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SAGGIO? NO. SESSO RACCONTATO ATTRAVERSO UNA "DANZA BAMBINA"

Città dell'Infanzia
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No, non è il titolo di un film horror. Qualcosa, effettivamente, ci sta sfuggendo di mano. L’arrivo dell’estate porta, con sé, la consacrazione di tanti percorsi “sportivi” che, in questo periodo dell’anno, divengono la dimostrazione di tutto l’impegno profuso. Come in tutte le fiabe, però, anche qui ci sono “buoni e cattivi”. Lo sport, piano piano, sta cedendo il passo a una sorta di cabaret che rende tanto felici i genitori perché ricolmo di quei “dissuasori” perfetti per ottenere consensi popolari. Fumi, palcoscenico da concerto, green-screen, abiti, lustrini, make-up e “qualche” mossa di danza.  Tutto sarebbe “accettabile” se non fosse che tali orpelli, che ravvisano poca attinenza col concetto di sport, non scivolassero nel volgare e nel diseducativo, ai limiti dell'induzione alla pedofilia. Siamo in presenza di una distorsione completa del concetto “infanzia” che viene continuamente profanata nella sua essenza e strumentalizzata per beceri scopi da mercanteggio e effimera visibilità.

Osservare genitori in visibilio pubblicare, sulle proprie bacheche social, video e immagini con bambine e teenager truccate come prostitute e approcciare “mosse danzanti” toccandosi in modo sensuale, addirittura, simulando movimenti sessuali, e pagando profumatamente per ottenere questo, è un allarmante segnale di come, ormai, anche la figura genitoriale sia divenuta vittima inconsapevole di un mondo che ci vuole tutti omologati come robot senza sentimenti che siano progettati per “produrre”.

**Copyright immagine: Universo Mamma

D'altronde il brano "Lady Marmelade" non racconta certo la storia di Heidi sulle montagne verdi. E non serve conoscere l'inglese per saperlo, basta guardare il video. Ciò che lascia particolarmente sconcertati è che gli organi superiori atti alla tutela dei minori restino completamente inermi di fronte ad uno scempio etico come questo. Cosa è accaduto? Come è stato possibile arrivare al punto di non scorgere più il limite? Come si può sorridere di fronte ad una bambina che sculetta sulle note di  “voulez-vous coucher avec moi?” (Vuoi fare l’amore con me?) e immortalarla facendone un vessillo di fierezza? Come si può consentire ad un “educatore” di prendersi carico della crescita dei propri figli con questi risultati aberranti? Come possiamo permettere a queste figure di operare come “educatori”? Lo sport inteso come condivisione, dottrina, osservazione delle regole, amore e rispetto per la fisicità, esaltazione dell’attitudine e sostegno della volontà dove è finito?  Le domande sono tante. Lo sgomento è incommensurabile. In un’era in cui valori e sentimenti sono ormai solo sostantivi sul dizionario, abbiamo necessità di credere in qualcosa di più grande. Abbiamo sete di verità, abbiamo fame di conoscenza. Non è possibile restare osservatori passivi di un mondo che va a rotoli e che, con tutti i suoi fieri militanti, crede di poter uniformare tutto a un asettico registratore di cassa pronto ad accogliere nuove banconote della mercificazione e dell’inganno. Svegliatevi dal vostro torpore. Aprite cuore e mente. Studiate, informatevi, conoscete. Non piegatevi di fronte alle promesse impregnate di zolfo. Possiamo essere più di così. Possiamo preservare le generazioni future dall’idea che per diventare qualcuno sia necessario “vendersi al miglior offerente”. La dignità non può essere in vendita. L’onore non è merce di scambio. Città dell’infanzia è anche questo, una vera e determinata scudisciata che risvegli sguardi e cuori catatonici. Siamo una goccia che, con fermezza, vuole scavare una roccia. La spina nel fianco dell’inettitudine e del maleficio legittimato. In un certo senso, dovete sopportarci. Non molleremo mai la presa. E’ un debito che abbiamo nei confronti della VITA. Buon recupero di  “senso” a tutti.





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