
L’obiettivo è stato raggiunto: casco Dignicap acquistato. Ben presto anche le lottatrici del reparto oncologico utero-ovaie del Policlinico A. Gemelli potranno preservare i capelli durante la chemioterapia.

Un celeberrimo motto dice “prevenire è meglio che curare”. Qui siamo in presenza, tuttavia, del movimento che corre nella direzione opposta. Ammettendo pure una porzione di quei fondi per le parrucche, perché non riservarne una parte per caschi che salvino la caduta dei capelli?

Ma chi era Rosanna Benzi? Un’anima speciale che nonostante 29 anni di vita trascorsi in un polmone d’acciaio, non ha smesso di credere nel valore della vita e della scienza. Facciamo un passo indietro.

Osservare genitori in visibilio pubblicare, sulle proprie bacheche social, video e immagini con bambine e teenager truccate come prostitute

Il “popolo” diviene quindi un bocconcino succulento per chi, mediocre nei suoi intenti e nella sua natura, non possiede altra arma se non quella del becero plagio senza valori né sostanza.

Attualmente essere fuori dai social significa essere fuori da tutto quello che palpita nell’universo. Significa NON sapere nulla di nulla e, soprattutto, risultare profondamente “ignoranti” sotto gli spietati sguardi degli adolescenti.

Sì, vogliamo parlare di ciò che ci piace, di ciò che scuote la muffa del "sistema", di ciò che si immerge nella realtà sapendo che la vita fuori dai banchi di scuola è quella vera, quella che imporrà cadute e risalite, ossa spaccate, fallimenti e vittorie.

A tal proposito, vogliamo ricordare l’obbligo di assicurare livelli minimi di sicurezza come “livelli essenziali delle prestazioni concernenti diritti civili e sociali fondamentali”

Le fotografie o qualunque altro elemento che sia identificativo della persona, non possono essere pubblicati senza esplicito consenso dell’interessato.

Torna, allora, a scrivere alla nostra redazione la maestra Barbara Carpentieri per raccontarci l'ultima esperienza vissuta in classe che ci riconcilia, ancora una volta, con il “nuovo sistema”
“Andare oltre le parole” per evincere il senso delle cose e ritornare ad azzerare il tempo in un anfratto in cui volti, sguardi, azioni si intrecciano dando il via a ricordi, esperienze e condivisione
Il Tribunale di Genova ha dissipato ogni dubbio sulla questione con la sentenza n. 3650 - 8 giugno 2016, condannando ad otto mesi di reclusione una madre che si era allontanata da casa