provocare le contrazioni uterine. La ritroviamo in un altro momento importante della nostra vita: quando facciamo l’amore! Anche la nascita è un <b>processo sessuale</b>! Potremmo mai produrre Ossitocina e vivere bene il rapporto sessuale se ci trovassimo in un contesto ambientale dove non ci sentiamo a nostro agio, come ad esempio con le luci al neon puntate sui nostri genitali, sentendo freddo, con qualcuno accanto che ci sgrida perché non stiamo facendo bene e mette le mani per sistemare come ritiene più giusto? No! <br> Nel parto è la stessa cosa: se non veniamo rispettate nei nostri desideri e bisogni, se la luce è troppo forte, se c’ è confusione, se non c’è abbastanza tepore e se non possiamo esprimerci, l’ossitocina non viene prodotta e non abbiamo <b>contrazioni uterine efficaci</b>.<br> Quando l’ossitocina può lavorare, tra una contrazione e l’altra il nostro sistema nervoso libera le <b>Endorfine</b>, i neurotrasmettitori del benessere che ci fanno sentire rilassati e appagati. Sono gli oppiacei naturalmente prodotti dal nostro corpo, che ci permettono di recuperare e sentire meno dolore. Possono essere prodotti solo se siamo nelle condizioni ideali già citate. Diversamente, non abbiamo quel momento di respiro tra le contrazioni e non percepiamo l’evento come appagante, sensazione importante per il proseguimento della specie.<br> Anche il bimbo produce ormoni tra cui <b>l’Adrenalina e il Cortisolo</b>, conseguenti alla situazione di impegno e stress buono a cui viene sottoposto durante la nascita, che inducono la maturazione polmonare e gli permettono di adattarsi al meglio alla vita extrauterina. Una volta nato il piccolo arrivando al seno, leccandolo, succhiandolo, aiuta il corpo della mamma a produrre ancora Ossitocina che permette il distacco della placenta e la contrazione dell’ utero che chiude i vasi sanguigni ed evita così le emorragie.<br> Tutto questo &nbsp;sistema è estremamente delicato e necessita di essere protetto e tutelato dalle invasioni che spesso si consumano negli ospedali.<br> La sicurezza e la salute del parto passano attraverso questi equilibri.<br>Una Donna, il suo Bambino e il suo Compagno hanno bisogno di essere lasciati liberi di esprimere meccanismi ormonali che guidano la Nascita.<br>La vera sicurezza della nascita non è data dai macchinari, dalle visite, dal controllo, dalla sala operatoria a portata di mano e dai farmaci, ma dal rispetto delle capacità del corpo femminile di dare alla luce in sicurezza.<br> La tecnologia ha senso di esistere laddove si presentino situazioni di emergenza che richiedono interventi e il progresso ci aiuta sempre più a far fronte a queste situazioni con successo.<br> Quando però ci troviamo in condizioni di fisiologia, che sono la norma, possiamo osservare, disturbare il meno possibile e proteggere il nucleo familiare che si sta creando.<br> La Buona Nascita e la Buona Assistenza Ostetrica non possono prescindere da queste nozioni così importanti.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.V4O-KzWM_IV" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa ROSSELLA VALERIO</a></b></div><div><div><b>Ostetrica</b></div><div><br></div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.V4O-KzWM_IV" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa RAFFAELLA PARENTE</a></b></div><div><div><b>Ostetrica</b></div></div><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Jul 2016 15:14:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-dolore-del-parto--perche--</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LA STAZIONE DELLA VITA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ua4654mq"><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink inline-block"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Consapevolezza-dell-esistere-Persone-e--passeggeri.webp"  title="" alt="" width="537" height="358" /></a><br></div><div><br></div><div>“Ci sono persone che non vivono la vita presente, ma si preparano con grande zelo come se dovessero vivere una qualche altra vita e non quella che vivono: e intanto il tempo si consuma e fugge via.” <b>Antifonte</b>. Spesso accade di soffermarsi a pensare a ciò che si sta facendo. Capita di domandarsi perché si sentono i ritmi accelerati, perché &nbsp;la sensazione di dover necessariamente portare a termine incarichi entro una certo tempo ci assalga. Succede di fermarsi a osservare l’agire come se ci si vedesse proiettati in un film un essere fuori da sè; è così che si notano tensioni che non ci permettono neanche di essere <b>disponibile ad un dialogo</b>. Succede di non riuscire ad ascoltare qualcuno che chiede attenzione. Se siamo fermi lì con la mente ed i pensieri siamo già altrove. Appare la vita come una sequenza di piccoli fotogrammi frenetici in cui si assumono le sembianze di una marionetta impazzita che, quasi senza senso, sta roteando nel <b>flusso della vita</b>. Non si riesce a vivere il presente ascoltandone i suoni respirandone gli odori ma si è &nbsp;un treno in transito sul binario della vita ma la vita non è il binario; la vita è la stazione dove puoi fermarti, sederti alla panchina e osservare: osservare la gente che ti passa accanto, guardare l’orologio mentre scorrono i secondi, sentire l’annuncio di altri treni &nbsp;in transito osservare i turisti in attesa delle coincidenze. La vita può essere anche più sorprendente può farti sintonizzare sulle micro reazioni del corpo può farti incontrare uno sguardo estraneo, ma eloquente, può lasciarti in attesa, perché il treno è in ritardo e così permetterti di restare seduto con i pensieri fermi al tuo corpo e poi sentire la noia e le emozioni legate ad essa. La vita non è binario! La vita è la stazione dove il tempo non si consuma e non fugge via. Quel tempo così radicalmente e intimamente vissuto ti permetterà, pur nella sua fissità, di vivere una vita che è solo tua. I viaggiatori che vedrai e che passeranno accanto sono <b>esseri unici e irripetibili</b>, perché vivono solo e irrimediabilmente nella tua stazione. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> un rischio che bisogna correre, quello di fermarsi ad osservare la vita.</span></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Jul 2016 07:59:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-stazione-della-vita</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[LA RANA GOLOSONA]]></title>
			<author><![CDATA[Simona Cassanelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_j6n3w9gu"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Mini-artisti-La-rana-di-carta.webp"  title="" alt="" width="525" height="875" /><br></div><div><br></div><div>Oggi vi propongo un lavoro molto divertente da realizzare in compagnia dei vostri bambini. Materiale occorrente: un rotolo vuoto di carta igienica, pittura verde, pennello, foglio cartoncino bianco, pennarelli, forbici, colla, spillatrice, spago o filo di lana. Per realizzare la "rana golosona" dobbiamo prendere un rotolo di carta igienica vuoto e dipingerlo con della tempera verde; in seguito, mentre si asciuga, disegniamo su un foglio di cartoncino bianco le <b>zampe anteriori e posteriori</b> della rana e le coloriamo con un pennarello verde, dopo averle ritagliate, le incolliamo al rotolo, lo schiacciamo da una parte in modo da chiuderlo con qualche punto di spillatrice. Su un foglio bianco disegniamo i <b>due occhi</b> per la rana e, dopo, averli ritagliati li incolliamo sulla nostra rana stessa; disegniamo anche una coccinella la ritagliamo e la incolliamo ad uno spago o a un filo di lana; per ultimo incolliamo il filo all'interno della rana in modo che sembri la sua lingua e il gioco è fatto!<br>Buon divertimento. </div><div><br></div><div><b>Simona Cassanelli</b></div><div><b>Educatrice</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> </div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 14:55:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-rana-golosona</link>
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			<title><![CDATA[MAMMA TALPA E L'AUTUNNO]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4c5wn2g8"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Favola-Talpe-e-letargo.webp"  title="" alt="" width="511" height="385" /><br> &nbsp;<br> Cari bambini, oggi vi racconto la &nbsp;storia di una famiglia di talpe: papà, mamma e cinque piccole Talpine, tutte nere e carine.<br>Mamma talpa che si chiamava Rina era molto attenta alla sua famiglia e tutte le mattine portava i suoi figli a scuola da una maestra molto speciale:"La marmotta Carlotta" che insegnava loro tutti i segreti delle tane e degli scavi.<br>Cari bambini, dovete sapere che le talpe vivono al buio nelle tane scavate sotto terra, oppure nei giardini e, alla fine dell'autunno, vanno in <b>letargo</b> e si svegliano solo all'arrivo primavera.<br> L'autunno è alle porte e mamma talpa, mentre i suoi figli sono a scuola, lavora all'uncinetto e prepara le coperte di lana che serviranno a coprire i suoi talpini durante l'inverno. Anche papà Talpone è molto indaffarato a raccogliere ghiande, noci, mandorle, castagne che poi riporrà nella &nbsp;loro tana e che servirà come cibo durante tutto l'inverno.<br> Mamma talpa, ha quasi finito le coperte e papà ha raccolto molte provviste, i talpini sono pronti ad addormentarsi nel calduccio della loro tana, insieme a mamma e papà.<br> Si risveglieranno solo a primavera e con loro anche tanti amici animali andranno in letargo, mi sapete dire quali?<br>Cari bambini, ora tutti insieme ed in silenzio auguriamo loro buon letargo, sogni felici e care Talpine vi aspettiamo a primavera.<br> Nonna Gina.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Maria Gabriella Finizio</a></b><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 14:53:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?mamma-talpa-e-l-autunno</link>
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			<title><![CDATA[ATTACCHI DI PANICO: COSA DEVE SAPERE IL MEDICO DI FAMIGLIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_93p1vf79"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Attacchi-di-panico-Psicoterapia-cognitivo-comportamentale.webp"  title="" alt="" width="492" height="328" /><br> <br> Molte persone soffrono di questo disturbo e rispetto al passato tale etichetta diagnostica è decisamente aumentata.<br>A soffrirne sono prevalentemente le donne ma anche gli uomini non ne sono immuni. Un dato, inoltre, da non sottovalutare è la sempre più precocità dell’esordio: molti adolescenti e giovani ricorrono all’aiuto dell’esperto perché afflitti da <b>crisi di ansia persistenti</b>.<br> Il disturbo diventa tale, quando la sintomatologia diventa invalidante per il soggetto, interferendo con le normali attività quotidiane. <br>Inizialmente il primo attacco di panico si manifesta senza un particolare preavviso, anzi il più delle volte è totalmente inaspettato. Immaginate di trovarvi per strada e ad un certo punto cominciate a percepire <b>strane sensazioni fisiche</b> così strane da pensare di non star bene e mentre lo pensate, uno stato di paura intensa vi assale, il battito cardiaco si accelera, le mani diventano fredde, il respiro è irregolare e per questo temete di morire da un momento all’altro. In verità simili situazioni, sono piuttosto frequenti, infatti, capita ad un numero elevato di persone di sperimentare, almeno una volta nella vita, sensazioni come queste. Fortunatamente, meno spesso accade che tale singolo episodio possa diventare ricorrente e quindi sfociare nel disturbo d’ansia con attacchi di panico.<br> Allora quando possiamo parlare di disturbo? Quando il soggetto in modo continuo elabora &nbsp;pensieri negativi circa la propria capacità di gestire l’ansia e così più tenta di controllarla più paradossalmente essa aumenta. Questo continuo percepirsi in uno stato di allerta, porta il soggetto ad evitare gradualmente tutte le situazioni in cui possa essere difficile ottenere un aiuto. Continuando l’esempio di poc’anzi, per meglio farvi comprendere come un soggetto ansioso possa sentirsi, immaginate di essere invitati ad una festa il giorno dopo quella spiacevole giornata e che vogliate comunque parteciparvi. Mentre siete lì, tra una chiacchierata e l’altra vi sovvengono strani pensieri: “e se ora mi sentissi male proprio come ieri? E se adesso cominciasse a mancarmi l’aria? Cosa penseranno gli altri di me? A chi potrei chiedere aiuto”. Proprio quando la vostra mente si diverte a crearvi immagini di panico, la profezia si auto avvera: le immagini diventano realtà. Le sensazioni &nbsp;di cui stavate “parlando” ritornano più intense di prima, questa volta si aggiungono dei giramenti di testa, <b>una sudorazione eccessiva</b> e per paura di essere scoperti nella vostra insolita fragilità, decidete di rientrare a casa inventando una scusa al volo. Stranamente, durante il tragitto del ritorno cominciate a respirare regolarmente e un po’ per volta recuperate uno stato di calma. Cosa è accaduto? Come mai, ora riuscite a sentirvi meglio? In realtà avete appena attivato un circolo vizioso paradossale: evitando quella situazione avete ridotto momentaneamente l’ansia perché a lungo andare essa ritornerà travestita da prepotente.<br><span class="fs16">È</span><span class="fs16"> possibile bloccare questo circolo vizioso? La risposta è affermativa e tanto più si interviene all’esordio degli attacchi, tanto più <b>la psicoterapia cognitivo-comportamentale</b> sarà efficace in tempi brevi. </span><br> Invito, per questo, chiunque sia alle prese con i &nbsp;primi attacchi di rivolgersi ad uno psicologo- psicoterapeuta con &nbsp;formazione cognitiva-comportamentale.<wbr> &nbsp;L’invito lo rivolgo ai medici di base, i quali per primi accolgono la richiesta d’aiuto di questo paziente. Ricordando loro, che la psicoterapia cognitivo-comportamentale è la più efficace nella gestione dei diversi disturbi d’ansia.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.VxN-3o9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Annalisa Cagia</a></b><div><b>Psicologo, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale</b><div><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"<br><br></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 14:52:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?attacchi-di-panico--cosa-deve-sapere-il-medico-di-famiglia</link>
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			<title><![CDATA["FILOSOFIA DELLA CIVILTÀ"]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_894w75uf"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Umanita-da-riprendere-Consapevolezza-della-storia.webp"  title="" alt="" width="508" height="496" /><br></div><div><br></div><div>Albert Schweitzer, filosofo, teologo biblista, del 900 in "Filisofia della civiltà" si esprime così: "Viviamo all'insegna della decadenza della civiltà. Tale situazione non è stata provocata dalla guerra: quest'ultima, piuttosto è una delle manifestazioni. Le nostre conquiste intellettuali hanno prodotto circostanze che hanno finito per ripercuotersi negativamente in ogni ambito del vivere, sulla stessa dimensione spirituale. Il rapporto di influenza reciproca tra dimensione materiale e dimensione intellettuale ha assunto un carattere funesto. Spinti da violente cataratte veniamo trascinati giù per una corrente piena di terribili vortici. Solo se ci impegneremo con <b>grande determinazione</b> e se non ci abbandonerà la speranza, riusciremo a realizzare il nostro avvenire sulla giusta rotta, salvandoci dalla pericolosa deriva in cui siamo finiti."<br>Il filosofo imputa la colpa della deriva della civiltà alla Filosofia che ha abbandonato le idee etiche razionali sulle quali riposa la civiltà. Pertanto non esiste alcuna nuova concezione globale dell'universo in grado di portare la civiltà verso una nuova e più intima coerenza e solidità, nè possiamo pensare a nuovi approdi. Ma di fronte alla necessità di definire che cos'è la civiltà, SCHWEITZER afferma che essa è &nbsp;ritenuta sinonimo di progresso sia materiale che spirituale tanto dell'individuo quanto della società. Se ciò è vero dovrebbe diminuire la lotta per l'esistenza e dovrebbero intensificarsi <b>condizioni di vita favorevoli</b> per tutti. Ma la lotta per l'esistenza diminuisce quanto più si consente alla ragione il suo dominio sulla natura intesa come "Fyusis" e &nbsp;come natura umana. La civiltà, dunque, si realizza attraverso <b>il potere della ragione</b> tanto sulle forze della natura quanto sulle disposizioni intellettuali dell'uomo. Questo il suo pensiero. Chissà cosa avrebbe detto &nbsp;il nostro pensatore, &nbsp;se avesse visto la deriva cui si sta avviando la nostra società! Uscire di casa e vedere rifiuti lasciati per strada lungo le vie del passeggio vedere la costa imbruttita da liquami che ne deturpano l'immagine e ne alterano gli odori vedere l'imbruttimento etico di classi politiche che sono solo interessate al proprio tornaconto economico; e non è finita quì. Ascoltare parole omofobe &nbsp;da chi vivendo condizioni materiali più agiate rifiuta in nome di ideologie razziste l'aiuto a persone che ancora lottano per garantire alla progenie una migliore condizione di vita!<br>"La civiltà fiorisce, poi spinta da una necessità interna appassisce. Deve esserci dunque un ricambio culturale e nuovi popoli devono occupare il posto di quelli logorati ed esauriti" (Filosofia della civiltà)<br><br>Poiché il nostro equilibrio si è spezzato, questa può essere la risposta. E se avesse ragione? Se fosse la stessa natura a determinare fenomeni che appaiono funesti e critici e in verità rappresentano la cura per una civiltà ormai decrepita e mummificata? </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 09 Jul 2016 12:44:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-filosofia-della-civilta-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[LE DIPENDENZE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_h97spz2k"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Adolescenza-e-dipendenza-Informare-sulle-droghe.webp"  title="" alt="" width="533" height="355" /><br></div><br>In questi giorni, presso la scuola media in cui insegno, un'equipe specializzata nella problematica delle <b>dipendenze adolescenziali e giovanili</b> ha incontrato i ragazzi delle classi terze per informarli e sensibilizzarli al non uso di sostanze dannose all'organismo, quelle che &nbsp;vengono definite droghe, leggere o pesanti che siano, proprio perchè creano nell'organismo, appunto, prima assuefazione e poi attaccamento psicologico con incapacità a &nbsp;rinunciarci.<br> La scuola si attiva in questa <b>prevenzione</b> attraverso l'informazione poiché l'ignoranza, il non conoscere, procura sempre problemi, ma quello che può davvero creare abitudini sane e di saggezza comportamentale, è senza dubbio l'impegno in attività che contribuiscano ad aumentare l'autostima.<br> L'attività sportiva in &nbsp;primo luogo, trattandosi di un ambito che procura soddisfazioni, gratificazioni personali che riempiono l'anima e danno sfogo al corpo, è senza dubbio, la principale occasione che accresce l'opinione di se stessi, oltre che perfetta valvola di "ossigenarsi". Confrontandosi con se stesso, con i propri &nbsp;limiti e capacità &nbsp;di superarli e confrontandosi con altri atleti, il giovane non potrà che appagare il suo io psico-fisico in crescita, spesso annullato da esperienze oziose di vita in strada e demolito da mortificazioni. <b>Mortificazioni</b> che inducono a procurarsi surrogati dannosi alla salute, esaltata, invece, dallo sport.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Angela Bini</a></b><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 09 Jul 2016 12:42:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?le-dipendenze</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[UN RIMEDIO PER IL DOLORE MUSCOLARE DOPO L'ALLENAMENTO?]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1692csr9"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Acido-lattico-e-muscoli-Lenire-il-fastidio.webp"  title="" alt="" width="522" height="326" /><br> <br> Parliamo di “dolore” muscolare post-allenamento.<br>Come al solito non descriverò il fenomeno da un punto di vista “medico”, perché non sono un medico, ma mi limiterò a descriverlo in modo molto chiaro e alla portata di tutti.<br> <br> Dopo una seduta di &nbsp;allenamento, soprattutto muscolare, l’ossigeno che viene bruciato dai muscoli viene trasformato in sostanze varie di scarto, tra cui molte delle quali sono “acide”.<br> Queste sostanze quando stazionano diventano scomode e provocano il classico dolore definito da “<b>acido lattico</b>”.<br>Per risolvere questo increscioso problema occorre apportare qualcosa che bilanci l’equilibrio Alcalino/Acido nel nostro corpo!<br> Un buon rimedio è un bel bicchiere con un <b>limone spremuto, acqua</b> e un po’ di <b>bicarbonato</b>!<br>Ovviamente questa ricetta funziona solo su dolori da “acido lattico” non è fattibile per quando riguarda strappi muscolari o altri simili traumi.<br> <br> Per oggi questo è tutto.<br> Saluti, vi auguro un buon tempo.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink">Suhaìm Alkalema</a></b><div><div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 09 Jul 2016 12:37:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?un-rimedio-per-il-dolore-muscolare-dopo-l-allenamento-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[ORGOGLIO DELLA BELLEZZA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_cz4q769i"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Bellezza-e-pregiudizi-Luoghi-comuni.webp"  title="" alt="" width="521" height="344" /><br></div><div><br></div><div>Mentre guidavo, non riuscivo a fare a meno di scrutare i miei occhi nello specchietto retrovisore. Brillavano di una luce particolare. Riflettevano la felicità che quella sera mi aveva regalato. Determinavano la convinzione che stavo raggiungendo: stavo divenendo la donna che avevo desiderato. La riunione d’ufficio, poco prima terminata, era stata una prova tangibile della <b>forza</b> che la mia persona riusciva ad esercitare su se stessa, senza più il timore del parere degli altri. Il mio più grande ‘limite’, nei rapporti umani, era sempre stato determinato dal mio aspetto esteriore. La mia naturale bellezza mi aveva spesso PENALIZZATO nelle relazioni, OSTACOLANDOMI soprattutto nell’ambito lavorativo. Negli anni avevo adottato ‘strategie’ per non apparire. Evitavo di indossare abiti aderenti o tacchi alti. Preferivo truccarmi in modo leggero. Di sovente avevo la sensazione di non essere come gli altri si aspettavano che fossi. Le altre donne con le quali lavoravo non nutrivano sentimenti benevoli nei miei confronti. Sembravano infastidite dai miei interventi nelle riunioni d’équipe. Benchè cogliessi nei loro sguardi <b>reazioni di sorpresa</b> alle mie idee propositive, tacevano senza approvare, né tantomeno commentare positivamente. La mia interazione con i colleghi dell’altro sesso si era favorevolmente trasformata nel tempo. Inizialmente, lo sforzo più grande era stato di <b>dimostrare una spiccata intelligenza</b>, affinchè la mia prova di ‘talento’ superasse di gran lunga la mia ‘sconveniente’ avvenenza. La loro, in realtà, non era sfiducia ma PAURA di qualcuno che non erano capaci di comprendere, QUALCUNO che li rendeva scettici e ciechi. Quella sera avevo maturato una <b>consapevolezza</b>: il mio ESSERE, nella sua completezza, stava venendo fuori. Non mi sentivo ancora adeguatamente apprezzata in quell’ambito, ma la strada che avrei dovuto percorrere era ancora lunga. Sentii una spinta provenire da dentro che mi rendeva orgogliosa di aver creduto in me e nella mia TOTALE BELLEZZA”.<br>L’aspetto che emerge subito in questo racconto è la paura del giudizio degli altri. Questo sentimento sottende un bisogno fondamentale per qualsiasi essere umano: sentirsi riconosciuti e accettati dagli altri. Nel caso specifico del vissuto narrato si evidenzia come, ancora oggi, le donne si trovino nella reale difficoltà, in <b>ambito professionale</b>, di essere accettate. La protagonista è impegnata in una lotta su due fronti. Da un lato si trova in una condizione di solitudine, poiché non può contare su alcuna apertura di collaborazione e solidarietà da parte delle altre donne; dall’altro è costretta a constatare di non essere adeguatamente valutata per le sue competenze professionali, essendo vittima di un sistema culturale ancora fortemente maschilista. Che tipo di aiuto si potrebbe offrire, dal <b>punto di vista pedagogico</b>, in tal caso? Da diversi anni molte aziende si avvalgono di ausili esterni che vedono figure specifiche (definiti counselors) impegnate anche ad offrire sostegno in situazioni di conflittualità nel gruppo di lavoro. La funzione del counselor è rivolta a coinvolgere i partecipanti, a stimolare il confronto, producendo una conoscenza maggiore fra di essi. La finalità principale è di ridurre sentimenti legati al pregiudizio e creare una maggiore cooperazione per una migliore convivenza. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>“Strappare la bellezza ovunque essa sia e regalarla a chi mi sta accanto. Per questo sono al mondo” - (Alessandro D’Avenia) - &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.Vv6Jv6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b></div><div><b>Pedagogista, educatore extrascolastico</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>" </div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Jul 2016 18:57:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?orgoglio-della-bellezza</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[SEPARAZIONI E DIVORZI CON MINORI DEVONO ESSERE “BAMBINOCENTRICHE”]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_z95g4hql"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Divorzi-con-minori-Leggi.webp"  title="" alt="" width="519" height="346" /><br> <br><span class="fs12">“</span>Le <b>decisioni</b> riguardanti i figli minori, compresa la scelta della sua &nbsp;residenza, non devono tenere conto degli interessi dei genitori, ma &nbsp;esclusivamente dell'interesse del minore stesso”<br> <br> Cass. civ. Sez. I, 26/03/2015, n. 6138 (rv. 634880)<br> <br><b>Avv. Luca Volpe</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br> <br>Chiedi all'avvocato di "<a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a>"<br><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Jul 2016 18:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La marsupio-terapia. L'abbraccio che regala la VITA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_lztorp84"><blockquote>La marsupio-terapia, detta anche Kangooro Mother-Care, nasce in un reparto di maternità della pubblica sanità a Bogotà, negli anni settanta, grazie al Dott. Edgar Rey Sanabria, in quel tempo capo del servizio di neonatologia e professore di pediatria presso l’Università Nazionale Colombiana, che decise di 'utilizzare' le madri &nbsp;come incubatrici, data la scarsità di tali apparecchiature negli ospedali.<br> La marsupio-terapia consiste nel porre il neonato prematuro a <b>contatto pelle a pelle</b> con il seno della madre e con la testa girata, in modo che il piccolo possa ascoltare il battito della madre. </blockquote><blockquote><hr></blockquote><div><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Questa tecnica è in grado di influenzare in maniera positiva lo &nbsp;</span><span class="cf1"><b>sviluppo neurologico e psicologico</b></span><span class="cf1"> del bambino.</span></i></span></div><blockquote><hr> Sebbene la marsupio terapia &nbsp;attualmente venga utilizzata soprattutto con bambini prematuri, possono trarne beneficio anche i nati sani e a termine.<br> I benefici che ne derivano dalla marsupio-terapia sono molteplici:<br> <span class="fs12lh1-5">-permette l’avvicinamento madre-figlio, facilitando e promuovendo l’attaccamento.</span><div> Infatti, è un’esperienza gratificante sia per il neonato sia per la neomamma e rappresenta per la puerpera una preziosa possibilità per superare i sentimenti negativi che potrebbero insorgere a causa di una gravidanza terminata troppo presto. </div><div>-Si aumentano le capacità di <b>termoregolazione del neonato</b>. In questo modo, il piccolo viene tutelato dallo stress provocato dagli sbalzi di &nbsp;temperatura, un po’ come quando era in utero;</div><div>-aiuta la naturale regolazione respiratoria e del ritmo cardiaco del neonato;</div><div><span class="fs12lh1-5">-favorisce l’allattamento materno, in quanto lo stretto contatto permette un facile accesso al seno ed inoltre il contatto pelle a pelle &nbsp;stimola la produzione di latte;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">-migliora la qualità del sonno; sul seno della mamma, infatti, i bambini dormono di più e piangono meno;</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/marsupioterapia-maternita.webp"  title="" alt="" width="690" height="460" /><div><br><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">-ha effetti positivi sulla salute del bambino in quanto riduce la comparsa delle <b>coliche gassose</b>; infatti essendo le crisi di pianto una delle cause di queste coliche tipiche del neonato, è ovvio che i &nbsp;neonati che piangono meno hanno meno possibilità di soffrire di questo disturbo;</span></div><div><span class="fs12lh1-5">-alcuni studi scientifici hanno dimostrato che bambini prematuri, sottoposti a marsupio terapia, riescono a recuperare prima e ad aumentare di peso più in fretta.</span></div><div>I benefici &nbsp;connessi alla marsupio terapia dovrebbero spingere i reparti di neonatologia ad adottare tale tecnica con più frequenza e nello stesso tempo le neomamme dovrebbero essere educate ed, in alcuni casi, accompagnate nell’esperienza irripetibile dell’abbraccio del proprio neonato, un abbraccio che fa vivere.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.VzBpn49OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa &nbsp;Roberta di Lernia</a></b></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Psicologa, Specializzanda in Psicoterapia Cognitiva</span></div></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"</div></blockquote><div><br></div></div></div><a href="https://youtu.be/OajxU_6KTTc">https://youtu.be/OajxU_6KTTc</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Jul 2016 18:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA SALUTE DEI NOSTRI FIGLI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Zora Giovanna Del Buono]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5c9561en"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Malattie-da-ambiente-Bambini-e-precauzioni.webp"  title="" alt="" width="497" height="354" /><br></div><div><br></div><div>A determinare come e perché la salute dei nostri figli è oggi assediata da nuovi e subdoli pericoli sono alcune abitudini che hanno colonizzato le nostre vite nelle ultime decadi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br><span class="fs16">-La crescita esponenziale del consumo di Fast food, snack e bibite gasate. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div>-Una notevole <b>riduzione dell’attività fisica</b> (lunghi tragitti in automobile, ore seduti davanti al computer o alla televisione). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>-L’assedio dei germi , favorito, paradossalmente, dal comfort del vivere domestico, poiché abuso dei detersivi e dei bagnoschiuma alterano l’equilibrio della flora batterica, favorendo la comparsa di agenti patogeni che, al minimo indebolimento delle difese immunitarie, trasformeranno la coabitazione innocua in infezione. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>-La scarsa competenza del nostro sistema immunitario, favorita dall’<b>abuso di farmaci</b> e dall’<b>eccesso di igiene</b>, ci rende più sensibili non solo alle infezioni, ma anche alle allergie. Tra i nemici invisibili, infatti, c’è l’acaro della polvere, in grado di provocare reazioni allergiche ai danni di cute (dermatiti e orticarie), bronchi (asma), naso (<b>riniti</b>), occhi (<b>congiuntiviti</b>), intestino (allergie alimentari). &nbsp;Anche pollini, peli animali, muffe sono in grado di determinare sintomatologie simili. Oggi si ritiene che avere un sistema immunitario forte e non essere esposti in modo incontrollato fin da piccoli all’azione di sostanze chimiche varie ed alimenti inadatti siano fattori protettivi nei confronti dello sviluppo precoce di una intolleranza verso ciò che è diverso da sé. Sembra, inoltre, dimostrato che un elevato tasso di <b>inquinamento</b> ambientale aumenti molto la concentrazione di pollini nell’aria che respiriamo, per una tendenza alla perdita incontrollata da parte delle piante. Questa perdita di pollini e l’emissione di gas di scarico industriale e da automezzi , uniti alla presenza di pesticidi, conservanti, coloranti e ormoni negli alimenti irritano, intossicano e sensibilizzano il nostro organismo, facilitando l’insorgenza di allergie e nello stesso tempo alterandone l’equilibrio biologico (patologie da accumulo, disordini endocrini, effetti a distanza di cancerogenicità). Un altro argomento dibattuto è quello delle onde elettromagnetiche sulle quali non si è ancora arrivati a conclusioni univoche. Per quanto riguarda la dieta, la nutraceutica gioca poi un ruolo importante nel bambino intollerante che ha difficoltà ad accettare alcuni alimenti come il pesce: l’integrazione con DHA, alla luce di quanto accennato, è altamente protettiva, e altrettanto importante è la vitamina D, i cui effetti –paragonabili più a quelli di un ormone che non di una vitamina –non si limitano alla promozione della mineralizzazione dello scheletro ma interessano anche la modulazione della risposta infiammatoria. Un ulteriore obiettivo importante, soprattutto nel bambino più grandicello, è l’adozione di una dieta disintossicante, al fine di ridurre il carico di allergeni (evitando, per esempio, zuccheri raffinati, dolci, carni rosse e con aggiunta di conservanti), e l’utilizzo di alcalinizzanti, la sera per 10 giorni, per regolare l’equilibrio acido-base. Ecco perché l’ecologia, il rispetto dell’ambiente e la consapevole scelta di una alimentazione davvero naturale non possono mancare tra gli argomenti da discutere coi genitori e sui quali insistere coi bambini nell’ottica di una prevenzione sanitaria, non solo, ma soprattutto di una educazione olistica, integrale. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Estratto da: Progetti Speciali ; 4: 581-633 in “Laboratori in Gioco-Guida Operativa per la scuola dell’Infanzia”-ELI ed., Recanati,2012. Zora Giovanna Del Buono.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/amare-bambini-e-amare-se-stessi.html#.VzcNR49OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Zora Giovanna Del Buono</a></b></div><div><b>Pediatra Neonatologa &nbsp;</b></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Jul 2016 18:01:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-salute-dei-nostri-figli</link>
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			<title><![CDATA[AMICI IMMAGINARI]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_cq68rr4v"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Amicizia-e-fantasia-Fratelli-e-genitorialita.webp"  title="" alt="" width="518" height="518" /><br> <br>Per circa un anno, nella mia famiglia, abbiamo ospitato, prima con molta reticenza, poi, pian piano, con naturalezza, due fratellini, due amici immaginari che la nostra primogenita, anocora figlia unica, aveva <b>disegnato con la sua fantasia</b>.<br> Pompo e Tualla, è così che si chiamavano, a detta di mia figlia avevano la &nbsp;sua stessa età ed entravano e uscivano di scena in momenti imprevedibili.<br> La prima volta che mi furono 'presentati', non nascondo le mie perplessità e <b>preoccupazioni iniziali</b>, compresi che quelle 'presenze' erano amici indispensabili per continuare a relazionarsi, seppur in maniera fantastica, con qualcuno, anche a casa, ricreando, magari, quel clima giocoso e festoso sperimentato all'asilo con i suoi compagni, durante le ore mattutine. <br> Molto spesso abbiamo apparecchiato la tavola avendo cura di riservare piatti, bicchieri e posate anche per loro; altre volte, invece, a seguito di 'litigi e discussioni fantasma', mi sono stati descritti seduti con le braccia conserte e il broncio sul faccino in segno di disappunto circa l'accaduto tra di loro.<br> Insomma, una gran fatica, un lavoraccio, &nbsp;riuscire ad armonizzare la realtà con la fantasia, cercando di non cancellare quel <b>mondo immaginario</b>, ma, tanto meno, evidenziarlo e rafforzarlo nella sua entità. Significativo fu quando, pochi giorni dalla nascita della mia secondogenita, mia figlia si avvicinò a me dicendo tranquillamente: "mamma, tra qualche giorno Pompo e Tualla &nbsp;andranno via, in un'altra famiglia!". Io, sorpresa e incredula, le domandai quale fosse la ragione di quell'allontanamento. Lei<wbr>, con la semplicità e la sicurezza che solo i bambini possiedono, mi &nbsp;rispose: "Perché tra un po' non sarò più sola, la mia sorellina arriverà presto!".<br> Così è stato: i due amici immaginari, poco dopo la nascita della mia seconda bambina, sono andati via, lentamente sfumati, cancellati da un'amica oramai reale e concreta, <b>un'amica per la vita</b>.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.VwfQBaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Mamma Vanna</a></b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Jul 2016 17:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[INNAMORARSI DELLA ONE STROKE]]></title>
			<author><![CDATA[Sabrina Altamura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xhu3lguo"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Bodypainting-e-creativita-Dedizione-e-divertimento.webp"  title="" alt="" width="519" height="389" /><br> <br>Mi sono innamorata di questa bellissima tecnica pittorica in un corso di <b>face painting</b> a Roma; da allora ho fatto molti corsi e ho preso le certificazioni per poterla insegnare, non solo su vari supporti come tele, legno, stoffa, ceramiche, vetro, ecc ma è con grande soddisfazione che, essendo anche una make-up artist, la insegno nel face e body painting (ovviamente con <b>prodotti specifici</b>).<br>Un bravo maestro è colui che non smette mai di migliorarsi, di far innamorare i propri allievi alla bellezza dei colori, all'arte e alla vita: COLORIAMO IL LORO MONDO! <br> Come diceva Pablo Picasso: "i colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni".<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/quando-mani-e-cuore-si-uniscono.html#.Vv5_16SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Altamura Sabrina </a><br> -Make-up artist<br> -consulente d'immagine<br> -bridal stylist e personal shopper<br> -insegnante One stroke 1 e 2 O.S.C.I</b><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Jul 2016 17:45:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?innamorarsi-della-one-stroke</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[COMUNICARE OLTRE...]]></title>
			<author><![CDATA[Valeria De Simola]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_na4uj9p9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Comunicare-e-relazionarsi-Disabilita-e-ausili-tecnologici.webp"  title="" alt="" width="493" height="323" /><br></div><div><br></div><div>Se c'è un motto che ho sempre seguito nel percorso di vita di mia figlia è sicuramente "il non arrendersi mai e andare sempre oltre", così spinta da questa mia innata caparbietà ho deciso che dovevo poter mettere in contatto mia figlia con il mondo esterno. Sabato 28maggio ho partecipato ad un corso sulla <b>comunicazione aumentativa alternativa (CAA)</b>, tenuta da un neuropsichiatria e da un ingegnere che ha fatto della propria esperienza personale, perché madre di un ragazzo tetraparesi spastico, non solo un lavoro, ma una missione. Decido così, dopo il corso, di prendere un appuntamento con l'ingegnere anche per mia figlia, è tanta la voglia di sperimentare senza però avere chissà quali aspettative, tutto nel pieno rispetto di quelle che possono essere le capacità di Roberta. Il giorno è arrivato, l'ingegnere giunge a casa con i suoi <b>ausili informatici</b> e comincia la sperimentazione l'ausilio montato si chiama <b>puntatore oculare</b> che permette di essere connessi con il mondo, utilizzando solo gli occhi. Con grande meraviglia e uno spiccato entusiasmo scopriamo che Roberta tramite questo ausilio riesce ad effettuare delle scelte, riesce a mettersi in contatto a suo modo con il mondo. L'esperienza fatta mi dà la carica per pensare a quanto io possa ancora fare per lei e a quanto non si debba mai dare per scontato nulla nella vita, anche quando si pensa che sia difficile e irrimediabile. A breve mia figlia comincerà questo nuovo percorso, questa nuova avventura che le permetterà di <b>relazionarsi con gli altri</b>. I puntatori oculari per comunicare sono ausili informatici ad alta tecnologia, di grandissimo supporto a tutte le persone che non hanno comunicazione verbale e che hanno come unico movimento residuo quello oculare pur mantenendo inalterate le capacità cognitive e le funzioni cerebrali superiori. I puntatori oculari consentono a queste persone di esplicare alcuni essenziali bisogni di autonomia: comunicare, lavorare, divertirsi, passare il tempo libero e controllare il proprio ambiente di vita. Questi straordinari strumenti tecnologici permettono ad una persona che concentra lo sguardo su uno schermo di "scegliere", con il solo movimento degli occhi. L'occhio viene illuminato da un emettitore di luce infrarossa presente nel puntatore oculare, che definisce il contorno della pupilla e crea un riflesso luminoso che viene catturato dalla telecamera ad altissima risoluzione presente nel sistema. Questi punti riflessi vengono poi elaborati da un apposito software, per calcolare la posizione dello sguardo rispetto ad un oggetto o ad una posizione sul display del computer. Da questo sistema si è aperto per noi, ma soprattutto per mia figlia un nuovo mondo, un mondo dove nulla è mai scontato, perché bisogna sempre provare in ogni situazione di vita ad andare oltre. </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-amore-che-va-oltre.html#.VzHcLI9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Valeria de Simola</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 06 Jul 2016 15:55:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?comunicare-oltre---</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[I RISCHI DELLE RADIOGRAFIE PER I BAMBINI]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_puumawkt"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Rischi-radiologici-Bambini-e-salute.webp"  title="" alt="" width="482" height="698" /><br></div><div><br></div><div>Ogni anno, in Italia vengono effettuate circa 4 milioni di radiografie su bambini e troppo spesso se ne ignorano i <b>rischi</b>. Ben 4 medici su dieci rivelano di non informare i genitori dei possibili danni connessi alla procedura. La corretta informazione del rischio è importante per valutare, insieme ai genitori, il rapporto costo/beneficio di tali esami. <br>Gli esami radiologici eseguiti annualmente nel nostro Paese sono quasi 40 milioni, di cui un decimo sono pediatrici. Fondamentali per effettuare la diagnosi e decidere il <b>corretto iter terapeutico</b> dei pazienti, questi esami che espongono a radiazioni ionizzanti, potrebbero comportare effetti dannosi alla salute, in particolare ai più piccoli, maggiormente radiosensibili. Tuttavia, in base ad una ricerca condotta &nbsp;dalla Società Italiana di Pediatria (SIP), il 41 % dei medici non informa i genitori sui possibili rischi, proprio per una scarsa conoscenza delle questioni. In realtà la dose che un paziente assorbe durante un esame dipende da diversi parametri, alcuni tecnologici, altri anatomici, come età, peso, altezza, ecc.<br> Per cui la stima della dose efficace per singolo paziente deve essere personalizzata. Per ridurre al minimo la dose di radiazioni erogata ai bambini, consigliano gli esperti, è necessario eseguire l’esame solo quando sussiste un evidente beneficio, impiegare la minima quantità di radiazioni necessaria, limitare l’esame alla sola parte del corpo da esaminare, evitare scansioni multiple, utilizzare, se possibile, <b>metodiche alternative</b>, come ecografia e risonanza.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.Vv4_sKSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dr. Carlo Avantario</a> <br> Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia</b></div><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"<br><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 06 Jul 2016 15:46:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?i-rischi-delle-radiografie-per-i-bambini</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[CHI È MARIA MONTESSORI]]></title>
			<author><![CDATA[Maestra Annamaria Perna]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_42ty5134"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Metodi-educativi-Maria-Montessori.webp"  title="" alt="" width="552" height="411" /><br></div><br>Nel 1924 ha origine la Fondazione dell’<span class="fs16">“</span><span class="fs16"><b>Opera Nazionale Montessori</b></span><span class="fs16">”</span><span class="fs16"> eretta come Ente Morale e volta alla conoscenza, alla diffusione, alla attuazione e alla tutela del suo Metodo.</span><br> Maria Montessori è stata la prima a proporre dei cambiamenti all’interno delle scuole e la <b>fondazione delle “Case dei Bambini</b>” ne è stata la sua pietra miliare: viene cambiato l’arredamento, oramai leggero e proporzionato ai bambini; si propone lo sviluppo dell’attività ludica, attività che attraggono il bambino per la promozione del piacere e del benessere, usando materiali e oggetti che stimolano i bambini in tenera età, periodo in cui “la mente assorbente” è predisposta naturalmente ad inglobare gli stimoli esterni.<br> In aperto dissenso con il fascismo, con il quale inizialmente non entrò in conflitto pur di affermare il suo metodo educativo, Maria Montessori preferisce poi allontanarsi &nbsp;dall’Italia durante il periodo della Grande Guerra. La frattura con Mussolini si consuma definitivamente in occasione di un intervento della scienziata nel 1932 in cui presenta una relazione dal titolo “La pace e l’educazione”, il principio secondo cui l’educazione è lo strumento per formare una mentalità di pace che mal si concilia difatti con il totalitarismo fascista. Basterà questo per fare di Maria Montessori una sorvegliata speciale della polizia che la porterà nel 1934 a lasciare l’Italia insieme al figlio Mario.<br> I suoi libri, in cui raccontava <b>le scoperte effettuate con i bambini</b> furono pubblicati in moltissime &nbsp;lingue, anche inusuali come l’hindi e il gujarati, mentre le sue scuole si diffusero sempre più, in tutti i continenti, anche negli angoli più remoti della terra: oggi se ne contano 22.000 in più di cento Paesi.<br>Considerata un eccellenza educativa in tutto il mondo e ammirata dai &nbsp;massimi esponenti del nostro secolo (Ghandi, Freud, Tagore, Marconi, Piaget e altri), Maria Montessori muore a Noordwijk (Olanda) a 82 anni. <br>Delusa dal suo paese, la grande e controversa pedagogista sarà omaggiata dallo stesso nel 1990 quando il suo volto sarà stampato sulle banconote da mille lire. L’idea Montessori attraversa il tempo e conserva intatto il suo valore anche oggi. Le sue scoperte fatte un secolo fa vengono confermate dalla ricerca psicopedagogica e dalle neuroscienze; le sue risposte educative sono più vere ed utili oggi, all’inizio del millennio, che non ieri, all’inizio del ventesimo secolo.<br> <br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/cooperativa-prometeo.html" target="_blank" class="imCssLink">Maestra Annamaria Perna</a></b></div><b> Kindergarten Dragonetti-Montessori</b><br><br><div> <a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"<br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 06 Jul 2016 15:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA LUCERTOLA, IL RAGNO E UN GATTINO DI NOME CALZINO]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9b3t6j8p"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Gatto-Calzino-Amicizie-speciali.webp"  title="" alt="" width="497" height="331" /><br></div><div><br></div><div>C'era una volta una famiglia di lucertole che vivevano in una fessura del grande albero situato nel giardino della signora Serafina. La famiglia era composta da papà, mamma e cinque lucertoline tutte belle verdi e carine. Erano molto brave ed ubbidivano sempre a <b>mamma lucertola</b>, non si allontanavano mai da casa senza il suo permesso. Poco distante, sullo stesso albero, viveva un grosso ragno di nome Arturo con un brutto carattere e sempre pronto a catturare gli animaletti che cadevano nella sua rete. Tutti avevano paura di lui. Più avanti, nella casa della signora Serafina, abitava un piccolo gatto grigio con una <b>zampina bianca</b> e per questo, tutti in casa lo chiamavano "<b>Calzino</b>". Non stava mai fermo, era sempre a caccia di lucertole e di ragni e per questo, quando la lucertolina Smeraldina lo incontrava, scappava il più lontano possibile e così faceva anche il ragno Arturo. I tre abitavano nello stesso luogo, ma non andavano d'accordo. Un bel giorno accadde qualcosa: il gatto Calzino, come al solito, era seduto in veranda a prendere il sole, pensando a come catturare Smeraldina e il ragno Arturo. Quando vide la lucertola ferma sul davanzale, Calzino, si alzò di scatto e per catturare la lucertola fece un volo fuori dal davanzaleun volo e poi, splash, giù in un grosso bidone, utilizzato dal giardiniere Ilir per irrigare il giardino. L'acqua era tanta, fredda e tra l'altro il povero Calzino non sapeva nuotare e poi, si sa che i gatti non amano l'acqua. Si mise a miagolare e a cercare aiuto, ma nessuno lo ascoltava; la sua padroncina non era in casa e nessuno udiva i suoi lamenti. Anzi no, qualcuno li aveva uditi ed era corso in suo aiuto. La lucertolina Smeraldina, incurante del pericolo, si avvicinò al grande bidone per cercare di tirar fuori Calzino, ma poiché da sola non ci riusciva, dopo averlo tranquillizzato andò a cercare aiuto. Ritornò con il ragno Arturo che, pur avendo paura del gatto, tranquillizzato da Smeraldina, preparò una lunga scala che permise al gatto di uscire dal grande bidone. Calzino era sfinito, ancora qualche attimo e sarebbe annegato, ma era salvo e di questo doveva ringraziare Smeraldina e ragno Arturo. Da quel giorno il gatto diventò amico di tutte le lucertoline e i ragnetti e vissero per sempre insieme felici e contenti. Cari bambini, la favola è terminata ed io vi saluto e vi invio tanti bacini insieme a lucertolina Smeraldina e al ragno Arturo. A presto nonna Gina. </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 16:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL PARTO CESAREO: ABUSO O NECESITÀ?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_10tnuana"><div></div><div></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Psicologia-Il-parto-cesareo.webp"  title="" alt="" width="547" height="410" /><br><br>Il termine cesareo deriva dal latino "caesareus" (da cadere=tagliare) o &nbsp;secondo alcuni, da "sectio caesarea", essendo Cesare nato "caeso matris utero" (dall'utero tagliato della madre).<br>Gli antichi romani e prima ancora gli egizi praticavano questo intervento per salvare il bambino subito dopo la morte della madre.<br>Il taglio cesareo consiste nel far nascere il bambino praticando un <b>operazione chirurgica</b>, tramite un piccolo taglio (un’incisione) nell’addome e nell’utero, in modo da poter estrarre il bambino dal pancione della mamma. <br><span class="fs16">È</span> consigliato ricorrere al parto cesareo quando vi sono gravi motivi che mettono a rischio la salute e/o la vita stessa del bambino, della madre o di entrambi: prima del termine della gravidanza, per patologie materne, o fetali diagnosticate durante la gestazione, nel corso di travaglio di parto, per difficoltà che complichino l'evento spontaneo. <br> Molti specialisti denunciano un abuso del parto cesareo in vari paesi. <br>Uno studio statistico dell'Organizzazione Mondiale della Sanità effettuato su un campione di 13 paesi europei, ci riferisce che l'incidenza di parti cesarei dovrebbe variare tra il 4 e il 12% del numero di parti totali, valori purtroppo ben lontani dalla realtà. &nbsp;Attualmente le statistiche riportano cifre che si aggirano intorno al 27-30%.<br> Il medesimo rapporto dell'OMS ci riferisce che molte donne che hanno partorito con taglio cesareo provano senso di colpa, ostilità nei confronti del neonato, rammarico, senso di fallimento e inutilità, specialmente se non a conoscenza dei motivi dell'operazione. Non è possibile sapere con esattezza se tali stati d'animo siano dovuti al parto stesso oppure all'attenzione che il nucleo familiare rivolge al bambino, trascurando la madre.<br><span class="fs16">È</span> fondamentale perciò che il partner e i familiari "si prendano cura" della madre e che le stiano accanto dandole modo di parlare e condividere stati d'animo, ansie e paure, in un <b>clima accogliente</b>, affinchè si possa sentire amata e compresa. <br>In questa fase, infatti, la donna ha necessità di avere accanto persone affidabili che offrano a lei e al suo bambino, non solo aiuti concreti, ma soprattutto una relazione nutriente e amorevole. <br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.Vv6Jv6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b></div><div><b>Psicologa</b></div><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 15:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[FILOSOFIA E DOLORE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_55xo1k89"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Guarire-dentro-Filosofia-ed-etica.webp"  title="" alt="" width="511" height="765" /><br></div><br> "Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare."<br>Questa è una frase di <b>Ippocrate</b> risalente al 460 a.C.<br> Evidentemente già a quei tempi si sapeva che i problemi fisici sono spesso (dovremmo dire sempre) legati ai problemi del cuore.<br>A questo proposito ho voglia di consigliare la lettura di un libro scritto da due medici americani, Alexander Loyd e Ben Johnson i quali affermano che i nostri ricordi le nostre credenze e convinzioni razionali le nostre <b>problematiche emotive</b> quelle che loro chiamano i problemi del cuore controllano la fisiologia del nostro corpo.<br> Queste credenze (errate) producono nel nostro organismo una risposta di stress anche quando questa non dovrebbe erompere. <br> Col passare degli anni tutto ciò determina la malattia e varie altre infermità.<br>Le nostre cellule si spengono viene disattivato il nostro sistema immunitario.<br>Problemi fisici e non fisici, anche gli insuccessi professionali affettivi possono dipendere dai problemi del cuore.<br>È chiaro che i consigli di LOYD E JOHNSON mirano ad <b>abbandonare l'approccio farmacologico</b> come cura del sintomo e chiedono di andare <b>più a fondo</b>, arrivando alla causa primaria che è spesso legata a fatti traumatici, ma non nel senso grave che potremmo in questo momento immaginare, bensì ad eventi che hanno indotto l'individuo a dare risposte fisiche e comportamentali errate. Queste sono le credenze errate di cui parlano che si innescano anche senza la nostra volontà in base al meccanismo di stimolo-risposta. E a ben poco, a detta loro, servono gli approcci psicologici o di counselor, poiché il radicamento è &nbsp;così interno che non è semplice ERADICARE.<br> Per noi uomini &nbsp;razionalisti cibernetici ed a-spirituali è difficile pensare che siamo un tutt'uno, che il nostro corpo non è qualcosa di fuori da noi ma è un continuum con ciò che siamo dentro.<br> Chiunque voglia cambiare l'approccio alla propria vita dovrebbe leggere questo libro "<b>Il codice della guarigione</b>".<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Elena Ventura</a></b><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 15:56:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?filosofia-e-dolore</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[RITRATTO A COLORI]]></title>
			<author><![CDATA[Matilde D'Addato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_479yvlrx"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Disegno-di-viso-Ritratto-e-metodi.webp"  title="" alt="" width="540" height="540" /><br></div><br> Oggi vi mostro brevemente un tutorial che riguarda l’esecuzione di ritratti a colori.<br> &nbsp;Premettendo che la tecnica usata è quella dei colori a matita, vi faccio subito notare che ogni volto segue delle sue proporzioni, delle <b>tonalità diverse</b> e, di conseguenza, bisogna studiare la combinazione adatta di colori da “mischiare” per ottenere un effetto il più realistico possibile.<br> Il tutorial di cui sto parlando mostra appunto un lavoro che sarà illustrato nelle sue fasi.<br>Naturalmente si parte prima dal disegno, avendo cura di studiare il volto come indicato sopra, cercando di misurare i parametri, ovvero la distanza fra loro, grandezza, e <b>tipologia degli elementi del viso</b> (occhi, naso, bocca, orecchie), inquadrare l’angolazione del capo (se il volto è a tre quarti, o di profilo oppure frontale ecc).<br> Abbozzata questa parte ci si può concentrare anche sui capelli, più i dettagli, come rughe, ciglia, ecc.<br>Dovendo eseguire il lavoro con le matite colorate dobbiamo assicurarci &nbsp;di eseguire una prima bozza dal tratto più pulito possibile, poiché eventuali “segni” si noterebbero nonostante le cancellature dovute ad una mano <span class="fs16">“</span><span class="fs16">troppo pesante”.</span><span class="fs16"> Quando la bozza ci soddisfa, possiamo cominciare il lavoro successivo, ossia “il colore” che darà volume al nostro volto, ma anche intensità dello sguardo.</span><br> Per cominciare se non siamo sicuri della colorazione, possiamo provare varie combinazioni di colori su un foglietto a parte per vedere di quanto essa si avvicini al reale, e lo facciamo magari per il colore degli occhi, rossore delle guance, colore dei capelli ecc, senza dimenticare che quando si colora con le matite colorate è possibile <b>esercitare vari livelli di pressione</b> che ci permettono di ottenere tonalità diverse di uno stesso colore.<br>Ora possiamo cominciare per zone: occhi, naso, bocca, fin quando le ombre e luci di tutto l’incarnato si incontreranno riempiendo tutto il volto facendolo “uscire” dal foglio. <br> Dopo esserci dedicati a tutti gli altri dettagli, il disegno sarà pronto.<br> Alla prossima!<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/come-raccontare-attraverso-disegni-e-colore.html#.VzMYQI9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Matilde Daddato</a><br> Vignettista-fumettista</b><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Jul 2016 17:43:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?ritratto-a-colori</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IL SOFFIO DIVINO?]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7l9550gf"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Respirazione-e-e-yoga-Metodi-e-ossigenazione.webp"  title="" alt="" width="500" height="500" /><br> <br> Prima di iniziare voglio fare una piccola introduzione riguardo agli elementi.<br>La <b>terra</b> e l’<b>acqua</b> sono assimilati da noi attraverso il cibo e le bevande ed hanno principalmente la funzione di nutrire il corpo. Determinati cibi hanno possiedono anche l’elemento fuoco, come quei pasti caldi oppure “piccanti” (che generano calore). Il fuoco viene anche assimilato attraverso la pelle quando ci esponiamo ai raggi solari. Il <b>sole</b> infatti è l’unico “Fuoco” sempre acceso, non esiste in &nbsp;natura un fuoco sempre bruciante.<br> <br> Ora passiamo all’<b>aria</b>. Questo elemento viene assimilato grazie ai polmoni. Dal tipo e dalla quantità di aria che respiriamo, dipende molto la nostra qualità di vita! E non solo, dipendono addirittura i pensieri che abbiamo! L’aria è l’elemento collegato alla nostra mente, infatti esistono tecniche yoga che permettono un certo tipo di “<b>ossigenazione</b>” che porta il praticante a non pensare più, entrando in uno stato di &nbsp;“vuoto” e di silenzio.<br> <br> Chiaramente oggi iniziamo da una tecnica più alla nostra portata.<br>Un concetto fondamentale è quello di capire perché i nostri polmoni sono suddivisi in 2 parti. Perché ogni parte corrisponde ad un tipo diverso di energia (se vi ricordate l’articolo in cui parlavo di &nbsp;magnetismo ed elettricità) un lato è “yin, negativo” e l’altro è “Yang, &nbsp;Positivo”.<br> Respirare con la narice sinistra si ottiene più vitalità, mentre respirare con il lato destro offre più calma ed introspezione (ricettività).<br> <br> Passiamo ora all’esercizio di oggi.<br> Questo è un metodo di respirazione del buddismo Tibetano (dzogchen).<br>Da seduti con la schiena dritta, usando il pollice, chiudiamo la narice estra, inspirando aria luminosa di colore bianco latte ed espirandola dalla narice destra con un colore blu (blu=qualità maschili) tappando la narice sinistra. <br> Ripetere per 3 volte in tutto.<br> Eseguire ora &nbsp;la tecnica con la narice destra. Inspiro da destra ed espiro da sinistra (chiudendo la destra quando devo espirare da sinistra), l’aria &nbsp;che fuoriesce da sinistra è di un colore rosato (rosato=q<span class="fs16">ualità femminili).</span><div> Ripetere per 3 volte in tutto.<br> Ora eseguire 3 respiri con entrambe le narici aperte, visualizzando aria verde luminosa &nbsp;che entra dal naso e fuoriesce dalla nostra testa (dalla fontanella). Il colore dell’aria che esce è “nero” o fumo e rappresenta tutti i pensieri negativi che se ne vanno.<br> Il nome di questa tecnica è “<b>I Nove Respiri</b>” poiché Sono 9 inspirazioni e 9 espirazioni in tutto: 3 con narice sinistra, 3 con la destra e 3 con entrambe.<br> <br> Ogni respiro consapevole allontana l’ignoranza e schiarisce la mente.<br> <br> Saluti e Buona Respirazione!<div><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Suahìm AlKalema</a></b><div><div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div></div></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Jul 2016 17:42:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-soffio-divino-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[TUTTE LE MAMME HANNO IL LATTE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.sse Parente e Valerio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_f12h8yeh"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Latte-e-mamme-Consigli-e-miti.webp"  title="" alt="" width="510" height="324" /><br></div><div><br></div><div>“Tutte le mamme hanno il latte”, questa frase scatena l’ira di moltissime donne che non sono riuscite ad allattare, mamme che si sentono colpevolizzare, offese da una simile affermazione. Tutte le mamme hanno il latte. Non è vero. Chiedetelo a chi non è riuscita ad allattare per un qualsiasi motivo. Qual è la differenza tra avere e produrre? E perché agli occhi delle mamme, i professionisti dell’allattamento appaiono come coloro che sentenziano frasi fatte e prive di senso, perché lontane dalla realtà che loro hanno vissuto? Allattare non è facile. Anche la donna più motivata e informata può avere grossi problemi se viene lasciata sola o non cerca un <b>valido aiuto</b>. L’allattamento è un processo delicatissimo che necessita innanzitutto del giusto ambiente e della giusta predisposizione e basta davvero poco a compromettere il tutto. È facile e scontato dire che è la cosa più naturale del mondo. No. Non lo è! Non lo è quando il parto è un fatto meccanico, che sembra avvenire nell’industria della nascita, che viene pilotato e orchestrato a scapito dei processi della natura. Non lo è quando il bambino viene portato via dopo la nascita per i primi controlli e il <b>riflesso di suzione</b> svanisce pian piano, quando viene nutrito con altro che non sia latte della mamma e vien restituito sazio, pigro e addormentato. Non lo è quando la testa della mamma viene riempita di consigli inutili e non richiesti, quando l’ansia blocca la prolattina e l’ossotocina e l’unica cosa certa è che c’è un bimbo affamato e agitato che piange. Non lo è quando la mammella viene vista come “tetta”, come simbolo sessuale, quando ci si deve nascondere per allattare o si viene cacciate dai luoghi pubblici per atti osceni. Ecco le ostetriche questa volta, sono con voi, mamme che non allattate per tutti questi motivi, perché non siete riuscite a farlo, nonostante la vostra dedizione. Siamo con voi per dirvi che allattare NON è più la cosa più naturale del mondo, al giorno d’oggi, ma può tornare ad esserlo, se lo desiderate davvero. Basta con questa sorta di maledizione del “non avere latte”, del “potrei non avere latte”, di chi continua ad alimentare assurde credenze &nbsp;che continuano a farvi sentire inadeguate e sbagliate, come se la natura vi avesse giocato un brutto scherzo. Il latte viene prodotto quando tutti i <b>processi della natura e della biologia</b> fluiscono senza inibizioni e nelle condizioni ideali tutti sono in grado di produrlo. Ma in un’epoca in cui tutto ci allontana dalla natura e siamo abituati a credere più nella potenza della tecnologia che in quella del nostro corpo, forse tutto questo appare impossibile. Occorre informarsi adeguatamente prima, essere motivate e assetate di sapere, cercare un sostegno valido che guidi durante tutto il percorso, prima tra tutti una brava ostetrica, sapendo che è possibile avviare correttamente l’allattamento e persino riallattare. E poi seguire il proprio istinto, che raramente sbaglia e non arrendersi mai perché la strada è spesso tutta in salita. Ma il panorama è cosi bello da lassù.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYo56SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa ostetrica ROSSELLA VALERIO</a></b></div><div><b>Ostetrica</b></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYo56SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa ostetrica RAFFAELLA PARENTE </a></b></div><div><b>Ostetrica</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 03 Jul 2016 11:04:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?tutte-le-mamme-hanno-il-latte</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[CHI È MARIA MONTESSORI (PRIMA PARTE)]]></title>
			<author><![CDATA[Maestra Annamaria Perna]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8f5697ft"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Maria-Montessori-Storia-e-Didattica.webp"  title="" alt="" width="503" height="337" /><br><br><b>Maria Montessori</b> nacque a Chiaravalle nel 1870. Fu un'educatrice, pedagogista, filosofa, medico e scienziata italiana, internazionalmente &nbsp;nota per il metodo educativo che prende il suo nome, adottato in migliaia di asili nido, scuole materne, primarie, secondarie e superiori in tutto il mondo. <br>Fu la prima donna a laurearsi in medicina in Italia e ha dedicato la propria vita allo studio del bambino; oltre 50 anni di osservazioni compiute direttamente su di esso, le hanno consentito di esplorare lo sviluppo del bambino non solo sul piano sensorio-motorio, ma anche cognitivo, affettivo-emotivo, nella sua globalità.<br> La Montessori accentua il suo interesse verso il <b>recupero dei bambini con difficoltà</b>, agli inizi del Novecento l'anormalità attira l'attenzione della comunità scientifica, i bambini con handicap psicomotori dovuti a carenze di &nbsp;natura «esclusivamente» biologica, degeneravano nelle cliniche psichiatriche, in un isolamento forzato, agonizzando nell'inedia. L'impegno verso quei bambini «deboli di mente», rapì le sue energie e si convinse che il trattamento educativo poteva apportare benefici maggiori di quelli ottenuti con i farmaci, sottoponendo gli stessi ad un ambiente che li stimolasse e li sviluppasse intellettualmente e fisicamente. Da ciò parte il suo metodo educativo: “a poco a poco acquistai il convincimento che metodi consimili applicati ai fanciulli normali avrebbero sviluppato la loro personalità in un modo sorprendente”, affermò la dottoressa. <br> La fusione tra la medicina e la pedagogia nella Montessori viene resa pubblica durante il discorso che la stessa tenne al primo congresso pedagogico che si svolse a Torino nel 1908, spiegando che compito della psicologia è quello di descrivere un fenomeno mentre quello della pedagogia è, attraverso l’<b>elaborazione di strategie</b>, individuare la possibilità di trasformazione che è attuabile nella personalità del soggetto.<br> <br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/cooperativa-prometeo.html" target="_blank" class="imCssLink">Maestra Annamaria Perna</a></b></div><b> Kindergarten Dragonetti-Montessori</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"<div><br></div><div>Copyright Immagine: <span class="fs16">http://donna.nanopress.it/mamma/maria-montessori-frasi-celebri-delleducatrice-che-ha-insegnato-la-liberta/P251845/</span><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 03 Jul 2016 10:57:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?chi-e-maria-montessori--prima-parte-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[L'AUTISMO...UNA VITA INVISIBILE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Valentina Vania]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7o5bm9f4"><div data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;\u003C&quot;}" aria-hidden="true"></div><div></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Autismo-e-relazioni-Storia-Pinardi.webp"  title="" alt="" width="515" height="284" /><br></div><div> &nbsp;<br> &nbsp;"<b>Papà aiutami, sono autistico</b>" è un libro scritto da Fabio Pinardi, padre di Davide, un ragazzo autistico ormai un adulto, di 21 anni. Il libro racconta i vari percorsi di vita, passati da Davide e della sua famiglia, le difficoltà incontrate a livello sociale e amministrativo, con le istituzioni troppo spesso &nbsp;assenti, con la scuola non pronta, con le strutture socio-sanitarie non preparate alla gestione della <b>condizione autistica</b>, le problematiche puntuali ma anche le conquiste ottenute. Il padre Fabio, mai rassegnatosi a dare una vita dignitosa a suo figlio, seppur autistico decide ad un certo punto di scrivere un libro per rendere visibile appunto la vita di Davide, per dargli voce. Non troverete mai due persone con autismo uguali, ma la storia di questa famiglia è molto simile ad altre famiglie che vivono l'autismo, e questo aiuta a capire le difficoltà a cui sono sottoposte.<br> Non scriviamo altro, lasciandovi la curiosità di andarvi a leggere la prefazione del libro che alleghiamo al post. "Spesso le famiglie con autismo affrontano un percorso di vita in cui coraggio e determinazione sono amplificate al massimo, ma dettate da un amore verso il proprio figlio che aumenta nel tempo".<br> Con la speranza e consapevolezza che le <b>condizioni di vita</b> delle persone con autismo migliorino negli anni a seguire.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/comprendere-attraverso-i-processi-formativi.html#.Vv451qSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Valentina Vania</a><br> Educatrice, Pedagogista, esperta nei processi formativi</b> </div><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>" </div><div><br></div><div><div>Fonte: http://www.amaarti.org/<span class="fs16">wp-content/uploads/2015/12/</span><span class="fs16">StralcioDefinitivo.pdf</span></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 03 Jul 2016 10:46:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-autismo---una-vita-invisibile</link>
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			<title><![CDATA[SULLA ROTTA DEL CUORE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0y84t890"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Storia-d-amore-Ritrovare-la-serenita.webp"  title="" alt="" width="470" height="313" /><br></div><div><br></div><div>A tutte le persone che riescono a trovare nel corso della vita "la rotta dei loro <b>sogni</b>, dei <b>desideri</b> e del cuore". Ci sono giorni in cui tutta la tua vita sembra una favola di cui sei la protagonista, una vita fatta di sogni, di famiglia e desideri realizzati; giorni in cui ti sembra tutto fantastico e fantastiche sono anche le persone e i fatti della tua esistenza. Purtroppo nella vita i giorni pieni sono pochi, come pochi sono i sogni e i desideri realizzati. Rossella ama il mare, le barche, il dondolio delle onde, la sabbia dorata che scorre fra le dita, camminare a piedi nudi sulla sabbia, vedere sorgere il sole, correre verso le onde, farsi abbracciare fortemente e poi nuotare fino a raggiungere l'orizzonte. Solo un sogno il suo, mai realizzato e che forse mai realizzerà. Rossella è una bellissima donna e, oltre la bellezza, la cosa che più ti colpisce appena la incontri sono i suoi occhi grandi e azzurri come il mare. Guardandola ti sembra che un pezzo di mare si sia trasferito nei suoi meravigliosi occhi, tanto sono belli e tanto tristi. Vive da sola in un piccolo centro del meridione, dove l'inverno dura molto e l'estate pochissimo, un paese da favola se lo guardi quando è coperto di neve e le sue strade sono deserte, quando tutti sono in casa accanto al camino ad ascoltare le storie che i più anziani raccontano con gli occhi lucidi, <b>ripensando alla gioventù</b>. Rossella, di professione "notaia": tutti la guardano con rispetto e si chiedono perché una donna bella come lei, fosse tanto sola. Amava il suo lavoro e le piaceva vivere in quel posto da favola anche nei suoi pensieri si immaginava in una casa in riva al mare, con la spiaggetta privata e una piccola barca per andarsene in giro a scoprire nuove spiagge e magari incontrare il suo principe azzurro. Era immersa nei suoi pensieri e non si era accorta che qualcuno era entrato e la stava osservando. Rossella avvertì quello sguardo e alzò la testa per vedere chi fosse e si rese conto che era lui, il suo "principe"che l'aveva trovata. Il principe aveva un nome ed anche una famiglia; era inglese ed era in visita dai suoi nonni; aveva bisogno di un atto notarile, perché aveva intenzione di comperare il grande castello che sorgeva nel centro del paese e farne la sua casa dei sogni. Rossella non riusciva a staccargli gli occhi di dosso e, cosa strana, non emetteva alcun suono, tanto che lui le si avvicinò e con una bella voce calda e sensuale si ripresentò. Si chiamava Marcus, viveva a Londra ed era un medico cardiologo, lavorava nella più grande clinica privata del Regno Unito e molti suoi pazienti erano personaggi famosi. I suoi genitori erano italiani e i suoi nonni, dopo essere stati tanti anni a Londra, erano tornati nel paese d'origine. Lui voleva comperare quel vecchio castello e farne la casa delle sue <b>vacanze</b>, per lui e per i suoi due figli che vivevano con la mamma da quando si era separato. Il loro era stato un grande amore, ma con il tempo e la quotidianità, la passione e la magia dei primi anni era svanita e avevano deciso di comune accordo di mettere fine al loro matrimonio. Rossella, dopo averlo ascoltato, lo invitò ad accomodarsi e gli dette tutte le notizie necessarie per stipulare il rogito, fissando anche la data. Quando Marcus uscì restò nello studio un profumo di lavanda mista a un buon odore di tabacco che accompagnò Rossella fino a tarda sera. Era buio quando si decise a lasciare lo studio e rientrare a casa, non riusciva a non pensare a Marcus, alla sua storia e alla sua vita. La campana della chiesa fece sentire i suoi rintocchi: dieci. Era ora di smetterla di pensare a lui; quando era entrato nel suo studio aveva visto il suo principe, ma riflettendo si rendeva conto che era uno dei suoi tanti sogni. Arrivò il giorno prefissato per il rogito e lui, puntuale e bello, bussò al suo studio. Non era solo, con lui c'erano gli eredi del vecchio castello che furono molto felici di liberarsi del vecchio rudere e incassare un bel po' di soldi. Marcus, dal canto suo, era felice di aver realizzato un sogno, perché fin da bambino, quando andava in vacanza diceva ai suoi nonni :"Un giorno quel castello sarà mio". Quando tutti andarono via, Rossella fece a Marcus le sue congratulazioni e gli diede il benvenuto nella comunità. Lui, dopo averla fissata, come incantato dal colore degli occhi &nbsp;le chiese se poteva invitarla a cena e aiutarlo nei lavori di rifacimento del castello. Lei restò incollata alla sua poltrona e abbassò lo sguardo; poi, ringraziandolo, declinò l'invito perché aveva preso un altro impegno. Marcus, non si arrese e la invitò a pranzo per il giorno seguente e baciandole la mano le disse: "Non ammetto scuse, la vengo a prendere alle dodici". Senza aspettare risposta, uscì dallo studio. Rossella era senza parole. Marcus l'aveva invitata, ma lei non poteva accettare: lui era bello, famoso e non poteva uscire con una che non era in grado di camminare senza l'aiuto delle amate stampelle. Si erano anni che era <b>disabile</b>, dopo un brutto incidente d'auto . Ritornava a casa da una bella serata trascorsa con tanti amici; lei era in macchina con il suo grande amore. Si amavano alla follia e pensavano, un giorno, di avere una casa e dei figli insieme. Lui si chiamava Luca ed era il suo grande amore. Erano sempre insieme, sia nella vita che nella scuola: stesso liceo, stessa facoltà di legge e pensavano di fare i notai insieme, ma tutto sarebbe rimasto un sogno, perché da quel giorno tutto nella sua vita sarebbe cambiato. Rossella subì un grosso trauma che la portò a non poter più camminare, ma per il suo Luca non ci fu niente da fare: una vita distrutta insieme a tutti i sogni e i desideri comuni. Erano trascorsi diversi anni, ma la ferita risultava ancora aperta. Non si era più innamorata e quando, diventata notaio, le comunicarono la sede, accettò senza pensarci. Non aveva difficoltà a trasferirsi il più lontano possibile dai suoi ricordi: quel paesino sperduto faceva al caso suo. Con Luca era andata via anche la parte più bella della sua vita. Nello schianto d'auto erano finiti i suoi sogni di suoi progetti. Da quel lontano giorno non aveva più camminato e mai più aveva guardato altri uomini se non i suoi collaboratori. I medici, sulla <b>sorte</b> della sua paralisi erano stati vaghi: "trauma psicologico", avevano detto e, a sentire loro, con il tempo sarebbe guarita, perché non aveva subito nessuna lesione. Il dolore era ancora presente nel suo cuore e lo sarebbe stato per sempre perché lei non avrebbe mai potuto dimenticare il suo Luca: il grande amore della sua vita. Ma era arrivato il <b>tempo di reagire</b> e per questo decise di accettare l'invito di Marcus. Si preparò con cura e, in compagnia delle sue fidate stampelle, quando lui bussò, lei lo raggiunse. Lui era sorridente come al solito, e quando la vide non fece trapelare nessuno stupore, anzi si limitò ad aprirle la portiera dell'auto e a farla salire e sedere accanto a lui. Rossella era emozionata, ma anche tanto felice; seduta accanto a Marcus si sentiva come una principessa delle favole. Lui fu gentilissimo e tanto premuroso. Stavano vivendo una favola, ma si sa che le favole finiscono all'alba, anche se Rossella sperava che durasse per tutta la vita. Terminato il pranzo, Marcus la riaccompagnò a casa e dopo averla salutata la lasciò salire dicendole che l'avrebbe richiamata il mattino dopo per andare insieme a vedere il castello. Lei rimase a guardare la macchina che andava via e, aiutandosi con le sue amiche, salì in casa. Quella notte dormì poco in quanto pensò molto e il mattino successivo, decise che una nuova storia non sarebbe stata opportuna: Marcus le piaceva molto e le sarebbe piaciuto <b>innamorarsi</b> di lui ed essere di nuovo felice, ma ripensando al suo Luca convenne di non poterselo permettere. Per questo alle prime luci dell'alba, chiamò un taxi ed andò via dalla vita, da un nuovo amore, dai suoi sogni e da Marcus. Quella decisione le costò molta fatica: prese in affitto una piccola casa al mare. Aveva anche una piccola barca su cui saliva nelle belle giornate per lasciarsi cullare dalle onde senza pensare a nulla.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 02 Jul 2016 10:42:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?sulla-rotta-del-cuore</link>
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			<title><![CDATA[IMPIEGO DI MINORI NELL'ACCATTONAGGIO]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2874579p"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Schiavitu-Minori-e-accattonaggio.webp"  title="" alt="" width="463" height="260" /><br></div><div><br></div>Art. 600-octies, <b>codice penale</b><br> &nbsp;Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque si avvale per &nbsp;mendicare di un persona <b>minore degli anni quattordici</b>, comunque, non &nbsp;imputabile, ovvero permette che tale persona, ove sottoposta alla sua &nbsp;autorità o affidata alla sua custodia o vigilanza, mendichi, o che altri &nbsp;se ne avvalga per mendicare, è punito con la reclusione fino a tre anni.<br> <br><b>Avv. Luca Volpe</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br><div>Chiedi all'avvocato di "<a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 02 Jul 2016 10:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[SEMPLICEMENTE UNA MAMMA]]></title>
			<author><![CDATA[Valeria De Simola]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1ar636vr"><div></div><div></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Disabilita-in-famiglia-Accudimento-e-forza.webp"  title="" alt="" width="470" height="313" /><br> <br>Essere mamma di una <b>bambina "diversamente speciale</b>", spesso mi fa apparire agli occhi delle altre mamme come una mamma "diversa", una mamma spesso guardata con occhi tristi a causa della grave disabilità della propria figlia.<br> La mia è certamente una vita intensa, diversa da quella della maggior parte delle persone, ma non per questo il sole non splende ogni mattina in casa mia.<br>Prima della nascita di Roberta, la mia vita era comune a quella di molte altre donne: studiavo all'università, facevo qualche lavoretto saltuario come baby sitter, uscivo e frequentavo tanti amici, poi la malattia di Roberta mi ha portato su un'altra strada e la mia vita è cambiata molto e non proprio nel senso che immaginavo.</div><div> La mia <b>quotidianità</b> è fatta prevalentemente di orari per le medicine, pasti, terapie e visite mediche, ma anche di una vita parallela con il mio secondo figlio Stefano.<br> Il disagio vissuto dai fratelli dei bimbi con disabilità credo sia uno degli argomenti più importanti e un po' <span class="fs16">trascurati nella nostra società.</span></div><div> Mi accorgo che questi bambini (compreso mio figlio), si fanno delle domande e rischiano di crescere in fretta, rischiano di sentirsi (e a volte di essere), trascurati a vantaggio per così dire della sorella o fratello.<br> Io cerco di dare tutto l'amore di cui dispongo a mio figlio, anche nei momenti di maggiore preoccupazione e difficoltà e cerco di ritagliarmi degli spazi esclusivi con lui, senza però estromettere dalla sua vita Roberta, facendogli capire semplicemente che la sorellina ha esigenze particolari.<br> Il destino è stato impietoso con me, ma soprattutto con Roberta che non potrà mai avere una <b>vita normale</b>, crescere Roberta è allo stesso tempo un dolore e una risorsa.<br> Tagore diceva: "non piangere quando tramonta il sole, perché le lacrime non ti farebbero vedere le stelle".<br> Quando il mio sole è tramontato, quando i miei sogni sono andati in frantumi, è arrivata una nuova stella: Stefano.<br>Roberta sarà per sempre per me un inno alla vita, mentre Stefano è la &nbsp;mia resurrezione dall'abisso, li amo entrambi infinitamente e per questo sono una mamma come tutte le altre.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-amore-che-va-oltre.html#.VzHcLI9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Valeria de Simola</a></b><br><br></div><div> <a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 02 Jul 2016 10:35:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?semplicemente-una-mamma</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[SPORT SOLO PER VINCERE?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_b2674174"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Impresa-sportiva-Vittoria-e-occasione.webp"  title="" alt="" width="517" height="287" /><br></div><div><br></div><div>Quando un atleta batte un record, tutti i giornali ne riportano la sensazionale notizia e c'è ammirazione per il nuovo campione della razza umana. Il suo nome rimarrà per sempre nell'albo d'oro a ricordare quel gesto sportivo di eccellenza. Ancora qualche giorno dopo, i quotidiani sportivi e le riviste specializzate tentano di analizzare nei minimi particolari la <b>straordinaria impresa</b>, poi tutto tace e nessuno spende più una parola su quel gesto che ha fatto urlare di stupore ed ammirazione migliaia di spettatori, scattati in piedi sugli spalti, avvinti da un'impresa che sicuramente pensavano di non poter dimenticare. Ma questo tentativo di record contribuisce a migliorare l'umanità? In realtà nulla cambia, proprio niente, se si accetta il fatto di sapere che è nelle possibilità degli esseri umani raggiungere tali limiti. Si potrà dire che è nell'istinto dell'uomo il desiderio di abbattere pian piano tutti i <b>limiti</b> che la natura sembra aver posto sul suo cammino. Il fatto di riuscirci di quando in quando è qualcosa che lo eleva al di sopra di tutti gli esseri viventi che popolano questo pianeta e, tale consapevolezza, lo arricchisce spiritualmente, lo tempra di fronte alle future avversità. Questo è il modo di concepire lo sport, suggerito, anzi imposto, dal nostro stesso modo di esseri civili. Anche lo sport necessariamente risente di come si è venuto evolvendo un certo tipo di civiltà. Infatti la nostra civiltà, senza che si facciano distinzioni ideologiche, è caratterizzata soprattutto dall'obbligo materiale e morale, di progredire sempre e comunque, a qualsiasi condizione. Questo obbligo al progresso è stato, attraverso la storia, generalizzato a tutti i campi dell'umano vivere, e in particolare per lo sport, è diventato obbligo di <b>abbattere un record</b> dopo l'altro. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> evidente che l'ideale di sport del barone De Coubertin era anacronistico già in partenza ed ha tenuto in piedi per qualche tempo soltanto, grazie alla moralità di questo personaggio ormai appartenente alla leggenda. Lo sport non può essere solo partecipazione, anche se non è affatto detto che debba essere giusto così, ma innanzi tutto lo sport è vittoria: <b>vittoria</b> contro gli occasionali avversari per dimostrare di essere migliore, vittoria poi anche dentro se stessi e contro ogni limite per dimostrare che per la specie umana non vi è nulla di impossibile. Naturalmente con tali presupposti appare logico che vengano utilizzati tutti i sistemi possibili per riuscire ad agguantare la tanto agognata vittoria: non ci si può scandalizzare se questo atleta prende delle sostanze che in qualche modo possano favorire la sua prestazione sportiva, se al lanciatore di peso sono stati gonfiati i muscoli chimicamente, o anche solo se viene ricercata la migliore forma tramite un metodico, continuo ed incessante allenamento quotidiano, tanto che l'essere atleta è diventato una vera e propria professione. Ma, se allora il nostro modo di <b>essere civili</b> è entrato in crisi per gli eccessi a cui ha portato, ciò significa anche, al di là delle difficoltà contingenti, che sta per cambiare un certo tipo di mentalità. Solo una mentalità nuova in tutti i sensi può contribuire ad arrestare la diffusione di atleti mostruosamente e completamente robotizzati. Istruire i giovani sui veri valori sportivi diventa davvero importante e la scuola non deve mai smettere di occuparsene.</span></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>" </div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Jul 2016 17:37:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?sport-solo-per-vincere-</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[TUMORE. IL PAP TEST POTREBBE SALVARTI LA VITA. NON ASPETTARE! ]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_57oon831"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Un ulteriore strumento di prevenzione del tumore del collo dell’utero è il Co-test, vale a dire il </span><b class="fs12lh1-5">Pap Test</b><span class="fs12lh1-5"> in fase liquida e contemporaneo test virale (Hybride Capture 2-HC2) per il rilevamento del papilloma virus umano.</span></div><div> Tale strategia &nbsp;preventiva consente di unire l’estrema sensibilità del test virale, in grado di identificare le donne con lesioni pre-tumorali, alla specificità del Pap Test che permette di escludere quelle che, sebbene positive all’HC2, non necessitano di ulteriori approfondimenti.</div><div> L’importanza di questa strategia sta nel riconoscere il ruolo fondamentale del test virale nel percorso di prevenzione.</div><div>La combinazione dei risultati dei due test fornirà, unitamente agli elementi raccolti nella visita ginecologica, il livello di rischio della donna.</div></blockquote><div><hr></div><blockquote><div><i class="fs22lh1-5 cf1"> Il tumore del collo dell’utero è il secondo cancro della donna per frequenza a livello mondiale e in Italia rappresenta il 2% di &nbsp;tutti i tumori maligni femminili.</i></div><div><hr></div><div> Quello che viene denominato screening organizzato (mediante invito delle Asl di riferimento ad eseguire il Pap Test) è lo strumento preventivo di maggior efficacia, affiancato ora dal programma di vaccinazione contro il <b>Papilloma &nbsp;Virus-HPV</b>, nel perseguire l’obbiettivo di prevenzione del cancro della cervice uterina. </div></blockquote><div><br></div><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/tumore-utero-pap-test.webp"  title="" alt="" width="700" height="509" /></div><div><br></div><blockquote><div> La parola <b>screening</b>, in questo caso si identifica con il Pap Test, tra i più affidabili ed efficaci esempi di indagine &nbsp;preventiva, ampiamente riconosciuta dalla popolazione femminile e vissuto come un appuntamento da rinnovare periodicamente. </div><div> Lo screening spontaneo, invece, si basa sulla richiesta della singola donna di effettuare il test (circa il 38%) e sebbene non rientri nel programma di salute pubblica, si dimostra un elemento importante per aumentare il livello di protezione della donna.</div><div> Anche le Istituzioni Pubbliche, infatti, concorrono allo screening spontaneo ed al raggiungimento di un obbiettivo qualificato come la riduzione di &nbsp;mortalità da <b>cancro della cervice uterina</b> attraverso un rigoroso &nbsp;progetto metodologico. In linea con tale percorso, presso l’Istituto &nbsp;Nazionale dei Tumori Regina Elena si è adottato, da alcuni anni, come primo livello dello screening spontaneo, il Co-test che include &nbsp;il &nbsp;Pap-test e l’Hpv-Dna test. L’esecuzione del Co-test come test di screening spontaneo è indirizzato alle donne dai 30 anni in su (al fine &nbsp;di non medicalizzare inutilmente la fascia di popolazione più giovane), che presentano altissima positività all’HPV ma scarsissima patologia &nbsp;pre-tumorale clinicamente significativa.</div><div> La doppia negatività Pap Test e <b>HC2</b> corrisponde ad un profilo di rischio estremamente basso, tale da allungare sensibilmente l’intervallo di sorveglianza fino a tre anni.</div><div> Nei casi di lesioni pre–tumorali, l’invio ad accertamenti di secondo livello sarà dettato di volta in volta, dal livello di rischio emerso dai due risultati.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.Vv4_sKSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dr. Carlo Avantario</a></b></div><div><b> Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia</b></div><div><div><b><br></b></div></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><div><br></div></div><div><div> Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"</div></div></blockquote><div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Jul 2016 17:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[DONNE E DIPENDENZA AFFETTIVA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2q3mwn92"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Rabbia-e-Ansia-Affetto-con-problemi.webp"  title="" alt="" width="403" height="403" /><br></div><br>La d<b>ipendenza affettiva</b> è un disturbo mentale che soltanto da pochi anni in Italia sta interessando clinici e ricercatori che, a diverso titolo, si occupano del fenomeno delle dipendenze, mentre negli Stati Uniti da più di 30 anni sono condotte ricerche su questa tematica. Essa rientra nella più ampia categoria delle New Addictions (Nuove Dipendenze), che comprendono tutte quelle forme di dipendenza in cui non è implicato l’intervento di alcuna sostanza chimica (droga, alcol, farmaci, ecc.), ma l’oggetto della dipendenza è rappresentato da comportamenti o attività che sono parte integrante della vita quotidiana.<br> La continua ricerca d’amore ha tutte le caratteristiche della dipendenza da sostanze, tanto da condividerne alcuni aspetti fondamentali: <br> - l’ebbrezza, la sensazione di piacere che il dipendente prova quando è con il partner, gli è indispensabile per stare bene e non riesce ad ottenerla in altri modi; <br> - <b>la tolleranza</b>, il dipendente ricerca quantità di tempo sempre maggiori da dedicare al partner, riducendo sempre di più la propria autonomia e le relazioni con gli altri;<br> -l’astinenza, l’assenza del partner (per lavoro ad esempio) getta il dipendente in uno stato di allarme. Talvolta il bisogno della presenza fisica dell’altro è talmente forte che il &nbsp;dipendente sente di esistere solo quando il partner gli è vicino. Il partner infatti è visto come l’unica <b>fonte di gratificazione</b>, le &nbsp;attività quotidiane sono trascurate e l’unica cosa importante è il tempo che si trascorre insieme.<br> La dipendenza affettiva è strettamente connessa all'attaccamento.<br>Attaccamento è una parola relativamente semplice, ma ha molte &nbsp;implicazioni: fondamentalmente si manifesta in un sentimento di bisogno profondo, dentro di noi. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> la convinzione che in qualche modo "io non sono abbastanza". Non ho abbastanza, e nonostante tutte le cose che posso fare o avere, comunque non è mai abbastanza. </span><br>E siccome siamo così convinti che sia vero, ci mettiamo a cercare spasmodicamente qualcuno che ci faccia sentire meglio. E quando troviamo quel qualcuno che innesca in noi delle sensazioni positive, ci attacchiamo a lui/lei, convinti che sia proprio questo lui/lei che ci renderà veramente felici. E poi pensiamo che questo qualcuno ci appartenga, che sia una sorta di <b>estensione di noi stessi</b>.<br> Questo attaccamento è la radice di tutte le altre emozioni negative e dolorose che proveremo in seguito.<br>Siccome l'attaccamento si sforza di ottenere ciò che vuole, nell'istante in cui non ci riesce - quando lui/lei non chiama, o torna a casa tardi, o si volta a guardare qualcuno - immediatamente sorgono ansia, rabbia e gelosia (oppure si abbassa l'autostima), in base ai nostri modi abituali di reagire all'insoddisfazione.<br> In genere la rabbia è la tipica reazione all'attaccamento non soddisfatto.<br>Tutti questi meccanismi sono così profondamente radicati in noi; noi crediamo così ciecamente alle storie che ci raccontiamo, che non le mettiamo quasi mai in discussione. Ma dovremmo.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.VxN-3o9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Annalisa Cagia</a><br> Psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br>Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"<br><br> Sitografia: http://<wbr>italianmasala.blogspot.it/<wbr>2013/11/<wbr>lamore-secondo-il-buddhismo<br><br><div>http://www.benessere.com/<wbr>psicologia/arg00/<wbr>dipendenza_affettiva<br> <br>Copyright Immagine: www.maldamore.it</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Jul 2016 17:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LEGGERE È DIVERTENTE]]></title>
			<author><![CDATA[Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_v965z58f"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Lettura-bimbi-Educare-con-i-libri.webp"  title="" alt="" width="483" height="321" /><br></div><div><br></div><div>La lettura è uno strumento molto efficace per aumentare la competenza linguistica. Attraverso la lettura si imparano parole nuove, si acquisiscono conoscenze, si migliora la capacità di formulare frasi sintatticamente corrette. È veramente una fortuna che i bambini possano trarre da una cosa così semplice un vantaggio così grande per il loro sviluppo linguistico: leggere è divertente, non richiede strumenti particolari e neppure contesti speciali. Inoltre, chiunque può leggere storie ai bambini: i genitori, i nonni, gli insegnanti, gli educatori o i terapisti. Avviare già alla lettura in <b>età prescolare</b> è come accumulare tesoro nella propria cassaforte, per poi spenderlo in termini di competenze già possedute nel momento dell’ingresso a scuola. Per i bambini in età prescolare non è necessario insegnare la lettura, intesa come processo di decodifica, ma è veramente utile e importante avvicinare il bambino all’oggetto-libro e all’ascolto della <b>narrazione</b>. È utile, cioè, sviluppare quelle competenze e quell’insieme di consapevolezze che sono racchiuse nel concetto “leggere”: sapere come si manipola un libro, che la scrittura procede da sinistra verso destra, che a una parola, sillaba o lettera pronunciata ne corrisponde una scritta, che gli spazi bianchi segnano i confini delle parole. Significa anche coltivare momenti condivisi nei quali l’attenzione visiva e uditiva è focalizzata interamente sul racconto e, fin da subito, promuovere il senso critico verso il testo: quale personaggio è piaciuto di più e quale di meno, la storia è finita bene o poteva andare meglio, i "cattivi" sono veramente così cattivi? &nbsp;Avvicinare alla lettura i bambini con disturbi del linguaggio dovrebbe sicuramente essere visto come uno degli ingredienti chiave della programmazione, sia riabilitativa, sia didattica, poiché i libri sono a tutti gli effetti strumenti utili per la riabilitazione.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.VxEn0I9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras</a></b></div><div><b>Logopedista</b></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi alla Logopedista: "<a href="http://tiny.cc/logopedistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Jun 2016 10:48:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?leggere-e-divertente</link>
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			<title><![CDATA[TI VOGLIO BENE PROF]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_kzgi698n"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Didattica-Affetto.webp"  title="" alt="" width="390" height="407" /><br></div><br> &nbsp;Sentirsi amati e capiti crea uno stato di benessere o "agio interiore" &nbsp;capace di predisporre positivamente perfino l'alunno più in difficoltà, &nbsp;sia per disturbi caratteriali che per disturbi neurologici.<br> A nessun alunno sfugge mai un gesto d'amore a lui rivolto, quale &nbsp;può essere anche un <b>semplice sorriso</b> o sguardo di vero interesse. Non &nbsp;c'è miglior metodo di quello che suggerisco ad un insegnante di dedicare &nbsp;un po' del suo tempo lavorativo ad ognuno dei suoi alunni, ponendo &nbsp;attenzione alle individuali problematiche e confusioni, o paure e &nbsp;solitudini.<br> Spesso ci si limita ad esaminare, classificare e &nbsp;giudicare, ma oggi l'istruzione va oltre l'istruzione stessa, invadendo &nbsp;altri campi di cui ogni insegnante dovrebbe con naturalezza esserne &nbsp;padrone: campi umanitari.<br> Quando un bambino spontaneamente dice: "Ti voglio bene professore", senza che alcuno lo abbia spinto a manifestare &nbsp;il proprio affetto raccontandolo con tre semplici parole coniate &nbsp;esclusivamente dal cuore, significa che si è a metà dell'opera, come chi &nbsp;ben comincia qualcosa, poichè sull'<b>affetto e comprensione</b> tutto si &nbsp;costruisce e qualunque base, anche la più incerta e instabile, diventa &nbsp;altezza.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Angela Bini</a></b><br><br><div> <a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Jun 2016 10:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ADESCAMENTO DI MINORI SU INTERNET: PENA DELLA RECLUSIONE FINO A 4 ANNI E MEZZO]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_of11eyu3"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Leggi-Abusi-Nudo-e-bimbi-violati.webp"  title="" alt="" width="437" height="291" /><br> <br> Art. 609-undecies, Codice Penale: Chiunque, allo scopo di commettere i reati di cui agli articoli 600 &nbsp;(Riduzione o mantenimento in <b>schiavitù</b> o in servitù), 600-bis &nbsp;(Prostituzione minorile), 600-ter (Pornografia minorile) e 600-quater &nbsp;(Detenzione di materiale pornografico), anche se relativi al materiale &nbsp;pornografico di cui all'articolo 600-quater.1 (Pornografia virtuale), &nbsp;600-quinquies (Iniziative turistiche volte allo <b>sfruttamento della &nbsp;prostituzione minorile</b>), 609-bis (Violenza sessuale), 609-quater (Atti &nbsp;sessuali con minorenne), 609-quinquies (Corruzione di minorenne) e &nbsp;609-octies (Violenza sessuale di gruppo), adesca un minore di anni &nbsp;sedici, è punito, se il fatto non costituisce più grave reato, con la &nbsp;reclusione da uno a tre anni. Per adescamento si intende qualsiasi atto &nbsp;volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o &nbsp;minacce posti in essere anche mediante l'utilizzo della rete internet o &nbsp;di altre reti o mezzi di comunicazione. <br> <br> Pene aumentate in &nbsp;misura non eccedente la metà nei casi in cui gli stessi siano compiuti &nbsp;con l'utilizzo di mezzi atti ad impedire l'identificazione dei dati di &nbsp;accesso alle reti telematiche (Art. 609-duodecies, Codice Penale)<br><br><div><b>Avv. Luca Volpe</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br> <br>Chiedi all'avvocato di "<a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Jun 2016 10:28:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[IL SUDORE]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9ys94e5m"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Tossine-Doccia-interiore.webp"  title="" alt="" width="479" height="299" /><br></div><div><br></div><div>Salute a voi! Cominciamo subito con l'argomento di oggi: che cos'è il sudore? Tralasciando tutti gli aspetti chimici, esaminiamo attentamente il sudore, che altro non è che <b>secrezione di sostanze</b> che il corpo produce e scarta. Visto da un punto di vista più metafisico, possiamo definire la sudorazione come una “Doccia interiore”. Quando ci laviamo, di solito lo facciamo dall'esterno, ovvero l'acqua cade sulla nostra pelle per lavarci mentre nel caso del sudore, il tutto parte dall'interno per finire all'esterno! Rimasi molto stupito quando, leggendo alcuni insegnamenti di una maestro spirituale di nome Yogananda, trovai un consiglio che trattava proprio dell'importanza di sudare almeno 5 o 10 minuti al giorno! Ecco perché nei centri benessere troviamo le saune! Quando sudiamo è come se buttassimo fuori qualcosa che non ci serve più, è come se ci stessimo <b>lavando “dall'interno”</b>. Lo sport e tante altre pratiche fisiche, devono i loro benefici anche al fatto che ci fanno sudare! D'estate è più facile sudare, per via del clima, mentre d'inverno c'è gente che non suda mai, accumulando molte tossine che si andranno a depositare nel corpo portando a diversi disturbi. Ora viene una spontanea riflessione: l'estate ci si ammala meno perché si suda di più! Quindi, in fin dei conti, possiamo praticare qualsiasi sport o attività, ma l'importante è fare la “Doccia interiore” ed anche quella “Esteriore”, altrimenti diventeremo un problema per gli altri!</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 29 Jun 2016 08:38:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[NOI SIAMO UNO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_k67p95d9"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Liberta-Sensorialita.webp"  title="" alt="" width="416" height="277" /><br><br><div>"Quello che l'udito desidera ascoltare, è musica e la proibizione di ascoltare musica, si chiama <b>impedimento dell'udito</b>.</div><div>Quello che l'occhio desidera vedere è la bellezza, la proibizione di vedere cose belle, si chiama impedimento della vista.</div><div>Quello che il naso desidera sentire è sentire profumi, e la proibizione del sentire profumi, è chiamata ostruzione dell'olfatto.</div><div>La bocca vuole parlare del giusto e dell'ingiusto, la proibizione di parlare del giusto e dell'ingiusto è chiamata <b>ostruzione dell'intendimento</b>.</div><div>Il corpo desidera godere di alimenti ricchi abiti sontuosi, la proibizione a godere di queste cose si chiama impedimento delle sensazioni del corpo.</div> La mente vuol essere libera, la proibizione di questa libertà si chiama impedimento della naturalità."<br> Yang Chu III SEC d.C.<br> <br> Riflettiamo sulla nostra unicità di esseri viventi; pensiamo a ciò che la natura ci ha donato, corpo e anima, spirito e &nbsp;materia e alla interconnessione che esiste tra le due &nbsp;cose l'impedimento alla <b>naturalità</b>, YANG CHU, lo attribuisce alla &nbsp;privazione della libertà ma non pensiamo alla sola libertà del corpo, &nbsp;la cui privazione è davvero dolorosissima, ma pensiamo anche e &nbsp;soprattutto alla libertà interiore che, se soffocata, prematuramente &nbsp;oppressa, impedita ci rende innaturali.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 29 Jun 2016 08:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[COME VESTIRE I BAMBINI PER LE FESTE]]></title>
			<author><![CDATA[Sabrina Altamura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_82l54f6y"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Bambini-e-look-Vestiti-per-festivita.webp"  title="" alt="" width="373" height="214" /><br> <br> &nbsp;Durante il periodo natalizio i veri protagonisti sono i bambini, è un &nbsp;momento magico per loro: tra attese, regali, profumi, ma è giusto &nbsp;dedicare una particolare attenzione anche ai loro outfit, sia nella &nbsp;qualità dei tessuti e provenienza sia nella comodità e praticità.<br> &nbsp;Il primo stilista a creare una collezione per bambini è stato Pierre &nbsp;Cardin nel 1966, da lì in poi molti brand si sono occupati di moda &nbsp;junior, cito dei nomi: emporio Armani jr, Laura Biagiotti, D&amp;G, miss &nbsp;Grant, Pinko, Petit,e tanti altri. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> Firenze, con Pitti bimbo, la città &nbsp;dove si svolgono le <b>sfilate</b> per i nostri bimbi; i must sono sempre il &nbsp;rosso, l'oro, il bianco e il verde, va sempre il tartan (scozzese) che &nbsp;può essere abbinato anche con un maglioncino blu o verde, mentre per i &nbsp;maschietti il must have è il tartan che verte sul blu scuro o sul &nbsp;grigio. Come per la mamma, un capo di tendenza per le bimbe sono le &nbsp;pellicce ecologiche. Mentre per i maschietti i must sono i parka, sia in &nbsp;tessuto che imbottito.</span><br> Da non trascurare un dettaglio che fa la differenza, cioè gli accessori che possono cambiare il <b>look</b> dei nostri bambini.<br> Auguro un sereno Natale a tutti i bambini del mondo. <br> "L'eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare", Giorgio Armani.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/quando-mani-e-cuore-si-uniscono.html#.Vv5_16SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Altamura Sabrina</a><br> - Consulente d'immagine e personal shopper <br> - Bridal stylist<br> - Make-up artist<br> - insegnante One Stroke O.S.C.I 1,2</b> <div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 29 Jun 2016 08:30:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?come-vestire-i-bambini-per-le-feste</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L’ASTENOPIA: SINDROME DA AFFATICAMENTO VISIVO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Deborah Faggella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_382o6y16"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Stanchezza-visiva-Occhi.webp"  title="" alt="" width="408" height="283" /><br></div><div><br></div><div>La larga diffusione dei <b>videoterminali</b> e l’indiscutibile contributo nei più svariati campi applicativi ha posto l’esigenza di prestare maggiore attenzione ai disturbi ad essi correlati. Sempre più persone sottopongono i loro occhi ad uno sforzo frequente e prolungato: questo sovraccarico di lavoro può condurre ad una vera e propria sindrome da affaticamento visivo o <b>astenopia</b>. Da un punto di vista etimologico questo termine deriva dal greco e significa proprio “stanchezza visiva”. Le cause possono essere associate a lavori prolungati a distanza ravvicinata (monitor del pc, tablet, cellulari, lettura), illuminazione non adeguata e a tutte quelle attività che richiedono un’intensa messa a fuoco da parte degli occhi per tempi troppo lunghi. I sintomi specifici con cui si presenta l’astenopia sono: dolore, rossore, <b>bruciore agli occhi</b>, sensazione di pesantezza, <b>visione sfocata</b>, diplopia (sdoppiamento delle immagini), alterazione della lacrimazione (dovuta alla ridotta frequenza dell’ammiccamento palpebrale). Sono frequentemente associati anche sintomi generici, quali dolore al rachide, mialgie, <b>cefalee</b>. Per prevenire l’affaticamento visivo è opportuno seguire alcuni consigli: durante un lavoro prolungato da vicino sollevare lo sguardo a intervalli regolari osservando un punto distante; mantenere una corretta illuminazione sul piano di lavoro (3 volte maggiore rispetto al resto della stanza); utilizzare lacrime artificiali per reintegrare la lacrima che porta l’occhio a &nbsp;seccarsi per via dei ridotti ammiccamenti (sbattimento della palpebra). Il monitor deve essere posto a circa 60/70 cm di distanza e deve avere dimensioni medie (circa 19 pollici). I notevoli disagi comunemente accusati dai videoterminalisti possono essere causati da difetti visivi mal corretti o non corretti (anche se di lieve entità) o da alterazioni della motilità oculare e della percezione binoculare: tutte le alterazioni preesistenti, ma che l’uso del pc evidenzia con sintomi spesso più gravi del difetto stesso. La visita oculistica ed ortottica favoriscono le indicazioni per l’idoneità al lavoro al pc e, mediante controlli periodici, ottimizza la <b>condizione visiva</b> e oculomotoria del lavoratore, permettendogli di affrontare al meglio l’attività quotidiana (DL 81/08). È possibile inoltre effettuare la riabilitazione ortottica, al fine di potenziare l’oculomotricita, ridurre i sintomi e migliorare il comfort visivo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-relazione-tra-occhi-e-postura.html#.V0X4T76MDIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Deborah Faggella</a></b></div><div><b>Ortottista e Assistente in Oftalmologia &nbsp;</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 10:30:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-astenopia--sindrome-da-affaticamento-visivo</link>
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			<title><![CDATA[RICORDO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c54wvkrn"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Educazione-dai-genitori-Apprendimento-figli.webp"  title="" alt="" width="408" height="272" /><br> <br> &nbsp;"Avrò avuto 7 o 8 anni, non di più. Era la fine dei 'favolosi' Anni 60. &nbsp;Una domenica, il giorno del &nbsp;pranzo 'solenne' in famiglia. Giornata &nbsp;nuvolosa. Niente sole in cielo. Il sole era in <b>casa nostra</b>. Una casa &nbsp;piccola, essenziale, ma caratterizzata dalla gioia, almeno dentro di me.<br> &nbsp;Avevamo appena cominciato a mangiare, quando sentimmo bussare &nbsp;lievemente alla porta a vetri della cucina (abitavamo in una casa dalla &nbsp;curiosa conformazione: due portoni di ingresso su due strade diverse e, &nbsp;quindi, due porte d’entrata). Mio padre si alzò per vedere chi fosse a &nbsp;quell’ora inopportuna. Dopo qualche secondo tornò e iniziò a racimolare &nbsp;in tutta fretta un po’ di cibo, che si affrettò a riportare fuori.<br> &nbsp;Quando nuovamente sedette a tavola con noi, ci spiegò: era un giovane, &nbsp;affamato, che aveva chiesto da mangiare e lui glielo aveva dato, con &nbsp;immediatezza e semplicità. <br> Ma, dopo qualche minuto, durante il pranzo, mio padre si fece scuro in viso. Era rattristato. <br> &nbsp;Gli chiedemmo cosa avesse e lui ci disse che era profondamente &nbsp;dispiaciuto perché, a suo dire, &nbsp;aveva commesso un errore: avrebbe &nbsp;dovuto far sedere quello sconosciuto a tavola con noi. E non si dava &nbsp;pace per questo.<br> Restammo tutti in rispettoso silenzio, pensierosi.<br> &nbsp;Non fu tanto il <b>gesto caritatevole</b> in sé che colpì me bambino &nbsp;all’epoca, quanto il sentimento di tristezza di mio padre, il suo &nbsp;sincero rammarico per ciò che non era riuscito a fare. <br> Negli anni spesso ho ripensato a quel lontano evento, ricercandone il significato più profondo.<br> Oggi so. Oggi &nbsp;posso dire di essere quello che sono, anche grazie a ciò che accadde una domenica qualunque di tanto tempo fa".<br> &nbsp;L’azione educativa efficace per ciascun genitore ‘passa’ anche &nbsp;attraverso un sentimento. Non ci sono <b>regole fondamentali</b> che spiegano &nbsp;come educare i propri figli ad interiorizzare valori di accoglienza e &nbsp;compassione, ma l’esempio di un gesto può, senza dubbio, rappresentare &nbsp;un tassello fondamentale a tale obiettivo. La credibilità educativa si &nbsp;fonda sulla coerenza tra linguaggio verbale e non verbale.<br> Se il &nbsp;genitore tacesse il proprio sentimento, come in questo caso, di &nbsp;tristezza, non fornirebbe la giusta spiegazione al suo gesto. &nbsp;L’espressione di un sentimento autentico acquista valore con la naturale &nbsp;esplicazione di atteggiamenti non verbali (rossore del viso, tremore &nbsp;delle mani, incertezza nelle parole, sguardo). <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> fondamentale &nbsp;l’educazione all’espressione di tutti i sentimenti, anche di quelli che &nbsp;non consideriamo socialmente ‘positivi’.Questo ‘allenamento’ emotivo è &nbsp;suggerito da uno studio condotto dallo psicologo John Gottman .Tale &nbsp;studio dimostrerebbe che i figli emotivamente allenati hanno risultati &nbsp;migliori a scuola, godono di buona salute e riescono a <b>reagire &nbsp;rapidamente</b> alle esperienze negative. Imparare a riconoscere e ascoltare &nbsp;i sentimenti dei figli evidenzia la capacità dei genitori di porsi nei &nbsp;loro panni, incoraggiandoli a sentirsi accettati senza alcun timore del &nbsp;giudizio.</span><br> Buon allenamento emotivo e, come sempre, buona Educazione a tutti!<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.VzBpn49OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b><div><b>Pedagogista, educatore extrascolastico</b><br><br></div><div> <a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 10:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL RINOCERONTE E IL PAGLIACCIO]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3j5xbmy1"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Racconto-di-amiciza-Rinoceronti.webp"  title="" alt="" width="390" height="522" /><br> <br>C'era una volta un rinoceronte grande e grosso che si chiamava <b>Colosso</b>; &nbsp;viveva in Africa con tutta la sua numerosa famiglia e tanti amici.<br> Il suo papà, grande e grosso come lui, era molto stimato dagli animali della foresta perché faceva di professione il "Rinoceronte Veterinario" e la sua mamma, di nome Rina, era la sua infermiera.<br>Nella casa di Colosso c'era sempre un andirivieni di animali che venivano a farsi curare dal suo papà ed anche lui, dopo aver terminato di fare i compiti, indossava il camice bianco e scendeva nello studio a dare una zampa al suo papà .<br> I pazienti erano sempre molto contenti di incontrare Colosso e da lui si facevano curare senza fare storie, perché aveva dimostrato di essere molto bravo quando aveva fasciato le ferite di tigre Luigina, e quando aveva messo il collare al lungo collo &nbsp;di giraffa Giada che aveva avuto una distorsione per mangiare della &nbsp;frutta su un ramo molto più alto di lei.<br> Il suo papà era molto orgoglioso di lui e sperava che un giorno prendesse il suo posto.<br>Una volta Colosso andò in città a comperare dei medicinali che servivano al suo papà e, tornando a casa, fu attratto da un grande telone con tante luci, musica e tanti bambini e sopratutto da un piccolo rinoceronte che invitava le persone ad entrare e godersi lo spettacolo.<br> Colosso, incuriosito, comperò il biglietto ed entrò .<br>Un mondo fantastico si presentò ai suoi occhi e quanti suoi simili vi lavoravano: tigri, leoni, scimmiette, elefanti, orsi e tutti erano molto bravi a far divertire la gente, facendo tante acrobazie, poi, con un grande applauso, arrivò lei. Giustina e cominciò il suo numero.<br> Lei era una piccola rinoceronte che faceva il pagliaccio e con le sue storielle faceva divertire grandi e piccini.<br>Colosso restò incantato da tanta bravura e dopo lo spettacolo le andò incontro e con un inchino e un baciazampa la salutò e le fece tanti complimenti .<br><b> Giustina</b> arrossì e lo invitò a ritornare perché lei ne sarebbe stata molto felice e con una giravolta andò via. Colosso ritornò nella foresta e riprese la sua solita vita: scuola, curare gli animali, andare a fare il bagno nel grande fiume insieme a tanti suoi amici, ma alla sera, nel buio della notte lui pensava molto spesso a Giustina.<br> Una bella mattina, dopo aver parlato con i suoi genitori, decise che sarebbe andato in città a parlare con Giustina per organizzare uno spettacolo per tutti i suoi amici animali, ricoverati nella clinica del suo papà.<br> Lei accettò con entusiasmo e a fine spettacolo gli amici di Colosso che si divertirono tantissimo, le fecero un <b>grande applauso</b>.<br> Giustina ringraziò Colosso per averle fatto conoscere &nbsp;tanti amici che non sempre avevano motivo di essere allegri.<br>Cari ragazzi, la storia è terminata ma vi volevo dire che da quel giorno Giustina e Colosso non si separarono mai più e vissero per sempre felici e contenti.<br> Un grande bacio a grandi e piccini dalla vostra nonna Gina.<br> &nbsp;<br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Maria Gabriella Finizio</a></b><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 10:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BANDO WELFARE DI COMUNITÀ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_nm80ps51"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Informative-fiscali-Bando-per-enti-sociali.webp"  title="" alt="" width="462" height="363" /><br></div><div><br></div><div>La FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI PUGLIA, in piena sinergia con il piano regionale delle politiche sociali della Puglia in vigore, che ha individuato le priorità strategiche di <b>intervento sociale</b>, vuole sperimentare un welfare di comunità, dove le comunità locali sappiano mobilitarsi per rispondere alle esigenze insoddisfatte dei propri concittadini in difficoltà. Si vuole intendere per "welfare di comunità" un modello di politica sociale che garantisca maggiore soggettività e protagonismo alla società civile, aiutandola nella realizzazione di un percorso di auto-organizzazione e di autodeterminazione fondato sui valori comunitari della solidarietà, della coesione sociale e del bene comune. La Fondazione, per questo scopo, mette a disposizione 600.000 € destinati a reti di soggetti pubblici e privati che hanno tra i loro scopi il sostegno sociale e che intendano intraprendere un nuovo percorso di <b>programmazione territoriale</b>, partecipata, per rinnovare il welfare. Le proposte potranno essere presentate esclusivamente da organizzazioni del terzo settore e/o del mondo del volontariato (cooperative sociali di tutte le tipologie, consorzi di cooperative sociali, imprese sociali, fondazioni, associazioni), in collaborazione con altre organizzazioni fortemente radicate sul territorio, che, partendo anche da esperienze di volontariato consolidate, dimostrino capacità innovative nonché capacità di mobilitare nuovi volontari. Le istituzioni pubbliche che possono partecipare al Partenariato sono: gli Enti territoriali, le Aziende Sanitarie e gli Istituti scolastici. Tutti i proponenti, sia responsabile del progetto che partners privati appartenenti al mondo del volontariato e/o del terzo settore, devono avere sede legale e operativa nella Regione Puglia e svolgere attività nel campo "dei servizi alla persona" da almeno tre anni alla data di pubblicazione del presente bando. La FCRP individua come prioritari i seguenti bisogni: - Sostegno a famiglie con giovani disabili (ad esempio il così detto"dopo di noi"); - Contrasto all'emarginazione ed <b>esclusione sociale di giovani</b>; - Accesso al mercato del lavoro dei soggetti in condizioni di svantaggio sociale. Entro le ore 12,00 dell'11 LUGLIO 2016 i soggetti pubblici e privati che si occupano di welfare, che dichiarano di volersi riunire in Partenariato, possono inviare idee per realizzare sistemi territoriali di welfare comunitario capaci di produrre innovazione sulle modalità di risposta a uno o più bisogni sociali tra quelli individuati dalla FCRP. &nbsp;Entro 90 giorni dalla pubblicazione degli esiti del bando sul sito della Fondazione i soggetti le cui idee siano state ritenute maggiormente idonee dovranno, con il sostegno della FCRP, trasformare queste in un progetto esecutivo di durata triennale. </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">D<span class="fs16">ott. Vincenzo Dibari</span></a></b></div><div><b><span class="fs16">Commercialista</span></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi al commercialista di "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3D-5DWM_IU" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Jun 2016 10:28:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?bando-welfare-di-comunita</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[IL CAOS COME MEZZO PER RAGGIUNGERE LA CALMA?]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_v3uamjea"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Sport-e-sviluppo-Muscoli-contratti.webp"  title="" alt="" width="427" height="199" /><br></div><div><br> Una ventata di saluti a voi! (dato che non c’è molto vento).<br>Questa volta parliamo di rilassamento e più precisamente di una delle tecniche più usate, ma anche più efficaci, per rilassare i propri <b>muscoli</b>!<br> <br> Prima di passare alla sua spiegazione, voglio chiarire un concetto.<br>Esistono 2 modi per ripulire un bicchiere pieno di acqua sporca (il bicchiere rappresenta il nostro corpo, metaforicamente parlando):<br> - Il primo è svuotarlo e riempirlo nuovamente;<br> - Il secondo è riempirlo fino a farlo traboccare, affinché l’acqua torni limpida.<br> <br>Il primo metodo è molto difficile da attuare, occorre liberarsi di tutto ed avere una padronanza delle proprie energie abbastanza cosciente il secondo, invece, fa al caso nostro.<br> <br> Durante tutta la giornata, tutti i nostri muscoli, si contraggono e si rilassano senza che noi ce ne accorgiamo (a volte neppure ci rendiamo conto che la nostra schiena è sempre contratta e non si rilassa quasi mai).<br> Quando un muscolo rimane a lungo contratto, produce “dolore” o addirittura può perdere elasticità e crearci problemi motori.<br> I muscoli contratti possono anche creare problemi durante il sonno. Ora spieghiamo la tecnica di rilassamento. Se qualcuno già la conosce lo invito a provarla e se già la pratica, è bene che continui a praticarla.<br> Possiamo iniziare da sdraiati, da seduti o da in piedi, è &nbsp;indifferente, l’unica cosa è che da sdraiati è più facile per chi &nbsp;inizia a praticare la tecnica.<br> <br> Supponiamo di esserci sdraiati. Iniziamo a contrarre al massimo delle nostre forze tutti i muscoli del corpo in una “Inspirazione” (incamerando aria) e poi espirando rilassiamoci completamente, ripetendo questo passo per 3 volte.<br>Successivamente passiamo a <b>contrarre</b> solo un piede per volta (o entrambi) sempre inspirando, e poi espirando rilasso (va bene eseguire questo passo anche solo per una volta).<br>Dopo aver contratto e &nbsp;rilassato i piedi, passiamo ai polpacci, poi alle cosce, ai glutei, all’addome basso, all’addome medio/alto, ai pettorali, alle mani, agli avambracci, alle braccia, alle spalle, a tutta la schiena, al collo (parte destra, sinistra, anteriore e posteriore) ed infine alla faccia.<br>Dopo aver fatto questa “Scansione” del nostro corpo, ripetiamo il primo passo, ovvero, contraiamo e rilassiamo per 3 volte <b>tutto il nostro corpo</b>, accompagnando il procedimento con il giusto respiro (inspiro = contraggo / Espiro = rilasso).<br> <br> E questo è tutto, possiamo eseguire la tecnica prima di addormentarci o anche in momenti in cui &nbsp;abbiamo bisogno di concentrazione fisica (momenti agonistici o di performance), oppure ogni volta che lo desiderate <br> <br> Il miglior modo per rilassarsi è la consapevolezza di essere contratti,<br> e a tale consapevolezza va sempre unita l’azione e la tecnica.<br> Come il fiume si rigenera con nuova acqua,<br> così i nostri corpi devono rigenerarsi con nuova energia. <br> (mediate contrazione e rilassamento) <br> È arrivato il momento di salutarci!<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Suahìm AlKalema</a></b><br> <div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div><div><b><br></b></div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Jun 2016 10:27:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-caos-come-mezzo-per-raggiungere-la-calma-</link>
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			<title><![CDATA[LA DATA PRESUNTA DEL PARTO È APPUNTO, PRESUNTA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.sse Parente e Valerio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_r55p46g5"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Gravidanza-Periodi-finali.webp"  title="" alt="" width="395" height="527" /><div><br></div><div>Tra le cose che bisogna smettere subito di fare è quella di guardare il calendario per stabilire il “termine” della gravidanza. Perché quella che a noi sembra un data tanto rassicurante, non solo non ha alcuna aderenza con la realtà, infatti solo il 4% dei bambini nasce in quella data, ma è anche, potenzialmente, alquanto subdola.<br>Impressa in testa al primo appuntamento con il ginecologo e/o ostetrica, quella data, un giorno preciso e determinato. Come se veramente qualcuno potesse sapere quando il bambino verrà al mondo, considerato che la gravidanza umana è <b>perfettamente fisiologica</b> tra 37 e 42 settimane.<br> Se solo il 4% dei bambini nasce alla data PRESUNTA del parto, in effetti, è proprio perché quella data è PRESUNTA. Una convenzione, un piccolo delirio di onnipotenza dell’uomo che pensa di poter controllare tutto.<br> Una piccola illusione di certezza in quella zona cosi sfumata e travolgente che è la vostra pancia dentro cui cresce un bambino. Quindi il minimo che potete fare è mettere una croce sul calendario, ed ancorarvi a un quì e ora che renda il tutto meno sfuggente.<br> Il problema non è tanto che la data non ha senso vero, perché appunto è <b>convenzionale</b> e tiene conto di una durata del ciclo mestruale media di 28 giorni, che è media; il problema è che a quella data restano incollati una serie di pensieri e di scelte poi che non sono per nulla neutri.<br> La data o alcuni dicono addirittura il “termine” o peggio la “scadenza”, come se si trattasse di vasetti di yogurt pronti a inacidire, crea aspettative. E sono aspettative subdole. Per tutto il mese precedente, ci si illude di essere arrivate alla fine di quegli ultimi giorni di gravidanza, che sono piuttosto pesanti.<br> Si arriva a 40 e, soprattutto al primo figlio, facilmente non succede niente e cosi ci si domanda se “il bambino è in ritardo”. Sì, in ritardo.<br> Qualcuno nomina l’olio di ricino, un lassativo dal sapore disgustoso; ostetriche o ginecologi benevoli inseriscono dita a smuovere membrane, senza dire che questo aumenta il rischio di rottura delle membrane senza che il travaglio sia partito &nbsp;e spesso senza che la donna sappia.<br> L’induzione serpeggia anche se non la si nomina e soprattutto la paura che ci sia qualcosa che non va trova presa facile, perché è umano e soprattutto materno temere che ci sia qualcosa che non &nbsp;va.<br> Quello che nessuno dice però è che proprio questa tensione verso una data, insieme al pensiero che si possa essere davvero “in ritardo” è un freno per l<span class="fs12lh1-5">’</span><span class="fs12lh1-5">unica cosa di cui c’è davvero bisogno perché il bambino possa nascere al momento giusto: la nostra </span><b class="fs12lh1-5">ossitocina</b><span class="fs12lh1-5">, cioè la nostra </span><b class="fs12lh1-5">calma</b><span class="fs12lh1-5">.</span><br> Iniziare a pensare al termine della gravidanza come un periodo e non come una scadenza è un buon passo per risparmiare a voi stesse e a vostro figlio l<span class="fs12lh1-5">’</span><span class="fs12lh1-5">inutile stress degli ultimi giorni, &nbsp;godendo le ultimi settimane con la loro estenuante e faticosa bellezza, &nbsp;aumentando cosi le probabilità di avere quello che vostro figlio si aspetta: un parto dolce e calmo. La tensione del pensiero di essere oltre il termine è un potente inibitore della nostra ossitocina.</span><br>Ricordate mamme che ogni giorno in piu è una vacanza bonus e, in assenza di specifiche indicazioni mediche, il calendario da solo non è &nbsp;un<span class="fs12lh1-5">’</span><span class="fs12lh1-5">indicazione medica, vivetela come tale.</span><br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYo56SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa ostetrica ROSSELLA VALERIO</a></b><div><b>Ostetrica<br><br> </b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYo56SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa ostetrica RAFFAELLA PARENTE</a></b><div><b>Ostetrica<br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"<div><br></div></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Jun 2016 10:25:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-data-presunta-del-parto-e-appunto----presunta</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LA BORSETTA “GUFO”]]></title>
			<author><![CDATA[Matilde D'Addato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_yfx7q21c"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Borsetta-Gufo-Accessori-creativi.webp"  title="" alt="" width="448" height="597" /><br></div><div><br></div><div>Ciò che voglio illustrarvi questa volta è qualcosa di particolare che, forse, già suscita curiosità dal titolo, ma passiamo ai dettagli. Dalla prima foto possiamo vedere un foglio di glitter dorato, più uno di velcro, tagliati a forma di rettangolo, ma smussati angolarmente da una parte. Il <b>glitter dorato</b> essendo adesivo mi ha permesso di attaccare lo stesso sul velcro marrone ottenendo quindi la base della borsetta, dorata da una parte, e marrone dall’altra. Fatto questo ho piegato il tessuto in modo da ottenere una “busta” tipo lettera, la cui punta poi diventerà il becco del gufo. Lateralmente ho cucito con ago e filo i margini della borsetta, così da ottenere il dorato all’interno, e il marrone all’esterno. Per il resto mi sono servita dei ritagli di velcro marrone per creare le sopracciglia del gufo (incollate sulla parte superiore della chiusura della borsa) e le ali (incollate &nbsp;sulla parte inferiore e quindi semicoperte dalla linguetta che ospiterà il becco). Sulla parte inferiore ho attaccato anche un pezzo di velcro beige. Sulla punta ho attaccato un triangolino di glitter per simulare il becco e, per finire, cosa c’era di meglio di due bei feltrini tondi per realizzare <b>gli occhi</b>? Ovviamente su di un po’ di velcro bianco. Dalla foto si può vedere il cordoncino dorato col quale, realizzando una treccia, ho creato <b>una bella tracolla</b> per la borsetta che si intona col glitter. Ovviamente ci si può sbizzarrire anche creando astucci e portafogli o copertine di libri, pc, portaocchiali, cellulari, ecc. Spero vi sia piaciuta come idea, alla prossima! &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/come-raccontare-attraverso-disegni-e-colore.html#.VzMYQI9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Matilde Daddato</a></b></div><div><b>Vignettista-fumettista</b></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 26 Jun 2016 10:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["LA FUGA DI MARTINA"]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_y117u597"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Malattia-e-forza-Desiderio-realizzato.webp"  title="" alt="" width="360" height="541" /><br> <br>In una grande città, al numero 7 di via Pisa, c’era un grande palazzo e dietro la finestra centrale dell’ultimo piano c’era un naso. Sì, un piccolo e delizioso naso. Questo nasino apparteneva a una bambina molto curiosa di nome Martina. Quel giorno la piccola guardava imbronciata le gocce di pioggia che ticchettavano contro il vetro. “La pioggia proprio non mi piace tutto diventa grigio, i colori spariscono” pensava tra sé &nbsp;la piccola. Scese dallo sgabello accanto al davanzale e si sedette sul suo lettino dalle lenzuola azzurre. Mancavano pochi giorni al suo <b>settimo compleanno</b>. Sarebbe stato un giorno diverso, importante, e Martina lo sapeva. Per la prima volta avrebbe vissuto una vera avventura, ma non aveva paura, tutto era stato studiato nei minimi dettagli: il piano era pronto.<br> Era un brutto giorno d’inverno quando i signori Leonetti avevano scoperto che la loro figlioletta di quattro anni e mezzo aveva una brutta malattia. Presero i dovuti provvedimenti, e Martina, che conosceva così poco del mondo, fu rinchiusa, come una principessa prigioniera, tra le mura del suo castello. La mamma le aveva spiegato che nel corpicino di ogni bambino ci sono dei valorosi <b>cavalieri bianchi</b> pronti a difenderlo da tutti gli attacchi; nel caso di &nbsp;Martina, però, i cavalieri erano stati sconfitti, e ora erano così pochi da non riuscire a proteggerla. La piccola sperava che presto sarebbero arrivati i rinforzi, e nel frattempo osservava il mondo da lontano. Ciò che attirava di più la sua attenzione era il parco della città. Dalla sua finestrella riusciva a vedere le cime degli alberi che ondeggiavano al vento e mille immagini stuzzicavano la sua <b>fantasia</b>: fiori di tutti i colori, prati di erba soffice, farfalle che volavano liete, ma soprattutto voci di bimbi che giocavano spensierati e liberi all’aria aperta. Quanto le sarebbe piaciuto far parte di quel mondo ricco di sorprese. Immersa in quei sogni ad occhi aperti trascorreva ore e ore a disegnare i suoi adorati fiori e poi, orgogliosa, appendeva le sue opere alle pareti della cameretta, che ormai era un’esplosione di colori. Col passare degli anni pian pianino le forze della bimba erano aumentate. Martina aveva chiesto più volte alla mamma di portarla a giocare nel parco, ma la risposta era sempre stata negativa; e così, tra un “sei troppo debole”, un “non è ancora il momento” e un “vedremo più in là”, i giorni erano trascorsi ed era arrivata la vigilia del suo settimo compleanno.<br> Erano le nove di sera. La piccola, furtiva, prese le chiavi di casa che il papà, dopo essere rientrato dal lavoro, aveva riposto sul comodino. Si guardò intorno: nessuno si era accorto di nulla; allora sgattaiolò in fretta nella sua stanzetta e nascose le chiavi nella cesta dei giochi. Poi con aria innocente diede la buonanotte ai genitori e si coricò nel suo morbido lettino, felice ed emozionata per la giornata che l’aspettava.<br> Alle otto in punto suonò la sveglia. Martina in un battibaleno saltò giù dal letto e si precipitò in cucina per la colazione. La mamma e il papà erano già andati a lavoro e con lei in casa c’era solo Rosalia, <b>tata</b> e donna tuttofare.<br> Se c’era una cosa a cui Rosalia non avrebbe mai rinunciato era la sua soap opera preferita. Ogni mattina seguiva la nuova puntata senza lasciarsi sfuggire neppure il più piccolo &nbsp;particolare. Martina aveva scoperto che il giorno del suo compleanno (fortunata coincidenza) avrebbero trasmesso una puntata speciale di circa due ore e mezza: quale occasione migliore per attuare il suo piano.<br> Dopo la colazione la bambina tornò in camera sua e finse di giocare. Poi, verso le dieci, si vestì e preparò il suo zainetto mettendoci tutto l’occorrente: bottiglietta d’acqua, caramelle, cioccolatini, biscotti, i soldi che la nonna le aveva regalato per Natale, un cappellino e la <b>cartina della città</b> che il papà le aveva insegnato a consultare. Mancava poco, e finalmente per due ore sarebbe stata libera. Quando sentì la sigla della soap opera prese le chiavi di casa che aveva nascosto e di soppiatto attraversò il corridoio per raggiungere la porta d’ingresso. Rosalia stava stirando e aveva alzato il volume del televisore per non perdere una sola parola dei suoi &nbsp;beniamini. Questo facilitò le cose: la donna non si accorse del rumore della porta che cigolò e non vide i due occhi furbetti che la osservarono prima di scomparire al di là delle mura di casa.<br> Martina &nbsp;scese le scale in fretta. Quando si trovò davanti al portone le tremarono le gambette: ancora un passo e avrebbe disubbidito ai genitori. E se avessero scoperto la sua assenza? Se non fosse tornata in tempo? Questi dubbi l’assalirono, ma il desiderio di libertà vinse su tutto. Con la sua manina delicata spalancò il portone, e la luce del &nbsp;sole, che splendeva alto nel cielo, le illuminò il viso. Martina estrasse la cartina dallo zainetto e, stringendola tra le mani, senza perdersi d’animo si incamminò verso il parco. Suo padre non si era mai insospettito alle mille domande su come raggiungerlo e non immaginava affatto che la sua figlioletta preparasse un’evasione. La piccola &nbsp;attraversò con prudenza le strade, chiese indicazioni a un’anziana signora che le aveva rivolto un sorriso affettuoso e infine, dopo un quarto d’ora, raggiunse il parco.<br> Grandi alberi sovrastavano l’entrata e un sentiero di ghiaia divideva il prato. In lontananza vide cani scorrazzare felici sotto lo sguardo vigile dei loro padroni. Camminò lungo il sentiero osservando i fiori che mille volte aveva disegnato: ve n’erano persino di più belli. Raggiunse infine la zona dei giochi: alti scivoli, giostrine e altalene brulicavano di piccoli &nbsp;esploratori come lei, che giocavano con gli amichetti o con le loro &nbsp;mamme. Mentre guardava incuriosita tutto questo una mano le si posò sulla spalla facendola sussultare.<br> «Ciao!» le disse un bambino dagli occhi castani e vispi.<br> «Ciao» rispose Martina, un po’ intimidita.<br> «Vuoi giocare con me? Mi chiamo Luigi.»<br> Martina restò per qualche secondo in silenzio, poi con un sorriso annuì e disse:<br> «Io sono Martina.»<br> Luigi la prese per mano.<br> «Vieni, andiamo a provare la giostrina rossa. È nuova, l’hanno montata solo ieri.»<br>Martina lo seguì. Erano mano nella mano. Da anni non aveva contatti &nbsp;diretti con i bambini della sua età; aveva atteso a lungo quel momento, e ora che era arrivato le sembrava tutto così strano. Per la prima volta, però, si sentiva davvero felice, come non lo era mai stata, si sentiva viva, forte, sicura. Per la prima volta era una bambina come tutti gli &nbsp;altri.<div><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.VwDst6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Ilaria De Marinis</a></b><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 26 Jun 2016 10:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA NASCITA DI UN LEGAME SPECIALE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_u8wy34r8"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Distacco-fisiologico-Neonato-e-genitori.webp"  title="" alt="" width="427" height="309" /><br></div><br>Dare alla luce un bambino è una delle esperienze più significative della vita. Il parto a livello simbolico rappresenta la rottura di quel legame fusionale che caratterizza la mamma e il bambino durante tutto il <b>periodo gestazionale</b>.<br> Con la nascita, infatti, la mamma inizia a concepire il bambino non più come parte di sé, ma come individuo autonomo, sia dal punto di vista fisico che psicologico.<br> Negli anni ’50, John Bowlby, psicologo e psicoanalista britannico, cominciò a parlare di processo di attaccamento tra il neonato e l’adulto, evidenziando come la nascita fosse un momento decisamente critico per lo sviluppo della personalità di ciascun &nbsp;individuo. Con il termine <b>‘bonding</b>’, &nbsp;si intende il processo di formazione del legame tra i genitori e il loro bambino. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> questo legame rofondo nello stesso tempo di tipon fisico e psicologico, che permette di allattare, di cullare, di giocare col proprio bambino, ma anche di proteggerlo, di accudirlo, di non abbandonarlo. Con il termine 'bonding' si intende un processo fisico, emozionale, ormonale e spirituale, di legame, di relazione d’accudimento tra madre, bambino e padre. Si tratta, infatti, di un processo complesso e articolato, condizionato dall’ambiente, dalle caratteristiche dei genitori, dallo stato di <b>salute della mamma</b> e del bambino e dal tipo di parto. Il 'bonding' &nbsp;permette di far emergere nei genitori istinti nascosti utilizzando il loro 'periodo sensibile’; favorendo quella grande sensibilità comunicativa necessaria ad attivare comportamenti efficaci per rispondere alle &nbsp;diverse necessità del bambino. Il mezzo più semplice ed efficace per creare un legame stabile e positivo tra i genitori e il bambino è risultato quello di permettere il contatto pelle a pelle tra mamma e neonato nelle due ore successive al parto, senza attuare nessuna separazione se il loro stato di salute lo permette.</span><br> Infatti il bambino nei primi 60-90 minuti dopo la nascita, si trova nello stato di <b>veglia tranquilla</b> nel quale può aprire gli occhi, guardare i genitori, ascoltare la loro voce, cercare il seno della mamma, sentirsi &nbsp;rassicurato dall’abbraccio della mamma. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> in questa fase che avviene il suo primo contatto con il mondo perciò è bene che tale momento sia vissuto a stretto contatto con la pelle della sua mamma, ascoltando la &nbsp;sua voce, sentendo il suo odore. </span><span class="fs16">È</span><span class="fs16"> stato dimostrato che l’unica necessità dei neonati sani nei primi minuti è di essere asciugati e avvolti in un telo tiepido, ogni altra routine oltre a non essere utile è di ostacolo al 'bonding' e pertanto dovrebbe essere rimandata.</span><br> Ma &nbsp;quali sono i fattori che favoriscono oppure ostacolano il 'bonding'? Sicuramente una buona preparazione durante la gravidanza, un buon parto, il contatto precoce tra madre e neonato e la possibilità di allattare il bambino al seno favoriscono il 'bonding'. <br> Al contrario un parto difficile, <b>pratiche mediche invasive</b>, l’utilizzo di farmaci, la separazione madre-bambino e madre-padre-bambino, in particolare nelle prime due ore dopo il parto potrebbero rallentare il prezioso processo di 'bonding' .<br> Ricerche svolte negli ultimi anni hanno evidenziato che favorire il 'bonding' fin dai primi momenti dopo il parto permette un migliore avvio dell’allattamento al seno, riduce il rischio di depressione materna, aumenta la fiducia in se stesso del bambino e lo rende, in seguito, più aperto alla relazione con gli altri.<br>Certamente, il parto naturale a differenza del parto cesareo favorisce l’immediata interazione tra mamma e bambino. Tuttavia, quando il bonding non si è realizzato, o si è realizzato parzialmente, è comunque possibile ripristinare questa mancata “sincronia” attraverso la <b>sperimentazione del tocco</b>, del contenimento, del massaggio.<br> Il massaggio, il contenimento con le mani, aiutano a creare o a ripristinare quel legame mancante o carente soprattutto nei casi in cui bambini e genitori siano stati subito separati fisicamente alla nascita.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.Vv6Jv6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b><div><b>Psicologa</b></div><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 26 Jun 2016 10:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["RESTA CON ME TUTTE LE SERE"]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_a8ul161c"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Prima-di-dormire-Per-mamme-e-figli.webp"  title="" alt="" width="408" height="309" /><br></div><div><br></div><div>Tu resta con me tutte le sere<br>Se nel lettino mi porti ogni sera<br>e solo mi lasci con la notte nera<br>di starmene sveglio mi può capitare<br>senza riuscirmi ad addormentare.<br>Leoni, balene, un mostro marino<br>vengono e dormono sul mio cuscino.<br>Se un'ombra si muove veloce e un po' nera &nbsp;<br>"Sarà la mia mamma o una pantera?"<br>Poiché non è bello sognare pantere,<br>tu resta con me tutte le sere</div><div>non delle ore, ma qualche minuto<br>che il buio non sia così nero e muto<br>raccontami, leggimi favole in rima<br>e mi addormenterò ancora prima.<br>La notte sarà più <b>dolce e sicura<br></b>e io non saprò cos'è la paura.</div><div><br></div><div>Auguro una felice notte a tutti i bambini del mondo e vi auguro sogni bellissimi colorati con tutti i colori dell'arcobaleno. Nonna Gina &nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 25 Jun 2016 16:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA BRONCHIOLITE: DEFINIZIONE E CAUSE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Carbone]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8l97mod5"><div></div><div></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/La-bronchiolite-Salute-e-benessere.webp"  title="" alt="" width="422" height="509" /><br> <br> &nbsp;Per bronchiolite s'intende un processo flogistico acuto caratterizzato &nbsp;dall'infiammazione ed <b>ostruzione dei bronchioli</b>, cioè delle ultime &nbsp;diramazioni bronchiali. Essa colpisce tipicamente bambini di età &nbsp;inferiore ai 2 anni; in particolare i lattanti fino a sei mesi &nbsp;rappresentano in assoluto la categoria più a rischio.<br> &nbsp;Annualmente 11 bambini su 100 si ammalano di bronchiolite e nell’11-13% &nbsp;dei malati, la patologia ha un decorso così aggressivo da rendere &nbsp;necessario il ricovero ospedaliero. La bronchiolite ha carattere &nbsp;stagionale, nello specifico colpisce prevalentemente nei mesi invernali, &nbsp;ma anche, sebbene in misura minore, in autunno e primavera.<br> La &nbsp;bronchiolite è indotta da un'infezione virale causata, nella maggior &nbsp;parte dei casi, dal <b>Virus Respiratorio Sinciziale (VRS)</b>. Tuttavia, in &nbsp;alcuni casi, possono essere coinvolti anche altri virus, come i virus &nbsp;influenzali e parainfluenzali, gli adenovirus e i rinovirus. In altri &nbsp;casi possono essere implicati anche altri germi come il Mycoplasma e la &nbsp;<b>Clamidia</b>.<br> La bronchiolite viene generalmente trasmessa per via aerea &nbsp;tramite le microgoccioline di saliva e di secrezioni respiratorie che &nbsp;si disperdono nell'ambiente a seguito di starnuti o tosse. Dopo il &nbsp;contagio, si stima che il tempo d'incubazione del microorganismo si &nbsp;aggiri intorno ai 4 giorni, mentre i bambini infetti possono trasmettere &nbsp;la bronchiolite anche dopo 10 giorni dal contagio.<br> I principali fattori di rischio che favoriscono la contrazione dell’infezione sono:<br> - esposizione al fumo di sigaretta;<br> - età inferiore ai 6 mesi;<br> - vivere in luoghi sovraffollati;<br> - non essere mai stati allattati al seno;<br> - famigliarità per l’asma;<br> - prematurità;<br> &nbsp;- patologie respiratorie alla nascita che hanno richiesto una terapia &nbsp;ventilatoria invasiva (neonati intubati per diversi giorni).<br> <br><b> Dr. Carbone Domenico</b></div><div><b>Pediatra</b><br></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 25 Jun 2016 16:09:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[ASSISTENZA SCOLASTICA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Donato Grande]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_67490hb4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Disabilita-Sostegno-ore-scolastiche.webp"  title="" alt="" width="401" height="235" /><br> <br> &nbsp;Uno dei problemi maggiori che un genitore di un bimbo che ha una &nbsp;disabilità, soprattutto motoria, si vede affrontare, è sicuramente &nbsp;quella di trovare una persona che si prenda cura del suo bambino non &nbsp;autosufficiente nelle ore scolastiche.<br> &nbsp;La persona che a scuola deve occuparsi dell’assistenza igienica &nbsp;dell’alunno non autosufficiente sono per legge i <b>collaboratori &nbsp;scolastici</b> che debbono ricevere l’incarico dal dirigente scolastico. La &nbsp;Nota ministeriale prot. n. 3390/01 prevede che è necessario, considerata &nbsp;anche la delicatezza dei compiti connessi all’assistenza agli alunni &nbsp;disabili, che vengano organizzati corsi di formazione, secondo quanto &nbsp;previsto dal CCNI 1998-2001 art. 46, in materia di funzioni &nbsp;aggiuntive, individuando uno o più collaboratori scolastici per ognuna &nbsp;delle scuole con presenza di alunni in <b>situazione di handicap</b>, &nbsp;rilasciando ai frequentanti un attestato che potrà essere speso come &nbsp;credito professionale e formativo per le funzioni aggiuntive (Art. 44 &nbsp;CCNI). I corsi di preparazione dovranno essere eseguiti prima &nbsp;dell’inizio dell’anno scolastico, in modo tale da arrivare preparati a &nbsp;settembre, questo è possibile perché i DS conoscono la presenza del &nbsp;bimbo non autosufficiente, già dal momento dell’iscrizione, che avviene &nbsp;parecchi mesi prima. Ricordo che i collaboratori scolastici sono &nbsp;obbligati a seguire i corsi di aggiornamento come previsto nel CCNL del &nbsp;2005 agli art 47, 48 e Tab.A.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/community----donato-grande---diversabilita-.html" target="_blank" class="imCssLink"> Dott. Donato Grande</a></b></div><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br><br>Copyright Immagine: <span class="fs16">http://</span><wbr class="fs16"><span class="fs16">espresso.repubblica.it/</span><wbr class="fs16"><span class="fs16">polopoly_fs/</span><wbr class="fs16"><span class="fs16">1.184793.1413812114!/</span><wbr class="fs16"><span class="fs16">httpImage/image.jpg_gen/</span><wbr class="fs16"><span class="fs16">derivatives/articolo_648/</span><wbr class="fs16"><span class="fs16">image.jpg</span></div><div><wbr></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 25 Jun 2016 16:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?assistenza-scolastica</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[MODALITÀ DELLA LEZIONE MONTESSORIANA]]></title>
			<author><![CDATA[Maestra Valeria]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_48a07t6t"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Didattica-Lezione-Montessoriana.webp"  title="" alt="" width="431" height="323" /><br></div><div><br></div><div>La maestra insegna al bambino le giuste modalità di approccio e di corretto utilizzo del materiale attraverso delle lezioni individuali. Questa si avvicinerà al bambino con discrezione e si siederà al suo fianco, portando con sè il materiale che riterrà più adatto ad interessarlo. In tutto ciò non è necessario che la maestra utilizzi molte parole, anzi dovrà essere quanto più breve e coincisa possibile nel mostrare la <b>specifica attività</b>. Un'altra caratteristica della lezione è la semplicità, come ricerca di verità e rimozione di elementi volti a falsificarla. La terza caratteristica della lezione è la sua obiettività, il che significa che la personalità della maestra scompare e si pone in evidenza solo l’oggetto su cui si desidera concentrare l’attenzione del bambino. Nel momento in cui, dopo la semplice e breve presentazione, il bambino non avesse ben compreso l’utilizzo del materiale, commettendo degli errori, è necessario astenersi dal sottolinearli in quanto tali atteggiamenti possono bloccare l’istinto ad agire che è il fondamento del progresso. Compito della maestra è di stimolare la vita lasciandola libera di svilupparsi; ma è necessario fare ciò avvalendosi di un <b>metodo scientifico</b>. Affinché nel bambino si crei un reale processo di conoscenza bisognerà procedere con la presentazione di pochissimi stimoli contrastanti e solo successivamente si potrà passare a gradi di differenza sempre più impercettibili. Oltre ad effettuare un lavoro sui contrasti si lavorerà anche sulle identità e dunque con gli appaiamenti dove all’interno di un gruppo di materiali bisognerà appaiare quelli identici. Per terminare il lavoro si porrà un sistema di oggetti simili in ordine di gradazione uno affianco all’altro. Procedimento tecnico per iniziare gli <b>esercizi tattili</b>. Gli esercizi del senso tattile vengono perlopiù attuati con i polpastrelli delle dita della mano destra in quanto hanno lo scopo educativo della preparazione alla scrittura. Tale tipo di esercitazione inizia facendo immergere le dita del bambino in acqua tiepida in modo da stimolare la sensibilità dei polpastrelli. Poi si farà toccare al bambino la superficie scelta per l’attività facendogli scorrere le dita sulla medesima in modo delicato anche con gli occhi chiusi in modo da isolare ulteriormente la sensazione tattile e sviluppare al meglio delle abilità. Tale materiale è composto per lo più da tavolette dette appunto del senso tattile, o ancora da carte lisce in vario grado, da carte smerigliate e stoffe diverse. &nbsp;</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/cooperativa-prometeo.html" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs16"><b>Maestra Valeria, </b></span><b>Kindergarten Dragonetti-Montessori</b></a></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all’Insegnante di “<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>” </div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 15:21:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?modalita-della-lezione-montessoriana</link>
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			<title><![CDATA[LE MOTIVAZIONI DEL CANE CHE LAVORA IN PET-THERAPY]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_gj0dwc38"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Cane-Motivazione-in-Pet-Therapy.webp"  title="" alt="" width="401" height="267" /><br><br>Il cane certificato in 'Terapia ed Attività assistita dagli animali' deve necessariamente possedere le motivazioni sottoelencate per attuare al meglio divertendosi, attività ed interazioni specifiche, previste in seduta:<br> <br> -epimeletica (prendersi cura di un compagno)<br> -et-epimeletica (chiedere l’aiuto o lasciarsi curare)<br> -perlustrativa (esplorare un ambiente e mapparlo)<br> -<b>esplorativa</b> (analizzare un oggetto nei particolari)<br> -di ricerca (cercare oggetti nascosti)<br> -cinestesica (fare movimento)<br> -collaborativa (fare un’attività insieme, concertarsi)<br> -predatoria (rincorrere oggetti in movimento)<br> -sillegica (raccogliere oggetti e portarli in un nascondiglio)<br> -<b>sociale</b> (partecipare alle attività di un gruppo)<br> -somestesica (esplorare il proprio corpo)<br> -comunicativa (esprimere uno stato o indicare qualcosa)<br> <br>Elemento fondamentale in 'Terapia ed attività assistita dagli animali' è la complicità del pet con il suo conduttore, nonché compagno di vita, saldando quotidianamente quel legame empatico, base distintiva a garanzia di un buon operato professionale . &nbsp;<br> <br><b> Dott.ssa Patrizia di Lernia</b><div><b>Assistente Sociale - Operatrice di Terapia e attività assistita dagli animali</b><br><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 15:16:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?le-motivazioni-del-cane-che-lavora-in-pet-therapy</link>
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			<title><![CDATA[BIBLIOTERAPIA E VIAGGIO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_y56f9ye6"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Terapia-con-i-libri-Metodi.webp"  title="" alt="" width="430" height="287" /><br> <br>Si parla negli ultimi anni di BIBLIOTERAPIA, termine che nel suo significato etimologico Biblio (libro), significa proprio terapia con i ibri. <br> Dunque, negli ultimi anni si &nbsp;ritiene l'importanza della lettura fondamentale, in quanto strumento di crescita personale e di conoscenza di sè, al punto tale da essere usata a scopi terapeutici.<br> Rieccoci di fronte al Conosci Te Stesso socratico, ed eccoci di fronte ad una nuova professione, quella del <b>consulente filosofico</b> che utilizza questa tecnica, che ha sdoganato la filosofia dall'essere solo teoretica e arroccata su castelli posti su vette altissime accessibili a pochi e si è fatta pratica.<br> Già il grande J. B. D'Alambert diceva che:<br>"Le idee che si acquistano con la lettura sono il germe di tutte le scoperte. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> come un'aria che si respira senza accorgersene che è memoria per la vita." </span><br> Il "conosci te stesso" di memoria socratica è possibile attraverso la lettura che consente un approfondimento della conoscenza di stessi.<br> In fondo leggere permette la cura di sé che è un'altra delle sfumature del viaggio nei meandri della nostra essenza più profonda. Implica un'attività etica che il soggetto compie su se stesso, tanto per dirla con le parole di Foucault.<br> Tutta la filosofia antica è impregnata sul concetto del prendersi cura di sè che diviene poi in senso allargato un prendersi cura degli altri che sono fuori dal mio cerchio e dalla mia essenza ma che sono UNO se li considero una parte diversa da me ma con cui convivo e vivo e mi riferisco al sociale.<br> Già Platone, parlando ai giovani, affermava che per prepararsi ad una sana vita adulta fosse necessario liberarsi &nbsp;dai luoghi comuni, dalle false opinioni e dai cattivi maestri e invitava a <b>meditare</b>. <br> QUANTO BISOGNO NE ABBIAMO NOI!!<br> Anche &nbsp;Plutarco chiama Etopoietica, il movimento doppio di lettura scrittura, una sorta di esercizio che permettesse di leggere, rileggere, meditare e parlare con se stessi e con gli altri.<br> La biblioterapia è tanto usata dai consulenti filosofici quale mezzo di <b>approfondimento e cura di sè</b>.<br>Bacone, nella sua Nuova Atlantide, definisce i libri come "navi del &nbsp;pensiero" che solcano le onde del tempo, traghettando la cultura verso le future generazioni.<br> Allora io mi imbarco nel nuovo viaggio, nuova scoperta, nuovi approdi!<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 15:14:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?biblioterapia-e-viaggio</link>
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			<title><![CDATA[UN CALICE DI DOLCEZZA]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9mpu5ash"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Lavoretto-artistico-Prima-Comunione.webp"  title="" alt="" width="478" height="478" /><br></div><div><br></div><div>Un calice, r<span class="fs16">ealizzato con la fantasia!</span></div><div>Periodo di <b>Prime Comunioni</b>, di piccoli che si avvicinano a Dio emozionati, vivendo il secondo sacramento della loro vita in pieno. Oggi, il mio tutorial vi illustra un biscotto a forma di calice, simbolo per eccellenza della prima comunione, idea da utilizzare come segna posto o pensiero ricordo di un giorno speciale. </div><div>Istruzioni visibili in foto. Buon lavoro!</div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.Vy8bYo9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b></div><div><b>Cake designer - delegata provinciale Bari FIAB</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Jun 2016 17:34:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?un-calice-di-dolcezza</link>
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			<title><![CDATA[C'È POSTA PER TE, CARA AMICA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ba725096"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Pregiudizi-Riflessioni-e-teorie.webp"  title="" alt="" width="455" height="303" /><br> <br>"Vorrei provare a parlarti. Utilizzo la scrittura per raggiungerti, poiché rappresenta la forma migliore per tirar fuori il mio 'dentro' e provare a far ordine nei pensieri, pensando a noi e agli eventi difficili che ci coinvolgono. Ho letto da qualche parte una frase che mi ha colpito &nbsp;molto, diceva così: 'la Felicità è pensare che nulla è così importante'.<br>Questa frase può indurci a riflettere, mettendo in discussione il nostro modo di vivere. Cominciare a cambiare il modo di vedere 'le cose del mondo' sarebbe un INIZIO per accorgersi che la vita è più SEMPLICE. Noi esseri umani abbiamo una 'strana tendenza', quella di indirizzare le &nbsp;<b>nostre relazioni</b> con gli altri verso un unico punto: NOI STESSI.<br>'Il troppo importante' consiste nelle aspettative che ognuno di noi ha nei rapporti. Siamo tutti bisognosi di CONFERME per affermare noi stessi, per constatare che valiamo, per dimostrare che siamo importanti per gli altri. Siamo 'bambini' sempre pronti a misurare l'affetto e, nello stesso tempo, a volerci sentire liberi di scegliere, pronti a giudicare chi sbaglia, chi ci fa soffrire, chi non ci rispetta. Siamo &nbsp;sempre lì, alla finestra, ad aspettare, puntando il dito contro tutti. Spesso, quando un'amicizia è giunta al termine, ho pronunciato frasi del tipo 'mi ha deluso', 'non mi ha rispettato', 'non ha capito nulla di me', ma non mi sono mai domandata cosa avrei potuto fare io per l'ALTRO.<br>Avrei potuto chiedermi se l'ho compreso nei suoi sentimenti, se sono stata in grado di ascoltarlo veramente, se ho rispettato i suoi tempi, le sue difficoltà. Avrei potuto salvare tante belle amicizie, se solo avessi avuto la capacità, se mi fossi messa &nbsp;più in discussione, se solo avessi spostato il mio CENTRO: non me stessa ma l'altro. Adesso non voglio pensare a ciò che è stato, ma concentrarmi sul qui ed ora, provando ad agire da un <b>altro punto di vista</b>, e imparare a diventare una buona AMICA e soprattutto una persona migliore per i miei figli. Se ci chiudiamo nel nostro EGOISMO, nei nostri RISENTIMENTI, nelle nostre CONVINZIONI, avremo fallito poiché incapaci di metterci in discussione, non accettando la DIVERSIT<span class="fs16">À</span><span class="fs16">; non ci saremo concessi la scommessa di migliorare come esseri umani. Anche se ai nostri figli non lo diremo, loro capiranno, attraverso 'altre forme', che degli altri non ci si può fidare, che nella vita ci si deve solo difendere, che è meglio non lasciarsi andare con nessuno. Io voglio fidarmi dell'altro, ma prima di ogni altra cosa desidero che questi si fidi di me, provando sempre a spostare quel famoso centro. Sono molte le caratteristiche che ci accomunano, crediamo negli stessi valori, anche se siamo persone diverse. Penso che la diversità sia una RICCHEZZA e il nostro obiettivo può essere orientato a riunire ogni diversità trovando punti in comune per DIALOGARE. Cerchiamo sempre nuove forme, nuove strategie &nbsp;per CRESCERE. Pensa che crescere insieme è più semplice!"</span><br> <br> Lo studio &nbsp;del sé ha sempre affascinato e stimolato i professionisti dell'educazione. La riflessione pedagogica scaturisce dal bisogno intrinseco di ciascun individuo a "sentirsi riconosciuto". Il testo della lettera indirizza verso una esplicitazione del 'sé narrativo' come racconto della storia di sè in una dimensione autobiografica. L'affermazione del <b>sé narrativo</b> permette anche il superamento di una visione 'statica' del sé, in quanto implica una condizione 'dinamica', intesa come scoperta della propria identità e singolarità in rapporto all'"altro da sé". L'identità si pone come concetto relazionale e si costruisce a seguito dello scambio con gli altri nel corso delle interazioni sociali. La formazione della propria identità, dunque, rappresenta un "traguardo"che si fonda sulla percezione della differenza, su un paradosso del percepirsi simili agli altri ma contemporaneamente diversi. Malgrado l'educazione all'identità-alterità rappresenti un principio fondamentale, nella vita sociale e anche in ambito educativo si attuano strategie volte a lavorare più sulla sfera collettiva che sulla valorizzazione del singolo, creando, in tal modo, universi omologati. La diversità, la differenza, l'alterità da sé, potrebbero connotarsi in una accezione POSITIVA se ci fossero interventi educativi atti a decostruire stili culturali basati sul pregiudizio. Sembra che proprio quest'ultimo determini spesso l'agire quotidiano di ognuno di noi, orientando le nostre scelte ed ostacolando<div>l'approfondimento e la reale conoscenza. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br><br> A presto e BUONA EDUCAZIONE A TUTTI!!!<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.VzBpn49OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Grazia di Lernia</a></b><div><b>Pedagogista, educatore extrascolastico</b><br><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"<br></div></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Jun 2016 17:26:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?c-e-posta-per-te,-cara-amica</link>
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			<title><![CDATA[I BAMBINI CHE ASSISTONO ALLA VIOLENZA SONO VITTIME DI VIOLENZA]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_yt111zdj"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Violenza-Infanzia-disturbata.webp"  title="" alt="" width="431" height="257" /><br></div><div><br>Rendere i propri figli <b>spettatori della violenza</b> ripetutamente perpetrata nei confronti di un genitore da parte di altro familiare può integrare (in danno dei primi, oltre che del secondo, il reato di maltrattamenti in famiglia, fattispecie prevista e punita dall’art. 572 del codice penale.<br> <br> La Suprema Corte chiarisce, infatti, che "Possono integrare il delitto di cui all’art. 572 cod. pen. non solo fatti &nbsp;commissivi, sistematicamente lesivi della personalità della persona &nbsp;offesa, ma anche condotte omissive connotate da una deliberata indifferenza e trascuratezza verso gli elementari bisogni affettivi ed esistenziali della persona debole da tutelare. Può essere perciò ricompresa nel novero dell’offensività, tipica della norma, anche la posizione passiva dei figli minori laddove questi siano “<b>sistematici &nbsp;spettatori obbligati</b>” delle manifestazioni di violenza, anche psicologica (nella specie del padre nei confronti della madre)"<br> <br> Cassazione penale, Sez. VI, 29 gennaio 2015 (ud. 10 dicembre 2014), n. 4332, Presidente Milo, Relatore Lanza<br> <br><b>Avv. Luca Volpe</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br> <br>Chiedi all'avvocato di "<a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Jun 2016 17:22:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?i-bambini-che-assistono-alla-violenza-sono-vittime-di-violenza</link>
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			<title><![CDATA[LA QUALITÀ NUTRIZIONALE NELL’ALIMENTAZIONE DEL CELIACO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Lucia Palmieri]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_el6h7tgy"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Celiachia-Carenze--di-glutine.webp"  title="" alt="" width="409" height="413" /><br></div><div><br></div><div>Il glutine è la principale frazione proteica nel frumento, orzo, segale e altri cereali. Oltre al glutine, contribuiscono alla celiachia anche altri fattori, tra cui i fattori genetici, che ne determinano la suscettibilità, e i fattori immunitari che sono responsabili di una <b>permeabilità intestinale anomala</b>. Al momento della diagnosi di celiachia, nel paziente si può avere una condizione di sottopeso corporeo, anemia sideropenica ed alcune importanti carenze di vitamine e minerali che sono da mettere in correlazione con il malassorbimento intestinale. Le principali carenze nutrizionale del celiaco, oltre che di ferro, sono di calcio, vitamina D, magnesio, <b>acido folico</b>, niacina, Vitamina B12, Riboflavina e Zinco. Inoltre quando la diagnosi viene posta tardi e il danno alla mucosa si è esteso si verifica anche un malassorbimento di carboidrati, grassi, vitamine (A, D, E, K) e latri micronutrienti. In alcuni casi sussiste anche una intolleranza al lattosio secondaria in seguito alla minore produzione di lattasi a causa delle alterazioni dei villi intestinali. Alcune delle carenze nutrizionali che si riscontrano tendono a scomparire seguendo una dieta gluten-free mentre altre permangono anche durante la dieta senza glutine. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-miracoli-della-natura.html#.VxOLxTCLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Lucia Palmieri </a></b></div><div>Biologa Nutrizionista Specialista in Scienza dell'Alimentazione Coordinatrice Scientifica SEAM</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Jun 2016 18:37:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-qualita-nutrizionale-nell-alimentazione-del-celiaco</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[PICCOLI SOCRATE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Maria Elena Germinario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xsjfnhqo"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Teatro-di-strada-Concetti.webp"  title="" alt="" width="383" height="511" /><br><br>La mia compagna di viaggio, nonché collega Maria Filograsso, mi ha raccontanto la sua esperienza di teatro in strada, laddove per teatro di strada intendiamo quel tipo di "teatro" che lascia il "teatro", ossia il luogo fisico con palco e platea e boccascena ed esce nuovamente per &nbsp;strada, riappropriandosi di quegli spazi scenici che erano stati della commedia dell'arte e dei giullari, ma lo fa con una <b>consapevolezza</b> tutta diversa, volendo reagire, sperimentando soluzioni diverse, a una forma di comunicazione teatrale ormai superata. "Uno spettacolo di strada si basa sulla creazione di un filo diretto con gli spettatori, senza che calino l'attenzione, in una sorta di sfida perché non lascino lo spettacolo." (cit. Paolo Stratta). <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> quello che ha fatto Maria con i suoi piccoli spettatori, mentre raccontava loro la favola di Cecino ed ecco la magia: "Una bambina Rom, dopo aver raccontato la favola voleva ringraziarmi" e lo ha fatto con un &nbsp;disegno. Bambini italiani, bambini stranieri, tutti uniti e vicini "in strada" per ascoltare una favola. "I bambini ci insegnano l'<b>amore incondizionato</b> non conoscono il razzismo e la fantasia li tiene tutti per mano".</span><br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-fantasia-varca-i-confini-del-possibile.html#.Vv5_g6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Maria Elena Germinario</a></b></div><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Jun 2016 18:32:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?piccoli-socrate</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[ATROFIA VAGINALE (SECONDA PARTE)]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_z844235c"><div></div><div></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Vagina-Invecchiamento-fisiologico.webp"  title="" alt="" width="442" height="296" /><br></div><div><br>I principi base della soluzione dei problemi in postmenopausa sono rappresentati dal ripristino della fisiologia urogenitale e dal sollievo sintomatologico.<br> Le terapie ormonali e non ormonali possono essere combinate e/o utilizzate in una sequenza temporale a seconda di sintomi e segni clinici. La terapia estrogenica per via vaginale è da considerarsi di prima scelta se l'indicazione esclusiva è l'<b>atrofia vaginale</b>.<br> Molte donne non vogliono utilizzare prodotti ormonali, altre non possono &nbsp;perchè affette da cancro al seno. Al di là dell' utilizzo di lubrificanti vaginali per evitare frizione e disagio durante il rapporto, è molto importante utilizzare prodotti regolarmente 2-3 volte alla settimana in formulazioni gradevoli con caratteristiche idratanti e riequilibranti l'ambiente vaginale.<br> Tra le varie opzioni, l'acido ialuronico rappresenta una scelta possibile in grado di contrastare il fisiologico <b>invecchiamento dei tessuti</b>, reidratando la mucosa e contribuendo a restituire la naturale elasticità. La formulazione in gel dell'acido ialuronico lo rende un'opzione gradevole consigliabile per tutte le donne che desiderano prendersi cura della loro vagina come di qualsiasi altra parte del loro corpo.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.Vv4_sKSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dr. Carlo Avantario </a><br> Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia</b></div><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Jun 2016 18:29:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?atrofia-vaginale--seconda-parte-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[“IL FRANCO CACCIATORE”: MUSICA DA BRIVIDO (PRIMA PARTE)]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_36ew5ez4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Leggenda-in-lirica-Suoni-ed-emozioni.webp"  title="" alt="" width="443" height="404" /><br></div><div><br></div><div>Una foresta maestosa e piena di mistero, un giovane cacciatore disposto a tutto pur di non perdere la fanciulla amata, un altro malvagio e in contatto con l'inferno, una “presenza” spaventosa evocata da terribili incantesimi, gare di tiro col fucile, notti tempestose, inquietanti segni premonitori. Quante volte vi sarà capitato di trovare questi ingredienti nelle fiabe, nei racconti di paura o nei film dell'orrore! Immaginate cosa succederebbe se alle parole e alle immagini si aggiungesse anche la musica di un grande compositore. Pensate che l'arte dei suoni non sia in grado di far venire i brividi? Ascoltate l'opera lirica <b>Il franco cacciatore</b> del musicista tedesco Carl Maria von Weber e vi ricrederete. Ormai sapete bene cos'è un'<b>opera lirica</b>, quindi non è necessario che ve lo spieghi. Ma forse non conoscete questo meraviglioso lavoro: e non vi do torto, dal momento che non capita tanto spesso di ascoltarlo dalle nostre parti. In Germania e in Austria invece Il franco cacciatore è un lavoro molto popolare e amato. Le ragioni sono tante: innanzitutto la bellezza della musica, poi il fascino della vicenda e dell'ambientazione, e non ultimo il posto particolare che occupa nella storia e nell'identità di quel paese. Sì, perché si tratta della prima vera opera “tedesca”. E non solo per la lingua in cui si esprimono i personaggi, ma anche per il mondo che vi è rappresentato, per <b>l'atmosfera</b> in cui si svolge la vicenda, e soprattutto per il “sapore” – se così si può dire – della musica. Weber e Mozart erano parenti, seppure indirettamente: Carl Maria era cugino di Constanze Weber, la moglie del genio di Salisburgo. In realtà i due non si conobbero mai: quando Mozart morì, nel 1791, Weber aveva appena cinque anni. L'autore del Franco cacciatore aveva respirato l'aria del teatro sin da piccolo: suo padre era il direttore di una compagnia teatrale girovaga, sua madre era un'attrice. Giovanissimo aveva assunto la direzione di importanti teatri: prima a Breslavia, poi a Praga, infine a Dresda. Curava personalmente le prove degli spettacoli, senza tralasciare il minimo dettaglio, decideva quali cantanti scritturare e quali titoli rappresentare. Aveva così imparato come funziona un allestimento e quali caratteristiche deve avere un'opera per risultare avvincente. Un giorno s'imbatté in un'antica leggenda contenuta in una raccolta di racconti fantastici dal titolo Libro dei fantasmi: era la storia di un giovane cacciatore, di nome Max, che stringe un patto con le forze del male, impersonate da Samiel, il “Cacciatore Nero”, e dal perfido Kaspar, al suo servizio, per ottenere delle pallottole fatate che gli consentano di vincere nella gara di tiro il cui premio è la mano della bella Agata, la fanciulla di cui è innamorato. Il compositore ne rimase entusiasta e pensò subito di ricavarne un'opera lirica, ma dovette rinunciare per dedicarsi ad altri progetti. Il franco cacciatore rimase nel cassetto per sette anni, finché Weber non chiese al suo amico e scrittore Friedrich Kind di trasformare il racconto in un libretto d'opera. Il lavoro andò in scena per la prima volta al Teatro Reale di Berlino nel 1821. Fu un successo straordinario. Prima che s'apra il sipario e la storia abbia inizio ascoltiamo la celebre ouverture (la trovate su YouTube all'indirizzo <a href="https://www.youtube.com/watch?v=3Tiuyq-PM9o" target="_blank" class="imCssLink">https://www.youtube.com/watch?v=3Tiuyq-PM9o</a>) in cui Weber ha inserito alcune importanti melodie che ascolteremo nel corso dell'opera. Buio e silenzio in sala! Dalla buca dell'orchestra affiora la voce misteriosa degli archi (violini, viole, violoncelli e contrabbassi) e dei legni (oboi, clarinetti e fagotti) che per due volte attacca pianissimo, cresce sempre più fino a raggiungere il “forte” e resta sospesa come un grande punto di domanda. Le rispondono i violini con un suono flebile che subito si spegne nel silenzio. Non so voi, ma io questo inizio lo trovo decisamente inquietante. Notate le lunghe pause, come sono cariche di tensione. Qualcosa di misterioso e agghiacciante si annida nella natura. Ma no, cosa vuoi che ci sia di terrificante nella grande foresta così familiare ai cacciatori! Sentiamo ora in lontananza il loro richiamo sul “tappeto” morbido e cullante dei violini: com'è solenne, calma e rassicurante la melodia eseguita dai corni! Se non fosse che. Ben presto l'atmosfera cambia di colpo: il tremolo sinistro dei violini e delle viole scandito dai rintocchi dei timpani e dai pizzicati dei contrabbassi, la melodia discendente dei violoncelli e il minaccioso crescendo non annunciano niente di buono. Sono le forze malvagie dell'aldilà; è Samiel, il Cacciatore Nero. Un brivido mi corre lungo la schiena. E voi, non avvertite niente? Prestate molta attenzione a questo passaggio perché lo riascolteremo ogni volta che apparirà quell'orripilante fantasma. Ancora un momento di angoscioso silenzio, ed ecco che il tempo diventa più veloce e agitato. Sentite il movimento ondeggiante e sincopato degli archi e subito dopo la melodia inquieta del clarinetto: per due volte sembra impennarsi quasi come un lamento (o come il verso di un uccello notturno) mentre in sottofondo udiamo la voce infernale dei tromboni. Poi tutta l'orchestra esplode in un “fortissimo” simile a un uragano! Sono le forze tentatrici del male, nelle cui spire il povero Max si ritroverà intrappolato per amore di Agata. Riascolteremo questa musica impetuosa e terribile nella scena della “Gola del Lupo”, quando Kaspar e Max invocheranno Samiel e fonderanno i proiettili magici. Ed eccola, la bella e soave fanciulla: ci pare di “riconoscerla” non appena i violini e i clarinetti (a cui poi si unirà anche il flauto) intonano una melodia dolcissima e ardente che giunge come un raggio di speranza e di amore. Anche questa melodia tornerà più volte nel corso dell'opera: la ritroveremo nella bellissima “aria” di Agata e nel coro conclusivo. Nel seguito dell'ouverture i temi cupi e spaventosi legati alle “potenze oscure” e quello luminoso e sereno della fanciulla amata ingaggiano una drammatica lotta. Magia della grande musica: Max non è ancora entrato in scena ma già possiamo “vedere” la tempesta che si agita nel suo cuore, combattuto tra le tentazioni del diabolico Kaspar e il richiamo dell'innocenza e della purezza di Agata. Al termine del brano, quando la melodia di quest'ultima è cantata dall'intera orchestra in tono quasi trionfale, non abbiamo dubbi: il bene vincerà sul male. Che l'opera abbia inizio. Su il sipario! </div><div><br></div><div><span class="fs16"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.Vwf586SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Domenico Andriani</a></b></span></div><div><span class="fs16"><b>Musicologo</b></span><br></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div><div>Copyright Immagine: https://it.pinterest.com</div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 12:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[STRESS A SCUOLA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_992j8fev"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Stress-psicofisico-Provvedimenti-e-cause.webp"  title="" alt="" width="378" height="504" /><br></div><div><br> Chi di voi non è stato colto da smarrimento alla vista di un insegnante che usa violenza nei confronti del suo alunno?<br>Dall'esperienza personale maturata, in anni recenti, nell'ambito di situazioni vissute nella scuola primaria, ho riscontrato che il corpo docente dovrebbe appartenere a pieno titolo a quella categoria di lavoratori il cui indice di <b>fattore stressogeno</b> non va assolutamente sottovalutato.<br> Pubblicazioni comparative affermano circa i rischi che i docenti possano ammalarsi o soffrire di patologie psichiatriche, più di tre volte quello di un lavoratore manuale e questo perché la categoria degli insegnanti é sottoposta a numerosi stress di tipo professionale, tra i quali si annoverano: l'introduzione dell'informatica e quindi di internet, la costante necessità di tenersi &nbsp;aggiornati utilizzando le ore pomeridiane, l'aumento di situazioni &nbsp;problematiche nelle famiglie dei propri alunni o ancora l'allungamento della vita lavorativa che espone il docente ad un maggiore affaticamento psicofisico soprattutto negli ultimi anni della sua <b>carriera</b>.<br> Le evidenze dell'aumento di condizioni stressanti nella &nbsp;scuola provengono sia dalla ricerca internazionale sia da quella italiana. Infatti, in Francia si sta registrando un incremento di suicidi da parte dei docenti, mentre quelli della vicina Germania richiedono in anticipo la pensione per malattie psicofisiche. <br> E in Italia? La situazione non é migliore! In un recente studio condotto su un campione non rappresentativo di 2186 docenti, é stato dimostrato che &nbsp;il 71% dichiara che nella propria vita prevale lo stress professionale. <br>Nonostante i dati siano sconcertanti, lo stress lavoro maturato nelle situazioni scolastiche é un fenomeno sottovalutato e non seriamente considerato.<br> Andrebbero intraprese azioni a livello individuale supportate da <b>figure professionali specialistiche</b> di tipo psicologico tali da aiutare il soggetto a reimpostare la propria attività &nbsp;professionale. <br> I dirigenti delle scuole, in cui vi é la fortuna di poter contare sulla collaborazione di uno psicologo, dovrebbero puntare sulla prevenzione del disagio del proprio personale cosi come sulla programmazione d'interventi specifici per le risoluzioni dei disagi riscontrati dal professionista.<br> Lo psicologo, ormai da qualche anno reinserito nei contesti scolastici, attraverso specifici bandi &nbsp;finanziati dalla Regione, nella programmazione delle attività potrebbe inserire percorsi specifici atti a promuovere e sostenere l’ambiente lavorativo, in modo da ottenere un clima lavorativo sempre più positivo, adeguato ed efficace.<br> L’augurio è che un numero sempre maggiore di organizzazioni lavorative consideri le azioni volte alla promozione del benessere dei propri dipendenti sempre un investimento e non solo un costo. <br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.VxN-3o9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Annalisa Cagia</a><br> Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale Psicologo clinico</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Copyright Immagine: www.pangeaconsulenze.com</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 12:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BIAGIO E LE RANE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xtxa6c34"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Biagio-e-le-rane-Gratitudine-e-serenita.webp"  title="" alt="" width="476" height="355" /><br> <br> Cari ragazzi, rieccomi qua con una nuova storia.<br> Come tutte le mattine Biagio faceva la solita passeggiata per riordinare le sue idee.<br> Ad un tratto sentì una voce che chiedeva aiuto: "Aiuto! Vi prego, aiutatemi, salvate le mie piccole figlie, aiuto!<br> Biagio si girò e vide nell'erba una piccola rana verde che piangeva a dirotto.<br> Le si avvicinò, la sollevò da terra e la appoggiò su un ramo del grande albero di fico che era lì vicino.<br>La rana smise di piangere e pregò Biagio di aiutarla a salvare le sue amate figlie che si chiamavano Luisa, Tania e Marta che erano prigioniere del grosso e cattivo rospo Daniele.<br> Le aveva catturate mentre loro erano nello stagno e lei non aveva potuto far niente per salvarle.<br>La rana che si chiamava Pia, ricominciò a piangere e fu allora che Biagio le rispose: "non ti preoccupare: alle tue figlie ci penso io".<br> Lasciò Pia e di corsa andò a casa del rospo Daniele che beatamente dormiva.<br>"Vieni fuori, se hai coraggio!" Il rospo Daniele, a quelle parole si &nbsp;svegliò, e uscì pronto a dare battaglia, ma non appena vide la mole del cane Biagio.<br> "Buongiorno amico! Perché mi cerchi? Hai bisogno di qualcosa? Dimmi tutto."<br> Biagio gli si avvicinò e gli mise la sua grossa zampa addosso.<br>Il rospo Daniele a stento riusciva a respirare e, quando Biagio gli disse di liberare le piccole rane, lui lo fece subito e poi scappò il più lontano possibile.<br> Le <b>piccole rane felici</b> tornarono dalla loro mamma e tutte in coro ringraziarono Biagio.<br> Cari ragazzi, da quel giorno, del rospo Daniele, non si ebbero più notizie.<br>La rana Pia ringraziò Biagio: "Grazie, senza di te le mie figlie sarebbero morte", così Pia disse a Biagio e felice abbracciò le sue piccole rane.<br> Biagio la guardò e scodinzolando andò via dicendo: "Queste mamme"<br> Tanti, tanti baci dalla vostra nonna Gina.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Maria Gabriella Finizio</a></b><br><br><div> <a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 12:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA “MEDICINA DI GENERE”: IL PUNTO DI VISTA DEL GINECOLOGO]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_mtpew024"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Ginecologia-Biologia-e-genere-.webp"  title="" alt="" width="431" height="216" /><br></div><div><br></div><div>Con il termine di “medicina di genere” si intende la distinzione in ambito medico, delle ricerche e delle cure in base al genere di appartenenza, non solo dal punto di vista anatomico, ma anche secondo differenze biologiche funzionali, psicologiche e culturali. A differenza del “sesso” che sottolinea solo la caratterizzazione biologica dell’individuo, &nbsp;il termine “genere” (gender) infatti intende le categoria “uomo” e “donna” non solo in base a <b>differenze biologiche</b>, ma anche secondo fattori ambientali, sociali e culturali. &nbsp;Le molte iniziative che si stanno realizzando nell’ambito della medicina di genere dimostrano l’attualità del tema e la necessità di interventi costruttivi per ridurre le disuguaglianze di genere nell’approccio a patologie comuni ai due sessi e il carico economico che ne deriva sulla società. Nei principali congressi scientifici, si sottolinea che la medicina di genere non è una nuova specialità medica, ma è trasversale a tutte le specialità. <span class="fs12">È</span><span class="fs12"> stato inoltre evidenziato che vi sono delle differenze di genere nelle patologie, che vanno affrontate in modo razionale e scientifico. Appare quindi fondamentale l’apporto di tutte le specialità, ma anche il ruolo del ginecologo come “medico della donna” per antonomasia, che cura la donna in tutte le fasi della vita, dall’adolescenza alla maternità, fin dopo l’età fertile (la menopausa). Uno specialista che ha la possibilità di valutare altre patologie e indirizzare verso un’assistenza appropriata. I ginecologi possono e devono rappresentare il motore per <b>accrescere la sensibilità</b> del mondo scientifico su questo tema. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.Vv4_sKSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Carlo Avantario</a></b></div><div><b>Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia</b> </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>": </div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 11:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[DIO SCEGLIE UNA MAMMA PER UN BAMBINO DISABILE]]></title>
			<author><![CDATA[Valeria De Simola]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_020h2a6x"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Mamme-e-disabili-Cura-e-amore.webp"  title="" alt="" width="423" height="248" /><br><br> Ogni mamma è un <b>essere speciale</b>, ad ogni mamma viene affidato un figlio che con infinito amore accudirà.<br> Un giorno ho ricevuto in dono questa lettera che narra la storia di una scelta.<br> <br> La maggior parte delle donne diventano madri accidentalmente, altre per scelta.<br> Quest'anno, quasi 100.000 donne diventeranno madri di bambini disabili.<br> Vi siete mai chiesti come vengono scelte le madri di questi bambini?<br> &nbsp;In qualche modo, visualizzo Dio sospeso sopra la terra che seleziona i &nbsp;suoi strumenti per diffusione con grande cura e deliberazione.<br> Egli &nbsp;osserva e istruisce i suoi angeli ad annotare in un registro &nbsp;gigante: "Paolo e Chiara, un figlio santo patrono Matteo"; &nbsp;"Luca, &nbsp;Stefania, una figlia, santa patrona Cecilia". Poi passa un nome ad un &nbsp;angelo, sorride e dice: "darò a questa donna un figlio disabile".<br> L'angelo è curioso: "perché fai questo Dio? Lei è così felice!"<br> "Esattamente!", risponde Dio, "potrei dare a una madre che non conosce gioia, un bambino disabile? Sarebbe crudele".<br> "Ma ha pazienza?", domanda l'angelo.<br> &nbsp;"Non voglio che lei abbia troppa pazienza, altrimenti affogherà in un &nbsp;mare di autocommiserazione e disperazione; una volta passato lo shock e i &nbsp;risentimenti saranno scivolati via, lei si rimboccherà le maniche. L'ho &nbsp;guardata, oggi. Ha quel sentimento di fierezza e indipendenza, dovrà &nbsp;insegnare al suo bambino a vivere nel suo mondo e non sarà facile".<br> "Ma Dio, io penso che lei non ti crederà più!".<br> Dio sorrise: "non importa, io posso sopportarlo. Sì, sì questa è perfetta. Lei ha abbastanza egoismo".<br> L'angelo boccheggia: "Egoismo? E cos'è, una virtù?".<br> Dio accenna col capo. <br> &nbsp;"Se lei non può separarsi dal suo bambino di quando in quando, non &nbsp;sopravviverà mai. Sì, benedirò quella donna con un bambino meno &nbsp;perfetto. Lei non lo comprende ancora, ma sarà invidiata. Non darà mai &nbsp;per scontata una parola detta, non considererà mai un passo, ordinario. &nbsp;Quando il suo bambino la chiamerà per la prima volta mamma, sarà davanti &nbsp;ad un miracolo e saprà riconoscerlo! Quando descriverà un albero o un &nbsp;tramonto al suo bambino cieco, lo vedrà come poche persone hanno mai &nbsp;visto le mie creazioni. Le permetterò di vedere chiaramente le cose che &nbsp;vedo io: ignoranza, crudeltà, pregiudizi e le permetterò di essere <b>al di &nbsp;sopra</b> di loro. Non sarà mai sola. Sarò al suo fianco ogni minuto di &nbsp;ogni giorno della sua vita, perché lei sta facendo il mio lavoro, come è &nbsp;certo che lei è qui al mio fianco".<br> "E qual è il suo Santo patrono?", domanda l'angelo.<br> Dio sorrise."Uno specchio basterà".<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-amore-che-va-oltre.html#.VzHcLI9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Valeria De Simola</a></b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 11:25:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?dio-sceglie-una-mamma-per-un-bambino-disabile</link>
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			<title><![CDATA[“PERCHÉ CONCEDERSI IL DIRITTO DI FARSI DEL MALE?”]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4lksjw3w"><div></div><div></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Adolescenza-Sostanze-e-rischi.webp"  title="" alt="" width="406" height="266" /><br><br> “Scegliete la vita,<br> scegliete un lavoro,<br> scegliete una carriera,<br> scegliete una famiglia,<br> scegliete il futuro,<br> scegliete …<br> … la vita”.<br> (Irvine Welsh, <span class="fs16">“</span><span class="fs16">Trainspotting</span><span class="fs16">”</span><span class="fs16">)</span></div><div> <br> &nbsp;La prima ad aver affrontare il fenomeno della tossicodipendenza è stata &nbsp;la medicina, in particolare la sua branca specialistica: la &nbsp;psichiatria, che si occupa della cura e della riabilitazione dei &nbsp;disturbi mentali, poiché si associò la figura del tossicodipendente a &nbsp;quella del malato psichiatrico per il percorso da seguire, testimone il &nbsp;libro: <span class="fs16">“</span><span class="fs16">La doppia faccia della doppia diagnosi”, testo che riassume gli &nbsp;studi effettuati a partire dalla fine degli anni </span><span class="fs16">’</span><span class="fs16">80 e l’inizio dei ’90, &nbsp;dai quali emerge come la “Dual Diagnosis” sia strettamente connessa al &nbsp;problema della tossicodipendenza, cioè come nella stessa persona conviva &nbsp;un <b>comportamento tossicomane</b> assieme ad una sintomatologia &nbsp;psichiatrica.</span></div><div>Solo in seguito, ad occuparsi dello stesso furono le &nbsp;scienze sociali quali la psicologia, la psicanalisi e la sociologia; tra &nbsp;i vari studiosi che si sono dedicati alla problematica di rilievo &nbsp;sociale ne citiamo alcuni: Luigi Cancrini, noto psichiatra e &nbsp;psicoterapeuta di formazione psicoanalitica, il quale nel: “Il vaso di &nbsp;Pandora”. <span class="fs16">“</span><span class="fs16">Manuale di psichiatria e psicopatologia”, ha approfondito il &nbsp;tema della tossicodipendenza giungendo ad una netta classificazione in &nbsp;quattro categorie degli assuntori di sostanze psicotrope, basata sul &nbsp;coinvolgimento dell’individuo; ricordiamo David Ausubel &nbsp;con la sua &nbsp;teoria della </span><span class="fs16">“</span><span class="fs16">Personalità predisposta all’abuso ed alla dipendenza” ed &nbsp;il sociologo statunitense Robert C. Merton, che attribuisce un &nbsp;comportamento deviante, &nbsp;nascente da un graduale distacco dagli <b>schemi &nbsp;sociali abituali</b>, a chi fa uso di droga.</span></div><div> &nbsp;<br> Quando parliamo di &nbsp;droga parliamo del <span class="fs16">“</span><span class="fs16">diritto di farsi del male”, sebbene sia opposto al &nbsp;principio stesso di vita, l’individualismo più estremo lo giustifica &nbsp;poiché vede l’individuo come il primo responsabile della propria vita, &nbsp;libero di scegliere cosa fare della stessa, quindi anche decidere di &nbsp;autodistruggersi; contrariamente nell’ottica di uno stato sociale, &nbsp;ognuno, nessuno escluso, è parte integrante dello stato e, quindi, come &nbsp;ben ha definito tempo fa, John Donne: </span><span class="fs16">“</span><span class="fs16">Nessuno uomo è un'isola in sé e &nbsp;quello che succede a uno coinvolge anche altri”.</span><br></div><div> <br> Dobbiamo &nbsp;precisare che ci si avvicina alla droga leggera o pesante che sia, &nbsp;soprattutto in età adolescenziale, periodo in cui si forma la &nbsp;personalità e molti giovani, questo passaggio obbligatorio, lo vivono &nbsp;non solo singolarmente ma in stretto rapporto con gli altri coetanei, da &nbsp;questo nasce quel bisogno di essere accettati, di sentirsi parte di un &nbsp;gruppo di amici anche omologandosi, assumendo spesso anche atteggiamenti &nbsp;sbagliati; statisticamente è proprio tra coetanei che si fumano le &nbsp;prime sigarette, che si trascorrono serate all’insegna dello svago nei &nbsp;locali, tutto per non essere isolati dal gruppo. <br> Adolescenti &nbsp;quindi, che nella maggior parte dei casi, si fanno coinvolgere da &nbsp;<b>coetanei</b> che invece si ritrovano in un contesto familiare predisposto &nbsp;alla presenza di droga. <br> <br> Come apprendiamo dalla lettura di &nbsp;quotidiani, dai telegiornali e da internet sono però numerosi anche i &nbsp;casi di tossicodipendenza in nuclei familiari che apparentemente &nbsp;sembrano non avere questa predisposizione alla droga; come spiegare &nbsp;questo controsenso? Spesso ci sono dinamiche familiari che possono &nbsp;provocare disagio ad uno o più componenti, ad esempio nel confronto con &nbsp;un adulto autorevole, o in un contesto in cui non vige serenità nei &nbsp;rapporti, sono potenziali cause che spingono l’adolescente a ricorrere &nbsp;alla sostanza, al fine di compensare queste problematiche; questo &nbsp;dimostra come dipende sostanzialmente dal modo di affrontare a vita &nbsp;perché ci sono soggetti che pur avendo vissuto in certi contesti, sono &nbsp;riusciti a non farsi coinvolgere dal mondo della droga.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-nel-sociale-per-comprenderne-l-essenza.html#.Vv5-IaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Patrizia di Lernia</a></b></div><div><b>Assistente Sociale - Operatrice di Terapia e attività assistita dagli animali</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> e lasciateci i vostri commenti/suggerimenti<br><br> Copyright Immagine: http://www.lavitaoggi.com/<wbr>wp-content/uploads/2013/04/<wbr>9049Marijuana-e-Giovani-2.j<wbr>pg</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 11:13:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[LA QUALITÀ NUTRIZIONALE DEL CELIACO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Lucia Palmieri]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_431402sm"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Celiachia-Alimentazione-corretta.webp"  title="" alt="" width="575" height="575" /><br></div><div><br></div><div>La celiachia è una enteropatia autoimmune sistemica che si verifica in soggetti geneticamente predisposti. Negli ultimi anni si è verificato un aumento del numero dei casi di <b>celiachia</b> e nei prossimi anni il numero è destinato ancora ad aumentare. Lo studio dei meccanismi alla base della patologia ha evidenziato che nei pazienti si ha un'alterata risposta del sistema immunitario alla gliadina, la principale frazione proteica del glutine, presente in molti cereali. A tutt'oggi l'unica terapia possibile dopo la diagnosi è la dieta “gluten-free”. Ma cerchiamo in questa serie di articoli di valutare nuove proposte laimentari apparse di recente sul mercato e contenenti tra gli ingredienti alcuni cereali minori (fonio, teff, panico, chia) e gli <b>pseudo-cereali</b> (grano saraceno, quinoa, amaranto). Questo interesse risulta essere particolarmente vantaggioso in quanto recenti ricerche hanno evidenziato che queste materie prime contengono proteine in quantità maggiore rispetto ai cereali più noti, e contengono fitonutrienti come i pollifenoli pertanto il loro impiego può contribuire a prevenire alcune carenze nutrizionali associate alla celiachia. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b>Dr.ssa Lucia Palmieri </b></div><div><b>Biologa Nutrizionista Specialista in Scienza dell'Alimentazione Coordinatrice Scientifica SEAM</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 Jun 2016 16:52:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-qualita-nutrizionale-del-celiaco</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA["ILLEGITTIMO ALLONTANAMENTO DEL MINORE DAL NUCLEO FAMILIARE: RISPONDE (ANCHE) IL COMUNE"]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1hd5469i"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Ilazione-di-maltrattamenti-Bambini-non-tutelati.webp"  title="" alt="" width="345" height="519" /><br></div><div><br></div>“Nell'ipotesi in cui, su segnalazione di un insegnante, e, successivamente, dei Servizi sociali, il Comune disponga l'allontanamento di un minore dal nucleo familiare sulla base del sospetto - poi rivelatosi del tutto infondato - che il minore stesso sia &nbsp;stato oggetto di molestie sessuali da parte del genitore, è da ritenersi che il Comune da cui dipendono i Servizi sociali risponda per <b>danno ingiusto</b> ex art. 2049 c.c. - sia nei confronti del &nbsp;minore, sia nei confronti del resto del nucleo familiare la cui esistenza sia stata sconvolta dalla vicenda - non solo e non tanto per l'adozione, sulla base di insufficienti presupposti, di un provvedimento radicalmente incisivo sulla sfera dei terzi, ma anche e soprattutto per la successiva adozione, da parte di suoi dipendenti, di ulteriori condotte commissive ed <b>omissive gravemente colpose</b> e lesive del diritto alla integrità e serenità del nucleo familiare, come il reiterato rifiuto di consentire ai genitori del minore l'incontro con quest'ultimo &nbsp;anche in situazione protetta, nonostante il diverso contenuto di un &nbsp;provvedimento del Trib. dei minori”<br> <br> (Trib. Monza, 25 giugno 2007, GM, 2008, 4, 1017).<br> <br><b>Avv. Luca Volpe</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br> <br> Chiedi all'avvocato di "<a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a>"<br><br></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 Jun 2016 16:51:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-illegittimo-allontanamento-del-minore-dal-nucleo-familiare--risponde--anche--il-comune-</link>
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			<title><![CDATA[TORNARE ALL'UNITÀ]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6cg85n2o"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Unita-Sintonia-tra-persone.webp"  title="" alt="" width="462" height="451" /><br><br>Alle origini, la filosofia nacque come indagine della natura, ossia i primi filosofi si occuparono di quella che possiamo ritenere oggi la <b>filosofia naturale</b>. Si osservava la natura per ritrovare in essa leggi &nbsp;armoniche che spiegassero la ciclicità delle stagioni, i fenomeni atmosferici. Dunque i filosofi che si occuparono di questo tipo di filosofia nell'antichità erano gli scienziati dell'universo.<br>Comprendere comunque queste leggi era importantissimo poiché comprendere l'ordine celeste rappresentava l'unico modo per comprendere l'uomo.<br> Costruire l'armonia interna all'individuo era possibile solo a condizione di conoscere l'armonia dell'universo e a questa ispirarsi mettendosi in sintonia.<br> Dunque, comprendere il macrocosmo per comprendere il microcosmo.<br>Quali erano i sapienti che studiavano queste discipline nell'antichità? Senz'altro i filosofi, i quali erano astronomi, matematici, pedagogisti, sociologi.<br> Infatti la divisione di tutte queste discipline non apparteneva all'antichità, bensì &nbsp;è una nostra errata, a mio parere, invenzione.<br>I Filosofi a loro volta attingevano le modalità di approccio alla conoscenza dalla tradizione dei Magi.<br>Siamo abituati a sentir parlare dei Magi solo nella cultura cristiano cattolica, in realtà &nbsp;erano i rappresentanti di culture più antiche &nbsp;come quelle orientali.<br> In scritti di Aristotele, di Seneca e Platone si fa riferimento a questi coltissimi astronomi il che ci dice che quasi certamente esisteva una tradizione sulla quale si è poi fissata quella nuova indagine filosofica. Certamente non è stato l'unico modo di pensare il mondo anzi da questa attenta analisi del passato si &nbsp;evince che esistono due modi di interpretare e di pensare: quello detto <b>OLISTICO</b> e quello detto <b>RIDUZIONISTICO</b>. <br> Il primo ci dice che non esistono dualità opposti, contrari, bensì l'uomo è tutto e uno. Il secondo parcellizza la realtà, &nbsp;l'uomo e le sue interpretazioni e crea dualismo. Ma dove andiamo a separare, noi creiamo opposti.<br> Forse attualmente si sta cercando di tornar ad una visione olistica del mondo e dell'uomo e in diversi campi si cerca di osservare l'intero e non il particolare, si cerca di guardare senza dualismi è il caso della medicina che ormai cerca di non guardare più soltanto alla malattia ma all'individuo nella sua totalità.<br> <br><span class="fs16">È</span> il caso di tornare all'unità? VE LO STO DOMANDANDO.<br> <br><b>Prof.ssa Elena Ventura</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br><br></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 Jun 2016 16:33:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?tornare-all-unita</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[EDUCAZIONE SENSORIALE]]></title>
			<author><![CDATA[Maestra Valeria]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_x0k07jm4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Metodi-didattici-Imparare-con-interesse-.webp"  title="" alt="" width="463" height="232" /><br></div><div><br></div><div>Per Maria Montessori, l’educazione dei sensi è fondamentale nella preparazione di tutte le attività intellettuali. “Tutta l’educazione del bambino della prima infanzia deve essere informata a questo principio: aiutare il naturale <b>sviluppo del bambino</b>”. Tale principio si sviluppa all’interno di una educazione di sensi che va effettuata in questa specifica fascia di età e che interessi il bambino in maniera naturale con un esercizio costante nell’osservazione della realtà, preparando la base per una mentalità positiva che porterà il bambino ad adattarsi facilmente all’ambiente della società e, dunque, lo prepara direttamente alla vita pratica. Attraverso l’educazione dei sensi proposta da Maria Montessori, è possibile creare le basi per lo sviluppo dell’intelligenza. Nella fattispecie tale sviluppo avverrebbe attraverso il contatto e l’<b>esplorazione dell’ambiente</b> stabiliti per mezzo dei sensi e del movimento. &nbsp;I bambini di due anni e mezzo e tre anni hanno già accumulato e assorbito una quantità di impressioni ancora confuse, per cui diviene necessario creare ordine e chiarezza grazie ad una esatta guida scientifica con specifica dotazione strumentale ed esercizi eseguiti con quest’ultima. &nbsp;Il materiale di sviluppo è stato accuratamente selezionato nel corso del tempo, facendo riferimento al materiale utilizzato da Itard e Séguin, o usato in psicologia sperimentale. Colore, dimensione, forme e tutte le loro qualità furono sperimentalmente stabilite. &nbsp;Il materiale sensoriale è costituito da un sistema di oggetti raggruppati secondo una determinata qualità fisica come: il colore, la forma, la dimensione, il suono, lo stato di ruvidezza, il peso, la temperatura. &nbsp;Ogni gruppo possiede la stessa qualità, ma in gradi differenti con una variazione regolare e matematicamente stabilita. Ognuno di tali oggetti sarà scelto in base al grado di interesse che suscita nel bambino e ogni gruppo di oggetti presenta una gradazione con agli estremi il “massimo” e il “minimo” che evidenziano il contrasto e dunque suscitano <b>interesse</b> nel bambino. </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/cooperativa-prometeo.html" target="_blank" class="imCssLink">Maestra Valeria Kindergarten Dragonetti-Montessori </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all’insegnante di “<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>”</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 18 Jun 2016 11:04:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?educazione-sensoriale</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[LA DEGLUTIZIONE ATIPICA]]></title>
			<author><![CDATA[Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_09p162h9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Deglutizione-Anomalie-e-cause.webp"  title="" alt="" width="413" height="256" /><br></div><div><br> Nel corso del tempo i bambini modificano il modo di deglutire in base al tipo di alimentazione e al modo di nutrirsi.<br><div>Il lattante assume cibo liquido attraverso il seno o la tettarella del biberon, sporge lievemente la lingua tra le gengive ancora prive di denti e stringe le labbra per creare all'interno della bocca una pressione negativa che gli permette di ingoiare. La tettarella è appoggiata sulla lingua che compie un movimento in avanti per agevolare la deglutizione (<b>deglutizione infantile</b>).</div><div><br></div><div>Il bambino più grande assume cibi solidi dopo aver masticato chiude la bocca (labbra e denti); la parte anteriore della lingua si poggia alla porzione anteriore del &nbsp;palato, dove si trova un piccolo inspessimento chiamato "papilla palatina"; la parte centrale della lingua si solleva e crea un movimento di spinta anteroposteriore che consente la deglutizione del bolo (deglutizione adulta).</div> La trasformazione della deglutizione da &nbsp;"infantile" a "adulta" avviene normalmente nel corso della seconda &nbsp;infanzia, in genere entro i sette anni &nbsp;ma può &nbsp;accadere che i bambini &nbsp;&nbsp;mantengano &nbsp;la deglutizione infantile oltre il periodo considerato &nbsp;normale, si parla quindi di deglutizione atipica o deviata.<br> Durante &nbsp;la giornata, vengono compiuti, per deglutire la saliva e i cibi, &nbsp;migliaia di atti deglutitori e un cattivo appoggio della lingua contro o &nbsp;tra i denti &nbsp;opera come una forza distruttiva delle <b>arcate dentali</b>.<br> &nbsp;Spesso le cause sono il protrarsi dell'uso del biberon o del ciuccio, &nbsp;il succhiamento del pollice o le affezioni del cavo orale che portano il &nbsp;bambino a stare e/o respirare con la bocca aperta. La respirazione &nbsp;orale protratta nel tempo e la spinta in avanti della lingua possono &nbsp;portare importanti modificazioni dello sviluppo del palato, delle arcate &nbsp;dentarie e della posizione dei denti. Anche la pronuncia di alcuni &nbsp;fonemi può essere influenzata da una deglutizione atipica, in quanto la &nbsp;lingua si interpone tra i denti durante la loro pronuncia.<br> La &nbsp;deglutizione avviene in modo del tutto inconsapevole, ma può in &nbsp;qualsiasi momento diventare consapevole e volontaria. La <b>rieducazione &nbsp;Logopedica</b> &nbsp;avviene modificando in modo consapevole i movimenti dei &nbsp;muscoli preposti e allenandoli per diventare automatici e inconsci.<br> &nbsp;Prima di iniziare un lavoro di riabilitazione è necessario però &nbsp;rimuovere le cause (abitudini viziate) che hanno impedito la &nbsp;trasformazione della deglutizione da "infantile" a "adulta".<br> Se il paziente è costante nella terapia, in due o tre mesi, la deglutizione sarà corretta.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.VxEn0I9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Anna Sofia Piras</a></b></div><div><b>Logopedista</b><br><br></div><div> <a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/logopedistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 18 Jun 2016 10:50:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-deglutizione-atipica</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IMMOBILITÀ VOLONTARIA DEL CORPO]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ry824e99"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Rilassamento-energetico-Corpo-immobile.webp"  title="" alt="" width="453" height="405" /><br><br> Ogni tanto bisogna isolarsi nel silenzio totale, <br> per fortificare la capacità di sentire.<br> Il “non movimento” è un movimento?<br> Salute a voi!<br> <br> Oggi discutiamo del “non movimento”, ossia dell’immobilità volontaria del corpo.<br> Non stiamo parlando di sedentarietà, di pigrizia o di apatia stiamo parlando di immobilità cosciente del corpo.<br> <br> &nbsp;Entrate in qualsiasi ambiente pieno di gente, notate come molti si &nbsp;muovono anche quando non è necessario, guardano con nervosismo e con &nbsp;insistenza l’orario o il cellulare, nonostante non sia urgente per loro.<br> &nbsp;Oppure in una sala d’aspetto c’è chi cammina avanti e indietro o chi si &nbsp;fa controllare da “Tic nervosi” come battere ripetutamente il tallone &nbsp;contro il pavimento, mangiarsi le unghie, ecc…<br> <br> La più difficile forma di movimento è il “non movimento”. <br> Si, sembra un controsenso ma è proprio così. <br> Ovviamente le 2 cose devono essere sempre in <b>equilibrio</b>!<br> Per i soggetti iperattivi può essere difficile non muoversi, così come per un “pigro” può essere difficoltoso muoversi.<br> &nbsp;Al cultore del “movimento” spetta approfondire entrambe le direzioni, &nbsp;sia quella dell’attività sia quella della “passività” (anche se nello &nbsp;stare fermi non c’è mai una completa passività, poiché tutto dentro di &nbsp;noi ancora si muove).<br> <br> Questa volta voglio proporvi un buon esercizio di raccoglimento delle energie!<br> Possiamo eseguirlo da seduti, da in piedi oppure da sdraiati.<br> Per i principianti è meglio cominciare da sdraiati.<br> &nbsp;Ci si deve stabilire un tempo, per esempio 10 minuti e mantenere il &nbsp;corpo <b>immobile</b>, ma <b>rilassato</b>. Nulla deve condizionarci a muoverlo.<br> Saremo abbastanza padroni delle nostre carni, da ordinare loro di restare immobili, ottenendo il risultato che speriamo?<br> <br> &nbsp;Se l’esercizio è riuscito possiamo decidere di aumentare il tempo a &nbsp;piacimento (per chi può permettersi di stare fermo senza gli affanni &nbsp;della routine).<br> Non ci si dovrebbe addormentare! Il “Non movimento” deve essere cosciente!<br> Se il corpo ogni tanto fa dei movimenti involontari, vuol dire che sta “Rompendo” le tensioni accumulate.<br> <br> &nbsp;Stando fermi ricarichiamo il nostro corpo, poiché le energie iniziano a &nbsp;muoversi verso l’interno e non verso l’esterno… ma ciò che porta &nbsp;davvero al successo è la consapevolezza di questo “Non movimento<span class="fs16">”</span><span class="fs16"> </span><span class="fs16"> Nulla &nbsp;deve smuoverci neppure il prurito!</span><br> <br> Per comprendere il veloce, occorre studiare il lento.<br> Per padroneggiare il movimento, occorre conoscere l’immobilità!<br> <br> Buon “Non movimento” e buon riposo!<br> Alla prossima!<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Suahìm AlKalema</a></b><div><div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div></div><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 18 Jun 2016 10:35:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?immobilita-volontaria-del-corpo</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IL PASSEROTTO E LA DOTTORESSA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xv0q6826"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Fantasia-Un-pettirosso-e-una-dottoressa.webp"  title="" alt="" width="415" height="553" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16">In una piccola città lontana lontana, sopra un grande albero di Pino, viveva una famiglia di <b>pettirossi</b>. Avevano una bella casetta immersa nel verde da cui si vedeva il mare e, sopratutto il porto con tante barche e motoscafi . La famiglia era composta da papà Achille, mamma Elena e cinque piccolini, tutti scuri con il becco rosso. I cinque fratellini andavano molto d'accordo e trascorrevano lunghe ore a volare per tutta la città, salutando tutti con il loro “cip cip” .</span> Erano felici e la sera prima che facesse buio erano sempre tutti nella loro casetta in cima al grande albero. Il più piccolo, Tobia, era sempre in ritardo e quasi sempre mamma Elena lo rimproverava e lui prometteva di non farlo più. Le giornate passavano: sempre uguali, sempre i soliti giochi, le solite cose, tutti i fratelli erano contenti, lui no! Un giorno Tobia, nel suo lungo vagabondare, si era fermato per riposarsi sulla finestra di uno studio medico e rimase molto colpito dai camici bianchi, dalle mascherine e sopratutto dalla giovane dottoressa: bionda con gli occhi azzurri e un caschetto di riccioli biondi e poi, le mani; Tobia era incantato per come muoveva le mani nella bocca dei pazienti, perché la bella dottoressa era un medico dentista e si chiamava Serena. Il pettirosso restava lì, sulla finestra a guardare tutto il giorno quello che succedeva dentro e poi, la sera, quando rientrava sul suo albero cominciava a <b>pensare e sognare</b>. Sognava di essere un infermiere e di lavorare insieme alla bionda dottoressa. Una mattina che Tobia, come al solito, era sul davanzale della finestra, vide nello studio, un bambino che piangeva, perché aveva paura del dentista. Si fece coraggio, bussò con il suo becco ai vetri e chiese di entrare! La dottoressa lo fece entrare, lui andò vicino al bambino e gli disse di non avere paura, perché lui gli sarebbe stato vicino e gli avrebbe tenuto la mano. Il bambino ancora piangendo, lo guardò e mise la sua manina sull'ala del pettirosso. Il bambino si tranquillizzò e sorrise. La dottoressa Serena ringraziò Tobia e gli dette un grande bacio sulla testina. Da quel giorno, Tobia, tutte le mattine, va nello studio medico, indossa il suo camice bianco, la sua mascherina e lavora vicino alla sua amica dottoressa, perché sono diventati grandi amici. Molti sono i bambini che vanno a farsi curare i denti da loro per vedere Tobia che è diventato bravo, quasi come la dottoressa. Cari bambini, la favola è terminata ma ricordatevi che: “Chi trova un amico, trova un tesoro e Tobia e tanti bambini hanno trovato un tesoro di dottoressa che si chiama "Serena". Buona lettura e un grandissimo bacio dalla vostra nonna Gina. </div><div><b><br></b></div><div><b>Maria Gabriella Finizio</b></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Jun 2016 18:30:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-passerotto-e-la-dottoressa</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[PIANO URBANO DI MOBILITÀ SOSTENIBILE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Donato Grande]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_168926ni"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Disabilita-Urbanistica-sostenibile.webp"  title="" alt="" width="462" height="308" /><br><br>Il <b>piano urbano di mobilità sostenibile</b> è un piano strategico, costruito su strumenti di pianificazione esistenti, che tiene conto dei principi di integrazione, partecipazione e valutazione per soddisfare i bisogni di mobilità attuali e futuri degli individui, al &nbsp;fine di migliorare la qualità della vita nelle città e nei loro quartieri.<br> <br> Le sue caratteristiche fondamentali sono: <br> - un approccio partecipativo che coinvolga cittadini e portatori d'interesse sin dall’inizio e lungo tutto il processo di pianificazione;<br> - un impegno solenne verso la sostenibilità per bilanciare sviluppo economico, equità sociale e qualità ambientale;<br> &nbsp;- un approccio integrato che tiene conto di strumenti e politiche dei &nbsp;diversi settori, livelli amministrativi e autorità limitrofe;<br> - visione e obiettivi chiari, focus su traguardi misurabili e parte di una strategia complessiva di sviluppo sostenibile;<br> - un’esame dei costi e dei benefici dei trasporti, che tenga conto dei più ampi costi e benefici sociali.<br> <br>Il PUMS ha l’obiettivo di garantire a tutti una <b>adeguata accessibilità</b> dei posti di lavoro e dei servizi; migliorare la sicurezza; ridurre &nbsp;l’inquinamento; aumentare l’efficienza dei mezzi di trasporto di persone e merci, ed infine, migliorare la qualità dell’ambiente urbano.<br> <br> I benefici di un piano urbanistico di mobilità sostenibile sono: <br>1. una migliore immagine della città: una città impegnata nella pianificazione della mobilità sostenibile è vista come una città &nbsp;innovativa a cui fare riferimento;<br> 2. una migliore qualità della vita: I PUMS significano pianificare per le persone e i luoghi piuttosto che per le auto e il traffico. Trasmettono un messaggio emozionale che si esprime, ad esempio, nell’obiettivo di innalzare la qualità degli spazi pubblici o di aumentare la sicurezza dei bambini;<br> 3. una migliore mobilità e accessibilità: &nbsp;Pianificare la mobilità &nbsp;concentrandosi sulle persone porta in definitiva a migliorare le condizioni di mobilità dei cittadini e a rendere più accessibili le aree &nbsp;urbane e i loro servizi;<br> 4. benefici per l’ambiente e la salute: migliorare la qualità dell’aria, ridurre le emissioni di rumore e mitigare i cambiamenti climatici significa ottenere benefici sulla salute e ridurre così i costi ad essa associati potenziale per una migliore soddisfazione degli individui;<br> 5. pianificare in modo sostenibile la mobilità urbana significa soddisfare una porzione più ampia di popolazione e rispondere in modo adeguato alle necessità delle diverse categorie di Decisioni supportate da cittadini e portatori &nbsp;d’interesse;<br> 6. pianificare per la gente implica il concetto di pianificare con la gente. Attraverso il coinvolgimento di cittadini e &nbsp;altri portatori d’interesse, le stesse decisioni in favore o contro &nbsp;determinate misure per la mobilità possono ottenere un significativo livello di “legittimazione pubblica”;<br> 7. efficace realizzazione &nbsp;degli obblighi di legge: Pianificare la mobilità urbana in modo &nbsp;sostenibile significa anche rispettare le norme ad esempio la Direttiva Europea sulla Qualità dell’Aria o i regolamenti sul livello di inquinamento acustico;<br> 8. città più competitive e accesso ai &nbsp;finanziamenti: I PUMS consentono di accedere a finanziamenti disponibili &nbsp;per soluzioni innovative garantendo un potenziale vantaggio sulle altre città che competono per l’attribuzione dei fondi pubblici;<br> 9. una nuova visione politica, un potenziale di integrazione: i PUMS offrono una visione strategica e di lungo periodo. Incoraggiano una cultura della pianificazione efficace, che integra settori e istituzioni così &nbsp;come città e quartieri.<br> <br> Sarebbe molto bello se anche la città Trani prendesse esempio dalle altre città d'Italia e dell' UE come Koprivnica (Croazia) Budapest (Ungheria) Odense (Danimarca), e realizzasse un PUMS. Essa otterrebbe sicuramente dei benefici in termini di accessibilità per disabili, incentivi europei, miglioramento della &nbsp;qualità di vita dei suoi abitanti, grazie ad una migliore fruizione dei servizi pubblici, ed infine un miglioramento dell'immagine di una città, che ahimè viene molto poco valorizzata.<br> <br><b> Dott. Donato Grande</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Jun 2016 18:29:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?piano-urbano-di-mobilita-sostenibile</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[ATROFIA VAGINALE (PRIMA PARTE)]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_kv3r1gjc"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Atrofia-vaginale-Sintomi-e-nozioni.webp"  title="" alt="" width="417" height="278" /><br><br> &nbsp;L’atrofia vaginale (AV) è una condizione cronica e progressiva che &nbsp;comprende una serie di sintomi uro-genitali, legati alla carenza &nbsp;estrogenica della menopausa e al fattore età.<br> Recentemente l’AV è stata rivisitata in un’ottica più ampia, &nbsp;per sottolineare il profondo impatto che essa esercita sulla sessualità &nbsp;della donna e della coppia. Il nuovo termine “sindrome genito-urinaria &nbsp;della menopausa” descrive l’eterogeneità della sintomatologia: non &nbsp;soltanto <b>secchezza vaginale</b>, dolore sessuale, bruciore, prurito, ma &nbsp;anche disuria, frequenza-urgenza della minzione, cistiti ricorrenti; &nbsp;inoltre sottolinea la comorbilità dell’AV con altri sintomi sessuali, &nbsp;quali il calo del desiderio sessuale, il deficit di eccitazione e la &nbsp;ridotta percezione orgasmica.<br> Implica poi l’evidenza che molte &nbsp;donne, anche non in menopausa, possano trovarsi in condizioni che &nbsp;favoriscono l’insorgenza di <b>sintomi genito-urinari</b>, come l’allattamento &nbsp;prolungato, l’uso di contraccettivi orali a basso dosaggio, il fumo, in &nbsp;conseguenza di uno stato di relativo ipoestrogenismo a livello dei &nbsp;tessuti genitali ed urinari.<br> Si calcola che circa una donna su due &nbsp;in post-menopausa riporti sintomi riconducibili all’AV e, con &nbsp;l’allungamento della vita media, un numero più elevato ne potrà soffrire &nbsp;in età geriatrica, anche quando l’attività sessuale non sarà &nbsp;prioritaria. Ancora troppe donne non riconoscono nell’AV la causa di &nbsp;molte problematiche urogenitali; fanno fatica a discutere con il proprio &nbsp;medico i disturbi della sfera dell’intimo e dunque ritardano a chiedere &nbsp;aiuto al ginecologo per la soluzione di queste problematiche in media &nbsp;di circa 3 anni dalla insorgenza dei sintomi.<br> <br><b> Dr. Carlo Avantario &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br> Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>":<br><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Jun 2016 18:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[INSEGNARE FILOSOFIA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_816ep3kl"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/L-insegnante-Insegnare-e-far-imparare.webp"  title="" alt="" width="429" height="429" /><br></div><div><br></div><div>La mia esperienza di docente quest’anno mi ha emozionata, nutrita, sfiancata, ammutolita, a tratti sorpresa, a volte demoralizzata. Insegnare Filosofia non è trasmettere contenuti, non è permettere o esercitare erudizione è qualcosa di più: è dare se stessi, è scoprirsi dell’involucro più esterno e lasciare esibire l’Anima è restare lì nuda a lasciarsi ispezionare, a lasciar emergere i più profondi meandri dell’anima ancora sento le voci dei miei alunni dirmi: ”Lei è diversa”. Ma perchè? Perchè dico loro che non possono identificarsi con &nbsp;il voto che ottengono dopo una verifica? O forse perchè dico che voglio <b>ascoltare</b> i loro pensieri? &nbsp;Perchè critico, in storia un’Europa lontana dalla gente? Perchè &nbsp;voglio solo sentire cosa loro sentono? Per dirla con Heidegger: “Insegnare è più difficile dell’imparare perché insegnare significa: far imparare. Perciò &nbsp;nel rapporto tra insegnante e allievo, quando è un vero rapporto, non entrano mai in gioco né l’autorità di chi sa molto, né l’influenza autoritaria di chi occupa una posizione ufficiale. Per questo diventare un insegnante rimane una cosa elevata ben diversa dall’essere un famoso docente” M.Heidegger, che cosa significa pensare? Allora, sì, io sono un insegnante in questo senso <span class="fs16">“</span><span class="fs16">mai l’autorità di chi sa molto, ma APERTURA (sempre parole sue) <b>accoglienza e dispiegamento</b> piano liscio e lineare dove l’animo altrui può sdraiarsi a rimirar le stelle”.</span><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 17:03:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?insegnare-filosofia</link>
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			<title><![CDATA[QUALE È CANE ADATTO ALLA PET-THERAPY?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_pgv7z0et"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Pet-Therapy-Miti-e-verita.webp"  title="" alt="" width="438" height="585" /><br></div><div><br>E.Trumler nel suo libro “Il cane preso sul serio”, scriveva: “Un cane &nbsp;adulto è il risultato dell’azione combinata e reciproca di &nbsp;predisposizioni innate e degli influssi ambientali che su tali doti si sono esercitati. Entrambi, predisposizioni innate e <b>influssi ambientali</b>, rivestono uguale importanza nel decretare il risultato finale. Il più bell’albero genealogico non serve a nulla se un cane ha vissuto la fase evolutiva giovanile sotto cattivi auspici e parimenti, se il cane è naturalmente poco dotato, si può fare ben poco, anche offrendogli le migliori condizioni di vita”.<br> <br> Quindi risulta chiaro che per delineare il “carattere” finale di un cane sia di estrema importanza avere, oltre alle caratteristiche attitudinali, anche un idoneo <b>percorso di crescita</b>. Sfatiamo il pregiudizio secondo cui un cane di razza può essere inserito in un programma di &nbsp;preparazione, avendo maggiori probabilità di trovare le caratteristiche &nbsp;attitudinali di base sulle quali poi andare a lavorare per mantenerle ed evolverle.<br> <br> In un cane non di razza – incrocio o meticcio che sia – avremo una miscellanea di caratteristiche derivanti dalle varie razze, delle quali non sapremo la maniera con la quale si svilupperanno, &nbsp;se non durante e dopo la sua crescita: in questo caso potremo soltanto intervenire sui fattori ambientali per limitare i comportamenti indesiderati e sviluppare quelli desiderati.<br> Partendo quindi da &nbsp;soggetti non aggressivi ed intervenendo con un corretto programma di &nbsp;preparazione, educazione e socializzazione, risulterà possibile sviluppare quelle caratteristiche volute a noi utili e precedentemente &nbsp;elencate.<br> <br> Prediligeremo quindi soggetti “gregari” ed ovviamente &nbsp;non potremo inserire nelle attività soggetti che, anche dopo un programma di preparazione, abbiano mantenuto caratteristiche di eccessiva reattività ed iperattività, che porterebbero ad avere reazioni &nbsp;estremamente imprevedibili a determinati stimoli, oppure, di contro, caratteristiche di estrema timidezza e diffidenza, che non permetterebbero un corretto e spontaneo <b>approccio sociale</b>.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-nel-sociale-per-comprenderne-l-essenza.html#.Vv5-IaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Patrizia di Lernia</a></b></div><div><b>Assistente Sociale - Operatrice di Terapia e attività assistita dagli animali</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Copyright Immagine:<br> http://<wbr>www.daidegasforum.com/<wbr>images/730/<wbr>cuccioli-bulldog-cubs-bimbo<wbr>-neonato.jpg www.tipresentoilcane.com</div><div><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 17:02:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?quale-e-cane-adatto-alla-pet-therapy-</link>
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			<title><![CDATA[DEPRESSIONE E INTERVENTO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_wg6n4v61"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Depressione-Paziente-e-soluzioni.webp"  title="" alt="" width="453" height="416" /><br></div><div><br> La depressione è riconoscibile da alcune caratteristiche fondamentali:<br> - umore depresso o tristezza eccessiva;<br> - irritabilità;<br> - perdita di peso;<br> - alterazione del sonno (sonno eccessivo, riduzione delle ore di sonno, peggioramento della qualità del sonno);<br> - <b>ritardo psicomotorio</b> o lentezza nel movimento fisico o, in qualche caso, agitazione fisica;<br> - affaticabilità o mancanza di energia;<br> - percezione d'inadeguatezza, di mancanza di valore personale o senso di colpa;<br> - difficoltà di pensiero, di concentrazione o nel prendere decisioni;<br> - lamentele somatiche (mal di pancia, mal di testa e così via);<br> - preoccupazioni relative alla morte <br> &nbsp;- nei bambini e nei ragazzi, ci può essere una variazione nel <b>peso &nbsp;corporeo</b> (aumento o diminuizione) o difficoltà a raggiungere il peso &nbsp;ottimale in base all'età e all'altezza.<br> <br> Non è necessario che siano presenti tutti &nbsp;questi sintomi per affermare che sussista uno stato depressivo significativo.<br> <br> &nbsp;Qualora il soggetto è consapevole di vivere un momento di forte disagio &nbsp;emotivo è indispensabile che ne parli con il proprio medico di famiglia &nbsp;e che quest'ultimo aiuti il paziente ad accettare un intervento di tipo &nbsp;psicologico-psicoterapeutico.<br> <br> Tra gli interventi più &nbsp;efficaci nella risoluzione di diverse problematiche emotive vi è la &nbsp;psicoterapia cognitivo-comportamentale.<wbr> &nbsp;Il terapeuta esperto è colui che mira alla risoluzione della &nbsp;sintomatologia in tempi medio-brevi migliorando la qualità della sua &nbsp;vita.Tra le tecniche usate vi sono quelle di tipo cognitivo.<br> Al fine di rendere più chiaro come possa svolgersi un certo tipo di seduta, ne viene trascritta una qui di seguito:<br> &nbsp;<br> - individuazione degli obiettivi <br> - individuazione dei pensieri sottostanti il problema emotivo<br> - ripresa della <b>psicoeducazione</b> per ribadire al paziente la relazione tra pensieri ed emozioni<br> - la messa in discussione dei pensieri irrazionali<br> - la riformulazione razionale<br> - l'assegnazione di nuovi compiti per casa (homework).<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.VxN-3o9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Annalisa Cagia</a> <br> Psicologa Clinico esperta in Psicopatologia dell'apprendimento<br> Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale specializzata nel trattamento dei disturbi d'ansia</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"<br><br> Immagine tratta da : www.nonfairidere.it<br> <br> Bibliografia:<br> Mario Di Pietro e Elena Bassi, L'intervento cognitivo-comportamentale per l'età evolutiva, Ed. Erickson</div><div><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 16:59:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?depressione-e-intervento</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LESIONI CAGIONATE AI PROPRI FIGLI]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1nc60w8u"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Abuso-autorita-Genitori-e-figli.webp"  title="" alt="" width="447" height="242" /><br></div><div><br></div><div>Picchiare i figli può integrare i reati di “abuso dei mezzi di correzione”, di “maltrattamenti in famiglia” e di “lesione personale”. Un papà è stato condannato per lesioni cagionate alla figlia in seguito ai modi bruschi usati per presunti fini educativi. L’uomo non è stato accusato e condannato per il reato di “abuso dei mezzi di correzione” che all’articolo 571 del codice penale prevede che “Chiunque abusa dei mezzi di correzione o di disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, ovvero per l'esercizio di una professione o di un'arte, è punito, se dal fatto deriva il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente, con la reclusione fino a sei mesi” bensì per il più grave reato di “<b>lesione personale</b>” di cui all’art. 581 codice penale che prevede che “Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni”. Questo passaggio viene spiegato dalla Corte di Cassazione che in una recentissima pronuncia chiarisce come “la condotta dell'imputato dell'afferrare la bambina alle spalle e precisamente per il collo, nel tentativo farla smettere di disturbare, comporta la configurabilità del reato in questione, ricorrendo quantomeno il dolo eventuale in capo all'imputato. Non può escludersi, infatti, che l'A. si sia rappresentato come seriamente possibile, sebbene non certa, l'esistenza dei presupposti della condotta, ovvero il verificarsi dell'evento come conseguenza dell'azione e, pur di non rinunciare ad essa, ha accettato che il fatto potesse verificarsi, decidendo di agire comunque. (Sez. 2, n. 43348 del 30/09/2014, Rv. 260858). Le lesioni riportate dalla bambina, ossia contusioni regioni laterali del collo, contrariamente a quanto sostenuto dall'imputato, danno chiaramente conto di una pressione esercitata con una certa intensità sul collo, che non può non aver comportato la prefigurazione nell'agente che l'evento lesivo si sarebbe verificato. 3. Per quanto concerne, poi, la mancata riqualificazione del fatto nella fattispecie di cui all'art. 571 c.p., essa si presenta destituita di fondamento, alla luce di quanto appena evidenziato. In particolare, non può parlarsi di abuso di mezzi di <b>correzione</b> quando sia stato adoperato per fine correttivo e disciplinare un'azione non consentita, sia per la sua natura che per la sua potenzialità, quale può essere afferrare la vittima, sia pur meritevole di castigo, per il collo, stringendolo, azione questa producente una malattia nel corpo”. &nbsp;&nbsp;Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 16 ottobre 2015 – 24 maggio 2016, n. 21696 - Presidente Fumo – Relatore Pezzullo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><span class="fs12"> &nbsp;&nbsp;</span><br></div><div><b>Avv. Luca Volpe</b></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'avvocato di "<a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 12:59:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?lesioni-cagionate-ai-propri-figli</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[SELFIEMPLOYMENT]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_m70p35e7"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Garanzia-Giovani-Procedure.webp"  title="" alt="" width="452" height="319" /><br></div><br><div>"SELFIEmployment è il nuovo fondo rotativo nazionale promosso dal Ministero del Lavoro e gestito da Invitalia.<br>Con una dotazione finanziaria iniziale di 114,6 milioni di euro, mette a disposizione finanziamenti agevolati senza interessi per gli iscritti al Programma Garanzia Giovani che vogliono &nbsp;mettersi in proprio o avviare un’<b>attività imprenditoriale</b>. È possibile presentare la domanda già dal 1° marzo 2016 alle 12.00.<br> Le agevolazioni sono rivolte ai giovani tra i 18 e i 29 anni, che non hanno &nbsp;un lavoro e non sono impegnati in percorsi di studio o di formazione professionale. <b>Selfiemployment</b> è valido in tutta Italia.<br> I finanziamenti:<br> - sono a tasso zero;<br> - coprono fino al 100% delle spese;<br> - non richiedono garanzie personali;<br> - devono essere restituiti in 7 anni.<br> Le tipologie di finanziamento sono tre, con diverse modalità di erogazione dei contributi:<br> - microcredito per spese tra 5.000 e 25.000 euro;<br> - microcredito esteso per spese tra 25.000 e 35.000 euro;<br> - piccoli prestiti per spese tra 35.000 e 50.000 euro.<br> &nbsp;Chi ottiene le agevolazioni deve impegnarsi a realizzare gli investimenti entro 18 mesi dal perfezionamento del provvedimento di ammissione.<br> Invitalia valuta le domande, concede gli incentivi e verifica la realizzazione dei progetti finanziati.<br>Possono essere finanziate le iniziative in tutti i settori della produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising."<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a><br> Commercialista</b></div><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Per saperne di più chiedi al commercialista di "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 12:58:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?selfiemployment</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[DALL'INTERESSE ALL'APPRENDIMENTO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2m54181i"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Insegnamento-Metodi-e-modernita.webp"  title="" alt="" width="423" height="282" /><br> <br>Dai primi pedagogisti e studiosi dell'arte dell'insegnare, apprendiamo quanto efficace sia nella scuola suscitare interesse nei ragazzi, perchè essi possano dare ascolto e valore ai contenuti culturali proposti dalle varie <b>discipline</b>, dai singoli docenti.<br><div>Quando ero una bimba, ricordo che mi fu regalato un metodo veloce di apprendimento ludico della lingua inglese, chiamato: "L'INGLESE GIOCANDO".</div> Esso consisteva in una serie di audio-cassette numerate che davvero &nbsp;riuscivano ad appassionarmi ad una lingua straniera, non di semplice comprensione. Si trattava di canzoncine ancora presenti nella mia memoria e diventate fondamentali per le successive acquisizioni linguistiche. Se la <b>tecnologia scolastica</b>, come quella che abbraccia altri mondi lavorativi, ha compiuto passi lunghissimi da gigante, &nbsp;portando nelle aule lavagne luminose, computer ed altre novità che agevolano il lavoro dell'insegnante e dell'alunno, i metodi purtroppo restano ancora vecchi ed inadeguati da non permettere un'applicazione nello studio,spontanea e, perchè no, divertente?<br> Essere felici di imparare! Dovrebbero essere così tutti gli alunni, paradossalmente costretti, invece, quasi ad indossare quel meraviglioso paio d'ali: l'istruzione,che permette loro di volare nel meraviglioso cielo della conoscenza.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Angela Bini</a></b><br><br><div> <a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 12:56:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?dall-interesse-all-apprendimento</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[LA NEURITE OTTICA ISCHEMICA ANTERIORE NON ARTERITICA (NAION)]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.ssa Alessandra Russo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9l16820r"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Occhi-Problemi-al-nervo-ottico.webp"  title="" alt="" width="414" height="260" /><br></div><div><br></div><div>Si tratta di una rara patologia ischemica, ad eziologia sconosciuta, della testa del nervo ottico dovuta ad ipoperfusione delle arterie ciliari posteriori. Il suo esordio clinico il più delle volte consiste in una perdita acuta della vista, non dolorosa, generalmente monolaterale, associata ad <b>edema</b> della papilla ottica, (emergenza del nervo ottico a livello retinico). I fattori di rischio per l'insorgenza di tale patologia sono sia sistemici (ipertensione arteriosa, diabete mellito, cardiopatia ischemica, dislipidemia, sindrome delle apnee notturne, anemia a cellule falciformi, policitemia vera) sia locali, legati all'anatomia della testa del nervo ottico (disco ottico affollato); talora anche &nbsp;improvvisi aumenti della pressione intraoculare possono esserne la causa. La patologia colpisce l’occhio controlaterale nel 25-50% dei casi entro 5 anni. La diagnosi si effettua con un’accurata anamnesi e una <b>visita oculistica</b> completa, con esame del fondo oculare. Per una tempestiva diagnosi è importante la valutazione del &nbsp;campo visivo, mentre la fluorangiografia può essere utile per una conferma diagnostica. In fase acuta, la NAION, può essere trattata con la somministrazione di steroidi per via orale, al fine di ridurre l’edema del disco ottico. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> tuttavia di notevole importanza la prevenzione di tale patologia nell’occhio sano. </span><span class="fs16">È</span><span class="fs16"> pertanto raccomandato l’uso di antiaggreganti piastrinici e il controllo dei fattori di rischio cardiovascolari.</span><br></div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----alessandra-russo---salute.html#.Vv5AAqSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Alessandra Russo</a></b></div><div><span class="fs16"><b>Medico Chirurgo Oculista, perfezionata in Oftalmologia Pediatrica</b></span><br></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Jun 2016 17:40:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-neurite-ottica-ischemica-anteriore-non-arteritica--naion-</link>
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			<title><![CDATA["LA REGINA GIOIA"]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_qh77i43n"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Regina-Gioia-Racconti-di-nonni.webp"  title="" alt="" width="422" height="336" /><br> <br> Scrivere è come baciare,<br> ma solo senza labbra... <br> ...ma con la mente!<br> &nbsp;<br> "La Regina Gioia"<br> <br> &nbsp;Questa è una storia vera, ma siccome io scrivo favole, anche questa &nbsp;storia mi sembra una favola e allora comincio a narrarvela così.<br> &nbsp;C'era una volta una regina molto brava con i suoi sudditi e con tutto il &nbsp;suo popolo che viveva in un piccolo regno ubicato subito fuori città.<br> Nel suo castello tutto parlava di amore, di serenità e tutti si volevano bene l'uno con l'altro.<br> &nbsp;Nel castello, pieno di piante, di fiori, vivevano anche tanti animali, &nbsp;tutti molto amici della Regina: c'era gatta Bianca con i suoi cinque &nbsp;gattini che personalmente la Regina aveva aiutato a nascere e che ora &nbsp;correvano felici nel prato, c'erano gli uccellini Camillo e Tina, le &nbsp;ranocchie che vivevano felici nel grande stagno e poi c'era lui, il cane &nbsp;della Regina, grande e grosso, di nome Colosso. Lui la seguiva in &nbsp;tutti i suoi viaggi e vista la sua mole era più di una <b>guardia del &nbsp;corpo</b>.<br> La Regina si chiamava Gioia e suo marito il principe Vivere: &nbsp;erano una bella coppia di sovrani che tutti ammiravano e a cui volevano &nbsp;bene.<br> Tutto tranquillo proprio come in una favola, ma come accade &nbsp;nelle favole, un bel giorno apparve nel piccolo regno un brutto cigno &nbsp;nero che incuteva paura solo a guardarlo, si presentò alla regina Gioia &nbsp;come un guaritore assicurandole che l'avrebbe guarita da quel brutto &nbsp;dolore che da un po' di tempo aveva nel ginocchio e che doveva fidarsi &nbsp;di lui.<br> La regina ne parlò con suo marito e lui la convinse ad accettare.<br> &nbsp;La regina Gioia era titubante e aveva anche &nbsp;paura a restare sola con &nbsp;il brutto cigno nero, anche perché lui pretendeva di restare soli, &nbsp;insieme a lei.<br> La regina accettò e si convenne di iniziare la &nbsp;terapia la mattina dopo, ribadendo che dovevano restare soli, altrimenti &nbsp;la terapia non avrebbe fatto effetto.<br> La mattina dopo, regina Gioia &nbsp;anche se mal volentieri, si presentò nella sala riunioni per la &nbsp;terapia, il cigno nero arrivò più brutto che mai, più nero della notte, &nbsp;le si avvicinò, aprì le sue ali e regina Gioia sparì!<br> Nella piccola &nbsp;reggia la regina non c'era più e tutti si misero alla sua ricerca, il &nbsp;principe Vivere non si dava pace ma niente, regina Gioia era scomparsa e &nbsp;con lei anche il cigno nero.<br> Quando si svegliò la regina era stanca &nbsp;e non molto presente, piano piano si guardò attorno e si rese conto che &nbsp;era prigioniera del cattivo cigno che l'aveva rinchiusa in una piccola &nbsp;camera, al terzo piano di un grande edificio.<br> Si sentivano tante &nbsp;voci ma nessuno entrava da lei, la regina aveva paura: dove si trovava &nbsp;il suo amico Colosso? Perché non era vicino a lei?<br> La porta si aprì e &nbsp;finalmente la luce la regina, scese dal letto e sbirciò fuori dove &nbsp;c'era un lungo corridoio e tante persone tenute prigioniere come lei dal &nbsp;cattivo cigno nero, si avvicinò a loro e chiese in quale posto si &nbsp;trovasse. Le venne in aiuto una ragazza che le spiegò tutto, tante &nbsp;persone abitavano quelle stanze e tutte erano state rapite dal cigno &nbsp;nero per ordine del barone "Condrosarcoma": una persona brutta e cattiva &nbsp;che causava tanto male alle persone che avevano avuto la sfortuna di &nbsp;incontrarla. La regina non si perse d'animo e cominciò a pensare a come &nbsp;uscire da quel posto .<br> Le venne in aiuto il suo amico Colombo &nbsp;Biagio a cui affidò un biglietto per il principe Vivere e per Colosso; &nbsp;fece appena in tempo perché nella stanza ritornò il buio. Vi entrarono &nbsp;il cigno nero e il cattivo "Condrosarcoma "che, vista la finestra aperta &nbsp;sgridarono la regina trasferendola nella camera numero otto. Ancora &nbsp;&nbsp;tanta paura e finalmente la regina capi il perché del suo rapimento. Il &nbsp;barone cattivo l'aveva fatta rapire perché geloso del suo sposo, il &nbsp;principe voleva punirlo togliendole per sempre la sua sposa, non &nbsp;sopportava la sua felicità perché lui era brutto, triste e solo.<br> La &nbsp;regina pregò il barone "Condrosarcoma "di liberare lei e tutte le tre &nbsp;persone che lui aveva rapito ma seccamente rispose: "vi libererò solo &nbsp;quando mi sarò cibato dei vostri corpi", e con un ghigno da far paura &nbsp;andò via.<br> Passarono mesi e mesi e giorni di sofferenze, la regina &nbsp;Gioia sperava sempre &nbsp;ma, purtroppo diventava sempre più debole e non &nbsp;riusciva più a stare in piedi. La sua vita era alla fine.<br> Ma poi un &nbsp;giorno successe qualcosa che cambiò completamente il suo destino: il &nbsp;barone cattivo ed il suo servo erano fuori e tutte le persone rapite &nbsp;decisero che era arrivato il momento per scappare.<br> Uscirono tutti dalle loro camere e iniziarono a correre, ad urlare, chiedendo aiuto tutti insieme.<br> &nbsp;Alcuni riuscirono ad aprire una grande vetrata e a scappare giù per le &nbsp;tante scale, con il cuore in gola ed impediti dai forti dolori che &nbsp;"Condrosarcoma " aveva loro procurato.<br> Poi finalmente incontrarono un bellissimo Principe Azzurro, con tanto di cavallo &nbsp;bianco e mantello, che disse a tutti di fermarsi perché ormai erano al &nbsp;sicuro nella sua casa, erano al castello Rizzoli e nessuno avrebbe più &nbsp;fatto loro del male, la sua fortezza era sicura ed aveva tante guardie &nbsp;tutte vestite di bianco <br> La regina Gioia lo ringraziò a nome di tutti e gli raccontò la sua storia.<br> &nbsp;Il principe che si chiamava Pierr avvertì subito il principe Vivere &nbsp;che arrivò insieme al cane Colosso e, felice di aver ritrovato la sua &nbsp;sposa, decise con l'aiuto del principe Pierr che avrebbe dato una &nbsp;lezione al barone "Condrosarcoma" e che insieme l'avrebbero mandato via, &nbsp;rinchiudendolo per sempre insieme al cigno nero in un carcere a vita.<br> &nbsp;È così fecero e grazie al Principe Azzurro Pierr &nbsp;e alla sua &nbsp;assistente Fatina Giulia &nbsp;tutte le persone rapite stanno bene, il bravo &nbsp;Principe le ha liberate per sempre dal cattivo "Condrosarcoma", la &nbsp;Regina è ritornata nel suo regno insieme al Principe Vivere, al cane &nbsp;Colosso, al Colombo Biagio. <br> <br> Vissero per sempre felici e contenti!<br> <br> PS. Chi trova un <b>amico</b> trova un tesoro e la Regina Gioia di tesori ne ha trovati due: "Il Principe Pierr e la Fatina Giulia".<br> Nonna Gina<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Maria Grabriella Finizio</a></b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Jun 2016 17:40:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-la-regina-gioia-</link>
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			<title><![CDATA["ABBRACCIAMI"]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_35h64u45"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Abbracci-Poesia-pensieri.webp"  title="" alt="" width="436" height="288" /><br></div><br>Un abbraccio non ha bisogno di parole, racchiude in sè tutto l'universo di emozioni che si possono dire o esprimere...<br><b> Un abbraccio consola</b>, rinfranca il cuore, regala istanti di pace infinita in cui perdersi, ritrovandosi un'unica persona.<br> <br>Abbracciami<br> <br> Abbracciami forte, abbracciami ora,<br> rimani con me, senza dire parola.<br> Chiudi i tuoi occhi, lasciati andare,<br> respira profondo l'odore del mare<br> ...prendi i pensieri e regalali al vento<br> pensa a noi due in questo momento...<br> La pace del mondo ritrovo nel cuore,<br> in un unico battito, ritrovo l'<b>Amore</b>.<br> Ti stringo, ti cullo, ti avvolgo di vita,<br> ti bacio sul viso: mia gioia infinita!<br> Istante perfetto quest'attimo prezioso,<br> rivivo con te il mio sogno meraviglioso...<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.VwfQBaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Vanna</a></b><br><br><div> <a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Jun 2016 17:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[DISABILITY MANAGER]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Donato Grande]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7ox3gf94"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Ruolo-Disability-Manager-Professionalita.webp"  title="" alt="" width="440" height="435" /><br></div><div><br>Il Disability Manager è un professionista che, attraverso le sue &nbsp;conoscenze, studi ed esperienze vissute, lavora nel campo della &nbsp;disabilità. In Italia &nbsp;il suo ruolo ha trovato una prima legittimazione &nbsp;istituzionale nel 2009 grazie al "Libro bianco su accessibilità e mobilità &nbsp;urbana - Linee guida per gli enti locali", a cura del tavolo Tecnico &nbsp;istituito tra Comune di Parma e Ministero del Lavoro, della salute e &nbsp;delle Politiche Sociali allora guidato dal ministro Sacconi.<br> <br>Inoltre, la figura del <b>Disability Manager</b> è stata prevista nel Programma &nbsp;di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità approvato nel 2013.<br> Tuttavia non è stato emanato un regolamento nazionale che definisca la funzione di tale figura in ambito pubblico o privato.<br> <br> &nbsp;Dal 2009 sono stati organizzati alcuni corsi di perfezionamento per formare tali figure professionali, in particolare da parte dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.<br> <br> Il &nbsp;Disability Manager avrebbe il compito di raccogliere le istanze dei cittadini disabili e delle loro famiglie, di attivare il lavoro in rete di tutti gli enti e i soggetti coinvolti, di veicolare i <b>bisogni</b> delle persone disabili verso i servizi esistenti, di mettere in atto ogni azione volta a favorire l'accessibilità, urbanistica e non solo, e ad &nbsp;evitare ogni forma di discriminazione.<br> <br> Il profilo dei &nbsp;Disability Manager non è stato definito con precisione in alcuna normativa, né esiste un apposito albo professionale, però ci sono alcuni contesti in cui opera, per la quale sarebbe opportuno che il Disability Manager sia un diversamente abile, perché, vivendo certi problemi e contesti da vicino, può sicuramente scegliere la soluzione più efficiente per il mondo della disabilità!<br> <br> Il Disability Manager si occupa di:<br> - &nbsp;promuovere presso le singole componenti dell'Amministrazione comunale un'attenzione peculiare alle persone con disabilità;<br> &nbsp;- segnalare tempestivamente ai responsabili degli uffici eventuali iniziative e azioni che possano porsi in contrasto con gli enunciati &nbsp;della <b>Convenzione Internazionale sui Diritti delle Persone con Disabilità</b>;<br> - evidenziare possibili linee-guida di intervento al fine di promuovere i diritti delle persone con disabilità;<br> &nbsp;- prevedere una <b>segnaletica adeguata</b> per l'accesso alle sedi dei servizi, definendo contrasti cromatici, colori e simbologia omogenea in modo da essere più facilmente identificabili, sia alle persone con disabilità sensoriali che psicofisiche, oltre che agli anziani;<br> - verificare l'effettiva accessibilità delle strutture comunali in collaborazione con i diversi servizi, individuando le situazioni di difficoltà al fine del loro superamento.<br> <br> Auspico possano tutti i comuni d'Italia nominare al più presto con regolare concorso pubblico, anche a titolo gratuito, un Disability Manager preferibilmente diversamente abile, per assicurare un territorio pienamente accessibile a tutti, senza ad andare incontro a volte ad inutili sprechi di denaro pubblico.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/community----donato-grande---diversabilita-.html" target="_blank" class="imCssLink"> Dott. Donato Grande</a></b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br></div><div><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 09:31:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?disability-manager</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[NON FATEVELI SCAPPARE!]]></title>
			<author><![CDATA[Enzo Covelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2c415eml"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Premio-Andersen-Infanzia.webp"  title="" alt="" width="445" height="223" /><br></div><div><br></div><div>ANDERSEN è il più noto e diffuso mensile italiano di informazione sui libri per bambini e ragazzi, la scuola e le politiche di promozione culturale dell’infanzia. Nata nel 1982, la rivista è un punto di riferimento e di confronto per insegnanti, bibliotecari, educatori, scrittori, illustratori, editori. Su ogni numero della rivista si possono trovare – oltre a numerose rubriche di segnalazione delle più interessanti novità editoriali per ragazzi – storie, percorsi e nuove tendenze della letteratura, dell’illustrazione e della cultura per l’infanzia, con un <b>taglio giornalistico</b> che invita alla riflessione e all’approfondimento anche un pubblico non esclusivamente di settore. La rivista promuove e organizza il <b>PREMIO ANDERSEN</b>, il più importante premio italiano assegnato ogni anno ai libri per ragazzi e ai loro autori, illustratori, editori e alle più interessanti realtà che promuovono la lettura e la cultura per l’infanzia. Ecco i vincitori della trentacinquesima edizione del Premio Andersen 2016: &nbsp;Miglior libro 0/6 anni “Sulla collina”, di Linda Sarah e illustrato c. Benji Davies, Giralangolo &nbsp;Miglior libro 6/9 anni. “Lotta combinaguai”, di Astrid Lindgren, illustrata da Beatrice Alemagna e tradotta da Laura Cangemi, Mondadori - Libri per Ragazzi Miglior libro 9/12 anni. “Le avventure di Jacques Papier”, di Michelle Cuevas, De Agostini Libri Miglior libro oltre i 12 anni. “Melody”, di Sharon M. Draper, Giangiacomo Feltrinelli Editore Miglior libro oltre i 15 anni. “Reato di fuga” di Christophe Léon, Sinnos Editrice Premio speciale della giuria. “Un chilo di piume, un chilo di piombo”, di Donatella Ziliotto e illustrato da Grazia Nidasio, Lapis Edizioni Miglior libro fatto ad arte. “Vivian Maier” di Cinzia Ghigliano, Orecchio Acerbo Editore Miglior libro di divulgazione dell’anno. &nbsp;“Mini”, di Nicola Davies e illustrato da Emily Sutton, Editoriale Scienza Miglior libro mai premiato. “Una strana creatura nel mio armadio”, di Mercer Mayer, Kalandraka Italia Miglior albo illustrato. “Il cavaliere panciaterra”, di Gilles Bachelet, Il Castoro bambini e ragazzi Miglior Libro a fumetti. “I diari di Cerise 1”– “Lo zoo di pietra” di Joris Chamblain e Aurélie Neyre, Panini Comics Italia Miglior creazione digitale. “Salis e l’Equilibrio dei Regni”, dello studio Rebelòt con testi di Morelli, animazioni di Rota e illustrazioni di D’Altan, Miglior progetto editoriale dell’anno. “Jeunesse Ottopiù di RueBallu”, Miglior scrittrice 2016: Patrizia Rinaldi &nbsp;Miglior illustratrice 2016: Simona Mulazzani Premi ai protagonisti della <b>cultura per l’infanzia</b>: a Massimiliano Tappari e a Elia Zardo, Premio Gianna e Roberto Denti: assegnato insieme a AIE Associazione Italiana Editori alla Libreria per ragazzi dell’anno, Libreria Controvento. </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/l-emozione-dei-racconti.html#.VwN7p6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Enzo Covelli</a></b></div><div><span class="fs16"><b>Burattinaio Raccontastorie</b></span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div><div>Fonte: http://www.andersen.it/sceltegiuria2016/Y</div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 09:31:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?non-fateveli-scappare-</link>
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			<title><![CDATA[LA DISFONIA INFANTILE]]></title>
			<author><![CDATA[Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8sjm77e9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Disfonia-Cause-e-prevenzione.webp"  title="" alt="" width="460" height="339" /><br></div><br>"Mio figlio ha spesso la voce rauca, cosa devo fare? A chi devo rivolgermi? È troppo piccolo per fare terapia?"<br> Spesso i genitori mi rivolgono queste domande, ho deciso di scrivere questo articolo per chiarire qualche dubbio. &nbsp;<br> &nbsp;La voce nasce dall'aria che esce dai polmoni, passa attraverso le corde &nbsp;vocali nella laringe e le fa vibrare generando un suono che viene poi &nbsp;amplificato e modulato nella cavità di risonanza e articolato in parole &nbsp;nella bocca.<br> La particolare conformazione della laringe e &nbsp;dell'apparato respiratorio infantile rende molto delicato questo &nbsp;particolare meccanismo che si rivela fragile in caso di traumi vocali &nbsp;ripetuti portando alla <b>disfonia</b>. <br> La Disfonia è un'alterazione della &nbsp;qualità della voce per cause organiche o funzionali; tale alterazione, &nbsp;che può presentarsi con vari livelli di gravità, fino alla completa &nbsp;perdita della voce (afonia), è sintomatica di un processo patologico, &nbsp;che si sviluppa a carico della laringe.<br> In età infantile è dovuta &nbsp;soprattutto al mancato rispetto di alcune norme di igiene vocale e ad un &nbsp;conseguente cattivo uso della voce. <br> In ambienti rumorosi accade &nbsp;che i bambini per farsi sentire urlino, che utilizzino un tono più alto &nbsp;della voce per abitudine e/o per imitazione o per atteggiamenti &nbsp;caratteriali, l'urlo provoca un urto tra le corde vocali che anziché &nbsp;avvicinarsi l'una all'altra sbattono.<br> La voce diventa più grave (più bassa), soffiata e debole, rauca, a volte si avverte bruciore accompagnato da tosse.<br> &nbsp;Ad un esame approfondito può esserci un'<b>infiammazione</b> o dei noduli &nbsp;(calletti che si formano proprio in seguito all'uso improprio) sulle &nbsp;corde vocali.<br> Nei bambini di norma si evitano sia interventi &nbsp;farmacologici che chirurgici, ma si procede con le sedute di logopedia &nbsp;che tanto prima vengono iniziate, tanto prima danno i loro frutti, la &nbsp;prognosi generalmente è positiva.<br> Il primo passo importante è rispettare alcune regole di igiene vocale:<br> - non urlare per attirare l'attenzione di qualcuno;<br> - non parlare da una stanza all'altra;<br> - quando vogliamo parlare con qualcuno, avviciniamoci;<br> - evitiamo di parlare durante uno sforzo fisico o in ambienti; sfavorevoli (secchi, saturi di fumo, troppo grandi):<br> - respirare sempre a bocca chiusa;<br> - tenere sempre il naso pulito.<br>Il genitore deve imparare ad ascoltare la voce del proprio figlio, &nbsp;oltre ovviamente a dare il buon esempio, rispettando le norme di igiene &nbsp;vocale.<br> Nel momento in cui avverte che i cambiamenti sono &nbsp;persistenti, il primo specialista da contattare è un otorino che poi &nbsp;provvederà a indirizzarvi dal logopedista.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.VxEn0I9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Anna Sofia Piras</a></b><div><b>Logopedista</b><br><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi alla Logopedista di "<a href="http://tiny.cc/logopedistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento e Relazioni</a>" &nbsp;<br> <br>Fonte: www.vitadamamma.it</div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 09:30:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-disfonia-infantile</link>
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			<title><![CDATA[UNA CAUSA SPESSO TRASCURATA: ACUFENI E ARTICOLAZIONE MANDIBOLARE (ATM)]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_956zb5jn"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Acufene-Sintomi-mandibola.webp"  title="" alt="" width="420" height="268" /><br></div><div data-hover="tooltip" data-tooltip-content="Contenuto condiviso con: Tutti" role="img" aria-label="Contenuto condiviso con: Tutti"><i></i></div><div><br></div><div>Molto spesso chi soffre di acufene è convinto di essere affetto da una rara ed incomprensibile patologia dell'orecchio. Questo, probabilmente, perché la dimensione soggettiva del disturbo e lo stress emotivo che lo stesso genera, inducono i pazienti a una drammatizzazione psicologica del problema stesso: la continua percezione di un sottofondo rumoroso, l'impossibilità di farlo cessare (poiché si tratta di suoni non realmente propagati da una sorgente) e, soprattutto, l'incredulità e il mancato riscontro da parte dei propri cari, alimentano l'ansia e un generale stato di esasperazione. In realtà, l'acufene è un sintomo, ossia l'avvisaglia di uno <b>squilibrio biologico</b> dell'organismo, non necessariamente riconducibile a una disfunzione del sistema uditivo. Tra le alterazioni che possono originare l'acufene, le anomalie del processo temporo-mandibolare sono fra le più comuni, anche se troppo spesso sottovalutate. Esistono, infatti, delle connessioni funzionali tra i muscoli della mandibola e l'attività del muscolo tensore del timpano, tali per cui uno scorretto funzionamento dell'articolazione mandibolare potrebbe estendere la tensione muscolare sino all'orecchio, generando così il sintomo dell'acufene. Questa condizione potrebbe associarsi anche a una forma di instabilità motoria seguita da nausea, cefalea e vomito. Questi ultimi disturbi possono in alcuni casi essere ricondotti erroneamente alla sindrome di Ménière. Sintomi uditivi come il ronzio o fischio all'orecchio possono dipendere dalla perdita dei denti o dalla loro inclinazione, dal masticare da un lato della bocca o dal bruxismo (digrignare i denti la notte). In questi casi, una volta esclusa la causa neurologica dell'acufene, è bene far valutare la situazione da un odontoiatra specializzato in gnatologia (una branca che si occupa dei sintomi legati alla funzione masticatoria). Questi, attraverso una serie specifica di esami, sarà in grado di capire se il disturbo uditivo, in questo caso di carattere somatosensoriale, sia riconducibile a un mal funzionamento, ad una <b>instabilità mandibolare</b>, o se sia l'esito di una riabilitazione occlusale effettuata in maniera errata e potrà intervenire con cure mirate, avvalendosi delle preziose indicazioni di un audiologo. Poiché il sintomo dell'acufene tende a cronicizzarsi, in virtù di un meccanismo centrale di automantenimento, è fondamentale appurarne il prima possibile le cause. </div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.VxvN-I9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Pagnotta Giorgio</a></b></div><div><b>Audioprotesista Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Jun 2016 16:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[FIGLI NON CRESCIUTI: IL CONTROLLO GENITORIALE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_82p563fe"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Figli-e-genitorialita-Prevenzioni.webp"  title="" alt="" width="456" height="304" /><br><br> Nella famiglia italiana si tende a privilegiare un modello non particolarmente sano ed è quello basato sull'iperprotettività.<br>Sempre più giovani, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, sono invischiati in modelli familiari invalidanti, figli di un'epoca in cui si è creduto che il "lusso d'amore" e l'eccesso di cure fossero la panacea di tutti i mali. Quante volte avete sentito udire da un genitore: "voglio garantire a mio figlio quello che non ho potuto avere io", ed in effetti come cita un famoso psicoterapeuta "è con le migliori intenzioni che si causano i peggiori danni".<br> Ci troviamo di fronte ad un <b>fenomeno sociale</b> preoccupante in cui i giovani soffrono di una strana dipendenza che è quella affettiva. I figli, non più bambini, credono che tutto sia loro dovuto, perché qualcuno, in tempi lontani, ha concesso più del dovuto.<br> I genitori, con le loro eccessive attenzioni hanno trasmesso un duplice messaggio: il primo è "ti amo così tanto da evitarti qualsiasi difficoltà", il secondo è "non sei capace di vivere in autonomia". Questa ambiguità educativa, negli anni genera nei figli una serie di problematiche non di poco conto. Ne elenco alcune:<br> <br> 1. mancanza di autostima<br> 2. dipendenza affettiva<br> 3. ridotta capacità di gestire lo stress<br> 4. conflitti con il partner (per le eccessive "invasioni" da parte dei familiari)<br> 5. disturbi psicologici (ansia, depressione ecc..)<br> 6. stile emotivo aggressivo e tendenzialmente passivo<br> <br>Quello che, ad oggi, caratterizza gran parte dei giovani italiani tra i 20 e 30 anni rispetto ai giovani, appartenenti alla stessa fascia di età, della Comunità Europea è che i giovani italiani sono considerati o come “maschi imbranati”, che non sanno prendersi le responsabilità perché non <b>abituati</b>, o come “femmine deluse” alla ricerca di un maschio che sappia proteggerle.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.VxN-3o9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Annalisa Cagia</a> <br> Psicologa Clinico esperta in Psicopatologia dell'apprendimento<br> Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale specializzata nel trattamento dei disturbi d'ansia</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"<div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Jun 2016 16:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'ASCOLTO INTELLIGENTE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_722e49ov"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Ascoltare-Capire-la-musica.webp"  title="" alt="" width="459" height="413" /><br></div><br> &nbsp;Si può sentire la musica senza ascoltarla? Sì che si può. “Ascoltare e &nbsp;sentire” è il titolo di un capitolo di uno dei più bei libri sulla &nbsp;musica scritto da un musicista, “La musica sveglia il tempo”. Ne è &nbsp;autore il grande pianista e direttore d'orchestra Daniel &nbsp;Barenoim. Per “sentire” Barenboim intende una ricezione distratta della &nbsp;musica, quella a cui, purtroppo, al giorno d'oggi siamo più abituati. &nbsp;Oggigiorno la musica è dappertutto, e non solo nelle discoteche, nei bar &nbsp;e nei pub, ma anche nei supermercati, nei negozi, nelle sale d'aspetto &nbsp;degli studi medici. In queste condizioni è inevitabile che la musica &nbsp;si riduca a mero <b>sottofondo</b>. E così finiamo per fruirla in maniera &nbsp;superficiale e distratta. Sentiamo senza ascoltare, insomma.<br> Certo, &nbsp;molti prodotti musicali sono concepiti in funzione di un consumo &nbsp;passivo. È musica elementare, ripetitiva, standardizzata. I guai &nbsp;iniziano quando anche musiche complesse, originariamente destinate a una &nbsp;ricezione attenta, e che ad ascoltarle in modo non superficiale ma &nbsp;attivo sarebbero una miniera inesauribile di stimoli per l'immaginazione &nbsp;e l'intelligenza, vengono impiegate come banale sottofondo. È il caso, &nbsp;per esempio, della musica cosiddetta “classica”: pensate soltanto &nbsp;all'uso (o abuso) che ne viene fatto nelle pubblicità televisive.<br> In &nbsp;questi casi è come leggere un libro in modo distratto. Provate a farlo: &nbsp;non ci capirete niente e finirete per sentirvi degli stupidi. Che senso &nbsp;ha limitarsi a “vedere” delle parole senza elaborarle mentalmente, &nbsp;senza associare al segno scritto un significato, senza porle in rapporto &nbsp;le une con le altre?<br> So cosa state pensando: la musica non è fatta &nbsp;di parole ma di suoni. Se leggo “gatto” penso subito al felino &nbsp;domestico; quella parola ha, come si dice, un referente concreto; e &nbsp;anche termini che si riferiscono a oggetti non tangibili ma astratti &nbsp;hanno comunque un significato ben preciso e, soprattutto, articolabile &nbsp;per mezzo di parole. Tutti noi, bene o male, siamo in grado di spiegare &nbsp;il concetto espresso dalla parola “libertà”. Ma chi è in grado di &nbsp;spiegare a parole il significato della melodia dell'inno “Alla gioia” &nbsp;della Nona sinfonia di Beethoven? Quella melodia suscita in noi <b>pensieri</b> &nbsp;che non sono composti da parole. Ma il fatto che la musica non abbia un &nbsp;significato preciso, articolabile in termini verbali, non vuol dire che &nbsp;sia priva di significato: ne ha al contrario un'infinità, perché è in &nbsp;grado di parlare a ognuno di noi in modo diverso. In ciò risiede la sua &nbsp;unicità e inesauribile ricchezza. Ma per cogliere quei significati &nbsp;occorre ascoltarla con attenzione. La sua particolare natura non è un &nbsp;alibi per usarla come semplice sottofondo mentre si sta pensando o &nbsp;facendo altro.<br> Eppure sentire un brano musicale senza ascoltarlo è &nbsp;la cosa più facile di questo mondo. Alcuni aspetti della musica stessa &nbsp;si prestano a una fruizione passiva ed epidermica (un grande filosofo e &nbsp;sociologo della musica, Theodor W. Adorno, direbbe “culinaria”): il &nbsp;<b>ritmo</b>, per esempio, o il timbro (cioè la qualità sonora) o la stessa &nbsp;melodia. Ma la musica non è solo ritmo o timbro o melodia; è tutto &nbsp;questo, e tanto altro ancora, insieme. Tutti gli elementi della musica &nbsp;sono interdipendenti; se se ne isola uno a scapito degli altri, allora &nbsp;diventa seriamente difficile comprendere e godere appieno di una &nbsp;composizione.<br> Per questo quando si ascolta la musica bisogna andare &nbsp;oltre la percezione epidermica. L'emozione è fondamentale, non c'è &nbsp;dubbio: un brano che non suscita in noi emozioni non è che una fredda &nbsp;successione di suoni priva di anima. Ma come in ogni campo &nbsp;dell'esistenza l'emozione non basta, è sterile – e talvolta addirittura &nbsp;controproducente – se ad essa non si accompagna la riflessione. Allo &nbsp;stesso modo l'attività razionale priva della dimensione emotiva è &nbsp;dannosa. “Ascoltare” la musica, allora, significa unire emozione e &nbsp;intelletto, cuore e cervello. Come? È presto detto. Di solito una &nbsp;composizione di musica “classica” si fonda su idee melodiche (dette &nbsp;“temi”) che una volta esposte per la prima volta ritornano a più riprese &nbsp;nel corso del brano, e vengono sviluppate, variate, trasformate, &nbsp;intrecciate con altre idee. Ecco: l'ascoltatore intelligente è in grado &nbsp;di ricordare un tema e riconoscerlo ogni volta che esso riappare in una &nbsp;nuova veste. Di conseguenza è in grado di capire in cosa si differenzia &nbsp;dalla sua prima esposizione: nel tempo (era veloce, ora è più lento, e &nbsp;viceversa), nel ritmo (era ampio e solenne, ora è agile e saltellante), o &nbsp;nel timbro (un tema nato per un determinato strumento, con la sua &nbsp;particolare qualità sonora, il suo particolare “colore”, ora è passato &nbsp;ad un altro, acquistando così nuovi colori), o nella tonalità (ad es. un &nbsp;tema enunciato per la prima volta in una tonalità serena viene ripetuto &nbsp;in una tonalità più triste; e, credetemi, non è necessario aver &nbsp;studiato Armonia o essere dei musicisti per accorgersene, basta solo &nbsp;essere attenti). E così via. Un altro aspetto fondamentale della musica &nbsp;“classica” sta nel fatto che in essa raramente una melodia è esposta da &nbsp;sola; più spesso accanto alla voce che esegue la melodia principale ce &nbsp;n'è un'altra (o più d'una) che la contrappunta con altre note o altri &nbsp;disegni melodici. Può capitare di ascoltare più melodie &nbsp;contemporaneamente, come in una fuga, un particolare tipo di &nbsp;composizione di cui vi parlerò la prossima volta. Insomma, la musica è &nbsp;dialogo continuo.<br> Se siamo in grado di cogliere tutti questi aspetti &nbsp;della narrazione musicale ne ricaveremo un piacere molto più grande di &nbsp;quello che si prova ad un ascolto superficiale. L'importante, però, è &nbsp;non fare affidamento solo sulla nostra componente emotiva, evitando cioè &nbsp;di concentrarci e aspettando che sia la musica a produrre in noi il &nbsp;“miracolo” senza fare alcuno sforzo perché ciò accada. No, bisogna &nbsp;ascoltare col cuore e la mente aperti. La comprensione razionale non &nbsp;uccide l'emozione, al contrario la rende incomparabilmente più intensa, &nbsp;meno epidermica e più profonda: un momento di conoscenza del mondo e di &nbsp;noi stessi.<br> Non ci credete? Nella seconda parte di questo articolo &nbsp;cercherò di dimostrarvelo con un gioco che faremo tutti insieme: io, voi &nbsp;e i vostri bambini.<br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.Vwf586SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"><b> Dott. Domenico Andriani</b></a><div><b>Musicologo</b></div><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> &nbsp;(Nella foto Daniel Barenboim con uno dei piccoli allievi del &nbsp;Musikkindergarten, l'asilo musicale da lui fondato a Berlino)</div><div>Copyright Immagine: http://<wbr>www.musikkindergarten-berli<wbr>n.de/</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Jun 2016 08:47:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-ascolto-intelligente</link>
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			<title><![CDATA[TEATRO E PEDAGOGIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Maria Elena Germinario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_lg664280"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Processo-educativo-Immaginazione.webp"  title="" alt="" width="428" height="428" /><br></div><div><br></div><div>Il teatro s'incontra con la pedagogia nel momento in cui pone al centro l'uomo e gli dà voce, nel momento in cui recupera bambini, ragazzi e anche adulti con la propria personalità e la propria <b>espressività</b> e li fa crescere attraverso un percorso individuale che è, però, inserito in un disegno di gruppo. Ecco perché diventano importanti prima gli esercizi sul e con il proprio corpo, per diventare consapevoli del proprio corpo sia a livello motorio, dei propri mezzi di movimento, sia &nbsp;a livello affettivo, delle modalità di espressione dei sentimenti, ma diventano importantissimi gli esercizi di fiducia e relazione come l'esercizio dello specchio (due persone l'una di fronte all'altra ripetono gli stessi movimenti fissandosi negli occhi) o delle camminate ad occhi chiusi (una persona viene guidata a camminare nello spazio ad occhi chiusi guidata o dal suono della voce di un compagno o dal contatto di una mano) o l'esercizio del &nbsp;"volo dell'angelo" (lasciarsi cadere ad occhi chiusi tra le braccia di uno o più compagni). Per questo diventa importante nel processo educativo l'assenza di giudizio, sia da parte dell'educatore che degli allievi, sia nei propri confronti che nei confronti dei compagni di lavoro, la valorizzazione di tutti i tipi di linguaggi espressivi, l'evitare processi imitativi. Ognuno è portatore di sentimenti, emozioni, valori e modi di vedere e <b>vivere la realtà</b>, bisogna solo insegnare a ciascuno ad esserne consapevoli e ad esprimerli, ciascuno a proprio modo, ciascuno con il proprio linguaggio artistico-creativo. &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-fantasia-varca-i-confini-del-possibile.html#.Vv5_g6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. ssa Maria Elena Germinario</a></b></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Jun 2016 10:50:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?teatro-e-pedagogia</link>
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			<title><![CDATA[I MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4xhnb400"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Minori--Stranieri-e-Italia.webp"  title="" alt="" width="300" height="300" /><br></div><br>I) Hanno diritto all’assistenza sanitaria?<br> <br>1) I minori stranieri titolari di un permesso di soggiorno (per minore età, per affidamento, per motivi familiari, per protezione sociale, per richiesta di asilo o per asilo) sono iscritti obbligatoriamente al Servizio Sanitario Nazionale e quindi hanno pienamente <b>diritto di accedere</b> a tutte le prestazioni fornite.<br> 2) I minori stranieri privi di permesso di soggiorno non possono iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale, ma hanno comunque diritto alle cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia ed infortunio e ai programmi di medicina preventiva. <br>Questa limitata garanzia del diritto alla salute per i minori irregolari è in contrasto con la Convenzione sui diritti del fanciullo, che stabilisce che tutti i minori, senza discriminazioni, devono avere accesso all’assistenza sanitaria.<br> <br>II) Hanno diritto di andare a scuola?<br> <br>Tutti i minori stranieri, anche se privi di permesso di soggiorno, sono &nbsp;soggetti all’obbligo scolastico e hanno diritto di essere iscritti a scuola.<br> Questo diritto riguarda la scuola di ogni ordine e grado (quindi non solo la scuola dell’obbligo).<br>L’iscrizione dei minori stranieri avviene nei modi e alle condizioni previsti per i minori italiani, e può essere richiesta in qualunque periodo dell’anno scolastico. <br> I minori stranieri privi di documentazione anagrafica sono iscritti con riserva, ma possono comunque ottenere il titolo conclusivo del corso di studi, nelle scuole di ogni ordine e grado. <br> <br>III) Hanno diritto di lavorare?<br> <br> 1) Per i titolari di permesso per minore età, il diritto di lavorare non è né esplicitamente stabilito né escluso dalla legge. <br>Una circolare del Ministero dell’Interno del 2000 ha affermato che il permesso per minore età non consente di esercitare attività lavorativa [30]: di conseguenza questo tipo di permesso spesso viene rilasciato con la dicitura “non valido per lavoro” e molti Centri per l’Impiego non accettano avviamenti al lavoro di minori titolari di questo permesso.<br>Il mancato riconoscimento del diritto di svolgere attività lavorative per i minori titolari di permesso per minore età, tuttavia, è da considerarsi illegittimo, in quanto, comportando una discriminazione di questi minori e una <b>violazione del principio</b> del “superiore interesse del minore”, viola la Costituzione e la Convenzione sui diritti del fanciullo (in tal senso si è espresso ad esempio il Tribunale di Torino).<br> Inoltre, la legge Bossi-Fini sembra prevedere implicitamente che questi minori possano lavorare, in quanto tra i &nbsp;requisiti per la conversione del permesso di soggiorno ai 18 anni è compreso anche lo svolgimento di attività lavorativa. Infine, va &nbsp;considerato che le circolari del Ministero dell’Interno non sono vincolanti per le altre Amministrazioni, quali i Centri per l’Impiego o le Direzioni Provinciali del Lavoro.<br> In alcune Province (ad es. &nbsp;Torino e Bolzano) le istituzioni locali competenti hanno disposto che i minori titolari di permesso per minore età possano essere avviati al lavoro. <br> Nelle Province in cui ciò non avviene, va ricordato che, proprio perché su questa questione c’è una lacuna normativa, il datore di lavoro che assuma un minore titolare di permesso per minore età, potrebbe essere denunciato con l’accusa di aver violato la legge sull’immigrazione, anche se è molto elevata la probabilità che il giudice riconosca la legittimità dell’assunzione e quindi &nbsp;l’insussistenza del reato, in base alle motivazioni sopra delineate.<br>2) I minori titolari di permesso per affidamento, per motivi familiari, per protezione sociale o per asilo possono lavorare alle stesse condizioni dei minori italiani.<br> 3) Ai minori stranieri si applicano le stesse norme in materia di lavoro che si applicano ai minori italiani (salvo la discriminazione vista al punto 1), in base a cui i minorenni possono essere ammessi al lavoro solo dopo il compimento dei 15 anni e &nbsp;l’assolvimento dell’obbligo scolastico, e con modalità tali da non violare l’obbligo formativo: <br>- in generale l’età minima per l’ammissione al lavoro è fissata a 15 anni; per stipulare un contratto di apprendistato o un contratto di formazione e lavoro, l’età minima è fissata a 16 anni; <br>- l’obbligo scolastico è assolto se il minore ha frequentato il primo anno di scuola superiore ed è stato promosso, ovvero se ha compiuto 15 anni e dimostra di aver frequentato la scuola per 9 anni; <br>- i minori sono soggetti all’obbligo formativo fino ai 18 anni; l’obbligo formativo può essere assolto nel sistema scolastico, nel sistema della formazione professionale o nell’apprendistato; un minore può stipulare un contratto diverso dall’apprendistato solo se tale contratto non gli impedisce di frequentare la scuola o la formazione professionale.<br> <br>IV) Quando compiono 18 anni, hanno diritto di restare regolarmente in Italia?<br>La possibilità di restare in Italia con un regolare permesso di soggiorno dopo aver compiuto 18 anni dipende dal tipo di permesso di soggiorno che il minore ha ricevuto precedentemente e da una serie di altre condizioni.<br><br><div> 1) I minori presenti in Italia da 3 anni e che hanno seguito un progetto di integrazione per 2 anni: <br>Possono ottenere un permesso per studio, accesso al lavoro, lavoro subordinato o autonomo, al compimento dei 18 anni, i minori stranieri non accompagnati che soddisfino le seguenti condizioni:<br>- non hanno ricevuto un provvedimento di rimpatrio da parte del Comitato per i minori stranieri; <br>- sono entrati in Italia da almeno 3 anni, cioé prima del compimento dei 15 anni; <br>- hanno seguito per almeno 2 anni un progetto di integrazione sociale e civile gestito da un ente pubblico o privato che abbia rappresentanza nazionale e che sia iscritto nel registro previsto dall’art. 52 del regolamento di attuazione D.P.R. 394/99; non è chiaro che cosa debba intendersi esattamente per "progetto di integrazione sociale e civile" e come questa disposizione sarà interpretata dalle Questure, ma è ipotizzabile che l’aver frequentato corsi di studio o corsi di formazione professionale, o aver svolto attività lavorative o attività finalizzate all’avviamento al lavoro quali borse di formazione-lavoro possano essere elementi utili a dimostrare di aver seguito un progetto di integrazione; si attendono chiarimenti in proposito da parte del Governo; <br>- frequentano corsi di studio, o svolgono attività &nbsp;lavorativa retribuita nelle forme e con le modalità previste dalla legge italiana, o sono in possesso di contratto di lavoro anche se non ancora iniziato; <br>- hanno la disponibilità di un alloggio. <br> La sussistenza di tali requisiti deve essere dimostrata, con idonea documentazione, dall’ente gestore del progetto di integrazione.<br> 2) I minori con permesso per affidamento e “non luogo a provvedere al rimpatrio” <br>Possono ottenere un permesso per studio, accesso al lavoro, lavoro &nbsp;subordinato o autonomo, o per esigenze sanitarie o di cura, al compimento dei 18 anni, i minori che, dopo aver ricevuto il provvedimento di "non luogo a provvedere al rimpatrio" dal Comitato per i minori stranieri e dopo essere stati affidati ai sensi della legge 184/83, hanno ottenuto prima di compiere 18 anni un permesso per affidamento [39]. <br> Poiché molto spesso il provvedimento di "non luogo a provvedere al rimpatrio" arriva in prossimità del compimento dei &nbsp;18 anni, alcune Questure rilasciano direttamente il permesso per studio o lavoro.<br> 3) I minori affidati ai sensi della legge 184/83<br>Possono ottenere un permesso per studio, accesso al lavoro, lavoro subordinato o autonomo, o per esigenze sanitarie o di cura, al compimento dei 18 anni, i minori che siano affidati ai sensi dell’art. 2 della legge 184/83 .<br> L’affidamento ai sensi dell’art. 2 della legge 184/83 comprende sia l’affidamento familiare, sia l’affidamento a una comunità o istituto.<br> Comprende inoltre sia l’affidamento disposto dal Tribunale per i minorenni, sia l’affidamento disposto dai servizi sociali e reso esecutivo dal Giudice Tutelare: di conseguenza, come è stato ribadito con chiarezza da un’importante sentenza della Corte &nbsp;Costituzionale, la possibilità di ottenere un permesso al compimento dei 18 anni non è limitata ai soli minori affidati con provvedimento del Tribunale per i minorenni, come sostenuto da alcune Questure.<br> Va notato che l’art. 32, co. 1 del T.U. 286/98 pone come unico requisito l’affidamento ai sensi dell’art. 2 della legge 184/83, e non fa riferimento né ai requisiti dell’ingresso da almeno 3 anni + progetto da 2 anni, né al “non luogo a provvedere al rimpatrio” del Comitato per i minori stranieri: la legge pone infatti come requisiti alternativi l’affidamento e l’ingresso da almeno 3 anni + progetto da 2 anni.</div><div>Tali disposizioni, stabilite dalla legge, sono però largamente &nbsp;inapplicate: molte Questure non rilasciano alcun permesso, al compimento dei 18 anni, ai minori affidati ai sensi della legge 184/83 che non siano entrati da almeno 3 anni e/o che non abbiano ricevuto un provvedimento di “non luogo a provvedere al rimpatrio” dal Comitato per i &nbsp;minori stranieri.<br> Tuttavia, poiché l’art. 32, co. 1 richiede come unico requisito l’affidamento ai sensi dell’art. 2 della legge 184/83, in questi casi è possibile presentare ricorso al TAR per ottenere un permesso di soggiorno al compimento dei 18 anni.<br> 4) I minori sottoposti a tutela e i minori affidati “di fatto” a parenti entro il quarto grado.<br>La legge non prevede esplicitamente la possibilità di ottenere un permesso per studio o lavoro al compimento dei 18 anni per i minori sottoposti a tutela o affidati “di fatto” a un parente entro il quarto grado (cioè senza alcun provvedimento adottato ai sensi della legge 184/83), che abbiano un permesso diverso dal permesso per motivi familiari e che non rispondano ai requisiti trattati al punto 1) (ingresso da almeno 3 anni + progetto da 2 anni ecc.). <br> La Corte &nbsp;Costituzionale ha però affermato che i minori sottoposti a tutela e i minori affidati “di fatto” a un parente entro il quarto grado devono &nbsp;essere equiparati ai minori affidati ai sensi dell’art. 2 della legge 184/83, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno al compimenti dei &nbsp;18 anni.<br> In seguito a tale sentenza, una circolare del Ministero dell’Interno ha affermato che i permessi per minore età rilasciati ai minori sottoposti a tutela divenuti maggiorenni prima dell’entrata in &nbsp;vigore della legge 189/2002 devono essere convertiti.<br> Attualmente, molte Questure non rilasciano alcun permesso, al compimento dei 18 anni, ai minori sottoposti a tutela o affidati “di fatto” a un parente entro &nbsp;il quarto grado.<br> In questi casi è possibile presentare ricorso al TAR, al fine di ottenere un permesso di soggiorno al compimento dei 18 anni.<br> 5) I minori titolari di permesso per motivi familiari<br>I minori titolari di un permesso per motivi familiari possono ottenere un permesso per studio o lavoro subordinato o autonomo, al compimento dei 18 anni.<br> 6) I minori titolari di permesso per protezione sociale o asilo<br>Il permesso per protezione sociale, per richiesta di asilo e per asilo possono essere rinnovati anche dopo il compimento dei 18 anni.<br> <br></div><div> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-nel-sociale-per-comprenderne-l-essenza.html#.Vv5-IaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa &nbsp;Patrizia di Lernia</a></b></div><div><b>Assistente Sociale - Operatrice di Terapia e attività assistita dagli animali</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br> <br><div>Principali norme e circolari di riferimento:<br>Convenzione ONU sui diritti del fanciullo del 1989, ratificata e resa esecutiva con legge 176/91<br><br></div><div>Risoluzione del Consiglio dell’Unione Europea del 26.6.97 sui minori non accompagnati, cittadini di paesi terzi<br><span class="fs16">Testo Unico 286/98 sull’immigrazione e successive modifiche (D.lgs. 113/99, legge 189/2002 ecc.) </span><br></div><div><span class="fs16">Legge 184/83 sull’adozione e l’affidamento e successive modifiche (legge 476/98, legge 149/2001) Codice Civile, Titoli X e XI</span><br></div><div>Regolamento di attuazione del T.U. 286/98, D.P.R. 394/99<br>Regolamento del Comitato per i minori stranieri, D.P.C.M. 535/99<br>Circolare del Ministero dell’Interno del 13.11.2000 relativa al permesso di soggiorno per minore età<br>Circolare del Ministero dell’Interno del 9.4.2001 relativa al permesso &nbsp;di soggiorno per minore età e al procedimento di competenza del Comitato &nbsp;per i minori stranieri<br>Nota del Comitato per i minori stranieri sull’interpretazione dell’art. 25 della legge 189/2002 (14.10.2002) <br>Linee Guida del Comitato per i minori stranieri del 2003</div><br>Fonte 1<br> http://www.meltingpot.org/<wbr>Vademecum-sui-diritti-dei-m<wbr>inori-stranieri-non-accomp<wbr>agnati.html#.VZd61fntmko <br> <br><div>Copyright Immagine:</div> http://www.repstatic.it/<wbr>content/nazionale/img/2014/<wbr>04/10/<wbr>115945294-0d20ea1a-db1b-4cc<wbr>b-a30a-930ff1cf0069.jpg</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Jun 2016 10:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BANDO FONDAZIONI DI COMUNITÀ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_njsmawc7"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Fondazioni-di-comunita-Fiscale.webp"  title="" alt="" width="517" height="152" /><br></div><div><br>"La Fondazione CON IL SUD (“Fondazione”) intende rinnovare il proprio impegno volto alla promozione e al rafforzamento dell’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia).<br> Le Fondazioni di Comunità sono enti non profit di diritto privato, che aggregano soggetti rappresentativi di una comunità locale con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita della comunità &nbsp;stessa, attivando energie e risorse e promuovendo la cultura della solidarietà, del dono, e della responsabilità sociale.<br> Attraverso la combinazione di una pluralità di soggetti locali (privati cittadini, istituzioni, associazioni, operatori economici e sociali), le Fondazioni di Comunità possono divenire protagoniste di un intervento autonomo e indipendente per la soddisfazione di <b>specifici bisogni</b> del territorio, grazie alla loro capacità di raccolta di donazioni, private e pubbliche, per finalità di interesse collettivo.<br> La Fondazione CON IL SUD intende promuovere lo sviluppo di Fondazioni di Comunità nelle regioni &nbsp;del Sud sostenendo la nascita di nuove Fondazioni di Comunità e la costituzione del patrimonio mediante meccanismi di “raddoppio della &nbsp;raccolta” (grant matching) che stimolino l’autonoma raccolta fondi da parte delle Fondazioni di Comunità stesse. L’obiettivo di lungo periodo, è quello di contribuire alla creazione, nell’arco dei prossimi 10 anni, di un certo numero di Fondazioni di Comunità nelle regioni meridionali dotate di un patrimonio di almeno 5 milioni di euro, che costituisce un obiettivo minimo per garantire la sostenibilità nel tempo dell’attività e il raggiungimento di una massa critica in grado di attrarre altre donazioni."<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a><br> Commercialista</b></div><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Chiedi al commercialista di "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"</div><div><br>Copywriting Immagine: www.fondazioneconilsu<wbr>d.it/</div><div><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Jun 2016 10:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[UN ATTIMO PRIMA DI DORMIRE...]]></title>
			<author><![CDATA[Enzo Covelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_t89y321q"><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Pinocchio-Bambini-e-nanna.webp"  title="" alt="" width="466" height="349" /><br><br>La sera, prima della nanna, è il momento ideale per leggere un bel libro insieme ai bambini. Al calar della notte, tutto torna a riempirsi di vuoto e il silenzio diventa un ottimo compagno per condividere buone storie. Sì, ma ci sono storie e storie. Come orientarsi? Quali &nbsp;storie scegliere? Attraverso il portale di Città dell’infanzia vogliamo condividere con voi le nostre esperienze di librai specializzati in letteratura per l’infanzia e, al contempo, di genitori. E così partiamo da una delle nostre ultime letture: il classicissimo e intramontabile Pinocchio di Collodi. La domanda che ci siamo posti è stata: leggere la versione integrale o una riduzione o la riscrittura disneyana? In questo caso abbiamo scelto la versione integrale, con le illustrazioni di Roberto Innocenti ed è stato proprio un bel viaggio in compagnia del <b>burattino</b> più scapestrato della letteratura italiana e mondiale. Che &nbsp;fosse un opera di grande valore sotto il profilo artistico non avevamo dubbi ma che potesse appassionare così tanto è stata una grande sorpresa. Ecco cosa scrive in merito Silvia Blezza Picherle, autorevole docente universitaria e super-esperta di letteratura per l’infanzia, nel suo libro “Formare lettori, promuovere la lettura. Riflessioni e &nbsp;itinerari narrativi tra territorio e scuola”:<br> “Un discorso a parte merita Pinocchio di Collodi, opera che va letta ad alta voce in versione rigorosamente integrale, non adattata e ridotta. Questo perché si tratta di un vero capolavoro letterario la cui forza e originalità si trova nello stile e non solo nelle tematiche e nei contenuti. Si consiglia di leggere integralmente , se non tutto il volume, almeno i capitoli più importanti e significativi, magari facendo ascoltare ai ragazzi la splendida versione audio di Paolo Poli. Si sconsigliano vivamente, proprio per rispetto della letteratura, due pratiche molto diffuse: a) leggere il testo ai bambini piccoli in versioni riscritte o ridotte e adattate male, nelle quali della bellezza originale della storia non rimane più nulla; b) leggere a puntate per l’arco di un intero anno il romanzo, rischiando di far annoiare i bambini/ragazzi. Si rammenta che la versione disneyana ha profondamente tradito il testo collodiano, per cui è preferibile non proporla. Tutt’al più si può fare riferimento ad essa, visto che tutti l’hanno vista in versione filmica in famiglia, per partire poi alla scoperta vocale del romanzo nella sua essenza originale. Lo si può fare anche attraverso alcune <b>versioni illustrate</b>, di particolare pregio artistico e in sintonia con alcune delle varie anime del capolavoro collodiano, come, tra le molteplici, quelle di Attilio Mussino, Roberto Innocenti, Lorenzo Mattotti, Emanuele Luzzati, Ferenc Pinter”.<br> <br> Provateci anche voi, perché le &nbsp;storie: CALMANO e aiutano a varcare senza timore la soglia del sonno; COCCOLANO e garantiscono la presenza di mamma o papà; CONSOLANO e fanno dimenticare piccoli e grandi crucci. Insomma, non c’è niente di più dolce che addormentarsi ascoltando una voce che legge e racconta. <br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/l-emozione-dei-racconti.html#.VwN7p6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Enzo Covelli</a></b><div><b>Libraio Raccontastorie<br></b> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 16:17:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?un-attimo-prima-di-dormire---</link>
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			<title><![CDATA[L'ECOGRAFIA: UNA SCELTA INFORMATA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.sse Parente e Valerio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_i6g5j4wi"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Informazioni-Attesa-e-ecografia.webp"  title="" alt="" width="444" height="306" /><br> &nbsp;<br>È ormai da qualche decennio che l’ecografia in gravidanza ha conquistato un po’ tutti, mamme, papà, nonni, zii e talvolta gli stessi operatori sanitari!<br> Tutti vivono la gravidanza in attesa della prossima ecografia! Probabilmente perché: "l’uso degli ultrasuoni è considerato un metodo semplice, non invasivo, sicuro per controllare lo sviluppo del bambino e favorire il bonding prenatale. Ma molte ricerche mettono in dubbio queste affermazioni, e i rischi da ultrasuono vengono poco indagati e poco pubblicati "(V.Schmid, Il bambino e gli ultrasuoni). <br> Tuttavia questo esame viene raccomandato e, per quanto riguarda la gravidanza fisiologica, si esegue per la datazione della gravidanza nel I trimestre, per la diagnosi di anomalie fetali nel II trimestre e infine per valutare l’accrescimento del feto nel III trimestre. In particolare "l’indagine ecografica per la <b>diagnosi</b> di anomalie fetali consente di: compiere una scelta riproduttiva consapevole e decidere per tempo per una eventuale interruzione di gravidanza; preparare i futuri genitori alla gestione di disabilità, eventuali trattamenti, cure palliative; programmare la nascita in centri specializzati".<br> Effettivamente questo esame ha un “gran potere”; permette di poter vedere molti mesi prima la creaturina che cresce nel grembo materno, i suoi organi, il sesso, i suoi movimenti e atteggiamenti è un po’ come se sbirciassimo qualcuno dal buco della serratura, a sua insaputa!<br> A questo proposito, si è visto che il bambino percepisce gli ultrasuoni e ne risulta infastidito, manifestando a volte reazioni inconsuete di agitazione, altre volte di immobilità; e non a caso molte mamme riferiscono che durante l’ecografia, il loro piccolo mette le mani davanti al viso, si copre le orecchie.<br>Inoltre, nonostante sia un luogo comune pensare che l’ecografia sia un esame largamente accettato da mamme e papà, anche per questi ultimi le reazioni sono molto diverse tra loro! Infatti, per molte future mamme e papà l’ecografia è una rassicurazione, è un vedere concretamente che sta avvenendo qualcosa, è confermare che “tutto” va bene. Per altre invece l’<b>ecografia</b> genera paura, ansia che si possa scoprire qualcosa che non va. Per altre ancora, l’ecografia rappresenta semplicemente immagini, spesso incomprensibili correlate a dati altrettanto incomprensibili! <br>A questo punto la conclusione più logica sarebbe ancora una volta quella di UNA SCELTA INFORMATA: prima di sottoporsi in maniera routinaria a questo esame è bene che la donna abbia le giuste informazioni sull’uso degli ultrasuoni, sulla loro applicazione, sulle informazioni che può realmente dare l’ecografia, sulle evidenze scientifiche, così che l’ecografia diventi UNA DELLE PRATICHE POSSIBILI A SCELTA DELLA DONNA o per una RICHIESTA specifica dello SPECIALISTA PER UN SOSPETTO CLINICO. <br> E poi, la relazione tra la mamma e il suo &nbsp;bambino nasce molto prima di vederlo sullo schermo di un ecografo, ed è possibile parlare con lui, sentire i suoi movimenti e, perché no, addirittura accoglierlo nella vostra famiglia ancor prima che nasca.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYpHaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa ROSSELLA VALERIO</a><br></b><div><b>Ostetrica </b></div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYpHaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa RAFFAELLA PARENTE</a></b><br><div><b>Ostetrica </b></div><div><br></div><div> <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"<br><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 16:11:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-ecografia--una-scelta-informata</link>
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			<title><![CDATA[INFELICIT ADOLESCENZIALE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_lp18cjv1"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Formazione-Voglia-di-vivere.webp"  title="" alt="" width="459" height="306" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16">Sembrerebbe strano, eppure molti adolescenti si sentono infelici. In un'età in cui la vita sembra sorridere con maggior benevolenza, in cui i grandi problemi sono risolti da mamma e papà, non sembrerebbe che possano sussistere motivi per sentirsi depressi, melanconici, infelici. L'adolescente è un individuo in piena maturazione fisica e psicologica: non è ancora un uomo e non è più un bambino; anzi si sente già uomo nel suo intimo, pur scorgendo le differenze che ancora lo separano dall'<b>età adulta</b>. Ma proprio perchè l'adolescenza rappresenta un'età di transizione e di formazione, è anche l'età in cui si compiono i primi tentativi di scelte intime, liberi dall'autorità degli adulti. E proprio perchè si incomincia a scegliere, si acuisce ancor di più il contrasto psicologico tra il giovane che si crede adulto, perchè è in grado di compiere scelte sue, e l'adulto che continua a considerarlo un bambino ed a trattarlo come tale. Questa difformità, tra ciò che l'adolescente si considera, e come invece viene considerato dagli adulti, innesca un senso di melanconia e di fretta di arrivare al giorno in cui potrà essere ufficialmente adulto. Naturalmente più questo giorno si protrae nel tempo, tanto più cresce la malinconia, fino a trasformarsi in vera e propria infelicità. Questa infelicità è comunque ancora desiderio di vivere: ma desiderio di vivere una vita diversa, in cui la propria personalità in formazione sia giustamente considerata. Grave errore commettono gli adulti che non si accorgono di questo mutamento in atto, o che non vogliono considerarlo, nella sua giusta misura. Continuare a trattare l'adolescente come un bimbo e fargli sentire tutto il peso, dell'autorità di adulti è spingerlo a credere che la sua ora non giungerà mai, limitandolo insomma nella possibilità di esprimere la sua personalità in formazione. Nell'adolescenza, dunque, si fanno i primi tentativi di scelta, i quali poi possono risultare anche sbagliati. Non serve, anzi è dannoso criticare aspramente un tentativo errato; ma risulta di gran lunga più utile cercare, con tutti i riguardi possibili, di analizzare insieme e discutere i motivi di una scelta e i risultati a cui essa ha portato, affinchè l'errore commesso appaia da solo agli occhi dell'adolescente. Ma ciò non basta: è assolutamente necessario poter dare al ragazzo la sensazione che l'errore commesso è facilmente rimediabile, che basta in fondo cambiare i presupposti, perchè automaticamente tutto si aggiusti. In altri termini bisogna dire chiaramente che si può <b>scegliere</b> ancora. L'infelicità dell'adolescente, infatti, nasce non già dal tentativo fallito, ma dalla convinzione di non aver più la possibilità di tentare ancora una volta. L'adolescente vive in un mondo delicato, in cui le cose più banali, agli occhi dell'adulto, possono invece assumere enorme importanza. Non comprendere questa importanza vuol dire non capire affatto l'adolescente; significa traumatizzarlo e spingere il suo equilibrio, già di per sé precario, oltre al limite, con i risultatati che si possono scorgere sulle pagine di cronaca sui giornali. </span><span class="fs16">È</span> necessaria molta pazienza, molta delicatezza e comprensione per poter effettivamente aiutare il giovane a maturare. Gli atteggiamenti spesso indisponenti e di sfida che certi giovincelli e certe ragazzine adottano come sistema di vita, lo stesso linguaggio provocatorio sono i segni di una incomprensione di fondo nei loro confronti; indicano chiaramente un momento di rottura con tutto quel mondo che li circonda, ma che viene loro negato; sono un altro modo di sentirsi adulti, proprio come coloro che non sono capaci di aiutarli a raggiungere un vero e stabile equilibrio.<br></div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 16:06:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?infelicit-adolescenziale</link>
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			<title><![CDATA[I DOCENTI LUNGIMIRANTI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_qo26bqeg"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/DSA-Relazioni-apprendimento.webp"  title="" alt="" width="462" height="308" /><br></div><div><br></div><div>A partire dal 2010 è stata varata la legge 170 che riconosce i disturbi specifici dell’apprendimento. Ha avuto inizio, così, una vera “rivoluzione” scolastica che ha visto migliaia di docenti impegnati nell’acquisire nuove conoscenze &nbsp;Uno dei punti più interessanti di questa normativa, è il concetto dei personalizzazione inteso come quel processo attraverso cui i docenti, dopo un’attenta analisi del proprio studente con DSA, elaborano un piano di lavoro didattico alternativo finalizzato al raggiungimento degli stessi obiettivi della classe. Questa nuova, ormai non più così recente, <b>impostazione formativa</b> vede al centro dell’intervento la figura del docente di classe il quale, a prescindere dalla figura di un docente di sostegno nella propria aula, struttura e avvia un percorso specifico per lo studente con dislessia, non dimenticando che il disturbo specifico dell’apprendimento si presenta in forma assai diversa, da un alunno all’altro, a seconda del livello di gravità. </div><div>La professione esercitata giornalmente in diverse scuole, mi permette di confrontarmi con tanti docenti dai più lungimiranti a quelli, diciamo così, più tradizionalisti. Confronti spesso forieri di spunti di riflessione interessanti mentre in altri casi, lo ammetto, avvilenti e improduttivi. Ma, voglio parlare di scuola in positivo ricordando ai nostri fedeli lettori la presenza di eccellenti docenti. All’occhio esperto, si riconoscono subito per l’approccio positivo alle difficoltà, per l’accoglienza calorosa e nonostante la visibile stanchezza non si sottraggono ai confronti costruttivi. &nbsp;Hanno diverse doti, una in particolare vorrei evidenziarla: pianificano con anticipo le diverse attività e pongono un’attenzione particolare nella ricerca di schede, esercizi, immagini da sottoporre allo studente con DSA. Non contenti, si cimentano in compiti anche tecnologici quali registrazioni audio, stesura al computer di compiti visivamente accattivanti o ricercano e poi suggeriscono alle famiglie dei programmi da usare durante le ore pomeridiane. Inoltre, sono molto attenti a non sottovalutare eccessivamente le abilità di lettura, di scrittura e di calcolo del loro alunno in quanto conoscono bene il concetto di Vygotskij quello di “zona di sviluppo prossimale”. Uno spazio, in cui il docente lungimirante essendo un modello positivo e certamente più competente del suo alunno, lo accompagna nella costruzione di nuove conoscenze accelerando e decelerando (quando è opportuno) i processi di apprendimento. Succede spesso, che esigano il confronto con gli altri colleghi onde evitare l’adozione di strategie discordanti se non addirittura inibitorie del processo di crescita dello studente con DSA. I docenti lungimiranti si vestono di <b>umiltà e disponibilità</b> verso le famiglia e quando ingiustamente vengono accusati ricorrono alla propria intelligenza emotiva, definita dallo psicologo statunitense D. Goleman quel fattore legato all’uso corretto delle proprie emozioni e determinante nel raggiungimento dei propri successi personali e professionali. </div><div>Nella scuola, di docenti lungimiranti ne ho conosciuti tanti e d è a voi che dedico questo breve articolo. A voi va il merito di essere prima di tutto educatori di centinaia di studenti e in secondo luogo docenti. Grazie per la passione. </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.VxN-3o9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Annalisa Cagia</a></b></div><div><b>Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale </b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 16:59:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?i-docenti-lungimiranti</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[PICCOLE ADOLESCENTI CRESCONO]]></title>
			<author><![CDATA[Sabrina Altamura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7yi817wp"><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Make-Up-Adolescenti.webp"  title="" alt="" width="412" height="274" /><br><br> Qual'è l'età giusta per truccarsi? <br>Il make-up per le adolescenti è una vera tentazione è un modo per &nbsp;sentirsi grandi ed è una fase molto importante della loro vita. Di &nbsp;solito si inizia verso i 13-14 anni, sarebbe meglio scegliere trucchi &nbsp;ipoallergenici e privi di sostanze nocive (parabeni, petrolati, peg, &nbsp;ecc...) adatti alla pelle giovane e delicata delle ragazze. Si può &nbsp;iniziare con una buona bb cream (fondotinta liquido con aggiunta di crema idratante) <b>adatto</b> al proprio incarnato, un correttore, cipria, &nbsp;matita, mascara e lip gloss. La cosa più importante è sempre detergere &nbsp;il viso e idratarlo per far traspirare la pelle, ricordarsi di bere &nbsp;adeguatamente e di avere una buona alimentazione; il mio consiglio è &nbsp;quello di non esagerare mai con il trucco. <br> "Gli unici occhi belli sono quelli che vi guardano con tenerezza". Coco Chanel<br> <br><br> -make-up artist<br> -bridal stylist<br> -insegnante one stroke O.S.C.I 1,2 <br> -estetista <br> -naturopata &nbsp;<br> <br><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/quando-mani-e-cuore-si-uniscono.html#.Vv5_16SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Altamura Sabrina</a></b></div><div><br></div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 16:55:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?piccole-adolescenti-crescono</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[CHE ANIMALE SONO?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Maria Elena Germinario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_087zf45r"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Interpretazione-Animali-attori.webp"  title="" alt="" width="427" height="570" /><br></div><div><br></div><div> Fase importante del processo di crescita &nbsp;teatrale, nonchè di conoscenza di sè stessi, è il lavoro sul proprio &nbsp;animale totemico: l'allievo viene invitato a scegliere l'animale in cui &nbsp;s'identifica, in cui si riconsoce, quello che meglio lo rappresenta, &nbsp;l'animale che meglio rappresenta le sue caratteristiche comportamentali o &nbsp;emotive. Una volta scelto s'invita l'allievo ad assumerne movenze e a &nbsp;riprodurne versi, cercando di "essere" il più possbile &nbsp;quell'animale. Indirettamente in questo esercizio/gioco gli allievi &nbsp;scoprono lati di sè a cui fino a quel momento non avevano mai dato nome e &nbsp;si ritrovano a parlare "in scena" di sè incontrando altri "animali", &nbsp;altri istinti, altre modalità d'approccio, a volte più aggresive, altre &nbsp;volte alla ricerca di protezione e calore. Ma soprattutto si ritrovano a &nbsp;doversi concentrare sul <b>mondo della natura</b>, a cui spesso hanno dato &nbsp;pochissima importanza, sentendola come qualcosa di molto lontano e &nbsp;insignificante. Ritorniamo al mondo della natura! Riscopriamo il nostro &nbsp;animale totemico! Molte volte parla di noi molto più la natura che &nbsp;qualsiasi altra persona!</div><div><br></div><div><b>Maria Elena Germinario</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div> Continuate a seguirci su Http://tiny.cc/teatro e lasciateci i vostri consigli e suggerimenti!</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 16:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LE AREE DELLA PET-THERAPY (IAA)]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_04z2ad5l"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Animali--Terapia-e-peculiarita.webp"  title="" alt="" width="455" height="341" /><br></div><div><br></div><div><b>Valenza psicomotoria</b>: sotto l’aspetto psicomotorio, è possibile favorire la motricità fine e grossolana, sviluppando capacità propriocettive e dei cinque sensi, incentivando, inoltre, la coordinazione oculo-manuale. Secondo Winnicott, il bambino che gioca vive in un’area, che resta fuori da lui, ma non è ancora il mondo esterno, un luogo dove egli può raccogliere elementi della realtà esterna e porli al servizio della propria realtà interna, conferendo loro identità e importanza affettiva (oggetti transazionali); secondo A. Ferrari, giocare è il modo in cui il bambino trova nuove emozioni e realizza nuove esperienze: è, insomma, il modo più semplice per apprendere e modificarsi. I giochi bambini-animale sono costantemente corporei e di movimento, favoriti dal fatto che l’animale (in particolare questo aspetto riguarda il cane) ha la stessa modalità di gioco e la stessa capacità di comunicazione non verbale; in particolare, sono due gli effetti fondamentali che il gioco con l’animale ha sullo sviluppo del bambino: la scoperta e il controllo del proprio corpo, da parte del bambino e l’esplorazione progressiva del mondo circostante. Valenza terapeutica: è stato scientificamente dimostrato che il contatto con un animale sia fonte di serenità, regola la pressione arteriosa, l’attività cardiaca, il tono muscolare, induca al rilascio di B-endorfine, riducendo i fattori di stress e diminuendo stati di ansia; studi recenti hanno dimostrato come in pazienti sottoposti a TAA si è avuto un miglioramento del 75% dei casi di insonnia e del 34% di sindromi algiche (Benson). La valenza terapeutica si identifica anche nella attività psicomotoria di diverso tipo in cui viene coinvolto l’utente. &nbsp;Spesso gli animali di Pet-therapy possono rappresentare un supporto psicologico di amplio rilievo per superare momenti problematici. Valenza emozionale/affettiva: deriva dalle caratteristiche psicologiche e comportamentali stesse dell’animale; il rapporto con gli animali è scevro da giudizi di qualsiasi ordine, gli animali non considerano il nostro aspetto fisico o la posizione sociale che rivestiamo, non sono in competizione con noi. Questo permette di manifestare liberamente le emozioni e attenuare il senso di solitudine sociale che porta l’individuo all’isolamento affettivo. È possibile favorire l’aumento di <b>vissuti emotivi</b> positivi che servono a combattere emozioni e sentimenti negativi, sviluppando alcune doti dell’intelligenza emotiva, quali ad esempio l’empatia ed il controllo emotivo; sempre dal punto di vista emotivo si stabilizza l’umore e il comportamento, sviluppando l’autostima, la cura personale, la fiducia, l’autodeterminazione, riducendo l’aggressività e fasi di depressione. Valenza relazionale: comunicare con gli animali favorisce il linguaggio non verbale, la gestione del contatto fisico, l’espressione istintiva delle emozioni, la spontaneità, tutti elementi controllati nella comunicazione intraspecifica. Si favorisce l’accrescimento della disponibilità relazionale e comunicativa, stimolando la motivazione e la partecipazione del soggetto interessato; inoltre la presenza di un animale è spesso fulcro di attenzione ed interesse, incentiva la persona nel processo comunicativo, creando occasioni di comunicazione con la realtà esterna. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-nel-sociale-per-comprenderne-l-essenza.html#.Vv5-IaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Patrizia di Lernia</a></b></div><div><b>Assistente Sociale - Operatrice di Terapia e attività assistita dagli animali</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 20:48:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?le-aree-della-pet-therapy--iaa-</link>
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			<title><![CDATA[UNA FRESCA MERENDA]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_88k51064"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Merenda-Gelato-e-frutta.webp"  title="" alt="" width="482" height="323" /><br></div><div><br> &nbsp;I ghiaccioli in estate sono l'ideale per grandi e piccini. Colorati, &nbsp;buonissimi, allegri, freschi, dissetanti, dolci ma sani, che dire una &nbsp;bona alternativa di merenda estiva, ecco &nbsp;una semplice e deliziosa &nbsp;ricette per preparare in casa questi golosissimi dessert di ghiaccio, frutta e fantasia!<br> <br><b> frutta fresca</b> di stagione;<br> yogurt bianco(normale o magro);<br> stecchette per gelato;<br> formine per ghiaccioli.<br> <br> Procedimento<br> <br> &nbsp;Prendete la frutta fresca che intendete utilizzare per preparare i &nbsp;vostri ghiaccioli, lavatela per bene; sbucciatela e tagliatela a &nbsp;pezzetti; mettetela in una ciotola tutta insieme, e mischiatela con un &nbsp;cucchiaio;<br> intanto riempite le formine per ghiaccioli alla base, con &nbsp;lo yogurt bianco, poi aggiungete un po’ per volta la frutta tagliata a &nbsp;pezzi e ricoprite di nuovo con lo yogurt bianco ogni formina fino &nbsp;all’orlo.<br> <br> Adesso potete posizionare in ogni forma le stecchette di gelato, e mettere in freezer per almeno 4 ore.<br> <br> &nbsp;Togliete dal freezer e servite ai vostri ospiti, li potete rifare &nbsp;nell’arco della stessa giornata il numero di volte che volete, perché &nbsp;privi di coloranti alimentari, ma ricchi di frutta fresca.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.Vy8bYo9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Mamma Annalisa</a></b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 20:44:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?una-fresca-merenda</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[PATHOS]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_v4w58k2w"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Passione-Filosofia-etimologia.webp"  title="" alt="" width="474" height="474" /><br> <br>Un'attenta osservatrice, nonchè &nbsp;critica lettrice, mi ha giustamente chiesto di definre il significato &nbsp;della parola PASSIONE, perchè in effetti non si sa bene cosa si intenda con questo termine così ho iniziato la mia ricerca etimologica perchè, vedete, tutte le nostre sensazioni, emozioni, noi le abbiamo catalogate dando loro un nome.<br> Spesso questo nome deriva da lingue antiche che hanno cercato di materializzare qualcosa che di materia ha ben poco.<br> Così passione deriva da PATHOS, parola greca, a sua volta trasformata in PATIRE verbo latino che significa <b>SOPPORTARE</b>.<br>Sulla parola pathos mi soffermo velocemente perchè come la parola logos assume innumerevoli significati dipendenti dalle mille sfaccettature che gli autori le attribuirono ad esempio, soffrire provare dolore.<br>Nella sua radice PATHOS ha il gruppo PAT da verbo PASKO che significa soffrire<br>Dunque se siamo tutti d'accordo passione significa provare un trasposrto, un interesse che fa soffrire sentimento molto forte, capace di dominare completamente una persona, in particolare, trasporto amoroso, dolore, sofferenza: <br> Chi può negare che quando amiamo non proviamo anche dolore e sofferenza?<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 19:59:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?pathos</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[È TEMPO DI VACANZE... E DI VACCINARE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Zora Giovanna Del Buono]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_91fyw6y6"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Vaccinazioni-Prevenzione-Bimbi.webp"  title="" alt="" width="499" height="274" /><br></div><div><br></div><div>Tra le misure di profilassi da raccomandare in medicina dei viaggi uno dei principali e dei più controversi è l'uso delle vaccinazioni preventive. Ovviamente in caso di bambini i genitori si rivolgeranno al loro pediatra per avere un consiglio, ma vediamo di fare un po' di chiarezza sulle molte vaccinazioni oggi disponibili e sulla loro reale utilità. Dando per scontato che tutti i piccoli viaggiatori siano in regola con le vaccinazioni di routine, tratteremo di quelle "raccomandate". Tra queste la più importante, che dovrebbe essere proposta a tutti i viaggiatori, è quella per l'epatite A, poiché la malattia che essa previene è la più frequente, con un tasso di 3casi/ 1000 viaggiatori/mese di soggiorno, che sale a 20 casi/1000 per i viaggi in tenda o camper e/o soggiorni di lunga durata. Fatta eccezione per i principali paesi ad elevato reddito, in tutto il resto del mondo l'<b>infezione</b> è endemica, vi sono paesi dell'Europa dell'Est o che affacciano sul Mediterraneo ad endemia intermedia ma anche per recarsi in queste località la vaccinazione è opportuna, anche un banale succo d'arancia diluito con acqua non perfettamente potabile o preparato in modo contaminante può divenire veicolo d'infezione, perfino se servito in un albergo a cinque stelle! Bisogna anche tener conto che il bambino, a differenza dell'adulto, può eliminare il virus dell'<b>epatite</b> con le feci anche per lunghi periodi, pur essendo assolutamente asintomatico, e quindi diventare una notevole fonte di infezione per i suoi familiari e compagni. Il vaccino contro l'epatite è del tipo inattivato. In realtà , se il bambino sotto l'anno di vita è proveniente da paesi ad endemia intermedia o elevata, per esempio dal Nord Africa o dal Sud Est asiatico, potrebbe nei primi mesi di vita presentare anticorpi contro l'epatite A di origine materna, acquisiti per via placentare, che diminuirebbero l'efficacia del vaccino. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> comunque dimostrato da recenti studi che il vaccino è ben tollerato anche in bambini sotto l'anno d'età e che l'esecuzione di una seconda dose di richiamo dopo 6-12 mesi dà una immunità soddisfacente anche in presenza di anticorpi materni. Quindi in bimbi extracomunitari che si rechino frequentemente, sin da piccoli, nel paese d'origine è possibile vaccinare già nei primi mesi di vita, facendo una dose di richiamo dopo un anno circa per essere sicuri di una buona risposta. Sembra che l'immunità duri almeno 20-25 anni e per il momento non vi sono indicazioni per un terzo richiamo, completate le due dosi a distanza di 6-12 mesi una dall'altra previste dal calendario vaccinale. Per quanto invece riguarda la febbre gialla sono riportati casi di encefalite in bambini molto piccoli dopo la vaccinazione. Pertanto questo vaccino è assolutamente sconsigliato in bambini sotto i 9 mesi e solo in caso di necessità assoluta somministrabbile prima dei 3 anni. La meningite da Meningococco è un rischio concreto per coloro che viaggiano nell'Africa Sub-sahariana e verso la Mecca (200 casi/ 100.000 pellegrini). I ceppi che circolano in tali zone sono l'A e secondariamente W e Y. Tali <b>ceppi</b> non sono coperti dal vaccino antimeningococco coniugato comunemente offerto ai bambini in Europa, che protegge dal ceppo C o più recentemente B, occorre pertanto utilizzare, per bambini viaggiatori che debbano recarsi in tali aree, principalmente musulmani, il vaccino polisaccaridico non coniugato che comprende anche i sierogruppi A, C, W, Y135 in dose unica. Tale vaccino è scarsamente efficace sotto i due anni e dà una protezione di breve durata (non più di 3-5 anni) comunque a partire dai 3 mesi il bambino risponde discretamente alla componente A e può pertanto essere vaccinato, anche se con risultati non paragonabili all'adulto. In questi casi la scelta migliore nei bambini piccoli, laddove possibile , è evitare il viaggio in zone così a rischio. Il rischio di colera è elevato soprattutto in Africa e nel Sud- Est asiatico ed è disponibile un vaccino per via orale, somministrabbile dopo i 2 anni di età. Questo vaccino non protegge però validamente dall'ETEC, (<b>Escherichia Coli</b> Enterotossigena) diffuso oltre che nelle aree suddette anche in Centro e Sud America e responsabile anch'esso di gastroenteriti gravi. La durata della vaccinazione è breve e deve essere proposto un richiamo dopo i 6 mesi nei bambini sotto i 6 anni e dopo 1 anno nei più grandi. La vaccinazione preventiva antirabbica è raccomandata nei bambini solo se si recano in vacanza in zone rurali o silvestri endemiche, principalmente in India ed in Africa, ma anche in Europa ed America, e si effettua con 3 dosi nell'arco di 1 mese; bisogna tener conto che è sufficiente un graffio superficiale, specie se contaminato da saliva, per trasmettere l'infezione e che quindi l'utilità della vaccinazione, conoscendo l'imprudenza dei bambini con gli animali, è sottovalutata! Il rischio di febbre tifoide, infine , è piuttosto basso al di fuori del Sud-Est Asiatico, e l'efficacia del vaccino variabile, pertanto non è raccomandato di routine. </span><span class="fs16">È</span><span class="fs16"> importante ricordare che in caso di bambini con problemi di ridotta capacità immunitaria sarà bene ampliare l'offerta vaccinale, laddove in altri casi si selezioneranno i vaccini prioritari in base alle raccomandazioni dell'OMS.</span></div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/amare-bambini-e-amare-se-stessi.html#.VzcNR49OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Zora Giovanna Del Buono</a></b></div><div><b>Pediatra Neonatologa</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Jun 2016 18:29:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?e-tempo-di-vacanze----e-di-vaccinare</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[RESPONSABILITÀ GENITORIALE E TROPPA TV: UNA RIFLESSIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_326p7324"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Tv-e-Minori-Informazioni-Legali.webp"  title="" alt="" width="462" height="307" /><br> <br> &nbsp;La responsabilità genitoriale è stata introdotta dal d.lgs. 154\2013, &nbsp;che ha riscritto gli articoli art. 315 e ss. del codice civile, e ha &nbsp;meglio individuato i doveri dei genitori verso i figli.<br> <br> Con &nbsp;sentenza n. 12501 del 2000 della Corte di Cassazione ha chiarito che i &nbsp;genitori devono dimostrare “di aver impartito al figlio un’educazione normalmente &nbsp;idonea, in relazione al suo ambiente, alle sue attitudini e alla sua &nbsp;personalità, ad avviarlo ad una corretta vita di relazione e, quindi, a &nbsp;prevenire un suo <b>comportamento illecito</b>”.<br> <br> Allo stesso tempo è &nbsp;stato appurato che “guardare la televisione può frenare lo sviluppo dei &nbsp;bambini minori di tre anni, causare ritardi psicomotori, incoraggiare la &nbsp;passività, causare sovraeccitazione e turbe del sonno”<br>FONTE: www.repubblica.it/salute/<wbr>medicina/2009/12/15/news/<wbr>perche_troppa_tv_fa_male-55<wbr>84765/<br> &nbsp;<br> Sarebbe il caso di RIFLETTERE!!!<br> <br><b>Avv. Luca Volpe</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br> <br> Chiedi all'avvocato di "<a href="http://http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a>"<br><br></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Jun 2016 18:28:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?responsabilita-genitoriale-e-troppa-tv--una-riflessione</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IN CARROZZELLA NEL PAESE DI SAN FRANCESCO]]></title>
			<author><![CDATA[Valeria De Simola]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_s0d7j4f9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Estate-Giornata-ad-Assisi.webp"  title="" alt="" width="426" height="775" /><br></div><br> 15 agosto 2015<br> <br>È ferragosto la nostra città è gremita di turisti, la confusione e i &nbsp;vari festini ne sono padroni, facendo perdere quasi il senso profondo di &nbsp;questo dogma cattolico, cioè Maria che viene assunta in cielo.<br> Così &nbsp;io e mio marito pensiamo e ripensiamo a voler dare un senso a questa &nbsp;giornata e quasi illuminati e chiamati decidiamo di partire con Roberta e &nbsp;il nostro piccolo alla volta di Assisi, andiamo dal patrono d'Italia: &nbsp;<b>San Francesco</b>.<br> Le ore di viaggio non ci hanno mai spaventato, in &nbsp;fondo siamo abituati a lunghi viaggi verso mete ospedaliere, ma questa &nbsp;volta la nostra meta ha un senso diverso.<br> Assisi con i suoi colli, &nbsp;le sue chiesette ed i suoi panorami bucolici la rendono &nbsp;meravigliosamente diversa da molte altre città, nonostante le continue e &nbsp;faticose salite e discese suggestive, con la carrozzella arriviamo alla &nbsp;basilica di San Francesco.<br> L'aria è calda e profumata, non è il &nbsp;verde che la circonda a profumarla, non sono i fiori, ma è il profumo &nbsp;dell'amore: l'amore universale per ogni creatura di questo mondo che non &nbsp;conosce disuguaglianze.<br> Il nostro cuore si riempie di una pace &nbsp;interiore sublime e Roberta dal prospetto della sua carrozzella sembra &nbsp;immersa in questi magici silenzi interrotti solo da gruppi di ragazzini &nbsp;della sua stessa età che tutti in cerchio battendo le mani e cantando &nbsp;il cantico delle creature, le sorridono con occhi gioiosi amichevoli, &nbsp;con occhi che non vedono diversità perché in certi luoghi c'è qualcosa &nbsp;di magico, qualcosa che rende tutti unici e diversi allo stesso tempo: &nbsp;l'amore che è la sola libertà del mondo.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-amore-che-va-oltre.html#.VzHcLI9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Valeria de simola</a></b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Jun 2016 18:27:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?in-carrozzella-nel-paese-di-san-francesco</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/rss/s0d7j4f9</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IL SENSO DI SÉ]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4i9827ht"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Essere-Accoglienza.webp"  title="" alt="" width="446" height="594" /><br></div><div><br></div><div>“Lo ammetto: non sono mai stato bravo con la scrittura. Sarà per questo che mi esprimo meglio col disegno. Voglio, comunque, provare a raccontarti di quando ho capito che avrei dovuto combattere per tutta la mia vita contro il pregiudizio. Sono quasi subito stato consapevole della mia attrazione per i maschietti come me, sin da bambino. Ma l’ho sempre percepito come un normale aspetto della mia vita. Ho, però, ben viva e presente quella “prima volta”, quel momento in cui ho dovuto cominciare a difendermi dagli attacchi degli “altri”. Era una domenica mattina e all’epoca, come tutti i ragazzini di dieci undici anni, cominciavo ad uscire con gli amici, finalmente liberi di fare la (noiosissima) passeggiata ai giardini comunali, iniziando, così, quella vita sociale che è parte fondamentale della crescita di ogni essere umano. Eravamo in giro, io e la mia migliore amica, a raccontarci la vita, quando, eccolo l’incontro fatale con due ragazzi, amici di amici. Ci fermiamo, parliamo del più e del meno e poi, all’improvviso, inaspettatamente e senza motivo alcuno, uno dei due, con tono malizioso, mi si rivolge dicendo: “Ma tu sei una femmina o un maschio?”, come se stesse sforzandosi di catalogarmi per un libro di scienze. Riconosco che ero poco o quasi per nulla “virile”. Tuttavia, anche se un po’ sorpreso, rispondo con tutta tranquillità: “Sono un ragazzo”. Alla mia risposta, i due si guardano in faccia, sorridono, e con quel tono di scherno che ho sempre trovato odioso in chi lo usa per sentirsi superiore, ribattono: “Ah! Tu sei “mezzafemmina”. Ti piacciono i maschi.” E giù, poi, con una serie interminabile di scherni. Di fronte a tanti insulti, quel giorno trovai in me la forza e la prontezza di rispondere: “Non si giudica una persona dal suo aspetto fisico!” e, ignorandoli, proseguii la mia passeggiata. A volte ho pensato che sarebbe stato, forse, opportuno tirare un pugno in faccia ad un simile energumeno. Ma sono contento della mia <b>scelta</b> di aver risposto con un messaggio che corrispondesse meglio al mio modo di essere. Non ho mai pianto di fronte a questo tipo di situazioni ma sicuramente quello è stato &nbsp;il momento in cui ho capito che la società dell’epoca non era ancora pronta a comprendere e accettare l’essere “gay”; che avrei dovuto combattere tutta la vita per affermare me stesso. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> passato tanto tempo da quella domenica. La società si è evoluta sotto molti aspetti. Eppure, ancora assistiamo ad episodi di inaudita violenza psicologica e fisica nei confronti di chi vuole solo essere se stesso. Il mio pensiero vola a quei ragazzi che si tolgono la vita perché gay e vittime di bullismo. Vorrei dire loro che nella vita non si deve mai gettare la spugna. Bisogna affermare la propria identità con coraggio ed onestà e non permettere che ignoranza e pregiudizio prevalgano”.</span></div><div><span class="fs16">La testimonianza descritta dal protagonista è una limpida ‘dichiarazione’ che sottolinea l’imprescindibile diritto di ognuno ad essere se stesso. Purtroppo, ancora oggi, molti pensano che l’omossessualità sia il frutto di una scelta personale. In verità può rappresentare un modo naturale di sentirsi. L’unica scelta che una persona può esercitare è se rivelare la propria natura o nasconderla. Pensiamo come chiunque di noi vivrebbe &nbsp;la propria esistenza senza poter condividere le proprie istintive inclinazioni, le passioni e i sogni con gli altri. L’essere se stessi, talvolta , può significare rappresentare una “minoranza” e una delle difficoltà principali che qualsiasi minoranza incontra nel contesto sociale è determinata da una scarsa conoscenza. Una società che voglia educare all’accettazione, al rispetto e all’accoglienza delle “minoranze”, deve, però, prescindere da idee preconcette, dogmi e assiomi di qualsiasi natura. In questo consiste il reale “progresso” dell’uomo. La <b>naturalezza</b> e la verità con cui questo vissuto viene narrato mi induce, altresì, a porre un interrogativo ben preciso: ‘Cosa significa, in realtà, educare?’. Molti potrebbero rispondere che questo termine attenga strettamente all’ insegnare le ‘buone maniere’, per porsi con rispetto e gentilezza nei confronti degli altri, o al rendere una persona &nbsp;istruita e, dunque, consapevole di ‘giusti’ comportamenti sociali. Le riflessioni pedagogiche dei professionisti dell’educazione, soprattutto negli ultimi anni, tendono a recuperare il significato originario del termine educazione. EDUCARE deriva dal termine latino EDUCERE che vuol dire CONDURRE FUORI, FAR USCIRE. Coloro che sono preposti al ruolo educativo, pertanto, non dovrebbero far altro che accogliere e supportare la persona nell’espressione del suo modo unico e specifico di essere. La finalità educativa è orientata a costruire la felicità di ciascun individuo e si realizza attraverso la consapevolezza e la collaborazione di ciascun membro della comunità. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><br></div><div><span class="fs16">“Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, cogli l’occasione per comprendere” (Pablo Picasso)</span></div><div> Al prossimo articolo e obiettiva educazione a tutti! &nbsp;&nbsp;</div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.VzBpn49OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></b></div><div><b>Pedagogista, educatore extrascolastico</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 Jun 2016 15:36:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-senso-di-se</link>
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			<title><![CDATA[L'EQUIPE SOCIO-PSICO-PEDAGOGICA A SCUOLA: UNA NECESSITÀ INDISCUTIBILE!]]></title>
			<author><![CDATA[prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0j6p011s"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Sinergie-Adolescenza-scuola.webp"  title="" alt="" width="475" height="356" /><br> <br>Tra le tante belle ed utili cose che, strada facendo, la scuola ha tristemente perso, c'è l'equipe qualificata a livello psico-pedagogico, di supporto ai docenti che, inaspettatamente, si trovano ad affrontare situazioni particolari di alunni sofferenti, a causa di problematiche di difficile gestione personale, come una separazione, o un male oppure, addirittura, un'improvvisa perdita di un genitore.<br> Davvero, il docente in quelle circostanze non sa trovare modi e parole e soprattutto comportamenti adatti che possano aiutare il proprio alunno in difficoltà e solo chi ha le giuste competenze potrebbe farlo. Delicatissimi sono infatti gli <b>equilibri psichici</b> di un ragazzo in crescita ed un trauma subito a quell'età, già complicata di per se', anche se apparentemente spensierata, di certo non può che compromettere il sano sviluppo.<br> Una grave perdita, dunque, quell'equipe di esperti professionisti, pronti ad intervenire, in un tempo passato, sicuramente più felice della scuola, del quale sono testimone.<br> Un tempo in cui si badava all'essenziale e si trascurava il superfluo.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Angela Bini</a></b><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia</a><br> <br></div><div>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 Jun 2016 15:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[STORIE PER SOGNATORI]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_mjx37669"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Stroie-Amicizie-animali.webp"  title="" alt="" width="490" height="367" /><br><br> UNA MERAVIGLIOSA GIORNATA DI PRIMAVERA<br>La signora Gardenia Burberini era la donna più anziana del paese. Abitava in una grande villa con un enorme giardino, con la sola compagnia del suo gatto Amadeus. Parlava poco con gli altri paesani e brontolava spesso con i negozianti quando qualcosa non le andava a genio.<br> Un tempo era stata felice, ma la sua serenità era svanita quando aveva scoperto che i suoi parenti, cui era molto legata, le facevano visita solo nella speranza di una lauta eredità; così aveva messo al bando tutto il parentado accettando solo l’affetto sincero di Amadeus. La casa e il giardino riflettevano pienamente il suo stato d’animo: tutto era grigio, sembrava che i colori avessero abbandonato quel luogo, le piante erano spoglie, le erbacce ricoprivano ogni cosa e la villa, ormai rosa dal tempo, era in pessime condizioni. La donna sembrava non accorgersi di nulla e continuava la sua vita solitaria.<br>I bambini del paese, incuriositi da quella strana signora e dalla sua casa diroccata, avevano preso l’abitudine, in estate, di esplorare di nascosto il suo giardino. Un giorno quattro di loro, mentre scavalcavano furtivi il muretto di cinta, udirono una musica provenire dalla casa. Zitti zitti si avvicinarono a una finestra e videro che Gardenia stava suonando il pianoforte: le mani della donna correvano veloci sui tasti, con una leggerezza sorprendente per la sua età avanzata. A bocca aperta per lo stupore, rimasero lì fermi ad ascoltare, incantati da quella musica meravigliosa. Terminata l’esecuzione la donna alzò il volto e vide nello specchio appeso al muro quattro nasini e otto occhi curiosi che la osservavano. Ma fece finta di nulla e riprese a suonare.<br> Da &nbsp;allora i quattro si ritrovavano quasi ogni pomeriggio davanti alla finestra ad ascoltare la musica della signora Burberini. Un giorno videro sul davanzale un vassoio colmo di biscotti al cioccolato e capirono che Gardenia era felice di quella compagnia silenziosa.<br> Era ormai autunno inoltrato quando, per caso, da un discorso delle loro mamme i bambini appresero che Gardenia era ammalata e costretta a stare a letto.<div>Decisero allora di rompere il silenzio e andare a trovarla. Gardenia fu felice di riceverli e poter finalmente parlare con loro, ma i bambini si accorsero delle sue gravi condizioni, e pensarono di fare qualcosa per lei. Guardando la casa e il giardino si resero conto d’un ratto che ciò che era parso loro misterioso e affascinante era in realtà triste e deprimente. Fu allora che presero un’importante &nbsp;decisione: avrebbero risistemato il giardino, così sarebbe tornato bello come probabilmente era una volta. Si misero subito al lavoro: tolsero le erbacce, sistemarono il terreno, salvarono alcune piante in fin di vita e piantarono tanti bulbi di fiori diversi. Talvolta Gardenia udiva uno strano tramestio in giardino, ma l’infermiera che l’accudiva le rispondeva che erano solo i bambini che giocavano: l’idea dei piccoli doveva restare segreta.<br> Finalmente, dopo tanta fatica arrivò la <b>pimavera</b> e i fiori sbocciarono: tutto era pronto. I bambini convinsero l’anziana signora a prendere un po’ di sole e aria fresca, ma quando la donna aprì la porta di casa i suoi occhi videro un’esplosione di colori: l giardino era meraviglioso, fiori e piante rigogliose ricoprivano &nbsp;l’antico arido terreno, un prato di soffice erbetta era cresciuto intorno alle mura della vecchia casa, le farfalle volavano allegre di fiore in fiore. Gardenia non credeva ai suoi occhi. Camminando sul prato fu inebriata dal profumo dei giacinti e dei tulipani. Non aveva mai visto nulla di più bello: finalmente la vita era tornata a sorriderle, e lo faceva attraverso la natura pura e semplice, che lei tanto aveva &nbsp;amato e poi abbandonato per egoismo e sfiducia nel prossimo. Sentì il calore invadere dolcemente il suo cuore, i suoi occhi si riempirono di lacrime e, guardando i ragazzi, le sue labbra si dischiusero in un sorriso. Non avrebbe mai dimenticato quella meravigliosa giornata di primavera.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.VwDst6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Ilaria De Marinis</a></b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 Jun 2016 15:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[UNA VITA, LE SPERANZE, I SOGNI...]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8pd5i97k"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Ultimo-viaggio-Pensieri-di-nonni.webp"  title="" alt="" width="458" height="343" /><br></div><div><br></div><div><div>Erano partiti tutti insieme, quattro amici con le rispettive fidanzate, si andava in vacanza, una vacanza sognata per tutto l'inverno ed ora finalmente le ferie: si parte. Lavoravano tutti insieme i quattro ragazzi in una grande fabbrica che produceva impianti di depurazione, una grossa industria che esportava anche in Medio Oriente. Luca era il direttore amministrativo, Giorgio era il capo magazziniere, Andrea era capo contabile e Mario addetto alle pubbliche relazioni. Erano amici da sempre i quattro ragazzi; avevano frequentato la stessa scuola e si erano tutti diplomati nello stesso anno. Poi Luca aveva continuato l'università e si era laureato a pieni voti in Economia &nbsp;e Commercio all'università di Bari. Era stato lui il primo ad entrare in fabbrica e dopo aver fatto un colloquio, l'avevano mandato a fare uno stage di due anni in America; poi, al rientro il posto di direttore amministrativo era suo. Uno alla volta inserì anche i suoi amici ed ora lavoravano tutti insieme, anche se con mansioni diverse, ma a fine giornata sempre insieme a cena o a ballare con le rispettive ragazze. Angela, una bella e brava ragazza, con un fisico slanciato e due meravigliosi occhi verdi, era laureata in legge e lavorava presso una banca locale, era fidanzata con Luca da quasi due anni, erano felici e facevano progetti matrimoniali. Lia, la più giovane, aveva solo diciotto anni; era la ragazza di Giorgio e si conoscevano da pochi mesi, era una ragazza molto allegra e nonostante Giorgio fosse il più tranquillo del gruppo, non riusciva a placare la sua esuberanza, ma in fondo aveva diciotto anni e per questo tutti la scusavano, anche per le sue battute fuori posto! Era felice di fare quella vacanza: soli per la prima volta! E Lia sperava di poter capire quello che realmente provava per Giorgio. Poi c'erano loro, l'unica coppia sposata da più di quattro anni, anzi a &nbsp;pensarci bene,proprio stando in vacanza &nbsp;avrebbero festeggiato il loro quinto anniversario di nozze! La moglie di Andrea si chiamava Chiara, era bella e solare, non avevano bambini, ma lei sperava di averne presto uno, lei con i bambini ci sapeva fare, non a caso faceva l'insegnante elementare, forse quella vacanza lontano dallo stress e dalla vita quotidiana avrebbe compiuto il miracolo,chissà! Infine Mario! Il bello del gruppo, sempre in cerca della sua anima gemella, era proprio un bel giovanotto Mario, alto con un torace da sballo e dei muscoli scolpiti e con due meravigliosi occhi celesti, ma così tanto celesti da sembrare due pezzetti di cielo. Era allegro, scherzava con tutti, insomma era l'anima del loro gruppo. Per la vacanza sarebbe partito da solo. L'ultima sua storia, con una ragazza di nome Sofia, era finita da poco; era una ragazza americana che non sapeva parlare la nostra lingua e per questo, diceva Mario, non si erano capiti, ma io penso che non sia stato questo il motivo e Mario lo sapeva! Ma era pronto a <b>ricominciare</b> e chissà. Avrebbe incontrato la sua lei, proprio in vacanza. La partenza era stata fissata per il 20 maggio, i passaporti pronti, le visite mediche effettuate: tutto era pronto, anche le ragazze avevano terminato di fare incetta di micro bichini e parei coordinati e di tante creme solari e non. "Maldive aspettaci”, urlava Mario. "Ragazze mettetevi in fila". Finalmente l'aereo che li avrebbe condotti alla loro vacanza di sogno era già in pista e si sentiva il rullio dei motori, tutti più o meno non erano alla loro prima volta, eccetto Lia che aveva tanta paura di volare e diceva di voler andare via, perché non c'è l'avrebbe fatta a salire su quel grande mostro con le ali, come lei definiva l'aereo. La hostess annunciò il volo e tutti percorsero il lungo corridoio che li separava dall'aereo, tutti erano euforici e allegri: Mario diceva battute e per tutti aveva creato un soprannome, solo Lia era muta e dovettero spingerla a salire la scaletta; poi, una volta su, pallida come una morta, si rannicchiò nel suo sedile e per tutto il viaggio non abbandonò mai il braccio del suo Giorgio che in tutti i modi cercava di tranquillizzarla poi finalmente le parole magiche: "I signori passeggeri sono pregati di allacciare le cinture &nbsp;il viaggio è terminato stiamo per atterrare, il comandante ed il suo equipaggio vi augurano una felice vacanza". Furono le ultime parole che la torre di controllo sentì. La vacanza tanto sognata non era iniziata, ma di certo era terminata, non nel meraviglioso viaggio delle Maldive, ma in fondo al mare. Il mostro con le ali come lo chiamava Lia, a pochi metri dalla costa si era inabissato portando con sè le duecento persone che erano a bordo e tantissimi sogni. Le cause: Un guasto? Un malore del pilota? Una bomba? Non lo sapremo mai! Quanti sogni infranti! Quello di Luca e Angela che avevano deciso di sposarsi, quello di quella coppia di fidanzatini cinesi che avevano vinto un viaggio premio ed erano stati per tutto il viaggio a darsi tanti piccoli bacini, oppure quella coppia americana, lei incinta e lui premuroso che le chiedeva ogni cinque minuti se stesse bene e poi, baciandole il pancione lo chiedeva al suo bimbo, un maschietto che avrebbe chiamato chiamato Thomas! Oppure &nbsp;i due nonni che andavano in vacanza (un regalo dei figli ) per il loro cinquantesimo anno di matrimonio. Poi c'era lei la miss: aveva superato le selezioni per miss Mondo e doveva partecipare alla grande serata che si sarebbe tenuta nel più grande albergo delle Maldive, era felice ed era bellissima! Andrea e Chiara non avrebbero festeggiato il loro quinto anno di matrimonio: la loro breve vita insieme si era fermata e non avrebbero mai avuto il bambino tanto desiderato, ma Chiara ora è con tanti piccoli Angeli a cui insegna l'alfabeto. E i sogni di Mario! Una vita piena di sorprese, ma l'ultima la più grande! Aveva sognato quella vacanza per tutto l'inverno e quando si riunivano, lui parlava sempre di quello che avrebbe fatto, delle ragazze, del mare più bello del mondo (diceva lui), della barriera corallina: insomma era felice di partire e di incontrare una nuova compagna. Quanti sogni, tutti gli occupanti di quei posti numerati di quel mostro con le ali ne avevano uno; chissà quale era il sogno di quel bimbo biondo ancora nella culla che beveva felice il latte dalla sua mammina! Oppure quello della bella signora divorziata che proprio lì alle Maldive, nel grande villaggio, aveva un appuntamento con il suo nuovo compagno, un ricco industriale, era felice, voleva rifarsi una vita, una famiglia, avere dei figli, ci sperava tanto"un sogno". Avevo dimenticato lui, un signore molto molto distinto con i capelli bianchi, che durante il viaggio non ha parlato molto, ma è stato tutto il tempo ad ascoltare la sua musica preferita,"Mozart"; era stato un grande direttore d'orchestra e aveva girato il mondo in lungo e largo, ma ora voleva fare quella "ultima" trasferta, come diceva lui, perché non c'è ne sarebbero state delle altre. Delle parole pesanti e piene di significato; perché diceva l'ultima? Come faceva a saperlo? Mah! Resterà un mistero, come resterà un mistero la causa della sciagura del 20 maggio di un anno da dimenticare. Ora il grosso mostro con le ali giace a testa in giù nella più bella spiaggia del mondo: "Malindi". Intorno a lui uno spettacolo orrendo, tante valige, tanti bichini colorati che ondeggiano sul mare, una bambola, tante scarpe, tanti libri, tanto di tutto! Silenzio, tanto silenzio, solo il rumore delle onde e di tante voci lontane. Luca, Mario, Giorgio, Andrea e poi Chiara, la bella maestrina, Angela la bancaria, Lia, la più giovane che voleva risolvere le sue ansie e i suoi perché andando in vacanza con il suo Giorgio: li avrà risolti? Mi auguro di sì. Da lontano si sente la sua risata e poi tante voci e tutti mi pongono una domanda: Perché? Una domanda a cui mai nessuno potrà rispondere. Una cosa è certa: sarete per sempre nei nostri cuori e non vi dimenticheremo mai! Mai! Ciao Luca, Andrea, Giorgio, Mario, Chiara, Angela, Lia, un ciao a tutti: Ci mancherete! La nostra vita senza di voi non sarà più la stessa! Molti di voi si saranno chiesti: “Come fa a sapere tante cose di tutti, li conosceva? Come si chiama? Ma dove è andato? La risposta la lascio a voi! Cari amici, ho sentito il bisogno di ricordarli e di essere vicino a loro. Nonna Gina.</div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 Jun 2016 09:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PASSIONI NEUROSCIENZA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_eqkjg4qp"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Neuroscienze-Passioni.webp"  title="" alt="" width="441" height="445" /><br><br>I Neuroscienziati contemporanei affermano che se non avessimo le passioni non saremo consapevoli dei rischi, non avremo finalità, non saremmo capaci di provare empatia nei confronti dei nostri simili, quindi i nostri ragionamenti sarebbero peggiori, forse disastrosi per le &nbsp;nostre vite. <br> Parla di questo Antonio Damasio nel testo "L'errore di Cartesio" in cui affronta<div>questo argomento raccontando la vita di Phineas Gage, cui era stato asportato, &nbsp;a seguito di un grave incidente, il lobo prefrontale sinistro cui si collegano funzioni coscienti e razionali con quelle emotive.<br>Sebbene si potesse ipotizzare un'assenza di interferenza delle passioni &nbsp;sulla ragione quest'individuo, contrariamente alle aspettative, smise di comportarsi razionalmente e divenne collerico, inaffidabile, bugiardo, incapace di <b>valutare</b> ciò che fosse realmente pericoloso per lui. &nbsp;<br>Dunque, la nostra vita cosciente è un equilibrio instabile tra ragione e &nbsp;passione e quindi tra corteccia cerebrale ed amigdala.<br> Dunque siamo al punto di partenza o forse no passione e ragione insieme hanno la capacità di indicarci degli obiettivi e delle finalità.<br> troppa confusione?<br> Riprendiamo da Kant che affermava che la RAGIONE HA COME FINE LA FILOSOFIA almeno sappiamo da dove partire.<br> <br> (Articolo ispirato e suggerito Le domande della filosofia" a cura di Maurizio Ferraris)<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 Jun 2016 09:53:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?passioni-neuroscienza</link>
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			<title><![CDATA[I PREGIUDIZI NELLA PERSONA IN CRISI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7649j8j3"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Psicologia-Crisi-e-psicoterapeuta.webp"  title="" alt="" width="448" height="327" /><br> <br>Una certa rigidezza di pensiero sottende qualsiasi forma di pregiudizio. Questo tipo di rigidità si accentua nella maggior parte delle persone sotto stress. <br> Il pregiudizio può distorcere le interpretazioni su noi stessi e sugli altri. Un esempio richiama in causa le persone con una scarsa autostima. Tali soggetti sono costantemente preoccupati di ciò che gli altri &nbsp;pensano di loro e sono per questo impegnati a controllare di continuo le <b>relazioni</b> che avviano con le persone, basandosi sui propri preconcetti come il seguente: "Se qualcuno non parla, questo significa che non mi &nbsp;vuol bene" - "Se a questa persona non piaccio, significa che sono &nbsp;antipatica".<br> Tali assunti inducono le persone con bassa autostima ad interpretare negativamente tutto ciò che accade intorno a loro.<br>Modalità di pensiero così estreme, in realtà, noi specialisti le &nbsp;riscontriamo in molti forme di disagio, quali: ansia, depressione e ipocondria. Ad esempio i depressi tendono ad interpretare in modo sfavorevole situazioni e persone. In questo modo, una banale discussione può diventare motivo di grande afflizione personale. L'ansioso, invece, si vede in pericolo anche nelle situazioni più innocue o ancora l'ipocondriaco interpreta come sintomi di qualche malattia grave, normali sensazioni corporee.<br> Anche nella crisi matrimoniale, si possono osservare atteggiamenti coniugali intrisi di pregiudizi. Varie ricerche hanno dimostrato che i coniugi in crisi sono molto più abili &nbsp;nell'identificare obiettivamente le difficoltà coniugali altrui mentre sembrano perdere tale "lucidità" quando devono valutare se stessi. Per esempio, quando il marito ha un atteggiamento cognitivo negativo verso la propria compagna, dà un'interpretazione negativa a tutto ciò che ella dice o fa.<br> Si specifica che per atteggiamento cognitivo negativo s'intende l'insieme di aspettative, osservazioni &nbsp;e conclusioni alle quali la persona perviene su una determinata questione o persona.<br> La terapia cognitivo-comportamentale mira a mettere a nudo gli assunti di questo genere, a stabilire se abbiano un qualche fondamento reale e di conseguenza a cambiarli.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.VxN-3o9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Annalisa Cagia</a> <br> Psicologa Clinico esperta in Psicopatologia dell'apprendimento<br> Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale specializzata nel trattamento dei disturbi d'ansia</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br> <br> Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"<br><br> BIBLIOGRAFIA:<br> Aron T.Beck, L'amore non basta, Astrolabio<br> Albert Ellis- Ted Crawford, Entrate in contatto con il partner, A.Perdisa Editore<br> <br>Copyright Immagine:</div><div><span class="fs16">http://</span><span class="fs16">www.psicoterapeuta-roma.com</span><span class="fs16">/depressione_coppia.html</span><br><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 Jun 2016 09:52:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?i-pregiudizi-nella-persona-in-crisi</link>
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			<title><![CDATA[PAGAMENTO DELL’ACCONTO IMU E TASI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_g22n2zrf"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Tasse-casa-Informazioni-pagamenti.webp"  title="" alt="" width="501" height="354" /><br></div><div><br></div><div>È arrivato il primo dei due appuntamenti annuali con le tasse sulla casa. Il 16 giugno scade infatti il termine ultimo per pagare <b>l’acconto di IMU e TASI</b>. Da quest’anno però, grazie alle nuove regole introdotte dalla <b>legge di Stabilità 2016</b>, molti di coloro che fino all’anno scorso versavano la Tassa sui servizi indivisibili, sono esonerati dal pagamento per quanto riguarda l’abitazione principale, le sue pertinenze e gli immobili assimilati. Infatti, dal 2016 è previsto l’esonero TASI per le abitazioni principali di proprietari e inquilini, eccezione fatta per le case rientranti nelle categorie di lusso, vale a dire immobili compresi nelle categorie A/1, A/8 e A/9, che dovranno continuare a pagare il balzello. I fabbricati “merce”, invece, saranno soggetti ad un’aliquota ridotta pari all’1 per mille, con possibilità di arrivare fino al 2,5 per mille o di azzerarla del tutto. <br>Parlando dell’Imu, cambiano per l’ennesima volta le regole d’<b>imposizione sui terreni agricoli</b>. L’esenzione si applica solo ai terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, indipendentemente dalla loro ubicazione; ai terreni collocati sulle isole minori e quelli a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile. Per quanto riguarda l’IMU su immobili concessi in comodato gratuito, le impostazioni valide per gli anni precedenti sono completamente eliminate e viene introdotta una sola forma di comodato gratuito con riduzione del 50% della base imponibile. Non cambia invece la modalità di pagamento: l’acconto sarà pari al 50% dell’importo complessivo. Le aliquote e le detrazioni da utilizzare saranno quelle dell’anno precedente, a meno che i comuni non abbiano approvato nuove delibere entro lo scorso 30 aprile. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><b>Commercialista</b></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div><br></div><div>Per saperne di più chiedi al commercialista di "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.V3D-5DWM_IU" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 Jun 2016 17:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA LEGGE DELLA NECESSITÀ]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_i769jm4w"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Necessita-Allenamenti-corretti.webp"  title="" alt="" width="480" height="360" /><br></div><div><br></div><div>Buongiorno, oggi tratteremo un altro importante aspetto dell’allenamento, così da poter comprendere come “Preparare” al meglio il “Fisico”! Spesso nelle palestre si tratta il corpo come se fosse una cosa “Standard”, si seguono esercizi presentati in tabella eseguendo ripetizioni e serie già prestabilite. Questo sistema di allenamento è molto “Superficiale” e non si adatta al corpo dell’utente. Molti si limitano ad allenarsi seguendo una tecnica, ma non conoscono i segreti alla base delle tecniche! Quando una tecnica viene adattata a voi, diviene automaticamente un segreto! L’allenamento dovrebbe essere strutturato in base al gesto atletico che si vuole sviluppare e in base alla necessità ma il tutto deve essere condito con varietà e voglia di cambiare di tanto in tanto qualche esercizio.</div><div>Il segreto di un buon allenamento è “ASCOLTARE IL CORPO”, lavorare sugli <b>esercizi</b> in cui il corpo si manifesta più debole, in cui si percepisce maggiormente un lavoro “Corretto” ma intenso! La tecnica inizialmente è essenziale, ma dopo si deve trasformare in SEGRETO! Molti si allenano contando i vari sollevamenti o movimenti, credendo che il corpo segua una sorta di regola matematica, ma non è così! Quando ci si allena non ci si deve soffermare su quanti sollevamenti si fanno, ma sulla sensazione di “intensità” che si percepisce e continuare fino a quando è possibile farlo (restando sempre in una posizione che non va a sforzare le articolazioni). Prima di iniziare qualsiasi allenamento, osservate quali sono i punti deboli del vostro corpo…non fatevi ingannare dalle mode o dalla voglia di potenziare alcune parti considerate SEXY dalle masse! Il vero corpo sexy (se vogliamo usare questa parola), è un corpo che riesce a muoversi con facilità e coordinazione, e non un corpo macho che però si muove malissimo! Molti si soffermano sullo scolpire gli addominali, senza curarsi, magari, delle spalle che sono deboli e sottili, rispetto al resto del corpo! L’essenza di tutto questo articolo è la seguente: </div><div>- trovate i vostri punti deboli a livello muscolare, di mobilità e di coordinazione; &nbsp;sulla base di questo stilate una lista di movimenti che stimolano questi muscoli (se non si ha esperienza, si può sempre chiedere a qualche istruttore o al limite, consultare internet).</div><div>- Evitare di standardizzare il tutto, contando le serie e le ripetizioni. - Prolungare la sessione di allenamento, fino a quando il corpo è capace di rendere (se si è impegnati in lavori fisici pesanti, dopo la sessione, cercate di evitare di terminare l’addestramento fino allo sfinimento, altrimenti non avrete le forze per le vostre mansioni). </div><div>- Ogni movimento deve essere eseguito come se fosse l’ultimo! Allenarsi è come mangiare, gli esercizi vanno scelti in base al tipo di “appetito” che si percepisc. Non occorre diventare dei bidoni “Divora schede”! L’unica cosa che vi appartiene e su cui potete comandare è il vostro corpo! Esercitate il vostro potere allenandovi come preferite e fortificando i punti deboli! Per ora questo è tutto! Se ci sono domande, sono pronto a fornire risposte. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 Jun 2016 09:49:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-legge-della-necessita</link>
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			<title><![CDATA[IL PEDIATRA E LA MAMMA]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_60h4845f"></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 Jun 2016 09:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[CHE COS'È LA FIBROSI CISTICA]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3p0gso65"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Fibrosi-Cistica-Informazioni-e-test.webp"  title="" alt="" width="494" height="329" /><br></div><br>La fibrosi cistica (mucoviscidosi) è oggi la più frequente malattia genetica che causa mortalità precoce.<br> La fibrosi cistica colpisce circa 1 neonato su 2700 ed è provocata da mutazioni in un gene che codifica una proteina che svolge la funzione di canale del cloro (detta CFTR, acronimo di Cystic fibrosis transmembrane <span class="fs16">conductance regulator).</span><div> Oggi l'età media delle persone affette da fibrosi cistica, si aggira intorno ai 45-50 anni.<br>La fibrosi cistica è una malattia autosomica recessiva e pertanto, per una coppia di portatori sani, la probabilità è di 1 su 4 ad ogni gravidanza.<br> Si presenta con molteplici sintomi ascrivibili alla anomala escrezione di cloro, a cui consegue la secrezione di muco molto denso, che, ostruendo alcuni dotti principali, può provocare infezioni polmonari, ostruzione intestinale, infertilità maschile, ecc.<br><b>L'analisi molecolare</b> (ricerca di mutazioni) permette di identificare la maggioranza dei portatori e il test genetico nei familiari di un malato è pratica consolidata. &nbsp;<br> Minori certezze esistono sull'opportunità di estendere il test del portatore alla popolazione generale in età fertile.<br>La domanda da porsi è se il test preconcezionale per la fibrosi cistica sia da raccomandare o se debba far parte di una serie di condizioni da &nbsp;ricercare in previsione di una gravidanza.<br> Negli Stati Uniti, l'"American College of Obstetricians and Gynecologist" e l' "American &nbsp;College of Medical Genetics" raccomandano l'esecuzione del test in vista &nbsp;di scelte procreative.<br> In alcune regioni italiane, il test sta trovando una certa diffusione. In Veneto, ciò ha comportato una forte &nbsp;riduzione della fibrosi cistica in quella popolazione.<br> La "SIFC" &nbsp;(Società Italiana Fibrosi Cistica) sottolinea il ruolo decisivo dei ginecologi nel promuovere la conoscenza del test e delle sue criticità e l'importanza di proporlo eventualmente in fase preconcezionale, piuttosto che in sede di diagnosi prenatale, come avviene oggi.<br> La <b>proposta del test</b> del portatore di fibrosi cistica ha implicazioni &nbsp;complesse in termini di timing dell'offerta, sensibilità e interpretazione del test. Perciò appare più che mai opportuno un dibattito sull'uso del test che coinvolga anche i ginecologi, che sono i &nbsp;maggiori prescrittori di queste analisi.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.Vv4_sKSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dr. Carlo Avantario</a><br> Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia</b><br><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 Jun 2016 09:43:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?che-cos-e-la-fibrosi-cistica</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[BANDO FUNDER35]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_el783xe6"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Sviluppo-Privati-e-fondi.webp"  title="" alt="" width="502" height="376" /><br></div><div><br></div><div>"Il bando annuale Funder35 è rivolto alle organizzazioni culturali senza scopo di lucro (imprese sociali, cooperative sociali, associazioni culturali, fondazioni, ecc), il cui organo di gestione sia costituito per la maggioranza assoluta da giovani under 35 e/o in cui questi ultimi ricoprano le cariche principali (presidente e vicepresidente), attive da almeno due anni alla data di pubblicazione del bando e impegnate principalmente nell’ambito della produzione artistica/creativa in tutte le sue forme, da quelle tradizionali a quelle di ultima generazione o nell’ambito dei servizi di supporto alla conoscenza, alla valorizzazione, alla tutela, alla protezione, alla circolazione dei beni e delle attività culturali. Il bando non è finalizzato alla creazione di start-up ma vuole rendere più solide e stabili le imprese culturali già avviate, fornendo loro <b>opportunità di crescita</b> e di sviluppo per favorire un migliore posizionamento sul mercato e una maggiore efficienza e sostenibilità. &nbsp;I territori coinvolti dal Bando sono le regioni Basilicata, Calabria, Campania, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta e le province di Bologna, Modena, Parma e Ravenna in Emilia Romagna,Pordenone e Udine in Friuli-Venezia Giulia, le province della Spezia e di Genova in Liguria, le province di Ascoli Piceno e Ancona nelle Marche, di Firenze, Livorno e Lucca in Toscana, le province di Belluno, Padova, Rovigo,Verona e Vicenza in Veneto.<br>Il bando Funder35 è promosso da: Compagnia di San Paolo, Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Fondazione di Sardegna, Fondazione Cariparma, Fondazione Cariplo, Fondazione Cariverona, Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia , Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione CON IL SUD, Fondazione CRUP, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Livorno, Fondazione Sicilia, con il patrocinio dell’Acri, e mette a disposizione 2,5 milioni di euro. <br>Le proposte dovranno essere presentate on-line entro il 1° luglio 2016 dal sito <a href="http://www.funder35.it" target="_blank" class="imCssLink">www.funder35.it</a>".</div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><b>Commercialista</b></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it </a></div><div><br></div><div>Chiedi al commercialista di "<a href=" http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Jun 2016 10:17:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?bando-funder35</link>
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			<title><![CDATA[ALLA BASE DELLA SALUTE: UNA GIUSTA COLAZIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Lucia Palmieri]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_36kphmit"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Colazione-Salute.webp"  title="" alt="" width="505" height="289" /><br> <br>Per cominciare bene la giornata è importante per il &nbsp;bambino e per &nbsp;tutta la famiglia, fare un'adeguata, nutriente e varia, prima colazione.<br>È un momento alimentare troppo spesso trascurato, soprattutto in età &nbsp;scolare, però forse è utile ricordare che la colazione insieme al pranzo &nbsp;e alla cena rientra per i nutrizionisti tra i pasti principali del &nbsp;giorno non è un accessorio! <br> È dimostrato che saltare la prima colazione, oltre a causare ipoglicemia secondaria al digiuno e ridotta concentrazione mentale, è il primo passo da compiere per aumentare il proprio peso perché si correla positivamente con l'obesità.<br> <br> Ma sono tanti i genitori che delegano questo pasto importantissimo al bar o ad un cornetto veloce &nbsp;preso al volo, ma una prima colazione assente e scarsa induce dei circoli viziosi che portano degli squilibri nutrizionali nella dieta giornaliera del bambino. <br> <br> Quindi cominciamo a fare un po' di chiarezza:<br> 1- cosa mangiare a colazione non lo decide o propone la televisione ma i genitori;<br>2- è efficacissimo fare colazione tutti insieme, ma se per questioni lavorative questo non fosse possibile, è sufficiente che il bambino faccia colazione almeno con un genitore;<br> 3- &nbsp;è fondamentale che i bambini sappiano che entrambi i genitori fanno una sana colazione a casa &nbsp;e che attribuiscono a quel <b>pasto</b> il giusto peso;<br> 4- le brioches, i dolci, i biscotti industriali e convenzionali NON sono consigliabili come scelta quotidiana per i bambini possiamo scegliere di meglio sicuramente riducendo il tenore degli zuccheri e migliorando la &nbsp;qualità;<br> 5- ai bambini (come agli adulti) non nuoce l'integrale quindi alternare questa farina nelle preparazioni casalinghe alla farina 00 è sicuramente consigliabile;<br> 6- cerchiamo di scegliere e di offrire colazioni assortite con un diverso tenore di zuccheri, quindi evitiamo di proporre più di 2 volte a settimana alimenti che presentano tra gli ingredienti sciroppo di glucosio-fruttosio e/o saccarosio, edulcorato, evitiamo olio di palma o altri grassi vegetali (ricordiamo &nbsp;che sono da preferire l'olio di oliva o olio di girasole) sono tutte &nbsp;calorie vuote che come minimo non nutrono.<br> <br> Ricordiamoci sempre che la salute è la nostra capacità di reagire, di adattarci ed essere flessibili. <br> <br>ALCUNE PROPOSTE PER UNA PRIMA COLAZIONE EQUILIBRATA <br> <br> - Una tazza di latte eventualmente con orzo, pane con marmellata senza zucchero;<br> - latte, biscotti secchi integrali e frutta secca;<br> - latte o yogurt con fiocchi di cereali integrali;<br> - yogurt o ricotta con frutta fresca e pane;<br> - latte con una fetta di torta di frutta casalinga;<br> - spremuta fresca di agrumi con pane e marmellata. <br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-miracoli-della-natura.html#.VxOLxTCLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dr. ssa Lucia Palmieri</a></b><div><b>Specialista in Scienza dell'Alimentazione</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a></div><div><br></div><div>Copyright Immagine: <span class="fs12">http://www.filippo-ongaro.it/5-idee-sane-prima-colazione/</span><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Jun 2016 10:10:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?alla-base-della-salute--una-giusta-colazione</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[CANE CO-TERAPEUTA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Rosanna Dipasquale]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_dbqwpj4x"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Coterapeuta-Pet-Therapy.webp"  title="" alt="" width="485" height="228" /><br><br> Nessuno come un cane sa apprezzare la straordinarietà della tua conversazione. C. Morley</div><div><br></div><div> B. Levinson non è certamente stato il primo ad attribuire proprietà<br> terapeutiche agli animali, specialmente al cane, in quanto già nell’antico<br> &nbsp;Egitto i cani erano consacrati allo sciacallo Anubis, mentre tra il &nbsp;popolo dei Sumeri, il cane era il sacro emblema di Gula, Dea della &nbsp;medicina.<br> Uno dei <b>ruoli universali</b> che il cane ha sempre assunto &nbsp;attraverso i secoli è quello della compagnia, infatti il rapporto uomo &nbsp;cane da sempre viene descritto come un’alleanza, in quanto questo &nbsp;straordinario animale presenta una maggiore capacità di stabilire con &nbsp;l<span class="fs16">’</span><span class="fs16">uomo un rapporto affettivo, un attaccamento che trova radici profonde &nbsp;nella fedeltà. Infatti, studi scientifici hanno chiaramente dimostrato &nbsp;una maggiore abilità dei cani, rispetto a lupi addomesticati e scimpanzé &nbsp;(filogeneticamente più vicini all’uomo), di leggere e interpretare &nbsp;correttamente il significato delle espressioni facciali, degli sguardi e &nbsp;delle modificazioni vocali utilizzate dall’uomo nella comunicazione &nbsp;sociale intra-specifica. </span></div><div> Tra tutti gli animali domestici, il cane è quello che probabilmente<br> &nbsp;possiede un animo più sensibile, più intraprendente, più sviluppato e &nbsp;che ha acquisito le sue qualità proprio per essere stato il primo &nbsp;animale ad essersi avvicinato all’uomo. <br> Il suo impiego ha sempre &nbsp;fornito supporti di vario genere e, soprattutto negli ultimi decenni, è &nbsp;stato specializzato e riqualificato andando a rivestire nuove &nbsp;competenze, come la ricerca di persone disperse, di esplosivi e di &nbsp;sostanze stupefacenti. Inoltre, da alcuni anni è in forte espansione il &nbsp;suo ruolo co-terapeutico e assistenziale (es.cani per non vedenti).<br> &nbsp;Il ruolo del cane quindi, oggi sembra essersi qualificato anche per &nbsp;l’assistenza diretta ad altre patologie e questo è dovuto alla sua &nbsp;grande capacità di apprendimento, di adattamento a situazioni &nbsp;particolari e disponibilità a ricevere un’educazione, essi sono animali &nbsp;in grado di leggere il linguaggio corporeo del soggetto, come &nbsp;l’espressione del viso e gli atteggiamenti fisici, e di percepire, &nbsp;attraverso le secrezioni ormonali, i diversi stati emotivi dell’uomo &nbsp;come ansia, sofferenza, depressione, preoccupazione, nostalgia e &nbsp;tristezza.<br> Un cane co-terapeuta deve rispondere anche a determinati requisiti di<br> idoneità per poter essere considerato appropriato a partecipare ai<br> programmi di intervento, questi includono:<br> - Parametri veterinari: riconducibile al benessere dell’animale stesso e<br> alla prevenzione delle zoonosi, cioè di quelle malattie che il cane potrebbe trasmettere al fruitore<br> &nbsp;- Parametri riferiti alle doti naturali del cane: fanno riferimento &nbsp;all’indole che comprende qualità come docilità, tempra, socialità/<wbr>socievolezza, curiosità, duttilità, ecc) e al temperamento del cane.<br> - Parametri comportamentali: esso fa riferimento al ruolo del conduttore. <br> &nbsp;I cani in pet therapy accettano il conduttore come guida e punto di &nbsp;riferimento per l’interazione con il malato, rendendosi disponibili e &nbsp;obbedienti. <br> Solitamente il conduttore è anche il proprietario del &nbsp;cane, proprio per garantire quel legame e quella complicità che rendono &nbsp;l’intervento riabilitativo o di attività davvero efficace.<br> Tuttavia, è &nbsp;necessario precisare che non tutti i cani sono indicati per la pet- therapy, in quanto, alla base, devono essere attratti socialmente ed &nbsp;essere in grado di interagire spontaneamente con le persone.<br> Negli &nbsp;Interventi, non esistono razze più idonee di altre, come non esistono &nbsp;caratteristiche valide in assoluto, anche se alcune, sembrano aver &nbsp;dimostrato un maggior grado di socialità e per questo vengono più &nbsp;facilmente scelte (esempio il Golden Retriever).<br> Un cane che venga &nbsp;avviato al lavoro di pet-therapy non deve essere necessariamente &nbsp;addestrato, ma deve aver ricevuto un’ottima educazione di base, infatti &nbsp;negli interventi viene applicato un metodo specifico, ovvero il “Metodo &nbsp;Gentile”. Questo, si basa sulla comprensione dei comportamenti e dei &nbsp;segnali emessi dal cane, sull<span class="fs16">’</span><span class="fs16">uso del corpo nella comunicazione, sulla &nbsp;collaborazione e la fiducia tra il cane e il proprietario, sulla &nbsp;motivazione e la gestione delle risorse e sul principio scientifico del &nbsp;rinforzo positivo.</span></div><div> Il ruolo del cane è quello di far percepire al &nbsp;&nbsp;fruitore che si è creato un legame tra loro, un interazione &nbsp;interspecifica dove &nbsp;i due interlocutori danno vita ad un interscambio &nbsp;dialogico.<br> <br><b> Dott.ssa Rosanna Dipasquale</b></div><div><b>Psicologa - Operatrice di Pet Therapy (Terapia, Attività ed Educazione assistita con l’animale)</b><br><br> <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br>Copyright Immagine: http://www.petlevrieri.it/</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Jun 2016 09:59:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?cane-co-terapeuta</link>
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			<title><![CDATA[VI CANTO UNA STORIA]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_p2bii12e"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Lirica-Letture-e-rappresentazioni.webp"  title="" alt="" width="491" height="345" /><br></div><div><br></div><div>Le fiabe incantano da secoli grandi e piccini, ma esistono delle fiabe speciali, musicate da grandi compositori che spesso i più piccoli non conoscono. Sono proprio queste le storie che il celebre soprano Katia Ricciarelli racconta nel suo libro – scritto a quattro mani con Marco Carrozzo – alla piccola Viola e ai suoi compagni di gioco. L’opera lirica è un mondo magico in cui i più piccoli vanno condotti per mano, e quale modo migliore per farlo se non narrando le vicende dei personaggi di queste affascinanti storie? Sono sei le opere (L’elisir d’amore, Il barbiere di Siviglia, Il flauto magico, La Cenerentola, Falstaff, Hänsel e Gretel) che grazie alla voce di Katia Ricciarelli prendono vita coinvolgendo il lettore. Una volta ascoltate le storie non resta che recarsi a teatro per assistere a una <b>rappresentazione</b>, ed è proprio quello che fanno Viola e i suoi amici andando a vedere l’opera Hänsel e Gretel di Humperdinck. Il libro, pubblicato dalla casa editrice Piemme, nella collana “Il Battello a Vapore”, è indicato per bambini dagli otto anni in su, ma personalmente consiglierei ai genitori di non perdere l’occasione di leggere questo testo ai propri figli per condividere un momento speciale che può essere ulteriormente arricchito dall’ascolto dei brani d’opera, indicati nelle “proposte di ascolto” alla fine del libro. Lasciatevi trasportare dal potere del racconto e della musica in questo mondo meraviglioso.</div><div>Buona lettura e soprattutto buon ascolto a tutti! </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.VwDst6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it </a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Jun 2016 19:06:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?vi-canto-una-storia</link>
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			<title><![CDATA[LASCIARE IL FIGLIO MINORE IN MACCHINA È REATO: PENA FINO A 8 ANNI DI RECLUSIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_p61196hn"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Abbandono-minori-Avvocato.webp"  title="" alt="" width="488" height="309" /><br></div><div><br></div> &nbsp;Una mamma mette in punizione la figlia “per non averle obbedito alla &nbsp;richiesta di accompagnarla presso gli esercizi commerciali”.<br> &nbsp;Per la Suprema Corte tale comportamento è da considerare alla luce del &nbsp;fatto “che il dolo del delitto di cui all'art. 591 c.p. è generico e &nbsp;consiste nella coscienza di abbandonare a sé &nbsp;stesso il soggetto passivo, che non abbia la capacità di provvedere &nbsp;alle proprie esigenze, in una situazione di pericolo per la sua &nbsp;integrità fisica di cui si abbia l'esatta percezione”<br> <br> Cass. pen. Sez. V, Sent., (ud. 09-04-2014) 09-10-2014, n. 42254<br> <br><b>Avv. Luca Volpe</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br> <br> Chiedi all'avvocato di "<a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a>"<br><br></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Jun 2016 18:10:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?lasciare-il-figlio-minore-in-macchina-e-reato--pena-fino-a-8-anni-di-reclusione</link>
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			<title><![CDATA[LASCIATE CHE VI RACCONTI UNA STORIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Valentina Vania]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_hfmhk274"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Metodi-Apprendimento-scolastico.webp"  title="" alt="" width="504" height="283" /><br></div><br> &nbsp;"In seconda elementare, G. si era fatto ancora più nervoso e &nbsp;irritabile, a tratti pieno di rabbia e permaloso, mentre i rapporti con i &nbsp;compagni peggioravano. La differenza con il resto della classe era &nbsp;diventata evidente. Anche a casa la &nbsp;situazione non era allegra: la sua resistenza si era fatta più forte e &nbsp;usava tattiche di tutti i tipi per evitare di fare i compiti. Lasciava &nbsp;libri e quaderni a scuola o tornava senza penne, senza colori, senza &nbsp;astuccio.<br> Glieli ricompravo e li perdeva di nuovo. Una vera disperazione.<br> &nbsp;Ogni tanto svolazzava qualche quaderno o scappava qualche urlo, insieme &nbsp;alla <b>pazienza</b>. Mi sarebbe servita una "mamma di sostegno", o almeno &nbsp;qualcuno che mi spiegasse come aiutarlo. Ero sola e un po' sconfortata. &nbsp;Il papà, un po' perché allergico alle attività scolastiche, un po' per &nbsp;la preoccupazione di rivedere come in un piccolo specchio riflesso di &nbsp;personali sofferenze tra i banchi, si teneva fuori. Non riuscivo a &nbsp;capire cosa gli impedisse di imparare a leggere e scrivere come gli &nbsp;altri, cosa lo portasse ad avere un rapporto così faticoso con la &nbsp;scuola.<br> <br> Spesso risulta difficile poter aiutare un bambino che &nbsp;presenta degli atteggiamenti irruenti e scostanti ma i gesti e le &nbsp;azioni sono l'espressione delle sue difficoltà spesso riferite al metodo &nbsp;e alle tecniche di apprendimento."<br> <br> Tratto da "Nostro Figlio È Dislessico" - Gianluca Lo Presti<br> <br><b> Dott.ssa Valentina Vania<br> Educatrice, Pedagogista, esperta nei processi formativi</b><br><br><div> <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Jun 2016 08:56:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?lasciate-che-vi-racconti-una-storia</link>
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			<title><![CDATA[PAURA DEL RICORDO]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_kbe3gaoz"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Se-stessi-Perdita.webp"  title="" alt="" width="456" height="342" /><br></div><div><br></div><div>A quella domanda Stefania proprio non era preparata: non vi era nessuna ragione per cui, ad una semplice mammografia, dovesse rispondere a tanta invadenza. Invece era la semplice anamnesi preventiva al controllo che la donna avrebbe fatto da lì a poco. Un vuoto si aprì davanti ai suoi occhi: aveva in tutti quegli anni provato a colmare quel dolore e la vita, gli impegni e gli eventi erano riusciti a distogliere il suo pensiero e, ogni volta che temeva di cadere nell’abisso, prontamente adottava strategie per riemergere. E poi, quel termine, non aveva mai descritto “quella circostanza” con così tanta violenza, a pensarci non aveva mai raccontato ad altri e neanche a se stessa l’accaduto: vi si era allontanata, sperando di sentire meno dolore, sapendo però che il suo fantasma era lì, in agguato, sempre più forte, pronto ad inghiottirla in un vortice di sensi di colpa e profonda agonia. Si era illusa che la <b>meraviglia</b> della vita sperimentata su se stessa l’avrebbe resa meno vulnerabile e capace, prima o poi, di accettare e “far pace” con il suo dolore. Ma aveva sempre rimandato l’incontro con se stessa e quella domanda, in una giornata “anonima”, in un contesto poco pertinente con quello che avrebbe scatenato, la lasciò disarmata, in ginocchio, di fronte a quel passato, ancora troppo presente. Intanto, quell’assistente, dall’atteggiamento avezzo a sbrigare velocemente pratiche formali, già penna alla mano poggiata sul foglio, le ripetè la domanda: “signora, ha avuto aborti?”. Stefania, sconfitta con gli occhi bassi rispose, sommessamente: “sì, uno”, precisando in un sospiro: “spontaneo”. Il suo dramma era lì davanti e lei non possedeva nessuna arma per dissolvere quello che si palesava nella sua mente: la gioia, la speranza, l’attesa, i sogni e quella gravidanza che aveva già il nome di suo figlio, il suo sorriso, il suo essere mamma per la prima volta. E poi il dolore, la paura, lo strazio, la desolazione della perdita, l’amarezza della solitudine: <b>il buio</b>! Un dolore dal colore cupo, dal suono grave, amaro nel sapore, triste nell’emozione. <br><br>Un turbinio di sensazioni avvolse Stefania alla quale non restava che accogliere tutto il mondo vissuto, si abbandonò a quel vortice non potendosi opporre, si ritrovò &nbsp;in lacrime senza volerlo in sala d’attesa, priva di ogni inibizione, liberando quell’energia, quel male tenuti chiusi troppo tempo. Si sottopose alla mammografia seguendo meccanicamente le indicazioni del radiologo, come svuotata, ipnotizzata, ripercorrendo fasi della sua vita. Si era arresa al dolore temuto da anni, ne aveva sperimentato ancora una volta l’impeto e la crudeltà, ma forse adesso non lo percepiva così tanto spietato ed efferato. Era stordita, stanca, ma dentro di sé più forte, nel cuore e nella mente sentiva che quel “faccia a faccia” l’avrebbe resa più forte. Si ricompose dopo il controllo, uscì dalla struttura e le parve di riprendere ossigeno dopo una lunga apnea.<br>“Mamma, sono qui!”, sentì il suono di quella melodia inconfondibile: si voltò e ritrovò negli occhi di sua figlia tutta la meraviglia della vita! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.VwfQBaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Vanna </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 17:31:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?paura-del-ricordo</link>
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			<title><![CDATA[UN UCCELLINO CORAGGIOSO]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_085tf5p6"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Storia-di-un-uccellino-Favole.webp"  title="" alt="" width="476" height="317" /><br> &nbsp;<br> &nbsp;Cari ragazzi, c'era una volta, tanti anni fa, una famiglia di uccellini &nbsp;che vivevano in una gabbia, insieme a tanti loro simili.<br> &nbsp;Il loro proprietario era un uomo molto ricco e buono: per loro c'era &nbsp;sempre da mangiare a sazietà e non avevano problemi nè di freddo, perché &nbsp;nella loro gabbia c'era un grande camino, né di caldo perché in estate &nbsp;avevano l'aria condizionata, insomma erano degli <b>uccellini fortunati</b>.<br> &nbsp;Un giorno il più piccino, Camillo, era seduto vicino al grande camino &nbsp;sgranocchiando una barretta di cioccolato Kinder, ma non riusciva a &nbsp;seguire la televisione che stava trasmettendo una notizia catastrofica, &nbsp;perché i suoi fratelli facevano tanto chiasso.<br> Si alzò in piedi, li fece zittire e si rimise all'ascolto .<br> &nbsp;Sì, era proprio una brutta notizia: un grande terremoto aveva distrutto &nbsp;Haiti e per questo c'erano tanti morti e tanti bambini erano rimasti &nbsp;orfani senza cibo nè acqua.<br> Camillo rimase così colpito dalla &nbsp;notizia, come tutti gli altri uccellini che cominciò a piangere. Quando &nbsp;il loro padrone rientrò per l'ora di cena, trovò tutti gli uccellini in &nbsp;lacrime e i loro piatti intatti.<br> Il signor Mario, che era un uomo &nbsp;molto bravo e buono, chiese loro il perché: fu proprio Camillo a &nbsp;spiegargli che loro da quel giorno avrebbero digiunato e che i loro &nbsp;pranzi e le loro cene li avrebbero inviati ai bambini di Haiti.<br> La &nbsp;mattina dopo, con l'aiuto del signor Mario e di tutti gli abitanti della &nbsp;sua casa, Camillo caricò un grosso tir pieno di cibo, di vestiti, di &nbsp;coperte, di scarpe, di quaderni, di colori, di tanto latte, di tante &nbsp;barrette Kinder e di tanti libri di favole e, aiutato da tutti gli &nbsp;uccellini della zona, partì.<br> Cari ragazzi, io ero presente e vi assicuro che se fossi stata più giovane sarei salita sul camion insieme a Camillo.<br> &nbsp;Dopo tanti giorni finalmente Camillo arrivò ad Haiti ed incontrò, in &nbsp;una grande tendopoli, tanti bambini e tanti volontari che gli fecero &nbsp;festa. Ma la gioia più bella la provò quando, aiutando i nostri soldati, &nbsp;riuscì ad entrare in una casa distrutta e a portare in salvo un bambino &nbsp;piccolissimo.<br> Cari ragazzi, ieri Camillo mi ha telefonato e mi ha &nbsp;detto che tutti hanno ricevuto il cibo, che hanno ripreso a sorridere e &nbsp;lui e il bimbo che ha salvato sono sempre insieme e che si chiama come &nbsp;lui. Camillo e noi tutti in coro diciamo:"bravo, sei il nostro eroe e il &nbsp;mondo ha bisogno di uccellini come te". <br> Un grande bacio dalla vostra nonna Gina.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Maria Gabriella Finizio</a></b><br><br><div> <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 17:28:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?un-uccellino-coraggioso</link>
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			<title><![CDATA[DILEMMI FILOSOFICI]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6c97zh6f"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Ragione-Dilemmi.webp"  title="" alt="" width="472" height="367" /><br><br>In" Lord Jim" &nbsp;Conrad propone un dilemma: sta affondando una nave ma &nbsp;c'è una sola scialuppa; l'equipaggio puo' scegliere tra il condividere &nbsp;la sorte dei passeggeri o salvarsi. Sceglie di abbandonare i &nbsp;passeggeri al proprio destino e sebbene nessuno morirà perché la nave &nbsp;non affonderà questa decisione rimarrà incancellabile &nbsp;e peserà sulle coscienze dell'equpaggio.<br> Cosa c'è all'origine di questa scelta la ragione o la passione?<br> &nbsp;Inoltre il <b>sentimento</b> di vergogna e umiliazione è razionale o &nbsp;passionale? (inevitabile pensare ad un recente comandante sceso dalla &nbsp;nave salvandosi e abbandonando equipaggio e passeggeri ad un atroce &nbsp;destino!)<br> Dunque la PASSIONE o la RAGIONE motiva nostre azioni morali?<br><span class="fs16">È</span> importante il tornaconto personale per le scelte che si fanno? &nbsp;Osservare le regole imposte dalla morale è UN ATTO CHE PROVIENE &nbsp;dall'esterno o può considerarsi un nostro atto di libertà?<br> Il dovere la libertà è il desiderio sono sempre in conflitto?<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 17:15:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?dilemmi-filosofici</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[MENOPAUSA: UNA NUOVA PRIMAVERA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.sse Parente e Valerio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_80wh21ms"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Fisiologia-menopausa-Vita.webp"  title="" alt="" width="488" height="325" /><br></div><div><br></div><div>La menopausa è un evento naturale nella vita di una donna che oggi fa molta paura, in quanto spesso si associa ad un evento negativo, la fine di qualcosa, piuttosto che l’inizio di una nuova tappa della vita. Forse perché nella società odierna l’idea della donna è legata soprattutto all’idea della donna perfetta che non lascia spazio alle rughe. Nelle altre società, invece, la donna in menopausa addirittura acquista maggiore importanza, maggiore <b>considerazione sociale</b> e soprattutto ampi poteri decisionali. Le donne di altre società soffrono molto meno dei disturbi legati alla menopausa, di qui si deduce come l’aspetto psicologico conta molto nell’accettazione di un evento come questo. La menopausa è un evento graduale, infatti già alcuni anni prima la donna comincia ad avere alcuni sintomi come: irregolarità del ciclo, vampate di calore, problemi vaginali e vescicali, disturbi del sonno, cambiamento nell’atteggiamento nei confronti della sessualità, cambiamenti dell’umore, rallentamento del metabolismo con conseguente aumento di peso. Questi sintomi sono dovuti alla graduale diminuzione di due ormoni importanti: gli estrogeni e il progesterone, che proteggono la donna dal rischio cardiovascolare, proteggono le ossa, ecc... ,per questo motivo è importante che la donna in menopausa si controlli in maniera costante ed esegua tutti gli screening di prevenzione per salvaguardare al meglio la propria salute. Non ci si può opporre a questo evento naturale nella vita di una donna, ma lo si può accettare ed affrontare serenamente, aprendosi al cambiamento e cogliere quanto esso di buono porta con sé. &nbsp;</div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYo56SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa ROSSELLA VALERIO</a></b></div><div><div><b>Ostetrica</b></div></div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYo56SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa RAFFAELLA PARENTE </a></b></div><div><div><b>Ostetrica</b></div></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 May 2016 09:26:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?menopausa--una-nuova-primavera</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[TUTTI AL MARE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Donato Grande]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_85o068z2"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Assistenza-e-Diritti-Estate.webp"  title="" alt="" width="466" height="154" /><br> <br> &nbsp;Dice molto il nome del progetto:Tutti al mare! Perché l'oro blu è una &nbsp;risorsa per l'ambiente come per l'uomo e nessuna malattia deve &nbsp;pregiudicarne l'accesso. Mare da vivere, per tutti. Nasce con questi &nbsp;presupposti a San Foca, litorale di Melendugno (provincia di Lecce), la &nbsp;prima spiaggia pubblica con accesso al &nbsp;mare, pensata e attrezzata per chi soffre di sclerosi laterale &nbsp;amiotrofica e altre <b>malattie neuromotorie</b>.<br> <br> UN MOTO INNESCATO DA &nbsp;GAETANO - Il progetto è l'anello conclusivo della sfida lanciata dalla &nbsp;moglie Giorgia e da un gruppo di amici di Gaetano Fuso, trentottenne &nbsp;leccese che da un anno e mezzo ha scoperto di avere la "malattia dei &nbsp;calciatori": etichetta affibbiata alla Sla dopo aver scoperto &nbsp;un'aumentata incidenza tra gli ex atleti. Riunitisi assieme &nbsp;all’Associazione non profit 2HE e al Comune di Melendugno, gli amici e i &nbsp;parenti più stretti di Gaetano hanno dato vita a un progetto che pareva &nbsp;utopistico fino a pochi mesi fa. Con un impegno su base volontaria, &nbsp;ilgruppo ha messo a disposizione le proprie competenze per fare in modo &nbsp;che "Io Posso" - slogan scelto da Gaetano per affrontare la malattia e &nbsp;divenuto poi il nome del progetto - diventasse realtà già nel corso di &nbsp;quest'estate. Missione compiuta: il taglio del nastro previsto per &nbsp;questa sera (cui presenzierà anche il presidente dell'associazione &nbsp;Libera Contro le Mafie, Don Luigi Ciotti) darà ufficialmente forma a &nbsp;questo progetto di crowdfunding nato dal basso nel tacco d'Italia. &nbsp;<br> &nbsp;<br> &nbsp;TUTTI I GIORNI IN SPIAGGIA FINO AL 15 SETTEMBRE - Tutte le postazioni - &nbsp;fruibili ogni giorno dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 19 - beneficiano &nbsp;di un accesso facilitato al mare, di un parcheggio riservato, di un wc &nbsp;completo e di due docce esterne (quelle riservate ai malati di Sla hanno &nbsp;anche un gazebo, la fornitura di acqua ed elettricità). Oltre agli &nbsp;operatori socio-sanitari, a disposizione dei malati di Sla c'è anche &nbsp;personale infermieristico. Nello specifico, l’area attrezzata - &nbsp;completamente removibile nelle altre stagioni - permette a due persone &nbsp;affette da Sla e quattro colpite da disabilità neuromotorie meno gravi &nbsp;di accedere al litorale in tranquillità e sicurezza. Priorità sarà data &nbsp;all'aspetto sanitario, motivo per cui sulla piazzola saranno disponibili &nbsp;anche due ventilatori polmonari, palloni manuali Ambu e un &nbsp;defibrillatore. Dal 3 agosto al 15 settembre, il servizio è offerto &nbsp;tutti i giorni, previa prenotazione sul sito ufficiale del progetto. &nbsp;Tutte le informazioni sono disponibili anche sui canali social del &nbsp;progetto: Facebook e Twitter.<br> <br> Continuate a seguire "Diversabilità" su http://tiny.cc/<wbr>diversabilita e lasciateci i vostri commenti o suggerimenti!<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/community----donato-grande---diversabilita-.html" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.Donato Grande</a></b></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Copyright Immagine: http://<wbr>www.apuliapromotion.com/<wbr>pics/slider/lido.jpg<br> <br> Fonte: http://<wbr>www.fondazioneveronesi.it/<wbr>articoli/neuroscienze/<wbr>nel-salento-nasce-la-prima-<wbr>spiaggia-i-malati-di-sla/<wbr>?utm_source=facebook&amp;utm_me<wbr>dium=social&amp;utm_content=ne<wbr>uroscienze_io_posso&amp;utm_ca<wbr>mpaign=sito</div><div><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 May 2016 09:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA GASTROENTERITE: TERAPIA E PREVENZIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Carbone]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_642u85kk"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Stomaco-e-batteri-Soluzioni.webp"  title="" alt="" width="444" height="575" /><br> <br> &nbsp;La terapia della gastroenterite si basa soprattutto sull'integrazione &nbsp;dei liquidi e dei sali minerali eliminati con il vomito, la diarrea e la &nbsp;febbre. A tal scopo è consigliata l’assunzione, a piccoli sorsi, di &nbsp;soluzioni reidratanti orali, contenenti le giuste quantità di acqua, &nbsp;zuccheri e sali minerali (ad esempio dicodral, idravita ecc.). Viceversa &nbsp;non è utile, anzi dannosa, l’assunzione &nbsp;solo di acqua, in quanto essa non fornisce un adeguato apporto di &nbsp;zuccheri e sali minerali, la cui concentrazione nel sangue verrebbe &nbsp;ulteriormente ridotta per via della diluizione determinata dall'introito &nbsp;di acqua. Per quanto riguarda gli antibiotici, essi vanno usati solo &nbsp;nelle forme batteriche. L'origine batterica va sospettata in caso di &nbsp;sintomatologia protratta per oltre una settimana. Tale condizione &nbsp;implica l'indicazione all'esecuzione di una apposita ricerca colturale &nbsp;dei batteri nelle feci. Nella maggior parte dei casi, invece, essendo di &nbsp;la gastroenterite di natura virale, gli antibiotici non vanno &nbsp;somministrati. Essi, infatti, non sono efficaci contro i virus ed il &nbsp;loro abuso può contribuire allo sviluppo di <b>ceppi batterici</b> &nbsp;antibiotico-resistenti. Non minor importanza rivestono alcuni consigli &nbsp;dietetici come la sospensione dell’alimentazione solida per 6 ore al &nbsp;fine di lasciar riposare lo stomaco e riavviare l'alimentazione con &nbsp;l'assunzione di cibi leggeri e facilmente digeribili, come pastina in &nbsp;bianco, riso, pollo, pesce, mela, banana, crackers, fette biscottate e &nbsp;marmellata, evitando l'ingestione di cibi che impegnano particolarmente &nbsp;la digestione come derivati del latte, salumi, fritture, carni grasse, o &nbsp;cibi irritanti come agrumi, caffeina, menta e spezie, o ancora alimenti &nbsp;che stimolano la contrazione dell'intestino favorendo la diarrea, come &nbsp;verdure, legumi, bibite gassate e succhi di frutta. Al fine di ridurre &nbsp;il rischio di contagio, è utile adottare alcune misure &nbsp;igienico-comportamentali come:<br> - lavarsi bene le mani soprattutto &nbsp;dopo essere andati in bagno, utilizzando acqua e sapone e strofinando &nbsp;vigorosamente le mani almeno per 20 secondi. È importante lavarsi anche &nbsp;intorno e sotto alle unghie, nonché le pieghe delle dita. Non sempre ci &nbsp;sono acqua e sapone a portata di mano: in questi casi occorre munirsi di &nbsp;salviette o di prodotti igienizzanti specifici;<br> - in casa &nbsp;utilizzare oggetti personali distinti per ciascun famigliare. Cercate di &nbsp;non condividere le stoviglie, i bicchieri e i piatti. In bagno ciascuno &nbsp;dovrebbe usare il proprio asciugamano;<br> - accertarsi che nei locali &nbsp;delle scuole o degli asili, i fasciatoi si trovino in una stanza diversa &nbsp;da quella dove vengono preparati o serviti gli alimenti. Inoltre la &nbsp;stanza dei fasciatoi dovrebbe essere munita di lavandino e di &nbsp;contenitore sanitario in cui gettare i pannolini.<br> <br><b> Dott. Carbone Domenico</b></div><div><b>Pediatra</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br> <br> Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"<br></div><div><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 31 May 2016 09:16:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-gastroenterite--terapia-e-prevenzione</link>
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			<title><![CDATA[SOSTEGNO: INTEGRAZIONE O ESCLUSIONE?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xi2y9lay"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Isolamento-Bambini-e-sostegno.webp"  title="" alt="" width="480" height="360" /><br> <br> &nbsp;La scuola integra i diversamente abili nel gruppo classe di &nbsp;appartenenza, coinvolgendoli nelle varie attività proposte dalle diverse &nbsp;discipline, grazie al supporto di insegnanti specializzati, i quali &nbsp;predispongono piani formativi &nbsp;individualizzati che, se facilitano il lavoro di apprendimento dei &nbsp;ragazzi in difficoltà, non escludono che essi possano seguire il &nbsp;regolare programma e soprattutto, consentono la relazione coi coetanei.<br> &nbsp;Tuttavia non si può negare che particolari casi di affezioni &nbsp;impediscono l'effettiva integrazione che resta solo utopia ed illusione &nbsp;per le famiglie ignare dell'<b>isolamento</b> in cui i propri figli ancor più &nbsp;subiscono, essendo affiancati, sì ad educatori e docenti di sostegno, ma &nbsp;non ai propri compagni ed insegnanti, sfiorati solo nei corridoi, o in &nbsp;altri possibili ambienti dell'edificio in cui dovrebbero FARE SCUOLA &nbsp;e &nbsp;non lezioni private, o altro tipo di esperienza, che, forse, altre &nbsp;strutture specializzate potrebbero meglio offrire, in aule più &nbsp;appropriate ed attrezzate, e non in sgabuzzini adibiti ad aule di &nbsp;sostegno.<br> Questo mio esposto lo devo a loro, a quegli alunni che sono sui miei registri, ma che non &nbsp;ho mai visto! <br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Angela Bini</a> &nbsp;</b><br><br><div> <a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia</a><br> <br>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 May 2016 10:49:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?sostegno--integrazione-o-esclusione-</link>
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			<title><![CDATA[PORNOGRAFIA MINORILE]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1684yp4t"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Pornografia-Minori-e-condanne.webp"  title="" alt="" width="475" height="344" /><br></div><div><br></div><div>Art. 600-ter codice penale - Pornografia minorile<br>È punito con la RECLUSIONE DA SEI A DODICI ANNI e con la multa da EURO 24.000 A EURO 240.000 chiunque:<br> 1) utilizzando minori di anni diciotto, realizza esibizioni o spettacoli pornografici ovvero produce materiale pornografico;<br> &nbsp;2) recluta o induce minori di anni diciotto a partecipare a esibizioni o &nbsp;spettacoli pornografici ovvero dai suddetti spettacoli trae altrimenti &nbsp;profitto. <br> Alla stessa pena soggiace chi fa commercio del materiale pornografico di cui al primo comma.<br> &nbsp;Chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui al primo e al secondo comma, &nbsp;con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce, divulga, &nbsp;diffonde o pubblicizza il materiale pornografico di cui al primo comma, &nbsp;ovvero distribuisce o divulga notizie o informazioni finalizzate &nbsp;all'adescamento o allo <b>sfruttamento sessuale</b> di minori degli anni &nbsp;diciotto, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa &nbsp;da euro 2.582 a euro 51.645.<br> Chiunque, al di fuori delle ipotesi di &nbsp;cui ai commi primo, secondo e terzo, offre o cede ad altri, anche a &nbsp;titolo gratuito, il materiale pornografico di cui al primo comma, è &nbsp;punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 1.549 a &nbsp;euro 5.164. <br> Nei casi previsti dal terzo e dal quarto comma la pena è &nbsp;aumentata in misura non eccedente i due terzi ove il materiale sia di &nbsp;ingente quantità. <br> Salvo che il fatto costituisca più grave reato, &nbsp;chiunque assiste a esibizioni o spettacoli pornografici in cui siano &nbsp;coinvolti minori di anni diciotto è punito con la reclusione fino a tre &nbsp;anni e con la multa da euro 1.500 a euro 6.000. <br> Ai fini di cui al &nbsp;presente articolo per pornografia minorile si intende ogni &nbsp;rappresentazione, con qualunque mezzo, di un minore degli anni diciotto &nbsp;coinvolto in attività sessuali esplicite, reali o simulate, o qualunque &nbsp;rappresentazione degli organi sessuali di un minore di anni diciotto per &nbsp;scopi sessuali. <br> <br><b>Avv. Luca Volpe</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br> <br> Chiedi all'avvocato di "<a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a>"<br><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 May 2016 10:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[DIFFICOLTÀ MORFOSINTATTICHE]]></title>
			<author><![CDATA[Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4h575dxu"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Pedagogia-Problemi-del-linguaggio.webp"  title="" alt="" width="467" height="330" /><br></div><div><br></div><div>L’apprendimento del linguaggio in un bambino piccolo è, in molti casi, cosa scontata e certa e ci si preoccupa solo quando le tappe dell’apprendimento non seguano il ritmo e i tempi considerati normali. La maggior parte dei bambini impara le regole grammaticali senza che avvenga un insegnamento diretto delle stesse, ma impara ascoltando gli altri. Il disturbo del linguaggio a livello morfosintattico si esprime con difficoltà di discriminazione tra singolare e plurale, il femminile e il maschile, mancato o cattivo utilizzo di articoli, dei tempi verbali e difficoltà di organizzazione della struttura minima della frase. L’evoluzione degli aspetti morfosintattici ha inizio non appena il bambino possiede un sufficiente patrimonio di vocaboli; in genere tra i 18 e i 24 mesi il bambino comincia ad associare due elementi (ad esempio “mamma pappa”) &nbsp;e si completa entro i 5 anni di età, quando il bambino compone frasi: dichiarative, imperative, interrogative, negative e passive. I bambini con difficoltà morfosintattiche non colgono le differenze tra &lt;&lt;va&gt;&gt; e &lt;&lt;vanno&gt;&gt;, perché entrambe esprimono il significato di andare: utilizzano perciò indifferentemente le due forme verbali. Analogamente parole come &lt;&lt;grasso&gt;&gt; e &lt;&lt;grassa&gt;&gt; che sono concettualmente simili, vengono percepite come uguali e non come quasi uguali, ma diverse per l’ultima lettera. &nbsp;Un allenamento intensivo sulla differenza tra singolare/plurale e tra maschile/femminile potrà aiutare il bambino a <b>cogliere la differenza</b> e la somiglianza fonetica tra due parole simili e a generalizzare la regola a tutte le altre parole. Le frasi, durante la terapia, vengono supportate da immagini raffiguranti diversi contesti (casa, scuola, mare, parco, ecc...) in modo che il lavoro sul linguaggio non sia solo un mero esercizio grammaticale, ma possa essere contestualizzato nell’ambito esperienziale del bambino. </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.VxEn0I9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras</a></b></div><div><b>Logopedista</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi alla Logopedista di "<a href="http://tiny.cc/logopedistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 May 2016 10:20:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?difficolta-morfosintattiche</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[LA MIA AMICA ROBERTA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_407921e6"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Storia-di-Roberta-Nonni.webp"  title="" alt="" width="484" height="349" /><br></div><div><br></div><div>Cari bambini, oggi vi racconto la storia di un cane che io ho chiamato Roberta. Sì, perché Roberta non aveva né un padrone né un nome. Io abito in una casa fuori città, con molto spazio e altri quattro cani: Biagio, Sofia, Alice e Bobby, un bellissimo esemplare di San Bernardo. Una mattina, ritornata dalla spesa quotidiana, ho trovato nel mio <b>giardino</b>, sotto un albero un cane, sì proprio un cane, tutto tremante e spaurito che non si faceva avvicinare. Gli altri cani non smettevano di abbaiare ed io non sapevo cosa fare; il chiasso era infernale e cominciai a preoccuparmi della reazione dei miei vicini. Allora, con tanta pazienza riuscii a far uscire il cane dal suo nascondiglio. Pensai che non avrei potuto tenerlo (ne avevo già quattro), allora chiamai alcuni amici volontari di un ente &nbsp;che si occupa di protezione animale, perché mi aiutassero a dare rifugio a Roberta. Gli operatori della protezione arrivarono subito e presero in consegna il cane, ringraziandomi per averli chiamati. Salutai Roberta che mi guardava con i suoi bellissimi occhi marroni, ma con grande dispiacere, non potevo tenerla non potevo! La mattina seguente telefonai al centro che aveva preso in cura la dolce cagnolina e mi dissero che tutto andava bene e che forse qualcuno la avrebbe adottata. Tranquillizzata, ritornai alle mie faccende. Dopo una settimana, nell'uscire dal cancello, indovinate chi c'era? Roberta, proprio lei! Era tutta rannicchiata e, guardandomi, cominciò a scodinzolare, girandomi intorno. Avevo gli occhi pieni di lacrime. Ma cosa era successo? Come mai era lì? Era scappata dalla famiglia a cui era stata affidata ed era ritornata da me! Non ci potevo credere! Ma come avrei fatto con gli altri cani? Erano tutti gelosi, tranne Bobby che la guardava e scodinzolava. Avvertì la protezione che Roberta era ritornata da me e che l'avrei accudita per un po', ma non &nbsp;essendo cambiata la situazione, io, comunque, non potevo tenerla. La protezione animale ritornò a prendere Roberta, ed io ancora una volta stetti male nello staccarmi da lei, pur essendo sicura che l'avrebbero assistita. Passarono circa due mesi ed io non ci pensavo più. &nbsp;Avendo telefonato più volte al rifugio per sapere come stesse Roberta, le risposte positive mi avevano tranquillizzato. Per cui credevo di aver fatto <b>la cosa giusta</b>. Ma c'è stato un colpo di scena: Roberta è tornata! Proprio così. Ora vive davanti al cancello della mia casa, indossa un collare con il nome che io le ho dato e il numero di telefono, in modo che se dovesse perdersi saprebbero chi chiamare. È diventata in nostro cane. Tutti le vogliono bene, lei guarda tutti e riconosce gli abitanti della nostra strada, però lei preferisce la mia famiglia, la sua famiglia. Vicino al cancello lei ha la sua cuccia ed io tutti i giorni provvedo ai suoi pasti. È molto vigile. Se abbaia vuol dire che qualcosa non va. Ah, dimenticavo: quando Bobby esce per la sua passeggiata, lei va con lui ed è bellissimo vederli correre insieme. Poi al ritorno lui entra nel suo recinto e lei fuori dal cancello aspetta la prossima passeggiata. Che coppia è diventata bambini! Vi prometto che nella prossima casa dove io andrò a vivere, troverò un angolo tutto per lei, anche perché Roberta sta seguendo i lavori ed è diventata la mascotte dei muratori. Quando Roberta non c'è vicino al cancello, si trova all'altra casa, sdraiata sulla veranda ed anche lì c'è sempre pronta la ciotola con l'acqua fresca, ma non sono io a portargliela, ma i suoi amici muratori; infatti, &nbsp;Roberta ha conquistato anche loro. Ora Roberta è felice e amata da tutti. Come hanno &nbsp;potuto abbandonarla i vecchi padroni? Sono certa che tutti voi se incontraste un cane abbandonato pensando a Roberta telefonereste all’organizzazione “protezione animale” più vicina. Sto andando via in macchina. Roberta mi ha accompagnata come sempre al semaforo e, come sempre, la troverò lì ad aspettarmi, per poi ritornare insieme a casa. Cari bambini. La storia è terminata ed io vi ricordo che chi trova un amico, trova un tesoro ed io ho trovato un tesoro speciale di nome Roberta! Nonna Gina. </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"><b>Maria Gabriella Finizio</b></a></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 29 May 2016 20:53:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-mia-amica-roberta</link>
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			<title><![CDATA[18 REGOLE PER L’USO DELLA TECNOLOGIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_a1dva75i"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Tecnologia-Bambini.webp"  title="" alt="" width="464" height="308" /><br> <br> Oggi vi racconto una storia<br> &nbsp;Janell Burley Hofmann vive a Cape Code (Massachusetts, Stati Uniti) con &nbsp;marito e cinque figli. Si occupa di programmi per migliorare i rapporti &nbsp;famigliari e tiene un proprio blog personale, i cui post sono anche &nbsp;pubblicati sullo Huffington Post. Per Natale ha deciso di regalare un &nbsp;iPhone al figlio tredicenne Gregory. Il regalo però &nbsp;era accompagnato da un vero e proprio contratto di 18 punti che il &nbsp;figlio ha dovuto sottoscrivere per ricevere e potere utilizzare lo &nbsp;smartphone.<br> La lettera, scritta in modo simile ai veri contratti di &nbsp;licenza d’uso di Apple, contiene alcuni punti piuttosto severi e &nbsp;tassativi (gli orari di utilizzo, la consegna notturna ai genitori, il &nbsp;divieto di cercare contenuti porno), ma è per il resto un invito a usare &nbsp;il nuovo telefono in modo responsabile e intelligente, senza &nbsp;dipendenza.<br> <br> Caro Gregory,<br> Buon Natale! Sei ora il &nbsp;fiero possessore di un iPhone. Accidenti! Sei un ragazzo di 13 anni &nbsp;bravo e responsabile e ti meriti questo regalo. Ma il regalo comprende &nbsp;alcune regole. Leggi bene il seguente contratto. Spero tu capisca che il &nbsp;mio compito è crescerti in modo che tu possa diventare un uomo sano ed &nbsp;equilibrato, che sa stare al mondo e coesistere con la tecnologia, ma &nbsp;non esserne dominato. Se non rispetterai queste regole metterò fine alla &nbsp;tua condizione di proprietario del telefono.<br> <br> 1. Il telefono è mio. L’ho comprato io. L’ho pagato io. In sostanza te lo sto prestando. Sono la migliore o no?<br> <br> 2. Saprò sempre la password.<br> <br> &nbsp;3. &nbsp;Se suona, rispondi. È un telefono. Di’ “ciao”, sii educato. Non &nbsp;provare mai a ignorare una telefonata se sullo schermo vedi scritto &nbsp;“Mamma” o “Papà”. MAI.<br> <br> 4. Consegna prontamente il telefono a &nbsp;uno dei tuoi genitori alle ore 19.30 dei giorni di scuola e alle ore &nbsp;21.00 nei fine settimana. Verrà spento per la notte e riacceso alle 7.30 &nbsp;del mattino. Se c’è un momento in cui non ti verrebbe da chiamare &nbsp;qualcuno sul suo telefono fisso perché temi che potrebbero rispondere i &nbsp;suoi genitori, allora non chiamare o non scrivere messaggi. Dai retta &nbsp;all’istinto e rispetta le altre famiglie, come noi vorremmo essere &nbsp;rispettati.<br> <br> 5. Il telefono non viene a scuola con te. Parlaci &nbsp;un po’ con le persone a cui normalmente mandi messaggi. Fa parte delle &nbsp;cose che si devono imparare nella vita. *Sui giorni in cui esci prima da &nbsp;scuola o i giorni di gita è necessaria una valutazione caso per caso.<br> <br> &nbsp;6. Se il telefono cade nella tazza del water, va in pezzi cadendo a &nbsp;terra o svanisce nel nulla, sei responsabile del costo di sostituzione o &nbsp;riparazione. Taglia l’erba, fai il babysitter, metti da parte i soldi &nbsp;che ti regalano al compleanno. Se succede devi essere pronto.<br> <br> &nbsp;7. Non usare la tecnologia per mentire, deridere o ingannare un altro &nbsp;<b>essere umano</b>. Non farti coinvolgere in conversazioni che possono fare &nbsp;del male a qualcun altro. Sii un buon amico e non ti mettere nei guai.<br> <br> 8. Non scrivere in un messaggio o una mail qualcosa che non diresti di persona.<br> <br> &nbsp;9. Non scrivere in un messaggio o in una mail qualcosa che non diresti &nbsp;in presenza dei tuoi genitori. Cerca di censurarti, stacci attento. <br> <br> &nbsp;10. Niente porno. Cerca sul web contenuti di cui parleresti anche con &nbsp;me. Se hai domande rispetto a qualsiasi cosa, chiedi a una persona – &nbsp;preferibilmente a me o a papà.<br> <br> 11. Spegnilo, rendilo &nbsp;silenzioso, mettilo via quando sei in pubblico. Specialmente al &nbsp;ristorante, al cinema e mentre parli con un altro essere umano. Non sei &nbsp;una persona maleducata, non permettere all’iPhone di trasformarti.<br> <br> &nbsp;12. Non inviare e non chiedere foto delle tue parti intime o di quelle &nbsp;di qualcun altro. Non ridere. Un giorno sarai tentato di farlo, a &nbsp;dispetto della tua intelligenza. È rischioso e potrebbe rovinare la tua &nbsp;vita al liceo, all’università, della tua <b>età</b> adulta. Il cyberspazio è &nbsp;vasto e più potente di te. Ed è difficile far sparire le cose da questo &nbsp;spazio, inclusa una cattiva reputazione.<br> <br> 13. Non fare miliardi &nbsp;di foto e video. Non c’è bisogno di documentare tutto. Vivi le tue &nbsp;esperienze, rimarranno nella tua memoria per sempre.<br> <br> 14. Lascia &nbsp;il telefono a casa, qualche volta, e sentiti sicuro di questa &nbsp;decisione. Non è vivo e non è una tua estensione. Impara a fare senza. &nbsp;Sii più grande e potente della PDPQ, la paura di perdersi qualcosa.<br> <br> &nbsp;15. Scarica musica nuova o classica o diversa da quella che ascoltano &nbsp;milioni di tuoi coetanei. La tua generazione ha un accesso alla musica &nbsp;senza precedenti nella storia. Approfittane, espandi i tuoi orizzonti.<br> <br> 16. Gioca a qualche gioco di parole o di logica che stimoli la tua mente, ogni tanto.<br> <br> &nbsp;17. Tieni gli occhi aperti. Guarda cosa succede intorno a te. Guarda &nbsp;fuori dalla finestra. Ascolta il canto degli uccellini. Fai una &nbsp;passeggiata, parla con uno sconosciuto, fai lavorare la tua &nbsp;immaginazione senza Google.<br> <br> 18. Farai qualche casino. Ti &nbsp;ritirerò il telefono. Ci metteremo seduti e ne parleremo. Ricominceremo &nbsp;da capo. Io e te continuiamo a imparare cose nuove, giorno per giorno. &nbsp;Io sono dalla tua parte, sono nella tua squadra. Siamo insieme in &nbsp;questo.<br> <br> Spero che tu possa essere d’accordo su questi punti. &nbsp;Molte delle “lezioni” che fanno parte della lista non si applicano &nbsp;soltanto all’iPhone, ma anche alla vita.<br> Stai crescendo in un mondo &nbsp;in continuo e veloce cambiamento. È eccitante e seducente. Tu cerca di &nbsp;non complicare le cose, ogni volta che puoi. Fidati della tua testa e &nbsp;del tuo grande cuore, più che di ogni apparecchio. Ti voglio bene. &nbsp;Goditi il tuo nuovo favoloso iPhone. <br> <br> Buon Natale!<br> xoxoxo<br> Mamma<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-nel-sociale-per-comprenderne-l-essenza.html#.Vv5-IaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa &nbsp;Patrizia di Lernia</a></b></div><div><b>Assistente Sociale - Operatrice di Terapia e attività assistita dagli animali</b><br><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br> <br>Fonte: http://www.ilpost.it/2013/<wbr>01/01/<wbr>contratto-uso-iphone-adoles<wbr>centi/ <br><br></div><div> Copyright Immagine: https://www.flickr.com/<wbr>photos/umpcportal/<wbr>4581962986</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 29 May 2016 19:04:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?18-regole-per-l-uso-della-tecnologia</link>
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			<title><![CDATA[RISTRUTTURAZIONI E DETRAZIONI FISCALI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_rif6d799"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Informative-Fiscali-Edilizia.webp"  title="" alt="" width="344" height="375" /><br></div><br> &nbsp;La Legge di Stabilità 2016 ha prorogato le detrazioni fiscali, da &nbsp;recuperare nell’arco di dieci anni, per chi ristruttura immobili, &nbsp;acquista mobili e grandi domestici, o migliora l’efficienza energetica &nbsp;degli edifici con le medesime percentuali previste per il 2015 (rispettivamente &nbsp;50%-50%-65%). A spingere il Governo alla proroga dei Bonus &nbsp;Ristrutturazioni, &nbsp;Bonus Mobili ed Eco Bonus è stata la constatazione di &nbsp;quanto gli incentivi fiscali abbiano spinto i contribuenti ad investire &nbsp;in questo tipo di interventi: una boccata d’ossigeno per il settore &nbsp;dell’<b>edilizia</b> e degli arredi, nonché per il settore immobiliare avendo &nbsp;dato impulso anche all’acquisto di immobili meno costosi perché da &nbsp;ristrutturare.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a><br> Commercialista</b><br><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Chiedi al commercialista di "<a href="http://tiny.cc/commercialistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"<div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 29 May 2016 18:24:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?ristrutturazioni-e-detrazioni-fiscali</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[FILOSOFIA IN EUROPA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_003b6n4e"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Filosofia-Europa-e-Politica.webp"  title="" alt="" width="471" height="353" /><br></div><div><br></div><div>HURGEN HABERMAS ,filosofo tedesco ultra ottantenne, ha espresso un atto di accusa nei confronti della cancelliera Angela Merkel e del ministro delle finanze tedesco &nbsp;Schaube: "Sono riusciti a giocarsi tutto il capitale politico che la migliore Germania si era costruita nel corso degli ultimi cinquant'anni". Il filosofo tedesco contesta l'agire delle nuove forze politiche dalla Germania, in quanto ritiene abbiano vanificato il lavoro degli intellettuali delle generazioni precedenti del periodo post bellico, incentrato sulla costituzione di un nuovo spirito internazionale. Pur riconoscendo che l'Unione Europea è il risultato di una mediazione ed interazione tra interessi, culture ed ideologie differenti, Habermas da sfogo alla sua rabbia e delusione affermando che l'ideale di coesione internazionale in cui la sua generazione aveva creduto stia ormai fallendo. L'intellettuale tedesco ritiene anche di aver individuato i veri <b>responsabili</b> tra i politici accusati dallo stesso di essere più interessati alla propria carica politica, che ai problemi della società. La crisi della società europea attanagliata dal fenomeno dell'immigrazione dalla presenza di profughi di diversa nazionalità, sembra essere sotto controllo, in realtà continua a sfuggire di mano. Ma alla responsabilità dei politici Habermas affianca &nbsp;anche quella dei mezzi di informazione che sono poco esaustivi ed obiettivi nell'informare i cittadini sulle problematiche europee. Nel testo "ZUR VERFASSUNG EUROPAS" (Sulla costituzione europea), emerge un concetto di potere che non è più nelle mani del popolo, bensì è confluito nelle mani del Consiglio Europeo, ovvero nelle mani dei capi di Stato che agiscono anche quando non è propria competenza, perché obbediscono alle leggi del mercato. Ma il filosofo crede ancora nella Democrazia, nell'Europa, pertanto ritiene che siano i cittadini a fare l'Europa. Ogni europeo gode del suo diritto di decidere o intervenire, o semplicemente di approcciarsi criticamente alle problematiche emergenti e non come semplice spettatore; pertanto solo quando ogni singolo cittadino europeo attiverà il suo senso critico e applicherà le leggi democratiche si potrà parlare in un'unione europea democratica. E in questo &nbsp;potere del singolo Habermas crede fermamente. Dunque, riappropriamoci del nostro potere giudicante e critico e scegliamo finalmente e criticamente il da farsi!</div><div><br></div><div><span class="fs16"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></span><br></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 28 May 2016 08:14:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?filosofia-in-europa</link>
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			<title><![CDATA[LA SINDROME DELLA MORTE IMPROVVISA IN CULLA (SIDS)]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Carbone]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_34coa5jl"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Salute-La-SIDS.webp"  title="" alt="" width="476" height="381" /><br> <br> &nbsp;Si tratta di un evento tragico che si concretizza con la morte &nbsp;improvvisa del bambino durante il sonno, apparentemente in assenza di &nbsp;cause legate a patologie del bambino o ad eventi dolosi. La SIDS &nbsp;colpisce tipicamente bambini tra un mese ed un anno di età. Non è stata &nbsp;ancora definita con sicurezza una &nbsp;specifica causa medica in grado di spiegare la SIDS ma ci sono invece &nbsp;una serie di fattori di rischio, di seguito elencati, che possono &nbsp;incidere significativamente sulla probabilità che la SIDS si verifichi:<br> - far dormire il bambino in posizione prona, ossia sulla pancia;<br> - far dormire il bambino su materassi, cuscini e piumini soffici e avvolgenti;<br> &nbsp;- esposizione del feto e del neonato al fumo di sigaretta. In &nbsp;particolare è stato dimostrato che l’esposizione a fumo nel corso della &nbsp;gravidanza triplica il rischio di SIDS e quella a fumo passivo nei primi &nbsp;mesi di vita lo raddoppia;<br> - giovanissima età della madre e assenza di un percorso di assistenza adeguata nel periodo pre e post natale;<br> - nascita prematura o basso peso alla nascita;<br> - presenza di infezioni respiratorie;<br> - esposizione del bambino a temperature troppo elevate o troppo basse durante il sonno.<br> &nbsp;Tenendo conto dei <b>fattori di rischio</b>, è possibile mettere in atto una &nbsp;serie di comportamenti atti a prevenire o comunque ridurre la &nbsp;probabilità di SIDS:<br> - far dormire i propri bambini in posizione supina cioè sulla schiena;<br> - non fumare durante la gravidanza e dopo la nascita del bambino;<br> &nbsp;- coprire il bambino con coperte che rimangano ben rimboccate e che non &nbsp;si spostino durante il sonno, coprendo il viso e la testa del neonato;<br> - non utilizzare cuscini soffici, o altri materiali che possano soffocare il bambino durante il sonno;<br> &nbsp;- allattare al seno il bambino nei primi sei mesi di vita (è stato &nbsp;dimostrato che l’allattamento materno riduce il rischio di SIDS);<br> - &nbsp;far dormire il bambino in un ambiente a temperatura adeguata, né &nbsp;eccessivamente caldo né troppo freddo, con sufficiente ricambio di &nbsp;ossigeno;<br> - limitare la co-presenza del bambino nel letto con altre &nbsp;persone durante il sonno. Casi di SIDS si sono verificati per &nbsp;soffocamento del bambino da parte della madre o del padre durante il &nbsp;sonno.<br> <br><b> Dr. Carbone Domenico</b><div><b>Pediatra</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br> <br> Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 28 May 2016 08:00:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-sindrome-della-morte-improvvisa-in-culla--sids-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[MAMME A CONFRONTO]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1l8q3j57"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Lettere-Storie-di-Mamme.webp"  title="" alt="" width="575" height="323" /><br> <br> &nbsp;Vorrei far leggere anche a voi queste due lettere MERAVIGLIOSE di mamme &nbsp;diverse nella loro quotidianità, dove si evidenzia comprensione e &nbsp;complicità. Peccato che nella realtà questo non succede e potrebbe &nbsp;sembrare utopia, ma io ci voglio credere: Mamme impariamo a capirci di &nbsp;più!<br> Io le ho vissute entrambe alternandomi tra casalinga e lavoratrice, prendendo solo il meglio.<br><br><div> Mamma Annalisa<br> <br></div><div>Lettera I.<br> Cara mamma casalinga,<br> alcune persone si chiederanno cosa fai tutto il giorno a casa ma io lo so perché l’ho fatto anch<span class="fs16">’</span><span class="fs16">io per un periodo.</span></div><div> &nbsp;So che fai un lavoro gratuito, spesso poco gratificante che inizia nel &nbsp;momento in cui ti svegli e &nbsp;spesso non finisce neppure quando vai a &nbsp;dormire. So che lavori nei fine settimana e durante la notte e non si &nbsp;può dire esattamente quando finisca la tua giornata lavorativa o la tua &nbsp;settimana di lavoro. So che le <b>soddisfazioni</b> sono belle ma poche.<br>Mamma a tempo pieno so che raramente puoi rilassarti prendendo una tazza &nbsp;di caffè o di tè. So che la tua attenzione è sempre al massimo, spesso &nbsp;deve suddividersi in più compiti alla volta e non riesci a finire una &nbsp;cosa che devi subito iniziarne un’altra.<br> So che probabilmente non ti &nbsp;riposi mai neppure quando sei da sola in casa, tranne forse se hai un &nbsp;neonato che dorme ancora durante il giorno.<br> So le sfide a cui sei &nbsp;chiamata quotidianamente, spesso da gestire da sola, senza nessun aiuto o &nbsp;supporto da parte di nessuno. I capricci dei bambini, i tentativi di &nbsp;togliere il pannolino, le battaglie con lo svezzamento, il cibo sul &nbsp;pavimento, i disegni sul muro, la rivalità tra fratelli, il bimbo che &nbsp;sembra non voglia mai smettere di piangere.<br> So che il lavoro sembra &nbsp;incessante, un cerchio senza fine: vai a fare la spesa, prepari i pasti, &nbsp;cerchi di dare da mangiare a tuo figlio, pulisci il pavimento, lavi i &nbsp;piatti e ripeti tutto da capo dopo qualche ora.<br> Conosco il tuo &nbsp;desiderio di avere anche solo un’ora per te stessa, per pranzare in pace &nbsp;o fare un pisolino nel pomeriggio. So che spesso ti chiedi se ne vale &nbsp;la pena e provi invidia verso le tua amiche che fanno la pausa caffè al &nbsp;lavoro.<br> So che a volte quando il tuo compagno torna a casa dopo il &nbsp;lavoro e vuole rilassarsi proprio quando tu avresti bisogno maggiormente &nbsp;di una pausa e questo può farti piangere.<br></div><div>Mamma casalinga.<br> So &nbsp;che sei spesso incompresa e molti non apprezzano e non capiscono gli &nbsp;sforzi e le difficoltà di far crescere dei bambini piccoli da sole, &nbsp;tutto il giorno e spesso vi immaginano passare tutto il giorno &nbsp;sorseggiando caffè mentre i bambini giocano tranquilli.<br> So che ti &nbsp;manca la tua indipendenza economica. So che a volte sorridi ma a volte &nbsp;ti infastidisci quando gli altri sono felici che sia finalmente venerdì, &nbsp;perché per te ogni giorno è uguale: non c’è venerdì, non c’è pausa sul &nbsp;lavoro. So anche che molti non pensano che il tuo sia un vero lavoro, &nbsp;semplicemente fai un lavoro non pagato a casa.<br> Cara mamma casalinga, &nbsp;non so come tu faccia. Ammiro la tua infinita pazienza, la tua capacità &nbsp;di affrontare ogni giorno e portare gioia nella vita dei tuoi figli &nbsp;anche quando ti sfiniscono. Ammiro la tua dedizione nell’essere una &nbsp;presenza costante nella loro vita e non è sempre facile. Ammiro il modo &nbsp;in cui lavori senza aspettarti nessun riconoscimento, promozione, &nbsp;gloria, stipendio. So che vuoi che i tuoi figli si sentano importanti e, &nbsp;amati e cara mamma a tempo pieno, lo fai nel migliore dei modi.<br> Voglio solo che tu sappia che ti capisco, siamo entrambe mamme e lo so.<br> Con affetto dalla trincea. Una mamma lavoratrice.<br> mamma che lavora.<br> <br>Lettera II.<br> Cara &nbsp;mamma lavoratrice,<br> &nbsp;so che a volte sei giudicata dagli altri perché lasci che altri curino i &nbsp;tuoi figli mente sei al lavoro. Alcune persone insinuano che tu non ami &nbsp;i tuoi bambini tanto quanto le mamme a tempo pieno e che per i bambini &nbsp;sia meglio stare a casa con le loro mamme.<br> Come possono dire queste &nbsp;cose di te? So che ami i tuoi figli come qualsiasi altra mamma. So che &nbsp;tornare al lavoro non è stata una decisione facile e hai ben soppesato a &nbsp;lungo i pro e i contro di avere un figlio. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> stata una delle decisioni &nbsp;più importanti della tua vita. Ci pensavi già quando andavi a scuola.</span><br>Avere un figlio e lavorare ti vedo ovunque. Sei un dottore che si &nbsp;prende cura dei miei figli quando sono malati. Sei l’allergologo che ha &nbsp;diagnosticato l’allergia alle noccioline a mia figlia. Sei il &nbsp;fisioterapista che mi cura il mal di schiena. Sei il contabile che mi &nbsp;calcola le tasse e i rimborsi. Sei la maestra di scuola di mio figlio, &nbsp;il direttore dell’asilo, l’insegnante di ginnastica di mia figlia, &nbsp;l’agente immobiliare che ci ha venduto la casa.<br> Che mondo sarebbe se &nbsp;non tu non fossi stata lì per noi? Se fossi stata schiacciata dalla &nbsp;pressione di quelli che insistevano dicendo che il posto di una mamma è a &nbsp;casa?<br> So che hai valutato ogni possibilità per adattare il lavoro &nbsp;alla famiglia. So che ti alzi un’ora prima degli altri solo per poter &nbsp;fare degli esercizi in pace. So che hai dovuto affrontare degli incontri &nbsp;di lavoro dopo essere stata sveglia tutta la notte con tuo figlio.<br> &nbsp;So che quando torni a casa alla sera comincia il tuo “secondo turno”. &nbsp;Spesso la gente non capisce che tu lavori e porti avanti la casa allo &nbsp;stesso tempo.<br> Torni a casa, cucini, fai il bagnetto ai bambini, &nbsp;leggi loro delle storie. Gli rimbocchi le coperte e gli dai il bacio &nbsp;della buonanotte. Paghi le bollette, vai a fare la spesa, fai il bucato, &nbsp;lavi i piatti come tutte le mamme fanno.<br> So che ti senti spesso &nbsp;colpevole per non aver abbastanza <b>tempo</b> per i tuoi figli così sacrifichi &nbsp;il tuo tempo libero. So che non ti prendi un giorno libero quando i &nbsp;bambini sono all’asilo. So che accetti che per ora il tuo tempo libero è &nbsp;quello che passi al lavoro. So che quando lavori non sprechi neppure un &nbsp;minuto. So che mangi in ufficio, non esci per il caffè e mostri &nbsp;dedizione completa e concentrazione massima perché dopo tutto hai scelto &nbsp;di tornarci e vuoi restarci.<br>Mamme e lavoro so che hai scelto &nbsp;oculatamente chi cura i tuoi figli, so che passi molti giorni a casa a &nbsp;curarli quando sono malati ed è un sacrificio che si paga. So che &nbsp;segretamente ami anche questi giorni perché in fondo sono quelli in cui &nbsp;puoi stare di più con i bambini.<br> So che a volte ti senti colpevole &nbsp;per non esserci sempre. Cara mamma lavoratrice, lo so. Stai dando però &nbsp;un esempio meraviglioso ai tuoi figli. Gli stai mostrando che una donna &nbsp;può avere una carriera, contribuire in qualche modo alla famiglia fuori &nbsp;dalle mura domestiche e rimanere comunque una madre amorevole. Stai &nbsp;dando prova a tua figlia che potrà fare quello che vorrà della sua vita. &nbsp;Mostri forza, caparbietà, devozione, tenacia e fai tutto con gioia e &nbsp;amore.<br> Voglio solo che tu sappia che ti capisco perché siamo entrambe mamme.<br> Con affetto dalla trincea. Una mamma casalinga.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.Vy8bYo9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Annalisa</a></b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br> <br> Copyright Immagine: http://blog.groupon.it/<div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 28 May 2016 07:23:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?mamme-a-confronto</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[O.S.S. E O.S.A]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Donato Grande]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5mvcnr04"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Formazione-OSS-e-OSA.webp"  title="" alt="" width="463" height="309" /><br></div><div><br></div><div>L’operatore socio-assistenziale in acronimo OSA (detto genericamente anche ausiliario socio-assistenziale) è una figura professionale prevista in Italia.<br><br></div><div><span class="fs16">Caratteristiche</span><br></div><div>Nella tassonomia Istat delle "Professioni qualificate nei servizi sanitari" si legge "Ausiliario di assistenza per anziani" o "Ausiliario socio-assistenziale", che non va confuso con l'Operatore Tecnico addetto all'Assistenza né con l'operatore socio sanitario che è riferita a un "profilo", mentre quella di ausiliare è riferita ad una "qualifica". Lavora in strutture protette per disabili di diversa entità, gravità o anziani, case di riposo, comunità alloggio per minori con disabilità e per tossicodipendenti, centri diurni per anziani, asili nido e scuole materne. La figura, in forza di una specifica formazione, basandosi sulla capacità di relazionarsi correttamente, attua un intervento diretto con l'utente (individuo, nucleo familiare o gruppo di pari) al fine di recuperare quelle risorse necessarie all'acquisto di una propria autonomia in supporto della vita quotidiana. Inoltre svolge servizi di <b>assistenza domiciliare</b> ad anziani, handicappati o nuclei familiari in difficoltà.<br><br></div><div>Percorso formativo</div><div>In Italia l'impiego dell'ausiliare socio assistenziale è demandato sia agli enti pubblici che a quelli privati, di tipo parificato, che tramite un tirocinio, svolto durante uno dei corsi di formazione tenuti presso l'ente, è accettato come referenza dal datore di lavoro. Negli enti pubblici, al contrario, è accettato solo previo concorso e solo se si dimostra di aver seguito un corso svolto presso gli enti locali e a determinate condizioni. Obiettivi fondamentali dell'attività dell'ausiliario socio-assistenziale sono:</div><div>1. mantenere e/o recuperare il benessere psicofisico dell'utente; </div><div>2. evitare o comunque ridurre i rischi di isolamento e di emarginazione; </div><div>3. supplire alle carenze di autonomia dell'utente nelle sue funzioni personali essenziali, igienico-sanitarie e relazionali attraverso interventi sia propri sia coordinati ed integrati con quelli di altri operatori (assistenti sociali, educatori, personale sanitario, amministrativi, etc.). </div><div>L'operatore socio-sanitario (acronimo "O.S.S.") è una figura professionale italiana operante nel campo dell'assistenza socio-sanitaria. Rientra nelle figure tecniche del comparto di sanità pubblica, nella categoria B. È una figura di supporto infermieristico la cui attività, volta al soddisfacimento dei bisogni primari della persona ed al garantire il benessere psico fisico e sociale, consiste nell'aiuto igiene personale, vestizione, deambulazione, eliminazione urinaria e fecale, somministrazione pasti, effettuazione di piccole medicazioni, aiuto per la corretta assunzione della terapia orale, attività di supporto infermieristico, aiuto nel mantenimento della postura corretta, prevenzione di ulcere da decubito, attività di carattere sociale; svolge, inoltre, attività di tipo domestico alberghiera come sterilizzazione, sanitizzazione, sanificazione. Svolge i compiti in equipe con altre figure, in autonomia o su attribuzione medico- infermieristica, dell'educatore professionale, del fisioterapista oppure dell'ostetrica (in sostanza opera, coopera e collabora). La formazione ed i compiti, oltre a quelli descritti in via generale e non in maniera specifica dall'accordo istitutivo del 2001 e 2003 (per l'OSS con formazione complementare), sono stabiliti dalle Regioni (per esempio, a titolo esemplificativo, in Lombardia l'O.S.S. svolge anche altre attività attribuite dall'infermiere come somministrazione terapia orale, clismi senza sonda, rilevazione parametri vitali, stick rilevazione glicemia, etc). In altre Regioni molti compiti potrebbero essere vietati (come per esempio la rilevazione glicemica perché ritenuta invasiva seppur potrebbe rientrare nell'aiuto per il corretto utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso). Nello specifico per capire cosa può svolgere bisogna conoscere la normativa regionale. &nbsp;Può lavorare in strutture pubbliche e private. Si accede in ospedali o enti pubblici mediante concorso pubblico in genere per titoli ed esami (test, quiz, domande a risposta aperta, prova pratica e prova orale); può inoltre lavorare presso cooperative sociali, Onlus o altri soggetti privati siano essi strutture sanitarie, socio sanitarie o sociali.</div><div>La formazione è competenza delle regioni italiane; la qualifica di operatore socio sanitario OSS si consegue al termine di un <b>percorso formativo</b> della durata complessiva di 1000 ore (tra lezioni in aula, stage ed esame finale) organizzate in maniera differente a seconda dell'Ente che gestisce il corso. Le materie di studio (550 ore) sono raggruppabili in quattro aree: Area socio-culturale, istituzionale e legislativa, che comprende materie del tipo: - Legislazione sociale, sanitaria e previdenziale - Organizzazione dei servizi sul territorio - Sociologia Ambito professionale specifico Area psicologica e sociale, che comprende materie del tipo: - Dinamiche di gruppo - Psicologia della relazione - Pedagogia Cenni di neuropsichiatria Area igienico-sanitaria, che comprende materie del tipo: - Aspetti medici sanitari - Igiene della persona - Tecniche di base riabilitative - Elementi di pronto soccorso Area tecnico-operativa, che comprende materie del tipo: - Attività domestico-alberghiere, di assistenza domiciliare e tutelare - Piani di intervento - Animazione - Interventi di socializzazione - Alfabetizzazione informatico. Lo stage dura 450 ore (220 in ambito sociale e 230 in ambito sanitario), normalmente con impegno a tempo pieno. Al termine del corso è previsto un esame finale di fronte ad apposita Commissione d'esame, comprendente una prova scritta, una pratica ed una orale, con il superamento della quale si ottiene l'attestato di qualifica valido su tutto il territorio nazionale.<br><br>Differenze tra OSS &amp; OSA<br>La differenza tra Operatore Socio Sanitario e Operatore Socio Assistenziale è nella durata dei corsi che, nel caso dei corsi OSS è dalle 1000 ore alle 1200 ore, mentre nel caso dei corsi OSA è di circa 700 ore. La figura dell’Operatore Socio Sanitario è stata istituita con l’accordo Stato Regioni del 2001. In pratica la figura professionale dell’Operatore Socio Assistenziale non è una figura infermieristica, quindi le sue competenze sono da considerare parte dell’area sociale e relazionale. La figura professionale dell’Operatore Socio Sanitario invece può sostenere i concorsi pubblici per l’assunzione ad assistenza del personale infermieristico ospedaliero.<br><br></div><div>Copyright Immagine: <span class="fs16">http://www.prontoserena.it/wp-content/uploads/2014/09/oss.jpg</span></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/community----donato-grande---diversabilita-.html" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Donato Grande</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a> </div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 May 2016 09:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ANCHE LA RIFORMA DELLA “BUONA SCUOLA” È MALEDUCATA!]]></title>
			<author><![CDATA[Enzo Covelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_wfn11tx7"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Riforma-Letture-.webp"  title="" alt="" width="410" height="570" /><br> <br> &nbsp;Dopo le riforme della scuola “Forte”, “Necessaria”, “Moderna”. Dopo &nbsp;quella delle “tre I”, delle “tre A”, delle “tre E” e dopo quella &nbsp;rivoluzionaria della scuola in “tre D”, arriva la riforma della “Buona &nbsp;scuola” targata Matteo Renzi. Mi permetto una piccolissima divagazione &nbsp;sul tema: sembrava “cattivissima”, la peggiore di tutte. Poi sono &nbsp;cominciate a fioccare le assunzioni e gli incarichi di ruolo e qualcosa sembra essere di colpo cambiato. Ci sarà un ottobre caldo? &nbsp;Tutti a scioperare per la scuola o Civati e la Camusso si faranno un bel &nbsp;tresette? All’autunno l’ardua sentenza! Comunque, mi dispiace deludervi &nbsp;ma questo articolo non vuole entrare nel merito della riforma. Chi &nbsp;scrive non la considera tale. E non la considera neanche utile, &nbsp;figuriamoci buona. E poi tutti a discutere dei maggiori poteri &nbsp;attribuiti ai Dirigenti scolastici e pochissimi ad analizzarne i &nbsp;contenuti (stendiamo un velo). Io se proprio devo attribuirle un &nbsp;aggettivo, la definirei maleducata. Semplicemente maleducata. Perché? &nbsp;Perché non cambia il modo di intendere e di fare la scuola, perché non &nbsp;tiene conto di Gianni e perché ignora gli interrogativi e le istanze &nbsp;contenute in una lettera che da quasi 50 anni aspetta una risposta. <br> &nbsp;Eccone uno stralcio: “Ma voi avete più in onore la grammatica che la &nbsp;Costituzione. E Gianni non è più tornato neanche da noi. Noi non ce ne &nbsp;diamo pace. Lo seguiamo di lontano. S’è saputo che non va più in chiesa, &nbsp;né alla sezione di nessun partito. Va in officina e spazza. Nelle ore &nbsp;libere segue la moda come un burattino obbediente. Il sabato a ballare, &nbsp;la domenica allo stadio. Voi di lui non sapete neanche che esiste. Così è &nbsp;stato il nostro primo incontro con voi. L’abbiamo visto anche noi che &nbsp;con loro la scuola diventa più difficile. Qualche volta viene la &nbsp;tentazione di levarseli di torno. Ma se si perdono loro, la scuola non è &nbsp;più scuola. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> un ospedale che cura i sani e respinge i malati. Diventa &nbsp;uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile. E voi ve la &nbsp;sentite di fare questa parte nel mondo? Allora richiamateli, insistete, &nbsp;ricominciate tutto da capo all’’infinito, a costo di passar da pazzi. &nbsp;Meglio passar da pazzi che essere strumento di razzismo”. </span><br> Loro &nbsp;aspettano ancora questa lettera. Sono adulti ma hanno ancora fiducia che &nbsp;arriverà. Il loro indirizzo è: Scuola di Barbiana Vicchio Mugello &nbsp;(Firenze).<br> Per rinfrescarsi la memoria in questa torrida estate:<br> “Lettera ad una professoressa” – Scuola di Barbiana - &nbsp;Libreria Editrice Fiorentina<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/l-emozione-dei-racconti.html#.VwN7p6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Enzo Covelli</a></b><div><b>Burattinaio e Raccontastorie</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 May 2016 09:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["IL GIOCO DELLO SPORT"]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_a48494x1"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Sport-Gioco-alunni-bambini.webp"  title="" alt="" width="490" height="327" /><br> &nbsp;&nbsp;<br>Con i bambini di prima media non si può non adottare il metodo ludico &nbsp;per trasmettere competenze motorie. Per essi l'ora di educazione fisica &nbsp;rappresenta il momento di svago e libertà dagli schemi comportamentali &nbsp;richiesti in altre ore e con altre discipline.<br>Tutto quel che avranno da imparare del programma unico triennale &nbsp;relativo al ciclo della scuola secondaria di primo grado, dovrà essere &nbsp;pertanto impostato in modo giocoso, perchè lo spirito competitivo vada a &nbsp;svilupparsi in modo assolutamente spontaneo e divertente, senza &nbsp;quell'aggressività o accanimento individuale e di squadra per niente &nbsp;educativi. Sta più che mai alla formazione pedagogica e abilità &nbsp;professionale dell'insegnante il riuscire ad organizzare staffette, &nbsp;circuiti, partite che esulando dalle solite e scontate gare &nbsp;atletico-ginnico- sportive e richiedendo l'utilizzo di piccoli o grandi &nbsp;attrezzi oltre che il dovuto <b>rispetto di regole</b>, vadano a coinvolgere &nbsp;emotivamente gli alunni durante il loro settimanale allenamento &nbsp;scolastico, per una sana crescita psicofisica.<br><br></div><div> <b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a><br></b><br></div><div> <a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"<br><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 May 2016 08:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[UN GRANDE AMORE (SECONDA PARTE)]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2p4ofba0"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Guerra-Storia-di-nonni.webp"  title="" alt="" width="541" height="384" /><br></div><div><br></div><div>“Avete tempo una settimana!”, con queste ultime parole e lasciando la gente nello sgomento i tedeschi lasciarono la piazza. I genitori di Gianna non avevano più lacrime e non sapevano come fare per aiutare la figlia! Una settimana! In paese si parlava, ma in silenzio, perché tutti avevano paura.</div><div>Tutti gli uomini si riunirono e presero una decisione, sarebbero andati dai partigiani e avrebbero messo fine a quell'ingiustizia, Gianna non era la colpevole e non lo era nemmeno chi per errore aveva fatto cadere il guardiano, anzi,loro erano degli eroi, perché dopo il loro gesto tutto avevano avuto qualcosa da mangiare. Dovevano agire in fretta, di tempo ve ne era poco. Il dottore decise che anche per lui era arrivato il momento di uscire allo scoperto e lo fece parlando con tutti gli uomini del paese. Sarebbe stato lui ad andare dai <b>partigiani</b>! Lo doveva a quella piccola donna coraggiosa che lui non aveva capito e che con il suo gesto gli aveva fatto comprendere molte cose. Gli uomini del borgo non erano d'accordo che fosse il dottore a sacrificarsi, ma lui insistette e disse loro :"Io sono solo, non ho famiglia, se mi succede qualcosa non creerò problemi a nessuno, mentre voi avete le vostre mogli e i vostri figli, credetemi, avrò bisogno di voi e vi prometto che tutti insieme riusciremo a salvare la nostra Gianna e manderemo via i tedeschi dal nostro borgo". La mattina era buio quando il dottore arrivò sulle montagne dai suoi uomini! Sì, lui era il capo dei partigiani, il suo nome in codice era "Lupo" e, proprio come un lupo affamato, azzannava le sue prede. Era l'alba di una giornata piovosa e gelida quando Fabio arrivò in cima alla montagna dai suoi uomini che furono molto contenti di vederlo e passarono tutta la giornata a fare strategie per come liberare Gianna e parlare di come fosse stata coraggiosa! Lupo spiegò tutto ai suoi uomini, insieme decisero che avrebbero salvato Gianna e liberato il loro paese dai tedeschi, ma come? Non era facile: tutti insieme ci avrebbero provato. Il dottore ritornò al suo studio e per tutta la giornata visitò i suoi pazienti e per tutti la stessa diagnosi. "Avete bisogno di mangiare! Vi prometto che molto presto lo farete, parola del vostro dottore!” &nbsp;Come tutte le sere, chiuso lo studio, nel buio della notte raggiungeva i suoi uomini e fu proprio quella sera che i tedeschi lo fermarono e gli intimarono l'Alt . Fabio si fermò e alle loro parole minacciose rispose che stava andando a visitare una partoriente che doveva fare in fretta e guardandoli dritti negli occhi risalì sulla sua bicicletta e andò via! I tedeschi rimasero spiazzati dalla sua calma e lo fecero passare. Era stata dura, ma era riuscito a seminarli e a notte fonda, dopo essersi accertato di non essere seguito, prese la via del bosco e solo all'alba raggiunse i suoi uomini. Ormai non c'era più tempo, bisognava agire e salvare Gianna e tutti gli altri. Quella mattina non ritornò al suo studio, passò il tempo a prepararsi e a preparare i suoi uomini, perché era arrivato il momento! Quella stessa notte avrebbero mandato via <b>gli invasori</b> dal loro paese e li avrebbero colti di sorpresa, ormai era deciso e così fu! Era notte fonda quando Fabio e i suoi uomini accerchiarono la caserma dove c'erano i tedeschi che, non pensando mai che nel borgo ci fosse tanta gente coraggiosa, alla vista dei partigiani si difesero ma con scarso risultato, anche perché gran parte di loro era in mutande essendo stati colti nel sonno!</div><div>Si arresero e consegnarono le armi solo un paio di loro cercò di usare le armi contro Gianna, ma Fabio fu più veloce di loro e tutto finì bene; con due di loro a terra in un lago di sangue ma tutto era finito! Gianna era impietrita dal dolore e non capiva cosa stesse succedendo poi si ritrovò nelle braccia di Fabio e pensò. "Sono morta e sono in Paradiso" e per la grande emozione svenne. No, non era morta ma viva e vegeta e fra le braccia del medico più bello e coraggioso che avesse mai conosciuto, era felice Gianna e la gente intorno lo era ancora di più, grazie a lei il borgo era libero e il granaio aperto, la gente rideva e tutti volevano abbracciarla, in coro tutti la chiamavano la nostra salvatrice. Gianna prese la parola e disse: "Non è me che dovete ringraziare, io non ho fatto niente, ma dobbiamo tutti essere grati al nostro dottore, senza il suo aiuto e quello dei suoi uomini noi tutti non saremmo qui". Ma non era finita! I tedeschi erano stati fatti prigionieri, ma potevano arrivarne e allora sì che sarebbe stata la fine. Fabio decise che sarebbe rientrato in montagna e chiese a Gianna se volesse andare con lui e le chiese scusa per non aver creduto in lei: lei era una vera donna e meritava di fare la partigiana. Bisognava stare attenti , il pericolo non era passato, anzi! Nel piccolo paese la vita riprese, ma tutti vivevano nella paura, Gianna ormai viveva in boschi insieme ai suoi compagni e al suo amato dottore! Si erano innamorati, si amavano e ogni angolo appartato era buono per la loro passione e poi la sera tutti attorno al fuoco, ma sempre con l'orecchio pronto a sentire un fruscio e subito a mettere la pallottola in canna, ma meno male che il più delle volte era solo una volpe più spaventata di loro. Fabio continuava il suo lavoro di giorno ed al suo fianco aveva una bella e valida infermiera: Gianna. I tedeschi continuavano ad essere rinchiusi, ma c'era il pericolo che arrivassero i rinforzi e così fu! Una sera Fabio e Gianna stavano percorrendo la strada per unirsi ai propri compagni, si udirono degli spari e furono circondati da tanti tedeschi che intimavano loro di fermarsi! Ma loro sprezzanti del pericolo e con le pallottole che fischiavano sulla loro testa, riuscirono a scappare. Bisognava fare in fretta ed avvertire gli abitanti ed i loro compagni di mettersi in salvo e a questo ci pensò Gianna! Invano Fabio cercò di fermarla, lei piccola come era c'è l'avrebbe fatta, lui doveva correre dai suoi uomini. Quando arrivò in paese nessuno voleva credere a quello che diceva, ma dopo un po' si convinsero e presero le poche cose che avevano, tutti la seguirono. Il cammino fu lungo e tutti dovevano stare in silenzio, dopo lunghe ore la gente era stanca ed aveva paura, dove li stava portando? Si potevano fidare di lei? Ormai erano quasi arrivati, appena in tempo perché in lontananza si sentivano gli spari e le urla dei tedeschi per essere stati di nuovo gabbati e sapete da chi? Ma da lei ,"dalla piccola grande donna". In alta montagna a tarda sera arrivò Fabio e dopo essersi accertato che la gente stesse &nbsp;bene, andò da lei . La strinse forte forte tanto che i loro due cuori avevano un unico battito e poi la baciò, un bacio lungo e dolcissimo che li ripagò di tutta la paura di quella giornata. "Io ti amo! E quando tutto questo sarà finito, io ti sposerò e vivremo sempre insieme. Mi vuoi sposare amore mio?" Gianna non fece in tempo a rispondere perché scoppiò il finimondo! La gente urlava e il rumore degli spari si faceva sempre più vicino, come la bomba che era scoppiata quasi vicino al loro accampamento, i tedeschi erano sulle loro tracce! Bisognava difendersi e loro erano pronti! Misero al riparo le donne e i bambini e cercarono in tutti i modi di difendersi, i tedeschi erano vicini si sentivano le loro voci e sopratutto gli spari, ora riuscivano a vederli ed erano in tanti! Gianna pensò "è finita" e avvicinandosi a Fabio lo guardò dritto negli occhi e disse: "Sì, ti voglio sposare, perché noi ci salveremo e tutto finirà, ti amo! &nbsp;Ti ho amato dalla prima che ti ho visto e voglio vivere per sempre con te". Fabio la guardò. "Sei una grande donna... la mia donna!" Gli spari si erano allontanati, le voci anche e si vedevano i tedeschi battere in ritirata, ma cosa era successo? E chi erano tutti quei soldati che venivano verso di loro? Fabio la strinse forte forte e comincio ad urlare: "Amore la guerra è finita, siamo salvi, sono arrivati gli alleati americani, Dio ti ringrazio!” La gente cominciò a capire e tutti urlavano e andavano verso i loro salvatori che, in un linguaggio strano, abbracciavano tutti e davano loro da mangiare e tanto cioccolato, finalmente. Era finita! Ci sarebbe voluto del tempo, molto tempo per guarire le ferite, molti non sarebbero più ritornati, ma per quelli che si erano salvati sarebbe iniziata una nuova vita. E una nuova vita iniziò anche per Fabio e Gianna; si son sposati e sono sempre insieme hanno una bella casa dove vivono con i genitori di lei e finalmente anche loro sono più sereni e sono ritornati a coltivare le loro rose. Gianna ha studiato e preso il diploma da infermiera, lavora con un dottore molto speciale di nome Fabio. La guerra molto spesso ritorna nei suoi pensieri! Impossibile cancellare quei brutti momenti, il tempo si sa guarisce le ferite, ma le cicatrici restano e lei di cicatrici ne ha tante sparse per tutto il corpo. Ora Gianna può sognare! E lo fa insieme ai suoi due bambini che hanno gli occhi del loro papà e la voglia di vivere della loro mamma. Ora finalmente può ammirare dei bei tramonti o aspettare l'alba, affacciata alle finestre della sua bella casa!</div><div>Gianna ha ripreso a sognare, la vita continua e si augura che la parola guerra sia cancellata da tutti i vocabolari e che la Pace regni per sempre per tutti i popoli! Cari amici. La storia è terminata ed io vi saluto caramente.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 May 2016 10:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[GIORDANO BRUNO (SECONDA PARTE)]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_nmia653k"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Filippo-Bruno-Eresia,-il-mago.webp"  title="" alt="" width="359" height="378" /><br> <br>Ai suoi tempi, la dottrina dalla chiesa cattolica &nbsp;doveva essere &nbsp;accettata passivamente e senza nessun tipo di criticità e, se qualcuno &nbsp;avesse provato &nbsp;a introdurre nuovi pensieri, ad esempio una visione &nbsp;panteistica di Dio, poteva essere considerato eretico e messo a morte.<br>Giordano Bruno era un sostenitore di quelle teorie che sovvertivano la <b>concezione</b> geocentrica e abbracciavano la teoria eliocentrica ossia, &nbsp;quella che vede il sole al centro dell'universo.<br> La chiesa vide in &nbsp;queste teorie qualcosa che spostava l'attenzione dalla Terra, creata da &nbsp;Dio per l'uomo: ne toglieva la centralità.<br>Sono cose che psicologicamente spaventavano le persone comuni e pure la chiesa. Bruno accettò la teoria come punto di partenza per ammettere l'infinità dell'universo. &nbsp;<br>INOLTRE nella sua concezione filosofica, fondeva neoplatonismo, arti mnemoniche, influssi cabalistici, pluralità dei mondi e rifiutava la transustanzazione (questa specialmente era inaccettabile).<br> Pertanto &nbsp;Il filosofo fu condannato alla Santa Inquisizione per i seguenti reati raggruppabili in alcune aree fondamentali: ' Il grande mago è accusato &nbsp;di avere opinioni avverse alla Santa Fede e di aver fatto dei discorsi &nbsp;contrari ad essa e ai suoi ministri; di avere opinioni gravemente errate &nbsp;sulla Trinità, la divinità di Gesù Cristo e l’incarnazione; di avere &nbsp;opinioni erronee sul Cristo; di avere opinioni erronee sulla &nbsp;transustanziazione e la S. Messa; di sostenere l’esistenza di molteplici &nbsp;mondi e la loro eternità; di credere alla metempsicosi; di occuparsi di arte divinatoria e magica; di non credere alla verginità di Maria'.<br> MIO DIO ha anticipato &nbsp;tanto i tempi. POVER'UOMO!!!<br> <br>Il processo fu scisso in due fasi...ma a nulla servì la posizione di &nbsp;Giordano, il quale negò le accuse più infamanti e offensive verso la &nbsp;Chiesa; sottolineò che la ricerca filosofica lo aveva portato ad &nbsp;affermazioni eretiche, seguendo però sempre il "lume naturale", senza &nbsp;né pretese teologiche, né, tanto meno, intenzioni consapevolmente &nbsp;eretiche. <br> Dopo una serie di innumerevoli situazioni e anni di &nbsp;carcere, il grande filosofo- mago, apostata ed eretico, fu bruciato sul &nbsp;rogo nella notte del 8 febbraio 1600, dinnanzi ai cardinali inquisitori. &nbsp;Fu costretto ad ascoltare in ginocchio la sentenza di condanna al rogo, &nbsp;terminata la lettura il Bruno si alzò e ai giudici indirizzò la storica &nbsp;frase: «Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam» («Forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa &nbsp;sentenza, che io nell'ascoltarla»). <br> Dopo aver rifiutato i conforti &nbsp;religiosi e il crocefisso, il 17 febbraio, con la lingua in giova, &nbsp;serrata da una morsa perché non potesse parlare, &nbsp;venne condotto in piazza Campo de' Fiori, denudato, legato ad un palo e arso vivo. Le sue &nbsp;ceneri furono gettate nel Tevere. <br> In realtà si può pensare che a &nbsp;quei tempi un uomo come Bruno, appassionato di cabala, magia, con doti &nbsp;mnemoniche strepitose e capacità di leggere nelle menti spaventasse il &nbsp;banale e semplice modo di vivere e pensare.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b><br> <br><a href="www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 May 2016 10:43:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?giordano-bruno--seconda-parte-</link>
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			<title><![CDATA[TEMPO PER SÉ]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_e6o3q8cr"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Mamma-Tempo-per-se-stesse.webp"  title="" alt="" width="403" height="406" /><br> <br> &nbsp;Questi giorni ho potuto solo confermare importanza per noi mamme di &nbsp;avere tempo solo per sé. Con altre due amiche mamme, mi &nbsp;sono concessa &nbsp;dopo anni, due giorni fatti di chiacchiere, teatro, risate e <b>spensieratezza</b>. Vivere la quotidianità con i nostri bimbi è bellissimo &nbsp;ma gli impegni, la casa, &nbsp;la scuola, il pranzo ecc. ci portano ad &nbsp;accumulare stress che non ci fa essere delle mamme serene. Posso solo dire che sono stati due giorni bellissimi, ma tornare a casa e rivedere le mie bimbe lo è di più. <br> Mamme dedicatevi più tempo! <br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.Vy8bYo9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Mamma Annalisa</a></b><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br> Copyright Immagine: http://www.mammaimperfetta.it</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 May 2016 10:43:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?tempo-per-se</link>
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			<title><![CDATA[VISITA OCULISTICA O VISITA ORTOTTICA?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Deborah Faggella]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_99sncyj0"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Problemi-visivi-Visite.webp"  title="" alt="" width="502" height="376" /><br></div><div><br></div><div>Quando si parla di problemi visivi c’è spesso confusione sulla figura professionale alla quale rivolgersi in questo articolo andremo a delineare i differenti ruoli e le diverse competenze dell’Oculista e dell’Ortottista,entrambi professionisti fondamentali e complementari nella valutazione del sistema visivo. L’Oculista è il medico specializzato in oftalmologia abilitato alla diagnosi e al trattamento delle malattie dell’occhio(cataratta,distacco di retina,cheratocono,glaucoma,ecc...). Esegue interventi chirurgici sul bulbo oculare e i suoi annessi,interventi di chirurgia refrattiva (mirati all’eliminazione della correzione ottica) e corregge i difetti visivi (miopia,ipermetropia e astigmatismo). L’Oculista collabora con medici specialisti quali internisti, cardiologi, pediatri, neurologi per il trattamento delle malattie sistemiche come il diabete e l’ipertensione. L’Ortottista (assistente in oftalmologia) è il professionista sanitario specializzato nella valutazione e nella riabilitazione dei disturbi motori e sensoriali della visione. Sono di sua competenza la valutazione e &nbsp;il trattamento di: &nbsp;Strabismo (deviazione degli assi visivi), Ambliopia (occhio pigro), Diplopia (visione doppia), Ipovisione -Astenopia (affaticamento visivo che colpisce soprattutto chi lavora al videoterminale), Deficit di accomodazione e convergenza. Esegue esami strumentali per la diagnosi di patologie oculari (Campo Visivo,Tonometria,Erg,Pev,Oct,ecc...); si occupa di prevenzione visiva in età infantile mediante screening nelle scuole materne ed elementari o presso studi pediatrici. Somministra Test Visuo-Percettivi per valutare l’<b>interferenza visiva</b> nel processo di apprendimento (in modo particolare nei DSA) e Test Visuo-Posturali per valutare l’incidenza della funzione visiva sul sistema tonico-posturale. L’Ortottista collabora con altri medici per la pianificazione di percorsi diagnostico riabilitativi in pazienti con handicap visivi,traumatizzati cranici e neurologici. L'obiettivo di questo articolo è spiegare l’importanza di una visita “integrata”che valuti l’efficienza visiva sia sotto l’aspetto patologico che motorio-sensoriale, al fine di diagnosticare precocemente le anomalie che possono interferire con il normale sviluppo della funzione visiva.</div><div><br></div><div><span class="fs16"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-relazione-tra-occhi-e-postura.html#.V0X4T76MDIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Deborah Faggella</a></b></span></div><div><span class="fs16"><b>Ortottista e Assistente in Oftalmologia</b></span></div><div><br></div><div><a href="www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 May 2016 19:01:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?visita-oculistica-o-visita-ortottica-</link>
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			<title><![CDATA[CONSAPEVOLEZZA LUTTO PRENATALE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.sse Parente e Valerio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6y9b500y"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Lutto-prenatale-Relazione.webp"  title="" alt="" width="457" height="446" /><br> <br> Oggi, 15 ottobre, ricorre il Babyloss Awaress Day, il giorno dedicato alla consapevolezza sul lutto prenatale.<div>Nel nostro Centro ACCENDIAMO UNA CANDELA perché la sua luce &nbsp;possa illuminare il buio per ricordare che non si è soli e che tutto &nbsp;il dolore che si è provato vivrà sempre con il proprio amore per queste &nbsp;creature mai strette al vostro petto ma che ogni giorno si abbraccia nel proprio cuore.<br> Esiste un amore più forte della distanza e del dolore.<br> E un bimbo perso non è mai perso per coloro che lo hanno amato.<br> &nbsp;In memoria di tutti gli angeli noi l accenderemo un abbraccio andrà &nbsp;anche a coloro che proprio in questo momento si trovarno a vivere questo &nbsp;<b>dolore</b> immenso. Non siete soli.<br> Abbracciamo il vostro dolore perché "c'è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce" le vostre ostetriche.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYpHaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa &nbsp;Rossella Valerio</a><br></b><div><b>Ostetrica</b></div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYpHaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa &nbsp;Raffaella Parente</a></b><br> <div><b>Ostetrica</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div> Chiedi all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"<br><br></div></div><div>Copyright Immagine: Eleonora Manfroni, Sista's Art</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 May 2016 18:45:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?consapevolezza-lutto-prenatale</link>
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			<title><![CDATA[UN BRACCIALE ELEGANTE FAI DA TE]]></title>
			<author><![CDATA[Patrizia Forni]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0i6v9758"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Bambine-Braccialetti.webp"  title="" alt="" width="509" height="679" /><br></div><div><br></div>Salve, &nbsp;i miei scatti d'arte non si fermano Mai! Stamane, con le mie " fans" &nbsp;(ovviamente bambine) abbiamo giocato a "fare i gioielli" sempre ed &nbsp;esclusivamente con materiali di riciclo.Ho preso una bottiglia da litro &nbsp;di plastica, ho tagliato gli anelli che la compongono e con nastri, &nbsp;rafia e (tutto ciò che abbiamo in <b>casa</b>) li ho ricoperti. Il successo è &nbsp;stato immediato. Le bambine sono state entusiaste, ed è scattata la "Bottigliamania".Provate con i vostri bambini, la mania sorprenderà anche voi...<br> "ECCO RICICLATA LA PLASTICA"<br> <br><b> Patrizia Forni<br>La manualità esprime creatività</b><br><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a> <br> &nbsp;<br> Continuate a seguire "<a href="http://tiny.cc/arte" target="_blank" class="imCssLink">Arte e Manualità</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 May 2016 18:44:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?un-bracciale-elegante-fai-da-te</link>
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			<title><![CDATA[ASILO NIDO: L’IMPORTANZA DEI COLLOQUI CON I GENITORI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Valentina Vania]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6264eoqt"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Alunni-Bambini-disabili.webp"  title="" alt="" width="488" height="325" /><br></div><div><br></div><div>A volte spiegare a un genitore come comportarsi o cosa fare di fronte ad alcuni atteggiamenti "atipici" del proprio figlio diventa davvero difficile. Eppure un genitore sa sempre cosa fare e come aiutare il proprio figlio quando prende consapevolezza delle sue difficoltà e dei suoi atteggiamenti. Ebbene quest'anno all'interno dell'asilo nido la mia osservazione, da coordinatore pedagogico, si è orientata, in maniera peculiare, in questo senso portando ad una certificazione. Qui di seguito vi racconto l'inserimento e i primi mesi di frequenza di questo bimbo di appena 3 anni. “L'inserimento di T. è avvenuto il giorno 16 Gennaio 2016 in maniera graduale e con un buon distacco dalla figura di riferimento (nel caso specifico la mamma). Non ha presentato alcun timore ad allontanarsi dalla mamma per esplorare lo spazio sezione. Fin dal primo momento è emersa la difficoltà di C. nel comunicare e nel prestare attenzione alla persona che gli parla; non esegue un compito su ordine verbale; difficilmente se chiamato per nome si gira e orienta verso la fonte verbale. La sua unica richiesta verbale al momento è rivolta al bisogno di bere, ripete "ACQUA"e richiesta di "<b>AIUTO</b>"; richiede di mamma e papà nel momento del bisogno; altre parole su sollecitazione verbale a volte vengono ripetute. Per quanto riguarda la socializzazione, non interagisce molto con i compagni di asilo, anche se parecchie volte lo chiamano per giocare o per salutarlo quando va via. I suoi momenti seduto alla sedia sono limitatissimi, invece seduto al seggiolone in legno riesce a stare un pochino di più, in quanto contenuto in quello spazio. I suoi tempi di attenzione sono ristretti, finita l'attività vuole scendere velocemente dal seggiolone, oppure cammina mentre è seduto su di esso, spingendolo, affinchè qualcuno lo prenda per lasciarlo libero di correre. Episodicamente tende ad oscillare le mani per dimostrare il suo interesse verso qualcosa, invece in maniera sistematica, emette suoni gutturali e gridi acuti mentre svolge attività ludiche di movimento e spesso sale su tavolini, divanetti e arredi bassi se lasciato libero in sezione. Spesso si isola per svolgere le attività, libere a tavolino, che il più delle volte sono utilizzate non in maniera strutturata, ma con altri scopi. Esempio: vassoio delle attività montessoriane con ciotola e contenitore per incastri, la ciotola viene utilizzata da T. per farla rotolare in sezione o lanciata in maniera inadeguata; i timbrini, colori a spirito e altri materiali tende a metterli in bocca per scoprire la loro consistenza e sapore. Durante il pranzo invece è selettivo e tende a mangiare alimenti dello stesso colore e gusto. Se viene presentato nel piatto il secondo con il contorno lo allontana con la mano, finchè non lo si presenta &nbsp;distinto; in questo caso tende a mangiarlo. Stessa cosa avviene con i primi piatti”. &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b> Dott.ssa Valentina Vania</b></div><div><b>Educatrice, Pedagogista, Coordinatrice pedagogica asilo nido, esperta nei processi formativi </b></div><div><br></div><div><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div><div>Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 May 2016 19:10:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?asilo-nido--l-importanza-dei-colloqui-con-i-genitori</link>
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			<title><![CDATA[INCENTIVI ALL'ASSUNZIONE DI CITTADINI DISABILI E 'SVANTAGGIATI']]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_y042bngi"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Assunzioni-Normodotati.webp"  title="" alt="" width="518" height="282" /><br> <br>Una delle novità introdotte dal Decreto Semplificazioni (Dl n. &nbsp;151/2015) attuativo del Jobs Act, che interviene su numerosi ambiti &nbsp;relativi alla gestione del rapporto di lavoro subordinato è l'obbligo di &nbsp;assunzione di almeno un lavoratore con disabilità per i datori di lavoro che occupano in azienda tra 15 e 35 dipendenti, dal 1° gennaio 2017 ed entro 60 giorni dall’insorgenza dell’obbligo.<br> <br>A partire già dal 1 gennaio 2016, invece, le agevolazioni verranno concesse dall'INPS, mediante conguaglio contributivo e su richiesta &nbsp;dell'azienda, per un periodo di 36 mesi, nella seguente misura:<br> a) 70% dell'imponibile previdenziale, per lavoratori con una percentuale di invalidità non inferiore all'80%;<br> &nbsp;b) 35% dell'imponibile previdenziale, per l'assunzione di lavoratori &nbsp;con una percentuale di invalidità compresa tra il 67% ed il 79%.<br> Per &nbsp;i lavoratori con handicap intellettivo e psichico con una percentuale &nbsp;di invalidità superiore al 45%, l'incentivo è pari al 70% &nbsp;dell'imponibile previdenziale, per un periodo di 60 mesi, ed è concesso &nbsp;anche in caso di assunzione a tempo determinato di durata non inferiore a &nbsp;dodici mesi.<br> Sono inoltre previsti rimborsi forfettari parziali &nbsp;delle spese sostenute per i 'ragionevoli accomodamenti' (cioè &nbsp;adeguamenti della postazione di lavoro) dei disabili con una percentuale &nbsp;di invalidità superiore al 50%, incluso l'apprestamento di tecnologie di telelavoro o la rimozione di barriere architettoniche.<br> L’art. 4 &nbsp;del decreto prevede che i lavoratori, già disabili prima della &nbsp;costituzione del rapporto di lavoro, sono computati nella quota di &nbsp;riserva di cui all’art. 3 anche se non assunti tramite il collocamento &nbsp;obbligatorio, a patto di avere riduzione della capacità lavorativa &nbsp;superiore al 60% o con disabilità intellettiva e psichica con riduzione &nbsp;della capacità lavorativa al 45%.<br> <br> Tra le novità, anche la &nbsp;possibilità per tutti i datori di lavoro di assumere lavoratori con &nbsp;disabilità attraverso <b>chiamata nominativa</b> (articolo 6 del decreto). Lo &nbsp;scopo è di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. &nbsp;L’avviamento lavoratori a cura dei servizi competenti avverrà solo nel &nbsp;caso di mancata assunzione dei datori di lavoro.<br> <br> Sono esonerati &nbsp;dall’obbligo di assumere un lavoratore disabile le aziende con addetti &nbsp;impegnati in lavorazioni che comportino un’esposizione al rischio con &nbsp;tasso di premio INAIL pari o superiore al 60 per mille. Per essere &nbsp;esonerati i datori di lavoro dovranno autocertificare il rischio e &nbsp;versare al Fondo per il diritto al la voro dei disabili una quota pari a &nbsp;30,64 euro per ogni giorno lavorativo e per ciascun lavoratore disabile &nbsp;non occupato. Rimane invariato il regime sanzionatorio.<br> <br> Le &nbsp;cooperative sociali, purché iscritte nell'apposita sezione del registro &nbsp;prefettizio, godono dell'azzeramento dei contributi per l'assunzione di &nbsp;persone svantaggiate (definite dalla legge n. 381/91 art. 4: disabili, &nbsp;tossicodipendenti, pazienti psichiatrici, minori in difficoltà &nbsp;familiare, ex detenuti, ecc.), purchè queste rappresentino almeno il 30% &nbsp;dell'organico aziendale.<br> <br> Le imprese di qualsiasi tipo che &nbsp;assumono detenuti o internati, previa convenzione con le Direzioni &nbsp;penitenziarie, godono di un un credito mensile d’imposta pari a 520 &nbsp;euro, ridotto a 300 euro in caso di semiliberi, che viene mantenuto &nbsp;anche dopo la fine della detenzione per 18 mesi.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a><br> Commercialista</b><div><b><br></b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Chiedi al commercialista di "<a href="http://tiny.cc/commercialistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 May 2016 19:08:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?incentivi-all-assunzione-di-cittadini-disabili-e--svantaggiati-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[DEVIANZA MINORILE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3y795r7q"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Sociale-Delinquenza.webp"  title="" alt="" width="500" height="413" /><br> <br>Generalmente si definisce la devianza quell'insieme di comportamenti che infrangono il complesso dei valori che, in un dato momento storico e in un determinato contesto sociale, risultano validi e fondanti in base &nbsp;alla cultura del gruppo sociale dominante.<br> <br> Non esiste una visione univoca del concetto di devianza, il quale ha assunto nel tempo significati e valenze molteplici.<br>Indipendentemente dall'orientamento teorico, comunque, si può affermare che la devianza si pone nei confronti della delinquenza in rapporto di &nbsp;genere a specie, nel senso che, se è vero che il delinquente è anche un deviante, un deviante non è necessariamente un delinquente. Devianza e delinquenza, quindi, non sono comportamenti definibili in assoluto, ma in funzione del contrasto tra determinati comportamenti e le regole sociali <br> <br> La Disorganizzazione Sociale<br> A partire dall'analisi dell'imponente flusso migratorio verificatosi nei primi decenni del '900 da molti paesi europei negli Stati Uniti, Sellin (1938) &nbsp;tenta di dar conto della criminalità degli immigrati con la sua teoria &nbsp;dei conflitti culturali. Gli stranieri immigrati infatti si trovano a vivere una profonda contrapposizione tra la propria cultura di origine e la cultura del paese di arrivo, che sono spesso in conflitto rispetto &nbsp;agli usi, i costumi, le regole di convivenza comune. Queste contraddizioni contribuiscono a indebolire quegli autocontrolli che &nbsp;assicurano comportamenti onesti e provoca una situazione di disagio e incertezza, esponendo gli immigrati al rischio di ogni tipo di &nbsp;disadattamento, dal vagabondaggio alla <b>criminalità</b> (Ponti, 1999).<br> <br>Nel filone teorico della disorganizzazione sociale si collocano gli studi dei sociologi della Scuola di Chicago, secondo i quali per spiegare la criminalità non bisogna fare riferimento alle caratteristiche delle persone, ma a quelle del gruppo a cui queste &nbsp;appartengono (Barbagli, Colombo e Savona, 2003). In particolare, Clifford R. Shaw e Henry D. McKay osservano che il tasso di delinquenza – cioé il rapporto tra il numero degli autori di reato residenti in un'area e il totale della popolazione di quell'area – raggiunge il punto &nbsp;più alto nella zona di transizione e diminuisce man mano che si passa alle zone esterne. Inoltre, nonostante la popolazione delle varie zone si rinnovasse velocemente e cambiasse anche la sua composizione etnica, gli autori rilevano che le differenze tra i tassi di delinquenza rimangono immutate. Gli autori ipotizzano allora che nelle aree in cui la criminalità è maggiormente presente il tessuto comunitario sia sfaldato da una forte disorganizzazione sociale. In particolare, le caratteristiche della zona di transizione – povertà, eterogeneità dal punto di vista della composizione etnica e forte mobilità ed instabilità della popolazione – provocano un allentamento delle relazioni sociali e dei legami formali ed informali che in un contesto di maggiore &nbsp;coesione, invece, consentono quel controllo sociale informale che è di ostacolo alla diffusione della criminalità. In questo senso, quindi, la mancanza di relazioni solide, definita appunto disorganizzazione sociale, determina alti tassi di delinquenza. L'accezione ben più ampia di disorganizzazione sociale data da Sutherland permette di dar conto, più in generale, del dilagare della criminalità in tutte le classi sociali, dalla criminalità delle classi povere fino alla criminalità dei colletti bianchi propria delle classi medio-alte. Successivamente, lo stesso Sutherland amplia e specifica la sua teoria: "Il termine Disorganizzazione sociale non è del tutto soddisfacente, e sembra preferibile sostituirlo col termine organizzazione sociale differenziale". Il postulato su cui la teoria si basa, a prescindere dal nome, è che il reato ha le sue radici nell'organizzazione sociale ed è &nbsp;un'espressione di tale organizzazione. L'analisi funzionale della società Accanto alle teorie incentrate sul problema della disorganizzazione sociale e del conflitto culturale, si affermano negli Stati Uniti approcci teorici che riprendono il concetto durkheimiano di anomia e privilegiano l'analisi della struttura sociale e delle spinte &nbsp;derivanti dalle particolari caratteristiche e dagli squilibri della società moderna. Robert Merton (1968) inserisce il fenomeno della criminalità all'interno della categoria più ampia di comportamento socialmente deviante, considerato – dal punto di vista dell'analisi funzionale della società – come “prodotto della struttura sociale, tale e quale il comportamento conformista” (Merton, 1968). Un contributo ulteriore all'analisi sociologica delle origini culturali e sociali della devianza che va ad aggiungersi alla tradizione teorica strutturale e funzionale ci è fornito da Albert K. Cohen, con i suoi studi sulla delinquenza giovanile (Merton, 1968). Cohen (1955), in particolare, teorizza la sottocultura dei ragazzi adolescenti della classe inferiore statunitense, a partire dall'ipotesi di una interazione tra fattori psicogenetici e sottoculturali – solitamente considerati alternativi – nella definizione dei processi delinquenziali. La sottocultura delinquente viene definita: “un codice di norme positive ispirantesi a una morale anticonformista, non per questo meno definita o meno imperativa della morale convenzionale, ed esige una spiegazione positiva, di proprio diritto” (Cohen, 1955).<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-nel-sociale-per-comprenderne-l-essenza.html#.Vv5-IaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa &nbsp;Patrizia di Lernia</a></b><div><b>Assistente Sociale-Operatrice di Terapia e attività assistita dagli animali</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br>Copyright Fonte 1: http://<wbr>www.altrodiritto.unifi.it/<wbr>ricerche/minori/cimmino/<wbr>cap1.htm<br><br></div><div>Copyright Fonte 2: http://<wbr>www.giornalettismo.com/<wbr>archives/90792/<wbr>morire-carcere-sedici-anni/</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 May 2016 19:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?devianza-minorile</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LA MIA MAMMA]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_453pcb88"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Festa-della-Mamma-Pensieri.webp"  title="" alt="" width="491" height="327" /><br></div><div><br></div><div>“La mia mamma è il mio primo respiro, ha dato alla luce la mia libertà: mi accoglie e protegge e io mi sento al sicuro.</div><div>La mia mamma è l’attesa della felicità, l’attesa di quell’incontro che cambierà i nostri destini.</div><div>La mia mamma non ha il mio stesso colore, ma è la mia pelle, profuma di speranza, sa di gioia, sa di me e della mia famiglia.</div><div>La mia mamma non ha i miei stessi occhi, ma possiede il mio sguardo, scruta nell’anima, leggendo ogni volta la verità. </div><div>La mia mamma non ha le mie stesse labbra, ma percepisce il sapore della mia essenza, gusta l’inconfondibile dolcezza che il mio essere racchiude. La mia mamma non ha il mio stesso naso, ma come nessuno mai, avverte il profumo delle mie emozioni, respira con me la Scia della Vita. </div><div>La mia mamma non ha le mie stesse mani, ma le ha strette alle mie dal primo momento, non lasciandole più: mi abbraccia, mi guida, mi sorregge e indica la strada. La mia mamma non parlava la mia stessa lingua, ma il <b>codice dell’Amore</b> ‘ci ha compreso’, svelando profondamente le nostre fragilità, fuse e ormai divenute fortezza. Io non somiglio alla mia mamma, ma sono uguale a lei: i contorni delle nostre anime combaciano, fondendosi in un’unica sola nate insieme in quello stesso giorno, in quello stesso attimo in cui, reciprocamente, l’una ha affidato la propria esistenza all’altra, concependosi Vita, scoprendosi meravigliosamente Famiglia. La mia mamma mi ha donato un nome e dentro vi ha racchiuso il Mondo: <span class="fs16">MI CHIAMO SPERANZA!”.</span></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.VwfQBaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Dilernia</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 May 2016 11:10:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-mia-mamma</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[GIORDANO BRUNO (PRIMA PARTE) ]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6u71j35h"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Giordano-Bruno-Storia-e-filosofia.webp"  title="" alt="" width="503" height="348" /><br> <br> Filippo Bruno intraprese gli studi di filosofia e metafisica presso i domenicani, ordine monastico molto potente nel 1500.<br>In realtà Giordano non entrò in convento per approfondire gli studi &nbsp;teologici o tutelare l'ortodossia ecclesiastica, bensì per contestarla e &nbsp;trovare nuove risposte ai suoi quesiti.<br> Fu suo il rogo di immagini &nbsp;sacre di santi, fu sua la commedia Il Calendaio, in cui ironicamente il &nbsp;filosofo criticava i tanti scandali sessuali in cui era stato coinvolto l'ordine dei domenicani e soprattutto un suo confratello, fra Bonifacio da Napoli.<br> Lesse di nascosto Erasmo Da Rotterdam, di nascosto perchè &nbsp;vietato ai frati, ai quali Giordano criticava l'ignoranza. L'esperienza conventuale di Bruno fu in ogni caso decisiva: vi poté fare i suoi studi, <b>formare la sua cultura</b> leggendo di tutto: di Aristotele e di Tommaso d'Aquino, di san Gerolamo e di san Giovanni Crisostomo, di &nbsp;Marsilio Ficino, di Raimondo Lullo e di Nicola Cusano.<br> Nel 1576 la &nbsp;sua indipendenza di pensiero e la sua insofferenza verso l'osservanza dei dogmi si manifestò inequivocabilmente proprio studiando ARIO. <br>Nel 1592 all'inquisitore veneziano espresse i suoi dubbi sulla Trinità, ammettendo di aver «dubitato circa il nome di persona del Figliolo e dello Spirito Santo, non intendendo queste due persone distinte dal &nbsp;Padre»[24], ma considerando, neoplatonicamente, il Figlio l'intelletto e lo Spirito, pitagoricamente, l'amore del Padre o l'anima del mondo, non dunque persone o sostanze distinte, ma manifestazioni divine.<br> La vita di quest'uomo vi sbalordirà.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><div><br></div><div>Copyright Immagine: <span class="fs16">http://www.bdtorino.eu/sito/articolo.php?id=17035</span><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 May 2016 10:00:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?giordano-bruno--prima-parte--</link>
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			<title><![CDATA["TRA IL DIRE E IL FARE..." - C'È DI MEZZO L'IMPARARE...]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_66iiv357"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Studiare-Didattica.webp"  title="" alt="" width="493" height="357" /><br></div><br> E la scuola ha da sempre il compito di fornire strumenti per rendere concrete le conoscenze.<br>Non solo nozionismo, ma vere competenze, chi impara deve dimostrare di acquisire, volta per volta, durante il suo percorso formativo. Il "<b>saper &nbsp;fare</b>" e non solo il saper dire!<br> Nessuna disciplina può prescindere da questo principio, che sia prevalentemente pratica o teorica. L'imparare si pone veramente al centro delle due cose e fa dell'azione educativa il suo punto forza.<br> Da sempre gli insegnanti verificano il livello di preparazione dei propri alunni utilizzando prove scritte o di altro genere, proprio al fine di rendere concreto quel che resterebbe astratto e non produttivo per se stessi e per gli altri. Il lavoro dei docenti, sostenuto dall'attenzione dei ragazzi a scuola, e la successiva loro applicazione nello studio a casa, renderanno questi sempre più capaci, oltre che colti. Individui che sappiano operare fattivamente in una società che sia sempre in crescita.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Angela Bini</a></b><br><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 May 2016 08:18:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-tra-il-dire-e-il-fare-------c-e-di-mezzo-l-imparare---</link>
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			<title><![CDATA[INTENSITÀ O QUANTITÀ?]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4107855d"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Strategie-di-allenamento-Sviluppo.webp"  title="" alt="" width="523" height="708" /><br></div><div><br></div><div>Buongiorno, oggi parliamo di un aspetto molto importante dell'allenamento! C'è un mito abbastanza “Affermato” che oggi deve essere rivisitato che è: “Più fai e più ottieni”! In realtà sarebbe corretto dire: “Fai il Giusto e ottieni il Buono”. Molti si allenano nelle palestre per “ore ed ore”, perché credono di ottenere risultati proporzionali alle loro “ore” di allenamento! Vi voglio proporre un paragone: supponiamo che l'allenamento fisico sia simile a “Mangiare” dei cibi a tavola! Ci sono 2 strade per ottenere la sazietà: - mangiare tanti piccoli cibi per ore in tanti piattini; - mangiare un cibo nutriente in un unico piatto. Nell'<b>allenamento</b> ci sono 2 strategie che riguardano l'intensità: - allenarsi per ore facendo piccoli sforzi ed esercizi leggeri; - allenarsi per 30 minuti o circa un'ora, facendo esercizi più intensi! Qui sta la nostra scelta: possiamo scegliere la strada dell'intensità o quella della quantità. A voi la scelta! Per oggi è tutto! Alla prossima! </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Suahìm AlKalema</a></b></div><div><div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 May 2016 19:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL PESCIOLINO "ROSOLINO"]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Maria Elena Germinario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6z6g84n5"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Il-pesciolino-Rosolino-Storie-di-Nonni.webp"  title="" alt="" width="472" height="353" /><br> <br> Ragazzi buongiorno, a scuola tutto bene?<br>Mi raccomando, prima fate i compiti e dopo, insieme alla merenda fatevi raccontare la mia storia (questo per i più piccini), per voi grandi, invece...<br> La storia di oggi si intitola "Rosolino".<br> <br>C'era una volta, tanto tempo fa, una grande famiglia di pesci che &nbsp;nuotavano nel mare azzurro e si rincorrevano felici fra le onde.<br> La famiglia viveva felice ed erano tutti molto uniti.<br>La mattina appena svegli i pesciolini andavano a giocare con i loro &nbsp;<b>amici</b>, il loro gioco preferito era fare le gare di nuoto e Rosolino &nbsp;arrivava sempre primo. Il suo sogno era quello di diventare un grande &nbsp;campione come quello di cui portava il nome ed andare in giro per tutti i &nbsp;mari del mondo a disputare le sue gare, rilasciare tante interviste &nbsp;alla sua TV preferita, "canale mare 5", di proprietà del suo amico il "Merluzzo Omar".<br> Tutte le sere lui guardava sempre le gare di nuoto e si addormentava sognando.<br>Un giorno successe qualcosa che cambiò il corso della vita di Rosolino; &nbsp;a "Canale mare 5" cercavano dei pesci bravi a nuotare per farli &nbsp;partecipare ad un grande campionato di nuoto.<br> Rosolino si recò subito dal granchio Omar e si iscrisse.<br>La mattina dopo partì per la grande avventura. Era felice! Gli &nbsp;allenamenti furono lunghi e faticosi ma, alla fine, vasca dopo vasca, &nbsp;Rosolino risultò primo e vinse una medaglia d'oro.<br> Da quel giorno &nbsp;Rosolino diventò un personaggio pubblico e partecipava come ospite fisso &nbsp;di un grande programma condotto da un grande giornalista di nome &nbsp;"Merluzzo Vespa", in onda tutte le sere su Rai Uno. Lui era l'ospite &nbsp;&nbsp;d'onore!<br> Fu invitato alla scuola di "Sogliola De Filippi" ed anche dal grande "Cefalo Scotti" e da tanti altri.<br> Bravo Rosolino, siamo tutti orgogliosi di te e speriamo presto di rivederti ai prossimi campionati del mondo.<br> Cari ragazzi, la storia è terminata: buona merenda e buona lettura, un grandissimo bacio dalla vostra nonna Gina.<br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"><b> Maria Gabriella Finizio</b></a><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 May 2016 18:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[GIOCARE IN VACANZA]]></title>
			<author><![CDATA[Valeria De Simola]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3084ij25"><div class="imTAJustify"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Gioco-Attivita-e-disabilita.webp"  title="" alt="" width="436" height="327" /><br></div> <br> Ci troviamo in vacanza: mare, sole, tante famiglie, bimbi che giocano sulla sabbia, animazione, musica e allegria.<br>Mentre osservo tutto ciò mi viene in mente un'osservazione: difficilmente quando la gente si trova davanti ad un bambino con disabilità prova a giocare con lui, mentre con un bambino senza disabilità è un'azione spontanea e naturale.<br> Questo perché molti pensano che un bambino disabile non sia capace, che non ci siano giochi o giocattoli adatti a lui, molti vedono solo il suo deficit, le sue difficoltà nell'agire, ma se apriamo gli occhi e andiamo oltre la disabilità possiamo vedere il suo <b>essere bambino</b>, il suo bisogno di &nbsp;contatto, di relazione, di essere nel mondo e percepire benessere.<br>Per raggiungere il benessere, il bambino disabile riesce a superare i suoi limiti e così si arricchisce di nuove esperienze e conoscenze.<br> È importante che questi bambini acquisiscano nuove abilità per uscire dall'isolamento, perché i bambini disabili devono e possono giocare come tutti gli altri bimbi.<br> Non occorre essere educatori o professionisti specializzati per interagire con loro, basta andare oltre le apparenze fisiche e le barriere mentali, come in questi giorni una ragazza dell'animazione del villaggio in cui ci troviamo sta facendo con la mia bambina.<br> Nei giochi semplici risiede una grande ricchezza, un po' di sabbia e acqua di mare da manipolare ed ecco che il più bello dei giochi tattili e sensoriali risveglia sorrisi di gioia in mia figlia.<br> Noi adulti dovremmo fare tesoro di una citazione della grande Montessori: "una prova della correttezza del nostro agire educativo è la felicità del bambino".<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-amore-che-va-oltre.html#.VzHcLI9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Valeria de Simola </a></b><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 May 2016 08:28:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?giocare-in-vacanza</link>
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			<title><![CDATA[IL MOMENTO DI DIRE “CIAO, CIAO” AL PANNOLINO]]></title>
			<author><![CDATA[Enzo Covelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_q714pwlw"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Pannolino-Bimbi-e-bisogni.webp"  title="" alt="" width="467" height="635" /><br></div><div><br></div><div>Facciamo “Ciao, ciao” al &nbsp;pannolino? La primavera e l’estate sono il momento ideale per togliere il pannolino e la “missione” e tutt’altro che impossibile. Punto primo: come capire se il nostro bambino è pronto a passare al vasino? La risposta non è uguale per tutti, ovviamente. Ogni bimbo ha i propri tempi ed un proprio corso di <b>sviluppo</b>. &nbsp;In generale si può dire che verso i 2-3 anni il bambino comincia a percepire i processi fisiologici e impara piano piano a controllare i muscoli della vescica e dell’ano. I libri, straordinari compagni di vita e di gioco, ci possono essere d’aiuto anche in questa delicata fase. Attenzione: ci possono essere d’aiuto e non risolvere il problema! Ecco, una selezione di libri a tema, che possono facilitare e accompagnare il passaggio al vasino. Ho capito troppo tardi (ma conservo un piacevole ed odoroso ricordo) che correre in bagno, sedersi sul vasino e attendere l’arrivo di cacca o pipì era una meravigliosa scusa per farsi leggere un libro e passare del tempo rilassato insieme. E se vi servisse anche una colonna sonora simpatica da accompagnare a questa avventura, non lasciatevi sfuggire “La canzone della cacca” di R. Piumini. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>Libri da leggere ai bambini ed alle bambine: Posso guardare nel tuo pannolino? di G. Van Genechten – Ed. Clavis; Mirtillo toglie il pannolino di S. Agostini – Ed. Gribaudo; Ciao ciao pannolino! Topo Tip di Marco Campanella- Dami editore; Basta pannolino! Di Emanuela Nava e Desideria Guicciardini – Ed. Lapis; Voglio il mio vasino di Tony Ross – Ed. Lapis No, il vasino no! di Blake Stephanie – Ed. Babalibri; Gugo impara ad usare il vasino di Kathleen Amant – Ed. Clavis Il vasino di Andrea di Francesca Allen e Felicity Brooks – Ed. Usborne. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Libri per gli adulti “Senza pannolino”. <br>Come educare al vasino sin dai primi mesi di vita di Laurie Boucke. È un libro per i genitori e spiega come fare a svezzare i bambini dal pannolino attraverso le testimonianze di numerose mamme e i suggerimenti di medici e pediatri. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs12">Come sopravvivere all’ora del vasino. 99 consigli per risolvere il problema e non perdere la calma di Michelle Kennedy e C. Pradella. È un libro dedicato ai genitori che si trovano ad affrontare la sfida del passaggio dal pannolino al vasino. Dispensa buoni consigli pratici per aiutare il genitore in questa delicata missione, che talvolta, sebbene non sia tra le più difficili, può essere frustante e far perdere la calma. &nbsp;Via il pannolino! di Elena Dal Prà. Si tratta di una guida destinata ai genitori, che illustra in modo semplice e piacevole come togliere il pannolino senza forzature e conflitti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/l-emozione-dei-racconti.html#.VwN7p6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Enzo Covelli</a></b></div><div><b>Burattinaio e Raccontastorie </b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 May 2016 11:33:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-momento-di-dire--ciao,-ciao--al-pannolino</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[LA GASTROENTERITE: COS'È E COME SI CONTRAE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Carbone]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_vh3g1471"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Gastroenterite-Stomaco-e-soluzioni.webp"  title="" alt="" width="454" height="605" /><br> <br>La gastroenterite è un’infezione che colpisce lo stomaco e l’intestino, caratterizzata da diarrea acquosa, dolori addominali, nausea, vomito e a &nbsp;volte febbre. Essa è causata quasi sempre da virus, come il Rotavirus e &nbsp;l’Adenovirus, i quali danneggiano le cellule che formano le pareti &nbsp;dell’intestino tenue, di conseguenza i fluidi fuoriescono dalle cellule danneggiate &nbsp;per riversarsi nell'intestino, producendo diarrea acquosa. A seconda &nbsp;del virus implicato, i sintomi possono durare da 2 giorni ad una &nbsp;settimana circa. Solo in rari casi la gastroenterite è causata da &nbsp;batteri, come la Salmonella, la Shigella e l'Escherichia Coli. Tali &nbsp;forme hanno tipicamente una durata maggiore. La gastroenterite si &nbsp;verifica in tutto il mondo e colpisce persone di ogni età, razza e &nbsp;condizione sociale. Nei paesi in via di sviluppo è una delle principali &nbsp;cause di mortalità infantile. Le persone più vulnerabili sono i bambini &nbsp;che frequentano la scuola materna o l’asilo nido. Il sistema immunitario &nbsp;dei bambini, infatti, non è completamente maturo prima dei sei anni. &nbsp;Per tale motivo essi sono esposti a tali infezioni, specie se &nbsp;frequentano ambienti comunitari dove facilmente i piccoli vengono a &nbsp;contatto tra loro, favorendo, in tal modo, la trasmissione del virus da &nbsp;soggetto a soggetto. Del resto la gastroenterite è altamente contagiosa e &nbsp;i virus di solito possono essere trasmessi per esempio se non ci si &nbsp;lava le mani. Il contagio può avvenire direttamente, quando si sta a &nbsp;stretto contatto con una persona infetta, oppure indirettamente ad &nbsp;esempio condividendo gli alimenti, le bevande o le stoviglie, o ancora &nbsp;quando si assumono <b>alimenti o bevande infetti</b>. Chi apparentemente sembra &nbsp;guarito e non manifesta sintomi può comunque contagiare gli altri, &nbsp;perché il virus può sopravvivere nelle feci fino a due settimane dopo la &nbsp;guarigione; inoltre il paziente può non manifestare sintomi pur essendo &nbsp;malato e può comunque contagiare altre persone. La complicazione più &nbsp;grave e frequente della gastroenterite in età pediatrica è la &nbsp;disidratazione, cioè la perdita abbondante di acqua e sali minerali. Ciò &nbsp;si verifica quando le perdite idrosaline con il vomito, la diarrea ed &nbsp;eventualmente la febbre, superano la quantità di liquidi che il bambino &nbsp;riesce ad ingerire, con conseguente alterazione dell’equilibrio &nbsp;idrosalino dell’organismo che, se particolarmente grave, può condurre &nbsp;anche a morte soprattutto nei neonati e nei lattanti, i quali, per via &nbsp;della loro tenera età e della composizione &nbsp;dell’organismo, sono &nbsp;particolarmente sensibili alle perdite di acqua e sali.<br> <br><b> Dr. Carbone Domenico</b><div><b>Pediatra</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br> Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 May 2016 11:31:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-gastroenterite--cos-e-e-come-si-contrae</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[COSA FA IL MIO BAMBINO NOVE MESI NEL PANCIONE?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.sse Parente e Valerio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8p172940"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Comunicazione-Sensi-del-feto.webp"  title="" alt="" width="309" height="403" /><br> <br>Durante i nove mesi trascorsi nel pancione della mamma, il bambino di &nbsp;certo non si annoia! Eh sì, perché sono tante le cose da fare!<br>Gli studi condotti a proposito della vita prenatale hanno dimostrato &nbsp;che già in questo periodo sono maturi e funzionanti gli organi di senso (olfatto, gusto, udito, tatto e vista) e che il feto possiede una vita &nbsp;psico-emotiva, mostrando interesse e abitudini proprie! <br> L’organo &nbsp;più sviluppato è l’udito e il feto ha la possibilità di percepire in &nbsp;ogni istante il battito del cuore e il <b>respiro materno</b>, i movimenti &nbsp;intestinali mentre i rumori esterni vengono attutiti dal liquido &nbsp;amniotico che fa da filtro, perciò quando nasce, sembrerà strano, ma &nbsp;l’unica cosa realmente sconosciuta è il silenzio!<br> Altrettanto &nbsp;importante e sensibile è il tatto, infatti dalla ventesima settimana la &nbsp;cute è sensibile allo stimolo doloroso e il contatto continuerà ad &nbsp;essere, anche nella vita post-natale, il mezzo di comunicazione &nbsp;prioritario con il mondo esterno!<br> Ecco che non potremo parlare di vizi, quando i piccoli cercano il contatto, bensì di comunicazione continua!<br> &nbsp;Inoltre nel pancione, il vostro bimbo impara a succhiare, a deglutire, a &nbsp;far le smorfie e di tanto in tanto, verso il termine della gravidanza, &nbsp;si sente addirittura il singhiozzo! E poi gioca anche con il cordone &nbsp;ombelicale e alterna periodi di veglia attiva a fasi di transizione e &nbsp;&nbsp;sonno profondo con i relativi sogni!<br> Infine, ma non meno importante &nbsp;del resto, è che il feto essendo in simbiosi con la sua mamma, la sente! &nbsp;La sente proprio come lei sente i suoi movimenti, i suoi calcetti, il &nbsp;suo singhiozzo ed è per questo che bisogna fare attenzione affinchè la &nbsp;mamma durante la gravidanza non viva esperienze negative e stressanti. <br> Sulla base di tutto questo:<br> &nbsp;la nascita non sarà il primo incontro tra la mamma e il suo bambino, ma &nbsp;un ritrovarsi dopo un lungo viaggio un viaggio durato nove mesi il &nbsp;viaggio del miracolo della vita!<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYpHaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa &nbsp;Rossella Valerio</a><br></b><div><b>Ostetrica</b></div><div><span class="fs16"><b><br></b></span></div><div><b><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYo56SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa &nbsp;Raffaella Parente</a></span><br></b></div><div><div><b>Ostetrica</b></div><div><br></div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br> Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 May 2016 11:28:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?cosa-fa-il-mio-bambino-nove-mesi-nel-pancione-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[GLI ANNI MIGLIORI]]></title>
			<author><![CDATA[Miriam Erriquez]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_gcb13u0p"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Gioia-di-vivere-Mamma-e-figli.webp"  title="" alt="" width="431" height="143" /><br></div><div><br></div><div>Marina è una mamma comune che ama la sua famiglia ed i suoi figli, ma sta vivendo un periodo di forte stress. Marina è sempre di corsa, sente che ogni situazione le è stretta e non desidera altro che evadere per avere un po' di tempo per se stessa, tempo che non riesce &nbsp;a trovare perché purtroppo non ha molto aiuto dalla sua famiglia. Poi ci sono "quei" figli, che ritiene la causa del suo stress e che rimprovera spesso, perché non la fanno respirare, che rimprovera perché non ce la fa più. Spesso urla loro "basta, basta lasciatemi in pace", ma puntualmente dopo quella frase le piomba addosso un grande senso di colpa e tutto ciò la appesantisce ancora di più. Un giorno, finalmente si rende conto che quel sentimento di profonda frustrazione le stava facendo perdere la gioia di vivere il ruolo più bello, seppure faticoso, di <b>essere mamma</b>. &nbsp;Il tempo non le avrebbe restituito gli anni più belli che un genitore può vivere durante infanzia dei propri figli e decide che avrebbe dovuto immediatamente cambiare atteggiamento nei loro confronti. Iniziò a soffermarsi ad abbracciarli, accarezzarli, incoraggiarli di più...in poco tempo Marina si accorge che quei figli che lei definiva " tremendi" erano solo in cerca di attenzioni, di affetto. Marina da quel momento in poi, ha sì qualche volta urlato loro di piantarla a far baccano o di mettere a posto i giochi, ma le volte diventarono sempre meno. Comprese che gli adulti presi dai loro mille impegni, preoccupazioni e, ahimè, anche frustrazioni non riescono a <b>sopportare</b> più nulla, perché già stanchi e stressati. Io ho imparato molto dalla testimonianza di Marina e ho deciso che conterò fino a 10 prima di arrabbiarmi, che starò attenta alle frasi che dirò a mia figlia per non ferirla. Io non non voglio perdermi gli anni migliori di mia figlia e tu? </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/tra-i-bambini-cresce-l-amore.html#.VyXumo9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Mamma Miriam</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 May 2016 12:34:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?gli-anni-migliori</link>
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			<title><![CDATA[I NOSTRI CORPI SONO MAGNETICI!]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_n8846c10"><div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Movimento-Corpo-e-sviluppo.webp"  title="" alt="" width="474" height="296" /><br><br> Salute a voi!<br> Rieccoci qui a parlare di Sport e movimento in genere.<br> Dato che si sente parlare di questo argomento attraverso molti canali d’informazione, credo che tutti abbiano capito che il movimento è importante, che un corpo che si muove è un corpo longevo, operativo, ecc...<br> Spero che a nessuno dispiaccia se tralascio tutte queste informazioni dandole per scontato, data la loro diffusione su più canali.<br><br> Ciò di cui voglio parlare sono gli aspetti più nascosti del movimento, possiamo definirli aspetti “Occulti”: è di questo che oggi parleremo.<br> Più volte ho spiegato che alcune &nbsp;Energie che circolano nel corpo, possiamo definirle “Bioelettriche”, ossia elettricità organica prodotta dal nostro organismo, alimentata soprattutto attraverso il cuore che pulsa sfruttando impulsi elettrici… (ecco perché il defibrillatore trasmette delle scariche elettriche per far “Risvegliare” il battito cardiaco). Penso che sia capitato a tutti di produrre delle scosse elettriche molto piccole, toccando persone, oggetti o animali.<br> Oggi parleremo dell’altra forza, ossia quella “Magnetica” che la possiamo definire opposta a quella elettrica.<br><br> A cosa serve questa carica magnetica nel nostro corpo?<br> Chiaramente serve ad attrarre, ma cosa? Attrae vitalità ed energie varie, da quelle ambientali a quelle “Cosmiche”, per gli atei, mentre per i religiosi possiamo dire che“attrae energie divine”.<br> Il movimento fisico è un buon modo per “<b>Magnetizzare</b>” il corpo, infatti quando contraiamo i muscoli, portiamo impulsi elettrici, che nella fasi di rilassamento, diventano impulsi magnetici, passando da un tipo di energia all'altro.<br> A tutto questo se uniamo una buona respirazione, il risultato è un equilibrio delle due forze Elettro/Magnetiche!<br><br> A cosa ci serve questo magnetismo? Semplice, chi ha scarso magnetismo, ha scarsa capacità di “Rigenerazione” delle proprie forze (è spesso vittima di apatia, pigrizia, debolezza di salute...).<br> Notate come gli sportivi, sono sempre attivi e recuperano energia in poco tempo in più sono sempre molto più “Attraenti” rispetto ai sedentari.<br><br> Un buon esercizio per bilanciare queste due energie è quello di sdraiarsi, stando sulla schiena, e di inspirare contraendo tutti i muscoli del corpo (o solo una parte, per poi passare dopo ad un’altra) passando successivamente ad espirare rilassando tutti i muscoli prima contratti.<br> Può essere fatto anche prima di addormentarsi.<br> È un buon Rilassante e "Bilanciere" per i muscoli e i nervi in genere. Elimina lo stress ed aumenta la nostra consapevolezza muscolare.<br><br> Tutto è un alternarsi di polo positivo (elettrico) e polo negativo (magnetico).<br> Così come il nascere è un muoversi verso l’esterno (elettrico), il morire è un muoversi e tornando verso l’interno (magnetico).<br> Le paure sono l’unico vero pericolo in questo ciclo naturale ed evolutivo.<br><br> Buona Elettrizzazione e Magnetizzazione a tutti coloro che vogliono. desiderano e agiscono.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Suahìm AlKalema</a></b></div><div><div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div></div><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 May 2016 12:33:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?i-nostri-corpi-sono-magnetici-</link>
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			<title><![CDATA[IL CON -TATTO]]></title>
			<author><![CDATA[Angela Germoglio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_d11kbi16"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Rapporti-tra-persone-Contatto.webp"  title="" alt="" width="440" height="293" /><br><br> La musica offre la possibilità di conoscere sempre nuovi orizzonti.<br> Durante un’attività di un mio laboratorio in cui lavoro con la musica e il corpo ho proposto ai miei alunni (anni 7) un “gioco” di contatto: <br> avere &nbsp;un punto di contatto con il compagno.<br> Accompagnati dalle mie osservazioni &nbsp;gli allievi riescono sempre a stupirmi per la fantasia, la creatività, l’impegno, la curiosità, la semplicità che trasmettono. Avere consapevolezza delle diverse parti del <b>corpo</b>, poterle utilizzare con presenza piena di sé, sentire che “sono” anche una mano, un dito, sentire che il compagno sta ricercando e ascoltando Come me e Con me.<br> Educare alla consapevolezza corporea, all’ascolto, alla presenza mentale.<br> Per un insegnante la parte impegnativa è &nbsp;sviluppare su di sé la capacità di lasciare che l’allievo sperimenti. Gli allievi di cui parlo hanno 7 anni e in quella fase possiedono &nbsp;un equilibrio ed un’armonia che li rende uniti, &nbsp;sono uno: Corpomentespirito. Questa unione permette di essere se stessi, senza timore di giudizio, senza timore di sbagliare e consente loro di esprimersi con il linguaggio del corpo, con la partecipazione del pensiero e con l’espressione delle emozioni.<br> La musica è lo &nbsp;strumento che sostiene &nbsp;questo lavoro di conoscenza e di formazione. Una esecuzione &nbsp;musicale, che arrivi da un cd o, ancora meglio, da uno strumento dal vivo, stimola e crea un dialogo tra la persona e i suoni. Si mette in atto una interazione che procede nelle direzioni di andata e ritorno. Uno scambio continuo che riesce a far si che l’individuo e i suoni siano una cosa sola per qualche momento. E non parlo di danza, ma di improvvisazione corporea, in cui non esiste la tecnica ma un ascolto profondo di se stessi.<br><br><b> Angela Germoglio</b></div><div><b>Docente di musica</b><br><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 May 2016 12:32:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-con--tatto</link>
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			<title><![CDATA[TEMPO DI RACCOLTA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_r9jdkw1t"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Promozione-o-Bocciatura.webp"  title="" alt="" width="514" height="514" /><br></div><div><br></div><div>I corridoi di ogni scuola brulicano di genitori in preda all'ansia di conoscere esiti e sorti dei propri figli, a chiusura di un anno che potrà essere guadagnato o perso. "Essere o non essere" promossi: questo è il problema. Esami di coscienza non sempre veritieri, quelli a cui si sottopongono sia alunni bravi e diligenti, che <b>alunni</b> meno volenterosi e per questo più timorosi e fiduciosi di salvare almeno il salvabile, riparando insufficienze gravi che potrebbero seriamente compromettere il loro passaggio alla classe successiva. I docenti negli orari di ricevimento o nei giorni stabiliti per gli ultimi incontri pomeridiani scuola-famiglia, riferiscono scrupolosamente ai genitori voti e giudizi conseguiti dai figli nel corso del secondo quadrimestre,anche se non ancora concluso. Voti riportati sui registri cartacei o su quelli elettronici, di libero accesso e pertanto già noti, ma che pur necessitano di delucidazioni o chiarimenti. Un pizzico di volontà ed impegno, sono gli ingredienti della ricetta suggerita dagli insegnanti a coloro che, a digiuno di una disciplina particolarmente indigesta, e in bilico come funamboli sul filo della speranza, ultima a morire sempre, potrebbero ancora salvarsi. In ogni caso occorrerà per tutti attendere i risultati finali, in questo trepidante tempo di raccolta per chi avrà seminato e di magra per chi, invece, avrà oziato. </div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 May 2016 10:33:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?tempo-di-raccolta</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[INDIVIDUALISMO ETICO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_g752r8o9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Democrazia-Persone.webp"  title="" alt="" width="491" height="368" /><br> <br> &nbsp;Individualismo è un termine introdotto dal filosofo francese &nbsp;TOCQUEVILLE in un testo "La democrazia in America", scritto e pubblicato &nbsp;nel 1835, che affronta proprio questa problematica partendo &nbsp;dall'analisi della società americana.<br> Con questo termine il &nbsp;filosofo, indicava l'atteggiamento fondamentalmente auto-interessato, &nbsp;antisociale, antisolidaristico che caratterizzava la società democratica americana.<br> Nel linguaggio della politica il termine è usato in questa accezione originaria peggiorativa.<br> &nbsp;In filosofia invece è usato in modo valutativamente neutro per indicare &nbsp;posizioni che privilegiano l'individuo rispetto al sociale. Quando si &nbsp;parla di individualismo se ne &nbsp;può parlare in senso ONTOLOGICO, ETICO E &nbsp;POLITICO. &nbsp;<br> Io ritengo interessante la definizione di INDIVIDUALISMO &nbsp;ETICO che asserisce la priorità assiologica degli individui sulle &nbsp;istituzioni.<br> Specifica dell'individualismo etico non è tanto la &nbsp;considerazione degli <b>individui</b> come fini della società e della politica, &nbsp;quanto il &nbsp;DIVIETO DELLA VIOLAZIONE DEI DIRITTI INDIVIDUALI, anche se &nbsp;compiuta in nome di un bene maggiore e per più persone.<br> ATTENDO REPLICHE NUMEROSE<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 May 2016 10:28:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?individualismo-etico</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[A VOI SOVRANI FEDELISSIMI!]]></title>
			<author><![CDATA[Isabella Iannetti]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0vx0cwka"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Pace-e-Amore-Citta-dell-Infanzia.webp"  title="" alt="" width="492" height="328" /><br></div><br> &nbsp;Ho sognato un mondo colorato di bimbi di ogni colore, in un girotondo &nbsp;di saporosi abbraccie celestiali voci bianche in ritmi odi e melodiosi &nbsp;canti.<br> In un'azzurra nuvola, un tepore, uno scalda cuore che ha &nbsp;avviluppato sensi di antico sapore. Schiudo soavemente le ali e vorrei &nbsp;coprir questi bimbi speciali: " Ma non sono sola!<br> &nbsp;Mi tuffo magicamente in voli pindarici e voilà :"in un castello &nbsp;incantanto &nbsp;A.P.S. Città dell'infanzia, con le truppe in difesa, cinge &nbsp;le mura per la resa, commilitoni in un laccio indissolubile, colorano &nbsp;dipinti intrisi di boccioli in fiore. Soave sensazione!!!<br> Sussulto &nbsp;e mi ridesto! A.P.S. Città dell'infanzia, culla la mia realtà, nella &nbsp;mia house linfa vitale, e nel cammino di verdi progetti all'adunata &nbsp;cogliere gli effetti.<br> Siamo una <b>squadra</b>: "FORTISSIMI" e la fortuna aiuta gli audaci! <br>ISABELLA ET A.P.S Città dell'infanzia. COLORIAMO IL MONDO!<br>"Il successo non viene solo con la vittoria, ma, talvolta, anche già col voler vincere"<br>F. Nietzsche, Umano, troppo umano, 1878<div><br></div><div><b>Isabella Iannetti</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 May 2016 10:22:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[CROMOTERAPIA ALIMENTARE (SECONDA PARTE)]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Lucia Palmieri]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2jp1f9os"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Benessere-Tavola.webp"  title="" alt="" width="500" height="333" /><br></div><div><br></div><div>Ricordiamo, comunque, che gli alimenti rossi, arancioni e gialli risultano, nel complesso, più alcalini, mentre quelli blu, indaco e viola tendono ad essere più acidi. Quelli di colore verde, invece, hanno un pH essenzialmente neutro. Importante notare, inoltre, che il colore dei vegetali è soprattutto concentrato nella buccia (ciò accade in particolar modo in quelli che crescono in superficie al terreno, grazie all'energia vitale della luce del sole) e pertanto è meglio mangiare la buccia il più spesso possibile, ricorrendo, appena si può, a vegetali biologici. Le vibrazioni di colore, nei cibi, sono infinite. Non si tratta soltanto del colore principale, ma anche delle sfumature, dei <b>dettagli</b>. Il colore può anche mutare a seconda della cottura o del sistema di conservazione. Per esempio, le prugne possono avere una vibrazione rossa o gialla quando sono fresche, ma assumerne una viola quando sono essiccate. Per mantenerci brevi, ecco di seguito un elenco di alimenti divisi in base ai colori &nbsp;&nbsp;ENERGIA ROSSA. Quando si ha bisogno di questi alimenti, è perché ci si sente abbattuti o si hanno carenze di ferro, dato che l'ossido di ferro è notoriamente rosso. Gli alimenti rossi sono anche depurativi e, grazie al loro alto contenuto di potassio, rinnovano le energie vitali. Eccone alcuni: Pomodoro, Fragola, Prugna, Ciliegia, Peperone rosso, Cocomero, Mela rossa, Barbabietola, Ribes, Peperoncino, Ravanelli, ma anche Spinacio, Agretto, Porro, Crescione. ENERGIA ARANCIONE. Questi alimenti sono ricchi di enzimi che favoriscono la digestione, e di vitamine. Potenziano il sistema immunitario. Eccoli: Arancio, Mandarino, Albicocca, Mango, Papaia, Pesca, Melone, Zucca, Carota, Tuorlo d'uovo. ENERGIA GIALLA. Adatti a disintossicare il fegato e la cistifellea, e quindi anche depurare l'organismo in generale. Hanno tutti un contenuto blandamente acido, e mantengono in efficienza il sistema digerente. Limone, Uva bianca, Melone giallo, Ananas, Mais dolce, Germogli, Pesca bianca, Patata, Banana, Prugna gialla, Peperone giallo, Burro, Olii vegetali.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-miracoli-della-natura.html#.VxOLxTCLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Lucia Palmieri </a></b></div><div><b>Biologa Nutrizionista Specialista in Scienza dell'Alimentazione Coordinatrice Scientifica SEAM</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 May 2016 10:10:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?cromoterapia-alimentare--seconda-parte-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LEGGE DI STABILITÀ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_z79idg08"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Bambini-Stabilita.webp"  title="" alt="" width="464" height="473" /><br> <br><span class="fs16">È</span> stato introdotto con il disegno di Legge di Stabilità 2016, &nbsp;approvato il 15 ottobre, il nuovo aiuto alle famiglie povere con minori a &nbsp;carico &nbsp;come misura a sostegno di quasi 2,5 milioni di bambini e 6 &nbsp;milioni di famiglie che vivono sotto la soglia povertà. <br> L'intervento si materializza quindi con l'istituzione di due Fondi specifici: <br> &nbsp;- Fondo per la lotta alla povertà e all’<b>esclusione sociale</b>, istituito &nbsp;presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per il quale &nbsp;il Governo ha assegnato 600 milioni di euro per il 2016 e di un miliardo &nbsp;a partire dal 2017;<br> - Fondo che finanzierà misure a sostegno della &nbsp;povertà educativa, grazie ai versamenti da parte delle fondazioni &nbsp;bancarie che, verrà approvato nella legge delega sulla povertà come &nbsp;collegato alla nuova Manovra. Disponibili con questo tipo di iniziativa &nbsp;100 milioni di euro.<br> La prima misura strutturale contro la povertà &nbsp;che verrà attuata con il Fondo istituito presso il Ministero del Lavoro, &nbsp;sarà il contributo economico per le famiglie povere con minori a &nbsp;carico. La priorità sarà comunque data, alle situazioni più a rischio &nbsp;povertà ed esclusione sociale, come ad esempio le mamme sole con figli &nbsp;minori. Da giugno 2016, sempre se il Governo provvederà a rendere &nbsp;definitiva l'inziativa, potrebbe essere quindi concessa la nuova social &nbsp;card 2016 con aiuti fino a 404 euro per le famiglie con 5 componenti di &nbsp;cui almeno 1 minore.<br> Infine, ci sono 90 milioni nel 2016 per la &nbsp;Legge sul “Dopo di noi” volte al sostegno di persone con disabilità al &nbsp;venir meno dei familiari e il rifinanziamento del Fondo per la non &nbsp;autosufficienza per un totale di 400 milioni di euro.<br> Ora non ci resta che attendere la definitiva approvazione della legge e sperare...<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b><br><b> Commercialista</b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a><br> <br>Chiedi al commercialista di "<a href="http://tiny.cc/commercialistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"<div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 May 2016 10:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?legge-di-stabilita</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[CONDANNA AL RISARCIMENTO DEI DANNI PER IL GENITORE CHE OSTACOLA GLI INCONTRI DEL FIGLIO CON L'ALTRO GENITORE]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8g21i97b"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Legge-Separazione.webp"  title="" alt="" width="491" height="368" /><br> <br> &nbsp;"Atti che arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto &nbsp;esercizio delle modalità di affidamento" il Giudice, dunque, può &nbsp;modificare i provvedimenti in vigore. E quando serve può <b>ammonire</b> il &nbsp;genitore inadempiente o condannarlo al pagamento di una sanzione &nbsp;amministrativa, nonché disporre il risarcimento dei danni nei confronti del minore o dell'altro genitore.<br> Nel caso in esame, la madre, affidataria del figlio minore, aveva ostacolato in ogni modo gli incontri con il padre.<br> <br> Cassazione Civile Sez. I, 25.02.2015 n. 3810. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-legge-a-disposizione-di-mamme-e-papa.html#.Vv-j_6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Avv. Luca Volpe</a></b> &nbsp;<br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br> <br> Chiedi all'avvocato di "<a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a>"<br><br></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 May 2016 09:50:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?condanna-al-risarcimento-dei-danni-per-il-genitore-che-ostacola-gli-incontri-del-figlio-con-l-altro-genitore</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LO PSICOLOGO E IL "TEAM BUILDING": L'UNIONE FA LA FORZA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_nnt868yp"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Successo-Psicologia.webp"  title="" alt="" width="498" height="156" /><br></div><div><br></div><div>Negli &nbsp;ultimi anni, anche in Italia, si sente parlare sempre più spesso del lavoro in team come un aspetto fondamentale della produttività lavorativa. &nbsp;Ma cosa si intende con l'espressione "Team &nbsp;Building"? <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> ormai noto che un buon ambiente di lavoro aumenta efficienza e produttività; le organizzazioni più efficienti sono, infatti, quelle con dipendenti soddisfatti e &nbsp;&nbsp;con un clima interno disteso e collaborativo. Infatti, creare un ambiente di lavoro &nbsp;collaborativo e coeso può aumentare del &nbsp;30% la produttività di un'impresa e fino al 47% la "customer satisfaction". Il team Building viene generalmente utilizzato dalle aziende per migliorare lo spirito di squadra e il sentimento di fiducia reciproca delle proprie risorse umane. Consiste in particolari attività formative che migliorano notevolmente il "gruppo", inteso appunto come insieme di <b>persone che collaborano</b> in un determinato contesto. Migliorando il &nbsp;gruppo di lavoro anche l'efficienza dell’azienda ne risente in modo molto positivo. Un'attività di team building soprattutto, se ben condotta da uno psicologo, serve a costruire relazioni &nbsp;tra le persone che lavorano insieme per il raggiungimento di un risultato condiviso. Le statistiche registrano nell'ultimo biennio un aumento del 40% dei corsi di formazione sul lavoro di &nbsp;gruppo, a scapito dei classici corsi a contenuto tecnico-professionale, con una &nbsp;domanda proveniente soprattutto dalle multinazionali e dalle grandi aziende &nbsp;italiane. Il lavoro di squadra è diventato un modus operandi ordinario per &nbsp;raggiungere risultati straordinari: costi sotto controllo, aumento della &nbsp;produzione, miglioramento del servizio al cliente, livelli superiori di &nbsp;produttività e di efficienza. Le attività di team building non solo aumentano la produttività ma anche la motivazione dei lavoratori. In primo luogo li aiutano a diventare più sicuri delle proprie capacità, il che aumenta la loro motivazione. Inoltre, l'impegno messo dal manager &nbsp;in queste attività dimostra al team che l'azienda è disposta a investire in loro e nel loro successo. Infine, aiutano a guadagnare la fiducia del &nbsp;manager. Queste attività incoraggiano poi la creatività, con i dipendenti che si sentono di poter usare più liberamente la propria &nbsp;immaginazione. Aiutano anche nel problem-solving, &nbsp;dato che tipicamente in questi casi si espone al team un possibile problema che deve risolvere in gruppo. Motivare ed incentivare le risorse umane sono le condizioni indispensabili per qualsiasi azienda, ma anche &nbsp;per il successo personale del lavoratore. Ecco perché l’attenzione alle "dinamiche di &nbsp;gruppo" diventa di vitale importanza per un’azienda e ne può decretare il &nbsp;fallimento o il successo.</span></div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.Vv6Jv6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b></div><div><b>Psicologa Clinica</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 May 2016 11:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ARTE E COMUNICAZIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Valentina Vania]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ki52mpqw"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Comunicazione-Relazioni.webp"  title="" alt="" width="480" height="360" /><br><br> È possibile trovare canali di comunicazione alternativi a quello verbale, in un ragazzo con grave ritardo del <b>linguaggio</b>?<br><br> Ebbene sì.<br> Nel laboratorio educativo 2013/2014 è stato coinvolto un ragazzo con “ritardo mentale medio-grave e grave ritardo del linguaggio per pregressa sofferenza perinatale”.<br> Obiettivo principale era quello di migliorare e accrescere la sfera sociale staccandolo dalle figure genitoriali per favorire, attraverso l'arte, processi comunicativi alternativi al linguaggio verbale.<br> Inizialmente frequentava il laboratorio dell'esperto di arte, seguito dall'educatore di riferimento, attualmente lo frequenta autonomamente e con ottimi risultati, riuscendo a destreggiarsi tra pennelli, pitture e colori.<br><br> Adesso analizzeremo una tela intitolata “Giardino primaverile” che rappresenta l'apice delle sue competenze acquisite in questo anno di frequenza.<br> In questo dipinto, nonostante la sua difficoltà ad eseguire tratti precisi, dovuta ad una difficoltà di motricità globale, ha realizzato con destrezza il dipinto su tela adoperando i verdi del giardino dai toni più chiari a quelli più scuri dando così realisticamente l'idea delle zone in ombra e delle zone illuminate dal sole.<br> Inoltre ha ben evidenziato attraverso la linea dell'orizzonte le parti aeree da quelle terrene suddividendo il disegno su due piani: il viale con i fiori viola a sinistra e sulla destra il muretto con i vasi, al centro l'aiuola con l'albero. Dal punto di vista artistico ha raggiunto buone capacità di elaborazione ottimizzando la creatività e facendo emergere le sue nascoste capacità artistiche.<br><br><b> Dott.ssa Valentina Vania <br> Educatrice, Pedagogista, esperta nei processi formativi</b><br><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div> Chiedi alla pedagogista e psicoterapeuta di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 May 2016 11:13:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?arte-e-comunicazione</link>
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			<title><![CDATA["LA VIOLENZA NON È  FORZA, MA DEBOLEZZA, NÉ  MAI PUÒ ESSERE CREATRICE DI COSA ALCUNA" _ BENEDETTO CROCE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_90xsuq5x"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Maltrattamento-Violenza.webp"  title="" alt="" width="469" height="469" /><br><br> MALTRATTAMENTO SUI BAMBINI: L’ITALIA ESCE DALL’OSCURANTISMO DI DATI. PRIMA INDAGINE NAZIONALE CHE FOTOGRAFA L’EPIDEMIOLOGIA DEL FENOMENO VOLUTA DAL AUTORITÀ GARANTE PER L’INFANZIA E ADOLESCENZA E REALIZZATA DA TERRE DES HOMMES E CISMAI<br> Sono oltre 91mila i minorenni maltrattati seguiti dai <b>Servizi Sociali</b> nel nostro Paese secondo la prima “Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia” condotta da Terre des Hommes e Cismai per l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza presentata oggi a Roma. Rispetto al totale dei bambini e adolescenti seguiti dai Servizi, i minorenni presi in carico per maltrattamento sono più numerosi al Sud e al Centro (rispettivamente 273,7 e 259,9 ogni mille) contro i 155,7 casi al Nord. Particolarmente esposte le femmine e gli stranieri. Tra le tipologie più frequenti di maltrattamento troviamo la trascuratezza materiale e/o affettiva (55% dei casi seguiti), la violenza assistita (19%) e il maltrattamento psicologico (14%). Mediamente ogni bambino maltrattato riceve almeno 2 tipologie di servizio di protezione e tutela, come assistenza economica alla famiglia (nel 27,9% dei casi), inserimento in comunità (19,3%), assistenza domiciliare (17,9%), affidamento familiare (14,4%), assistenza in un centro diurno (10,2%). I Servizi Sociali al Nord hanno una migliore performance, assistendo un numero maggiore di minori, e quindi riescono a svolgere una funzione anche di prevenzione, mentre al Sud e al Centro arrivano ai Servizi soprattutto i casi più gravi. L'indagine ha coperto un bacino effettivo di 2,4 milioni di popolazione minorile residente in Italia, con la partecipazione di 231 Comuni distribuiti in tutta Italia.<br> In Italia, ogni 1.000 minorenni residenti quasi 48 sono seguiti dai Servizi Sociali, per un totale stimato di 457.453 casi; di questi 91.272 sono stati presi in carico perché maltrattati (9,5 ogni mille minori residenti). I risultati della nuova indagine realizzata da Terre des Hommes e Cismai per il Garante dell’Infanzia evidenzia che su 1.000 bambine assistite, 212,6 sono in carico per maltrattamento, mentre su 1.000 maschi solo 193,5 sono seguiti per la stessa causa. Questa differenza denota che il maltrattamento sia una tipologia d’abuso a cui le femmine sono particolarmente esposte.<br><br> L'indagine mostra anche come i bambini stranieri siano più vulnerabili al maltrattamento: infatti tra la popolazione minorile straniera residente la prevalenza dei bambini maltrattati è doppia rispetto a quella dei bambini italiani maltrattati: 20 bambini stranieri ogni 1.000 contro gli 8,3 per mille degli italiani.<br> Non sempre il maltrattamento è la causa primaria dell’avvio dell’assistenza al minore da parte dei Servizi Sociali. Ciò accade nelle forme più evidenti d’abuso, come l’abuso sessuale o le violenze fisiche, mentre nei casi di abusi psicologici, trascuratezza materiale e/o affettiva e la violenza assistita, spesso il bambino arriva ai Servizi per motivi differenti e solo in un secondo momento viene registrato anche il maltrattamento tra i motivi della presa in carico. <br><br> Tra le tipologie di maltrattamento più diffuse troviamo al primo posto la trascuratezza materiale e/o affettiva, con il 47,1% dei casi. Se a questo dato affianchiamo quello relativo alla patologia delle cure (8,4%), si può affermare che oltre la metà dei bambini maltrattati subisce una grave forma di trascuratezza. Al secondo posto c’è la violenza assistita: un bambino su 5 di quelli maltrattati è testimone di violenza domestica e ne soffre le conseguenze. Il maltrattamento psicologico ha un’incidenza superiore rispetto a quello fisico (13,7% contro il 6,9%), pur avendo conseguenze tali da richiedere l’assistenza dei Servizi Sociali.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-nel-sociale-per-comprenderne-l-essenza.html#.Vv5-IaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa &nbsp;Patrizia di Lernia</a></b></div><div><b>Assistente Sociale - Operatrice di Terapia e attività assistita dagli animali</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br><div>Copyright Immagine: <span class="fs12">http://www.lederniercri.it/wp-content/uploads/2011/06/044__Jill_GreenbergBUMPY_RIDE_di_Paul_Wombell-59807.jpg</span></div><br>Fonte: <span class="fs12">http://terredeshommes.it/comunicati/maltrattamento-sui-bambini-litalia-esce-dalloscurantismo-di-dati-prima-indagine-nazionale-che-fotografa-lepidemiologia-del-fenomeno-voluta-dal-autorita-garante-per-l/</span><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 May 2016 11:13:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-la-violenza-non-e--forza,-ma-debolezza,-ne--mai-puo-essere-creatrice-di-cosa-alcuna--_-benedetto-croce</link>
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			<title><![CDATA[UN GRANDE AMORE]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_s9qi18k5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Guerra-Nonni-raccontano.webp"  title="" alt="" width="457" height="686" /><br></div><div><br></div><div><div>Siamo nel 1940, in un paesino sulle rive del Po dove viveva una famiglia a cui la guerra aveva portato via i primi due figli, due ragazzi pieni di gioia di vivere e di amore per la Patria. Tempi duri per i sogni che tutte le ragazzine hanno. Gianna è la ragazza che non poteva avere sogni, perché c'era la guerra, perché non c'era da mangiare, la sera non era consentito fermarsi a parlare con le amiche o con il moroso, perché scattava il coprifuoco e allora via di corsa a chiudere e oscurare le finestre, chi era fortunato ad averle, perché lei che viveva in una vecchia casa sulle rive del Po, di finestre a cui affacciarsi per sognare guardando l'alba o il tramonto, non ne aveva. Nella sua casa tutto questo non c'era, quando suonavano l'allarme e le sirene era un fuggi fuggi per arrivare al rifugio più vicino, lei ricorda benissimo il suo. Ricorda sua madre che di gran corsa chiamava tutti e con le poche cose care correva tenendo per mano i suoi fratelli più piccoli, lei era la grande, aveva solo sedici anni, ma in guerra si cresce in fretta. Il <b>rifugio</b>, un posto squallido pieno di gente con gli occhi spaventati che si guardava senza emettere un suono, c'erano i più fortunati che riuscivano a piangere, a pregare ma la cosa che Gianna ricorderà sempre erano le mamme come la sua e come tante altre che sembravano delle piovre con mille braccia per come tenevano stretti a sè i propri figli. Una vita d'inferno! Ma facevi di tutto per portare quella vita a casa e continuare a sperare che tutto finisse e che un giorno tutto potesse tornare tranquillo, senza sirene e senza coprifuoco, chissà! Intanto bisognava andare avanti e, credetemi &nbsp;era molto difficile, mancava tutto: il cibo, ma per cibo intendo che era difficile avere un pezzo di pane duro o una zuppa di fagioli, qualcosa reperivi con la borsa nera, ma per poterlo acquistare dovevi avere dei soldi e di quelli nemmeno a parlarne, quindi ci si arrangiava come meglio si poteva. Gianna non si dava per vinta come facevano i suoi genitori che, dopo la morte dei suoi fratelli, si erano lasciati andare e non avevano più voglia di vivere in quel mondo. In casa era lei che pensava a tutto e ogni giorno con la tessera riusciva a prendere qualcosa da mangiare &nbsp;e sperava sempre che tutto finisse e che anche per lei sarebbero arrivati dei giorni felici. Non c'era tempo per i sogni, anche se Gianna di sogni ne aveva! Una casa tutta sua, con un grande giardino dove il suo papà potesse passare il tempo a piantare e curare i suoi fiori, così come faceva prima della guerra, ne aveva tanti di fiori nella loro bella casa ed era fiero delle sue rose &nbsp;ma un brutto giorno al ritorno dal rifugio, dopo un cessato allarme, la loro casa non c'era più! Al suo posto c'era un enorme cratere che aveva portato via tutto: mobili, biancheria e i suoi amati fiori &nbsp;i suoi amici più cari, i loro due cani e tanti anni di lavoro e sacrifici. Ma bisognava andare avanti e sperare nel futuro, nel suo futuro dove lei si vedeva innamorata di un bel ragazzo che la portava via da tutto quel dolore. Ma un giorno più brutto degli altri, i tedeschi arrivarono nel loro paese: scene di paura misero tutti in fila e scelsero i più giovani (pochi) che portarono via nei campi di concentramento. In paese rimasero solo i più anziani, anche lei si salvò, perché era nel bosco a cercare qualche radice da cucinare, ma quando tornò e i suoi genitori piangendo le dissero tutto, decise che era arrivato il momento di agire. Nel borgo dove lei abitava vi era un granaio &nbsp;dove giornalmente veniva dato alla <b>popolazione</b> quel poco di farina che serviva loro per la sopravvivenza, ma era successo un fattaccio e per questo i tedeschi, se non si fosse presentato il colpevole, avrebbero chiuso il granaio! E così fecero. La popolazione moriva di fame ed i pochi bambini rimasti erano quelli che soffrivano di più. Gianna si fece coraggio ed andò a parlare con il medico condotto, un uomo tanto buono, tanto bello, era bello sì...biondo con dei riccioli ribelli, alto, fisico possente, ma ciò che colpiva erano gli occhi, due pezzetti di cielo in cui specchiarsi. Gianna segretamente ne era innamorata, ma lui non la vedeva, lei per lui era una bambina e lui era un uomo maturo. Quando Gianna bussò al suo studio, il suo cuore era a mille per l'emozione, tutte le sue ansie e i suoi timori sparirono. Il dottore che si chiamava Fabio fu sorpreso nel vederla e dopo essersi accertato che stesse bene le chiese il perchè della sua visita. Gianna si fece coraggio e guardandolo negli occhi gli disse: "sono stanca di quello che sta succedendo, stanca di sentire piangere i bambini perchè hanno fame, stanca di non poter guardare le stelle perchè c'è il coprifuoco, stanca di non poter sognare, insomma io sono qui perchè voglio aiutare la mia gente, voglio fare la partigiana e lei mi deve aiutare ad arrivare da loro!". Fabio la guardò e le chiese: "Piano bambina, quanti anni hai? Alla tua età dovresti giocare con le bambole e sognare il tuo moroso e non andare per i boschi a fare la guerra". Gianna gli rispose con tutta la rabbia che aveva:"Ho sedici anni, non sono più una bambina, mi dice caro dottore come si fa a sognare quando intorno a te c'è distruzione, macerie e la gente muore oltre che per le bombe, anche per la fame?". Il dottore fu meravigliato da quella ragazza &nbsp;e da quel fiume di parole, ma la mandò via dicendole che lui non poteva aiutarla, lui era soltanto un povero medico che curava le ferite della povera gente come lui. Gianna andò via e guardandolo con sfida gli disse: "Lei non vuole aiutarmi, ma sappia che anche senza di lei mi unirò ai partigiani!". Fabio la guardò &nbsp;andare via, piccola con un viso da bambina, ma con un cuore grande grande ed una determinazione che non aveva mai visto in una ragazza. Passarono i giorni e la vita al borgo era sempre più &nbsp;difficile, non c'era pane e il granaio restava chiuso perchè il colpevole non usciva allo scoperto, allora prese una decisione: avrebbe messo fine a quel supplizio, cercavano un colpevole? Eccola! Con la morte nel cuore, dopo un ultimo sguardo alla sua casa ed un abbraccio ai suoi amati genitori che, alquanto stupiti da quel gesto, le chiesero: "Perché? ". &nbsp;Gianna li guardò e rispose: "Perché vi voglio bene &nbsp;più della mia vita e vorrei per voi una vita migliore e mi auguro che tutto questo un giorno possa accadere". Era sera quando nel borgo si sparse la voce che i tedeschi avevano preso il colpevole e che presto avrebbero riaperto il granaio e finalmente la gente avrebbe riavuto la sua razione di grano e farina. Ma chi era stato ad aggredire il guardiano e ucciderlo? Tutti cercavano di sapere il nome e poi finalmente una voce Gianna! Era stata lei che per difendersi aveva fatto cadere il guardiano e, questi nel cadere, aveva battuto la testa ed era morto. In paese c'era tanto stupore. Gianna? E cosa ci faceva nel granaio ? No, non poteva essere vero, lei così piccola non poteva aver spinto il guardiano, no, &nbsp;ci doveva essere un'altra spiegazione. I tedeschi, anche loro non furono convinti dal racconto della ragazza e il giorno dopo radunarono tutti in piazza; riaprirono il granaio, dettero alla popolazione la razione e poi, &nbsp;con voce cattiva il capitano in un italiano stentato disse: “Vi abbiamo dato da mangiare grazie al coraggio di Gianna, ma sappiate tutti che se entro una settimana non si presenterà il vero colpevole, noi fucileremo la vostra amica più altri 10 di voi! Cari amici, la prima parte del mio racconto è terminata vi auguro buona lettura e vi aspetto per la seconda ed ultima parte. Un caro abbraccio dalla vostra nonna Gina.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 May 2016 10:54:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?un-grande-amore</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[KARL VON FRISCH E LE API]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_94298k8a"><div> <img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Api-Uomini.webp"  title="" alt="" width="494" height="329" /><br><br> Come promesso oggi vi parlerò dell'esperimento effettuato sulle api da uno &nbsp;scienziato premio Nobel nel 1973, Karl von Frisch. Lo scienziato affermava che, posta un'ape in mezzo a un lago su un piattino pieno di zucchero, questa lasciata volare avrebbe raggiunto l'alveare delle altre api e con una particolare comunicazione corporea avrebbe informato le sue compagne della presenza di nutrimento indispensabile per produrre il miele disponibile nelle immediate vicinanze.<br> Nessuna delle api dell'alveare informate avrebbe raggiunto il lago e quindi la danza dell'informatrice che ha indicato la direzione, la distanza e la quantità di cibo resterà inascoltata.<br> Sapete perché? Perché le api conoscono l'ambiente circostante e sanno che non possono crescere fiori in mezzo a un lago.<br> Quindi secondo lo scienziato le api conoscono il messaggio della compagna esploratrice ma scelgono di non accoglierlo. Il luogo è privo di interesse, dunque viene meno il desiderio e <b>l'interesse</b>: pertanto non si muovono.<br> La nostra condizione antropocentrica ci fa credere che esistano solo le nostre capacità e che siano degni di considerazione solo alcuni animali.<br> Ma l'esperimento delle api ci ricorda che ci sbagliamo e che esistono capacità diverse dalle nostre.<br> In questo senso dobbiamo abbandonare la nostra interpretazione razzista dell'universo.<br> Perché i delfini suscitano tanta simpatia e altri animali l' indifferenza più totale?<br> Perché lasciamo le galline ad allevamenti intensivi ed industriali destinandoli ad una vita orribile ed il delfino no?<br> Vi lascio riflettere. Anche questa è filosofia ed etica.<br><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 May 2016 10:47:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?karl-von-frisch-e-le-api</link>
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			<title><![CDATA[DISTURBO DELL'AZIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7s23f5m5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Sport-Movimento-.webp"  title="" alt="" width="500" height="333" /><br><br> Buona giornata! <br> Oggi discuteremo sul fattore “Coordinazione” e derivati<br> È capitato a tutti, credo, di accorgersi che il corpo non sempre risponde perfettamente all'aspettativa degli ordini impartiti dalla nostra mente!<br> Oppure in alcuni casi la reazione diventa lenta e “disastrosa” (un oggetto ci cade dalle mani, ma nel tentare di afferrarlo, non facciamo altro che farlo volare ancora più lontano.<br> Questo accade perché non c’è la giusta sincronizzazione tra il corpo e l’intenzione (mente). Ovviamente accade anche perché siamo impreparati, o non ci siamo allenati in determinati movimenti.<br> Il punto dove voglio arrivare è questo: cos’è un difetto di coordinazione motoria?<br> Tralasciando i casi “patologici” (disturbi neurali o nervosi), il difetto coordinativo esiste quando c’è indecisione ed insicurezza (rigidità) nel soggetto!<br> Da notare che gli indecisi e timidi sono spesso goffi (impacciati) nei loro movimenti, rispetto alle persone disinibite, poiché la loro intenzione è scarsa o poco concentrata sull’obiettivo (c’è dispersione).<br> Quando si è troppo “Pensiero” e meno “Azione” il risultato è un disturbo di coordinazione, quindi escludendo i casi “patologici”, non esiste un vero e proprio disturbo se non quello creato dalla nostra <b>disattenzione</b>.<br> Per cui dopo tutto questo discorso, mi sento di poter affermare che lavorando sulla coordinazione del corpo, si arriva automaticamente a lavorare sull’intenzione, dando maggiore sicurezza al soggetto (sicurezza motoria e sicurezza nell'agire in genere)… e chissà anche a ridurre la sua timidezza (inadeguatezza).<br><br> Quando si agisce non occorre pensare, altrimenti il pensiero sottrae energia all’azione…<br> Quando si pensa non occorre agire, altrimenti il movimento sottrae energia al pensiero!<br><br> Basandoci su queste 2 regole, possiamo decidere come convogliare meglio la nostra energia (intenzione) in base a quello che dobbiamo ottenere (un pensiero o un'azione).<br><br> Un buon metodo per aumentare la prontezza di reazione è quello di esercitarsi con una pallina da tennis (oppure se troppo difficile, si può usare una palla più grande) facendola rimbalzare sul muro, o sul pavimento, oppure ovunque vogliamo, e poi cercare di afferrarla prontamente, senza farla ricadere al suolo! (migliora molto la coordinazione occhio-mano).<br> Per aumentare le capacità di coordinazione, vanno bene tutti quegli sport “completi” (dove si usa tutto il corpo, da escludere il biliardo o il golf), oppure si può tentare di fare <b>movimenti opposti</b> con i diversi arti (braccio destro gira in un senso, e il sinistro in un altro.<br> Con questo ho concluso. <br> A presto!<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Suahìm AlKalema</a></b></div><div><b class="fs16">Maestro di arti marziali energetiche</b><br></div><div><b class="fs16"><br></b></div><div><div><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a></span></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 May 2016 10:44:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?disturbo-dell-azione</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[MICROPRESTITO D'IMPRESA REGIONE PUGLIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_34l10je8"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Sgravi-Imprese.webp"  title="" alt="" width="469" height="331" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft">“IL FONDO MICROPRESTITO D'IMPRESA DELLA REGIONE PUGLIA è rivolto alle microimprese (imprese che occupano meno di 10 persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio non superiore a 2 milioni di euro) già costituite da più di 6 mesi, che intendano effettuare nuovi investimenti in una sede operativa &nbsp;in Puglia e che devono essere considerate imprese "non bancabili" (incontrano maggiori difficoltà non disponendo di dati storici di performance, divenuti, in tempi di crisi, decisivi nelle valutazioni). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div class="imTALeft">Le forme giuridiche che possono richiedere il finanziamento sono le seguenti: ditta individuale; società in nome collettivo; società in accomandita semplice; società cooperative; società a responsabilità limitata; attività professionali (in forma individuale o associata con propria partita iva). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div class="imTALeft">Le attività che non possono essere finanziate sono le seguenti: pesca e dell'acquacoltura; produzione primaria prodotti agricoli; settore carboniero e siderurgia; imprese attive nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli; trasporto di merci su strada; settore della costruzione navale; fibre sintetiche; fornitura e produzione di energia, acqua e gestione di reti fognarie; attività finanziarie, assicurative, immobiliari, attività di noleggio e leasing operativo; attività riguardanti le lotterie, le scommesse e le case da gioco; attività di organizzazioni associative. Le imprese che svolgono l'attività primaria nei settori del commercio, possono accedere al fondo a condizione che: abbiano emesso la prima fattura attiva o abbiano percepito il primo corrispettivo almeno 24 mesi prima della presentazione delle domanda telematica preliminare; abbiano emesso fatture attive o abbiano percepito corrispettivi negli ultimi 12 mesi per importo compreso tra 60.000 e 240.000 euro. I finanziamenti concessi con il microprestito d'impresa saranno erogati ai destinatari sotto forma di mutui chirografari con le seguenti caratteristiche: importo minimo di 5.000,00 €; importo massimo 25.000,00 €; durata massima di 60 mesi più preammortamento della durata di 6 mesi; tasso di interesse: &nbsp;fisso, pari al 70% del tasso di riferimento UE (meno dell'1%); rimborso in rate costanti; alle imprese che avranno rispettato tutte le scadenze del finanziamento saranno rimborsati tutti gli interessi pagati. Sono ammissibili le spese per l'investimento (che devono rappresentare almeno il 30% del totale delle spese previste nell'istanza di finanziamento): opere murarie e assimilate; &nbsp;acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie, nonché automezzi nei casi in cui gli stessi siano di <b>tipo commerciale</b>; acquisto di programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell'impresa; trasferimenti di tecnologia mediante l'acquisto di diritti di brevetto e licenze, connessi alle esigenze produttive e gestionali dell'impresa. &nbsp;&nbsp;Sono ammissibili le seguenti altre spese al netto dell'IVA (che non devono superare il 70% del totale delle spese previste nell'istanza di finanziamento): spese relative all'acquisto di materie prime, semilavorati, materiali di consumo; spese di locazione di immobili derivanti da contratti registrati o di affitto impianti/apparecchiature di produzione; utenze: energia, acqua, riscaldamento, telefoniche e connettività corrisposte direttamente ai gestori sulla base di contratti intestati all'impresa beneficiaria; premi per polizze assicurative su beni materiali mobili o immobili di proprietà dell'impresa; &nbsp;è ammissibile esclusivamente l'acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e automezzi usati da imprese che svolgano abitualmente attività di commercializzazione di tali beni. Il richiedente dovrà indicare le generalità della persona che conosce direttamente e che sia disposta a garantire moralmente per lui ovvero di una presentazionetecnica dell'iniziativa prodotta da uffici territoriali di forze sociali rappresentate al CNEL”.</div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><b>Commercialista</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div><br></div><div>Chiedi al commercialista di "<a href="http://tiny.cc/commercialistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 15 May 2016 18:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?microprestito-d-impresa-regione-puglia</link>
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			<title><![CDATA[NON TOCCATE IL DIRITTO ALLE STORIE]]></title>
			<author><![CDATA[Enzo Covelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xexm95g9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Lettura-Fatto-di-Venezia.webp"  title="" alt="" width="488" height="274" /><br><br></div><div>Racconto liberamente ispirato ai libri messi all'Indice dal neo-sindaco di Venezia.<br> Nell'anno del Signore 2015, l'Autodafé ha colpito ancora. <span class="fs16">È </span><span class="fs16">successo a Venezia.</span></div><div> La sentenza è stata letta “a voce altissima” dal nuovo sindaco di Venezia, tenendo fede a quanto solennemente promesso in campagna elettorale.<br> Il cerimoniale è stato rispettato ed è stato degno del miglior Tomás de Torquemada: una pubblica piazza, una messa, preghiere, una processione pubblica dei colpevoli e la lettura della loro sentenza. Alla presenza di tutte le autorità, condannati sono stati trascinati in pubblico, legati e nudi (per mostrare a tutti il titolo e la copertina) e con orecchie da somaro in cartoncino “bristol” che sbucavano dalle pagine.<br> Sulle <b>copertine</b> non c'era la croce di Sant'Andrea, segno che non si erano pentiti in tempo per evitare il supplizio. Non c'era neanche la mezza croce e, quindi, non avevano subito un'ammenda. Le immagini riprodotte sulle copertine dei rei indicavano la pena decretata: una scatola di cartone. <br> Tribunale: (Sindaco e “probi viri” in coro): “Siete disposti ad essere riscritti e a diventare più rassicuranti e meno sovversivi”?<br> L: (Silenzio).<br> T: “E allora non siete disposti a cedere alle leggi omologanti del marketing?”.<br> L: (silenzio).<br> Coro: Non volete neanche delle belle copertine tutte fiocchi e brillantini”?.<br> Potevano pentirsi in extremis ma non l'hanno fatto e così, in base alla Sentenza dell'Inquisizione, sono stati riposti in uno scatolone. Lo scatolone è stato sigillato e nascosto in un luogo umido, chissà dove.<br> Ma nessuno ha potuto fermare le risate di “Piccolo blu e di piccolo giallo” e di tutti i loro amici. Nel buio dei cartoni ridevano e ridevano.<br> Si raccontavano la barzelletta di un sindaco sciocco che pensava di poter fermare le storie che sono come l'acqua e come il vento.<br> Per questo non attaccheremo il tuo regno bigotto. Basterà solo continuare a leggere e a raccontare quei libri.<br><br> I FATTI<br> Questa storie si riferisce a fatti (purtroppo) realmente accaduti in questi giorni. Il sindaco Luigi Brugnaro ha ritirato dalle scuole dell'infanzia veneziane una quarantina di titoli, rei di diffondere la “pericolosissima” ideologia “GENDER”, dove i genitori non siano identificati come mamma e papà, come femmina e maschio. Insomma i ruoli sessuali dei genitori devono essere non chiari, chiarissimi!<br> Ma nella lista, dimostrando altrettanto chiaramente di non aver letto quei libri e di aver agito con molta superficialità, ci sono finiti titoli che parlano di separazione, di diversità, tenere storie di amicizia e libri di ogni tipo e assai poco “gender”.<br> Nella lista è finito anche “Piccolo blu e piccolo giallo” scritto e illustrato da Leo Lionni, un vero capolavoro tradotto e venduto in tutto il mondo. Questo ha fatto ridere tutto il mondo, accendendo nefasti riflettori su Venezia e sull'Italia tutta.<br> E ci è finito anche “E con tango siamo in tre”, la storia vera, verissima di due pinguini maschi (Roy e Silo) che, allo zoo di “Central Park” a New York, si sono presi amorevolmente cura di un uovo e fatto da papà al cucciolo. &nbsp;<br> Ma il libro con ben “5 croci” di pericolosità si chiama “Piccolo Uovo”, illustrato da un certo Altan e pubblicato dalla casa editrice “Lo Stampatello”.<br> Vi invitiamo a leggerlo, of course.<br><br> CAVALLI DI RITORNO<br> Sembra che il sindaco di Venezia stia per tornare sui suoi passi perché ha capito di aver “pestato una merda” come si dice nel gergo della comunicazione. <br> Di certo lo ringraziamo per aver fatto la migliore pubblicità possibile a quei 49 titoli.<br> E poi come dice Fabrizio Silei, scrittore per ragazzi, tutto questo polverone non ha sottolineare l’importanza dei libri, il fatto che possano essere anche “pericolosi”.<br> Si è vero sono pericolosi: i libri fanno pensare e con la propria testa.<br><br> Commenti? Opinioni? Riflessioni?<br> Si auspica un dibattito rispettoso delle opinioni altrui.<br> Cercherò di rispondere a tutti ma a tutti farò prima una semplice domanda: Ha letto almeno uno dei 49 libri in questione?<br> E con un libraio per ragazzi non si può barare…<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/l-emozione-dei-racconti.html#.VwN7p6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Enzo Covelli</a></b></div><div><div><b>Burattinaio Raccontastorie</b></div><div><b><br></b></div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 15 May 2016 17:58:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?non-toccate-il-diritto-alle-storie</link>
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			<title><![CDATA[UN'UTOPIA DIVENUTA REALTÀ. “EL SISTEMA" (PRIMA PARTE)]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1tu3l03a"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Passione-Musica-per-tutti.webp"  title="" alt="" width="459" height="306" /><br><br> “Molti, quando si parla della musica in Venezuela, credono che laggiù non la si sappia fare, che laggiù nessuno sappia chi sono Mahler, Debussy e Beethoven. E invece è l'esatto contrario. Ci vorrebbe soltanto un po' di umiltà per rendersi conto che anche un paese considerato quasi Terzo mondo può insegnare qualcosa a noi europei”. Sono parole di Claudio Abbado, il grande direttore d'orchestra di cui vi ho parlato tempo fa. Il Venezuela, appunto: un paese spaccato tra la ricchezza di pochi – legata per lo più al petrolio – e la miseria della stragrande maggioranza della popolazione, con un incremento demografico vertiginoso e un tasso di criminalità che tra i “barrios”, le baracche di lamiera e mattoni che ricoprono le colline di Caracas – la sua capitale – raggiunge livelli spaventosi. &nbsp;In questo paese, nel 1975, un piccolo grande uomo (di origini italiane), José Antonio Abreu, ex direttore d'orchestra, economista ed ex ministro della cultura, concepì una meravigliosa utopia: strappare la musica al <b>monopolio</b> di una élite e farne il patrimonio di tutti. Offrire cioè ai suoi connazionali la possibilità di riscattarsi, attraverso la musica, dalla povertà, dalla violenza e dalla droga. Dare a tutti, soprattutto ai più disagiati, strumenti musicali e un'educazione gratuita, insomma, offrire loro uno scopo di vita, un'alternativa alla miseria materiale e morale. È nato così il Sistema Orchestrale Giovanile e Infantile Venezuelano, più noto come “El Sistema”. L'utopia di Abreu è “un paese dove le persone siano tutte uguali, dove tutti siano messi nelle stesse condizioni di vivere una vita degna di questo nome. Un paese di umanisti, di musicisti, un paese dove i valori dell'uomo e i valori superiori dello spirito ispirino l'azione individuale e collettiva”. Oggi in Venezuela vi sono 180 nuclei in cui si studia musica; i dati riportati da Helmut Failoni nel libro che accompagna il bel documentario “L'altra voce della musica” parlano di 83 orchestre prescolari, 11 orchestre giovanili-infantili, 156 orchestre infantili, 135 orchestre giovanili, 30 orchestre professionali. Il Sistema ha una struttura piramidale, in cui i migliori musicisti selezionati nelle compagini infantili passano in quelle giovanili e da queste nelle formazioni professionali. Vi sono anche più di 600 cori. Per il suo impegno Abreu ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio internazionale della Musica dell'Unesco (che lo ha anche nominato ambasciatore per la musica e la pace), il Premio Nobel Alternativo, il premio Principe de Asturias, il Polar Prize, ossia il Premio Nobel per la Musica, il Latin Grammy Award.<br> L'ingresso nel Sistema avviene in tenerissima età, talvolta anche prima dei quattro anni, quando i bambini non hanno ancora imparato a camminare. Il primo approccio alla musica si svolge sotto forma di gioco: guidati dalle maestre (e rassicurati dalla presenza dei genitori) i piccoli imparano a <b>cantare e a giocare</b> col ritmo (servendosi di piccoli strumenti a percussione o utilizzando il proprio corpo in movimenti di danza). Ancora in età prescolare i bambini hanno già imparato a leggere e a scrivere la musica e iniziano a familiarizzare con lo strumento scelto. Ciò è possibile soprattutto perché la didattica del Sistema prevede che i piccoli vengano inseriti sin da subito in orchestre prescolari. È dimostrato, infatti, che in questo modo i bambini imparano la musica meglio e più velocemente. Gli studenti più promettenti entrano poi nell'Orchestra Nazionale Infantile. Una lezione per i nostri antiquati sistemi di educazione musicale, dove lo studio della musica è un fatto individuale per tanti, troppi anni, e gran parte degli studenti cresce con ambizioni solistiche. La musica è prima di tutto ascolto, dialogo. Abreu lo sa bene: suonare o cantare insieme “genera fratellanza, suscita l'unione della gente, coltiva i sentimenti più nobili dell'essere umano”. Solo su questi presupposti è possibile un progresso della società.<br> Al vertice della piramide figura l'Orchestra Simón Bolívar, una delle migliori formazioni sinfoniche al mondo. Sono circa 350 mila i bambini e i giovani, provenienti da tutte e ventiquattro le province del Venezuela, coinvolti nel progetto: un numero enorme di ragazzi strappati a un futuro di miseria, delinquenza e droga. Alcuni dei musicisti più rinomati a livello internazionale sono “figli” del Sistema, come Gustavo Dudamel, direttore della Filarmonica di Los Angeles, o Edicson Ruíz, primo contrabbasso della Filarmonica di Berlino.<br> Nel 1995 è stato avviato il Programma di Educazione Speciale, il cui obiettivo è recuperare e integrare nella società, per mezzo della musica, bambini e ragazzi con difficoltà visive, uditive, cognitive, motorie e di apprendimento. Nell'ambito di questo programma è nato un coro speciale, unico al mondo, il “Coro de Manos Blancas”, di cui vi parlerò nella seconda parte. Il Sistema prevede anche 19 centri di liuteria, dove i giovani imparano a costruire e riparare strumenti musicali (popolari e sinfonici), assicurandosi così un lavoro per il futuro, e una televisione che riprende tutto: concerti, interviste, lezioni, master class con insegnanti stranieri…; tutti questi materiali entrano a far parte dell'archivio del centro audiovisivo nazionale, a cui gli studenti hanno accesso gratuito. Per Abreu, infatti, “l'arte deve essere accessibile a tutti. Specialmente nei paesi, come il nostro, dove c'è moltissima povertà. E la povertà si può combattere anche con la cultura!” Il motto del Sistema è “Tocar, cantar y luchar”, suonare, cantare e combattere. Parole che racchiudono il desiderio di riscatto di chi proprio non ne vuole sapere di “vivere alla mercé dei grandi padroni del mondo”, come denunciava García Márquez. Oggi il mondo intero guarda al Sistema di Abreu come a un modello da imitare. Importanti musicisti europei ne sono rimasti affascinati: Daniel Barenboim, Simon Rattle, Placido Domingo e, soprattutto, Claudio Abbado, il quale ha lavorato più volte con i giovani musicisti della Simón Bolívar e si è impegnato perché l'esperienza venezuelana approdasse anche in Italia.<br> Da alcuni anni il Sistema è realtà anche nel nostro paese. Ma anche di questo vi parlerò nella seconda parte.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.Vwf586SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Domenico Andriani</a></b></div><div><b>Esperto in Storia della Musica</b><br><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br>Copyright Immagine: <span class="fs16">http://elsistema-film.com/el_Sistema_The_Story.html</span></div><div><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 15 May 2016 17:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL MASSAGGIO: TOCCO DELLA VITA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Zora Giovanna Del Buono]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_730wd46s"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Massaggio-Salute-bimbo.webp"  title="" alt="" width="485" height="323" /><br></div><div><br></div><div> “Quando noi tocchiamo, veniamo toccati; iniziamo a compiere piccoli miracoli. Impariamo ad amare.” Teresa Ramsey, Baby’s First Massage. Il massaggio è stato praticato da millenni da popolazioni diverse. Sebbene la nostra cultura non sia molto tattile, i benefici del tocco esperto sono enormi. Il tatto è il primo a svilupparsi fra i nostri sensi e l’unico senza il quale non potremmo sopravvivere. Per descrivere questo concetto useremo una storia tratta da uno splendido libro di A. Montagu: “Touching: the human significance of the skin” (New York, Harper e Row,1986). <b>Marasma</b> è un termine derivato dal Greco (consunzione) che indica uno stato di grave deperimento organico,con dimagrimento e profonda astenia nervosa e muscolare. Nei Neonati porta a mancato incremento ponderale ed inappetenza grave. Negli anni ’20 del xx secolo questa malattia uccideva quasi il 100% dei bambini sotto i 2 anni d’età che venivano lasciati in Istituti per l’infanzia negli Stati Uniti, e probabilmente,anche se non abbiamo statistiche, altrettanto avveniva in altri Paesi. A New York tale condizione veniva classificata “senza speranza”. Perché avveniva ciò? Le istituzioni erano ben equipaggiate,moderne,con molto personale ,cibo,igiene ed abiti puliti. Perché morivano tutti? A.Montagu collega l’alta percentuale di marasma con le teorie allora molto in voga di un certo professor Holt, della Columbia University. Holt aveva scritto nel 1894 un libretto ,paragonabile a quelli del Dr. Spock per diffusione, (negli anni 30 era già arrivato a 15 edizioni) in cui condannava come “viziosa” la pratica di cullare i bambini,le dimostrazioni d’affetto quali tenere stretto,baciare,coccolare,rispondere rapidamente alle richieste del bambino. Tali comportamenti, etichettati come sentimentali, venivano considerati responsabili di far diventare i bambini “dipendenti”. Così, in tutti gli Stati Uniti e in molta parte d’Europa adulti normali soppressero il loro istinto e nutrirono i neonati ad orari rigidi,li lasciarono piangere e ridussero al minimo i contatti fisici. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, studi su soggetti poco integrati e socialmente freddi e l’osservazione che il marasma era più frequente nelle classi socialmente elevate e nei bambini istituzionalizzati, mentre era raro nei bambini accuditi in modo istintivo, portarono ad abbandonare le teorie di Holt e ad introdurre un accudimento più materno negli Istituti. Le percentuali di mortalità scesero drammaticamente al di sotto del 10% dopo il 1938. Il punto è che i neonati HANNO BISOGNO di sentirsi amati, cullati, massaggiati per poter crescere e svilupparsi bene e coloro i quali ricevono appropriate stimolazioni tattili avranno significativi vantaggi in termini di salute,capacità di risposta ed equilibrio. Il massaggio sistematico porta ad avere meno raffreddori e problemi respiratori, minore frequenza di rigurgito e diarrea, una risposta immune più rapida e un maggiore rilassamento della tensione muscolare, la circolazione viene stimolata migliora la funzione ipofisaria e quindi l’equilibrio ormonale e viene enfatizzata la produzione di Endorfine (mediatori chimici che diminuiscono la percezione del dolore) rendendo così più tollerabili coliche gassose e manovre mediche (per esempio nel prematuro)- (Campbell,H.J.The pleasure areas:A new theory of behaviour- London, Eyre Methuan Ltd.1973). Il Tatto è letteralmente ciò che ci chiama alla vita. Le contrazioni nel momento del passaggio del neonato attraverso il canale del parto,attivano tutti i sistemi del corpo per l’adattamento alla vita extra-uterina,gli danno il senso dei propri confini,permettendogli di integrare coordinamento motorio,equilibrio ed autoprotezione. Per tale ragione il massaggio è particolarmente importante per i neonati prematuri o da taglio cesareo. In un affascinante studio condotto nel 1986 al TOUCH RESEARCH INSTITUTE dell’Università di Miami 20 neonati prematuri venivano massaggiati in sedute di 15 minuti l’una 3 volte al dì, mentre i 20 neonati del gruppo di controllo,aventi caratteristiche sovrapponibili,non ricevevano sedute di massaggio. I bambini che venivano regolarmente massaggiati guadagnarono il 47% in più di peso,e furono dimessi in media 6 giorni prima dei neonati del secondo gruppo.Risultarono inoltre significativamente più attivi alla valutazione neurocomportamentale e con miglior controllo motorio (Web site:www.miami.edu/touch-research/). Il tatto è indispensabile nelle precoci esperienze di attaccamento: infatti sebbene l’attaccamento primario si stabilisca nei primi 10 minuti dopo il parto,e sebbene il neonato fissi tale attaccamento attraverso l’odore della madre,devono esserci stimolazioni tattili supplementari perché questa memoria speciale venga fissata permanentemente (M.Lean,Università della California,Irvine). E’ la combinazione fra tatto ed olfatto che cementa l’unione fra neonato e madre. Altri studi focalizzano la nostra attenzione sul rapporto fra tocco gentile finalizzato e regolarizzazione delle frequenze cardiaca e respiratoria (Sinclair,Marybetts:Massage for healthier children-Oakland,California.Wingbow Press,1992)- (T.Field,”Massage therapy effects”American Psycology (53)1998,1270-1281). Nel Medio Evo si credeva che un neonato dovesse essere massaggiato in forme umane “appropriate” subito dopo la nascita . I neonati venivano poi leggermente strofinati con petali di fiori per aiutarli a mantenere la figura desiderata. Nel XI sec. sappiamo che un neonato non si trasformerà in una gelatina anonima se non verrà massaggiato immediatamente dopo il parto, pur tuttavia vi è una sapienza profonda in queste antiche pratiche poiché talmente tanti aspetti dell’essere sono modellati da esperienze tattili precoci e l’uso combinato di opportune stimolazioni olfattive (oli essenziali), se condotto con le dovute cautele, assicura i migliori risultati. L’olio essenziale di rosa, infatti, in opportuna diluizione, è l’unico olio raccomandato per l’uso sin da epoche precoci della vita extrauterina. Nel prematuro sarà bene usare olio di mandorle dolci purissimo senza alcuna aggiunta, nel bambino a termine si potrà introdurre l’uso dell’olio essenziale (1 goccia in 15 ml di olio di mandorle o di jojoba) dal compimento del primo mese di vita in poi. Solo se casi particolari lo consiglieranno potranno essere usati, sempre a partire dalla stessa epoca, &nbsp;l’olio di camomilla o quello di finocchio, sempre 1 goccia sola e sempre da essenze purissime, non di sintesi (Infant Massage:A Handbook for Loving Parents,Vimala McLure-Bantam,1989). I neonati non dovrebbero essere massaggiati nella mezz’ora seguente un pasto, mentre massaggiarli prima può aumentare l’appetito e migliorare la digestione. I più piccoli perdono calore molto facilmente. E’ importante quindi che l’ambiente sia confortevole e che le parti che non vengono massaggiate vengano tenute coperte con uno scialle o un telo di flanella morbida. Una camera troppo illuminata, un ambiente freddo, un pannolino sporco, stanchezza ed iperstimolazione possono essere causa di pianto e di rifiuto della seduta di massaggio. &nbsp;Tenere il neonato tranquillo fra le braccia, al caldo, per un po’, in genere lo tranquillizza, permettendo quindi di procedere col massaggio, ma talvolta sarà meglio rimandare ad altro momento; ricordiamoci che nel prematuro anche sbadigli, singhiozzo, frequenza degli startles sono segni di stress e stanchezza che vanno rispettati;i tempi all’inizio saranno brevissimi. L’articolazione dell’anca durante il massaggio va sempre stabilizzata,tenendola ferma e proteggendola da inopportuni stiramenti. La descrizione di una sequenza di massaggio tipo seguirà in un prossimo articolo. E’ importante sottolineare che il massaggio va comunque personalizzato seguendo le esigenze del neonato,e che l’esperienza permette di affinare questa sensibilità.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/amare-bambini-e-amare-se-stessi.html#.VzcNR49OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Zora Giovanna Del Buono</a></b></div><div><b>Pediatra Neonatologa</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 14 May 2016 11:23:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-massaggio--tocco-della-vita</link>
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			<title><![CDATA["SCUOLA ATTIVA"]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xp7704in"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Attivita-Insegnanti-e-Alunni.webp"  title="" alt="" width="483" height="322" /><br><br> Il pedagogista J.DEWEY auspicava ad una scuola attiva, dove il bambino potesse apprende con interesse e partecipazione.Oggi l'attività laboratoriale adottata da tutti gli istituti scolastici realizza pienamente questo progetto didattico pratico-operativo, attivando ogni anno laboratori artistici, musicali, sportivi, letterari e scientifici che utilizzino risorse interne alla scuola o richiedano la <b>collaborazione</b> di figure esterne, sempre se le disponibilità finanziarie lo permettano. Le difficoltà da superare non sono poche ed in particolar modo quella logistica, che vede la mancanza di aule da poter destinare alle varie attività programmate dai consigli di classe e collegio docenti. Tuttavia essi, i docenti, non rinunciano alla preziosa strategia di un insegnamento di tipo laboratoriale e cercano di conciliarlo giornalmente o settimanalmente col regolare svolgimento delle lezioni. Questo perchè ormai si è compreso quanto utile sia lo sperimentare ed il creare nel processo di apprendimento, più di qualunque spiegazione teorica. Le esperienze infatti diventano conoscenze ed è per questo che ogni alunno dovrà arricchirne il proprio bagaglio.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Angela Bini</a></b><br><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br>Chiedi all'insegnante di "<a href="http:/tiny/insegnante risponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"</div><div><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 14 May 2016 11:20:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-scuola-attiva-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IL SINGHIOZZO DEL NEONATO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.sse Parente e Valerio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6s4z0w58"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Singhiozzo-Maternita.webp"  title="" alt="" width="475" height="326" /><br></div><div><br> Nei neonati di solito il singhiozzo compare dopo la poppata e il ruttino ed è dovuto semplicemente al fatto che il bambino ha succhiato dal seno materno o dalla tettarella del biberon con voracità e troppo velocemente, ingerendo, oltre al latte, una grande quantità di aria. <br> Talvolta il singhiozzo si presenta dopo il cambio del pannolino o del bagnetto: in questi casi a causarlo potrebbe essere un cambio di temperatura troppo repentino.<br> Altre cause di singhiozzo sono le crisi di pianto e le situazioni di <b>elevata emotività</b> che favoriscono l'ingerimento di aria.<br> Un buon rimedio, valido in ciascuno di questi casi, è quello di dargli da bere dell'acqua con un cucchiaino, oppure riattaccarlo al seno così che qualche altra poppata distenda il diaframma e tutto l'apparato della deglutizione. <br> Altro rimedio è quello di stimolargli lo starnuto passando un dito delicatamente sul suo nasino, per un paio di volte.<br> Inoltre, per calmare il singhiozzo si può praticare un leggero massaggio sulla schiena del neonato, tenendolo sulle ginocchia in posizione verticale. <br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYo56SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa ostetrica Rossella Valerio</a></b></div><div><b>Ostetrica<br><br> </b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYo56SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa ostetrica Raffaella Parente</a></b></div><div><b>Ostetrica<br></b><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br> Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"<br><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 14 May 2016 11:17:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-singhiozzo-del-neonato</link>
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			<title><![CDATA[CHE COS’E’ L’AFASIA]]></title>
			<author><![CDATA[Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_38256t47"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Riabilitazione-Apprendimento.webp"  title="" alt="" width="474" height="466" /><br></div><div><br></div><div>“L’Afasia può essere definita come la perdita, totale o parziale, del linguaggio conseguente alla lesione di determinate aree cerebrali” (A. Basso). Questa definizione, pur nella sua genericità, permette di escludere i ritardi di linguaggio, i disturbi di comunicazione in soggetti con demenza e i disturbi legati a organi periferici (per esempio sordità). &nbsp;La parola “perdita” esclude automaticamente i disturbi di chi un linguaggio non lo ha mai posseduto. La lesione deve colpire specifiche aree cerebrali perché si possa parlare di Afasia; l’emisfero sinistro è l’emisfero dominante per il linguaggio nella vasta maggioranza dei soggetti destrimani e in circa i due terzi dei soggetti mancini o ambidestri. &nbsp;Le cause più frequenti di lesioni cerebrali sono i disturbi cerebrovascolari, i traumi cranici e i tumori. Questi ultimi sono raramente suscettibili di miglioramento anche se trattati con terapia logopedica, a meno che non vi sia stata ablazione totale della neoplasia, e questa non si ripresenti in tempi brevi. Molto più favorevole è l’esito della terapia in caso di traumi cranici, i disturbi di linguaggio possono non essere molto gravi e tendono a regredire in un certo numero di soggetti. Nei traumi cranici, tuttavia, i disturbi del linguaggio sono raramente isolati; le conseguenze di un <b>trauma cranico</b> possono essere devastanti specie per altre funzioni cognitive, in particolare la memoria e spesso si associano a disturbi del comportamento. Le lesioni cerebrovascolari possono essere dovute a occlusione o rottura di un vaso in emisfero sinistro e sono la causa più frequente di afasia; il danno linguistico si associa spesso a un disturbo del gesto intenzionale (aprassia) e del calcolo. Per molto tempo si è creduto che il sistema nervoso, una volta leso, non potesse più rigenerarsi e che le conseguenze di un evento patologico fossero definitive. Oggi, invece, sappiamo che il nostro cervello è dotato di una plasticità che rende possibile un certo recupero, variabile da persona a persona e relazionato alla lesione subita. Proprio per questo è importante che ogni paziente afasico abbia la possibilità di effettuare riabilitazione logopedica, cercando di recuperare parte delle abilità perse e di trovare strategie che gli consentano di comunicare efficacemente con qualsiasi interlocutore, nonostante la presenza di un deficit. </div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.VxEn0I9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras</a></b></div><div><b>Logopedista</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi alla Logopedista di "<a href="http://tiny.cc/logopedistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 May 2016 12:41:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?che-cos-e--l-afasia</link>
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			<title><![CDATA[QUALI VANTAGGI OFFRE UN FISICO FLESSIBILE?]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4kf5i9z7"><div><br></div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Movimento-Sviluppo-fisico.webp"  title="" alt="" width="477" height="268" /><br><br> Un saluto a tutti.<br> Oggi discutiamo del fattore “Flessibilità e mobilità".<br> Immaginiamo che il nostro corpo sia un canale, che riceve energie (cibo, aria, parole, luce solare, emozioni…) ed espelle energie trasformate (prodotti di scarto, parole, azioni…). Ogni canale o “tubo” è utile se il suo spazio è pulito, permettendo appunto la sua funzione di trasformazione delle energie. Se il nostro tubo da giardino diventasse &nbsp;rigido &nbsp;perchè ostruito da calcare, potremmo annaffiare il nostro giardino?<br> Credo che cambieremmo tutti tubo, comprandone uno nuovo.<br> Purtroppo con il nostro corpo non esiste questa opzione (cambio di corpo).<br> Per coloro che vogliono vederla in chiave più profonda o esoterica, possiamo dire che in realtà noi stessi siamo un canale tra il cielo e la terra, quindi siamo l’anello di congiunzione tra queste 2 forze.<br> Nel nostro corpo scorrono dei fiumi energetici (la medicina cinese li chiama meridiani), se l’energia stagna o non scorre come dovrebbe, ci si ammala.<br> Per rendere bene l’idea, immaginiamo che nel nostro corpo, oltre alle vene e arterie (che di per sé sono già canali) ci siano altri <b>canali energetici</b>, ed immaginiamo ancora che questi canali sono soggetti a “gelo o cristallizzazione”. Se non muoviamo il nostro corpo in tutti questi canali, alcuni di essi si cristallizzeranno, proprio come una bottiglia di acqua dimenticata nel freezer. Il processo di Cristallizzazione è pressoché inevitabile, ma se il corpo (la bottiglia lasciata in freezer) fosse sempre in movimento, sarebbe più difficile la cristallizzazione (o ritardata).<br> Un corpo Flessibile è un corpo con i canali liberi. In questo modo possiamo esprimerci meglio e senza blocchi fisici oppure energetici.<br> Gli altri vantaggi di un corpo flessibile, potete immaginarli da soli, aiutano nella quotidianità e contro gli infortuni.<br><br> Una buona abitudine sarebbe quella di muovere ogni parte del corpo la mattina... partendo dalle dita fino alle caviglie per poi sbloccare per ultimo il collo. Smuoviamo un po' questi tubicini.<br><br> Ciò che è in movimento è più difficile da attaccare.<br> Solo chi già conosce il movimento può decidere di stare fermo.<br> Se si sta fermi senza aver conosciuto il movimento si è facili prede di attacchi (malanni).<br><br> Credo di essere stato chiaro. <br> Grazie per la lettura e alla prossima pubblicazione.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Suahìm AlKalema</a></b><br><div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div><div><b><br></b></div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 May 2016 12:35:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?quali-vantaggi-offre-un-fisico-flessibile-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[PENSIERI BESTIALI]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_l60i12t7"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Animali-Filosofia.webp"  title="" alt="" width="476" height="317" /><br><br> Oggi voglio fare un piccolo viaggio alla ricerca della coscienza ma non di quella umana bensì di quella animale.<br> Anni fa lessi un articolo del professor CIMATTI Docente di Filosofia del linguaggio e Filosofia della mente all'Università della Calabria il quale si interrogava sulla coscienza presente negli animali. In &nbsp;questo articolo anticipava di un bel po' la delibera australiana che riconosce gli animali come soggetti senzienti.<br> Beh, era ora!<br> Nel suo &nbsp;articolo su una rivista &nbsp;scientifica "MENTE E CERVELLO" Cimatti afferma che se un animale è in grado accettare o rifiutare un cibo significa che sa bene ciò che desidera e pertanto il desiderio è ciò che di più attiene alla coscienza.<br> "Se <b>un vivente</b> ha la sensazione, dice Aristotele in uno dei primi trattati "De anima", allora ha pure immaginazione e desiderio perché &nbsp;dov'è la sensazione sono pure dolore piacere.<br> Dove ci sono questi c'è anche l'appetito cioè appunto il desiderio di cercare il piacere ed evitare il dolore. Dunque ci si muove nel mondo alla ricerca di ciò che produce piacere anticipandolo proprio nella immaginazione e si lavora al fine di allontanare ciò che produce dolore. &nbsp;<br> Così se queste sono azioni che compiono anche gli animali in senso lato, c'è una mente anche in loro e forse anche nel mondo vegetale come si evince dal libro "Verde Brillante" del Professor Mancuso; c'è una mente nel ragno quando nascosto dietro una foglia aspetta che una mosca si posi sulla ragnatela e c'è una mente nella mosca che cerca di scappare.<br> Osservando gli animali ci si rende conto proprio come pensava Aristotele che c'è una mente perché c'è la sensazione, c'è l'immaginazione di un luogo dove nascondersi e solo chi conosce gli animali sa che tutto il mondo animale è attraversato da segnali... pensiamo alle api, alle balene, ai delfini, alle lucciole...<br> Nel mio prossimo articolo vi parlerò di alcuni esperimenti condotti sulle api. C'è SEMPRE DA MERAVIGLIARSI...<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a> <br><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 May 2016 12:31:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?pensieri-bestiali</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[TEST DI PREDISPOSIZIONE GENETICA ALLO SVILUPPO DEL CARCINOMA MAMMARIO E OVARICO (BRCA1-BRCA2)]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_w16v0mx3"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Donne-Tumori.webp"  title="" alt="" width="494" height="329" /><br></div><div><br></div><div>L'analisi di mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2 viene condotta al fine di valutare la predisposizione genetica del paziente allo sviluppo dei tumori alla mammella ed all'ovaio, ma anche ad altri organi, come vedremo. Essi rappresentano i principali geni responsabili della maggior parte dei casi di predisposizione ereditaria per tali patologie. Una parte dei tumori al seno ed all’ovaio non sono ereditari, ma sono cosiddetti “sporadici”, dovuti cioè a mutazioni acquisite casualmente durante il corso della vita. Una cospicua percentuale di tumori, invece possono essere ereditari. Si stima che circa il 14% dei tumori alla mammella ed il 10% dei tumori ovarici siano causati da mutazioni ricorrenti a livello dei geni BRCA1 e BRCA2. Le persone che ereditano una mutazione germinale nascono quindi con una copia del gene mutata. Tuttavia è da sottolineare che questi soggetti non ereditano il tumore, ma solamente la <b>predisposizione</b> a sviluppare il tumore. Non tutte le persone che sono portatrici di mutazione sviluppano la patologia neoplastica, sebbene queste mutazioni aumentino notevolmente il rischio di insorgenza del tumore. Per quanto riguarda le statistiche di rischio del tumore alla mammella, a seguito di approfonditi studi effettuati su famiglie a rischio, è stato accertato che le donne che possiedono mutazioni ereditarie, a livello dei geni BRCA1 o BRCA2, rischiano di sviluppare un tumore alla mammella nell’87% dei casi, contro una probabilità del 10% delle non portatrici di mutazioni. Le mutazioni ereditarie a livello di tali &nbsp;&nbsp;geni determinano nelle donne un sensibile aumento del rischio di sviluppare un tumore al seno in età precoce (prima della menopausa), rappresentando, quindi, una caratteristica peculiare della suscettibilità ereditaria. Recenti studi hanno, infatti, dimostrato che più della metà delle donne portatrici di mutazioni a livello dei geni BRCA, sviluppa un tumore al seno prima dei 50 anni, con un'età media di diagnosi del tumore di 41 anni. Per quanto riguarda i tumori ovarici, il rischio di sviluppare un tumore in caso di ricorrenza di mutazioni in uno dei due geni in questione, è invece compreso tra il 44-60%, rispetto all’1% di probabilità dei non portatori. Il test di suscettibilità genetica è molto utile anche per quelle donne che hanno già &nbsp;&nbsp;sviluppato un tumore alla mammella in quanto, se portatrici di mutazioni BRCA, sono ad alto rischio di sviluppare un nuovo tumore alla mammella o un tumore all'ovaio. Per esempio è stato accertato che donne portatrici di mutazioni BRCA1 che hanno già avuto un tumore alla mammella, rischiano di sviluppare un nuovo tumore nel 64% dei casi. Percentuali di rischio simili sono previste per il tumore ovarico. Ma questo test è utile anche per valutare altri tipi di tumore. Infatti recenti studi hanno riportato che le mutazioni ereditarie dei geni BRCA1 o BRCA2 aumentano sensibilmente il rischio di tumori alla prostata nell'uomo e di tumori al colon in entrambi i sessi. Il rischio di tumore alla prostata è stato valutato essere 3-4 volte maggiore nell'uomo portatore di mutazione BRCA, rispetto alla popolazione generale, con un rischio cumulativo dell' 8%; mentre il rischio del tumore al colon è stato valutato essere 4-5 volte superiore, sia nelle donne che nell'uomo, con un rischio cumulativo del 6%. Il test genetico, che mi preme ricordare si effettua con delle analisi del sangue dedicate, determina se una persona presenti o meno delle mutazioni a livello del gene BRCA1 o BRCA2. Un risultato positivo significa che sono state identificate una o più specifiche mutazioni e quindi può essere stimato in termini probabilistici il rischio di sviluppare il tumore associato a quel tipo di mutazione. &nbsp;Non tutte le donne con mutazioni a livello di BRCA1 o BRCA2 sviluppano la patologia neoplastica, ma il rischio è abbastanza alto. Sebbene il tumore alla mammella sia raro per il sesso maschile, un uomo che presenta mutazioni di BRCA1 o BRCA2, possiede un rischio maggiore di sviluppare tale patologia. Un risultato negativo significa che non è stata riscontrata alcuna mutazione. Tuttavia è importante sottolineare che un risultato negativo, non significa che il paziente abbia rischio zero di sviluppare un tumore al seno o all’ovaio, o agli altri organi citati; questi pazienti possiedono lo stesso rischio di tumore riportato per la popolazione generale; questo perché la maggior parte di questo genere di tumori si estrinseca in forma sporadica, per cause ancora in fase di studio.</div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.Vv4_sKSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Carlo Avantario</a></b></div><div><b>Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia</b> </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 May 2016 17:58:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?test-di-predisposizione-genetica-allo-sviluppo-del-carcinoma-mammario-e-ovarico--brca1-brca2-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IMPORTANZA DELL'EQUIPE NEI PROGETTI DI PET-THERAPY, RUOLO DEL CONDUTTORE]]></title>
			<author><![CDATA[Rosanna Dipasquale]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c7401hy5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Conduttore-Pet-Therapy.webp"  title="" alt="" width="450" height="419" /> <br><br></div><div> "Il destino di ogni uomo è legato a quello di un animale"<br> Gli interventi di terapia,attività o educazione assistita mediati dagli animali si fondano sul ruolo del pet come “mediatore” di un processo di relazione con l'essere umano.<br> La competenza di tali interventi va quindi opportunamente valutata in relazione al ruolo <b>altamente qualificato</b> richiesto all’animale e agli obiettivi perseguiti.<br> Per la complessità delle reciproche interazioni fra utente ed animale e delle specifiche esigenze di entrambi i soggetti coinvolti negli interventi, è necessario che essi siano progettati, programmati e realizzati da una equipe multidisciplinare (equipe prescrittiva/progettuale ed operativa).<br> Infatti, nei progetti di pet therapy, la scelta dell'equipe rappresenta un momento fondamentale, in quanto deve essere diversificata in base agli ambiti di intervento, alle specifiche esigenze del paziente/utente e dell'animale impiegato e alla complessità della relazione che si crea. Quindi, ogni intervento in pet therapy, richiede la preparazione di operatori che andranno a costituire il team multidisciplinare che contempla diverse figure come il veterinario, lo psicologo/psicoterapeuta, il medico, l'educatore, il tecnico di pet therapy,a volte l'educatore cinofilo, i quali hanno il compito di formulare il progetto, istituire l’intervento nei suoi dettagli prescrittivi e soprattutto garantire il rapporto relazionale che si sviluppa con l'eterospecifico (animale).<br><span class="fs16">È</span> importante evidenziare che il pet nonostante le sue ottime condizioni fisiche e comportamentali (docilità, buona tempra, ecc), da solo non potrebbe procedere senza la guida del suo conduttore,figura, che opera nei progetti di pet therapy e si interfaccia con i professionisti del settore. Nel suo ruolo fondamentale va a costituire quella che viene definita coppia Pet Partner, dove l’animale viene guidato proprio da questa figura, ovvero il conduttore, al quale spetta il compito di educare e poi impiegare l'animale co-terapeuta. Per poter operare in pet therapy è fondamentale che la coppia sia adeguatamente preparata e che il conduttore acquisisca capacità,doti per gestire con sicurezza il proprio animale e riconoscere i suoi segnali comunicativi sia positivi che negativi. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> importante sottolineare che nessun tipo di animale porta alla guarigione delle patologie,tanto meno a quelle mentali, ma, se adeguatamente guidato, può creare condizioni positive che gli esperti del benessere umano sapranno sfruttare al meglio nella realizzazione del progetto supportato dall'animale.</span></div><div><br><b> Dott.ssa Rosanna Dipasquale</b></div><div><b>Psicologa - Operatrice di Pet Therapy (Terapia, Attività ed Educazione assistita con l'animale)</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br> Copyright Immagine: <span class="fs12">http://mysocialpet.it/</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 May 2016 17:48:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?importanza-dell-equipe-nei-progetti-di-pet-therapy,-ruolo-del-conduttore</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LE AVVENTURE DI UN CANE GRANDE E GROSSO DI NOME BERNARDO (PER GLI AMICI BIAGIO)]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ml334bwf"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Cani-amicizia-Pensieri-di-Nonni-.webp"  title="" alt="" width="484" height="328" /><br><br> Queste, cari lettori, sono le avventure e le storie realmente vissute da un cane speciale, anzi un amico speciale, "il mio cane", il protagonista delle mie fiabe più belle: "La fattoria di Biagio".<br> Ora, cari bambini, non c'è più, lui ora vive in un posto bellissimo, con tanti suoi amici.<br> Ha deciso di ritornare a vivere nel paese dove era nato undici anni fa.<br> Lui era un grande e grosso "San Bernardo" e soffriva molto a vivere in un posto di mare come Trani.<br> Troppo caldo per lui...e così un giorno, era il 4 Dicembre 2012, lui mi ha chiesto di esaudire un suo desiderio.<br> Per il Santo Natale, voleva tornare a casa sua, fra le sue adorate montagne piene di neve, dove per noi fa tanto freddo, ma per lui è il suo habitat naturale.<br> Io l'ho guardato, ho accarezzato il suo bel testone, l'ho abbracciato forte-forte e con la morte nel cuore l' ho lasciato andare.<br> Lui ...mi ha guardato con i suoi grandi occhi pieni di amore e gratitudine per i lunghi anni trascorsi insieme e, senza più voltarsi, è andato via.<br> Ciao caro amico mio, mi manchi tanto-tanto, ma sono sicura che ora stai bene e un giorno ti verrò a trovare e trascorreremo insieme una bella giornata sulla neve.<br> Mi piace pensare e farlo mi fa sentire meno triste che ora tu corri nella neve, con la fiaschetta di cognac legata al collo (come i cani come te che vedo in pubblicità) e sei pronto come lo sei stato sempre ad aiutare le persone in difficoltà.<br> Ciao amico mio, resterai per sempre nel mio cuore, come uno degli <b>affetti</b> più cari: &nbsp;ti ho voluto e ti voglio &nbsp;tanto, tanto bene e te ne vorrò per sempre.<br> Se potessi esprimere un desiderio vorrei che il mio amico a quattro zampe potesse vivere per sempre.<br> P.S. Mi manchi! La tua amica Gabriella (nonna Gina).<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Maria Gabriella Finizio</a></b><br><br></div><div> <a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 May 2016 17:42:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?le-avventure-di-un-cane-grande-e-grosso-di-nome-bernardo--per-gli-amici-biagio-</link>
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			<title><![CDATA[REALIZZIAMO UNA CROSTATINA DI FELTRO]]></title>
			<author><![CDATA[Matilde D'Addato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5g6u607a"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Lavoretto-ricammato-Arte.webp"  title="" alt="" width="497" height="497" /><br></div><div><br></div><div>Ciao a tutti, sono sempre io, Matilde! Oggi vi mostro un lavoro per gli amanti del cucito creativo. Più che i bambini, questa volta esso può essere adatto alle mamme, o a chiunque abbia la manualità necessaria per il cucito: ad ogni modo può essere divertente realizzarlo insieme. Io mi sono sbizzarrita con la crostatina, ma vi confesso che ho una voglia matta di realizzare tante altre merendine in feltro, ottenendo, in base alla loro forma, piccoli astucci, o portamonete ecc...</div><div>Per realizzare la crostatina:</div><div>1. Ovviamente dovremo procurarci il feltro (marrone);</div><div>2. foglio di glitter adesivo giallo (feltro giallo andrà bene ugualmente);</div><div>3. cerniera possibilmente piccola max 12 cm lunghezza possibilmente gialla…(ma io ne avevo una bianca...ottima ugualmente);</div><div>4. un cordoncino a treccia (io l’ho realizzato facendo una treccia con uno spago dorato);</div><div>5. colla per tessuto e ago e filo, ovviamente.</div><div>Dopo aver preparato i materiali come sopra indicato, ho cominciato a cucire il primo disco, inserendo un grosso nastro adesivo all’interno della striscia di stoffa, &nbsp;per mantenere la rotondità. Fatto questo, ho sfilato lo scotch e ho cucito l’altro cerchio di stoffa dalla parte opposta, per chiudere il borsello, dopodiché, con la colla per tessuto ho incollato la treccia lungo la parte estrema della crostatina, chiudendola a cerchio. Ed ecco il lavoro finito!</div><div>Alla prossima! </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/come-raccontare-attraverso-disegni-e-colore.html#.VzMYQI9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Matilde Daddato</a></b></div><div><b>Vignettista-fumettista</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 May 2016 11:19:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?realizziamo-una-crostatina-di-feltro</link>
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			<title><![CDATA[FOBIA SOCIALE – TIMIDEZZA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_41p11zo1"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Timidezza-Psicoterapia.webp"  title="" alt="" width="490" height="327" /><br><br> La fobia sociale, detta anche sociofobia o disturbo di ansia sociale, è la paura intensa e pervasiva di trovarsi in una particolare situazione sociale, o di eseguire un tipo di prestazione, che non siano, a chi ne è affetto, familiari e da cui possa derivare la possibilità di subire un giudizio altrui.<br> Infatti, la persona con ansia sociale tende a manifestare una certa ipersensibilità alle critiche o alle disapprovazioni, evita i contatti con persone non familiari, si isola in molte situazioni, prima di unirsi agli altri vuole avere la certezza di piacere e possiede una immagine di sé negativa.<br> Tale manifestazione è molto più diffusa di quanto si possa pensare: basti pensare che quasi tutti coloro che manifestano problemi di ansia in realtà hanno <b>percezioni di sé</b> come socialmente non attraenti.<br> La pratica professionale, di fronte a casi di questo tipo, deve prefiggersi il raggiungimento di obiettivi chiari (qui di seguito, schematicamente illustrati) e realizzabili in tempi brevi (dai 6 ai 12 mesi).<br> Principali obiettivi:<br> 1. Interagire socialmente con pari o amici in modo regolare e significativo, esprimendo pensieri, emozioni e bisogni.<br> 2. Raggiungere una discreta tranquillità nell’interazione con altre persone in molti contesti sociali.<br> 3. Elevare l’autostima e i sentimenti di sicurezza nelle relazioni interpersonali.<br> 4. Favorire l’acquisizione di comportamenti assertivi per far fronte con maggiore efficacia e più direttamente a stress, conflitti e responsabilità.<br> Quando &nbsp;ci si rende conto di vivere una condizione di disagio come quella sopra descritta, una delle possibili strade da intraprendere è rappresentata dalla psicoterapia cognitivo-comportamentale.<br> Mi permetto di concludere questo breve articolo, con una dedica che rivolgo, in modo particolare, a coloro che stanno affrontando &nbsp;un periodo di sofferenza. <br> Si tratta di una citazione di un filosofo pensatore buddista:<br><br> “La vita non è sempre facile. Se lo fosse non cresceremmo né progrediremmo come esseri umani. Se riusciamo in qualcosa siamo spesso invidiati; se manchiamo uno scopo siamo ridicolizzati e attaccati. Purtroppo le persone sono così. Dolore e sofferenze inattese possono ritrovarsi sul cammino di ognuno. Ma è proprio nel momento in cui incontrate queste prove che non vi dovete far sconfiggere. Non mollate mai. Non retrocedete mai.” (Daisaku Ikeda)<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.VxN-3o9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Annalisa Cagia</a> <br> Psicologa Clinico esperta in Psicopatologia dell'apprendimento<br> Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale specializzata nel trattamento dei disturbi d'ansia.</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br> Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"<br><br><br>Copyright Immagine: <span class="fs12">http://www.stateofmind.it/2013/05/ansia-sociale-2/</span><br><br> BIBLIOGRAFIA:<br> DSM-IV. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Masson<br><br> Daisaku Ikeda, Giorno per Giorno, Esperia edizioni<br><br> Mario Di Pietro e Elena Bassi, L'intervento cognitivo-comportamentale per l'età evolutiva- Edizioni Erickson</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 May 2016 11:15:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?fobia-sociale---timidezza</link>
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			<title><![CDATA[LA CITTÀ DI TRANI SPERA]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_u08x4ec8"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Futuro-Citta-di-Trani.webp"  title="" alt="" width="486" height="343" /><br></div><div><br> Oggi tutta la cittadinanza e noi genitori, dopo una lunga assenza di istituzioni e di mancanza di fiducia, speriamo in un <b>futuro</b> migliore per la nostra città, abbiamo bisogno di rialzarci e andare avanti con ottimismo; di avvenimenti strani e deludenti questa città ne ha subiti tanti e in parecchi abbiamo pensato di gettare la spugna e continuare la nostra esistenza altrove ma con coraggio e consapevolezza abbiamo resistito, ora rimbocchiamoci le maniche e insieme al nuovo sindaco Amedeo Bottaro e la sua amministrazione ricostruiamo il futuro della nostra meravigliosa città Trani.<br> Affinché la popolazione più debole, I BAMBINI, crescano parlando in positivo di Trani e no come noi generazione degli anni 80 dove l'unica cosa positiva che vediamo è la cattedrale e gli scorci suggestivi delle foto che invadono il web.<br> BUON LAVORO A TUTTI NOI!<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.Vy8bYo9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Mamma Annalisa</a></b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br>Copyright Fonte: <span class="fs16">http://www.traniviva.it/notizie/nel-segno-di-amedeo-bottaro/</span><br></div><div><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 May 2016 11:12:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-citta-di-trani-spera</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[CARI AMICI, VI SCRIVO...]]></title>
			<author><![CDATA[Valeria De Simola]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_644683sy"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Bambini-disabili-Scuola.webp"  title="" alt="" width="502" height="332" /><br></div><div><br></div><div>“Cari compagni di terza "L", stiamo giungendo al termine di un percorso scolastico che è stato per me molto importante, così oggi ho deciso di scrivervi i miei pensieri e sarà la mano della mia mamma, come sempre, a farlo per me. Cari amici, nonostante la mia incostante presenza a scuola, sono felice di avervi avuto come compagni di classe. La nostra si sa è un'amicizia diversa, un'amicizia particolare ed unica, perché va oltre le parole che non ho mai potuto dirvi. La mia camera è stata da sempre la mia aula scolastica, io e la mia professoressa siamo sempre alle prese con mille attività didattiche che mi rendono, a volte entusiasta e a volte, come per molti di voi, negligente e svogliata; infondo anch'io sono un'alunna che, nonostante la mia carrozzella, ha il suo bel caratterino come spesso mi dice la "prof". Le brevi giornate passate con voi a scuola hanno sempre avuto un sapore "diverso", un sapore "frizzantino" per me e ne sono certa anche per voi, perché la vostra accoglienza per me è sempre stata motivo di festeggiamenti, di musica, di risate e passeggiate all'interno dell'edificio scolastico. Conservo preziosamente nella mia stanza i vostri doni che mi hanno fatto sentire più vicina a voi mentre io ero qui a casa, i vostri saluti e auguri di natale registrati al mangianastri saranno per me un ricordo indelebile della vostra voce che mi ha reso partecipe alla nostra classe. L'anno oramai giunge al termine, a modo mio ho faticato e raggiunto degli obiettivi, ho scoperto di poter volare oltre certi "limiti", ma certamente la scoperta migliore è stato ciò che ognuno di voi mi ha donato: l'amicizia. Le nostre strade stanno per dividersi, ognuno di voi coltiverà nuove ambizioni e <b>nuove amicizie</b>, anch'io sarò in una nuova scuola e conoscerò nuovi compagni: vi auguro di non rinunciare mai ai vostri sogni, di crederci sempre e di guardare alla vita con speranza, perché anche se nulla è facile, nulla però è impossibile. Cari compagni, so che non ho potuto condividere con voi tanto tempo, ma di quel tempo trascorso insieme spero vi resterà sempre il ricordo della mia unicità e il piacere del mio sorriso donato con felicità dalla mia anima al vostro cuore che prontamente l'ha ricevuto. Buona vita a tutti voi, con affetto Unicamente Roberta”</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-amore-che-va-oltre.html#.VzHcLI9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Valeria De Simola</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 May 2016 12:31:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?cari-amici,-vi-scrivo---</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[NUOVI INCENTIVI PER AUTOIMPRENDITORIALITÀ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7ba0b4gq"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Agevolazioni-e-Imprese.webp"  title="" alt="" width="450" height="300" /><br><br> L'Autoimprenditorialità (Decreto legislativo 185/2000, Titolo I) è l’incentivo per i giovani e le donne che vogliono avviare una micro o piccola impresa.<br> Le agevolazioni, rinnovate con la Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico del 9 ottobre 2015, sono ora conosciute con il nome “Nuove imprese a tasso zero”.<br> Lo stanziamento iniziale è di 50 milioni di euro. È possibile presentare domanda dal 13 gennaio 2016 esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia. (<a href="www.invitalia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.invitalia.it</a>)<br> Invitalia valuta le richieste, concede i finanziamenti e monitora la realizzazione dei progetti d'impresa.<br> Sono ammissibili alle agevolazioni, fatti salvi i divieti e le limitazioni stabiliti dal Regolamento de minimis n. 1407/2013, le iniziative che prevedono programmi di investimento da realizzare in tutto il territorio nazionale con spese non superiori a euro 1.500.000,00 (unmilionecinquecentomila/<wbr>00) promossi nei settori di seguito elencati:<br> a) produzione di beni nei settori dell'industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli;<br> b) fornitura di servizi:<br> (i) alle imprese;<br> (ii) alle persone.<br> c) commercio di beni e servizi;<br> d) turismo;<br> e) settori, di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, riguardanti:<br> (i) attività turistico-culturali, intese come attività finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché al miglioramento dei servizi per la ricettività e l'accoglienza;</div><div>(ii) l'innovazione sociale, intesa come produzione di beni e fornitura di servizi che creano nuove relazioni sociali ovvero soddisfano nuovi bisogni sociali, anche attraverso soluzioni innovative.<br> Le agevolazioni di cui alla presente Circolare sono concesse ai sensi e nei limiti del Regolamento de minimis n. 1407/2013 e assumono la forma di un finanziamento agevolato per gli investimenti, a tasso pari a zero, della durata massima di otto anni e di importo non superiore al 75% (settantacinquepercento) della spesa ammissibile. L'<b>agevolazione</b> è subordinata, in particolare, al rispetto dei massimali previsti dal regolamento europeo, ai sensi del quale le agevolazioni possono avere un importo massimo complessivo, in termini di equivalente</div><div>sovvenzione lordo (ESL), di euro 200.000,00 (duecentomila/00) nell'arco di tre esercizi finanziari per impresa unica, fatte salve le specifiche limitazioni dettate nel settore del trasporto merci su strada per conto terzi.<br> Il finanziamento agevolato è rimborsato, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate, scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a><br> Commercialista</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br></div><div>Chiedi al commercialista di "<a href="http://tiny.cc/commercialistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"<br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 May 2016 12:14:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?nuovi-incentivi-per-autoimprenditorialita</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[BARNUM N.5 - MAGGIO 2015: "ASINO SARAI TU!"]]></title>
			<author><![CDATA[Enzo Covelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7659d710"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Biblioasino-Lettura-e-Racconti.webp"  title="" alt="" width="492" height="328" /><br><br> Chiamatelo “El Professor”. Era rimasto affascinato dalla lettura fin dalla più tenera età e si era diplomato grazie a un professore di letteratura spagnola che faceva visita al villaggio un paio di volte al mese come insegnante di scuola elementare. I libri e la lettura avevano avuto un grande potere nella sua personale esperienza, avevano trasformato lui e tanti altri studenti come lui. Così gli è venuta l’idea di diventare messaggero dei libri ed ha cominciato a distribuire libri sul dorso di due asini, Alfa e Beto. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> così che a La Gloria, in Colombia, è nata una specialissima biblioteca itinerante: il </span><b class="fs16">BiblioBurro</b><span class="fs16"> (in spagnolo burro significa asino). Luis Soriano ha cominciato con 70 libri e poi la sua storia è diventata un film ed ha fatto il giro del mondo. Sugli scaffali della mia libreria un libro si agita. Mi sta chiamando. </span><span class="fs16">È</span><span class="fs16"> “Cent'anni di solitudine” di Gabriel García Márquez. E alla prima pagina lo ritrovo lì Luis Soriano, tra le vie di Macondo, in compagnia dello zingaro corpulento che rispondeva al nome di Melquíades.</span><br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/l-emozione-dei-racconti.html#.VwN7p6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Enzo Covelli</a></b><div><div><b>Burattinaio Raccontastorie</b></div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 May 2016 12:03:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?barnum-n-5---maggio-2015---asino-sarai-tu--</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[”IO BEVO DA SOLA”: UNA DONNA E LA SUA SOLITUDINE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8b2r33n9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Donne-e-Alcolismo-Relazioni.webp"  title="" alt="" width="504" height="284" /><br></div><div><br></div><div>“La incontro di sovente nel mio percorso a piedi, soprattutto nelle ore del mattino. Anche quando il sole è alto e luminoso, il suo volto è sempre cupo, pallido, triste. Con il suo corpo esile, procede sempre in modo rapido, con la testa bassa e il viso teso. Penso di non averla mai vista sorridere. Il suo incedere, solitamente un passo avanti a suo figlio che, come un cucciolo stanco, le corre dietro. Brevi, ma incisive le nostre “conversazioni”. I nostri scambi di relazione sono quasi sempre suoi monologhi, alternati a fugaci sfoghi e considerazioni pessimistiche sul comportamento degli altri. Quando mi parla non mi guarda mai negli occhi, quasi abbia paura di farsi scoprire nella sua fragilità e solitudine. Avverto il suo disperato bisogno di “aggrapparsi” a qualcuno che le dia ASCOLTO e la ACCOLGA teneramente. La sua disillusione e sfiducia negli altri, intuisco provenga dalle persone che le sono state più vicine. Accenna al suo legame con il compagno, come fosse IMMUTABILE, ormai DISTRUTTO dai litigi e dall'ASSENZA di lui per il lavoro interminabile. Le sue frasi, spesso lasciate cadere come “sassi in uno stagno”, affondano nel dolore muto e solitario. La sua, VOCE SOTTILE e FLEBILE, contrasta, si mescola , quasi in modo forzato, con una “fragranza” ridondante che il suo corpo emana e porta con sé. Mi disorienta, mi stordisce, mi disarma. <span class="fs16">È </span><span class="fs16">lontana, troppo lontana. La vedo sempre più piccola. Sola. Irraggiungibile”.</span></div><div>Cosa può spingere una donna a sentirsi attratta dal “desiderio” di bere? Le <b>motivazioni</b> possono essere molteplici. Sembra ormai accertato che, negli ultimi decenni, il fenomeno dell’alcolismo al femminile &nbsp;sia triplicato. Recenti studi rivelano che molte sono le donne in carriera che abusano di alcolici, come anche le casalinghe, che per le problematiche legate alla responsabilità del menage familiare si <span class="fs16">“</span><span class="fs16">abbandonano</span><span class="fs16">”</span><span class="fs16">, concedendosi via via qualche bicchiere in più, trovando temporanea </span><span class="fs16">“</span><span class="fs16">salvezza</span><span class="fs16">”</span><span class="fs16"> alle proprie vicissitudini. Un’altra “categoria” che appare coinvolta nell’abuso etilico è quella delle signore vedove, rimaste sole, magari con figli lontani e, dunque, poco attenti alla condizione di vita della madre.</span><br></div><div>Quali sono gli effetti psicologici che &nbsp;possono subire i figli delle donne alcoliste?L'alcolismo è una vera e propria <b>patologia</b> che può determinare grandi cambiamenti e influenzare tutti i componenti della famiglia. Il bambino o il giovane che cresce in tale contesto, potrà sviluppare una bassa consapevolezza di sé e talvolta percepirsi con senso di colpa. Vivrà vergognandosi della propria condizione, tacendola il più delle volte a se stesso, ai suoi pari e a chiunque possa avvicinarsi al suo mondo. Sarà abituato a cavarsela da solo, anche occupandosi dei fratelli più piccoli. Non sarà abituato ad esprimere i suoi bisogni, non avendo nessuno disposto ad ascoltarli. Potrà facilmente vedersi già <span class="fs16">“</span><span class="fs16">grande</span><span class="fs16">”</span><span class="fs16">, senza aver avuto il conforto di un adulto consapevole e presente. Dagli studi condotti, sembra che risulti essere più deleterio per i figli avere la MADRE alcolista. In tal caso, mancando la figura per eccellenza della cura, i figli saranno maggiormente esposti a conseguenze più gravi, una fra queste è la possibilità che essi stessi divengano alcolisti. La difficoltà principale per la persona alcolista è RICONOSCERE la propria condizione patologica. Questo primo passo può essere determinante come spinta a richiedere un AIUTO ESTERNO.</span></div><div>Molto spesso, cari Amici, sottovalutiamo piccoli gesti come una parola gentile, un orecchio teso all'ascolto, un sorriso, che possono rappresentare piccoli miracoli per noi e per gli altri.</div><div>“Se vuoi essere più vicino a Dio stai più vicino alle persone”. (Khalil Gibran). </div><div>Al prossimo articolo e Delicata Educazione a tutti!</div><div> </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.VzBpn49OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Proff.ssa Grazia di Lernia</a></b></div><div><b>Pedagogista, educatore extrascolastico</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento e Relazioni</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 May 2016 10:25:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-io-bevo-da-sola---una-donna-e-la-sua-solitudine</link>
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			<title><![CDATA[EDUCARE CON LA MUSICA]]></title>
			<author><![CDATA[Angela Germoglio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_jntfr4c7"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Rilassamento-Musica-e-Passione.webp"  title="" alt="" width="488" height="366" /><br></div><div><br> La Musica come mezzo per educare. La Musica come forma terapeutica per sostenere la crescita e la formazione di ogni persona ( da 0 a 99 anni).<br> Questo il senso profondo della Musica. <br> Quando abbiamo bisogno di relax viene naturale cercare una musica che favorisca il rilassamento.<br> I ragazzi si recano in discoteca o ad un concerto per ascoltare musica e staccare la spina con il resto del mondo.<br> La mamma che vuole calmare il pianto del proprio bambino intona una ninna nanna. E la melodia della sua voce porterà più tranquillità in quel bimbo.<br> L'educatore musicale ha un ruolo di responsabilità nei confronti dei suoi allievi: educare alla musica e con la musica. Educare nel senso di &nbsp;“tirare fuori” e, dunque, <b>conoscere</b> ciò che sono.<br> Attraverso tale disciplina l'allievo sviluppa le sue capacità creative, relazionali. Nutre la propria sensibilità necessaria per affinare &nbsp;l'attenzione al &nbsp;suo mondo interiore ed esteriore. Cresce e si forma nell'autostima e nel rispetto di ciò che è differente dal suo mondo. <br> La musica è un linguaggio universale che &nbsp;permette di contattare l'essere corpo, mente e spirito: posso scegliere di &nbsp;ascoltare, o di &nbsp;produrre io stesso &nbsp;suoni e vibrazioni, o anche, di &nbsp;partecipare attraverso la capacità espressiva del corpo.<br> La musica è magia . Gli antichi popoli, i nostri lontani antenati avevano percepito questa magia e per questo consideravano tale disciplina necessaria alla Vita dell'uomo.<br><br><b> Angela Germoglio</b></div><div><b>Docente di musica</b><br><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 May 2016 10:22:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?educare-con-la-musica</link>
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			<title><![CDATA[TRASPORTO SCOLASTICO ASSISTENZA ALLA PERSONA]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_g2s2bu3t"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Trasporti-Informazioni-Legali.webp"  title="" alt="" width="516" height="335" /><br><br> “Nella normativa sull'assistenza ai disabili in ambito scolastico (v. art. 13 comma 3 della L. 5 febbraio 1992, n. 104; art. 42 e 45 del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616) viene posto a carico degli enti locali, in via generale, il compito di garantire l'autonomia e la comunicazione personale degli <b>studenti</b> con disabilità fisiche o sensoriali...”<br><br> “In particolare, i Comuni e la Provincia devono stabilire uno standard di servizio che sia omogeneo per tutti i gradi della scuola, e individuare inoltre il soggetto pubblico responsabile della gestione, tenendo conto che per il principio di sussidiarietà verticale è possibile e preferibile, ma non obbligatorio, lasciare i compiti operativi (affidamento degli appalti, controllo sulla qualità del servizio) agli uffici comunali (v. TAR Brescia Sez. II 24 settembre 2012 n. 1538)”<br><br> T.A.R. Lombardia Brescia Sez. I, Sent., 18-02-2015, n. 282 <br><br><b>Avv. Luca Volpe</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br> Chiedi all'avvocato di "<a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 May 2016 10:18:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?trasporto-scolastico-assistenza-alla-persona</link>
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			<title><![CDATA[FESTA DELLA MAMMA]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8ue2339n"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Mamma-e-Figli-Festa.webp"  title="" alt="" width="477" height="477" /><br></div><div><br></div><div>“Per la tua festa dolce mamma ho raccolto i fiori più belli del nostro giardino ho colorato il disegno più speciale ho cercato tra i ricordi la storia più bella. Tutto questo per fartene dono, anche se, il fiore più bello, i colori più accesi, e la storia più speciale nella mia vita, sei tu, mamma! Auguri, è la tua festa!” (Stephen Littleword). Le emozioni più grandi della vita sono legate ai ricordi da piccola nell'essere figlia e da grande nell 'essere mamma. La quotidianità di una mamma è vissuta in funzione dei propri figli, la mia è vissuta per loro, le mie principesse Eliana e Debora. </div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.Vy8bYo9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Stillavato</a></b></div><div><b>Cake designer - delegata provinciale Bari FIAB</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 May 2016 10:45:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?festa-della-mamma</link>
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			<title><![CDATA[UNA DOMANDA]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8c7521j2"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Diversabilita-Pensieri-Bimbi.webp"  title="" alt="" width="482" height="361" /><br><br> Trani, 10 luglio 2015<br>Ho sempre ritenuto che la lettura fosse passione, sentimento, conoscenza e scoperta, essa è un'arma di grande rilevanza per la formazione di ognuno di noi.<br> Leggere è sempre stato per me un'incursione in altri mondi, è poter vivere ogni volta una vita diversa.<br> Nei libri ho spesso trovato una risposta a molte mie domande e quando, non poco tempo fa, mio figlio di quattro anni mi ha posto una domanda a bruciapelo sulla condizione di disabilità della sorella maggiore, non ho potuto fare a meno di fare una ricerca letteraria che potesse aiutarmi a spiegare meglio la quotidianità che noi viviamo in famiglia.<br> La mia ricerca comincia dalla domanda: "Mamma perché Gesù è stato cattivo con Roberta?".<br> Sono rimasta piacevolmente stupita perché ho trovato una raccolta: "la diversità in tredici favole" che raccontano una diversa prospettiva della normalità.<br> Sono tredici storie che aiutano a vedere il mondo che siamo abituati a vivere con altrettante diverse e originali prospettive, tredici modi di interpretare, definire e spiegare se stessi in relazione alla normalità che ci circonda.<br> Tra le tante, l'aquilone è quella che preferisco.<br><br> DALL'ALTO DI UN AQUILONE TUTTO SEMBRA "DIVERSO" E UGUALE ALLO STESSO TEMPO.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.VwfQBaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Dilernia</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 May 2016 10:41:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?una-domanda</link>
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			<title><![CDATA["RESPONSABILI SI DIVENTA"]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_m2ja5u2d"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Insegnamento-Responsabilita.webp"  title="" alt="" width="484" height="458" /><br><br> Si diventa responsabili delle proprie scelte solo dopo che qualcuno con esperienza e competenza,il genitore, in ambito familiare, e l'insegnante, in quello scolastico, rende capaci di esserlo.<br> Pensare di concedere una certa libertà di azione ad un bambino o ragazzo ch'egli sia, quasi fosse un dono che testimoni l' amore che per lui si prova, significa esularsi dal &nbsp;ruolo di educatore, che tiene per mano, accompagna, consiglia e forma, attraverso l'impegno ed il rispetto di regole, la capacità del sapere effettuando reali e razionali scelte personali.<br> Nessuna libertà può prescindere da tali basi educative, poichè rischia così di trasformarsi in libertinaggio e ledere a se stessi e agli altri. L'insegnante, pertanto, dovrà sempre <b>tenere per mano</b> il proprio alunno, proprio com'è giusto faccia il genitore, guidandolo pazientemente verso decisioni consapevoli e veramente responsabili.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Angela Bini</a> </b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>" <br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 May 2016 10:38:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-responsabili-si-diventa-</link>
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			<title><![CDATA[PROFUMATORE “FAI DA TE”]]></title>
			<author><![CDATA[Patrizia Forni]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8l2kous1"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Profumo-Ragalo-bimbi.webp"  title="" alt="" width="508" height="678" /><br></div><div><br></div><div>Ciao amici, anche questa volta vi propongo un semplice lavoro eseguito con materiali di riciclo. Sta per giungere la Festa della Mamma e quindi ho pensato di realizzare un profumatore o un portafiore con della carta regalo. Per realizzare questo fantastico regalo servono semplicemente un vasetto di passata di pomodoro (ben lavato e asciugato), nastri, fiori e tutto quello che più vi piace. Rivestite e incollate la carta al vasetto, decorate con i nastri, ponete dentro degli stecchi da spiedo e il gioco è fatto! Volete sapere come fare un buon profumatore? Acqua, bicarbonato e qualche goccia di olio essenziale (potete sostituirlo con l'olio profumato per detergere i neonati). Alla prossima!</div><div><br></div><div><b>Patrizia Forni</b> </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 May 2016 17:03:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?profumatore--fai-da-te-</link>
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			<title><![CDATA[IL PRINCIPIO DI AUTODETERMINAZIONE - PRIMA PARTE]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_15ip130u"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Rapporto-Medico-Paziente-Maternita.webp"  title="" alt="" width="492" height="369" /><br></div><div><br><span class="fs16"> Il rapporto medico–paziente, sin dall’epoca di Ippocrate e del suo giuramento, ha subito un’evoluzione nel corso dei secoli. Sono riscontrabili tre età ben distinte. <br> La prima, vigente fino alla seconda guerra mondiale, era caratterizzata da un legame &nbsp;dottore- paziente di tipo paternalistico, basato sulla totale fiducia nella capacità tecnica del medico. Questo, per ripristinare un’oggettiva condizione di salute, curando esclusivamente i sintomi, si prescriveva di agire (oppure &nbsp;di omettere di farlo) senza richiedere necessariamente l’assenso della persona. Tale linea autoritaria e in un certo senso sacerdotale della medicina ha subito poi un’evoluzione nel secondo dopoguerra, a seguito anche dei progressi in campo medico – scientifico. <br> In questa nuova età, detta della “autonomia”, il legame medico–paziente, pur mantenendosi diadico, si è trasformato “sbilanciandosi” in favore della persona stessa, che voleva essere informata e partecipe delle decisioni terapeutiche che la riguardavano. L’obiettivo della cura era diventato quello di assistere il paziente e di prevenire le malattie a prescindere dal costo, ma tale condizione si trovava spesso in conflitto con l’obbligo professionale di beneficiabilità &nbsp;del medico nei confronti del paziente. Tale situazione, tuttavia, negli ultimi anni sta subendo un’evoluzione che volge verso il ripristino della simmetria dottore – paziente. <br> Questa terza fase, detta “età della burocrazia o della parsimonia”, mira ad ottenere un adeguato rapporto tra il costo e la qualità/efficacia delle cure. Il diritto alla salute, seppur con il consenso informato, diventa quindi soggetto alle determinazioni del Legislatore ordinario, il quale dovrà effettuare anche un bilancio con gli altri interessi costituzionalmente protetti, tra cui la considerazione delle risorse finanziarie disponibili.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.Vv4_sKSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.Carlo Avantario</a><br> Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia</b> <br><br></span></div><div><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br> Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"<br><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 May 2016 16:28:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-principio-di-autodeterminazione---prima-parte</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[DESTINO SEGNI E COINCIDENZE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9ah1r7q9"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Destino-Etica.webp"  title="" alt="" width="479" height="269" /><br><br> Non per ripetermi, ma oggi vorrei consigliarvi un altro libro meraviglioso che ho letto in due giorni praticamente divorandolo è il libro di Gianmarco Bragadin: IL LINGUAGGIO SEGRETO DI SEGNI E COINCIDENZE <br> L'autore nel libro trasmette una grande positività una gran voglia di ascoltare i segni che la vita quotidianamente ci invia. <br> Inoltre espone i contenuti di una nuova disciplina: la <b>SEGNANALISI</b>.<br> Questa è una nuova teoria che ci invita a osservare ascoltare interpretare &nbsp;i segni che l'universo ci invia attraverso coincidenze, incontri, frasi un testo ricco di spiritualità in senso lato né cristiano-cattolica né musulmana, né indù, né taoista, né buddista ma tutte queste insieme fuse in un unico armonico messaggio l'AMORE come spiritualità e connessione, elementi connaturati alla natura umana e depositati nell'individuo al momento della nascita.<br><span class="fs16">È</span> un modo nuovo di sentirsi parte dell'universo; noi siamo UNO e TUTTO.<br> Siamo tutti interconnessi ma abbiamo un potere fortissimo che è quello di attrarre a noi ciò che desideriamo e se questo desiderio rientra nel piano del destino tutto l'universo risponderà alla nostra chiamata. <br> Leggendolo naturalmente ho pensato alla mia vita alle strambate improvvise e ingiustificate al dolore e preoccupazione degli ultimi mesi ma se tutto rientra nella mia strada nel mio destino di cosa mi preoccupo?<br> Ho pensato anche al progetto di Trani Città dell'Infanzia che ha visto allinearsi tutte insieme le cellule le molecole di tanti individui accomunati da un grande desiderio cioè quello di modificare la realtà che ci circonda creando una dimensione nuova in cui onestà, positività, ascolto, condivisione, amore, dialogo COESISTANO ARMONIOSAMENTE. <br> Non posso che crederci!<br><div>Gianmarco Bragadin IL LINGUAGGIO SEGRETO DI SEGNI E COINCIDENZE. &nbsp;Ne consiglio vivamente la lettura!<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 May 2016 16:23:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?destino-segni-e-coincidenze</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[PREMIO FEDERICO II E I POETI TRA LE STELLE]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_pb33n0q6"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Premi-letterari-Bambini-e-genitori.webp"  title="" alt="" width="482" height="456" /><br></div><div><br></div><div>A tutti gli amanti dell’astronomia consiglio la partecipazione alla VI edizione del “Premio Internazionale Federico II e i Poeti tra le Stelle”. Si tratta di un concorso letterario e artistico ideato dalla The Lunar Society Italia, associazione nata per la divulgazione scientifica, in collaborazione con la Società Astronomica Pugliese, associazione per la divulgazione astronomica, l'Osservatorio Astronomico Comunale di Acquaviva delle Fonti (provincia di Bari), l'Unione Astrofili Italiani, il Virtual Telescope Project e la rivista italiana di divulgazione scientifica “Coelum Astronomia”. Obiettivi del premio sono promuovere la conoscenza e lo studio dell’Astronomia e promuovere in Italia e all’estero la lingua italiana, la storia del medioevo e la Puglia rendendo omaggio alla figura di Federico II di Svevia. Il bando è destinato agli autori maggiorenni residenti in Italia e all’estero e agli studenti frequentanti gli Istituti scolastici di istruzione secondaria di primo e secondo grado situati in Puglia. Il premio prevede quattro categorie: PREMIO INTERNAZIONALE FEDERICO II E I POETI TRA LE STELLE – VI edizione - al quale concorrono opere poetiche in lingua italiana di autori residenti in Italia e all’estero;PREMIO INTERNAZIONALE FEDERICO II DE ARTE NARRANDI - IV edizione - al quale concorrono <b>opere narrative</b> in lingua italiana di autori residenti in Italia e all’estero;PREMIO NAZIONALE FEDERICO II STUPOR MUNDI – III edizione - al quale concorrono opere artistiche (dipinti, disegni e fotografie) di autori residenti in Italia; PREMIO “FEDERICO II PUER APULIAE” – VI edizione, al quale concorrono studenti delle scuole pugliesi, di istruzione secondaria di primo e secondo grado, autori di opere letterarie (poesie e racconti) e artistiche (dipinti, disegni e fotografie). Ogni autore potrà concorrere con un massimo di tre opere per ciascuna categoria. Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 10 giugno 2016 all’indirizzo di posta elettronica: premio@poetitralestelle.com. Per poter partecipare è necessario versare una donazione libera a favore della Società Astronomica Pugliese (<a href="http://www.astropuglia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.astropuglia.it</a>), o di Unicef Italia (<a href="http://www.unicef.it" target="_blank" class="imCssLink">www.unicef.it</a>), o di Amnesty International Italia (<a href="http://www.amnesty.it" target="_blank" class="imCssLink">www.amnesty.it</a>), o di Telethon (<a href="http://www.telethon.it" target="_blank" class="imCssLink">www.telethon.it</a>). Il regolamento completo è consultabile sul sito <a href="http://www.poetitralestelle.com" target="_blank" class="imCssLink">www.poetitralestelle.com</a>.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.VwDst6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis</a></b></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div><div>Copyright Immagine: <span class="fs12">http://www.poetitralestelle.com</span></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 13:39:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?premio-federico-ii-e-i-poeti-tra-le-stelle</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/rss/pb33n0q6</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[VOUCHER BABY SITTING - ASILI INIDI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_harrp0v4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Asili-Nidi-Voucher.webp"  title="" alt="" width="463" height="336" /><br><br></div><div>"L’articolo 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n.92, ha introdotto in via sperimentale, per il triennio 2013 – 2015, la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità ed entro gli undici mesi successivi, in alternativa al congedo parentale, voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting, ovvero un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, per un massimo di sei mesi.<br> Possono accedere al beneficio:<br> - le lavoratrici dipendenti di amministrazioni pubbliche o di privati datori di lavoro;<br> - le lavoratrici iscritte alla gestione separata di cui all’art.2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.335, (ivi comprese le libere professioniste, che non risultino iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate, pertanto tenute al versamento della contribuzione in misura piena)<br> che si trovino al momento di presentazione della domanda ancora negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità, e non abbiano fruito ancora di tutto il periodo di congedo parentale.<br> Il beneficio consiste nelle seguenti forme di contributo, alternative tra loro:<br> - contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati;<br> - voucher per l’acquisto di servizi di <b>baby-sitting</b>.<br> L’importo del contributo è di 600,00 euro mensili ed è erogato per un periodo massimo di sei mesi (tre mesi per le lavoratrici iscritte alla gestione separata), divisibile solo per frazioni mensili intere, in alternativa alla fruizione del congedo parentale, comportando conseguentemente la rinuncia dello stesso da parte della lavoratrice.<br> Il contributo per la fruizione della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati viene erogato attraverso pagamento diretto alla struttura scolastica prescelta dalla madre, dietro esibizione, da parte della struttura stessa, della documentazione attestante l’effettiva fruizione del servizio, e fino a concorrenza dell’importo di 600 euro mensili, per ogni mese di congedo parentale non fruito dalla lavoratrice.<br> Il contributo concesso per il pagamento dei servizi di baby sitting viene erogato attraverso il sistema di buoni lavoro ex art. 72 del decreto legislativo n. 276 del 10 settembre 2003 e successive modifiche ed integrazioni. L’Istituto pertanto erogherà 600 euro in voucher, per ogni mese di congedo parentale non fruito dalla lavoratrice. &gt;&gt;<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a><br> Commercialista</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br>Chiedi al commercialista di "<a href="http://tiny.cc/commercialistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"<br><br><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 13:34:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?voucher-baby-sitting---asili-inidi</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[COMUNICAZIONE PRE-INTENZIONALE E INTENZIONALE FASE PRELINGUISTICA 0-12 MESI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_214r3fct"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Lettere-Psicologia-Linguaggio.webp"  title="" alt="" width="479" height="359" /><br><br> La letteratura scientifica più recente ha evidenziato una predisposizione biologica al linguaggio, legata alle capacità sensoriali e percettive, già presenti nel neonato e sviluppate negli ultimi mesi di vita fetale.<br> Il neonato è perciò un essere molto dotato capace di interagire con gli altri sin dai sui primi istanti di vita.<br> Per poter sviluppare le sue &nbsp;potenzialità, egli deve trovare un ambiente stimolante e ricco dal punto di vista linguistico.<br> A seguire, è riportato schematicamente, lo sviluppo della fase prelinguistica dai 0 ai 12 mesi.<br><br> 1 mese &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Reagisce alla voce della madre<br> 1-2 mesi &nbsp;&nbsp;&nbsp;Fissa il viso della madre<br> 1-2 mesi &nbsp;&nbsp;&nbsp;Sorride<br> 1-2 mesi &nbsp;&nbsp;&nbsp;Imita i movimenti della bocca/lingua<br> 2-3 mesi &nbsp;&nbsp;&nbsp;Vocalizza e gorgheggia<br> 3-4 mesi &nbsp;&nbsp;&nbsp;<b>Produce suoni gutturali</b>, risate, pernacchie<br> 4 mesi &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Realizza il contatto visivo con la madre<br> 4-6 mesi &nbsp;&nbsp;&nbsp;Comincia ad interessarsi agli oggetti<br> 6-8 mesi &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Dirige lo sguardo verso l'adulto per comunicare<br> 6-8 mesi &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Usa i primi gesti per comunicare (es.: fa "no" con la testa"<br> 7-8 mesi &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Reagisce sentendo il suo nome<br> 6-8 mesi &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Comincia a produrre sillabe ripetute (è il babbling reduplicato: es. bababa, tatata)<br> 8-10 mesi &nbsp;&nbsp;Produce sequenze di sillabe variate (è il babbling variato: es. pataga, pape, tate...)<br> 8-10 mesi &nbsp;&nbsp;&nbsp;Imita versi e rumori<br> 8-9 mesi &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Comincia ad indicare con il dito gli oggetti (gesto richiestivo)<br> 10-12 mesi &nbsp;Capisce circa 50 parole d'uso comune e semplici comandi (es. batti le mani, fa ciao)<br> 12 mesi &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Produce le prime parole<br> 12 mesi &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Comincia ad usare gesti simbolici (es.: fa "ciao" con la mano, apre le braccia per dire "non c'è")<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.VxN-3o9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Annalisa Cagia</a> <br> Psicologa - Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br> Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"<br><br>Copyright Immagine: http://<wbr>www.bimbisaniebelli.it/<wbr>neonato/sviluppo-linguaggio-i-piccoli-trucch<wbr>i-che-ne-favoriscono-lo-sv<wbr>iluppo-36710<br><br>Prima Fonte: Sono già parole - Guida alla promozione del linguaggio del bambino da 0 a 3 anni di A.Benasaglio e A. Favero<br><br><span class="fs16">Seconda Fonte: </span>Axia G. (1993), "La valutazione del linguaggio da 1 a 3 anni:strumenti e metodi", Imago, Vol. 1<div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 13:27:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?comunicazione-pre-intenzionale-e-intenzionale-fase-prelinguistica-0-12-mesi</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[L'OCCLUSIONE DEI DENTI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Lorenza Torelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1d52bd47"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Denti-Patologie.webp"  title="" alt="" width="450" height="600" /><br></div><div><br></div><div>Per occlusione dentale si intende l’ingranaggio dei denti delle 2 arcate, superiore e inferiore, quando la bocca è chiusa. Nel bambino si completa intorno ai 2 anni e mezzo con la nascita degli ultimi molari da latte, quindi la stessa è fatta dal combaciamento di 10 denti (da latte) superiori e 10 denti ( da latte ) inferiori. A differenza dell’adulto, nel bambino con dentatura decidua i denti non devono essere perfettamente adesi gli uni altri altri, ma ci devono essere degli spazi (diastemi) che verranno colmati dalla permuta con quelli permanenti molto più grandi e voluminosi, pertanto una bocca decidua con denti perfettamente uniti è segno clinico di una sicura malocclusione futura. Per essere una occlusione fisiologica i denti devono combaciare in modo che un dente sia in contatto con 2 denti antagonisti, sia sul lato destro che sul lato sinistro e che al centro combacino le linee mediane. I denti superiori devono essere all’esterno di quelli inferiori e si devono sovrapporre per 1-2 mm al massimo, in questa maniera si viene a creare una struttura masticatoria che durante la triturazione del cibo non si schiacciano involontariamente le guance o labbra e la lingua che servono solo per accompagnare il cibo sul tavolato occlusale. La forma delle arcate in un’occlusione corretta deve essere a U, vista dall’alto, le quali solo per effetto di una posizione leggermente sfalsata si vanno a combaciare perfettamente. Questo tipo di occlusione è conosciuta da un punto di vista medico come occlusione di classe l di Angle (primo medico che l'ha descritta) ed è una classificazione a livello mondiale. Alla occlusione fisiologica classe l di Angle si associa un benessere non solo masticatorio, ma anche posturale, perché è stato visto che si associa spesso a una corretta postura della colonna vertebrale.</div><div><br></div><div><b>Dott.ssa Lorenza Torelli</b></div><div><b>Specialista in odontoiatria e protesi dentaria</b></div><div><b><br></b></div><div><b>Dr. Salvatore Dell'Anna</b></div><div><b>Specialista in odontoiatria e protesi dentaria</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 May 2016 11:15:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-occlusione-dei-denti</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[IN AUTOBUS CON MIA FIGLIA...]]></title>
			<author><![CDATA[Miriam Erriquez]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_mqk7ty5x"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Mamma-Viaggi.webp"  title="" alt="" width="460" height="345" /><br></div><div><br></div><div>L'altro giorno decisi di raggiungere un luogo con l'autobus anziché con la macchina, in compagnia di mia figlia. Sarebbe inutile raccontarvi quanta gioia abbia manifestato mia figlia durante il <b>tragitto</b> e quante domande abbia potuto pormi. "Mammaaa le macchine sono diventate piccole! Maaamma le case si muovono" e grandi sorrisi si alternavano agli sguardi pieni di gioia e curiosità. Un semplice viaggio di pochi minuti si è trasformato in momenti di grande condivisione. Cari genitori, ogni tanto uscire fuori dagli schemi ci farà bene. Avviciniamoci al loro mondo, perché è un mondo meraviglioso, ricco di emozioni e sentimenti genuini! &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/tra-i-bambini-cresce-l-amore.html#.VyXumo9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"><b> Mamma Miriam</b></a><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 May 2016 11:09:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?in-autobus-con-mia-figlia---</link>
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			<title><![CDATA[LA TOKEN ECONOMY]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Valentina Vania]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_a99zxwk3"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Bambini-Scuola.webp"  title="" alt="" width="464" height="708" /><br><br> La Token Economy è un sistema comportamentista di rinforzo che utilizza dei gettoni; la teoria vuole che il gettone sia dato al momento del comportamento positivo. Non prevede rinforzi negativi; al raggiungimento di un numero concordato di gettoni si riceve un <b>premio</b>.<br> Si tratta di una tecnica molto utilizzata in educazione e anche a scuola con bambini con disabilità cognitiva, ma se usata bene è efficace con tutti. <br><br> La Token Economy in senso stretto e teorico &nbsp;è un sistema efficace, basato sul rinforzo positivo e non negativo, che aiuta i bambini ad assimilare le regole. Può essere usata anche in area didattica, per premiare l'impegno nel lavoro o nei compiti a casa. Deve essere però utilizzata come prevede la teoria, ovvero nell'immediato del comportamento positivo e senza dare troppo peso ai comportamenti negativi; la teoria infatti non parla di note di merito e soprattutto di demerito, ma solamente di rinforzo puntuale di comportamenti positivi, per arrivare ad estinguere quelli negativi. Si tratta di un lavoro lungo e complesso che va fatto in maniera continuativa se si vogliono ottenere risultati. <br><br> Vista la complessità della tecnica, un contro è proprio il fatto che la Token Economy se svolta nei confronti di tutta la classe richiede impegno e non sempre porta i suoi frutti, è più efficace nel <b>rapporto</b> uno a pochi.<br> Altro contro è la possibilità di variarla: se diventa un modo per dare &nbsp;note di demerito senza sentirsi in colpa, a lungo andare porterà ad abbassare l'autostima dei bambini e la tecnica non sarà servita a nulla se non a quello.<br><br><b> Dott.ssa Valentina Vania <br> Educatrice, Pedagogista, esperta nei processi formativi</b><br><br><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><br> Chiedi alla pedagogista e psicoterapeuta di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"<br><br> Copyright Immagine: <span class="fs16">http://pedagogiaedidattica.blogspot.it/</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 May 2016 11:02:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-token-economy</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[FARFALLE DI PRIMAVERA]]></title>
			<author><![CDATA[Simona Cassanelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ci4w8934"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Farfalle-Materiale.webp"  title="" alt="" width="460" height="345" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16">Propongo a tutti voi, Amici di Città dell’Infanzia, un lavoretto da creare insieme ai vostri bambini: buon lavoro!</span></div><div><ul><li><span class="fs16">Disegnare una sagoma a forma di farfalla e ripeterla su cartoncini colorati.</span></li><li><span class="fs16"> Ritagliare le sagome.</span></li><li><span class="fs16">Con i ritagli di cartoncino ricavare dei piccoli triangoli.</span></li><li><span class="fs16">Applicare al centro della farfalla un cucchiaio di plastica e disegnare gli occhi e la bocca.</span></li><li><span class="fs16">Applicare i triangolini a piacimento su tutta la farfalla.</span></li><li><span class="fs16">Disegnare due piccole antenne e applicarle sul cucchiaio.</span></li></ul></div><div><span class="fs16">OCCORRENTE:</span></div><div><ol><li><span class="fs16">fogli di cartoncino colorato;</span></li><li><span class="fs16">colla;</span></li><li><span class="fs16">forbici;</span></li><li><span class="fs16">pennarelli indelebili;</span></li><li><span class="fs16">cucchiaio.</span></li></ol></div><div><span class="fs16"><b><br></b></span></div><div><span class="fs16"><b>Simona Cassanelli</b></span></div><div><span class="fs16"><b>Educatrice</b></span></div><div><span class="fs16"><b><br></b></span></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><span class="fs16"><b><br></b></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 May 2016 09:54:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?farfalle-di-primavera</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA["ACCOGLIENZA"]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4lo6uq00"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Compagni-nuovi-Scuola-.webp"  title="" alt="" width="491" height="368" /><br><br> Cambiare grado di istruzione scolastica è sempre per l'alunno motivo di ansia ed apprensione. Un disorientamento emotivo ed interiore che lo destabilizza, nonostante i suoi &nbsp;entusiasmi e curiosità.<br> Mille interrogativi la sua mente si pone e non può che essere determinante la <b>prima impressione</b> che a lui sarà data nel momento in cui andrà a fare il suo ingresso nel nuovo istituto, ovvero, &nbsp;l'accoglienza che riceverà nei primissimi giorni dell'anno scolastico.<br> Per questa ragione, i docenti tutti, ma in primo luogo il gruppo deputato a tale lavoro, si attivano già dal primo settembre nel creare situazioni di "benvenuto", originali e rassicuranti, per mettere a proprio agio i nuovi arrivati e coinvolgere anche coloro che già frequentano e si ritroveranno a fare da "tutor" ai loro compagni più piccoli.<br> Cartellonistica, giochi, lavori artistici ed espressivi saranno fondamentali nell'impegnare in modo vivo e partecipe chi, in breve tempo, non potrà che sentirsi incluso nella sua nuova realtà scolastica e felice di intraprendere il suo nuovo percorso culturale.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Angela Bini</a></b><br><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br></div><div>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"<br> </div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 May 2016 09:49:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-accoglienza-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IL "VIAGRA ROSA"]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7nj0un3u"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Pillola-rosa-Femmine.webp"  title="" alt="" width="490" height="368" /><br><br> Con molta probabilità, anche le donne potranno contare a breve sulla “pillola del desiderio”.<br> Il comitato consultivo della FDA (Food and Drug Administration), l'ente governativo di regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici che vengono commercializzati negli Stati Uniti, ha approvato la vendita del “Flibanserin”. Così si chiama il farmaco indicato per curare il disordine ipoattivo del desiderio sessuale, in altre parole una “libido &nbsp;un po' fiacca”.<br> Se anche l'AIFA (Agenzia italiana del farmaco) la approverà, fra non molto, si potrà acquistare la “pillola rosa” anche nelle nostre <b>farmacie</b>.<br> Su questo argomento però, piovono critiche e le perplessità sugli effetti collaterali non mancano (ad esempio abbassamento della pressione sanguigna, stanchezza, sonnolenza, capogiri ecc.)<br> Ma come funziona esattamente questa pillola?<br> A differenza del “Viagra”, che agisce in maniera meccanica, aumentando l'irrorazione sanguigna del pene, che si usa solo quando si deve consumare l'atto sessuale, il “Flibanserin” agisce esclusivamente sul sistema nervoso centrale della donna, aumentando i livelli di dopamina e serotonina, gli “ormoni del piacere”. L'assunzione di questo farmaco deve essere giornaliera e quotidiana e non al bisogno, come invece per il Viagra.<br> Per quali donne è indicata? <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> indicata per le donne in periodo premenopausale e menopausale.</span></div><div> Pensare però, che questa pillola sia la soluzione della libido è sbagliato, perché significa ridurre la sessualità ad un'azione chimico farmacologica, medicalizzandola e svilendola, tralasciando che alla base della sessualità vi siano molteplici fattori, tra cui componenti emotive e relazionali profonde.<br> Insomma, prima di ricorrere ad una terapia con l'uso della pillola rosa<br> nei disturbi della libido, conviene interpellare il ginecologo e lo psico-sessuologo con approccio interdisciplinare per una soluzione ottimale.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.Vv4_sKSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dr. Carlo Avantario</a><br> Medico chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia<br></b><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br> Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 May 2016 09:44:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il--viagra-rosa-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LA MUSICA: IL LINGUAGGIO DELLA BELLEZZA]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Sasso]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0e8e4cdg"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Musica-Ascoltare-o-sentire-.webp"  title="" alt="" width="470" height="313" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16">“Farsi a misura di bambino”, nell’insegnamento della musica, vuol dire spalancare il cuore, gli occhi e le braccia all’universo sonoro che ci circonda; vuol dire entusiasmarsi per il suono dei sonagli di un tamburello o ridere a crepapelle per la scoperta dei suoni curiosi che lo strumento “voce” riesce a produrre vuol dire farsi bambini, curiosi affamati di conoscenza è educare alla possibilità, al valore delle differenze e alla libertà. La sensibilità dei piccoli verso la musica è innata, è un' intelligenza posseduta sin dalla nascita, ecco perché l’apprendimento musicale dovrebbe essere il più precoce possibile, il che non vuol dire insegnare una tecnica ma far crescere i bambini in un ambiente STIMOLANTE dal punto di vista musicale. Durante l’ascolto di un brano nel cervello si attivano i centri della parola e questo aiuta a stimolare il linguaggio inoltre, diversi studi hanno osservato che la musica classica migliora i processi di apprendimento perché favorisce i processi creativi dell'emisfero destro potenziando concentrazione, memoria, comunicazione, socializzazione e capacità di ascoltare gli altri “Ascoltare” è cosa ben differente dal “sentire”; ascoltare &nbsp;è analizzare, approfondire, interpretare lo stimolo sonoro percepito involontariamente dall’orecchio ed è questo il motivo per il quale è sempre consigliabile iniziare l'approccio alla musica facendo conoscere ai bambini quell’incredibile risorsa sonora che è il <b>SILENZIO</b>, inteso come &nbsp;assenza di suono e come elemento fondamentale della musica… così il mondo del Silenzio, magicamente può essere governato dalla fatina “Mutina”, al cui cospetto ogni vibrazione tace, per dar spazio poi, all’assenza di suono, che precede il mondo sonoro della fatina “Sonatina”, solitamente accolta da applausi e sorrisi liberatori da parte dei piccoli la conoscenza dei regni delle due fatine dà ai bambini la percezione dell’importanza del silenzio e dell’ascolto come primo passo verso quel meraviglioso percorso che è l’apprendimento e l’educazione alla musica. Educare all'ascolto, distinguendo dapprima i suoni dai rumori, per poi differenziare i suoni della natura da quelli generati &nbsp;attraverso strumenti musicali o la voce, avrà l’effetto di formare “piccoli uditori consapevoli”, curiosi di esploratori &nbsp;delle potenzialità sonore del mondo, adulti del futuro sensibili alle vibrazioni sonore e dell'anima ed essi stessi strumento di conoscenza e divulgazione della bellezza.</span><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/crescere-e-vivere-attraverso-la-musica.html#.VyXz3o9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Vanna Sasso</a></b></div><div><b>Docente di Musica</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 May 2016 10:29:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-musica--il-linguaggio-della-bellezza</link>
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			<title><![CDATA[CARI BAMBINI, UNA FAVOLA TUTTA PER VOI:"ALINA LA PAPERA"]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0z6500rf"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Alina-Racconti-nonni.webp"  title="" alt="" width="485" height="322" /><br></div><div><br> C'era una volta una grossa papera bianca con il becco giallo che si chiamava Alina.<br> Viveva in una fattoria, piena di verde e con tanti amici: Pippo l'asinello, saggio e tranquillo, Sofia la sua amica gallina, Trilli la lucertolina, Ugo il cane, Orazio il grosso maiale e poi le sue amiche gallin, i conigli, i colombi.<br> Alina, ogni giorno, faceva lunghe passeggiate con i suoi amici e, arrivati allo stagno, lei felice vi entrava e restava ferma per delle ore a parlare con la sua amica Carlotta, una ranocchia tutta verde con due grandi occhi neri e con i suoi figli girini.<br> Parlavano dei figli, del tempo, del grosso cigno che manteneva le distanze da loro.<br> Un giorno che Alina beccava nel prato a caccia di cibo, sentì un cinguettio: "Cip ...Cip ...".<br> La papera si fermò &nbsp;e di nuovo : "Cip ..Cip ...", sempre più vicino. Lì vicino vi era un grande albero dove gli uccellini facevano i loro nidi e cosa vide Alina? Un grosso nido e dentro quattro piccoli passerotti che piangevano disperati perché erano caduti e avevano perso la loro <b>mamma</b>.<br> La papera stupita, li guardò: come erano piccoli e strani! I passerotti appena la videro si infilarono sotto le sue grosse ali.<br> La papera si accovacciò e restò ferma per paura di far loro del male.<br> I passerotti smisero di piangere e si addormentarono.<br> Alina procurò dei vermetti e al loro risveglio li fece mangiare, poi li lasciò e fece ritorno verso casa.<br> Ma i passerotti ricominciarono a piangere.<br> La papera ritornò indietro e disse loro di stare tranquilli, li avrebbe portati con sè a casa sua.<br> Così fece...<br> Tutti i suoi amici fecero una grande festa per festeggiare l'arrivo dei quattro passerotti e ognuno di loro portò dei doni. Alina diventò la loro mamma. Li lavava, procurava loro il cibo, insomma proprio come una mamma. Ed era bello vederli insieme: la grossa papera avanti e dietro, in fila, quattro piccoli passerotti; li portava sempre con lei allo stagno, a parlare con la sua amica ranocchia, e mentre lei faceva il bagno, i piccoli restavano fermi sulla riva.<br> Così passavano i giorni &nbsp;e i passerotti crescevano felici e cominciavano a volare e a procurarsi il cibo da soli.<br> Poi un giorno arrivò una brutta notizia: Biagio, il Colombo che viaggiava sempre, riferì ad Alina che la mamma dei passerotti non c'era più e loro erano diventati orfani.<br> La papera fu molto dispiaciuta, ma decise che i passerotti li avrebbe tenuti con lei e che sarebbe stata per sempre la loro mamma .<br> Ora papera &nbsp;Alina vive nella sua casa con i passerotti e con tutti i suoi amici.<br> Brava papera Alina! <br> Cari bambini, la favola è terminata e volevo dirvi che i passerotti non hanno ancora un nome, come volete chiamarli?<br> Fatemelo sapere al più presto!<br> Un grande bacio dalla vostra nonna Gina.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Maria Gabriella Finizio</a></b><br><br></div><div> <a href="http://www.cittadellinfanzia" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 May 2016 10:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[COME LO SPORT AGISCE SULLE EMOZIONI?]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7rqk6i2j"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Sviluppo-Energie.webp"  title="" alt="" width="470" height="264" /><br></div><div><br> Oggi parliamo della connessione tra movimento ed “emozioni”.<br> Voglio risparmiarvi discorsi troppo tecnici che riguardano le varie ghiandole, il sistema nervoso, la circolazione del sangue ed arrivare alla fonte che sta alla base di tutto questo: l'ossigeno!<br> Nutriamo le nostre membra con il cibo, mentre la psiche si nutre principalmente di aria.<br> Notiamo come nella tristezza, depressione, paura, ansia il respiro si fa superficiale o affannoso, invece nella gioia e serenità il respiro diventa profondo e regolare.<br> Con lo sport (ovviamente fatto con una certa consapevolezza) si agisce molto sul fattore Ossigeno. Il cuore portato nel suo “Arco di lavoro aerobico” rigenera, con il fattore Aria, tutti i tessuti purificando il sangue.<br><br> Possiamo dire che quando ci viene quel “fiatone” (che non deve essere esagerato, ma leggermente piacevole a circa 120/150 battiti al minuto) il nostro corpo, forzatamente, sta mettendo in atto un processo di rigenerazione. La psiche riceve nuova energia che scuote e scaccia quella stagnante e come ben sappiamo, tutto ciò che stagna, puzza ed è “cattivo”.<br><br> Detto questo, quando pratichiamo il nostro sport preferito, possiamo concentrarci sul nostro respiro e sentire il beneficio di questa <b>purificazione sottile</b> ed energetico-psichica oltre che fisica.<br><br> Ora veniamo al nostro suggerimento.<br> Dormire per noi è spesso così ordinario e scontato che non ci rendiamo minimamente conto della “Sacralità” di questa azione. <br> Ci capita di addormentarci in preda ad emozioni agitate o a stati di alterazione. Al risveglio non ci sentiamo riposati e tanto meno non riusciamo a ricordare molto dei nostri sogni.<br><br> Prima di addormentarci proviamo a metterci supini (o sul fianco destro, per non affaticare il cuore) ed eseguiamo dei respiri profondi per 3, 5 o massimo 10 minuti (potete anche ascoltare musica dal ritmo lento, ma è preferibile il prezioso silenzio).<br> In questo modo le acque “del lago della mente” si calmano e il <b>riposo diventa ristoratore</b> con qualche possibilità di vedere in quelle acque, sotto forma di sogno, qualche cosa che ci fa percepire benessere e piacere nel dormire!<br> Personalmente credo che il sonno esista per metterci in contatto (forzatamente) con le energie del cosmo (o di Dio per i religiosi).<br> Chi trascura il buon Sonno, trasforma la veglia in uno stato di confusione e semi-sogno. Dormire ci aiuta a “vederci chiaro”.<br> È arrivato il momento di salutarci!<br> Vi Auguro un sonno ristoratore.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Suahìm AlKalema</a></b></div><div><div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div></div><div><b><br></b></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 May 2016 10:03:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?come-lo-sport-agisce-sulle-emozioni-</link>
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			<title><![CDATA[LA NEURITE OTTICA RETRO BULBARE (NORB)]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.ssa Alessandra Russo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_v10vyv9w"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Neurite-Retrobulbare-Salute.webp"  title="" alt="" width="453" height="302" /><br></div><div><br></div><div>Si tratta di una processo infiammatorio che colpisce il nervo ottico nella sua porzione posteriore. Si presenta con disturbi della visione, quali: abbassamento del visus , più o meno marcato, sfuocamento dell'immagine, alterata percezione dei colori, diminuzione della sensibilità al contrasto, con dolore peribulbare accentuato dai movimenti dell’occhio. Non rara è inoltre la percezione di fosfeni (flash luminosi). Tale patologia riguarda solitamente un solo occhio, raramente è bilaterale. La <b>diagnosi di NORB</b> è spesso, tuttavia, fatta per esclusione, essendo l’esame obiettivo oculare sostanzialmente normale.. quando un abbassamento improvviso della vista non ha cause organiche addebitabili a segmento anteriore o posteriore (retina) dell'occhio in un individuo dai 20 ai 40 anni questa, ahimè, è spesso la causa. La neurite ottica retro-bulbare, rappresenta spesso il sintomo d'esordio della sclerosi multipla. Esami importanti ai fini diagnostici sono: i potenziali evocati visivi (PEV) che studiano il nervo ottico e la corteccia visiva; essi possono apparire alterati (ampiezza ridotta e latenza aumentata) laddove vi sia un ritardo della conduzione nervosa dovuto ad alterazione delle guaine mieliniche. Altro esame importante è lo studio del campo visivo che può evidenziare un'area scotomatosa (area cieca) spesso centrale; possono, inoltre, risultare alterati i test cromatici. L'inquadramento successivo di tale patologia, &nbsp;ovviamente, sarà di pertinenza neurologica con esecuzione di RMN/TC ed esame del LCS.</div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----alessandra-russo---salute.html#.Vv5AAqSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Alessandra Russo</a></b></div><div><b>Medico Chirurgo Oculista, perfezionata in Oftalmologia Pediatrica</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 May 2016 11:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[AFORISMA: CIVILTÀ]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6sk194tm"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Civilta-Domande.webp"  title="" alt="" width="465" height="316" /><br><br> "L'uomo è in fondo un animale selvaggio e feroce. Noi lo conosciamo solo in quello stato di ammansamento e di domesticità che è detto civiltà: perciò ci spaventano le rare esplosioni della sua vera natura. Ma fate che vengano tolte le catene dell'ordine legale e nell'anarchia l'uomo si mostrerà quale esso è." <br><br> Oggi vorrei lanciare una piccola sfida; vorrei che qualcuno di voi che segue la pagina di filosofia commentasse liberamente e senza &nbsp;timori questa piccola frase.<br> Potremmo aprire un dibattito e la cosa sarebbe UNICA e interessante. <br> Buon lavoro!<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 May 2016 11:54:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?aforisma--civilta</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[TUTELA (MASSIMA) DELLA PRIVACY DEL MINORE DISABILE]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xh2sl0f8"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Leggi-Minori-disabili.webp"  title="" alt="" width="441" height="340" /><br><br> Per la Suprema Corte non è applicabile il comma 3 dell'art. 137 del D. Lgs. n. 196 del 2003, ai minori disabili. La norma, infatti, prevede &nbsp;che "possono essere trattati i dati personali relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dagli interessati o attraverso loro comportamenti in pubblico". Il fatto che altre persone possono rilevare la <b>condizione di handicap</b> di un persona non può considerarsi circostanza o fatto reso noto direttamente dall'interessato o attraverso un comportamento di questi in pubblico, in quanto lo stato della persona non è un comportamento palesato volontariamente al pubblico dall'interessato, ma solo percepibile da chi lo incontra.<br><br><b>Avv. Luca Volpe</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br> Chiedi all'avvocato di "<a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a>"<br><br></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 May 2016 11:53:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?tutela--massima--della-privacy-del-minore-disabile</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[BARNUM N.4 -APRILE 2015-  26.04.15: UNA DATA STORICA PER LA CITTÀ DI TRANI]]></title>
			<author><![CDATA[Enzo Covelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_7n2ajx6x"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Libreria-di-quartiere--Letture.webp"  title="" alt="" width="462" height="346" /><br><br> Domenica 26 aprile alle ore 11,00 è stata inaugurata in Via Pisa, nel quartiere “Pozzopiano”, la prima “<b>Little Free Library</b>” di Trani (BT): uno scaffale all’aperto pieno di libri, un punto d’incontro per i lettori dove poter prendere gratuitamente un libro, leggerlo e riportarlo oppure tenerlo con sé per sempre, sostituendolo con un altro libro. E così la città è entrata ufficialmente nel movimento delle LFL, ideato nel 2009 dall'imprenditore Todd Bol (<a href="http://www.littlefreelibrary.org" target="_blank" class="imCssLink">www.littlefreelibrary.org</a>) e che dagli States ha fatto il giro del mondo. Attualmente le Little Free Library, ufficialmente registrate, sono esattamente 23.383, almeno fino al 26 aprile e possiamo dirlo con assoluta certezza e con un pizzico d’orgoglio perché quello è il numero che è stato assegnato alla “Piccola Biblioteca Libera” tranese, così come impresso sulla targhetta arrivata direttamente da Hudson – Wisconsin. «Prendi un libro, dona un libro»: il rispetto di questa semplice regola dovrebbe garantire un costante rinnovo del parco libri basato sulla &nbsp;fiducia reciproca. In Italia la prima Little Free Library è stata fondata nel giugno 2012 a Vigna Clara (Roma) su iniziativa di Giovanna Iorio, insegnante della “Marymount International School” e autrice di racconti e poesie, mentre in Puglia il progetto è approdato nel 2013 grazie alla giornalista e blogger salentina Paola Bisconti, presso i vari istituti scolastici di Cavallino e Castromediano, in provincia di Lecce.<br> Nello stesso giorno, nello stesso luogo ed alla stessa ora è nata anche la prima Biblioteca di quartiere cittadina, all’interno degli spazi di Miranfù, la libreria per bambini e ragazzi sita in via Pisa al n. 48. Una formula creativa, un po' libreria e un po’ biblioteca, che ha permesso di azzerare le spese relative all’affitto dei locali e per il personale. Ed è solo il primo passo di un progetto più ambizioso che mira a creare una rete di Biblioteche di quartiere (<b>SBUC</b> – ovvero Sistema Bibliotecario Urbano dei Comitati) con un'unica mission: favorire e facilitare l’accesso gratuito ai libri ed alle attività culturali e provare a trasmettere una passione e, insieme, la convinzione che di leggere non si possa e non si debba fare a meno. Ma perché ci ostiniamo a leggere e a far leggere? Perché, per dirlo con le parole di Aidan Chambers - Siamo quello che leggiamo - , assegnando alla lettura un valore fondamentale nella costruzione della personalità. L’obiettivo, allora, non è la costruzione di leggenti &nbsp;– persone abilitate a leggere – ma quella di lettori, individui capaci di crescere anche attraverso la lettura, attraverso l’incontro con il pensiero e con la memoria storica e narrante dei popoli, attraverso la rielaborazione e la partecipazione attiva che la lettura necessariamente richiede. Un forte abbraccio a tutti coloro che si sono imbarcati in questa avventura, dai componenti dei gruppi che compongono il Comitato di quartiere Pozzopiano ai professionisti del Laboratorio Tranicittadellinfanzia, da tutto lo staff della Libreria Miranfù a tutti i cittadini che ci hanno sostenuto e fino ai tantissimi lettori che hanno donato i loro libri.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/l-emozione-dei-racconti.html#.VwN7p6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Enzo Covelli</a></b></div><div><div><b>Burattinaio Raccontastorie</b></div><div><b><br></b></div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 May 2016 10:28:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?barnum-n-4--aprile-2015---26-04-15--una-data-storica-per-la-citta-di-trani</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[COS'È SOCIAL NEL 2016?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_zh5w4x73"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Social-Sociale-Pet-Therapy.webp"  title="" alt="" width="431" height="269" /><br></div><div><br><span class="fs16"> Le prime definizioni sono:</span><br> 1) "Che è portato a vivere in Società"<br> 2) "Relativo alla società umana ed ai rapporti che nell’ ambito di essa si stabiliscono"<br> Vivere nella Società significa essere al passo con l’utilizzo dei &nbsp;Social-network? Le nostre reti sociali sono fisiche?<br><br> Questi interrogativi per offrirvi una riflessione su come la Società sia in continuo cambiamento (ad ognuno di voi giudicare se positivo o meno) e ci si allontani sempre più dal suo senso primordiale; Aristotele affermando che: "L'uomo &nbsp;è un <b>animale sociale</b>", intendeva che per natura tende ad aggregarsi con altri individui e a costituirsi in società, aggregazioni al di là di uno schermo. <br> Escludendo che l’accezione Sociale sia negativa &nbsp;nel nostro Dizionario, come mai &nbsp;ci sono tanti, troppi &nbsp;fenomeni sociali riguardanti minori che si rapportano su piattaforme internet? eppure ciò consente di soddisfare quanto evidenziato ai punti 1) e 2), pertanto non ci resta che pensare all’ abuso del termine Sociale. <br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-nel-sociale-per-comprenderne-l-essenza.html#.Vv5-IaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa &nbsp;Patrizia di Lernia</a></b></div><div><b>Assistente Sociale - Operatrice di Terapia e attività assistita dagli animali</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br> Copyright Immagine: <span class="fs12">http://glistivalidelle7leghe.dainfinitoainfinito.it/wp-content/uploads/2014/10/Bambini-e-smartphone.jpeg</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 May 2016 10:16:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?cos-e-social-nel-2016-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI: FACCIAMO CHIAREZZA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_j96ckdjh"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/DSA-Apprendimento-relazioni.webp"  title="" alt="" width="432" height="320" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16">Il 27 dicembre 2012 è stata emanata la direttiva ministeriale “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”. La stessa Direttiva specifica che le difficoltà scolastiche riscontrate dagli alunni, di ogni ordine di Scuola, possono scaturire da una molteplicità di fattori quali motivi fisici, biologici, fisiologici, psicologici e sociali rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano un’adeguata e personalizzata risposta.Ovvero, a tutti gli studenti in difficoltà anche in modo temporaneo, la Direttiva estende il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento, richiamandosi espressamente ai principi enunciati dalla Legge 53/2003. I Consigli di Classe hanno il compito di indicare in quali situazioni sia utile attivare una didattica personalizzata mediante la compilazione di Piano Didattico Personalizzato (PDP). Quest’ultimo è obbligatorio in presenza di studenti con DSA mentre è a discrezione del Consiglio o del team docenti redigere un PDP qualora ci si trovi di fronte a studenti con Adhd, FIL, Disturbo del <b>Linguaggio</b>, Disturbo della <b>Coordinazione</b> Motoria o visuo-spaziale, difficoltà di apprendimento, disagio familiare, svantaggio socio- economico, linguistico e culturale. Questo significa che la scuola assume una responsabilità pedagogica – didattica nel decidere il tipo di personalizzazione da attuare verso lo studente. </span><span class="fs16">È </span><span class="fs16">questo il punto innovativo introdotto dalla Direttiva del 2012 e dalle conseguenti note ministeriali. L’insegnante in qualità di esperto di pedagogia didattica è in grado di leggere i bisogni di funzionamento del suo studente a prescindere dalla diagnosi e dall’origine delle sue difficoltà. Questo significa che tutti i docenti possono e dovrebbero fare una didattica strutturalmente inclusiva.</span></div><div><br></div><div><span class="fs16">Bibliografia: "I BES - Come e cosa fare" &nbsp;-guida operativa per insegnanti e dirigenti - Ciambrone R. e Fusacchia G. - Giunti scuola.</span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><b><br></b></span></div><div><span class="fs16"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.VxN-3o9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Annalisa Cagia</a></b></span></div><div><span class="fs16"><b>Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale </b></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"> chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"</span></div><div> &nbsp;<br></div><div><div><span class="fs16">Prima Fonte:</span><span class="fs16"> </span><span class="fs12">http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/28/dislessia-e-non-solo-bisogni-educativi-speciali-alcuni-equivoci-da-chiarire/966770/</span></div></div><div><br></div><div>Seconda Fonte: <span class="fs12">https://www.youtube.com/watch?v=LabxcTIc17s</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 May 2016 10:06:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?bisogni-educativi-speciali--facciamo-chiarezza</link>
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			<title><![CDATA[CROMOTERAPIA ALIMENTARE: PREPARIAMOCI ALL'ESTATE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Lucia Palmieri]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_g348rl55"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Cromoterapia-Bambini.webp"  title="" alt="" width="474" height="281" /><br></div><div><br></div><div>Nel nutrirci in maniera sana e consapevole, diamo soprattutto la nostra attenzione al contenuto di vitamine, sali minerali, aminoacidi, enzimi degli alimenti, ma pensiamo mai al potere terapeutico dei colori del cibo? Ovviamente, ci capita di sentirci attratti dal colore di un alimento, dalla luminosa freschezza dell'arancione di un melone, del verde violaceo di un'insalata, del rosso acceso di un pomodoro, del bianco latteo di una mozzarella. Questi colori ci fanno venire l'acquolina in bocca, ci stimolano a nutrirci di un certo cibo, ed il perché è semplice. &nbsp;Il fatto è che la nostra energia vitale trae profondo vantaggio dall'assunzione del colore connaturato in un alimento. Si tratta, in fondo, del metodo di cromoterapia più semplice, diretto e veloce. Ovviamente tutto questo e quanto segue è tanto più vero per i nostri bambini. Ogni cibo ha una sua specifica <b>valenza cromatica</b> che va direttamente ad agire sui nostri livelli di energia, non solo fornendo i necessari principi nutritivi agli organi corrispondenti, ma anche influendo, con la sua vibrazione, sulle energie sottili che permeano il corpo. Per fare un esempio, quando ci sentiamo stanchi, senza energia, siamo istintivamente attratti da alimenti di colore arancione e giallo. Quando abbiamo bisogno di depurarci, di disintossicare l'organismo, oppure quando abbiamo carenze di minerali, siamo attratti da cibi di colore verde. Quando sono invece il nostro cervello e il sistema nervoso ad aver bisogno di nutrimento, desideriamo alimenti di colore più scuro e intenso, dal blu al viola. Naturalmente, il periodo migliore per questa particolare forma di cromoterapia è di certo quello che ora inizia e che quindi &nbsp;abbraccia la primavera e l'estate, con l'esplosione di colori di frutta e verdura di stagione. Ed è per questo che vi consiglio di approfittare di questi mesi per dedicare i nostri bambini e noi stessi ad una cura così semplice e gradevole. I suoi effetti sono sottili ma sicuri, e con essa è possibile rafforzare, umore, organi o ghiandole in vista anche delle stagioni più "grige". &nbsp;&nbsp;</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-miracoli-della-natura.html#.VxOLxTCLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Lucia Palmieri </a></b></div><div><b>Biologa Nutrizionista Specialista in Scienza dell'Alimentazione Coordinatrice Scientifica SEAM</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 30 Apr 2016 13:04:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?cromoterapia-alimentare--prepariamoci-all-estate</link>
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			<title><![CDATA[UNA SCUOLA CON TANTI AMICI E... SENZA CONFRONTI!]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_axvjh67z"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Amici-Classe.webp"  title="" alt="" width="465" height="310" /><br></div><div><br> C'era una volta una paperetta &nbsp;molto carina che aveva un sogno...<br> Voleva insegnare e avere come scolari tutti i pulcini dei pollai delle fattorie vicino a quella in cui lei viveva con tutta la sua numerosa famiglia.<br> Lei voleva creare una scuola senza frontiere e senza problemi, una scuola dove tutti gli scolari, indipendentemente dal colore delle piume del pollaio di appartenenza, vivessero tutti insieme e che i più deboli, in caso di bisogno, potessero chiedere aiuto ai più forti.<br> Non sempre i desideri sono facili da realizzare ma paperetta &nbsp;Giustina continuava fiduciosa a studiare, perché a volte, cari bambini, i sogni si realizzano, basta crederci.<br> Un giorno Giustina, trovandosi dalla "gallina Direttrice" del suo pollaio, ascoltò una conversazione che la lasciò a becco aperto.<br> Nel pollaio di maestra "Anatra" cercavano una supplente, in quanto l'oca maestra attendeva delle ochette e doveva mettersi in maternità, ma c'era un problema: la sua classe era molto grande e gli scolari molto spesso litigavano tra di loro per futili motivi, impedendo loro di essere buoni amici.<br> Paperetta Giustina, emozionata, bussò alla porta della Direttrice e si propose come insegnante, promettendo che avrebbe cercato di aiutare gli scolari a <b>stringere amicizia</b> fra di loro e abbattere il muro della "diversità" di pollaio, avendo già in mente come fare.<br> Per prima cosa organizzò un campo scuola &nbsp;per le vacanze pasquali, ma non fu una buona idea, perché gli scolari non collaboravano fra di &nbsp;loro e spesso litigavano .<br> Paperetta Giustina, demoralizzata, stanca, stava pensando di mollare ma al campo scuola arrivò il suo più grande amico di nome e di fatto: il cane "Colosso" che avendola sentita un po' giù, si recò subito da lei.<br> Paperetta Giustina fu molto contenta di averlo al suo fianco, ma passavano i giorni e nulla cambiava.<br> Un dì, però, accadde qualcosa di magico, ascoltate: Paperetta Giustina fu svegliata durante la sua pennichella pomeridiana dalle urla di dolore di una piccola "Anatra" che si era infilata in una grossa scatola per sfuggire ad un grosso cinghiale che voleva farle del male.La scatola si era chiusa e lei, poverina, era rimasta incastrata, che dolore! Che male!<br> Indovinate chi corse in aiuto della piccola Anatra?<br> Sì bambini proprio lui, il grosso cinghiale che aprì la scatola e salvò la piccola Anatra che impaurita e dolorante cercò di fuggire ma il cinghiale che si chiamava "Oscar" le si avvicinò &nbsp;e l'accompagnò dal gallo infermiere che la tranquillizzò; la sua zampina era soltanto indolenzita .<br> Paperetta non riusciva a capire, ma ci pensò il suo amico "Colosso"a spiegare tutto: mentre lei riposava aveva riunito tutti gli scolari e aveva avuto con tutti loro un lungo chiarimento sulla amicizia dei pollai e di tutti i suoi abitanti e della non diversità fra di loro.<br> Alla fine, tutti concordarono e promisero al cane Colosso che non avrebbero più litigato, impegnandosi a portare la pace nelle scuole pollaio vicine.<br> Cari bambini, da quel giorno tutto è cambiato, non si litiga più, niente prepotenze fra maschietti e femminucce, niente più discriminazioni sul colore delle piume. In conclusione si erano dati delle piccole regole da rispettare, insomma una scuola da vivere senza diversità di alcun genere.<br> E noi tutti in coro felici, li salutiamo con un: "bravo Colosso e bravissima Paperetta Giustina"<br> Cari ragazzi a me questa storia piace tanto, mi auguro che piaccia anche a voi. Nonna Gina<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 30 Apr 2016 12:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[COS'È UNA SINFONIA?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_d4i53837"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Musica-Passione-Sinfonie.webp"  title="" alt="" width="482" height="474" /><br></div><br> Cari amici della “Città dell'infanzia”, oggi vi parlerò di un genere di composizione particolarmente importante nella storia della musica: la sinfonia.<br> La parola “sinfonia” viene dal greco antico e significa “suonare insieme”. In effetti, sin dal Quattrocento, questo termine è stato sempre impiegato per designare pezzi musicali eseguiti da più strumenti. Nel Seicento vennero chiamate “sinfonie” le introduzioni strumentali delle opere in musica; a partire dalla metà del Settecento la sinfonia divenne una composizione autonoma, eseguita in concerto, e con Haydn, Mozart e Beethoven acquisì la classica struttura in quattro parti, chiamate “movimenti”. Beethoven diede alla sinfonia un'ampiezza insolita, che crebbe ulteriormente con i <b>musicisti ottocenteschi</b>, fino ad arrivare alle composizioni colossali di Bruckner e Mahler (compositore, quest'ultimo, vissuto a cavallo tra '800 e '900).<br> Oggi i musicisti si cimentano raramente con questo genere, eppure le sinfonie di Mozart, Beethoven, Schubert e Mahler sono ormai dei “classici”, musica senza tempo. Nei programmi dei concerti di musica d'arte la sinfonia rappresenta, oggi come ieri, il “piatto forte”. Anche perché consente alle orchestre di dare prova di tutta la loro bravura. Immaginiamo per esempio di entrare in una sala da concerto per ascoltare un'esecuzione di quella che è forse la più famosa delle sinfonie, la Quinta di Beethoven (un brano eseguito per la prima volta nel lontanissimo 1808). Vi troveremo schierata l'orchestra al completo. Più vicini al podio del direttore vedremo la “famiglia” degli archi: i violini, le viole, i violoncelli e, un po' più dietro, i contrabbassi; poi la famiglia dei legni, ossia i flauti, l'ottavino (un flauto piccolo), gli oboi, i clarinetti, i fagotti e il controfagotto; ancora più dietro gli ottoni: i corni, le trombe e i tromboni; infine i timpani, della famiglia delle percussioni. Quando il direttore dà l'attacco è una gioia per le orecchie e per gli occhi lo spettacolo di tanti strumenti che suonano insieme dando vita alle migliaia di note che il compositore ha messo sulla carta. Per capire la bellezza di tutto ciò pensate a un brano eseguito da un solo strumento, ad esempio il pianoforte: chessò, una sonata di Mozart o un notturno di Chopin; poi immaginate che quelle stesse note siano suonate da <b>un'orchestra intera</b>: le melodie passeranno da uno strumento, o da un gruppo di strumenti, a un altro, assumendo sempre nuovi colori. Ogni strumento, infatti, ha un suo timbro, una qualità di suono particolare: pensate alla differenza che c'è tra il timbro caldo e appassionato di un violoncello o quello nasale di un oboe, o tra la sonorità dolce e aerea del flauto e quella brillante e accesa della tromb. Insomma, una tavolozza inesauribile di colori che il compositore, come un pittore, mescola in modi sempre nuovi e sorprendenti.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.Vwf586SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Domenico Andriani</a></b><div><b>Esperto in Storia della Musica</b><br><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 30 Apr 2016 12:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ADDESTRAMENTO PERCETTIVO]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2b8g8871"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Ascolto-Percezione.webp"  title="" alt="" width="485" height="485" /><br></div><div><br></div><div>Ben ritrovati. Iniziamo subito parlando dell'argomento di oggi, ovvero la PERCEZIONE. È un regno complesso quello dei 5 sensi e del loro lavoro, che si ripercuote su tutto il corpo attraverso la mente. Come sempre cercherò di essere sintetico e pratico. Tutto ciò che percepiamo esiste, per noi, grazie ai 5 sensi. Ciò che non percepiamo, per noi non esiste “materialmente”. Per esempio l'aria, noi non la possiamo vedere, ma la possiamo sentire comunque mentre respiriamo, perciò ESISTE. I fantasmi invece esistono solo per chi li ha “visti”, per gli altri sono fantasia. Tuttavia ci sono fenomeni che non possiamo né vedere, né sentire e né percepire, ma non è di questi fenomeni che dobbiamo occuparci oggi. Riporto qui un tratto di alcuni miei appunti, alquanto esaustivi, riguardo i 5 sensi: &lt;&lt;Ciò che permette la comunicazione tra il materiale e l’immateriale, sono proprio i 5 sensi, infatti quando c’è percezione di qualcosa di fisico, quella stessa percezione si trasforma da fenomeno fisico a fenomeno “ultrafisico” (impulsi/sensazioni) e quindi da materiale a immateriale. Quando per esempio, una persona sente un buon profumo, quel profumo stesso si trasforma in impulsi immateriali per essere, poi, percepiti in profondità dalla mente, infatti la mente non è materia! Tutto ciò che esiste al di fuori, viene trasformato in “sensazione” e successivamente in “ricordo”. In questo modo abbiamo assistito al passaggio di un fenomeno materiale verso l'<b>immaterialità</b>! Le 5 porte (sensi) sono dei canali attraverso i quali il nostro essere, riceve delle “sensazioni” e le memorizza nell’esperienza. Ogni porta è attraversata da un cibo specifico che è la “sensazione”. Per cui Ognuno dei 5 sensi deve essere nutrito a sufficienza: Concediamoci la visione di "Belle immagini" (magari arte visiva), Concediamoci l'ascolto di "Bei suoni" o musica, Concediamoci qualche respiro di "Bei profumi", Concediamoci qualche cibo semplice ma gustoso (magari frutta), Concediamoci un po' di "Sano sport" o qualche massaggio. &nbsp;Il nostro corpo e la nostra mente sono il risultato del nutrimento proveniente dalle 5 porte dei sensi! Una buona riflessione può portarci alla conclusione che effettivamente, l’essere umano è per lo più un risultato delle “Sensazioni” percepite, ma ovviamente c’è anche una parte che possiamo chiamare “Carattere” che racchiude delle qualità principali diverse da individuo ad individuo. Vi sono altre 2 porte “non fisiche”. La Sesta porta è l’immaginazione mentre la settima è l’intuito. La sesta porta non è altro che la riproduzione dei 5 sensi materiali, attraverso l’immaginazione. Per esempio è possibile immaginare un profumo e percepirlo quasi come se fosse reale e lo stesso può essere fatto anche con gli altri sensi. La settima porta invece è responsabile della saggezza senza conoscenza, ovvero la capacità di “intuire” delle informazioni, delle situazioni o delle conoscenze senza però averle assimilate prima, magari da un libro o dall’insegnamento di qualcuno. Un esempio di intuizione può essere quel fenomeno che ha colpito i vari “inventori” spingendoli a diventare dei “geni”. La loro opera è frutto dell'intuito, infatti hanno realizzato qualcosa che prima di loro non esisteva da nessuna parte (?). L’essere umano tende a saturare solamente la propria esperienza attraverso le 5 porte, trascurando il nutrimento delle altre 2 porte più “sottili”. Maggiore è l’energia fornita alla Sesta porta, e minore sarà il potere che le 5 porte possono avere sull’individuo (Dipendenza dai fenomeni esterni), mentre per quanto riguarda la Settima, il cibo di quest’ultima è il digiuno di tutte le altre porte! Quando tutte le porte sono chiuse, la Settima si sblocca e si apre permettendo all’intuito di agire per noi. &nbsp;Nutrirsi soltanto attraverso le 5 Porte, vuol dire divenire schiavo della sensazione esteriore; Nutrirsi soltanto attraverso la Sesta porta, vuol dire divenire chiuso verso il mondo fisico; Nutrirsi soltanto attraverso la Settima porta, vuol dire allontanarsi dallo scopo materiale del corpo. L’atteggiamento corretto è il nutrimento equilibrato di queste porte. Come nutrirsi in maniera equilibrata? Assumere cibo fisico per tutti i sensi, concentrandosi su ognuno di questi! Spesso accade che ci si concentra solo sulla vista, o su uno solo dei 5 sensi. Un buon esercizio è l’esercizio della percezione.</div><div>Esercizio della percezione:</div><div>Scegliere un immagine, poi un suono, poi un profumo, poi un sapore ed infine una sensazione tattile (va bene anche il freddo o il caldo, oppure il ruvido o il liscio…). L'ordine di esecuzione non è importante, ciò che conta è restare concentrati per 5 minuti su ognuno di questi sensi. Se per esempio iniziamo con l'immagine, la possiamo osservare per 5 minuti concentrandoci sui colori, sui punti luce, sulle sfumature ecc… Poi possiamo passare ad un suono, restando ad ascoltarlo per 5 minuti senza interferire con gli altri sensi. Per fare questo esercizio sono sufficienti 25 minuti, ma se proprio non si dispone di molto tempo, sono sufficienti 2 minuti a percezione, per un totale di 10 minuti. Assumere cibo “non fisico” per tutti i sensi! Usando l'immaginazione, possiamo nutrire la Sesta porta della percezione utilizzando l'esercizio dell'immaginazione.</div><div>Esercizio dell’immaginazione:</div><div>Questa volta i 5 sensi saranno sintetizzati attraverso la Sesta porta, quindi per ogni senso, occorre usare l’immaginazione, concentrandosi sulla sensazione visiva, uditiva, tattile, olfattiva o gustativa. 5 minuti per senso sono più che sufficienti, ma anche 2 andranno bene.</div><div>Digiuno dalle sensazioni! Questo ultimo “cibo” si ottiene con la “meditazione”. Che cosa sia la meditazione, è stato largamente discusso, per cui è inutile fornire qui una descrizione.</div><div>Nel nostro esercizio è fondamentale creare quello che chiamiamo lo “Spazio d’ascolto” o lo “Spazio d’azione” entrando in uno stato di ricettività che ci permette di svuotare la nostra “Coppa” rendendola pronta per ricevere il messaggio o l’intuizione. Per chi è già avvezzo alle meditazioni, può usare questo strumento come nutrimento per la Settima porta, mentre per chi ci prova da tempo, ma non riesce proprio a raggiungere quello stato di “Ascolto”, può esserli utile eseguire l’esercizio del dormiveglia.</div><div>Esercizio del <b>Dormiveglia</b>:</div><div>Ci si dispone in una posizione comoda (troppo comoda) o da seduti su una poltrona, oppure da sdraiati su un ripiano preferibilmente diverso dal letto che solitamente viene usato per dormire. Una volta scelto il luogo (silenzioso, ovviamente) e la posizione, si può passare all’osservazione dei vari pensieri, che inizieranno a fluire in noi e fuori di noi. Con un po' di pratica si entrerà in uno stato rilassato in cui sarà possibile sentirsi leggeri e allo stesso tempo “presenti”, durante questo stato è possibile chiedersi qualcosa e ricevere una risposta! Tale risposta per arrivare a noi, scenderà dalla Settima porta, attraversando la Sesta ed infine si verserà in una delle 5 (dipende da quale sia il senso può usato da persona a persona).</div><div>Questi 3 esercizi vanno a nutrire le 7 porte! &nbsp;[Teoria AlKalema / Le 5 Porte Fisiche].</div><div>Ovviamente, con lo sport e l'attività fisica, noi alleniamo i muscoli, la respirazione, la coordinazione e indovinate un po'? Anche la percezione! In qualsiasi sport, diventa essenziale usare i sensi.</div><div>Migliore è la percezione, maggiore sarà l'esperienza accumulata!</div><div>Per ora questo è tutto! Alla prossima. </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Apr 2016 16:41:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?addestramento-percettivo</link>
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			<title><![CDATA[BONUS ELETTRICO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9g9f7gwe"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Bonus-Fiscale.webp"  title="" alt="" width="470" height="264" /><br><br><span class="fs16">È</span> uno sconto sulla bolletta, introdotto dal Governo e reso operativo dall'Autorità per l'energia elettrica, il gas ed il sistema idrico con la collaborazione dei Comuni, per assicurare un risparmio sulla spesa per l'energia alle famiglie in condizione di <b>disagio economico</b> e fisico e alle famiglie numerose.<br> Il bonus è previsto per:<br> - Disagio economico, per famiglie con ISEE non superiore a 7.500 euro o per famiglie numerose (con più di 3 figli a carico) con ISEE non superiore a 20.000 euro.<br> - Gravi condizioni di salute (disagio fisico) per i casi in cui una grave malattia costringa all'utilizzo di apparecchiature mediche alimentate con l'energia elettrica (elettromedicali) indispensabili per il mantenimento in vita.<br> Il bonus per disagio fisico è cumulabile con quello per disagio economico (sia elettrico che gas) qualora ricorrano i rispettivi requisiti di ammissibilità.<br> La domanda va presentata presso il Comune di residenza del titolare della fornitura elettrica (anche se diversa dal malato) o presso un altro ente designato dal Comune (CAF, Comunità montane) utilizzando gli appositi moduli.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a><br> Commercialista</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br><div>Chiedi al commercialista di "<a href="http://tiny.cc/commercialistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"<div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Apr 2016 16:34:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?bonus-elettrico</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[COMMISSIONE UE RICONOSCE PROCEDURA D'URGENZA LA PETIZIONE PER DIRITTI CAREGIVER]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Donato Grande]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6c683gv4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/UE-Petizione-Diritti.webp"  title="" alt="" width="491" height="345" /><br></div><div><br></div>La Commissione petizioni della Comunità Europea ha riconosciuto la procedura d'urgenza per la petizione al Parlamento Europeo per il riconoscimento dei diritti umani dei "caregiver familiari", consegnata a Bruxelles lo scorso 27 gennaio "corredata" da oltre 30mila firme. Ad annunciarlo il Coordinamento famiglie disabili gravi e gravissimi tra i promotori della petizione che nel frattempo ha proseguito la raccolta di firme, raggiungendo la cifra record di oltre 40mila.<br><br> Per il Parlamento Europeo, quindi, il riconoscimento dei caregiver in Italia è una questione urgente:"pertanto a breve, probabilmente subito dopo l'estate, saremo in aula a Bruxelles ad esporre le nostre richieste" - annunciano i promotori- "Se l'Italia, con mille scuse ma per interessi economici di pochi, continua a ‘snobbarci', l'Europa ci offre la massima attenzione. Questa è una grande vittoria per tutti noi caregiver familiari".<br><br> La petizione, che chiede il riconoscimento delle tutele previdenziali e giuridiche di chi assiste, in modo costante e continuativo, un familiare con disabilità, è stata presentata alla Comunità europea dopo che, nell'ottobre scorso, il Tribunale del Lavoro di Roma aveva respinto, per 'vizio di forma', il ricorso dei caregiver familiari, che denunciavano, tra l'altro, l'incostituzionalità di questa lacuna legislativa nel nostro paese, unico in Europa.<br><br> "Un risultato importante - sottolinea all'Adnkronos Simona Bellini, presidente del Coordinamento famiglie disabili gravi e gravissimi - Curarsi di un proprio familiare gravemente disabile - è una scelta d'amore che DEVE essere sostenuta! Lo Stato italiano, invece, si rifiuta di riconoscere ai Caregiver Familiari anche i diritti umani fondamentali come quello alla salute, al riposo, alla <b>vita sociale</b>!"<br><br> Il Family Caregiver è colui che si prende cura in ambito domestico di un familiare non autosufficiente a causa di una severa disabilità, colui che a costo di non avere una vita propria, non intende istituzionalizzare il proprio caro per consentirgli di fare una vita dignitosa tra i propri affetti e nel proprio ambiente.<br><br> La petizione mira al riconoscimento dei diritti umani più elementari per i Family Caregiver, "attualmente e irragionevolmente negati, tra i paesi civili, solamente in Italia, quali quello al riposo, alla salute, alla vita sociale, in un contesto di moderna schiavitù sommersa, perpetrata quotidianamente proprio accanto a noi e di cui molti sono all'oscuro, indotta dalla costrizione operata da amministrazioni assenti e sotto la costante minaccia che le persone care possano restare senza alcuna assistenza".<br><br> In molti Paesi europei c'é una diversa attenzione verso i "family caregiver" , "in Italia, invece, vivono in uno stato di schiavitù, agli arresti domiciliari e privi di diritti umani fondamentali quali il diritto alla salute, al riposo, alla vita sociale. In pratica 'non esistono'.<br><br> Per i Caregiver in Europa, denuncia il Coordinamento, persino la Grecia fa di più. In Germania il sistema sanitario-assicurativo da diritto a chi assiste un familiare disabile a contributi previdenziali garantiti, se dedica all’attività di assistenza più di 14 ore alla settimana, e a una sostituzione domiciliare in caso di malattia.<br><br> Forme di assicurazione contro gli infortuni e di previdenza sono concesse anche ai caregiver francesi, che in diversi casi hanno diritto pure a un’indennità giornaliera, e a quelli spagnoli, che in caso di interruzione del proprio lavoro mantengono la base contributiva dell’attività interrotta. Anche in paesi con un’economia più debole della nostra le tutele dei caregiver sono maggiori: in Grecia, per esempio, chi decide di dedicarsi alla cura del proprio caro ha diritto al prepensionamento dopo 25 anni di contributi versati.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/community----donato-grande---diversabilita-.html" target="_blank" class="imCssLink"> Dott. Donato Grande</a></b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br> <br><span class="fs16">Fonte: http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2015/06/29/commissione-riconosce-procedura-urgenza-petizione-per-diritti-caregiver_oCkkgDUIslv3IvaQuFLLXK.html?refresh_ce</span><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Apr 2016 16:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[DAMIGELLE E PAGGETTI]]></title>
			<author><![CDATA[Sabrina Altamura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_j61uc0r9"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Bambini-e-bambine-Eleganza.webp"  title="" alt="" width="489" height="631" /><br></div><div><br></div><div>La figura della damigella ha origini antichissime; si pensa che risalga all'antico Egitto, infatti allora si credeva che gli spiriti maligni non vedessero di buon occhio le spose e per questo le amiche della sposa si vestivano come lei per depistare questi spiriti. &nbsp;Al giorno d'oggi distinguiamo le damigelle adulte, che nei paesi anglosassoni prendono il nome di "Bridesmaids", da quelle più piccole, chiamate anche "flowergirls". Alle piccole è assegnato il compito di spargere petali di fiori al passaggio della sposa, il loro <b>abitino</b> può essere bianco o avorio e può anche prevedere un dettaglio colorato, come una cinturina in vita o un coprispalle nelle stesse tonalità usate per il colore dei fiori per gli addobbi, tra i capelli si può usare un nastrino colorato o dei fiorellini, mentre per i paggetti, detti anche "Ring Bearer", l'incarico è quello di portare il cuscino con le fedi, possono essere in coppia oppure in gruppo in modo da formare un corteo, indosseranno camicia bianca abbinata a gilet o giacca a seconda della stagione, i pantaloni possono essere al ginocchio oppure lunghi, di colore blu o azzurro pastello, di certo il loro ingresso è molto emozionante.</div><div>"L'eleganza è l'equilibrio tra proporzioni, emozione e sorpresa" (Valentino). &nbsp;</div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/quando-mani-e-cuore-si-uniscono.html#.Vv5_16SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Altamura Sabrina</a></b></div><div><b>Make-up artist -consulente d'immagine -bridal stylist e personal shopper -insegnante One stroke 1 e 2 O.S.C.I</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 12:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[MAMMA E PAPÀ :VI PRESENTO IL CORDONE OMBELICALE!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.sse Parente e Valerio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_d3l41j86"><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Cordone-ombelicale.webp"  title="" alt="" width="499" height="373" /><br><br> La creatura che cresce in te mamma, diventa ogni giorno un essere sempre più autonomo, ma allo stesso tempo strettamente legato a te per nutrirsi, respirare, percepire. E come lo fa? Attraverso la placenta alla quale è legato dal <b>funicolo</b> o cordone ombelicale: una struttura molto interessante, costituita da una sostanza gelatinosa &nbsp;e trasparente, all'interno della quale scorrono tre vasi, che trasportano (attraverso una vena ombelicale) le sostanze dalla placenta al bimbo, e (attraverso arterie ombelicali) fanno il passaggio inverso.<br> Dunque questa struttura, che a volte si teme possa posizionarsi attorno al collo o a un piedino del vostro bimbo per fargli male, in realtà garantisce, insieme alla placenta, la vita stessa! &nbsp;Oltre al fatto che rappresenta in qualche modo &nbsp;il primo giochino con il quale trascorre le sue giornate.<br> Poi una volta nato, si recide in fretta e furia per far sì che il piccolo diventi realmente autonomo, &nbsp;per lo meno nella respirazione!<br> Eppure questa pratica così veloce, quasi come se bisognasse liberarsi del cordone con un taglio netto e quanto più immediatamente possibile, è collegata sopratutto alla medicalizzazione della nascita e non è giustificata in alcuna modo da evidenze scientifiche.<br> Inoltre il "clampaggio tardivo" ha enormi vantaggi per il neonato e anche per la madre. A questo proposito gli effetti sulla madre sono caratterizzati dal fatto che, il taglio immediato può aumentare la perdita ematica e la ritenzione della placenta.<br> Mentre per quanto riguarda il neonato, se si aspetta qualche minuto dopo la nascita per il taglio, si permette a quel sangue contenuto nel cordone e nella placenta di passare al piccolo, un sangue che no è in più , ma è quello che gli permetterà di adattarsi alla vita fuori dell'utero materno.<br><br> Ancora una volta, la natura ci insegna che "il neonato è molto preparato a nascere" e, probabilmente siamo noi, che dovremmo essere molto fiduciosi ad accoglierlo secondo natura!<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYo56SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Ost.Rossella Valerio</a></b><div><b>Ostetrica<br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYo56SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Ost. Raffaella Parente</a></b></div><div><b>Ostetrica</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br> Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità &nbsp;e Ginecologia</a>"</div><div><br></div><div>Copyright Immagine: <span class="fs12">http://bbmag.babybazar.it/index.php?id=5541</span><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 12:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'OTITE MEDIA ACUTA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5429lz26"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/orecchio-medio.webp"  title="" alt="" width="480" height="288" /><br><br> Si tratta di una patologia prettamente infiammatoria dell'orecchio medio, ed è una delle forme più frequenti di otite media che si manifesta maggiormente nei bambini, specie &nbsp;in quelli con meno di quattro anni di età, e nei mesi invernali, quando sono più comuni le infezioni delle vie aeree superiori e i raffreddori. <br> L'otite media acuta ha origine da un problema nasale, nel senso che &nbsp;i microrganismi possono migrare dal rinofaringe all'orecchio medio attraverso la mucosa della tuba di Eustachio (il canale di ventilazione che collega il naso all'orecchio). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br> I motivi per cui &nbsp;i bambini sono più esposti a questo tipo di infezione sono innanzitutto di natura anatomica. Infatti le tube di Eustachio sono più corte e più orizzontali rispetto a quelle degli adulti e ciò facilita la <b>migrazione degli agenti patogeni</b> nell’orecchio medio. Inoltre nel bambino questo canale è più stretto e meno rigido per questo si ostruisce più facilmente. Anche le ghiandole &nbsp;adenoidee, &nbsp;collocate nella parte alta del retro della gola vicino alle tube di Eustachio e che nei bambini sono molto spesso infiammate, possono interferire con l’apertura del suddetto canale, rappresentando una maggiore possibilità di contrarre l'infezione. &nbsp;<br> Altri fattori predisponenti sono: l'esposizione al fumo di sigaretta, l'allattamento col biberon e la frequenza dell'asilo.<br> I sintomi dell'otite media acuta possono variare ed essere lievi o più gravi. <br> La malattia, che in genere insorge dopo un raffreddore, presenta come primo sintomo un senso di ovattamento e poi di ipoacusia, dovuti alla formazione di catarro nell'orecchio medio, &nbsp;e nelle successive 24-36 h evolve con la comparsa di dolori pulsanti e acuti. <br> Spesso &nbsp;la risposta agli antidolorifici è blanda e di breve durata.<br> Nella maggior parte dei casi si giunge alla perforazione della membrana timpanica con conseguente fuoriuscita di muco-pus dall'orecchio: tale evento coincide con un brusco calo del dolore e della sintomatologia generale. La perforazione timpanica può, a seconda dell'estensione, cicatrizzare spontaneamente, o richiedere l'intervento chirurgico di ricostruzione.<br> In altri casi, in seguito a cure tempestive, il processo si arresta e la malattia guarisce senza lesioni a carico del timpano. <br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.VxvN-I9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dr Pagnotta Giorgio </a><br> Tecnico Audioprotesista Master di Specializzazione in Protesizzazione e <br> Riabilitazione Uditiva Infantile</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br> Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"<div><br></div><div>Copyright Immagine: <span class="fs16">https://www.bing.com/images/search?q=orecchie&amp;view=detailv2&amp;&amp;id=24F81705517C5CC7E62EC4B7394241AA34DC9752&amp;selectedIndex=43&amp;ccid=KODv73iT&amp;simid=608009285234199435&amp;thid=OIP.M28e0efef7893d1e04f02608f5a26d313o0&amp;ajaxhist=0</span><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 11:50:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-otite-media-acuta</link>
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			<title><![CDATA[IL GATTO CAMILLO]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4k34vr1f"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Storia-di-Camillo-Cani-gatti.webp"  title="" alt="" width="511" height="383" /><br></div><div><br></div><div>Cari bambini, oggi la nonna vi racconta una bella storia di amicizia tra un gatto di nome Camillo e due piccoli topi, uno di nome Topo e l'altro Lino. Dovete sapere che Camillo, un bel gatto dal pelo lucido e folto di colore bianco e nero, viveva in casa della sua padrona, la signora Serafina. Come gatto era tenuto in grande considerazione da tutta la famiglia, compresi i nipoti della signora tre piccole pesti, ma molto carini. A volte gli giocavano dei brutti scherzi, ma lui perdonava sempre e continuava ad essere loro amico, anche se al loro arrivo preferiva andare nel suo nascondiglio segreto e restare nascosto per tutto il tempo che loro erano in visita alla loro nonna. Oltre al gatto Camillo, nel giardino della signora Serafina, in un grande recinto pieno di verde, vivevano due grossi cani di razza San Bernardo, uno di nome Ugo e l'altra Aida: erano grossi e buoni, andavano d'accordo con tutti ma odiavano i gatti! Non appena Camillo andava vicino al loro recinto cominciava il finimondo. Ugo il più grosso e forte dei due si abbatteva con forza sul cancello del recinto e abbaiava a più non posso, la smetteva solo quando la signora Serafina usciva di casa e faceva rientrare il povero Camillo, più spaventato che mai. Non c'era niente a fare! Quei due non volevano essere suoi amici e lui doveva farsene una ragione e non avvicinarsi più al loro recinto: ne andava della sua vita. Tutto questo gli diceva la sua padrona, quando, tutto tremante lo riportava in casa: lui prometteva, prometteva &nbsp;ma poi Ma un giorno successe qualcosa... Camillo, era sulla sua poltrona preferita a prendere il sole nel grande giardino, quando tutto ad un tratto sentì un grosso rumore alle sue spalle, si alzò di scatto e... cosa vide? Non credeva ai suoi occhi! Il grosso cane Ugo teneva fra le &nbsp;sue zampe un piccolo topo che piangeva disperato: ti prego non farmi del male.Tu sei un grande cane, ma sei anche buono, ti prego lasciami andare! Ugo non cedeva, allora Camillo salì sul balcone e con un salto andò sulla testa del grosso cane che, colto di sorpresa, lasciò andare il piccolo topo. Ugo &nbsp;era molto arrabbiato, ma sua moglie Aida lo calmò e si fece promettere che non avrebbe più fatto del male al gatto Camillo ed anche al piccolo topo che si chiamava Lino. Da quel giorno, cari bambini, se vi trovate nei pressi &nbsp;della casa della signora Serafina, vi capiterà di incontrare Ugo, Aida, Camillo e i topini Topo e Lino che tranquillamente prendono il sole sulla testa del grande Ugo e vivono insieme da buoni amici. P.S. "chi trova un &nbsp;amico, trova un tesoro" e Topo e Lino hanno trovato un tesoro di nome Camillo. Cari bambini, la favola è terminata ed io vi ringrazio tanto, tanto e vi invio tantissimi bacini... nonna Gina. </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Apr 2016 18:19:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-gatto-camillo</link>
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			<title><![CDATA[CULTURA COME CURA?]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8c079esj"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Insegnamenti-Cultura.webp"  title="" alt="" width="492" height="328" /><br><br> In questi giorni in cui si fa pressante il dibattito sulla riforma della scuola penso sia importante definire che cosa si intenda per CULTURA.<br> il termine cultura è di origine latina e originariamente indicava il &nbsp;coltivare, curare. Questo fu un termine esteso ad ogni attività umana; dalla cura verso gli dei, alla cura dell 'educazione. Successivamente cultura assunse il significato che noi moderni abbiamo fatto nostro cioè quel complesso di conoscenze che ogni popolo ritiene fondanti e necessarie da trasmettere alle generazioni successive.<br> Attualmente noi riteniamo colta una persona che possegga &nbsp;un patrimonio di <b>conoscenza</b> di cui si è impadronita leggendo molti libri. &nbsp;<br> In questo senso nel linguaggio corrente la parola cultura è molto simile al significato attribuito in età greca al termine PAIDEIA di origine platonico-aristotelica.<br> Ma se la paideia greca mirava alla realizzazione di un'umanità costituita da uomini liberi, attualmente mi domando che cos'è la paideia per noi? <br> Naturalmente quello che segue è il mio parere.<br> Ritengo che la cultura attualmente non possa essere ritenuta paideia nella sua accezione più antica, piuttosto un tentativo di omologazione, uniformizzazione delle menti umane.<br> La modalità stessa con cui si procede all'insegnamento dalla scuola primaria in poi mira soltanto a trasmettere nozioni al punto che anche la realizzazione di un disegno è spesso richiesta al bambino come atto di riproduzione di qualcosa di già esistente. <br> Mi sembra di osservare sequenze del film 1984 di Orwell!<br> Non trovo la presenza di tecniche di allenamemto allo <b>SPIRITO CRITICO</b> e se qualcuno lo spirito critico lo esercita perché ne è dotato appare un FOLLE!! <br> Allora credo che per riformare la scuola bisognerebbe tener conto di ciò che noi vediamo osservando un bambino in età scolare.<br> Lo vediamo in potenza (cioè come possibilità in senso aristotelico) come un bambino - uomo libero o lo vediamo come un uomo omologato, conforme &nbsp;replicante? <br> Perchè io credo nella potenza della critica, credo nell'intuizione che è figlia della libertà...<br> credo nella cultura come PRENDERSI CURA...<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Apr 2016 18:02:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?cultura-come-cura-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[PRENDERSI CURA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_t44t8b3o"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Cura-tra-persone-Affetto.webp"  title="" alt="" width="421" height="336" /><br></div><div><br> Bisogna essere consapevoli del proprio Essere ed in seguito di ciò che si può fare per l'altro; questo è il significato profondo del "Prendersi cura". <br><br> In ambito sociale "Curare" significa valutare il bisogno, fornire gli interventi appropriati per migliorare il contesto sociale dell'utente, oltreché prevenire eventuali problematiche ad esso legate. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;A tal proposito si parla anche di Sussidiarietà Verticale: &nbsp;il prendersi cura della comunità locale si traduce in <b>azioni di sostegno</b>, promozione e valorizzazione delle risorse che la famiglia, le aggregazioni spontanee ed il volontariato possono attivare. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il fondamento di queste azioni è l'INFORMAZIONE ADEGUATA. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Tutti hanno il dovere morale di prendersi cura dell’altro e non di considerarlo uno DIVERSO da noi perché solo così i più piccoli impareranno il reale significato del vivere nel Mondo. &nbsp;&nbsp;<br><br> Un bambino<br> è qualcuno che proseguirà<br> ciò che voi avete intrapreso.<br> Egli siederà<br> nel posto in cui voi siete seduti.<br> E, quando ve ne sarete andati,<br> dedicherà le sue cure<br> alle questioni che voi oggi<br> ritenete importanti.<br> Voi potete adottare<br> tutte le linee di condotta che vorrete,<br> ma a lui spetterà<br> il modo di metterle in opera.<br> Egli prenderà la direzione<br> delle vostre città, stati e nazioni.<br> Prenderà il posto nelle vostre chiese,<br> scuole, università, corporazioni<br> e le amministrerà.<br> Tutti i vostri scritti<br> saranno giudicati,<br> lodati o condannati<br> da lui.<br> La sorte dell’umanità<br> è nelle sue mani.<br> (Abramo Lincoln)<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-nel-sociale-per-comprenderne-l-essenza.html#.Vv5-IaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa &nbsp;Patrizia di Lernia</a></b></div><div><b>Assistente Sociale - Operatrice di Terapia e attività assistita dagli animali</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a> </div><div><br></div><div>Copyright Immagine: <span class="fs12">http://amicomario.blogspot.it/2012/12/lamicizia-nel-terzo-millennio-alla.html</span><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Apr 2016 17:38:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?prendersi-cura</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[UNA CANZONE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9g88t3qx"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Armonia-Autistici-e-patologie.webp"  title="" alt="" width="496" height="320" /><br></div><div><br></div><div>Loro, gli autistici o gli affetti da altro tipo di difficoltà relazionale, vedono e comprendono solo l'essenziale: l'AMORE. Quell'armonia che avvicina creando ponti di immediata comprensione e condivisione. &nbsp;Ero lì e l'ho incrociato, in corridoio. Lui, quel ragazzo isolato dalla sua patologia e non dalla sua volontà, come accade oggi, invece, a tanti ragazzi che, con cuffie e auricolari si rifugiano per esempio nella musica, trasformandola in una prigione. "Lei", la musica, mezzo di fantastica comunicazione. Io canticchiavo quasi ad alta voce, con quella spontanea gioiosità che mi aiuta a colorare quei giorni lavorativi troppo in bianco e nero. Come stregato dal mio motivetto, lui, il ragazzo, s'è fermato di colpo e lì, in quel momento, è accaduto qualcosa di meraviglioso, per lui e per me: per noi! I nostri due mondi, confinanti ma distanti, si sono incontrati sulle <b>note di una canzone</b>. Con incessanti ed insistenti sorrisi, sguardi e gesti, mi ha fatto intendere di continuare a cantare per lui, presente più che mai a se stesso e a me che ho ripreso con maggiore impeto, ho intonato ancora il mio motivetto. Due mondi in un unico mondo chiamato musica si sono magicamente incontrati nella normale realtà della nostra apparente diversità. </div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>" </div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 10:49:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?una-canzone</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[COS'È UNA SINFONIA?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_685so369"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Beethoven-Presentazione.webp"  title="" alt="" width="502" height="282" /><br><br> L'aspetto ancora più emozionante di una sinfonia è che essa racconta sempre una storia. Una storia in quattro (e talvolta anche più) capitoli, quanti sono i movimenti in cui la sinfonia si articola. I personaggi di questa storia sono tanti: sono le melodie di ogni movimento. Queste <b>melodie</b>, dette temi, si trasformano continuamente, come tutti noi, come i nostri stati d'animo e i nostri sentimenti: non sono mai gli stessi, cambiano senza sosta. Spesso le melodie dei diversi movimenti sono imparentate tra loro, e allora è come se fossero le diverse facce di uno stesso personaggio – come se noi potessimo vederlo da diversi punti di vista: ora è lieto, ora triste, ora pieno di rabbia o di gioia incontenibile, e così via. Alla fine del brano quel personaggio sarà diverso da com'era all'inizio: esattamente come accade nella vita. Spesso una stessa melodia attraversa tutti i movimenti. E questo è il caso della Quinta di Beethoven.<br> Prendiamo il primo movimento. Conosciamo tutti l'inizio: “ta-ta-ta-taa!”, quattro note brevi e una lunga. È un'idea semplicissima e geniale, dal ritmo elettrizzante, pieno di energia: "È il destino che bussa alla porta" avrebbe detto Beethoven a un suo allievo. E in effetti quella scossa iniziale ci prende alla sprovvista e, ammettiamolo, ci fa un po' paura. Sentite poi i silenzi che seguono alle due esposizioni iniziali del tema: sono lunghi, sembrano interminabili, tanto sono carichi di tensione. Vedete di cosa è capace la musica: può renderci felici, riempirci di gioia, rilassarci, ma può anche farci venire i brividi. Che meraviglia! Poi il tema, passando dai violini all'intera orchestra, sembra moltiplicarsi, assediarci da ogni parte, invadere tutto lo spazio. È come se ci inseguisse col suo ritmo inarrestabile. A un certo punto Beethoven gli contrappone una melodia diversa, più dolce e rassicurante; ma dura poco, ed è subito travolta dalla marcia inesorabile del tema del destino. Nel secondo movimento la corsa rallenta e possiamo riprendere fiato: ascoltiamo una melodia cantabile, quasi cullante, in cui però si insinua ben presto il tema del destino, eseguito sottovoce dai violoncelli. Fate attenzione poi alla fanfara di corni e trombe del terzo movimento: vi accorgerete che altro non è che una trasformazione del tema del destino, col suo inconfondibile ritmo di quattro note: “ta-ta-ta-ta, ta-ta-ta-ta”... Lo ascoltiamo ancora nella ridda dei pizzicati degli archi e poi nel rintocco dei timpani alla fine del movimento, quando un senso di mistero invade tutta l'orchestra, come aspettando che accada qualcosa di grandioso. Ecco allora che l'intensità della musica cresce, cresce, cresce sempre più, e finalmente sfocia nella grande fanfara trionfale dell'ultimo movimento. Anche qui riascoltiamo l'inconfondibile ritmo di quattro note del tema del destino; ora però non ha più nulla di spaventoso o minaccioso: è gioia, fiducia, speranza. Un mare esaltante di luce dopo le ombre dei movimenti precedenti. Come un meraviglioso albero, l'intera sinfonia è nata ed è cresciuta da quel seme, apparentemente insignificante, costituito dalle quattro piccole note iniziali...<br> Penso che questa sinfonia possa essere un ascolto produttivo per un bambino. L'ho sperimentato con i miei nipotini. Su Youtube c'è il video di un simpatico frugoletto che imita i gesti di un direttore d'orchestra alle prese con questa composizione: è un po' buffo, certo, ma è anche impressionante sia per l'entusiasmo che per la precisione ritmica di cui dà prova. Gli studi di Edwin Gordon, professore alla South Carolina University, hanno dimostrato che se si vuole sviluppare nei propri figli la “dote” musicale – ossia la capacità di comprendere la musica, riprodurla nella mente, capirne il ritmo e improvvisare – non bisogna aver paura di avvicinarli molto piccoli a brani complessi come quelli "classici". Come afferma Andrea Apostoli, presidente dell'Associazione Italiana Gordon per l'apprendimento musicale, è più facile per dei bambini che per degli adulti capire una musica &nbsp;molto complessa, esattamente come accade con l'apprendimento delle lingue: «E non solo canzoncine allegre ma anche brani musicali che descrivono diversi stati d'animo, come tristezza e paura, che aiutano il bambino a elaborare, su un piano simbolico e protetto, emozioni e sentimenti presenti nel suo animo (lo stesso <b>meccanismo delle fiabe</b> che esorcizzano le paure)» (a tale proposito rimando all'articolo di Federica Baroni "Musica per piccole orecchie" sul sito <a href="http://www.nostrofiglio.it" target="_blank" class="imCssLink">www.nostrofiglio.it</a>). In questo senso la musica della Quinta di Beethoven è perfetta: un viaggio attraverso l'intera gamma delle emozioni umane. Dicevo che questa sinfonia racconta una storia, una vicenda intensa ed esaltante, piena di colpi di scena, di ombre e luci. Ma non sta a me dire quale. Il bello della musica è che essa parla a ognuno di noi in modo sempre diverso. Quindi ciascuno può leggervi la storia che vuole. A mio parere questa sinfonia ci racconta la vita come un grande spettacolo fatto di dolore e gioia, di momenti difficili e lieti, di sconfitte e risalite; uno spettacolo che, nonostante tutto, vale la pena di essere vissuto sino in fondo. Se le si ascolta con le orecchie e il cuore ben aperti, le note della Quinta ci parlano di un amore sconfinato per la vita e per gli esseri umani. Non c'è niente di meglio per un bambino che crescere con questa musica. Viva Beethoven!<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.Vwf586SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Domenico Andriani</a></b><div><b>Esperto in Storia della Musica</b><div><br></div></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 10:42:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?cos-e-una-sinfonia--1</link>
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			<title><![CDATA[LO PSICOLOGO A SCUOLA: LE FALSE CREDENZE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9dim0ozt"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/A-scuola-Ruolo-psicologo.webp"  title="" alt="" width="447" height="350" /><br><br> L'esperienza da psicologa, acquisita in diversi contesti scolastici, mi permette di tracciare una visione d'insieme sulla percezione che gli studenti hanno della nostra professionalità. <br> Qui di seguito, riporto alcuni dei pensieri espressi dagli alunni, alla domanda: “chi è lo psicologo?”<br> “...è una persona che controlla la mente”<br> “ ...è quello che lavora con i matti”<br> “...una persona da evitare …”<br> “... un medico temuto da molti”<br><br> Certamente se queste idee ci sono è perché molti, da molte parti, le hanno alimentate.<br> Ad una prima analisi, tali resistenze nascono direttamente nel contesto familiare &nbsp;e sembrano essere correlate alla paura del giudizio. Spesso, infatti, i docenti lamentano la scarsa collaborazione da parte delle famiglie nell’ avviare percorsi di tipo psicologico, dopo una loro segnalazione.<br> Così facendo, i genitori si rendono responsabili di un ritardo che avrà delle ricadute non favorevoli sullo sviluppo psicofisico del proprio figlio, ostacolando quel percorso di crescita già provato dalle difficoltà in essere. <br> Si parla di <b>ritardo</b>, perché se il problema è stato adeguatamente identificato dall' istituzione scolastica, &nbsp;prima o poi la famiglia dovrà prenderne atto e decidere di affrontare il percorso dovuto. <br> Appositamente concludo questo piccolo intervento, riportando ciò che una madre ha voluto scrivere per noi:<br>"Ricordo benissimo, il momento in cui le maestre di D. mi comunicarono di effettuare una visita specialistica perché la bambina presentava alcune difficoltà. &nbsp;In cuor mio, sapevo che quelle donne non dicevano delle falsità ma allo stesso tempo provavo per loro un forte risentimento. Oggi le ringrazio, perché se non avessero insistito, forse &nbsp;D. non sarebbe diventata una ragazzina serena e consapevole, quanto me, della sua importante unicità".<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.VxN-3o9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Annalisa Cagia</a> <br> Psicologa - Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br> Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"<br><br></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 10:36:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?lo-psicologo-a-scuola--le-false-credenze</link>
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			<title><![CDATA[VIAGGIO NEL SÉ]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6fbj617p"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Filosofia-Solitudine.webp"  title="" alt="" width="454" height="340" /><br></div><div><br></div><div>Preparativi, ansie, organizzazione, memoria, tensione tutti ingredienti del viaggio. Se poi il viaggio è il primo che dopo tanti anni ci vedrà in solitudine allora la destinazione e il percorso non sono importanti perché ciò che è importante è quel sentiero che percorrerai dentro i più riposti meandri dell'anima. Il viaggio diventa necessità di bilancio della propria vita il sentiero è il contenuto di ciò che si è costruito guardi fuori dal finestrino e hai l'impressione che ciò che scorre, il paesaggio, è invece non lo spazio ma lo scorrere veloce del tempo trascorso e di quello che ha da venire. Cosi entri in un circolo strano dove la solitudine diviene nutrimento per il proprio esistere Viaggiare è meraviglioso Ma questo tipo di viaggio è meravigliosamente necessario.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 10:33:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?viaggio-nel-se</link>
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			<title><![CDATA[PREVENZIONE DELL'INFEZIONE DA STREPTOCOCCO IN GRAVIDANZA]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9618h5xq"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Gravidanza-Patologie-infettive.webp"  title="" alt="" width="470" height="367" /><br><br> Tra la 34esima e la 36esima settimana di gravidanza, alla donna è consigliata l'esecuzione di un tampone vagino-rettale, che ricerchi la presenza dello streptococco β emolitico di gruppo B, un germe totalmente innocuo per madre e feto, ma potenzialmente dannoso per il neonato. Se difatti la madre risulta positiva al tampone, durante il travaglio e il parto, il contatto tra il bambino e il tessuto vaginale può infettare il neonato e provocarne sintomatologie più o meno gravi tra la prima settimana di vita e il terzo mese.<br> Fortunatamente è stato dimostrato che la somministrazione di terapie antibiotiche a donne con tampone positivo, dal momento dell'avvio del travaglio per ogni 4 ore, sia in grado di eliminare la presenza del patogeno dal tessuto vaginale e dunque il rischio di contaminazione. La terapia deve quindi essere garantita a tutte le donne con un tampone positivo. Anche se la profilassi antibiotica è stata eseguita correttamente, dopo la nascita, al bambino viene effettuato un tampone a livello oro-faringeo e a livello delle orecchie per escludere che abbia contratto l'infezione. In caso di esito positivo, anche il bebè verrà sottoposto ad una <b>terapia antibiotica</b>. La neomamma invece, non dovrà più seguire alcuna terapia, né sono previsti controlli a distanza, a meno che la donna non avverta fastidi, come bruciore o prurito vaginale.<br> Le donne che partoriscono mediante la tecnica del taglio cesareo sono esenti dal rischio di contaminazione, non essendovi contatto tra il tessuto vaginale ed il bambino.<br> Bisogna infine ricordare che il tampone non è un esame di routine, ma che viene fortemente consigliato dalle attuali linee guida della gravidanza fisiologica. I costi di questo esame variano in base alla regione d'appartenenza o al laboratorio a cui ci si rivolge per l'analisi del campione. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> bene comunque seguire i consigli del ginecologo, caso per caso. </span></div><div><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.Vv4_sKSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dr. Carlo Avantario</a></b></div><div><b>Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia</b><br><br> Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"<br><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 10:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?prevenzione-dell-infezione-da-streptococco-in-gravidanza</link>
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			<title><![CDATA[BARNUM n. 3 – Marzo 2015 – ]]></title>
			<author><![CDATA[Enzo Covelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8v8ovy2h"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Leggere-Bambini-e-libri.webp"  title="" alt="" width="444" height="614" /><br></div><div><br> L'isola dei bambini racconta-storie (Parte 1)<br> (da un'intervista al team di maestre della Scuola dell’Infanzia “Gianni Rodari” di Trani)<br> In Italia si legge poco e si legge male e questo lo sanno anche i muri. Qualunque dato si voglia prendere – i libri letti o comprati, il numero delle persone che leggono almeno un libro l'anno, l'<b>andamento del mercato editoriale e librario</b>, le politiche insufficienti a sostegno della lettura che incoraggiano la chiusura o la decadenza delle biblioteche – qualunque dato dimostra che nel nostro Paese si legge sempre meno. (Attenzione: se il senso di colpa vi ha messo all'angolo, niente paura perché questo BARNUM è un potentissimo antidoto!). &nbsp;A guardarle bene le statistiche dicono che le percentuali dei lettori crollano soprattutto ad alcune età e in alcune zone d'Italia. Segno che se qualcosa si fa e se la si fa bene, i lettori si creano. Tra questi "pazzi" che si battono per i libri, per diffondere la lettura e per "costruire" lettori ci sono sicuramente le maestre delle Scuole del III C.D. "G. D'Annunzio" di Trani. Siamo andati a vistare la "Gianni Rodari", una delle tre scuole del Circolo Didattico, che si trova in &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Via Fusco, all’interno dei locali di proprietà dei padri Barnabiti adiacenti alla &nbsp;Chiesa di San Francesco. E a ben pensarci San Francesco e "Santo" Gianni Rodari sono i due riferimenti, le due sponde esatte su cui far rimbalzare la storia di quest'isola felice dove i libri hanno trovato un posto adeguato e privilegiato nel programma scolastico. Con la certezza che l'attenzione per i libri sia diffusa in tutte le scuole cittadine e con la speranza di alimentare un serio, proficuo e virtuoso dibattito su &nbsp;tali tematiche, ho intervistato le maestre ed ecco quattro buone pratiche e azioni concrete che meritano considerazione nel lavoro di educare alla lettura:<br> 1. "MAMMA PAPÀ LEGGIMI UN LIBRO": <br> Tutti i venerdì i bambini sono invitati a scegliere un libro dalla biblioteca di classe. Non ci sono registri di carico e di scarico dei libri e ci si muove liberamente nel rispetto delle regole civili: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;si scelgono i libri, si custodiscono con cura e si restituiscono a lettura conclusa con mamma e papà. Un invito a ritagliarsi del tempo durante il fine settimana da dedicare ai figli ed alla lettura. Il progetto è in corso di sperimentazione e si appresta a diventare sistematico e organico alla scuola;<br> 2. PRONTO SOCCORSO DEI LIBRI: <br> E se un libro perde la copertina? E se una pagina si dovesse strappare? Nessun problema: entra in gioco la squadra speciale degli "Aggiustalibri". E così i bambini imparano a prendersi cura dei loro amici. Aggiustare un oggetto è un granello di sabbia messo negli ingranaggi della filosofia consumistica dell'"usa e getta" che crea affettività e insegna a prendersi cura e a dare valore alle cose...<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/l-emozione-dei-racconti.html#.VwN7p6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Enzo Covelli</a></b></div><div><b>Burattinaio Raccontastorie</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 09:53:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?barnum-n--3---marzo-2015---</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[INFORTUNI DA SPORT A SCUOLA]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_w5jg7u63"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Informazioni-legali-Sport.webp"  title="" alt="" width="494" height="328" /><br></div><div><br></div><div>Una causa è stata promossa da due cittadini nella qualità di genitori esercenti la potestà sul figlio minore A., per sentir condannare il Ministero dell'istruzione e la Scuola media statale (OMISSIS) al risarcimento dei danni patiti dal predetto minore, il quale - durante l'orario scolastico e nel corso di una partita di calcio "particolarmente animata", svolgentesi in assenza dell'insegnante di educazione fisica che l'aveva organizzata - riportava gravi lesioni all'occhio destro (con danno visivo quantificato nel 30% di invalidità permanente) a seguito di una violenta pallonata. La Suprema Corte ha ribadito che "in materia di risarcimento danni per responsabilità civile conseguente ad un infortunio sportivo verificatosi a carico di uno studente all'interno della struttura scolastica durante le ore di educazione fisica, nell'ambito dello svolgimento di una partita, ai fini della configurabilità di una responsabilità a carico della scuola ex art. 2048 cod. civ., incombe sullo studente l'onere di provare il fatto costitutivo della sua pretesa, ovvero l'illecito subito da parte di un altro studente, e sulla scuola l'onere di provare il fatto impeditivo, ovvero di non aver potuto evitare, pur avendo predisposto le necessarie cautele, il verificarsi del danno; in particolare, non può essere considerata illecita la condotta di gioco che ha provocato il danno se è stata tenuta in una fase di gioco quale normalmente si presenta nel corso della partita, e si è tradotta in un <b>comportamento</b> normalmente praticato per risolverla, senza danno fisico, in favore dei quello dei contendenti che se ne serve, se non è in concreto connotata da un grado di violenza ed irruenza incompatibili col contesto ambientale e con 1 età e la struttura fisica delle persone partecipanti al gioco" (Cass., 14 ottobre 2003, n. 15321). In siffatta cornice si colloca, dunque, l'accertamento in fatto - che non è attinto dalla denunciata violazione di legge - operato dalla Corte territoriale (cfr. sintesi ai 55 2.1. e 2.2. del "Ritenuto in fatto" che precede, cui si rinvia), la quale ha riscontrato come l'evento lesivo (pallone calciato da altro allievo a breve distanza dal volto dell'avversario) si sia determinato nel corso di "una normale azione di gioco" del calcio, "rientrante nella normalità della pratica", nè violenta in sé, né "esaltata" dagli accadimenti in altra e diversa zona del terreno di gioco”</div><div>Cass. civ. Sez. III, Sent., 08-04-2016, n. 6844 </div><div><br></div><div><b>Avv. Luca Volpe</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div><span class="fs12">Chiedi all'avvocato di "</span><span class="fs12"><a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a></span><span class="fs12">"</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 24 Apr 2016 18:59:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?infortuni-da-sport-a-scuola</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[ESISTE UN LEGAME TRA IL DISAGIO EMOTIVO E I DSA?]]></title>
			<author><![CDATA[Serena Amoruso]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_lza50379"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/DSA-Dinamiche.webp"  title="" alt="" width="491" height="327" /><br><br> L'ansia di separazione dalle figure genitoriali è l'origine della difficoltà psicologica che causa la dislessia nell'80% dei bambini. <br> A rilevarlo è una ricerca su 'La dimensione affettiva del disturbo specifico dell'apprendimento' realizzata dall'Istituto di Ortofonologia (IdO), dall'Istituto Wartegg di Roma e dal Dipartimento di psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell'Università degli Studi di Padova.<br><br> Un'indagine che ha capovolto i termini della ricerca sui Dsa (Disturbi specifici dell'apprendimento) sostenendo la centralità della dimensione affettiva e psicologica, piuttosto che quelle cognitiva e neuropsicologica, all'origine dei disturbi specifici dell'apprendimento.<br> Il lavoro è stato realizzato su 61 bambini con Dsa in cura presso l'IdO e sulle rispettive famiglie. I risultati della ricerca sono stati poi confrontati con un campione di controllo costituito da altrettanti 61 bambini, ma normodotati, e dai relativi genitori. <br> È risultato che quasi la metà dei bambini dislessici (il 40%) ha dimostrato difficoltà nell'approccio alla realtà, ovvero poche strategie per potersi adattare alle richieste sociali in termini affettivi. Il 37% ha registrato sintomi d'ansia rilevanti, mentre il 25% segni di ansia di separazione da figure e <b>luoghi di riferimento</b>. <br> Invece nel campione di controllo le percentuali si sono attestate al di sotto del 10% per tutte e tre le variabili.<br><br> 'Ciò che è rilevante - spiega la ricerca - è che il 71% delle madri e il 78% dei padri riportano di essere stati a loro volta bambini con ansia di separazione dalle figure genitoriali'.<br><br> Infatti, un genitore su due (il 47% dei papà e il 58% delle mamme) ha dimostrato 'un attaccamento disorganizzato e irrisolto, proprio perché porta dentro di sé delle situazioni difficili nei legami con le proprie figure genitoriali. Vissuti irrisolti - si legge nello studio - che si ripercuotono a loro volta nella relazione con i figli, causando in questi ultimi strategie emotive e comportamenti disfunzionali'. <br><br> La ricerca dimostra infatti come da genitori con tali precedenti possano determinarsi figli con Dsa che soffrono situazioni d'ansia. Si tratta di bambini 'che vivono un elevato livello di inefficacia personale che li può portare anche a sviluppare bassa autostima e relazioni con i pari più complicate. Eppure - ribadisce l'indagine - sono tutti soggetti dotati di un buon bagaglio di risorse psicologiche, purtroppo però congelate a causa di un malfunzionamento affettivo'. <br><br> Valutare quindi i Dsa prendendo in esame anche l'ambiente familiare in cui si riscontrano ha permesso di dimostrare che 'in queste famiglie si rilevano appunto più elevati livelli di stress parentale, diminuiti livelli di autoefficacia genitoriale e problematiche nell'interazione genitori-bambino. <br> Infine - conclude lo studio - risultano più frequenti anche nei genitori, sebbene in una percentuale contenuta (il 15% delle madri e il 10% dei padri), i sintomi legati al pessimismo e all'aumento del senso di colpa'. <br><br> Lo screening dei sintomi d'ansia e/o depressione nei bambini con Dsa può risultare 'fondamentale per la presa in carico della complessità del sintomo e - si legge nel documento - può fornire chiare e più specifiche indicazioni per il trattamento'.<br><br> L'ampliamento del campo di indagine apre inoltre implicazioni sul piano della formazione delle equipe che 'dovranno essere specializzate per la presa in carico specifica, ma complessa, del disturbo dell'apprendimento con un intervento clinico per i sintomi affettivi e tecnico logopedico'.<br><br><b> Dott.ssa Serena Amoruso <br> Psicologa Psicoterapeuta familiare</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br> Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"<br><br></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 24 Apr 2016 16:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[DIRITTO ALLA LETTURA, DALL'UNIONE CIECHI L'INVITO A DARE L'OK AL TRATTATO DI MARRAKECH]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Donato Grande]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_83v93154"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Linguaggio-Braille-Lettura.webp"  title="" alt="" width="497" height="331" /><br><br> Leggere per molti è un piacere, ma è anche un diritto. Ma non per tutti. A sottolineare una situazione che rende di fatto il diritto alla lettura un percorso a ostacoli è l’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti onlus che in un comunicato ricorda come a quasi due anni dalla firma del Trattato di Marrakech che segna un fondamentale passo in avanti per la realizzazione del pieno accesso ai libri da parte delle persone cieche e ipovedenti il governo tedesco e quello italiano ne stanno ostacolando la ratifica. «Si stanno adoperando affinché gli stati membri dell’Unione europea blocchino la ratifica da parte dell’Ue». I problemi non derivano tanto da <b>tecnicismi legali</b>, quanto da «una carente volontà politica di garantire a tutte le persone non vedenti, ipovedenti e con altre disabilità di lettura il pieno accesso al patrimonio librario dell’umanità indipendentemente dai vincoli del diritto d'autore».<br>Mario Barbuto, presidente dell’Uici, ha espresso il proprio disappunto per la posizione assunta dal governo italiano il quale, ostacolando la ratifica del Trattato di Marrakech, non rispetta i suoi obblighi nei confronti delle persone con disabilità ai sensi dell'art. 30 della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità. «Il nostro governo non trae alcun vantaggio da questa posizione e perde, invece, una grande occasione per porre fine alla "carestia dei libri" assicurando a milioni di persone cieche e ipovedenti in tutto il mondo l'accesso all'educazione, alla cultura e allo svago attraverso la lettura».<br> L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti non riesce a comprendere le ragioni per cui l'Italia, che ha una legislazione particolarmente avanzata riguardo alle eccezioni al diritto d'autore in favore delle persone disabili, «abbia assunto in seno al Consiglio dell'Unione europea una posizione chiaramente contrastante con le esigenze delle persone non vedenti in Europa e nel resto del mondo».<br><br> La scorsa settimana la Commissione europea ha proposto un compromesso che rispetta la sovranità dei singoli Stati per quanto concerne la ratifica del Trattato di Marrakech pur affermando il principio della competenza giuridica dell'Unione, ma respingendolo «i governi dell'Italia e della Germania hanno dimostrato scarsa flessibilità, al punto da compromettere un possibile accordo» continua la nota stampa.<br><br> Il timore da parte dell’Uici è che se si concretizzasse il blocco della ratifica del Trattato di Marrakech da parte dell’Ue «le barriere del diritto d'autore all'accesso alla cultura da parte dei non vedenti continueranno ad esistere ancora per molti anni e i cittadini non vedenti e ipovedenti dovranno attendere che la Corte di giustizia europea esprima il proprio parere e che l'Ue adotti una nuova normativa quadro comunitaria sul diritto d'autore». Un ritardo che non è né ragionevole né giustificabile.<br> Arriva perciò dall’Unione dei ciechi e degli ipovedenti l’invito al governo italiano a «mostrare maggiore sensibilità nei confronti delle esigenze di milioni di persone cieche e ipovedenti e a dare sostegno a una rapida ratifica del Trattato di Marrakech in tutto il mondo».<br><br> Perché è importante il Trattato di Marrakech<br> Il punto centrale è un articolo che autorizza le organizzazioni e le biblioteche dei ciechi a condividere le proprie raccolte di titoli accessibili con altre comunità parlanti la stessa lingua in tutto il mondo. Per esempio la Spagna e l'Argentina sarebbero in grado di condividere il proprio patrimonio librario accessibile di oltre 150mila titoli con tutti i paesi dell'America Latina, non appena il governo di ciascun Paese beneficiario avrà ratificato e adottato le misure per far entrare in vigore il Trattato. In sintesi, esso stabilisce il quadro giuridico fondamentale per l'adozione di deroghe nazionali in materia di diritto d'autore in quei paesi che ne sono privi e stabilisce un regime per lo scambio transnazionale di libri in formato accessibile.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/community----donato-grande---diversabilita-.html" target="_blank" class="imCssLink"> Dott. Donato Grande</a></b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br>Fonte: <span class="fs16">http://www.vita.it/it/article/2015/05/08/diritto-alla-lettura-dallunione-ciechi-linvito-a-dare-lok-al-trattato-/134080/</span><br><br><span class="fs16">Copyright Immagine: &nbsp;</span><span class="fs16">http://www.leccenews24.it/immagini/attualita/lettura%20braille.jpg</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 24 Apr 2016 14:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'OTOSCLEROSI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_24h057yg"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Otosclerosi-Udito.webp"  title="" alt="" width="463" height="260" /><br></div><div><br></div><div>L'otosclerosi è una patologia dell'orecchio medio data da un processo distrofico a focolai dell'osso temporale che può interessare anche la coclea e quindi causare un deficit uditivo. La sede generalmente più colpita è la staffa, uno dei tre piccoli ossicini situati nell'orecchio medio, la quale si irrigidisce, riducendo così la trasmissione del segnale sonoro alla coclea. Questa è detta otosclerosi stapediale, ma esistono anche delle forme di otosclerosi cocleare, dove è interessata solo la capsula della coclea (o capsula otica) e le forme miste (sono interessate sia la staffa che la capsula). Di solito l'otosclerosi interessa entrambe le orecchie (otosclerosi bilaterale). Questa patologia ha generalmente carattere ereditario e si trasmette più facilmente nel sesso femminile. Come già detto il sintomo per eccellenza è la perdita di udito, la quale è progressiva e può evolvere in forme molto gravi, identificate in un decorso di 4 stadi differenti. Il sistema endocrino gioca un importante ruolo nella progressione della patologia, soprattutto laddove si ha un aumento di produzione degli estrogeni. Tra i sintomi si associa alla perdita d'udito, nella maggior parte dei casi (circa il 70%) l'acufene, il quale è spesso di tipo pulsante, specie &nbsp;nelle <b>fasi iniziali</b> della malattia. In situazioni più rare, e in caso di interessamento del labirinto posteriore, si manifestano anche disturbi di tipo vestibolare, quali attacchi di vertigine oggettiva e sensazioni vertiginose di carattere posizionale. In gravidanza, a causa delle fluttuazioni ormonali i sintomi possono diventare anche più evidenti. Tra i pazienti otosclerotici si osserva spesso la paracusia di Willis, ovvero un aumento della capacità uditiva nella quale l'individuo sente addirittura meglio in mezzo al frastuono, ma che contestualmente rende alcuni rumori particolarmente molesti e fastidiosi. La diagnosi di otosclerosi viene effettuata attraverso l'esame audiometrico tonale, in cui si evidenzia un determinato tipo di ipoacusia e, attraverso l'esame impedenzometrico dove è possibile riscontrare un'alterazione o l'assenza del riflesso stapediale, un riflesso che in presenza di suono molto intenso blocca la catena ossiculare. La TAC consente di valutare la presenza di focolai otosclerotici (e di otospongiosi). Per questa patologia non vi è una terapia medica risolutiva. Se la malattia non ha raggiunto uno stadio molto avanzato si può intervenire chirurgicamente attraverso due modalità differenti: la stapedotomia o la stapedectomia . Va detto che l'approccio chirurgico può essere risolutivo, tuttavia l'otosclerosi può recidivare. &nbsp;Nei casi in cui l'intervento non possa essere effettuato si deve ricorrere alla protesizzazione acustica onde correggere il deficit uditivo . </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html#.VxvN-I9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Pagnotta Giorgio</a></b></div><div><b>Audioprotesista Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it </a></div><div><br></div><div> </div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 23 Apr 2016 18:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[DISTURBI ALIMENTARI]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_86b44o1l"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Alimentazione-Dintorni.webp"  title="" alt="" width="494" height="346" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Riscontro, all'interno delle mie classi, fenomeni frequenti di bulimia ed anoressia preoccupanti, e non perdo occasione di conversare, durante le mie ore di teoria di educazione fisica, su argomenti riguardanti la <b>cattiva alimentazione</b> che spesso è causa di evidenti dimagrimenti o di obesità. Intr</span><span class="cf1">oduco le mie lezioni con consigli alimentari per chi pratica sport, per poi indirettamente fornire suggerimenti di una giusta dieta a chi ritenendosi erroneamente grasso, non accettando dunque la propria corporeità, magari confrontandosi con uomini o donne di successo dal "fisico bestiale", decide di rinunciare bruscamente a cibi calorici e non solo, o al contrario, abbuffarsene per ingoiare insieme ad essi dispiaceri ed ogni sorta di problematica adolescenziale. Chiarisco loro il significato della parola "dieta, che è: regime alimentare, e non eliminazione di elementi nutritivi di cui l'organismo necessita quotidianamente per il suo buon funzionamento, specie negli anni scolari e della crescita. Ed è durante quelle lezioni così vicine ai "<b>ragazzi di oggi</b>", che emergono quelle confessioni di non accettazione del proprio io corporeo, come pure di difficili situazioni familiari, o difficoltà di adattamento agli altri, ed altri motivi da cui scaturiscono quelli che vengono definiti; disturbi alimentari, e che rischiano inevitabilmente di trasformarsi in vere e proprie malattie psicosomatiche. La scuola può e deve essere buona consigliera e, sicuramente, lo è attraverso incontri formativi organizzati con medici ed alimentaristi, ma è bene anche che i docenti sensibilizzino i loro alunni a non puntare il dito verso i compagni che hanno bisogno di comprensione e sostegno e non certo di ulteriori affossamenti psicologici, dunque di giudizi avventati ed emarginazione.</span></span></div><div><span class="fs16"><br><span class="cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></span><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"</span></div><div><br></div><div>Copyright Immagine: h<span class="fs16">ttp://www.famigliacristiana.it/articolo/obesita_111111110745.asp</span><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 23 Apr 2016 17:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[DETRAZIONI FISCALI PER FIGLIO A CARICO DI GENITORI SEPARATI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_072c0upn"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Leggi-Fiscale.webp"  title="" alt="" width="471" height="314" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Premesso che per i genitori legalmente ed effettivamente separati la <b>ripartizione</b> della detrazione per figli a carico è diversamente disciplinata dalla lett. c), comma 1, dell’art. 12 del Tuir, a seconda che sia stabilito o meno l’affidamento congiunto dei figli, si fa presen</span><span class="cf1">te che, in base all'interpretazione della disposizione suddetta fornita nella circolare ADE n. 15 del 2007, sono individuabili le seguenti fattispecie:</span><br><span class="cf1">a) nel caso di affidamento ad un solo genitore, la detrazione spetta interamente a quest'ultimo salvo la possibilità di accordo per suddividere la detrazione al 50 per cento tra i genitori oppure per attribuire l’intera detrazione al genitore che ha il reddito più elevato;</span><br><span class="cf1">b) nel caso, invece, di affidamento congiunto o condiviso la detrazione è ripartita, nella misura del 50 per cento tra i genitori salvo la possibilità di accordarsi per attribuire l’intera detrazione al genitore con il reddito più elevato.</span><br><span class="cf1">Questa interpretazione e, in particolare, la fissazione della detrazione secondo percentuali prefissate (50 per cento e 100 per cento), nonché il riferimento al "reddito più elevato", si è resa necessaria al fine di evitare ingiustificate discriminazioni tra i genitori separati e quelli non separati.</span><br><span class="cf1">Pertanto, la detrazione per figli a carico non può più essere ripartita liberamente tra i genitori separati.</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">Al di fuori delle ipotesi suddette, l’art. 12, comma 1, lett. c) del Tuir, stabilisce una diversa disciplina nel caso in cui il genitore originariamente beneficiario della detrazione per figli a carico (il genitore affidatario ovvero, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari) non possa fruire in tutto o in parte della detrazione per limiti di reddito.</span><br><span class="cf1">In tal caso la norma stabilisce che la detrazione non fruita possa essere attribuita, per intero, in favore dell’altro genitore e che quest'ultimo sia tenuto a riversare all’altro genitore un importo pari all'intera detrazione ovvero, in caso di affidamento congiunto, pari al 50 per cento della detrazione stessa, salvo la</span><br><span class="cf1">possibilità di accordarsi diversamente.</span><br><span class="cf1">Come evidenziato nella richiamata circolare n. 15 del 2007, integrata successivamente dalla circolare 34/E/2008, il riferimento della norma all’impossibilità di "usufruire della detrazione per limite di reddito" individua l’ipotesi in cui il genitore, originariamente destinatario del beneficio della detrazione per figli a carico ai sensi dell'art. 12 del Tuir, non possa di fatto fruirne, in tutto o in parte, a causa di una imposta incapiente.</span><br><span class="cf1">Pertanto, la fattispecie presa in considerazione dalla norma e la possibilità, quindi, di devolvere la detrazione per intero all'altro genitore, ricorre anche nell'ipotesi in cui il genitore, originariamente affidatario, pur avendo un reddito più elevato rispetto a quello dell’altro genitore, non possa fruire della detrazione in quanto in possesso di oneri deducibili e/o detraibili tali da azzerare l’imposta.</span><br><span class="cf1">In sostanza, la possibilità di attribuire la detrazione al genitore con reddito più basso è riconosciuta esclusivamente ai genitori separati e limitatamente alla ipotesi in cui l’altro genitore non possa fruirne per incapienza dell'imposta.</span><span class="cf1"> </span><br><br><span class="cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></span></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1"><b>Commercialista</b></span><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br><span class="cf1">Chiedi al commercialista di "<a href="http://tiny.cc/commercialistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Fiscali</a>"</span></span><span class="imUl fs14 cf2 ff1"></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 23 Apr 2016 16:31:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[FERMATE IL MONDO: VOGLIO SCENDERE ]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_o81322j4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Vita-Novelli-Sposi.webp"  title="" alt="" width="479" height="521" /><br></div><div><br></div><div>Smessi gli abiti nuziali, tutti in discoteca a tirare l'alba! E la loro prima notte la ricorderanno così: in discoteca (con tanta gente) a ballare come matti! Il giorno dopo si parte, mete esotiche il più lontano possibile e vince chi resta fuori più tempo. No! Proprio non va. Ricordo il mio viaggio di nozze, destinazione Napoli, Albergo "Terminus", che emozione grande quando per la prima volta all'indomani i camerieri mi hanno chiamato "signora" e con un risolino volevano sapere se la stanza fosse stata di mio "gradimento". Allora non seppi rispondere, ma ora direi: "Si, certamente!" La stanza e tutto il resto era stato di mio gradimento e tuttora, anche se sono trascorsi più di 50 anni, io ricordo quella notte e quella stanza come il ricordo più bello della mia vita. Sì, il viaggio di nozze in Italia, non bisogna andare nei paesi caldi, 10 ore di aereo e una volta arrivati, vuoi per la lingua che non conosci, vuoi per la stanchezza non fai in tempo ad entrare in camera "quando sei fortunato", che piombi in un sonno profondo e siamo già alla terza notte ed ancora non è successo niente di quello che il prete ha detto al momento del rito nuziale:"Amatevi e siate l'uno dell'altro!" ...Ma quando? Forse se tutto andrà bene consumeranno al rientro a casa, dopo aver riunito in discoteca tutti gli amici e aver mostrato loro le foto e i filmini &nbsp;del lontano, costoso e stancante viaggio, sì viaggio, perché chiamarlo di nozze sarebbe come dire una grossa bugia o come si dice adesso una grossa bufala. &nbsp;Ma perché non visitare la nostra bella Italia? Nel nostro paese ci sono posti da sogno che sono una degna cornice per un vero viaggio di nozze, i profumi, le musiche, i monumenti, il mare, i laghi, le gondole, sì, il nostro paese ti fa venire voglia di fare l'amore, non una, ma tantissime volte! Purtroppo quando io esterno i miei <b>pensieri</b> mi guardano come una marziana e poi "ai tuoi tempi!" Sì, i miei tempi ed io sono orgogliosa di essere nata in quei tempi, di aver avuto un matrimonio felice, di aver trascorso il viaggio di nozze a Napoli e di aver fatto l'amore la prima notte! Io i miei tempi li ricordo, ma ditemi dei vostri cosa ricordate? Divertimento, tanto e solo quello. La vita non è fatta &nbsp;solo di serate prima a cena e poi a ballare, di ritrovarsi la sera a casa senza l'ombra di qualcosa di buono da mangiare, perché lei è stata in riunione tutto il giorno e non ha avuto tempo ma il frigo è pieno di surgelati e se ti va puoi mangiare una lasagna al pesto, oppure un arrosto di carne o una grigliata di pesce, oppure ci sono le patatine e cosa vuoi di più c'è anche la torta, naturalmente tutto surgelato! È tutto di grande effetto, che &nbsp;brave che sono queste donne in carriera! Nel loro congelatore non manca &nbsp;proprio niente, il tempo per riempirlo lo si trova sempre. Io personalmente non amo i surgelati, il mio frigo non è munito di quel reparto, la lasagna non al pesto ma fatta come si deve c'è, l'arrosto, anche,le verdure tutte grigliate, le patatine quelle novelle ci sono, la tavola è apparecchiata e nella mia cucina c'è sempre un buon profumo, sia a pranzo che a cena, ah dimenticavo... c'è una torta non bella come aspetto, ma molto buona come dicono i miei nipoti: "nonna le tue torte non sono belle di aspetto ma sono buonissime!". Due modi diversi di vivere la vita, ci sarebbero ancora tante cose da raccontare e raffrontare ma non vi voglio più annoiare e non voglio passare per l'ingrata della situazione, io credetemi sono "orgogliosa "di vivere in un mondo così, ma amo il mio tempo e per questo vi chiedo: “Fermate per un attimo il mondo: Voglio scendere!”. </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"><b>Maria Gabriella Finizio</b></a></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Apr 2016 12:19:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?fermate-il-mondo--voglio-scendere-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IL MASSAGGIO NEONATALE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.sse Parente e Valerio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0ow4swik"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Massaggi-Maternita.webp"  title="" alt="" width="446" height="309" /><br></div><div><div><br> Il massaggio neonatale non è una tecnica, ma un modo di stare con il proprio bambino; rappresenta infatti un continuum energetico fra la vita uterina e quella esterna, attraverso il quale è possibile prolungare l'intimo contatto tra madre e figlio, come un integrazione fisiologica naturale e cosciente. Diventa, prima di ogni effetto terapeutico, lo strumento principale per comunicare con il proprio bambino e dare avvio ad una relazione armoniosa tra genitore e figlio.<br> Vi aspettiamo il 5 settembre dalle ore 19,15 alle ore 20,00, presso lo chalet della Villa Comunale di Trani, durante l'evento Notte Bianca, per vivere un'esperienza di <b>contatto</b> con il vostro bambino.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYo56SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Ost. Rossella Valerio</a></b></div><div><b>Ostetrica<br><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYo56SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Ost. Raffaella Parente</a></b></div><div><b>Ostetrica</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br> Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"<br></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Apr 2016 11:39:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-massaggio-neonatale</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LA DISLESSIA DI CATIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_qc999s23"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Catia-Apprendimento.webp"  title="" alt="" width="478" height="358" /><br></div><div><br> Provo a raccontarvi la dislessia attraverso la storia di Catia, una ragazza di 27 anni preoccupata delle sue problematiche emotive.<br> Fissiamo un colloquio e quando la incontro vedo, davanti a me, una ragazza come tante altre: visibilmente impacciata, ben curata, semplice nell’aspetto, attenta a non cadere in qualche errore grammaticale e desiderosa di fare una bella figura. Le chiedo di descrivere il suo problema e subito precisa di essere una persona insicura, incapace di esprimere la propria opinione davanti agli altri, insoddisfatta del suo lavoro ma che almeno non la sottopone allo stress della lettura e della scrittura. Non faccio fatica ad intuire che potrebbe trattarsi di dislessia, insisto con le domande e scopro le sue 3 bocciature scolastiche corredate di numerose umiliazioni subite dai Professori.<br> Le scarse prestazioni scolastiche erano, purtroppo, il risultato di tante ore di studio per dimostrare agli altri la sua intelligenza ma che immancabilmente si traducevano in tante insufficienze.<br> E poi le notti insonni, le parole di disistima di un padre severo, le amiche sempre più brave di lei sino alla decisione di sospendere gli studi, ormai tanto odiati e rinnegati. Catia è stata una bambina dislessica, oggi è una donna dislessica con una scarsa autostima ed in terapia psicologica. Come lei ci sono tante altre persone con lo stesso vissuto e forse ancora non sanno di avere un Disturbo Specifico dell'Apprendimento. Catia è una donna con un'intelligenza superiore alla norma, abile nella manualità, molto creativa ma quando legge sembra una bambina alle sue prime armi. Legge lentamente, salta qualche parola, cambia alcune lettere, diventa rossa in viso, la voce si fa sottile fino a non percepirla più. A scuola, prima di diventare la donna che è, ha svolto tanti esercizi di recupero, ha studiato più dei suoi compagni, ha finito i compiti poco prima di andare a letto, ha ricevuto punizioni dai suoi genitori e note di demerito dai suoi insegnanti. Mentre gli altri credevano fosse svogliata, Catia sentiva di essere una incapace, una stupida perché non riusciva ad imparare l’alfabeto o a ricordare una regola grammaticale, o a memorizzare le tabelline o, ancora, a scrivere correttamente più di una parola. La dislessia è un disturbo neurobiologico diagnosticabile solo se il soggetto ha un quoziente intellettivo nella norma o superiore, caratterizzato da una lettura lenta e/o non corretta. Per sua<br> sfortuna, Catia negli anni in cui incontrava le difficoltà sopra descritte non ha potuto contare sull’appoggio degli specialisti, quelli che oggi sostengono moltissime famiglie.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html#.VxN-3o9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Annalisa Cagia</a><br> Psicologa e Psicoterapeuta</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br> Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Apr 2016 11:33:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-dislessia-di-catia</link>
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			<title><![CDATA[PRINCIPI E VALORI: APPUNTI DI PET-THERAPY]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_43hhd436"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Pet-Therapy--Salute-animali.webp"  title="" alt="" width="460" height="283" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><b><span class="cf1">Art. 5 &nbsp;&nbsp;Bioetica animale. </span></b><span class="cf1">Ogni progetto operativo deve riconoscere l'animale come paziente morale nel rispetto di alcuni interessi specifici e imprescindibili riferibili alla senzienza, al benessere, all'espressione delle preferenze, all'integrità genetica. L'animale non va considerato né in modo reificatorio, né attraverso proiezione antropomorfica. Agli animali coinvolti nei progetti di pet-therapy dovrà essere assicurata una corretta tutela del benessere a fine carriera.</span></span></div><div><span class="fs16"><b><span class="cf1">Art. 6 &nbsp;Scelta degli animali. </span></b><span class="cf1">La scelta degli animali dovrà orientarsi verso varietà animali e soggetti che, per caratteristiche fisiologiche e comportamentali, siano compatibili con gli obiettivi del progetto. L'animale cooperatore deve essere certificato in buono stato di salute psicofisico e funzionale.</span></span></div><div><span class="fs16"><b><span class="cf1">Art. 7 &nbsp;Ruolo dell'animale. </span></b><span class="cf1">L'animale va inteso come cooperatore che, senza essere necessariamente presente in tutte le fasi di attuazione del progetto, possa comunque esprimere un ruolo diretto e indiretto nei confronti del fruitore, tale da far risaltare la referenza animale e il valore della relazione uomo-animale.</span></span></div><div><span class="fs16"><b><span class="cf1">Art. 8 &nbsp;Salute e aspetti zooiatrici. </span></b><span class="cf1">Il buono stato di salute psico-fisico e funzionale va costantemente monitorato e garantito in tutte le fasi applicative, con particolare riferimento alle situazioni di stress derivanti dal lavoro.</span></span></div><div><span class="fs16"><b><span class="cf1">Art. 9 &nbsp;Benessere animale. </span></b><span class="cf1">L'animale va mantenuto nelle condizioni compatibili con le sue caratteristiche fisiologiche e comportamentali e salvaguardato da qualunque trauma fisico e psichico. Deve poter usufruire di adeguati periodi di riposo e poter trarre benefici dall'attuazione dell'attività svolta.</span></span></div><div><span class="fs16"><b><span class="cf1">Art. 10 &nbsp;Preparazione dell'animale. </span></b><span class="cf1">Partendo dalle attitudini e predisposizioni specie-specifiche e individuali dell'animale deve essere realizzato un programma educativo e distruzione che valorizzi le sue potenzialità cognitive e che ne salvaguardi il benessere psicofisico. Tale programma deve essere realizzato senza l'utilizzo di stimoli avversativi e deve avere come obiettivi l'equilibrio psico-comportamentale dell'animale e la corretta relazione con l'uomo.</span><span class="cf1"> &nbsp;</span></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-nel-sociale-per-comprenderne-l-essenza.html#.Vv5-IaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Patrizia di Lernia</a></b></span></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1"><b>Assistente Sociale-Operatrice di Terapia e attività assistita dagli animali</b></span></span></div><div><br></div><div><span class="fs16 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">Copyright Immagine: </span><span class="fs12">http://www.ilrestodelgargano.it/wp-content/uploads/2015/02/Pet-Therapy-a-San-Severo-dagli-animali-un-aiuto-per-30-bambini.png</span></div></div><div><br></div><div><div><span class="cf1">Fonte: Carta Modena 2002</span></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Apr 2016 18:28:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?principi-e-valori--appunti-di-pet-therapy</link>
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			<title><![CDATA[LA MUSICA È]]></title>
			<author><![CDATA[Angela Germoglio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_gxrqnh11"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Musica-Sensazioni.webp"  title="" alt="" width="491" height="347" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">La Musica è un linguaggio che nasce nel cuore e torna al cuore di ogni essere umano. Il suo movimento circolare ha tempi ed esperienze diverse per ogni persona. Le vibrazioni tra individuo e strumento sono uniche e personali. Tra i due bisogna che nasca una relazione e un dialog</span><span class="cf1">o per poter interagire.</span><br></span><span class="fs16">È</span><span class="fs16"><span class="cf1"> necessario che il bambino, il ragazzo, l'adulto, qualunque persona, possa desiderare e scegliere autonomamente lo <b>strumento</b> con cui dialogare ed esprimere le proprie emozioni.</span><br><span class="cf1">Quando un genitore "sceglie" per il proprio figlio sta sovrapponendo le proprie vibrazioni e il proprio sentire a quelli del figlio. Dimenticando che, anche se piccolo, ha una PROPRIA autonomia e predisposizione.</span><br><span class="cf1">Secondo il mio modesto parere il genitore può accogliere la richiesta di entrare nel mondo della Musica ascoltando le richieste e i bisogni del proprio figlio (nei limiti del possibile).</span><br><span class="cf1">O aspettare che nasca in lui questo desiderio….</span><br><span class="cf1">La Musica è ascolto, rispetto, tempo, sensibilità, <b>libertà</b>….</span><br><span class="cf1">Se la porta d'accesso a questo mondo non mostra dal primo momento queste caratteristiche, sarà complicato oltrepassare la soglia. Il bambino si sentirà "costretto", ancor prima di cominciare e nascerà in lui il rifiuto.</span><br><br><span class="cf1"><b>Angela Germoglio</b></span></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1"><b>Docente di musica</b></span><br><br><span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Apr 2016 18:24:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-musica-e</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[L'IMPORTANZA DELL'AZIONE]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8x2o6t51"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Sviluppo-Mente-e-Azione.webp"  title="" alt="" width="450" height="338" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16 cf1">Il regno materiale (realtà) è caratterizzato dall'azione, tutto ciò che vediamo o percepiamo è in stato di "Azione" o moto!</span><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Quando il nostro corpo entra in stato di movimento grossolano (sport) la mente interrompe la sua pressione, zittendosi per lasciare spazio all'azione.</span><br><span class="cf1">Quando il corpo è fermo, è in uno stato di movimento sottile o interiore (quando svolge le varie funzioni) la mente risulta più insistente e a volte opprimente.</span><br><span class="cf1">Per vivere al meglio la materialità occorre <b>armonizzarci</b> con l'azione e il movimento!</span><br><span class="cf1">Possiamo riassumere tutto questo concetto in poche parole:</span><br><span class="cf1">Se il corpo è "Fermo" la mente è in movimento,</span><br><span class="cf1">Se il corpo è "in movimento" la <b>mente</b> è ferma.</span><br><br><span class="cf1">Ci sono diverse parti del nostro corpo che spesso non conoscono il movimento, vengono trascurate o in alcuni casi "Dimenticate", e una tra queste sono i piedi.</span><br><span class="cf1">Questi sono importantissimi per l'azione e la maggior parte di quello che facciamo (per chi ha la fortuna di poterli usare) avviene grazie a loro.</span><br><br><span class="cf1">Ma quando arriva il momento di fare noi qualcosa per loro?</span><br><span class="cf1">Oggi lascio un semplice esercizio che migliora la circolazione, stimola gli organi interni e rilassa i piedi.</span><br><br><span class="cf1">Quando si ha un po' di tempo, ci si può sedere su una comoda sedia e poggiare i piedi su un bastone spesso quanto un mattarello medio (5 o 6 cm di diametro).</span><br><span class="cf1">Ora si fa girare il rullo sotto le piante facendo una leggera pressione contro di esso con i piedi, sarà piacevole, rilassante e rigenerante! Lo si può fare dai 3 ai 5 minuti (anche più).</span><br><br></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">E ricordiamoci…</span><br><span class="cf1">La bellezza di un albero dipende dalle sue radici.</span><br><br><span class="cf1">E con questo vi saluto!</span><br><span class="cf1">Buona azione!</span><br><br><span class="cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></span></span></div><div><div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div><span class="fs16"><br><span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a></span><br><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Apr 2016 17:30:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-importanza-dell-azione</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[PREMIO BATTELLO A VAPORE 2016]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9xfc40sn"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Battello-a-Vapore-Racconti.webp"  title="" alt="" width="351" height="332" /><br></div><div><br></div><div>Edizioni Piemme anche quest'anno bandisce il Premio Battello a Vapore. Per il concorso sono previste due categorie di partecipazione: Premio letterario Il Battello a Vapore per Autori di libri per ragazzi (miglior Autore) e Premio per Illustratori di narrativa per ragazzi (miglior Illustratore). I destinatari del bando sono tutti gli illustratori e scrittori maggiorenni di nazionalità italiana o, se stranieri, con regolare permesso di soggiorno. Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 30 giugno 2016 via posta in formato cartaceo o caricando il contributo on-line. Il regolamento completo è consultabile sul<br>sito <a href="http://www.battelloavapore.it/premio." target="_blank" class="imCssLink">www.battelloavapore.it/premio.</a></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html#.VwDst6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Ilaria De Marinis </a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Copyright Immagine: <span class="fs12">http://www.battelloavapore.it/premio</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 14:14:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?premio-battello-a-vapore-2016</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[ORIENTAMENTO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_40o03630"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Orientare-Scuola.webp"  title="" alt="" width="459" height="459" /><br><br> Il progetto "Orientamento", che si attua nelle classi terze della scuola media, mira a guidare i ragazzi che il prossimo anno frequenteranno le superiori, nella difficile scelta di un indirizzo che più rispecchi le loro capacità e preferenze. Gli istituti professionali, artistici, tecnici, così come pure i vari licei organizzano laboratori che diventano vetrine di quanto ogni scuola offra nel suo piano di studi, oltre che approccio con le materie specifiche degli specifici ambiti formativi. Nonostante però i consigli dati da &nbsp;docenti e familiari, i ragazzi appaiono chiaramente disorientati da mutare idea minuto dopo minuto anche in base ad influenze subite dai compagni. Molti miei alunni ed alunne mi domandano in quale scuola andare e dove io meglio li vedrei, elencandomi le discipline in cui più facilmente riescono a cavarsela, o gli <b>sbocchi lavorativi</b> di un indirizzo piuttosto che di un altro. Mi riferiscono anche delle spinte familiari e pareri dei loro docenti, i quali scoraggiano i meno bravi verso scelte che richiedono maggiore applicazione nello studio. A tutti io rispondo come la Tamaro "Va' dove ti porta il cuore!", è lui la tua bussola poichè se qualcosa piace tutto si semplifica. Consiglio dunque una scelta motivata da personali ambizioni e simpatie per determinate aree di apprendimento, fossero anche manuali, senza badare a chi le denigra ritenendole di seconda classe nel viaggio della vita scolastica. Ritengo infatti che un tredicenne non abbia ancora piena coscienza dei suoi <b>limiti o possibilità</b>, ma è sicuramente in grado di conoscere cosa lo rende felice quando studia. Cosa impara non per il voto, ma per il piacere di imparare.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Angela Bini</a></b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 12:11:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?orientamento</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Accessibilità agli edifici]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Donato Grande]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_291dk0e1"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Disabilita-Ascensori.webp"  title="" alt="" width="435" height="244" /><br><br> In Italia esistono molte leggi che garantiscono ai diversamente abili, il diritto all'accessibilità negli edifici sia pubblici che privati. Una di queste è la legge 104/92. Sono norme molte precise e vincolanti. Purtroppo ahimè non sempre vengono applicate e rispettate....<br><br> Per accedere agli edifici è estremamente importante che l'ingresso sia sullo stesso piano dei percorsi pedonali, o che ci siano rampe di accesso con una pendenza non superiore all’8%, e con una larghezza di almeno pari a 150 cm, in caso in cui ci sia la necessità di montare una rampa superiore ai 10 metri è meglio dotarla di adeguati ripiani di sosta, con un corrimano a lato a circa 80 cm di altezza, costruito in materiale non scivoloso e di semplice impugnatura. <br><br> In caso ci siano scale, la situazione va risolta con la predisposizione di rampe, di ascensori o di montascale.<br><br> Gli ascensori devono avere una superficie minima pari a 130 x 150 cm, e la porta della cabina deve essere larga almeno 90 cm, è preferibile che sia scorrevole con meccanismo automatico o in alternativa, è meglio inserire una maniglia ad un'altezza da terra non superiore ai 100 cm, infine è molto importante che la pulsantiera venga collocata ad un’altezza compresa tra i 100 e i 130 cm. L'arresto dell'ascensore deve essere al piano e di fronte all'uscita deve esserci uno spazio libero di almeno 2 metri.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/community----donato-grande---diversabilita-.html" target="_blank" class="imCssLink"> Dott. Donato Grande</a></b></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a></div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 12:07:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?accessibilita-agli-edifici</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[DEFIBRILLATORI IN CITTÀ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Ilaria de Chirico]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2j1aal1h"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/defibrillatori-infanzia.webp"  title="" alt="" width="478" height="320" /><br></div><div><br></div><div>15 defibrillatori saranno distribuiti a breve nella città di Terlizzi! I dispositivi salvavita, afferma un documento di giunta, saranno collocati nei seguenti punti: Comando di Polizia Municipale (centrale operativa viale Pacecco); autovettura di servizio polizia municipale; motociclo di servizio Polizia Municipale; Scuola elementare Pappagallo; Scuola don Bosco; Scuola Gesmundo; Mercato dei Fiori via Italo Balbo; Mercato della frutta via Carelli; Uffici comunali corso Vittorio Emanuele; Scuola dell'infanzia di via Tripoli - campo sportivo; Polo liceale; Chiostro delle Clarisse; Scuola Moro-Fiore; Cimitero; Palazzetto dello Sport; Santuario di Sovereto. Il giorno 20 Aprile verrà formato il personale della polizia municipale all'uso del defibrillatore semiautomatico, ed io, in veste di istruttore BLSD ho dato il mio contributo offrendo i corsi &nbsp;gratuitamente. Sì, perché, siamo uno dei pochi paesi che ha acquistato così tanti defibrillatori e pensato di diffonderli nei luoghi di maggior affluenza. A breve verrà attivato il progetto di "TERLIZZI CITT<span class="fs16">À</span><span class="fs16"> CARDIO PROTETTA" grazie ad un'associazione "no profit", intitolata alla memoria di un giovane medico terlizzese, Fabio Ruggiero. La finalità è quella di promuovere iniziative e campagne dedicate alla prevenzione e alla cura delle malattie cardiache, anche attraverso l'installazione di defibrillatori e la preparazione di personale volontario in grado di prestare immediato soccorso. Il 29 gennaio del 2014, Fabio, amico d’infanzia, è scomparso prematuramente, a poco meno di trent'anni, colto da un arresto cardiaco. La morte improvvisa di Fabio, allora specializzando in Ortopedia e Traumatologia presso l'Università di Bari, scosse fortemente noi terlizzesi. &nbsp;Ad oggi, non possiamo che diffondere le tecniche ed informare più persone possibili, perché i dati sono allarmanti, vi sono circa 73.000 persone, in Italia, che perdono la vita per arresto cardio circolatorio a casa, per strada, e il 65% circa degli arresti cardiaci si svolge in presenza di testimoni. E allora perché aspettare ancora per frequentare un corso BLSD? &nbsp;</span></div><div><br></div><div><b>Dott.ssa Ilaria De chirico</b></div><div><b>Istruttrice BLSD</b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>" </div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 16:04:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?defibrillatori-in-citta</link>
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			<title><![CDATA[IL DIABETE GESTAZIONALE]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_l6m248nh"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Ginecologia-Gravidanza.webp"  title="" alt="" width="458" height="305" /><br></div><div><br> Il diabete &nbsp;è una situazione in cui si verifica un aumento del livello degli zuccheri nel sangue, conseguente ad una alterata produzione dell’insulina.<br> Questa condizione metabolica può manifestarsi in maniera pregressa alla gravidanza (diabete pregravidico), oppure può essere &nbsp;indotta dalla gravidanza stessa.<br> Le donne che presentano un diabete pregravidico &nbsp;dovrebbero, dietro consiglio medico, programmare la gravidanza, al fine di poter attuare il maggior numero di accorgimenti possibili per vivere la gravidanza stessa, in salute. &nbsp;A tali donne, &nbsp;è raccomandata l'assunzione di &nbsp;4mg/die di acido folico da prima del concepimento, &nbsp;seguire un'alimentazione controllata, ricca di fibre e che prediliga zuccheri complessi (pane e pasta integrali, derivati di farine ai cereali ecc...) e quando possibile, seguire una <b>corretta attività sportiva</b>. In questo modo, lo stile di vita stesso, migliora lo stato di salute materno, la fertilità e il futuro benessere fetale.<br> Molta attenzione devono prestare anche le donne con familiarità diabetica o ipoglicemia già all’inizio della gravidanza, ricorrenti infezioni urinarie e vulvovaginiti, obese o con precedente riscontro di glucosio nelle urine. Donne che presentano una o più di queste condizioni, sono associate ad un alto rischio di sviluppare il diabete in gravidanza e dovrebbero sottoporsi allo screening tra la 16a e la 18a settimana di gravidanza, ripetendolo alla 28a. <br> Lo screening, si esegue bevendo una miscela zuccherina contenente 75 g di glucosio e valutando il livello di zucchero ematico a digiuno e dopo 1 e 2 ore dalla somministrazione della &nbsp;miscela. <br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.Vv4_sKSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dr. Carlo Avantario</a></b></div><div><b>Ginecologo</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br> Chiedi al ginecologo di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"<br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 10:59:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-diabete-gestazionale</link>
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			<title><![CDATA[LA LEZIONE DI CLAUDIO ABBADO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5sc452d8"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Abbado-Vita-musica.webp"  title="" alt="" width="454" height="651" /><br><br> Claudio Abbado, il grande direttore d'orchestra scomparso l'anno scorso, ha detto: «La musica è necessaria alla vita, può cambiarla, migliorarla e in alcuni casi può addirittura salvarla. Per questo motivo da sempre insisto sull'importanza dell'educazione musicale, che in ultima analisi diventa educazione dell'uomo. Prima è però fondamentale che la musica sia accessibile a tutti, democraticamente».<br> Ho avuto la fortuna di ascoltare più volte Abbado dal vivo, in concerto e in prova, e anche di parlarci. Era una persona squisita, un uomo timido, parco con le parole, gentile, con un corpo esile e fragile, ma dotato di una forza interiore e una determinazione enormi. Quando diceva che la musica può salvare la vita Abbado parlava per esperienza personale. Nel 2000 era stato colpito da un cancro che aveva costretto i medici ad asportargli una parte dello stomaco. Ma, testardo com'era, non ne aveva voluto sapere di restarsene a riposo tanti mesi, e dopo poche settimane aveva ripreso in mano la bacchetta per dirigere la sua orchestra, i Berliner Philharmoniker, con cui ricominciò a fare concerti e tournée in giro per il mondo. Quando tornò sul podio Abbado era magrissimo, quasi irriconoscibile: ma aveva negli occhi e nel gesto una forza e una <b>passione</b> ancora maggiori che in passato. Chi conosceva la sue interpretazioni, così lucide nel rendere ogni dettaglio della partitura e così cariche di tensione drammatica, restava sbalordito dalla profondità e dall'umanità che riusciva a conferire a ogni esecuzione. In quei mesi Abbado diceva alla sua orchestra: "Siete voi la mia migliore medicina". Sul podio era sorridente, e anche i musicisti lo erano: i loro sguardi tradivano un'intesa profonda, avevi l'impressione che per loro suonare le complicate partiture di Beethoven o di Mahler fosse un divertimento, quasi un'improvvisazione. Abbado aveva imparato a considerare la malattia come un dono: grazie a lei aveva imparato ad apprezzare l'essenziale della vita, gli affetti, i legami con gli altri individui, con i musicisti della sua orchestra. Detestava che lo si chiamasse "Maestro": per tutti lui era Claudio. Aveva capito che ogni attimo della vita va assaporato fino in fondo, che un sorriso, uno sguardo, un gesto hanno un valore incommensurabile. Diceva che la malattia aveva acuito in lui la sensibilità dell'olfatto, del gusto e, ovviamente, dell'udito: ora riusciva a sentire certi dettagli, certe impercettibili sfumature dinamiche che prima gli erano sfuggite. Ogni suono, ogni silenzio racchiude in sé un mondo. La malattia gli aveva insegnato che l'interprete non deve avere limiti &nbsp;– e davvero con Abbado qualunque musica, anche quella che eri sicuro di conoscere alla perfezione, suonava ogni volta nuova, come se fosse stata appena composta.<br> Per tredici anni la musica ha tenuto in vita Abbado, dandogli un coraggio e una determinazione che appartengono solo ai "grandi uomini". A noi quei tredici anni hanno regalato esecuzioni rapinose, esaltanti e commoventi, guidate dal suo gesto leggero, aereo, carezzevole. Esecuzioni che scaturivano dalla gioia del "far musica insieme", da un dialogo alla pari tra direttore e musicisti, da una continua sperimentazione condotta nello spirito del gioco e della divertita complicità. Suonare Bach e Brahms come in una jam-session di jazz.<br> La volta scorsa, parlando del "Flauto magico" dicevo che con la sua ultima opera Mozart ha voluto indicarci nei bambini un esempio da seguire, perché più capaci dei grandi di sognare a occhi aperti una realtà migliore di quella presente. Con la sua determinazione e il suo slancio visionario Abbado ha conservato fino all'ultimo il cuore di un bambino. Era convinto che la musica, e la bellezza in generale, avrebbero reso il mondo migliore. Non la ricchezza, non un modello di sviluppo pagato a caro prezzo dall'ambiente, dai paesi del "terzo mondo", dagli emarginati, dai tanti chi non hanno le chance dei pochi privilegiati. Abbado non ha mai concepito la musica come una torre d'avorio, un'esperienza di puro godimento estetico separato dalla realtà. Per lui la musica era uno strumento per conoscere se stessi e gli altri e per cambiare il mondo. E aveva capito che se vuoi che le cose cambino devi partire dai più giovani. Lui, da sempre convinto che la musica abbatte ogni barriera, ogni divisione politica, ideologica e di ceto, che in tempi non sospetti aveva fondato la European Community Youth Orchestra, un'orchestra che univa giovani musicisti dell'Europa dell'Ovest e dell'Est, che era riuscito nel miracolo di aprire un "tempio" come il Teatro alla Scala agli studenti, agli operai, agli abitanti delle periferie, non ha mai smesso di pensare in grande e di battersi con tutti i mezzi per realizzare i suoi sogni. Così, negli ultimi anni l'impegno a favore dei giovani è andato intensificandosi. Abbado diceva: «Spesso gli orchestrali lavorano per routine, io invece credo che la musica sia gioia e libertà e quindi non debba essere soggetta a nessun limite». Per questo lavorava soprattutto con giovani musicisti, nutrendosi del loro contagioso entusiasmo.<br> Dei bambini Abbado possedeva anche l'incoscienza con cui si imbarcava in progetti sempre nuovi e apparentemente impossibili e la <b>sana cocciutaggine</b> con cui riusciva a ottenere ciò che voleva: nuove sale da concerto, nuove orchestre. Ne ha fondate diverse, tutte nel segno della gioventù, tutte eccellenti: tra il 2003 e il 2004 videro la luce le sue ultime creazioni, l'Orchestra del Festival di Lucerna e l'Orchestra Mozart di Bologna, formazioni in gran parte giovanili i cui membri più navigati sotto la sua bacchetta suonavano con una passione e un entusiasmo da ragazzi.<br> Anche sulla soglia degli ottant'anni, segnato nel corpo dalla malattia, Abbado continuava a far musica con quello spirito di continua sorpresa e ricerca che appartengono solo ai più piccoli: chi come me ha potuto assistere ai suoi concerti e alle sue prove ricorda con piacere il sorriso di stupore che illuminava il suo viso quando un orchestrale riusciva a dare un colore particolare e inaspettato a un passaggio, quando nell'intreccio dei suoni la "magia" si realizzava e la musica cominciava a volare. Del resto Abbado ha sempre concepito il lavoro del direttore d'orchestra come una magia. Tutto cominciò quando, all'età di sette anni, per la prima volta si recò col papà alla Scala per assistere ai "Nocturnes" di Debussy diretti da Antonio Guarnieri. Con quella strana bacchetta in mano il direttore d'orchestra evocava la figura di un mago: «Quando la agitava, la musica sgorgava meravigliosa. Arrivato a "Fêtes", il secondo dei tre "Nocturnes", con le arpe e le trombe che risuonano in lontananza, ero senza fiato. Tornato a casa ero così eccitato che non riuscivo a dormire. Quella notte scrissi sul mio diario: un giorno ricreerò quella magia».<br> Per tanti la musica è una fuga dalla realtà o, peggio, un segno di distinzione sociale. Per Abbado estetica ed etica sono una cosa sola. La musica è un diritto di tutti, soprattutto dei più svantaggiati, una verità che aveva imparato da José Antonio Abreu, il fondatore del Sistema Orchestrale Giovanile e Infantile Venezuelano, di cui vi parlerò la prossima volta. Così, accanto all'attività concertistica l'Orchestra Mozart ha avviato il progetto "Tamino", con cui la musica viene portata tra i bambini segnati da disagio fisico e psichico nei reparti pediatrici e nelle strutture socio-assistenziali, e il progetto "Papageno", grazie al quale i detenuti del carcere "Dozza" di Bologna, cantando in un coro, imparano il valore del rispetto mediante la pratica dell'ascolto reciproco. Un principio, quest'ultimo, che per Abbado ha sempre rappresentato l'essenza stessa del fare musica. Oggi che Claudio non c'è più l'Orchestra Mozart ha sospeso la sua attività, ma per fortuna "Tamino" e "Papageno" continuano a vivere grazie all'impegno dell'associazione "Mozart14".<br> Fare musica insieme, sia in orchestra che in un coro, significa imparare ad ascoltarsi l'un l'altro e a dialogare. Ascolto reciproco e dialogo, capacità di comprendere le ragioni dell'altro e del "diverso", sono ciò di cui la società ha bisogno per combattere pregiudizi, abbattere steccati, superare egoismi, porre fine alle guerre. Idea, questa, portata avanti anche da un vecchio amico di Claudio, Daniel Barenboim, con la sua West-Eastern Divan Orchestra, una formazione in cui suonano insieme giovani musicisti di diversi paesi del Medio Oriente spesso in guerra tra loro: israeliani, palestinesi, libanesi, siriani, egiziani, giordani. Dal canto suo Abbado ha sempre favorito l'incontro tra culture diverse: le sue orchestre riuniscono musicisti provenienti da tutto il mondo. Ma se la musica ha un <b>valore formativo</b> così grande, se è capace di migliorare gli individui e la società, allora è necessario che essa entri nella vita delle persone sin dall'infanzia. Abbado è stato tra quanti si sono battuti per l'introduzione nelle scuole di un seria educazione musicale. E non solo a parole: nel 2008, con l'impressionante esecuzione del "Te Deum" di Berlioz al Paladozza di Bologna, che vedeva coinvolte oltre seicento voci bianche provenienti dalle scuole di tutta l'Emilia Romagna, Abbado volle dimostrare ai governanti quali risultati si possono raggiungere, in termini di entusiasmo, impegno e qualità artistica, se solo si avesse davvero voglia di rendere la musica accessibile ai più piccoli. Un monito a tutt'oggi rimasto inascoltato.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.Vwf586SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Domenico Andriani </a></b></div><div><b>Esperto in Storia della Musica</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Copyright Immagine: <span class="fs16">https://sergiomassironi.wordpress.com/2014/01/20/una-specie-di-rivoluzione/</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 09:50:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-lezione-di-claudio-abbado</link>
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			<title><![CDATA[CREDITO D’IMPOSTA SUGLI INVESTIMENTI NEL MEZZOGIORNO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2cnnu1rg"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Fiscale-Investimenti.webp"  title="" alt="" width="494" height="337" /><br></div><div><br></div><div><div>"Via libera al modello e alle istruzioni per il credito d’imposta sugli investimenti nel Mezzogiorno, introdotto dalla legge di stabilità 2016. I titolari di reddito d’impresa, a partire dal 30 giugno 2016, possono beneficiare del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. Il credito d’imposta, per il quale la legge di stabilità ha stanziato 617 milioni l’anno, spetta in relazione agli investimenti realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019. Il credito d’imposta è fruibile, quindi, dai soggetti titolari di reddito d'impresa con riferimento agli investimenti legati all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio. Sono esclusi dal beneficio i soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo. L'agevolazione non si applica neppure alle imprese in difficoltà. Il beneficiario potrà utilizzare il credito d’imposta maturato solo in compensazione ai sensi dell’art. 17 del Dlgs. n.241/1997, esclusivamente attraverso i servizi telematici dell'<b>Agenzia delle Entrate</b>." </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></div><div><b>Commercialista </b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi al commercialista di "<a href="http://tiny.cc/commercialistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"</div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Apr 2016 14:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[DESTINO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_m61m86n3"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Destino-Etica_zdslzwqo.webp"  title="" alt="" width="473" height="365" /><br><br> "In Weber il momento della decisione irrazionale che decide la nostra preferenza per alcuni VALORI rispetto ad altri è DESTINO.<br> Esattamente come in Jung, ci accade quello che ci è proprio, che è "nostro". Somiglianze di famiglia, analogie, vicinanze e parentele non possono che avvicinare, accostare l'una all'altra, le <b>esperienze</b> di ciascuno di noi, ma non sono l'essenziale del destino. <br> Ognuno muore sul "suo" campo di battaglia, colpito dalla "sua" freccia. <br> Ogni freccia è la risposta del destino alla sua decisione. E tuttavia solo la filosofia futura può testimoniare il destino, LO STARE che non può essere in alcun modo e in alcun tempo negato, eterno occhio infallibile che vede il senso immutabile ed eterno della totalità dell'essere. Nessuno degli uomini e nessuno degli dei può essere quest'occhio. Eppure, al di sotto della nostra fede di essere uomini - una fede questa, che è essenzialmente legata alla fede nell'esistenza del divenire -, noi siamo l'occhio eterno che eternamente vede la verità assolutamente innegabile del Tutto.» -<a href="digilander.libero.it/moses/severino02.html" target="_blank" class="imCssLink">Rif. testo</a>-<br> IO DIR<span class="fs16">Ò</span><span class="fs16"> SOLO DUE PAROLE OGGI... "quale il senso del destino &nbsp;dei settecento poveri uomini del mare?</span></div><div> Vorrei vedere la freccia che ha colpito ognuno di loro sul campo di battaglia che campo non è LO STARE della totalità dell'essere il valore dell'esistenza di quei singoli destini infranti sulle onde di un mare poco generoso. Qual è??<br><span class="fs16">È</span> un giorno questo in cui neanche la mia filosofia sa darmi una risposta sufficientemente accettabile. Siamo abbastanza umani se lasciamo andare delle vite incontro ad un così atroce epilogo? Tacete coi nostri bambini potrebbero non perdonarci.<br> DESTINO, DIVENIRE TOTALIT<span class="fs16">À</span><span class="fs16"> DELL'ESSERE PAROLE VUOTE</span></div><div><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Apr 2016 11:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA SAGGEZZA E I PROVERBI]]></title>
			<author><![CDATA[Isabella Iannetti]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_p4r4uu3x"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Proverbi-Racconto.webp"  title="" alt="" width="491" height="326" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16">L</span><span class="fs16">a nonna mi diceva sempre: la falsità, l'invidia e l'arroganza, sono le tre figlie dell'ignoranza! Quanta saggezza in quel contenitore di rose splendide e spine pungenti. Quanto cammino intriso d'amore, tanto dolore su orme smarrite, tante scommesse mai vinte. Proverbi d'un quotidiano vissuto: falsità, invidia, ignoranza, ma... gli istrioni della progettualità, insegnavano che la tenerezza spalmava la <b>carezza</b>, che un progetto di vita comincia con un vagito, un grattacielo sfida il mondo intero, e che in una guerra, in una trincea, il pianto di un bimbo scava ideali, spiega le ali. Un bimbo, nel palmo d'una mano è il testamento corale di ogni nonno speciale. Quel bimbo, nel prato fiorito, coglierà il profumo d'una pasta frolla zuccherata e spazzerà l'ignoranza. Trionferà la speranza nel cammino e bisbiglierà:"nel mio progetto, voi cari nonnini, un mondo colorato e di favole raccontato!"</span><br></div><div><br><b> Isabella Ianne<span class="fs16">tti</span></b></div><div><br></div><div><a href="www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Apr 2016 08:31:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-saggezza-e-i-proverbi</link>
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			<title><![CDATA[MANGIARE CON GLI OCCHI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Lucia Palmieri]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_k1063g15"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Salute-Colori-e-cibo.webp"  title="" alt="" width="501" height="344" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16">Molto condizionati anche dal modo in cui gli alimenti appaiono, per aspetto, forma e colore, i bambini mostrano di gradire soprattutto cibi di colore giallo accordando a questa tonalità la preferenza assoluta (48% per i piccoli, 34,8% per i grandi). Legato a alimenti come la pasta e i biscotti e in grado di rievocare l’aspetto delle prime pappine consumate, il giallo e le sue gradazioni, rappresentano i colori più confortanti in fatto di cibo a conferma di intuizioni già emerse in altri studi analoghi, come quello recentemente condotto dall'università di Birmingham. Per i più piccoli il colore dei cibi presenti nel piatto si lega al bisogno di avere davanti agli occhi qualcosa di invitante e allegro da portare alla bocca ed è per questo che ad avere la meglio sono colori caldi e tenui come il giallo e l’arancio. I grandi, invece, distribuiscono le loro scelte in modo più diffuso comprendendo, tra le proprie preferenze, anche colori come il marrone, identificato con il cioccolato e facendo un’attribuzione mentale del colore ai cibi che più conoscono e, spesso, preferiscono. Il bianco del riso ben si addice ai tanti colori che l’orto ci regala in questo periodo dell’anno: carciofi, asparagi, radicchi, fave, piselli, carote, spinaci…E come resistere al richiamo di un risotto così ricco di colori e sapori? La bella stagione ci invita a scegliere cibi poco elaborati che mantengano tutto il sapore e la freschezza dei loro ingredienti, come le verdure che, oltre a regalarci le loro proprietà disintossicanti, rendono gustoso il semplice riso e, senza arrivare alle scelte estreme dei convinti vegetariani, possiamo pensare ad esso come all’alimento ideale per la capacità di unirsi in modo così felice, dal punto di vista del gusto e della nutrizione, con una così grande varietà di prodotti.</span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/i-miracoli-della-natura.html#.VxOLxTCLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr.ssa Lucia Palmieri</a></b></span></div><div><span class="fs16"><b>Biologa Nutrizionista Specialista in Scienza dell'Alimentazione Coordinatrice Scientifica SEAM </b></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div><div><span class="fs16">Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 17 Apr 2016 13:05:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?mangiare-con-gli-occhi</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[IL FAMILY CAREGIVER]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Donato Grande]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_28ip39oo"><div><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Disabilita-Familiari.webp"  title="" alt="" width="468" height="312" /><br></div><div><span class="fs16"><br> Il family caregiver è un termine inglese, che indica colui che si prende cura a tutti i livelli e in modo totalmente gratuito di una persona, in questo caso un familiare, un amico o un congiunto, che a causa dell'età, di una malattia o di una gravissima disabilità non è autosufficiente e quindi non è in grado di svolgere gli atti necessari alla <b>vita quotidiana</b>.<br><br> Queste figure svolgono un lavoro molto nobile e importante per il disabile, con un impegno estremamente continuativo e stressante.<br> In Italia i caregiver non hanno una definizione giuridica, quindi il loro lavoro altamente usurante, non viene tutelato e ne riconosciuto, non hanno una tutela previdenziale, sanitaria e giuridica, non godono del riconoscimento dei diritti fondamentali come quello al riposo, alla salute e alla vita sociale, la maggior parte sono discriminati in ambito lavorativo e sociale, in &nbsp;quanto offrendo una prestazione lavorativa continuativa, al familiare gravemente disabile, che necessità di assistenza continuativa a volte anche di 24 ore al giorno, non possono eseguire un attività occupazionale, che porterebbe dei redditi nella sfera familiare, e quindi in questo modo le condizioni di svantaggio economico per l'intera famiglia aumentano, &nbsp;e sempre per lo stesso motivo, sono impossibilitati ad uscire di casa, vivendo spesso in &nbsp;condizione simili agli arresti domiciliari.<br><br> L’unica alternativa che hanno i caregiver, è quella di abbandonare il proprio caro in strutture ospedalizzate, che costano allo Stato somme ingentissime di denaro, negandogli in questo modo la sua casa e l’affetto dei suoi cari.<br><br> Sarebbe una crescita morale per tutto il nostro paese, se l'Italia si adeguasse agli altri paesi Europei, infatti in Spagna, Gran Bretagna, Francia e Germania i caregiver familiari hanno &nbsp;un riconoscimento giuridico, economico e contributivo. <br><br> &nbsp;Mi auspico quindi un impegno da parte dello Stato Italiano, nel riconoscere nel più breve tempo possibile delle forme di riconoscimento per i caregiver familiari. Questa è una categoria che non può fare <b>rivendicazioni</b>, non entrerà mai in sciopero, ma sarà sempre presente e disponibile nel miglior dei modi possibili.<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/community----donato-grande---diversabilita-.html" target="_blank" class="imCssLink"> Dott. Donato Grande </a></b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br></span></div></div><div><span class="fs16">Copyright Immagine: </span><span class="fs16">http://images.bwbx.io/cms/2012-12-03/1203_unpaid_caregivers_630x420.jpg</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 17 Apr 2016 12:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[POTENZIARE LE ABILITÀ NUMERICHE ENTRO I 3 ANNI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_z2f37fbg"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Abilita-Psicologia.webp"  title="" alt="" width="460" height="328" /><br></div><div><br><span class="fs16"> Le abilità numeriche, proprio come accade per quelle verbali, necessitano di stimolazioni sin dai primissimi mesi di vita. Quasi sicuramente, ciascuno di voi avrà avuto modo di rapportarsi con bambini molto piccoli e di ritrovarsi partecipi in giochi di vocalizzi, ninne nanne e suoni vari. Mi chiedo se siete stati così precoci nell’esporre il vostro... bimbo anche a concetti numeri e a piccole quantità. <br> Che i bambini abbiano delle capacità innate ormai è noto a tutti ma che i neonati abbiano la capacità immediata di percepire quantità entro il 3 o che siano in grado di trovare tutte le relazioni quantitative di maggioranza, minoranza e uguaglianza forse lo sanno in pochi. &nbsp;<br> Nonostante i bambini abbiano cognizioni di quantità estremamente precoci ed evolute è molto preoccupante osservare un numero elevato di bambini che fatica nell’ambito della matematica. <br> Cosa accadrebbe ad un individuo se invece di essere accompagnato alla deambulazione fosse lasciato sempre da solo? Cosa accadrebbe a quel piccolo se per anni non fosse esposto al linguaggio se non occasionalmente? La risposta è intuibile: l’assenza di stimolazione, secondo il principio della neuro-plasticità, determina la patologia del sistema motorio, linguistico ecc., deprivato.<br> I nostri bimbi nascono e crescono con una sorprendente potenza cognitiva di riconoscimento della quantità e chissà per quanti anni la lasciamo senza esposizione e potenziamento.<br> Fino a quando non capiremo che i bambini molto piccoli vanno esercitati nei domini giusti del numero, ovvero quelli di quantità e non di messa a memoria di procedure, registreremo un numero sempre più crescente di studenti con prestazioni matematiche deboli.<br> Il potere giocato dai genitori e dagli insegnanti (soprattutto dei nidi e delle scuole materne) diventa così determinante per il sano sviluppo dell’intelligenza numerica del proprio figlio o piccolo alunno.<br> L’augurio è che sempre un numero più crescente di dirigenti scolastici inizi ad investire in progetti che riconoscano la precocità della cognizione numerica al fine di poterla potenziare proprio come vien fatto per l’intelligenza verbale. Contestualmente, peraltro, invito i genitori ad approfondire la tematica così da poter meglio indirizzare il proprio “lavoro” di potenziamento. <br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa Annalisa Cagia</a><br></b></span><div><span class="cf1"><b>Psicologa, Psicoterapeuta cognitivista</b></span></div><div class="fs16"><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a></div></div><br> Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"<br><br><span class="fs12">Prima fonte: http://www.libreriauniversitaria.it/sviluppo-intelligenza-numerica-lucangeli-daniela/libro/9788843039197</span> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div><div class="fs16"><br></div><div class="fs16">Seconda Fonte: &nbsp;<span class="fs12">http://www.libreriauniversitaria.it/strategie-calcolo-matematica-vedica-cognizione/libro/9788859003229</span></div><br></div><div>Copyright Immagine: <span class="fs12">http://www.lescienze.it/news/2013/10/24/news/senso_numero_numerosit_abilit_matematiche_infanzia-1858454/</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 17 Apr 2016 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I BAMBINI DEVONO STARE IN BRACCIO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.sse Parente e Valerio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_h3ss654x"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/In-braccio--Pianti.webp"  title="" alt="" width="488" height="324" /><br></div><div><br></div><div>Come reagire al pianto dei bambini nel primo anno di vita?</div><div>Nonostante negli ultimi decenni la visone dell'infanzia e della maternità sia cambiata, capita ancora spesso alle neomamme di sentirsi rimproverare perché tengono troppo in braccio i loro bambini. La critica più comune è che così li viziano. Si tratta di una convinzione del tutto errata, che però può rendere le mamme molto insicure, perchè da un lato c'è l'istinto che dice loro di assecondare le richieste dei piccoli, dall’altro lato le critiche sono sempre in agguato. Ci dimentichiamo troppo spesso che siamo animali. Se osservassimo il comportamento degli altri mammiferi, ci accorgeremmo che tutte le madri tengono a contatto strettissimo e continuo i loro piccoli fin dalla nascita e per un tempo di settimane o mesi. A causa della dimensione del canale del <b>parto</b>, i cuccioli d’uomo devono nascere dopo nove mesi di gestazione, molto prima di aver raggiunto il livello di maturazione degli altri primati non umani. Questo fa si che siano estremamente vulnerabili e quindi i più dipendenti dall'accudimento materno: ciò di cui hanno più bisogno e che con il pianto richiedono, oltre ovviamente al nutrimento, è contatto stretto, contenimento, rassicurazione. Gli esperti parlano infatti di endogestazione per indicare i nove mesi di gravidanza, e di esogestazione, ovvero dei nove mesi dopo il parto, periodo in cui i cuccioli per crescere hanno bisogno di rimanere a stretto contatto con la madre come se fossero ancora in utero. Esiste ormai una mole notevole di studi che dimostrano come la costante privazione del contato fisico ed emotivo, fatto di sguardi, di abbracci, di carezze e di risposte al pianto, nei primi mesi di vita abbia ricadute anche drammatiche sulla crescita sia fisica che psicologica dei bambini. Cosa fare allora e come rispondere alle critiche? Non lasciatevi toccare dalle critiche di quanti dicono che tenendolo in braccio i bambini li si vizia. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> un pregiudizio senza fondamento, gli studi mostrano che è vero proprio il contrario, quindi rispondendo alle richieste di contatto del vostro bambino gli state offrendo il nutrimento giusto per il suo mondo emotivo e per &nbsp;la creazione delle sue autonomie. Rispondere prontamente al pianto dei bambini nel primo anno di vita, non è viziarli: gli studi mostrano come i bambini che vengono lasciati piangere nei primi 3 mesi, piangono di più &nbsp;tra i 9 e i 12 mesi. Al contrario i bambini che non vengono lasciati piangere oltre a piangere di meno, nell'ultimo trimestre del primo anno, sviluppano più rapidamente competenze linguistiche alternative al pianto. Paradossalmente, i bambini spinti troppo presto verso l'autonomia tenderanno a rimanere più dipendenti, al contrario i bambini che hanno trovato la rassicurazione di un abbraccio ogni volta che lo hanno chiesto, avranno creato dentro di sé un nucleo di sicurezza interna che permetterà &nbsp;loro di diventare più autonomi. Infine sfatiamo una volta per tutte la storia che bisogna lasciare piangere i bambini perchè così “si fanno i polmoni”: i polmoni non sono mica muscoli, che a sforzarli si sviluppano di più. Continuate a godervi i vostri bambini…tra le braccia!</span></div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYpHaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Rossella Valerio </a></b></div><div><b>Ostetrica </b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-mistero-insondabile-della-maternita.html#.VwYo56SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Raffaella Parente</a></b></div><div><b>Ostetrica </b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 16 Apr 2016 10:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[OCCHIO AL FUTURO!]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Patrizia di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PET-THERAPY_E_SOCIALE"><![CDATA[PET-THERAPY E SOCIALE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c411892i"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Occhio-al-futuro-Sociale-.webp"  title="" alt="" width="450" height="384" /><br></div><div><br></div><div> «Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo» cit. Mahatma Gandhi.</div><div> Vivere nella società significa essere attori di cambiamento. Tutti possiamo agire a tutela del futuro; per questo bisogna essere soggetti attivi nel proprio piccolo e fin da <b>piccoli</b>.<br> Tutto ha inizio a scuola… &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br> Ogni minore ha il diritto ad avere un percorso educativo-formativo adeguato alle proprie attitudini, tenendo conto delle situazioni socio-familiari che potrebbero influire sul suddetto. Occorre impegnarsi per ridurre il fenomeno sociale della Dispersione scolastica: un’indagine qualitativa realizzata dall'ISOFOL su un campione di giovani che hanno abbandonato la scuola, mostra come l’area della rinuncia si stia allargando anche ad adolescenti senza particolari carenze affettive, relazionali o economiche, ma che si dimostrano sempre più attratti da modelli mediatici di successo facile. <br> Il diritto allo studio comporta anche il diritto ad un'esperienza scolastica di qualità; imprescindibile quindi l’arricchimento delle risorse tradizionali della scuola attraverso l’attivazione di relazioni con istituzioni e risorse esterne alla Scuola (associazionismo, agenzie sportive, musicali...) per promuovere esperienze formative sul piano della valorizzazione delle capacità personali e della lotta all’ insuccesso scolastico. <br> Noi tutti possiamo riformare alle radici il Sistema del Welfare, valorizzando le dimensioni territoriali, coinvolgendo tutti gli attori dagli Enti alle reti familiari, promuovendo l'intervento sociale.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-nel-sociale-per-comprenderne-l-essenza.html#.Vv5-IaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dott.ssa &nbsp;Patrizia di Lernia</a></b></div><div><b>Assistente Sociale-Operatrice di Terapia e attività assistita dagli animali</b></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><br></div><div><br></div><div>Copyright Immagine: <span class="fs12lh1-5">http://enzatassitani.it/opere/con_un_occhio_al_futuro.jpg</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 16 Apr 2016 08:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[RACCONTO A MANDORLA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Valentina Vania]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0en4k5du"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Down-Apprendimento-e-relazioni.webp"  title="" alt="" width="452" height="230" /><br></div><br><div>&lt;In quel paese tutto era a mandorla: le foglie, degli alberi, i petali dei fiori. Le nuvole ed anche il sole e la luna&gt;. È il racconto di Giacomo,un bambino con sindrome di down, che ha un modo particolare di vedere il mondo attraverso i suoi splendidi "occhi a mandorla"...<br><br>Mi chiamo Giacomo. Io ho la sindrome di Down. Down è una parola inglese. Per quel poco di inglese che ho imparato a scuola down significa "sotto" o "giù". Io non capisco bene perché ci abbiano chiamato così. Io non mi sento giù. Io sono contento.<br>Mi hanno detto che i bambini Down hanno gli occhi a mandorla, all'insù. È questo che li rende diversi.<br><br>Un giorno ho fatto un sogno.<br>Ero nel parco del paese dove abitavo. In quel paese tutto era a mandorla: le foglie, degli alberi, i petali dei fiori. Le nuvole ed anche il sole e la luna.<br>Stavamo giocando con gli amici, tutti rigorosamente con gli occhi a mandorla.<br>Si presentò un bambino. Tutti rimanemmo stupiti e spalancammo gli occhi per quanto la forma a mandorla lo permettesse.<br>Quel bambino aveva gli occhi tondi.<br>Naturalmente ciò destò scalpore nel paese e nessuno se la sentì di giocare con lui.<br>Ben presto si diffuse ovunque la notizia di quel bambino con gli occhi tondi.<br><br>Una domenica mattina, di buon'ora decisi di andare a provare i miei nuovi pattini a rotelle ovali.<br>Incontrai il bambino dagli occhi tondi seduto in un angolo, stavo piangendo.<br>Per me si trattò di una scoperta sensazionale: anche dagli occhi tondi uscivano le lacrime!<br>Lo presi per mano e facemmo una corsa nel prato fino a cadere spossati.<br>Cadendo mi accorsi che, nel prato, accanto ai trifogli ed ai fiori coi petali ovali c'erano trifogli a foglie tonde e fiori con petali tondi.<br>Erano sempre stati lì ed io non me ne ero mai accorto.<br>Scoprii che questa forma diversa era in mezzo a noi e non l'avevamo mai vista forse perché non avevamo mai voluto osservare meglio.<br>Questa scoperta si rivelò ancor più sensazionale. Tondo ed ovale potevano convivere tranquillamente senza confondersi a creare una struttura informe ed astratta, ma completandosi in mille altre forme creative.<br><br>Ora che mi sono svegliato voglio continuare a sognare ad occhi aperti (perché anche gli occhi a mandorla sono capaci di sognare…)<br><br>Racconto di Caterina Vaglini tratto dalle raccolte nell'ambito del progetto Pedagogia dei genitori e pubblicate su AIPD Pisa-Livorno.<br><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dott.ssa Valentina Vania</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Educatrice, pedagogista, esperta nei processi formativi</b></span></div><div><br></div><div><a href="www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"</div><div><br></div><div>Copyright Immagine: <span class="fs12lh1-5">http://www.nextme.it/scienza/salute/6046-sindrome-down-cromosoma-piu-spento</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 16 Apr 2016 07:42:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[GIOCO SPONTANEO E GIOCO GUIDATO]]></title>
			<author><![CDATA[Anna Sofia Piras]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_o86v783g"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Apprendimento-giochi.webp"  title="" alt="" width="519" height="346" /><br></div><div><br></div><div>Attraverso il gioco è possibile capire il bambino, i suoi <b>bisogni</b>, le sue fantasie e le sue difficoltà. Il gioco è per noi Logopedisti lo strumento privilegiato per la terapia con i più piccoli e viene guidato verso il raggiungimento di obiettivi predefiniti. Il gioco rappresenta una risorsa privilegiata per lo sviluppo del linguaggio, sia quando si presenta in modalità libera, sia quando coinvolge l'adulto insieme al bambino. In tutte e due le modalità, sono comunque fondamentali la cura e l’attenzione che genitori e insegnanti dedicano ai momenti ludici. Il gioco spontaneo e il gioco guidato dall’adulto sono due realtà che non si escludono a vicenda, ma trovano nella loro interazione un grande punto di forza. Il gioco spontaneo o libero permette al bambino di esplorare, tentare, conoscere e rafforzare l'autonomia, consente una <b>sperimentazione degli spazi</b>, degli oggetti e delle situazioni che non richiedono la mediazione dell’adulto. Il gioco guidato o strutturato si muove dalla proposta dell’adulto di attività ludiche guidate tenendo conto delle potenzialità del bambino. Nel primo caso, per il gioco libero, è importante che l’adulto sappia riservare ad esso specifici momenti e spazi mettendo a disposizione adeguati materiali per incoraggiare il coinvolgimento e la partecipazione del bambino e favorire la relazione e la cooperazione. Nelle attività di gioco strutturato, diventa centrale l’apporto della figura adulta sia nella scelta accurata dei giochi da proporre, sia nelle strategie adottate per coinvolgere i bambini e nell'orientare il gioco senza snaturarlo. <span class="fs16">È</span><span class="fs16">sempre buona abitudine per i genitori o le figure di riferimento che circondano i bambini verbalizzare le azioni che si compiono giocando con loro e privilegiare attività ludiche che prevedono uno sviluppo della manualità, della fantasia o la riproduzione di situazioni reali ("far finta di") .</span><br></div><div>Buon gioco a tutti...</div><div><b><br></b></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/applicare-la-logopedia-con-passione.html#.VxEn0I9OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Anna Sofia Piras</a></b></div><div><b>Logopedista</b> </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>Chiedi alla Logopedista di "<a href="http://tiny.cc/logopedistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>" </div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 17:12:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?gioco-spontaneo-e-gioco-guidato</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LE SUPPLEMENTAZIONI VITAMINICHE DOPO LA NASCITA (VITAMINA K, D E FLUORO)]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Carbone]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_op81qfo6"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Salute-Vitamine.webp"  title="" alt="" width="459" height="344" /><span class="fs16"><br><br> Vitamina K: è necessaria per la coagulazione del sangue e serve ai bambini per prevenire due importanti forme di malattie emorragiche: una forma precoce, che potrebbe manifestarsi subito dopo la nascita, ed una tardiva, che potrebbe comparire nel 2°-3° mese di vita. &nbsp;Essa va somministrata a tutti i neonati <b>allattati al seno</b>, in quanto il latte materno contiene tale vitamina in quantità ridotte. Viceversa il latte formulato comunemente presente in commercio, è arricchito adeguatamente di vitamina K in dosi sufficienti a soddisfare il fabbisogno del bambino. Il periodo in cui è consigliata la somministrazione di vitamina K nei bambini alimentati esclusivamente al seno materno, comprende i primi 3 mesi di vita.<br> Vitamina D: essa è utile per la calcificazione delle ossa, favorisce la chiusura della fontanella e contribuisce ad una buona dentizione. L'integrazione è raccomandata in tutti i bambini allattati esclusivamente al seno materno o con allattamento misto, qualora ricevano meno di 500 ml di latte formulato al giorno. Il periodo indicato comprende solitamente tutto il primo anno di vita. La vitamina D viene anche prodotta dall'organismo umano a livello cutaneo, in seguito all’esposizione ai raggi solari: per questo motivo i bambini che vivono in zone particolarmente soleggiate, come quelle del Sud Italia, potrebbero non averne bisogno; per lo stesso motivo, di solito si consiglia una sospensione dell’assunzione nei mesi estivi, quando molte zone del corpo sono scoperte ed esposte al sole. <br> Fluoro: contribuisce alla prevenzione delle carie dentali dal momento che rende i denti più resistenti. &nbsp;È consigliato dal primo mese di vita, successivamente si dovrebbe proseguire fino al momento in cui il bambino impara a lavarsi i denti in modo corretto, cioè spazzolandoli con cura e usando il dentifricio senza inghiottirlo. Di solito questa abilità non si raggiunge prima dei due anni e mezzo-tre anni. In teoria la supplementazione di fluoro non è necessaria se l'acqua che il bambino beve è abbastanza ricca di fluoro, ma le acque di tutto il territorio italiano non contengono quantità di fluoro particolarmente elevate, per cui la supplementazione è altamente consigliata.<br><br><b> Dr. Carbone Domenico</b></span><div><b class="fs16">Pediatra</b><br></div><div><br></div><div><span class="fs19"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 15:01:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?le-supplementazioni-vitaminiche-dopo-la-nascita--vitamina-k,-d-e-fluoro-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quale collegamento c’è tra disciplina e sport?]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_90xn1626"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Yoga-Sviluppo.webp"  title="" alt="" width="485" height="323" /><br><br><span class="fs16"> Un sereno saluto a tutti voi!<br> Oggi parliamo di Valori che sono strettamente collegati a tutto ciò che di "Fisico" e "Non Fisico" noi facciamo. Sentiamo parlare di valori anche tra le varie filosofie marziali orientali o tra gli yogi (yogi=praticante di yoga)<br><br> È davvero disarmante come alle volte pochi si soffermano sull’analisi di "Propri" valori, dico propri per sottolineare l'idea che questi, partono da noi e non dalla cultura circostante (religioni, educazione, società).<br><br> Un esercizio molto utile che veniva praticato in alcuni villaggi Ninja, portava gli adepti a concentrarsi sui propri valori. L'esercizio consiste nello scrivere un "Bu-Shi-Do" personale (Bu-Shi-Do = Un insieme di regole o codici del guerriero), ovvero una sorta di "Bibbia" o "Comandamento" creata dalla nostra originale personalità!<br><br> Supponiamo di scrivere da una parte tutto ciò che ci piace o che ci piacerebbe avere/essere, mentre dall’altra tutto il contrario. Questo ci porta automaticamente all’auto disciplina, e se tra i nostri "Comandamenti" abbiamo inserito: <br> &lt;&lt;Detesto essere criticato&gt;&gt;, ogni qual volta critichiamo qualcuno, ci accorgiamo di aver infranto una nostra regola o valore (do per scontato il principio "non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te stesso"). Se si vuole davvero creare un ordine occorre iniziare da qui e rispettare quello che ci siamo promessi.<br><br> Le arti marziali come anche lo Yoga, racchiudono una moltitudine di <b>insegnamenti</b>, ma sta a noi scegliere quelli di cui abbiamo più bisogno!<br> (se un signore è molto generoso, talmente generoso da essere prodigo verso gli altri ma povero verso se stesso, non dovrà più onorare un comandamento tipo "donati al tuo prossimo", ma dovrà sceglierne un altro che lo porti all’equilibrio).<br><br> Questo esercizio "Mentale" è un buon gioco anche per i bambini!<br><br> E per il momento è tutto.<br> Parleremo ancora una prossima volta…<br><br> Ah, Perché dobbiamo fare ordine nella nostro mente?<br><br>"Perché Non esiste posto garantito e migliore della propria mente,<br> In cui tutto nasce e si dissolve, da dove si esce e si ritorna! <br> Occorre fare il meglio per rendere il più armonioso possibile questo posto."<br> (Cit. Fuori dal Sistema – Suahìm AlKalema - Febbraio 2012)<br><br> Cari lettori vi auguro una giornata riposante!<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Suahìm AlKalema</a></b></span><div><div><b>Maestro di arti marziali energetiche</b></div><div><br></div><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 09:52:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?quale-collegamento-c-e-tra-disciplina-e-sport-</link>
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			<title><![CDATA[VOLARE CON LA FANTASIA DEI NOSTRI BAMBINI]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9vf7469a"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Realta-Immaginazione.webp"  title="" alt="" width="521" height="163" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Volare </span><span class="cf1">è sempre stato un desiderio dell'uomo. Volare significa non avere legami, osservare la realtà dall'alto, fuggire dalle responsabilità della vita quotidiana. Spesso i bambini sognano di volare, a volte raccontano che nel sogno non compare il loro corpo, ma solo i loro occhi che vedono una <b>realtà infinita</b>. I bambini però volano anche ad occhi aperti indossando le ali della fantasia . La fantasia colora la vita di divertimento. Per i più piccoli fantasticare è naturale e spontaneo, fa parte del loro modo di essere e di stupirsi, anche di fronte alla semplicità. Attraverso una storia ci si identifica in protagonisti coraggiosi, oppure in principesse incantevoli o ancora in inguaribili sognatori. Ed ecco che la fantasia aiuta ad interpretare la realtà, a superare paure ed insicurezze, a verbalizzare situazioni di cui si fatica a parlare, a trasformare la quotidianità in un avventura in cui non si resta mai soli. Care mamme, non smettete mai di volare e di sognare &nbsp;insieme ai vostri bambini. Nonna Gina. &nbsp;</span></span></div><div><span class="fs16 cf1"><b><br></b></span></div><div><span class="fs16 cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></span></div><div><br></div><div><span class="fs16 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 14:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LE ECOGRAFIE IN GRAVIDANZA]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_fj2888i4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Ecografia-Mamme.webp"  title="" alt="" width="437" height="301" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16 cf1">L'ecografia è una tecnica non invasiva che consente di vedere gli organi del nostro corpo, con l'utilizzo di onde sonore ad alta frequenza (ultrasuoni, non udibili dall'orecchio umano) che attraversano i tessuti.</span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Le ecografie in gravidanza rientrano negli esami che è possibile effettuare per valutare lo stato di benessere del bambino. Sono previste dal Servizio Sanitari</span><span class="cf1">o Nazionale (SSN), cioè se prenotate in un ambulatorio pubblico, sono gratuite, poiché rientrano nella lista degli esami indispensabili della gravidanza, secondo il decreto Bindi del 1998.</span><br><span class="cf1">Secondo tale decreto, le ecografie da effettuare sono tre, una per ogni trimestre di gravidanza e presentano indicazioni e finalità differenti.</span><br><span class="cf1">L'ecografia del primo trimestre può essere effettuata sino alla 12a settimana di gravidanza, per confermare, nei casi dubbi, a quale settimana di gravidanza ci si trova o in caso di perdite ematiche abbondanti. L'esame può essere effettuato per via trans addominale o trans vaginale con ecografo in tempo reale, dotato di sonda addominale di almeno 3,5 MHz e/o di sonda vaginale di almeno 5 MHz. Durante l'ecografia viene visualizzata la presenza, la sede della camera gestazionale e il numero dei feti; dopo la 10a settimana, viene monitorata l'attività cardiaca.</span><br><span class="cf1">Nel secondo trimestre, l'ecografia è utile per poter valutare l'anatomia del feto; è effettuata con la sonda addominale da 3,5 MHz. Se ne consiglia l'esecuzione tra la 19esima e la 21esima settimana di gravidanza, periodo che permette di analizzare la maggior parte dei sistemi fetali oltre che il liquido amniotico e la <b>placenta</b>.</span><br><span class="cf1">Nel terzo trimestre, l'ecografia è utilizzata per valutare la crescita del feto e stimarne il peso. È consigliata intorno alla 32a settimana di gravidanza, attraverso l'utilizzo di una sonda addominale.</span><br><span class="cf1">Molto spesso l'ecografia è utilizzata come una “finestra” per poter spiare il bambino all'interno dell'utero e averne un'immagine definita. Con lo sviluppo dell'ecografia 3d, si fa sempre più vivo il desiderio da parte dei genitori, di "dare un volto" al feto. Ma non bisogna dimenticare che questa è uno strumento nato per un perfezionamento diagnostico in caso di patologie ben precise, per le quali c’è già stata una prima diagnosi attraverso l'ecografia bidimensionale.</span><br><br><span class="cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.Vv4_sKSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Carlo Avantario</a></b></span></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1"><b>Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia</b></span><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br><span class="cf1">Chiedi al ginecologo e all'ostetrica di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"</span><br></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Copyright Immagine: </span></span><span class="fs12">https://www.bing.com/images/search?q=ecografia&amp;view=detailv2&amp;&amp;id=82E737AD5993FE31F4E0BED23D35B14E0ED2D586&amp;selectedIndex=32&amp;ccid=lkj0sWid&amp;simid=608041991377781090&amp;thid=OIP.M9648f4b1689daf5be6d285db273993eao0&amp;ajaxhist=0</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 10:39:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?le-ecografie-in-gravidanza</link>
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			<title><![CDATA[IMPORTANTI NOVITÀ PER IL MICROCREDITO D'IMPRESA DELLA PUGLIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_18k7z93m"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Finanziamenti--Microcredito.webp"  title="" alt="" width="480" height="320" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">La Misura, descritta alcuni giorni fa, comprendente incentivi per la realizzazione di nuovi investimenti di microimprese già esistenti, cambia la sua denominazione e si chiamerà MICROPRESTITO.</span><br></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Possono, ora, accedere ai finanziamenti anche le imprese del commercio a condizione che siano operative da almeno 24 mesi e che abbiano avuto, ne</span><span class="cf1">gli ultimi 12 mesi, un fatturato minimo di 60.000 euro. Possono accedere ai finanziamenti anche le s.r.l. ordinarie. Sono considerate non bancabili le imprese con un fatturato massimo, negli ultimi 12 mesi, di 240.000 euro. In alternativa alla Garanzia morale è possibile produrre una "<b>Presentazione tecnica</b>" elaborata da un'organizzazione imprenditoriale o da un'organizzazione sindacale.</span><br><span class="cf1">In sintesi:</span><br><span class="cf1">Per richiedere un finanziamento, l'impresa al momento della presentazione della domanda deve essere in possesso di tutte le caratteristiche indicate di seguito:</span><br><span class="cf1">1. Le microimprese di produzione e servizi devono aver emesso la prima fattura almeno 6 mesi prima della domanda preliminare di finanziamento, mentre quelle del settore commercio devono aver emesso la prima fattura almeno 24 mesi prima della domanda e aver avuto un fatturato di almeno 60.000 nell'ultimo anno.</span><br><span class="cf1">2. Avere una delle seguenti forme giuridiche: ditta individuale, società cooperativa con meno di 10 soci, società in nome collettivo, società in accomandita semplice, associazione tra professionisti, società a responsabilità limitata;</span><br><span class="cf1">3. Essere non bancabile, avere rispettato quindi negli ultimi 12 mesi tutti i seguenti requisiti:</span><br><span class="cf1">- non avere avuto liquidità per più di 50.000 euro;</span><br><span class="cf1">- non essere stata proprietaria di immobili e macchinari per un valore superiore a 200.000 euro;</span><br><span class="cf1">- non avere un fatturato superiore a 240.000 euro;</span><br><span class="cf1">- non aver beneficiato di finanziamenti per un importo superiore a 30.000 euro.</span><br><span class="cf1">I finanziamenti concessi da un minimo di € 5.000,00 ad un massimo di € 25.000,00 saranno erogati sotto forma di mutui chirografari riferiti alle seguenti tipologie di spesa:</span><br><span class="cf1">- per l'investimento (che devono rappresentare almeno il 30% del totale delle spese previste nell'istanza di finanziamento):</span><br><span class="cf1">a) opere murarie e assimilate; b) acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie, nonché automezzi nei casi in cui gli stessi siano di tipo commerciale; c) acquisto di programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell'impresa; d) trasferimenti di tecnologia mediante l'acquisto di diritti di brevetto e licenze, connessi alle esigenze produttive e gestionali dell'impresa.</span><br><span class="cf1">- altre spese al netto dell'IVA (che non devono superare il 70% del totale delle spese previste nell'istanza di finanziamento):</span><br><span class="cf1">a) spese relative all'acquisto di <b>materie prime</b>, semilavorati, materiali di consumo; b) spese di locazione di immobili derivanti da contratti registrati o di affitto impianti/apparecchiature di produzione; c) utenze: energia, acqua, riscaldamento, telefoniche e connettività corrisposte direttamente ai gestori sulla base di contratti intestati all'impresa beneficiaria; d) premi per polizze assicurative su beni materiali mobili o immobili di proprietà dell’impresa; e) è ammissibile esclusivamente l'acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e automezzi usati da imprese che svolgano abitualmente attività di commercializzazione di tali beni.</span><br><span class="cf1">Pertanto, tale bando è rivolto anche a quelle imprese che realizzano investimenti per ammodernamenti di Servizi di Asilo Nido, Servizi non residenziali per disabili, di ludoteche per intrattenimento bambini o, ancora, di attività nell'ambito della Divisione Q "sanità e assistenza sociale" ed ora commerciali.</span><br><span class="cf1">Ricordo, infine, che non sono richieste garanzie patrimoniali e finanziarie, ma l'impresa dovrà individuare un garante morale.</span><br><br><span class="cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></span></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1"><b>Commercialista</b></span><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it<br></a><br><span class="cf1">Chiedi al commercialista di "<a href="http://tiny.cc/commercialistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"</span><br><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 09:30:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?importanti-novita-per-il-microcredito-d-impresa-della-puglia</link>
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			<title><![CDATA[PREPARAZIONE TECNICA DELLA MAESTRA]]></title>
			<author><![CDATA[Maestra Annalisa Parente]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_17nc1d42"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Didattica-e-Metodi.webp"  title="" alt="" width="461" height="306" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16">La preparazione tecnica della maestra, nello specifico, si divide in quattro fasi. Conoscere il materiale. Per conoscere il materiale la maestra non deve accontentarsi di vederlo, di studiarlo sulla guida del libro, o di apprenderne l’uso dall’esposizione di un insegnante. Ma occorre che si eserciti lungamente con esso, cercando di apprezzare con l'esperienza le difficoltà o l’interesse che ogni materiale può presentare: e di interpretare le impressioni che può riceverne il bambino. &nbsp;Se la maestra ha tanta pazienza da "ripetere l'esercizio" a lungo come un bambino, viene a misurare in se stessa l'energia e la resistenza di cui è capace il fanciullo di una determinata età. A tal fine, la maestra potrà raggruppare i materiali secondo il grado, valutando l'attività che il bambino può esplicare nelle età successive. &nbsp;Curare l'ordine. &nbsp;La maestra, oltre a mettere il bambino in rapporto col materiale, lo mette pure in rapporto con l'ordine nell'ambiente. La regola su cui si basa l'organizzazione esterna disciplinare, per garantire un lavoro tranquillo, è che ciascun oggetto deve avere un luogo determinato dove si conserva e dove rimane quando non è usato. Il bambino può prendere un materiale soltanto dal luogo dove esso "è esposto alla libera scelta" e, una volta che l'ha finito di utilizzare, deve rimetterlo al posto nella stessa condizione in cui l’ha preso. In altre parole, nessun fanciullo può finire solo con la soddisfazione del proprio impulso, ma deve continuare il lavoro fino alla fine, con uno sforzo volontario per rispetto dell'ambiente e delle <b>regole</b> che lo dirigono. Mai un fanciullo può cedere il suo materiale a un compagno, né quindi prenderlo da lui. &nbsp;In tal modo, fin dall'inizio si elimina ogni competizione: l'oggetto che non è esposto non esiste per colui che cerca. E se lo desidera intensamente, non può far altro che pazientare, aspettare che il compagno abbia finito di usarlo e l'abbia riposto nel <b>luogo di esposizione</b>. &nbsp;La maestra, ad ogni modo, per creare un clima privo di competizione, non deve ricorrere a premi o punizioni, ma deve semplicemente fornire al bambino gli strumenti da adoperare: lo stimolo deve essere evidentemente presente nella classe per attirar l'interesse del bambino. Vigilare. &nbsp;La maestra infine "vigila" affinché il bambino assorto nel suo lavoro non sia disturbato dagli altri compagni. Questo suo incarico di "angelo custode" delle anime, concentrate nello sforzo, che dovrà elevare è tra i più solenni compiti della maestra: ella protegge per poi ritirarsi. &nbsp;Dare lezioni. La maestra nel guidare il lavoro del bambino col materiale dà lezioni distinguendo due momenti diversi: il momento di "Iniziazione" (di approccio al materiale) e la "Lezione" vera e propria che si divide a sua volta in "tre tempi". Nel primo, la maestra mette il bambino in comunicazione col materiale, lo "inizia" al suo uso. Nel secondo, la maestra interviene a illuminare il bambino che è già riuscito, coi suoi esercizi spontanei, a distinguere le differenze tra le cose. Alla fine del terzo tempo, la maestra può meglio determinare le idee acquisite spontaneamente dal bambino e dare la nomenclatura relativa alle differenze percepite ovvero può insegnargli. </span></div><div><span class="fs16"><b><br></b></span></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/cooperativa-prometeo.html" target="_blank" class="imCssLink">Maestra Annalisa Parente</a></b></div></div><div><span class="fs16"><b>Kindergarten Dragonetti-Montessori</b></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div><div><span class="fs16">Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 12:47:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?preparazione-tecnica-della-maestra</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[IL PICCOLO PRINCIPE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_21r97uhq"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Principe--Riflessioni.webp"  title="" alt="" width="461" height="242" /><br><br><span class="fs16"> Oggi pomeriggio ho avuto la fortuna di rileggere IL PICCOLO PRINCIPE, uno di quei libri che si leggono tutto d'un fiato, che ti lascia incollato alle sue pagine, ammaliato come un bambino innanzi a manicaretti prelibati; uno di quei libri che non dovrebbe mancare nella biblioteca di ogni casa soprattutto dove c'è un bambino. È un bambino IL PICCOLO PRINCIPE, bambino che arrossisce, che non risponde alle domande ma che fa tante domande e non dimentica mai di aspettare la risposta. <br> IL PICCOLO PRINCIPE che è un bambino, quel bambino che siamo stati anche noi, che si meraviglia dell'esistenza, che desidera vedere 43 tramonti tutti insieme velocemente in un solo giorno. <br> Un bambino un po' solo che inventa degli incontri per potersi aspettare qualcosa dalla vita; che sente gli adulti distanti e distratti spesso nei suoi viaggi alla ricerca di pianeti definisce i "grandi" bizzarri, strani poco fantasiosi. Nei suoi viaggi il piccolo bambino conosce un re, un vanitoso, un mercante, un lampionaio, un esploratore... tutte le possibilità di trasformazione di ogni bambino quando sarà adulto...<br> QUANTA FILOSOFIA IN QUESTO RACCONTO...!!! Mi viene voglia di diventare logorroica di essere eloquente e di avere di fronte a me tante menti fresche aperte come quelle dei bambini cui raccontare le <b>infinite possibilità</b> che l'esistenza offre loro! Per insegnargli soprattutto che "l'essenziale è invisibile agli occhi", che l'addomesticare crea un legame... che è il tempo dedicato alla tua rosa che da' il valore a quella rosa... MA i grandi non capiranno mai che questo abbia tanta importanza".<br> DA LEGGERE...<br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a></span><div><br></div><div>Copyright Immagine:<span class="fs16"> </span><span class="fs12">http://www.veganzetta.org/il-piccolo-principe-pedagogia-del-dominio/</span><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 12:32:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-piccolo-principe</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LE COLICHE DEL LATTANTE: COME AFFRONTARLE?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Carbone]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ned43v1l"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Coliche-Lattanti.webp"  title="" alt="" width="444" height="296" /><br><br><span class="fs16"> Innanzitutto rassicurare i genitori, spiegando che le coliche non comportano rischi per la salute e non compromettono la crescita del lattante, bensì si tratta di un problema di maturazione del neonato che si risolve generalmente dopo i 3 mesi di vita. Tranquillizzare i genitori è fondamentale anche perché, spesso, di fronte ad un pianto così incons</span>olabile e stressante, la mamma si sente nervosa e frustrata con il rischio che si crei un circolo vizioso nel quale il bambino percepisce che nell’aria c'è tensione e preoccupazione, per cui potrebbe mostrarsi ancor più irrequieto. Viceversa, un atteggiamento sereno e tranquillo, diminuisce la tensione mamma-bambino e infonde sicurezza e serenità al piccolo, che potrebbe calmarsi più facilmente. Di seguito elenchiamo alcuni consigli pratici che possono rivelarsi utili per alleviare il pianto da colica del lattante:<div><span class="fs16"><br> 1) Favorire il contenimento. Abbracciare il bambino e fargli sentire il contatto fisico, ma anche favorire il <b>contenimento nella culla</b>, creandogli una specie di nido con un lenzuolo o un asciugamano arrotolati intorno a lui: è un modo per ricostruire l’ambiente protetto e circoscritto dell’utero materno. <br><br> 2) Massaggi. Alcuni bambini provano sollievo se vengono cullati in posizione prona e si fanno dei piccoli massaggi alla pancia; in alternativa si possono mettere a pancia in giù sulle ginocchia, dando piccoli colpetti sulla schiena.<br><br> 3) Ridurre le stimolazioni sia visive che acustiche: no alla luce eccessiva e ai rumori troppo forti, che possono irritare ulteriormente il bambino.<br><br> 4) Fare un giro in macchina. Spesso aiuta ad acquietare il bambino, meglio ancora delle <b>passeggiate in carrozzina</b>. <br> Quanto ai farmaci, ne vengono proposti alcuni per alleviare le coliche gassose, ma non sempre sono indicati o efficaci. Il più usato tra questi è il simeticone. Si tratta un farmaco da banco innocuo ad azione antimeteorica, poiché rompe le bolle d’aria e le rende più piccole. Dal punto di vista clinico però l'efficacia si è dimostrata piuttosto scarsa. Altra categoria di farmaci usata, è rappresentata dagli antispastici, tra i quali il più utilizzato è il cimetropio bromuro (alginor). In alcuni casi può funzionare, in altri no, ma a differenza del simeticone non è esente da effetti collaterali e comunque gli studi condotti sui bambini sono ancora pochi.<br><br><b> Dr. Carbone Domenico</b></span><div><span class="fs16"><b>Pediatra<br></b><br></span></div><div><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"> Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"<br></span><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 12:29:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?le-coliche-del-lattante--come-affrontarle-</link>
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		<item>
			<title><![CDATA[QUANDO SI GUARDA SENZA VEDERE: LA PROSOPOAGNOSIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Elisabetta Pansini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3t26uquq"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Psicologia-Riconoscimento.webp"  title="" alt="" width="444" height="333" /><br></div><div><br></div><div>In un Paese che…”incanutisce”…sempre più, aumenta, conseguentemente, l'incidenza di certe malattie cosiddette neurodegenerative, quali, prima tra tutte la Demenza di Alzheimer, ma anche altre tipologie di demenza, la malattia di Parkinson, la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), ed altre ancora. Il decorso, inesorabile ed irreversibile, ingravescente e ad esito infausto, delle patologie di cui innanzi, presuppone presenza, assistenza e cura del malato, da parte dei familiari più prossimi, in gergo caregiver, con conseguenti vissuti d'ansia e stress per questi ultimi, ma…potrebbe questo essere un argomento da trattare in seguito, in un articolo ad hoc. Uno dei fenomeni che più urta la sensibilità del <b>caregiver</b>, per quanto lapalissiano, dirompente, e frustrante, per chi deve prenderne atto, è quello della Prosopoagnosia, ovvero l'incapacità a riconoscere i volti, in particolar modo quelli dei familiari, seppur in presenza di funzioni visive normali, o, quanto meno, conservate. <span class="fs16">È</span><span class="fs16"> questa una particolarissima tipologia di quelli che si definiscono disturbi del riconoscimento, o, appunto, agnosie, cioè a dire quelle condizioni in cui un paziente non riesce a riconoscere un oggetto, tramite un dato canale sensoriale, seppur in mancanza di deficit delle abilità percettive elementari. </span><span class="fs16">È </span><span class="fs16">doveroso precisare che i disturbi agnosici sono appannaggio esclusivo di una certa modalità sensoriale: il paziente agnosico non riconosce determinati stimoli attraverso un solo canale sensoriale, ma deve essere in grado di riconoscerli attraverso tutte le altre modalità sensoriali (fatto salvo, ovviamente, il grado di severità della compromissione delle funzioni cognitive globali). Altra caratteristica ascrivibile al paziente agnosico è l'integrità del canale implicato nel disturbo di riconoscimento. L'oggetto della nostra conversazione, vale a dire la Prosopoagnosia, è un caso a se stante di agnosia visiva, nel senso che è limitata e circoscritta ad una esclusiva <b>categoria di stimoli</b>, quale, come abbiamo visto essere, i volti umani, ed in particolar modo, dei parenti. Tale deficit selettivo di riconoscimento per i volti noti, risponde alle caratteristiche generali dei deficit di riconoscimento, riguardando, il disturbo, la sola modalità visiva: i pazienti affetti da tale deficit perdono la capacità di riconoscere soprattutto i volti delle persone care, e, talvolta, a ciò si accompagna la perdita di una sensazione di familiarità per i visi conosciuti (di qui, la drammaticità della presa di consapevolezza, da parte del caregiver), mentre riescono, di contro, ad individuare le persone note attraverso altri canali e stimoli sensoriali, quali la voce, o da qualche accessorio caratteristico, ad esempio il colore o la lunghezza dei capelli. Differisce, la Prosopoagnosia, dalla generale agnosia visiva per gli oggetti, per la classe esclusiva e selettiva di stimoli ai quali afferisce, ovvero i volti umani. A tal proposito, è doveroso precisare che il riconoscimento dei volti è un compito, dal punto di vista cognitivo, decisamente più complesso, che non il mero riconoscimento di oggetti, dal momento che il riconoscimento del volto umano non presuppone il semplice riconoscere l'appartenenza di uno stimolo ad una data categoria, ma prevede l'individuare l'identità del volto tra più stimoli della diversa categoria, peraltro stanti differenze morfologiche anche minime. Un'ultima distinzione tra le due forme, presenti in letteratura ed in casistica della pratica clinica, di prosopoagnosia: la prosopoagnosia appercettiva, cioè il disturbo dell'elaborazione delle forme dei volti e si manifesta come l'impressione che tutti i volti siano allungati o deformati; la prosopoagnosia amnesica, ovvero l'incapacità di attribuire l'identità corretta a ciascun volto percepito.</span><br></div><div><br></div><div><b>Dott.ssa Elisabetta Pansini</b></div><div><b>Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale</b> </div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div>chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Apr 2016 16:22:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?quando-si-guarda-senza-vedere--la-prosopoagnosia</link>
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			<title><![CDATA[BAMBINI NEL LETTONE. SÌ O NO?]]></title>
			<author><![CDATA[Annalisa Stillavato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_j3ho4v8r"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Lettone-Dormire-con-bimbi.webp"  title="" alt="" width="469" height="264" /><br></div><br><span class="fs12lh1-5"> Quanti di noi genitori &nbsp;hanno ceduto alla volontà dei nostri piccoli di dormire nel nostro letto?<br> &nbsp;Io e mio marito ci siamo cascati per ben due volte, un po' per piacere e &nbsp;un po' per convenienza, perché sentire il loro <b>corpicino</b> e respiro &nbsp;durante la notte è sempre un'emozione, però poi ti alzi la mattina e ti &nbsp;accorgi che durante la notte non hai riposato benissimo, promettendoti che la sera successiva la situazione cambierà, ma ormai il danno è fatto e l'impresa non sarà cosi facile ahimè. <br>Ecco alcuni consigli utili...<br> <br> Come smetterla con l'abitudine del lettone?<br>Se il bambino è già abituato a dormire nel vostro letto e volete cambiare, seguite questi suggerimenti: comunicate al bambino la nuova regola: "sei troppo grande per dormire &nbsp;ancora con noi, tu hai il tuo letto, noi il nostro: da stanotte vogliamo &nbsp;che tu stia a dormire nel tuo letto". "Se vuoi possiamo lasciare la &nbsp;porta della tua stanza aperta così non ti sentirai isolato e saprai che &nbsp;mamma e papà ti sentiranno se ne hai <b>bisogno</b>".<br> Se il bambino lascia &nbsp;la sua stanza, riportatelo immediatamente di nuovo in camera sua; se lo &nbsp;fa di nuovo, accostate la porta della cameretta finché non è rientrato &nbsp;nel suo letto;<br> se si intrufola nottetempo nel lettone, ordinategli &nbsp;di tornare in camera, usando un tono deciso; se non si muove, prendetelo &nbsp;di peso e riportatelo nel suo letto senza discutere troppo;<br> &nbsp;aspettatevi qualche pianto: le prime notti vostro figlio si dispererà e &nbsp;&nbsp;sappiate che in capo a pochi giorni il bambino, anche contro voglia, si &nbsp;abituerà alle nuove regole.<br> <br> BUONA FORTUNA!<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-mamma.html#.Vy8bYo9OLIU" target="_blank" class="imCssLink"> Mamma Annalisa</a></b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br></span></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Apr 2016 10:34:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?bambini-nel-lettone----si-o-no-</link>
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			<title><![CDATA[IL GIOCO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Donato Grande]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_lj051t0o"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Diversabilita-Giocattoli.webp"  title="" alt="" width="461" height="307" /><br> <br><span class="fs16"> &nbsp;Il momento del gioco è fondamentale per tutti i bambini, anche i &nbsp;bambini con disabilità motorie o cognitive hanno a disposizione un ampia &nbsp;gamma di giocattoli adatti alla loro crescita, attraverso cui possono &nbsp;sviluppare la coordinazione e socializzare con il proprio corpo e con le &nbsp;persone che li circondano.<br> <br> Uno dei più grandi errori che si possano fare è pensare che i bambini con disabilità fisiche o mentali debbano utilizzare dei giocattoli speciali.<br> <br> &nbsp;I bambini con disabilità visiva sono maggiormente attratte da tutti &nbsp;quei giocattoli che stimolano il tatto. Costruzioni e giocattoli in &nbsp;legno dalle forme curiose, oppure giocattoli sonori sono molto utili per &nbsp;lo sviluppo cognitivo e della creatività.<br> <br> I bambini con &nbsp;disabilità motorie devono trovare delle <b>posizioni di gioco</b> idonee e &nbsp;comode per potersi divertire con i loro giocattoli educativi, adibire &nbsp;uno spazio morbido e sicuro per il gioco è il primo passo perché &nbsp;sviluppino la creatività. Quando si sceglie un giocattolo creativo per &nbsp;bambini con disabilità o ritardi cognitivi è bene individuare nella &nbsp;confezione la fascia d'età per cui il gioco è stato progettato e &nbsp;scegliere un gioco adatto all'evoluzione cognitiva del bambino. Molti &nbsp;giocattoli in commercio, definiti multi-sensoriali, riescono a far &nbsp;divertire i bambini in molteplici modi, grazie alle proprietà tattili, &nbsp;sonore o visive.<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/community----donato-grande---diversabilita-.html" target="_blank" class="imCssLink"> Dott. Donato Grande</a></b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br></span></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Apr 2016 08:32:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-gioco</link>
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			<title><![CDATA[UNA GRANDE FAMIGLIA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5029j7p3"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Animali-domestici-Amici.webp"  title="" alt="" width="444" height="444" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16">Cari ragazzi, questa che vi racconto oggi è la storia di una grande e bella amicizia... ma, ascoltate! C'era una volta e c'è ancora, un piccolo cane da poco arrivato in casa della nonna Gina. Un regalo bello, anche se abbastanza faticoso, perché Fred ha soltanto quattro mesi e ha "i suoi tempi" e tante pipì ... la nonna ha i suoi problemi e a volte non riesce a stargli dietro e quindi... Nella veranda della nonna vivono da sempre otto gatti che, a dire il vero, non sono molto contenti dell'arrivo di Fred, ma che comunque convivono (guardandosi in cagnesco), senza farsi del male: è questo credetemi è un <b>vero miracolo</b>! Bravo Fred, hai capito che la nostra è una grande famiglia e soprattutto deve continuare ad esserlo. Giorni fa è successo qualcosa che mi ha fatto capire che anche i nostri amici a quattro zampe hanno un'anima. Fred come al solito era in giardino a giocare e dopo un po' mi sono preoccupata del silenzio; sono andata in veranda e sono rimasta senza parole per lo spettacolo che mi si era presentato: Fred era nel prato con la gatta Camilla e i suoi cinque gattini, ancora più in là c'era &nbsp;la gatta Bianca con i suoi gattini e infine il gatto Juventus che vigilava sui suoi cuccioli che, come in una grande famiglia, erano tutti addosso al cane Fred e giocavano proprio come fanno i bambini con i loro zii. Uno spettacolo! E Fred? Lui era immobile e si lasciava accarezzare, restando fermo per paura di far loro del male. Sono rimasta a guardare e ho cominciato a piangere per la commozione e per la gioia di avere tanti amici a cui avevo insegnato a volersi bene. Sì, la mia è una grande famiglia e tutti gli abitanti hanno un motto che dice: "La casa di nonna Gina è un <b>porto sicuro</b> dove puoi sempre approdare!". E sapete cosa mi ha chiesto Fred? "Bau -Bau, nonna Gina posso fare un cartello e metterlo al cancello della nostra casa?" Ed io abbracciandolo ho detto: "Siiii!" Cari ragazzi, se volete conoscere Fred, Bianca, Camilla, Iuventus e tutti i gattini, noi vi aspettiamo. Firmato Fred e nonna Gina. </span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 09:22:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[SERENITÀ]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_e28vqq5h"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Rallentare-Meditazione.webp"  title="" alt="" width="458" height="343" /><br></div><br><span class="fs16"> &nbsp;In un giorno di sole sedere quietamente senza fare nulla. Arriva la &nbsp;primavera e l'erba cresce da sé (tratto da "Il libro delle 399 &nbsp;Meditazioni Zen", Oscar Mondadori)<br> <br> Oggi vorrei parlare della &nbsp;necessità della <b>lentezza</b>, dell'ozio della meditazione ,del tempo &nbsp;sospeso per le attività, ma attivo per il pensiero.<br> Proviamo tutti a dedicare 5 minuti al silenzio.<br> &nbsp;Sediamo con i nostri bimbi e proviamo a lasciar fluire i &nbsp;pensieri. Parlando coi loro chiediamo dove i pensieri li hanno &nbsp;portati...e facciamoci domande.<br> Scopriremo quanti meravigliosi &nbsp;intuitivi pensieri sulla vita e sul tempo hanno i nostri bambini... e &nbsp;anche noi che abbimo rimosso il tempo della lentezza dalla nostra vita.<br> Anche questa è filosofia amici miei!<br> &nbsp;Pierre Sansot filosofo &nbsp;francese nel suo libro "SUL BUON USO DELLA &nbsp;LENTEZZA" afferma che ANDARE A SPASSO, ASCOLTARE, &nbsp;ANNOIARSI, SCRIVERE, (....) ci permettono di non dimenticare noi stessi &nbsp;strada facendo... Vi domando: puo' essere questa una delle tante risposte &nbsp;alla domanda filosofica "Cosa devo fare?"<br> RALLENTARE... è UNA RISPOSTA<br> La vostra?<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Prof.ssa Elena Ventura</a></b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a><br><br></span></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 09:15:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?serenita</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[PERCHÉ È BENE PRATICARE ARTI MARZIALI O SPORT IN GENERE?]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c3254q6g"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Arti-Marziali-Corpo.webp"  title="" alt="" width="479" height="319" /><br> <br><span class="fs16"> La risposta può essere per i più ovvia: un corpo VIVO è un corpo in movimento!<br> &nbsp;Nelle discipline marziali l'obiettivo è "Trasformare" il corpo e "Forgiarlo" in modo tale da renderlo gestibile da noi e dalla nostra &nbsp;mente. Naturalmente una trasformazione fisica porta anche ad una &nbsp;trasformazione "Emotiva"… e qui compare l'arte marziale Interiore, ossia lottare contro le nostre paure più comuni quali la timidezza, l'insicurezza il giudizio ecc…<br> <br> &nbsp;Quando a livello delle emozioni c'è calma, allora la mente si esprime &nbsp;più lucidamente: il processo del pensiero diviene fluido e chiaro!<br> &nbsp;Possiamo dire che le arti marziali o discipline simili (come anche lo &nbsp;yoga) portano benefici sui primi tre livelli del nostro essere (fisico, &nbsp;emotivo e mentale), vale a dire:<br> - Ordine, salute e <b>coordinazione Fisica</b>!<br></span></div><div><span class="fs16"> - Dominio sull’impulsività, gestione sulle emozioni e lavaggio delle scorie &nbsp;&nbsp;&nbsp;emozionali!</span></div><div><span class="fs16"> - Aumento della memoria, chiarezza mentale e potere intuitivo!<br> <br> &nbsp;Per alcuni potrebbe non sembrare così, ma se riflettiamo a fondo, ogni &nbsp;cosa o persona è il risultato di processi "Invisibili", ad esempio un &nbsp;quadro di un artista è il risultato:<br> <br> Della sua idea mentale più il suo sentimento (o emozione) più il suo gesto fisico (la mano).<br> <br> Qui siamo partiti dall'astratto per arrivare al concreto, nelle arti marziali si parte dal concreto per agire sull'astratto!<br> &nbsp;Qualsiasi cambiamento fisico genera automaticamente un cambiamento sui "Regni invisibili" di Cuore e mente. Chi inizia a padroneggiare il &nbsp;proprio corpo ha già le chiavi per accedere ai prossimi livelli.<br> <br> Tornando alla domanda iniziale, voglio invitare ad una <b>riflessione</b>…<br> &nbsp;Prima di sorseggiare un succo di frutta, bere del latte oppure &nbsp;spruzzare con una vernice spray, noi cosa facciamo? Smuoviamo il &nbsp;Prodotto per renderlo gustoso, per gli alimenti, o funzionale per le &nbsp;vernici, allo stesso modo il corpo umano e tutte le sue funzioni, &nbsp;perdono di qualità se non vengono smosse attraverso l'esercizio fisico, &nbsp;la respirazione e l’aumento della temperatura.<br> <br> Cari lettori spero di essere stato chiaro, fluido e sintetico.<br> &nbsp;Prima di lasciavi vi anticipo che dai prossimi articoli rilascerò dei &nbsp;buoni consigli per "Smuovere le energie" e permettere l'aumento della &nbsp;qualità del nostro corpo.<br> Bastano piccoli accorgimenti per iniziare &nbsp;il cambiamento, e come cita un detto Shaolin (Scuola Monacale di arti &nbsp;marziali cinesi):<br> <br> Se semini un pensiero raccogli un'azione,<br> se semini un'azione raccogli un'abitudine,<br> se semini un'abitudine raccogli un carattere,<br> se semini un carattere raccogli un destino.<br> <br> Alla prossima!<br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Suahìm AlKalema</a></b></span></div><div><span class="fs16"><b>Maestro di arti marziali energetiche</b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a></span><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 09:02:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?perche-e-bene-praticare-arti-marziali-o-sport-in-genere-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[BASTA POCO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5qo9036k"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Didattica-Relazioni.webp"  title="" alt="" width="472" height="354" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16">Per stabilire un rapporto di fiducia tra docente e alunno e creare quel clima che in pedagogia si definisce "attivo", in quanto consente al primo di istruire e al secondo di apprendere, basta poco.</span><span class="fs16"> </span><span class="fs16">È</span><span class="fs16"> sufficiente che l'insegnante ponga vera attenzione al singolo alunno nel contesto classe. Che in sostanza si accorga di lui, del suo essere prima di tutto persona, ricca di potenzialità specifiche, da tirare fuori ed incoraggiare nell'affermazione del proprio sé. La scuola non è un semplice luogo dove acculturare, ma un "grande prato verde dove nascono speranze", come canta Morandi. Speranze in "una terra promessa", come canta Ramazzotti. Una terra chiamata: <b>realizzazione</b>. Occasione unica, dunque, per i ragazzi, quella scolastica, per relazionarsi e confrontarsi non solo con gli altri, ma prima di tutto con se stessi, con i propri interessi e propensioni, da accrescere per crescere. Sì, basta poco. Se per esempio un alunno disegna mentre l'insegnante spiega, quest'ultimo non dovrà soffermarsi esclusivamente sulla sua disattenzione, ma anche sul suo disegno, esclamando magari: "Bravo!", per dirgli in realtà: "Mi accorgo di te e non solo della tua disattenzione!". Se in palestra, per esempio, qualcuno esegue esercizi non enunciati e, come dire, non attinenti all'attività proposta, nulla accadrà se gli si dirà, anche in quell'occasione: "Bravo! Sei sciolto, agile, forte!", sorprendendolo con un complimento inatteso che vada momentaneamente a sostituire uno scontato rimprovero, che pure dovrà necessariamente esserci, non tralasciando mai l'aspetto comportamentale e disciplinare dell'insegnamento. Basta davvero poco per accendere quella fiammella di fiducia in petto, capace di trasformare l'istruzione da obbligo in <b>desiderio gioioso dell'apprendere</b>.</span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"> www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div><div><span class="fs16">Chiedi all'insegnate di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 Apr 2016 15:56:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?basta-poco</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[VIOLENZA ASSISTITA INTRAFAMILIARE - REATO DI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA (art. 572, codice penale)]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8m2j1h39"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Bambini-Legalita.webp"  title="" alt="" width="479" height="319" /><span class="fs12"><br> <br> &nbsp;Con <b>Violenza Assistita Intrafamiliare</b>, concetto importato dagli Stati &nbsp;Uniti (“children witnessing violence”), &nbsp;si vuole fare riferimento ai &nbsp;casi in cui &nbsp;vi siano atti di violenza (fisica, verbale, psicologica, &nbsp;sessuale, economica, ecc.) “compiuti su &nbsp;figure di riferimento per il minore o su altre figure significative, &nbsp;adulte o minori; di tale violenza il bambino può fare esperienza &nbsp;direttamente (quando essa avviene nel suo campo percettivo), &nbsp;indirettamente (quando è a conoscenza della violenza) e/o percependone &nbsp;gli effetti” (cfr. C.I.S.M.A.I. - Coordinamento Italiano Servizi &nbsp;Maltrattamento e abuso all'infanzia).<br> <br> Appare complesso trovare &nbsp;nel diritto penale un collocamento preciso di queste condotte violente, &nbsp;mancando una norma precisa che disciplini tali situazioni. E però, con &nbsp;la sentenza n. 2318 del 22 novembre 2010 la Suprema Corte di Cassazione, &nbsp;Quinta Sezione Penale, è stato stabilito che, ai fini della &nbsp;configurabilità del reato di maltrattamenti in famiglia, di cui all’art. &nbsp;572 c.p., lo stato di umiliazione e di sofferenza delle vittime non &nbsp;deve necessariamente collegarsi a specifici comportamenti vessatori &nbsp;posti in essere da un determinato soggetto passivo, “ma può derivare &nbsp;anche da un clima generalmente instaurato all’interno di una comunità in &nbsp;conseguenza di atti di sopraffazione indistintamente e variamente &nbsp;commessi a carico delle persone sottoposte al potere dei soggetti attivi &nbsp;e a prescindere dall’entità numerica degli <b>episodi vessatori</b>.”<br> <br><b>Avv. Luca Volpe </b><br> <br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.</a></span><span class="fs12"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div><div>Chiedi all'avvocato di "<a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde " target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a>"</div><div><br></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 Apr 2016 14:18:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?violenza-assistita-intrafamiliare---reato-di-maltrattamenti-in-famiglia--art--572,-codice-penale-</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/rss/8m2j1h39</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[COME DORME?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4b4s71e9"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Sonno-Posizione.webp"  title="" alt="" width="440" height="587" /><br> <br><span class="fs16"> &nbsp;La cura di un neonato è, per i genitori, un momento fatto di coccole, &nbsp;<b>amore</b>, dolcezza ma anche di molti dubbi legati alla preoccupazione di &nbsp;non fornirgli le giuste attenzioni. Il momento della nanna è, in genere, &nbsp;un momento particolarmente legato a paure e dubbi genitoriali. Mamma e &nbsp;papà spesso si chiedono dove far dormire il bambino, se la condivisione &nbsp;del letto possa essere pericolosa per il &nbsp;neonato e limitante per l’intimità di coppia. Vediamo insieme quali &nbsp;possono essere gli accorgimenti per favorire le ore di sonno del &nbsp;neonato.<br> <br> Ricordiamo, in primo luogo, il ruolo fondamentale &nbsp;della <b>posizione del bambino</b> durante il sonno. Il lattante dovrebbe &nbsp;sempre dormire a pancia in su, sin dai primi giorni di vita. Questa &nbsp;posizione favorisce una buona respirazione del neonato e permette ai &nbsp;genitori un maggiore &nbsp;controllo dello stato di salute dello stesso.<br> <br> &nbsp;Per favorire il legame, il senso di protezione e il controllo sul suo &nbsp;stato di benessere, il bambino dovrebbe dormire nella stessa stanza dei &nbsp;genitori con una temperatura ambiente di circa 20°. La condivisione del &nbsp;lettone può essere promossa, sempre che entrambi i genitori non siano &nbsp;fumatori, alcolizzati, sottoposti a terapie farmacologiche che inducono &nbsp;sonnolenza, o una stanchezza eccessiva che può rendere difficile &nbsp;rispondere alle richieste di attenzione del neonato. Il materasso su cui &nbsp;viene fatto dormire il bambino, dovrebbe essere sufficientemente rigido &nbsp;e non adornato con elementi di piuma d'oca. Coperte e lenzuola &nbsp;dovrebbero essere ben rimboccate sotto il materasso.<br> <br> Recenti &nbsp;studi, tra cui ricordiamo quelli condotti da Margot Sunderland, &nbsp;direttrice del "Center for Child Mental Health" di Londra, dimostrano &nbsp;che la condivisione del lettone fino ai cinque anni di vita, si associa &nbsp;ad un migliore sviluppo dell’infante, che si mostra calmo, sano ed &nbsp;emotivamente equilibrato. Ovviamente esistono bambini che si adattano &nbsp;facilmente a dormire nel proprio letto e che lo fanno con piacere, &nbsp;questo si verifica spesso quando i genitori curano molto il momento &nbsp;delle coccole pre nanna. Concludiamo quindi, tranquillizzando tutti i &nbsp;genitori sul fatto che non esista una formula unica ed efficace per &nbsp;tutti i bambini, ma che l’unica regola è seguirne i bisogni e le &nbsp;richieste. I bambini ascoltati trovano in ogni caso la loro felicità. <br> <br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.Vv4_sKSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"> Dr. Carlo Avantario</a></b></span><div><b class="fs16">Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia</b><span class="fs16"><br><br> </span></div><div><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div><div><span class="fs16">Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/ginecologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"<br><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 Apr 2016 09:05:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[ECCELLENZA INTELLETTUALE FEMMINILE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_sr3w68x5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Filosofia-Donne.webp"  title="" alt="" width="473" height="314" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">L'impostazione maschilista della cultura occidentale e &nbsp;orientale ha fatto in modo che spesso passassero inosservate figure di intellettuali donne dallo spessore culturale non trascurabile. Così ho pensato di fare una ricerca per scoprire che già nel periodo del quarto secolo a.C. si distinguessero figure come </span><span class="cf1">Aspasia di Mileto</span><span class="cf1">, </span><span class="cf1">Diotima</span><span class="cf1">, donna &nbsp;citata nel dialogo platonico il Simposio, </span><span class="cf1">Ipazia</span><span class="cf1"> (VI sec D.C.), figlia di un matematico e astronomo Teone di Alessandria, &nbsp;che si distinse per il suo interesse verso l'astronomia. Proprio Ipazia fu la promotrice della necessaria distinzione e autonomia della filosofia rispetto alla religione; peccato che la sua fu una triste fine perché fu uccisa per strada da un gruppo di fanatici cristiani, poichè &nbsp;le sue idee erano senz'altro fastidiose per i potenti della religione del tempo. L'Elenco non finisce qui. Sempre nel mondo antico possiamo citare </span><span class="cf1">Plotina</span><span class="cf1">...moglie di &nbsp;Traiano. L'elenco sembra breve solo perché ci sono pochi studi sulle figure femminili che hanno dato il proprio contributo all'evoluzione del pensiero. Certamente in pochi conoscono il </span><span class="cf1">CLUB DELLE DONNE</span><span class="cf1"> &nbsp;che verso la fine del 1600 fu istituito dalla studiosa </span><span class="cf1">Mary Astell</span><span class="cf1"> a Chelsea nei pressi di Londra. Donne sole nubili o vedove si incontravano per condividere studi e avviare discussioni sul sul matrimonio sulla libertà sulla carità. Certamente parlare di una donna come</span><span class="cf1"> Lucrezia Marinelli</span><span class="cf1"> ( 1571; 1516 ) avrebbe senz'altro infastidito l'impostazione misogina del tempo poiché la Marinelli in un suo testo </span><span class="cf1">La nobiltà e l'eccellenza delle donne co' difetti e mancamenti degli uomini </span><span class="cf1">(1601),</span><span class="cf1"> dopo una analisi approfondita dei testi antichi di PLATONE, ARISTOTELE etc... afferma che uomini e donne sono accomunati da una sostanziale <b>eguaglianza fisica</b> e <b>metafisica</b>. La mia curiosità mi ha spinto &nbsp;ben oltre fino ad arrivare alla duchessa di </span><span class="cf1">Newcastle Margaret Cavendish,</span><span class="cf1"> genio incompreso del suo tempo, poiché oltre ad aver scritto commedie poesie orazioni, fu una delle prime donne a interrogarsi sul perché i cani felici agitino la coda; sulla virtù delle fate e fu una delle prime a &nbsp;domandarsi se i pesci avessero la consapevolezza che il mare è salato. Naturalmente nella mia elencazione ho omesso altre donne dallo spessore certamente rilevante... ma solo perchè non posso trascurare la figura di </span><span class="cf1">Edith Stein</span><span class="cf1"> (1891 -1942), filosofa a allieva di Husserl padre della Fenomenologia. &nbsp;La </span><span class="cf1">STEIN,</span><span class="cf1"> dopo essersi convertita e divenuta suora carmelitana, fu una delle intellettuali deportati ad Auschwitz durante la seconda guerra mondiale dove morì. Un’ intellettuale che si occupo' di empatia e infatti scrisse "</span><span class="cf1">IL PROBLEMA DELL'EMPATIA</span><span class="cf1">". Durante la detenzione &nbsp;nel lager restituì dignità ai bambini, donando loro il dolce calore dell'amore nel gelo più terribile dei loro ultimi momenti di vita. Forse in pochi sanno che dopo essere stata beatificata è ritenuta la patrona di Europa. Parlando di persecuzione ebraica non posso dimenticare </span><span class="cf1">Anna Harendt,</span><span class="cf1"> studiosa &nbsp;di una certa levatura, compagna più grandi filosofi del tempo Russell Heidegger e Jasperche, &nbsp;a causa delle persecuzioni antisemitiche abbandonò la &nbsp;Francia per concludere tutta la sua vita in America . L'analisi della </span><span class="cf1">ARENDT</span><span class="cf1"> è &nbsp;importante perché la sua è la più attenta trattazione sulle origini del totalitarismo, sulla banalità del male. Infine non potrei &nbsp;omettere </span><span class="cf1">Simone de boudoir,</span><span class="cf1"> compagna di Sartre, esistenzialista preoccupata molto della condizione femminile della donna moderna. Dunque per chiunque volesse avere una delucidazione e &nbsp;una conoscenza della donna dal punto di vista naturalistico, storico, culturale, essenziale deve senz'altro leggersi il "</span><span class="cf1">SECONDO SESSO</span><span class="cf1">". Questa mia curiosità nei confronti di donne intellettualmente importanti ed eccelse mi ha portato a conoscere e a riconoscere che ancora molto lavoro c'è da fare per arrivare al riconoscimento della parità di genere, che ancora molto c'è da fare nell'ambito del riconoscimento dei diritti. </span></span></div><div><br></div><div><span class="fs16 cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 09 Apr 2016 18:11:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?eccellenza-intellettuale-femminile</link>
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			<title><![CDATA[La cataratta congenita]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.ssa Alessandra Russo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_729b09xg"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Cataratta-congenita-Salute.webp"  title="" alt="" width="425" height="425" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">È l’opacizzazione del cristallino, la lente contenuta all'interno del nostro occhio, che insorge nei primissimi mesi di vita di un bambino, durante le fasi critiche dello sviluppo del sistema visivo.</span><span class="cf1"> </span></span></div><div><span class="fs16 cf1">Le cause della cataratta congenita possono essere molteplici: disordini metabolici, difetti genetici, uso di farmaci durante la gravidanza (per es. sulfamidici), infezioni in</span><span class="fs16 cf1">trauterine come rosolia, parotite e varicella (soprattutto se contratte durante il primo trimestre di gravidanza). È inoltre fondamentale stabilire se l'opacità del cristallino sia l’unico riscontro “anomalo” in un bambino altrimenti sano, o se lo stesso sia soltanto il primo evidente segno di una condizione clinica sindromica, a carattere sistemico.</span><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Si pensi, inoltre, che la cataratta congenita è ancora una delle principali cause di cecità in età pediatrica, a livello mondiale (essa è infatti responsabile di circa il 10-15% di tutte le cecità infantili) e che, un neonato su 250 presenta una qualche forma di opacità del cristallino. La cataratta congenita colpisce entrambi gli occhi in circa i 2/3 dei casi (cataratta bilaterale congenita); tali opacità possono essere singole o multiple, a dimensione limitata (che interferiscono poco con la funzione visiva) oppure molto dense ed estese. Esse inoltre possono evolvere nel corso della vita, ma in alcuni casi è stata riscontrata una certa stabilità; non è raro, infatti, il riscontro di tali opacità in età adulta durante una visita oculistica di controllo di routine.</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">Cosa comporta la cataratta congenita? Le opacità estese e molto dense del cristallino determinano un'ambliopia più o meno grave (occhio pigro), in quanto impediscono il normale processo dello sviluppo funzionale dell’apparato visivo, che avviene proprio nei primi mesi di vita grazie alla stimolazione delle vie ottiche ad opera delle immagini visive esterne.</span><br><span class="cf1">Molto spesso sono gli stessi genitori ad accorgersi della presenza di un riflesso pupillare biancastro anomalo (leucocoria) o dell’assenza del classico riflesso rosso della pupilla nelle fotografie scattate con il flash. Se la cataratta è monolaterale, oltre all'ambliopia si può sviluppare strabismo. In presenza di cataratta bilaterale evoluta, inoltre, un segno tipico può essere il nistagmo che insorge intorno ai 3 mesi di età (movimento oscillatorio, ritmico e involontario dei bulbi oculari). Risulta fondamentale, quindi, una diagnosi precoce: prima si interverrà e più possibilità di recupero funzionale visivo ci saranno. In quali casi intervenire? Se l'opacità non è così densa da impedire all'Oculista, durante la visita, di focalizzare nitidamente la macula, essa generalmente, non richiede l'intervento. Se invece la cataratta è così evoluta da ostacolare in maniera grave lo sviluppo della funzione visiva è fondamentale intervenire chirurgicamente il più presto possibile, asportando il cristallino opacizzato; è consigliabile infatti effettuare l'intervento entro i primi 3 mesi di vita. È fondamentale tuttavia ricordare che, in tale patologia, la terapia chirurgica rappresenta solo il primo passo di un lungo percorso terapeutico di riabilitazione a cui il piccolo paziente si dovrà sottoporre negli anni successivi.</span><br><br><b><span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----alessandra-russo---salute.html#.Vv5AAqSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Alessandra Russo</a></span><br><span class="cf1">Medico Chirurgo Oculista, perfezionata in Oftalmologia Pediatrica</span></b><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br><span class="cf1">Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</span><br><br><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 09 Apr 2016 17:50:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-cataratta-congenita</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[INCENTIVI PER LA REALIZZAZIONE DI NUOVI INVESTIMENTI DI MICROIMPRESE GIÀ  ESISTENTI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6kiwbt2h"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Piccole-imprese-Incentivi.webp"  title="" alt="" width="463" height="327" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16 cf1">Informo i gentili utenti che è attivo il bando regionale MICROCREDITO D'IMPRESA, strumento con cui la Regione Puglia offre alle microimprese pugliesi già operative e "non bancabili" un finanziamento per realizzare nuovi investimenti. L'iniziativa è attuata da Puglia Sviluppo SpA.</span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Ovviamente, tale bando è rivolt</span><span class="cf1">o anche a quelle imprese che realizzano investimenti per ammodernamenti di Servizi di Asilo Nido, Servizi non residenziali per disabili, di ludoteche per intrattenimento bambini o, ancora, di attività nell'ambito della Divisione Q "<b>sanità e assistenza sociale</b>".</span><br><span class="cf1">Il Finanziamento regionale è pari ad un importo che va da € 5.000,00 ad € 25.000,00 e rimborsabile in massimo 60 mesi in rate mensili costanti ad un tasso di interesse fisso agevolato (70% del tasso di riferimento UE).</span><br><span class="cf1">Alle Imprese che avranno rispettato tutte le scadenze del finanziamento sarà riconosciuta una premialità di importo pari a tutti gli interessi pagati. Non sono richieste, infine, garanzie patrimoniali e finanziarie, ma l'impresa dovrà individuare un garante morale.</span><br><span class="cf1">Realizzare nuovi investimenti in attività già esistenti, magari inerenti all'infanzia, è dunque possibile anche attraverso quest'altro strumento di incentivi regionali.</span><br><br><span class="cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></span></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1"><b>Commercialista</b></span><br><br><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br><span class="cf1">Chiedi al commercialista di "<a href="http://tiny.cc/commercialistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Fiscali</a>"</span><br></span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 09 Apr 2016 17:20:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?incentivi-per-la-realizzazione-di-nuovi-investimenti-di-microimprese-gia--esistenti</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA["LA BELLEZZA È UNA COSA SERIA"]]></title>
			<author><![CDATA[Vanna Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4mlbdh95"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Bellezza-Mamme.webp"  title="" alt="" width="438" height="292" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Francesca e Matilde sono rispettivamente mamma e figlia; mamma "molto cerebrale", con la quale ogni banale circostanza &nbsp;può diventare profonda e <b>formativa riflessione</b>, Matilde, piccola donna, ancora dolce bambina alla soglia di un’adolescenza tutta da scoprire e vivere. </span></span><span class="fs16">È</span><span class="cf1"> un tranquillo sabato pomeriggio, entrambe sono nella stessa stanza cercando di prepararsi per uscire: Matilde studia e sperimenta l'ennesimo espediente per donare ai propri capelli, lunghi e liscissimi, un po' di movimento, Francesca, rivolta verso lo specchio trucca il viso. Le due possiedono la rara capacità di riuscire a </span><span class="cf1">COSTRUIRE</span><span class="cf1"> anche in questi attimi di silenzio, in cui l’una scruta l'altra "</span><span class="cf1">delicatamente"</span><span class="cf1"> e ne conosce aspetti sorprendentemente nuovi ogni volta, imparando ad apprezzarli. Ma Matilde è una gran chiacchierona, lo è sempre stata (proprio come sua madre) e gli istanti di tranquillità si infrangono ogni volta al suono delle sue domande o semplicemente delle sue considerazioni circa ultime novità su cui disquisire. Ed ecco, anche oggi illuminarsi dicendo: </span><span class="cf1">“Mamma... Mamma, pensi che io sia bella?</span><span class="cf1">”. Francesca sgrana gli occhi e sa dentro di sé che il semplice “sì, sei bellissima”, esaustivo fino a qualche anno prima, risulterebbe superficiale e del tutto fuori luogo oggi. Ed allora, mostrando molta naturalezza, continuando a “spennellare” il viso di polvere rosa, le propone un'altra domanda, chiedendo cosa lei intenda per bellezza... La figlia, ovviamente appare non interessata a rispondere, porta gli occhi in su, proprio come sua madre quando è stufa e stizzita e rincara la dose, con tono più perentorio: </span><span class="cf1">“Mamma, ma io sono bella?”</span><span class="cf1">. Francesca, si volta verso la figlia e iniziando a pettinarle i capelli, le spiega: “La bellezza, Matilde, è una "cosa seria", &nbsp;tu sei bellissima e questo lo so perché scruto nei tuoi occhi e leggo nel tuo cuore QUALCOSA che con gran forza irrompe. La bellezza non si vede, si percepisce e tu, bimba mia, ne possiedi tanta. La tua dolcezza, l'assetata curiosità, la voglia di apprendere e capire, la volontà di spiegarti come persona nel mondo, ora sbagliando e riprovando, altre volte con coraggio, accogliendo e superando, ti rendono bellissima e non solo al mio sguardo... La bellezza ha un profumo particolare: è ammaliante, riconduce alla semplicità, all'umiltà, alla voglia di incontrarsi per capirsi, senza barriere nè artifici. La bellezza ha un suono inconfondibile, leggera melodia di serenità e felicità di essere se stessi, rispettando sempre gli altri... Tocco soave di una carezza, di un sorriso che ti abbraccia, di un pensiero che ti racconta tenendoti compagnia... La bellezza, cara Matilde, è una "cosa seria", non si ricerca che con la volontà, l'impegno, lo studio, il lavoro: è una possibilità che dobbiamo cogliere per essere noi stessi, fieri ed orgogliosi delle nostre giornate, tristi o gioiose che siano, ma sempre piene di </span><span class="cf1">VITA</span><span class="cf1">. Questa è bellezza, Matilde mia, questo è quello che io leggo dentro di te ed è questo che vorrei tu ricercassi negli altri: quel </span><span class="cf1">profumo</span><span class="cf1">, quel </span><span class="cf1">suono</span><span class="cf1"> e quell'</span><span class="cf1">incontro</span><span class="cf1"> che rendono </span><span class="cf1">speciali</span><span class="cf1">, </span><span class="cf1"><b>inconfondibili</b></span><span class="cf1">, </span><span class="cf1">unici</span><span class="cf1"> ...</span><span class="cf1">bellissimi</span><span class="cf1">...”.</span></div><div><br></div><div><span class="fs16 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/copywriting-e-sorrisi.html#.VwfQBaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink"><b>Mamma Vanna di Lernia </b></a></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Apr 2016 18:18:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?-la-bellezza-e-una-cosa-seria-</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[DISPERSIONE SCOLASTICA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Rosa Anna Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1919y3i5"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Scuola-Bimbi-genitori.webp"  title="" alt="" width="470" height="313" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Leggevo che i numeri sull'abbandono scolastico sono apocalittici, si parla di mezzo milione di alunni dispersi che abbandonano le scuole prima dell'obbligo formativo. Per superare una situazione così critica, sarebbe necessario un aumento di risorse a studente e, soprattutto, la creazione di una</span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">rete tra la scuola e il mondo del lavoro. La dispersione è proprio concentrata al Sud, addirittura l'associazione "Save the children" parla di "povertà educativa". Una situazione causata, purtroppo, anche da una scarsa e inadeguata offerta di servizi e occasioni educative e formative per bambini e adolescenti. Largamente insufficienti gli asili nido solo il 2.5% dei bambini in Puglia e le scuole a tempo pieno, garantito solo nel 6.5% delle scuole primarie della Puglia. Nel Sud 2 ragazzi su 10 non tornano sui banchi di scuola ed entrano in percorsi di devianza comuni che nell' 80% dei casi sono causati da modelli familiari negativi.</span><br></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">I docenti hanno un ruolo determinante per limitare al massimo la dispersione , sarebbe opportuno preoccuparsi meno dei programmi ministeriali ed essere più attenti alle esigenze profonde degli allievi, magari inseguendo l'idea di una didattica sintonizzata sui loro bisogni esistenziali sia più completa ed efficace. Necessaria sarebbe l'empatia e l'ascolto che potenzi la partecipazione degli studenti ed il senso di appartenenza alla scuola, entrambi alla base della motivazione e del coinvolgimento nelle attività scolastiche.</span><br><span class="cf1">I docenti dovrebbero basare ogni loro intervento su un ascolto profondo e delicato dei loro studenti al fine di comprendere e sintonizzarsi sulle esigenze personali di questi ultimi. La scuola ha sempre focalizzato la sua attenzione solo sugli aspetti cognitivi dell'alunno in un'ottica fondamentalmente individuale, lasciando in secondo piano la dimensione relazionale, contestuale e culturale. La scuola deve essere vista come luogo attivo per la costruzione di una <b>identità sociale</b>, incrementando la motivazione a prendere una posizione attiva e, di conseguenza, contrasta la dispersione con una integrazione totale del ragazzo all'interno del sistema scolastico.</span><br><br><span class="cf1"><b>Prof.ssa Rosa Anna Dibari</b></span><br><br><span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></span></div><div><br></div><div><span class="fs16">Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Apr 2016 18:15:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?dispersione-scolastica</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[LA PIÙ BELLA “FIABA SONORA”]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_9nr0t0z1"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Mozart-Storia-Composizione.webp"  title="" alt="" width="470" height="313" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Cari amici di “Città dell'infanzia”, vi voglio parlare di una musica davvero speciale, quella del “Flauto magico”. È una delle ultime opere composte da Wolfgang Amadeus Mozart, il genio assoluto della musica che tutti conosciamo.</span><br><span class="cf1">In quel fatidico 1791, quando scrisse il “Flauto magico”, Mozart aveva appena trentacinque anni, ma aveva già scritto centinaia e centinaia di lavori: sinfonie, concerti per strumento solista e orchestra, musica da camera, sonate per pianoforte, messe… e anche tante opere liriche. Mozart adorava il teatro. “Il flauto magico”, rappresentato per la prima volta a Vienna il 30 settembre 1791, è un'opera diversa da quelle che andavano in scena al teatro di corte. Non solo perché è cantata in tedesco anziché in italiano, ma anche perché appartiene a un genere particolare, che all'epoca di Mozart era nato da pochi anni: il “Singspiel”, un tipo di opera che non era musicata dall'inizio alla fine, com'era quella italiana, ma comprendeva parti cantate e parti recitate. Un po' come il moderno “musical”.</span><br><span class="cf1">Mozart si era già cimentato con questo genere (scrivendo, tra l'altro, il bellissimo “Ratto dal serraglio”) e non vedeva l'ora di comporre, dopo tante opere in italiano, una nuova “opera tedesca”.</span><br><span class="cf1">Un giorno, un suo vecchio amico gliene offrì l'opportunità. Si chiamava Emanuel Schikaneder, un tipo davvero singolare: era un impresario teatrale, ma anche attore, cantante e autore di testi per il teatro. Per anni aveva girato per le città tedesche col suo teatro ambulante, mettendo in scena testi di ogni genere: commedie, tragedie, opere in musica. Mozart l'aveva conosciuto anni prima, a Salisburgo, dove Schikaneder era di passaggio con la sua compagnia. Poi questi s' era stabilito a Vienna, in un teatro nei sobborghi della città, il Theater auf der Wieden, dove da un po' di tempo metteva in scena un genere per cui il pubblico dell'epoca andava pazzo: l'opera “magica”, che raccontava vicende avventurose, ricche di colpi di scena e di elementi fantastici, maghi, mostri, ed “effetti speciali” mozzafiato: macchine volanti, fuochi, botole... In queste opere c'era sempre un personaggio buffo, un po' fifone, che combinava pasticci di ogni tipo. Anche il “Flauto magico” ha il suo personaggio comico: si chiama Papagheno, è tutto ricoperto di piume d'uccello colorate, e quando l'opera andò in scena per la prima volta era interpretato dallo stesso Schikaneder, il quale, simpatico com'era, in questi ruoli faceva scintille… Il libretto (cioè il testo) dell'opera è suo. Mozart, quando lo lesse, ne fu subito entusiasta. C'è anche un'altra cosa da dire: sia Mozart che Schikaneder facevano parte della massoneria, una società segreta i cui membri si impegnavano per il progresso della società, per la fratellanza tra gli uomini e per l'abolizione di privilegi e ingiustizie. Mozart era una persona buona, e in questi ideali ci credeva davvero, per questo fu contento di ritrovarli nel libretto che Schikaneder gli aveva proposto. Il “Flauto magico” è, possiamo dire, il sogno di un mondo migliore, un mondo in cui non ci sono più odio e vendetta, in cui gli uomini si vogliono bene, si comprendono e si rispettano. Ci dice che la vita può essere dura e dolorosa, ma che alla fine è l'amore a darle un senso.</span><br><span class="cf1">“Il flauto magico” è una fiaba. Racconta la storia di un principe, Tamino, a cui la misteriosa Regina della Notte chiede di salvare la propria figlia, la bella e dolce Pamina, rapita dal cattivo mago Sarastro. Nella sua impresa Tamino non sarà solo: lo accompagnerà Papagheno, il simpatico ma un po' codardo acchiappa-uccelli al servizio della Regina. Questa dona a Tamino un flauto magico e a Papagheno un carillon, strumenti fatati che li aiuteranno ad affrontare i pericoli. Inoltre tre fanciulli indicheranno loro la strada. A un certo punto, però, c'è un colpo di scena: Tamino scopre che le cose non sono così come sembrano, che Sarastro non è malvagio, e che ha rapito Pamina per sottrarla all'influenza della madre, assetata di potere. <b>Tamino</b> potrà sposarla, ma solo se supererà una serie di prove; anche a Papagheno è destinata una fanciulla, e anche lui dovrà affrontare delle prove per ottenerla.</span><br><span class="cf1">Il principe è coraggioso, e supera le prove; invece Papagheno, che è troppo fifone e chiacchierone, fallisce. Le due prove più difficili, quella del fuoco e quella dell'acqua, Tamino non le affronterà da solo, ma insieme a Pamina, perché è solo quando si è in due e ci si vuol bene che si riesce a superare le difficoltà e le paure. Accompagnati dal suono del flauto magico i due giovani attraversano il fuoco e l'acqua, e sono finalmente uniti. Intanto Papagheno, disperato perché non riesce a trovare la sua Papaghena, vorrebbe togliersi la vita, ma i tre fanciulli lo distolgono dal proposito e lo invitano a suonare il suo carillon: e così, finalmente compare Papaghena, una meravigliosa fanciulla ricoperta anche lei di piume. Alla fine dell'opera la Regina della Notte e le altre forze del male tentano un ultimo disperato assalto al tempio di Sarastro, ma vengono sconfitte e sprofondano nell'oscurità.</span><br><span class="cf1">Per il “Flauto magico” Mozart ha scritto una musica meravigliosa, che parla a grandi e piccoli. Una musica per gente semplice, com'era quella che affollava il teatro di Schikaneder: non il pubblico altolocato e barboso che frequentava l'opera di corte, ma le persone comuni, che andavano a teatro per distrarsi dalle fatiche e dalle preoccupazioni quotidiane divertendosi e volando con la fantasia. Il segreto del “Flauto magico” sta nella sua capacità di trasmettere messaggi profondi, di dischiuderci il senso della vita, in una forma semplice, talvolta quasi infantile. Ed è per questo che ai bambini quest'opera piace così tanto. È una fiaba, certo. Ma non c'è solo questo: c'è Papagheno, con la sua simpatia sempre contagiosissima; ma c'è soprattutto quella <b>semplicità</b>, quella <b>purezza</b>, quel senso di continua meraviglia che appartengono solo all'infanzia e che Mozart non perse mai, neppure nell'ultimo anno di vita, in un periodo tutt'altro che facile. L'autore sembra dirci: “Non accontentatevi della realtà, non credete a chi vi dice che le cose non possono andare diversamente. Fate come i bambini: sognate un mondo migliore, più puro, più libero. Io vi regalo la mia musica: come il flauto di Tamino e il carillon di Papagheno, vi aiuterà a superare gli ostacoli, a vincere i pericoli e le paure, vi indicherà una realtà più bella è più vera di questo presente meschino, pieno di egoismo, indifferenza, odio, guerre, povertà e disperazione. L'ho scritta negli ultimi giorni del mio viaggio terreno, tra mille difficoltà, ma con gli occhi sorridenti e, talvolta, anche pieni di lacrime. Perché la bellezza ci può e ci deve far piangere. Ed è la bellezza che salverà il mondo”.</span><br><br><span class="cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.Vwf586SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Domenico Andriani</a></b></span></span></div><div><div><b>Musicologo</b></div><span class="fs16"><br><span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Apr 2016 18:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il ciclo mestruale. Che cosa avviene davvero dentro una donna?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8o8l213y"><div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">La mestruazione è un fenomeno assolutamente fisiologico ed è espressione della funzione ovarica, una funzione complessa, per le strette relazioni tra ovaio e altri organi che producono ormoni. La prima mestruazione si manifesta in media intorno ai 10-15 anni ed è sinonimo dell’inizio dell’attività ovarica, mentre te</span><span class="cf1">rmina intorno ai 52 anni con la menopausa, cioè la cessazione dell’attività ovarica.</span><span class="cf1"> </span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">La <b>funzione ovarica</b> consiste nella produzione di ormoni e nella maturazione di un ovulo, che se fecondato potrà dare origine ad una gravidanza.</span><br><span class="cf1">La pubertà si accompagna a importanti modifiche fisiche come lo sviluppo del seno, l’aumento della circonferenza del bacino, la differente disposizione dei peli pubici tipicamente femminile, tutto questo grazie agli ormoni che l’ovaio produce ciclicamente.</span><br><span class="cf1">Ma cos’è realmente un <b>ciclo mestruale</b>? Il ciclo è il periodo che va dall’inizio della mestruazione, alla vigilia della mestruazione successiva, di durata media di 28 giorni ma con possibile oscillazione in rapporto a fenomeni o eventi episodici legati alla vita quotidiana, come stress, variazioni climatiche, abitudini alimentari, dimagrimento eccessivo o eccessivo aumento di peso. Proprio sulla base di queste variabili, va sottolineato come fisiologicamente ci siano donne che hanno costituzionalmente cicli di 40 giorni (non in ritardo), che possiamo definire come “ciclo lungo”, mentre altre donne di 25 giorni ugualmente fisiologici.</span><br><span class="cf1">Il ciclo non va confuso con il flusso; il flusso, infatti, è il periodo di 3-5 giorni in cui compare il sanguinamento mestruale. Il ciclo quindi, è espressione di una nobile funzione ovarica che è quella di consentire alla coppia di procreare, ma può essere accompagnato da eventuali disturbi e fastidi che a volte riducono l’evento flusso a una cosa indesiderabile. Di questo parleremo la prossima volta.</span><br><br><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.Vv4_sKSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Carlo Avantario</a></b></span></div><div><div><b class="fs12lh1-5">Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia</b></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi al ginecologo di "</span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/ginecologo-ostetrica-rispondono-a-trani.php#.Vv143TEVTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a></span><span class="fs12lh1-5">"</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5 cf2 ff1"> </span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 09:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LE DOMANDE DELLA FILOSOFIA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_iy77u528"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Filosofia-Domande.webp"  title="" alt="" width="316" height="481" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16 cf1">La Filosofia è il tentativo di rispondere a quattro domande :</span></div><div><br></div><div><span class="fs16 cf1">Cosa posso sapere;</span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">cosa devo fare;</span><br><span class="cf1">cosa posso sperare;</span><br><span class="cf1">che cos'è l'uomo;</span><br><span class="cf1">Per rispondere a queste domande naturalmente lo sguardo deve allargarsi sul mondo naturale e sulla storia .</span><br><span class="cf1">La welt (mondo-natura) e la Geschichte (la storia) sono in continuo scambio tra loro.</span><br><span class="cf1">Analizziamo dunque la prima domanda :</span><br><br></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">COSA POSSO SAPERE?</span><br><span class="cf1">Questo è il campo gnoseologico della filosofia cioè quello della conoscenza. È qui che l'uomo scopre che può sapere soltanto se si rende conto dei limiti della propria conoscenza dei limiti della sua possibilità di conoscere. È un ambito in cui l'uomo viene messo in relazione con la propria finitezza e col proprio limite.</span><br><br></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">COSA DEVO FARE?</span><br><span class="cf1">In questo ambito si parla della condizione morale dell'esistenza e dunque la risposta la filosofia la da' investendo l'ambito morale dell'esistenza. Dobbiamo agire secondo le <b>regole</b>; quelle della convivenza civile quelle del rispetto dell'alterità quelle dell'essere al mondo con una moltitudine di diversità .</span><br><br></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">COSA POSSO SPERARE?</span><br><span class="cf1">Poiché l'uomo è temporalmente dimensionato, poiché passato presente e futuro condizionano il suo esistere in questo ambito viene chiamata in causa la Speranza. Dunque è questo l'ambito in cui la religione viene chiamata in causa e le si chiede il supporto per poter rispondere alle domande sull'oscuro futuro che incombe.Lerisposte delle diverse civiltà della storia sono tutte diverse, ma tutte rispettabili qualora contengano in sè l'accoglienza delle altre risposte, il rispetto .</span><br><br></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">CHE COS'È L'UOMO?</span><br><span class="cf1">In questo ambito antropologico (che si occupa dell'uomo) la filosofia è chiamata a dare risposte chiare ma cosmopolitiche perchè non esiste una sola filosofia e se esistesse nessuno potrebbe dirsi filosofo perché la conoscenza che ne avrebbe sarebbe soggettiva storica. Il vero filosofo deve avere un suo libero autonomo della propria ragione e non imitativo. Tutti possiamo imparare a filosofare.</span><br><br><span class="cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></span><br><br><span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><br><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 09:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[FERMATE IL MONDO: VOGLIO SCENDERE!]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4341h46g"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Confronto-reale-Bambini.webp"  title="" alt="" width="419" height="243" /><div><br></div><div><div><span class="fs16 cf1">Il giornalista comincia a leggere e via: “incidente sulla A14, 6 morti, traffico interrotto, incendio in casa, morti quattro fratellini, affonda una nave e nessun superstite, in gita con i genitori, scompare &nbsp;una bimba, nessuna notizia dei fratellini di Gravina ... indagato il padre, scappa un gorilla dallo &nbsp;zoo e ammazza cinque persone, muore bimba di otto mesi aggredita dal cane dei suoi nonni”. Basta! Basta! Spegnete tutto, non se ne può più. Spenta la TV, &nbsp;finalmente si parla, ma di cosa?. I figli parlano del nuovo motorino, della festa che farà per il suo compleanno l'amica di classe in una discoteca famosa, dei vestiti che bisognerà comperare, della gita a scuola: si andrà a Parigi, bisognerà versare la quota. Il papà si arrabbia, la bolletta del telefono è quasi un quarto del suo stipendio, la mamma consuma troppa acqua, troppi lavaggi, in tutto questo i cani in giardino fanno un baccano del diavolo, non si sa perché: forse anche loro discutono della vita quotidiana, qualcosa non va e allora abbaiano per essere ascoltati. Si, non si capisce molto, tutti parlano ed esternano i loro problemi, anche se ad un certo punto, dopo l'ennesima richiesta dei figli, il papà si alza e dice: "Basta! Io a pranzo non ci vengo più! Mangio un panino in banca". C'è un attimo di silenzio ...ma dopo due secondi si ricomincia ....c'è Maria De Filippi! Oggi c'è la scelta di quel ....di Fabiano, chi è Fabiano? Ma è quello tutto muscoli del &nbsp;Grande Fratello, quello che non riesce a dire una parola in italiano, sì proprio lui e tutti noi lo guardiamo! Se cambi canale non trovi di meglio, i quesiti non sono molto istruttivi: &nbsp;tuo marito ti tradisce, come ti comporti? Sei a favore della chirurgia estetica? &nbsp;Ti piacerebbe se tua figlia diventasse velina? Quanto spendi per il cibo del tuo gatto o del cane? È così via. Solo se &nbsp;vai sul primo canale &nbsp;c'è il mitico Cucuzza e ti rendi conto che tutto sommato sul cinque con Fefe' hai meno quesiti a cui rispondere. No! Cosi non va! Ma ormai siamo tutti presi dall'ingranaggio televisivo, tecnico, scientifico, catastrofico e credetemi sono pochi quelli che si sono salvati e quei pochi sono delle mosche bianche destinate a sparire. La giornata è terminata, è ora di cena, il papà rientra e sapete cosa dice appena si siede a tavola e la mamma comincia gentilmente a chiedere come sia andata in banca? Lui la guarda distratto: "Ma tu lo fai apposta a parlare mentre io guardo il telegiornale?" Che famiglia! La mia non era così forse perché i miei genitori erano speciali ...o forse perché non c'era la TV? Comincio ad avere dei dubbi! Erano migliori i miei tempi senza tecnologia, dove discutevi ogni cosa prima di farla, è tutto aveva il sapore della conquista e anche la minima cosa diventava importante,e tu ti sentivi protetto e felice. Parliamo dei ragazzi, ma lo sono davvero? A me non sembra. Quando io ero come loro, mi divertivo con niente: il cinema di pomeriggio e non film con scene di baci o sospiri dove gli attori sembrano ammalati di asma, no, i nostri erano film di azione o di amore, ma amore pulito senza nudi e senza volgarità. La discoteca? Noi la discoteca ce la creavamo da noi a casa o dell'uno o dell'altro e credetemi era bellissimo ballare stretti al proprio fidanzato il "classico ballo del mattone": che emozione! La musica ti entrava dentro e tu ti sentivi parte di essa e le canzoni, tipo “Romantica” ,”Volare”, “Tintarella di luna”, “Il cielo in una stanza” e tante, tante altre, ti facevano sognare e amare. Le gite? Vogliamo parlarne? Le nostre erano la spiaggia più vicina, tutti insieme a bordo delle lambrette e poi tutti a fare il bagno e la passeggiata in moscone, che divertimento e quante risate...poi alla sera tutti rossi dal sole ci si ritrovava in piazza seduti ai tavolini della gelateria a gustare il buon gelato che il signor Peppino, il proprietario, faceva con le sue mani, pochi i gusti ma ancora adesso a distanza di molti anni ne risento il sapore. Questi erano i miei tempi! &nbsp;Dove un giovanotto per dichiararsi ad una ragazza cominciava così: "Permette signorina una parola?”, e la ragazza, tutta rossa ed emozionata, se il ragazzo era carino...si poteva fare. Il "permette signorina "di oggi è un messaggio, a volte anche azzardato tramite SMS, "Mi piaci, vuoi stare con me"? Oppure, "Ti aspetto in discoteca, ti prometto una serata da sballo,", e la ragazza risponde con lo stesso tenore. Quando io ero ragazza, alla sera non non si poteva fare tardi (almeno con il mio papà), massimo le ore 21,00 e una volta a casa, la famiglia si riuniva e sopratutto si parlava! Cosa che adesso non si fa più, il tempo di entrare in casa, poi ognuno prende il suo cellulare e di corsa in bagno a prepararsi per la notte! Sì la notte perché dovete sapere che i ragazzi moderni, la sera stanno in casa, ma la notte no. <b>La famiglia</b> si ritrova all'indomani a pranzo e finalmente si parla! Sì, ma della nottata trascorsa in giro per i vari locali e ci sono scambi di idee e di nomi dei locali fra genitori e figli. Sì perché dimenticavo: anche i genitori hanno trascorso la notte a girare locali e cercare di restare giovani (ballando come matti). Ecco, di questo parlano, ma almeno parlano, al contrario di molte altre famiglie che la parola "dialogo" fra genitori e figli non sanno più cosa sia. Anche al matrimonio "ai miei tempi "ci si arrivava come dopo aver fatto una scalata e aver raggiunto la vetta più alta del Monte Rosa, la vetta dei tuoi sogni, il desiderio di stare insieme, di costruire una famiglia. Io ricordo con amore la mia prima volta da sola con mio marito! La gioia di sapere che lui era diventato mio ed io sua ed il giorno del mio matrimonio non vedevo l'ora che tutto terminasse per restare da sola con lui! Ora, "ai vostri tempi", ho assistito a delle cose abbastanza strane: non c'è la voglia di restare da soli, ma quella di prolungare il più possibile la cerimonia e vi dirò che dopo la festa sapete, cosa fanno gli sposi? Restano finalmente soli? No assolutamente. &nbsp;</span></div><div><span class="fs16 cf1"><b><br></b></span></div><div><span class="fs16 cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></b></span></div><div><br></div><div><span class="fs16 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 09:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[GIOCHIAMO A TEATRO?]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Maria Elena Germinario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5w7p3k1l"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Teatro-Attori.webp"  title="" alt="" width="427" height="284" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">C'era una volta un bambino che andava a scuola di <b>teatro</b> e un giorno chiese alla maestra: </span></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">"Maestra Maria il teatro non è imitare ma fare l'immaginazione cioè se io voglio essere un leopardo sarò un leopardo come lo voglio io...". </span></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">E la maestra rispose:</span><span class="cf1"> </span></span></div><div><span class="fs16 cf1">"Amore mio anche nella vita ricorda: Devi essere sempre quello che vuoi tu ecco perché il teatro è verità..."</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Ecco la dimostraz</span><span class="cf1">ione che in poche parole un bambino coglie perfettamente il vero senso di "giocare" a teatro, ossia di "fare teatro" (che in inglese appunto si dice "to play"). Grazie maestra Maria.</span></span><br><br><span class="fs16 cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-fantasia-varca-i-confini-del-possibile.html#.Vv5_g6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. ssa Maria Elena Germinario</a></b></span></div><div><span class="cf1"><br><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 09:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[DISPOSITIVI MEDICI E DI MOBILITÀ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Donato Grande]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_i31dtny3"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Vacanze-Disabili.webp"  title="" alt="" width="409" height="230" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Come ben sanno tutti i cittadini disabili o con mobilità ridotta, molte volte le vacanze si trasformano in veri e propri viaggi della speranza. Può capitare infatti che barriere a volte stupide vadano ad intralciare coi diritti fondamentali di ciascuno, rovinando un momento che dovrebbe invece essere, di diritto, di relax e spensieratezza.</span><br></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Le linee guida si rifanno a</span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">quelle che sono le indicazioni contenute nel Regolamento (CE) n. 1107/2006 del 5 luglio 2006, che rappresenta il testo di riferimento per la materia, e sono il risultato di una discussione che ha interessato tutti gli attori chiamati in causa: dalle autorità nazionali e dell'aviazione, alle associazioni di utenti. Le linee guida si riferiscono a coloro che viaggiano in tutti gli aeroporti dell'Unione europea e le operazioni dei vettori UE ovunque nel mondo, o che utilizzino vettori non UE dentro l'Europa o in partenza dall'Europa.</span><span class="cf1"> </span><br><br><span class="cf1">Alcuni i punti chiave messi in evidenza nelle linee guida, e inerenti i più diffusi problemi o disservizi, come i negati imbarchi, la richiesta di certificazione medica non necessaria, la regolamentazione dell'imbarco di ausili medici.</span><span class="cf1"> </span><br><br><span class="cf1">PRE-AVVISO: Con le linee guida si sottolinea la necessità, da parte del viaggiatore, di comunicare tempestivamente (almeno 48 ore prima della partenza) le proprie necessità alla compagnia aerea scelta affinchè i fornitori di servizi (aeroporti o vettori) possano preparare l'assistenza richiesta.</span><span class="cf1"> </span><br><br><span class="cf1">NEGATI IMBARCHI: Diverse sono le segnalazioni da parte di cittadini che si sono visti rifiutare l'imbarco, con motivazioni in realtà ingiustificabili, come la richiesta di certificati medici non necessari o di accompagnatori. Le linee guida a questo proposito confermano che per coloro che hanno una condizione di disabilità definita come "stabile" (es. non vedenti o persone su carrozzina) le compagnie aeree non devono richiedere certificazione medica. Allo stesso tempo, non risulta necessaria la presenza di accompagnatori quando si tratti di persone disabili autonome, ad eccezione di casi in cui specifici requisiti di sicurezza la richiedano (in quel caso il passeggero deve esserne comunque sempre informato).</span><span class="cf1"> </span><br><br></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Per i passeggeri disabili o con ridotta mobilità è loro diritto trasportare gratuitamente due dispositivi di mobilità; anche in questo caso è necessario comunicare almeno 48 ore prima la volontà di imbarcare un ausilio come una carrozzina elettrica. </span></span><span class="fs16">È</span><span class="fs16 cf1"> diritto del passeggero portare con sé il proprio cane guida che può viaggiare in cabina, previo preavviso. Anche per i viaggiatori che necessitano di ossigeno è necessaria una comunicazione preventiva: in questo caso sarà la linea aerea a decidere se fornire essa stessa l'ossigeno, o permettere all'utente di portare il proprio.</span><br><span class="fs16"><span class="cf1">Ricordo inoltre che in Italia l'Enac - Ente Nazionale per l'Aviazione Civile è l'ente preposto a garantire i diritti del passeggero, e la corretta applicazione del regolamento comunitario.</span><br><br><span class="cf1">Un viaggiatore consapevole e informato è senz'altro un viaggiatore che con maggiore probabilità saprà far valere i propri diritti. Non mi resta quindi che augurarvi buon viaggio!</span><br><br><b><span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/community----donato-grande---diversabilita-.html" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Donato Grande</a></span></b></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 09:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IO E MIO PADRE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Grazia Dilernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_507wrorz"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Rapporti-Parole.webp"  title="" alt="" width="394" height="295" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">“</span><span class="cf1">Questa notte ho sognato di te, di noi. Siamo su una barca, insieme. Il nostro viaggio comincia con il suono del mare e la luce del chiaro sole. Sento il dondolio delle onde e guardo il tuo viso, papà, che mi infonde </span><span class="cf1">TRANQUILLIT</span></span><span class="fs16">À</span><span class="fs16 cf1"> e </span><span class="fs16 cf1">SICUREZZA</span><span class="fs16 cf1">. Guardiamo l'orizzonte con occhi complici e da "</span><span class="fs16 cf1">esperti navigatori"</span><span class="fs16 cf1">. Alziamo gli occhi al cielo e ci </span><span class="fs16 cf1">ARRICCHIAMO</span><span class="fs16 cf1"> degli stessi pensieri. </span><span class="fs16">È</span><span class="fs16 cf1"> così che ho sempre percepito il tuo "</span><span class="fs16 cf1">STARMI</span><span class="fs16 cf1"> </span><span class="fs16 cf1">ACCANTO"</span><span class="fs16 cf1">, almeno fino a poco tempo fa. Tu eri il mio </span><span class="fs16 cf1">TIMONIERE</span><span class="fs16 cf1">, il mio </span><span class="fs16 cf1">PRIMO</span><span class="fs16 cf1"> </span><span class="fs16 cf1">CAPITANO </span><span class="fs16 cf1">a cui lasciavo scegliere la </span><span class="fs16 cf1">ROTTA</span><span class="fs16 cf1">, sapendo che era sempre quella giusta. Da quando sto "</span><span class="fs16 cf1">diventando grande"</span><span class="fs16 cf1">, vedo cambiare il tuo porti nei miei confronti. Anche se il mio corpo e le mie idee circa il "</span><span class="fs16 cf1">MONDO"</span><span class="fs16 cf1"> non sono gli stessi di prima, vorrei capissi che ho bisogno ancor più adesso dei tuoi abbracci, delle tue amorevoli carezze e di tue parole che riscaldino il mio cuore. Sai, non è facile il mondo lì fuori. So che mi diresti che anche tu sei stato un ragazzo, ma i tempi cambiano, e ti assicuro che se sentissi il "</span><span class="fs16 cf1">peso"</span><span class="fs16 cf1"> dei tempi che viviamo oggi, alla mia età, non saresti così sicuro di cavartela. A volte vorrei fuggire e rinunciare a "</span><span class="fs16 cf1">PROVARCI"</span><span class="fs16 cf1">. Non è facile </span><span class="fs16 cf1"> </span><span class="fs16 cf1">essere se stessi. Sembra che agli altri non piaccia mai come sono. </span><span class="fs16">È</span><span class="fs16 cf1"> per questo che cerco di </span><span class="fs16 cf1">ADATTARMI</span><span class="fs16 cf1">, provando a diventare come loro, ma scopro questo tentativo sempre vano, poiché non mi rende felice. Quanta solitudine si prova a cogliere nello sguardo dell'Altro che non approva il tuo modo di pensare, il tuo modo di vestire, il tuo modo originale e stravagante di acconciarti i capelli. Vorrei che qualcuno si accorgesse che </span><span class="fs16 cf1">ESISTO</span><span class="fs16 cf1"> anch’io e che </span><span class="fs16 cf1">SONO</span><span class="fs16 cf1"> io e nulla più. Anche tu, papà, scarti ogni possibilità di comprendermi, </span><span class="fs16 cf1">GIUDICANDO</span><span class="fs16 cf1"> le mie scelte, sottovalutando le mie potenziali prospettive, sminuendo i miei vissuti di adolescente. Quasi non ti riconosco. Dimmi dove sei finito. Sei tu ad essere cambiato. Io sono sempre la stessa, anche se il mio </span><span class="fs16 cf1">INVOLUCRO ESTERIORE</span><span class="fs16 cf1"> non ti parla più di me. Lascia che io </span><span class="fs16 cf1">APPARTENGA</span><span class="fs16 cf1"> ancora alla tua </span><span class="fs16 cf1">VITA</span><span class="fs16 cf1">. Io sono qui che ti aspetto e che ho </span><span class="fs16 cf1">BISOGNO</span><span class="fs16 cf1"> di </span><span class="fs16 cf1">TE</span><span class="fs16 cf1">”</span><span class="fs16 cf1">.</span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">In questo scritto emerge il vissuto di una figlia che "</span><span class="cf1">urla"</span><span class="cf1">, nella delicata fase adolescenziale, la richiesta di aiuto a suo padre. Talvolta, sono i figli che "suggeriscono" ai genitori "strategie" per reimpostare i loro rapporti. In questo caso, la ragazza adolescente esprime con chiarezza i suoi bisogni e le aspettative nei confronti della figura paterna. Vari studi sul rapporto </span><span class="cf1">PADRE-FIGLIA</span><span class="cf1"> confermano che il </span><span class="cf1">GIUDIZIO</span><span class="cf1"> del padre appare più determinante nella vita della bambina, agendo positivamente o negativamente sul suo sviluppo di crescita. Nella relazione il padre dovrà essere la figura più</span><span class="cf1"> AUTOREVOLE</span><span class="cf1"> e, dunque, </span><span class="cf1">non AUTORITARIA o PERMISSIVA. &nbsp;</span><span class="cf1">Sin da piccola, la bambina sarà naturalmente portata a cercare atteggiamenti di </span><span class="cf1">APPROVAZIONE</span><span class="cf1"> e gesti di </span><span class="cf1">TENEREZZA</span><span class="cf1"> continuativi. Il genitore potrà mostrarsi </span><span class="cf1">ACCOGLIENTE</span><span class="cf1">, anche quando la vedrà crescere, provando a superare la </span><span class="cf1">PAURA DEL CAMBIAMENTO</span><span class="cf1"> del suo corpo. Un rapporto che coinvolge il </span><span class="cf1">CONTATTO FISICO</span><span class="cf1"> aiuterà la piccola a vivere con serenità le relazioni con l’altro sesso in età adulta. Un altro importante "tassello", per migliorare la relazione, è costituito dall'</span><span class="cf1">APERTURA</span><span class="cf1"> dell’adulto ad accogliere i </span><span class="cf1">SENTIMENTI</span><span class="cf1">, le </span><span class="cf1">PAURE</span><span class="cf1">, le </span><span class="cf1">DEBOLEZZE</span><span class="cf1"> che la figlia mostrerà, non sminuendo e non esagerando le sue manifestazioni, ma supportandole con </span><span class="cf1">AMORE</span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1">PAZIENZA</span><span class="cf1">. Tutto ciò contribuirà a rafforzare la stima di se stessa, riponendo maggiore </span><span class="cf1">FIDUCIA</span><span class="cf1"> &nbsp;nella figura del genitore e affievolirà la sensazione di "solitudine" che la giovane prova in questa fase così "altalenante" e fragile del suo percorso di vita. </span></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1"> Vi saluto, cari Amici, con una frase di un poeta e scrittore che ci suggerisce una riflessione: </span><span class="cf1">"Il giorno in cui il bambino si rende conto che tutti gli adulti sono imperfetti, diventa un adolescente; il giorno in cui li perdona, diventa adulto; il giorno che perdona se stesso, diventa un saggio". (</span><span class="cf1">Alden Albert Nowlan</span><span class="cf1">).</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;</span></span></div><div><span class="fs16 cf1">Al prossimo articolo e Ottima Educazione a tutti!</span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><b><span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/vivere-la-vita-familiare-come-educatrice.html#.VzBpn49OLIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Grazia di Lernia</a></span></b></span></div><div><span class="fs16"><b><span class="cf1">P</span><span class="cf1">edagogista, educatore extrascolastico</span></b></span></div><div><br></div><div><span class="fs16 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"</span></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 09:30:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?io-e-mio-padre</link>
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			<title><![CDATA[I DIRITTI NATURALI DI BIMBI E BIMBE]]></title>
			<author><![CDATA[Enzo Covelli]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_6jre214m"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Piccola-Diritti.webp"  title="" alt="" width="443" height="332" /><br></div><div><br><span class="fs16"><span class="cf1">1 IL DIRITTO ALL'OZIO</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti</span><br><br><span class="cf1">2 IL DIRITTO A SPORCARSI</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">a giocare con la sabbia, la terra, l'erba, le foglie, l'acqua, i sassi, i rametti</span><br><br><span class="cf1">3 IL DIRITTO AGLI ODORI</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura</span><br><br><span class="cf1">4 IL DIRITTO AL DIALOGO</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">ad ascoltatore e poter prendere la parola, interloquire e dialogare</span><br><br><span class="cf1">5 IL DIRITTO ALL'USO DELLE MANI</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare,</span><br><span class="cf1">incollare, plasmare la creta, legare corde,accendere un fuoco</span><br><br><span class="cf1">6 IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura</span><br><br><span class="cf1">7 IL DIRITTO ALLA STRADA</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade</span><br><br><span class="cf1">8 IL DIRITTO AL SELVAGGIO</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi</span><br><br><span class="cf1">9 IL DIRITTO AL SILENZIO</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell'acqua</span><br><br><span class="cf1">10 IL DIRITTO ALLE SFUMATURE</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle <br></span><span class="cf1"><br>Da "I Diritti Naturali Di Bimbi E Bimbe" di Gianfranco Zavalloni, insegnante, illustratore, autore, burattinaio, animatore e straordinario sperimentatore</span><br><br><span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/l-emozione-dei-racconti.html#.VwN7p6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink"><b>Enzo Covelli</b></a></span></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1"><b>Burattinaio Raccontastorie</b></span><br><br><span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia<wbr>.it</a></span><br></span><span class="fs14 cf2 ff1"> </span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Apr 2016 08:43:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?i-diritti-naturali-di-bimbi-e-bimbe</link>
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			<title><![CDATA[UNA GRANDE FESTA ALLA FATTORIA]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_196ur8g6"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Primavera-Nonna-Gina.webp"  title="" alt="" width="525" height="232" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Era arrivata la Primavera e per festeggiare il suo arrivo, tutti gli animali della fattoria decisero che avrebbero fatto una grande festa. Ma ci voleva qualcuno che scrivesse gli inviti e poi ancora qualcuno che li recapitasse."Niente paura", rispose Tina la gallina! "Ora volo a chiedere consiglio al mio amico Biagio e lui ci dirà cosa fare!" Biagio accolse con gioia la notizia della festa, sì, proprio una bella idea... Si mise subito al lavoro. Per scrivere gli inviti chiamò Rocco il tacchino, lui era bravissimo ed aveva una bella grafia. Per recapitarli chiamò Luigi, il Colombo, come postino non c'era uno migliore di lui! Nei giorni che seguirono alla fattoria c'era un gran fermento: tutti erano indaffarati nei preparativi. Luigi, il &nbsp;Colombo, era sempre fuori a consegnare gli inviti che Rocco, il tacchino, scriveva. Tutte le galline, le papere, le tacchine ed anche le piccole colombe passavano gran parte del loro tempo chiuse nel pollaio in cucina a preparare biscotti, torte, taralli e tante buone cose. Per le bibite avevano chiamato un esperto, la gatta Serafina: sì, perché lei aveva la padrona che gestiva un bar e quindi aveva imparato tutto sui liquori e faceva degli ottimi aperitivi. Mancava solo un giorno, tutto era pronto ed era arrivata anche una piccola orchestra, con un maestro molto famoso, composta da venti usignoli e da una cantante canarina. Insomma, tutto era in ordine. Arrivò il giorno della festa, gli invitati erano tanti, tutti molto eleganti ed ognuno di loro aveva portato un regalo. Erano tutti sull'aia a gustare i buoni dolci e Serafina offriva i suoi &nbsp;aperitivi a tutti. L'orchestra suonava e i più giovani cominciarono a ballare. Era proprio una bella festa e tutti aspettavano di ascoltare la voce della cantante "canarina Lina". Ad un certo punto, il maestro Usignolo chiese un attimo &nbsp;di silenzio e disse loro che la cantante canarina Lina non sarebbe più arrivata, perché purtroppo durante il viaggio aveva avuto un malore e non poteva essere lì! Ci fu un attimo di silenzio e poi Biagio prese la parola: “cari amici, niente panico, abbiamo fra noi la cagnetta di una famosa cantante lirica che canterà per noi! Ve la presento! Ve la ricordate? Si chiama Doroty ed è molto brava". Doroty salì sul palco e cominciò a cantare; aveva una voce molto bella e tutti gli invitati si congratularono con lei! Alla fine cantò una canzone famosa dal titolo "Una giornata con voi" e fra gli applausi si concedò da loro, ringraziando per la bella giornata. Biagio &nbsp;la accompagnò alla sua macchina e da bravo cavaliere la ringrazió con un grande “baciazampa”. Cari &nbsp;bambini, la <b>festa di Primavera</b> è terminata: tutti gli invitati sono andati via e vi assicuro che è stata proprio una grande e bella festa. Un ringraziamento a tutti gli animali della fattoria e, in special modo, al nostro amico Biagio. Io vi saluto dandovi tanti bacini...la vostra </span><span class="cf1">nonna Gina</span><span class="cf1">. </span></span></div><div><b><br></b></div><div><b><span class="fs16 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html#.VwNz1KSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio</a></span></b></div><div><br></div><div><span class="fs16 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Apr 2016 08:10:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?una-grande-festa-alla-fattoria</link>
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			<title><![CDATA[Incentivi nuove attività produttive e/o ampliamento attività già esistenti]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_22qaez19"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Fiscale-Agevolazioni.webp"  title="" alt="" width="366" height="334" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Informo i gentili utenti, che a partire dal 22 gennaio 2015, sarà riaperto il bando regionale TITOLO II "aiuti agli investimenti iniziali alle micro imprese e alle piccole imprese" rivolto anche a quelle imprese che realizzano investimenti destinati all'ampliamento o ammodernamento di una unità produttiva esistente; ad</span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">esempio, investimenti per creazione aree giochi annessi ad attività di intrattenimento, di divertimento e ristorazione, investimenti per ammodernamenti di Servizi di Asilo Nido, Servizi non residenziali per disabili, investimenti in ampliamenti di ludoteche per intrattenimento bambini o, ancora, nuovi investimenti in attività nell'ambito della Divisione Q "<b>sanità e assistenza sociale</b>".</span><br><span class="cf1">Attualmente il budget destinato a questa misura è di 30 milioni di euro. Attraverso tale bando, infatti, perfezionato con l'intermediazione di una banca accreditata con la Regione Puglia, le imprese già esistenti possono ottenere contributi a fondo perduto e mutui a tassi "molto" agevolati.</span><br><span class="cf1">Il TITOLO II, così denominato, è uno strumento molto flessibile perché si possono inglobare diverse tipologie di spese e vedersi bonificato in un'unica soluzione sul conto corrente dell'azienda il contributo erogato dalla Regione Puglia entro tempi anche brevi (8/12 mesi per investimenti che non comportano costruzioni o ristrutturazioni, le quali porterebbero più tempo per la chiusura dell'investimento).</span><br><span class="cf1">Realizzare nuove attività o ristrutturare, ammodernare ed ampliare attività già esistenti, magari inerenti all'infanzia, attraverso incentivi regionali, è dunque possibile anche quest'anno!</span><br><br><span class="cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">dott. Vincenzo Dibari</a></b></span></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1"><b>Commercialista</b></span></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><span class="fs16"><br><span class="cf1">Chiedi al commercialista di "<a href="http://tiny.cc/commercialistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Fiscali</a>"</span></span><br><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Apr 2016 07:56:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?incentivi-nuove-attivita-produttive-e-o-ampliamento-attivita-gia-esistenti</link>
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			<title><![CDATA[LA CEFALEA OFTALMICA]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.ssa Alessandra Russo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5ij9j490"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Cefalea-Sintomi.webp"  title="" alt="" width="413" height="283" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16 cf1">La cefalea, comunemente conosciuta come mal di testa, è uno dei disturbi di salute più frequenti che affligge la popolazione mondiale; può interessare ogni fascia d’età, ma, se nell’età infantile interessa sia maschi che femmine in maniera equipollente, dopo i 25 anni di età, la popolazione più colpita risulta quella di genere femminile.</span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Per cefalea intendiamo una sensazione</span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">di dolore cranico, che può essere localizzato o diffuso, pulsante o fisso, accompagnato a volte da altri sintomi (vomito, nausea, febbre, <b>vertigini</b>, aumento della lacrimazione, fotofobia). Questo stato di malessere può presentarsi per qualche minuto o durare persino alcune ore, manifestandosi sporadicamente o ad intervalli regolari, come cefalea cronica.</span><br><span class="cf1">L’origine della cefalea è in verità ancora misconosciuta, tuttavia, è certo che il vasospasmo arteriolare (restringimento del calibro delle arterie) del distretto cerebrale e oculare sarebbe responsabile della sintomatologia oculare e neurologica.</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">La visita oculistica può spesso rappresentare una tappa fondamentale nell'inquadramento della cefalea; esistono, infatti, alcuni tipi di cefalee che dipendono dagli occhi, causate da difetti refrattivi non corretti od ipocorretti e da un conseguente stato di affaticamento cronico oculare (la cosiddetta astenopia)</span><br><span class="cf1">ed altri tipi che si manifestano con sintomi oculari ma hanno un'origine diversa, come l’emicrania oftalmica e la nevralgia del trigemino, di cui tratteremo prossimamente.</span><br><span class="cf1">Quando l'emicrania è preceduta da sintomi visivi, si parla di emicrania oftalmica, caratterizzata dalla presenza dell’aura (emicrania con aura), ossia la fase contraddistinta dalla presenza di scotomi scintillanti (visione di flash e lampi di luce) e/o da sintomi neurologici (disturbi della forza muscolare, della sensibilità e del linguaggio) per una durata media che va dai 5 ai 20 minuti, comunque non più di un’ora. Vi sono tuttavia forme di emicrania in cui la sintomatologia che si ha durante l’aura non è seguita dal mal di testa (aura emicranica sine cefalea). La sintomatologia dolorosa è talvolta così violenta da simulare patologie neurologiche cerebrali anche gravi, quali l’<b>attacco ischemico transitorio</b> (TIA) o l’ictus cerebri.</span><br><span class="cf1">Fattori predisponenti all'insorgenza dell'attacco cefalgico possono essere: lo stress, lo scarso riposo notturno, l'esposizione al freddo, rumore o luce intensi, le alterazioni ormonali, l'assunzione di particolari alimenti o bevande (vino rosso, superalcolici, cioccolato, frutta secca, latticini e formaggi stagionati, pomodori, frumento).</span><br><span class="cf1">La terapia dell'emicrania oftalmica si basa sull'assunzione di farmaci antinfiammatori, analgesici, o di triptani. Utile sarebbe anche l’assunzione di estratti di Ginko Biloba, Vitamina B2 e Coenzima Q10.</span><span class="cf1"> </span><br><span class="cf1">Tuttavia, essenziale al fine di un’efficace prevenzione della cefalea, è una buona igiene di vita: consumare cibo sano, dormire a sufficienza, evitare luoghi poco aerati, troppo caldi o troppo freddi e soprattutto ridurre al minimo le cause di stress.</span><br><br><b><span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----alessandra-russo---salute.html#.Vv5AAqSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Alessandra Russo</a></span><br><span class="cf1">Medico Chirurgo Oculista, perfezionata in Oftalmologia Pediatrica</span></b><br><br><a href="http://http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a><br><br><span class="cf1">Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</span><br><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 03 Apr 2016 10:45:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-cefalea-oftalmica</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[BULLISMO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_lc9831j0"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Bullo-Scuola.webp"  title="" alt="" width="451" height="464" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Si nasconde lì dove meno si pensa possa esserci. In quegli ambienti scolastici apparentemente tranquilli e sani, frequentati dalla gente così detta... per bene. Le vittime sono quasi sempre personalità deboli, e facilmente attaccabili dal punto di vista psicologico e fisico.</span><br><span class="cf1">Pochi reagiscono, e moltissimi subiscono, ricattati dai loro carnefici. Una parola esagerata forse, ma un vero martirio i bulli infliggono a quei ragazzi costretti a portare il peso di colpe che non hanno per lungo tempo, dal momento che perfino agli insegnanti più attenti sfugge il male che un <b>insospettabile bullo</b> riesce a procurare a chi, in buona fede e ligio al proprio dovere, impreparato e disarmato, prima o poi crolla inevitabilmente. Vigilare nella scuola su probabili casi di bullismo, denunciati o sospetti, attraverso un continuo dialogo tra docente ed alunno, che metta a proprio agio chi teme di riferire tristi episodi relativi a questo diffuso fenomeno, significa prevenire ogni tipo di sopruso impostando regole comportamentali di convivenza civile, a garanzia di una società sempre più sana e meno malata.</span><br><br><span class="cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></span><br></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"</span></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 03 Apr 2016 10:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[COME CREARE UN LIBRO POP-UP]]></title>
			<author><![CDATA[Matilde D'Addato]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SPIRITO_ARTISTICO"><![CDATA[SPIRITO ARTISTICO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_k9ls66hc"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Pop-up--Creativita.webp"  title="" alt="" width="488" height="366" /><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Ciao a tutti! Benvenuti a questo mio secondo tutorial…Questa volta vi illustro la realizzazione di un libro pop up, partendo da colori, carta e materiale comune…Si può definire un lavoro un po’ articolato, visto che, oltre i singoli disegni, occorre la manualità necessaria per ritagliarne le forme, piegare le linguette che costituiranno la base del disegno da incollare sulle pagine, e far sì che il disegno si sollevi appena il libro si apre. Ovviamente prima di iniziare bisogna suddividere la storia in “sequenze”, ossia decidere quali sono le scene importanti &nbsp;che </span><span class="cf1">“salteranno all’</span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">occhio”</span><span class="cf1"> durante la <b>lettura</b>; fatto questo è possibile partire con la realizzazione grafica dei disegni che inseriti ciascuno fra le due pagine del libro, ospiterà anche la porzione di testo corrispondente. Un accorgimento particolare è quello di piegare prima le linguette all’ indietro e poi piegare il disegno a meta, facendo in modo che tutto si sovrapponga in modo simmetrico, cosi avremo i segni delle pieghe il più precise possibile. Adesso bisogna applicare la colla sulle linguette (dallo stesso lato del disegno), perché poi quando il disegno sarà poggiato sul libro… bene al centro, esse non saranno più a vista dovendo poggiare sul piano. Lo stesso procedimento si fa per gli altri disegni. Ovviamente si può personalizzare anche la copertina del libro. NB: poiché questo libro è stato realizzato con l’intenzione di far ascoltare semplicemente la storia, il testo è stato attaccato alle spalle del disegno, &nbsp;per permettere ai bambini di guadare le scene durante l’ascolto, mentre il cantastorie legge. Spero vi sia piaciuto e alla prossima! </span></span></div><div><br></div><div><span class="fs16 cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/come-raccontare-attraverso-disegni-e-colore.html#.Vv-tZaSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Matilde D'Addato</a></b></span></div><div><span class="fs16 cf1"><b>Vignettista-fumettista</b> </span></div><div><span class="fs16 cf1"><b><br></b></span></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 02 Apr 2016 11:06:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?come-creare-un-libro-pop-up</link>
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			<title><![CDATA[ATTIVITÀ FISICA DEI BAMBINI: L'IMPORTANZA DELLO SPORT]]></title>
			<author><![CDATA[Claudio De Petris]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0nr785hk"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Sport-Bambini.webp"  title="" alt="" width="489" height="441" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16"><span class="cf1">"Lo sport deve essere patrimonio di tutti gli uomini e di tutte le classi sociali": questa famosa citazione di de Coubertin sottolinea perfettamente l'importanza dello sport nei vari aspetti della nostra vita.</span><br></span></div><div><div class="imTALeft"><span class="fs16 cf1">In particolare, l'attività fisica assume un ruolo fondamentale nella crescita dei bambini ed è necessaria per il loro corretto sviluppo fisico e psico-fisico.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs16 cf1">Lo sport, infatti, fornisce la giusta dose di attività fisica importantissima per lo sviluppo dell'apparato scheletrico e muscolare, del sistema cardiovascolare, nonché favorisce la capacità di controllo, la coordinazione e aiuta a mantenere un peso ideale. Inoltre, fornisce una buona opportunità per uscire dall'ambiente famigliare protetto, per socializzare, aiuta il bambino a capire l'importanza delle regole, capire il successo e l'insuccesso, fa aumentare l'autostima e la consapevolezza dei propri mezzi.</span><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16 cf1">Negli ultimi anni la crescita del benessere, l'avvento della tecnologia a portata di tutti e l'aumento degli impegni scolastici hanno portato ad una progressiva sedentarietà dei bambini e ragazzi. Si pensi alle ore che i bimbi e i ragazzi trascorrono seduti ai banchi di scuola, i compiti a casa, la televisione, i computer e i cellulari.</span><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16 cf1">Per compensare questa mancanza di movimento, i genitori sono sempre più propensi a iscrivere i propri figli a corsi e attività sportive che diventano fondamentali in tutti gli aspetti della crescita dei bambini.</span><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16 cf1">I corsi sono organizzati e gestiti da istruttori competenti che seguono degli step in cui il bambino prosegue il suo percorso di crescita, con una predominanza del gioco sull'agonismo nell'età dai 4 agli 8 anni alternando divertimento, impegno e collaborazione con i compagni per poi dedicarsi dai 9 anni in su all'approfondimento dello sport scelto, imparando regole, tecnica e abilità fisiche.</span><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16 cf1">In conclusione, lo sport nella vita di un bambino è un fattore di grande importanza e non va trascurato per consentire una buona crescita fisica, emotiva e intellettiva con dei risultati che saranno importanti per tutto il resto della sua vita.</span><br></div><br><span class="fs16 cf1"><b>Claudio De P</b></span><span class="fs16 cf1"><b>etris </b></span></div><div><span class="fs16 cf1"><b>Allenatore</b></span></div><div><span class="fs16 cf1"><b><br></b></span></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 02 Apr 2016 10:57:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?attivita-fisica-dei-bambini--l-importanza-dello-sport</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[BANDO ORIZZONTI SOLIDALI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Vincenzo Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1uvsbj61"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Progetti-Fiscale.webp"  title="" alt="" width="508" height="153" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16"><span class="cf1">ORIZZONTI SOLIDALI è un bando di concorso, promosso salla Fondazione Megamark in collaborazione con i </span><span class="cf1">supermercati Dok, A&amp;O, Famila e Iperfamila,</span><span class="cf1"> con il </span><span class="cf1">patrocinio della Regione Puglia e del suo assessorato al <b>Welfare</b></span><span class="cf1">. Il bando è finalizzato al finanziamento di iniziative di responsabilità sociale da svilupparsi in Puglia. L’iniziativa è patrocinata della regione Puglia e dall’assessorato al welfare. Ha lo scopo di sostenere progetti che rientrano nell’ambito dell’assistenza, della sanità dell’ambiente e della cultura. L’iniziativa è rivolta ad associazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni di promozione sociale e Onlus che potranno presentare progetti per aggiudicarsi le </span><span class="cf1">risorse che il bando mette a disposizione</span><span class="cf1">, </span><span class="cf1">pari ad euro duecentomila</span><span class="cf1">. I moduli di partecipazione, scaricabili dal sito internet della fondazione </span><span class="cf1">www.fondazionemegamark.it</span><span class="cf1">, corredati dalla documentazione richiesta dovranno pervenire alla segreteria organizzativa </span><span class="cf1">entro il 31 maggio 2016</span><span class="cf1">. Una commissione, composta da rappresentanti del Gruppo e della Fondazione Megamark, un esperto di responsabilità sociale di impresa e un esponente dell’assessorato regionale al Welfare, valuterà i <b>progetti</b> individuando, entro fine settembre, i più meritevoli destinatari dei fondi messi a disposizione.</span></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16"><span class="cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----vincenzo-dibari---fiscale.html#.Vv-ju6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Vincenzo Dibari</a></b></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16"><span class="cf1"><b>Commercialista</b> </span></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1">Chiedi al commercialista di "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/commercialista-risponde-a-trani.php#.Vv2PdjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink">Informative Fiscali</a>"</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 02 Apr 2016 10:34:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?bando-orizzonti-solidali</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[GINNASTICA MENTALE: CHIAVE PER PREVENIRE E RALLENTARE L’INVECCHIAMENTO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Roberta di Lernia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_61mnyczx"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Eta-Training.webp"  title="" alt="" width="479" height="316" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16"><span class="cf1">Nell’articolo precedente si è parlato di </span><span class="cf1">invecchiamento fisiologico</span><span class="cf1"> e dei </span><span class="cf1">cambiamenti</span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">fisici</span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1">cognitivi</span><span class="cf1"> che ne conseguono. In questo articolo parleremo della ‘ginnastica mentale’, un metodo utile ad allenare le funzioni cognitive che decadono con il passare dell’età. La </span><span class="cf1">ginnastica mentale</span><span class="cf1"> consiste in un programma di stimolazione cognitiva con l’intento di conservare, allenare e incrementare le nostre capacità intellettive, si tratta di un vero e proprio allenamento mentale da svolgere con veri e propri esercizi cognitivi. É un utile strumento per restare attivi, dinamici e protagonisti della propria vita. L' ‘allenamento’ mentale è basato sia sull’esercizio individuale, che sulla socializzazione e la condivisione tra i membri del gruppo. &nbsp;ll cervello necessita di essere allenato per mantenersi funzionale ed efficiente nel corso degli anni e per prevenire alcuni disturbi che possono comparire con l’avanzare dell’età. L'</span><span class="cf1">Organizzazione Mondiale della Sanità</span><span class="cf1"> (</span><span class="cf1">OMS</span><span class="cf1">) definisce l’Invecchiamento Attivo come “il processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione &nbsp;e &nbsp;sicurezza &nbsp;per migliorare la qualità della vita della popolazione durante l’invecchiamento. Tale processo è applicabile sia ai soggetti singoli che alle diverse fasce di popolazione. L’invecchiamento attivo consente alle persone di mettere a frutto il proprio potenziale per il benessere fisico, sociale e mentale lungo l’intero arco dell’esistenza e partecipare alla vita sociale offrendo loro al contempo un’adeguata protezione, sicurezza e assistenza in caso di necessità”. Le persone over 60,ma anche 70, 80 e così via possono ancora fornire un valido contributo alle società, alle comunità e alle famiglie, poiché &nbsp;possono continuare a partecipare attivamente in molti modi, inclusa la partecipazione sociale e spirituale. Il &nbsp;concetto dell’ </span><b><span class="cf1">invecchiamento attivo</span></b><span class="cf1"> verte &nbsp;sulla capacità &nbsp;di &nbsp;consentire agli anziani &nbsp;di rimanere attivi in questo senso. Bastano 10 lezioni di allenamento per la mente (esercizi cognitivi di vario tipo) per mantenere fresco e scattante il cervello degli anziani, con effetti che si vedono anche 10 anni dopo l'ultima lezione e ricadute positive anche sulla vita di tutti i giorni dei nonnini. Lo rivela uno studio, il più ampio di questo tipo mai condotto finora, diretto da </span><span class="cf1">George</span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">Rebok</span><span class="cf1"> della </span><span class="cf1">Johns Hopkins Universit</span><span class="cf1">y in </span><span class="cf1">Baltimora</span><span class="cf1"> e pubblicato sul J</span><span class="cf1">ournal of the</span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">American Geriatrics Society</span><span class="cf1">. Secondo tale studio le lezioni migliorano sia la memoria, sia la capacità e la velocità nei ragionamenti. Inoltre gli anziani si dicono più abili nella vita di tutti i giorni, dal ricordarsi meglio i farmaci da assumere al cucinare. Insomma, a parità di età, sembrano un tantino più indipendenti di anziani che non hanno seguito le dieci ore di training. Il trial ha coinvolto 2.832 partecipanti sani all'inizio dello studio e di età media 74 anni. I volontari sono stati suddivisi in quattro gruppi: tre gruppi di training, più un gruppo di controllo che non seguiva alcun training. Dopo diverse settimane di training i partecipanti sono stati esaminati per capacità mnemoniche, di ragionamento e per velocità di elaborazione degli stimoli a più intervalli di tempo, uno, due, tre, cinque e dieci anni dopo. Circa il 60% di coloro che hanno seguito le 10 lezioni iniziali di training cognitivo ne hanno poi fatte altre di potenziamento, che hanno migliorato ulteriormente le prestazioni iniziali. Alla fine dello studio, dieci anni dopo, tutti i gruppi hanno mostrato declino cognitivo rispetto ai loro test di base iniziali sia di memoria, sia di ragionamento e di velocità di elaborazione, come ci si aspettava visto che avevano dieci anni in più; ma chi ha seguito i training dieci anni prima è andato incontro a minore declino nel ragionamento e velocità di elaborazione rispetto al gruppo di controllo. Da questi dati possiamo affermare che un po' di </span><b><span class="cf1">training cognitivo</span></b><span class="cf1"> rallenta l'invecchiamento del cervello con effetti visibili anche a dieci anni dall'ultima lezione. &nbsp;</span></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16"><span class="cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/risposte-per-mamme-e-papa.html#.Vv6Jv6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Roberta di Lernia</a></b></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16"><span class="cf1"><b>Psicologa Clinica</b> </span></span></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs16 cf1">Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Apr 2016 14:17:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?ginnastica-mentale--chiave-per-prevenire-e-rallentare-l-invecchiamento</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[COS'È FILOSOFIA OGGI]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_hlh6e2ld"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/Spiegare-Infanzia.webp"  title="" alt="" width="322" height="429" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16 cf1">Il filosofo pedagogista Dewey (1859/1952) analizzando il processo di trasformazione della filosofia ritiene che dalla scissione e dalla moltiplicazione dei saperi nasca una nuova problematica per la filosofia cioè quella di essere un ufficiale di collegamento tra le diverse scienze.</span></div><div class="imTALeft"><br></div><div><div class="imTALeft"><span class="cf1">Nell'autonomia, nella libertà e dell'indipendenza c'è un intrecciarsi delle diverse scienze e</span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">quindi una coesistenza che ipotizza una nuova possibilità di lavoro per la filosofia.</span></div><div class="imTALeft fs16"><span class="cf1">Dunque il modo di pensare attuale è diverso dal passato quando si riteneva esistesse un ordine unità del mondo già fissato di cui la filosofia doveva soltanto renderne intelligibile il senso così che tutte le scienze capissero che posto svolgevano all'interno di questo assetto. Ora nel tempo presente la richiesta del compito della filosofia è quella di </span><b class="cf1">acquisire coscienza</b><span class="cf1"> della natura processuale e problematica dell'essere al mondo; rappresenta un'ipotesi di progettazione del mondo.</span></div><div class="fs16 cf1"><div class="imTALeft">Il valore della filosofia è dato oggi dal suo grado di consapevolezza della problematicità processuale dell'esistenza e della stessa filosofia che è un processo all'interno di questo processo. </div></div><div class="fs16 cf1"><div class="imTALeft">Se riusciamo a comprendere questo nuovo compito che è richiesto alla filosofia possiamo capire perché si ritiene da più parti necessaria la filosofia insegnata ai nostri BAMBINI. Essa è capacità di ragionamento logico, capacità di ascolto, capacità di accoglienza dell'altro col quale io posso coesistere senza snaturarmi! La filosofia insegna l'analisi del reale e se l'interlocutore è sufficientemente educato all'alterità la filosofia plasmerà un individuo civile che abbia come elementi caratterizzanti Educazione, Rispetto, Accoglienza, Apertura, Spirito Critico.</div></div><div class="fs16 cf1"><div class="imTALeft">Per i nostri bambini non siamo in ritardo.</div></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="fs16 cf1"><div class="imTAJustify"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div><a href="www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Apr 2016 13:21:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?cos-e-filosofia-oggi</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Hai mai voluto disperatamente difendere la tua libertà ad ogni costo? ]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5328121s"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Gli avvenimenti delle ultime settimane ci impongono una riflessione importante e ci costringono a parlare del </span><span class="fs12lh1-5 cf1"><b>concetto di LIBERTÀ.</b></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Nel pensiero di Socrate hanno grande importanza i concetti di involontarietà del male e attrazione del bene.</span></span></div><div class="imTALeft"><hr></div><div class="imTALeft"><span class="fs22lh1-5 cf2"><i>Il filosofo è convinto che nessuno faccia il male volontariamente, per il gusto di farlo e che ognuno agisca sempre in vista di ciò che egli crede sia il bene e il meglio per lui.</i></span></div><div class="imTALeft"><hr></div><div><div class="imTALeft"><span class="cf1">Fare il male per Socrate vuol dire seguire un bene apparente invece del bene reale infatti se un individuo conoscesse il Bene lo farebbe perché il bene, secondo Socrate, attrae irresistibilmente la volontà dell’uomo presentandosi come ciò che è preferibile.</span></div></div><div><div class="imTALeft"><span class="cf1"><br></span></div></div></blockquote><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/sentirsi-in-prigione.webp"  title="" alt="" width="519" height="640" /><br><blockquote><div><div class="imTALeft"><br></div></div><div><div class="imTALeft fs12lh1-5"><span class="cf1">Nel dibattito contemporaneo è stata influente la distinzione espressa tra libertà da e libertà di; la prima riguardante l’aria entro cui una persona È e può essere lasciata fare senza interferenze altrui; “libertà di " riguarda la possibilità del controllo, dell’interferenza che può determinare che qualcuno faccia una cosa piuttosto che un’altra.</span></div></div><div><div class="fs12lh1-5 cf1"><div class="imTALeft">Rawls, filosofo statunitense contemporaneo, nella sua <b>teoria della giustizia</b> come equità parla di libertà come oggetto del primo principio di Giustizia pertanto la libertà di ciascuno dev’essere più ampia possibile ma compatibilmente con il sistema delle libertà di ciascun altro. </div></div></div><div><div class="cf1"><div class="imTALeft">Allora adesso non siate stanchi di continuare a leggere perché io mi domando e vi domando <span class="fs12lh1-5"><b>come posso insegnare a mio figlio il concetto di libertà quando so che dei bambini vengono lasciati carichi di dinamite in una piazza laddove la loro libertà non è stata assolutamente considerata?</b></span></div></div></div><div><div class="cf1"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><b>Come posso comprendere il valore e l’essenza della libertà se stiamo perdendo di vista la differenza tra ciò che è Bene e ciò che è Male?</b></span> Se c’è una involontarietà del male, così come pensava, allora devo supporre che sia la scelta del male involontario quella di entrare in una redazione e sparare addosso a delle persone che hanno pensieri opinioni e modalità di comunicazione diverse dalla nostra? E mi devo ancora domandare: ma quella modalità di comunicazione poteva essere modificata evitata laddove vi fosse una consapevolezza dello scontro col sistema di libertà di ciascun altro? <span class="fs12lh1-5">Dire ciò che voglio dire e nel modo in cui lo voglio dire sapendo di offendere è rispetto della Libertà altrui? </span></div></div></div><div><div class="cf1"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div></div><div><div class="cf1"><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Amici, non stancatevi di leggermi fino in fondo perché io credo che insegnare ai bambini queste normali regole della vita comune permetterà un domani di avere adulti migliori consapevoli e che comprendano benissimo il significato di libertà di rispetto e di giustizia che noi stiamo snaturando.</span></div></div></div><div><div class="imTAJustify"><br></div></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.Vv5Fg6SLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Counselor Filosofico</span></span></div><div class="imTAJustify"><b><br></b></div><div class="imTAJustify"><div><a href="http://http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div class="imTAJustify"><div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Continuate a seguire</span><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche/blog/?category=FILOSOFIA_ED_ETICA" rel="next" target="_blank" class="imCssLink">"Filosofia ed Etica"</a></span></div></div></div><div class="imTAJustify"><div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Il giardino delle parole...</span></div></div></div></blockquote><div class="imTAJustify"><div><br></div></div></div><a href="https://youtu.be/uBqBMnMmE-o">https://youtu.be/uBqBMnMmE-o</a>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Apr 2016 09:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA CASA DEL PARTO (O DELLA MATERNITÀ)]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Carlo Avantario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MATERNIT%C3%80_E_GINECOLOGIA"><![CDATA[MATERNITÀ E GINECOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_t8t47902"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/casa-del-parto.webp"  title="" alt="" width="376" height="350" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16">La nascita di un bambino è un evento straordinario nella vita di una donna, che incide profondamente, appunto, nella sua vita concreta, emotiva e relazionale.</span></div><div class="imTALeft">Il parto è un' esperienza individuale profonda, carica di emozioni e anche di una notevole componente di paura che chiede rassicurazioni.</div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft">Umanizzazione del parto significa dare ad ogni donna la possibilità di vivere l’esperienza della nascita del suo bambino secondo i valori, la cultura in cui è cresciuta, i suoi desideri, le sue aspettative, secondo la sua ricchezza e complessità. Importante è dunque l’ambiente in cui il parto avviene, che trasmetta senso di sicurezza, di tranquillità, di soddisfazione della donna al fine di influenzare la sua competenza a partorire, ad allattare il bambino, il suo benessere globale.</div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft">Sempre più donne/coppie chiedono di poter vivere la nascita di un figlio nel modo più naturale possibile, nella riservatezza, nel comfort, nella serenità e al tempo stesso, nel massimo della sicurezza; si oppongono alla cultura dominante degli ultimi decenni, ormai abitudine, che ha medicalizzato la gravidanza, elevando il ricorso a visite con modesta valutazione delle loro opportunità e rischi.</div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft">Questa è la premessa e ci sarebbe ancora molto da dire, ma preferiamo fermarci per ora, anche per stimolare la vostra curiosità e per capire il percorso per accedere alla casa del parto.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft"><b><br></b></div><div class="imTALeft"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-profondo-senso-etico-e-umano-di-un-medico.html#.Vv14vTEVTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Carlo Avantario</a></b></div><div class="imTALeft"><b class="fs16">Medico Chirurgo-Specialista in Ostetricia e Ginecologia</b></div><div class="imTALeft"><b><br></b></div><div class="imTALeft"><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div class="imTALeft"><b><br></b></div><div class="imTALeft">Chiedi al Ginecologo e Ostetrica di "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/ginecologo-ostetrica-rispondono-a-trani.php#.Vv143TEVTIU" target="_blank" class="imCssLink">Maternità e Ginecologia</a>"</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 18:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[AUTISMO: COME INTERVENIRE A SCUOLA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Valentina Vania]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ckl51tdi"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/giornata-mondiale-autismo.webp"  title="" alt="" width="402" height="225" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft">Lo <b>spettro autistico</b>, termine che definisce i Disturbi Generalizzati dello Sviluppo, descrive una serie di disturbi che colpiscono le abilità sociali e di comunicazione e, in misura variabile, le abilità motorie e linguistiche. Si tratta di uno spettro variabile, che può comprendere sia persone con alto quoziente intellettivo che con ritardo mentale. All'interno dello spettro autistico, infatti, troviamo diverse diagnosi, che vanno dalla Sindrome di Asperger, che definisce persone ad "alto funzionamento", al Disturbo autistico, che descrive invece persone con grave disabilità verbale ed intellettuale. In questi casi vi è necessità di una presa in carico impegnativa e continuativa. L'indagine, “La dimensione nascosta della disabilità”, realizzata nel Febbraio scorso dal Censis, rileva che quasi un terzo delle mamme di bambini autistici lascia o perde il lavoro, poiché essi necessitano di assistenza continua, che ricade soprattutto sulla famiglia. METODI E APPROCCI - Gli allievi con autismo frequentano regolarmente la scuola e sono seguiti dall'insegnante di sostegno e da educatori o assistenti. Il trattamento efficace dell'autismo, però, non è semplice. I genitori spesso lamentano competenze specifiche poco diffuse nel personale scolastico ed anche tra i terapisti le "scuole di pensiero" non sono univoche. Cognitivisti o comportamentisti? Nei casi di basso funzionamento, il trattamento più efficace sembra essere l’Applied Behavior Analysis (ABA), cioè l'analisi comportamentale applicata per la modifica dei comportamenti sociali. Nei casi complessi di alto funzionamento, però, c'è chi si appella anche alle specificità mentali, percettive e sensoriali, alla diversità individuale. Uno degli approcci più diffusi per l'insegnamento è il programma evolutivo e psicoeducativo TEACCH, Tin cui al centro è la strutturazione spazio-temporale; altri approcci si concentrano invece sui deficit, &nbsp;sulla necessità di routine o sulla comunicazione facilitata ed oggi si parla anche di approcci neocomportamentali. Il panorama dei metodi e dei modelli è molto ampio, come emerge dalle Linee Guida per l’Autismo della Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza. La scelta non è semplice e spesso i genitori si basano sui suggerimenti di altre famiglie. &nbsp;E LA SCUOLA? - Gli insegnanti di sostegno sono formati oggi con un titolo di specializzazione polivalente, che non comprende un percorso di studi specifico per il trattamento dell'autismo. Spesso ci si appella alla loro buona volontà , allo studio personale o alle competenze che maturano nel tempo. Non basta. Occorre anche che prestino molta attenzione ai suggerimenti dei genitori e dei terapisti, in modo da contribuire efficacemente al trattamento. In classe devono individuare strategie ad hoc, consapevoli che nell'autismo vi è mancanza di generalizzazione e di apprendimento incidentale, comprensione letterale, difficoltà di coinvolgimento, reazione agli stimoli. Devono presentare consegne chiare e semplici, note, anticipare i cambiamenti, insegnare le abilità sociali, utilizzare strumenti di presentazione. Devono fare questo e tante altre cose, in accordo con le famiglie e con i terapisti. La parola d'ordine, mai come in questo caso, &nbsp;è sinergia. &nbsp;</div><div><div><br></div></div><div><div><b><span class="cf1">Dott.ssa Valentina Vania</span></b></div><div><b class="fs16">Educatrice, Pedagogista, esperta nei processi formativi</b></div></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div><div><span class="fs16">Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a></span><span class="fs16">"</span><br></div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 18:27:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?autismo--come-intervenire-a-scuola</link>
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			<title><![CDATA[IL DISAGIO DELL’ABBANDONO]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Rosa Anna Dibari]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_t52mpjk3"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/dispersione-scolastica.webp"  title="" alt="" width="383" height="273" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft">In questa rubrica mi sono sempre occupata di una delle tematiche più discusse della scuola italiana: la <b>dispersione scolastica</b>. Si tratta, ancora oggi, di un aspetto cruciale che serve a valutare lo stato di salute di un sistema educativo. Il fenomeno è strettamente correlato alla condizione di povertà e all'esclusione sociale. E' vero che la percentuale, nell'ultimo periodo, è scesa ma siamo ancora lontani dalle medie europee; accanto all'Italia solo Cipro, Estonia, Spagna e Portogallo. La maggior propensione all'abbandono scolastico è particolarmente alta tra &nbsp;i ragazzi che abitano nelle aree più disagiate . In Italia, le politiche per affrontare il disagio dell'abbandono non sono ancora a livello &nbsp;nazionale, anche se i passi per rafforzare la cooperazione sono stati intrapresi, in collaborazione con altri soggetti interessati. Fondamentale in questo recupero è il progetto "<b>Diritti a scuola</b>" che nasce proprio dall'obiettivo di combattere la dispersione favorendo il successo scolastico con priorità per i soggetti svantaggiati. Purtroppo, quest'anno la lenta burocrazia ha reso tutto più difficile, i progetti partiranno solo dopo le vacanze di Pasqua e sarà veramente un tour de force recuperare questi soggetti ormai alla fine dell'anno scolastico. Il cavilloso e lento sistema burocratico, tipicamente italiano, non ha permesso alle scuole di attivare i progetti prima e a farne le spese saranno i nostri ragazzi che vedono nei "Diritti &nbsp;a scuola" un barlume di speranza e una possibilità di integrazione in un sistema scolastico al quale non sentono ancora di appartenere.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/quando-insegnare-diviene-una-passione.html#.Vv47-qSLTIU" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Dibari Rosa Anna </a></b></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div><div>Chiedi all'insegnante di "<a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a>"</div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 18:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LA MIGLIOR DIFESA: LA FUGA!]]></title>
			<author><![CDATA[Suahìm Alkalema]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_r385ve8d"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/difesa-personale.webp"  title="" alt="" width="386" height="217" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16">Buona giornata a voi, miei cari lettori! Oggi affrontiamo un argomento un po' particolare, riguardante la difesa personale. Sarò sintetico, ma prego il lettore di non confondere la sinteticità con la superficialità!</span> Ci hanno sempre parlato di "Onore", di "Orgoglio" e cose simili che spesso ci portano a commettere follie! Il più delle volte l'orgoglio ci può spingere a mettere a repentaglio la nostra vita o quella di qualcuno. Ma cos'è davvero importante? Sopravvivere oppure fare bella figura? Ora spiegherò tutto nel dettaglio: Quando ci capita di subire un'umiliazione o un torto, vogliamo subito fare i duri pretendendo il rispetto da una persona che ci ha appena "delusi". Bene, se vogliamo farci rispettare da qualcuno che non ci ha mai rispettati, può essere utile lasciar perdere questa persona, a meno che non si decida di usare metodi che forzino la persona a rispettarci (violenza, minacce ecc...) che sono una perdita di tempo. Perché sto dicendo questo? Perché solitamente le "Aggressioni" iniziano per futili motivi, per cause banali. Un incontro diventa violento quando una delle parti non si "piega". E noi stiamo qui a chiederci: "io dovrei piegarmi? Giammai!!!!". Piegarsi non significa accettare per vero qualcosa che non condividiamo, ma far credere che noi la stiamo accettando. Se qualcuno ci insulta e noi gli rispondiamo "contrattaccandolo", è logico che uno dei 2 dovrà prima o poi ritirarsi e se ciò non avviene, si scatena la violenza (l'ultima difesa dopo le parole). Se invece si accetta l'insulto, tutto questo si evita... Quando una persona ci insulta, non è detto che ciò che dica sia vero, siamo noi a dare il potere alle sue parole o agli insulti, questa cosa è importante da capire! Il conflitto inizia sempre per una differenza di pensiero, poi si trasforma da conflitto ideale a conflitto verbale, e infine diventa fisico (aggressione). Per chi ha seguito i miei altri articoli, noterà come la natura "Tripla" dell'essere umano è anche qui presente: Pensiero/ Parola/Azione! Veniamo alla conclusione... La miglior difesa è la FUGA!!! Con fuga intendo "Evitare il combattimento". La fuga è per i veri coraggiosi! È troppo facile rispondere ad un insulto, ma è molto difficile ignorare le provocazioni! Non facciamoci condizionare da discorsi del tipo "Devi farti rispettare / Fai vedere chi sei, ecc..." Alleniamoci ad ignorare, alleniamoci ed evitare e alleniamoci a fuggire! Tutte le tecniche di difesa personale, devono essere usate solo se la fuga è impossibile! Per cui se si vogliono imparare le arti marziali, occorre anche imparare a correre! L'agilità è un fattore importante e chi di solito aggredisce gli altri, vive in situazioni di stress, magari fuma, beve o ha altri problemi... e credetemi è difficile che si metta all'inseguimento perché nella sua testa penserà "ahah fugge il codardo", mentre noi sapremo che abbiamo salvato non solo la nostra vita, ma anche la sua! Spero di aver chiarito qualche dubbio a riguardo della difesa personale... Vi saluto e a presto! </div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-forza-del-corpo-attraverso-la-mente.html#.Vv1IGjEVTIU" target="_blank" class="imCssLink">Suahìm AlKalema</a></b></div><div><b class="fs16">Maestro arti marziali energetiche</b></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 15:52:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-miglior-difesa--la-fuga-</link>
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			<title><![CDATA[FACCIAMO UN GIOCO - Seconda parte]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_f2z9zfgp"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ascolto-intelligente.webp"  title="" alt="" width="362" height="240" /><br></div><div><br></div>Per farvi meglio capire cosa intendo per “ascolto intelligente” vi propongo di ascoltare insieme un brano di musica “classica”. È un esperimento che vi chiedo di fare con i vostri bambini. Il pezzo scelto è l'ouverture (cioè il brano di apertura) di un'opera di cui ho già avuto modo di parlarvi, “Il flauto magico” di Mozart. In appena 6 minuti di musica è condensato tutto lo spirito fiabesco, magico, giocoso, aereo e insieme solenne e misterioso dell'opera. Ma nulla ci vieta di trovarvi tanto altro, anzi: ciascuno nella musica “sente” e “vede” (con la fantasia) qualcosa di diverso. A patto però di ascoltarla in modo non superficiale, come vi invito a fare con questo brano. Lo trovate su YouTube al seguente indirizzo: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=A8WlBDjfFRM" target="_blank" class="imCssLink">https://www.youtube.com/watch?v=A8WlBDjfFRM</a>. PRIMA FASE. Cliccate su play e poi, voi e i vostri figli, tornate alle vostre occupazioni; non sarà difficile trovare qualcos'altro da fare o a cui pensare… In fondo non ci vuole molto a distrarsi mentre si ascolta musica. Riproducetelo dunque per intero. Che ve n'è sembrato? Musica piacevolissima, non c'è che dire. Suppongo che vi abbia messo di buon umore: un ottimo sottofondo per il lavoro, le faccende domestiche o i giochi. Se invece non vi è piaciuta, a maggior ragione dovrete continuare nell'esperimento che vi propongo, perché spesso la musica ha bisogno di essere riascoltata con più attenzione per venir apprezzata. E i vostri bambini come hanno reagito? Raccontatemelo, se vi va. Ora però inizia la parte più attiva e interessante dell'esperimento. SECONDA FASE: mi rivolgo solo a voi adulti; i piccoli saranno coinvolti nella terza fase. Dovrete riascoltare il brano cercando di concentrarvi esclusivamente sulla musica. Perché possiate farlo vi fornirò alcune semplici “istruzioni”: vi illustrerò la prima parte dell'ouverture, la cosiddetta Esposizione, ossia la sezione in cui sono presentati i materiali musicali che verranno elaborati e sviluppati nel corso del pezzo. Occupa i primi 2 minuti e 45 secondi. Innanzitutto è bene sapere che a eseguire il brano è un'intera orchestra. E quindi potrete riconoscere la “voce” di tanti strumenti, appartenenti a diverse “famiglie: gli archi (violini, viole, violoncelli e contrabbassi); i fiati, a loro volta suddivisi in legni (flauti, oboi, clarinetti e fagotti) e ottoni (corni, trombe e tromboni); infine i timpani, che sono strumenti a percussione. Quindi quando ascolterete il brano per prima cosa sforzatevi – vi assicuro che è uno “sforzo” piacevolissimo – di riconoscere la <b>sonorità</b> dei singoli strumenti, senza paura di sbagliare. Appunto per questa ragione ho scelto un'esecuzione solo audio, affinché possiate attivare quella che Barenboim chiama l'“intelligenza dell'orecchio” senza il rischio di venir distratti dall'immagine, e la vostra immaginazione non avrà freni. Ora date play e state ben attenti. La prima parte dell'ouverture è un Adagio: il tempo è lento, ve ne accorgete subito. La prima cosa che ascoltate è un accordo “forte” (cioè ad alta intensità sonora) dell'intera orchestra. Tutti gli strumenti sono coinvolti, timpani compresi: “Tà”! Poi una pausa, e dopo “Ta-tà!”; un'altra pausa, e un altro “Ta-tà!”. È come se con tre energici balzi salissimo in cima a una maestosa scalinata. Dopo una nuova pausa ci aspetteremmo una bella melodia compiuta, di quelle che ti restano in mente, e invece ascoltiamo solo dei frammenti incerti; gli archi suonano “piano”, cioè sottovoce, punteggiati a più riprese da improvvisi accordi “forti”. Perché? Chiaro: per creare tensione, mistero e attesa. Poi finalmente si giunge in porto. Non vi sarà difficile avvertire un senso di approdo e di risoluzione. A 0' 54'' mettete in pausa. L'Adagio finisce qui; se volete rileggete quello che vi ho detto e magari riascoltatelo. Adesso cliccate di nuovo su play. Il tempo ora si fa più mosso: è un Allegro. Ecco finalmente la melodia, o meglio il tema principale. Ha un profilo singolare, con quelle note ripetute velocemente: “ta-ta-ta-ta-ta...”. Sono note “staccate”, cioè di breve durata e separate da minuscole pause. Questa melodia viene reiterata continuamente, ma da strumenti ogni volta diversi e in modo tutt'altro che meccanico. È esposta “piano” prima dal gruppo dei violini secondi, poi ripetuta dai violini primi quattro note più su, quindi da viole, violoncelli e fagotti quattro note più giù (sentite la sonorità più grave, cioè più bassa), poi ancora più giù da violoncelli, contrabbassi e fagotti (con una sonorità ancora più grave), infine, di nuovo in alto, dall'intera orchestra: dal “piano” si passa finalmente al “forte”, ed è come un'esplosione di suoni e colori. È l'antico procedimento della “fuga”. Come se non bastasse, mentre i vari strumenti si rimpallano questo tema gli altri non restano zitti, ma lo accompagnano (più precisamente lo “contrappuntano”) con altri elementi melodici. Il tema in note “staccate” continua la sua corsa; ma a 1' 48'' succede qualcosa di nuovo. Il flauto comincia a dialogare con gli archi (che continuano a suonare il tema “staccato”) suonando una scala ascendente di note “legate”, non separate, cioè, da alcuna pausa; poi ad esso si unisce l'oboe: flauto e oboe allora si scambiano una melodia più distesa, anch'essa in note “legate” (come un liquido arabesco), in contrasto col tema staccato e pungente che intanto continua a formicolare “piano” nei clarinetti e nei fagotti per poi esplodere “forte” in tutta l'orchestra. L'intensità sonora aumenta sempre più: un elettrizzante “crescendo” conclude l'Esposizione. In pochi minuti avvengono (spesso simultaneamente) tantissimi eventi musicali: come potremmo afferrarli e goderne a un ascolto sbadato? TERZA FASE. Ora riproponete il brano ai vostri bambini. Utilizzando il mio vecchio articolo sul “Flauto magico” o altre fonti introduceteli al mondo dell'opera – e preparatevi a far fronte alle loro tante domande! Se avvertite l'esigenza di interrompere il brano in itinere per chiarire alcuni aspetti o rispondere alle loro curiosità, o per riascoltarne delle porzioni, fatelo pure. Ma cercate poi di riascoltarlo per intero senza interruzioni. La musica è una miniera inesauribile: più la si ascolta e più la si comprende. Ora siete liberi di richiamare l'attenzione di vostro figlio sugli elementi del discorso musicale che preferite tra quelli che avete scoperto insieme a me; ma cercate di considerare quanti più dettagli possibile, anche ricorrendo ad ascolti reiterati. L'importante è che sia un gioco: se volete, chiedetegli di chiudere gli occhi, o magari bendatelo. 1) Adagio introduttivo (0' 00''-0' 54''). Giocate a riprodurre il ritmo degli accordi iniziali, usando la voce, le mani o strumenti a percussione anche improvvisati. Cosa immagina? Luce o buio? Cosa prova? Riconosce qualche strumento? Indicategli quelli che non è in grado di cogliere servendovi anche dell'immagine in coda al testo. 2) Allegro (0' 54''-2' 45''). Divertitevi a cantare il tema principale, riproducetelo battendo le mani, o tamburellando con le dita, o correndo a piccoli passi, o in qualunque altro modo preferiate. Questo aiuterà il bambino a familiarizzare con la melodia, e gli consentirà di riconoscerla più facilmente ogni volta che ricomparirà nel corso del brano. A questo punto potete anche fare una gara a chi capta per primo ogni nuova “entrata” della melodia “staccata”. Cercate di indovinare insieme da quali strumenti è eseguita: non preoccupatevi di sbagliare, l'importante è essere sempre attenti e curiosi. Vi accorgerete che seguire da vicino il dipanarsi della musica potenzia l'attività dell'immaginazione: confrontatevi costantemente col piccolo ascoltatore, ditegli a cosa vi fa pensare quel singolo passaggio e chiedetegli quali immagini e sensazioni suscita in lui. Correte, danzate, muovetevi liberamente, senza schemi rigidi, seguendo il ritmo della musica, cercate di mimare le linee delle melodie e i cambi di dinamica (i passaggi da “piano” e “forte” e viceversa, i “crescendo”). Esprimersi col corpo è facile per un bambino; non abbiate paura di farlo anche voi. Coinvolgere tutti i muscoli nell'ascolto è una cosa naturalissima. Come ha osservato il grande neuroscienziato Oliver Sacks l'ascolto è un'esperienza non solo uditiva ma anche motoria. Ora siete in grado di esplorare anche il seguito dell'ouverture. Aspetto di sapere com'è andata…<div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.Vv1vkTEVTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Domenico Andriani</a></b></div><div><span class="fs16"><b>Musicologo</b></span></div></div><div><span class="fs16"><b><br></b></span></div><div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it " target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div><div><span class="fs16">Copyright Immagine: </span><span class="fs16">http://musicaememoria-tecno.blogspot.it</span><span class="fs16"></span></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 30 Mar 2016 18:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ASCOLTO INTELLIGENTE - Prima Parte]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Andriani]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_yr574nlz"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ascolto-intelligente-prima.webp"  title="" alt="" width="384" height="345" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16">Si può sentire la musica senza ascoltarla? Sì che si può. “</span><b class="fs16">Ascoltare e sentire</b><span class="fs16">” è il titolo di un capitolo di uno dei più bei libri sulla musica scritto da un musicista, “La musica sveglia il tempo”. Ne è autore il grande pianista e direttore d'orchestra </span><b class="fs16">Daniel Barenoim</b><span class="fs16">. Per “sentire” Barenboim intende una ricezione distratta della musica, quella a cui, purtroppo, al giorno d'oggi siamo più abituati. Oggigiorno la musica è dappertutto, e non solo nelle discoteche, nei bar e nei pub, ma anche nei supermercati, nei negozi, nelle sale d'aspetto degli studi medici... In queste condizioni è inevitabile che la musica si riduca a mero sottofondo. E così finiamo per fruirla in maniera superficiale e distratta. Sentiamo senza ascoltare, insomma.</span></div><div class="imTALeft">Certo, molti prodotti musicali sono concepiti in funzione di un consumo passivo. È musica elementare, ripetitiva, standardizzata. I guai iniziano quando anche musiche complesse, originariamente destinate a una ricezione attenta, e che ad ascoltarle in modo non superficiale ma attivo sarebbero una miniera inesauribile di stimoli per l'immaginazione e l'intelligenza, vengono impiegate come banale sottofondo. È il caso, per esempio, della musica cosiddetta “classica”: pensate soltanto all'uso (o abuso) che ne viene fatto nelle pubblicità televisive.</div><div class="imTALeft">In questi casi è come leggere un libro in modo distratto. Provate a farlo: non ci capirete niente e finirete per sentirvi degli stupidi. Che senso ha limitarsi a “vedere” delle parole senza elaborarle mentalmente, senza associare al segno scritto un significato, senza porle in rapporto le une con le altre?</div><div class="imTALeft">So cosa state pensando: la musica non è fatta di parole ma di suoni. Se leggo “gatto” penso subito al felino domestico; quella parola ha, come si dice, un referente concreto; e anche termini che si riferiscono a oggetti non tangibili ma astratti hanno comunque un significato ben preciso e, soprattutto, articolabile per mezzo di parole. Tutti noi, bene o male, siamo in grado di spiegare il concetto espresso dalla parola “libertà”. Ma chi è in grado di spiegare a parole il significato della melodia dell'inno “Alla gioia” della<b> Nona sinfonia di Beethoven</b>? Quella melodia suscita in noi pensieri che non sono composti da parole. Ma il fatto che la musica non abbia un significato preciso, articolabile in termini verbali, non vuol dire che sia priva di significato: ne ha al contrario un'infinità, perché è in grado di parlare a ognuno di noi in modo diverso. In ciò risiede la sua unicità e inesauribile ricchezza. Ma per cogliere quei significati occorre ascoltarla con attenzione. La sua particolare natura non è un alibi per usarla come semplice sottofondo mentre si sta pensando o facendo altro.</div><div class="imTALeft">Eppure sentire un brano musicale senza ascoltarlo è la cosa più facile di questo mondo. Alcuni aspetti della musica stessa si prestano a una fruizione passiva ed epidermica (un grande filosofo e sociologo della musica, Theodor W. Adorno, direbbe “culinaria”): il ritmo, per esempio, o il timbro (cioè la qualità sonora) o la stessa melodia. Ma la musica non è solo ritmo o timbro o melodia; è tutto questo, e tanto altro ancora, insieme. Tutti gli elementi della musica sono interdipendenti; se se ne isola uno a scapito degli altri, allora diventa seriamente difficile comprendere e godere appieno di una composizione.</div><div class="imTALeft">Per questo quando si ascolta la musica bisogna andare oltre la percezione epidermica. L'emozione è fondamentale, non c'è dubbio: un brano che non suscita in noi emozioni non è che una fredda successione di suoni priva di anima. Ma come in ogni campo dell'esistenza l'emozione non basta, è sterile – e talvolta addirittura controproducente – se ad essa non si accompagna la riflessione. Allo stesso modo l'attività razionale priva della dimensione emotiva è dannosa. “Ascoltare” la musica, allora, significa unire emozione e intelletto, cuore e cervello. Come? È presto detto. Di solito una composizione di musica “classica” si fonda su idee melodiche (dette “temi”) che una volta esposte per la prima volta ritornano a più riprese nel corso del brano, e vengono sviluppate, variate, trasformate, intrecciate con altre idee. Ecco: l'ascoltatore intelligente è in grado di ricordare un tema e riconoscerlo ogni volta che esso riappare in una nuova veste. Di conseguenza è in grado di capire in cosa si differenzia dalla sua prima esposizione: nel tempo (era veloce, ora è più lento, e viceversa), nel ritmo (era ampio e solenne, ora è agile e saltellante), o nel timbro (un tema nato per un determinato strumento, con la sua particolare qualità sonora, il suo particolare “colore”, ora è passato ad un altro, acquistando così nuovi colori), o nella tonalità (ad es. un tema enunciato per la prima volta in una tonalità serena viene ripetuto in una tonalità più triste; e, credetemi, non è necessario aver studiato Armonia o essere dei musicisti per accorgersene, basta solo essere attenti). E così via. Un altro aspetto fondamentale della musica “classica” sta nel fatto che in essa raramente una melodia è esposta da sola; più spesso accanto alla voce che esegue la melodia principale ce n'è un'altra (o più d'una) che la contrappunta con altre note o altri disegni melodici. Può capitare di ascoltare più melodie contemporaneamente, come in una fuga, un particolare tipo di composizione di cui vi parlerò la prossima volta. Insomma, la musica è dialogo continuo.</div><div class="imTALeft">Se siamo in grado di cogliere tutti questi aspetti della narrazione musicale ne ricaveremo un piacere molto più grande di quello che si prova ad un ascolto superficiale. L'importante, però, è non fare affidamento solo sulla nostra componente emotiva, evitando cioè di concentrarci e aspettando che sia la musica a produrre in noi il “miracolo” senza fare alcuno sforzo perché ciò accada. No, bisogna ascoltare col cuore e la mente aperti. La comprensione razionale non uccide l'emozione, al contrario la rende incomparabilmente più intensa, meno epidermica e più profonda: un momento di conoscenza del mondo e di noi stessi.</div><div class="imTALeft">Non ci credete? Nella seconda parte di questo articolo cercherò di dimostrarvelo con un gioco che faremo tutti insieme: io, voi e i vostri bambini.</div><div><br></div><div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/un-pentagramma-per-crescere.html#.Vv1vkTEVTIU" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Domenico Andriani</a></b></div><div><b>Musicologo</b></div></div><div><b><br></b></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><b><br></b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Mar 2016 18:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IL TERREMOTO DELL’ADOLESCENZA]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Angela Bini]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=DIDATTICA_E_DINTORNI"><![CDATA[DIDATTICA E DINTORNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_b84wn305"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/adolescenza_57so3g3i.webp"  title="" alt="" width="371" height="247" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft">Un vero terremoto scuote gli equilibri psichici e fisici dei ragazzi in età adolescenziale. Cambiamenti improvvisi di una fisicità prima di allora tipica di un bambino, e nuovi pensieri ed interessi che la mente si ritrova ad affrontare, sono vere e proprie scosse che minano alla stabilità di una individualità alquanto incerta, ponendosi esattamente a metà tra l'infanzia e l'età giovanile. Sia i maschietti che le femminucce non si riconoscono più guardandosi allo specchio, e tanti fanno davvero fatica ad accettare nuove proporzioni, nuovi timbri di voce, nuove fattezze alle quali ci si sente del tutto inadeguati. Un terremoto a cui in modo particolare assistono gli insegnanti della scuola media, specie nelle classi seconde, anni in cui strani comportamenti evidenziano le effettive difficoltà incontrate dai ragazzi, colti sempre impreparati alla materia del vivere la propria adolescenza. Determinante diventa allora,il dialogo e il confronto giornaliero con gli alunni, oltre che l’osservazione ed attenzione da rivolgere ad essi, al fine di riuscire a comprendere le varie dinamiche della loro crescita e problematiche,ritenute responsabili di quei comportamenti inconsueti. La pedagogia da sola non basta,e diventa necessario lo specifico supporto della psicologia dell'età evolutiva, scienza che non tutti i docenti purtroppo conoscono, pur essendo abilitati all'insegnamento. <span class="fs16">È </span><span class="fs16">questa la ragione per cui la scuola è giusto si attivi nella programmazione ed attuazione di progetti coordinati da specifiche figure professionali, che possano concretamente aiutare gli adolescenti e le loro famiglie, impreparate anch'esse al sisma dall'adolescenza, a vivere nel modo più sereno possibile cambiamenti e trasformazioni. Molte sono le conseguenze che questa tappa obbligatoria della vita può causare in personalità fragili, o solo apparentemente forti, e andando avanti nel tempo,diventa sempre più difficile riparare le crepe psicologiche provocate da un terremoto fisiologico. &nbsp;&nbsp;</span><br></div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/non-solo-insegnamento-ma-amore.html" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Angela Bini</a></b></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div><div><span class="fs16">Chiedi all'insegnante di "</span><span class="fs16"><a href="http://tiny.cc/insegnanterisponde" target="_blank" class="imCssLink">Didattica e Dintorni</a></span><span class="fs16">"</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Mar 2016 13:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[DISTURBI D'ANSIA: UNA RISPOSTA DALLA PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00le8se8"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ansia.webp"  title="" alt="" width="379" height="252" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16"><span class="cf1">I <b>disturbi d’ansia</b> sono tra i più diffusi disturbi mentali. Oggi parleremo del disturbo di panico, la cui caratteristica essenziale è il ricorrere di attacchi di panico (ansia) che si presentano in momenti il più delle volte, imprevedibili. I sintomi più comuni esperiti durante l’attacco sono dispnea, palpitazioni,<b> dol</b></span><span class="cf1"><b>ore</b> o <b>malessere toracico</b>, sensazione di sentirsi strozzati, sbandamento o vertigini, senso di instabilità, sentimenti di irrealtà, paura di morire, di impazzire o di fare qualcosa di incontrollabile. Gli attacchi di solito durano minuti, più raramente ore.</span><br></span></div><div><div class="imTALeft"><span class="cf1">Spesso, accade che dopo aver esperito l’</span><span class="cf1">attacco di panico</span><span class="cf1">, la persona entra in un circolo vizioso sempre più invalidante che se ripetuto nel tempo potrebbe comportare un indebolimento delle principali autonomie sociali. Un elemento cruciale che sembra essere correlato con lo scatenarsi dell’attacco di panico è reperibile nel sistema cognitivo della persona. Secondo Clark un determinato evento che chiameremo stimolo attivante e che può essere rappresentato da una sensazione fisica, un pensiero, un’immagine o una situazione esterna, viene valutato dal soggetto inizialmente in modo rapido e involontario. Per gli individui ansiosi questo stimolo attivante assume una valenza negativa perché percepito come un possibile pericolo.</span></div><div class="fs16"><div class="imTALeft"><span class="cf1">Lo stimolo attiva, così, la modalità primitiva di minaccia (tachicardia, sudorazione, vasocostrizione ecc, fuga e/o attacco ecc…). Tale modalità determinerà la comparsa di sintomi ansiosi. In questo modello ogni stimolo interno o esterno che è giudicato minaccioso produce lo stato d’ansia e i relativi sintomi somatici associati che se sono interpretati in modo catastrofico, producono un ulteriore aumento del livello di ansia, intrappolando l’individuo in un circolo vizioso culminante nell’attacco di panico.</span></div><div class="cf1"><div class="imTALeft">Perché le crisi di panico si ripetono nel tempo fino a sfociare in un vero disturbo mentale?</div></div><div class="cf1"><div class="imTALeft">Una plausibile spiegazione è riscontrabile nelle reazioni successive al primo attacco. Infatti, il soggetto generalmente tende a prestare maggiore attenzione alle sensazioni del proprio corpo temendo una nuova crisi, finisce per mettere in atto comportamenti sempre più protettivi (es. maggiore dipendenza verso le figure genitoriali o verso il proprio compagno/a) ed in ultima analisi inizia ad evitare sempre di più le situazioni che gli causano ansia. </div></div><div class="cf1"><div class="imTALeft">La psicoterapia cognitivo-comportamentale è una delle possibili risposte, il più delle volte molto efficace, all’insorgenza di un disturbo d’ansia. Il terapeuta cognitivo-comportamentale lavora prevalentemente su due fronti: quello dei pensieri e quello dei comportamenti, entrambi diventati disfunzionali nel soggetto con ansia ricorrente.</div></div><div class="cf1"><div class="imTALeft">Si consiglia d’intraprendere un percorso di psicoterapia già alle prime manifestazioni del disturbo, in quanto la precocità dell’intervento è fondamentale al fine di evitare che il famoso circolo vizioso, citato poc'anzi, possa “intrappolare” la persona per lunghi e logoranti periodi.</div></div></div></div><div><br></div><div><div><div><b><span class="fs16 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Annalisa Cagia</a></span></b></div><div><b><span class="cf1">Psicologa, Psicoterapeuta cognitivista</span></b></div><div><b><br></b></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><span class="fs16"><br><span class="cf1">Chiedi alla psicologa di</span><span class="cf1"> "</span><span class="cf1"><a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"</span></span></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Mar 2016 08:19:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?disturbi-d-ansia--una-risposta-dalla-psicoterapia-cognitivo-comportamentale</link>
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			<title><![CDATA[DISTURBI D'ANSIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_m63719m4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/attacchi-di-panico.webp"  title="" alt="" width="374" height="234" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16"><span class="cf1 ff1">I disturbi d’ansia sono patologie psichiatriche molto comuni le cui percentuali di prevalenza, nell’arco di vita, sono stimate tra l’1,5% e il 3/3,5%.</span><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs16 cf1 ff1">L’ansia è un fenomeno fisiologico e in molti casi è vitale in quanto concorre a mantenere elevata una performance in una determinata situazione (ad es., sotto esame).</span><span class="fs16 cf1 ff1"> </span><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16 cf1 ff1">Quando, invece, l’ansia è sproporzio</span><span class="fs16 cf1 ff1">nata rispetto a una data circostanza, è causa di angoscia fino al punto di pregiudicare il proprio stato fisico.</span><br></div><div><div class="imTALeft"><span class="cf1 ff1">Possiamo quindi affermare che siamo in presenza di soggetto affetto da disturbo d’ansia.</span></div><div class="fs16"><div class="imTALeft"><span class="cf1 ff1">I principali disturbi d'ansia: disturbo da <b>attacchi di panico</b> con o senza <b>agorafobia</b>, fobia semplice e <b>fobia sociale, disturbo ossessivo - compulsivo, disturbo post traumatico da stress</b> e disturbo acuto da stress e disturbo d’ansia generalizzato, non coinvolgono solo gli aspetti mentali, ma anche il funzionamento del corpo fino al conseguente sviluppo di disturbi somatici.</span><span class="cf1 ff1"> </span></div><div class="cf1 ff1"><div class="imTALeft">Chi ne soffre fatica a credere che tali disturbi possano realmente dipendere dalla propria psiche e non da patologia organica. In questi casi il sintomo somatico provocato dall'ansia non è riconosciuto subito come tale e si osserva il ricorso frequente a farmaci palliativi e/o una ricerca spasmodica di immaginarie cause organiche.</div></div><div class="cf1 ff1"><div class="imTALeft">Quando l’ansia diventa una condizione costante e pervasiva, l’organismo vive uno stress intenso che provoca modificazioni fisiologiche. Tra queste si menzionano l’aumento dell’attività del sistema nervoso autonomo e della secrezione di ormoni come il cortisolo e l’adrenalina che influiscono sul battito cardiaco, sulla pressione sanguigna e sul funzionamento del sistema immunitario.</div></div><div class="cf1 ff1"><div class="imTALeft">Cosa fare in questi casi? Ciò che consiglio è di chiedere un consulto al proprio medico di famiglia, il quale valuterà attentamente il caso specifico. Se il responso medico non indica alcuna patologia organica sarebbe opportuno affidarsi ad uno psicoterapeuta il quale valuterà la situazione per elaborare un piano d’intervento quanto più mirato al ridimensionamento della sintomatologia fisica e “mentale”.</div></div><br></div></div><div><span class="fs16"><b><span class="cf1 ff1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Annalisa Cagia</a></span></b></span></div><div><span class="fs16"><b><span class="cf1 ff1">Psicologa, Psicoterapeuta cognitivista</span><br></b><br></span><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><span class="fs16"><br><span class="cf1 ff1">Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"</span><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Mar 2016 08:12:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?disturbi-d-ansia</link>
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			<title><![CDATA[DISLESSIA NELLA SCUOLA DI SECONDO GRADO]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Annalisa Cagia]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PSICOLOGIA"><![CDATA[PSICOLOGIA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_n6ix5nqz"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/dsa-adulti.webp"  title="" alt="" width="354" height="239" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16"><span class="cf1">Tanti sono, allo stato attuale, i servizi, gli articoli, gli specialistici che si occupano di dislessia in età evolutiva, molto meno è stato fatto per gli adulti con DSA. Ciò che è facilmente riscontrabile, agli occhi di chi è esperto, è il misconoscimento del Disturbo Specifico nei contesti universitari o liceali. Un tale fenomeno, può essere spiegato in quanto le prestazioni degli studenti con dislessia, in età adulta, sono più simili a quelle dei suoi compagni normolettori. Ciò, non accade nella scuola primaria, ove la discrepanza tra le prestazioni di lettura dello studente con DSA e quelle dei suoi coetanei, è notevole. &nbsp;Verrebbe da chiedersi, come mai &nbsp;i professori fanno più fatica ad identificare un caso con DSA. La risposta va ritrovata in quello che viene definito “meccanismo di compenso” (dislessia compensata). Accade cioè, che dopo anni, il disturbo si attenui grazie all’accumulo di esperienze e di strategie lessicali adoperate dallo studente. In questo modo, se da un lato l’alunno riesce a migliorare le sue prestazioni, dall’altro s’imbatte in situazioni non piacevoli, proprio a causa del paradosso che la dislessia implica, soprattutto nella fascia adulta: l’apparente “normalità”. </span><b><span class="cf1">Ma come evolve un DSA nella scuola secondaria?</span></b><span class="cf1"> Generalmente, nella scuola secondaria, la lettura diventa più fluente e più accurata, migliora anche la capacità di espressione verbale, così come anche l’ortografia mentre persistono le difficoltà di produzione del testo, &nbsp;dell’area matematica e della lingua straniera. Inoltre, le ultime evidenze scientifiche, &nbsp;pongono l’accento sui tre diversi livelli di gravità del DSA: lieve, moderato e grave. A seconda, del livello identificato dalla diagnosi, è possibile attendersi un’evoluzione piuttosto che un’altra. Per esempio, un alunno con una dislessia lieve, tenderà a progredire, seppur lentamente, in modo continuo ma difficilmente potrà superare le 4, 5 sillabe al secondo. Non solo! Proprio quando tutto sembrerà “normalizzato”, il docente dovrà tenere bene a mente che il suo studente necessita di “risorse dedicate” ovvero non riuscirà facilmente a leggere e a capire contemporaneamente. C’è da chiedersi allora, quale sia la cosa più giusta da fare. La risposta è nella tecnologia, così come in percorsi psicologici qualora il disturbo abbia minato l’autostima del giovane studente. Permettere ai giovani con dislessia, l’utilizzo del computer e soprattutto l’utilizzo dei principali programmi (sintesi vocale, calcolatrice, dizionario elettronico, elaboratore di mappe) favorisce uno studio più strategico e più motivante. &nbsp;Purtroppo diversi sono i limiti, ancora attuali, di un simile approccio. Il primo riguarda la difficoltà applicativa di questi programmi durante le ore pomeridiane. Sarebbe, infatti, auspicabile allenare il bambino, gradualmente, all’utilizzo di programmi tecnologici specifici, sin dalla classe quinta della scuola primaria. Ancora tantissimi, sono gli studenti con DSA a non aver sviluppato la sana abitudine di utilizzare per lo studio a casa i supporti tecnologici previsti dalla legge 170 del 2010. Così come, sono altrettanto numerosi gli adolescenti che rifiutano il supporto personalizzato, poiché sentono deturpata la propria immagine sociale. Su questi e altri aspetti, gli specialisti, le famiglie e i docenti dovrebbero continuamente confrontarsi per trovare soluzioni specifiche al caso e mai ricette generali.</span></span></div><div><span class="fs16"><b><br></b></span></div><div><span class="fs16"><span class="cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----annalisa-cagia---psicologia.html" target="_blank" class="imCssLink">Annalisa Cagia</a></b></span></span></div><div><b class="cf1">Psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale</b></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Chiedi alla psicologa di "<a href="http://tiny.cc/psicologorisponde" target="_blank" class="imCssLink">Psicologia</a>"</span></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Mar 2016 07:44:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?dislessia-nella-scuola-di-secondo-grado</link>
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			<title><![CDATA[DISPRASSIA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Valentina Vania]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=APPRENDIMENTO"><![CDATA[APPRENDIMENTO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_qq78491t"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/disprassia.webp"  title="" alt="" width="370" height="245" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16"><span class="cf1">Cosa è.</span><span class="cf1"> La Disprassia è un disturbo molto complesso che abbraccia gli aspetti della coordinazione motoria, le abilità cognitive e le funzioni adattive. Si manifesta attraverso marcate difficoltà nel compiere gesti e azioni tipici della vita quotidiana come vestirsi, allacciarsi le scarpe, lanciare e afferrare una palla, costruire oggetti, utilizzare gesti per esprimere intenzioni, scrivere e leggere. La <b>disprassia</b> si manifesta, quindi, in tutte quelle azioni e comportamenti che necessitano di un’intenzione, di azioni in sequenza o che prevedono una programmazione e pianificazione dei movimenti, probabilmente a causa di una difficoltà di rappresentazione cognitiva dell’azione da portare a termine o dell’oggetto su cui compiere l’azione. Quali sono le cause? Si sa molto poco ancora riguardo le cause della disprassia. In alcuni casi è possibile riscontrare fattori genetici e familiari, problemi durante la gravidanza o insorti durante il parto (ad esempio mancanza di ossigeno), mentre la prematurità e basso peso alla nascita sembrano essere un fattore di rischio.</span><span class="cf1">Come si manifesta la Disprassia?</span><span class="cf1"> Alcuni segnali precoci di disprassia si osservano già a partire dai primi mesi e anni di vita. Nello specifico deficit a carico della prensione delle mani, scarsa coordinazione, deficit della motricità fine (mani). Si manifestano poi: goffaggine motoria: il bambino risulta impacciato e maldestro nel movimento, difficoltà nel mantere l’equilibrio,posture inadeguate,disorientamento spaziale, problemi con la lateralità (confusione destra, sinistra), difficoltà nella gestione del tempo (ad es, lettura dell’orologio), disgrafia,difficoltà di apprendimento. Il bambino con disprassia, quindi va incontro a numerose difficoltà nella vita di tutti i giorni e necessita spesso di aiuto e più tempo per compiere gesti e azioni. Le sue difficoltà sono spesso evidenti anche a scuola, poiché può manifestare difficoltà di apprendimento sia in lettura che in scrittura, facile distraibilità, tempi di attenzione brevi, lentezza, difficoltà nella copiatura dalla lavagna e difficoltà nei compiti grafici e motori. </span><span class="cf1">Cosa fare?</span><span class="cf1">In caso di sospetto di disprassia è opportuno effettuare una valutazione specialistica del bambino, delle sue fasi di sviluppo e delle sue abilità. Di solito il pediatra può avere un ruolo fondamentale poiché le prime osservazioni soprattutto delle abilità motorie sono di solito condotte dalla sua figura professionale. La diagnosi viene fatta da diverse figure professionali: neuropsichiatra infantile, psicologici e neuropsicomotricisti, che potranno stabilire il percorso di intervento più idoneo per il bambino. Infine è opportuno poi tenere a mente qualche suggerimento utile. Qui ne elenco 5: </span></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs16 cf1">- &nbsp;</span><span class="fs16">È</span><span class="cf1"> importante sostenere l’autonomia del bambino, senza sostituirsi a lui nelle azioni della vita di tutti i giorni. - Anche se il bambino necessita di più tempo, egli deve sperimentare la possibilità di farcela da solo. - Rispettare i tempi del bambino. - Valorizzare i suoi punti di forza, quello che sa fare, non solo quindi i suoi punti di debolezza. - Affidarsi a specialisti che sapranno fornire le strategie più adeguate e personalizzate per il bambino.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs16"><b><span class="cf1">Dott.ssa Valentina Vania</span></b></span></div><div><b class="cf1">Educatrice, Pedagogista, esperta nei processi formativi</b></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div><div><span class="fs16"><span class="cf1">Chiedi alla pedagogista di "<a href="http://tiny.cc/pedagogistarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Apprendimento</a>"</span></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 28 Mar 2016 09:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[CANTA IL SOGNO DEL MONDO]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Gabriella Finizio]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_DI_NONNI"><![CDATA[PENSIERI DI NONNI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_11z635nv"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/pasqua-nel-mondo.webp"  title="" alt="" width="476" height="151" /><div><br></div><div><div>Ama, saluta la gente, dona, perdona, ama ancora e saluta.</div><div>Ama, dai la mano,aiuta, comprendi, dimentica e ricorda solo il bene.</div><div>E del bene degli altri godi e fai godere.</div><div>Godi del nulla che hai, del poco che basta, giorno dopo giorno...</div><div>Eppure quel poco se necessario dividi.</div><div>Vai,vai leggero dietro il vento e il sole e canta.</div><div>Vai di paese in paese e saluta tutti:</div><div>il nero, l'olivastro e perfino il bianco.</div><div>Canta il sogno del mondo che tutti i paesi</div><div>si contendano di averti generato.</div><div>Buona Pasqua a tutte le vostre famiglie,</div><div>a grandi e piccini... dalla vostra Nonna Gina.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/le-fiabe-di-nonna-gina.html" target="_blank" class="imCssLink">Maria Gabriella Finizio &nbsp;- Nonna Gina</a></b></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 28 Mar 2016 08:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[RIEDUCARE ALLA BELLEZZA]]></title>
			<author><![CDATA[Dott.ssa Maria Elena Germinario]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=MUSICA_E_TEATRO"><![CDATA[MUSICA E TEATRO]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2m3g493g"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/architettura-bellezza.webp"  title="" alt="" width="358" height="239" /><br><div><br></div><div class="imTALeft">Mi sembra un grande traguardo festeggiare la <b>Giornata Internazionale del Teatro</b> il 27 marzo con questo nuovo annuncio di Davide Faraone, Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca nel Governo Renzi, il quale non solo dice che “L’Italia può e deve ripartire dalle sue due risorse più grandi: il suo capitale umano e il suo patrimonio artistico e culturale, riconosciuto e ammirato in tutto il mondo"ma soprattutto lo vuole attraverso il Teatro. In particolar modo attraverso l’inserimento dell’attività teatrale nelle scuole come disciplina curriculare, come una materia vera e propria e non più solamente attraverso laboratori finanziati da P.O.N., dalla scuola stessa o spesso dagli studenti, diventando così la scelta soltanto di chi può permetterselo. Così dice infatti nel documento “INDICAZIONI STRATEGICHE PER L’UTILIZZO DIDATTICO DELLE ATTIVIT<span class="fs16">À</span><span class="fs16"> TEATRALI: “È dunque il teatro che deve essere adattato alla scuola e non viceversa. Infatti, diversamente opinando si correrebbe il rischio di perdere di vista il suo valore didattico, pedagogico ed educativo che consiste e contribuisce a mettere in atto un processo di apprendimento che coniuga intelletto ed emozione, ragione e sentimento, pensiero logico e pensiero simbolico. Ed è questa riconquista del potere della mente che aiuta l’uomo a rieducarsi alla bellezza, a quel senso delle cose che il pensiero razionale della tecno-cultura non sembra poter comprendere, quel senso che può ben essere definito come l’umanità di cui le cose sono rivestite, e che soltanto il pensiero libero può scorgere e recuperare.”</span><br></div><div class="imTALeft">Rieducare la mente alla bellezza: questo sì che mi sembra un grande obiettivo nella formazione e nell’educazione di uno studente, questa sì che è una vera Pasqua per il Teatro!</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-fantasia-varca-i-confini-del-possibile.html" target="_blank" class="imCssLink">Dott. ssa Maria Elena Germinario</a></b></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 28 Mar 2016 08:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'UOVO DI CIOCCOLATO]]></title>
			<author><![CDATA[Ilaria De Marinis]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=LETTURA_E_RACCONTI"><![CDATA[LETTURA E RACCONTI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_2djf8jeb"><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/uovo-cioccolato.webp"  title="" alt="" width="356" height="237" /><div><div><br></div><div class="imTALeft">In occasione della<b> Pasqua</b> vorrei dedicare a tutti gli amici di “Città dell’Infanzia” una mia fiaba. Buona lettura!</div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft">In un regno lontano lontano viveva una bellissima principessa di nome Rubinia. A differenza di tutte le altre principesse lei non sognava affatto il principe azzurro e quando il re suo padre le domandava: «Figlia mia, quando ti deciderai a sposarti? Io sono vecchio e non vorrei lasciarti sola…», lei cambiava discorso e se ne andava: «Scusatemi padre, ma mi è venuto in mente che oggi ho un impegno importante. Ne riparleremo un’altra volta…» Questa scena si ripeteva spesso e il re non sapeva proprio che pesci pigliare, quando un giorno mentre lui e la principessa stavano pranzando: «Uova, ancora uova!» disse Rubinia. «Ma figlia mia! Non puoi lamentarti per ogni cosa!» rispose il re. «Lo so, padre, è che le uova proprio non mi piacciono. Se solo potessero essere di cioccolato, sì, di buono e finissimo cioccolato che mi piace così tanto… Padre! Ho trovato!». «Trovato cosa?» esclamò il sovrano. «Ho deciso che sposerò chi mi porterà l’uovo di cioccolato più bello e buono che sia mai stato creato». «Bene, allora è deciso». Il re, felice, emanò un editto che fu diffuso per tutto il regno e oltre: “Udite udite, la principessa Rubinia andrà in sposa a colui che le recherà in dono l’uovo di cioccolato più buono e bello che sia mai stato realizzato!” Tutti i principi dei regni vicini si diedero un gran daffare a cercare i migliori pasticcieri e pochi giorni dopo davanti alle porte del castello c’era una fila interminabile di reali che speravano di sposare la principessa. Rubinia esaminava attentamente ogni uovo e ne assaggiava un pezzettino, ma nessuno era buono come lei desiderava. Una mattina si presentò a corte un giovane di bell’aspetto di nome Rodolfo, era un orologiaio e sebbene non fosse un principe ebbe la possibilità di tentare l’impresa. Appena ebbe tra le mani l’uovo di Rodolfo, Rubinia si accorse che c’era qualcosa di diverso: non era pesante come gli altri, ma leggero e meravigliosamente decorato. «Apritelo, principessa» disse l’orologiaio. Rubinia guardò il giovane incuriosita: «Dovrei rompere una così bella opera d’arte? Mi dispiace persino mangiarlo…» Rodolfo annuì e allora la principessa con delicatezza aprì l’uovo. All’interno era cavo e conteneva un piccolo carillon. Rubinia girò la manovella e sulle note di una dolcissima musica i personaggi del carillon cominciarono a danzare. La principessa rimase così affascinata dallo splendido regalo che decise che Rodolfo sarebbe divenuto il suo sposo. Da quel giorno, su ordine della regina, in occasione dell’anniversario delle nozze, ogni anno tutti i pasticcieri crearono uova di cioccolato con meravigliose sorprese per stupire tutti i bambini.</div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/raccontare-e-vivere.html" target="_blank" class="imCssLink"><b>Ilaria Demarinis</b></a></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 27 Mar 2016 08:20:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-uovo-di-cioccolato</link>
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			<title><![CDATA[GENITORIALITÀ, ESSERE O NON ESSERE: QUESTO È IL DILEMMA]]></title>
			<author><![CDATA[Avv. Luca Volpe]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=INFORMATIVE_FISCALI_E_LEGALI"><![CDATA[INFORMATIVE FISCALI E LEGALI]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_a70427k2"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/famiglia-genitorialita.webp"  title="" alt="" width="352" height="235" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs13 cf1">“In materia di famiglia, tutelata dall'art. 8 CEDU, anche una relazione de facto può integrare un "rapporto familiare" e, conseguentemente, avere rilevanza giuridica, nell'interesse preminente del fanciullo, come accade nel caso in cui, oltre all'affetto generico, sussistano altri indici di stabilità, attuale o potenziale, quale potrebbe essere quello di una progettualità genitoriale comune (per i partners) e di una convivenza avutasi per un tempo significativo, anche se poi cessata. Invero, in questa prospettiva, la determinazione del carattere familiare delle relazioni di fatto deve tener conto di un certo numero di elementi, quali il tempo vissuto insieme, la qualità delle relazioni, così come il ruolo assunto dall'adulto nei confronti del bambino e la percezione che quest'ultimo ha dell'adulto. Al cospetto di questi elementi, la relazione "di fatto", nonostante l'assenza di un rapporto giuridico di parentela, può rientrare nella nozione di vita familiare ai sensi dell'art. 8 CEDU. E, peraltro, valorizzando il criterio guida del superiore interesse del fanciullo, il profilo della discendenza genetica non va più considerato determinante ai fini dell'attribuzione al minore del diritto di mantenere stabili relazioni con chi ha comunque rivestito nel tempo il ruolo sostanziale di genitore, pur non essendo legato da rapporti di appartenenza genetica o di adozione con il minore stesso (c.d. genitore sociale). Quando il rapporto instauratosi tra il minore e il genitore sociale è tale da fondare l'identità personale e familiare del bambino stesso, questo rapporto deve essere salvaguardato, alla pari di quanto riconosce oggi l'art. 337-ter c.c. ai figli nei confronti dei </span><b><span class="fs13 cf1">genitori biologici</span></b><span class="fs13 cf1">. Questa interpretazione evolutiva si impone a maggior ragione nell'ipotesi della separazione personale della coppia omosessuale che abbia convissuto con i figli minori di uno dei due, nati da</span><b><span class="fs13 cf1"> fecondazione </span></b><span class="fs13 cf1">eterologa, instaurando un rapporto di genitorialità sociale con l'altro. Invero, in tali circostanze l'unico rapporto riconosciuto e tutelato dalla legge è quello con il genitore biologico, mentre il rapporto con il genitore sociale - sebbene avvertito e vissuto dal minore alla stregua dell'"altra figura genitoriale"- non riceve alcun riconoscimento o tutela, con conseguente privazione del minore della doppia figura genitoriale, in spregio al principio fondante in ambito di crisi coniugale o della coppia di fatto del mantenimento di rapporti costanti con ambedue le figure genitoriali”.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs13 cf1">Trib. Palermo Sez. I Decreto, 06.04.2015</span></div><div><br></div><div><span class="fs13 cf1"><b>Avv. Luca Volpe</b></span></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><br></div><div><span class="fs13 cf1">Chiedi all'avvocato di "<a href="http://tiny.cc/avvocatorisponde " target="_blank" class="imCssLink">Informazioni Legali</a>"</span><span class="fs13 cf1 ff1"></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 27 Mar 2016 08:06:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?genitorialita,-essere-o-non-essere--questo-e-il-dilemma</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[LA SCELTA DEGLI APPARECCHI ACUSTICI]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Giorgio Pagnotta]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_51w2i8h3"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/protesi-acustiche.webp"  title="" alt="" width="344" height="229" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16"><span class="cf1">Arrivare alla determinazione di correggere la perdita uditiva rappresenta un passo molto importante al quale si giunge dopo lunghi periodi di riflessione e dubbi in merito. Mediamente tra l'insorgere dell'ipoacusia e la prima protesizzazione intercorre un lasso di tempo non inferiore ai sette anni. Infatti il più grande tabù legato agli apparecchi acustici è che essi simboleggiano "infermità", anche se sappiamo bene che la vera infermità è rappresentata dal non sentire, oltre che dal rifiuto degli ausili di correzione che consentirebbero di ripristinare un'importantissima funzione sensoriale. Nella scelta degli apparecchi acustici più idonei al soggetto ipoacusico è necessario tener presente vari fattori fondamentali per una giusta correzione e per soddisfare le aspettative del paziente. Innanzitutto è importante conoscere l'entità e il tipo di ipoacusia, ma anche le potenzialità residue della funzione uditiva. Bisogna inoltre tenere in considerazione le capacità manuali del paziente per scegliere tra ausili che possano prevedere la gestione diretta di alcune funzioni, o viceversa ausili che abbiano il maggior numero di funzioni automatizzate. Importante è conoscere lo stile di vita, le attività quotidiane e le priorità del paziente, onde poter adottare la tecnologia più consona a soddisfare le richieste. In ultimo è sempre bene considerare anche le esigenze estetiche e concordare il giusto compromesso per avere massima compatibilità anche con gli aspetti di funzionalità e confort. I modelli estetici più comuni sono: </span><span class="cf1"><b>Apparecchi </b>acustici Endoauricolari. </span><span class="cf1">Si tratta di soluzioni completamente personalizzate, poichè il guscio è creato sulla scorta di un'impronta del condotto uditivo, ed è progettato e costruito in maniera tale da alloggiare anatomicamente e completamente all'interno di esso. </span><span class="cf1"><b>Apparecchi acustici </b>Retroauricolari RIE (Riceiver in Ear). </span><span class="cf1">Si tratta di sistemi esteticamente molto piccoli da posizionare dietro l'orecchio e che prevedono all'interno del condotto uditivo il posizionamento di un piccolo ricevitore, il quale il più delle volte non va ad occludere il canale. </span></span><span class="fs16">È </span><span class="fs16 cf1">questa una soluzione che abbina ad una grossa valenza estetica, anche dei grossi vantaggi in termini di confort. </span><span class="fs16 cf1">Apparecchi acustici Retroauricolari BTE (Behind the Ear). </span><span class="fs16 cf1">Gli apparecchi acustici BTE possono essere collegati ad un peduncoo o ad una cupolina, entrambi inseriti nel condotto uditivo. Date le dimensioni più grandi la loro prerogativa è quella legata ad una maggiore flessibilità rispetto ai deficit da trattare, compresi quelli molto gravi che richiedono un'amplificazione molto alta.</span><br></div><div><br></div><div><span class="fs17 cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----giorgio-pagnotta---salute.html" target="_blank" class="imCssLink">Dr. Pagnotta Giorgio</a></b></span></div><div><span class="fs17 cf1"><b>Audioprotesista Master di specializzazione in Protesizzazione e Riabilitazione Uditiva infantile </b></span></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs17">www.cittadellinfanzia.it</span></a></div></div><div><br></div><div><span class="fs17 cf1">Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>" </span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 27 Mar 2016 07:56:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-scelta-degli-apparecchi-acustici</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[OSSERVATORIO SULLE BARRIERE ARCHITETTONICHE]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Donato Grande]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=PENSIERI_E_PAROLE"><![CDATA[PENSIERI E PAROLE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_gp4aovmj"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/abbattere-barriere-architettoniche.webp"  title="" alt="" width="381" height="230" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16"><span class="cf1">L’Osservatorio sulle Barriere Architettoniche conta più di 10 anni di attività nasce dopo un lungo lavoro ed impegno di un gruppo di disabili della città di Fossano e dei comuni limitrofi. La nostra filosofia è quella di impegnarsi in prima persona per l’abbattimento delle barriere architettoniche senza delegare ma agire direttamente in quanto chi meglio di una persona con disabilità sa affrontare il problema in maniera organica e da un punto di vista tecnico. Una persona con disabilità in materia di abbattimento barriere architettoniche è un tecnico e tale va considerato capace di dare preziose indicazioni e suggerimenti collaborando a stretto contatto con i progettisti. Noi dell’Osservatorio lavoriamo e vogliamo lavorare non solo con i progettisti ma anche con l’amministrazione comunale. Il 2003 dichiarato dalla comunità europea “Anno delle Persone con </span><span class="cf1">Disabilità</span><span class="cf1">” ha nel motto: “Niente su di noi senza di noi” quello che vi è incarnato nel lavoro dell’Osservatorio. Segnalare, discutere di opere pubbliche di prossima attuazione e appunto Osservare è il lavoro che ci aspetta sempre in prima persona, senza deleghe cercando il dialogo e la collaborazione per una città più accessibile. L’Osservatorio si propone di diffondere i principi dell’accessibilità di promuovere la cultura dell’integrazione delle persone con disabilità attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche. La priorità di questo organismo è ricordare a tutte le parti sia pubbliche che private l’osservanza delle leggi in materia di abbattimento delle barriere architettoniche. La persona con disabilità è un tecnico dell’accessibilità ne è un ottimizzatore, infatti non è sempre detto che una struttura anche di recente costruzione che rispetta tutte le normative sia poi effettivamente accessibile ai </span><span class="cf1">disabili</span><span class="cf1">. L’abbattimento delle </span><b><span class="cf1">barriere architettoniche</span></b><span class="cf1"> è utile non solamente alle persone con disabilità ma a tutti coloro che hanno problemi di deambulazione, anziani e madri con il passeggino, il tutto, per lasciare una città più accessibile e fruibile verso un progresso sociale a vantaggio di tutti.</span></span></div><div><br></div><div><div><span class="fs17 cf1"><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/community----donato-grande---diversabilita-.html" target="_blank" class="imCssLink">Dott. Donato Grande</a></b></span></div></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs17">www.cittadellinfanzia.it</span></a></div></div><div><br></div><div>Copyright Immagine: <span class="fs16">http://www.ediltecnico.it</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 27 Mar 2016 07:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Allattamento materno: capezzoli piatti o invertiti ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Carbone]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_riy7t1d4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/capezzoli-piatti.webp"  title="" alt="" width="356" height="157" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft">L’allattamento materno può risultare difficoltoso a causa di alcuni problemi del seno. Uno dei più frequenti è rappresentato dai capezzoli piatti o invertiti.</div><div class="imTALeft">Quando ci si trova di fronte ad una mamma con tale problema, è importante prima di tutto rassicurarla spiegandole che il suo seno migliorerà e diventerà più morbido nella prima o seconda settimana dopo il parto e che la suzione del neonato aiuterà a far protrudere il capezzolo; inoltre va sottolineato che il bambino succhia dalla mammella, non dal capezzolo, cioè il neonato deve prendere con la bocca un’ampia parte dell’areola mammaria. Allo stesso modo è necessario incoraggiare la mamma a mantenere un costante contatto con il corpo del bambino lasciando che quest’ultimo esplori il seno in qualsiasi momento lo desideri. Alcuni bambini imparano meglio da soli. Qualora il neonato non riesca da solo ad attaccarsi bene al seno, è importante aiutare la madre a trovare la posizione giusta, possibilmente prima dell’arrivo della <b>montata lattea</b>, cioè prima che il seno sia troppo pieno.</div><div class="imTALeft">In ogni caso è possibile favorire la protrusione del capezzolo prima della poppata attraverso una semplice stimolazione tattile del capezzolo o mediante l’uso di un tiralatte o una siringa. Quest’ultima viene di solito utilizzata attraverso un metodo “fai da te” allorché non si dispone di un tiralatte. In particolare si prende una siringa di grosso calibro (ad esempio da 20 ml) e dopo rimozione dell’ago si taglia trasversalmente la siringa da un’apice (dal lato dell’ago) e si inserisce lo stantuffo dalla parte tagliata in modo che, appoggiando la siringa dalla parte non tagliata sull’areola mammaria, il movimento dello stantuffo possa agire da “aspiratore” come un tiralatte. </div><div class="imTALeft">Il paracapezzolo è tendenzialmente da evitare poiché ostacola la stimolazione diretta dell’areola mammaria e il bambino non riesce a svuotare bene i depositi di latte. Se occorre proprio usarlo, è bene toglierlo dopo i primi minuti della poppata.</div><div class="imTALeft">A volte modellare la mammella rende più facile l’attacco del bambino. Per far ciò, la madre può sostenere la mammella dal basso con le quattro dita, premendo delicatamente la parte superiore con il pollice e facendo attenzione a non tenere le dita troppo vicine all’areola. </div><div class="imTALeft">Qualora nonostante tali accorgimenti il neonato non riesca a succhiare efficacemente al seno, è necessario aiutare la madre a spremere il seno in modo da favorire la fuoriuscita del latte. Ciò aiuta a mantenere il seno morbido, facilita l’attacco del bambino e mantiene elevata la produzione del latte. In particolare il latte fuoriuscito può essere spremuto direttamente nella bocca del neonato in modo che quest’ultimo si irriti meno e possa poi tentare di succhiare più facilmente; in alternativa il latte spremuto può essere raccolto in una tazza e successivamente somministrato in bocca al bambino o con l’uso di un cucchiaino, evitando, invece, l’uso del biberon. Questo perché, se l’allattamento è misto (seno e biberon), il neonato è spesso disorientato perché è costretto ad imparare due diverse tecniche di suzione. Quando succhia al biberon, infatti, il bambino non deve aprire molto la bocca ed è stimolato alla suzione da un materiale certamente meno morbido del capezzolo; inoltre il neonato non deve muovere le mascelle per far entrare il latte nei dotti e la sua lingua non comprime la “tettarella” del biberon come invece succede al capezzolo con l’allattamento materno, così come con l’uso del biberon, se questo è tenuto alto, il latte gocciola facilmente in bocca al bambino, mentre quando succhia al seno il latte non gli arriva subito in bocca. In definitiva l’uso del succhiotto (il cosiddetto “ciuccio”) è da evitare, soprattutto nei primi giorni di vita, per via della confusione che si crea nei movimenti di suzione, potendo, tutto ciò, rendere più difficoltoso l’<b>attacco </b>del bambino al seno.</div><div><br></div><div><b>Dr. Carbone Domenico</b></div><div><b>Pediatra</b></div><div><b><br></b></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it " target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</div><div><br></div><div>Copyright Immagine: <span class="fs12">http://www.julienews.it</span><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Mar 2016 20:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La miopia… una nuova “epidemia”?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.ssa Alessandra Russo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_n39dvatf"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/miopia.webp"  title="" alt="" width="333" height="250" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft">Per miopia si intende un difetto refrattivo in cui si verifica una riduzione dell’acutezza visiva per lontano, al contrario la visione da vicino risulta conservata. <span class="fs16">È </span><span class="fs16">uno dei vizi di refrazione più diffusi; in Europa l’incidenza varia tra il 7 e il 13%. Tuttavia in alcune razze (giapponese, cinese, araba e ebrea) l’incidenza è molto superiore.</span><br></div><div class="imTALeft">Nell'occhio normale (emmetrope) i raggi luminosi che provengono dagli oggetti distanti vengono messi a fuoco esattamente sulla retina. Nell'<b>occhio miope</b>, invece, questi stessi raggi cadono davanti alla retina e poi divergono: dunque un'immagine poco nitida viene trasmessa al cervello. Ecco perché, tale difetto si corregge con lenti (dette divergenti o negative) che fanno convergere sulla retina i raggi luminosi provenienti da lontano. Generalmente i pazienti miopi strizzano gli occhi socchiudendo le palpebre per cercare di mettere a fuoco gli oggetti lontani. Quanto maggiore è il difetto visivo, tanto minore è la distanza alla quale si vede bene.</div><div class="imTALeft">La miopia si può distinguere, sulla base dell'entità del difetto, in lieve (fino a 3 diottrie), media (da 3 a 6 diottrie), elevata (oltre le 6 diottrie). In genere insorge in età scolare, aumenta nel periodo dello sviluppo corporeo e tende a stabilizzarsi intorno ai 23-25 anni, aumentando successivamente in maniera moderata.</div><div class="imTALeft">È noto che la predisposizione genetica incide in maniera significativa sulla miopia ma, in futuro, si calcola che sempre più giovani diventeranno miopi per via delle nuove abitudini comportamentali. L'utilizzo assiduo di computer, tablet e smartphone, ha portato, infatti, ad un incremento vertiginoso della miopia; questi dispositivi elettronici costringono, infatti, gli occhi ad una messa a fuoco da vicino molto prolungata nel tempo, disabituandoli, contestualmente, alla visione per lontano …se si pensa che negli anni '80 questo difetto refrattivo colpiva mediamente un europeo su cinque ed oggi, invece, si è arrivati a più di uno su tre, si può comprendere la portata di questa nuova “epidemia”…</div><div class="imTALeft">Uno studio scientifico recente realizzato dall'Ospedale Universitario Ramon y Cajal di Madrid e dall'Università di Cambridge,ha dimostrato che, quei bambini che nel corso della settimana giocano all'aperto, riducono il rischio di miopia del 2%, ogni quattro ore di gioco. Gli effetti benefici sugli occhi del giocare all'aperto sarebbero dovuti a due fattori fondamentali:l'attività effettuata alla luce naturale e l'allenamento degli occhi a inquadrare oggetti distanti, che deriva appunto dall'attività di gioco all'esterno. Secondo questo studio scientifico, che ha esaminato circa diecimila bambini con otto semplici prove di gioco, due ore al giorno di giochi all'aperto, riducono il rischio di miopia, del 20%.</div><div class="imTALeft">Dunque, giocare all'aperto, può compensare efficacemente il rischio legato allo sforzo visivo prolungato associato allo svolgimento dei compiti ,al gioco al computer e all’uso di tablet/telefonini che invece disabitua l'occhio alla visione da lontano, senza considerare che, una dieta adeguata e razionale con introiti di frutta e verdura equilibrati già, di per sé è un primo necessario passo verso lo sviluppo di un sistema visivo ottimale.</div><div><div><b><br></b></div><div><b><span class="fs17 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----alessandra-russo---salute.html" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Alessandra Russo</a></span></b></div><div><b class="fs16"><span class="fs17 cf1">Oculista perfezionata in Oftalmologia Pediatrica</span></b></div><div><b><br></b></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs17">www.cittadellinfanzia.it</span></a></div></div><div><b><br></b></div><div><span class="fs17 cf1">Chiedi all'esperto di "</span><span class="fs17 cf1"><a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde " class="imCssLink">Salute e Benessere</a></span><span class="fs17 cf1">"</span></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Mar 2016 20:35:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-miopia--una-nuova--epidemia--</link>
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			<title><![CDATA[Allattamento materno: consigli pratici per una corretta gestione da parte della mamma ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Carbone]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_109bsw1c"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/baby-21167_1920.webp"  title="" alt="" width="305" height="458" /><br></div><div><br></div><div>Per avviare con successo l’allattamento al seno è fondamentale innanzitutto creare attorno alla mamma un ambiente più sereno possibile che le infonda tranquillità e fiducia. Nell’ambito di questo clima sereno tra mamma e figlio, è importante altresì che il neonato succhi al seno spesso, tutte le volte che lo desidera, senza alcun limite alla durata ed alla frequenza delle poppate; così come altrettanto importante è che il neonato succhi in maniera efficace, correttamente posizionato ed attaccato al seno. Il meccanismo della produzione del latte, infatti, è molto semplice: più il neonato <b>succhia al seno</b>, più latte viene prodotto dalla mamma.</div><div>Inizialmente allattare può sembrare difficoltoso e stressante; in realtà la mamma non dovrebbe scoraggiarsi, ma piuttosto chiedere aiuto al personale sanitario dei reparti di Pediatria ed Ostetricia, il quale potrà fornire utili consigli affinché la mamma, con pazienza e tranquillità, possa imparare la a gestire correttamente l’allattamento. Per far ciò, è importante che, subito dopo la nascita, in assenza di problemi di salute del neonato che ne indichino la stretta osservazione, il bambino va condotto in stanza di degenza con la mamma (rooming-in) al fine di favorire il contatto madre-neonato, essenziale per il benessere psico-fisico di entrambi. Solo rimanendo insieme, mamma e bambino imparano giorno dopo giorno a conoscersi e la mamma può capire e rispondere ai bisogni di suo figlio, soprattutto bisogni di contatto con la sua mamma e di nutrimento al suo seno.</div><div>Per quanto riguarda la corretta riuscita dell’<b>allattamento al seno</b>, è importante la posizione della mamma, la posizione del bambino e la corretta presa del seno da parte del neonato. Quanto alla posizione della mamma, è essenziale che quest’ultima sia quanto più comoda e rilassata possibile. In particolare ogni mamma può scegliere la posizione che preferisce: può stare sdraiata sul letto su di un fianco con un cuscino sotto la testa (questa è la posizione più comoda e riposante per le poppate notturne), oppure può tenere il corpo del bambino lungo il suo fianco e sotto un suo braccio (presa a rugby). Se la mamma è seduta, dovrebbe appoggiarsi bene allo schienale rilassando le spalle e mettendo possibilmente uno sgabello sotto i piedi per mantenere una posizione più raccolta e rilassata. Esistono tante altre posizioni che la mamma può assumere mentre allatta, per esempio anche stando in piedi. Ciò che è importante è che si senta comoda e rilassata. </div><div>Per quanto concerne la posizione del neonato, il corpo e la testa di quest’ultimo devono essere in asse (orecchio, spalle e fianco del neonato devono essere in linea e la testa non deve essere piegata o ruotata); il viso del bambino dovrebbe trovarsi rivolto verso il seno con il naso di fronte al capezzolo, la madre deve tenere il corpo del bambino a contatto con il suo, sostenendo tutto il corpo e non solamente la testa e le spalle.</div><div>Infine è fondamentale un corretto attacco del neonato al seno. A tal scopo le dita della mano della mamma vanno appoggiate sul proprio torace sotto il seno, in modo tale che l’indice lo sostenga dal basso, mentre il pollice può essere usato per premere leggermente sulla parte superiore del seno; ciò può migliorare la forma del seno, rendendo più facile l’attacco del bambino. Per stimolare la suzione del neonato può essere utile spremere un po’ il seno per favorire la fuoriuscita di qualche goccia di latte e/o sfiorare con il capezzolo le labbra del bambino in modo che apra bene la bocca e, con la lingua in basso e sporgente, possa afferrare saldamente non solo il capezzolo ma anche una buona porzione dell’areola mammaria (all’incirca 2-3 cm sopra e sotto) avvicinando velocemente e delicatamente il neonato, a bocca ben aperta, al seno materno e non viceversa, in modo che il labbro inferiore del bambino venga a trovarsi al di sotto del capezzolo ed il mento tocchi il seno. Da sottolineare, quindi, che prima di attaccarlo al seno, il neonato deve avere la bocca ben aperta per poter afferrare l’areola mammaria e non solo il capezzolo che, in caso contrario, verrebbe morso e traumatizzato dalla suzione esercitata dal neonato, arrecando dolore alla madre fino a provocare l’insorgenza di lesioni erosive al capezzolo, dette ragadi. Queste, pur non costituendo una controindicazione all’allattamento materno, potrebbero rendere difficile la sua prosecuzione a causa del dolore acuto che causano alla madre con possibile fuoriuscita di sangue. Durante la suzione, infatti, la madre non dovrebbe avvertire dolore se non nei primissimi secondi. Qualora percepisca dolore durante la poppata, ciò sarebbe espressione di un attacco errato che implicherebbe, tra l’altro, una non corretta stimolazione del seno e quindi una minore produzione di latte. Pertanto, in caso di attacco non corretto, è necessario staccare il bambino dal seno materno, stirando con un dito l’angolo della sua bocca, per poi riattaccarlo correttamente. Quando invece il neonato è attaccato al seno correttamente, la mamma stessa può osservare che la sua bocca è aperta, il labbro inferiore si trova al di sotto del capezzolo, il mento è ben appoggiato al seno, la maggior parte dell’areola è visibile sopra la bocca e non sotto, le guance del bambino appaiono arrotondate e gonfie, la suzione è lenta a profonda, con pause, e si percepisce il rumore della deglutizione e non degli schiocchi (che sarebbero espressione di un attacco sbagliato). In tal modo il capezzolo arriva in fondo alla bocca del bambino, l’areola è compressa contro il suo palato e la lingua spreme ritmicamente i depositi di latte nei dotti favorendone la fuoriuscita.</div><div><br></div><div><b class="fs16">Dr. Carbone Domenico</b></div><div><b class="fs16">Pediatra</b><br></div><div><b><br></b></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>" </div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Mar 2016 20:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Allattamento materno: fisiologia dell’allattamento al seno ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Carbone]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_99ppddv4"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/dotto-galattoforo-bloccato.webp"  title="" alt="" width="359" height="265" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft">Subito dopo la nascita, il neonato, se appoggiato sull’addome della mamma, eventualmente coperto con un lenzuolino, tende a muoversi lentamente verso il seno materno fino a raggiungerlo, per poi trovare il capezzolo e cominciare a succhiare. La suzione, infatti, è un riflesso arcaico, cioè naturalmente presente nel neonato sin dalla nascita, che spinge quest’ultimo a cercare e trovare spontaneamente il seno materno, in particolare il capezzolo, su cui eserciterà la suzione. La mamma, dal canto suo, è naturalmente predisposta a prendersi cura del neonato, a toccarlo, a baciarlo, a reagire al suo pianto. Si tratta, pertanto, di un venirsi incontro simbiotico, da un punto di vista fisico ed affettivo, che per natura si verifica tra mamma e figlio sin dalla nascita. Per tale motivo è importante che, al più presto, venga favorito il contatto neonato-seno materno, allo scopo sia di indurre la produzione del latte materno, sia di promuovere un forte legame emotivo tra mamma e bambino. </div><div class="imTALeft">Il latte materno viene prodotto ed espulso dal seno attraverso un meccanismo ormonale, cioè regolato da sostanze, definiti ormoni, che vengono prodotte da ghiandole presenti nel nostro organismo. In particolare gli ormoni che regolano la produzione ed eiezione del latte dal seno materno, sono l'ossitocina e la prolattina. Ambedue tali sostanze sono prodotta da una ghiandola presente nel cervello, chiamata ipofisi. Durante la gravidanza gli ormoni sessuali femminili preparano la ghiandola mammaria a produrre il latte, aumentando il tessuto ghiandolare ed il volume dei seni. La suzione del neonato al seno materno stimola dei recettori cutanei presenti sul capezzolo, i quali, attraverso il sistema nervoso, inviano dei segnali all’ipofisi inducendola a produrre ossitocina e prolattina. La prima stimola la contrazione delle cellule muscolari dei dotti galattofori della <b>ghiandola mammaria</b> (cioè quei canali che conducono il latte al <b>capezzolo</b>) provocando la fuoriuscita del latte. Tale meccanismo viene definito “riflesso dell’ossitocina”. Esso, oltre a favorire l’espulsione del latte dal seno materno, è responsabile anche del dolore legato alle contrazioni uterine, a volte con perdite di sangue, che si verificano nella prima settimana di allattamento. Inoltre, il riflesso dell’ossitocina, è influenzato da fattori psichici ed emozionali. Ad esempio il semplice pensare teneramente al proprio bambino, udirne i suoni, guardarlo, sentirsi a proprio agio, innescano il riflesso dell’ossitocina per cui, in tali condizioni, la mamma avverte il latte scorrerre dal seno. Allo stesso modo fattori quali preoccupazione stress, dolore, insicurezza, inibiscono il riflesso dell’ossitocina riducendo la secrezione del latte. Per questo motivo è importante sostenere psicologicamente la mamma che allatta, creando un ambiente favorevole in cui la puerpera venga ascoltata, aiutata, messa a proprio agio, in modo che non si senta mai sola ed abbia la consapevolezza di avere a disposizione sempre qualcuno tra gli operatori sanitari (puericultrici, ostetriche, infermieri, medici) a cui chiedere aiuto in caso di necessità.</div><div class="imTALeft">L’altro ormone implicato nell’allattamento è la prolattina, la quale stimola la produzione del latte da parte della ghiandola mammaria. In particolare la prolattina entra in circolo dopo la poppata (allorché il seno si è svuotato del latte) per produrre il latte per la poppata successiva. In definitiva la suzione del neonato determina, da un lato, la produzione di ossitocina che, attraverso specifiche vie del sistema nervoso, favorisce immediatamente l’espulsione del latte, dall’altro la produzione di prolattina che agisce dopo la poppata stimolando la ghiandola mammaria a produrre il latte e prepararsi quindi per la successiva poppata. Per questi motivi è fondamentale che il neonato venga attaccato al seno materno quanto più precocemente possibile dopo la nascita. Il precoce attaccamento al seno, infatti, aumenta l’entità e la durata dell’allattamento materno. In altre parole la produzione di latte è direttamente proporzionale alla stimolazione del seno con la suzione neonatale: più il seno viene stimolato dal neonato, maggiore è la quantita di latte prodotto.</div><div class="imTALeft">Il latte che si forma nei primi giorni dopo il parto prende il nome di “colostro”, un liquido denso e giallastro, prodotto solitamente in scarsa quantità, ricco di anticorpi, di proteine, di enzimi, con un’azione lassativa. Il colostro è un alimento prezioso per il neonato ed adeguato per tutte le sue esigenze nutrizionali nei primi giorni di vita. Dopo 3-4 giorni il colostro si trasforma in latte maturo. In particolare la produzione di latte aumenta ed il seno appare pieno, duro e pesante, cioè compare la cosiddetta ”montata lattea”. In questa fase, il latte escreto all’inizio della poppata (latte iniziale) è quasi trasparente ed è ricco di proteine, lattosio ed altri nutrienti. Il latte terminale, prodotto alla fine della poppata, è più biancastro in quanto più ricco di grassi, i quali forniscono gran parte dell’apporto energetico del latte materno. Per questo motivo è importante non staccare il neonato troppo in fretta dal seno, ma consentirgli di succhiare fino a quando lo desidera, in modo da assumere in quantità sufficiente anche il latte terminale.</div><div class="imTALeft">Il latte materno è in grado di garantire da solo il fabbisogno nutrizionale del bambino fino a sei mesi di età, anche in un clima caldo, senza la necessità di introdurre acqua e succhi di vario genere che possono contenere contaminanti o allergeni. Successivamente è necessario aggiungere, nella dieta del bambino, alimenti solidi (pappe) ricchi soprattutto di ferro e vitamine, necessari per una adeguata accrescimento e sviluppo, senza tuttavia abbandonare il latte materno per il quale non esiste un limite temporale oltre il quale è indicata la sospensione. Non sussistono, infatti, allo stato attuale, evidenze di pericoli di tipo psicologico o evolutivo derivanti dall’allattamento al seno protratto anche fino a tre anni ed oltre. In altre parole il bambino può beneficiare di questo prezioso nutrimento che la natura gli ha messo a disposizione, fino a quando la mamma avrà la possibilità, la voglia e le condizioni di salute per allattare.</div><div><br></div><div><b>Dr. Domenico Carbone</b></div><div><b>Pediatra</b></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>" su </div><div><br></div><div>Copyright immagine: <span class="fs12">http://www.miobambino.it</span><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Mar 2016 20:25:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?allattamento-materno--fisiologia-dell-allattamento-al-seno-</link>
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			<title><![CDATA[L’AMBLIOPIA. Questa sconosciuta]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.ssa Alessandra Russo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_q1s33rm9"><div><img class="image-1" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/ambliopia_l37mmjlk.webp"  title="" alt="" width="351" height="225" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Per ambliopia comunemente conosciuta come “occhio pigro”, si intende la condizione in cui la capacità funzionale visiva di un occhio, o di entrambi, è ridotta o assente, senza che ci siano stati danni oculari organici pregressi noti. Colpisce ogni anno il 3% dei nuovi nati e risulta presente in circa il 4-5% della popolazione pediatrica; rappresenta, inoltre, una delle principali cause di deficit visivo nell'infanzia e nei giovani al di sotto dei 20 anni. Essa consiste in un deficit dell’apparato visivo: il cervello non riuscendo ad interpretare in maniera corretta ed univoca i segnali che gli giungono, mette in atto un “corto-circuito”, disattivando i segnali provenienti da un occhio. Nei bambini tale danno è generalmente reversibile entro i 6-7 anni circa, con opportune e precoci terapie ad opera del medico oculista coadiuvato dall’ortottista. Quanto più precocemente si interviene, tanto prima e meglio si può guarire… ecco perché l’importanza della prevenzione oculare, anche in assenza di sospetti diagnostici, di cui vi ho già accennato nel precedente articolo di questa rubrica.</span><br></div><div class="imTALeft">Tra le cause prevalenti di ambliopia:</div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft">1)I DIFETTI REFRATTIVI (ipermetropia e <b>astigmatismo</b> in misura maggiore, ma anche la miopia) che trasferendo un’immagine meno chiara, dall’occhio alla corteccia cerebrale, impediscono il normale funzionamento del sistema visivo;</div><div class="imTALeft">2) LO <b>STRABISMO</b>, in cui il mancato allineamento dei due assi visivi comporta una disparità tale tra le immagini retiniche trasmesse al cervello che una viene di esse viene soppressa.</div><div class="imTALeft"><br></div><div class="imTALeft">Altre cause organiche, come cataratta e ptosi congenita incidono in maniera meno rilevante, anche se, in queste condizioni l’ambliopia è significativamente più ardua da trattare.</div><div class="imTALeft">Il trattamento dell'ambliopia più frequentemente si basa su tecniche non chirugiche: correzione ottica totale dei vizi di refrazione (la visita oculistica nei bambini DEVE prevedere la cicloplegia, quindi l’attesa di almeno 40 minuti nello studio dell’oculista dopo l’instillazione delle gocce…), occlusione con benda, penalizzazione con filtri o con l'uso di farmaci ad uso topico. In alcuni casi si rende necessario l'intervento chirurgico per rimuovere il fattore ambliopigeno primitivo, come nel caso di ptosi, cataratta congenita, strabismo, ma anche in questi casi il trattamento medico/ ortottico si rende necessario sia prima che dopo l'intervento chirurgico. </div><div class="imTALeft">È bene considerare quanto gli individui affetti da ambliopia, possano avere una vita meno semplice rispetto agli altri… Immaginate ad esempio quanto la mancanza di una buona visione binoculare possa ostacolare il soggetto, a cominciare dall'età evolutiva, quando impedisce di realizzare un corretto sviluppo della localizzazione spaziale, della stereopsi, passando per l'età dell'apprendimento, quando può limitare almeno in parte il rendimento scolastico, per arrivare all'età adulta, in cui tale handicap riduce le occasioni di inserimento lavorativo e la possibilità di ottenere patenti o brevetti che amplierebbero le occasioni d'impiego dell'individuo…</div><div class="imTALeft">Infine, un appunto personale, da chi nella pratica quotidiana, operando nel campo dell'oftalmologia pediatrica, ha a che fare spesso con i piccoli pazienti affetti da ambliopia… nulla è più triste del momento in cui si debba comunicare ai genitori di un bambino, giunto dopo gli otto anni, per la prima volta, all’attenzione specialistica, che ormai "è troppo tardi”… dunque ricordate: FONDAMENTALE È LA TEMPESTIVITÀ DELLA DIAGNOSI E DEL TRATTAMENTO!</div><div><br></div><div><div><b><span class="fs13lh1-5 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----alessandra-russo---salute.html" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Alessandra Russo</a></span></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><span class="fs13lh1-5 cf1">Oculista perfezionata in Oftalmologia Pediatrica</span></b></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><div><span class="fs13lh1-5 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span></div><div><br></div></div><div><span class="fs13lh1-5 cf1">Chiedi all'esperto di "</span><span class="fs13lh1-5 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-pediatra-risponde-a-trani-andria-barletta.php" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a></span><span class="fs13lh1-5 cf1">"</span></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Mar 2016 20:19:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?l-ambliopia----questa-sconosciuta--</link>
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			<title><![CDATA[Allattamento materno: perchè è così importante]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Carbone]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_cymblbu1"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/mom-1006326_1920.webp"  title="" alt="" width="343" height="230" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16">Quello di oggi è il primo di una serie di articoli inerenti il tema dell'<b>allattamento materno</b>. Cominciamo col descrivere quelli che sono gli effetti benefici derivanti dall'allattare il neonato al seno da parte delle neo-mamme.</span><br></div><div class="imTALeft">Il latte materno è un alimento specie-specifico, cioè ha una composizione caratteristica della specie umana che si differenzia da quella del latte prodotto dalle varie specie di animali mammiferi (mucca, capra, asina ecc..). Ciò significa che le varie tipologie di latte artificiale presenti in commercio, sebbene arricchite di sostanze in modo da renderle sempre più simili al latte materno, non avranno mai le stesse identiche caratteristiche nutrizionali del latte materno, che è disegnato dalla natura per rispondere al meglio alle esigenze biologiche e psicologiche del neonato. La letteratura scientifica internazionale, infatti, è concorde nel sostenere una correlazione positiva tra allattamento materno e salute del bambino. Ciò è dovuto al fatto che il latte materno è ricco di anticorpi, globuli bianchi, sostanze lassative, fattori di crescita e vitamine. Per tale motivo, come dimostrano gli studi scientifici, la nutrizione al seno materno riduce il rischio di comparsa di allergie, infezioni, diabete, ipertensione ed obesità. Inoltre il latte materno, grazie alla sua composizione, è più digeribile ed ha un'azione lassativa maggiore rispetto al latte artificiale. È esperienza comune delle neo-mamme, infatti, che se per vari motivi il neonato passa dall'allattamento al seno esclusivo all'allattamento artificiale, il piccolo o la piccola potrà presentare disturbi gastrointestinali di lieve entità, ma molto fastidiosi per il neonato, quale ad esempio la difficoltà ad evacuare, che spesso si associa ad un pianto inconsolabile tale da generare ansia e stress anche nei genitori, in particolare nella madre che, già fisicamente provata dal parto appena espletato, si trova ad affrontare questi pianti frequenti apparente inspiegati del suo bambino. Si tratta, lo sottolineo, di disturbi minori, ma che possono essere prevenuti allattando il neonato esclusivamente al seno materno. Inoltre alcuni studi hanno dimostrato che i bambini allattati al seno hanno un miglior sviluppo intellettivo dei bambini allattati artificialmente. </div><div class="imTALeft">Oltre che per il neonato, allattare è vantaggioso anche per la mamma. Si è visto, infatti, che l'allattamento materno riduce l'incidenza di tumori al seno ed all'ovaio e dell'osteoporosi in menopausa. In più allattare al seno aiuta a la mamma a perdere quei chili di peso accumulati durante la gravidanza e riduce il rischio di una nuova gravidanza precoce. I maggiori benefici per la mamma e per il bambino, però, sono probabilmente quelli psicologici. L'allattamento al seno, infatti, favorisce lo sviluppo di un rapporto dolce, stretto ed intenso tra madre e figlio, procurando alla madre un profondo senso di soddisfazione emotiva e ad entrambi un senso di sicurezza. I bambini piangono meno se stanno vicino alle loro madri e succhiano al seno subito dopo la nascita. Le madri che allattano al seno si comportano con i loro bambini in modo più affettuoso, si lamentano meno per le attenzioni di cui ha bisogno il neonato e per l'allattamento notturno. Inoltre l'allattamento al seno materno riduce la probabilità che le madri abbandonino o maltrattino i loro bambini.</div><div class="imTALeft">In definitiva i vantaggi dell'allattamento materno sono reciproci, sia per il neonato, sia per la mamma.</div><div class="imTALeft">Infine, cosa non di scarsa importanza soprattutto in questo periodo di ristrettezza economica per gran parte delle famiglie, non va dimenticato che il latte materno ce lo offre la natura gratuitamente, non costa nulla, a differenza del latte artificiale che ha costi molto spesso insostenibili. Quindi, oltre che effetti benefici sulla salute di mamma e bambino, l'allattamento materno ha anche vantaggi economici.</div><div class="imTALeft">Ciò detto, le mamme hanno il diritto di ricevere informazioni corrette, chiare e complete inerenti i benefici dell'allattamento materno sulla propria salute e su quella del proprio figlio. Tuttavia allattare un figlio al seno non deve essere un'imposizione, ma una scelta della madre che, dopo essere stata erudita correttamente sui vantaggi dell'allattamento materno ed attivamente aiutata ad avviare l'alimentazione del neonato al seno spiegando ed aiutando a risolvere eventuali difficoltà ad essa legate, non deve essere colpevolizzata o criticata se non riesce o non può o non vuole allattare per qualsivoglia ragione che, in ogni caso, bisogna rispettare.</div><div><br></div><div><b>Dr. Carbone Domenico</b></div><div><b>Pediatra</b></div><div><br></div><div><div><a href="http://www.citttadellinfanzia.it" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div></div><div><br></div><div>Chiedi all'esperto di "<a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>" </div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Mar 2016 20:15:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?allattamento-materno--perche-e-cosi-importante</link>
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			<title><![CDATA[LA PREVENZIONE OCULARE IN ETÀ PEDIATRICA]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.ssa Alessandra Russo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_iw2s138y"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/baby-204185_1920.webp"  title="" alt="" width="344" height="227" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16">Lo spazio temporale che va dalla nascita fino ai 7-8 anni di età è particolarmente importante, in quanto i bambini “imparano a vedere” come d’altronde, contestualmente, impareranno a camminare e a parlare. Questo periodo è così delicato anche perché ,qualsiasi causa ampliopigena, se diagnosticata e trattata può essere risolta… oltre tale periodo, pur se diagnosticata e trattata, la causa suddetta non porterà mai ad un ottimale funzionamento del sistema visivo binoculare.</span><br></div><div class="imTALeft">In assenza di patologia, la vista, nel bambino, si svilupperà normalmente portando lo stesso al raggiungimento dei 10/10, ossia al visus ottimale, che ciascun genitore si aspetta. Una vista “normale” porterà il bimbo a lavorare con i due occhi “insieme” sviluppando quella che si definisce “ visione binoculare”, caratterizzata da un “ campo visivo più grande” e da un ottimo senso della profondità , definito “ stereopsi”. </div><div class="imTALeft">Una serie di patologie o disturbi possono interrompere o rallentare l’armonioso sviluppo del sistema visivo pediatrico, ma le cause più comuni sono: </div><div class="imTALeft"><b>• La miopia </b>(visione alterata per lontano)</div><div class="imTALeft"><b>• L’ipermetropia </b>(visione alterata per lontano e per vicino)</div><div class="imTALeft">• L’astigmatismo (immagini deformate e distorte)che può a sua volta associarsi ad uno dei difetti appena citati;</div><div class="imTALeft">• Lo strabismo (condizione in cui gli assi visivi dei due occhi non sono allineati).</div><div class="imTALeft">Dunque vi sono tappe imprescindibili che i genitori dovrebbero, anche in situazione di assoluta normalità presunta, seguire (se il bambino vede anche le briciole a terra non vuol dire che sicuramente non ha vizi refrattivi, vuol solo dire che non essendo alto come l’adulto vede bene le cose più vicine a lui..):</div><div class="imTALeft">• VISITA ALLA NASCITA per diagnosticare precocemente gravi malattie oculari congenite o acquisite, e per valutare l’integrità delle strutture anatomiche; fondamentale l’esecuzione del test del “ riflesso rosso”, in genere eseguito subito dopo la nascita dal pediatra.</div><div class="imTALeft">• VISITA ENTRO I TRE ANNI per diagnosticare precocemente eventuali difetti visivi e lo strabismo. La visita deve essere vissuta dal bimbo non come una costrizione ma come un’avventura giocosa, in tal modo egli collaborerà in maniera idonea al fine di una migliore valutazione ad opera dello specialista.</div><div class="imTALeft">• VISITA IN ETÀ SCOLARE A 6 ANNI per escludere difetti visivi, sintomatici e non.</div><div class="imTALeft">In ogni caso la visita oculistica deve ritenersi INDISPENSABILE:</div><div class="imTALeft">1. nel caso di nati prematuri sottoposti ad ossigenoterapia (controlli spesso già predisposti in sede di dimissione ospedaliera)</div><div class="imTALeft">2. in presenza di patologie oculari in famiglia, quali: astigmatismo, ipermetropia, miopia, strabismo, ambliopia, retinopatie, gravi malformazioni, etc…</div><div class="imTALeft">Infine un vademecum dei segnali più comuni manifestati dai bambini, che richiederebbero una valutazione oculistica a breve termine:</div><div class="imTALeft">• se strizzano gli occhi</div><div class="imTALeft">• se si avvicinano troppo all’oggetto fissato</div><div class="imTALeft">• se accusano mal di testa ricorrenti</div><div class="imTALeft">• se hanno occhi arrossati</div><div class="imTALeft">• se tengono la testa inclinata</div><div class="imTALeft">• se fanno frequenti errori nel leggere</div><div class="imTALeft">• se non rispettano le righe nello scrivere</div><div class="imTALeft">• se si nota una deviazione oculare costante od incostante (NB: osservare attentamente le foto..)</div><div class="imTALeft">• se si nota un riflesso biancastro della pupilla (NB: di nuovo,osservare attentamente le foto..)</div><div class="imTALeft">• se gli occhi vi sembrano grandi o sporgenti o se una palpebra è più abbassata dell’altra</div><div class="imTALeft">• se il bimbo manifesta fotofobia (fastidio davanti alla luce intensa) o lacrimazione</div><div class="imTALeft">• se il bimbo riporta cadute frequenti ed ha difficoltà ad evitare gli ostacoli</div><div class="imTALeft">La vista, infine, è un senso importante e delicato, ecco perché, fin dalla più tenera età la prevenzione deve giocare un ruolo decisivo. Compito del medico Oculista è la diagnosi precoce ma ruolo fondamentale lo giocano le persone che ogni giorno circondano il bimbo, a cominciare dai genitori, fratelli/sorelle, nonni ed insegnanti che possono individuare segnali importanti al fine di un precoce trattamento prognosticamente favorevole.</div><div><br></div><div><div><br></div><div><b><br></b></div><div><b><span class="fs17 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----alessandra-russo---salute.html" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Alessandra Russo</a></span></b></div><div><b class="fs16"><span class="fs17 cf1">Oculista perfezionata in Oftalmologia Pediatrica</span></b></div><div><b><br></b></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs17">www.cittadellinfanzia.it</span></a></div></div><div><b><br></b></div><div><span class="fs17 cf1">Chiedi all'esperto di "</span><span class="fs17 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-pediatra-risponde-a-trani-andria-barletta.php" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a></span><span class="fs17 cf1">"</span></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Mar 2016 20:06:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?la-prevenzione-oculare-in-eta-pediatrica</link>
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			<title><![CDATA[Infezioni respiratorie stagionali ed influenza: come prevenirle ]]></title>
			<author><![CDATA[Dott. Domenico Carbone]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_l557y9xb"><blockquote><div><span class="fs12lh1-5">Come ogni anno, l'avvento della stagione autunnale coincide con l'inizio delle</span><b class="fs12lh1-5"> </b><span class="fs12lh1-5">patologie infettive acute dei bambini. Si tratta di infezioni che colpiscono principalmente le vie respiratorie e che sono indotte soprattutto da virus la cui proliferazione viene favorita dall'arrivo delle basse temperature ed in particolare dalle brusche variazioni termiche che spesso si verificano nelle stagioni autunnale ed invernale. Tali infezioni si trasmettono essenzialmente attraverso le secrezioni respiratorie infette immesse nell'aria con starnutazione e/o colpi di tosse, ma anche mediante il contatto con mani contaminate dalle secrezioni stesse. La conseguenza di ciò è che i germi in questione si diffondono soprattutto in ambienti comunitari frequentati da bambini, come asili, scuole e ludoteche. Esiste tuttavia la possibilità di attuare misure preventive utili per arginare la trasmissione di questi agenti infettivi da un soggetto all'altro, come il lavaggio frequente delle mani (o, in assenza di acqua, mediante l'uso di gel alcolici) soprattutto dopo essersi soffiati il naso o aver starnutito o tossito; altrettanto importante ai fini preventivi è la copertura del naso e della bocca in caso di starnutazione o tosse utilizzando fazzoletti monouso o le mani con successivo lavaggio accurato di queste ultime.</span></div><div><hr></div><div class="imTALeft"><span class="fs22lh1-5 cf1"><i>Tra le<b> infezioni respiratorie </b>stagionali, quella a più elevata incidenza ed arrecante maggiori disturbi alla salute di bambini ed adulti, è l'influenza. </i></span></div><div class="imTALeft"><hr></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Essa è causata da un virus, il virus influenzale, che si caratterizza per un elevato grado di trasmissibilità e per la capacità di modificarsi da un anno all'altro, allo scopo di non rendersi riconoscibile e neutralizzabile da parte del sistema immunitario di soggetti già ammalati o vaccinati l'anno precedente. Per tale motivo il virus influenzale causa ogni anno una vera e propria epidemia durante la stagione invernale. I sintomi più comuni che caratterizzano l'influenza sono febbre elevata, mal di testa, astenia, malessere generale, tosse, mal di gola e dolori osteomuscolari diffusi. Si tratta di disturbi che regrediscono generalmente entro una settimana. In alcuni casi, tuttavia, l'influenza può essere causa di complicanze che possono portare anche al decesso. Ciò può accadere in particolari categorie di soggetti a rischio, di seguito elencate:</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><ul><li><span class="fs12lh1-5">persone con età pari o superiore a 65 anni;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">bambini di età superiore a sei mesi, ragazzi ed adulti affetti da patologie croniche che aumentano il rischio di complicanze (malattie respiratorie, ad esempio l'asma grave e la fibrosi cistica, malattie dell'apparato cardiocircolatorio, malattie renali, malattie del fegato, malattie del sangue, tumori, diabete, malattie del sistema immunitario congenite a acquisite, ad esempio indotte dal virus HIV, malattie infiammatorie croniche intestinali come Morbo di Chron e Celiachia, obesità severa, malattie neuromuscolari invalidanti);</span><br></li></ul></div><div class="imTALeft"><ul><li><span class="fs12lh1-5">persone conviventi con soggetti affetti dalle patologie croniche sopra menzionate;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">bambini in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico (ad esempio per la cura della malattia reumatica), in quanto tali soggetti, in caso di influenza, possono andare incontro alla temutissima sindrome di Reye (caratterizzata da gravi alterazioni neurologiche e del fegato, potenzialmente fatali);</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">donne gravide nel secondo e terzo trimestre di gravidanza;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">personale sanitario ed addetti alla pubblica sicurezza che, per motivi di lavoro, sono spesso a contatto con la gente comune (poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco ecc.);</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">soggetti che per lavoro sono frequentemente a contatto con animali (suini e volatili) che potrebbero essere fonte di trasmissione di virus influenzali non umani (influenza suina ed aviaria).</span><br></li></ul></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Anche per l'influenza, al pari delle altre infezioni respiratorie stagionali, è possibile mettere in pratica semplici misure igieniche per prevenire la trasmissione interumana del virus, come il lavaggio accurato delle mani ed una buona igiene respiratoria, cui si aggiungono l'isolamento domiciliare dei soggetti con infezioni acute febbrili e l'uso di mascherine da parte di coloro che sono affetti da influenza e che si trovano in ambienti ospedalieri. Accanto a tali misure preventive non farmacologiche, nel caso dell'influenza, esiste la possibilità di prevenire la malattia attraverso l'applicazione di presidi farmacologici rappresentati essenzialmente dal vaccino antinfluenzale.</span></div><div class="imTALeft"><hr></div><div class="imTALeft"><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf2">Obiettivo primario della vaccinazione antinfluenzale è la prevenzione delle complicanze e della mortalità dell'influenza in categorie di soggetti a rischio in quanto affetti da patologie croniche.</span></i></span></div><div class="imTALeft"><hr></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">In questi soggetti, così come nella altre categorie a rischio precedentemente menzionate, è raccomandata la vaccinazione stagionale secondo le indicazioni del ministero della salute.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Per la situazione climatica e per l'andamento delle epidemie influenzali in Italia, il periodo più idoneo per la somministrazione del vaccino è quello compreso tra la metà del mese di ottobre e la fine del mese di dicembre. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">La protezione indotta dal vaccino comincia dopo circa 2 settimane dalla vaccinazione e persiste per un periodo di 6-8 mesi per poi decrescere. Ne consegue che, a causa della capacità del virus influenzale di mutare ogni anno le proprie caratteristiche strutturali, è necessario sottoporsi a vaccinazione all'inizio di ogni nova stagione epidemica. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Per quanto riguarda il numero di dosi da somministrare, nei bambini al di sotto dei 9 anni di età mai vaccinati in precedenza, si raccomandano 2 dosi di vaccino antinfluenzale stagionale da somministrare a distanza di almeno 4 settimane; mentre al di sopra dei 9 anni di età è indicata una sola dose, anche se il soggetto non si è sottoposto a <b>vaccinazione</b> negli anni precedenti.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">Quanto alla modalità di somministrazione, il vaccino antinfluenzale va somministrato per via intramuscolare ed in particolare è raccomandata l'inoculazione nel muscolo deltoide per tutti i bambini di età superiore ai 2 anni; nei bambini sotto i due anni, invece, la sede raccomandata è la faccia anterolaterale della coscia. </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">I soggetti nei quali il vaccino antinfluenzale è controindicato, secondo le linee guida del ministero della salute, sono:</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTALeft"><ul><li><span class="fs12lh1-5">bambini al di sotto di 6 mesi di età per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l'innocuità del vaccino in tale fascia di età;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">soggetti che abbiano manifestato una reazione allergica grave, detta anafilassi, dopo la somministrazione di una presedente dose o nei confronti di un componente del vaccino;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">persone con malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre; in tali soggetti la vaccinazione va solo rimandata a guarigione avvenuta;</span><br></li><li><span class="fs12lh1-5">insorgenza della sindrome di Guillain-Barrè (paralisi muscolare) entro 6 settimane dalla somministrazione di una precedente dose di vaccino antinfluenzale.</span><br></li></ul></div><div class="imTALeft"><hr></div><div class="imTALeft"><span class="fs22lh1-5"><i><span class="cf1">Come tutti i presidi farmacologici anche il vaccino antinfluenzale non è esente da possibili effetti indesiderati. </span></i></span></div><div class="imTALeft"><hr></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">I più comuni sono rappresentati da dolore, eritema e gonfiore nella sede di inoculazione, per quanto riguarda le reazioni locali; quanto a agli effetti sistemici, i più frequenti includono malessere generale, febbre, dolori muscolari, i quali possono comparire da 6 a 12 ore dalla somministrazione del vaccino e durano circa 24-48 ore. Molto raramente sono stati descritti effetti collaterali più gravi quali riduzione delle piastrine, nevralgie, disturbi della sensibilità fino a reazione allergiche severe.</span></div><div class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5">In definitiva, secondo le indicazioni del ministero della salute, il vaccino antinfluenzale è raccomandato in tutte quelle categorie di soggetti precedentemente elencate, che presentano condizioni di salute tali che la contrazione dell'influenza si associa ad un rischio maggiore di gravi complicanze fino anche alla morte, rispetto alla popolazione generale; il vaccino è altresì indicato in quei soggetti che vivono a contatto con persone a rischio, o in soggetti che, per le attività lavorative che esplicano, sono più esposti al rischio di contagio (sanitari, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco ecc.). A queste categorie di cittadini il vaccino antinfluenzale viene offerto gratuitamente dal sistema sanitario nazionale. Ciò non esclude la possibilità che il vaccino antinfluenzale possa essere somministrato in tutti coloro che desiderino evitare la malattia influenzale e che non abbiano specifiche controindicazioni.</span></div><div><br></div><div><b class="fs12lh1-5">Dr. Domenico Carbone</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Medico Pediatra</span></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><span class="fs12lh1-5"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></span><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Chiedi all'esperto di "</span><span class="fs12lh1-5"><a href="http://tiny.cc/pediatrarisponde" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a></span><span class="fs12lh1-5">"</span><br></div></blockquote><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Mar 2016 19:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[LO STRABISMO INFANTILE]]></title>
			<author><![CDATA[Dr.ssa Alessandra Russo]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=SALUTE_E_BENESSERE"><![CDATA[SALUTE E BENESSERE]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_49655v2m"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/squint-947718_1920.webp"  title="" alt="" width="367" height="245" /><br></div><div><br></div><div class="imTALeft"><span class="fs16"><span class="cf1">Per strabismo si intende il mancato allineamento degli assi visivi sull'oggetto fissato; mentre un occhio fissa l’altro può essere rivolto all’interno, all’esterno, in alto oppure in basso. È una patologia frequente in età pediatrica (l’incidenza è del 3-5%). Il problema è che quando un occhio è deviato, alla retina non viene inviata una sola immagine, bensì ne vengono inviate due col conseguente instaurarsi del fenomeno della “confusione” o della visione sdoppiata, la cosiddetta “diplopia”. Per evitare questi fastidiosi fenomeni, il bambino, il cui sistema visivo è giovane e plastico, possiede la capacità di escludere (sopprimere) una delle due immagini, imparando ad utilizzare un occhio solo; in questo modo egli vedrà meglio ma perderà il senso della profondità (visione stereoscopica), e della visione binoculare. Di conseguenza, inoltre, tale azione porterà l’occhio deviato verso l’ambliopia, con l’instaurarsi dei fenomeni di cui di cui vi ho parlato nel mio articolo predente. La comparsa di strabismo in età adulta, provoca invece una diplopia pressoché costante poiché il cervello è ormai abituato a ricevere immagini dai due occhi e non riesce ad ignorare l’immagine proveniente dall’</span><b><span class="cf1">occhio deviato</span></b><span class="cf1">. Lo strabismo, dunque, può essere legato a difetti visivi o a patologie oculari piuttosto serie. Tra i principali fattori predisponenti si ricordano: </span></span></div><div class="imTALeft"><span class="fs16 cf1"><b>• l’ereditarietà; </b></span></div><div class="imTALeft"><b><span class="fs16 cf1">• i difetti refrattivi; </span></b></div><div class="imTALeft"><b><span class="fs16 cf1">• le anomalie oculari (cataratta congenita, ptosi...) </span></b></div><div class="imTALeft"><b><span class="fs16 cf1">• le paresi di origine cerebrale; </span></b></div><div class="imTALeft"><b class="fs16"><span class="cf1">• le paresi dei muscoli oculari.</span><span class="cf1"> </span></b></div><div class="imTALeft"><span class="fs16 cf1">A seconda della deviazione che l’occhio assume, si possono distinguere varie forme di strabismo: 1. exotropia o strabismo divergente (l’occhio è deviato all’esterno); 2. esotropia o strabismo convergente (l’occhio è deviato all’interno); 3. ipertropia o deviazione verso l’alto di un occhio rispetto all’altro; 4. ipotropia o deviazione verso il basso di un occhio rispetto all’altro. La forma più frequente è lo strabismo convergente seguita da quello divergente; gli ultimi due sono relativamente rari. Lo strabismo divergente si manifesta di solito verso i 10 anni, mentre il convergente appare molto prima, tra i 2 e i 3 anni, nel periodo in cui si va sviluppando la visione binoculare. &nbsp;Lo strabismo, inoltre, può essere congenito, ad insorgenza precoce o tardiva, costante od intermittente (la deviazione è presente solo in alcuni momenti della giornata), monolaterale (interessa sempre e solo un occhio) o alternante (interessa i due occhi alternativamente). </span></div><div class="imTALeft"><span class="fs16 cf1">Il trattamento consiste innanzitutto nel recupero visivo e funzionale di entrambi gli occhi; solo quando si sarà ottenuto un buon visus o l’alternanza di visione dei due occhi, si potrà eventualmente passare al riallineamento chirurgico dei bulbi oculari. Lo strabismo, infine, è una patologia importante che richiede particolare dedizione e impegno sia da parte dello specialista che del paziente. Essendo patologia prevalente dell’età pediatrica, il trattamento richiede controlli frequenti e attenti della funzione visiva, al fine di permettere lo sviluppo adeguato e simmetrico dell’acutezza visiva dei due occhi. Il riconoscimento precoce, grazie anche alla sempre maggiore collaborazione con il pediatra, è sicuramente un buon punto di partenza per conseguire i migliori risultati.</span><br></div><div><br></div><div><b><span class="fs17 cf1"><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/rubriche----alessandra-russo---salute.html" target="_blank" class="imCssLink">Dott.ssa Alessandra Russo</a></span></b></div><div><b class="fs16"><span class="fs17 cf1">Oculista perfezionata in Oftalmologia Pediatrica</span></b></div><div><b><br></b></div><div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink"><span class="fs17">www.cittadellinfanzia.it</span></a></div></div><div><b><br></b></div><div><span class="fs17 cf1">Chiedi all'esperto di "<a href="http://www.cittadellinfanzia.it/il-pediatra-risponde-a-trani-andria-barletta.php" target="_blank" class="imCssLink">Salute e Benessere</a>"</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 26 Mar 2016 13:54:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?lo-strabismo-infantile</link>
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			<title><![CDATA[IL GIOCO DELLE 100 UTOPIE]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3mu0zdq7"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/utopia-filosofia.webp"  title="" alt="" width="438" height="293" /><br></div><div><br></div>La scorsa settimana il Professore Luca Mori, docente di filosofia all'Università di Pisa, ha fatto tappa in Puglia per presentare il suo progetto, noto appunto col nome de "<b>IL GIOCO DELLE 100 UTOPIE</b>".<div>Questo gioco, destinato a tutti gli studenti di ogni ordine e grado, ha avuto un successo e una risonanza nazionale, poichè per la prima volta si è pensato di utilizzare la filosofia, sdoganata dagli ambienti accademici, quale gioco di pratica filosofica.</div><div>In questo modo tutti gli studenti che hanno aderito al progetto hanno incontrato il Professore e con lui hanno sperimentato la libertà del pensiero, <b>l'immaginazione </b>che spinge all'approdo su un'isola <b>utopica </b>ma realizzabile!</div><div>E' vero, appaiono concetti contraddittori...ma in realtà non lo sono.</div><div>Sperimentare le idee dei piu' piccoli ancora liberi di esprimersi fuori da qualsivoglia struttura, ha consentito al Professore di affermare che proprio dallo scambio democratico e libero dei pensieri partoriscono intuizioni eccellenti.</div><div>Cosi' come il grande <b>Einstein </b>da bambino sognava "l'irreale galoppo su un raggio di luce", i bambini hanno osato pensare cose impensabili.</div><div>Tutti i risultati di questo progetto saranno visibili a breve quando a conclusione del viaggio nei più riposti meandri dell'animo dei ragazzi, il Professor Mori condividerà in un testo la metodologia utilizzata.</div><div>Esperienza unica e fortunatamente ripetibile.</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.V6IJRTUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div>Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a></div><div>e lasciateci i vostri commenti/suggerimenti!</div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 16:25:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?il-gioco-delle-100-utopie</link>
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			<title><![CDATA[FILOSOFIA PER BAMBINI]]></title>
			<author><![CDATA[Prof.ssa Elena Ventura]]></author>
			<category domain="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/index.php?category=FILOSOFIA_ED_ETICA"><![CDATA[FILOSOFIA ED ETICA]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c5cgncau"><div><img class="image-0" src="https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/images/filosofia-per-bambini.webp"  title="" alt="" width="421" height="316" /><br></div><div><br></div>Il 29 novembre scorso in libreria a Trani c'è stata un' interessante seduta di Pratica Filosofica; possiamo chiamarlo laboratorio filosofico ... possiamo chiamarlo incontro ... qualsiasi nome volessimo attribuire a quella serata, sappiamo che la cosa più' originale e affascinante è stata <b>l'incontro </b>di circa 10 bambini che si sono confrontati riguardo la ricerca di sè stessi ...<div>Vi domanderete come possono bambini di circa 6 anni iniziare la ricerca del sè ... eppure il loro contributo all'evoluzione del pensiero è stato brillantemente concesso .</div><div>Non deve sorprendere il fatto che ormai ovunque vi sia sensibilità per la condizione dell'essere bambino e per la cultura vi siano incontri simili ...</div><div>Cio' che è importante sottolineare è che ormai da più parti si grida alla necessità di utilizzare i laboratori di pratica filosofica per insegnare ai bambini un nuovo modo di analizzare il reale e di porsi domande. Ciò significa usare, non la filosofia con i suoi contenuti, bensì, la <b>filosofia </b>come METODO di approccio alla realtà.</div><div>Spesso noi adulti presi dalla vita velocizzata e frenetica non sappiamo ascoltare le mille domande che la stessa condizione di bambino pone in essere.</div><div>Così di fronte alla domanda su quale situazione abbia mosso in loro l' emozione della Meraviglia, si è potuto ascoltare racconti meravigliosi...</div><div>L'aspetto ludico non viene trascurato, pertanto col gioco si percorrono strade curiose, ci si ritrova simili nel pensiero e felici nel ritrovare, noi adulti, il bambino che è in noi che spesso costringiamo a condizione carceraria, per non si sa quale recondita ragione.</div><div><b>GIOCO</b>, <b>CONDIVISIONE</b>, <b>PENSIERI</b>, <b>RICORDI </b>e tutto è stato MAGICO.</div><div>Abituiamoci, dunque, a pensare alla pratica filosofica quale metodo educativo per eccellenza, fondato soprattutto sulla condivisione e sulla capacità di ascolto dell'adulto.</div><div>I nostri bambini non vogliono sempre FARE: vogliono essere ascoltati!!!</div><div>Saper ascoltare le mille domande dei bambini sulla vita, solo il saper ascoltare nel rispetto dell' altro da noi adulti, che è il bambino ... determinerà la formazione di UOMINI migliori consapevoli, rispettosi e capaci di ascoltare e accogliere.</div><div>Cosa possiamo desiderare di più per il futuro del mondo?</div><div><br></div><div><b><a href="http://www.cittadellinfanzia.it/la-verita-nascosta-negli-eventi.html#.V6BywTUqxf4" target="_blank" class="imCssLink">Prof.ssa Elena Ventura</a></b></div><div><br></div><div><a href="http://www.cittadellinfanzia.it" target="_blank" class="imCssLink">www.cittadellinfanzia.it</a></div><div><span class="fs16">Continuate a seguire "Filosofia ed Etica" su: <a href="http://tiny.cc/filosofia" target="_blank" class="imCssLink">http://tiny.cc/filosofia</a></span><br></div><div>e lasciateci i vostri commenti/suggerimenti!</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Dec 2015 11:10:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.cittadellinfanzia.it/editoriale/blog/?filosofia-per-bambini</link>
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