Sono DISLESSICO. Non avere paura di me, amami e basta!

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Sono DISLESSICO. Non avere paura di me, amami e basta!

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Pubblicato da Città dell'Infanzia in PARLIAMO DI... · Venerdì 28 Giu 2019
Tags: dislessiaapprendimentoinclusione
Città dell’Infanzia, da sempre, dà voce a chi vorrebbe semplicemente essere ascoltato. Sono tante le persone ricche di emozioni, personalità, storia che hanno innumerevoli contributi umani da donare al mondo ma, spesso, il mondo finge di non vederle perché conviene mantenere la vita a un livello di afasia morale, molto più facile da gestire per obiettivi scarni di evolutiva progettualità. Vi presentiamo una lettera “qualunque” che esprime la traduzione dei sentimenti di una madre di fronte ai pensieri del proprio figlio, attraverso i suoi occhi, nella speranza che divenga voce per tante anime luminose pronte a divenire vessilli di  solidarietà e crescita. Noi ci crediamo.

“Mi chiamano stupido, mi definiscono strano, mi etichettano cervello fuori di  zucca.
Sono antipatico, ma io sono solo curioso. Curioso di scoprire il mondo come un bimbo
che muove i primi passi verso la luce. I miei compagni ed amici sono sempre immersi nell'era tecnologica io, invece, voglio fare  l'astronauta, il poliziotto,  il vigile del fuoco.



Voglio esser un wrestler…  Lo  so, mi direte, “confuso il ragazzetto”.
Le risatine colpiscono la mia sensibilità.
Io mi chiedo cosa mai abbia detto.
Io sono solo  curioso.
Sono un ricercatore di esperienze, uno di altri tempi, vista la mia giovane età.
Non sono incuriosito dalla tecnologia, la uso  per le mie ricerche e  come metodo dispensativo e compensativo per le mie difficoltà, che sono *difficoltà* per gli altri, non per me.
Lo diventano se me le fanno pesare.
Eh già, scusatemi. Ho incominciato a parlare ma non mi son presentato.

Piacere, sono un dislessico. Non abbiate paura. Sono come un nero, un giallo, un rosso. Anch'io sono colorato ma con tanta voglia di sapienza, sono fuori dal luogo comune.

Sono un lupo, non sono una pecora, non seguo il gregge, sono una barca in mezzo al mare. Remo controvento. Con la mamma abbiamo sempre giocato con le lettere, parole e i numeri e lei non mi ha fatto pesare nulla, tante volte le ho fatto i dispettucci usando ogni scusa per non studiare.
Non mi piacciono i papiri ma le mappe, non mi piace leggere ma ascoltare, ma la gente legge  e non ascolta. Non sono strano come mi definiscono ma curioso.
Oggi siamo sopraffatti da tutto e da tutti. Io non ho fretta, vado piano e molto lontano.
Non vivo di competizioni ma faccio quello che mi piace. Sono dislessico ma non sono malato.
Io vivo il mondo, la vita nella concretezza.
Ricercatori di sapere guardate oltre gli orizzonti!
Noi dislessici vogliamo solo essere amati e non discriminati per il nostro modo di essere.
*Amami* ...è la parola chiave.”

Mary Di Gioia
Donna, mamma, guerriera della vita



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